XVII Legislatura - 2013-2018
I Governo Renzi
21 febbraio 2014-12 dicembre 2016
Si svolge il referendum costituzionale sulla riforma Renzi-Boschi: superamento del bicameralismo paritario, riduzione del numero dei parlamentari, contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, soppressione del Cnel e revisione del titolo V della parte II della Costituzione.
Si recano alle urne 33 milioni di elettori, circa il 65% degli aventi diritto, Il sì, di cui il Governo e la maggioranza erano promotori, ottiene il 40,88% dei voti, il 59% degli elettori respinge la modifica.
Una secca sconfitta per il presidente del Consiglio. Un’ora e mezzo dopo la chiusura dei seggi la Conferenza stampa di Matteo Renzi che in discorso di 11 minuti annuncia che nel pomeriggio del giorno dopo riunirà il consiglio dei ministri e poi si recherà al Quirinale per rassegnare le dimissioni. Si assume la responsabilità della sconfitta al referendum ma rivendica il valore delle riforme proposte e i risultati del governo che ha presieduto.
In conseguenza dell’esito negativo del referendum costituzionale, il presidente del Consiglio Matteo Renzi manifesta al presidente della Repubblica la volontà di rassegnare le dimissioni. Il Capo dello Stato, Sergio Mattarella lo invita a soprassedere in attesa della conclusione dell’iter parlamentare della Legge di Bilancio.
Comunicato del 5 dicembre 2016
< Camera seduta del 28 novembre 2016
Senato della Repubblica: approvato definitivamente (173 voti a favore, 108 contrari), il ddl recante il Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019, sul quale il Governo ha posto la fiducia.
Gazzetta Ufficiale n. 297 del 21 dicembre 2016 (suppl. ord. n. 57/L)
p. 1-1086 - Legge 11 dicembre 2016, n. 232 e allegati
p. 1086 – Lavori preparatori
p. 1086-1274 - Note
Seduta pomeridiana n. 731 – 6 dicembre 2016
Seduta antimeridiana n. 732 – 7 dicembre 2016
Nel tardo pomeriggio, approvata la legge di stabilità, Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, si reca al Quirinale per rassegnare le sue dimissioni e quelle del Governo. Il capo dello Stato, Segio Mattarella, le accetta con riserva e chiede al Governo di restare in carica per gli affari correnti.
Comunicato del 7 dicembre 2016
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, svolge le consultazioni per la formazione del nuovo governo. Le Consultazioni si concluderanno il 10 dicembre.
«la Repubblica», 11 dicembre 2016 [p.1-p.29]
Editoriale, Eugenio Scalfari, Per essere uno statista Renzi studi Garibaldi e Cavour [p.1]
Editoriale, Eugenio Scalfari, Per essere uno statista Renzi studi Garibaldi e Cavour [p.29]
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella affida a Paolo Gentiloni Silveri (PD), ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale del governo dimissionario, l'incarico di formare un nuovo Governo.
Comunicato dell’11 dicembre 2016
Il governo Gentiloni
Il presidente incaricato Gentiloni scioglie la riserva di rito e alle 18,45 presenta la lista dei ministri che la sera stessa prestano giuramento davanti al presidente della Repubblica. Rispetto al precedente governo Renzi poche novità: esclusa Stefania Giannini che è sostituita da Valeria Fedeli alla Pubblica istruzione, Maria Elena Boschi, assume l’incarico di sottosegretario alla presidenza del Consiglio ed è sostituita al ministero per le riforme da Anna Finocchiaro, che torna al governo dopo l’esperienza nel II governo Prodi. Al ministero degli Affari esteri subentra Angelino Alfano (Ndc); tutti gli esponenti del Ndc sono confermati: Beatrice Lorenzin rimane alla Salute, Enrico Costa e Gian Luigi Galletti, rispettivamente agli Affari Regionali e all’Ambiente. Marco Minniti da sottosegretario alla Presidenza del Consiglio passa all’ Interno. Claudio De Vincenti e Luca Lotti, entrambi sottosegretari alla presidenza del Consiglio nel governo Renzi, diventano ministri. Al primo sono state attribuite le deleghe alla Coesione territoriale e al Mezzogiorno, al secondo quelle dello Sport. Confermati Andrea Orlando alla Giustizia, Pier Carlo Padoan all’Economia, Carlo Calenda allo Sviluppo economico, Maurizio Martina all’Agricoltura, Graziano Delrio alle Infrastrutture e ai Trasporti, Dario Franceschini ai Beni Culturali e al Turismo, Giuliano Poletti al Lavoro, Marianna Madia alla Pubblica amministrazione.
Comunicato del 12 dicembre 2016
Il Presidente del Consiglio Gentiloni si presenta alla Camera per esporre il programma del Governo. La seduta viene sospesa per consentirgli di recarsi, secondo la prassi, al Senato per depositare il testo delle dichiarazioni programmatiche.
Alla Camera si svolge la discussione sulle comunicazioni del Governo. La mozione di fiducia n. 1-01448 presentata dai deputati Rosato (PD), Lupi (Ap-Ncd-CpI), Monchiero (Cl), Dellai (DeS-Cd), Pisicchio (Misto), Alfreider (Misto), Formisano (Misto), Locatelli (Misto) viene approvata con 368 voti favorevoli e 105 contrari.
Il 14 dicembre il Senato conclude la discussione sulle dichiarazioni programmatiche del Presidente del Consiglio Gentiloni accordando la fiducia con 169 sì e 99 no.
Seduta n. 713 – 13 dicembre 2016 – [video]
Seduta antimeridiana n. 733 – 13 dicembre 2016
Seduta antimeridiana n. 734 – 14 dicembre 2016
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