Alla Camera si discute la legge finanziaria per il 1988. Voto di fiducia
Subemendamento del governo approvato con 309 a favore e 210 contrari
X Legislatura Camera dei deputati
Seduta n. 82 – 25 gennaio
Ancora voto di fiducia sulla finanziaria
X Legislatura Camera dei deputati
Seduta n. 86- 29 gennaio
Ancora voto di fiducia sulla finanziaria
Articolo 35 approvato con 350 a favore e 208 contrari.
X Legislatura Camera dei deputati
Seduta n. 91 – 5 febbraio
Il Presidente del Consiglio Goria si dimette poiché il Governo è stato messo in minoranza varie volte durante la discussione e l’approvazione della legge finanziaria.
X Legislatura Camera dei deputati
Seduta n. 93- 13 febbraio
Il Presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, accogliendo le richieste di PSI e DC rinvia il governo dimissionario alle Camereper un voto di fiducia per un mandato limitato all’approvazione della Finanziaria e del Bilancio .
«l’Unità», 14 febbraio 1988 [p.1-p.3]
p.1- Editoriale, Claudio Petruccioli, Cinque partiti e lo sconquasso ;
pp.1-3- Pasquale Cascella, Cossiga accoglie le pressioni di DC e PSI. Una durissima dichiarazione di Natta. Un gioco d'azzardo Goria torna alle Camere. “ Dimissioni respinte”. Incerto fino all’ultimo il capo dello Stato ha accolto le pressioni della DC e del PSI e ha rinviato il governo alle Camere. Goria sopravvive a se stesso avrà il voto di fiducia dalla maggioranza, ma solo per un mandato limitato approvare Finanziaria e bilancio, e basta . Una scadenza alla quale allude lo stesso comunicato del Quirinale. Natta commenta : “ È un fatto politico e arrischiato” ;
p.3- Quirinale. Così chiuso il giro dei colloqui ; Sergio Criscuoli, “ È una decisione che espone Cossiga”. Rodotà, Ferrara, Barbera : una stranezza la fiducia a termine, alto rischio di sconfitte che potrebbero riverberarsi sul Quirinale
Alla Camera si svolge la discussione sulle comunicazioni del Governo. Il presidente del Consiglio, Giovanni Goria, si impegna a dimettersi dopo il voto sulla Finanziaria e il previsto «chiarimento» nella maggioranza di governo.
Nel corso del dibattito Achille Occhetto, vicesegretario del PCI, avanza di un confronto senza pregiudiziali fra le forze politiche per dare vita a un governo di convergenza programmatica e di garanzia istituzionale , un «governo di garanzia». La proposta è vista con cautela dalla DC, decisamente contrario il PSI. La risoluzione presentata da Martinazzoli ( DC) , De Michelis ( PSI), Craia ( PSDI ) Battistuzzi ( PLI) e Del Pennino ( PRI) su cui il governo pone la fiducia è approvata con 364 voti favorevoli e 208 contrari.
«l’Unità», 17 febbraio 1988 [pp.1-2-p.3]
p.1-p.3- Pasquale Cascella, Tra le polemiche Goria toma in Parlamento. Oggi Giovanni Goria torna nell'aula di Montecitorio che lo ha bocciato per 18 volte consecutive. Si ripresenta con un governo che è già diviso al suo interno sul da farsi nel prosieguo dell'iter della legge finanziaria. “ Deciderò momento per momento”., fa sapere il presidente del Consiglio. Intanto , la “pregiudiziale” del PSI contro il voto segreto surriscalda anche il confronto sulle riforme istituzionali ;
p.2- Enzo Roggi, Esposti al rischio ;
p.3- Guido Dell’Aquila, Camera. La fiducia e martedì il bilancio ; Giuseppe F. Mennella, Che fondamento ha l’allarme sulle modifiche approvate a Montecitorio. Un’intervista a Giorgio Macciotta. Finanziaria, qual è il disavanzo? Gira un'aria allarmistica sul dissesto della finanza pubblica dopo le votazioni delle ultime settimane sulle leggi di bilancio. Intanto serve per motivare l'attacco contro alcuni miglioramenti strappati al governo. E un allarme fondato? Giorgio Macciotta,
dell'ufficio di presidenza del gruppo comunista di Montecitorio , lo definisce “generico” e presenta le sue cifre in questa intervista ; Federico Geremicca, Si teme il ritorno dei franchi tiratori. Martinazzoli chiede ad Andreotti di parlare oggi ai deputati DC. Nella sala del Cenacolo la DC si è rifugiata nei “bei tempi” del centrismo che fu. Ma ecco Martinazzoli avvicinare Andreotti : “Giulio, puoi venire all'assemblea del gruppo di domani? Sai, c'è attesa per quel che Goria dirà. Temo nuovi problemi “ . Nella sala, riappaiono i fantasmi dei “franchi tiratori” . Andreotti dice : “ Goria mi ha assicurato che farà un intervento assai stringato. Ma all'assemblea, se vuoi, ci sarò” ; Sergio Criscuoli, Scarica sulla DC eventuali scivoloni. Craxi promette appoggio a Goria ma mette le mani avanti. Alla vigilia del periglioso ritorno del governo davanti alla Camera, Craxi fa la formale promessa di sostenere il suo tentativo per l'approvazione della Finanziaria, ammorbidisce l'annuncio di Amato di volerla rifare, rimprovera ancora alla DC di aver provocato la crisi e a Goria di averne preso atto, e torna alla carica (stavolta con misura) sulla questione del voto segreto. Ma sembra un discorso a futura memoria
«l’Unità», 18 febbraio 1988 [p.1-pp.3-4]
p.1- Enzo Roggi, Oggi la fiducia. Il presidente del Consiglio annuncia : resto fino al chiarimento. Il vicesegretario comunista avanza la proposta di una soluzione di garanzia. Goria firma il mandato a termine. Occhetto “ Ci vuole un governo con il PCI”. Goria promette di andarsene al momento del preannunciato “chiarimento” che seguirà l'approvazione di Finanziaria e bilancio. M a il PCI, con Occhetto, incalza e propone di uscire dal tunnel della crisi con un confronto senza pregiudiziali per dare vita a un governo di convergenza programmatica e di garanzia istituzionale. È la notizia del giorno che ha subito suscitato reazioni, cautela DC, contrario il PSI ;
pp. 1- 3 - Federico Geremicca, De Mita e Andreotti aprono il fuoco contro i socialisti ;
p.3- Pasquale Cascella, La proroga della crisi DC e socialisti studiano le prossime mosse senza indicare vie d’uscita. La nuova proposta del PCI. Imbarazzo tra i cinque. “Minestra” riscaldata sentenzia l’ “Avanti!”. Goria chiede una fiducia in cui non crede nessuno. “Guai ad agitarsi ancora” Goria lasciando palazzo Chigi per andare a chiedere la fiducia a Montecitorio. Parla nell’aula che lo ha battuto per 18 volte e al liberale Altissimo sembra di assistere a un vecchio film “ Rincontrasi per dirsi addio”. Il segretario del PLI si scuote quando interviene Achille Occhietto “Suggestivo, molto suggestivo”. La DC si cautela. E il PSI reagisce nervosamente ; Guido Dell’ Aquila, “Siamo stati bravi la maggioranza però si è scollata”. Il presidente del Consiglio si concede un'esaltazione del suo governo ma si impegna a lasciare “prontamente” appena varata la Finanziaria ;
p.4- La proposta del PCI. Uscire dal vicolo cieco con la corresponsabilità di tutte le forze. L’impegno per le riforme. Appello a PSI e DC per un confronto libero da ogni pregiudiziale. Occhetto: governo di garanzia e di convergenza programmatica. Occorre uscire dal vicolo cieco in cui la situazione è precipitata per l'intreccio ormai stretto tra crisi politica e crisi istituzionale : occorre un governo di convergenza programmatica e di garanzia istituzionale considerando la possibilità di una partecipazione del PCI . Achille Occhetto interviene alla Camera e va al cuore del problema politico, al di là della sorte segnata del governo Goria ; G.D.A. ( Guido Dell’Aquila), Il gruppo comunista riunito con Natta. Unità sulle scelte
«l’Unità», 19 febbraio 1988 [p.1-pp.3-4]
«La Stampa», 17 febbraio 1988 [p.1]
Paolo Passarini, Che cosa pensa e che cosa dirà nel discorso alla Camera. Goria in cerca di fiducia. Toni misurati nonostante l’amarezza. Spera di essere risparmiato dai franchi tiratori per rispetto a Cossiga. Craxi se salta la Finanziaria, elezioni
«La Stampa», 18 febbraio 1988 [pp.1-2]
p.1- Alberto Rapisarda, Un presidente del Consiglio amareggiato ha richiesto la fiducia. Goria : ho fatto la mia parte. Assicura che dopo l’approvazione della Finanziaria “ ci sarà il chiarimento politico”. Occhetto propone un governo istituzionale d’emergenza con tutti i partiti democratici ;
p.2- Titolo pagina: Occhetto propone una maggioranza con tutti i partiti. Il PCI : governo d’emergenza. Senza nominarlo, suggerisce Craxi quale presidente del Consiglio. “ È un passaggio verso l’alternativa di sinistra” ; P aolo Passarini, Craxi replica a Occhetto : No grazie ; Marcello Sorgi, Su De Mita l’incubo del preambolo. Gli amici del segretario temono una nuova maggioranza per isolare il leader a Palazzo Chigi
«La Stampa», 19 febbraio 1988 [pp.1-2]
p.1- Alberto Rapisarda, Proprio mentre la Camera vota la fiducia al governo. Craxi e DC, riparte il duello. Il segretario del PSI respinge l’accusa di puntare alle elezioni : “ Non ho minacciato niente e nessuno”. Contrattacca contestando “ intrighi e doppio gioco”. De Mita : “ Un discorso adirato” ;
p.2- Titolo pagina : Pronta una carta di riserva nel caso fallisca un’intesa forte con i socialisti. La DC pensa a un governo aperto. L’ipotesi potrebbe essere quella di un bicolore col PRI appoggiato dal PCI. De Mita potrei andare a Palazzo Chigi, ma lascerei la segreteria ; Marcello Sorgi, Andreotti a sorpresa si schiera con De Mita ; Paolo Passarini, E il PSI corregge il tiro su Occhetto ; a.m. , Il segretario socialista cerca di scacciare il ricorrente incubo di un accordo tra DC e comunisti. L’ira di Craxi : “ Torna il solito gioco democristiano”
17 - 19 febbraio 1988
Al Senato si svolge la discussione sulle comunicazioni del Governo. La fiducia, è approvata con 170 voti favorevoli e 91 contrari.
«l’Unità», 20 febbraio 1988 [p.1-pp.3-4]
pp.1-3-Pasquale Cascella, Il leader DC rispolvera il pentapartito di ferro e litiga col PSI.“Provocatore”, dice De Mita a Craxi. Natta: voto anticipato? E' avventurismo ;
p.3- Giuseppe F. Mennella, Al Senato DC e PSI si esibiscono in nuove polemiche. Pecchioli: senza rivincite si può varare la Finaziaria. Fiducia bis tra colpi bassi. Con 170 “sì” e 91 “no” anche il Senato ha votato ieri sera una scontata fiducia al governo di Giovanni Goria. Una maggioranza a brandelli ha votato la fiducia - ha detto Ugo Pecchioli - ad un “governo finito”. Il dibattito a palazzo Madama – complessivamente ventitré interventi - s'è esaurito in una sola giornata. Tre i punti centrali: i rapporti tra i 5, la proposta del PCI, la sorte della legge finanziaria ; Macaluso: “ Litigate ma cosa proponete ?” . La concorrenza tra DC e PSI ormai produce il non governo. Dire pentapartito e elezioni è segno di irresponsabilità dietro parole “ responsabili” ;
p.4- Federico Geremicca, Nuovo incontro tra i due leader DC. Per il segretario “ c’è un accordo su come muoversi” . Scotti invece accusa: “Fanno il gioco dei quattro cantoni”. La corsa a Palazzo Chigi e Piazza del Gesù. Il patto nascente allarma Forlani ma anche Craxi è preoccupato dalle grandi manovre dentro la DC. Ecco il tandem De Mita-Andreotti
«La Stampa», 20 febbraio 1988 [pp.1-2]
p.1- Ernesto Galli della Loggia, Perché De Mita ha paura di Palazzo Chigi. Il potere sfrattato ;
p. 2- Titolo pagina : Prima mossa democristiana nella grande partita a scacchi ; Alberto Rapisarda , La DC al PSI : patto di ferro. Torna l’offerta di una salda maggioranza politica. Goria ha ottenuto una svogliata fiducia anche al Senato. È stato prorogato al 31 marzo l’esercizio provvisorio ; Augusto Minzolini, De Mita e Andreotti firmano l’alleanza. “ Siamo candidati ad una cosa sola. Il bene della DC” . “ Non ci siamo spartiti i posti “
FIOM-FIM-UIL - Alla FIAT si svolgono le elezioni dei delegati . Si registra una partecipazione : vota oltre il 90% dei lavoratori. Alla Mirafiori la FIOM-CGIL ottiene la metà dei voti, riportandosi ai livelli di prima del 1980. Confermati i voti di FIM e UILM.
«l’Unità», 21 febbraio 1988 [p.1- p. 13]
Michele Costa , CGIL-CISL-UIL . I risultati delle elezione dei delegati . La FIOM ottiene la metà dei voti. Gli operai della Fiat rilanciano il sindacato. La FIOM-CGIL sfiora la maggioranza assoluta nelle elezioni dei delegati alla Carrozzeria di Mirafiori , rinsaldando il seguito che aveva prima del 1980. FIM ed UILM mantengono sostanzialmente invariata la loro forza, in una consultazione che ha visto il 90,7% degli operai recarsi alle urne. È un successo di tutto il sindacato, che blocca il disegno della FIAT di delegittimare i delegati in fabbrica
PSI – L’ «Avanti !», sintetizzando l’intervento di Craxi nel dibattito sulla fiducia, fissa in dieci punti le condizioni per un accordo di legislatura con la DC.
«l’Unità», 21 febbraio 1988 [p. 3]
Toni più concilianti nei confronti della DC. Il Psi tira fuori un decalogo per un “saldo accordo politico”
«La Stampa», 21 febbraio 1988 [p.2]
Augusto Minzolini , L’ “Avanti! “ pubblica le condizioni PSI per un patto di ferro con la DC. Il decalogo di Craxi. Al primo posto il voto segreto. Toni più sfumati ma per Martelli “ la situazione rimane di stallo”. Dal Grande Centro primi apprezzamenti per la proposta di De Mita
riprende il dibattito sulle tabelle di Bilancio
Sciopera la scuola
PSDI - In seguito alle dimissioni di Franco Nicolazzi il Comitato centrale elegge segretario Antonio Cariglia sostenuto dalla corrente Nicolazzi-Longo. Per Cariglia 89 voti a favore , al candidato della minoranza Pier Luigi Romita 65 voti , tre le schede bianche. Il partito resta diviso. Il nuovo segretario, nelle sue prime dichiarazioni , esclude una gestione collegiale.
«l’Unità», 10 marzo 1988 [p.3]
Sergio Criscuoli, Il nuovo segretario socialdemocratico eletto dalla corrente Nicolazzi-Longo. Romita battuto, il voto ha sancito la frattura Cariglia alla guida di un Psdi diviso. Antonio Cariglia, 64 anni, presidente dei senatori socialdemocratici, della corrente di Nicolazzi e Longo , da ieri sera è nuovo segretario del Psdi. Con 88 voti contro 65 (tre le schede bianche) ha battuto Pier Luigi Romita nella battaglia al Comitato centrale. Dovrà guidare un partito ancora diviso. “ Non ci sarà posto per problemi di natura personale “, questa è la sua prima, impegnativa, promessa
«La Stampa», 10 marzo 1988 [pp.1-2]
pp.1-2- Augusto Minzolini, Eletto dopo un lungo bracco di ferro con il candidato della minoranza Romita. Cariglia segretario del PSDI. Ha avuto 89 voti, il suo avversario 65. “ Lavorerò per l’unità interna” . Ma ha escluso , almeno per ora, una gestione collegiale. Polemica battuta dell’antagonista sconfitto . “ Si dovrà accontentare di mezzo partito” ;
p.2- Alberto Rapisarda, Vita politica defilata del neosegretario PSDI. Cariglia, inventore della “bicicletta”. Si servì di questa immagine per raffigurare la fusione con i socialisti
PCI – Conferenza stampa sull’apertura degli Archivi su Palmiro Togliatti. Partecipano alla Conferenza : Giuseppe Chiarante, Paolo Spriano, Giuseppe Vacca, Valentino Gerratana e Giuseppe Boffa.
«La Stampa», 10 marzo 1988 [pp.1-2]
Paolo Mieli, Botteghe Oscure risponde con anticipo alle annunciate rivelazioni del PSI su Gramsci. Il PCI apre gli archivi su Togliatti
PCI –Achille Occhetto con un ampio articolo su «la Repubblica» interviene sulla polemica aperta dal PSI su Togliatti e lo stalinismo.
«la Repubblica», 10 marzo 1988
Achille Occhetto, Il passato è sepolto
«l’Unità», 10 marzo 1988 [p.1-p.4]
p.1- Ampio articolo su “Repubblica” di stamani Occhetto: futuro e passato della sinistra. Il compito della sinistra non è di aprire processi a personalità del passato ma di portarsi all'altezza dei problemi inediti del mondo presente , rielaborare la
cultura della trasformazione umana che non può non fondarsi sulla democrazia, intesa come valore storicamente universale. . Achille Occhetto ha scritto un ampio articolo , che appare sulla “ Repubblica di stamani in risposta alla campagna del PSI su Togliatti ;
p.4- Un importante contributo del vice-segretario del PCI al dibattito su una nuova cultura del rinnovamento. È nella proposta di oggi che ciascuno dimostra di avere inteso la lezione del passato. Democrazia e liberazione umana. Occhetto : sinistra in campo aperto. “ C è un passalo che è ormai radicalmente alle nostre spalle. L’ ostinarsi a volerlo fare rivivere come presente diventa una colpevole interdizione al futuro della sinistra e di tutte le forze di rinnovamento”. Cosi si conclude un ampio articolo sulla “ Repubblica” di oggi che Occhetto dedica all’aspra polemica su Togliatti aperta dal PSI . Nello scritto si delineano gli elementi menti di una moderna politica della trasformazione
La discussione e le polemiche
«l’Unità», 13 marzo 1988 [p.4]
Luciano Fontana, Attivo a Roma con Ingrao e Tronti. A via dei Frentani discutendo di Togliatti
« Stampa sera», 14 marzo 1988
r.l. , Ingrao attacca l’autocritica di Occhetto. Togliatti e la rivoluzione ? L’ottobre non si tocca
In seguito a contrasti con il PSI sulla politica nucleare, il Presidente del Consiglio, Giovanni Goria, rassegna le dimissioni.
PCI – Intervista a Achille Occhetto
«La Stampa», 12 marzo 1988 [pp.1-2]
p.1- Editoriale, Paolo Mieli, Le due torri di battaglia ;
pp.1-2- Paolo Passarini, Il presidente del Consiglio anticipa i tempi e si dimette. Sul nucleare precipita la crisi. Craxi : “ La decisione di riaprire Montalto non ha valore”. Andreotti e Fanfani prendono le distanze da De Mita e Goria ;
p.2- Augusto Minzolini, Dietro le quinte della DC: comìè maturata nel partito la decisione di forzare la crisi sul nucleare. Tornano le vecchie volpi. Mancino : “ Occasione da non perdere”. Bodrato : “ Meglio affrontare subito un problema inevitabile”. Forlani predica prudenza : “ De gasperi diceva che nelle crisi bisogna essere duttili”. Cabras : “ Qui alla fine rispunta Andreotti” ; Liliana Madeo, Dopo la protesta alla Camera, sciopero della fame e blocco del cantiere in costruzione. I Verdi occupano Montecitorio. “ Fermeremo il fonogramma di Battaglia, che autorizza la ripresa dei lavori”. Un colloquio con Cossiga ha aperto la giornata. Se ne sono andati dall’aula quando Goria si è dimesso : non avevano più interlocutore ; I lavori iniziati nel 1978. Montalto, centrale della discordia. Con ritardi già costata 4500 miliardi
DC – La Direzione, in vista della consultazione con il capo dello Stato, indica come candidato alla presidenza del Consiglio il segretario Ciriaco De Mita.
«l’Unità», 15 marzo 1988 [p.1-p.3]
p.1- Editoriale, Fabio Mussi , Fuga dal problema ; Titolo : Ammorbiditi programma e condizioni politiche. Oggi Cossiga comincia a consultare i partiti. La DC lancia De Mita ma abbassa il prezzo ;
p.1-p.3- Federico Geremicca , La Direzione democristiana all’unanimità lancia il segretario per la guida del nuovo governo. All’alleato socialista proposto un esecutivo” senza aggettivi” e senza vincoli temporali. Il candidato De Mita ora scopre la prudenza. I l candidato DC è De Mita. Ma il governo al quale punta ora è un governo “senza aggettivi” , non pretende pregiudizialmente di tagliare il traguardo del '92. Il documento programmatico varato ieri dalla Direzione DC è prudente nelle condizioni da porre all'alleato socialista Una prudenza alla quale è stato convinto da contatti con gli altri partiti e da due colloqui con Andreotti e con Fanfani e Goria ; Pasquale Cascella, “ Non siamo proprio al buio” dice Cossiga ;
p.3- Guido Dell’Aquila, Il PSI nega responsabilità e insiste: una decisione non valida. Il PRI : “
Craxi era d'accordo su tutti i passi fatti per Montalto “. La levata di scudi socialista sulla ripresa dei lavori a Montalto di Castro, per repubblicani non ha alcuna giustificazione. Si tratta, afferma la “Voce” , di “avvertimenti sprezzanti” , di “uno stile politico al quale non sentiamo di doverci uniformare” . Il Psi replica agli (ex) alleati. La verità è che PRI e PLI hanno tenuto bordone all'attacco antisocialista della Democrazia cristiana”
«La Stampa», 15 marzo1988 [pp.1-2]
pp.1-2- Paolo Passarini, Crisi di governo : oggi al Quirinale i segretari dei partiti. La DC sceglie De Mita come candidato unico. Approvato un programma che prevede un patto fino al 1992. Ma si attende la reazione del PSI ;
p.2- Alberto Rapisarda, In sette fogli le proposte che De Mita offrirà al PSI per guidare la nuova coalizione. L’arma segreta DC per allettare Craxi. Nessun accenno a un governo “ forte” né “ di legislatura”. Misasi e Scotti hanno limato con il segretario formule e aggettivi per togliere ai socialisti la possibilità di dire no. Nel frattempo, avvisa Fanfani, pensiamo a vincere le elezioni di maggio
PSI – La Direzione approva un documento in cui afferma di non porre «veti» alla candidatura di De Mita ma puntualizza che ci saranno «pregiudiziali politiche e programmatiche» sulle quali i socialisti gradueranno il loro sostegno e la loro collaborazione.
«La Stampa», 16 marzo1988 [pp.1-2]
p.1- Paolo Passarini, Cossiga stasera affiderà l’incarico al segretario DC. Craxi : via libera a De Mita. Ma la soluzione della crisi è ancora lontana. Il PSI ribadisce : “ Il pentapartito si è logorato”, si è aperta una fase nuova. I direttivi dei gruppi DC : se De Mita fallisce , potranno tentare altri ;
p.2- Augusto Minzolini, Come il PSI si prepara a giocare la partita a scacchi con De Mita. “ Abbiamo una mossa in più”. Spiega Signorile, con una battuta : “ La DC ha pronte diecimila soluzioni ? E noi ne abbiamo diecimila e una : siamo pronti a non entrare al governo”. “ Più difficile dire no al segretario socialista
Il Presidente della Repubblica Francesco Cossiga conferisce a Ciriaco De Mita (DC) l’incarico di formare il nuovo Governo.
«La Stampa», 17 marzo1988 [pp. 1-2]
p.1- Editoriale, Paolo Mieli, Le ragioni di una tregua ;
pp.1-2- Paolo Passarini, Cossiga ha affidato l’incarico al segretario della DC. De Mita, cauta partenza. Si profila un “ governo di programma” per superare le resistenze del PSI. “ Già oggi un incontro riservato con Craxi. Anche il leader socialista prudente : “ Inutili le chiacchiere” ;
p.2- Augusto Minzolini, Il “ De Mita day”, a lungo atteso, preparato con una accurata regia. La vestizione del torero. “ Non sono emozionato per l’incarico, ma per il ricordo di Moro”. “ Fossi allegro sarei poco responsabile”. “ Oggi è San Ciriaco, ma non è la mia festa : il mio primo nome è Luigi”
PSI – Promosso dal mensile Mondo Operaio si svolge il Convegno «Lo stalinismo nella sinistra italiana». Non vi partecipa il PCI.
«La Stampa», 17 marzo1988 [p. 2]
Andrea di Robilant, Critiche di Craxi all’operato di Togliatti. Stalinismo : PCI assente al Convegno socialista. Spini : “ Anche Nenni sbagliò, ma ammise i suoi errori
PSI – Alla vigilia dell’avvio delle consultazioni del presidente incaricato , la segreteria , aperta da un intervento di Craxi , esamina la bozza programmatica inviata da De Mita e la giudica ancora inadeguata e condiziona la partecipazione del partito al governo allo sviluppo delle trattative.
Il presidente incaricato si incontra con le delegazioni dei partiti. Il 18 marzo mattina nell’ordine: DC, PCI, PSI, MSI, PCI, il PSI . Pomeriggio : PSDI, PRI, PLI, Verdi , SVP. Il 19 marzo : DP, PR, Gruppi misti di Camera e Senato. Lunedì 21 incontro con la Sinistra indipendente
«l’Unità», 18 marzo 1988 [p.3]
Federico Geremicca, De Mita avvia oggi le consultazioni incontrando DC, PCI e PSI. Grande prudenza e frasi sibilline mentre tenta di varare un governo. “Lavoro al programma . Può succedere tutto”. Esperti e consiglieri di piazza del Gesù stanno definendo le “schede programmatiche” che De Mita proporrà ai potenziali partner di governo lunedì o martedì. È ai temi della riforma delle istituzioni e del nucleare che si sta prestando la massima attenzione. Il leader DC , infatti, dice “La linea è costruire una maggioranza intorno a un programma. Sentirò quello che mi diranno i partiti e poi vedrò. Può succedere tutto” ; Pasquale Cascella, La segreteria socialista condiziona la sua disponibilità verso De Mita ai “risultati della trattativa”. Il Psi studia la prossima mossa. Da oggi le consultazioni di De Mita Si comincia con la DC. Poi il PCI , il PSI e, via via le altre forze politiche. Tutte in una giornata. Ma De Mita non ha fretta di scoprire le sue carte. “Una via d'uscita deve esserci “ dice. E tanta sicurezza mette in allarme i socialisti. A via del Corso cercano un qualche pretesto ma non lo trovano. Cosi la segreteria del PSI è costretta ad ammorbidire i toni polemici ; Se.C. ( Sergio Criscuoli) , I repubblicani a Craxi: devi impegnarti. “ È opportuno che le forze laiche e socialiste non mostrino riserve mentali”. “Finché non prova De Mita il pentapartito non è finito”
«l’Unità», 19 marzo 1988 [p.1-pp.3-4]
p.1- Primo turno di incontri del presidente incaricato. Il segretario PCI : contraddizioni fra analisi e formula. De Mita a Natta: riforme. Ma resta il pentapartito. Flessibilità e disponibilità a discutere di tutto con tutti. Preoccupato di evitare irrigidimenti,De Mita ha condotto cosi la prima giornata di consultazioni. Al centro i colloqui con Natta e Craxi. Il segretario PCI ha registrato “assonanze nell'analisi” ma una “contraddizione in partenza” tra le preoccupazioni espresse dal leader DC e la sua intenzione di ricercare le “solidarietà tradizionali” . Guardingo il PSI ;
pp.1-3- Federico Geremicca, L’incontro a Montecitorio. Alla delegazione PCI il leader DC espone una analisi preoccupata. Rinuncia a governi forti. Appello alle “solidarietà tradizionali” in assenza di un cemento politico. Il segretario comunista : “Contraddizione insanabile tra le ambizioni esposte e la formula a cinque”. “Siamo in una fase di transizione, e occorre un governo che amministri la transizione”. Lo dice De Mita a Natta, aggiungendo, però, che intorno al suo programma cercherà “le solidarietà tradizionali” . È questa “contraddizione di partenza” che il PCI contesta al leader DC. “Se si forma un governo dei cinque partiti saremo all'opposizione”, annuncia alla fine Natta. Ma l'incontro ha anche segnato assonanze ; Pasquale Cascella , I socialisti dopo le consultazioni non si sbilanciano. Si limitano a confermare che non ci sono veti personali. Craxi: “Siamo solo al prologo”. «Perché queste facce scure?». Ore 11,20, a Montecitorio, Ciriaco De Mita accoglie così la delegazione socialista. Chissà se al presidente del Consiglio incaricato è stata già riferita la battuta di Bettino Craxi in attesa che si concludesse l'incontro con la delegazione del PCI : “Ecco cosa succederebbe in caso di accordo tra DC e comunisti: i socialisti resterebbero in sala d'attesa “... ; P.C. ( Pasquale Cascella), Sospetti tra vecchi alleati. “Cooperiamo” dice La Malfa al PSI, che però replica: “Tieniti la tua ostilità” ; Giuseppe F. Mennella, Dodici ore di colloqui del presidente del Consiglio incaricato. I repubblicani insistono sulla richiesta di un “governo dei segretari”. Il PSDI: non dateci più i lavori pubblici ;
p.4- Sergio Criscuoli , La decisione di riaprire il cantiere fu definita “un macigno” ma ora è messa in sordina. Ieri nelle consultazioni si sarebbe sorvolato mentre il PSDI auspica un compromesso. Montalto nell'agenda della crisi . Il PSI non pone «pregiudiziali»? Il “caso Montalto” , che aveva provocato la caduta anticipata del governo Gona, al primo giorno di consultazioni del presidente incaricato non è stato terreno di scontro De Mita
sj è dimostrato disposto a ridiscutere la questione (“È un problema , quindi “.ha poi dichiarato laconicamente ai giornalisti ), La Malfa è apparso più possibilista. Intanto a Montalto i lavoratori temono per i loro salari ; Antonio Zollo, TV, lo scontro sarà sulla pubblicità. La RAI teme un drastico taglio alla sua quota.All’IRI aspra polemica tra il DC Agnes il socialista Pini e il repubblicano Armani
«La Stampa», 18 marzo1988 [p. 2]
p.1- Oggi il via alle consultazioni. De Mita affronta le richieste PSI. Avverte il partito: resto segretario ;
p.2- Paolo Passarini , Da oggi le prime consultazioni del presidente incaricato. Ecco le condizioni del Psi per entrare al governo. I punti forti da inserire nel programma : finanza pubblica, Mezzogiorno, nucleare, giustizia ; Augusto Minzolini, Fino al prossimo Congresso il leader Dc non lascia piazza del Gesù. De Mita : resto segretario. “ Fatto il governo, qualcuno sta già esaminando lo statuto”, dicono i fedelissimi. Ma lui ribatte alla critiche. “ Il problema non esiste”. Andreotti e Gava vorrebbero un “ reggente”
23 - 24 marzo 1988
Nuove consultazioni del presidente incaricato. Il 23 marzo mattina : si concludono gli incontri con le parti sociali ( Intersind, Asap, Confindustria e sindacati ) . Nel pomeriggio consultazioni separate con i partiti dell’ex maggioranza , nell’ordine PSI , PRI. Il 24 marzo incontri con PSDI, PLI e DC. Il 25 marzo con PSI, PRI, PLI.
«l’Unità», 23 marzo 1988 [p.1-p.3]
p.1- Pasquale Cascella, Occhetto: se credete ai programmi abbandonate il pentapartito. De Mita ricomincia da cinque poi vedrà anche il PCI. Ciriaco De Mita ha studiato pagina per pagina, riga per riga il documento inviatogli dal PSI. Poi ha deciso per la tattica del muro di gomma: “Ad una prima lettura, mi pare molto coincidente con le cose che diciamo noi”. Oggi il segretario DC comincia il secondo giro di consultazioni, privilegiando i 5 ex alleati. Vuol battere il ferro finché è caldo: “Quando si lavora senza pretesti è difficile arrivare a scontri” ; Fabio Mussi, Complotto iberico contro il PSI. “ Los socialistas italianos exigen el apoyo de la DC para lograr el desplome comunista” . È l'alba del 21 marzo, equinozio di primavera. I primi lettori spagnoli vanno in edicola, comprano la copia del loro più autorevole giornale, “El Pais”. Lì , a pagina 6, Juan Arias, autorevole corrispondente, firma da Roma una autentica “bomba” è un’intervista, corredata da una foto, look smagliante sorriso, di Acquaviva Gennaro, “ consejero del principe Bettino Craxi, el secretario general del Partido Socialista “ ( che, detto in spagnolo, suona anche meglio, più solenne e folgorante ) ;
p.3- Sergio Criscuoli, Il programma socialista. Il testo ritarda dopo la clamorosa intervista del consigliere di Craxi. La DC incassa e aspetta. L’ostilità espressa contro il presidente incaricato ritenuto un passo falso. Acquaviva sconfessato per placare De Mita. L’intervista di Acquaviva al “Pais” ha provocato un terremoto nel Psi: dopo le smentite, Intini ieri ha censurato pesantemente le “opinioni politiche personali” del capo della segreteria di Craxi. Ma l'intenzione di silurare De Mita dichiarata nell'intervista non ha turbato il presidente incaricato, che anzi giudica questo episodio (che coincide con la diffusione del programma socialista) un autogol del PSI ; Un documento morbido possibilista su Montalto ; Federico Geremicca, Cauti giudizi DC sul testo varato dalla Direzione PSI . Il segretario DC : dai socialisti attendevo proposte più precise. Bodrato dice: “ Sì, ho visto De Mita : non mi sembra che il documento gli abbia creato particolari problemi”. Il leader DC spiega: “Mi pare coincidente con le cose che diciamo noi”. Ma aggiunge: “Su due o tre punti mi aspettavo proposte più precise” . Scotti conclude: “ Si andrà avanti lentamente, sarà un gioco al logoramento dei nervi” . La DC commenta così il documento PSI ; Fabrizio Rondolino, Riaffermata la centralità dei programmi per aprire una nuova fase. Occhetto: se il Psi fa sul .serio perché non chiede il Pd al governo? [ intervista di Achille Occhetto a «la Repubblica»]
«l’Unità», 24 marzo 1988 [p.1-p.3]
p.1- Pasquale Cascella, Crisi di governo. Il PSI avanza anche l’idea di un governo a due ma sul programma nuove divergenze con De Mita. Craxi: o noi o il PRI. Occhetto pone le condizioni del PCI. “ Non intendiamo ingoiare né rospi né rane” dice Craxi lasciando De Mita con tre “ostacoli” e tre “problemi aperti”. E mentre riprende offensiva contro il PRI ( con il PSI la coabitazione è difficile) spunta l’ ipotesi di una maggioranza DC-PSI . Ma Occhetto indica la strada del superamento delle pregiudiziali di formula “Terremo alto il confronto programmatico, pronti ad assecondare un processo di riforma” ;
p.3- La transizione compito comune. Tutti riconoscono che una fase si sta chiudendo, allora basta con le pregiudiziali di formula. I comunisti non fanno anticamera. Sono pronti ad assecondare un processo di riforme e un confronto programmatico. Occhetto: “Se v'impegnate a cambiare strada...”.La fase di transizione che dichiariamo necessaria s’impone come un compito oggettivo e comune. Si cominci con il ricercare una soluzione di governo attraverso un libero confronto senza pregiudiziali di formula edi schieramento e che assuma l'obiettivo di avviare la nuova fase. In tal caso i comunisti sarebbero disposti a assecondare un tale processo. Lo ha detto Occhetto ieri a Viterbo [ conclusioni al convegno su Economia e Ecologia ] ; Federico Geremicca, Giustizia, nucleare, informazione, intesa col PRI. I quattro ostacoli di Craxi sulla strada di De Mita. Concluso l’incontro Martelli dice : “ Ci sono tre ostacoli: giustizia, Montalto, informazione” E Craxi aggiunge : “ Non intendiamo ingoiare né rospi né rane”. Due ore di discussione confermano a De Mita che la strada è accidentata. Ma al leader PSI proprio Forlani dice : “Clemenceau consigliava ai politici di ingoiare ogni mattina un rospo vìvo, se volevano continuare a fare questo lavoro” ; Fabrizio Rondolino, Per Craxi difficile la coabitazione col PRI. E La Malfa ora finge di ignorare l'attacco del Psi. La Malfa ha incontrato ieri De Mita : al centro del programma del PRI ( “Sono cose che diciamo da tempo”, ha detto la Malfa ) la politica estera , la finanza pubblica, la regolamentazione dello sciopero nei servizi pubblici , gli appalti, l'occupazione, il Mezzogiorno , le telecomunicazioni e l’energia . E a Craxi che considera “difficile” la coabitazione tra PSI e PRI , La Malfa risponde : “Sono vent'anni che coabitiamo” ; Stefano Bocconetti, Ieri consultati sindacati e Confindustria. Pizzinato: il nostro programma presuppone un ampio sostegno
«l’Unità», 25 marzo 1988 [p.3]
«La Stampa», 23 marzo 1988 [pp.1-2[
p.1- Oggi nuove consultazioni. De Mita : analogie col programma PSI. Stemperate anche le polemiche su Montalto. Consensi di La Malfa e Occhetto ;
p.2- Titolo pagina : I socialisti hanno inviato il loro programma al presidente incaricato. De Mita : molte assonanze col PSI. “ Sui titoli tutto bene, vedremo la sostanza “. La Malfa : costruttivi anche sul nucleare. Occhetto al PSI : chiedete il nostro ingresso al governo ; Paolo Passarini, PSDI : senza Craxi stiamo fuori ; Alberto Rapisarda , Anche sul nucleare si può trovare la soluzione” ; Ping- pong su chi deve assumere le iniziative per garantire il salario ai lavoratori
Prosegue la serie di incontri con i partiti di maggioranza : PSI ( terzo incontro), PRI, PLI
26 - 28 marzo 1988
Sciopero dei quotidiani30 - 31 marzo 1988
riscrittura del programma – incontri con i partiti che non fanno parte della maggioranza
L’iSTAT diffonde i dati della disoccupazione al gennaio 1988 : circa tre milioni , il 12,4 % delle forze lavorative. Nel gennaio 1987 era l’ 11,95%. Nel Mezzogiorno tocca il 20%. Unico settore trainante il terziario.
«La Stampa», 4 aprile 1988 [p1
Gli italiani in cerca di lavoro sono circa tre milioni. Disoccupazione record ( oltre il 12% in gennaio). Cala al Nord ma nel Mezzogiorno ha sfondato il 20%. Il terziario è l’unico settore trainante.
«La Stampa», 5 aprile 1988 [p1]
Editoriale, Mario Deaglio, Chi sono i disoccupati in Italia. Voglia di lavoro
La Commissione Inquirente , i cui poteri istruttori terminano lo stesso giorno sulla base del referendum, respinge la proposta avanzata dal PCI della messa in Stato d’accusa degli ex ministri Franco Nicolazzi ( PSDI), Clelio Darida ( DC) e il proseguimento delle indagini su Vittorino Colombo ( DC) accusati dall’architetto Bruno De Mico di aver intascato tangenti . Il cosiddetto scandalo delle «carceri d’oro».
«l’Unità», 8 aprile 1988 [p.1-p.4]
p.1- Nadia Tarantini, Vasto scambio di favori all’Inquirente : riguarda non solo Darida e Nicolazzi. Nella trattativa per il nuovo governo il salvataggio dei ministri inquisiti. L’insabbiamento per le “ carceri d’oro”si è giocato sul filo delle trattative per la formazione del nuovo governo. Ieri l’ Inquirente ha deciso, tra vistose assenze, “ relazioni aperte” al Parlamento (quindi un rinvio infinito) anche per i casi Formica – Rendo e Manca –Capria ( armi all’Irak). Anche i liberali aspettano il loro insabbiamento occulto, per lo scandalo Altissimo Sgarlata ;
p.4- Giuseppe F. Mennella, Scandalo delle tangenti. La battaglia dei commissari comunisti per impedire l'ultimo insabbiamento. Battello e Brutti (PCI): “Non abbiamo cercato verità preconfezionate”. “C'erano le prove per incriminare i ministri” . Ieri l’Inquirente ha chiuso la sua troppo lunga vita di “grande in sabbiatrice” . L’ultimo atto ha riguardato tre ministri coinvolti nella vicenda delle «carceri d'oro». I comunisti avevano chiesto l'incriminazione di Darida e Nicolazzi , supplemento d'indagine per Vittorino Colombo. Ne parliamo con Nereo Battello, relatore, e Graziella Tossi-Brutti, vicepresidente della commissione ; Nadia Tarantini , “ Relazione aperta” ? Una trovata … Ma la “ relazione aperta “ dell’ Inquirente alle Camere, che cos'è? E, innanzi tutto, e legittimo proporla? È vero che da ieri sera a mezzanotte la commissione per i procedimenti di accusa nei confronti dei ministri non ha più il potere istruttorio, per gli effetti del referendum abrogativo dell'8 novembre '87; ma ciò non la fa diventare, automaticamente, una commissione come tutte le altre ; Pier Giorgio Betti, Parla “il grande corruttore”Adriano Zampini: “Vedrete, i miei coimputati faranno carriera”. “ Pensate , tra ricorsi, bancarotta e altre faccende mi aspettano ancora quattro o cinque processi, Ci vedremo almeno fino al 1995, magari ci saranno Darida e Nicolazzi in qualche altro governo, forse l'on. La Ganga siederà sulla poltrona che adesso è di Bettino” . Lunedì comincia a Torino il processo d'appello per lo scandalo delle tangenti e Adriano Zampini tenta di rinverdire la sua (discutibilissima) notorietà...
«La Stampa», 8 aprile 1988 [pp1- .2]
p.1- Tra roventi polemiche l’ultimo atto dell?inquirente. Sentenza rinviata sui tre ex ministri. La commissione rinuncia al giudizio sullo scandalo “ carceri d’oro” ;
pp.1-2- Livio Zanetti, L’elettore gabbato ;
Prima riunione collegiale del pentapartito. Si discute il testo riscritto del programma inviato nella mattinata da De Mita ai partiti della futura maggioranza. Un documento di 187 pagine organizzato in cinque capitoli. Il vertice conferma la volontà di raggiungere all’accordo. Soddisfatto Craxi su voto segreto e Montalto. Fra i punti maggiormente controversi l’ assetto del sistema delle televisioni private e il rapporto con la proprietà dei giornali , la questione dei poteri del presidente e del direttore della Rai-TV. Rispettivamente il socialista Manca e il democristiano Biagio Agnes. Temi su cui De Mita, a conclusione della riunione rimanda ad ulteriori approfondimenti.
«l’Unità», 8 aprile 1988 [p.3]
Oggi vertice dei cinque. Su tre punti De Mita lascia in bianco il programma di governo ; Antonio Zollo, Esplicita richiesta socialista. Nelle ipotesi per il programma una mappa di aree d'influenza senza reali misure anti-trust. Sottobanco si tratta sui giornali. La critica di Veltroni per il PCI “ Le garanzie per l'informazione hanno un carattere istituzionale”. Un duopolio Dc-PSI per RAI e TV private. Campo libero a Berlusconi , possibilità di ingresso per la Fiat, purché ceda il Corsera , in RAI una diarchia di ferro DC-PSI , ma con il direttore generale (de) privato
di gran parte dei suoi poteri a vantaggio del presidente (socialista). Infine Parlamento e Consiglio spossessati di competenze reali, il controllo dell'intero sistema consegnato all'esecutivo, cioè a DC e socialisti. È la proposta PSI per la TV ; Renzo Stefanelli, Nello scambio di note programmatiche reciproche esortazioni alla chiarezza , ma nessuna scelta, né risposte ai sindacati. Sul fisco un gioco a nascondino. Il 31 marzo Cgil, Cisl, Uil hanno presentato al presidente incaricato un progetto di riforma tributaria, con proposte per ciascuna imposta, aliquota, norma. Ma invece di dare una risposta i documenti “programmatici” della DC e del PSI hanno continuato il balletto delle parole prive di contenuto. L’ultimo in ordine di tempo, del PSI, afferma addirittura “la necessità di una scelta...” di là da venire ; Sergio Criscuoli, Mentre i deputati DC selezionano i candidati al governo. De Mita sonda Craxi per la Farnesina. Goria non vuol rientrare da ministro. Per tentare di chiamare dentro il governo Bettino Craxi, De Mita è arrivato a prospettargli l'offerta del prestigioso ministero degli Esteri. Il tentativo, poco apprezzato da Andreotti, è fallito. Così come non ha dato frutti l'opera di persuasione svolta su Goria, deciso a restare fuori dall'esecutivo. La distribuzione degli incarichi, intanto, si intreccia con gli assetti interni alla , e si complica.
«La Stampa», 8 aprile 1988 [p.13]
Andrea de Robilant, La nuova Rai-TV nel documento presentato dal PSI a De Mita. Il TG in diretta a Berlusconi. Ma solo su una rete. Anche altre emittenti potranno trasmettere informazione in diretta. Proposta la spartizione dell’accesso alle frequenze : 25% alla RAI, 25% a Berlusconi, 50% ad altre reti
«La Stampa», 9 aprile 1988 [p.2]
Titolo pagina : Il segretario DC dopo il vertice : ora possiamo procedere a passi decisi. I cinque insieme, sì a De Mita. Craxi soddisfatto della soluzione trovata per il voto segreto. Su Montalto deciderà il Piano energetico ; Paolo Passarini, Entra anche il PLI ; Augusto Minzolini, Attorno al tavolo quasi un duetto DC-PSI ; Andrea de Robilant, Tra DC e PSI ancora divergenze sull’informazione, si cerca un accordo. Ma resta lo scoglio delle TV. Il primo contrasto riguarda i poteri in RAI del direttore Agnes e del presidente Manca. Disaccordo anche sulle emittenti straniere e sui “ tetti” di tiratura per editori di giornali e televisivi ; Eugenio Palmieri, Il risanamento del deficit uno dei punti chiave del programma. La manovra sarà graduale, ma in crescendo dall’89 in avanti. Modifica della curva IRPEF. Tre livelli per la riforma delle pensioni
Nel pomeriggio seconda riunione collegiale sul programma di governo.
«La Stampa», 12 aprile 1988 [pp.1-2]
p.1- Alberto Rapisarda, De Mita, dopo il vertice decisivo, sceglie gli uomini per l’esecutivo. Offerto un ministero a Maccanico. Dovrebbe lasciare la presidenza di Mediobanca per occuparsi delle riforme istituzionali : ma accetterà ? L’idea è di La Malfa. Gava andrà al Viminale e rinuncia alla vicesegreteria della DC ;
p.2- Titolo pagina : Nel secondo vertice a cinque definito il programma del governo De Mita. Intesa anche su TV e scuola. Per la televisione superati gli ultimi contrasti fra DC e PSI ( in attesa di una legge). L’istruzione secondaria allineata ai parametri europei ; Paolo Passarini, Entro domani la lista dei ministri ; Marcello Sorgi, Gava non fa il leader e va al Viminale. Il capo del nuovo centro DC rinuncia a sorpresa alla vicesegreteria. Nel PSI Martelli non vuole entrare nel governo ; Giovanni Bianconi, L’accordo anti-trust : un comitato vigilerà sulla trasparenza proprietaria. “ O televisioni o giornali”. Una legge vieterà “ posizioni dominanti o di controllo” in emittenti radiotelevisive nazionali a chi abbia analoghe posizioni nei quotidiani e viceversa. Verso una soluzione il problema dei poteri del presidente RAI ; Maria Grazia Bruzzone , Il progetto per la scuola del presidente incaricato. L’istruzione obbligatoria verrà portata a 16 anni. In preparazione anche la riforma degli esami di maturità
12 - 13 aprile 1988
Il presidente incaricato, Ciriaco De Mita, dopo le ultime difficoltà relative agli incarichi ministeriali, il 13 aprile presenta al capo dello Stato, Francesco Cossiga, la lista dei ministri del governo formato da DC-PSI-PSDI-PRI –PLI. In totale 32 ministri, 16 alla DC e 16 agli altri partiti. La vicepresidenza a Gianni De Michelis ( PSI) che prende il posto ricoperto da Giuliano Amato nel governo Goria. Poche le novità : il PSI conferma tutti i ministri uscenti, unica eccezione il vicepresidente. Entra Antonio Maccanico, in quota PRI, che si dimette da MedioBanca . Nuovi i due ministri del PSDI, che fino all’ultimo ne ha rivendicati tre, Enrico Ferri e Vincenza Bono Parrini . Per la DC nuovi : Fracanzani e Antonio Gava
«La Stampa», 13 aprile 1988 [pp.1-2-p.7 ]
p.1- Titolo : Oggi il presidente incaricato sale al Quirinale da Cossiga. De Mita presenta i ministri. Il vicepresidente ( PSI) sarà De Michelis. Entra Gava, Goria rinuncia per occuparsi del partito. Quasi sicuro Maccanico. Craxi : “ Governo fino al 1992 ? Sarebbe un miracolo”; Paolo Mieli, Vincitori a metà ;
p.6- Titolo pagina: Come De Mita e gli alleati hanno dosato la lista dei ministri. Ultimi ritocchi, pochi volti nuovi. Sedici DC su 32 incarichi ( entrano Fracanzani, Giacometti e Pomicino). Le maggiori incertezze nel PSDI che chiede tre posti ; Paolo Passarini , “ Tutti i problemi risolti” ; Augusto Minzolini , De Michelis : “ Ho i sudori freddi, ma obbedisco” ; Andrea di Robilant, I commenti negli ambienti giuridici sull’accordo raggiunto fra DC e PSI. “ TV senza giornali : quale pluralismo ?”. Dubbi sulla costituzionalità di una legge che recepisce l’ “ opzione zero”. Spadolini critico : “ In tutto il mondo la televisione si intreccia con la stampa”. I socialisti : “ Linea rigorosa e trasparente” ; c.a. , Montanelli : l’opzione zero colpisce solo noi. In seguito agli accordi fra i cinque, Berlusconi dovrà cedere “ Il Giornale” se vorrà trasmettere il TG. ! Indignato ? Sì, ma solo per la malaccortezza da magliari che i politici hanno dimostrato” ; Marcello Sorgi, Intervista nel giorno dell’addio a Palazzo Chigi. Le valigie di Goria. L’ex presidente non entra nel nuovo governo. Vuole candidarsi leader davanti alla base : “ Nessuna successione dinastica nella DC”
Pagina 2 di 2
Commenti e resoconti