«l’Unità», 30 aprile 1963 [pp.1-7]
p.1- Titolo pagina : I risultati sui primi undici milioni di voti per il Senato. Generale e impetuosa avanzata del PCI. Forte caduta della Democrazia Cristiana. In alcuni centri risultati straordinari: fino al 10% di aumento. Ristagno del PSI. Incremento del PSDI. Cospicui guadagni liberali, crollo dei monarchici ; Editoriale, L.Pi ( Luigi Pintor) ;
p.1-p.6 - Il PCI primo partito a Torino, Firenze e Genova ;
p.2- Titolo pagina : Entusiasmo per l’avanzata del PCI ; Torino i comunisti al primo posto. Dovunque crollo della DC .Manifestazioni di entusiasmo davanti alla sede della Federazione PCI ; Toscana : grande vittoria del PCI ; Milano: avanzata del Partito comunista e delle sinistre. Crollo DC in particolare in città. Grande balzo del PCI nei centri di immigrazione ; Siena Il PCI passa dal 34,5 al 40,8% ; Lina Anghel, Emilia – Romagna Ulteriore avanzata in tutta la regione ; La DC perde in Sardegna 40.000 voti ; Pisa La DC ha perduto il 7% dei voti ; Livorno strepitosa avanzata del Partito comunista ; Prato PCI : +5,8.DC - 6,1 ; Arezzo Il PCI più 4,4%. DC meno 5% ; 1084 voti in più al PCI al Pontedera ;
p.3- i.p. , II PCI passa dal 23 al 27,6 Puglia: avanzata nelle città e nelle campagne. Dovunque arretra la DC. I dati dei collegi senatoriali. Grande successo nei centri operai ; Anche in Sicilia il PCI avanza La DC perde a Palermo 10 mila voti ; Arminio Savioli , L’Unità invasa da compagni e amici. Una notte di eccitazione e di grande entusiasmo ; Mario Passi, Veneto : Il PCI avanza in tutti i comuni ; Umbria forte e generale avanzata comunista ; i.p., Napoli guadagna60 mila voti.Sensibili flessioni della DC . Incremento del PSI . Notevole affermazione del PLI ;
pp.4-5 - Nei singoli collegi: I risultati per il Senato ;
p.6- I primi dati della Camera;
p.7- [Roma] – Titolo pagina: Nei quartieri del centro in periferia in provincia. La grande avanzata del PCI di ora in ora
«l’Unità», 1 maggio 1963 [pp.1-8-p.16]
p.1-Titolo: Avanza la causa dell’unità della democrazia e del socialismo: l’Italia va a sinistra. Vittoria. PCI 7.763.854 alla Camera oltre un milione in più. Dc caduta: dal 42% al 38 oltre 750.000 in meno ; Togliatti : si apre un nuovo corso politico in Italia [ testo della dichiarazione] ; Il PCI agli elettori ;
p.1-p.16 – m. a. [ commento ai risultati] ; I primi echi al voto del 28 aprile. Sgomento nella Democrazia cristiana. Moro dimissionario al prossimo Consiglio Nazionale? Dichiarazioni dei leader dei partiti ;p.2 – Titolo pagina : 1 italiano su 4 ha votato comunista ; Italo Palasciano, Puglia: il balzo in avanti del PCI. Forte avanzata nei Comuni retti dal centro-sinistra . Nella provincia di Bari i comunisti passano dal 23,7 al 26 % ; In Calabria aumento del 3,3% ; s.p. , Milano: grande affermazione comunista. La capitale del “miracolo” ha dato un voto anticapitalistico. Dichiarazioni del compagno Cossutta: “ l lavoratori hanno premiato il partito dell'unità” ; Entusiasmante balzo in avanti del PCI nella regione. Umbria rossa:ai comunisti quasi il 44 % dei votiOltre 18 mila voti perduti dalla DC. Anche il PSI in regresso. Una dichiarazione del compagno Ingrao ; Camera primi dati suivoti preferenziali. Nelle liste DC si delinea l’affermazione dei candidati dorotei, morotei e di destra ; Livorno: 93 mila voti al PCI ; Walter Montanari, Nelle Marche 38.000 voti in più al PCI. Travolgente avanzata del Partito comunista ; “Non era prevista” Imbarazzo USA per I'avanzata del PCI. Kennedy insiste per I'incontro con Fanfani;
p.3 - Titolo pagina : Oggi la solenne celebrazione. 1° maggio di festa di unità e di lotta. Novella: In questa grande giornata di unità e solidarietà internazionale venga riaffermata con nuovo slancio la volontà di pace e di rinnovamento sociale e democratico delle classi lavoratrici espressa con le memorabili lotte dell’ultimo anno ; Agostino Novella [Articolo di fondo] ; Per sottolineare il significato della giornata . Tutti alle manifestazioni unitarie. Novella parla i Bari, Santi a Napoli, Foa a Milano, Lama a Roma e Scheda a Torino ;L’appello della CGIL [ testo] ;
p.4- [Roma]- Titolo pagina : Il volto democratico della città nel clamoroso risultato elettorale. 343.000 romani hanno votato per il PCI. Tutti trombati i senatori DC. Secca perdita dei missini ; Una dichiarazione del compagno Bufalini. Grande avanzata ;
p.5- a.c. , Rafforzata la posizione di primo partito Pisa: strepitosa avanzata del PCI che sottrae voti direttamente alla DC.Invaso per tutta la notte il giardino della federazione. Punte mai raggiunte nei comuni della provincia superiori ai 10 mila abitanti. A Pontedera diventiamo il primo partito mentre la DC perde il 6,30% . Secca sconfitta democristiana anche nel Volterrano. Maggioranza assoluta a S. Giuliano ; Recuperata la leggera flessione delle amministrative del '60 . La Spezia : PCI al primo postonel capoluogo. La Democrazia Cristiana subisce un forte ridimensionamento: 8 per cento. I liberali non assorbono la perdita complessiva delle destre. Leggera flessione del PRI e avanzata inferiore al previsto del PSDI ; Catania: oltre mille voti in più del 1958 al nostro Partito ; Giuseppe Messina, Siracusa: splendida affermazione comunista. 12 mila voti in più al PCI. La DC ne perde 15 mila . II nostro è divenuto il primo partito nel collegio senatoriale del capoluogo. Crollo dei monarchici a favore del MSI . Leggero arretramento del PSI . I lavoratori siracusani in festa ; Potenza: il PCI aumenta del 6% Il ministro Colombo perde 23 mila preferenze ;
p.6 – I risultati per Regioni e i confronti col ’58 ;
p.7- Lina Anghel, I voti della Camera riconfermano l'avanzata al Senato. Emilia Romagna: un milione di voti comunisti. La DC perde voti ovunque. La flessione dei socialisti in quasi tutti i centri della regione. Disfacimento dei repubblicani; Dopo la vittoria del PCI. Esultanza a Bologna ; g.f.p. (Giorgio Frasca Polara) , Sicilia: Entusiasmo per la vittoria del PCI. Nell'lsola il Partito e passato dal 21,9 al 23,66 % dei voti, i senatori salgono da 5 a 7, i deputati da 12 a 14 ;
p.8- Mentre la DC è in regresso dovunque. In Piemonte al PCI 115 mila voti in più. Anche il PSI ha guadagnato 20 mila voti .Entusiasmante affermazione del nostra partito nei centri industriali di Novara e Vercelli ; Il PCI è divenuto il primo partito. Frantumato a Genova il monopolio DC ; Macerata: il P.C.I. guadagna 5.290 voti
«l’Unità», 3 maggio 1963 [pp.6-7-p.9]
p.6- Camera dei deputati: Il voto nei capoluoghi [ con raffronto con il 1958] ;
p.7- Camera dei deputati: Il voto nelle province[ con raffronto con il 1958 ;
p.9 – Così il nuovo Parlamento
«L’astrolabio», anno I, n.4, 10 maggio 1963 [p.1-pp.3-11]
p.1- copertina : Perché l’Italia vota a sinistra;
pp.3-7-Leopordo Piccardi, Elogio dell’elettore;
pp.8-10- Umberto Segre, Le ambizioni dei “dorotei”;
p.10- Ferruccio Parri, Postilla sul centrosinistra;
pp.10-11-Anna Garofalo, Hanno votato senza paura
«La Stampa», 1 maggio 1963 [pp.1-2-p.5-p.7]
p.1-Titolo pagina: I seggi della nuova Camera sono 630 invece di 596. La Democrazia cristiana perde 13 deputati su 273. Progressi dei liberali, socialdemocratici e comunisti. I socialisti, pur perdendo lo 0,40 in percentuale, hanno tre deputati in più per effetto dell’aumentato numero dei seggi. I repubblicani rimangono a sei deputati ma ottengono un senatore che prima non avevano. Qualche incremento dei missini e crollo dei monarchici. Prime caute reazioni dei dirigenti dei partiti; Editoriale, Vittorio Gorresio, Previsioni ed ipotesi; Le elezioni dei deputati per la nuova e le precedenti Legislature [tabella] ; Come leggere i risultati ; Michele Tito, I primi commenti dei partiti ai risultati del nuovo Parlamento. L’on. Saragat conferma che il centro sinistra è l’unica alternativa valida alla reazione e al comunismo. Dichiarazioni di Malagodi e Nenni. Un aricolo del “Popolo”; Risultati definitivi per il Senato [tabella];
p.2-Cronaca cittadina: I risultati per la Camera dopo quelli per il Senato. I voti e il nome di 31 deputati eletti per Torino-Novara-Vercelli. In tutta la circoscrizione: democristiani 612.041 (11 seggi), comunisti 471.406 (8 seggi), socialisti 282.916 (5 seggi), liberali 224.612 (4 seggi), socialdemocratici 171.944 (3 seggi). Altri due seggi saranno assegnati con il clacolo dei resti e possono toccare anche altre circoscrizioni. Rispetto ai risultati del ’58 la DC è scesa dal 37,65% al 32,65%, il PCI è salito dal 21,09% al 25,15%, il PLI dal 5,07% all’11,98%, il PSDI dal 7,10% al 9,17%. Stazionario il PSI, crollo dei monarchici; Torino per la Camera nel ’63 e nel ’58- Torino-Novara-Vercelli per la Camera [tabelle]; Pubblichiamo l’elenco per la città e la circoscrizione. Concluso il calcolo delle preferenze. Per la DC è in testa Pella, con 95.479 voti, per il PCI Togliatti, con 96.726, per il PSI Foa con 16.287, per il PLI Alpino, con 43.364, per il PSDI Saragat con 24.672. Chi sono gli eletti e i primi esclusi. Qualcuno tra questi ultimi entrerà ugualmente a Montecitorio; I deputati di Torino, Novara e Vercelli [elenco];
p.5-Titolo: I neo eletti al Parlamento in Piemonte e Liguria; n.m., A Cuneo-Asti- Alessandria forte aumento dei liberali. IL PLI ha quasi raddoppiato i voti. Flessione della DC ( che perde un seggio) e del PSI. Lieve incremento dei socialdemocratici; Come si è votato per la Camera nelle province piemontesi [tabella]; n.b., A Bo, Taviani e Russo i maggiori suffragi liguri. Rieletto alla Camera il socialdemocratico Paolo Rossi; v.s. , Moro ha convocato la Direzione democristiana per venerdì. Il 16 maggio si riuniranno le nuove Camere e Fanfani presenterà a Segni le dimissioni del governo. Piccioni indicato quale probabile presidente del Senato, per Montecitorio si parla di un socialdemocratico; Due DC ed un comunista eletti deputati a Trieste; Tendenza immutata nella Valle d’Aosta; I 24 senatori eletti in Pemonte [elenco]; p.b., I socialdemocratici guadagnano 7000 voti in provincia di Novara; Flessione dei socialisti in provincia di Vercelli;
p.7-Titolo pagina: Primo bilancio dei risultati elettorali in Italia; I nuovi deputati e senatori nelle regioni del Centro-Nord. In Lombardia i liberali hanno raddoppiato i loro suffraggi passando dal 9,3 al 18,6 per cento dei voti della regione. In aumento anche i comunisti; p.a.p., L’on. Andreotti in testa per le preferenze a Roma ; I voti della Camera nelle 32 circoscrizioni [ dati elettorali] ; Delle Fave rieletto deputato nelle Marche ; In Toscana 5 fanfaniani su sei senatori della DC; c.g., Crollo dei monarchici nel Mezzogiorno. L’on. Lauro rieletto a Napoli. Stazionari i comunisti in Campania. In maggioranza gli autonomisti tra i nuovi parlamentari del PSI ; Matteo Matteotti eletto deputato del PSI a Venezia; L’on. La Malfa rieletto a Bologna; Notevole incremento del PSDI in Calabria; g.d. , Milazzo scomparso dalla politica siciliana; g.f., Flessione del PSI in tutta la Sardegna
Il capo dello Stato , Giuseppe Saragat, incontra Fanfani e i presidenti di Camera e Senato rispettivamente Leone e Merzagora. In previsione delle riunioni dei partiti di centro sinistra grande incertezza sulle prospettive di governo : certa una fase di transizione con un monolocolore DC o un tripartito ( DC-PSDI-PRI) in attesa del Congresso del PSI che dovrebbe decidere la sua partecipazione al governo. Nella DC, dopo la sconfitta, cresce il dissenso dei dorotei nei confronti di Fanfani. La riunione della Direzione non discute dei risultati elettorali ma si limita a ratificare le candidature per le prossime elezioni regionali in Sicilia.
«l’Unità», 3 maggio 1963 [p.1-p.3-p.13]
p.1- Titolo pagina : Eccezionali ripercussioni in Italia e nel mondo del voto del 28 aprile. La vittoria del PCI sposta l’asse politico nazionale ;
p.1-p.13- Editoriale, Luigi Pintor, Panorama della svolta del 28 aprile ; m.f. ( Maurizio Ferrara) Atmosfera di crisi nella Direzione DC. Duro attacco doroteo a Fanfani. I commenti sottolineano il significato di sinistra del voto. Merzagora, Leone e Fanfani da Segni. Il 10 il CC del PSI ;
p.1- p.8 - Felicitazioni del PCUS e dei partiti fratelli ;
p.8- Le ripercussioni nel mondo del successo elettorale del PCI. La stampa atlantica se la prende con Fanfani. “I giovani hanno votato per i comunisti: è preoccupante” - Secondo il francese “Le Monde” l'enciclica papale ha indirettamente convinto molti cattolici a votare PCI. Allarmati i giornali inglesi:non dovevamo dare all'Italia i segreti atomici. Nessuno contesta l’ indicazione a sinistra emersa dalle elezioni ; Giuseppe Boffa, Mosca : Dall’Italia una ripresa democratica dell’Europa ; Franco Bertone, “Trybuna Ludu”: La vittoria del PCI ha un valore politico e ideologico ; Franco Saltarelli, Budapest : “Nepszabadsag”: è un trionfo della via italiana. Kadar al comizio del 1 Maggio: l'ltalia ha dato una risposta al crimine di Franco
«La Stampa», 3 maggio 1963 [p.1]
Titolo : Il capo dello Stato ha ricevuto Fanfani, Merzagora e Leone. Previsioni sul nuovo governo. L’attuale ministero si dimetterà il 16 maggio. Quellonuovo potrebbe essere un monocolore o tripartito di centro-sinistra: si tratterà di un governo di transizione in attesa del Congresso socialista. Fra i nomi dei probabili presidenti del Consiglio si fanno i nomi di Fanfani, Taviani e Piccioni. Oggi la Direzione DC esamina i risultati elettorali, martedì si riuniranno quelle del PSI e del PSDI; Editoriale, Vittorio Gorresio, Incertezza ; Fausto De Luca, Preparativi per la riunione del Parlamento al 16 maggio; Antonio Barolini, Commenti americani al voto del 28 aprile
Roma . Dopo 42 giorni cessa l’occupazione della Facoltà di Architettura.
4-5 maggio 1963
«La Stampa», 5 maggio 1963 [p.1]
Editoriale, Luigi Salvatorelli, Elezioni e nuovo governo. Il senso del voto ; Vittorio Gorresio, L’on.Fanfani dovrà dare le dimissioni il 17 o 18 maggio. Discordi pareri di Moro e Saragat sulla formazione del governo. Il segretario della DC sarebbe favorevole a lasciare in carica l’attuale ministero Fanfani sino al Congresso socialista in luglio. Il segretario socialdemocratico chiede un governo monocolore di transizione: la politica di centro sinistra dovrebbe riprendere con spirito più chiaroe democratico dopo le decisioni del PSI. Un articolo di Nenni sulle condizioni per ricominciare la collaborazione ; ( Ansa), Le tesi del PSDI; v.s. , La riunione del Consiglio dei ministri. Taviani ha riferito ai colleghi su come hanno votato gli italiani ; Carlo Casalegno, i comunisti e la trasformazione industriale
PCI Intervista di Palmiro Togliatti. Il segretario, forte del successo elettorale del partito, rivendica l’ingresso dei comunisti tra le forze governative
«l’Unità», 5 maggio 1963 [ p.1 ]
Intervista con Togliatti. Le forze che seguono il PCI devono entrare nel campo governativo. Questo è l’obiettivo principale: su di esso invitiamo gli uomini politici italiani a un dibattito serio, che metta in luce i temi programmatici e le questioni più urgenti. Il Paese chiede un governo orientato a sinistra; ma occorre rompere le preclusioni anticomuniste
«La Stampa», 8 maggio 1963 [p.1]
Vittorio Gorresio, I risultati elettorali e la formazione del governo. Colloqui di Moro con Fanfani, Scelba e Pella. Riuniti i dirigenti dei due partiti socialisti. Gli incontri del segretario DC riguardano le dimissioni dell’attuale governo: alcune correnti del partito le vogliono concrete e definitive, altre chiedono che siano soltanto formali. Alla Direzione socialdemocratica l’on. Saragat si è detto favorevole a un monocolore d’attesa, ma concorderà le decisioni con gli altri partiti alleati. Alla Direzione del PSI l’on. Nenni terrà oggi la sua relazione. Lombardi conferma che il Congresso si svolgerà a luglio; f.d., Il 9 giugno si voterà la nuova Assemblea regionale. Malagodi illustra in Sicilia il programma elettorale del PLI. Ha parlato ai dirigenti regionali del partito. I punti principali: ridare fiducia all’iniziativa privata e fermare la spirale salari-prezzi; f.p., Il Vaticano dichiara che il comunismo non si vince con il miracolo economico. Aggiunge che è indispensabile una lotta chiara, aperta e continua sul piano ideologico. Rimprovera severamente chi ieri ha interpretato la “Pacem in terris” secondo il proprio tornaconto e chi oggi attribuisce anche all’Enciclica l’aumento dei voti comunisti
PSDI - Direzione. Giuseppe Saragat , dopo i colloqui avuti con Aldo Moro, rinuncia a all’originaria proposta di un monocolore DC appoggiato da PSDI, PSI e PRI e , come affermato nel comunicato conclusivo della riunione, propone un propone un governo tripartito ( DC-PSDI e PRI) con l’appoggio esterno del PSI.
«La Stampa», 9 maggio 1963 [p.1]
Vittorio Gorresio, Il comunicato finale della Direzione socialdemocratica. Il PSDI propone un nuovo governo tripartito con l’appoggio socialista. Riaffermata la piena validità della politica di centro-sinistra ed esorta a correggere gli errori di chi l’ha diretta sinora. Saragat ha rinunciato alla richiesta di un monocolore dopo i colloqui con Moro e Nenni. Continuano i lavori della Direzione del PSI. Nenni ha svolto la relazione escludendo il ritorno al frontismo e sottolineando le difficoltà dell’incontro con la DC. Vecchiettie Foa si oppongono all’intesa con i democristiani e invitano il partito a trovare “un collegamento con i lavoratori comunisti”
8-9 maggio 1963
PSI - La Direzione esamina il risultato elettorale. La discussione che continuerà nel Comitato centrale convocato per il 17-18 maggio in cui la Direzione proporrà di svolgere il Congresso nazionale il 18 luglio. Nella riunione non mancano le polemiche fra autonomisti e sinistra sulla prospettiva. Il vice segretario della CGIL , Santi, in dissenso con De Martino e Nenni, ritiene che l’insuccesso socialista derivi dall’applicazione sbagliata di una linea giusta: non aver reagito alle inadempienze della DC e quindi indebolito la credibilità del PSI come fattore di un rilancio del centro-sinistra con contenuti sociali più avanzati. Dario Valori , considerando che le elezioni hanno rappresentato una spinta a sinistra, considera la formula di centro-sinistra inadeguata alle aspirazioni delle masse popolari. Una posizione concordata nella riunione della corrente che si è svolta prima della Direzione.
«Stampa Sera», 8-9 maggio 1963 [p.1]
A.Pellecchia, Situazione politica e formazione del governo all’esame dei partiti. I colloqui di Moro con gli esponenti della DC. Nella prossima settimana si riunirà la Direzione democristiana, ormai è evidente che prima di decidere l’on. Moro attende di conoscere le conclusioni degli altri partiti dell’attuale maggioranza parlamentare. Commenti alle dichiarazioni fatte ieri da Saragat alla direzione socialdemocratica. L’intervista di Lombardi e una presa di posizione dei “carristi”. Oggi Nenni tiene la sua relazione alla Direzione del PSI
«La Stampa», 10 maggio 1963 [p.1]
Vittorio Gorresio, I dirigenti socialisti hanno concluso i lavori. Il PSI terrà il Congresso il 18 luglio. Ancora incertezza sul nuovo governo. Il Comitato centrale socialista convocato per il 17-18 maggio : in quei due giorni il ministero Fanfani dovrà presentare le dimissioni. L’on. Moro continua i sondaggi all’interno della DC: ieri ha incontrato Piccioni, Zaccagnini, Gava e gli esponenti dell’ala sinistra del partito. Probabile una decisione martedì o mercoledì quando si riunirà la Direzione democristiana; Il comunicato del PSI e la polemica delle correnti
PSI-PSDI – Nella sede del gruppo parlamentare socialista si svolge un incontro fra Pietro Nenni e Giuseppe Saragat. I due leader decidono che i rispettivi partiti non avanzeranno proposte sulla formazione del nuovo governo, in attesa di un pronunciamento ufficiale della DC. Nel pomeriggio Nenni informa Aldo Moro.
«La Stampa», 11 maggio 1963 [p.1]
Vittorio Gorresio, Nenni e Saragat lasciano alla DC la decisione sul possimo governo. Pongono la sola condizione che il ministero sia di centro sinistra, ma nessuna pregiudiziale sulla conferma o l’esclusione di determinate persone. I due capo socialisti sarebbero giunti all’intesa ieri durante un cordiale colloquio. Più tardi lo stesso Nenni ha informato Moro. La risposta della Democrazia cristiana si avrà nella prossima settimana
Pietro Nenni, « Gli anni del centro sinistra», Diari 1957-1966, SugarCo Edizioni, 1982. Milano, p. 272-273 [ nota del 10 maggio 1963]
Giovanni XXIII incontra il presidente della Repubblica Antonio Segni. Dopo 24 anni un pontefice si reca al Quirinale.
«La Stampa», 13 maggio 1963 [p.1]
Titolo: Dopo 24 anni un pontefice si reca dal capo dello Stato italiano. Una Roma piena di sole, di bandiere, di folla accompagna il Papa nella visita al Quirinale. Il saluto a Segni: una lunga stretta di amno e poi un cloroso abbraccio. La cordialità dell’incontro prende la mano al cerimoniale. Dopo i discorsi ufficiali il Papa si intrattiene in affettuosi colloqui con i presenti e impartisce la benedizione. “è piccola, dice, se paragonata a quella così soienne di ieri in San Pietro, ma è altrettanto utile e beenfica”. La consegna del premio Balzan per la storia, la biologia, la musica e la matematica; Editoriale, Luigi Salvatorelli, Chiesa e Stato; Nicola Adelfi, Il corteo delle auto nelle vie festose
12-13 maggio 1963
DC - I «dorotei», la corrente più numerosa del partito guidata da Mariano Rumor ed Emilio Colombo, si orientano a indicare come presidente incaricato per la formazione del governo isegretario del partito, Aldo Moro. Una candidatura che sembra accogliere anche il consenso dei centristi, gli amici di Mario Scelba.
«La Stampa», 13 maggio 1963 [p.1]
v.g. (Vittorio Gorresio), I dorotei favorevoli alla designazione di Moro come presidente del Consiglio. Ma il segretario della DC non intende accettare l’incarico
Alla vigilia delle dimissioni del governo Fanfani e dell’insediamento della IV Legislatura il segretario del PSDI, Saragat, e il leader della corrente «dorotea» della DC, Mariano Rumor, si dichiarano convinti che sia facile la formazione del nuovo governo, un tripartito con l’appoggio esterno del PSI, e che l’uomo adatto a presiederlo sia il segretario della DC, Aldo Moro.
«La Stampa», 15 maggio 1963 [p.1]
v.g. (Vittorio Gorresio), Domani le dimissioni del presidente del Consiglio. Saragat dice che il nuovo governo sarà formato senza gravi difficoltà. “Credo che la soluzione della crisi non sarà laboriosa: le linee di programma ci sono già e c’è anche l’uomo per dirigere il ministero”. La formula rimane tripartita con appoggio esterno socialista. Il candidato alla presidenza è l’on. Moro. Secondo i dorotei, il segretario democristiano è pronto ad accettare l’incarico perché gli verrà offerto dalla grande maggioranza del partito
DC – Consiglio nazionale.
«l'Unità», 18 maggio 1963 [ p.1 ]
Editoriale di Palmiro Togliatti su «Rinascita» : Discorrendo con i socialisti . Il segretario del PCI invita i socialisti a non isolarsi dai comunisti e, sottolinea che è interesse dello stesso PSI non essere solo nella lotta per un'autentica una svolta a sinistra.
18-19 maggio 1963
PSI- Comitato centrale. Fra gli autonomisti si manifestano divergenze sulla prospettiva del centro-sinistra. Santi, Lombardi e Giolitti, differenziandosi da Nenni , ne contestano la chiusura al PCI. La sinistra di Vecchietti critica nei confronti della relazione di Nenni e su un centro-sinistra che si ponga come obiettivo l’isolamento del PCI . Il Comitato centrale, con un voto a maggioranza, si chiude con una posizione interlocutoria che fissa le condizione per l’ingresso del PSI nel governo. Punti qualificanti: l’attuazione delle Regioni e la riforma urbanistica. Indica la data, il 18 luglio, del Congresso che, successivamente sarà spostata al 25 ottobre.
20-22 maggio 1963
PCI- Comitato centrale
Palmiro Togliatti espone al il presidente della Repubblica la proposta del PCI per il nuovo esecutivo : un governo di progresso senza preclusioni a sinistra.
«l’Unità», 22 maggio 1963 [p.1-p.12]
m.f. ( Maurizio Ferrara ) , Dichiarazioni di Togliatti dopo il colloquio con Segni. Un governo di progresso senza preclusioni a sinistra. Tre quarti d'ora di colloquio Segni-Togliatti. Dichiarazioni di Spano, Zaccagnini, Gava e Malagodi. Forse sabato l’incarico a Moro. Difficoltà per il programma
È arrestato Franco Bartoli Avveduti presidente dell’Azienda statale cui è affidato il monopolio delle banane, ed ex segretario particolare del ministro Trabucchi L’accusa è di aver guadagnato centinaia di milioni comunicando a grosse imprese commerciali le cifre contenute nelle buste sigillate le cifre fissate dal ministro per le aste pubbliche per le concessioni per la vendita.
S’incontrano i segretari della CISL Storti e della UIL Viglianesi per suggellare un’intesa che fra l’altro "garantisca la difesa della democrazia e della libertà del paese contro il pericolo di una minaccia totalitaria".
A Salonicco, uomini dei servizi speciali greci uccidono il deputato della sinistra Gregorio Lambrakis, al termine di un comizio sulla ‘Lega per la pace e il disarmo nucleare'
22-24 maggio 1963
Ottawa (Canadà) - Consiglio atlantico. Si riuniscono i ministri dei paesi aderenti alla Nato. L’Italia è presente con una delegazione guidata da Giulio Andreotti , ministro della Difesa. Alla vigilia il monito dell’URSS inviato ai vari governi che partecipano alla Conferenza per un Mediterraneo «senza atomiche». La riunione approva varie misure per organizzare le forze nucleari del Comando supremo alleato ( SACEU) : assegnazione dei bombardieri atomici britannici e dei sottomarini americani “Polaris” ; istituita la carica di un vice comandante del SACEU responsabile delle questioni nucleari , infine si prospetta la partecipazione allargata di militari dei vari paesi Nato alla pianificazione operativa che si svolge a Omaha nel Nebraska ( USA). Nonostante le riserve manifestate da alcuni Paesi, Andreotti , a nome del governo italiano, si pronuncia favorevolmente alle proposte.
«l’Unità», 22 maggio 1963 [p.1-p..3-p.12 ]
p.1-p.12- Augusto Pancaldi , Alla vigilia della Conferenza di Ottawa. L'URSS propone un Mediterraneo senza atomiche. La nota e stata rimessa anche al governo italiano;
p.3- Prima ancora che la conferenza abbia inizio Già pronto l’ annuncio
della forza H ? Oggi a porte chiuse discuterebbero il progetto della flotta missilistica ; Giuseppe Boffa , Monito agli atlantici. La “ Pravda” è ora di dire “NO” ; In mano a Bonn le carte vincenti
«l’Unità», 23 maggio 1963 [p.1-p.12 ]
p.1-p.12- Il paese gettato allo sbaraglio da un governo senza poteri costituzionali. Costituita la forza atomica NATO anche con aerei italiani. Vergognoso silenzio del ministro Andreotti per coprire gli impegni atomici. Manifestazioni per la neutralità dinanzi al Parlamento canadese ;
p.12- Per un Mediterraneo senza atomiche. Frettoloso “no” degli US A alla offerta sovietica. Dubbi nell'opinione pubblica sulla utilità della forza H. Kennedy conferma che andrà a Parigi ; a.J ( Alberto Jacoviello), Rassegna internazionale: L’Italia e il mediterraneo
«l’Unità», 24 maggio 1963 [p.1-p.12 ]
p.1- Editoriale, Alberto Jacoviello , Lo scandalo di Ottawa ;
p.1-p.12- L’Italia sempre più coinvolta nella strategia missilistica. Andreotti si impegna anche per la flotta H. è stato l’unico dei presenti ad approvare il piano, caldeggiato da Bonn ; m.f. ( Maurizio Ferrara), Ferma dichiarazione del compagno Ingrao. Incostituzionale l’atteggiamento del governo ad Ottawa. Oggi Segni conclude le consultazioni. Perplessità e riserve sull’incarico a Moro. Preoccupato l’ “Avanti!” sulla manovra dorotea. Voci su assurdi compromessi
«l’Unità», 25 maggio 1963 [p.1 ]
Una spinta oltranzista dalla conferenza NATO. Varata la forza atomica. Respinte le sollecitazioni distensive di Spaak e di altri . Andreotti disponibile per il progetto dei “Polaris ” sul le navi
«La Stampa», 22 maggio 1963 [p.14]
m. ci. , Oggi si apre ad Ottawa la Conferenza della Nato. Si cerca un accordo per la forza nucleare multinazionale, composta dai sottomarini “Polaris” e dagli aerei armati di bombe atomiche. La Francia ostile
«La Stampa», 23 maggio 1963 [p.1]
r. s. , L’annuncio al Consiglio Atlantico di Ottawa. La Nato decide di creare una forza atomica alleata. Conterà per ora sui tre sottomarini nucleari americani già nel Mediterraneo e su 242 bombardieri concessi dall’Inghilterra. Anche il Canada mette a disposizione della Nato le sue forze aeree in Europa
«La Stampa», 24 maggio 1963 [p.1]
r.s. , Gli Stati Uniti riconfermano l’impegno a difendere gli alleati. Discorso del segretario di Stato al Convegno della Nato.: “ Nessuno può dubitare che un attacco all’europa sarebbe considerato a Washington come un’aggressione all’America” . Rusk smentisce trattative separate con l’URSS
«La Stampa», 25 maggio 1963 [p.1]
a.p. , La Nato esprime la speranza di un accordo con l’Urss sul disarmo. Chiusa la Conferenza di Ottawa. Il comunicato ufficiale dichiara: “ L’Alleanza Atlantica vuole la pace. Purtroppo il mondo libero deve fronteggiare una permanente minaccia”. Approvate le misure per la forza atomica interalleate.
Lo scandalo delle banane. Denuciate più di un centinaio di persone fra cui numerosi funzionari pubblici. «l’Unità» del 24 maggio pubblica l’elenco dei concessionari che da anni hanno sempre «azzeccato» l’offerta segreta aggiudicandosi così le concessione sul Monopolio delle banane.
Proseguono le consultazioni del presidente della Repubblica, Antonio Segni, nella giornata incontro con Giuseppe Saragat segretario del PSDI e con Pietro Nenni segretario del PSI. Ormai certo l’incarico nei prossimi giorni ad Aldo Moro, segretario DC
«La Stampa», 23 maggio 1963 [p.1]
Vittorio Gorresio, Saragat e Nenni espongono le richieste per il governo. Per il segretario socialdemocratico il programma dovrà favorire i “ grandi consumi sociali” e operare riforme di struttura, fra le quali il passaggio della mezzadria alla piccola proprietà. Non ha fatti cenno alle Regioni e alla programmazione. Ma questi due punti costituiscono la condizione preliminare posta dal segretario socialista. L’on. Moro riceverà l’incarico sabato o lunedì, quindi cominceranno subito le difficili trattative ; f.d. l. ( Fausto De Luca), Le dichiarazioni dei capi politici dopo i colloqui con l’on. Segni. Oggi nessuna consultazione al Quirinale. Domani torneranno Leone e Merzagora
«La Stampa», 24 maggio 1963 [p.1]
v. g. ( Vittorio Gorresio ) , I partiti hanno già espresso i loro pareri sulla crisi. Il presidente Segni conclude le consultazioni per il nuovo governo. Oggi avrà gli ultimi colloqui con Merzagora e Leone che erano stati ascoltati per primi. Imminente l’incarico a Moro, il capo dello Stato potrebbe fissare precisi orientamenti per la formazione del ministero. I comunisti minacciano agitazioni se non saranno accolti nella maggioranza ; r.s. , Il Psi esclude la possibilità di collaborare con i comunisti
Palmiro Togliatti - Intervista a «New Statement» e a «L’Espresso». Il segretario del PCI , partendo dal successo elettorale del PCI , afferma che le trasformazioni economico- sociali del paese hanno prodotto nelle masse una spinta a sinistra destinata a proseguire di fronte al crescere dei « contrasti sociali e le ingiustizie di cui gli operai sono vittime». La vittoria del PCI, a suo avviso, può essere considerata come « la prima fase di una crisi politica grave che senza dubbio continuerà con sviluppi vasti e drammatici». Il leader comunista guarda agli effetti della vittoria del PCI in Europa e dichiara che il partito: « è pronto ad affrontare e a discutere il problema di ricostruire un movimento della classe operaia completamente unito con i leader delle altre tendenze politiche. Ciò deve essere basato su un chiaro programma di lotta democratica per il socialismo».
«l’Unità», 24 maggio 1963 [p.3 ]
Intervista di Togliatti al “ New Statement” e a “L’ Espresso”. La vittoria del PCI e le sue conseguenze pere l’ Italia e per l’ Europa
Il presidente della Repubblica conferisce l’incarico di formare il governo ad Aldo Moro
«l’Unità», 26 maggio 1963 [p.1-p.12]
Editoriale, Mario Alicata, Crisi aperta ; m.f. ( Maurizio Ferrara), Dopo un colloquio di due ore col presidente della Repubblica. L’incarico del governo a Moro. Una grave dichiarazione neo-centrista del presidente designato. Nessun accenno alle riforme economiche, grande rilievo all’atlantismo. Moro tratterà con DC, PSDI e anche col PSI
«La Stampa», 25 maggio 1963 [p.1]
v.g. ( Vittorio Gorresio) , Segni ha concluso i colloqui per risolvere la crisi ministeriale. Oggi l’incarico a Moro con il consenso di tutti i partiti del centro-sinistra. Nenni e Reale hanno dichiarato di accettare la designazione democristiana che è anche appoggiata dall’on. Saragat. Il segretario socialista smentisce di voler porre condizioni diverse da quelle dello scorso anno. Le trattative per la composizione e il programma del governo si svolgeranno prima fra la DC, socialdemocratici e repubblicani, poi l’eventuale accordo tra questi tre partiti sarà discusso con il PSI. Uno sambio di lettere tra La Malfa e Tremelloni sugli “ errori di direzione politica ed economica”. Un articolo di Pella sulla necessità della lotta anticomunista ; f.d. l. ( Fausto de Luca) , I presidenti delle due Camere ricevuti insieme al Quirinale. All’uscita Merzagora annuncia che Segni stamane affiderà il compito di costituire il nuovo governo. Dichiarazioni del monarchico Covelli e del repubblicano Reale
Moro inizia le consultazioni incontrandosi con i segretari del PSDI, PRI, PSI e i capigruppo alla Camera e al Senato della DC. «l’Unità» denuncia le pressioni esercite dal governatore della Banca d’Italia per un governo che segua una politica congiunturale.
«l’Unità», 27 maggio 1963 [p.1-p.6]
p.1- Il buon inizio [corsivo polemico con il presidente incaricato]
p.1-6- Destra economica e Banca d’Italia per una restrizione del programma. Pesante intervento di Carli nella crisi. Oggi Moro comincia le consultazioni incontrandosi con Saragat, Reale, Nenni e i capigruppo DC
«l’Unità», 28 maggio 1963 [p.1-p.12]
p.1- Editoriale, Aniello Coppola, Zucchero e crisi ; Moro lo stratega [ corsivo] ;
p.1-p.12- m.f. ( Maurizio Ferrara ) , Puntando verso la restaurazione di fatto del centrismo. In un clima d’intrigo Moro inizia i colloqui. Incontri con Saragat , Reale e Nenni. La crisi si presenta lunga e difficile
PCI- Pietro Ingrao, vicepresidente dei deputati comunisti, si reca dal presidente della Camera Giovanni Leone per sollecitare la Commissione d’inchiesta sulla mafia.
«l’Unità», 27 maggio 1963 [p.1-p.6]
p.1-p.6 - Oggi Ingrao da Leone per la commissione d'inchiesta. Perché la DC tace sulla ripresa mafiosa? Discorsi di Macaluso a Sciacca e Bufalini a Siracusa. Unità delle forze democratiche e autonomiste contro i propositi conservatori di Moro e della DC ;
p.1- g.f.p. ( Giorgio Frasca Polara), Attivisti del PCI minacciati di morte da mafiosi
La Rai-TV censura, trasmettendone solo una parte, gli interventi di Giancarlo Pajetta e Anna Grasso nella trasmissione radiofonica del PCI sulle elezioni siciliane del 9 giugno. «l’Unità» pubblica integralmente il testo censurato.
«l’Unità», 30 maggio 1963 [p.1-pp.11-12]
p.1- Il bavaglio [ corsivo]
p.1-p.12 - Inaudito sopruso contro la libertà di parola nel pieno della campagna elettorale siciliana . Censurata dalla RAI la trasmissione del PCI Proibito parlare degli scandali, di Mastrella, di Bonomi, delle banane e perfino della fine delle crociate. Le frasi mutilate di Pajetta e Anna Grasso messe in onda nonostante la diffida ;
p.11 - Proibito dal regime DC parlare di Mastrella , delle banane e della fine delle crociate
II teste integrale della trasmissione del Pci censurata dalla RAI ; Diffidati i dirigenti della radio
Prima riunione collegiale di Aldo Moro, presidente incaricato, con DC-PSDI-PRI per discutere il programma di governo. All’ordine del giorno le questioni agricole e urbanistiche. Previsti nuovi contatti di Aldo Moro con il PSI.
«La Stampa», 1 giugno 1963 [p.16]
r.s. , La prima riunione collegiale dei partiti. Moro studia il programma di governo con i rappresentanti della DC, PSDI e PRI. Ieri sono state affrontate le questioni agricole e urbanistiche, lunedì si discuterà di programmazione e prezzi. Saragat commenta : “Si va avanti” . Raggiunta una prima base di accordo, il presidente designato riprenderà contatto con i socialisti. Conclusa la riunione degli autonomisti del PSI : De Martino ha detto che per le Regioni il problema delle maggioranze dovrà essere risolto dopo la loro istituzione.
Aldo Moro incontra Pietro Nenni, segretario del PSI. L’orientamento del presidente incaricato è : stipulare un accordo «globale» per l’intera Legislatura con il PSI , per una prima fase ottenere un’astensione tecnica e successivamente una partecipazione organica al governo. Insieme tecnici DC, PSDI, PRI e PSI , nella prospettiva di un programma di governo, esaminano le questioni dell’agricoltura e dell’urbanistica già oggetto della riunione del 31 maggio.
«La Stampa», 2 giugno 1963 [p.7]
v.g. ( Vittorio Gorresio) , Le trattative fra i partiti del centro-sinistra. Un incontro fra Moro e Nenni per il programma del governo. Il presidente designato sarebbe favorevole ad un accordo globale per la Legislatura. Riuniti esperti DC, socialdemocratici, repubblicani e socialisti per discutere i problemi agricoli e urbanistici. Una nota di Saragat sulle prospettive del prossimo avvenire
«La Stampa», 4 giugno 1963 [p.7]
v.g. ( Vittorio Gorresio), Le trattative per il nuovo governo. Moro e gli esperti dei Dc, socialdemocratici e repubblicani hanno partecipato anche il governatore della Banca d’Italia Carli e il capo del comitato per la programmazione prof. Saraceno. Tutti sono stati concordi nell’affermare che la politica di piano deve tenere conto soprattutto della satabilità monetaria. Ora Moro si incontrerà con Nenni
Per la morte del Pontefice Aldo Moro rinvia l’incontro con Pietro Nenni .
PSI – Un comunicato della Direzione afferma che persistono consistenti difficoltà nella trattativa con la DC. Sulla stessa linea l’editoriale del direttore dell’ «Avanti!», Pieraccini. Nella riunione che ha approvato il documento questa criticità è stata sottolineata con forza dalla sinistra di Vecchietti che ha chiesto che fosse esplicitata nel testo.
«l’Unità», 5 giugno 1963 [p.1-p.12 ]
m.f. ( Maurizio Ferrara ) Secondo un comunicato del PSI sugli incontri sulla crisi . Persistenti difficoltà nella trattativa con Moro. Forti riserve del PSI anche sul programma agrario. La DC continua a premere per una soluzione neo-centrista. I colloqui politici sospesi per la morte del Papa
«Stampa Sera », 4-5 giugno 1963 [p.7]
p.a.p. , Le polemiche per la formazione del nuovo governo. Il PSI parla di difficoltà ancora non superate. Un comunicato della Direzione socialista e un intervento del direttore dell’ “Avanti!”. Secondo l’on. Nenni, il presidente designato, prima di rispondere al pro-memoria da lui inviatogli, aspetterebbe di conoscere i risultati delle lezioni regionali siciliane che si svolgeranno domenica prossima
«La Stampa», 5 giugno 1963 [p. 5]
r.s. , Le trattative per formare il nuovo governo. Il colloquio fra Moro e Nenni rinviato dopo i risultati delle elezioni siciliane. Si voterà domenica. L’incontro fra i due segretari di partito è previsto per martedì o mercoledì. Poi Moro riferirà a Segni se accetta di costituire il ministero. Il PSI dichiara che “ non sono ancora superate le difficoltà prospettate sin dall’inizio”. L’on. Pafundi presidente della Commissione anti-mafia
Aldo Moro si incontra con il presidente della Repubblica Antonio Segni per riferire lo stato delle trattative con gli altri partiti.
«La Stampa», 6 giugno 1963 [p. 5]
r.s. , Lungo colloquio Segni Moro sui negoziati per il governo. Nessuna indiscrezione. Il segretario Dc convocherebbe mercoledì o giovedì la Direzione del partito per illustrare i risultati delle trattative con PSDI, PRI, PSI. Un articolo nel settimanale “La discussione” sui rapporti con i socialisti
«La Stampa», 8 giugno 1963 [p. 5]
r.s. , Martedì riunione decisiva per costituire il governo. Moro incontrerà i segretari degli altri partiti. Qualche progresso nelle trattative per le Regioni, le riforme agrarie e la politica di piano. Sorgeranno altre difficoltà, ma la formazione del ministero sembra probabile
PRI- Direzione
«l’Unità», 10 giugno 1963[p.1-p.6 ]
vice, Contro il centro-sinistra “corretto”. La Malfa polemico con Moro e Carli. Divisa la Direzione repubblicana: una parte ritiene inaccettabile il ricatto moroteo al PSI e al PRI. Brutali pressioni di destra sui socialisti. I ministri che la destra preferirebbe
9-10 giugno 1963
Successo della DC che passa dal 38,8% delle politiche al 42,05%. Migliora dello 0,4 % il PCI. I Stazionari i socialisti , aumentano PSDI e PRI. Grande avanzata del PLI che rispetto alle elezioni regionali del 1959 passa da due seggi a sette. Regresso missino, crollo dei monarchici, scompare Milazzo e la sua lista.
«l’Unità», 9 giugno 1963[pp.1-2-p.14 ]
Antonio Di Mauro , Oggi si vota in Sicilia. 3 milioni alle urne. Un appello di Guttuso. Gli emigranti invitano a votare PCI per il progresso dell’Isola e la svolta a sinistra ; Editoriale, Aniello Coppola, Trame dei padroni ;
p.1-p.14- m.f. ( Maurizio Ferrara), Moro andrebbe in Parlamento anche senza accordi con il PSI e il Pri. Pressioni Dc per forzare la mano al PSI. I dorotei decisi a portare in fondo il ricatto.
Significative ammissioni del “Resto del Carlino” .Una mediazione di Reale?Togliatti replica
al “Popolo”» sul problema della libertà. Una dichiarazione di Pajetta sull’ intervista di Krusciov ;
p.2- Così la Sicilia ha votato nelle elezioni precedenti [tabella ]
«l’Unità», 10 giugno 1963[pp.1-2-p.14 ]
Antonio Di Mauro,Ha votato l'81,36% degli elettori (il 28 aprile: 85, 73%). Oggi i risultati in Sicilia.Le urne chiuse alle 22. Quasi tutfi gli emigrati assenti. Intimidazioni mafiose a Sciara e Realmonte
«l’Unità», 11 giugno 1963 [p. 1-p.12]
p.1- Editoriale, l.Pi. ( Luigi Pintor) , La nostra forza ;
p.1-p.12 –Antonio Di Mauro , I siciliani respingono il fanatico appello anticomunista della DC. Il PCI supera in Sicilia la percentuale del 28 aprile ; Giorgio Frasca Polara, Per il nuovo successo del PCI . Bandiere rosse in tutta Palermo. Lo smacco del cardinale Ruffini nello capitale della Regione
«La Stampa», 9 giugno 1963 [p. 5]
Francesco Russo, Un voto che può avere ripercussioni in campo nazionale. Oggi tre milioni di siciliani alle urne per eleggere l’Assemblea regionale. Il motivo di amggior attesa: l’esito dei comunisti. Illoro sforzo propagandistico è stato di un’imponenza mai vista finora. La DC conserverà certamente la maggioranza relativa. Se fossero confermati i risultati del 28 aprile, sarebbero aritmeticamente possibili sia una maggioranza di centro-sinistra che una di centro ; Editoriale, Il nuovo governo. Deve difendere un sicuro avvenire ; r.s. , Le lunghe trattative per il ministero. Moro scioglierà la riserva verso la fine della settimana. Le previsioni e le difficoltà per la scelta dei ministri
«La Stampa», 11 giugno 1963 [p.1-p.14 ]
p.1- Titolo : I risultati delle votazioni per l’Assemblea regionale. Successo DC in Sicilia. La percentuale sale da 38,8 a 42,05. Ha guadagnato voti rispetto a tutte le elezioni precedenti. I comunisti hanno migliorato dello 0,4 per cento in confronto con le politiche del 28 aprile. I socialisti conservano undici seggi, i socialdemocratici ne ottengono 3 ( prima ne avevano 1) ed i repubblicani due ( nessuno). Notevole affermazione dei liberali che da due seggi nel ’59 passano a sette. Regresso missino, crollo dei monarchici, scomparsi Milazzo e seguaci ; Vittorio Gorresio, Le elezioni di Palermo; r.f., Come si è votato; I risultati delle elezioni siciliane [ Tabella] ;
p.14- Come si è votato nelle province e nei capoluoghi della Sicilia
DC-PSDI e PRI raggiungono un accordo sul programma indicato da Aldo Moro, presidente incaricato. Il programma concordato sarà sottoposto all’esame del PSI.
«l’Unità», 11 giugno 1963[p.3]
vice, L’incontro tripartito. Sul programma “centrista” Moro-Carli d’accordo PSDI e repubblicani. Ora I'intesa raggiunta dovrà essere sottoposta al PSI. Non un cenno alle regioni e alla riforma agraria. La DC insiste: programmazione solo indicativa. Anche il PRI d'accordo malgrado il diverso parere di La Malfa. La sinistra del PSI riunita a convegno chiede che il Congresso di luglio giudichi sul fallimento della politica nenniana
«La Stampa», 11 giugno 1963 [p.1-p.14 ]
Due lunghe riunioni tripartite per il programma. Al termine un portavoce di Moro ha dichiarato : “ C’è una larga convergenza di vedute”. L’on. Saragat : “ Siamo abbastanza soddisfatti”
Il presidente degli Stati Uniti John F. Kennedy, inaugurando i corsi accademici dell’Università americana a Washington pronuncia quello che sarà definito il discorso della strategia di pace.
Commencement Address at American University, June 10, 1963
Testo e Video [fonte: www.jfklibrary.org ]
«l’Unità», 11 giugno 1963[p.3]
«La Stampa», 11 giugno 1963 [p.1 ]
Antonio Barolini ,Iniziativa di pace del presidente degli Stati Uniti. Kennedy annuncia colloqui “ ad alto livello” con i russi a Mosca per la tregua atomica. Raggiunto l’accordo con Kruscev per i negoziati : gli incontri ( cui parteciperanno anche gli inglesi) si inizieranno a metà luglio, prima del “ vertice” sovietico-cinese. Le trattative saranno condotte da speciali rappresentanti dei tre paesi. Drammatico appello di Kennedy: “ Dobbiamo metter fine agli armamenti. Spendiamo somme enormi, che potremmo impiegare per combattere la malattia, la povertà, l’ignoranza”
«La Stampa», 12 giugno 1963 [p.1 ]
Editoriale, Luigi Salvatorelli, Dalla stasi alle trattative. Meglio un modesto accordo che la corsa agli armamenti ; Antonio Barolini, Probabile un vertice Kennedy- Kruscev se si troverà un’intesa sul bando atomico. Le trattative a Mosca ( con russi e inglesi) si inizieranno forse a fine giugno. Favorevoli commenti in America all’iniziativa del presidente : il “New York Times” scrive che Kennedy nel suo discorso si è ispirato all’enciclica “ Pacem in terris” di Giovanni XXIII. Isolati dissensi dei repubblicani al Congresso ; m. c. , Bonn spera che sarà risolto anche il problema della Germania ; Enzo Bettizza, I giornali sovietici danno rilievo al discorso del presidente. La “ Pravda” e la “Izvestia”
( in polemica indiretta con i cinesi) mettono in evidenza l’affermazione di Kennedy che la “ guerra nucleare è un assurdo”
John F. Kennedy pronuncia alla radio e in Televisione un discorso in difesa dei diritti civili.
Report to the American People on Civil Rights, 11 June 1963 :
Testo e Video [fonte: www.jfklibrary.org ]
Dopo un lungo colloquio si raggiunge un’ intesa di massima fra il presidente incaricato, Aldo Moro, e la delegazione socialista guidata dal segretario del PSI, Pietro Nenni. Restano molti punti da chiarire che saranno affrontati nella riunione fra i quattro partiti che si svolge il 14 giugno.
«La Stampa», 12 giugno 1963 [p.1]
Vittorio Gorresio, Dopo un colloquio durato due ore e mezzo. Intesa di massima fra Moro e Nenni per il programma del nuovo ministero. Il presidente incaricato avrebbe detto : “ La DC ha scelto una linea in equivoca di centro-sinistra e fino a quando io sarò a questo posto tale politica non sarà cambiata”. Al partito socialista ha chiesto un sostegno fermo e senza riserve : chi vuole affrontare i massimi problemi della società italiana non può permettersi di giocare con le piccole cose. Oggi cominciano le riunioni fra i quattro partiti. Domani il Comitato centrale del PSI prenderà decisioni definitive ; r. s., La direzione del PSI è convocata per oggi. Polemiche dichiarazioni dei rappresentanti della sinistra
Note bibliografiche
Pietro Nenni, «Gli anni del centro sinistra», Diari 1957-1966, SugarCo Edizioni, Milano 1982, p. 280
«La Stampa», 13 giugno 1963 [p.1]
Titolo: Verso la conclusione le trattative del presidente designato. Moro invita domani i quattro partiti alla riunione decisiva per il governo. Raggiunta un’intesa di massima sul programma, si affrontano gli impegni politici. Nenni incontra difficoltà all’interno del partito, incertezza anche fra alcuni autonomisti. L’on. Saragat rivolge un appello al buon senso di tutti; Editoriale, Vittorio Gorresio, L’accordo necessario; r.s., Ultimi colloqui con gli alleati
«La Stampa», 14 giugno 1963 [p.1]
r.s., Moro dirà oggi ai partiti come intende fare il governo. I democristiani hanno fiducia nell’accordo. Repubblicani e socialdemocratici attendono chiarimenti su questioni particolari. I socialisti chiedono una risposta al memorandum presentato da Nenni a fine maggio. IL Comitato centrale del PSI prenderà in giornata decisioni definitive
«La Stampa», 15 giugno 1963 [p.1]
Vittorio Gorresio, Le riunioni presiedute dall’on. Moro. I quattro partiti hanno discusso fino a tarda notte. Erano presenti i capi politici e gli esperti DC, socialdemocratici, repubblicani, socialisti. Si ritrovano stamane per concludere: rimangono da esaminare le questioni agricole e urbanistiche. Ieri le maggiori difficoltà sono sorte sui nomi dei futuri ministri. Azione mediatrice dell’on. Saragat. Durante una pausa l’on. Moro è stato ricevuto al Quirinale dal presidente Segni. Un accordo è ritenuto probabile; Alle dieci la nuova riunione; Colloquio di Segni con Merzagora e Leone
«La Stampa», 16 giugno 1963 [p.1]
Vittorio Gorresio, La decisione di Moro rinviata. Non ancora raggiunto l’accordo per la formazione del governo. Un’altra giornata di discussioni che si è conclusa questa notte alle 24. Un nuovo incontro oggi, domenica. Dichiarazioni ottimistiche degli onorevoli Saragat, Romita e Giolitti; Le dichiarazioni alla fine della riunione notturna ; v.g. (Vittorio Gorresio), Una tempestosa riunione al Comitato centrale socialista. Nenni ha fatto la spola tra la sede delle trattative ministeriali e quella del suo partito
PCI – Pietro Ingrao parlando a Portoferraio denuncia la lentezza con cui , dopo le elezioni e l’avanzata del PCI , procede la formazione del nuovo governo e accusa Moro di voler scaricare sul PSI la crisi della DC.
«l’Unità», 17 giugno 1963 [p.2 ]
Un discorso di Ingrao a Portoferraio. Moro vuol far pagare al PSI le spese della crisi della DC
16-18 giugno 1963
PSI. Comitato centrale
La corrente autonomista vota contro il documento presentato da Nenni per la formazione del nuovo governo. Fra i motivi indicati l’assenza nel documento di ogni riferimento alla riforma urbanistica.
«l’Unità», 17 giugno 1963 [p.1-p. 12 ]
m.f. ( Maurizio Ferrara), Mentre Moro annuncia che oggi scioglierà la riserva. Oggi il CC socialista in un clima di grande tensione. Ultima riunione notturna alla Camilluccia.Critiche a Nenni anche dagli autonomisti. Un o.d.g. della sinistra socialista. Nuove gravi anticipazioni sui cedimenti programmatici . Alle 17 I'assemblea dei parlamentari comunisti
«l’Unità», 18 giugno 1963[p.1-p. 12 ]
m-f. ( Maurizio Ferrara ) , Respingendo l’ignobile ricatto della DC . II CC del P.S.I, ha negato I'adesione al governo Moro. La sinistra e gli oppositori a autonomisti impongono a Nenni una dichiarazione che afferma I'impossibilità di sottostare al ricatto della DC. Oggi discussione sul Congresso. Le drammatiche riunioni delle correnti e del C.C. Numerosi esponenti autonomisti si dichiarano contrari all'accordo Oggi 'Moro al Quirinale
«l’Unità», 19 giugno 1963[p.1-p. 12 ]
L’acceso dibattito al CC del Psi. La sinistra per una nuova direzione e una nuova politica. Un dibattito in tutto il partito
«l’Unità», 20 giugno 1963[p.1-p. 12 ]
Le conclusioni del CC del PSI. Un esecutivo tuttele correnti prepareràil Congresso per ottobre
«La Stampa», 18 giugno 1963 [p.1 ]
Titolo pagina : Vane le trattative di Moro per ventiquattro giorni. I socialisti respingono l’accordo sul governo raggiunto da Nenni con gli altri partiti. Violentissimi i contrasti nel PSI. La stessa maggioranza si divide in tre gruppo. Si riuniscono gli autonomisti ed accolgono Nenni con un silenzio gelido. Poi Lombardi lo attacca per il programma governativo, il vecchio leader lo interrompe con ira : “ Ma perché queste cose non le hai dette prima”. Segue l’assemblea del Comitato centrale con aspre discussioni : la forte sinistra filocomunista riceve l’appoggio dei dissidenti autonomisti. Si convoca anche la Direzione centrale. Nenni e De Martino minacciano le dimissioni. Infine il comunicato ufficiale: “ Questo Comitato non è in grado di dare l’adesione alla formazione del governo”. L’on. Moro doveva recarsi ieri sera dal presidente Segni per sciogliere la riserva : vi andrà stamane per rinunciare all’incarico. Le soluzioni possibili ; Vittorio Gorresio , Una situazione pesante ; Michele Tito, La drammatica giornata della crisi. Disagio profondo nel partito socialista. Il programma governativo esposto da Nenni. Moro ha dovuto una vivace battaglia nella Direzione DC, ma ha ottenuto un’approvazione unanime. A chi gli proponeva di presentarsi in ogni caso alle Camere ha risposto : “ No, intendo fare soltanto un governo di centro-sinistra”. I socialdemocratici e i repubblicani hanno approvato pienamente l’accordo sul governo,sia per il programma sia per la struttura
PCI - Riunione dei gruppi parlamentari. Palmiro Togliatti giudica «inammissibile» la discriminazione anticomunista posta dalla DC e afferma, rivolto al PSI, che un partito operaio e democratico non può accettare tale impostazione. Giudica «scandaloso» il ritardo nel dare un governo al Paese. La riunione si svolge mentre è in corso il Comitato centrale del PSI che respinge la proposta di Nenni di appoggiare il tentativo di Aldo Moro di formare il governo. Una nuova riunione dei gruppi parlamentari del PCI si svolgerà il 18 giugno dopo la rinuncia di Moro.
«l’Unità», 18 giugno 1963[p.1-p. 12]
La riunione dei gruppi parlamentari del PCI. Togliatti : inammissibile la discriminazione anticomunista.lmpossibile per un partito operaio e democratico accettare tale piattaforma . La DC vorrebbe disgregare il PSI Scandaloso II ritardo della crisi
Di fronte alla decisione del PSI Aldo Moro rimette l’incarico nelle mani del presidente della Repubblica. Pietro Nenni e la Direzione del PSI si dimettono. Dopo la riunione dei gruppi del PCI, Togliatti dichiara la contrarietà del partito all’ipotesi di un governo d’affari.
«l’Unità», 19 giugno 1963 [p.1-p. 12 ]
p.1-p.12- Una sola via è aperta: Il rispetto del voto del 28 aprile. Moro sconfitto rinuncia si dimettono Nenni e la Direzione del PSI. Brusco e violento attacco del “Popolo” al centro-sinistra e contro il colloquio di Moro con il PSI. Manovre per un governo d’affari aperto a destra. Saragat per una maggioranza con il PSI. I colloqui di Segni ; Editoriale, Mario Alicata , Vuoto di potere ;
p.1- Dichiarazione di Togliatti dopo la riunione dei gruppi. Il PCI contrario ad un governo d’affari
«La Stampa», 19 giugno 1963 [p.1 ]
Titolo pagina: Le conseguenze dei violenti contrasti e della confusione nel PSI. Moro ha rinunciato a formare il governo. Nenni e la Direzione socialista si dimettono. La decisione del segretario DC comunicata all’on. Segni. Il capo dello Stato apre nuove consultazioni, riceve Nenni, Saragat, Reale, Merzagora e Leone. Socialdemocratici e repubblicani dichiarano di essere disponibili per una sola maggioranza: il centro-sinistra. La Democrazia cristiana consiglia un monocolore provvisorio e attacca duramente il “voltafaccia” dei socialisti. Sono proseguiti i lavori al Comitato centrale del PSI. Pertini rimprovera a Lombardi di aver pugnalato Nenni alla schiena: “È stato un altro 25 luglio”; Editoriale, Vittorio Gorresio, Predomina l’incertezza ; r.s., Un articolo dell’ “Avanti!” sui pericoli del massimalismo; Ordine del giorno presentato al Comitato centrale del PSI; Michele Tito, L’orientamento della DC e le aspre polemiche tra i socialisti. Ieri è stata un’altra giornata tesa e drammatica. Al Comitato centrale del PSI gli autonomisti sono apparsi ancora divisi. Nenni e Piearccini, prendendo atto del dissidio nella maggioranza, si sono presentati dimissionari. Lombardi ha insistito perché le dimissioni fossero respinte ed è stato criticato da tutte le parti
19-22 giugno 1963
Dopo il fallimento dell’incarico ad Aldo Moro nella DC avanza l’ipotesi di un « governo d’affari» guidato dal presidente della Camera Giovanni Leone . Una soluzione transitoria in attesa che nel PSI maturino le condizioni per una partecipazione organica ad un governo di centro-sinistra. Ricevuto l’incarico il 19 giugno Leone in solo 24 ore forma il suo primo governo, un monolore DC . Il 22 il giuramento dei ministri davanti al capo dello Stato. Il nuovo esecutivo potrà contare sull’astensione del PSDI, PRI e del PSI., decisione che i partiti assumeranno definitivamente dopo la presentazione in Parlamento del programma di governo da parte del presidente del Consiglio.
«l’Unità», 20 giugno 1963 [p.1-p. 14 ]
m.f. ( Maurizio Ferrara), Disperato tentativo della DC per sfuggire alla crisi. Moro fa incaricare Leone per un governo d’ affari. Il presidente della Camera si mantiene riservato e annuncia che consulteràoggi tutti i capi gruppo. Immediate reazioni negative anche nella DC e nel PSDI ;
p.1- Editoriale, Luigi Pintor, Non hanno capito
«La Stampa», 20 giugno 1963 [p.1]
Titolo: La decisione del capo dello Stato dopola rinuncia di Moro. L’on. Leone incaricato di formare il governo spera di giungere in serata alla conclusione. Il presidente designato non ha avuto indicazioni vincolanti da parte del Quirinale. Intende agire rapidamente perché entro il 30 luglio devono essere approvati i bilanci finanziari preventivi. Oggi incontra tutti i capi partito: il colloquio più lungo sarà con Nenni. Sembra certo un monocolore di transizione. Socialdemocratici e repubblicani dichiarano di appoggiarlo a patto che i socialisti si astengano. Ma il PSI, secondo l’”Avanti!”, pare contrario alla nuova soluzione; Editoriale, Vittorio Gorresio, Ricerca di una maggioranza; Michele Tito, Finiti in un profondo disagio i lavori del Comitato centrale. I socialisti rinviano il Congresso a ottobre e respingono le dimissioni dell’on. Nenni. Nella segreteria entrano anche tre esponenti della sinistra. Lussu annuncia: “il pericolo d’una scissione”. Nenni ha chiuso le discussioni dichiarando:” Abbiamo imboccato una strada sbagliata, gravida di rischi e di pericoli, come si vedrà tra poco. Derveranno conseguenze amare per i lavoratori; L’articolo del “Popolo” e la rispsota dell’ “Avanti!”; La tesi socialista
«La Stampa», 21 giugno 1963 [p.1]
Titolo: In ventiquattro ore l’incarico, le consultazioni e la decisione. L’on. Leone accetta di formare il governo. Oggi presenta la lista dei ministri a Segni. Forse in serata il giuramento al Quirinale. Martedì il dibattito sulla fiducia in Parlamento. Il ministero sarà monocolore e comprenderà quasi tutti i democristiani del governo Fanfani. Probabilmente si appoggerà ad una maggioranza di centro-sinistra: i socialisti sembrano orientati a dare un appoggio indiretto con l’astensione, socialdemocratici e repubblicani voterebbero a favore. L’on. Malagodi annuncia l’opposizione se : “ la Democrazia cristiana non ritira pubblicamente la preclusione verso i liberali”. Anche Togliatti si dichiara contrario al monocolore d’affari. Incerto atteggiamento dei monarchici; Editoriale, Vittorio Gorresio, La rapida soluzione; Michele Tito, I colloqui del presidente del nuovo ministero e le dichiarazioni degli esponenti politici; I probabili nomi dei nuovi ministri
«La Stampa», 22 giugno 1963 [p.5]
Michele Tito, Il ministero dovrà far approvare al più presto i bilanci preventivi. Formato il governo monocolore democristiano. Oggi Leone ed i ministri giurano in Quirinale. Sono inclusi gli esponenti DC del precedente ministero, eccettuato Taviani che ha dovuto rinunciare per gravi motivi familiari. Piccioni conserva la vicepresidenza del Consiglio e il dicastero degli Esteri. L’on. Rumor passa agli Interni, Medici al Bilancio, Colombo al Tesoro. Nuovi ministri sono: Lucifredi (Riforma burocratica), Martinelli ( Finanze), Togni( Industria), Dominedò( Marina), Delle Fave (Lavoro). Confermato per martedì il dibattito sulla fiducia. Nessuna dichiarazione del nuovo presidente del Consiglio dopo un lungo colloquio con Segni; La lista dei ministri
«La Stampa», 23 giugno 1963 [p.1]
Titolo: I primi atti del nuovo ministero presieduto dall’on. Leone. Il governo ha giurato davanti a Segni. Subito dopo si è tenuto il Consiglio dei ministri. Nominati i nuovi sottosegretari: rappresentano tutte le correnti democristiane. Rimane incerta la maggioranza perché i loro partiti non hanno ancora dichiarato il loro atteggiamento. Ma si ritiene probabile l’astensione dei gruppi aderenti al centro-sinistra. L’onorevole Nenni esprime in un articolo la speranza che sia ripresa la collaborazione con la Democraza cristiana; Vittorio Gorresio, Attesa per il programma; Michele Tito, Lo scambio delle consegne tra gli on. Fanfani e Leone; I nomi dei sottosegretari
19-21 giugno 1963
Si riunisce il Conclave per eleggere il successore di Giovanni XXIII. Il 21 giugno sarà eletto l’arcivescovo di Milano Giovan Battista Montini che assumerà il nome di Paolo VI
«l’Unità», 19 giugno 1963 [pp.1-2 ]
p.1- Paolo Spriano, Il successore di Giovanni XXIII ;
pp.1-2- Da Stasera il Conclave. Ottanta cardinali nella clausura. Da domani le votazioni. Le ore delle fumate ;
p.2- Arminio Savioli, Quanti giorni per eleggerlo ? Domani mattina il primo voto per il nuovo Pontefice. La costituzione del Conclave prevede quattro scrutini al giorno e due fumate. Gli schieramenti nel sacro collegio. La tecnica elettorale
«l’Unità», 20 giugno 1963 [pp.1-2 ]
Arminio Savioli, Stamane la prima fumata. Conclave aperto da un’orazione conservatrice. Il “ De eligendo pontefice” letto da monsignor Tondini. Si discosta in modo notevole dalla linea “roncalliana”. I porporati raggiunto il “recinto” del conclave ne hanno chiuso a chiave gli ingressi
22-26 giugno 1963
A Bonn , il 22 giugno , inizia la visita di John Fitzgerald Kennedy in Europa. Il presidente americano rassicura la Repubblica federale tedesca sulla solidarietà degli USA e affronta i temi connessi alla formazione della forza nucleare interalleata nell’ambito NATO, su cui restano le diffidenze francesi e le incertezze, determinate dalla precarietà delle situazioni politiche, italiane e inglesi. Realisticamente afferma che per l’immediato l’unificazione tedesca non è possibile ma invita i tedeschi a sperare nel loro futuro. Dopo i colloqui con il cancelliere Adenauer , come ultima tappa , il 26 giugno , si reca a Berlino Ovest. Per la prima volta un presidente americano visita la città. Accolto trionfalmente, Kennedy pronuncia i suoi discorsi prima al Municipio, poi all’Università e infine davanti al «muro» di Berlino. Davanti a un milione di cittadini pronuncerà la frase che resterà famosa : « Ich bin ein Berliner » , ( «Io sono un berlinese»). Dopo una tappa a Dublino, la visita in Italia.
Video e testo
Remarks at the Rudolph Wilde Platz, Berlin
Rai storia
Il discorso di Kennedy a Berlino
«l’Unità», 26 giugno 1963 [p.1-p. 14]
Franco Fabiani , Il discorso di Kennedy a Francoforte. Drammatica pressione per l’unità atlantica. Forte attacco alle posizioni dissidenti di De Gaulle. Krusciov giungerà venerdì a Berlino
«l’Unità», 27 giugno 1963 [p.1-p. 14]
p.1-p.14 - Franco Fabiani, Berlino Ovest. La giornata di Kennedy ;
p.1- “A causa della situazione in Italia e in Inghilterra”. Sconvolti i piani per la forza H multinazionale. Dichiarazioni di un portavoce del Dipartimento di Stato sui colloqui fra Kennedy e Adenauer. Il presidente americano lascia la Germania Ovest dopo una visita a Berlino ; Leo Vestri , Soddisfazione a Londra
«La Stampa», 23 giugno 1963[p.5]
Massimo Conti , La visita in Germania durerà quattro giorni. Kennedy arriva stamane a Bonn prima tappa del suo viaggio europeo. Adenauer alla TV. “ Ricordiamoci del nostro debito di riconoscenza verso gli Stati Uniti”. Migliaia di tedeschi in vacanza affluiscono all’aeroporto per accogliere l’ospite. Ma i preparativi non sono grandiosi come per De Gaulle. Una “ fascia di sicurezza” dei comunisti attorno al muro di Berlino, per impedire eventuali dimostrazioni in favore del presidente americano ; [Ansa] , Mille tedeschi protestano a Bonn contro le atomiche ; Sandro Volta, Acidi commenti a Parigi. “ Paris-Presse” : “ A Kennedy non sarà facile convincere i tedeschi che l’America non li abbandonerà”. Per “ Frace Soir”, i Paesi europei dovranno scegliere fra le tesi di De Gaulle e quelle del presidente americano ; Ferdinando Vegas, Gli scopi della visita
«La Stampa», 25 giugno 1963[p.1]
Titolo pagina: Tre ore di colloquio con il cancelliere Adenauer. Il presidente Kennedy dichiara a Bonn “ L’unità tedesca per ora non è possibile”. “Il bando nucleare va deciso entro l’anno affinché altri paesi non entrino in possesso dell’atomica”. Ciò si risolverebbe in una catastrofe”. Velata polemica con De Gaulle : “ Gli americani resteranno in Europa”. Necessità di rafforzare l’Alleanza Atlantica : “ A differenza di altri, io confido nella NATO “. Kennedy ritiene “ importante la visita a Roma e spera di incontrare il Papa ; Editoriale, Ferdinando Vegas, Coraggioso realismo ; Massimo Conti, Berlino sarà difesa con “ Tutti i mezzi” ; Antonio Barolini, I commenti dei giornali americani. Severo giudizio del “N.Y.Times”. Ottimismo ufficiale sulla tregua atomica : “ La corrispondenza tra Kennedy e Kruscev consente speranze”
«La Stampa», 26 giugno 1963[p.1]
Massimo Conti, Nessuno in Germania ha mai avuto accoglienze così calorose. Travolgente entusiasmo per Kennedy acclamato da un milione di tedeschi. Il presidente è entrato a Francoforte su un’auto scoperta, con a fianco Erhard. Poi si è confuso nella folla, stringendo centinaia di mani protese. Gente sui tetti, sui cornicioni delle chiese, aggrappata alle antenne della TV. Una donna dà alla luce un bimbo nella calca, 150 feriti ricoverati negli ospedali. Ampia visione nel discorso di Kennedy : “ L’America è pronta a rischiare la distruzione delle sue città per difendere l’Europa. Ma dobbiamo lavorare per una vera pace tra noi ed i comunisti”
«La Stampa», 27 giugno 1963[p.1]
Titolo. Prima visita di un presidente americano nella città assediata. Kennedy a Berlino : “ Abbiate fede guardate oltre la vergognosa muraglia”. Due discorsi, al Municipio e all’Università. Alla folla il presidente dichiara : “Verrà anche per voi il giorno della pace e della giustizia. Tornerò in qualunque momento se sarà necessario”. Agli studenti ha detto : “Nuovi venti soffiano attraverso il sipario di ferro. Ma il cammino è ancora lungo e aspro”. Entusiasmo delirante dei berlinesi: per vedere Kennedy, qualcuno ha pagato 40 mila lire una finestra, molti hanno dormito all’aperto ; f.v. ( Ferdinando Vegas) , Il piano degli Stati Uniti ; Massimo Conti , Qualche fazzoletto in segno di saluto è apaprso alle finestre del settore russo
Pagina 1 di 2
Commenti e resoconti