XIII Legislatura - 1996-2001
I Governo D'Alema
21 ottobre 1998-22 dicembre 1999
Il Parlamento in seduta comune, integrato dai rappresentanti delle regioni, elegge, al primo scrutinio con 707 voti su 990 votanti, Carlo Azeglio Ciampi Presidente della Repubblica.
Carlo Azeglio Ciampi presidente della Repubblica
Il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi presta giuramento e rivolge un messaggio al Parlamento riunito in seduta comune
A Roma le Brigate rosse uccidono il professor Massimo D’Antona, consulente del Ministro del lavoro Bassolino ( DS).
Le BR uccidono Massimo D’Antona
Il professor Massimo D’Antona, consulente del ministero del Lavoro, è assassinato a colpi di pistola da due killer che lo aspettano davanti alla sua abitazione in via Salaria a Roma. L’attentato è rivendicato dalle BR-PCC con un documento di 28 pagine con riferimenti alla guerra nel Kosovo, il nuovo imperialismo americano e la critica alla linea dei Democratici di sinistra. D’Antona è indicato come un protagonista della linea economica e sociale del Governo D’Alema.
«l’Unità», 21 maggio 1999 [pp.1-11]
p.1- Titoli: Agguato a Roma, tornano le BR. Un commando uccide Massimo D’Antona, consulente di Bassolino. Il governo in allarme. D’Alema: non riporteranno indietro l’Italia;
p.1-6- Editoriale, Paolo Gambescia, Questo Paese è più forte; Antonio Lettieri, Le passioni di un amico;
p.1-7- Roberto Giovannini, Bassolino: «Hanno colpito un uomo simbolo del dialogo tra le parti sociali» [intervista a Antonio Bassolino];
p.1-p.10- Vincenzo Vasile, Un tragico film di vent’anni fa;
p.1-11- Giuseppe Caldarola, La nuova sfida del partito armato;
p.2- Alessandra Baduel, Esecuzione terrorista, ammazzato D’Antona. Due killer in agguato sotto casa. Era il consigliere di Bassolino per il Patto sociale; A.B., «Assassini giovani e tranquilli». Il testimone: «Ho sentito spari attutiti come miccette»; Felicia Masocco, Il silenzio della moglie al Policlinico. Camera mortuaria, pellegrinaggio di politici e di sindacalisti;
p.3- Gianni Cipriani, L’agguato firmato dalle Brigate Rosse. In un documento di 28 pagine la rivendicazione con la sigla BR-PCC; G. Cip., «Spezzeremo la mediazione neocorporativa»
Il comunicato terrorista, dalla «borghesia imperialista» all’«aggressione NATO»; Wladimiro Settimelli, Gli aggettivi sono nuovi, lo stile è proprio quello di una volta;
p.4- Centri sociali. Tensione al Leoncavallo «Per ora stiamo zitti»; G. Ma., Scatta l’allarme, Quercia nel mirino. Il Viminale protegge gli «obiettivi sensibili», sotto osservazione le sedi DS; Giampiero Rossi, Gerardo D’Ambrosio, magistrato «Una rivendicazione che lascia perplessi» [intervista]; Brutti: «Colpito un uomo inerme» «Per il “debutto” hanno scelto un bersaglio facile»;
p.5- Marcella Ciarnelli, D’Alema: l’Italia non tornerà indietro. A Napoli i DS con Jospin. Veltroni: «Vogliono uccidere il riformismo»; E Bertinotti ammette: «Temo che sia terrorismo»; Aldo Varano, Fabio Mussi «O è un remake BR o ce lo vogliono far credere» [intervista];
p.6- Luana Benini, «Una vita tra politica lavoro e solidarietà». Amici e compagni piangono D’Antona; Oggi al ministero la camera ardente; Uno studioso con un forte ruolo politico; Quegli articoli appassionati per l’Unità;
p.8- Paola Sacchi, «Era un uomo dalla parte dei lavoratori». CGIL-CISL-UIL sul luogo del delitto. Cofferati: l’obiettivo la politica delle riforme; Alessandro Galiani, Gino Giugni
«Ricordo quei giorni, ma oggi è diverso» [intervista]; Elio Spada, E gli operai del Nord dissero di nuovo no. Scioperi spontanei a Milano, Genova e Torino dopo il delitto; Ibio Paolucci, Tarantelli e Ruffilli, i professori uccisi dalle BR. Molte analogie fra l’assassinio di ieri e gli agguati compiuti nell’85 e nell’88;
p.9- Rosanna Lampugnani, La conferma del Governo «La matrice è terroristica». Rosa Jervolino: riaffiorano terribili ricordi; Luciano Violante «È il momento di restare uniti»; Cinzia Romano, Ciampi come Scalfaro: avvio nell’emergenza; Stefano Di Michele, In Parlamento lo spettro degli anni di piombo. I deputati impietriti: «È come precipitare in un incubo antico»;
p.10- «Ricompare l’eversione». Così i servizi, tre mesi fa. La relazione in Parlamento nel febbraio scorso; Ninni Andriolo, Inquirenti alla ricerca della «mente politica». Il salto di qualità terroristico era stato previsto
Il Tribunale Penale Internazionale per la ex-Iugoslavia incrimina il presidente Milosevic, il primo ministro della Repubblica Federale di Iugoslavia, il presidente e il primo Ministro della Serbia e il capo di Stato Maggiore dell'esercito iugoslavo per crimini contro l'umanità : omicidi, persecuzioni per motivi politici, razziali e religiosi e deportazioni.
Dalla crisi dell’UDR , il partito creato da Cossiga, nasce un nuovo soggetto politico: l’UDEUR. La segreteria è affidata a Clemente Mastella, a Irene Pivetti, presidente della Camera dal 1994 al 1996 , la presidenza del partito.
Approvata alla Camera la legge sul finanziamento pubblico ai partiti. Prevede l’assegnazione di 4000 lire per ogni voto ricevuto.
Milosevic accetta il piano di pace
Kosovo
Giorni decisivi per la pace. Il 31 maggio: un comunicato della presidenza jugoslava conferma l’accettazione di Milosevic al piano di pace proposto dal G8. Scettico Bill Clinton. Il 1° giugno a Bonn, alla presenza del cancelliere tedesco Schoeder, inizia la 48 ore diplomatica fra l’ex premier russo Victor Stepanovic Cernomyrdin, il sottosegretario USA Strobe Talbott e il presidente finlandese Martti Ahtisaari per trovare una linea comune per una soluzione pacifica al conflitto. Colloqui che si svolgono mentre continuano senza tregua i raid con nuove stragi di civili.
«La Stampa», 1° giugno 1999 [p.1-pp.6-7]
p.1- Titolo: Vertice a Bonn, poi Cernomyrdin a Belgrado. Bombardamenti senza tregua, nuove stragi. Guerra del Kosovo due giorni decisivi. Milosevic: «Sì al piano G8 e all’ONU». Clinton scettico;
p.6- Ingrid Badurina, La NATO: attaccati solo obiettivi militari. Cook: Milosevic ha fatto ben più vittime di noi. Belgrado denuncia altre due stragi colpiti un sanatorio, un ospizio e abitazioni civili, 30 morti; Fabio Albanese, Rugova. Trionfo a Comiso tra i rifugiati; Vincenzo Tessandori, Nel porto dei clandestini. Basta un passaporto falso per aprire la via d’Italia;
p.7- Francesco Manacorda, Cernomyrdin e Ahtisaari vedono Talbott e Schoeder, poi tornano a Belgrado. Clinton scettico. Pace o guerra, a Bonn vertice decisivo. La Jugoslavia: accettiamo i principi del G8; Gli otto punti del documento (scheda); Maurizio Molinari, D’Alema protesta con Solana. «La NATO colpisca solo obiettivi militari»; Michael Emerson, Un progetto in dieci punti per la ricostruzione postbellica. «L’Europa prepari il suo Piano Marshall». L’Economist: solo così ci saranno pace e stabilità nei Balcani
«La Stampa», 2 giugno 1999 [p.1-pp.4-5]
p.1- Titolo: L’inviato europeo a Belgrado con Cernomyrdin. Gli USA duri: «Condizioni non negoziabili». Pace o escalation, si decide. Ahtisaari: Milosevic prenda al volo questa occasione; Editoriale, Enzo Bettiza, Il bivio dei Balcani;
p.4- Ingrid Badurina, La Jugoslavia torna al buio. La NATO ammette un errore a Novi Pazar, ventitré morti. Ucciso da una bomba un generale serbo. Era il vicecapo di Stato Maggiore; Daniela Cotto, Parla il capodelegazione del PAM. «La ricostruzione durerà decenni» [intervista a Ramiro da Silva]; Vincenzo Tessandori, Raid sul «confine dei profughi». A Morini, l’Albania: è stato un aereo NATO; m.mo., «Prima guardiano le carte». D’Alema prudente sul sì di Belgrado;
p.5- Emanuele Novazio, Un piano concordato nei minimi dettagli. Schoeder: non c’è motivo di euforia, ma ho fiducia. Il giorno del giudizio per Milosevic. Gli inviati dell’UE e di Mosca a Belgrado per la pace; La lettera del ministro degli Esteri jugoslavo a Fischer: fate finire gli attacchi. «Ecco le nostre condizioni di pace»; (Agi-Api), Schwarzkopf. «Stupido dire no alle truppe»; Andrea di Robilant, «La guerra finirà solo con la vittoria». Toni duri della Albright dopo il vertice con Dini
2 giugno: a Belgrado l’inviato russo Cernomyrdin e l’inviato europeo Martti Ahtisaari consegnano a Milosevic la bozza di accordo definita nella riunione a Bonn dei giorni precedenti. A Roma, un gruppo di pacifisti cerca di collocare un suo striscione all’Altare della Patria mentre è in corso la cerimonia commemorativa della Festa della Repubblica.
«La Stampa», 3 giugno 1999 [pp.1-3]
p.1- Titolo: Oggi la risposta dei serbi. Ciampi: Europa garante dei diritti umani. Milosevic l’ora della scelta. NATO e Mosca: ecco l’ultima offerta di pace; Editoriale, Boris Biancheri, Spallata finale a Belgrado; La bozza d’accordo (scheda);
p.2- Maurizio Molinari, Per il presidente, «giustizia e democrazia vanno oltre le prerogative dello Stato sovrano». Ciampi: pax europea tra le nazioni libere. «La pulizia etnica è la negazione della nuova Europa»; a. d. r. (Andrea di Robilant), Clinton. Truppe di terra summit militare; Francesco Manacorda, Quattromila italiani in Kosovo. Definita la forza di pace: 48 mila uomini; Ancona, arrivati i dragamine alleati. S’inizia la caccia alle bombe scaricate in mare; Corteo a Aviano. Roma valuta una pausa nei voli;
p.5- Emanuele Novazio, Il Parlamento serbo convocato per oggi: è la prima vota dagli attacchi aerei. «Milosevic deve accettare il nostro piano». I mediatori di Russia e UE a Belgrado tra le sirene d’allarme; Sfregio all’Altare della Patria. La corona al Vittoriale poi l’assalto pacifista; Giuseppe Zaccaria, Il messaggio del potere al popolo: di più non possiamo offrire. La città esausta spera nella pace, senza crederci. La televisione di Stato: da oggi la vita del Paese potrebbe cambiare
3 giugno: Milosevic accetta il piano di pace presentatogli da Cernomyrdin e da Ahtisaari. Il piano è approvato anche dal Parlamento serbo, riunito per la prima volta dai primi attacchi aerei NATO. L’accordo, definito nel negoziato al Castello di Petersberg a Bonn e ulteriormente discusso nelle ultime 48 ore diplomatiche, prevede: la cessazione dei raid NATO e in contemporanea il ritiro delle truppe serbe dal Kosovo, una forza internazionale di pace a cui parteciperanno NATO e Russia, una risoluzione del Consiglio di sicurezza ONU sui principi del piano di pace e il controllo sulla sua osservanza da parte dell’ONU. Restano da definire la composizione e il comando della forza internazionale di Pace.
«La Stampa», 4 giugno 1999 [pp.1-5]
p.1- Titolo: Accettato l’accordo per il ritiro dal Kosovo. Ancora da chiarire il comando della forza multinazionale. La resa di Milosevic: sì al piano di pace. Il mediatore UE: pochi giorni per la fine dei raid. Clinton prudente; Editoriale, Gianni Riotta, I 72 giorni che cambiarono il mondo;
p.2- Andrea di Robilant, Il presidente aspetta «i fatti concreti» e discute con i generali le nuove mosse militari. Clinton si ferma al «cauto ottimismo». «Le esperienze del passato ci hanno insegnato la cautela»; Augusto Minzolini, La soddisfazione di D’Alema. «È la pace giusta che abbiamo cercato»; Maurizio Molinari, Il ministro degli Esteri e le aspettative dell’Italia. Dini: da oggi non ha più senso bombardare fuori dal Kosovo [intervista a Lamberto Dini]; f. man. (Francesco Manacorda), Debutta l’Armata europea. Limitata a missioni umanitarie e di mantenimento della pace; Luca Tomasi, Ciampi ad Annan: una pace durevole. Il Papa: negoziati nel rispetto della storia e del diritto;
p.3- Emanuele Novazio, Il mediatore finlandese porta al vertice europeo di Colonia il sì di Milosevic all’accordo NATO. «Belgrado ha fatto il passo decisivo». Schroeder: il merito è di Eltsin; L’accordo di Belgrado (scheda); r. est., «Per ora la guerra continua». NATO: già uccisi cinquemila soldati; Giuseppe Zaccaria, Il giorno della svolta vissuto nella capitale jugoslava. Proclami trionfali dei serbi. «Abbiamo difeso eroicamente libertà e onore»;
p.4- Politici, generali, mediatori: successi, errori e strategie di due mesi di bombe e diplomazia. Vincitori e vinti nel poker dei Balcani. Tredici protagonisti dell’ultima guerra europea;
p.5- Enzo Bettiza, Personaggio, La volpe dei Balcani divenuta sciacallo del suo popolo. Milosevic, il signore delle macerie. L’ultima impresa del grande distruttore della Serbia; g. c. (Giulietto Chiesa), Viceministro. «Cernomyrdin ci ha traditi»; Vincenzo Tessandori, «L’UCK non consegnerà le armi». Un leader dei guerriglieri: la NATO ha bisogno di noi [intervista a Xhavit Haliti]
Il Consiglio europeo, riunito a Colonia in Germania , adotta la prima strategia comune dell'Unione europea nei confronti della Russia. Si pronuncia sul Kossovo e sul rafforzamento della politica europea comune in materia di sicurezza e di difesa. Javier Solana è nominato Alto rappresentante per la PESC e Segretario generale del Consiglio.
Kosovo
5 giugno: a Blace, una località al confine con la Macedonia, iniziano le trattative fra la delegazione della NATO e quella jugoslava per concordare tempi e modalità dell’applicazione dell’accordo di pace. Continuano i raid NATO. Le delegazioni non riescono a trovare l’accordo sui tempi dell’uscita dal Kosovo delle truppe serbe e sulla presenza di una forza internazionale in Jugoslavia. Il 7 la trattativa è interrotta Intanto i serbi bombardano il confine albanese e la NATO continua i raid.
«La Stampa», 5 giugno 1999 [pp.1-5]
p.1- Titolo: Tra domani e martedì tregua e ingresso della forza di sicurezza. Clinton «ansioso di porre fine ai raid». Kosovo, primo passo nel dopoguerra. Vertice militare NATO-serbi per concordare il ritiro; Editoriale, Lietta Tornabuoni, Il disagio della pace;
p.2- Andrea di Robilant, Gli esperti militari setacciano il documento di Belgrado alla ricerca di trucchi e scorciatoie. Clinton: sono ansioso di fermare i raid. Forse già domani la tregua nei bombardamenti; Giulietto Chiesa, «Mai sotto la NATO». Viceministro degli Esteri si ribella a Cernomyrdin; John Keegan, «L’Aviazione, regina delle battaglie». Per la prima volta una vittoria ottenuta solo dal cielo; (Ansa), «Non spareremo sui serbi in ritirata». L’UCK: ma non ci fidiamo delle promesse di Belgrado;
p.3- Emanuele Novazio, Mentre proseguono i raid aerei, le delegazioni si incontrano al confine con la Macedonia. Kosovo, conto alla rovescia per la pace. Primo vertice tra un generale della NATO e uno serbo; Maria Grazia Bruzzone, D’Alema: attenti, resta il rischio di nuove stragi; Giuseppe Zaccaria, A Belgrado tra raid e speranze. «Basta Milosevic, vogliamo elezioni». In attesa della pace l’opposizione rialza la testa;
p.4- f. man., La sua elezione è stata proposta da Schroeder: tredici sì e due voti contrari, Italia e Grecia. Solana, il superministro d’Europa. Guiderà Esteri e Sicurezza; Francesco Manacorda, Personaggio. Uno spagnolo uomo chiave dell’Unione. Le metamorfosi di un ribelle. Da contestatore a signore della guerra;
p.5- Emanuele Novazio, Prodi valuta che per rimettere in sesto la Jugoslavia serviranno 10 mila miliardi all’anno per 5 anni. Milosevic, primo problema del dopoguerra. Chirac: se resta nessuna ricostruzione; Il bilancio dei danni alle industrie e alle infrastrutture jugoslave dopo 72 giorni di bombardamento NATO (scheda); Pierluigi Battista, Gli schieramenti degli intellettuali. La guerra senza etichette. Raid o pace, destra e sinistra in ordine sparso; (Ansa), «Nessuna immunità». Arbour: arresteremo Milosevic; (Adn-Kronos), I raid continuano. Ma la NATO risparmia Belgrado
«La Stampa», 6 giugno 1999 [p.1-pp.7-8]
p.1- Titolo: Manca l’intesa sui tempi dell’uscita dal Kosovo, oggi nuovi colloqui. I raid continuano. Pace, la Serbia non firma l’accordo. A vuoto il primo vertice tra i generali NATO e di Belgrado;
p.1-p.8- Editoriale, Barbara Spinelli, Generazione dei diritti umani;
p.7- Giuseppe Zaccaria, Le delegazioni si rivedono stamattina al confine macedone. I serbi bombardano il confine albanese. Dal vertice dei generali non esce la pace. Tra serbi e NATO 10 ore di colloqui, i raid continuano; Le istruzioni alleate a Belgrado (scheda); (Ansa), Tregua sotto il tricolore; Francesco Manacorda, «I russi sono benvenuti, ma comandiamo noi». L’Alleanza ammonisce anche l’UCK: non tolleriamo interferenze
«La Stampa», 7 giugno 1999 [pp.1-5]
p.1- Titolo: Trattative interrotte. L’Observer: forni crematori per la pulizia etnica. I generali serbi si impuntano. «Non vogliamo truppe NATO in Kosovo»; Editoriale, Mario Deaglio, Il salvadanaio Europa per i Balcani;
p.2- Vincenzo Tessandori, Colpita un’ambulanza, cinque morti. Belgrado: abbiamo eliminato 500 terroristi dell’UCK. Albania, la grande battaglia del confine. I serbi bombardano, la NATO replica con centinaia di raid; Aldo Rizzo, L’Europa ne esce più forte di prima; (Ansa), I pacifisti fermano la guerra. Da Aviano per sette ore nessun decollo; (Ansa), L’esodo dei serbi. Il Pentagono: via dal Kosovo; e. st., D’Alema tra i profughi. «Dobbiamo aiutarli a tornare»;
p.3- Giuseppe Zaccaria, Belgrado respinge la presenza NATO e chiede che la firma sia preceduta dalla risoluzione ONU. I serbi abbandonano il tavolo di pace. Interrotte dopo 12 ore le trattative al confine macedone; I duellanti. L’uomo della NATO «Macho» Jackson. L’uomo di Slobo. Kovacevic il duro; Fabio Galvano, «Forni crematori a Trepca». «Bruciati cadaveri albanesi»; Francesco Manacorda, «Milosevic, restiamo pronti a colpire». La NATO minaccia: non tollereremo saccheggi e uccisioni;
p.4- f.sq., Ma Blair chiede che sia processato. Fonti tedesche: l’Alleanza vuole che vada in esilio in Russia. «Noi non inseguiremo Milosevic». Solana: non è compito della NATO; Gian Antonio Orighi, «Ecco le prove contro i capi serbi». I dossier che hanno portato all’incriminazione;
p.5- John Keegan, Ma il trionfo dell’arma aerea è una svolta nell’arte della guerra. «Bravo Blair, ma non provarci più»; Maurizio Assalto, Il filosofo e la tragedia balcanica. Severino: è in gioco il destino dell’Europa [intervista a Emanuele Severino]
Kosovo: riprendono le trattative.
7 giugno: a Bonn dove è riunito il G8 (G7 e Russia) e attraverso la diplomazia delle principali realtà coinvolte nel conflitto, Washington, Bruxelles, Belgrado, Mosca, si tenta di riprendere i fili della trattativa interrotta. Nuovi colloqui anche al caffè «Roma- Parigi» a Blace al confine con la Macedonia. Russia e USA cercano l’intesa sul testo di risoluzione ONU, si smussano i vari punti controversi: la fascia smilitarizzata all’interno della Serbia, il numero dei poliziotti ammessi in Kosovo, il disarmo dell’UCK.
«La Stampa», 8 giugno 1999 [pp.1-5]
p.1- Titolo: Slitta il voto ONU per mettere fine ai raid. Trattative difficili anche fra i generali. Kosovo, la pace al rallentatore. Tra NATO e Russia ancora contrasti sulla risoluzione; Editoriale, Boris Biancheri, Milosevic veleno nella coda;
p.2- Emanuele Novazio, Dopo otto ore di trattativa il ministro Ivanov chiede ulteriori consultazioni con Eltsin. Risoluzione ONU, Mosca blocca l’intesa. A un passo dal traguardo il G8 aggiornato a stamane; I punti caldi (scheda); Francesco Manacorda, La NATO: trattiamo ma senza sconti. E il ritmo dei bombardamenti sale nella notte; Alessandra Comazzi, Il giornalista che ha sostituito l’Amanpour. Vinci, un italiano alla CNN. Inviato di guerra per la TV di Atlanta [intervista a Luigi Vinci];
p.3- fra. gri., Ufficiali serbi e dell’Alleanza continuano a discutere e «rompere» sulle modalità del ritiro. Trattativa a singhiozzo fra i generali. Nuovo incontro in Macedonia, al caffè «Roma-Parigi»; Francesco Grignetti, Le 24 ore che non hanno portato il lieto fine. Dal tendone alla veranda. Inseguendo le delegazioni nemiche;
p.4- Giuseppe Zaccaria, Il Paese non ha più nulla da perdere con la ripresa dei raid sulla capitale e cerca di ottenere il massimo. Il gioco di Belgrado. Dietro le difficoltà dell’ultima ora; Giulietto Chiesa, Clinton telefona a Eltsin; cooperate;
p.5- Vincenzo Tessandori, «Belgrado prolunga i negoziati per avere più tempo di cancellare le prove dei massacri». «I serbi usano i gas per liquidare l’UCK». Accusa di Tirana, e al confine la battaglia continua; Christophe Châtelot, I profughi fuggono dai combattimenti alla frontiera Kosovo-Albania. L’ennesima odissea del popolo perduto; Marco Tosatti, «Quanto sangue innocente» Dalla Polonia nuovo appello del Papa
8 giugno: dopo una lunga maratona negoziale, a Colonia, si raggiunge l’accordo fra i Paesi del G7 e la Russia sulla risoluzione ONU che autorizza la presenza di una forza internazionale in Kosovo per mantenere la pace e consentire il rientro dei profughi. In base alla risoluzione Belgrado deve ritirare le sue truppe e per la provincia del Kosovo sarà nominato un responsabile ONU. L’accordo sarà firmato il 9 giugno.
«La Stampa», 9 giugno 1999 [pp.1-3-p.5]
p.1- Titolo: Il disarmo dell’UCK nodo cruciale nei colloqui militari in Macedonia. Passo decisivo per la pace. L’Intesa tra G7 e Russia all’esame dell’ONU; I punti dell’accordo (scheda);
p.2- Andrea di Robilant, Il presidente sul problema dei rapporti con i russi: in Bosnia abbiamo collaborato bene. Washington vede i primi segni di ritiro. Clinton. Al Consiglio di sicurezza non ci saranno veti; e. st., «A casa entro 3 mesi» Si sta già pianificando il ritorno dei profughi; Maurizio Molinari, «Ecco la nostra pace». D’Alema: giuste le nostre scelte; Giulietto Chiesa, Ultimi colpi di coda dal Cremlino. Eltsin cede, Ivanov: firmeremo solo dopo la fine dei raid;
p.3- Emanuele Novazio, Ma restano ambiguità e differenze di interpretazione tra gli occidentali e la Russia. Gli otto Grandi firmano la carta della pace. La bozza di risoluzione per l’ONU; La Risoluzione (scheda); Fasi di intervento in Kosovo (mappa e scheda); Francesco Grignetti, Una vigilia attesa a lungo da migliaia di uomini. Aspettando l’ordine: varcate il confine. Le forze internazionali in Macedonia pronte all’ora X;
p.5- Giuseppe Zaccaria, Guerra, faide e vendette: una regione distrutta. Ritorno nel Kosovo in macerie. Che cosa aspetta le truppe NATO e i profughi; Francesco Manacorda, «Uccisi centinaia di soldati serbi». L’Alleanza: bombe a grappolo dai b-52 su due battaglioni
Kosovo: il trattato di pace
Kosovo
9 giugno: a Kumanovo, alla frontiera macedone, alle ore 21, 49 dopo quattro giorni di trattative è firmato l’accordo tecnico-militare per il ritiro delle truppe serbe dal Kosovo e l’ingresso della forza internazionale di pace. L’annuncio ufficiale è dato dal generale inglese Michael Jackson, capo della KFOR. I serbi dovranno lasciare il Kosovo in 11 giorni. Sono trascorsi 78 giorni di guerra, morti, feriti, migliaia di profughi, città distrutte.
A New York il Consiglio di Sicurezza dell’ONU approva la risoluzione del G8 sul ritiro dei serbi, il rientro dei profughi e l’ingresso della forza di pace.
«La Stampa», 10 giugno 1999 [pp.1-5]
p.1- Titolo: Accordo fra i generali sul ritiro dei serbi dal Kosovo, via libera alla forza multinazionale. Firmata la pace, stop alle bombe. Spari di gioia a Belgrado. Ma la NATO: «Vogliamo accertare subito il ripiegamento o i raid riprenderanno». L’ONU discute la risoluzione finale, ultime resistenze della Cina. Clinton, Blair e D’Alema soddisfatti; Editoriale, Aldo Rizzo, Ora attenti a Milosevic;
p.2- Francesco Manacorda, Forse già nella notte il voto del Consiglio di Sicurezza ONU sulla risoluzione di pace. Solana: un grande giorno per la giustizia. «Le nostre truppe pronte a entrare subito in Kosovo»; Lietta Tornabuoni, L’effetto che fa; Emanuele Novazio, Una riga su una frase sblocca la pace. Fischer al G8: l’abbiamo tolta su richiesta dei serbi; e. st., Wiesel: il popolo serbo non va punito. «La storia insegna che è un errore fatale. Il trattato di Versailles ha portato Hitler»; e. st., Un assegno dal Sermig per il Kosovo. Olivero consegna a D’Alema 300 milioni raccolti con la sua Marcia per la pace;
p.3- Francesco Grignetti, Tensione e interruzioni fino all’ultimo. Decisa una fascia di sicurezza e una zona di non volo. I generali firmano: la guerra è finita. Ritirata serba in 11 giorni, la NATO ferma i raid; Giuseppe Zaccaria, Nella capitale della regione dilaga la paura tra gli ex carnefici. «Fratelli serbi, restate in Kosovo». L’arcivescovo Artemje in piazza a Pristina;
p.4- e. st., Il regime parla di aggressione sventata ma la gente si sisntonizza sulle radio che trasmettono il rock. Tutta Belgrado in strada: l’incubo è finito; (Ansa), Un duro per la pace. La firma del generale Jackson; La forza di pace (scheda);
p.5- Per Fini, «il merito è anche del centrodestra». Bertinotti: «L’Europa dissolta nell’impero NATO». D’Alema: è la pace che abbiamo cercato. «Chiederemo una conferenza sui Balcani a Roma»; (Ansa), Clinton: gioia e cautela. Blair: ora andiamo avanti senza abbassare la guardia; L’ultima guerra nel cuore dell’Europa
10 giugno: alle 15,23 il segretario generale della NATO, Javier Solana, annuncia la sospensione dei raid aerei contro la Federazione Jugoslava. È la fine di quella che è considerata la prima vera guerra in Europa dopo 50 anni. A Colonia, i ministri degli Esteri del G8 firmano il «Patto di stabilità per i Balcani» un programma di aiuti e di ricostruzione del Paese. Dal Patto è esclusa la Serbia in attesa di una svolta democratica.
In Italia, il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi annuncia la pace parlando a reti unificate alla nazione.
«La Stampa», 11 giugno 1999 [pp.1-7]
p.1- Titolo: Parte lo sbarco. I serbi si ritirano, la NATO sospende i raid e l’ONU approva la forza multinazionale di Pace. «Senza democrazia niente pace». Discorso di Ciampi alla nazione: «Grazie all’impegno di Governo, maggioranza e opposizione». Stanotte intervengono i primi soldati italiani. Gli 8 Grandi varano il piano di aiuti nella regione; Il lungo dopoguerra (scheda);
p.1-p.6- Editoriale, Barbara Spinelli, Il prezzo della ricostruzione;
p.2- Aldo Cazzullo, Il primo discorso a reti unificate. Oggi sarà in Albania. Ciampi: la pace europea alla prova. «È la fine di un dramma che ci ha angosciato per lunghe settimane»; Massimo Gramellini, Per il capo dello Stato il compito di dare un lieto annuncio. Un esordio e due fortune; Guido Tiberga, Una telefonata di Clinton per D’Alema tra i piloti; (Agi-Api), Un assegno per l’Arcobaleno. Dal principe ereditario saudita un milione di dollari; (Agi), Tirana. In piazza per l’UCK; e. st., Il Papa «Finalmente vince la ragione»;
p.3- Il segretario NATO ferma i raid e annuncia l’ingresso della KFOR nella regione «tra poche ore». Solana: ora Milosevic sta ai patti. «Nel Kosovo difenderemo anche i diritti civili dei serbi»; Le cinque zone. Le scadenze previste (mappa); Giuseppe Zaccaria, Rotta verso Nord per uomini, carri armati e camion. Se ne va «l’Armata degli eroi». L’esercito di Milosevic furente per il ritiro;
p.4- Emanuele Novazio, Gran Bretagna e Germania: le democrazie non possono puntellare la dittatura di Milosevic. Niente aiuti per la ricostruzione della Serbia. A Colonia il G8 vara il «Patto di stabilità» per i Balcani; Decalogo del G8 (scheda); Vincenzo Tessandori, La mezza festa dei profughi. Nei campi temono un’altra delusione;
p.5- Andrea di Robilant, «I serbi si sono ritirati, l’Alleanza è rimasta compatta, il rapporto con Mosca si è rafforzato». Clinton: tre vittorie, ma non è finita. «Ora dobbiamo far ritornare tutti i profughi nel Kosovo»; e. st., Ma Milosevic in TV rivendica il Kosovo; Giulietto Chiesa, Notte di trattative a Mosca. Con l’inviato USA sul contingente russo; e. st., «Jackson sparò sui cattolici». Nel «Bloody Sunday» dell’Ulster. Ma il Governo Blair smentisce;
p.7- Francesco Grignetti, Al confine macedone 18 mila uomini in allerta. Arriva l’ora della liberazione. Intervento imminente, italiani tra i primi; L’armata tricolore (scheda); Maurizio Molinari, «Non colpiremo i serbi in ritirata». Il leader dei guerriglieri a Roma da Dini
Si conclude tra Italia e Stati Uniti un accordo su Silvia Baraldini , che potrà finire di scontare la sua pena per reati di terrorismo nel carcere romano di Rebibbia, dove dovrà restare fino al 2008 . Arriverà in Italia il 25 agosto, trasportata da un Falcon 900 dei servizi segreti italiani. Infuriano le polemiche. Il Polo chiede le dimissioni del ministro della Giustizia Oliviero Diliberto ( PDCI) deciso ad accogliere personalmente Silvia Baraldini all’aeroporto di Ciampino
Elezioni per il rinnovamento del Parlamento europeo Forza Italia ottiene il 25,2% dei voti, i Democratici di sinistra il 17,3%., Emma Bonino l’8,5% delle preferenze
Berlusconi , rivendicando il successo elettorale di Forza Italia che si è affermata come primo partito , chiede le dimissioni del governo. Il presidente del Consiglio D’Alema replica che il centro-sinistra ha comunque superato il 40% dei consensi.
Annunciano le proprie dimissioni Franco Marini (segretario del Partito popolare), Luigi Manconi (portavoce dei Verdi), Gianfranco Fini (segretario di Alleanza nazionale) e Umberto Bossi (le cui dimissioni sono respinte da oltre 20.000 persone riunite a Pontida il 20 giugno)
< Sedute precedenti L.265/99 Camera 6-14 aprile 1999
Camera dei deputati: approvato il disegno di legge Disposizioni in materia di autonomia e ordinamento degli enti locali, nonché modifiche alla legge 8 giugno 1990, n.142 che sarà approvato definitivamente dal Senato il 22 luglio (L. n. 265/99 del 3 agosto 1999).
«Gazzetta Ufficiale» 6 agosto 1999, n.185 [pp.1-39]
pp.1-26- Legge 3 agosto 1999, n.265 Diposizioni in materia di autonomia e ordinamento degli enti locali, nonché modifiche alla legge 8 giugno 1999;
p.26- Lavori preparatori;
pp.26-39- Note
Sedute successive L.265/99 Senato 21-22 luglio 1999>
A Colonia, in Germania, si svolge il vertice annuale del G8. I capi di Stato e di governo stabiliscono le priorità per affrontare le sfide del XXI secolo : l'attuazione delle politiche macroeconomiche , le riforme strutturali necessarie per promuovere una crescita sostenibile, l'elaborazione di politiche volte ad aumentare i posti di lavoro, il rafforzamento delle garanzie sociali.
A Bonn (Germania) si svolge il vertice UE-USA. Con una dichiarazione congiunta UE e Stati Uniti si impegnano a rafforzare la collaborazione in seno alla nuova Agenda transatlantica, soprattutto per la risoluzione delle crisi internazionali, e a elaborare una politica europea in materia di sicurezza e difesa.
La Camera approva in seconda lettura la proposta di legge costituzionale Modifica all' articolo 48 della Costituzione concernente l' istituzione della circoscrizione Estero per l' esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani residenti all' estero , sarà approvata in seconda lettura dal Senato il 29 settembre ( L. 17 gennaio 2000, n. 1).
La Camera approva il disegno di legge Disposizioni in materia di autonomia e ordinamento degli enti locali, nonché modifiche alla legge 8 giugno 1990, n. 142 (AC 4493), che sarà approvato dal Senato il 22 luglio ( L. n. 265/99 del 3 agosto 1999).
Silvio Berlusconi incontra Romano Prodi per sollecitare un accordo in vista della fiducia alla nuova Commissione Europea.
«Il Foglio», 14 luglio 1999 [p.3]
Editoriali, Berlusconi fa il continentale
L’ex presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, deluso dal Governo D’Alema e dalla attuale maggioranza ipotizza la costruzione di un Centro che vada da Prodi a Berlusconi.
«la Repubblica», 16 luglio 1999 [p.10]
L’ex presidente: «Non servono né Ulivi né Margherite». Cossiga: un centro con Prodi e Berlusconi
«Corriere della Sera», 15 luglio 1999 [p.2]
Cossiga deluso da Palazzo Chigi apre al Cavaliere
Incontro chiarificatore fra Romano Prodi e il presidente del Consiglio Massimo D’Alema. Democratici di sinistra e Popolari decidono un vertice dell’Ulivo entro la fine del mese.
«La Stampa», 16 luglio 1999 [p.1-p.9]
p.1- Titolo: Rilancio della coalizione dopo un lungo incontro. Sulla giustizia nuova frattura maggioranza- opposizione. Tra Prodi e D’Alema un incontro di tregua. Sale la tensione tra sindacati e governo. D’Antoni vogliono dividerci;
p.9- Maria Teresa Meli, Il centrosinistra tenta di ricompattarsi e rilanciarsi, ma tra Asinello e Quercia si è sfiorata la rottura. E la maggioranza trova l’accordo: vertice a fine mese; Augusto Minzolini, Il gioco delle parti. Sapremo in autunno se è davvero pace; Maria Laura Rodotà, Biografia ribelle di una studiosa con la passione della politica. Le battaglie di Laura. Pennacchi- story da Potop al Governo; fra. man., Decreto «Salva RAI». Bruxelles apre la procedura d’infrazione contro l’Italia
«La Stampa», 17 luglio 1999 [p.5]
Maria Teresa Meli, Non dura la tregua con i Democratici e il premier fa proprio un appello di 40 senatori. D’Alema rilancia: assemblea degli eletti «Il vertice slitta? Riuniamo i parlamentari della maggioranza»; Paolo Passarini, Settembre grigio; Guido Tiberga, L’onorevole diessino il bipolarismo non si tocca. «La macchina del centrosinistra riparte». Mussi: l’agguato al Premier? Fantasie di Cossiga [intervista a Fabio Mussi]
Il ministro della Giustizia, Oliviero Diliberto, intervistato da «La Stampa» non nasconde il suo pessimismo sullo stato della maggioranza di Governo e accusa il Polo di osteggiare le riforme.
«La Stampa», 17 luglio 1999 [p.6]
Antonella Rampino, Il pessimismo del guardasigilli. «Il Governo sta cuocendo a fuoco lento». Diliberto: è il Polo che butta a mare le riforme [intervista a Oliviero Diliberto]; Jean Quatremer, La leader radicale ho dato fastidio a troppa gente. Bonino: «Ecco perché Prodi ma ha esclusa» [intervista a Emma Bonino]; f.man., Commissione UE. Il Professore detta le regole
DS: si svolge a Milano l’Assemblea dei delegati settentrionali.
«l’Unità», 18 luglio 1999 [p.1-p.9]
p.1- Titolo: Veltroni: i DS ripartono dal Nord. Assemblea a Milano dei delegati settentrionali della Quercia: rilanciamo il federalismo. Tre obiettivi per il Governo prima della fine della legislatura: formazione, lotta alla burocrazia, welfare;
p.9- Giampiero Rossi, Veltroni: «La riscossa inizi dal Nord». Da Milano via alla sfida: «Un partito federale con leader in ogni regione»; GP.R., Maran: il metodo Guazzaloca l’abbiamo inventato noi [intervista a Alessandro Maran]
«l’Unità», 18 luglio 1999 [p.5]
B. Mi. (Bruno Miserendino), I DS all’Asinello: non tradite l’accordo. Veltroni apprezza l’appello dei senatori. «Il governo durerà»; Natalia Lombardo, Occhipinti: sì al rilancio no alla parata di eletti [intervista a Mario Occhipinti]; O.D., Bonino a Bologna, mezzo sì al Polo «Mi candido alle mie condizioni». Parisi chiede le primarie
«La Stampa», 18 luglio 1999 [p.7]
Paolo Colonnello, L’autocritica di Veltroni all’Assemblea dei delegati: siamo apparsi tutto e il contrario d tutto. Parte dal Nord la riscossa della Quercia. Lotta alla burocrazia, Welfare e programmi per il futuro; Pino Corrias, E in sala regna lo psico-smarrimento. Sette ore di sofferenza: dove abbiamo sbagliato?
«Il Foglio», 20 luglio 1999 [p.1]
Libertà van cercando. I disperati DS del Nord vorrebbero tanto cambiare. Ma Roma … Con un’area al minimo storico, si pensa al programma sociale ma anche a Tangentopoli, pasdaran permettendo. Tra Cremona e Gallipoli
< Seduta precedente L. 234/1999 Camera 14 luglio 1999
Camera dei deputati: approvata la conversione in legge del decreto sul giudice unico. Si astengono Democratici e Lega. Il testo passa all’esame del Senato che lo approva definitivamente nella seduta del 22 luglio 1999.
«Gazzetta Ufficiale», 23 luglio 1999, n.171 [pp.3-4]
pp.3-4 - Legge 22 luglio 1999, n. 234. Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 maggio 1999, n. 145, recante disposizioni urgenti in materia di istituzione del giudice unico di primo grado;
p.4- Lavori preparatori
«Gazzetta Ufficiale», 23 luglio 1999, n.171 [pp.18-23]
Testo del decreto-legge 24 maggio 1999, n. 145 coordinato con la legge di conversione 22 luglio 1999, n. 234 recante: Disposizioni urgenti in materia di istituzione del giudice
unico di primo grado
Seduta n. 571 - 19 luglio 1999 [video della seduta]
Disegno di legge di conversione, con modificazioni, del decreto-legge n. 145 del 1999: Giudice unico di primo grado. Discussione
Seduta n. 572 - 20 luglio 1999 [video della seduta]
Seguito discussione e approvazione
«La Stampa», 21 luglio 1999 [p.3]
Maria Teresa Meli, La Camera ha approvato il decreto sul giudice unico con l’astensione di Democratici e Lega. Un compromesso «salva» Previti e le riforme. L’accordo dopo una telefonata Berlusconi -D’Alema; I termini dell’intesa (scheda); a.r., Piscitello «Ma la gente non capirà» [intervista a Rino Piscitello]; Paolo Passarini, Il partito anticrisi; Antonella Rampino, La mediazione dell’ex ministra anche Ciampi si sarebbe congratulato. «Ha vinto il futuro della Giustizia». Finocchiaro: accolte le buone ragioni del Polo [intervista a Anna Finocchiaro]; Paolo Colonnello, «Soluzione ragionevole». Soddisfatti Borrelli e il pool di Mani pulite; (Ansa), Tangentopoli. Perugia, indagini in pericolo?
Seduta successiva L. 234/1999 Senato 22 luglio 1999>
Il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, alla vigilia del confronto Governo parti sociali incontra sindacati e industriali. Il calendario: 20 luglio Sergio D’Antoni, segretario CISL, e Pietro Larizza segretario UIL, 21 luglio Sergio Cofferati, segretario CGIL, 22 luglio Giorgio Fossa, presidente Confindustria, Sergio Billè, presidente Confcommercio e i rappresentanti delle imprese.
«La Stampa», 20 luglio 1999 [p.1-p.5]
p.1- Colloqui alla vigilia del confronto tra Governo e parti sociali sulla riforma del Welfare. Il caro-dollaro fa volare la benzina a oltre duemila lire;
p.5- Stefano Lepri, Intanto Salvi presiede il Comitato per il patto sociale e domani si firma il piano formazione lavoro. Ciampi «convoca» sindacati e imprese. Per favorire il dialogo, ma non si parlerà di pensioni; Roberto Ippolito, Il segretario della UIL «È un protagonista della mediazione». Larizza: un segno di attenzione «Spero si ricordi del nostro contributo …» [intervista a Pietro Larizza]; I punti in sospeso tra Governo e sindacati (scheda); Paolo Passarini, Il garante attivo
«La Stampa», 21 luglio 1999 [p.5]
Stefano Lepri, Giovedì l’incontro a Palazzo Chigi. Oggi l’esecutivo presenta il master plan sulla formazione. Sindacati- Governo, clima meno teso. Il capo dello Stato vede CISL e UIL: cercate il confronto; Claudia Arietti, «Ma D’Alema ora decida». Benedini (Assolombarda): rischiamo di perdere il treno [intervista a Benito Benedini]; Roberto Ippolito, I leader di CISL e UIL al Colle oggi tocca a Cofferati. «Ciampi esalta la concertazione». Larizza e D’Antoni ci ha detto: dialogate
«La Stampa», 22 luglio 1999 [p.8]
Stefano Lepri, La mediazione del Colle nei colloqui con Cofferati e D’Alema. Oggi le parti sociali a Palazzo Chigi. Il metodo Ciampi: flessibilità e concertazione. Cala la tensione Governo- sindacati; Paolo Passarini, La sfida di D’Alema; Roberto Ippolito, L’appello di Confindustria «Il Governo osi lo strappo». Cipolletta: troppi conservatori e la paura frena ogni novità [intervista a Innocenzo Cìpolletta]
Camera dei deputati: approvato il decreto sul giudice unico. Si astengono Democratici e Lega.
«La Stampa», 21 luglio 1999 [p.3]
Maria Teresa Meli, La Camera ha approvato il decreto sul giudice unico con l’astensione di Democratici e Lega. Un compromesso «salva» Previti e le riforme. L’accordo dopo una telefonata Berlusconi -D’Alema; I termini dell’intesa (scheda); a.r., Piscitello «Ma la gente non capirà» [intervista a Rino Piscitello]; Paolo Passarini, Il partito anticrisi; Antonella Rampino, La mediazione dell’ex ministra anche Ciampi si sarebbe congratulato. «Ha vinto il futuro della Giustizia». Finocchiaro: accolte le buone ragioni del Polo [intervista a Anna Finocchiaro]; Paolo Colonnello, «Soluzione ragionevole». Soddisfatti Borrelli e il pool di Mani pulite; (Ansa), Tangentopoli. Perugia, indagini in pericolo?
Parlamento Europeo: elezione del presidente. L’alleanza fra Partito popolare europeo e i liberal-democratici ELDR porta alla vittoria, con 306 voti su 555, di Nicole Fontaine. Sconfitto il socialista Soares. Dopo 20 anni dalla presidenza di Simone Veil per la seconda volta una donna presidente del Parlamento Europeo.
Elezione del presidente
Allocuzione del presidente
«La Stampa», 21 luglio 1999 [p.7]
Francesco Manacorda, L’alleanza fra PPE e liberal- democratici ELDR porta all’elezione al primo scrutinio: 306 voti su 555. Europarlamento, stravince il centrodestra. Battuto il socialista Soares, presidente la popolare Fontaine; f. man. La «first lady», Vent’anni dopo Simone Veil; Carlo Bestasin, Per il presidente una nuova difficile sfida. E oggi debutta il «governo» Prodi. Una Commissione di sinistra in un Parlamento di destra
Il presidente del Consiglio, Massimo D’Alema, interviene al Costanzo Show.
«La Stampa», 22 luglio 1999 [p.7]
Raffaello Masci, Il presidente del Consiglio in TV: «Le pensioni?» La riforma Dini va bene, il problema sono i tempi». D’Alema: sostituirmi? Io non vedo nessuno. «Escludo un esecutivo tecnico, sarebbe un passo indietro»; Augusto Minzolini, Per convincere gli alleati. L’arma del premier, se cade arriva il Cavaliere; r.r., Cossiga: ritiro i miei ministri. Palazzo Chigi: ci chiariremo
Parlamento Europeo: Romano Prodi, presidente della Commissione, espone il suo programma e chiede la fiducia dell’assemblea.
Parlamento Europeo seduta del 21 luglio 1999
Dichiarazioni del signor Romano Prodi, presidente eletto della Commissione
«La Stampa», 22 luglio 1999 [p.9]
Guido Tiberga, Il tedesco Poettering attacca: questa Commissione non è equilibrata. Veltroni entusiasta. Prodi chiede la fiducia degli europei. «Guiderò un’amministrazione di classe mondiale»; Carlo Bestasin, Solo una maggiore competitività può rilanciare l’occupazione. Ora può partire la riforma economica. Il mantello UE darà coraggio ai Governi nazionali
< Sedute precedenti L. 265/99 Camera 17 giugno-1° luglio 1999
Senato della Repubblica: approvato definitivamente il disegno di legge Disposizioni in materia di autonomia e ordinamento degli enti locali, nonché modifiche alla legge 8 giugno 1990, n.142 (L. n. 265/99 del 3 agosto 1999).
«Gazzetta Ufficiale» 6 agosto 1999, n.185 [pp.1-39]
pp.1-26- Legge 3 agosto 1999, n.265 Diposizioni in materia di autonomia e ordinamento degli enti locali, nonché modifiche alla legge 8 giugno 1999;
p.26- Lavori preparatori;
pp.26-39- Note
Francesco Cossiga intervista al quotidiano «la Repubblica»
«la Repubblica», 21 luglio 1999 [p.17]
Concita De Gregorio, In volo per Barcellona l’ex capo dello Stato dice: «Massimo ha fallito». Ma forse lo incontrerà in settimana. La svolta di Cossiga «D’Alema addio». «Viva Prodi, ci andrò anche il ginocchio» [intervista a Francesco Cossiga]
< Sedute precedenti L. 234/1999 Camera dei deputati 19-20 luglio 1999
Senato della Repubblica: approvata definitivamente la conversione in legge del decreto sul giudice unico già approvata dalla Camera nelle sedute del 19 e 20 luglio 1999.
«Gazzetta Ufficiale», 23 luglio 1999, n.171 [pp.3-4]
pp.3-4 - Legge 22 luglio 1999, n. 234. Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 maggio 1999, n. 145, recante disposizioni urgenti in materia di istituzione del giudice unico di primo grado;
p.4- Lavori preparatori
«Gazzetta Ufficiale», 23 luglio 1999, n.171 [pp.18-23]
Testo del decreto-legge 24 maggio 1999, n. 145 coordinato con la legge di conversione 22 luglio 1999, n. 234 recante: Disposizioni urgenti in materia di istituzione del giudice
unico di primo grado
Governo - sindacati riparte il dialogo sul patto sociale. Rinviata la discussione sulle pensioni.
«l’Unità», 23 luglio 1999 [pp.1-3]
p.1- Titolo: Governo-sindacati, riparte il dialogo. Verifica a Palazzo Chigi sul patto sociale. Ma la discussione sulle pensioni viene rinviata. D’Alema: creati in tre anni 523mila posti di lavoro. Confindustria: migliorata la produzione; La crescita dei prezzi (grafico);
p.2- Ritorna l’inflazione. A luglio sale a 1,7%. Petrolio e caduta dell’euro le cause dell’impennata; È in crescita la produzione industriale; «Migliorano i conti pubblici
ma servono ancora tagli»; Alessandro Galiani, Silvano Andriani, economista «Non è un segnale di ripresa, e durerà poco» [intervista a Silvano Andriani]; Antonio Pollio Salimbeni, Greenspan: se i prezzi aumentano, pronti a intervenire. Audizione del presidente della Federal Reserve. Wall Street cala ma poi recupera; Senato. Ok della maggioranza al DPEF. Verso una correzione dell’Irap?
p.3- Fernanda Alvaro, Governo-sindacati, disgelo sull’occupazione. Ma a settembre sulle pensioni di anzianità potrebbe riaprirsi lo scontro; I punti dell’attuazione del patto sociale; B.Mi (bruno Miserendino), «Prove di dialogo» a Palazzo Chigi. Il clima è migliorato ma il conflitto cova sotto la cenere; Bianca Di Giovanni, Enel: CGIL, CISL e UIL bocciano il piano industriale. Chieste al ministro dell’Industria Bersani garanzie sulle modalità di dismissione; Previdenza. Onofri: «Verifica anticipata. Com’è avvenuto due anni fa»
«La Stampa», 23 luglio 1999 [p.1-p.3-p.16]
p.1- Titolo: Prima verifica tra D’Alema e sindacati sul patto di Natale: crescono investimenti e posti di lavoro. Pensioni, la lite è solo rinviata. Risale l’inflazione, colpa di benzina e sigarette. Allarme di Greenspan: pronto ad alzare i tassi. Sentenza della Cassazione: se la burocrazia danneggia il cittadino lo Stato deve risarcirlo; Editoriale, Mario Deaglio, I nervi scoperti dell’economia;
p.3- s. l., L’incontro a Palazzo Chigi sulla verifica del patto sociale non ha ancora sciolto le diffidenze. «Tregua estiva» tra Governo e sindacati. Cofferati: passi in avanti. D’Antoni: ma non bastano; Il cammino del patto sociale (scheda); Paolo Passarini, Quando suona la ritirata; Stefano Lepri, L’ex ministro del Tesoro e i problemi del welfare. Andreatta: sulla previdenza è necessario un taglio netto [intervista a Beniamino Andreatta]; f. cac., Dopo la Pennacchi, voci di dimissioni anche per Barca, ma il direttore generale smentisce. «Tamburi di guerra» nello staff di Amato;
p.16- Ugo Bertone, Il banchiere centrale: la stretta se saliranno i prezzi o il costo del lavoro. «Attenti alle azioni troppo alte». Greenspan pronto ad aumentare i tassi USA. La FED minaccia e le Borse sbandano; Washington batte Bruxelles. Crescita PIL. Produzione industriale (grafico); Vanni Cornero, Dai primi dati Istat si delinea un aumento dell’1,7%. Sotto accusa i rialzi dei carburanti. Luglio riaccende fuochi d’inflazione. L’Isea boccia il DPEF: non arriva a 15 mila miliardi; Dieci anni d’inflazione (grafico)
Rinviato a settembre il vertice del cosiddetto Ulivo 2.
«l’Unità», 23 luglio 1999 [p.9]
Onide Donati, Ulivo-2, slitta il vertice. Si riparte dalle regioni. Veltroni: «Sinistra oltre la socialdemocrazia»; Mastella: «Governo tecnico? Allora meglio le elezioni»; Roberto Monteforte, Il PPI ai vescovi: alimentate polemiche. Pagano (DS): «Dopo la parità spazio all’edilizia scolastica»
«La Stampa», 23 luglio 1999 [p.2]
Maria Teresa Meli, Veltroni strappa il sì di Parisi. I Democratici ipotizzano un dopo D’Alema affidato a Rutelli. Ulivo 2, il vertice a settembre. Prima solo un confronto per le regionali;
(Ansa), Ora Cossiga smorza i toni «Niente più doppia riunione. Fatto incoraggiante e positivo»
«la Repubblica», 23 luglio 1999 [p.16]
L’ex presidente incassa lo stop all’Ulivo 2 e avverte il premier: si guardi dai prodiani. Cossiga, festa di compleanno e nuova pace con D’Alema
Lega Congresso Straordinario, Varese 23-24 luglio 1999
Lega Nord Congresso Straordinario
Intervento del segretario federale Umberto Bossi
«La Stampa», 23 luglio 1999 [p.2]
Pino Corrias, Domani e domenica a Varese Congresso straordinario. «Caccerò chi ha perso la fede leghista». Bossi: ogni tanto bisogna fare un po' di pulizia; Tutti i numeri del Carroccio (Scheda)
Continuano le dichiarazioni di Francesco Cossiga che, contrario ad una possibile rinascita di una nuova DC, manifesta la sua attenzione verso i Democratici di Prodi.
«Il Messaggero». 27 luglio 1999 [p.6]
M. Ca., Le manovre al centro. Cossiga «boccia» una nuova DC e apre a Prodi. «Ricostruire lo scudo crociato sarebbe dannoso anche per la Chiesa. Accordiamoci coi democratici»
«La Stampa», 27 luglio 1999 [p.2]
I Democratici: mai accordi con il PPE in Europa. Rutelli a Cossiga: non c’è nessun centro alternativo
PPI- Direzione. Il segretario, Franco Marini, ripropone l’idea di una Federazione di centro, composta da PPI, Rinnovamento di Dini, Cossiga, l’UDEUR e i Democratici di Prodi.
«Sole24ore», 28 luglio 1999 [p.2]
G. Co., Marini insiste: Federazione di centro con PPI, RI, Cossiga, UDEUR, prodiani
«Il Messaggero», 28 luglio 1999 [p.7]
Carlo Fusi, Diario di bordo. Massimo e Cossiga in tandem per legare l’Asinello. Il Picconatore con l’ingresso di Berlusconi fra i popolari europei non c’è più spazio per operazioni di centro
Francesco Cossiga intervistato da «Il Messaggero» sollecita un’alleanza politica di centro-sinistra per fermare «l’antidemocratico» Berlusconi e «connubio fra potere e denaro»
«Il Messaggero», 31 luglio 1999 [p.8]
Fabio Isman, Cossiga: uniti contro il connubio fra potere e denaro. «Serve un’alleanza politica di centrosinistra, sotto la guida di D’Alema, per fermare l’antidemocratico Berlusconi» [intervista a Francesco Cossiga]
Kosovo
«La Stampa», 1° agosto 1999 [p.1-p.5]
p.1- Titolo: Intesa tra l’Albright e Dini. E i carabinieri proteggono l’FBI in Kosovo. «Missione Belgrado» per l’Italia. Deve preparare il dopo Milosevic;
p.5- Maurizio Molinari, È stata l’Albright a incoraggiare il ministro Dini su questa strada al summit di Sarajevo. Regia italiana per l’opposizione serba. Presto vertice a Roma del cartello anti-Milosevic; Sbarcati 1000 Rom. Bari, tutti ammassati sopra un rimorchiatore; (AdnKronos), Don Paglia «Non dimenticate la riconciliazione»
Partito radicale trasversale V Congresso, Roma 1° agosto 1999
Mozione approvata al V Congresso del PRT
«La Stampa», 1° agosto 1999 [p.2]
Maria Teresa Meli, Assemblea sospesa, poi la replica: «A Strasburgo solo un’alleanza tecnica di coordinamento». Al Congresso radicale scoppia il «caso Le Pen». Bonino: siamo pronti a sporcarci le mani al Governo; Antonella Rampino, Il presidente onorario «Sono esterrefatto». Zevi: mai con gli antisemiti «A Emma e Marco interessa solo il potere» [intervista a Bruno Zevi]
Il presidente della Camera, Luciano Violante, in un’intervista a «La Stampa» affronta il tema della sicurezza e di fronte al crescere delle attività criminali in particolare nelle grandi città ritiene necessario aumentare i poteri della polizia.
«La Stampa», 1° agosto 1999 [p.1-p.3]
p.1- Titolo: Il presidente della Camera: «La legge è diventata un optional, per molti reati non si va nemmeno più in carcere». «Contro il crimine più poteri alla polizia». Intervista a Violante: sicurezza e Welfare le nuove emergenze;
p.3- Ugo Magri, «Sicurezza e Welfare le nuove emergenze». Violante: contro il crimine più poteri alla polizia [intervista a Luciano Violante]
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