XIII Legislatura - 1996-2001
I Governo D'Alema
21 ottobre 1998-22 dicembre 1999
Abdullah Ocalan, leader del PKK (Partito dei lavoratori del Kurdistan), incarcerato e condannato a morte in Turchia, dal carcere dove è rinchiuso attraverso i suoi avvocati invita gli indipendentisti del PKK a lasciare la Turchia dal 1° settembre e per il bene della pace a cessare la lotta armata. Il 5 agosto il PKK con un comunicato annuncia di accogliere l’invito di Ocalan.
«La Stampa», 4 agosto 1999 [p.8]
e.st., Il leader curdo, incarcerato e condannato a morte, attende la sentenza. «Il 1° settembre lasciate la Turchia». L’appello di Ocalan ai guerriglieri del PKK
«La Stampa», 6 agosto 1999 [p.8]
e.st., E Washington invita Ankara ad accettare il dialogo. Ma la magistratura ribadisce: eseguite la condanna. Il PKK obbedisce a Ocalan. «A settembre ci ritiriamo dalla Turchia»
Quote latte
Gli allevatori per protesta contro le «quote latte» bloccano la via Aurelia alle porte di Roma. Il giorno seguente vertice a Palazzo Chigi. Il ministro dell’Agricoltura, Di Castro, ribadisce che vanno rispettate le decisioni dell’Unione Europea. Una parziale vittoria per gli allevatori: non dovrà pagare le multe chi ha fatto ricorso al TAR. Una parziale tregua che tuttavia non ferma la protesta.
«La Stampa», 6 agosto 1999 [p.10]
g. lam, Gli allevatori al presidio di Torrimpietra: dobbiamo ammazzare centinaia di mucche. Il ministro non ha capito nulla. «Pronti a farci arrestare». L’Aurelia bloccata per le quote latte; g. lam., «Agevoleremo i pagamenti». Linea dura di De Castro: le multe restano
«La Stampa», 7 agosto 1999 [p.12]
g. lam., Vertice a Palazzo Chigi con gli allevatori. Ma Di Castro ribadisce le decisioni UE non si cambiano. Mezza vittoria per i guerrieri del latte. «Non dovrà pagare le multe chi ha fatto ricorso al TAR; Giovanni Bianconi, Il popolo di Ercolina ferma i trattori. «È tregua, ma continuiamo a lottare». Il leader dei Cobas: non ci fermerà il codice penale
Ex Jugoslavia
Il Governo del Montenegro, che insieme alla Serbia forma la Federazione Jugoslava, chiede l’indipendenza da Belgrado e se l’autonomia non venisse concessa il primo ministro di Podgorica, Filip Vujanovic, annuncia il ricorso ad un referendum.
«La Stampa», 6 agosto 1999 [p.7]
Ingrid Badurina, Podgorica chiede moneta, difesa e diplomazia indipendente, se Belgrado dice no si terrà un referendum. Anche il Montenegro se ne va. «La federazione con Belgrado è finita»; Così è morta la ex Jugoslavia (mappa)
Dalla fusione fra Banca Intesa e Comit nasce la più grande banca italiana.
Il giudice istruttore Rosario Priore rinvia a giudizio per la strage di Ustica dieci generali. Nei cieli di Ustica si sarebbe svolta una battaglia aerea. Un aereo, forse il Mig libico caduto sulla Sila, si sarebbe nascosto nella scia del Dc9 dell’Itavia per evitare i colpi di due aerei Nato che lo inseguivano, forse per colpire un «capo di Stato», verosimilmente Moammer Gheddafi. La mancata collisione avrebbe provocato uno spostamento d’aria capace di danneggiare l’ala sinistra e il motore destro dell’aereo italiano, facendolo precipitare
Alla Festa del Partito popolare (PPI) che si svolge a Montecchio (Reggio Emilia) il presidente del Consiglio, Massimo D’Alema, e il vicepresidente, Sergio Mattarella, si pronunciano favorevolmente sulla proposta avanzata da Francesco Cossiga di un «nuovo centro».
«la Repubblica», 9 settembre 1999 [p.4]
Barbara Jerkov, L’ex presidente della Repubblica punta a unire gli alleati di sinistra, dal PPI fino ad Amato- «Incarniamo la tradizione democratica europea». Cossiga: un centro riformatore. A D’Alema piace, Parisi dice no
«Corriere della Sera», 10 settembre 1999 [p.9]
Lorenzo Fuccaro, De Mita: l’avversario è Forza Italia. PPI, raffiche di critiche al centro di Cossiga. Mancino: no ai calderoni
«Il Messaggero», 9 settembre 1999 [p.4]
Renato Pezzini, I travagli del centrosinistra. Il presidente del Consiglio guarda con simpatia al progetto dell’ex picconatore «Cosa divide Mattarella da Mastella». D’Alema: «Sì al nuovo centro di Cossiga». Legge elettorale, il premier rilancia la proposta del Governo: insistiamo sul doppio turno di collegio
Francesco Cossiga si reca dal presidente del Consiglio che lo incoraggia a ricostruire un «centro politico»
«la Repubblica», 11 settembre 1999 [p.16]
Barbara Jerkov, Riunione dei fedelissimi, poi vertice a Palazzo Chigi. «Governo in sella fino al 2001». Cossiga va da D’Alema e rilancia il suo Centro. «Insieme alle regionali e alle politiche»
«Corriere della Sera», 11 settembre 1999 [p.8]
Gianni Fregonara, Nel faccia a faccia tra il premier e l’ex presidente, spiega Sanza, «messo a punto un piano per sbarrare la strada a Berlusconi». Cossiga riceve da D’Alema l’«investitura» a ricostruire il centro
«Il Messaggero», 11 settembre 1999 [p.4]
A.Gen., I moderati e la Quercia. Incontro a Palazzo Chigi tra il premier e l’ex capo dello Stato che non vuole alleanze alle regionali con Rifondazione. Cossiga avverte D’Alema: no a Bertinotti. «Se la sinistra trascura il centro vuol dire che sa di perdere». PPI, De Mita lancia Zecchino segretario
Arturo Parisi, numero due dei Democratici, intervistato dal quotidiano «Avvenire» si pronuncia contro il «centro» ipotizzato da Francesco Cossiga e l’unione delle sinistre. Allude quindi ad un’alleanza che riproponga il modello Ulivo. Frecciate polemiche nei confronti del presidente del Consiglio.
«Avvenire», 15 settembre 1999 [p.6]
Arturo Celletti, Il numero due dei Democratici boccia sia il «centro degasperiano» sia l’unione a sinistra. Parisi: due no a D’Alema e Cossiga. «Il premier non faccia il capopartito o troveremo un altro Prodi» [intervista a Arturo Parisi]
PPI: in vista del Congresso si svolgono incontri e trattative all’interno del partito. Per sostituire il segretario, Franco Marini, nominato ministro avanza la candidatura di Pierluigi Castagnetti. Il segretario uscente incontra Francesco Cossiga che lavora alla sua idea di un nuovo «centro».
«la Repubblica», 20 settembre 1999 [p.17]
Trattative prima del Congresso. Castagnetti segretario? Incontro Cossiga-Marini
«Il Messaggero», 20 settembre 1999 [p.4]
Amedeo Cortese, Le sorti del PPI. È ancora battaglia sul nuovo vertice di Piazza del Gesù- L’ex leader punta alla presidenza, ma deve vedersela con De Mita. Marini consulta Cossiga: facciamo centro. Aperitivo fra il Picconatore e il segretario uscente: il Congresso dovrà rilanciare la «costituente popolare»
«la Repubblica», 21 settembre 1999 [p.22]
Barbara Jerkov. «Ha ragione Letta». Segreteria PPI, De Mita chiede «discontinuità». Cossiga «PPE a destra? Troveremo altri alleati»
«Il Giornale», 22 settembre 1999 [p.6]
Roberto Scafuri, Amato e Cossiga fanno un partito di antiDemocratici. Per mettere fuori gioco Di Pietro, i due progettano un gruppo moderato che riunisca PPI, socialisti, diniani e orfani di Prodi. Con l’avallo di D’Alema
La Camera approva la Legge quadro in materia di riordino dei cicli dell' istruzione , sarà approvata dal Senato il 2 febbraio 2000 ( L. 10 febbraio 2000, n. 30).
La legge è frutto dell’accordo trovato nella maggioranza di Governo , già nel luglio, sulla parità scolastica (progetto presentato dal ministro Luigi Berlinguer ) Previsto uno stanziamento di 800 miliardi in favore delle famiglie meno abbienti; 280 miliardi saranno destinati alle scuole materne comunali e private; le scuole non statali dovranno rispettare l’ordinamento di studi previsto dallo Stato, rendere pubblici i loro bilanci e assumere solo insegnanti in possesso dell’abilitazione pubblica.
Il segretario nazionale della CISL, Sergio D’Antoni, annuncia una forte mobilitazione contro la manovra economica definita dal Governo. Intanto sta programmando di incontrarsi co Francesco Cossiga
«la Repubblica», 24 settembre 1999 [p.4]
Il leader della CISL annuncia la mobilitazione contro la manovra mentre prepara l’incontro con il «picconatore». E D’Antoni flirta con Cossiga
E’ istituito il G-20, con lo scopo di ampliare il dibattito su problematiche fondamentali economiche e finanziarie fra economie particolarmente significative, per promuovere la cooperazione e raggiungere una crescita economica mondiale stabile e sostenibile.
«Corriere della sera», 29 settembre 1999 [p.9]
R. R., L’ex presidente rivela: avevo dato la mia disponibilità a D’Alema ma non ho avuto risposta. Cossiga: ero pronto a fare il ministro
«Il Messaggero», 29 settembre 1999 [p.4]
Carlo Fusi, Diario di bordo. E Cossiga prepara la resa dei conti con il Governo. Il senatore non accetta di far parte di un Ulivo più «rosso». PPI, patto di mutuo soccorso tra Franceschini e Zecchino
< Seduta precedente L. costituzionale/n.2/1999 Camera 27 luglio 1999
Senato della Repubblica: approvata in seconda deliberazione la legge costituzionale sul giusto processo. Il testo passa all’esame della Camera che lo esamina nella seduta dell’8 novembre e lo approva definitivamente in seconda deliberazione il 10 novembre 1999.
«Gazzetta Ufficiale», 23 dicembre 1999, n. 300 [pp.4-5]
p.4- Legge Costituzionale 23 novembre 1999, n. 2. Inserimento dei principi del giusto processo nell'articolo 111 della Costituzione;
p.5-Lavori preparatori;
p.5-Note
«La Stampa», 30 settembre 1999 [p.6]
Francesco Grignetti, Solo due voti contrari alla nuova legge. Verde: i contrasti ingessano il Parlamento. Sì del Senato al «processo». Ma il numero uno del CSM attacca i politici
Partito popolare italiano (PPI) IV Congresso, Rimini 30 settembre - 2 ottobre 1999
Il Congresso elegge segretario con il 69,12% dei voti Pierluigi Castagnetti che sostituisce Franco Marini nominato ministro del Lavoro nel Primo Governo D’Alema. Altri candidati: il vicesegretario Dario Franceschini e il ministro dell’Università e della ricerca scientifica, Ortensio Zecchino, sostenuto da Ciriaco De Mita che ottengono rispettivamente il 16% e il 13% dei voti. Il Congresso approva, fra molte polemiche, l’abolizione della carica di presidente a cui aspirava lo stesso Marini. Pierluigi Castagnetti sia pure in una logica bipolare e all’interno di un’alleanza di centrosinistra cercherà di favorire la ricomposizione di uno schieramento centrista.
«l’Unità», 30 settembre 1999 [p.6]
Rosanna Lampugnani, Castagnetti dopo Marini? PPI, è l’ora della verità. Franceschini: resto candidato, senza padrini; Il PPI in cifre (scheda); Gianni Marsilli, Arriva il Cavaliere, DC baschi fuori dal PPE
«l’Unità», 1° ottobre 1999 [p.1-pp.6-7]
p.1- Titolo: Marini passa il testimone e attacca i DS. Il segretario PPI al Congresso. Ma i sindaci del centrosinistra rilanciano l’Ulivo;
p.1-p.7- Piero Sansonetti, Un passato ingombrante;
p.6- N.L., Segretari e leader di partito tra gli ospiti dei Popolari a Rimini. Solo il Polo «snobba» il Congresso. Cossutta apprezza l’impegno sulle questioni sociali da parte di Marini. Anche Mastella critico con il Governo. Veltroni: «Ritroviamo lo spirito dell’Ulivo». Partito unico? «No, alleanza più forte»; Natalia Lombardo, Arturo Parisi, vicepresidente dei Democratici
«Aspettiamo una svolta da chi verrà» [intervista a Arturo Parisi]; N.L., D’Antoni e Bertinotti duettano. Battute e critiche a D’Alema e Cofferati; Bruno Gravagnuolo, Lo storico. Verucci: «Ma il PPI potrebbe anche sparire» [intervista a Claudio Verucci];
p.7- Reazioni. Cossiga ottimista sul centro: comincio a vedere un po’ di luce; Rosanna Lampugnani, Marini esce di scena attaccando D’Alema. PPI gelido per l’addio del leader. Oggi la sfida Castagnetti-Franceschini-Zecchino; Gianni Marsilli, In Europa. Gruppo di Athena: non lasciamo il PPE;
«l’Unità», 2 ottobre 1999 [p.5]
Natalia Lombardo, Il presidente del Consiglio strappa gli applausi di dirigenti e delegati insistendo sul valore dell’alleanza. «Non ho mai pensato che la sinistra sia autosufficiente: la coalizione ha bisogno del rilancio del centro democratico». «Il Cavaliere vorrebbe smontare
l’antico albero popolare per sostituirlo con un traliccio o un ripetitore TV». D’Alema rassicura il PPI: «Solo uniti si vince». Il premier vince la freddezza della platea: «L’avversario è Berlusconi»; Rosanna Lampugnani, Il dibattito. Castagnetti filo-governativo, Franceschini attacca i DS. Ma sul Congresso pesa il silenzio di Martinazzoli; Castagnetti, piace a Prodi ma anche a Marini; Castagnetti, piace a Prodi ma anche a Marini; Zecchino, in lizza per conto di De Mita
«l’Unità», 4 ottobre 1999 [p.1-p.4]
p.1-p.4- Piero Sansonetti, La pagella dei post DC;
p.4- Rosanna Lampugnani, «Non diventeremo mai un partito sfasciacarrozze, ma il programma di Governo deve essere ridefinito». «I DS imparino da De Gasperi e Moro. Nessuna autosufficienza, ognuno deve sentirsi a proprio agio nella maggioranza». «Vogliamo un’aggregazione del centro per ora non parliamo di partito unico. Con l’Asinello possibili convergenze». Pierluigi Castagnetti, neo segretario del PPI. «Cerchiamo nuovi equilibri, non la crisi» [intervista a Pierluigi Castagnetti]; Natalia Lombardo, Chi è. Un irriducibile emiliano
cresciuto alla scuola dossettiana
«La Stampa», 30 settembre 1999 [p.6]
cia. ti., Tre candidati alla segreteria: Castagnetti, Franceschini e Zecchino. Ci sarà ballottaggio? PPI, Congresso per il dopo Marini. Da oggi riunita a Roma l’Assemblea straordinaria
«La Stampa», 1°ottobre 1999 [p.1-p.9]
p.1- Titolo: «Un centro da Prodi a Cossiga». Attacco a D’Alema. PPI, addio al veleno di Marini. DE Mita: sei un uomo inutile;
p.9- Maria Teresa Meli, Parte la corsa alla leadership, dall’ex numero uno niente mea culpa, ma duri attacchi a D’Alema. PPI, da Marini un lungo addio al veleno. De Mita: una relazione inutile come la sua segreteria; (Agi), L’Osservatore Romano «Non eleggete i “senza idee”»;
Filippo Ceccarelli, Psicopolitica alla Fiera da Edipo a Fanfani. Quei tre padri popolari così attaccati alle macerie; Fabio Martini, Castagnetti leader Zecchino presidente?; r.i., La storia. Fondato nel ’94 aveva l’11,1%
«La Stampa», 2 ottobre 1999 [p.7]
Maria Teresa Meli, Agitato Congresso dei popolari, nella gara delle firme il candidato di Reggio sfiora la maggioranza assoluta. PPI, Castagnetti marcia verso la segreteria. Martinazzoli abbandona la sala: non è una cosa seria; Fabio Martini, D’Alema: ma senza di voi il centro-sinistra non vince; Filippo Ceccarelli, Psicodramma alla Fiera l’ombra della Balena Bianca. Seduta spiritica, e riecco la DC
«La Stampa», 3 ottobre 1999 [p.1-p.3]
p.1- Titolo: Mastella: subito la verifica. Palazzo Chigi: siamo pronti. Attacchi da Fini e Berlusconi. Tiro incrociato sul Governo. Mancino: «No a D’Alema asso pigliatutto»; Fabrizio Rondolino, La DC non torna più;
p.3- Maria Teresa Meli, I popolari puntano a un rimpasto di Governo: qualche ministero in meno, qualche idea in più. Sotto tiro D’Alema, «asso pigliatutto». Mancino contro il premier. Mastella: chiarimento o crisi; Fabio Martini, Castagnetti nuovo segretario. Con il 69% dei voti succede a Marini; r.i., «Non condivido nulla». Granelli: dopo 50 anni lascio il partito; Filippo Ceccarelli, Cattolici – popolari un rapporto sempre più critico. «Scuotetevi, i poveri non possono aspettare». Arriva la bomba- don Benzi, e sul palco si sente anche una bestemmia;
«La Stampa», 4 ottobre 1999 [p.1-p.3]
p.1- Titolo: Ma nella maggioranza restano tensioni. Di Pietro: «D’Alema futuro candidato premier? È solo una possibilità». Castagnetti: «Non faremo cadere il Governo». Veltroni tende la mano al PPI: pari dignità per rilanciare l’Ulivo;
p.3- Guido Tiberga, Di Pietro rispolvera la proposta delle primarie mentre Mastella non parla più di «crisi». Veltroni al PPI: rilanciamo lo spirito dell’Ulivo. «Siamo diversi ma possiamo stare insieme con pari dignità»; r.i, Gli auguri di D’Alema; Filippo Ceccarelli, Il triangolo di Reggio Emilia; Fabio Martini, Il nuovo segretario «Ecco il PPI che voglio realizzare». Castagnetti: non si parla di crisi ma dovremo discutere di tutto; Giuseppe Sangiorgio, «Si bestemmia sul palco? È la fine». Gaiotti lascia la vicesegreteria del PPI torinese; (Ansa), Attenti al berlusconismo. «Avvenire»: il PPI si chieda perché gli ex DC lo votano
«Il Foglio», 2 ottobre 1999 [p.1]
Tramonti riminesi. Stanca nomenclatura ex DC offresi a D’Alema per sostegno tuttofare. Castagnetti, Franceschini e gli altri non fanno scarti pericolosi per il Governo. Crisi di leadership, niente autonomia. Dossettiani (e con i notabili)
Caso Mitrokhin
«La Stampa», 3 ottobre 1999 [p.6]
r.i., Nell’’85 il Sismi verificò una soffiata: «è del KGB». Cossiga: «Contro Maccanico soltanto una falsa pista»
«La Stampa», 4 ottobre 1999 [p.2]
r.i., «Il caso Maccanico»? Un polverone per distrarci». Frattini: in Parlamento parlare delle spie KGB
DS: il segretario Walter Veltroni presenta la sua mozione congressuale «Una grande sinistra, un grande Ulivo, per un Italia di tutti» che raccoglie 135 firme. La sinistra annuncia una mozione alternativa.
«l’Unità», 7 ottobre 1999 [pp.1-3]
p.1- Titolo: Congresso DS, tanti sì per Veltroni. Presentata la mozione. Dalla sinistra un documento alternativo;
pp.1-2- Editoriale, Giuseppe Caldarola, Passaggio difficile;
p.2- Il documento del segretario DS fa proprio il «progetto per la sinistra del Duemila» messo a punto da Giorgio Ruffolo. Tratteggiato lo scenario di fine millennio per il nostro Paese e per l’Europa. Con una data chiave: l’Ottantanove. «Far convivere alla luce del sole la convergenza sulle regole e l’antagonismo politico». «La sinistra dei valori nel grande Ulivo». Veltroni presenta la mozione. «Nuovo internazionalismo, riforme, diritti»; Violante: non posso firmare
ma sono pienamente d’accordo;
p.3- Luigi Quaranta, Con il segretario 134 dirigenti diessini. Ci sono i ministri, i capigruppo
e poi sindaci e presidenti di Regioni. Il sì delle diverse componenti del partito. Comunisti unitari e miglioristi aderiscono ma con documenti autonomi. Non c’è la firma di Achille Occhetto che annuncerà la sua posizione nei prossimi giorni. Macaluso dice no. Veltroni mette d’accordo la Quercia. Solo la sinistra si dissocia: presenteremo un documento alternativo; Livia Turco: «Non mi candido in Piemonte, farò ancora il ministro»; S.B., Grandi: «Ma non basta dire che la sinistra è necessaria» [intervista a Alfiero Grandi]; S.B., Petruccioli: «Occorre superare l’eredità del vecchio PCI» [intervista a Claudio Petruccioli]
«La Stampa», 8 ottobre 1999 [p.1-p.9]
Editoriale, Barbara Spinelli, La mozione congressuale. I DS, il PCI e le amnesie di Veltroni
Si discutono le condizioni per l’entrata della Turchia nella Unione Europea. L’ingresso resta condizionato al rispetto dei diritti umani.
Parlamento Europeo, 6 ottobre 1999
«l’Unità», 7 ottobre 1999 [10]
Gianni Marsilli, Compromesso a Strasburgo. L’apertura formale del dialogo si avrà al vertice di Helsinki. Ampia maggioranza sul testo. Alla Turchia si chiede anche un rapporto di «buon vicinato» con la Grecia. Dalla UE uno spiraglio per Ankara 21.50. Ma l’ingresso resta condizionato al rispetto dei diritti umani; Sergio Sergi, Solana lascia la NATO, diventerà «Mr Pesc». Dall’Alleanza alla politica estera europea. Al suo posto George Robertson
Caso Mitrokhin
Il Governo consegna il dossier Mitrokhin alla Procura di Roma. Nell’elenco compaiono 261 nomi di presunte spie italiani i cui nomi saranno rivelati qualche giorno dopo in seguito all’autorizzazione dei magistrati.
«La Stampa», 7 ottobre 1999 [p.1-p.3-p.5]
p.1- Titolo: Russia ieri. Il dossier dal Governo alla Procura. Nell’elenco di spie 261 nomi italiani;
p.3- Francesco Grignetti, L’ex ministro: come potevamo ignorare? Il Governo fu informato dal generale Siracusa. Andreatta: sapevamo delle spie KGB dal ’96. Prodi: mai visto il «dossier Mitrokhin»; Che cosa prevede il codice (scheda); Filippo Ceccarelli, Cinquant’anni di insinuazioni, rivelazioni, accuse, polemiche, smentite. «Fuori i nomi» e riparte la caccia. Da Gladio alla P2 trionfa il Paese delle liste; r.i., «Amalia finanziò i comunisti». La «regina del Fado» aiutò il PCP in clandestinità col regime Salazar;
p.5- Francesco Grignetti, Polemica tra politici e Servizi segreti sui ritardi nelle informazioni. Fragalà (AN): a Orvieto trovato un deposito di armi. Caso KGB, le carte alla Procura di Roma. Mattarella riferisce alla Camera e al presidente Ciampi; Le tappe del caso Mitrokhin (crono); Giovanni Bianconi, Primi scontri sul dossier Mitrokhin. E le presunte «spie» salgono a 261. Il vice premier tenuto all’oscuro fino a un mese fa
«La Stampa», 8 ottobre 1999 [pp.1-3]
p.1- Titolo: Per l’ex ministro della Difesa: «prove inconsistenti». La polemica si allarga. Prodi: mai visti dossier del KGB. Ma Andreatta: io sì, e ordinai indagini al SISMI;
p.2- Ugo Magri, Opposizioni scatenate. Fini: fuori i nomi dei traditori. Berlusconi: scandalosa sottovalutazione. Agenti segreti, ora Prodi è sotto tiro. Il Polo: chi ha taciuto paghi; r. i. Fondi SISDE. Polemica Minniti- Mancuso; Maria Teresa Meli, L’ex segretario del PCI: noi prendevamo soldi dall’URSS, la DC dalla Confindustria. «Una ridicola storia di pataccari». Vendevano segreti già pubblicati dai giornali [intervista a Alessandro Natta]; Giovanni Bianconi, Dalle carte segrete spuntano i nascondigli di armi. La Procura si muove con cautela, ma cominciano gli interrogatori;
p.3- Francesco Grignetti, L’ex ministro: come potevamo ignorare? Il Governo fu informato dal generale Siracusa. Andreatta: sapevamo delle spie del KGB dal ’96. Prodi: mai visto il «dossier Mitrokhin»; Che cosa prevede il codice (scheda); Filippo Ceccarelli, Cinquant’anni di insinuazioni, rivelazioni, accuse, polemiche, smentite. «Fuori i nomi», e riparte la caccia. Da Gladio alla P2 trionfa il Paese delle liste; r.i., «Amalia finanziò i comunisti». La «regina del Fado» aiutò il PCP in clandestinità col regime di Salazar
«Il Foglio», 8 ottobre 1999 [p.3]
Editoriali, Il KGB ovvero la nuova P2
Caso Mitrokhin
Dura polemica fra il Polo e il Governo. Il Polo chiede che siano resi noti i contenuti del dossier Mitrokhin e la lista delle presunte spie. Il Governo replica che spetta ai giudici decidere. Sotto attacco la storia del PCI e quindi gli stessi DS.
«La Stampa», 9 ottobre 1999 [pp.1-3-p.5]
p.1- Titolo: Duro scontro tra Berlusconi e Veltroni: «Coprite i traditori», «Chi era nella P2 stia zitto». KGB, il Polo all’attacco: «Fuori i nomi». Palazzo Chigi ribatte: pubblicarli ora sarebbe un reato; Editoriale, Ugo Magri, Decidere spetta ai giudici;
p.2- gio.bia., Registrati anche i finanziamenti concessi alla corrente PCI che si oppose allo strappo con Mosca. Il «dossier Mitrokhin» divide Roma. Londra ha spedito fascicoli con nomi e attività fino a marzo; Servizi segreti, Magistratura e Governo a confronto; Giovanni Bianconi, L’ex direttore degli 007 «I politici devono assumersi le loro responsabilità». «Sbaglia chi non crede agli inglesi». Martini: bisognava chiedere la firma a Prodi [intervista a Fulvio Martini];
p.3- Maria Teresa Meli, D’Alema: è soltanto una montatura politica. Cossiga: è debole la difesa del Governo. Palazzo Chigi: niente nomi delle spie, per ora. Scontro Veltroni-Berlusconi; r.r., Polemica. Paese Sera, i sovietici, le rivelazioni; Filippo Ceccarelli, I comunisti italiani e la «religione» dell’URSS. Piccolo mondo sovietico di casa nostra. Quando si fumavano i papiroskij e si metteva il colbacco;
p.5- Giulietto Chiesa, Ricordo. Quegli anni da «osservato speciale». Un giornalista nella Mosca in cui regnava il KGB; g.chie., 007 russo «Mitrokhin? Non ci risulta» [intervista a Boris Nikolaevic]; Giorgio Boatti, La dolce vita degli spioni russi. E Yurcenko si consegnò al SISMI per passare alla CIA
«La Stampa», 10 ottobre 1999 [pp.1-3]
p.1- Titolo: Il premier: la lista dopo il sì dei giudici. Il Polo: fuori i nomi. Ombre anche sulla magistratura. D’Alema: decida la legge, non la piazza. Scalfaro sul dossier KGB: temo veleni per l’Italia;
p.2- Giovanni Bianconi, Le voci sul coinvolgimento di magistrati innescano una nuova polemica del centrodestra. Dalle carte del KGB ombre anche sui giudici. Il segretario dell’ANM: il CSM deve indagare subito; Francesco Grignetti, L’inchiesta. Ora comincia la «fase due»; Maurizio Molinari, Il ministro della Difesa: a me non avevano detto nulla. «Non accetterò insabbiamenti». Scognamiglio: se qualcuno ha sbagliati paghi [intervista a Carlo Scognamiglio]; Giulietto Chiesa, SVR, ultima incarnazione del KGB. Un’isola di sovranità russa, a lungo guidata da Primakov;
p.3- Guido Tiberga, Il premier: se i giudici annullano i vincoli di riservatezza. Ma Fini: l’ok non è necessario. D’Alema: pronti a rendere pubblici i dossier. Ma il Polo insiste: fuori i nomi delle spie, come per la P2; (Ansa), Montanelli «A me sembra una bufala»; Gianfranco Quaglia, Scalfaro: «Ma io ora temo i veleni». «Il mio settennato? Nel ’92 fu a rischio la vita dello Stato» [intervista a Oscar Luigi Scalfaro]; m.mo., «Berlusconi irresponsabile». L’ira di Andreatta: che strano Paese…
Caso Mitrokhin
La magistratura consegna il dossier Mitrokhin alla Commissione Stragi, l’unica Commissione con poteri del magistrato. Dai giudici via libera alla pubblicazione della lista delle «presunte spie», un «polverone» in cui compaiono politici, giornalisti, stralci più o meno veritieri dei rapporti PCI- URSS.
«l’Unità», 11 ottobre 1999 [p.1-p.3]
p.1- Titolo: Il dossier del KGB in Parlamento. I documenti oggi alla commissione Stragi: saranno resi noti i nomi;
p.1-p.3- Editoriale, Piero Sansonetti, La politica guidata dall’odio;
p.3- Ro. La. (Rosanna Lampugnani), Il Governo invia il dossier KGB al Parlamento. Mattarella: oggi le carte alla Commissione stragi, l’unica coi poteri del magistrato; Se. Se. (Sergio Sergi), Tajani va a ripetizione di Trattati. Ma che c’entra Mitrokhin con la UE?; Vecchione «assolve» i giudici. Ma è polemica: intervento scorretto
«l’Unità», 12 ottobre 1999 [pp.1-5]
p.1- Titolo: Tutti i nomi del «polverone» KGB. Nella lista giornalisti, politici e manager. Un piano del PCUS contro Enrico Berlinguer;
p.1-p.5- Editoriale, Pietro Spataro, Una brutta storia che non farà storia; Alceste Santini, Vaticanista, non una spia;
p.2- Rosanna Lampugnani, KGB, il nemico era Enrico Berlinguer. Nel dossier i complotti e i «veleni» sovietici contro il leader del PCI; Il leader PDCI: che scoperta, avevo rapporti col PCUS...; Bruno Miserendino, La maggioranza: «È fallito l’assalto del centro-destra». Il Governo si sente tranquillo anche sul caso Cossutta; Marcella Ciarnelli, Dalla magistratura il via libera alla pubblicazione. Un incontro Pellegrino-Vecchione fa cadere gli obblighi di riservatezza;
p.3- Gianni Cipriani, Il grande polverone del dossier Mitrokhin. Resi pubblici gli elenchi delle presunte spie e le storie di disinformazione; Il caso Mitrokhin (crono); Nell’elenco torna il nome di Orfei; E. F. (Enrico Fierro), «Tutto inventato, l’obiettivo è la sinistra» [intervista a Francesco De Martino]; Stefano Di Michele, Ressa per le fotocopie, lungo assedio a San Macuto;
p.4- Giuliano Capecelatro, Bocca: giornalisti nella lista? Una cosa che fa ridere. Zincone si difende: io, antisovietico da sempre; Giu. Ca., Gianni Corbi: «Bisogna capire qual è la fonte
che ha dato questo tipo di informazioni»;
p.5- Giuliano Cesaratto, Berlusconi vuole un’altra commissione d’inchiesta. Il Polo all’attacco. Gasparri: «Prodi e D’Alema hanno protetto Cossutta; G. Ce., Ruzzante: «Carte di origine oscura ma qualche verità storica c’è» [intervista a Pietro Ruzzante]
«l’Unità», 12 ottobre 1999 [pp.6-7]
p.6- Un frate e tanti giornalisti famosi. Da don Nazareno Fabretti a Gianni Corbi, Alberto Cavallari, Zincone [lista];
p.7- Politici, scrittori, manager e generali. Cossutta, ma anche Cassola e imprenditori del settore pubblico [segue lista]
«La Stampa», 11 ottobre 1999 [pp.1-3]
p.1- Titolo: Consegnata alla Commissione Stragi che ha poteri giudiziari. La Procura: nessun magistrato coinvolto. KGB, la lista dei nomi oggi in Parlamento. Mattarella: ma io non posso svelare se ci sono ministri;
p.1-p.3- Giulietto Chiesa, Intervista al capo degli 007 russi. «Così reclutavo le spie in Italia». «In maggioranza erano parlamentari democristiani, socialisti e del PSDI. Non potevamo arruolare quelli del PCI» [intervista a Leonid Sergheevic Kosolov];
p.2- Maria Grazia Bruzzone, Una «calda» domenica di pressioni sul premier. Anche Verdi e SDI: portare il dibattito in Parlamento. Il Polo insorge, D’Alema toglie il segreto. L’Asinello: consegnate quelle liste, bisogna rasserenare il Paese; Filippo Ceccarelli, Per l’ammiraglio gran vita da «ex»; Fabio Galvano, Da Mosca a Londra, l’avventuroso viaggio dei documenti scottanti. E Mitrokhin adesso è sparito nel nulla. «Gli ex agenti del KGB vogliono uccidermi, li ho beffati»;
p.3- Francesco Grignetti, I documenti saranno affidati alla Commissione Stragi. Polemiche sul pm titolare dell’inchiesta. Mattarella: i dossier KGB al Parlamento. La Procura romana: nessun magistrato tra le spie; «Solo noi li rendiamo pubblici». Il vicepremier: gli altri Paesi tacciono [intervista a Sergio Mattarella]; t. g., Parigi, «terreno fertile». Ma magistratura e Governo non pensano di intervenire; f. g., Londra, la destra sapeva. E Blair annuncia un’inchiesta
«La Stampa», 12 ottobre 1999 [pp.1-3-pp.5-7]
p.1- Titolo: In 645 pagine i nomi di parlamentari, giornalisti, imprenditori, funzionari, diplomatici. Il dossier segreto del KGB. I finanziamenti al PCI, i piani contro Berlinguer, lo scontro con Praga sulle BR, le manovre sul caso Moro. Il rischio di un golpe dopo la Grecia. Agenti pagati, contatti precari, confidenze tutto in un calderone; Editoriale, Marcello Sorgi, La guerra fredda di ieri e oggi;
p.2- Fabio Martini, Prima l’annuncio dei pm: non ci sono segreti. Poi un vortice di indiscrezioni, infine la consegna. Un giorno di caos, e alle 20 tutti i nomi. Procura e Governo quasi in gara per divulgare le carte; Best seller. Mitrokhin pubblicato anche in Italia; Il senatore DS: «Il mio ricordo più triste dato in pasto al pubblico». «Citato per una vicenda tragica». Macaluso: nessun rispetto, sono indignato [intervista a Emanuele Macaluso]; Fulvio Milone, «Ho 92 anni, si capisce che sono stupito e amareggiato». «Ma questo sembra un film». De Martino: è ingiusto io non c’entro nulla [intervista a Francesco De Martino];
p.3- Giovanni Bianconi, Il presidente del PCDI definito «contatto confidenziale». Citati Zincone, Gawronski e Viola. Dal PCI ai giornali, la «rete» in 645 pagine. Nel dossier, parlamentari, grandi firme e diplomatici; Antonella Rampino, Il leader comunista « spesso a Mosca, per motivi politici». Cossutta: «Che scoperta i miei rapporti con l’URSS» [intervista a Armando Cossutta];
p.5- Maria Teresa Meli, Scontro in diretta a «Porta a porta» tra il Cavaliere e Minniti: «Non può trattare così il capo dell’opposizione». I DS all’attacco: un boomerang per il Polo. Ma Berlusconi chiede una Commissione d’inchiesta; Augusto Minzolini, Vecchi e nuovi veleni. Un Governo «pacificatore» per fare i conti con la storia; Craxi scettico « Alcuni di questi nomi sono tutto fuorché spie»; p.bat., L’eurodeputato di Forza Italia: trasparenza, non polveroni. «Pettegolezzi, mi fanno ridere». Gawronski: a Mosca giravano loschi figuri [intervista a Jas Gawronski];
p.6- Francesco Grignetti, Fallimentare tentativo di infiltrarsi in Vaticano. Le Mata Hari finivano per sposarsi con le «vittime». Le spie più importanti? Personaggi anomini. Segretarie e impiegati costituiscono il «grosso» del dossier; Pierluigi Battista, Testate e giornalisti coinvolti nell’affare Mitrokhin. Sbatti la «firma» in prima pagina. Anche Zincone, Corbi e Cavallari nelle liste;
p.7- Filippo Ceccarelli, Dimenticanze e omonimie, ma fra le carte si distinguono gli snodi dello spionaggio sovietico. Una «insalatona» Anni Settanta. Nomi errati e strane trame: una P2 rovesciata
«La Stampa», 12 ottobre 1999 [p.8-9]
p.8- I verbali/Tutti i nomi e le «rivelazioni» delle schede contenute nelle pagine del dossier. «Ecco come Cossutta spiava Berlinguer». De Martino indicato «in contatto confidenziale»; Una radio nei piani URSS. I giornalisti «amici»; I finanziamenti da Mosca. Milioni di dollari a PCI e PSIUP;
p.9- I verbali/Tutti i nomi e le «rivelazioni» delle schede contenute nelle pagine del dossier. «Nel ’67 il PCI segnalò: rischio golpe». E Mosca preparò un piano per intervenire in Italia; Bufera anche sugli scienziati. Farnesina nella lista; I presunti contatti con frati, preti e monsignori «Penetrare nei segreti vaticani»; Andrea di Robilant, Duane Clarridge: i sovietici reclutavano chiunque, noi eravamo più selettivi. «Quelle spie non ci preoccupavano». L’ex capo della CIA a Roma: non sapevano nulla di serio [intervista a Duane Clarridge]
«Il Foglio», 12 ottobre 1999 [p.1]
Ex, post, neocomunisti. Il KGB collaborava con il PCI (faceva scarso reclutamento). Il «Stendardi»: beccare una spia con l’aiuto dei servizi di Mosca
DS: all’ Assemblea della Sinistra che si svolge a Roma è presentato il documento alternativo alla mozione del segretario. Introduce i lavori Aldo Tortorella che afferma con nettezza la contrarietà ad «superpartito della coalizione»: la Quercia non può sciogliersi nell’Ulivo.
Il segretario di Rifondazione comunista, Fausto Bertinotti, parlando a Sesto San Giovanni, attacca duramente la Finanziaria presentata dal Governo D’Alema.
«l’Unità», 11 ottobre 1999 [pp.1-2]
pp.1-2- Stefano Bocconetti, Sinistra DS: l’Ulivo non è tutto;
p.2- Il documento
«La Stampa», 11 ottobre 1999 [p.6]
c. arl., Pronta la mozione. E c’è chi chiede di indicare un candidato «alternativo». «No al dissolvimento della Quercia». La sinistra DS all’attacco: troppo Ulivo; (Ansa), Il leader di Rifondazione a Sesto San Giovanni attacca la Finanziaria «pesantissima». «Bertinotti»: nessuna differenza tra D’Alema e Rumor
Cecenia
Il ministro della Difesa russo annuncia la volontà di Mosca si riprendersi Grozny, la capitale della Cecenia.
«l’Unità», 11 ottobre 1999 [p.10]
Rossella Ripert, Il ministro della Difesa Sergheiev annuncia che l’Armata federale vuole riprendersi la capitale cecena. Clinton sostiene il presidente russo «È il garante della Costituzione». In Russia i magistrati svizzeri. «Pronti a liberare Grozny». Mosca prepara la fase due. Il Cremlino rassicura: Eltsin sta meglio
«La Stampa», 11 ottobre 1999 [p.8]
Anna Zafesova, Respinta una proposta di negoziato del presidente della Repubblica ribelle. E il Cremlino comunica che Eltsin sta «meglio». Mosca annuncia: pronti a conquistare tutta la Cecenia. Il premier Putin: «I veri patrioti ci hanno chiesto di liberare Grozny dai banditi»
Caso Mitrokhin
Silvio Berlusconi chiede una Commissione d’inchiesta sul caso Mitrokhin per accertare il ruolo svolto dai Servizi segreti sovietici e i loro rapporti con il Partito comunista italiano (PCI). Richiesta respinta, in questa fase, dal presidente del Consiglio anche se non tutta la maggioranza di Governo è sulla stessa linea, a favore della Commissione si pronunceranno infatti Francesco Cossiga, che presenta una sua proposta di legge in merito, i socialisti di Enrico Boselli e i Verdi. A favore anche i Democratici. Contro Rifondazione comunista e Rinnovamento. Il 13 ottobre si pronunceranno in tal senso anche i Democratici di sinistra.
«l’Unità», 13 ottobre 1999 [pp.1-5]
p.1- Titolo: D’Alema: sul KGB il Governo non si spacca. Il Polo insiste: Commissione d’inchiesta. Dubbi sull’autenticità del dossier;
p.1-p.5-Giovanni De Luna, Dal buco della serratura; Alberto Leiss, Natta: «Berlinguer e la vera storia del PCI» [intervista a Alessandro Natta]
p.2- Gianni Cipriani, Il giallo del dossier: russo o inglese? Primo esame delle carte. Pardini (DS): sono relazioni degli 007 britannici; I segreti del dossier (scheda); Veltroni solidale
con Macaluso e De Martino; L’Italia del KGB (scheda); Mattarella: il controspionaggio attivo fino a pochi giorni fa. Il vicepremier difende l’operato del Governo e dei Servizi sul dossier Mitrokhin; Alla Polipress proteste per un titolo;
p.3- B. Mi. (Bruno Miserendino), D’Alema: «Il dossier non tocca il governo». Caso KGB, coalizione unita. Dibattito sulla Commissione chiesta da Cossiga; Rosanna Lampugnani, Armando Cossutta, presidente del PDCI «Non faccio passi indietro, è già tutto nei libri» [intervista a Armando Cossutta]; P. Sac. (Paola Sacchi), Il Polo alza i toni e Fini insulta Cossutta: «Traditore». Il centrodestra insiste sulla Commissione, ma forse si accontenta dei saggi; Per le ACLI è tutto assurdo «Servizi URSS da operetta»;
p.4- Giorgio Frasca Polara, «Berlusconi sogna di tornare alla guerra fredda» [intervista a Fabio Mussi]; Ruggero Orfei «Totalmente estraneo»; Adriano Guerra, Quel giorno che Enrico Berlinguer disse no ai sovietici;
p.5- Bruno Gravagnuolo, Quando il «Rude Pravo» sparava sul PCI. «La Direzione è passata al nemico». Lo scrittore Giuseppe Fiori ricorda le sfide difficili di Berlinguer
«Il Tempo», 13 ottobre 1999 [p.3]
D.T., Il senatore a vita ha già presentato a Palazzo Madama un suo disegno di legge per istituirla. Cossiga: serve una Commissione d’inchiesta ad hoc
«Il Foglio», 13 ottobre 1999 [p.3]
Editoriali, L’arroganza di D’Alema
«Il Messaggero», 13 ottobre 1999 [p.3]
L’ex presidente presenta la proposta al Senato: «Se i ragazzi di Palazzo Chigi continuano a fare sciocchezze, compromettono la parte limpida della storia del PCI». Cossiga e Berlusconi: indaghi il Parlamento. Ma il premier: «Una Commissione sul KGB? In un Paese normale le inchieste le fanno i giudici». Il Cavaliere: vogliamo la verità non tribunali speciali. Di Pietro insiste: Governo in ritardo chiarezza anche su Tangentopoli
«Il Foglio», 13 ottobre 1999 [p.1]
Alternativa di premiership? Sullo stanco Congresso DS interviene Amato (e qualcosa si muove). Nasce l’area «liberal». Nella sinistra si mette in discussione Veltroni. Tutto sembrava favorire D’Alema, Ma … Salvi si colloca a Sinistra
I Democratici di sinistra (DS) acconsentono alla costituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul caso Mitrokhin. Francesco Cossiga scrive a D’Alema chiedendogli di difenderlo dagli attacchi della Procura di Palermo che lo sta indagando in relazione alla struttura Gladio. L’ex presidente della Repubblica insiste sulla Commissione d’indagine sul dossier Mitrokhin e nelle sue minacce di crisi della maggioranza.
«l’Unità», 14 ottobre 1999 [pp.1-4]
p.1- Titolo: KGB, via libera alla Commissione. Veltroni: Berlinguer contrastò il PCUS, Berlusconi non seppe neanche resistere alla P2. Cossiga scrive a D’Alema: difendimi, a Palermo preparano un dossier contro di me;
pp.1-2- Gianni Cipriani, Il SISMI: documenti di quarta mano;
p.1-p.4- Roberto Roscani, Si apre una strada ma è tutta in salita;
p.2- Gli errori marchiani del Rapporto Imperian (scheda); Scoop della BBC, a Londra compare Mitrokhin. «Così alla Lubianka rubai i segreti del KGB»; Rocco Di Blasi, E sui tavoli de l’Unità arrivò la scomunica del PCUS;
p.3- B. Mi. (Bruno Miserendino), KGB in Italia, la Commissione si farà. Sì dei DS e Palazzo Chigi a Cossiga. Veltroni attacca Berlusconi; Cossiga: a Palermo un dossier su di me. Lettera a D’Alema: «Ora devi difendere l’unità nazionale»; P. Sac. (Paola Pacchi), E l’ex Picconatore divide di nuovo Fini e il Cavaliere
«La Stampa», 14 ottobre 1999 [pp.1-3-pp.5-6]
p.1- Titolo: E in una lettera aperta l’ex presidente attacca la Procura di Palermo. Veltroni: sì alla Commissione d’inchiesta. Dossier KGB, Cossiga avverte D’Alema. «O si fa chiarezza sulla storia sporca d’Italia o c’è la crisi»; Editoriale, Augusto Minzolini, Un passato troppo ingombrante;
p.2- Fabio Martini, Palazzo Chigi esprime parere favorevole a una «indagine» sull’Italia della Guerra fredda. Tutti divisi sui fini della Commissione. I DS: si parli di questi 50 anni. Il Polo e Tangentopoli?; Il giallo dei fascicoli scomparsi. Frattini accusa. Mattarella nega; Filippo Ceccarelli, Burocrazia e politica. Mai così forte il conflitto fra i vertici. Camera, duello alla «Die Hard» tra Violante e Zampini. Tensione a Montecitorio per il rinvio del destino del segretario generale;
p.3- Maria Teresa Meli, Veltroni annuncia: i DS accettano la Commissione, ma composta di politici e studiosi. KGB, ultimatum di Cossiga a D’Alema. E l’ex capo dello Stato attacca la Procura di Palermo; Cossutta. «Finanziamenti dal PCUS fino al 1975»; Francesco Cossiga, La lettera aperta al premier; Ugo Magri, Il fondatore della Quercia. «Si rischia di avvelenare la vita politica». «Così l’orologio della Storia torna indietro». Occhetto: siamo a Peppone e don Camillo… [intervista a Achille Occhetto]; Aldo Cazzullo, «Chiarezza», la linea Ciampi. Da Israele in contatto con Palazzo Chigi;
p.5- Il libro paga dell’URSS alla Commissione stragi il rapporto di un commis del Kremlino.Così nel 1965 i soldi di Mosca ai partiti fratelli (elenco); Giovanni Bianconi, «Così, nell’86, Cossutta ricattava il PCUS». Il Politburo: meglio finanziarlo per evitare scandali; gio.bia., «Dossier veri». Zaslavsky: perché non lo interrogano? [intervista a Victor Zaslavsky]; Raffaella Silipo, «Cavallari non era una spia». Magris: un uomo fin troppo rigoroso [intervista a Claudio Magris];
p.6- Fabio Galvano, L’autore del dossier alla TV: «Il KGB ha esagerato con le sue malvagità e ha fallito strategia». Mitrokhin: «Ho tradito il regime per delusione». Disgustato dalla menzogna sovietica; Paolo Passarini, Soltanto una parola; Antonella Rampino, Dibattito. Dossier e reazioni. Insulti a catena e strilli per richiamare l’attenzione dei media. Quel «quarantottismo» sempre in agguato. Montanelli: il gusto polemico ci allontana dall’Europa;
Francesco Cossiga fa pubblicare a pagamento sul «Corriere» una lettera aperta indirizzata al presidente del Consiglio, Massimo D’Alema, in cui riafferma la necessitò di una Commissione d’inchiesta sul dossier Mitrokhin e si candida a presiederla. Il giorno successivo D’Alema scrive a Cossiga dichiarandosi d’accordo alla Commissione e che sia lui a presiederla. Ipotesi che vede favorevoli Forza Italia e Alleanza Nazionale, perplessi i Democratici di sinistra, contrari i Democratici, Rifondazione e Lega.
«La Stampa», 15 ottobre 1999 [pp.1-5]
p.1- Titolo: Pace tra i due leader, mentre non si placa lo scontro con la Procura di Palermo. KGB, D’Alema dice sì a Cossiga. «Anch’io voglio la verità» e candida l’ex presidente come guida della Commissione. Ma di Pietro attacca: «Può fare il testimone, non il giudice». Polemiche nella Quercia; Editoriale, Gianni Riotta, Sinistra il filo da recidere;
p.2- Fabio Martini, Ma il premier non ci sta a farsi logorare. Di Pietro abbiamo bisogno di un leader che aggreghi. E il partito della crisi scalda i muscoli. Spunta l’ipotesi di elezioni anticipate insieme alle regionali; Paolo Passarini, La coperta corta; Francesco Grignetti, Inchiesta. Nuove rivelazioni dal «Dossier Havel». Due volte a Praga il fidatissimo Cacciapuoti. «Il PCI: zampino ceco sulle BR». Botteghe Oscure aveva sospetti fin dal ’75;
p.3- Maria Teresa Meli, Infuriata la sinistra del partito. Occhetto per paura si è ceduto al diktat del Picconatore. D’Alema: a Cossiga la Commissione sul KGB. Di Pietro: no, faccia il testimone. Veltroni: una figuraccia; Antonio Ravidà, Ma Palermo non indaga; La lettera del premier [testo]; Fabrizio Rondolino, Nel ’90 il Picconatore propose di respingere «i fantasmi del passato». E ora ci riprova. La lunga marcia per chiudere i conti; r.i., Violante «Verità, non lotta politica»;
p.4- gio. bia. (Giovanni Bianconi), Al vaglio della Procura di Roma l’attività di impiegati e di consulenti delle ambasciate. Caso KGB, s’indaga sui «reclutatori» russi. Pm al lavoro su trenta nomi. L’ipotesi è «spionaggio»;
p.5- Filippo Ceccarelli, Veggenti, monache, archivi segreti, complotti, suggestioni, strumentalizzazioni nel fanta-verbale. Signori, ecco la fanta-Commissione. Una puntata della «Mitrokhin- fiction»
«Corriere della Sera», 14 ottobre 1999 [10]
Francesco Cossiga a Massimo D’Alema. Lettera aperta sul caso KGB al presidente del Consiglio dei ministri [comunicato a pagamento]
«Corriere della Sera», 14 ottobre 1999 [2]
Paola Di Caro, Spie, scontro su Cossiga presidente. Fini favorevole ad affidargli l’indagine, no di Bertinotti, gelo da DS e Democratici. Berlusconi cauto. La Lega si candida a dirigere la Commissione; Favorevoli e contrari all’indagine. Favorevoli :Walter Veltroni (DS), Beppe Pisanu (FI), Giancarlo Pagliarini (Lega Nord-si,ma no a Cossiga). Clemente Mastella (Udeur- sì, ma no a Cossiga. Contrari: Fausto Bertinotti (Rifondazione), Lamberto Dini ( Rinnovamento) [dichiarazioni]
«Il Sole24 ore», 15 ottobre 1999 [p.2]
Guido Compagna, Il dossier del KGB. Una lettera del premier spiana la strada all’inchiesta parlamentare. I giudici pensano di interrogare Mitrokhin in Inghilterra. D’Alema «apre» a Cossiga. Il senatore a vita non vuole la crisi. Il Polo: Governo screditato
«Il Giornale», 15 ottobre 1999 [p.2]
Paolo Guzzanti, «Nessun tribunale speciale, ma ho il dovere di scoprire la verità» [intervista a Francesco Cossiga]
«Il Giornale», 16 ottobre 1999 [p.2]
G.P., Commissione KGB: Violante «piccona» Cossiga
«Il Giornale», 17 ottobre 1999 [p.4]
«Cossiga lo ha affossato la maggioranza». Berlusconi: «In realtà sul KGB la sinistra vuole una Commissione che le consenta di arrivare “pulita” alle consultazioni di maggio»
«La Repubblica», 15 ottobre 1999 [p.4]
Aldo Fontanarosa, L’Asinello boccia Cossiga «Non può occuparsi di KGB». Di Pietro e Parisi «Troppo coinvolto nei fatti dell’indagine, si limiti a fare il testimone». Disgelo con Mastella
«La Repubblica», 16 ottobre 1999 [p.7]
Il capogruppo dei senatori DS: «Il Polo solleva il polverone e poi batte in ritirata». Angius: «Ma Cossiga non sarebbe superpartes» [intervista a Gavino Angius]
«Il Messaggero», 15 ottobre 1999 [p.3]
Renato Pezzini, Lo scontro Politico/intervista a Francesco Cossiga. «Presiedere la Commissioni d’inchiesta? Onorato, ma non sono io a porre il problema». «Parisi non mi vuole? Lui è fuori dalla politica»
Stoccolma: il premio Nobel per la pace è assegnato all’organizzazione umanitaria «Medici senza frontiere»
Tampere (Finlandia): riunione straordinaria del Consiglio Europeo sulla creazione di uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia nell’Unione Europea. Il Consiglio approva composizione
e metodo di lavoro dell’organo incaricato di elaborare una bozza di progetto della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea.
Consiglio Europeo, Tampere, 15-16 ottobre 1999
DS: Il segretario Walter Veltroni su «La Stampa» replica all’editoriale di Gianni Riotta dal titolo «Sinistra il filo da recidere» apparso il giorno prima sullo stesso quotidiano. Veltroni scrive che la Quercia deve fare definitivamente i conti con il suo passato, riconosce il coraggio di Enrico Berlinguer nel suo rapporto con l’URSS ma ammette che nel PCI c’era stalinismo e che vi è incompatibilità fra comunismo e libertà.
«La Stampa», 16 ottobre 1999 [p.3]
Walter Veltroni, Per il leader DS dopo lo stappo la Quercia deve «fare i conti con la propria innovazione». Veltroni: incompatibili comunismo e libertà. «Berlinguer coraggioso, ma nel PCI c’era stalinismo»; Giovanni Bianconi, L’ex ministro socialista «I sovietici potrebbero aver usato la loggia massonica». «P2 al servizio anche del KGB?». Formica: un piano contro il capo di Botteghe Oscure; Proiettili. In una busta per Carlo Leoni; Fabio Martini, Per la famiglia l’ultima polemica oscura l’ostilità sovietica verso l’ex segretario. Quell’amarezza in casa dell’ex leader PCI; Lettera di Macaluso
Verso un D’Alema bis.
I democratici con una dichiarazione del sindaco di Roma, Francesco Rutelli, affermano la loro disponibilità a dar vita ad un D’Alema bis: non un semplice rimpasto ma un nuovo Governo con la ridefinizione di un forte e immediato rilancio del programma e la ricerca di candidati comuni di altissimo profilo per le amministrative. Immediato il consenso del segretario DS, Walter Veltroni, che lo esprime da Parigi dove si trova per la riunione del presidium dell’Internazionale socialista.
Il giorno successivo un comunicato di Palazzo Chigi conferma la disponibilità ad un nuovo Esecutivo. Per il presidente del Consiglio, Massimo D’Alema, un nuovo patto di coalizione e poi una nuova compagine governativa. Favorevoli i partiti del centrosinistra. I tempi ipotizzati per il cosiddetto «Ulivo 2» sono la fine dell’anno dopo l’approvazione Finanziaria e le suppletive che si svolgeranno il 28 novembre in cinque collegi. Perplesso di un’alleanza di impronta ulivista l’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga. Malumori nello SDI di Enrico Boselli. Preoccupato il PPI che teme di trovarsi in un’alleanza con il PDCI di Cossuta e senza Cossiga. Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi chiede che della «crisi» si discuta in Parlamento.
«l’Unità», 18 ottobre 1999 [p.1-pp.4-6]
p.1- Titolo: Verso un D’Alema bis con l’Asinello. Apertura dei democratici. Veltroni: prioritaria la coalizione;
p.1-p.4- Editoriale, Roberto Roscani, Tra cautele e nuove identità;
p.4- Gianni Marsilli, Veltroni: riuniamo subito gli eletti della coalizione. Il leader DS apprezza l’apertura dell’Asinello; G. M., A Parigi confronto sul documento della Quercia. L’Internazionale socialista prepara la Carta della sinistra mondiale; Rosanna Lampugnani, Enzo Bianco, portavoce dei Democratici: «Se c’è una larga intesa, si risolve tutto in tre giorni» [intervista a Enzo Bianco];
p.5- Cossiga: sul KGB nessun «inciucio»; Marcella Ciarnelli, Democratici pronti per il «D’Alema-bis». «Al Governo ma non con un rimpasto». Prima suppletive e Finanziaria?; Ministeri e forze politiche (scheda); Rosanna Lampugnani, Un valzer di sostituzioni
legato alle elezioni regionali;
p.6- Natascia Ronchetti, Bologna, Parisi verso il sì. E intanto il Polo s’azzuffa. Collegio 12, oggi la decisione del centrosinistra; Rete4. Il Cavaliere fa il bucolico dal parco di casa; Dossier KGB
Napolitano: «Confusioni e pesanti speculazioni»; Michele Sartori, Cacciari scioglie la riserva: «Mi candido in Veneto». De Gaspari, DS: «Ha più probabilità di vittoria». Perplessità in Comune
«La Stampa», 19 ottobre 1999 [pp.1-3]
p.1- Titolo: Oggi la risposta dei prodiani, Cossiga prudente. Berlusconi: giochi pericolosi. D’Alema: nuovo patto poi il Governo. Grandi manovre, mentre impazza il toto-ministri; Massimo Luciani, Il rischio di una partenza al buio; Enzo Bettiza, La svolta di Veltroni. Comunisti d’Italia unitevi;
p.2- Fabio Martini, Ma già si profila una «grana» per i Democratici: chi sarà il capo delegazione dentro il Governo? Asinello soddisfatto: vinto il primo round. «Ilcomunicato di Palazzo Chigi sembra incoraggiante»; Paolo Passarini, La frenata del premier; Liliana Fabbri, Bologna, il Polo tenta il bis. Tura candidato, Parisi decide oggi; (Ansa), D’Onofrio (CCD) «Scendo in campo nella Regione Lazio»; La rivelazione in un libro di Pazienza, faccendiere, piduista, ex agente SISMI. «In mano alla CIA i dossier sul PCI». Comprati per cento milioni di dollari nel ’94?;
p.3- Maria Teresa Meli, Una giornata di incontri e telefonate, poi la risposta dell’Asinello: «Rilanciamo il patto». Nuovo Ulivo, a fine anno il D’Alema bis. Il premier apre ai Democratici ma l’incognita è Cossiga; I ministeri contesi; Augusto Minzolini, La strategia di Palazzo Chigi. Rinviare tutto e sempre ecco il Temporeggiatore; Massimo D’Alema, «Serve un salto di qualità» [La dichiarazione]; Staino sull’Unità: Massimo vittima dell’usuraio Cossiga; Filippo Ceccarelli, La storia della Repubblica è fitta di Governi caduti mentre si volevano cambiare solo alcuni ministri. Ma, dopo De Gasperi, i rimpasti portano iella
«Corriere della Sera», 18 ottobre 1999 [p.3]
Gianna Fregonara, Parisi a D’Alema: o noi o Cossiga. «I Democratici disposti a condividere le responsabilità di Governo. Aspettiamo una risposta oggi». Il leader del partito fondato da Prodi vuole che «si cambi formula». «L’asse si dovrà basare sull’Ulivo, altrimenti l’Esecutivo arriverà alle regionali e ai referendum in uno stato disastroso» [intervista a Arturo Parisi]
I Democratici disponibili ad entrare nel Governo
Riprende con un’intervista all’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga. La rubrica televisiva «Il Fatto» condotta da Enzo Biagi.
«Il Mattino», 18 ottobre 1999 [p.5]
Stasera riprende «Il Fatto»: Biagi intervista l’ex presidente della Repubblica. «Con D’Alema niente inciuci. E nessun rischio- crisi». Cossiga: attenti, il dossier KGB può essere usato come arma impropria della politica
«la Repubblica», 19 ottobre 1999 [p.5]
Barbara Jerkov, La reazione dell’ex presidente: voglio riflettere sul complesso documento di D’Alema. Vedo in giro atteggiamenti provocatori. Cossiga non apre all’Ulivo «Voglio il centro-sinistra». Il picconatore riunisce i suoi. «Il premier decida»
«Corriere della Sera», 19 ottobre 1999 [p.4]
Paola Di Caro, Cossiga scettico, per ora non rompe. L’ex presidente non esclude la crisi. E spunta il nome di Amato per Palazzo Chigi. L’ex capo di Stato ringrazia il premier: chiarimento necessario per evitare il definitivo deteriorarsi dell’Esecutivo. Il ministro Folloni: l’Asinello vuole solo indebolire Massimo; Tutti gli uomini dell’ex presidente (scheda)
Democratici di sinistra e Democratici di Prodi raggiungono l’accordo sulla candidatura di Arturo Parisi al collegio 12 di Bologna, il collegio che fu di Romano Prodi ora presidente della Commissione europea. Un’anticipazione dell’accordo per l’entrata dei Democratici nella maggioranza di Governo. Scettico Cossiga.
Al Senato la Commissione Affari costituzionali respinge la messa all’ordine del giorno delle proposte di legge presentate da Cossiga, Enrico La Loggia (Forza Italia) e dallo SDI per l’istituzione di una Commissione d’inchiesta sul dossier Mitrokhin.
«l’Unità», 20 ottobre 1999 [pp.1-5]
p.1- Titolo: Nuovo Ulivo e D’Alema-bis, ma senza crisi. Sì di Asinello e PPI, Cossiga inquieto. Al Senato sfuma la Commissione KGB;
p.1-p.7- Pietro Spataro, Una partita da non sbagliare;
p.1-p.10- Gian Giacomo Migone, I non segreti del passato;
p.2- Nedo Canetti, Caso KGB, tre no al Senato. Affonda la Commissione. Bocciate le proposte di Cossiga, La Loggia e SDI; Dal Polo la prima proposta; N. L. (Natalia Lombardo), L’ex «picconatore» è allarmato, ma non lascia; Giorgio Frasca Polara, Grazia Francescato, coordinatrice dei Verdi: «Non possiamo permetterci crisi al buio» [intervista];
p.3- Marcella Ciarnelli, «Nuovo Ulivo», primi segnali positivi. Consenso di PPI e Democratici. E Parisi accetta la candidatura a Bologna; Gli appuntamenti della maggioranza (scheda); Rosanna Lampugnani, «Non vogliamo escludere nessuno». Incontro Popolari-Asinello. E si riparla della premiership; Maurizio Collina, «Come nel ‘96. La coalizione riparte dal collegio di Prodi»;
p.4- Wladimiro Frulletti, «La politica muore senza una missione». Veltroni a Firenze: «Continuando così si tiene solo lontano la gente»; Luana Benini, Pietro Folena, coordinatore della segreteria DS: «Maggioranza politica, non solo numerica» [intervista]; Paola Sacchi, Berlusconi: «La crisi va portata in Parlamento». Il leader del Polo all’attacco: «Vogliono nascondere i risvolti del caso Mitrokhin»;
«La Stampa», 20 ottobre 1999 [pp.1-3]
p.1- Titolo: Intesa con i Democratici, Parisi candidato a Bologna. Berlusconi: la crisi va portata in Parlamento. Rimpasto di Governo, D’Alema prende tempo. Ma Cossiga avverte: è un trappolone. Il Quirinale frena; Editoriale, Luigi La Spina, Quasi come nella Prima Repubblica;
p.2- Il Toto ministri (scheda); Ugo Magri, L’ira di Cossiga: vogliono farci fuori. E avverte il premier: stai attento alle trappole; Paolo Passarini, I sacrifici di Massimo; Filippo Ceccarelli, Melandri, Turco, Bindi Balbo…le vittime predestinate sembrano proprio loro. Mannaia maschilista, via tutte le donne; ant. ram. (Antonella Rampino), Non si fa (per ora) la Commissione KGB. Respinte tutte le proposte, forse rinvio di una settimana;
p.3- Maria Teresa Meli, Parisi sollecita un «passaggio parlamentare». Forse a metà novembre l’esecutivo rinnovato. D’Alema e i Democratici firmano la tregua. Ma sul nuovo Governo il Quirinale frena; Fabio Martini, La trattativa «Palazzo Chigi adesso ha benzina in più». «Ma quale trappolone». Parisi: il Governo così si rinforza; La svolta dopo il sì per le suppletive. Il vice dell’Asinello in campo per conservare il seggio di Prodi
«la Repubblica», 20 ottobre 1999 [p.4]
L’ex presidente: «Ma D’Alema avrà capito che gli stanno preparando un trappolone?». Affilate battute sul numero due dell’Ulivo ribattezzato «Artullo»: uno che ha rovinato anche Segni.«Mi vogliono caccaire». Cossiga prevede bufera. Corteggia i popolari e ironizza su Parisi
«Corriere della Sera», 20 ottobre 1999 [p.4]
Paola Di Caro, I cossighiani: l’Asinello entri pure nel Governo al posto nostro ma si deve prima aprire formalmente la crisi dell’Esecutivo. Cossiga: un trappolone per D’Alema. L’ex presidente teme i Democratici e va da Ciampi: «Vogliono cacciarci via»
«Corriere della Sera», 21 ottobre 1999 [p.2]
Lorenzo Fuccaro, I cossighiani «prendono atto con rammarico che il premier sembra voler rinunciare alla formula del centro-sinistra europeo». L’incognita Cossiga sul Governo. L’ex presidente chiede una crisi formale. «L’Ulivo non ci interessa, ha già fallito»
La stampa americana diffonde un documento elaborato da un team di scienziati secondo cui in Italia sono ancora custoditi almeno 30 ordigni nucleari suddivisi tra le basi di Aviano (30) e Ghedi (10).
«l’Unità», 21 ottobre 1999 [p.1-p.7-p.9]
p.1- Titolo: Bombe nucleari in Italia. Il caso in Parlamento. Carte KGB, chiesti gli originali ai russi;
p.1-p.7- Marta Dassù, Ma servono ancora?;
p.9- Jolanda Bufalini, Ma la Procura di Pordenone ha già archiviato un’inchiesta aperta nel 1997. La presenza degli ordigni sarebbe conforme ad accordi e trattati. Armi nucleari USA nelle basi italiane. Scoppia la polemica. Verdi e PDCI chiedono chiarimenti al Governo. Rifondazione e Greenpeace: presenza illegale
«La Stampa», 20 ottobre 1999 [p.1-p.7]
p.1- Titolo: Un team di scienziati svela i documenti del Pentagono: «In caso di necessità sarebbero installate sui Tornado». «Bombe atomiche USA in Italia». Trenta testate nelle basi di Aviano e Brescia;
p.7- Andrea di Robilant, Sarebbero ordigni per aerei stoccati soprattutto ad Aviano e Ghedi Torri vicino a Brescia. «Trenta atomiche americane in Italia». Scienziati USA: sono centocinquanta in tutta Europa; Gli ultimi arsenali nucleari dopo la Guerra Fredda (mappa); Un groviglio di norme. Il no di Roma alla Bomba e lo status delle basi NATO; Maurizio Molinari, Verdi e comunisti all’attacco «Altro che dossier Mitrokhin»
Nell’ambito delle indagini sui «Comitati di appoggio alla resistenza per il comunismo» (CARC), la Procura di Roma ordina numerose perquisizioni in varie città italiane. Secondo le indagini i CARC starebbero ricreando il Partito comunista clandestino e non si esclude un loro collegamento con l’uccisione di D’Antona.
«l’Unità», 20 ottobre 1999 [p.8]
Giuseppe Vittori, L’operazione di UCIGOS e ROS a Milano, Torino, Bologna, Napoli, Pistoia e in due sedi romane. I magistrati dell’antiterrorismo della Procura di Roma ipotizzano l’associazione sovversiva e eversiva. Lotta al terrorismo. Perquisizioni a raffica. Nel mirino il «CARC» dell’area antagonista; «La Voce». Spunta la rivista clandestina diffusa dai militanti; Gianni Cipriani, Brigate rosse, allarme per la «campagna d’autunno». Forse rifugiati in Francia gli assassini del sindacalista Massimo D’Antona
«La Stampa», 20 ottobre 1999 [p.6]
Giovanni Bianconi, Per i pm romani l’ipotesi di reato è «associazione sovversiva». Inquietanti coincidenze con il delitto D’Antona. Allarme terrorismo, decine di perquisizioni. E una pista porta alla «nuova RAF» tedesca
Vertice dei segretari dei DS, del PPI, di Rinnovamento, dei Verdi e dei Democratici.
«l’Unità», 23 ottobre 1999 [pp.1-5]
p.1- Titolo: Nuovo Ulivo per un nuovo governo. Veltroni: alleanza più larga. Il premier sarà D’Alema. Cossiga attacca il PPI;
p.1-p.5- Bruno Gravagnuolo, De Giovanni: prima l’esecutivo. Il soggetto politico si costruirà per gradi [intervista a Biagio De Giovanni];
p.1-2- Bruno Miserendino, Ulivo, tra passi avanti e rischio logoramento;
p.2- Marcella Ciarnelli, D’Alema e la leadership. Discutiamone insieme ma dopo il nuovo patto. «Le mie ambizioni? Conta di più il progetto politico. Serve un’intesa che risvegli le passioni dei cittadini; Cinzia Romano, Ciampi: questa legislatura deve durare fino al 2001
Per il capo dello Stato si andrà alle urne «quando terminerà il mandato del governo»;
p.3- Luigi Quaranta, Un nuovo inizio per l’alleanza dell’Ulivo. Non sarà una riproduzione del ’96, apertura alle forze del governo D’Alema; Il documento. «Dialoghiamo con le altre forze
per completare il lavoro iniziato» [testo]; Veltroni: «Siamo riusciti a far ripartire una grande idea». E su Internet scrive: la ferita dell’anno scorso non è chiusa; Giampiero Rossi, Il Polo grida allo «scandalo», ma non parla di elezioni. Fini: «Il patto per il nuovo Ulivo è la riedizione di quello precedente, questo spettacolo mi fa schifo»;
p.4- Aldo Varano, L’ira di Cossiga contro il PPI «Venduti per quattro danari». Nuovo Ulivo, sì di PDCI e UDEUR. Pressing di Amato su Boselli; Cristiano sociali. Carniti: «Una crisi sarebbe incomprensibile»
«La Stampa», 23 ottobre 1999 [p.1-pp.5-7]
p.1- Sulla ricandidatura del premier, in caso di elezioni, si discute. Veltroni: sicuro. I prodiani: da vedere. Via al nuovo Ulivo, D’Alema: divisi perdiamo. Ma i socialisti non ci stanno. Cossiga attacca i popolari; Luigi La Spina, Come volevasi dimostrare;
p.5- Guido Tiberga, Documento congiunto di DS, Verdi, PPI, Asinello e Dini. Cossutta soddisfatto, Boselli no. Il nuovo Ulivo apre la strada al D’Alema bis; Ecco il documento dei leader della coalizione [testo]; Paolo Passarini, Maggioranza sospettosa; Maria Teresa Meli, La crisi di Governo pomo della discordia per i partiti minori. L’ira del premier sui socialisti. E i Popolari litigano: «Siamo scesi al 2,5%»;
p.6- Fabio Martini, Malumori dal PPI ai Democratici. Incontro fra il Professore e l’ex Picconatore. Ma il premier è nel mirino dei suoi; al. ca., Il capo dello Stato ha lasciato la Francia. Ciampi insiste: primo impegno, la stabilità. «Italia sempre più credibile all’estero nulla da invidiare a Parigi e Berlino»;
p.7- Renato Rizzo, «La leadership? Bisogna privilegiare il programma politico rispetto alle ambizioni personali». «Niente liti, o la destra vincerà le elezioni». D’Alema: ritroviamo la coesione; Antonella Rampino, Il leader dei Comunisti italiani: «ruolo attivo e paritario di tutti i partiti». E alla fine anche Cossutta dice sì. «Governo rinnovato e maggioranza più fort»
Giulio Andreotti assolto
Il Tribunale di Palermo assolve, «perché il fatto non sussiste», Giulio Andreotti dall’accusa di associazione mafiosa. Tuttavia le motivazioni appaiono contraddittorie L’appello proposto dalla Procura di Palermo contro la sentenza si baserà, in gran parte, sull’argomento della contraddittorietà delle motivazioni con il dispositivo assolutorio.
«La Stampa», 24 ottobre 1999 [pp.1-3-p.5]
p.1- Titolo: Il Tribunale di Palermo non crede alla versione dei pentiti: cade il reato di associazione mafiosa. Andreotti assolto, giudici sotto accusa. Il senatore: «Avevo fiducia, qualche procuratore ha dovuto arrendersi alla verità». Cossiga e il Polo: Caselli si dimetta. La replica: orgoglioso del lavoro svolto. Veltroni: no al linciaggio. Esultano gli ex DC. Divisa l’Associazione magistrati; Editoriale, Giovanni Maria Flick, Ma non era un processo alla DC; Massimo Gramellini, La fine degli anni Novanta;
p.2- Francesco La Licata, Palermo, alle 10,57 la lettura della sentenza. I pm: «Siamo sereni, come chi ha fatto il suo dovere». «L’imputato Giulio Andreotti è assolto». «E vai!» nell’aula la difesa esulta; La legge (scheda); Una battaglia lunga sei anni e mezzo (crono); Filippo Ceccarelli, L’inferno cominciò nel pomeriggio del 27 marzo del 1997. La sofferenza del potere. La dura lezione sulla vanità della politica;
p.3- Igor Man, Prima e dopo la sentenza nello studio con il senatore. «Finita la mia lunghissima Quaresima». «Spero che ora Caselli si informi meglio su chi sono»; Maria Corbi, «L’ex procuratore orgoglioso? Io non direi». Il senatore: sono contento di essere giunto vivo fino a oggi;
p.5- Francesco Grignetti, L’ex procuratore capo: è stata un’indagine su fatti specifici, ma rispetto questa sentenza. Caselli: fiero della Procura di Palermo. «Applicata la legge secondo i principi di uguaglianza»; Giovanni Bianconi, «Abbiamo fatto il nostro dovere». «Noi sotto inchiesta? Allora chiameremo l’avvocato Coppi»; Lirio Abbate, Magistrati nel mirino, «Noi continueremo sereni sulla nostra strada». «Ma non è la fine dei processi politici». Il procuratore Grasso: i pentiti restano irrinunciabili [intervista a Pietro Grasso]
«La Stampa», 24 ottobre 1999 [pp.7-9]
p.7- Guido Tiberga, Berlusconi: «è la fine della rivoluzione giudiziaria». Boselli: trovi il coraggio di andarsene. Il Polo e Cossiga: Caselli deve dimettersi. I DS: linciaggio inaccettabile. Pentiti di nuovo nel mirino; Augusto Minzolini, Si apre una nuova fase. Moderati alla riscossa, magistrati da eroi ad aguzzini. Dal Termidoro nuove spine per D’Alema; (Ansa), Violante nel ’93. «Lima- Cosa nostra, legami certi»; f. mar., «È fallito il processo alla DC». Gli ex esultano: peccato, il partito non c’è più;
p.8- Pierluigi Battista, Esagerazioni post- sentenza. Buttiglione parla di «colpo di Stato», Taormina: via il Governo. Garantisti, bisogna saper vincere. Prima Repubblica, è tifo da stadio; Luca Tomasi, «Siamo soddisfatti», esulta il Vaticano. L’Osservatore: smantellati i teoremi dei pm; Nel mondo. Prime pagine e titoli sui TG;
p.9- Le foto della stagione giudiziaria che si chiude; Maria Laura Rodotà, Così va in archivio una rivoluzione; l.a., E l’avvocato Giulia urlò: vittoria. La Perry Mason in rosa che ama basket e motocross; fla. ama., (Flavia Amabile), Coppi doppio successo. Una battaglia sulla «moralità»; Antonio Ravidà, Il rigore di Ingargiola. La sentenza letta in 34 secondi
Cossiga e Boselli (SDI) firmano un documento comune in cui fissano le condizioni per un D’Alema bis: Commissioni d’inchiesta sul dossier Mitrokhin e su Tangentopoli, un’alleanza che si caratterizzi come alleanza di centro-sinistra e non riproponga il modello Ulivo. Di altro avviso Antonio Di Pietro: i Democratici entrano solo se si rifonda l’Ulivo.
«La Stampa», 24 ottobre 1999 [p.14]
u. m. (Ugo Magri), Documento con Boselli: sì alla Commissione su KGB e Tangentopoli. Il premier accelera, verso la crisi? D’Alema- bis, le condizioni di Cossiga. Di Pietro: se non si rifonda l’Ulivo, l’Asinello non entra; Antonella Rampino, Il leader dei Comunisti. «Il nuovo Ulivo è indispensabile per vincere in un sistema bipolare. «Siamo indispensabili sul piano quantitativo, ma anche qualitativo: diamo una spinta da sinistra al Governo». «Non cederemo nessun ministro». Cossutta: già inadeguati per forza che esprimiamo [intervista a Armando Cossutta]
«Corriere della Sera», 24 ottobre 1999 [11]
Paola Di Caro, «Stop alle pensioni di anzianità e dei garantisti ai ministeri dell’Interno e della Giustizia». Cossiga- Boselli, ultimatum a D’Alema. «Accetti le nostre condizioni». Di Pietro: c’è il rischio che il Governo affondi
Massimo D’Alema incontra Boselli (SDI) e il PPI. Dopo il giro di consultazioni con le forze di una possibile nuova maggioranza e dopo l’approvazione della Finanziaria il presidente del Consiglio afferma che trarrà le necessarie conseguenze e se non ci sarà la svolta lascerà: non vuole guidare un Governo che «tira a campare».
«l’Unità», 27 ottobre 1999 [p.1-p.7]
p.1- Titolo: Cossiga-Boselli rigidi, è stallo sul Governo;
p.1-p.7- Editoriale, Giorgio Napolitano, La sinistra italiana deve cambiare ma non nasce dal nulla;
p.7- Marcella Ciarnelli, Ieri a Palazzo Chigi colloqui con i leader dello SDI e del PPI. Castagnetti: «Non ci impantaniamo». Il presidente del Consiglio a novembre in Parlamento. D’Alema va avanti: «Non ci sarà crisi di Governo al buio». La risposta del leader a Boselli e Cossiga «Non si può lasciare il Paese senza Finanziaria»; Luana Benini, Massimo Cacciari, Sindaco Di Venezia. «Ma che Ulivo, allarghiamo la coalizione» [intervista]
«l’Unità», 28 ottobre 1999 [pp.1-4]
p.1- Titolo: D’Alema: o si cambia o me ne vado. Il premier avverte: non guiderò un governo che tira a campare;
p.1-p.3- Bruno Miserendino, Massimo D’Alema «Dopo la Finanziaria se non ci sarà il rilancio politico trarrò le conseguenze. Scelgo il bipolarismo non si può galleggiare. Nuovo Ulivo significa unire non dividere Vedo troppe velleità di tornare indietro» [intervista];
p.1-p.4- Aldo Varano, Veltroni: non ci sarà un Esecutivo con i voti nostri e di Berlusconi; Pietro Folena, Non siamo più il partito degli ex comunisti;
p.2- Luana Benini, Castagnetti agli alleati: patto di fine legislatura. Ma Cossiga avverte: nessuna fiducia preventiva; Sergio Sergi, L’opposizione. Berlusconi: governo allo sbando ma non si voterà;
p.3- I dieci giorni che sconvolsero la maggioranza;
p.4- I senatori della Quercia allarmati: «Siamo in affanno». Assemblea del gruppo: l’opinione pubblica non capisce cosa sta accadendo
«Corriere della Sera», 27 ottobre 1999 [p.2]
Paola Di Caro, I socialisti e Cossiga chiedono la crisi. «Ma se non si sceglierà questa via sosterremo comunque il Governo». D’Alema: varare la Finanziaria.
«Il Messaggero», 28 ottobre 1999 [p.2]
Nino Bertoloni Meli, Le spine del centrosinistra/Anche al Senato asse tra i socialisti e i cossighiani che abbandonano Dini. D’Alema prosegue le consultazioni, incontro con i Verdi. Cossiga sfida il premier: «Apri la crisi». E allude ad Amato: «Ho già il nome del candidato». Stop di Veltroni: «No a Governi tecnici»
Milano: due ordigni inesplosi in due giorni. Rivendica il tentato attentato un gruppo anarchico, le Angry Brigade, che minaccia altre azioni a livello internazionale
«l’Unità», 28 ottobre 1999 [p.1-p.9]
p.1- Allarme bomba a Milano. Due ordigni inesplosi in due giorni, città sotto choc;
p.9- Rosanna Caprilli, Gli investigatori: pericolo vero non sono esplose solo per caso. Per la prima volta c’è il plastico. La rivendicazione di un gruppo anarchico che annuncia altre azioni a livello internazionale. Milano, allarme bombe un altro ordigno in centro. D’Ambrosio: obiettivi oscuri, massima attenzione; Le Angry Brigade colpirono già trent’anni fa nel capoluogo lombardo; La CGIL : «Nuova strategia della tensione». Albertini avverte: «Occorre prudenza»; G. Ce., Spionaggio, ricompare il dossier Brenneke. Bielli, DS: è una chiave importante sui legami tra terrorismo e servizi segreti; G. Ce., Remondino. «Avevamo visto giusto» [intervista a Ennio Remondino]
«l’Unità», 29 ottobre 1999 [p.11]
Rosanna Caprilli, Riunito il Comitato per la sicurezza. Escluse relazioni tra gli attentatori
e i terroristi dei nuclei storici. Il vicesindaco De Corato (AN): «La pista è quella anarchica»
Ma D’Ambrosio lo smentisce. Milano, psicosi bomba. Falsi allarmi e rivendicazioni. Borrelli invita alla calma: «Tutto sotto controllo»
I Democratici si dichiarano definitivamente disponibili ad entrare in una nuova maggioranza guidata sempre da Massimo D’Alema.
«l’Unità», 29 ottobre 1999 [p.1-p.5]
p.1- Titolo: Governo, l’Asinello dice sì a D’Alema. Parisi: abbiamo lo stesso progetto. Segnali distensivi da Cossiga;
p.1-p.5- Giorgio Ruffolo, L’importanza di un trattino;
p.5- B.Mi. (Bruno Miserendino), Nuovo patto, D’Alema incassa consensi. Sì di Parisi e Cossutta. Palazzo Chigi: la manovra non sarà compromessa; Elezioni? Botta e risposta Cossiga-Veltroni; Aldo Varano, Enrico Boselli, segretario SDI. «Va bene il premier, ma serve un riequilibrio» [intervista]
«Corriere della Sera», 29 ottobre 1999 [p.9]
F. Sa., Elezioni, duello tra Veltroni e Cossiga. Governo, Parisi e Cossutta a sostegno del premier. Il Polo insiste: meglio votare. Il vicepresidente dell’Asinello d’accordo con il capo dell’Esecutivo: non tiriamo a campare
La Corte d’appello di Milano assolve Silvio Berlusconi dall’accusa di frode fiscale, appropriazione indebita e falso in bilancio in relazione all’acquisto di terreni a Macherio, la località della casa di famiglia. Sentenza di assoluzione per frode fiscale e appropriazione indebita, amnistia per il falso in bilancio.
«l’Unità», 29 ottobre 1999 [p.2]
Il Cavaliere esulta: «Finita l’era delle inchieste costruite in laboratorio, spero in altri giudici sereni». Borrelli: «Rispetto per tutte le sentenze». Berlusconi assolto al processo d’appello
per Villa Macherio. Ma la Cassazione condanna Dell’Utri per le false fatturazioni: 2 anni e 3 mesi
«Il Foglio», 30 ottobre 1999 [p.3]
Editoriali, Quel «minore» caso Macherio
Si apre una settimana decisiva per risolvere la crisi strisciante che attraversa la maggioranza. L’appuntamento decisivo è la Finanziaria che, fra le proteste del Polo, andrà in aula il 3 novembre.
«La Stampa», 30 ottobre 1999 [p.2]
Titolo: La settimana prossima sarà decisiva per risolvere la crisi della maggioranza, c’è spazio per una mediazione; Maria Teresa Meli, D’Alema «riconosce» il Trifoglio di Cossiga. Martedì vertice a due. «Finanziaria, priorità assoluta»; Gian Carlo Fossi, OK alla manovra. Da mercoledì in aula fra le proteste del Polo; Sgravi, pensioni, viabilità ecco i conti per il Duemila
«La Stampa», 30 ottobre 1999 [p.7]
Ugo Magri, Dopo le polemiche nella maggioranza faccia a faccia i due «avversari» dell’Ulivo 2. Ecco la nostra tregua. «Ma ora serve un nuovo volto per vincere le elezioni» [intervista a Francesco Cossiga e Enrico Boselli]
«Il Foglio», 30 ottobre 1999 [p.3]
Editoriali, La strana coppia Cossutta & Mastella
«la Repubblica», 30 ottobre 1999 [p.10]
Il premier incontra Sanza, che ipotizza una «nuova alleanza». Polemica tra Palazzo Chigi e Boselli sul voto anticipato. Veltroni: mai i DS con Berlusconi. D’Alema, tregua con Cossiga. Parisi: «Un patto che ci va bene»
«Corriere della Sera», 30 ottobre 1999 [p.9]
Roberto Zuccolini, Governo, tregua fra Cossiga e D’Alema. Il premier: mai minacciato elezioni anticipate. L’ex presidente: i tuoi nemici sono Veltroni e l’Asinello. Bertinotti: «Quei due sono come i manzoniani polli di Renzo: si beccano ma stanno sempre insieme»
Giovanni Paolo II intervenendo alla manifestazione organizzata dalla Conferenza episcopale a Roma davanti a 200 mila studenti e operatori scolastici pur apprezzando gli sforzi del Governo nel campo della parità scolastica li considera ancora insufficienti: la parità- afferma- deve essere economica e giuridica.
«l’Unità», 31 ottobre 1999 [pp.1-3]
p.1- Titolo: Parità, la Chiesa all’attacco. Il Papa ai fedeli: dal Governo sforzi apprezzabili ma insufficienti;
pp.1-2- Editoriale, Nicola Tranfaglia, Se vincono gli oltranzisti; Roberto Monteforte, Berlinguer: Wojtyla è equilibrato ma c’è chi vuol far saltare la legge [intervista a Luigi Berlinguer];
p.2- Un corteo anti-parità a Torino; I cambiamenti nella scuola del 1961 al 1996 (scheda); La riforma dal maggio 1996 a oggi (scheda);
p.3- Alceste Santini, Scuola, 200mila col Papa. «La parità così non va». Appello all’uguaglianza per legge e nei finanziamenti; La scuola cattolica in Italia (scheda); Il mondo politico risponde a Wojtyla; Alceste Santini, USA, Giappone o Canada? L’unica via è il dialogo; La distribuzione territoriale delle «cattoliche»
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