Brunetto Bucciarelli Ducci è eletto all’unanimità presidente della Camera in sostituzione di Giovanni Leone.
«La Stampa», 27 giugno 1963 [p.1-p.5]
p.1-f.d.l. (Fausto De Luca) , All’unanimità Bucciarelli Ducci eletto presidente della Camera. A favore del candidato DC si sono pronunciati tutti i partiti. Solo pochi voti isolati sono andati dispersi. Il neopresidente ha 49 anni e dal 1958 faceva le veci di Leone;
p.5-r.s. , L’elezione di Bucciarelli Ducci. Perché tutti i partiti hanno votato a favore. I gruppi del centro-sinistra sono stati i primi a schierarsi per il neo-presidente. Quindi i liberali, i comunisti e gli altri hanno accettato la sua candidatura per le “garanzie di competenza, prestigio e imparzialità” da lui offerte. La Direzione socialista discute sulla posizione da assumere verso il governo Leone
IV Legislatura Camera dei deputati
Seduta n.2 – 26 giugno 1963
Elezione del presidente della Camera e discorso di insediamento
Due auto cariche di tritolo esplodono a Palermo. Due morti fra i civili e 7 fra le forze dell’ordine.
IV Legislatura Senato della Repubblica
Seduta n.3 – 1 luglio 1963
Sui fatti di Palermo: presidente del Senato, Ferretti, Simone Gatto, Pafundi, Rumor, ministro dell'Interno, Terracini
IV Legislatura Camera dei deputati
Seduta n.4 – 1 luglio 1963
Per i delittuosi fatti di Palermo : presidente della Camera, Rumor, ministro dell'Interno, Ingrao, Cucco, Gatto, Belotti, Zincone
«Stampa Sera», 1-2-luglio 1963 [p.5]
Franco Desio, Nuovi efferati delitti della malavita siciliana. Esplodono a Palermo due auto caricate a dinamite: nove morti. I feriti sono una ventina. Il primo attentato all’una di notte. Ne restano vittime il guardiano di un “garage” e un fornaio che aveva dato l’allarme: aveva visto uscire un filo di fumo da una macchina in sosta e aveva sentito odore di bruciato. La seconda esplosione, avvenuta alle 16, è stata molto probabilmente un tranello dei “mafiosi” contro la polizia avvertita da una telefonata anonima che una vettura era stata abbandonata in un violottolo di campagna con una bombola bene in vista, collegata a una miccia. Chiamati gli artificieri e disinnescato l’ordigno, un tenente dei carabinieri ha aperto il cofano posteriore, in cui era nascosta una bomba “vera”. Dilaniato l’ufficiale, un piemontese già appartenente ai carristi, con due artificieri dell’Esercito, un maresciallo di PS, un maresciallo dei carabinieri e due militi dell’arma. Una dichiarazione del presidente della Regione; Vittima dell’attentato “mafioso”. Il tenente ucciso abitava a Revello. La famiglia è originaria di Barge. Il padre è veterinario condotto, il fratello dirigente di industrie a Benevagienna e Bra
«La Stampa», 2 luglio 1963 [p.7]
Titolo : La terrificante esplosione delle due automobili cariche di tritolo. Orrore e sdegno per il massacro che ha ucciso sette militari e due civili a Palermo. Tra le vittime un tenente, un maresciallo e due militi dell’Arma dei carabinieri, un maresciallo di PS, un sottufficiale e un soldato dell’Esercito. I due attentati dinamitardi sono quasi certamente opera di una stessa “gang” che voleva far saltare in aria l’autorimessa di un noto mafioso. Due alti funzionari di polizia giunti da Roma per la difficile inchiesta. Stanotte risultavano fermate settantadue persone su cui pesano dei sospetti. I funerali dei morti stamane a spese dello Stato; Alessandro Galante Garrone, Colpire a fondo tutte le complicità; p.a.p., Il ministro dell’Interno conferma l’impegno di stroncare la malavita. La relazione in Parlamento sui gravi fatti di Palermo. Le manifestazioni delittuose di questa mafia organizzata - ha detto Rumor – offendono la coscienza nazionale. Il cordoglio del Senato e della Camera. Saragat: “Una parte della classe dirigente di una regione italiana tollera delitti vergognosi o addirittura ne è complice” ; f.d., Nel quartiere della strage due bande rivali avevano già soppresso in pochi anni 18 persone. Il primo attentato all’alba di domenica: una “Giulietta” scoppia davanti a un garage e dilania il custode e un panettiere. Quindici ore dopo un’altra vettura è trovata in una borgata di Palermo. L’eplosione mentre l’ufficaile tenta di aprire il portabagagli. Forse la seconda macchina, anch’essa destinata a distruggere l’autorimessa, era stat abbandonata per una gomma bucata ; Ettore Doglio, “In Sicilia lavorano le lupare ed i mitra” scrisse in una lettera il tenente cuneese. Il padre dell’ufficiale stava rispondendo al figlio, quando un capitano dei carabinieri gli ha portato la notizia della sua tragica fine. I genitori affrontano il tremendo dolore, senza lacrime :”Era uno dei più bravi, per questo era stato mandato in un posto difficile”.
IV Legislatura Senato della Repubblica
Seduta n.3 – 1 luglio 1963
Comunicazioni del governo: Giovanni Leone, presidente del Consiglio
IV Legislatura Camera dei deputati
Seduta n.4 – 1 luglio 1963
Comunicazioni del governo: Giovanni Leone, presidente del Consiglio
3-5 luglio 1963
SENATO : discussione sulle comunicazioni del governo. La fiducia è approvata con 133 voti a favore, la sola DC, e 110 contrari. Si astengono 76 senatori appartenenti al gruppo misto, al gruppo socialista e al gruppo socialdemocratico. Contro PCI, PLI e MSI.
«Stampa Sera», 3-4- luglio 1963 [p.1]
p.a.p., Al Senato stamane aperto il dibattito sul governo Leone. È certo che avrà la fiducia, essendosi i socialisti, i socialdemocratici e i repubblicani dichiarati favorevoli all’astensione. Il voto è previsto per venerdì notte. Lunedì inizio della discussione alla Camera ; Confermata l’astensione dei parlamentari del PSDI
«La Stampa», 4 luglio 1963 [p.1]
Titolo: Il “ministero ponte” che guiderà il Paese fino alla chiarificazione di autunno. Aperto al Senato il dibattito sulla fiducia al governo Leone. Un invito del democristiano Bolettieri ai gruppi di centro-sinistra: la tregua garantita da Leone aiuti ad avere idee più chiare in ottobre. Il liberale Bergamasco annuncia voto contrario perché la DC intende ancora collaborare con i socialisti. I monarchici si asterranno. Esplicita opposizione del PCI. La Direzione socialdemocratica si impegna ad una vasta azione per superare l’attuale fase di emergenza; Editoriale, Michele Tito, Maggioranza sicura; f.d.l. ( Fausto De Luca), La discussione a Palazzo Madama
«Stampa Sera», 5-6- luglio 1963 [p.1-p.13]
P.A.Pellecchia, Si conclude stasera il dibattito a Palazzo Madama. Il Senato vota la fiducia al governo. Nella sua replica il presidente del Consiglio conferma questo pomeriggio i limiti del programma ministeriale e illustra il rsultato dei colloqui avuti nei giorni scorsi con Kennedy. Subito dopo si passa alla votazione a favore del governo Leone votano i democristiani, contro i comunisti, i liberali e i missini: si astengono ( assicurando una sufficiente maggioranza al ministero) il PSI, il PSDI, il repubblicano Macrelli e due monarchici
«La Stampa», 6 luglio 1963 [p.1]
Titolo: Dopo tre giorni di vivace discussione tra i partiti. Il governo ha la fiducia del Senato con 133 voti a favore e 110 contrari. Il “sì” è venuto dai soli democristiani, il “no” dai comunisti, missini, liberali. Socialisti e socialdemocratici si sono astenuti uscendo dall’aula. Prima del voto Leone ha rispsoto agli oratori rilevando che i gruppi di centro-sinistra hanno indicato la prospettiva di una futura maggioranza. Ferma garanzia del nuovo ministero per la difesa della lira. Aspro scambio di battute tra il comunista Terracini ed i socialisti Tolloy e Mariotti; Editoriale, Vittorio Gorresio, Tregua sino ad ottobre; Fausto De Luca, La replica del presidente Leone e l’appello nominale dei senatori
8-11 luglio 1963
CAMERA: discussione sulle comunicazioni del governo. La fiducia è apporovata con255 voti a favore, 225 contrari, 119 astenuti. Vota a favore la sola DC, si astengono socialisti, socialdemocratici , repubblicani , monarchici, il deputato valdostano e gli altoatesini. Votano contro PCI, PLI, MSI.
«La Stampa», 9 luglio 1963 [p.1]
Titolo: Per la fiducia al governo Leone. Da oggi vivace battaglia alla Camera con l’intervento dei capi di partito. Sarà assente soltanto Nenni sostituito dal vice segretario De Martino. La maggioranza al nuovo ministero è assicurata. La polemica si scatenerà sui motivi della crisi provocata dal “no” socialista a Moro. I socialdemocratici annunciano di voler chiarire l’attuale situazione politica; Michele Tito, Discussione importante; f.d.l. ( Fausto De Luca), I primi due discorsi
«La Stampa», 10 luglio 1963 [p.1]
Titolo: Il dibattito per la fiducia a Montecitorio. Togliatti tenta nel discorso alla Camera di isnerire il PCI nel centro-sinistra. La manovra non è nuova ed era stata già respinta dal governo Fanfani. Lo scopo è evidente: fare pressioni sul PSI in crisi per impedire un accordo con i democristiani. Il segretario comunista ha preannunciato vaste agitazioni sindacali per l’autunno. Oggi gli risponderà Saragat. A Montecitorio è stato raggiunto un accordo quadripartito per la presidenza delle Commissioni : dieci alla DC, una ai socialdemocratici (Esteri), una ai repubblicani (Bilancio), due ai socialisti ( Industria e Giustizia). Ma la sinistra socialista protesta anche per questa intesa; Editoriale, Vittorio Gorresio, I comunsiti sperano nel richiamo frontista; Fausto De Luca, La discussione a Montecitorio
«La Stampa», 11 luglio 1963 [p.1]
Titolo: Il dibattito sulla fiducia a Montecitorio. Saragat e il socialista De Martino affermano la necessità di riprendere il centro-sinistra. Il segretario socialdemocratico respinge seccamente il tentativo di Togliatti per inserirsi nel dialogo politico: nessun compromesso con il PCI che nega ogni libertà. Definisce ottimo il programma concordato con Moro che servirà di base per future intese. Il vice di Nenni diciara che il PSI “assumerà le sue responsabilità” e rifiuta in politica estera la tesi comunisita del “disimpegno”. Gli interventi di Reale e del liberale Martino; Editoriale, Vittorio Gorresio, Analisi di due discorsi; Fausto De Luca, Le dichiarazioni dei capi partito
«La Stampa», 12 luglio 1963 [p.1]
Titolo: Con 255 voti a favore, 225 contrari, 119 astenuti. Leone ottiene la fiducia della Camera dopo una replica sui fini del governo. Il presidente ha confermato che il ministero è sorto per consentire ka ripresa del dialogo fra i gruppi del centro-sinistra. Ha escluso qualsiasi minaccia di sciogliere il Parlamento. Energica smentita ai comunisti: nessuno pensa al blocco dei salari, ma occorre che gli aumenti non superino i limiti della produttività, altrimenti è l’inflazione. Invito ai sindacati e agli operatori economici perché abbiano un alto senso di responsabilità. Le dichiarazioni dei partiti tra vivaci battute polemiche. I democristiani hanno votato sì , liberali, missini e comunisti no, astenuti socialisti, socialdemocratici, repubblicani e monarchici; Editoriale, Vittorio Gorresio, Un chiaro programma; Fausto De Luca, I discorsi e la votazione. Il socialdemocratico Orlandi sottolinea il carattere popolare degli accordi con Moro, respinti dai socialisti. Il DC Zaccagnini dice che la prospettiva di centro-sinistra sraà difesa contro tutte le insidie, specie quella comunista
DC- Consiglio nazionale
«La Stampa», 30 luglio 1963 [p.1]
r.s., Relazione di due ore al Consiglio nazionale. Moro dichiara che per la DC il centro-sinistra è necessario. Ha definito “privo di giustificazione” l’improvviso no socialista dello scorso mese. Tuttavia la DC rinuncia alle polemiche. Attende dal Congresso del PSI una definitiva risposta sulla partecipazione al governo. “Ma nessuno deve illudersi - ha aggiunto Moro alludendo a Lombardi – di forzare la situazione e farci assumereposizioni in contrasto con gli impegni presi davanti al Paese. Ribadita la netta preclusione verso i comunisti
«La Stampa», 31 luglio 1963 [p.1]
Michele Tito, Le prospettive per la ripresa del centro-sinistra. Vivaci polemiche al Consiglio nazionale DC nei discorsi di Fanfani, Rumor, Pella, Scelba. L’on. Fanfani difende la sua azione con accenti amari, aspri e ironici. Una frecciata a Saragat, critiche alla corrente dei dorotei ed all’on. Moro. Chiede infine l’immediato rilancio della collaborazione con i socialisti. Rumor risponde che la DC vuole l’accordo col partito di Nenni a condizione che “non sia un fronte popolare”. Pella indica i “danni portati dal centro-sinistra 1962” nel campo economico ed esorta alla cautela. Scelba decisamente contrario all’incontro con il PSI. Sullo, rappresentante dell’ala che è più a sinistra, approva la relazione di Moro. Gli interventi di Pastore e Gui; r.s., Commenti di Saragat e della “Voce Repubblicana”. Il capo socialdemocratico si dichiara favorevole alla relazione del segretario DC ; Il chiarimento di Moro al discorso di Fanfani
«La Stampa», 1 agosto 1963 [p.1]
Michele Tito, Al Consiglio nazionale democristiano. Il gruppo di Fanfani minaccia di dimettersi dalla Direzione. Ha presentato richieste ultimative a Moro. Il ministro Colombo della corrente dei dorotei, invita alla distensione per arrivare ad un efficace centro-sinistra. Altri oratori accusano Fanfani d’aver scavalcato Nenni. Zaccagnini tenta un’opera di mediazione. Oggli la replica del segretario e la votazione: è incerto se si manterrà la maggioranza formata al Congresso di Napoli
«La Stampa», 2 agosto 1963 [p.1]
Michele Tito, Replica fra la tesa attenzione del Consiglio nazioanle. Moro ha forse ricostituito l’unità nella maggioranza DC. Difende la validità dei precedenti accordi con i socialisti ma aggiunge che in novembre dovranno essere migliorati. Accoglie quasi tutte le richieste delle correnti di sinistra. I fanfaniani, i sindacalisti e la “Base” si schierano al suo fianco. La corrente dei dorotei propone una soluzione di compromesso. Il punto di maggior contrasto :l’adozione della proporzionale nel partito. Discussione fino a tarda notte. Rinviata ad oggi la votazione sull’ordine del giorno
«La Stampa», 3 agosto 1963 [p.1]
Michele Tito, Il Consiglio nazionale DC concluso con una dimostrazione di unità. L’Assemblea approva la mozione per il rilancio del centro sinistra. Il testo, preparato da Moro, era firmato dai rappresentanti di quasi tutte le correnti. Annuncia la decisione di riprendere in novembre assieme ai socialdemocratici e repubblicani il dialogo con i socialisti per un governo quadripartito. Ma conferma, come chiedevano i dorotei, che la DC intende guidare la nuova politica in giusta proporzione alla sua forza di partito di maggioranza. Ribadita la netta contrapposizione al PCI. Il documento è stato votato da tutti i gruppi, eccetto quello di Scelba; Il testo del documento che impegna la DC
«La Stampa», 4 agosto 1963 [p.1]
Michele Tito, Il rilancio del centro sinistra. Pieno consenso dei partiti alleati alla decisione dei democristiani. Saragat dichiara che il “chiarimento DC è esplicito e senza riserve”. Secondo la “Voce Repubblicana” la posizione del partito di maggioranza per una politica di progresso è “ineccepibile”. L’”Avanti!” afferma che il PSI può riprendere il dialogo interrotto. Tutti riconoscono l’unità della DC nell’assumere i suoi impegni
2-4 agosto 1963
Alla segreteria Michelini si oppone la corrente “ Rinnovamento” guidata da Giorgio Almirante e De Marzio. Al momento del voto i membri della corrente non partecipano al voto, I seggi spettanti alla minoranza saranno attribuiti quando sarà raggiunto l’accordo fra maggioranza- minoranza per la gestione del partito.
«La Stampa», 3 agosto 1963 [p.5]
m.t. ( Michele Tito) , Il Congresso si è aperto a Roma con un po’ di disordine. I missini discutono poche idee ma gridano tanto e si picchiano. I congressisti sono in maggioranza anziani. I giovani fanno servizio d’ordine divisi in due gruppi : quelli di prima categoria, alti e robusti in camicia bruna, quelli di seconda, poco prestanti in maglietta nera. Tre furiose mischie in sala con alcuni contusi e solita parat di saluti romani e di appello ai “camerati”
«La Stampa», 5 agosto 1963 [p.10]
m.t. ( Michele Tito), Al Congresso volano sedie, schiaffi ed ingiurie. Aumenta la confusione tra i missini. Hanno attribuito gli incidenti di venerdì al pubblico delle tribune. Ieri hanno chiuso gli ingressi, ma le mischie sono riprese più violente fino a sera. Almirante dichiara tra clamori e fischi che la minoranza abbandona l’Assemblea per “non essere sopraffatta”. Annuncia inoltre la possibilità di una scissione
«Stampa Sera», 5-6- agosto 1963 [p.11]
Michele Tito, S’è concluso in pieno caos il Congresso del MSI. De Marsanich eletto presidente del partitoi più che mai diviso in due fazioni. Dai risultati delle votazioni finali non si è neppure riusciti ad accertare con sicurezza se la maggioranza è con Michelini o con Almirante, che ha riunito gli oppositori in un nuovo movimenti detto di “rinnovamento”
L’Italia firma il "patto di non proliferazione degli esperimenti nucleari”.
«La Stampa», 7 agosto 1963 [p.1]
Vittorio Gorresio, Unanime decisione del Consiglio dei ministri. Il governo italiano aderisce al patto contro le atomiche. La procedura per la firma sarà stabilità d’accordo con i Paesi atlantici. Piccioni si rammarica che “solo per il rifiuto di pochi Stati l’adesione al patto di Mosca non sia diventata plebiscitaria”. Si riferisce specialmente a Bonn : Adenauer, durante la visita di Segni, aveva accettato le tesi italiane. Ne dava conferma il comunicato congiunto stilato dopo 12 ore di discussione. Poi il cancelliere ha deciso il rifiuto; Enzo Bettiza, Dopo la firma del trattato sul “bando nucleare”. Iniziate a Mosca le trattative per nuovi accordi fra Est ed Ovest. I ministri di Stati Uniti, Russia e Inghilterra hanno avuto ieri una riunione durata tre ore. Ciascuno ha esposto il “punto di partenza” del proprio Paese. Mosca insiste per stipulare “subito” un patto di non aggressione tra la NATO e il Gruppo di Varsavia. Washington dà la precedenza ad una intesa sulla sicurezza europea. L’inglese Home rinvia la partenza per Helsinki; f.v. ( Ferdinando Vegas), Le difficoltà da superare
La FIOM riconquista il primo posto nelle elezioni alla FIAT; riispetto alle precedenti elezioni, passa dal 22,5 al 29,2%, avanza anche la CISL che passa dal 15 al 16,8%. Sconfitta la UIL che perde il 7,2% e la SIDA.
«l’Unità», 6 ottobre 1963[p.1-p.14]
Adriano Guerra, FIAT si vota mercoledì per le Commissioni interni nella più grande azienda italiana. Un anno dopo la riscossa operaia. I centomila lavoratori che si recano alle urne hanno vissuto criticamente I'esperienza della sconfitta, dell’ isolamento dal resto del movimento operaio, e poi la ripresa vittoriosa. Ciò che è cambiato e ciò che deve cambiare
«l’Unità», 10 ottobre 1963[p.1-p.14]
Sconfitta la linea padronale. La FIOM riconquista il primo posto alla FIAT. Il sindacato unitario guadagna più di 7000 voti, passando dal 22,5 al 29, 2 per cento e da 33 a 43 seggi. Anche la CISL avanza. Secca sconfitta della SIDA e dell’UIL ; Il giudizio della FIOM. Battuto l’aziendalismo. Il plauso della CGIL
«l’Unità», 11 ottobre 1963[p.2]
Bruno Trentin , La vittoria alla FIAT
Roma – La polizia aggredisce gli edili che manifestano contro la minaccia di serrata dei cantieri avanzata dall’Associazione dei costruttori 'ACER'. Battaglia nel centro della città: 500 operai fermati e più di trenta arrestati fra cui la giornalista Luciana Castellina. Decine di feriti. Immediate le reazioni in Parlamento. Costretta dalla lotta l'Acer ritira la serrata.
«l’Unità», 10 ottobre 1963 [p.1-pp.3-4]
p.1- Editoriale, Gianfranco Bianchi, Da che parte è la provocazione ;
p.1-p.3- Gravissima provocazione contro un possente corteo di lavoratori in sciopero. La polizia aggredisce gli edili. Battaglia nel centro di Roma. Revocata la serrata. Episodi di selvaggia. Violenza. Oltre 400 operai rastrellati. Diverse decine di feriti ;
p.3- Gli echi in Parlamento dell'aggressione poliziesca. Rumor costretto a censurare il
rapporto della PS ; Faziosità della RAI-TV ;
p.4- Roma- Titolo pagina : L’ACER ritira la serrata. I costruttori, sconfitti dalla grande protesta operaia e isolati nell'opinione pubblica, si sono rimangiati la serrata indetta per la settimana prossima. La Camera del lavoro ha confermato lo sciopero di martedì e la manifestazione di piazza San Giovanni, invitando i sindacati a preparare una imponente risposta alla provocazione padronale e alla collusione poliziesca, un'altra fase della battaglia per la casa. e contro la speculazione edilizia. La lotta prosegue
«l’Unità», 11 ottobre 1963 [p.2]
Sdegno e proteste per la carica della polizia a Roma. Sciopero nei cantieri contro l’aggressione. Oggi fermata dalle 13 alle 14 a Roma. I 35 arrestati saranno processati per direttissima ; I provocatori
9-10 ottobre 1963
Una frana precipita nell’invaso della diga del Vajont (Belluno), la diga più alta d’Europa e finita di costruire solo tre anni prima. Un’ondata di piena travolge l’intera valle: 2000 morti. Sul disastro sarà aperta una inchiesta giudiziaria, il processo si volgerà dal 25 novembre 1968 al 25 marzo 1971 e si concluderà con il riconoscimento della responsabilità penale per "la prevedibilità dell’inondazione e della frana" e per gli "omicidi colposi plurimi".
IV Legislatura Camera dei deputati
Seduta antimeridiana n. 51– 10 ottobre 1963
«l’Unità», 10 ottobre 1963[p.2]
Nella notte è crollata la più alta diga d'Europa costruita appena tre anni fa. Immane disastro nel Cadore. Interi paesi investiti dalle acque. Non si conosce ancora il numero delle vittime
«l’Unità», 11 ottobre 1963[pp.1-2-pp.13-14]
p.1- Titolo pagina: I morti sotto il fango. Il monte Toc crollane nel lago artificiale. L'acqua scavalca la diga del Vajont . 5 paesi spazzati via con tutti gli abitanti. Una strage che si poteva evitare ; La solidarietà del PCI ; Lo scrivemmo due anni fa [ Il servizio segue p.14 ];
p.1-14- Editoriale , Aniello Coppola, Tragedia con un nome ;
p.2- Tina Merlin, Il drammatico racconto della compagna che accusò la Sade. L’ “Unità” fu processata per aver denunciato il pericolo ; Sante Della Putta, A Erto devastato
Restano solo per cercare i loro morti ; Dichiarazione del segretario della Federazione comunista di Belluno : Bisogna punire i responsabili ; Le ragioni tecniche del disastro. Calcolata perfettamente la diga trascurate le prove geologiche ;
p.13- Mario Passi, Longarone : parlano i pochi sopravvissuti del la tragedia . “Non ho più nessuno portatemi via”. Una fiumana apocalittica. “ Perché non hanno avvertito? Lo sapevano che sarebbe accaduto” ; In tutto il paese per la sciagura d el Vajont
Plebiscito di dolore e di solidarietà. Delegazioni del Partito comunista e della GGIL sul luogo del sinistro. Spettacoli, programmi radio e televisivi sospesi. Commossi
messaggi di cordoglio e offerte di aiuto da tutto il mondo ; Profonda emozione in Parlamento. Una delegazione giunge oggi sul luogo della sciagura ; Il ministro Sullo. “ Accerteremo ogni responsabilità” ; La più alta del mondo. Ormai un rudere la grande diga ;
p.14- Stefano Falco, Sotto l’ondata scomparsi i 60 operai della diga ; Le precedenti sciagure : In Italia, All’Estero
«l’Unità», 12 ottobre 1963[pp.1-3-p.12]
p.1- Titolo pagina : La tremenda denuncia dei superstiti davanti alle macerie. È stato un assassinio! Grida a Leone il vicesindaco di Longarone. IL PCI chiede una inchiesta parlamentare. I comunisti presenteranno un libro bianco sulle cause e le responsabilità della sciagura . Drammatica riunione dei sette consiglieri comunali superstiti i quali hanno chiesto I'intervento del Parlamento e della Magistratura [ Piero Campisi – servizio p.1-p.12] ;
p. 1-p.2- Editoriale, Aniello Coppola, I responsabili ; Mario Passi , Domani saranno sepolte le vittime recuperate: sarebbero 1700. Si rinuncia a identificare i morti
non è rimasto nessuno per farlo ;
p.2- Stefano Falco, L’unico superstite degli 80 operai della diga. “Sono salvo perché mi detti malato temendo il disastro”. Quando disse che tutti si aspettavano
una frana minacciarono di licenziarlo ;Cordoglio e solidarietà. Offerte da tutto il mondo per le vittime del Vajont ; Durante la costruzione della diga Tecnici stranieri dissero: “Franerà “. Le critiche furono espresse su una rivista specializzata francese, “La Tecnique des Travaux” ;
p.3- Un documento eccezionale. La sentenza che assolse l’ “Unità” accusa ora i veri responsabili. “ Il bacino artificiale- disse il Tribunale – costituisce ed è considerato un vero pericolo” ; Sante Della Putta, Si teme che possa franare un altro fianco del Toc.
Le autorità dicono di sgomberare: ma dove? Uno spuntone di montagna alto
500 m. minaccia di piombare nel lago ; Provvedere presto e bene le richieste della CGIL per le vittime ; Sulla stampa italiana ed estera vasta eco alle rivelazione dell’ “Unità” ; Il monopolio su cui grava la responsabilità della sciagura. I padroni della SADE ;
p.12- Titolo pagina : Il pericolo dell’epidemia ; Gravissimi quesiti davanti alla Commissione parlamentare ; I soccorsi nel caos nè pane nè latte per i superstiti. Intervento di Scoccimarro presso II prefetto. II latte arriverà con gli elicotteri
«l’Unità», 13 ottobre 1963 [pp.1-3-p.12]
La tragedia del Vajont da Rai Storia
Tina Merlin, «Sulla pelle viva. Come si costruisce una catastrofe. Il caso del Vajont»,La Pietra, 1983
Marco Paolini e Gabriele Vacis, «Il racconto del Vajont», Garzanti 1997.
Mario Passi, «Vajont senza fine» , Baldini § Castoldi, 2003.
Mauro Corona, «Vajont: quelli del dopo», Mondadori 2006.
PSI e PCi votano insieme una mozione contro la Federconcorzi presieduta da Bonomi . La mozione è respinta con i voti della DC e l’astensione dei socialdemocratici, dei repubblicani e delle destre. La convergenza delle sinistre realizzata sul voto rinfiamma le critiche dei dorotei al PSI e alla sua affidabilità come alleato di governo.
IV Legislatura Camera dei deputati
Seduta pomeridiana n. 52 - 10 ottobre 1963
«l’Unità», 11 ottobre 1963[p.3-p.12]
Mentre la DC in grave imbarazzo difende la Federconsorzi. DC e Psi votano uniti contro Bonomi. La mozione delle sinistre alla Camera è stata respinta. Astenute le destre. Gazzarra democristiana in aula. Duro attacco di Pajetta al governo
«l’Unità», 12 ottobre 1963[p.3-p.12]
m.f. ( Maurizio Ferrara) , Dopo la discussione alla Camera e il voto sulla Federconsorzi. I dorotei attaccano il PSI per il voto contro la Bonomiana. Lombardi replica alle critiche ripiegando. Al gruppo DC tre ordini del giorno. Donat Cattin definisce “ contorcimento” la politica dorotea
Esce nelle sale cinematografiche «Le Mani sulla Città» di Francesco Rosi , vincitore della Mostra del Cinema di Venezia.
«l’Unità», 12 ottobre 1963[ spettacoli p.7 ]
Aggeo Savioli , Finalmente dinanzi al grande pubblico I'appassionante film di Francesco Rosi. “Le mani sulla città”: un vero dramma moderno. Un'opera animata da una straordinaria tensione civile, morale, stilistica. II cinema testimone e giudice della realtà italiana . L'eccezionale interpretazione e la perfetta verità ambientale
La delegazione parlamentare del PCI consegna al capo dello Stato, Antonio Segni, un primo contributo per un «Libro Bianco» sulla tragedia del Vajont. Il documento riprende molte delle accuse già mosse a partire dal 1959 dalla giornalista de «l’Unità» Tina Merlin.
«l’Unità», 13 ottobre 1963[pp.7-10]
Titolo pagina: Oggi sarà presentato a Segni il “Libro Bianco” sulla tragedia del Vajont. Atto d’accusa. Il governo rifiutò di intervenire contro la Sade. Le autorità tacciono sul pricolo che incombe ancora. Recuperate finora 1458 salme, I morti sarebbero più di 1800. Il caos dei soccorsi. Il Piave avvelenato [ Piero Campisi servizio p.1.p.12] ;
p.1-p.12- Editoriale , Mario Alicata, Rischio calcolato ; Sante della Putta- Stefano Falco, I superstiti vivono ancora nel terrore. Sgombrati i villaggi temono ancora nuove frane. L’ordine è abbandonare le masserizie ;
p.1-p.10- Un mese fa Erto lanciò l’allarme alle autorità: nessuno rispose al Comune, solo l’ENEL scrisse per dire che non c’era nessun pericolo ;
p.2- m.f. ( Maurizio Ferrara) , Al Consiglio dei ministri. Domani i primi provvedimenti per la tragedia del Vajont. I centri colpiti sarebbero ricostruiti in altra località. Il governo risponderà martedì pomeriggio alle interrogazioni parlamentari. Voci su Fanfani e le trattative per il governo ;
p.7- Titolo pagina : Tutti sapevano e nessuno si mosse ; Aniello Coppola [ articolo di fondo della pagina]
pp.7-8- Tina Merlin, “ Magari fossi riuscita a turbare l’ordine pubblico” ;
p.7- Tina Merlin : Questo scrissi sul Vajont ; La tragedia del Vajont nei dibattiti provocati dai comunisti in Parlamento. SADE intoccabile: trasferito chiunque denunciava il monopolio elettrico. Senza risposta gli interventi di Busetto sui bilanci dei LL.PP e le interrogazioni del PCI e della stessa DC ;
p.9 - Intervista con il compagno Scoccimarro. «La popolazione vuole giustizia”. Emergono gravi responsabilità civili e politiche. L’azione dei parlamentari comunisti [intervista a Mauro Scoccimarro- testo] ; La SADE all’assalto della montagna. “ Rapinava tutto anche l’acqua che Dio mandava”. Chi ha steso i comunicati dell’ENEL in difesa della SADE ;
p.10- Mario Passi , Dall’estero stanno rientrando a centinaia nella zona del disastro. Tornano gli emigrati e trovano solo morti e rovine ; Interpellanza urgente del PCI alla Camera
«l’Unità», 15 ottobre 1963[pp.7-10]
Primo contributo per un Libro Bianco sulla tragedia del Vajont. Documentazione presentata dalla delegazione parlamentare del PCI al presidente della Repubblica Antonio Segni
25 – 29 ottobre 1963
PSI. XXXV Congresso, Roma ►
Il dibattito precongressuale vede la contrapposizione fra la corrente di «Autonomia socialista», tornata unita dopo la spaccatura del 17-18 giugno , e la corrente di «Sinistra socialista» nella quale sono confluite le correnti di Tullio Vecchietti e Lelio Basso. Infine la mozione Per l’unità del Partito presentata da Sandro Pertini. Tema del confronto : la partecipazione organica del PSI ad un governo di centro-sinistra. Tesi sostenuta da «Autonomia socialista», e contrastata dalla «Sinistra» che teme un cedimento del partito e subordina ogni eventuale partecipazione al governo a non negoziabili condizioni programmatiche da porre alla DC. Già votazioni delle sezioni e dei congressi provinciali
la corrente autonomista , Nenni – De Martino- Lombardi , conquista la maggioranza assoluta : 278.324 voti alla mozione su 478.324 contro 190.492 alla sinistra , 10.568 a Per l’unità del partito e 5.428 le astensioni. Il segretario Pietro Nenni nella relazione d’apertura indica le ragioni che motivano la scelta di centro-sinistra che ritiene un passaggio decisivo per lo sviluppo della democrazia e per le riforme. Tullio Vecchietti, presentando la mozione di cui è firmatario illustra le sue critiche alle posizioni di maggioranza ed elenca i fondamentali discrimini , non negoziabili, da porre agli altri partiti. Un intervento in cui si già si avvertono le premesse che porteranno, al momento del voto al governo Moro ( dicembre 1963) , alla scissione e alla formazione del «Partito socialista di unità proletaria» ( PSIUP). Vince il Congresso con il 57, 42% la corrente di Nenni all’interno della quale, tuttavia si registrano accenti diversi. In particolare la posizione di Lombardi che, nel dibattito congressuale , pone condizioni vincolanti all’incontro con la DC e precisando il significato delle riforme rivendicate dal PSI carica di forza rinnovatrice il centro-sinistra. La Sinistra socialista ottiene il 39,9% e Unità per il Partito il 2,18% . La mozione conclusiva autorizza il gruppo dirigente ad avviare le trattative per la formazione di un governo con la DC,il PSDI, il PRI. Il Congresso conferma Nenni segretario, Francesco De Martino vicesegretario e Giovanni Pieraccini vicesegretario e direttore dell’ «Avanti!» con Franco Gerardi vicedirettore.
«l’Unità», 31 ottobre 1963[ p.1-p.14 ]
m.f. ( Maurizio Ferrara) , All’esame della DC le “ condizioni” da riproporre. Perplesso Moro sul Congresso PSI. Una nota ufficiosa della DC ripropone le condizioni dorotee per il centro-sinistra . Anche il PRI scontento i di Lombardi. I giornali borghesi lamentano il carattere formale della prevalenza di Nenni
Sulla base della decisione assunta dal Congresso del PSI di avviare le trattative per la formazione di un governo di centro sinistra si dimette il governo «d’attesa» , il monocolore DC presieduto da Giovanni Leone.
«l’Unità», 6 novembre 1963[ p.1-p.12 ]
p.1- Editoriale, Luigi Pintor, Una brutta eredità ;
p.1- p.12- m.f. ( Maurizio Ferrara ) , Dopo le dimissioni del governo Leone. Rapide consultazioni di segni per la crisi. Colpo di Scena alla Direzione DC che convoca per domani il Consiglio nazionale. Dibattito sul Congresso del PSI. Togliatti, Terracini e Spano stasera al Quirinale. Il PSI valdostano per la riconferma della politica unitaria
Il professor Giulio Natta riceve il premio Nobel per la chimica.
«l’Unità», 6 novembre 1963[ p.1-p.12 ]
Assegnato ieri. Il Nobel a un chimico italiano. Il prof. Giulio Natta insegna al Politecnico di Milano ed è l’inventore del Moplen. Premiato con lui il tedesco Ziegler. I premi per la Fisica a due americani e un tedesco
PSDI – Comitato centrale.
Approvata all’unanimità la relazione del segretario Giuseppe Saragat che, prendendo atto delle conclusioni del Congresso del PSI , fissa le condizioni per la partecipazione ad un governo di centro-sinistra con la partecipazione organica del PSI.
«La Stampa», 10 novembre 1963 [p.17]
Fausto De Luca, Conclusi i lavori del Comitato centrale. I tre punti del PSDI per il governo con i socialisti. Riguardano il consolidamento delle libere istituzioni, l’azione economica, la politica estera. I socialdemocratici hanno approvato all’unanimità la relazione di Saragat ed il programma per l’attuale legislatura
PRI- Consiglio nazionale.
Il segretario Oronzo Reale si dichiara ottimista sulla formazione di un governo di centro-sinistra aperto al PSI , anche se manifesta qualche perplessità sulle posizioni manifestate da Riccardo Lombardi. Decisa riconferma delle posizioni atlantiche del partito. Randolfo Pacciarsdi si pronuncia contro l’apertura al PSI. Approvato l’odg che autorizza la Direzione alle trattative. Assente Pacciardi , la corrente « Difesa repubblicana» , che si richiama alle sue posizioni, si astiene .
«La Stampa», 10 no vembre 1963 [p.17]
ar. ba. ( Arturo Barone ) , Al Consiglio nazionale repubblicano. Reale dimostra grande fiducia sulla ripresa del centro- sinistra. Qualche riserva sulla posizione sulla posizione di Lombardi ed esplicita adesione agli impegni atlantici. L’on. Pacciardi critica con asprezza la linea del partito favorevole all’intesa con i socialisti
«Stampa Sera», 11-12 no vembre 1963 [p.17]
Arturo Barone , Conclusi i lavori del Consiglio del partito . Le decisioni dei repubblicani. L’odg che autorizza la Direzione a partecipare alle trattative per il nuovo governo approvato all’unanimità , gli amici di Pacciardi , che era assente, si sono astenuti. Discorso di La Malfa in difesa del primo esperimento di centro-sinistra
Il capo dello Stato, Antonio Segni, conferisce l’incarico di formare il governo al segretario della DC Aldo Moro che, accettando l’incarico con riserva, dichiara il suo impegno per dar vita ad un esecutivo formato da DC, PSI, PSDI e PRI con una chiara delimitazione nei confronti del PCI e delle destre.
«l’Unità», 11 novembre 1963[ p.1-p.12 ]
Vice, In un clima di intrigo e di contrasti fra le fazioni della DC. Entro oggi l’incarico di Segni a Moro. I dorotei premono per costringere i socialisti ad accettare tutte le loro condizioni. La Malfa: il governo non è in grado di opporsi agli interventi dei grandi gruppi imprenditoriali ; Titolo : I discorsi di Ingrao e Amendola : Il Paese reclama profonde riforme ; Sirio Sebastianelli , Ingrao a P.S. Giorgio, Un impegno contro la forza multilaterale ; Amendola a Milano : Battere la volontà conservatrice della DC
«l’Unità», 12 novembre 1963[ p.1-p.12 ]
m.f. ( Maurizio Ferrara) , Per un centro-sinistra aperto al PSI. L’incarico a Moro con pesanti condizioni. Due colloqui ieri tra Segni e il segretario DC. L'accento posto sullacongiuntura: la programmazione è vista “in prospettiva”. Oggi l’ inizio dei colloqui. Laattività del Capo dello Stato prima dell'incarico. Ribadita l’impostazione atlantica e la“delimitazione” a sinistra ; Editoriale, Mario Alicata, Per la forza H l’ora della verità
«La Stampa», 10 novembre 1963 [p.1]
Editoriale, Luigi Salvatorelli, Centro- sinistra non massimalismo ; Vittorio Gorresio, La formazione del nuovo governo. Moro domani riceverà l’incarico e comincerà subito le trattative. I colloqui avranno per oggetto le questioni immediate ( come la politica atlantica, la delimitazione verso i comunisti , i provvedimenti per al congiuntura) , quindi il programma a lunga scadenza, infine la ripartizione dei ministeri. I quattro partiti esprimono la volontà di trovare un accordo. Polemiche tra i democristiani : Scelba invita alal moderazione i più accesi avversari dell’intesa con i socialisti. Rumor e Fanfani vengono indicati come rivali per la candidatura alla segreteria DC, ma una nota ufficiosa chiarisce che il problema non esiste : Moro rimarrà in carica fino al Congresso
«La Stampa», 12 novembre 1963 [p.1]
Fausto De Luca , Ieri sera la decisione del capo dello Stato. L’on. Moro incaricato di formare il governo annuncia trattative chiare , serie e rapide . La dichiarazione ufficiale del presidente incaricato. Riferirà a Segni di volta in volta le fasi più importanti dei negoziati . Premessa per costituire la nuova maggioranza è la netta delimitazione verso le destre , i liberali e soprattutto verso o comunisti . Il primo obiettivo sarà di superare la congiuntura, quindi di “ assicurare , mediante la programmazione e nel rispetto dell’iniziativa privata , un intenso ed equilibrato sviluppo economico , una vera giustizia sociale “. In politica estera riaffermata la “ piena lealtà all’Alleanza Atlantica con tutti gli impegni che ne derivano nella costante ricerca della pace “. Stamane a Montecitorio l’inizio dei colloqui con socialdemocratici , repubblicani e socialisti ; La figura del designato ; I colloqui di oggi
A Roma sciopero generale in difesa del salario promosso dalla Camera del Lavoro. Non aderiscono le direzioni provinciali della CISL e dell’UIL . A San Giovanni oltre 60 mila persone al comizio di Aldo Giunti e Giuliano Angelini , segretari della Cdl
«l’Unità», 13 novembre 1963[ p.1-p.12 ]
c.f. ( Candiano Falaschi ) , La grande manifestazione in difesa del salario. In sessantamila a San Giovanni. Hanno scioperato anche gli iscritti alla CISL e alla UIL ; Dichiarazione del segretario della CdL. Uno sciopero profondamente unitario
PCI - Riunione dei gruppi parlamentari. Dopo la relazione di Palmiro Togliatti , che ha sottolineato il contrasto fra le spinte di rinnovamento che vengono dal Paese e la volontà conservatrice della DC , è approvato un documento in cui si indicano i punti fondamentali di una politica di rinnovamento : al primo posto la pace , rifiutando la partecipazione dell’Italia ad ogni forma di armamento nucleare ; la democratizzazione dello Stato e l’ istituzione delle Regioni ; misure economiche per fronteggiare la congiuntura e contestualmente una programmazione economica capace di realizzazione le riforme , urbanistica, sanità, scuola , università , ricerca scientifica.
«l’Unità», 13 novembre 1963[ p.1-p.12 ]
Un documento approvato dai gruppi parlamentari dopo una relazione di Togliatti. PCI : proposte per un nuovo indirizzo di governo. Togliatti sottolinea il contrasto tra la spinta del Paese e la volontà conservatrice prevalente nella DC ; I punti caratterizzanti di una politica di rinnovamento [ testo del documento approvato]
Il presidente incaricato, Aldo Moro, inizia i colloqui con i partiti che debbono formare il governo di centro-sinistra.
«l’Unità», 13 novembre 1963[ p.1-p.12 ]
m.f. ( Maurizio Ferrara) , In un clima di ottimismo ufficiale. Oggi forse il primo incontro a quattro. Ieri Moro ha avuto i primi colloqui con i rappresentanti del PSDI, PRI e PSI . Prime dichiarazioni ottimistiche. Saragat vuole la RAI-TV - Reazioni negative alle interferenze di Seqni nelle trattative. La Direzione DC
«La Stampa», 13 novembre 1963 [p.1]
Fausto De Luca, I lavori del presidente designato. Quattro successivi colloqui di Moro con i delegati del centro-sinistra. Dopo l’incontro, l’on. Saragat ha affermato : “ Siamo completamente d’accordo con la dichiarazione programmatica di Moro”. L’on. Reale ha detto : “ Mi pare che possiamo incontrarci”. Nenni, De Martino e Lombardi rifiutano di dare giudizi sino alla fine delle trattative. La Direzione DC esprime unanime fiducia al segretario , l’esperto economico Ferrari Aggradi conferma l’intenzione di affrontare prima la congiuntura e poi le riforme. Forse oggi riunione collegiale tra i rappresentanti dei quattro partiti ; Vittorio Gorresio, I due tempi della programmazione ; r.s. , Un’intervista di Saragat sul momento politico. “ Non permetteremo l’inflazione”. Le Regioni : “ Un problema che si risolverà con il tempo”. Non ci saranno altre nazionalizzazioni. Dura critica al Partito comunista italiano. Polemica con la Rai-TV
14-15 novembre 1963
Iniziano gli incontri a quattro ( DC-PSI-PSDI-PRI ) sul programma di governo. Il 15 si conclude una prima fase della trattativa.
«La Stampa», 14 novembre 1963 [p.1]
Fausto De Luca , Carte in tavola per tutti. Stamane cominciano le trattative fra i delegati dei quattro partiti. Con Moro saranno presenti gli altri segretari di partito, per il PSI anche Lombardi. Ieri i parlamentari democristiani hanno dichiarato il pieno appoggio all’azione del presidente designato, soprattutto per la delimitazione della maggioranza e il rispetto degli impegni atlantici. Soltanto un ristretto gruppo guidato da Bettiol si oppone , minacciando scissioni tra i cattolici se “ Moro non porterà i socialisti dove si propone di portarli”. Riunita la Direzione socialista : nessuna notizia sui lavori ; v. s. , Le voci sui nomi per il futuro governo
«La Stampa», 15 novembre 1963 [p.1]
Fausto De Luca, La prima giornata delle trattative. Confronto di posizioni fra i quattro partiti. Una riunione nella mattinata con le relazioni di Moro e Nenni , un’altra nel pomeriggio con l’esposizione di Saragat e Reale. Trattati i temi di politica generale : delimitazione della maggioranza, impegni atlantici , situazione economica. Alla fine i segretario socialdemocratico ha detto : “ I colloqui procedono bene. Salvo sorprese sempre possibili , ho l’impressione che stavolta si giungerà in porto” Oggi nuovi incontri ; m. t. ( Michele Tito) , Alcune difficoltà sembrano superate
«La Stampa», 16 novembre 1963 [p.1]
Fausto De Luca, I dirigenti dei partiti dicono : “ Le cose vanno discretamente”. Conclusa la prima parte delle trattative Moro prepara uno schema di programma. Ieri, presenti gli esperti dei quattro partiti sono state discusse le questioni economiche : specialmente il costo della vita e l’agricoltura. Oggi si affronta la legge urbanistica. Il presidente designato sottoporrà stasera il suo documento a Saragat, Nenni e Reale. Se no sorgeranno altre difficoltà, cominceranno subito le discussioni per definire i singoli problemi. L’on. Moro scioglierebbe la riserva entro giovedì ; L’ “Avanti!” polemizza con comunisti e destre ; Vittorio Gorresio , Dopo due giorni di discussioni. Un’intesa di massima sulla politica generale ; v.s. , Colloqui ufficiosi sui nomi dei ministri
Il presidente incaricato Aldo Moro presenta a Giuseppe Saragat ( PSDI ), Oronzo Reale (PRI) , Francesco De Martino (PSI) che per l’occasione sostituisce Nenni e ai capigruppo del Senato e della Camera Gava e Zaccagnini una prima bozza di programma. Dopo i rispettivi incontri, nessuna dichiarazione. Continuano le riunioni degli esperti economici dei quattro partiti: Ferrari Aggradi, Curti, Spagnolli e Morlino ( DC), Antonio Giolitti e Cattani ( PSI ), Ugo La Malfa e Aride Rossi ( PRI ), Tremelloni e Orlandi ( PSDI)
«La Stampa», 17 novembre 1963 [p.1]
Fausto De Luca, Il documento che dovrà essere base dell’accordo. Moro presenta lo schema del programma. Ha ricevuto successivamente Saragat , Reale , De Martino ( in sostituzione di Nenni) , Zaccagni e Gava . Continuano le discussioni fra gli esperti economici dei quattro partiti. L’on. Tremelloni ha detto : “ Le trattative si svolgono su un piano di mutua comprensione “. Dichiarazioni positive anche degli altri leaders tra cui Lombardi ; Vittorio Gorresio, Forse il presidente incaricato scioglierà la riserva giovedì . I colloqui procedono con il ritmo che si era stabilito all’inizio. Qualche disagio provocato dalla situazione postelettorale in Valle d’Aosta dove il PSI rimane legato ai comunisti
18-20 novembre 1963
Il 18 novembre è presentato a Moro il programma economico predisposto dal gruppo di esperti formato da Ferrari Aggradi ( DC), Ugo La Malfa ( PRI ) , Antonio Giolitti ( PSI), Tremelloni ( PSDI) . Ad alcune fasi dei lavori preparatori del documento ha partecipato anche il governatore della Banca d’Italia Guido Carli. Il presidente incaricato lo discute con i segretari dei quattro partiti . Il 19 novembre la riunione collegiale dei quattro partiti registra i punti di dissenso : la riforma della Federconsorzi, i tempi dell’esproprio di aree fabbricabili che hanno pubblico interesse, il finanziamento della scuola privata. Malesseri nel PSI. Nel pomeriggio del 20 Antonio Giolitti riferisce alla riunione degli «autonomisti» il punto a cui sono giunte le trattative. In serata la riunione collegiale che si protrae fino alla mezzanotte. Insorge una nuova difficoltà: la partecipazione dell’Italia alla forza multilaterale Nato su cui il PSI avanza forti riserve tenendo conto del suo storico «neutralismo»
«l’Unità», 21 novembre 1963[ p.1-p.12 ]
m.f. ( Maurizio Ferrara ) , Mentre la DC accentua la pressione sugli autonomisti del PSI
Agitata ricerca di compromessi sui punti critici. Lunga riunione delle delegazioni, che non conclude sulla politica estera. Un nuovo compromesso allo studio. Dure pressioni e minacce di Saragat. La base del PSI per scelte coerenti col Congresso
«La Stampa», 19 novembre 1963 [p.1]
Fausto De Luca , Le giornate decisive per il centro-sinistra. Accordo sul programma economico fra gli esperti dei quattro partiti. Il documento consegnato ieri sera a Moro. Il segretario DC ha subito cominciato ad esaminarlo con Saragat, Reale , Nenni e Lombardi. Vi sarebbero alcuni punti da chiarire per l’urbanistica ( espropri delle aree fabbricabili ) e l’agricoltura ( FederConsorzi ). L’intesa dei tecnici reca le firme di Ferrari Aggradi , Tremelloni , La Malfa e Giolitti , ad alcune fasi dei lavori ha partecipato il governatore della Banca d’Italia Carli. Oggi riunione generale delle quattro delegazioni ; Vittorio Gorresio , Oggi o domani i colloqui per la scelta dei ministri. È ritenuta una delle fasi più delicate delle trattative per il nuovo governo
«La Stampa», 20 novembre 1963 [p.1]
Fausto De Luca , Lenta fase finale delle trattative. Punti di dissenso fra i quattro partiti. Oggi riunione dei delegati per superarli. Riguardano la riforma della Federconsorzi, i tempi dell’esproprio di aree fabbricabili che hanno pubblico interesse, il finanziamento della scuola privata. I capi partito esprimono un ragionevole ottimismo sulla possibilità di un accordo definitivo. L’on. Moro non scioglierebbe la riserva prima di sabato ; Vittorio Gorresio, Le ultime difficoltà
«La Stampa», 21 novembre 1963 [p.1]
Vittorio Gorresio , Per chiarire tutti i punti del programma governativo. Le delegazioni cercano di superare le difficoltà . Nella giornata di ieri lunghe discussioni tra gli autonomisti del PSI. L’on. Moro ha potuto convocare i rappresentanti dei quattro partiti soltanto per le 19,30. La seduta è finita alle 0,30 , nessun comunicato. Sarebbero sorti dissensi su un problema che pareva già risolto : l’adesione alla forza multilaterale Nato. Sulla questione urbanistica raggiunto dagli esperti un “ accordo con riserva “. Secondo Giolitti la DC avrebbe accantonato per ora la richiesta di finanziare la scuola privata. Tutti riconoscono che la situazione economica non consente l’immediata attuazione di grandi piani ; Fausto De Luca, Il programma finora concordato esposto da Giolitti agli autonomisti. Santi afferma che il PSI dovrebbe stare fuori del governo perché la congiuntura non permette interventi sociali
PSI - Antonio Giolitti espone alla riunione di «Autonomia socialista» il punto cui sono giunte le trattative.
«La Stampa», 21 novembre 1963 [p.1]
Fausto De Luca, Il programma finora concordato esposto da Giolitti agli autonomisti. Santi afferma che il PSI dovrebbe stare fuori del governo perché la congiuntura non permette interventi sociali
PSI – Direzione – Nella riunione Ferdinando Santi, membro della segreteria socialista» afferma che il partito non dovrebbe partecipare la governo e si pronuncia contro l’avallo del partito al riarmo della Germania. Critiche della «Sinistra » alla trattativa in corso e denuncia del rischio di cedimento alle pressioni della DC. . Negli interventi di Lelio Basso e Vecchietti si accenna alla possibilità di una scissione.
«l’Unità», 22 novembre 1963 [ p.1-p.12 ]
m.f. ( Maurizio Ferrara ), Nenni sembra deciso a concludere entro oggi ad ogni costo. Manca ancora l’accordo su Forza H e agricoltura. Le due riunioni di ieri. La parte approvata del documento economico definisce “orientativa” la programmazione ed esclude nuove nazionalizzazioni. Santi contro I'avallo del PSI al riarmo atomico tedesco. Ferma dichiarazione della sinistra socialista sui pericoli della capitolazione nelle trattative. Aspra replica dell' “Avanti! “ ; Di che cosa discute Nenni ? Formato il primo nucleo della forza H
PSI- Nella sede di «Mondo Operaio »riunione della Sinistra. Nella relazione Tullio Vecchietti si richiama alle posizioni assunte dalla corrente al Congresso del partito. Quindi, criticando lo stato delle trattative, ripropone la non negoziabilità dei punti programmatici rivendicati dal PSI e teme un cedimento alle pressioni della DC. Negli interventi di Lelio Basso e Vecchietti si accenna alla possibilità di una scissione
«l’Unità», 22 novembre 1963 [ p.1-p.12 ]
m.f. ( Maurizio Ferrara ), Nenni sembra deciso a concludere entro oggi ad ogni costo. Manca ancora l’accordo su Forza H e agricoltura. Le due riunioni di ieri. La parte approvata del documento economico definisce “orientativa” la programmazione ed esclude nuove nazionalizzazioni. Santi contro I'avallo del PSI al riarmo atomico tedesco. Ferma dichiarazione della sinistra socialista sui pericoli della capitolazione nelle trattative. Aspra replica dell' “Avanti! “ ; Di che cosa discute Nenni ? Formato il primo nucleo della forza H
Dura nota dell’ «Avanti!» alla riunione della «Sinistra». Articolo non firmato ma attribuito a Pietro Nenni. La sinistra replica l’indomani con una dura lettera al quotidiano socialista.
«Avanti! », 22 novembre 1963
Una posizione inammissibile e inaccettabile
Alle 19,30 Dallas nel Texas è assassinato il presidente americano John Fitzgerald Kennedy. Arrestato l’attentatore Lee Oswald . A Kennedy succede Lyndon B. Johnson. Emozione e sdegno in tutto il mondo.
«l’Unità», 23 novembre 1963[ pp.1-2-p.14 ]
p. 1- Titolo : A Dallas nel Texas alle 19,30 in mezzo a 250 mila persone. Kennedy assassinato. Il presidente degli Stati Uniti colpito alla testa da una pallottola sparata da un grosso fucile di precisione mentre attraversava Dallas nel Texas in un’auto scoperta. La morte sopravvenuta dopo 25 minuti. Gravemente ferito anche il governatore Connally. Caccia agli attentatori. Un primo arresto e un tentativo di montare una provocazione. Johnson ha già assunto la presidenza. La salma a Washington [ servizio p.1- p.14 ] ; Editoriale, Un’ora grave ; Togliatti aveva saputo cogliere I'aspirazionealla pace ;
p.2- Nelle mani di un giudice donna Johnson presta giuramento su un aereo ; Così gli USA hanno appreso la notizia. L’ America paralizzata Traffico, telefoni, uffici e fabbriche bloccati. Crolli disastrosi in Borsa. U Thant: “Una tragedia” ; Augusto Pancaldi , Sospesi tutti i programmi radio e TV. Profonda emozione in Unione Sovietica. Gromiko esprime a nome dell’ intero governo le condoglianze all'ambasciatore statunitense Kohler ; Maria A. Macciocchi , Profonda emozione in Francia. De Gaulle: “ È morto come un soldato”. Telegrammi del generate a Jacqueline Kennedy e a Lyndon Johnson ; Leo Vestri, II « Mirror »: “ È morto II nostro campione”. Costernazione in Inghilterra ;
p.3- Un uomo che volle giungere all’altezza degli “anni 60”. La breve e intensa vita di John Kennedy ; Cordoglio in Italia. Le dichiarazioni di Giancarlo Pajetta , Nenni , Saragat, Moro. Il messaggio di Paolo VI. Telegrammi di Leone, Merzagora e Bucciarelli Ducci ; Michele Lalli , Uccisi col piombo. Prima di lui Lincoln e altri due. 1865 : l’attentato al Teatro Ford di Washington . La tragica morte di Garfield (1881) e McKinley (1901)
«l’Unità», 24 novembre 1963[pp.1-2-pp.15-16]
p.1- Titolo pagina : La tragica fine di Kennedy. Emozione e ansia nel mondo. Oswald formalmente incriminato continua a negare. II Dipartimento di Stato: I'indiziato nonha nessun legame coi governi di URSS e Cuba. Spregevole tentativo della stampa reazionaria di montare una provocazione anticomunista. I solenni funerali di Kennedy si svolgeranno domani a Washington alla presenza di Mikoian,De Gaulle, Home e altri capi di governo [ servizio p.1- p.16] ; Editoriale, Luigi Pintor , Noi e Kennedy ;
p.1-p. 16 - Primi atti del nuovo presidente tutti i ministri confermati da Johnson ;
p.1-15- Profondo cordoglio dell’URSS. Krusciov si reca all'ambasciata degli Stati Uniti ;
p.2-g.w. , Pieno di punti oscuri I'arresto del presunto assassino di Kennedy . Oswald continua a negare. Un mistero fitto avvolge i fatti e il personaggio. Nessun testimone oculare . L'FBI prudente si tiene ai margini. Inspiegabile il fallimento dei servizi di sicurezza. Chiè I'arrestato? -Ex «marine» emigra in URSS poi torna in USA . Una nuova ipotesi: vendetta personale contro il governatore ;
p.4- Rubens Tedeschi , Molti interrogativi sulla persona del nuovo presidente. Johnson un abile “manovratore” dalle idee moderate. Il compromesso con Kennedy alla base della sua elezione nel 1960 . Sarà II candidato del 1964 ? ; Ennio Polito, Ha un senso I'assassinio di Kennedy? Il nodo del Texas ;
p.5- Paolo Spriano , La personalità politica e le battaglie del presidente scomparso. La sfida di Kennedy. La scelta del popolo americano nel 1960. I caratteri della «nuova
frontiera». Successi e contraddizioni di un'amministrazione. Il contributo alla distensione. La congiura della destra reazionaria ; Le tappe della sua vita ; Michele Lalli, La famiglia Kennedy. Il tragico destino del “clan di ferro “
Le trattative per la formazione del governo sono interrotte per la notizia dell’assassinio del presidente americano John Kennedy. Ormai comunque l’accordo è raggiunto. Raggiunto un compromesso sulla Federconsorzi , rinviata la questione della forza multilaterale alle conclusioni della discussione fra le grandi potenze. Nenni nella serata illustra il testo dell’accordo alla Direzione del PSI, la sinistra ormai è avviata alla scissione.
«l’Unità», 23 novembre 1964[ p.4]
m.f. ( Maurizio Ferrara ) , Mentre si stava ancora discutendo sulla Federconsorzi. Le trattative per il governo sospese per Kennedy. Come è stata appresa la notizia. Una dichiarazione di Nenni. Le riunioni di ieri non avevano ancora risolto il conflitto sulla Federconsorzi. Esplosiva lettera di Costa sulla “ bonomiana” ; Dopo l’aspro attacco dell’ “Avanti! “. Ferma replica della sinistra. Una lettera dei dirigenti della minoranza all’ “Avanti!”. I lombardiani escludono che la sinistra voglia la scissione
PSI – La sinistra chiede un rinvio del Comitato centrale previsto per il 25 al 26 novembre. Si svolge la riunione degli autonomisti. Fernando Santi , della segreteria CGIL, criticando il testo dell’accordo, afferma che quella che doveva essere un a «svolta storica» si sta trasformando in irreparabile frattura del partito.
«l’Unità», 26 novembre 1963 [pp.1-2]
p.1- Editoriale , Il vero prezzo chiesto al PSI ;
p.2- m.f. ( Maurizio Ferrara ) , Il CC del PSI rinviato ad oggi. Critiche di Santi nella riunione “autonomista”. Giudizio negativo della sinistra sul documento per il governo. La direzione DC ratifica l’accordo.I dorotei sottolineano I'importanza dell’inserimento del PSI ; Reso noto il documento quadripartito . Le linee essenziali . . dell’ accordo di governo. I termini del compromesso raggiunto sulla “ delimitazione della maggioranza “ , la forza H, la programmazione e la Federconsorzi . La legge sull’ urbanistica
PSDI – Direzione.
Approvata la piattaforma programmatica del governo di centro-sinistra. Il giorno dopo l’accordo è ratificato dai gruppi parlamentari
DC - I direttivi dei gruppi parlamentari approvano l’accordo di governo. Votano contro gli scelbiani Oscar Luigi Scafaro e Franco Restivo
«La Stampa», 27 novembre 1963 [p.1]
PSDI e parlamentari DC favorevoli all’intesa. I socialdemocratici approvano all’unanimità la relazione di Saragat. Fra i DC sola opposizione degli scelbiani
PSI – Comitato centrale. È approvato con 59 voti contro 40 un ordine del giorno che riscontra nell’accordo programmatico raggiunto con DC-PSDI e PRI la condizioni poste dal XXXV Congresso del partito per la formazione di un governo di centro-sinistra su basi più avanzate e sottolinea il valore della partecipazione organica del PSI all’esecutivo. La Sinistra respinge la piattaforma governativa e ritiene che la maggioranza, contraddicendo i deliberarti congressuali, non sia abilitata ad approvarla. Dichiara che non voterà per il governo.
«l’Unità», 27 novembre 1963 [p.1-p.12]
p.1-p.12- m.f. ( Maurizio Ferrara), Drammatica riunione del CC socialista. La sinistra respinge l’accordo. Gli autonomisti respingono ogni trattativa concreta rivolta a sanare la lacerazione del partito. Gli interventi di Nenni, Valori e Basso. Pertini accusa Nenni di provocare col suo atteggiamento la scissione ;
p.1- Editoriale, Luigi Pintor, La responsabilità degli autonomisti
«La Stampa», 27 novembre 1963 [p.1]
Titolo pagina: Drammatica giornata fra i socialisti chiamati a decidere per il governo. Il PSI approva l’accordo con 59 sì e 40 no la minoranza non accetta : voterà contro il governo. La frattura è senza rimedio. Nessun punto d’intesa è stato possibile al Comitato centrale fra autonomisti e sinistra. Basso, Valori e Vecchietti respingono in blocco l’accordo programmatico. Nenni e Lombardi ne confermano la piena validità. Inutile procedere alle discussioni, si passa ai voti. Intanto gli autonomisti presidiano le sezioni periferiche del partito nel caso gli esponenti della sinistra decidano di dichiarare subito la scissione ; Editoriale, Luigi Salvatorelli , I partiti ed il governo. I primi devono ricordare sempre che essi non sono fini , ma mezzi perché sia raggiunto il bene comune ; Fausto De Luca, La scissione sembra inevitabile
27 novembre4 dicembre 1963
Aldo Moro lavora alla composizione dell’esecutivo. Insorgono nuove difficoltà e solo il 4 dicembre il presidente incaricato scioglierà al riserva e comunicherà la formazione del governo e la lista dei ministri che giureranno il 5 dicembre.
«l’Unità», 28 novembre 1963 [p.1-p.12]
p.1-p.12 - m.f. ( Maurizio Ferrara) , Dopo la ratifica dell’accordo. Si discute ora sulla divisione dei ministeri. I candidati del PSI al governo designati dai gruppi parlamentari. La sinistra si astiene. Il “ caso» Fanfani e il problema Andreotti. Gli autonomisti preoccupati di assumersi la responsabilità di una frattura nel PSI p.1- Non dispiace alla destra
«l’Unità», 29 novembre 1963 [p.1-p.12]
p.1-p.12- Editoriale , Luigi Pintor , Il senso di un accordo ; m.f. ( Maurizio Ferrara) , In discussione la lista dei ministri e la segreteria democristiana. Ai dorotei le chiavi del governo e della DC. Segni, con i dorotei e con Fanfani, che rifiuta I'ingresso al governo . Andreotti resterebbe alla Difesa. Taviani o Gui agli Interni. Rumor sarà il nuovo segretario DC. Aperta la successione di Nenni alla segreteria del PSI. Un articolo di Vecchiettie una nota “lombardiana” sulla situazione interna del PSI;
p.2 - Gli indirizzi economici nell'accordo del quattro partiti. Prime valutazioni sul programma . E' passata la sostanza della “linea Carli “con I'accettazione di tutte le misure che essa propone . Prospettato un “anno di sacrifici” e di contenimento delle retribuzioni. Positivi propositi per la disciplina urbanistica . Rifiutata la riforma agraria . La Federconsorzi rimane feudo di Bonomi e ad essa vengono addirittura affidati nuovi compiti essenziali nelle importazioni e per la vendita dei prodotti agricoli
«l’Unità», 30 novembre 1963 [p.1-p.10]
m.f. ( Maurizio Ferrara) , Incerto ancora se oggi Moro si recherà da Segni. Nuovi contrasti fra i DC ritardano la lista. I dorolei mirano alla conquista di tutti i punti chiave del governo. Pressioni del Quirinale per Andreotti e per un ministero “europeo” a Russo. Fanfani conferma che non entra nel governo . Pesanti critiche dorotee a Lombardi
«l’Unità», 1 dicembre1963 [p.1-p.20]
p.1- Editoriale, Luigi Pintor, La parabola ;
p.1-p.20- m.f. ( Maurizio Ferrara) , Per garantire fino in fondo l’indirizzo neocentrista del governo. Nuove pretese dorotee per i posti chiave. Forse domani Moro da Segni. Confermate le assenze di Fanfani e Lombardi. Ostacoli ai socialisti per I'agricoltura e lo spettacolo
«l’Unità», 2 dicembre1963 [p.1-p.20]
p.1-p.20 - vice, Mentre si acuisce lo scontro sui ministeri chiave. Segni sollecita a Moro la lista del Governo. Ultimatum per mercoledì . I “bonomiani “accetterebbero Ferrari-Aggradi all'Agricoltura per escludere Pastore. Il difficile “caso” La Malfa. Santi per I'unità e l’iniziativa sindacale ;
p.1- Un esempio le regioni
«l’Unità», 3 dicembre1963 [p.1-p.20]
Editoriale, Eugenio Peggio , Una scelta conservatrice ;
m.f. ( Maurizio Ferrara ) , Trionfo dei dorotei e di Saragat nella trattativa per la struttura del governo. Socialisti e sinistre DC esclusi dai posti chiave. In cambio La Malta andrebbe al Bilancio. Dura dichiarazione di Giolitti contro la capitolazione. La operazione “dorotea “ per dividere gli “alleati” e contrapporre i socialisti alle “sinistre” DC. I capi dorotei tutti al loro posto, insieme ad Andreotti Moro chiede a Scelba di fare entrare un suo emissario nel governo
«l’Unità», 4 dicembre1963 [p.1-p.20]
m.f. ( Maurizio Ferrara) , Umiliante rissa intorno agli ultimi ministeri. PSI e La Malfa estromessi anche dal Bilancio ? Moro sostiene la candidatura di Colombo. Vivaci reazioni “lombardiane” criticate da Nenni . La sconfitta di La Malta. Un documento della sinistra romana del PSI
«La Stampa», 29 novembre 1963 [p.1]
Fausto De Luca , Entro domani scioglierà la riserva a Segni. Moro completa la lista del governo. Nenni entrerà come vicepresidente. Certa la presenza di Saragat agli Esteri, e di Reale. Insistenze presso Fanfani e Lombardi, ma entrambi per ora rifiutano e cercano di assicurarsi posti chiave nel partito. I parlamentari DC hanno scelto i propri candidati ministri : molti consensi a Taviani e Ferrari Aggradi. Forse Rumor succederà a Moro nella segreteria. Sempre tesa la situazione tra i socialisti ; Nuove voci e indiscrezioni sugli incarichi ministeriali
«La Stampa», 30 novembre 1963 [p.1]
f.d.l. ( Fausto De Luca) , Laboriosa anche la fase finale della trattativa. Difficoltà nella scelta dei ministri. Moro vorrebbe concludere oggi. Fanfani ha respinto ogni offerta di entrare nel governo. Anche Lombardi ha risposto un “no” definitivo. La Malfa intende seguire il loro esempio. Incertezza fra democristiani e socialisti per le nomine dei ministeri chiave. L’on. Rumor succederà a Moro. De Martino a Nenni nelle segreterie dei rispettivi partiti. I lombardiani appoggiati dalla sinistra cercano di assicurarsi la direzione del PSI ; v.s. , Fra titolari di ministeri e sottosegretari. Il governo sarà composto di oltre 60 parlamentari. Continuano a circolare per Montecitorio presunte liste dei prescelti
«La Stampa», 3 dicembre 1963 [p.1]
Fausto De Luca , Ancora difficoltà per la formazione del governo. Proteste dei socialisti che non accettano d’essere esclusi dai ministeri finanziari. I tre dicasteri sarebbero stati assegnati a La Malfa, Colombo e Tremelloni. L’on. Giolitti, lombardi ano e candidato del PSI, reagisce duramente : “ Non si può accettare una simile umiliante posizione di inferiorità”. Inutili colloqui nella tarda serata e nella notte. Stamane si riuniscono gli autonomisti e poi la Direzione socialista : attesa per le dichiarazioni di Lombardi. Moro aveva annunciato di concludere oggi ma dovrà aspettare altri negoziati
«La Stampa», 4 dicembre 1963 [p.1]
Fausto De Luca , Oggi dovrebbe risolversi la lunga crisi. Moro risponderà stamane ai socialisti sul dissenso per i ministeri finanziari. La Malfa ha rinunciato al Bilancio e il PSI ha insistito per la nomina di Giolitti. Poi Nenni e Lombardi hanno proposto un compromesso : spostare Giolitti alle Finanze e togliere Andreotti dalla Difesa. Il presidente incaricato farà conoscere la sua decisione questa mattina. Si tratta dell’ultimo punto restato sospeso e sembra probabile un accordo
Aldo Moro, superate tutte le ultime difficoltà incontrate nella scelta dei ministri, alle 18, 30 si reca dal capo dello Stato per sciogliere la riserva. Uscito dal Quirinale legge la lista dei ministri : Nenni ( PSI) vicepresidente, Saragat ( PSDI) agli Esteri, Reale ( PRI) alla Giustizia. Per i dicasteri finanziari accolta la richiesta socialista : Antonio Giolitti al bilancio , Colombo ( DC) al Tesoro, Tremelloni ( PSDI) alle Finanze. Il 5 dicembre il nuovo Governo, primo centro sinistra organico ( DC-PSI-PSDI-PRI) presto il giuramento davanti al presidente della Repubblica Antonio Segni.
«l’Unità», 5 dicembre1963 [p.1-p.14]
p.1-Editoriale, Maurizio Ferrara, Bottoni e bottoncini; Il nuovo gabinetto;
p.1-p.14-vice, La lista dei ministri presentata ieri a Segni . Marchio conservatore sul governo di Moro. Su 26 posti 16 alla DC, e di questi 13 a dorotei e destre. Restano fuori Fanfani,Lombardi, La Malfa, Sullo, Folchi, Trabucchi. A Nenni la vicepresidenza, a Giolitti il Bilancio ma posti di scarso rilievo agli altri socialisti. II compagno Vecchietti esprime un giudizio negativo
«La Stampa», 5 dicembre 1963 [p.1]
Titolo pagina : Superate tutte le difficoltà fra i partiti del centro sinistra. L’on. Moro ha formato il Governo. Oggi il giuramento davanti a Segni. Il presidente del Consiglio ha formato il Governo. Oggi il giuramento davanti a Segni. Il presidente del Consiglio ha sciolto la riserva ieri sera. Uscendo dal Quirinale ha letto la lista dei ministri : Nenni vicepresidente, Saragat agli Esteri, Reale alla Giustizia. Per i dicasteri finanziari accolta la richiesta socialista di dare il Bilancio a Giolitti, gli on. Colombo e Tremelloni, fermi sostenitori della stabilità monetaria, sono al Tesoro e alle Finanze. Rumor avrà la segreteria della Democrazia cristiana. La prossima settimana presentazione alle Camere ; Fausto De Luca, Il nuovo ministero ; La lista dei ministri ; L’accettazione dell’incarico
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