11-12 dicembre 1963
PSI – Comitato centrale. All’inizio dei lavori Pietro Nenni nominato vicepresidente del Consiglio rassegna le dimissioni da segretario. Nella riunione è scontro fra la maggioranza autonomista e la sinistra di Vecchietti e Basso che, a nome della corrente, chiedono la convocazione di un Congresso straordinario e un mutamento nella politica del partito. Richieste respinte dalla maggioranza, nonostante le perplessità di Riccardo Lombardi. Dopo una contratasta discussione, sei nuovi membri sono eletti nella Direzione: Codignola, Colombo, Lauricella, Lezzi, Matteotti e Tolloy. Al termine dei lavori si riunisce la nuova Direzione che, con i voti contrari della sinistra, elegge segretario Francesco De Martino.
«La Stampa», 11 dicembre 1963 [p.1]
Fausto De Luca, Oggi si riunisce il Comitato centrale. Aumenta la tensione fra i socialisti. Qualche incertezza sul nuovo segretario. Alla successione di Nenni pare certa la candidatura di De Martino. Ma questa notte l’assemblea degli autonomisti non ha definito il problema. I lombardiani vogliono fare da mediatori con la sinistra intransigente: in questo modo potrebbero assicurarsi praticamente la direzione del partito. L’on. Zagari intende lanciare un appello agli iscritti per formare una terza corrente equidistante da Nenni e Vecchietti. La situazione è confusa
«La Stampa», 12 dicembre 1963 [p.1]
Fausto De Luca, Drammatica riunione del Comitato centrale. Nuovi violenti contrasti nel PSI. La scissione appare inevitabile. La corrente di Vecchietti e Bassi reclama un Congresso straordinario e mutamenti nella politica del partito. Nenni a nome della maggioranza respinge le richieste. Lombardi gli rivolge aspre parole. I quaranta rappresentanti della sinistra abbandonanao l’aula. I cinquantanove autonomisti approvano l’ordine del giorno ed eleggono sette nuovi membri della Direzione
«La Stampa», 13 dicembre 1963 [p.1]
Michele Tito, De Martino segretario del PSI: Violente proteste della sinistra. Gli autonomisti, nonostante oscure incertezze di Lombardi, hanno respinto le richieste della corrente filocomunista. Nella DC gli scelbiani ( e forse Pella) decidono di non partecipare lla votazione sulla fiducia
12 - 17 dicembre 1963
CAMERA - Si svolge il dibattito sulle comunicazioni del Governo. Il 17 dicembre 1963 , al momento del voto di fiducia al governo Moro , primo governo di centro-sinistra «organico», 25 deputati della sinistra socialista, dopo la dichiarazione di voto espressa da Lelio Basso, escono dall’aula in segno di protesta contro la decisione della maggioranza del PSI di partecipare al governo .La mozione di fiducia è approvata con 350 sì (DC-PSI- PSDI-PRI ) , 233 no ( comunisti e destre ), 4 astenuti.
Seduta n. 76 -12 dicembre
«La Stampa», 13 dicembre 1963 [p.1]
Titolo: Il discorso del presidente del Consiglio davanti alle Camere. Moro espone il programma del nuovo governo. Prima la stabilità monetaria, poi le riforme. Le misure annunciate per garantire il potere d’acquisto della lira: blocco temporaneo della spesa statale, contenimento dei cosnumi superflui o di lusso, contenimento dei redditi non di lavoro, ammodernamento del sistema distributivo, importazione di alimentari. Un appello al senso di responsabilità dei datori di lavoro e dei sindacati: il momento è difficile, occorrono sacrifici. Superate le attuali difficoltà, sarà predisposto un “piano quinquennale” per il 1965-1969. Le riforme a lunga scadenza sono quelle dei codici e della pubblica amministrazione, le Regioni, lo sviluppo della scuola (con priorità assoluta) e dell’agricoltura, la legge urbanistica che comprende l’esproprio obbligatorio, la revisione del sistema fiscale e della previdenza. Aperto il dibattito a Montecitorio: Pacciardi a titolo personale e Ferioli per il PLI esprimono una netta opposizione; Editoriale, Vittorio Gorresio, Impegno a lunga scadenza; Fausto De Luca, La discussione per la fiducia ; Michel Tito, De Martino segretario del PSI. Violente proteste della sinistra. Gli autonomisti, nonostante oscure incertezze di Lombardi, hanno respinto la richiesta della corrente filocomunista. Nella DC gli scelbiani ( e forse Pella) decidono di non partecipare alla votazione sulla fiducia
«La Stampa», 14 dicembre 1963 [p.1]
Editoriale, Ferdinando di Finizio, Moneta e programmazione nel discorso dell’on. Moro; Fausto De Luca, Animato dibattito sulla fiducia alla Camera. Tanassi sottolinea l’azione del PSDI. Aspro attacco di Togliatti al governo. Il segretario socialdemocratico dichiara che l’attuale centro-sinistra è il punto d’arrivo della politica del suo partito. Il capo comunista definisce il ministero Moro “conservatore e arretrato”, polemizza violentemente con Nenni e muove appunti anche al capo dello Stato nonostante il richiamo del presidente dell’Assemblea. Il liberale Alpino critica il programma economico governativo: “La programmazione è di tipo sovietico”. Il deputato valdostano Gex annuncia la sua astensione; Vittorio Gorresio, Un lungo colloquio di Moro con Scelba per superare le ostilità dei centristi. La situazione è ancora fluida. Per i socialisti il nuovo segretario De Martino tenta stamane, forse per l’ultima volta, la ripresa del dialogo con la sinistra intransigente. Lombardi si è astenuto dal votare il candidato autonomista alla presidenza dei deputati; Pella intende seguire il gruppo dell’on.Scelba; r.s., Filippo Anfuso muore mentre parla alla Camera. Si era appena alzato, dopo poche frasi dice: “Scusate”. Si piega su se stesso e viene portato all’infermeria in coma. Spira poco dopo. Aveva 62 anni
«La Stampa», 15 dicembre 1963 [p.1]
Titolo: I partiti e il governo Moro. Forse Scelba ritira il suo “no”. Nel PSI frattura senza rimedio. Un articolo dell’”Osservatore Romano”: l’unità dei cattolici è la cosa più importante, non vi può essere alternativa ad una DC indebolita, la decisione degli scelbiani è grave. Poco dopo l’ex presidente del Consiglio scrive: la nostra eventuale assenza potrebbe ridursi ad “un gesto simbolico”. Nel PSI i capi della sinistra hanno respinto anche l’ultima proposta degli autonomisti sostenuta dallo stesso Lombardi. Oggi è indetta a Roma un’Assemblea di tutti i seguaci di Vecchietti e Valori; Editoriale, Luigi Salvatorelli, Il dovere della minoranza; Vittorio Gorresio, La polemica e i colloqui per l’accordo; f.d.l. ( Fausto De Luca), La Camera ha sospeso i lavori per la morte dell’on. Anfuso. Il dibattito sulla fiducia al governo sarà ripreso domani. Martedì replicherà Moro e poi si avrà il voto; Nenni accusa Togliatti d’aver travisato le sue parole
«La Stampa», 17 dicembre 1963 [p.1]
Editoriale, Vittorio Gorresio, Frattura tra i socialisti unità tra i democristiani; Fausto De Luca, La Camera ha concluso il dibattito. Oggi la replica di Moro, poi il voto. Storti, segretario della CISL, porta l’adesione del suo sindacato al programma governativo. La Malfa: “Il mutamento della congiuntura è la conclusione di un processo che aveva raggiunto il suo culmine. Un Papa ed un grande uomo di Stato tragicamente scomparso hanno indicato al mondo una strada che le forze del centro-sinistra intendono battere”. De Martino, PSI: “La stabilizzazione politica raggiunta con l’accordo dei quattro partiti favorisce di per sé la normalizzazione economica”. Malagodi, che rappresenta l’opposizione costituzionale: “L’attuale governo è destinato a fare il gioco dei comunisti”. Il “leader” liberale critica le Regioni (dannose e troppo costose) e la programmazione (che mortifica l’iniziativa privata). E conclude: “Sotto il governo Fanfani le nostre riserve sono scese da 3300 milioni di dollari e 1800 milioni”; L’on. Scelba, il governo ed il voto di fiducia; La mozione della maggioranza per la fiducia al governo [testo]
«La Stampa», 18 dicembre 1963 [p.1]
Titolo pagina: Tutti i deputati democristiani votano la fiducia. La Camera approva il governo Moro con 350 voti a favore e 233 contrari. Al momento del voto, dei 33 deputati della sinistra socialista venticinque abbandonano l’aula, otto rimangono e votano con gli altri 54 compagni di partito. La replica del presidente del Consiglio agli oratori intervenuti nel dibattito. L’attuale governo, dice, è “la forma più avanzata e insieme più equilibrata e sicura”. Ripete che le divergenze con i comunisti sono insanabili. “Fronteggeremo ogni minaccia di sovversione delle libere istituzioni, convinti di poter risolvere i problemi del Paese nella libertà a tutti garantita”. Rispondendo a Malagodi, dichiara che i fatti proveranno la validità del programma, e afferma che sono inesatte le sue cifre sulle riserve auree e il suo giudizio sulla situazione economica; Fausto De Luca, “Lo Stato dovrà vivere nella giustizia e nella democrazia”; Vittorio Gorresio, Oggi la Direzione del PSI decide sui dissidenti; Oggi il governo Moro si presenta al Senato
18 - 21 dicembre 1963
SENATO- Si svolge la discussione sulle comunicazioni del governo.Al Senato 13 senatori del PSI non partecipano al voto di fiducia. La mozione di fiducia presentata da Gava, Mariotti, Lami Starnuti è approvata con 175 voti a favore e 111 contrari. La direzione del PSI, a maggioranza, sospende per oltre un anno i parlamentari dissidenti. Annunciata per l’inizio di gennaio l’Assemblea nazionale della Sinistra socialistai.
Seduta n. 71 -12 dicembre
Comunicazioni del governo : Aldo Moro presidente del Consiglio
Seduta n. 72 -18 dicembre
Discussione : Chabod, Ugo D’Andrea, Giardina, Marullo, Pace, Rubinacci, Terracini
Seduta antimeridiana n. 73 - 19 dicembre
Discussione : Bartesaghi, Bollettieri, Trimarchi, Turchi
Seduta pomeridiana n. 74 - 19 dicembre
Discussione : Armando Angelini, Fiorentino, Lami Starnuti, Spano, Tolloy
Seduta n. 75 -20 dicembre
Discussione : Beragamasco, Gava, Mariotti, Nencioni
Seduta n. 76 -21 dicembre
Replica : Aldo Moro presidente del Consiglio. Discussione e dichiarazioni di voto : Barbaro, Babaglia, Battino, Bonafini, Gronchi, Levi, Perna, Saxl, Schiavetti, Schietroma, Zelioli LanziniVotazione nominale sulla mozione di fiducia presentata da Gava, Mariotti, Lami Starnuti. Votanti 286. Favorevoli 175. Contrari 111
«La Stampa», 19 dicembre 1963 [p.1]
Fausto De Luca, Il governo chiede la fiducia al Senato il voto previsto per fine settimana. Il liberale D’Andrea dichiara che il pericolo del comunismo impone di usare la massima prudenza nell’esperimento di centro-sinistra. Secondo il DC Rubinacci la forte maggioranza permetterà di risolvere i più urgenti problemi del Paese, tuttavia è indispensabile un totale distacco dei socialisti dal PCI; I senatori della DC tutti favorevoli a Moro; Vittorio Gorresio, Appare difficile un accordo tra le due corenti. La Direzione socialista deciderà oggi le sanzioni per i deputati dissidenti. Ieri si sono avuti due incontri. Per evitare la scissione il segretario del partito De Martino invita la sinistra a votare in Senato a favore del governo. Vecchietti e Valori rispondono che la loro corrente si comporterà a Palazzo Madama come alla Camera. In questo caso interverrà il Collegio dei probiviri; Il repubblicano on. Pacciardi deferito al collegio probiviri
«La Stampa», 20 dicembre 1963 [p.1]
Editoriale, Ferdinando di Finizio, La congiuntura nel 1963. Un anno tormentato. Dobbiamo mutare strada; Vittorio Gorresio, La frattura dei socialisti è praticamente avvenuta. La Direzione del PSI deferisce ai probiviri i 25 deputati che non votarono per il governo. La decisione presa a tarda notte dopo lunghe infruttuose trattative. Domani si riunirà il collegio dei probiviri, ma non potrà delibeare, perché una parte di essi appartiene alla sinistra. In ogni caso i dissidenti non si presenteranno, perché non intendono accettare nessuna sanzione disciplinare. Usciranno dal partito o verranno espulsi? ; Telegramma dell’on.Pacciardi al collegio probiviri del PRI; Fausto De Luca, Al Senato si chiude oggi il dibattito sulla fiducia. Prenderà la parola il sen. Gronchi. Sarò il suo primo intervento da quando è stato nominato senatore a vita. Domani Moro replicherà agli oratori
«La Stampa», 21 dicembre 1963 [p.1]
Vittorio Gorresio, Verso la formazione di un terzo partito socialista? I 25 deputati della sinistra del PSI rifiutano il giudizio dei probiviri. Al termine di una riunione ieri hanno deciso di non presentarsi davanti al Collegio disciplinare, che si riunisce questa mattina, e di indire per gennaio un Convegno nazionale di corrente. Vecchietti dichiara che “Nenni ha dimostrato di volere ad ogni costo la scissione attraverso un’opera che dura da anni” e lo accusa di preparare l’unificazione con Saragat. I senatori della corrente di minoranza in disaccordo sulla condotta da seguire. Oggi a Palazzo Madama dieci usciranno dall’aula, quattro daranno la fiducia insieme con gli altri trenta compagni di partito; Fausto De Luca, Il Senato vota stamane la fiducia per il governo. Il capo del gruppo democristiano Gava distingue tra l’opposizione liberale (che giudica costituzionale) e quella comunista. Dichiara che “la lotta contro il PCI sarà intensificata mobilitando tutte le forze democratiche del Paese”. Gli interventi di Bergamasco (PLI) contro il governo e del socialista Mariotti a favore; Pella scrive che è doveroso mantenere l’unità della DC
«La Stampa», 22 dicembre 1963 [p.1]
Editoriale, Luigi Salvatorelli, Il basso livello politico della scissione carrista; Fausto De Luca, Dopo essere stato approvato dalla Camera. Il governo Moro ottiene dal Senato la fiducia con 175 “sì” e 111 “no”. Al momento del voto 13 senatori della sinistra socialista sono usciti dall’aula, uno è rimasto ed ha votato afavore con gli altri 30 compagni di partito. Nella sua replica il presidente del Consiglio ribadisce la insuperabile opposizione al comunismo e dichiara: “ I partiti di governo si accingono al lavoro con piena coscienza delle gravi difficoltà del momento”. Ampio discorso del senatore Gronchi che suscita vivaci interruzioni. L’ex capo dello Stato parla di “furente campagna di discredito per il centro- sinsira condotta dalla classe dirigente economica”, e afferma che i grossi proprietari terrieri sono responsabili della crisi agricola; r.s., I deputati dissidenti del PSI sospesi per un anno dall’attività di partito. Il provvedimento deliberato dal Consiglio dei probiviri, dopo cinque ore di discussione, riguarda 23 parlamantari. Nessuno degli “accusati” si è presentato. Rinviato il giudizio per Basso e Curti, perché ritenuta giustificata la loroi assenza. Il verdetto porta la firma di sei probiviri su undici; Aspre accuse della “sinistra” alla maggioranza del PSI ; v.s., Le proposte dei fanfaniani per la segreteria della DC. Non si opporranno alla candidatura dell’on.Rumor. Chiedono la vicesegreteria per l’on. Fanfani
19-22 dicembre 1963
PSI-La Direzione deferisce al Collegio di probiviri i 25 deputati che non hanno votato la fiducia al governo Moro. I dissenti a loro volta , non accettando alcuna sanzione disciplinare, decidono di non presentarsi alla riunione dei probiviri e di convocare per gennaio un Convegno nazionale di corrente. Il 22 dicembre Collegio dei probiviri, con sei voti su undici presenti, delibera la sospensione per un anno dall’attività di partito per 23 deputati della sinistra , rinviato il giudizio su Basso e Curti perché ritenuta giustificata la loro assenza al momento del voto.
«La Stampa», 20 dicembre 1963 [p.1]
Vittorio Gorresio, La frattura dei socialisti è praticamente avvenuta. La Direzione del PSI deferisce ai probiviri i 25 deputati che non votarono per il governo. La decisione presa a tarda notte, dopo lunghe infruttuose trattative. Domani si riunirà il collegio dei probiviri, ma non potrà deliberare, perché una parte di essi appartiene alla sinistra. In ogni caso i dissidenti non si presenteranno, perché non intendono accettare nessuna sanzione disciplinare. Usciranno dal partito o verranno espulsi ?
«La Stampa», 21 dicembre 1963 [p.1]
Vittorio Gorresio, Verso la formazione di un terzo partito socialista? I 25 deputati della sinistra del PSI rifiutano il giudizio dei probiviri. Al termine di ua riunione hanno deciso di non presentarsi davanti al Collegio dei probiviri, che si riunisce questa mattina, e di indire per gennaio un Convegno nazionale di corrente. Vecchietti dichiara che: “Nenni ha dimostrato di volere ad ogni costo la scissione attraverso un’opera che dura da anni” e lo accusa di preparare l’unificazione con Saragat. I senatori della corrente di minoranza in disaccordo sulla condotta da tenere. Oggi a Palazzo Madama dieci usciranno dall’aula al momento del voto, quattro daranno la fiducia al governo insieme con gli altri trenta compagni di partito
«La Stampa», 22 dicembre 1963 [p.1]
Editoriale, Luigi Salvatorelli, Il basso livello politico della scissione carrista; r.s., I deputati dissidenti del PSI sospesi per un anno dall’attività di partito. Il provvedimento deliberato dal Consiglio dei probiviri, dopo cinque ore di discussione, riguarda 23 parlamentari. Nessuno degli “accusati” si è presentato. Rinviato il giudizio per Basso e Curti, perché ritenuta giustificata la loro assenza. Il verdetto porta le firme di sei probiviri su undici; Aspre accuse della “sinistra” alla maggioranza del PSI
Messaggio di fine anno del presidente della Repubblica Antonio Segni.
Il messaggio [ testo] [ versione audio]
Il presidente del Consiglio, Aldo Moro, in un articolo che compare sul settimale «Oggi» invita le organizzazioni sindacali alla moderazione salariale e rassicura le organizzazioni imprenditoriali sugli effetti della «programmazione».
Aldo Moro, Articolo per «Oggi» [fonte Archivio centrale dello Stato -Archivi online Senato]
«l’Unità», 2 gennaio 1964
[p.1-p.12]m.f. (Maurizio Ferrara), Alla vigilia della ripresa politica. Moro invita il PSI e i sindacati a limitare la loro iniziativa. Messaggio di Segni e dichiarazioni di Giolitti,Pastore, Bo e altri ministri . Umberto di Savoia approva l'ingresso dei socialisti nel governo.Domani i probiviri del PSI deliberano sul senatori della sinistra. Oggi incontro fra Giolitti, Novella e Santi
«La Stampa», 2 gennaio 1964
[p.13]Michele Tito, Un articolo del presidente del Consiglio. Moro invita sindacati ed imprenditori a collaborare lealmente con il governo. Ai primi chiede di preparare un programma di rivendicazioni a lunga scadenza. Ammonisce che è pericoloso far aumentare i salari più di quanto aumenti la produzione. Agli operatori economici ricorda che la programmazione non vuole limitare la loro attività, ma si propone di aiutarli ad evitare inutili rischi; Articolo della civiltà cattolica. Non è lecito rovinare l’economia per far fallire il nuovo governo
4-6 gennaio 1964
Paolo VI si reca a Gerusalemme: «il pellegrinaggio della speranza e della pace». È la prima volta nella storia che un pontefice visita la Terrasanta.
«La Stampa», 3 gennaio 1964
[p.1-p.3]p.1-Francesco Russo, Il pellegrinaggio della speranza e della pace. L’itinerario di Paolo VI. In tre giorni intensi, faticosi il pontefice visiterà i “Luigu santi” di maggior rilievo. Entrerà a piedi a Gerusalemme per la porta di Damasco e percorrerà la Via Crucis. Nessuno lo potrà seguire sul Monte delle Beatitudibi per non turbare il suo raccoglimento. Gli incontri con le autorità di Israele e di Giordania. Il cerimoniale è solenne, ma adatto ad un viaggio di preghiera. Atenagora avrà due colloqui con il Papa;
p.3-f.d.l. (Fausto De Luca), Trenta persone accompagneranno il Papa nel suo pellegrinaggio in Terrasanta. Domani alle 7,45 Paolo VI lascerà il Vaticano. Al confine con il territorio italianao lo attenderà una delegazione del governo guidata da Saragat. A Fiumicino saranno a salutarlo Segni, Moro e i presidenti delle due Camerea. Durante il volo il “DC8” del Pontefice saraà scortato da 4 aerei a reazione militari; Il capo Rabbino di Israele chiede di incontrare il Papa in un luogo santo agli ebrei ; Re Hussein di Giordania tiene una conferenza stampa; a.p. Come è formata la gerarchia della Chiesa greco ortodossa. Ci sono otto patriarchi e quattro arcivescovi. Atenagora, patriarca di Costantinopoli e capo spirituale di tutti gli orodossi, è assertore del ritorno all’unità dei cristiani
«La Stampa», 4 gennaio 1964 [p.1-p.3]
p.1-Titolo: Il successore di Pietro torna dopo duemila anni in Palestina. Paolo VI inizia oggi il pellegrinaggio nella terra dove nacque e visse Gesù. Il papa lascia il Vaticano verso le 7. Durante il percorso in auto sino a Fiumicino tutte le campane di Roma suonano a festa. Saragat lo accoglie al confine. All’aeroporto il presidente della Repubblica gli rivolge il saluto benaugurale. La partenza fissata alle 8,30, l’arrivo ad Amman dopo un volo di 3 ore e 20 minuti. Il pontefice veste l’abito bianco con la mantella e il cappello rosso. Modesti gli abiti dei cardinali del seguito, perché il pellegrinaggio vuol essere “umilissimo e breve”; Editoriale, Luigi Salvatorelli, Riprendere coscienza del Messaggio cristiano; Francesco Rosso, Le due Gerusalemme attendono con identico impegno di solennità. Archi di trionfo nella città araba, più pittoresta, e nella città ebraica, più razionale ed efficiente. Il suggestivo rito di oggi: Paolo VI percorre la Via Crucis; Nicola Adelfi, “Pregheremo Iddio per la pace fra gli uomini”; Una lettera del papa sul viaggio in Palestina;
p.3-Titolo pagina: Oggi la Terrasanta vivrà una giornata di tregua nell’antico contrasto fra le Chiese, nella guerra fra i popoli; Vittorio Gorresio, Religione e politica. Perché il patriarca ortodosso di Gerusalemme assisterà all’incontro ( il primo dopo 14 secoli) tra il papa e il patriarca di Costantinopoli. Tenui speranze di avvicinamento fra gli arabi e gli israeliani; Paolo Monelli, Gerusalemme ha vissuto una festosa vigilia da stamane, nella città vecchia, silenzio e preghiera. La colorita e vivace folla araba sarà trattenuta fuori del quartiere, ove Paolo VI seguirà la strada del Calvario. Greci e armeni gelosi custodi di antichi privilegi, hanno consentito al papa di celebrare la messa nella loro “zona” del Santo Sepolcro; Stefano Terra, L’incontro tra cattolici ed ortodossi preparato con pazienza da don Roncalli. Tra il 1925 e il 1944 l’allora rappresentante vaticano, viaggiando da Atene a Istanbul, da Smirne a Salonicco, getto i primi fragili ponti su una voragine di risentimenti. Trovò un collaboratore nell’attuale patriarca di Costantinopoli. Irriducile l’ostilità del patriarca di Grecia; Un messaggio del pontefice trasmesso dalla TV inglese; (A.P.), La via principale di Nazareth è stata dedicata a Paolo VI. Deciso dal consiglio comunale, contro l’opposizione comunista
«La Stampa», 5 gennaio 1964
[p.1-p.3]p.1-Titolo pagina: Prima giornata del pellegrinaggio sulle strade percorse da Gesù. Il papa in Terrasanta. Nel paese sacro a tre religioni, ha ricevuto l’omaggio unanime e appassionato di arabi, ebrei, cristiani. Accolto ad Amman dal re di Giordania, acclamato da grande folla nel lento corteo verso la Città santa, a Gerusalemme ha percorso come penitente la strada della Passione. A sera il pontefice, per la prima volta dopo tanti anni ha incontrato i Patriarchi ortodossi; Editoriale, A.C. Jemolo, Autorità morale nello spirito del Vaticano; L’intensa giornata;
pp.1-2-Paolo Monelli, Paolo VI sale per la Via Crucis al Santo Sepolcro serrato da una folla appassionata e tumultuante. L’imponente sbarramento di polizia è stato travolto, il gruppo delle autorità disperso. Migliaia di persone hanno accompagnato la bianca figura, serena e beneficente. Assorto nel rito della messa il pontefice non ha interrotto la preghiera per inizio di incendio nella chiesa del Calvario;
p.2-Titolo pagina: Dopo la messa sul Santo Sepolcro, la meditazione nell’Orto dei Getsemani. I due momenti mistici sulla via della Passione; f.r.( Francesco Rosso), La lunga preghiera nella basilica dell’Agonia. I sacerdoti ripetono in arabo e in copto i versetti del Vangelo durante l’“ora di meditazione” del papa. La suggestione degli ulivi dell’Orto di Getsemani, con la folla densa ma non più tumultuosa; a.p. , “ Come celebrare la messa su un campo di battaglia”; Il benvenuto del re e la risposta del papa;
p.3-Francesco Rosso, Un’atmosfera di mistico rapimento ha soverchiato il fasto delle cerimonie ufficiali. Il pontefice che ritornava pellegrino nella terra di Gesù accolto da arabi festanti e dal sovrano erede di Maometto. Re Hussein, circondato dalla sua corte e dal corpo diplomatico, ha ricevuto Paolo VI all’aeroporto di Amman, una bimba ha offerto ramoscelli d’ulivo, mentre rombavano i 21 colpi di cannone. Il corteo papale, tra acclamazioni, deliranti, si è mosso sulla strada di Gerusalemme: è passato tr ai luoghi consacrati dlla Bibbia, si è arrestato sul Giordano. L’ingresso nella Città santa fu uno splendido spettacolo di folla, e d un momento di mirabile emozione religiosa. Una madre, quasi aspettando il miracolo, tendeva alla bianca figura del papa un bimbo poliomielitico; Nicola Adelfi, Le campane di Roma salutano il papa che parte. Migliaia di persone lungo il percorso dal Vaticano a Fiumicino. Paolo VI fa fermare l’auto davanti a Regina Coeli per ricevere il saluto dei carcerati. Gli auguri di Segni all’aeroporto. La risposta del pontefice: “ Porteremo sul Santo Sepolcro le aspirazioni, le ansie e le pene di coloro che soffrono, che hanno fame di giustizia”
«La Stampa», 7 gennaio 1964
[pp.1-3]p.1-Titolo pagina: Ieri sera è ritornato a Roma dal pellegrinaggio in Terrasanta. Paolo VI ha inviato a tutti i governanti del mondo un messaggio per esortarli a costruire la pace. Anche Kruscev e Mao tra i duecentoventi destinatari, invitati “ad evitare l’orrore della guerra con volontà più ardente, con rinnovato spirito di concordia e di generosità”. Nel discorso di Betlemme, il papa ha aperto un amorevole dialogo con tutti gli uomini, nell’incontro col patriarca di Costantinopoli, ha compiuto un passo importante per l’avvicinamento delle Chiese cristiane; Vittorio Gorresio, L’abbraccio dopo nove secoli;
pp.1-2-Nicola Adelfi, Immensa folla acclamante dall’aeroporto al Vaticano;
p.2-Titolo pagina: L’esultante, affettuosa accoglienza di Roma. Il papa ha ricevuto il cordiale saluto di Segni all’aeroporto di Ciampino, e si è trattenuto con Nenni in lungo colloquio. Quasi tre ore per arrivare al vaticano, tanta era la folla. In piazza S.Pietro, il pontefice dice: “Ho avuto la gioia di abbracciare dopo secoli il patriarca di Costantinopoli. Speriamo che il seme della concordia e della fratellanza tra i popoli possa maturare”; Igor Man, “Pegno di un futuro migliore” dicono i commenti in Israele. Paolo VI è apparso “un capo spirituale che guarda avanti senza temere le strade nuove” ed un diplomatico di grande abilità. Il commosso non previsto omaggio del card. Tisserant ai sei milioni di vittime del nazismo; Il pellegrinaggio del papa in prima pagina nelle “Izvestia”; a.b., In America si dice che il viaggio apre nuovi rapporti con gli ebrei. IL “New York Times” scrive che la giornata di Paolo VI in Israele”rafforza la speranza che la prossima sessione del Consiglio si occupi con esito concreto e favorevole delle relazioni tra Chiesa cattolica e Giudaismo”; Definito storico a Parigi l’incontro tra il papa e Atenagora;
p.3- Titolo pagina: Nel giorno che ricorda l’arrivo dei Magi, concluso l’intenso pellegrinaggio. Il papa dopo la mistica funzione nella chiesa di Betlemme esorta i cattolici,”separati” e non credenti a un’opera comune. Ha celebrato la messa sull’altare davanti alla mangiatoia, ove nacque Gesù. Per il pontefice, ortodossi ed armeni hanno aperto un cammino vietato di solito ai preti cattolici. Nell’importante discorso al termine del rito, Paolo VI ha rivolto un affettuoso invito all’unità delle Chiese cristiane ed esortato tutti gli uomini a lavorare insieme per la apce e la giustizia. Non si sono ripetuti gli incidenti di sabato: la polizia ha scortato l’auto papale con le autoblindo ed agenti travestiti da frati; Paolo Monelli, Tutto il “colore” dell’Oriente nel paese sacro alla Natività; Francesco Rosso, Sul Monte degli Ulivi in Gerusalemme ha restituito la visita ad Atenagora. È stata una splendida, solenne giornata. Ma il momento di più trepida dolcezza si è avuto nella Grotta di Betlemme: quando Paolo VI ha deposto la “rosa d’oro” davanti alla Madonna ed i doni dei mutilatini di don Gnocchi davanti alla culla di Gesù
Alle 22,30 una bomba ad alto potenziale è fatta esplodere davanti la sede nazionale della CGIL in Corso d’Italia a Roma . La CGIL proclama lo sciopero generale a Roma per il 9 gennaio , davanti alla sede della CGIL parlano Agostino Novella e Fernando Santi. Scioperi , manifestazioni e fermate nelle fabbriche a Milano, Torino, Genova, Trieste, Bologna , Firenze , Taranto e di decine di altri centri , in molte città l’adesione della CSIL e dell’UIL.
«l’Unità», 9 gennaio 1964 [p.1-p.14]
Una bomba ad alto potenziale fatta esplodere stanotte. Attentato fascista alla sede della CGIL. Sciopero generale oggi a Roma. Gravi danni all'edificio. Infranti i vetri dei palazzi adiacenti. Solo per caso non si sono avute vittime . Dichiarazioni di Novella e Santi, giunti sul posto insieme a numerosi esponenti sindacali e politici e a gruppi di cittadini . La polizia cerca di giustificare la mancata vigilanza ; Il comunicato della CGIL [ testo] ; Appello della CdL [ testo] ; Una duplice risposta
«l’Unità», 9 gennaio 1964 [roma -p.4]
Titolo pagina : Sdegno per il vile attentato. Tutti alle ore 15,30 al comizio davanti alla sede della CGIL ; Così lo sciopero. Il lavoro si ferma alle 15 . Atac e Stefer bloccate dalle 16 alle 16,30.
Le proteste del PCI e della FGCI
«l’Unità», 10 gennaio 1964 [ pp.1-2-p.4-p.12]
p.1-Titolo pagina : Poderosa e unitaria protesta popolare contro l’attentato fascista. In tutto il Paese comizi e scioperi di solidarietà con la CGIL. Appassionata manifestazione in Corso d’Italia. I discorsi di Novella e Santi . Paralizzati dallo sciopero i settori chiave della capitale . La risposta dei lavoratori di Milano, Torino, Genova, Trieste, Bologna, e di decine di altri centri [ l’art. segue a p.12. ] ;
p.1- Alla Segreteria della CGIL. Togliatti esprime la solidarietà del PCI [ testo del telegramma] ; Editoriale, Luigi Pintor , La garanzia ;
p.2- o. p., Possente risposta dei lavoratori alla provocazione fascista Milano: ferme le fabbriche e i pubblici trasporti. La città è rimasta bloccata per un’ora. Manifestazioni unitarie. Oggi assemblea alla Cd L ; r. c. , Migliaia di lavoratori in corteo. Firenze paralizzata dalla protesta popolare. Ondata di sdegno in tutta la Toscana ; Taranto. Fermate nelle fabbriche ; Per lo sciopero di solidarietà con la CGIL Intimidazioni contro i vigili del fuoco ;
p.4-roma - La città bloccata dallo sciopero antifascista. La risposta dei lavoratori ; Fermati venti neofascisti altri caporioni ricercati. Due teppisti del MSI bloccati a Pisa. Irreperibili alcuni noti facinorosi. Varie perquisizioni e interrogatori
«l’Unità», 11 gennaio 1964 [p.2]
Ondata di sdegno per l'attentato alla CGIL. Altri scioperi di solidarietà con la CGIL. Sciopero generale a Bologna e a LaSpezia, dove hanno aderito anche CISL e UIL.Compatte astensioni a Reggio Emilia, Perugia, Terni e Taranto . Grande manifestazione alla CdL di Milano . Le indagini della polizia
«La Stampa», 9 gennaio 1964 [p.1]
g.fr., Fatto esplodere un ordigno davanti alla CGIL di Roma. Gravissimi danni. Oggi mezz’ora di sciopero generale
«La Stampa», 10 gennaio 1964 [p.5]
g.fr., La polizia cerca i dinamitardi tra i giovani neofascisti. Ucciso dal dolore il padre d’un ragazzo fermato per lo scoppio alla CGIL di Roma. Quando gli agenti sono andati a casa del ricercato, l’uomo si è scagliato contro il figlio. Lo ha rimproverato perché invece di seguire la scuola faceva politica. Poi colto da infarto è morto. Venti persone trattenute in Questura; Fermati a Pisa due romani dirigenti nazionali del MSI
«La Stampa», 11 gennaio 1964 [p.5]
g.fr., Consegnato alla magistratura il rapporto sulle indagini. Otto persone trattenute in Questura per lo scoppio alla sede della CGIL. La polizia di Roma sta cercando tre giovani scomparsi da casa. Sotto controllo l’alibi di due esponenti neofascisti fermati a Pisa. I dinamitardi hanno fatto esplodere 3 chili di nitrato d’ammonio
«l’Unità», 10 gennaio 1964 [p.1-p.12]
d. l. , Il rapporto Saraceno presentato alla Commissione per la programmazione. Si apre il dibattito sulle scelte del piano. La CGIL presenterà le sue proposte. Manovra democristiana per insabbiare il progetto di riforma dei bilanci
«l’Unità», 10 gennaio 1964 [p.10]
I punti fondamentali della relazione presentata ieri alla Commissione per la programmazione. Il piano Saraceno: ammodernamento senza riforme delle strutture. Previsto lo sviluppo produttivo senza modificare il meccanismo attuale . Ampliamento della spesa pubblica nei vari settori (scuole, strade, case, trasporti) . Per l'agricoltura: aumento degli investimenti pubblici
«La Stampa», 10 gennaio 1964 [p.5]
Arturo Barone, Dichiarazioni del ministro del Bilancio on. Giolitti. Le autorità finanziarie controllano i prezzi e la bilancia dei pagamenti. La situazione preoccupa, ma non è allarmante. L’aumento della circolazione monetaria nel 1963 è stato inferiore al 1962. Presentato il rapporto Saraceno per la programmazione. Entro luglio un piano quinquennale per un equilibrato sviluppo economico; ar.ba. (Armando Barone), Senza diminuire la produzione. Il governo studia le misure per la riduzione dei consumi
«Rapporto del Vicepresidente della Commissione nazionale per la programmazione economica», Sevizio Informazioni della Presidenza del Consiglio dei Ministri, 1964.
Conferenza stampa di Antonio Giolitti, ministro del Bilancio, sulla «programmazione» e le linee di politica economica che il nuovo governo vuole perseguire.
«La Stampa», 11 gennaio 1964 [p.1]
Arturo Barone, Conferenza stampa del ministro del Bilancio. Con la programmazione non cambia il meccanismo del libero mercato. Giolitti afferma che la nuova politica economica vuole facilitare le scelte degli operatori e ridare alle Borse fiducia e piena funzionalità. Allo studio misure per la stabilità monetaria : non sono previsti calmieri dei prezzi
«l’Unità», 11 gennaio 1964 [p.12]
Il CC del PSDI
«La Stampa», 11 gennaio 1964 [p.1]
Michele Tito, La relazione del segretario uscente al Comitato centrale del PSDI. Saragat è sicuro che il governo consoliderà il valore della lira. La congiuntura – ha detto – va affrontata in maniera accorta e coraggiosa , non bloccando le spese ma evitando investimenti non necessari. In politica estera ha affermato che non si può concepire un’Europa senza l’Inghilterra e che occorre maggior coesione nell’Alleanza Atlantica. A suo giudizio un chiarimento nell’interno del PSI favorirà un grande movimento di democrazia socialista
«La Stampa», 12 gennaio 1964 [p.18]
v.s. ( Vittorio Statera) , Eletto dalla Direzione del partito. Tanassi sostituisce Saragat a segretario politico del PSDI. Il nuovo “ leader” socialdemocratico ha 47 anni. Suo padre era un deputato socialista di Campobasso. Saragat commenta la scissione del PSI : “ Un processo di chiarificazione che consolida gli sviluppi della politica di centro-sinistra ”
Il Pontefice, Paolo VI , si reca al Quirinale per incontrare il capo dello Stato, Antonio Segni. Sono trascorsi otto mesi dalla visita dello scomparso Giovanni XXIII.
«La Stampa», 12 gennaio 1964 [p.1]
Nicola Adelfi, Segni riceve con viva commozione il Pontefice in visita al Quirinale. Il presidente della Repubblica rivolge a Paolo VI parole di benvenuto e di ammirazione per l’opera della Santa Sede e perché l’umanità – superando ogni divisione di razza , di religione, di ideologia – possa rinnovarsi nella giustizia e nella libertà. Nel discorso di risposta il Papa elogia Segni “uomo probo e retto, quanto saggio ed esperto”. Augura per l’Italia “ ogni moderna prosperità nell’ordine civile, nella giustizia sociale e nella pace”
11 - 12 gennaio 1964
13-18 gennaio 1964
Il presidente della Repubblica Antonio Segni , accompagnato dal ministro degli Esteri Giuseppe Saragat, si reca in visita ufficiale negli USA.
«La Stampa», 14 gennaio 1964 [p.1]
Nicola Adelfi , Tutta la costa americana flagellata dal maltempo. L’aereo di Segni per una bufera costretto ad atterrare in Canada. Il “ DC8” presidenziale doveva scendere a Filadelfia : sulla pista c’erano 65 cm di neve. L’apparecchio sballottato dalla tempesta. Il capo dello Stato prosegue stamane per Washington in treno con la consorte ed il ministro Saragat. Messaggi di saluto al popolo canadese e agli immigrati italiani ; f. d. l. ( Fausto De Luca ), La partenza da Roma
«La Stampa», 15 gennaio 1964 [p.1]
Nicola Adelfi, Il capo dello Stato giunto a Washington in treno. Caldo benvenuto di Johnson a Segni: “Signor presidente, lei qui non è straniero”. “I nostri legami con l’Italia –ha detto –risalgono a tanti secoli fa. La stretta associazione tra noi è un importante fatto politico di questo secolo”. Segni risponde: “ I nostri colloqui saranno dedicati ai problemi preminenti della pace e della libertà”. Calorose accoglienze degli italiani. Consegnate a Segni la cittadinanza onoraria di Washington e le chiavi della capitale. Prime conversazioni tra i due presidenti alla Casa Bianca. L’incontro tra Rusk e il ministro Saragat; Editoriale, Luigi Salvatorelli, Consolidare la pace
«La Stampa», 16 gennaio 1964 [p.1]
Nicola Adelfi, Il discorso del capo dello Stato interrotto diciotto volte. Segni al Congresso fra continui applausi: “Dobbiamo creare la Comunità atlantica”. “Gli Stati Uniti non sono soltanto una Nazione: sono una grande forza morale. Noi vogliamo un’Europa unita e legata all’america da vincoli indissolubili. Solo l’Alleanza atlantica può avere l’autorità necessaria per avviare un dialogo costruttivo con il mondo comunista”. Dell’Italia, il presidente ha detto: “Il mio Paese affronta taluni problemi di congiuntura che richiedono la più vigile attenzione. Siamo in grado di risolverli da soli”. La visita ufficiale a Washington è conclusa. Oggi segni andrà all’ONU a New York ; Antonio Barolini, L’omaggio alla tomba di Kennedy; Il comunicato ufficiale al termine dei colloqui
«La Stampa», 17 gennaio 1964 [p.1]
Titolo: Terza intensa giornata del presidente negli Stati Uniti. Segni fra gl’italiani di New York. “Il saluto che vi porto dall’Italia – ha detto il capo dello Stato al pranzo in suo onore - è di un Paese risorto dalla guerra per la tenacia dei suoi figli. Oggi siamo una nazione viva che intende accelerare una profonda e giusta evoluzione sociale”. Tremila persone applaudono commosse, molti, figli di emigranti partiti con un fagotto, piangevano. La viista del presidente alla base navale di Norfolk, la più potente del mondo; Editoriale, Ferdinando Vegas, Fedeltà all’alleanza; Nicola Adelfi, Sulla nave lancia-missili col capo della Flotta atlantica ; Il saluto di Rusk. “ Signor presidente – dice il segretario di Stato – la sua visita ha portato calore nell’animo degli americani”
«La Stampa», 18 gennaio 1964 [p.1]
Nicola Adelfi, Segni conclude il viaggio in America con un discorso sull’economia italiana. Parlando agli industriali di New York, il presidente accenna alle attuali difficoltà. Poi aggiunge: ”Il governo predisporrà le misure necessarie per un’espansione equilibrata. La stabilità dei prezzi è al centro della nostra attenzione”. Scambio di doni con il sindaco Wagner. La visita alle Nazioni Unite
Consiglio dei ministri sulle prime misure da adottare per fronteggiate la «congiuntura» economica.
«l’Unità», 14 gennaio 1964 [p.1-p.12]
Aperto carattere conservatore delle misure antinflazionistiche del governo. Riduzioni delle spese statalie delcredito. Le decisioni del Consiglio dei ministri sulla “congiuntura” . Previsti tagli degli investimenti nei trasporti, autostrade, ENEL e ENI e nei bilanci delle amministrazioni locali . La questione degli statali non è stata discussa
«La Stampa», 12 gennaio 1964 [p.15]
Arturo Barone , Per risanare la congiuntura nazionale. Domani il governo discute le prime misure economiche. Giolitti e Colombo riferiranno al Consiglio dei ministri i risultati dei colloqui con il governatore della Banca d’Italia. Preti parlerà del conglobamento agli statali. La Cassa del Mezzogiorno autorizzata a contrarre prestiti all’estero ?
«La Stampa», 14 gennaio 1964 [p.1]
Titolo: La riunione del Consiglio dei ministri è terminata dopo la mezzanotte. Le direttive per stabilizzare la lira. Il disavanzo dello Stato sarà ridotto. Precedenza agli investimenti produttivi dei beni e servizi più utili per equilibrare la bilancia dei pagamenti. Gli enti locali dovranno fare economie e riordinare le aziende autonome. Limiti nei ricorsi alla Tesoreria. Sarà incoraggiato l’investimento del risparmio in titoli azionari. In novembre e dicembre si è già potuto constatare un minore incremento dei prezzi e della circolazione monetaria. Vasto movimento di prefetti e nomine negli lati gradi delle Forze armate ; Editoriale , Ferdinando de Finizio , Programmazione occidentale ; Arturo Barone , Il comunicato conclusivo
Reso pubblico il rapporto dell’inchiesta ministeriale sulla tragedia del Vajont.
«La Stampa», 17 gennaio 1964 [p.1]
Fausto De Luca, Reso pubblico il rapporto dell’inchiesta ministeriale. Responsabili del Vajont: la società SADE , l’ENEL , il Genio Civile, i prefetti di Belluno e di Udine. Nella relazione si afferma che mancava un coordinamento tra i vari organi. La Commissione che doveva collaudare la diga era composta, illegalmente, da coloro che avevano approvato il progetto. Il Genio Civile non era all’altezza del suo compito: l’ingegnere addetto non era competente di dighe. La SADE sapeva del pericolo incombente, perché avvisata dallo stesso ideatore dell’opera, l’ing. Semenza. I due prefetti non tennero conto degli allarmi dei sindaci di Longarone e di Erto. Il ministro Taviani annuncia che i due prefetti saranno sospesi
«La Stampa», 18 gennaio 1964 [p.1]
p.1-Titolo: I primi provvedimenti dopo il rapporto sul Vajont. Il ministro dei Lavori Pubblici sospende quattro alti funzionari del suo ministero. Sono un presidente di sezione del Consiglio superiore dei Lavori pubblici, un ispettore generale del Genio Civile, gli ingegneri capi del Genio Civile di Belluno e di Udine. La Commissione d’inchiesta li ritiene responsabili tra l’altro di aver autorizzato l’invaso del bacino senza tener debito conto dei gravi pericoli di frane, e di non aver predisposto, in seguito un adeguato servizio di allarme; Editoriale, Luigi Salvatorelli, Combattere lo scandalismo ma eliminare il malcostume; Fausto De Luca, La relazione sull’inchiesta trasmessa alla Magistratura;
p.5- l. d., Come le popolazioni del Vajont hanno accolto l’esito dell’inchiesta. “Ora ci sarà giustizia per i nostri morti” dice commosso il sindaco di Longarone. Sorpresa per i risultati dell’indagine. Le conclusioni degli esperti hanno rafforzato negli abitanti dei paesi colpiti la fiducia verso lo Stato. Il prefetto di Belluno insiste: ”Nessuno mi aveva mai avvertito che c’era pericolo”. Cosa dice il capo del Genio Civile sospeso. Il sindaco di Castellavazzo: “Siamo soddisfatti! ” ; a.c., Le reazioni a Erto-Casso
Camera: Si discutono le interrogazioni sullo «scandalo delle banane»
IV Legislatura Camera dei deputati
Seduta n. 83 -20 gennaio 1964
Interrogazioni : Bensi, sottosegretario per le Finanze, Guarra, Milza, Raffaelli, Delfino, Guidi, Servadei, Lupis, sottosegretario per gli Affari esteri, Pellegrino, Corrao, Donat Cattin, sottosegretario per le Partecipazioni statali, Scionti, Mazzoni, Bardini, Mannironi, sottosegretario per i Trasporti e l'Aviazione civile, Minasi, Romita, sottosegretario di Stato per i Lavori pubblici, Mario Berlinguer, Turchi, Cacciatore, Luigi Di Mauro
24-27 gennaio 1964
DC - Consiglio nazionale. È eletto segretario Mariano Rumor, 127 sì e 10 schede bianche, che sostituisce Aldo Moro diventato presidente del Consiglio. Vicesegretario Arlando Forlani, fanfaniano. Gli amici di Scelba non entrano in Direzione.
Aldo Moro, Discorso d’apertura al Consiglio nazionale [fonte Archivio centrale dello Stato- Archivi on line Senato]
«Il Popolo», 24 gennaio 1964 [pp.1-2]
Il Consiglio nazionale si riunisce stamane all’Eur . Gli on. Raffaele Leone ed Edoardo Martino eletti ieri rappresentanti del gruppo DC della Camera in seno al CN del partito. Zaccagnini ha rivolto un augurio all’on. Moro e ha espresso il ringraziamento all’on. Leone
«Il Popolo», 25 gennaio 1964 [pp.1-3]
p.1-Titolo pagina: L’annuncio al Consiglio nazionale delle dimissioni dalla segreteria. Aldo Moro indica al Partito i nuovi compiti per consolidare la politica di centro sinistra ; La DC garanzia di progresso nella vita politica e sociale. Nel suo discorso il segretario politico ha sottolineato la costante e costruttiva collaborazione di tutta la DC nei cinque anni in cui ha mantenuto la carica [relazione di Aldo Moro testo] ; La gratitudine del Partito espressa da Piccioni ;
pp.1-3- Il dibattito. La discussione sviluppatasi nelle due sedute di ieri. Gli interventi dei consiglieri nazionali Donat Cattin, Belci, Giacchetto, Merlin, Menghi,Solari e Colombo
«Il Popolo», 26 gennaio 1964 [pp.1-4]
Ruolo del Partito e impegni del Governo nel dibattito al Consiglio nazionale DC . Ampia discussione nel corso delle due sedute di ieri. Gli interventi di Fanfani, Cocianni, Sullo, Pastore, Galloni, Donat Cattin, Ardigò, Pistelli, Virgillo, De Poli, Anselmi e Pasquali
«Il Popolo», 27 gennaio 1964 [pp.1-2]
E’ continuato il dibattito al Consiglio nazionale. I lavori del massimo organo della DC riprenderanno questa mattina. Gli interventi nel dibattito di Scelba e Bernadusi
«Il Popolo», 28 gennaio 1964 [pp.1-3]
p.1-Titolo pagina: Rumor eletto segretario della DC Pieno appoggio al Governo Moro; Le decisioni del Consiglio nazionale;
pp.1-2- Al servizio del Partito per il progresso del Paese. Il discorso pronunciato dall’on. Rumor al Consiglio nazionale dopo la sua elezione a segretario politico ;Il saluto dell’on. Moro ;
p.2- La elezione di Rumor alla segreteria. Il Congresso a fine giugno. A larghissima maggioranza la votazione del nuovo segretario. Branzi confermato segretario amministrativo. L’on. Scaglia direttore de “Il Popolo”. Eletta la nuova Direzione di 23 componenti. Adottata la proporzionale per il Congresso nazionale. Un appello unitario dell’on. Piccioni; L’azione politica di Mariano Rumor un impegno costante per la democrazia ( biografia) ;
p.3- Le modifiche allo Statuto per il sistema proporzionale. Esse si applicano per la elezione dei delegati al Congresso nazionale e per quella dei consiglieri nazioanli votati dal Congresso
«l’Unità», 25 gennaio 1964 [p.1-p.12]
m. f. ( Maurizio Ferrara ), Il segretario della DC si è dimesso ieri. Divisioni nel CN DC per la successione di Moro. Il discorso di Colombo. “Rinnovamento” e “Base” si mantengono ostili alla nuova tattica di Fanfani. Moro elogia la propria politica di assorbimento del PSI
«l’Unità», 26 gennaio 1964 [p.1-p.14]
m. f. ( Maurizio Ferrara ) , Al Consiglio nazionale Fanfani sottolinea la crisi della DC. Affannose trattative per la elezione di Rumor e la composizione della Direzione . Le posizioni dei diversi gruppi
«l’Unità», 27 gennaio 1964 [p.1-p. 6]
m. f. ( Maurizio Ferrara ) , A vuoto anche la terza giornata del CN della DC. L’elezione di Rumor rinviata per nuovi contrasti. Scelba respinge le offerte e le concessioni alzando il prezzo della sua collaborazione . Affannose trattative e dure polemiche fra le correnti. Discorsi di Nenni a Milano e Vecchietti a Venezia. Documento della “ sinistra unitaria” del PSI
«l’Unità», 28 gennaio 1964 [p.1-p. 12]
m. f. ( Maurizio Ferrara ) , Al Consiglio nazionale dopo 4 giorni di trattative. Compromesso tra i DC. Rumor segretario . Gli scelbiani restano fuori della direzione. Forlani ( fanfaniano) vicesegretario , coadiuvato da Scaglia (moroteo) in posizione subordinata pur mantenendo la direzione del “Popolo”. La mozione finale. Moro forma una sua corrente, di “ unità democratica”. Discorso di Rumor
«l’Unità», 29 gennaio 1964 [p.1-p. 12]
p.1- Editoriale , Luigi Pintor , Da Moro a Rumor ;
p.1-p.12- m. f. ( Maurizio Ferrara ) , Dopo il Consiglio nazionale DC. Echi contrastanti su l'elezione di Rumor. Domani i bilanci al Consiglio dei ministri . Il problema del riconoscimento della Cina alle Camere . Si tenta di rinviare ancora il dibattito alla Commissione esteri
«La Stampa», 24 gennaio 1964 [p.1]
v.s. ( Vittorio Statera) , La massima assemblea del partito. Oggi la relazione di Moro al Consiglio nazionale DC. Il presidente del Consiglio si dimetterà dalla carica di segretario. Gli succederà Rumor. I sindacalisti contrari all’accordo fra dorotei e fanfaniani
«La Stampa», 25 gennaio 1964 [p.1]
Fausto De Luca , Al Consiglio nazionale democristiano. Moro si dimette da segretario. Contrasti per la nuova Direzione. Annunciando la decisione, Moro rivolge un commosso appello per l’unità del partito e l’appoggio leale al governo. Ma le correnti appaiono divise : l’accordo fra dorotei e fanfaniani non soddisfa gli amici del presidente ed è respinto dai sindacalisti e dalla sinistra. Intervento di Colombo per superare le divergenze. Nuovo segretario sarà eletto oggi o domani l’on. Rumor ; v. s. ( Vittorio Statera ), Le intese e le divergenze fra le correnti della DC
«La Stampa», 26 gennaio 1964 [p.1]
Fausto De Luca , Accordo fra le correnti DC per la direzione del partito. Raggiunto nella notte , dovrà essere ratificato oggi in assemblea. Rumor sarà il nuovo segretario , assistito da un comitato di rappresentanti di ogni gruppo , eccettuati i centristi . Il Congresso nazionale si terrà a giugno. Discorsi di Fanfani e Pastore
«La Stampa», 28 gennaio 1964 [p.1]
Fausto De Luca , L’on. Rumor eletto segretario della DC dalla grande maggioranza del partito. Forlani ( fanfaniano) e Scaglia ( moroteo) vicesegretari collaboratori. Vittorino Colombo e Granelli, esponenti di Rinnovamento e Base, nominati membri di segreteria. Alla votazione non hanno preso parte i seguaci di Scelba. La nuova Direzione ha carattere maggioritario , ossia rappresenta tutte le correnti che appoggiano il governo. Gli amici di Moro si staccano dai dorotei e formano un gruppo detto di “ intesa democratica di centro-sinistra”. Il Congresso nazionale fissato per la fine di giugno
«La Stampa», 29 gennaio 1964 [p.1]
Editoriale , Vittorio Gorresio, Dopo quattro giorni di faticose trattative. La nuova Direzione della DC è nata da difficili alleanze ; Fausto De Luca ; Domani Rumor esporrà il piano per rafforzare il partito nel Paese
FGCI – Assise nazionale dei giovani comunisti. Relaziona il segretario Achille Occhetto, intervengono Palmiro Togliatti e Alessandro Natta
«l’Unità», 25 gennaio 1964 [p.1]
Editoriale, Achille Occhetto, Una prospettiva per i giovani
«l’Unità», 26 gennaio 1964 [p.1-p.14]
Grande successo delle Assise della FGCI. Togliatti : i giovani vogliono libertà. Il Segretario del PCI, indisposto, ha inviato una lettera . Le linee di una azione unitaria in campo giovanile nel rapporto del compagno Occhetto . 400.000 firme sotto la petizione per il disarmo della polizia. Il discorso del compagno Natta
PSI . Comitato centrale
Relazione di Francesco De Martino [fonte : Fondazione Archivi storici Filippo Turati - Archivi on line Senato]
«l’Unità», 27 gennaio 1964 [p.5]
Unanimi i probiviri. L'on. Pacciardi espulso dal PRI. La sanzione decisa per le “ripetute e gravissime infrazioni alla disciplina”
Visita ufficiale in Italia del cancelliere della Repubblica federale tedesca Ludwig Erhard che si incontra con il presidente del Consiglio, Aldo Moro, e il capo dello Stato, Antonio Segni.
«l’Unità», 25 gennaio 1964 [p.1]
Si stringe la catena dell’atlantismo e del riarmo tedesco. La visita di Erhard: primo punto la forza H. Lunedì il cancelliere a colloquio con Moro e Saragat. Rivelazioni sulle richieste che porrà all'Italia
«l’Unità», 26 gennaio 1964 [p.1-p.14]
Domani a Roma Erhard da Moro e Saragat per la forza H
«l’Unità», 27 gennaio 1964 [p.1]
Colloqui con Moro e Saragat imperniati sulla forza H. Oggi Erhard arriva a Roma. S’incontrerà anche con Nenni. I temi in discussione; Del dare e avere [corsivo]
«l’Unità», 28 gennaio 1964 [p.1-p.12]
p.1-p.12- I colloqui di Roma sulla forza H multilaterale.Erhard si dice sicuro dell’appoggio di Moro. Il cancelliere è arrivato ieri con il ministro degli Esteri Schroeder . Due colloqui a Palazzo Chigi. Oggi incontro con Segni al Quirinale. La “Pravda” : una tappa nel piano di riarmo tedesco;
p.12-Lettera aperta ad Erhard del Consiglio della Resistenza
«La Stampa», 28 gennaio 1964 [p.1]
Titolo: Primi impegnativi colloqui a Roma tra il cancelliere tedesco e Moro. Erhard. “ La Germania è contraria a qualsiasi egemonia nell’Europa”. “Dobbiamo far sapere a tutti, anche ai francesi, che noi siamo d’accordo con l’Italia per la difesa dei trattati europei ”. L’onorevole Moro replica: “L’Europa deve estendersi sono alla Gran Bretagna e non deve allontanarsi dagli Stati Uniti. Abbiamo gli stessi punti di vista”. Saragat saluta l’ospite in tedesco e il cacelliere sorridendo risposnde.”Che bellezza, è così raro che gli statisti parlino la mia lingua”; Editoriale, Ferdinando Vegas, Uomini nuovi; Michele Tito, Oggi l’incontro al Quirinale con Segni
La Francia riconosce la Repubblica popolare cinese. L’annuncio dato ufficialmente alle 12.00 contemporaneamente a Parigi e Pechino.
«l’Unità», 28 gennaio 1964 [p.1-p.12]
p.1-Editoriale, Alberto Jacoviello, La Cina e l’Occidente;
p.1-p.12- L’annuncio ufficiale dato ieri a mezzogiorno nelle due capitali. Parigi ha riconosciuto la Cina. Vasta eco in tutto il mondo. Entro tre mesi lo scambio degli ambasciatori. Violenta reazione di Cian Kai-scek; Togliatti: “attendiamo alla prova il governo italiano”. Anche i senatori del PSI per il riconoscimento della Cina;
p.12- Titolo: Prime reazioni del mondo al gesto di Parigi e Pechino; Giuseppe Boffa, Mosca. Atto di saggezza nello spirito della coesistenza.”L'avvenimento, scrivono le Isvestia, rallegra tutti i paesi socialisti”; Tokio . Il Giappone si riserva di decidere; Washington. Aspra reazione del governo americano; Leo Vestri, L’Inghilterra ufficialmente “indifferente”; Il Canadà per la Cina all'ONU; Belgrado: un gesto positivo; Bonn. De Gaullenon ci consultò
Il Consiglio dei ministri discute sulla politica estera, tema non più affrontato da dicembre quando la discussione era stata rinviata per un approfondimento della situazione determinatasi dopo le trattative agricole di Bruxelles . Il ministro degli Esteri Saragat, nella prospettiva di un’Europa unita e aperta agli inglesi , riferisce sui colloqui italo- americani avuti a Washington, italo-inglesi a Londra e italo- tedeschi a Roma. Il Consiglio dei ministri approva la relazione e , in vista del viaggio a Parigi del presidente dello Stato e del ministro degli Esteri , dà mandato a Saragat di rappresentare al governo francese il punto vista del governo italiano e gli esiti positivi dei colloqui avuti. Saragat prima del viaggio a Parigi riferirà il 6 febbraio alla Commissione Esteri
«La Stampa», 2 febbraio 1964 [p.18]
Con una relazione dell’on. Saragat. Il governo si riunisce domani esamina la politica estera. Una lettera di Moro al ministro degli Esteri. Lo ringrazia della collaborazione durante la visita di Erhard a Roma
«La Stampa», 4 febbraio 1964 [p.1]
Michele Tito, La discussione al Consiglio dei ministri. Approvata la relazione Saragat per l’Europa unita, aperta agli inglesi. Nel prossimo viaggio del presidente Segni a Parigi, il nostro ministro esporrà con franchezza il punto di vista dell’Italia e la portata dei colloqui con Bonn e Londra. Un impegno per la distensione internazionale
6-7 febbraio 1964
Giuseppe Saragat , prima della visita di Stato a Parigi, espone alle Commissioni Esteri della Camera ( 6 febbraio ) e del Senato ( 7 febbraio) la linea di politica estera del governo italiano e i temi che saranno affrontati negli incontri con il generale De Gaulle. Ribadisce la posizione italiana favorevole all’entrata della Gran Bretagna nell’Europa, tesi contestata da Mario Scelba (DC) che considera un «errore» contrastare le tesi francesi.
«La Stampa», 7 febbraio 1964 [p.1]
Michele Tito, Nella imminenza della visita a De Gaulle. Saragat sottolinea la chiarezza della politica estera italiana. Ha parlato alla Commissione Esteri di Montecitorio. “Vogliamo l’Inghilterra nell’Europa unita per i fermenti di democrazia che questo Paese garantisce”. Vivace critica di Scelba che dichiara un errore opporsi alla tesi francese. Si voterà la fiducia al governo dopo il viaggio di Segni a Parigi
«La Stampa», 8 febbraio 1964 [p.14]
m.t. (Michele Tito), Alla Commissione Esteri del Senato. Saragat illustra le iniziative dell’Italia per la distensione. Le diffidenze fra gli alleati, le politiche di “pretigio e di isolamento”, ha detto il ministro sono dannose per la causa della pace. Annunziata una “dottrina italiana” per gli aiuti ai Paesi sottosviluppati. Saragat ha discusso con Moro e Nenni i problemi connessi alla visita a De Gaulle
Consiglio dei ministri:
«La Stampa», 13 febbraio 1964 [p.1]
Titolo: Animate discussioni sulla disciplina dei consumi. Oggi il Consiglio dei ministri esamina le questioni economiche. Al primo punto all’ordine del giorno tre disegni di legge per l’agricoltura: riordino delle strutture fondiarie, modifiche dei contratti di mezzadria, finanziamento agli enti di sviluppo. Quindi saranno studiate le misure per far fronte alla congiuntura. Ieri i titolari deu dicasteri hanno avuto una lunga riunione e tornano ad incontrasi stamane; Editoriale, Vittoro Gorresio, Spendere o risparmiare? ; ar.ba. ( Arturo Barone), Le tesi dibattute
«La Stampa», 14 febbraio 1964 [p.1]
Michele Tito, Disegni di legge approvati dal Consiglio dei ministri. Misure per riunire le piccole proprietà agricole. Non più contratti di mezzadria, mutui ai coltivatori. Le decisioni del governo saranno discusse alla Camera. Tendono ad eliminare l’attuale eccessivo frazionamento dei corpi che impediscono lavorazioni moderne. L’associazione dei piccoli fondi sarà volontaria, ma in caso di necessità obbligatoria. I vecchi contratti di mezzadria rimangono validi ( la percentuale al contadino sale dal 53 al 58%) ma non potranno essere rinnovati. Prestiti quarantennali per i mezzadri, affittuari, coloni e braccianti che vogliono acquistare i terreni. Saranno stanziati 350 miliardi in cinque anni; v.s. ( Vittorio Statera),Sono in fase di studio le misure economiche. Giolitti definisce infondate le notizie diffuse in questi giorni.
29 febbraio-4 marzo 1964
La Camera con 381 voti a favore, 19 contro su 400 votanti la «Commissione parlamentare d’inchiesta sul disastro del Vajont» . L’approvazione definitiva il 14 maggio al Senato (l. 22 maggio 1964, n. 370) . La Commissione prorogherà il termine stabilito dalla legge istitutiva e concluderà i lavori il 15 luglio 1965 (Doc. XVII n.1 bis).
IV Legislatura Camera dei deputati
Seduta n. 108 – 4 marzo 1964
4-5 marzo 1964
Camera : Mozioni , Interpellanze e interrogazioni sulla politica estera. La maggioranza respinge la mozione del PSIUP-PCI , primo firmatario Vecchietti e quella del PLI primo firmatario Martino.
Seduta n. 108 -4 marzo 1964
Vecchietti, Cantalupo, Angioy
Seduta antimeridiana n. 109 - 5 marzo
Pedini, De Marsanich, Alicata, Zagari
Seduta pomeridiana n. 110 - 5 marzo
Barca ,Malagodi, La Malfa, Saragat, ministro degli Esteri, Vecchietti, Bologna, Vedovato, Bertinelli, Natta, Mauro Ferri, Romualdi, Covelli, Roberti.
Votazione per appello nominale sulla mozione Vecchietti : Votanti 456, favorevoli 149, contrari 307 ( respinta) . Votazione segreta sulla mozione Martino: Votanti 310, a favore 66 , contrari 244 ( respinta)
Il governatore della Banca d’Italia Carli , nella sua relazione annuale, sostiene la necessità di contenere il tasso di sviluppo della domanda interna al fine di non compromettere l a competitività dell’Italia sul mercato internazionale.
Guido Carli: Considerazioni finali
PCI – Comitato centrale. Relaziona Luigi Longo
«l’Unità», 25 giugno 1964
Titolo Cambiare il governo Moro con la lotta delle masse La relazione di Luigi Longo
«l’Unità», 27 giugno 1964
Titolo : Il governo Moro è caduto Editoriale, Mario Alicata, Necessità d’una nuova politica ; Togliatti al Comitato centrale . Togliatti rivendichiamo una nuova politica e una nuova maggioranza
Nel corso della discussione sullo stato di previsione della spesa del Ministero della Pubblica istruzione passa la proposta di Renzo Laconi ( PCI) di abolire il capitolo che prevede uno stanziamento di 149 milioni a favore della scuola privata. Votano contro il finanziamento alla scuola privata
«l’Unità», 26 giugno 1964
Titolo : Il governo battuto sulla scuola
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