Aldo Moro illustra al Senato e alla Camera il programma del suo secondo governo
IV Legislatura Senato della Repubblica
Seduta n. 162 -30 luglio 1964p
Comunicazioni del governo : Moro presidente del Consiglio
IV Legislatura Camera dei deputati
Seduta n. 174 -30 luglio 1964
Comunicazioni del governo : Moro presidente del Consiglio
30 luglio 1 agosto 1964
Senato- Si svolge la discussione sulle comunicazioni del Governo. La mozione di fiducia presentata da Gava (DC), Tolloy (PSI) e Lami Starnuti (PSDI) è approvata con 163 voti favorevoli e 120 contrari.
Seduta n. 162 -30 luglio
Comunicazioni del governo : Moro presidente del Consiglio. Discussione : Chabod, Pasquato, Roda, Scoccimarro, Trimarchi
Seduta antimeridiana n. 163-31 luglio
Discussione : Lami Starnuti, Milillo, Tolloy
Seduta pomeridiana n. 164 -31 luglio
Discussione : Angelilli, Fiorentino, Gava, Gray, Nencioni, Terracini, Veronesi
Seduta n. 165 -1 agosto
Replica : Moro presidente del Consiglio . Discussione e dichiarazioni di voto : Alberti, Angelillo, Battaglia, Gava, Granzotto Basso, Levi, Lussu, Nencioni, Parri, Pinna, Rubinacci, Saxl, Schiavetti, Terrracini.
Votazione nominale della mozione di fiducia Gava, Tolloy, Lami Starnuti. Votanti 284. Favorevoli 163 Contrari 120 Astenuti 1
«La Stampa», 31 luglio 1964 [p.5]
Titolo: Chiaro discorso del presidente del Consiglio davanti alle Camere. Moro annuncia le misure economiche per superare la crisi in 12-18 mesi. La situazione è difficile, ha detto il presidente. Ci sono buoni sintomi: bilancia dei pagamenti chiusa in attivo, prezzi relativamente stabili, sviluppo delle esportazioni, ma non mancano di dati preoccupanti. La produzione industriale è diminuita del 2,2% in maggio, rispetto a dicembre, l’aumento dei salari sta già superando il 12-13%, limite massimo tollerabile in un anno. Primo impegno del governo è difendere la lira e favorire gli investimenti. Occorrono sacrifici da parte di tutti. Sarà limitata la spesa pubblica e quella degli Enti locali, sarà frenato l’incremento delle retribuzioni, aumenteranno le tasse per i redditi più alti, l’IGE ( esclusi i prodotti alimentari e fertilizzanti) passerà dal 3,30 al 4%; Editoriale, Ferdinando de Fenizio, Un contibuto alla fiducia; Fausto De Luca, Omaggio a Segni per la sua serena imparzialità; f.d.l. (Fausto De Luca), I provvedimenti anticongiunturali. Ritocco della ricchezza mobile per tutte le categorie: quella di C1 eC2 passerà dall’8 al 10% per i redditi oltre i 4 milioni. Addizzionale sulla complementare oltre i 10 milioni. Aumento dell’imposta su case signorili, alcoolici, dischi, oreficeria. Agevolazioni tributarie per potenziare le attività industriali. Disegno di legge per ampliare gli investimenti in Borsa; V.Gorresio, Appello alla disciplina dei sindacati e di tutte le forze della produzione. Il governo vuole tenere un costante colloquio con i rappresentanti dei lavoratori
«La Stampa», 1 agosto 1964 [p.5]
Fausto De Luca, Le tesi dei partiti esposte al Senato. Chiuso il dibattito al Senato. Oggi replica di Moro e votazione. Il socialdemocratico Lami Stranuti, il democristiano Gava e il socialista Tolloy hanno polemizzato specialmente contro i comunisti che, attraverso la CGIL, cercano di impedire l’azione risanatrice del governo. O liberali Bergamasco e Veronesi affermano che l’attuale maggioranza non è in grado di ridare fiducia al Paese; Michele Tito, Riguadagnare il tempo perduto durante la crisi. Il governo vuole fare approvare alcune leggi prima delle vacanze. Riguardano l’abolizione della mezzadria, la tredicesima agli statali ed i provvedimenti contro la congiuntura. Ma comunisti e destre minacciano l’ostruzionismo
«La Stampa», 2 agosto 1964 [p.5]
Titolo: 163 sì 120 no e uno astenuto. Il Senato vota la fiducia al governo dopo una vigorosa replica di Moro. Il presidente del Consiglio ha risposto ai comunisti, ai liberali e alle destre. Conferma che ci sono Buoni sintomi di ripresa, ma “siamo al limite tra inflazione e deflazione”, guai se non si accettano i necessari sacrifici. Invito al Parlamento perché approvi al più presto le agevolazioni tributarie per favorire gli investimenti, potenziare le industrie, e le norme per costruire case popolari; Michele Tito, Un attacco di Saragat agli avversari “interni”; Fausto De Luca, Acceso scontro fra DC e comunisti; Nicola Adelfi, La crisi dell’Italia non nasce dai fatti, ma dalle paure. Il governo è come il medico: non deve minacciare cure drastiche, e rinviarle. Era meglio parlar meno di grandi riforme, ma realizzare subito quelle opportune
3-6 agosto 1964
Camera – Si svolge la discussione sulle comunicazioni del governo. La mozione di fiducia presentata da Zaccagnini ( DC), Mauro Ferri ( PSI), Bertinelli ( PSDI), La Malfa ( PRI) è approvata con 344 voti afavore e 238 contrari
Seduta n. 174 -30 luglio
Comunicazioni del governo : Moro presidente del Consiglio
Seduta n. 175 -3 agosto
Discussione : Valitutti, Buzzi, Milia, Gex, Bozzi, Vaja, Melis
Seduta antimeridiana n. 176 – 4 agosto
Discussione : Almirante, Gullo, Scelba, Pacciardi
Seduta pomeridiana n. 177 – 4 agosto
Discussione : Togliatti, Achille Lauro, Gaetano Martino, Brodolini, Pistelli
Seduta n. 178 – 5 agosto
Discussione : Sereni, La Malfa, Tanassi, Vecchietti, Cocco Ortu, De Marsanich, Rumor
Seduta n. 179 -6 agosto
Replica : Moro, presidente del Consiglio. Discussione e Dichiarazioni di voto : Zaccagnini, Covelli, Malagodi, Michelini, Luigi Cerrutti, Mauro Ferri, Cacciatore, Bertinelli, Alicata
Votazione nominale della mozione di fiducia presentata da Zaccagnini, Mauro Ferri, Bertinelli, La Malfa. Votanti 582. Favorevoli 344. Contrari 238. Astenuti 3
«La Stampa», 4 agosto 1964 [p.5]
Editoriale, Ferdinando di Fenizio, Maggiori imposte e maggiore credito. Per la ripresa economica; m.t. (Michele Tito), Il governo prenderà venerdì le prime misure congiunturali. Saranno decreti legge e andranno subito in vigore. Prima di Ferragosto la Camera approverà l’integrazione della tredicesima agli statali e nuove norme elettorali per le prossime amministrative, dopo il 25 discuterà i provvedimenti economici e l’abolizione della mezzadria; f.d.l. (Fausto De Luca), Cominciato alla Camera il dibattito sulla fiducia. Attacco dei liberali al governo. Il valdostano Gex si astiene; g.f., La contingenza aumenta di tre punti da agosto. La Commiisione ha stabilito ieri che l’indice del costo della vita è passato da 133 a 135,75. Il rialzo è dovuto specialmente ai prezzi del vestiario, alle nuove tariffe telefoniche e dei trasporti; Nota della Confindustria sull’onere della contingenza
«La Stampa», 5 agosto 1964 [p.5]
Fausto De Luca, La seconda giornata del dibattito sulla fiducia. Accese polemiche alla Camera sulla politica del governo Moro. Scelba annuncia il voto a favore, ma critica la posizione europeista (“ci opponiamo a DE Gaulle senza offrire un’alternativa”) e le nuove iniziative per l’Alto Adige. Il liberale Martino, ex ministro degli Esteri, respinge le tesi di Saragat e riceve i complimenti di Fanfani. Togliatti preannuncia vaste agiatazioni fino a quando l’attuale maggioranza non accoglierà i comunisti. Il socialista Brodolini risponde a tutti affermando la necessità del centro sinistra per assicurare lo sviluppo democratico dell’Italia e dell’Europa. Pacciardi si scaglia contro la “partitocrazia”. Oggi Rumor e La Malfa
«La Stampa», 6 agosto 1964 [p.5]
Fausto De Luca, Il dibattito sulla fiducia alla Camera. Rumor afferma: il centro-sinistra è necessario per un vero progresso. Il segretario DC segna un netto limite verso i comunisti e le destre. Ma a destra, aggiunge, bisogna distinguere tra le forze eversive ed i liberali. Peccato che questi ultimi, senza volerlo, faccinao il gioco di chi tenta di scardinare il sistema democratico, “prima di tutto risanare la congiuntura, poi si farà il resto”. Interventi di La Malfa e Tanassi. Oggi replica di Moro
Il capo dello Stato , Antonio Segni, mentre è a colloquio con il presidente del Consiglio Moro e il ministro degli Esteri Saragat è colpito da trombosi cerebrale. Il governo , riunito in serata, tenendo conto dell’impedimento del capo dello Stato rinvia la presentazione dei decreti legge sulla congiuntura . Il 10 agosto il presidente del Senato Merzagora assume la funzione di supplenza del Capo dello Stato.
«La Stampa», 8 agosto 1964 [p.1]
Titolo pagina: Tutti gli italiani affettuosamente vicini al capo dello Stato. Segni colpito da grave malore mentre parla con Moro e Saragat. Erano le 17,30. Il presidente del Consiglio e il ministro degli Esteri gli riferivano sulla situazione politica. All’improvviso Segni barcolla, sviene e cade bocconi sulla scrivania. Accorrono i valletti, si cercano i medici per telefono. Viene portano a braccia al secondo piano del Quirinale, nella sua abitazione, dove ha un secondo collasso. Lo assiste la signora Laura. Più tardi il consulto di tre professori: disturbi circolatori cerebrali. Il presiente del Senato Merzagora, seconda autorità della Repubblica, sospende le vacanze in Spagna e torna il aereo a Roma. Il governo, riunito, rinuncia a prendere i provvedimenti contro la congiuntura perché il capo dello Stato non potrebbe firmarli. Il presidente della Camera Bucciarelli Ducci invita tutti i parlamentari a non muoversi dalla capitale; Gigi Ghirotti, Drammatiche ore al Quirinale; l.f. ( Lamberto Furno), A chi passa il potere in caso di “inabilità”. Secondo la Costituzione, le funzioni del capo dello Stato spettano al presidente del Senato; Michele Tito, Incertezza del governo e della Camere per l’improvvisa malattia del presidente. Si è creata una situazione che non ha precedenti nel nostro Paese. Si spera nella guarigione
Il Congresso degli Stati Uniti , prendendo a pretesto gli scontri del Golfo del Tonchino, approva la «Risoluzione del Tonchino» che autorizza il presidente a «prendere tutte le misure necessarie, incluso l’impiego delle forze armate» per difendere la sovranità di Stato membro della Southeast Asia Collective Defense Treaty (SEATO). La risoluzione proposta dal Congresso è votata all’unanimità alla Camera e con due voti contrari al Senato. La risoluzione sarà utilizzata per l’intervento americano nel Vietnam del Nord nel marzo del 1965 con i primi bombardamenti del 2 marzo e l’8 marzo con lo sbarco dei primi contingenti di truppa.
«La Stampa», 8 agosto 1964 [p.5]
Titolo: Tutta l’America dietro il presidente nella crisi asiatica. Il Congresso americano approva le decisioni di Johnson contro il Vietnam. Anche il sentaore di estrema destra Goldwater (rivale del presidente) appoggia le decisioni della Casa Bianca. Unanimità di consensi alla Camera, due soli voti contrari al Senato. Gli Stati Uniti rafforzano la difesa nel Sud-est asiatico. “Stato di emergenza” nel Vietnam del Sud; Ferdinando Vegas, L’incognita di Pechino; Nicola Caracciolo, Gli Stati Uniti inviano altri aerei a Saigon. Washington teme nuovi attacchi dei comunisti nord-vietnamiti. Stato d’assedio proclamato nel Vietnam del Sud, spie, sabotatori, borsari neri saranno fucilati “a vista”, senza processo; r.s. Le severe misure di Saigon contro la minacccia comunista; Al Consiglio di Sicurezza. L’ONU accetta di ascoltare i delegati nord-vietnamiti
E’ pubblicata la prima Enciclica di Paolo VI: Ecclesiam Suam che ha per tema la Chiesa , la sua riforma e i rapporti con il mondo contemporaneo.
Enciclica di Paolo VI «Ecclesiam suam» [testo- fonte www.vatican.va]
«La Stampa», 11 agosto 1964 [p.5]
Titolo: Pubblicata ieri l’enciclica “Ecclesiam Suam”. Paolo VI esorta i cattolici a continuare il dialogo con i non credenti per convertirli. Il colloquio, aperto da Giovanni XXIII, deve avere, secondo il papa, queste caratteristiche: “chiarezza, mitezza, fiducia, prudenza pedagogica”. “La Chiesa, perfetta nella sua concezione ideale” deve adattarsi ai tempi: comprendere i “motivi spesso nobili e generosi del turbamento dell’ateo”. Ma nessun compromesso è possibile con il comunismo attuale: “in nome della civiltà che muore condanniamo i sistemi ideologici negatori di Dio e oppressori della Chiesa, tra questi specialmente il comunismo ateo”. Questa, aggiunge il Pontefice, non è una sentenza di giudici ma il lamento di vittime e perseguitati: da parte nostra non c’è alcuna preclusione, l’incontro è impossibile per colpa loro. Appello ai credenti in Dio e ai “fratelli delle Chiese separate” per difendere i comuni valori: libertà, giustizia, fratellanza e pace; Luigi Salvatorelli, Chiesa e umanesimo laico; l.f. (Lamberto Furno), “Non possiamo restare insensibili e immobili davanti ai mutamenti del mondo che ci circonda”. “Ma la Chiesa deve adattarsi ai costumi del tempo”. “Le riforme che eventualmente il Concilio potrà fra poco suggerire non riguarderanno né la concezione essenziale né le sue strutture fondamentali”
A Yalta in Crimea alle ore 13,20 muore Palmiro Togliatti.
«l’Unità», 22 agosto 1964 [pp.1-4-pp.9-10-p.12]
p.1- Titolo pagina : Scompare con lui un grande combattente per la causa del comunismo, un maestro del marxismo, uno dei massimi protagonisti della lotta contro il fascismo italiano e internazionale e per il rinnovamento democratico e socialista dell’Italia. Togliatti è morto. Profonda emozione in Italia e nel mondo ; Editoriale della Direzione del PCI ; Oggi alle 16 la salma arriva a Ciampino. Martedì i funerali ;
p.2- La Direzione del PCI comunica la notizia ed esprime il cordoglio ai familiari ; Il manifesto del Comitato centrale ; Ringraziamento ai medici e alle autorità sovietiche ; Messaggio della CGIL ; I giovani comunisti inchinano le loro bandiere di lotta [ Comunicato della FGCI ] ; Telegramma della sezione femminile a Nilde Jotti ; Dichiarazione del professor Eugenio Togliatti. Il fratello: ha speso bene la sua vita ;
p.2-p.10 - Parlamento, partiti e governo per la morte di Togliatti. Alti riconoscimenti e cordoglio nel mondo politico italiano. Messaggi da parte della famiglia Segni, di Merzagora, Bucciarelli-Ducci e Moro. Dichiarazioni di Nenni, Saragat, La Malfa, De Martino. Manifesto del PSIUP - Centinaia di telegrammi e testimonianze di uomini politici ;
p.2-p.4 - Aldo De Jaco, Bandiere rosse e tricolori abbrunate in via delle Botteghe Oscure. Una folla addolorata sfila davanti alla sede del partito. L'angoscioso annuncio telefonico da Artek alla Segreteria . L'afflusso di personalità e lavoratori
Innumerevoli messaggi ;
p.3- Giuseppe Boffa, I medici hanno tentato l’impossibile. Le ultime drammatiche ore di lotta con la morte vita. Quando il cuore ha cessato di battere i medici sono intervenuti con ogni mezzo per rianimarlo: massaggi cardiaci, iniezioni nell’interno del cuore, respirazione artificiale. Solo dopo due ore ci si arresi alla dura realtà ; È giunto ad Artek nel pomeriggio. L’omaggio di Kruscev alla salma. Il primo ministro sovietico insieme ad altri dirigenti del PCUS e i compagni del PCI hanno formato la prima guardia d’onore ; Il messaggio del PCUS al Partito comunista italiano ; L’annuncio da Yalta ; Il messaggio di Krusciov alla compagna Jotti ; Augusto Pancaldi, Mosca: unanime dolore e rimpianto. La notizia della morte di Togliatti diffusa dalla radio e dalla televisione. La “ Pravda” reca oggi un grande ritratto listato a lutto. Le telefonate alla redazione moscovita dell’ “ Unità” ;
p.4- Messaggi: Tutta l’Italia del lavoro abbruna le sue bandiere ;
p.9 - Dichiarazioni : Commosso omaggio della cultura italiana ;
p.10- La solidarietà dei partiti fratelli ;
p.12 - La Foto di Togliatti
«l’Unità», 22 agosto 1964 [pp.6-8]
p.5- Al centro delle battaglie socialiste che nel corso di cinquantenni hanno mutato il volto dell’Europa e dell’Italia. La vita e le lotte di Palmiro Togliatti capo della classe operaia italiana ;
p.6- Dalle prime battaglie con Gramsci all’ “Ordine Nuovo” per dare alla classe operaia un nuovo partito rivoluzionario, alla strategia di lotta contro il fascismo e la guerra nella guida dell’Internazionale comunista e in Spagna ;
p.7- Dalla svolta di Napoli per l’unità della Resistenza, all’azione nei governi del CLN , all’opposizione di classe e democratica contro l’autoritarismo clericale, alle battaglie in difesa della Repubblica e della Costituzione ;
p.8- La elaborazione della via italiana al socialismo, il contributo alla nuova strategia politica del movimento operaio internazionale dopo il XX Congresso , le ultime battaglie per una svolta a sinistra e per la distensione
«l’Unità», 23 agosto 1964[pp.6-8]
pp.1- 2- Un pellegrinaggio ininterrotto si snoda davanti alla salma esposta nella sede del Comitato centrale. Il Popolo onora Palmiro Togliatti [titolo pagina 1] La salma è giunta a Ciampino alle 16.05 di ieri accolta dai compagni della Direzione. Una dichiarazione di Longo all’aeroporto. Ali di folla piangente lungo la strada. Confermati per martedì alle 16,30 i funerali. Immensa partecipazione da tutto il Paese e dal mondo ; Rubens Tedeschi, L’arrivo all’aeroporto di Ciampino. Il primo saluto di Roma. Profonda commozione dei compagni in attesa. L’abbraccio dei familiari. Un’onda di commozione popolare in via delle Botteghe Oscure. La sfilata nella camera ardente ;
p.1- Editoriale, Un saluto unanime ;
p.2- Alla salma esposta nella camera ardente di via Botteghe Oscure. Il presidente della Camera è stato il primo dei visitatori. Dalle 17,30 fino a notte inoltrata personalità politiche e intellettuali hanno reso omaggio al compagno Togliatti insieme a migliaia di cittadini. Scaglia in rappresentanza di Moro e Brodolini con una delegazione del PSI. Alla guardia d’onore si alternano dirigenti di partito e lavoratori. Brezniev alla sede del PCI ; Fiumana di popolo in via Botteghe Oscure. Perché si stringono attorno a Togliatti. I tre compagni di Cassino. “Mi piaceva perché voleva veramente la pace. Il registro delle firme ;
p.3- Ad Artek e Sinferopoli. L’estremo saluto a Togliatti prima della partenza per Roma. I massimi dirigenti dell’URSS, rappresentanti dei partiti fratelli e una folla muta e commossa hanno fatto ala al corteo. I discorsi di Krusciov e Longo ;
p.4- Imponente manifestazione unitaria in ogni provincia mentre continua il tributo di cordoglio. Affluiranno da tutta Italia a Roma per l’estremo omaggio al compagno Togliatti ;
p.5- Eccezionale tributo di stima nei commenti di tutta la stampa. La commossa e fraterna partecipazione dell’ “Avanti! “. Un editoriale del «Popolo». “L’Osservatore Romano» invita i credenti alla preghiera. Il commento del «Messaggero» e del «Giorno». Isolato qualunquismo del «Corriere della sera» ; Omaggio al compagno Palmiro Togliatti. Nuove testimonianze degli uomini politici. Telegrammi di Saragat, La Malfa, Riccardo Lombardi, deputati e senatori di ogni partito ; Omaggio di lavoratori e cittadini di ogni partito. Plebiscito popolare di dolore e affetto ;
p.6 – Titolo pagina : Commosso omaggio della cultura italiana ; Protesta per l’atteggiamento della RAI-TV. Un telegramma dei parlamentari comunisti all’on. Restivo. Telefonate di cittadini, di sezioni del PCI, del PSIUP, del PSI per chiedere che i funerali siano trasmessi in diretta ;
p.8- Il dirigente comunista internazionale nei messaggi dei partiti fratelli ;
p.9- Titolo pagina : Il mondo saluta un grande italiano ; Augusto Pancaldi , Mosca: I quotidiani sovietici escono listati a lutto. Migliaia di commoventi messaggi alla redazione moscovita dell’Unità ; Ferdinando Mautino, Per invito della Lega dei comunisti. Due giorni di lutto in tutta la Jugoslavia. Un comunicato al paese firmato dal presidente Tito ; Leo Vestri, Il “Times”: “ Sapeva suscitare la fiducia del popolo” ; Romolo Caccavale, Berlino : Grande risalto sulla stampa tedesca ; I commenti di Parigi alla scomparsa di Togliatti. Un uomo di statura eccezionale.
«l’Unità», 23 agosto 1964[p.7]
Tre scritti di Togliatti : Napoli 1944, Classe operaia e unità nazionale ; Bergamo 1963 , Il dialogo tra comunisti e cattolici sui grandi temi della pace e del destino dell’uomo ; l’Unità 1962, La verità, la rivoluzione, il partito
«l’Unità», 24 agosto 1964[pp. 1-8-p.14]
p.1-Titolo pagina : Da due giorni si snoda ininterrotto il pellegrinaggio di popolo dinanzi alla salma del capo del PCI. Domani l’estremo addio dell’Italia a Togliatti. Le solenni esequie muoveranno alle ore 16 di martedì da via delle Botteghe Oscure a Piazza San Giovanni dove saranno pronunziate le orazioni funebri ; Immensa partecipazione unitaria al lutto del Partito ;
pp.1-2- Rubens Tedeschi , Pellegrinaggio d’affetto e di dolore in via delle Botteghe Oscure ;
p.2- Una lettera di Dossetti al compagno Togliatti ;
p.3- Funerali: Si muoverà alle ore 16 il corteo funebre da via Botteghe Oscure a Piazza San Giovanni. Il concentramento del corteo alle ore 14 ; Ordine del corteo. Disposizioni ; Il percorso del corteo ;
p.4- I giornali italiani sulla morte di Palmiro Togliatti. I commenti di stampa riflettono l’emozione di tutti i settori dell’opinione pubblica. La partecipazione dell’ “Avanti!” . Grande rilievo sui maggiori quotidiani alle accoglienze popolari alla salma. I giornali sardi. Un profilo di Missiroli. Note stonate di alcuni giornali di destra ; Altri messaggi al CC. Il cordoglio del mondo politico ; sir. se ( Sirio Sebastianelli), Commosso plebiscito popolare. “ Seguiremo con tenacia compagno Togliatti la via da te indicata”. Oltre 15 mila telegrammi fino a ieri. Significativa testimonianza di un vigile notturno milanese. Affettuosa lettera a Marisa . “ Ho provato lo stesso dolore di quando morì mio padre” ; Da tutta Italia alla RAI-TV. Telefonate e telegrammi reclamano la telecronaca diretta dei funerali ;
p.5- Imponente mobilitazione unitaria dopo la scomparsa del grande dirigente comunista. Da tutte le province porteranno a Roma l’estremo saluto dell’Italia a Togliatti. Ventimila lavoratori dall’Emilia. Decine di treni speciali e pullman dalla Toscana e da ogni parte del Paese. Delegazioni unitarie delle Amministrazioni provinciali, comunali, delle organizzazioni di massa e dei partiti ;
p.6- Il cordoglio dei partiti fratelli espresso in messaggi da tutti i continenti ; Giungono da tutto il mondo i delegati dei partiti fratelli ;
p.7- Commosso omaggio della cultura italiana ; Un primo elenco dei telegrammi ;
p.8 – Roma prepara l’ultimo saluto. Assemblee nei quartieri per onorare Togliatti ;
p.14- Al campo di Artek pochi istanti prima del malore. Le ultime fotografie di Togliatti
Si svolgono i funerali di Togliatti. Un immenso corteo , oltre un milione di persone, si snoda da via delle Botteghe Oscure a Piazza San Giovanni dove Umberto Terracini, Ferdinando Santi, Breznev, Francesco De Martino, La Passionaria ( Dolores Ibarruri ) , Ferruccio Parri, Tullio Vecchietti, Achille Occhetto e Luigi Longo svolgono le orazioni funebri.
«l’Unità», 25 agosto 1964[pp. 1-8-p.14]
p.1- Titolo pagina: Il corteo funebre muoverà alle 16 da via Botteghe Oscure. Stasera per l’ultima volta Togliatti a San Giovanni. Da ogni provincia d'Italia affluiscono decine e decine di migliaia di lavoratori con le rosse bandiere abbrunate. Tutto il popolo di Roma parteciperà al corteo e alla cerimonia di addio [ p.1-p.2] ;
pp.1-2- Rubens Tedeschi, Più di 250.000 sono sfilati nella camera ardente. Le visite di Nenni, Piccioni, La Pira. Le delegazioni del PSI,PSIUP, Cgil , di tutte le organizzazioni democratiche e dei partiti fratelli montano la guardia d'onore. La salma visitata dal tiglio Aldo .Episodi di intensa commozione ;
p.2- Altre testimonianze del mondo politico ;
pp. 3-4 - Senza precedenti il tributo unitario di cordoglio dopo la scomparsa del Capo del Partito comunista italiano. Partiti a migliaia affluiscono a Roma per portare a Togliatti il saluto dell’Italia. Numerosi treni speciali, centinaia di pullman e carovane di auto già arrivati. Saranno presenti i gonfaloni di centinaia di Comuni. Durante i funeraliil lavoro verrà sospeso in molte città. Le firme di cordoglio verranno recapitate al PCI. Pressanti richieste alla RAI-TV per un'ampia telecronaca ;
p.4- Altri messaggi dal mondo della cultura ;
p.5 - Togliatti: Piazza San Giovanni . Da qui parlava al popolo romano e a tutta l’Italia ;
p.6- I partiti fratelli presenti a Roma per l’estremo omaggio al capo del PCI ;
p.7- Dopo l’ultimo telegiornale. Una sintesi dei funerali stasera in TV ;
p.8- Secondo elenco dei telegrammi di cordoglio ;
p.14- I funerali : Ecco le norme perché tutti i cittadini possano partecipare al corteo funebre ; Ordine del corteo
«l’Unità», 26 agosto 1964[pp. 7-10]
Testo delle orazioni pronunciate a S. Giovanni da Terracini , Santi , Breznev , De Martino , La Passionaria , Parri , Vecchietti , Occhetto e Longo
«l’Unità», 26 agosto 1964[pp. 1-6-pp.11-12- p.16]
p.1- Titolo pagina : Una manifestazione di dolore di unità e di forza senza precedenti. Eravamo un milione a darglil'estremoaddio ;
p.2- Le delegazioni ufficiali ai funerali ;
pp.2-4- Maurizio Ferrara , Delegazioni da tutta Italia per l'estremo saluto al Capo del PCI . La capitale invasa fin dall'alba da una marea di bandiere rosse ;
p.3- Rubens Tedeschi, “Delio, io penso che la storia ti piace...”. Era un mare di popolo ierila Roma che il funerale diGramsci attraversò deserta. Il fratello e il figlio di Antonio hanno seguito commossi le esequie ;
p.4- Le delegazioni dei partiti fratelli ai funerali ;
p.5- Aldo De Jaco, Una immensa folla silenziosa ha atteso il corteo fin dal mezzogiorno. L’ultimo il più grande abbraccio di popolo a Togliatti sulla piazza di san Giovanni;
p.6- Giorgio Grillo, La traslazione ih forma privata da San Giovanni al Verano. Nella notte Roma lo ha salutato ancora . Folla lungo le strade del piccolo corteo (il cui percorso non era stato annunciato) e fin dentro il cimitero ;
p.11- Silverio Corvisieri, Immensa partecipazione popolare ai funerali del compagno Togliatti. Treni e pullman con le bandiere rosse hanno attraversato tutta l’Italia. All’alba sono giunte a Roma le prime delegazioni. Fiumana di lavoratori alle stazioni. Interminabili file di pullman. “ Migliaia di compagni non hanno potuto partire” ; Augusto Pancaldi, Operai moscoviti e dirigenti politici ricordano Togliatti. Parlano un tornitore, il direttore della “Pravda”, un accademico, compagni del PC spagnolo, greco e indiano e del Komsomol. Il film dell’ultimo discorso di Artek alla TV sovietica ;
p.12- Roma- Da mezzogiorno centinaia di piccoli cortei verso san Giovanni per l’estremo saluto a Togliatti. A migliaia hanno lasciato rioni e borgate ;
p.16- La foto aerea di Piazza San Giovanni durante l’orazione funebre.
«La Stampa», 25 agosto 1964 [p.1]
p.1- l.f. ( Lamberto Furno), Oggi i funerali dell’on. Togliatti. Domani Longo sarà eletto segretario. Per le esequie del leader comunista, il partito ha compiuto il massimo sforzo organizzativo, invitando le sezioni di tutto il Paese. La salma sarà tumulata al Verano nella tomba che appartiene al PCI e dove sono sepolti Di Vittorio e Grieco; v.s. (Vittorio Statera), Sarà breve la seduta del Comitato centrale
«La Stampa», 26 agosto 1964 [p.1-p.5 ]
p.1-Michele Tito, Stamane longo sarà eletto segretario. La successione a Togliatti aggrava i contrasti nel PCI. I massimi dirigenti, divisi su questioni interne e internazionali, si mantengono uniti per ora nel timore di fratture alla base. Ma si vanno esasperando le profonde contraddizioni nel partito, fino ad oggi contenute dall’autorità indiscussa del “leader” scomparso. Ai due estremi sono i gruppi di Amendola e Ingrao ;
p.5-Nicola Adelfi, Il funerale è stato una gigantesca manifestazione di partito. Grande folla e migliaia di bandiere hanno seguitoil feretro di Togliatti. L’apparato organizzativo del PCI ha rivelato un’efficienza poderosa. Alle 14 di ieri intorno al rosso palazzo di via delle Botteghe Oscure cominciava già la ressa imponente e disciplinata, si allineavano centinaia di corone. Alle 16 il corteo muoveva i primi lentissimi passi. Dietro la bara, la on. Nilde Iotti, la figlia adottiva Marisa, il prof. Spallone . Gente ovunque, arrampicata anche sui tetti. In piazza San Giovanni i discorsi celebrativi. La “Passionaria”, Dolores Ibarruni, travolta dalla calca sviene, soccorsa e portata sul palco pronuncia il suo elogio funebre. Alle 20 la tumulazione al Verano illuminata dai riflettori TV; l.f. (Lamberto Furno), I discorsi commemorativi. Diverse le posizioni di Breznev e Longo. Il leader sovietico, in polemica con i cinesi, ha sottolineato la costante fedeltà di Togliattia Mosca. L’on. Longo ha invece insistito sulla “via italiana” ( e quindi autonoma) al socialismo tracciata dal capo scomparso
PCI - Comitato centrale - Luigi Longo è eletto all’unanimità segretario del partito. Nella stessa seduta Mauro Scoccimarro commemora la figura e l’opera di Togliatti. La segreteria di Luigi Longo durerà fino al 1972, quando sarà eletto segretario Enrico Berlinguer. Dal 1972 fino alla morte avvenuta nel 1980 Longo ricoprirà la carica di presidente del partito.
«l’Unità», 27 agosto 1964 [pp. 1-4]
p.1- Titolo pagina : La seduta del Comitato centrale e della Commissione centrale di controllo del PCI. Longo eletto segretario generale. Solenne commemorazione di Togliatti tenuta dal compagno Scoccimarro. Voto unanime del CC e della CCC. Una dichiarazione di Longo ; Ai compagni lavoratori [ appello del CC e della CCC - testo] ;
p.2- Longo: Oltre quaranta anni di lotte al servizio dei lavoratori e del Paese. Nella vita di Longo si riflette la storia del PCI e del nostro popolo. Dirigente del partito e dell’Internazionale comunista. Organizzatore e guida nella battaglia antifascista in Spagna. Tra i massimi artefici della lotta di Liberazione. Protagonista delle grandi lotte politiche per il rinnovamento democratico della società italiana ;
pp.3-4- Il discorso commemorativo di Scoccimarro alla seduta del CC e della CCC. La figura e l’opera del compagno Togliatti
Camera – Commemorazione di Palmiro Togliatti. Per il PCI interviene Pietro Ingrao.
IV Legislatura Camera dei deputati
Seduta pomeridiana n.185– 2 settembre 1964
Commemorazione di Palmiro Togliatti. Interventi : Ingrao , La Malfa, Covelli, Luzzatto, Mauro Ferri, Dietl , Bertinelli, Cottone, Zaccagnini, Moro presidente del Consiglio , Bucciarelli Ducci presidente della Camera
«l’Unità», 3 settembre 1964 [p.1-p.3]
Con discorsi di Ingrao e di tutti i rappresentanti di tutti i gruppi democratici, dell’on. Moro e del presidente Bucciarelli Ducci. Solenne omaggio del Parlamento alla memoria di Togliatti. Dopo la commemorazione la seduta è stata sospesa per mezz’ora in segno di lutto [resoconto della seduta]
PSI- Direzione. Il segretario Francesco De Martino dichiara il consenso del partito allo svolgimento delle elezioni amministrative per novembre. Sull’elezione del nuovo presidente della Repubblica afferma che occorre attendere il Congresso della DC il cui inizio è previsto per il 12 settembre.
«l’Unità», 3 settembre 1964 [p.1-p.14]
m.f. ( Maurizio Ferrara , Riunita ieri la direzione del PSI De Martino conferma : elezioni a novembre. Colloquio di Moro sull'occupazione operaio . Preoccupato articolo del settimanale DC alla vigilia del Congresso
PCI - Direzione. La riunione affronta i temi connessi alla situazione economica del Paese al termine è approvata il documento: Iniziative di lotta per la programmazione democratica
«l’Unità», 4 settembre 1964 [p.3]
Direzione PCI. Iniziative di lotta per la programmazione democratica [ testo]
PCI - Intervista di Luigi Longo al settimanale “Vie Nuove”. Il segretario del PCI ripercorre le varie fasi della sua lunga collaborazione con Palmiro Togliatti.
«l’Unità», 4 settembre 1964 [p.3]
Una intervista del compagno Longo a “ Vie Nuove”. Una lunga collaborazione con Palmiro Togliatti. Gli anni del dopoguerra a Torino. Esperienze della guerra di Spagna e della lotta di liberazione nazionale. “Occorre continuare con slancio e fiducia la politica unitaria sempre seguita da Togliatti “
PCI - «Rinascita» pubblica il «Memoriale di Yalta», l’ultimo scritto di Palmiro Togliatti. Il testo integrale è pubblicato su «l’Unità» del 5 settembre.
«l’Unità», 5 settembre 1964 [p.1- p.3]
È apparso ieri su Rinascita: ripubblichiamo il testo integrale
Il segretario , Luigi Longo, parlando a Genzano ai dirigenti del partito dei Castelli romani sottolinea l’importanza dell’ultimo scritto di Palmiro Togliatti, il «Memoriale di Yalta». Continuano sulla stampa italiana i commenti al «memoriale».
«l’Unità», 8 settembre 1964 [p.1- p.10]
Un discorso ai dirigenti comunisti dei Castelli romani. Longo : il promemoria un inestimabile contributo all’avanzata unitaria. Il senso della vasta eco nel mondo. Lo scritto di Togliatti esprime al linea elaborata dal PCI nel corso di questi anni. La lotta contro le posizioni errate dei compagni cinesi e i rapporti con i partiti fratelli. La nostra iniziativa nel Paese e le prossime elezioni ; Sulla stampa italiana. Altri commenti allo scritto di Togliatti. Editoriali di La Malfa, del “Corriere” e dei giornali cattolici
Senato – Commemorazione di Palmiro Togliatti. Per il PCI interviene Umberto Terracini.
IV Legislatura Senato della Repubblica
Seduta n. 170– 8 settembre 1964
Per la morte dell’on. Togliatti. Interventi : Battaglia , Lami Starnuti, Monni , Scaglia , ministro senza portafoglio, Schiavetti , Terracini, Tolloy, Zelioli Lanzini , vicepresidente del Senato
«l’Unità», 9 settembre 1964 [p.1- p.3]
p.1- p.3- Solenne seduta a Palazzo Madama. Il Senato commemora Togliatti. Il discorso pronunciato dal compagno Terracini. Si sono associati i senatori Schiavetti ( PSIUP), Tolloy ( PSI), Lami starnuti ( PSDI), Monni ( DC) , Battaglia ( PLI ) il ministro Scaglia per il governo e Zelioli- Lanzini per la presidenza del Senato. Sospensione di un quarto d’ora in segno di lutto [resoconto della seduta]
p.1 -Editoriale, Luigi Pintor, Commenti al Promemoria ; Pajetta conferma: il “Promemoria” è integrale [ dichiarazione];
p.3- Il “ Financial Times “ sul Promemoria e il PCI
«Deserto rosso» di Michelangelo Antonioni vince il Leone d’oro alla XXV Mostra del cinema di Venezia. Alla Mostra l’esordio come regista di Pier Paolo Pasolini con «Il Vangelo secondo Matteo» che si aggiudica il premio della giuria.
«l’Unità», 5 settembre 1964 [spettacoli p.7]
Ugo Casirahi, Venezia: Esordio di grande impegno della cinematografia italiana alla XXV Mostra: il più importante film visto sinora. È il Vangelo secondo Pasolini. Un'opera matura, stilisticamente perfetta che si fa più ammirare che amare. Marxismo e cristianesimo, un tentativo di conciliazione . Il più bel film su Cristo ; Aggeo Savioli, Pasolini accorto e modesto
«l’Unità», 8 settembre 1964 [spettacoli p.7]
Ugo Casiraghi , La XXV Mostra ha trovato ieri probabile vincitore: “Il deserto rosso » di Antonioni. Nulla salva Giuliana dallo sfacelo. La protagonista del film non trova aiuto nel mondo borgheseche si autodistrugge “geometricamente”. L'eccezionaleuso del colore ; Aggeo Savioli, Alla conferenza-stampa al Palazzo del Cinema Si scalda Antonioniparlando del colore
«l’Unità», 11 settembre 1964 [spettacoli - p.7]
Ugo Casiraghi , Venezia : Da una buona mostra è scaturito un buon verdetto. Il Leone al “ Deserto rosso” . Premio speciale della giuria al “Vangelo” e all’ “Amleto”. Un brutto film di Bolognini ha concluso le proiezioni
PCI - Conferenza stampa di Luigi Longo a «Tribuna politica». Il segretario del PCI risponde alle domande dei giornalisti delle seguenti testate : «La Tribuna» , «Il Piccolo» , l’«Avanti!» , «L’Avvenire d’Italia» , «Socialismo democratico» , «La Stampa» e «La Sicilia». Modera il dibattito Jader Jacobelli.
«l’Unità», 11 settembre 1964 [p.1- p.12]
p.1-p.3- Longo espone alla TV l’azione autonoma e gli obiettivi unitari del PCI. Continueremo l’opera di Togliatti per definire la via italiana di avanzata al socialismo. Le pesanti condizioni economiche delle grandi masse. Il fallimento del centro-sinistra e la necessità di una nuova maggioranza democratica per un programma di riforme e un nuovo corso politico. Appello ai cattolici [ testo della Conferenza ];
p.1-p.12- a.p. (Augusto Pancaldi) , Il dibattito nel movimento operaio internazionale. Il Promemoria integrale sulla “Pravda”. Ampio resoconto pubblicato dal “Nepszabadsag”. Il testo riprodotto integralmente anche dalla CKT di Praga
12-16 settembre 1964
DC Si svolge a Roma il IX Congresso. Il segretario Mariano Rumor conferma la collaborazione con il PSI ma esclude di poter accettare le sue richieste di nuove nazionalizzazioni, la riforma urbanistica e l’attuazione delle Regioni . Al congresso i «dorotei» perdono la maggioranza assoluta.
Martin Luther King, leader del movimento antisegregazionista americano, è ricevuto – in forma privata - da Paolo VI
«La Stampa», 19 settembre 1964 [p.9]
l.f. (Lamberto Furno), In udienza privata il capo del movimento antisegrazionista. Il pastore King chiede a Paolo VI di intervenire a favore dei negri. Ha esposto al papa la difficile situazione di 22 milioni di negri negli Stati Uniti. Uscendo dal Vaticano ha dichiarato che il capo della Chiesa cattolica presto ripeterà una ferma condanna al razzismo. In un’intervista con i giornalisti si è detto convinto che Goldwater non andrà alla Casa Bianca
Decreto IGE respinto al Senato
«La Stampa», 25 settembre 1964 [p.1]
Titolo: Una votazione a sorpresa che provoca un grave imbarazzo. L’aumento dell’IGE respinto al Senato per 14 “franchi tiratori” e molti assenti. Il decreto legge sull’IGE, già in vigore dal 1° settembre, doveva essere ratificato ieri a Palazzo Madama. Mancavano senatori di ogni partito, tuttavia il centro-sinistra disponeva di una largo margine: 115 contro 92. Si votava a scrutinio segreto e si aveva l’inatteso risultato: 101 contro 107, ossia ai liberali, missini, comunisti e PSIUP si erano uniti, nel segreto dell’urna, quattordici parlamentari della maggioranza. Il governo definisce l’episodio “infortunio tecnico” e non politico. IL provvedimento perde efficacia da oggi, ma sarà riproposto in forma diversa; Editoriale, Michele Tito, Impegni urgenti; Fausto De Luca, La seduta a Palazzo Madama. Bocciata la legge IGE, sono stati approvati gli latri provvedimenti; Da stamane l’IGE torna al 3,3%. Il ministero darà istruzione telegrafica a tutti gli uffici. Intanto prepara altre misure fiscali; Arturo Barone, La legge bocciata fa perdere oltre 227 miliardi al fisco. Dovevano servire a coprire in questo quadrimestre le spese per la fiscalizzazione degli oneri sociali, l’esportazione e il finanziamento delle piccole e medie industrie. Tremelloni assicura che i fondi saranno ugualmente trovati. Il decreto legge può giuridicamente essere riproposto. Difficile il rimborso a chi ha pagato fino a ieri; Vittorio Gorresio, Perché il governo non si è dimesso. Una crisi avrebbe gravi conseguenze economiche in questo momento in cui c’è incertezza al vertice dello Stato e si preparano le elezioni amministrative.
DC- Il segretario, Mariano Rumor, partecipa alla ultima «Tribuna elettorale» dedicata alle elezioni amministrative. Nel suo intervento difende la formula di centro-sinistra e polemizza aspramente con il PCI , con cui afferma non è possibile alcuna intesa , e le altre opposizioni. Il presidente del Consiglio, Aldo Moro, interviene ad un Convegno dei giovani democristiani in provincia di Bari.
«La Stampa», 21 novembre 1964 [p.1]
Titolo: Finiti i comizi, domani si vota. Chiara replica di Rumor agli attacchi comunsiti. Il segretario democristiano ha parlato in tv. Ha definito impossibile qualsiasi intesa con un partito che nega la libertà personale e che ostacola lo sviluppo economico. Dura risposta ai liberali “che non sanno offrire alcuna alternativa”. Gli ultimi discorsi dei leaders politici confermano l’unità fra i gruppi del centro-sinistra; Editoriale, Michele Tito, “Nessu salto nel buio”; l.f. ( Lamberto Furno), L’ultima vivace puntata di “Tribuna elettorale”
22-23 novembre 1964
Si svolgono le elezioni provinciali e comunali. Sono interessati circa 26 milioni di elettori. L’affluenza è del 90, 7 % degli aventi diritto. Alle provinciali la DC ottiene il 37,3% , il PCI il 26% , il PSI l’11, 3% , il PSDI il 6,6% , il PSDI 6,6% , il PSIUP il 2,9% Il PRI il 1,2% , il PLI il 7,9%, il e il MSI il 5,0% e il PDIUM lo 0,9%.
«La Stampa», 22 novembre 1964 [p.1]
Titolo: Una prova che ha decisiva importanza politica. Oggi 32 milioni di italiani votano per i Consiglio comunali e provinciali. Le nuove amministrazioni rimarranno in carica cinque anni. Gli appelli dei partiti insistono sulla necessità di considerare le questioni di fondo non la polemica spicciola. La DC lamenta che liberali e comunisti abbiano “deformato la realtà del Paese” a scopo di propaganda. Socialdemocratici e repubblicani insistono sulla necessità di continuare la politica di centro-sinistra. I socialisti rimproverano al PCI l’ambiguità e il settarismo delle sue posizioni; Editoriale, Vittorio Gorresio, I problemi delle città; v.s., Alle urne in 6767 centri; m.t. (Michele Tito), Le ultime polemiche. I giornali di partito riassumono i motivi per cui chiedono il consenso degli elettori. Il centro- sinistra si presenta unito; Le maggioranze nei comuni capoluoghi di provincia. Fino ad oggi 36 su 78 avevano la giunta di centro-sinistra; Un articolo dell’on. Moro sul significato del voto; I risultati delle elezioni in Italia provinciali del ’60 e politiche del ’63 [tabella]
«La Stampa», 24 novembre 1964 [pp.1-2]
p.1- Titolo: Votazioni in perfetto ordine in tutta Italia, con percentuale del 90.1%. Risultati delle “provinciali”. Alle 2 di stanotte il ministero dell’Interno dirama i dati di 50.183 sezioni su 53.043 dell’intero territorio nazionale, pari al 90,6% dei votanti. In base ad essi e in rapporto alle ultime politiche la DC è in leggero regresso, i socialdemocratici migliorano, il PSI scende dal 13,8 all’11,3. I socialisti del PSIUP ottengono il 2,9% dei voti, leggero incremento del PCI, i liberali salgono dal 7 al 7,7%, in regresso missini e monarchici; [tabella]; Editoriale, Michele Tito, Un bilancio provvisorio; f.d.l. (Fausto De Luca), Come si è votato nelle diverse regioni. Le notizie date dal ministero dell’Interno; È crollato a Napoli il partito monarchico;
pp.1-2-Le provinciali nelle maggiori città ;
p.2-Elezioni comunali; Le “comunali” in Sicilia. Forte aumento della DC e regresso dei comunisti; Le tre ultime elezioni nelle province piemontesi [tabella]
«La Stampa», 25 novembre 1964 [pp.1-2]
Titolo: Il centro-sinistra ha superato la difficile prova elettorale. Rispetto alle politiche del 1963 i quattro partiti hanno perso il 3,5% dei voti nelle provinciali e appena lo 0,6% nelle comunali. Il regresso è dovuto al PSI per la presenza dei dissidenti del PSIUP: questi hanno rivelato di avere un seguito piuttosto scarso in Italia, il 2,9 per cento degli elettori. La DC ricupera posizioni, i socialdemocratici migliorano. Il PCI progredisce nelle provinciali. I liberali stabili nelle comunali, salgono nelle provinciali dal 7 al 7,96 a scapito di monarchici e missini; Editoriale, Vittorio Gorresio, Stabilità politica; Risultati complessivi delle provinciali [tabella]; Comunali nei centri con oltre 5000 abitanti dove si è votato con il sistema proporzionale [tabella]; Michele Tito, Il voto nei comuni ha dato +2,5% alla DC e -1 al PCI ; v.s., Commenti e dichiarazioni dei leaders dei partiti;
pp.1-2 – I risultati delle comunali nei capoluoghi di provincia;
p.2- I nomi dei consiglieri comunali e provinciali. Le amministrazioni elette nei maggiori centri piemontesi. Ad Alessandria i partiti di centro-sinistra dovrebbero sostituirsi alla vecchia Giunta formata da comunisti e socialisti. Possibile il quadripartito ad Asti. A Cuneo confermato il sindaco uscente. In provincia di Vercelli ( nel capoluogo non si è votato) almeno 52 comuni avranno Consigli formati da partiti democratici ; A Genova Giunta impossibile. I socialisti non s’alleano al PCI. DC, PSDI e PSI hanno ottenuto 40 seggi su 80. Si farà ricorso al commissario-prefettizio? A Savona situazione incerta. A La Spezia ci sarà di nuovo il centro-sinistra; A Novara DC, PSDI e PSI nella Giunta provinciale. Anche in 11 comuni possibile un Consiglio di centro-sinistra
PCI - Giorgio Amendola pubblica su «Rinascita» l’articolo Ipotesi sulla riunificazione in cui si domanda se siano ancora valide le ragioni della divisione fra PCI e PSI.
«Stampa Sera», 28-29 novembre 1964 [ p.15]
Mario Pinzauti, Per inserirsi nell’area democratica. Il PCI propone ai socialisti di fondare un nuovo partito. Un articolo di Amendola su “Rinascita” suggerisce l’idea dell’unificazione di tutti i partiti, “a sinistra della DC”, che raggiungerebbero, insieme il 48% dell’elettorato. Una manovra tattica già respinta dall’ “Avanti!”
«La Stampa», 29 novembre 1964 [p.18]
m.t. (Michele Tito), Crisi al vertice del PCI per uno scritto di Amendola. Egli rilancia la proposta d’un partito unico a sinistra
«Stampa Sera», 30 novembre -1 dicembre 1964 [ p.13]
Mario Pinzauti, Sulla proposta del “fronte popolare”. Contrasti nel PCi tra Pajetta e Amendola. Il primo sostiene che i comunisti devono evitare una “dichiarazione di fallimento”. Comunque l’iniziativa ha un valore esclusivamente propagandistico
16-28 dicembre 1964
Inizia la contrastata elezione del presidente della Repubblica. Giovanni Leone, candidato ufficiale della DC , al primo scrutinio ottiene 319 voti. In polemica con la candidatura del suo partito Amintore Fanfani avanza la propria e trova il sostegno della sinistra DC, del PSI, del PSIUP e di alcuni parlamentari del MSI. Al quarto scrutinio Fanfani ottiene 117 voti, Leone perde consensi arrivando a 290. Al decimo scrutinio, 21 dicembre , si fronteggiano tre candidature DC Leone, 299 voti, Fanfani 129, Giulio Pastore 40. Si ritirano Pastore, Fanfani. Dopo il quindicesimo scrutinio si ritira Leone. PCI e PSI votano Nenni. Dal sedicesimo scrutinio avanza la candidatura Saragat votato da PDSI, PRI e parte della DC. E’ eletto presidente della Repubblica al ventunesimo scrutinio , 28 dicembre , con i voti di PCI, PSI, PSDI, PRI e della maggior parte della DC, 646 voti su 937 presenti.
IV Legislatura. Elezione del presidente della Repubblica.Votazioni a scrutinio segreto
[21 scrutini- 16 -28 dicembre 1964 ]
Giuseppe Saragat: Discorso d’insediamento
IV Legistaura- seduta comune 29 dicembre 1964
«La Stampa», 16 dicembre 1964 [ p.1 ]
Michele Tito, Alle 10 comincia la seduta a Montecitorio. Oggi le Camere unite eleggono il presidente della Repubblica. La DC ha definitivamente scelto l’on. Leone: la maggioranza dei parlamentari democristiani si è pronunciata a suo favore, ma il numero esatto dei consensi è segreto. Socialisti, socialdemocratici e repubblicani sosterranno Saragat. Al primo scrutinio i comunisti voteranno Terracini, i liberali Martino, gli altri partiti i rispettivi esponenti. Nei successivi scrutini la lotta si restringerà attorno ai due maggiori candidati. Non sono escluse nell’ultima fase trattative nel centro-sinistra. È incerto se oggi si avranno due o tre votazioni; v.s. (Viitorio Statera), Il voto trasmesso per TV. Il primo collegamento stamane alle 9,30. In ordine saranno chiamati alle urne i senatori, poi i delegati egionali, infine i deputati
«La Stampa», 17 dicembre 1964 [ p.1 ]
Titolo: Cominciate le elezioni per il presidente della Repubblica. Ieri due scrutini: Leone oltre 300 voti, Saragat 140. Solo oggi si avranno le prime sucure indicazioni. A Leone, sono mancati parecchi consensi democristiani: alcuni hanno puntato su Fanfani (18 alla prima votazione, 53 alla seconda), su Taviani e Scelba. A Saragat i voti dei repubblicani, socialisti e socialdemocratici. Gli altri gruppi politici hanno sostenuto un proprio esponente ( Terracini, Martino, Malagugini, De Marsanich) come affermazione di principio. Su qualche scheda il nome di Merzagora, Pastore, Piccioni, Parri, Pella, Jemolo. Stamane terzo scrutinio con maggioranza dei due terzi. Probabile nel pomeriggio il quarto in cui basta la maggioranza della metà più uno e che potrebbe portare alla scelta definitiva; Vittorio Gorresio, Le sorprese non sono escluse; Fausto De Luca, Come si sono svolte le prime due votazioni; Risultati dei primi due scrutini [tabella]; I partiti si riuniscono per il terzo scrutinio. La DC conferma la candidatura di Leone. PSI, PSDI e PRI Saragat. I liberali Martino. Stamane decidono gli altri gruppi
«La Stampa», 18 dicembre 1964 [ p.1 ]
Titolo: L’elezione del capo dello Stato a Montecitorio. Aumentati i voti di Fanfani con l’appoggio del PSIUP. Contatti nel centro-sinistra per un candidato comune. Nei due scrutini di ieri Leone è sceso sotto i 300 voti. Un’ottantina di democristiani si sono schierati per Fanfani rompendo la disciplina di partito. Saragat ha mantenuto i consensi dei socialisti, socialdemocratici e repubblicani. Intensi colloqui nella notte fra i quattro partiti governativi per la scelta di un nome su cui fra convergere le designazioni: si parla per ora di Leone, Sragat, Pastore, Piccioni e Zaccagnini. Contrasti tra i comunisti divisi sull’opportunità di appoggiare eventualmente Fanfani, Saragat o Pastore. Alle 16 di oggi pomeriggio la quinta votazione, per cui basterà la maggioranza di 482 voti; Editoriale, Vittorio Gorresio, La posta in gioco; Fausto De Luca, Le votazioni di ieri nell’aula affollata; I risultati di tutti gli scrutini [tabella]; Michele Tito, Intensi drammatici colloqui nelle sedi dei maggiori partiti. Le polemiche che dividono i comunisti. Severa lettera di Rumor per richiamare tutti i deputati DC al rispetto delle decisioni approvate nei giorni scorsi. I nomi di eventuali nuovi candidati; Relazione di De Martino alla Direzione socialista [notizia]
«La Stampa», 20 dicembre 1964 [ p.1]
Titolo: L’elezione a Montecitorio del presidente della Repubblica. Sono già sette le votazioni, tutte senza esito. I partiti di centro-sinistra cercano un accordo. La divisione della DC si accentua: il candidato ufficiale è Leone, ma dopo Fanfani ora ottiene voti un terzo candidato, Pastore. I liberali appoggiano Leone e il PSIUP Fanfani. Saragat dichiara che è pronto a rinunciare alla propria candidatura per facilitare una chiara intesa fra i partiti del centro-sinistra, ma socialisti e repubblicani insistono sul suo nome. I comunisti, che dispongono di 253 voti, attendono il momento favorevole per intervenire. Affannosi colloqui durante la notte tra i partiti per trovare un candidato comune; Vittorio Gorresio, Difficoltà di una scelta; Fausto De Luca, Stasera alle 19 lo scrutinio forse decisivo; I risultati di tutti gli scrutini [tabella]; Michele Tito, Le intense ore di colloqui e trattative. La DC sarebbe disposta a rinunciare a Leone per un suo candidato gradito ai tre partiti laici del governo. I nomi che si fanno con maggiore insistenza sono Merzagora o Bucciarelli Ducci. Altre possibili candidature: Piccioni, Zaccagnini, Pastore; La riunione tra i quattro conclusa senza nulla di fatto; Il PLI spiega perché ha appoggiato l’on. Leone
«Stampa Sera», 21-22 dicembre 1964 [ p.1-p.13]
p.1- Titolo: I partiti ancora divisi per l’elezione del Presidente. Ottavo scrutinio: risultato nullo (PSI, PSDI e PRI si sono astenuti dal voto). Nuova votazione stamane alle 11. Ieri sera tutti i candidati sono rimasti fermi sulle precedenti posizioni: Leone 312, Terracini 252, Fanfani 132, De Marsanich 38, Pastore 34. La sinistra democratica (PSI, PSDI e PRI) ha deciso l’astensione, dopo una lettera inviata sabato notte da Saragat ai segretari dei partiti alleati per informarli che “potevano scegliere liberamente un’altra soluzione, prescindendo da ogni preoccupazione di carattere personale”. In seno alla democrazia cristiana vani i richiami alla disciplina di partito. Fanfani e Pastore rifiutano di ritirare la loro candidatura; Editoriale, Vittorio Gorresio, Incertezza ed inquietudine; I risultati degli otto scrutini [ tabella] ; Fausto De Luca, La seduta domenicale a Montecitorio in un’atmosfera di tensione ed inquietudine;
p.1-p.13- Una nuova ricerca d’accordo. Stamane un incontro tra i quattro partiti del centro-sinistra. Nei precedenti contatti la DC avrebbe proposto, senza esito, i nomi di Piccioni Bucciarelli Ducci, Merzagora, e del presidente della Corte Costituzionale Ambrosini. Pure stamane i comunisti decideranno su chi riversare i loro voti
«La Stampa», 22 dicembre 1964 [ p.1]
Titolo: Il Parlamento è riunito da mercoledì scorso. Dieci inutili votazioni per il presidente. Il Paese segue con inquietudine gli scrutini. La DC rimane divisa tra Leone, candidato ufficiale, e Fanfani, mentre l’on.Pastore si ritira dalla contesa. Rotto il fronte dei partiti laici. Socialdemocratici e repubblicani si astengono. I socialisti votano per Nenni, ma non è escluso che oggi su pressione di Lombardi si orientino verso Fanfani. I comunisti continuano ad attendere e cercano accordi per valorizzare i 253 voti di cui dispongono. Rumor ha avuto ripetuti colloqui con i capi delle correnti DC e con i “leaders” dei partiti, ma senza esito. Riuniti nella notte i gruppi parlamentari DC. Stamane il voto alle 11; Editoriale, Vittorio Gorresio, Giochi sottili e pericolosi; Fausto De Luca, Il voto di ieri in un’atmosfera confusa; I risultati di sei giorni [tabella]; Michele Tito, Le iniziative per superare la situazione. Come si è giunti alla candidatura di Nenni; Le votazioni si ripeteranno senza limite di tempo; Nota dell’ “Osservatore Romano” sulle elezioni del presidente
«La Stampa», 23 dicembre 1964 [ p.1]
Titolo: A Montecitorio si vota inutilmente da una settimana. Fanfani ritira la sua candidatura alla presidenza. Nella DC e tra i partiti rimangono le divisioni. Ieri il candidato ufficiale, Leone, ha aumentato il numero dei consensi fino a 382 e poi a 401. Nell seconda votazione ha ricevuto l’appoggio dei missini, che è stato ufficialmente respinto dalla Democrazia cristiana. Socialdemocraticie repubblicani depongono scheda bianca. I socialisti continuano a sostentere Nenni, su cui si orientano anche i comunisti. Rumor riprende i colloqui con tutti i “leaders” del Parlamento, ma la reciproca diffidenza e l’ostilità ad alcuni nomi impedisce un’intesa. Riunite nella notte le Direzioni di tutti i gruppi politici. Stamane alle 10,30 si svolgerà la tredicesima votazione: l’incertezza permane; Editoriale, Vittorio Gorresio, Non si trova via d’uscita; I risultati delle 12 votazioni [tabella]; Fausto De Luca, Gli scrutini di ieri. Molte schede bianche. Sette i voti al sen. Montini, fratello del papa. L’atteggiamento dei parlamentari durante il voto non sempre corrisponde alla gravità del momento; Michele Tito, I motivi della rinuncia di Fanfani. Il PCI decide di votare per Nenni. La corrente fanfaniana è rimasta isolata in una tempestosa riunione dei parlamentari. Anche le critiche dell’ “Osservatore Romano” e degli altri giornali d’ispirazione cattolica hanno avuto un notevole peso. Nelle trattative si fanno tra gli altri i nomi di Campilli, Merzagora, Piccioni e Saragat; Le dichiarazioni dell’on. Saragat
«La Stampa», 24 dicembre 1964 [ p.1]
Titolo: Anche ieri due votazioni nulle per il capo dello Stato. Continua l’inutile estenuante confronto dei partiti. Si cerca nella notte un accordo sempre più difficile. Nei due scrutini di ieri ( tredicesimo e quattordicesimo) sono stati contrapposti Leone e Nenni. Al candidato democristiano sono andati i voti di gran parte del partito, dei liberali e missini, a quello socialista quelli dei suoi compagni, dei comunisti e repubblicani. Scheda bianca dei socialdemocratici e di parecchi Dc dissidenti. I social proletari dopo aver sostenuto Fanfani, tornano al loro vecchio “leader” Malagugini. Se nelle riunioni di stanotte non si riuscirà a scegliere un candidato gradito a tutto il centro-sinistra ( si riparla di Saragat), la prova di forza fra i gruppi politici continuerà venerdì e forse anche dopo Natale; Editoriale, Vittorio Gorresio, Un’intesa necessaria; I risultati delle 14 votazioni [tabella]; Fausto De Luca, Oggi si vota alle 10,30; Michele Tito, Lunga animata riunione dei peralamentari DC per superare la grave situazione politica. L’unione dei comunisti e socialisti nel voto di ieri potrebbe rimettere in gioco tutto il centro-sinistra. Colloqui di Rumor con i segretari dei tre partiti laici. Due soluzioni possibili: rilanciare Saragat o presentare un nuovo candidato democristiano o indipendente gradito a tutti. Stamane si riunisce la Direzione DC: sarà fatta una proposta decisiva ?; Resa nota la lettera di Saragat sulla rinuncia alla candidatura
«Stampa Sera», 24-25 dicembre 1964 [ p.1-p.13]
Titolo: Anche nel giorno di Natale riunione a Montecitorio. Dopo il 15° ( e vano) scrutinio la situazione è ancora bloccata; Negoziati in corso. Si vota di nuovo domani sera alle 19. Nella votazione di stamane Leone (386 voti) e Nenni ( 348) sono risultati sostanzialmente fermi sulle medesime posizioni di ieri. Al primo hanno riconfermato l’appoggio liberali e missini, al secondo comunisti e repubblicani. Per entrambi il traguardo del Quirinale appare irraggiungibile, se non intervengono fatti nuovi. Il numero delle schede bianche deposte da socialdemocratici e democristiani dissidenti è ancora umentato: 152. I presidenti dei gruppi parlamentari convocati da Bucciarelli Ducci; Gli ultimi scrutini [tabella]; Mario Pinzauti, La nuova convocazione; Gianfranco Franci, Di scrutinio in scrutinio aumenta la tensione in aula
«La Stampa», 27 dicembre 1964 [ p.1]
Titolo pagina: Dopo undici giorni risultati ancora negativi. DC e PSDI si accordano per Saragat ma comunisti e socialisti votano Nenni. Nell’ultimo scrutinio di ieri sera fra i democristiani si sono avute circa cento schede bianche, mentre dei socialdemocratici 13 hanno dato il voto a Paolo Rossi. Invece comunisti, socialisti e PSIUP hanno votato compatti per Nenni. La competizione tra i capi dei due partiti socialisti rende molto confusa la situazione politica. I comunisti si dicono pronti a convergere su Saragat se richiesti ufficialmente dalla DC. Il rifiuto di Rumor. La Direzione DC deplora l’indisciplina nel partito e sospende Donat Cattin e De Mita. Il parlamentare torinese si dimette da sottosegretario; Editoriale, Vittorio Gorresio, Rottura del fronte laico e di quello democristiano; Michele Tito, Tanassi del PSDI tenta questa mattina un’intesa tra i partiti per l’on. Saragat; Fausto De Luca, Nenni 380 voti, Saragat 311; Il PSDI intende escludere soltanto il MSI dall’intesa. Un comunicato dei socialisti; I risultati delle ultime otto votazioni [tabella]
«Stampa Sera», 28-29 dicembre 1964 [ p.1-p.13]
p.1- Titolo pagina: Stamane ventesima votazione per il presidente. Possibile un’intesa su Saragat ( ma finora un accordo non è stato raggiunto); Vittorio Gorresio, Le condizioni per una convergenza con DC, PSDI e PRI. I socialisti appoggerebbero Saragat come candidato della sinistra democratica. Un accordo di massima abbozzato sabato tra PSDI e PCI bloccato da un veto democristiano. Un comunicato diffuso dalla segreteria del PCI non esclude un possibile sganciamento da Nenni. La soluzione suggeita da La Malfa per aggirare le difficoltà: i partiti potrebbero convergere “ in modo autonomo” sul leader socialdemocratico; Fausto De Luca, Comincia alle 10 l’appello dei parlamentari. La tredicesima giornata di assemblea a Montecitorio; I risultati delle ultime nove votazioni [ tabella]; “Se non intervengono fatti nuovi”. Stamane il PSI vota ancora Nenni. Nel successivo scrutinio avverrebbe il mutamento di rotta. A tarda sera un incontro fra i dirigenti dei due partiti socialisti con Saragat e Nenni. Quest’ultimo pronto a ritirarsi quando la Direzione del PSI lo riterrà opportuno.Riunione dei gruppi parlamentari DC: gli esponenti della sinistra democristiana assicurano di sostenere con il loro voto Saragat. Incertezza per i fanfaniani. In mattinata colloqui fra comunisti e socialdemocratici;
p.1-p.13-Mario Pinzauti, Intense trattative
«La Stampa», 29 dicembre 1964 [ pp.1-3-p.15]
p.1-Titolo pagina: Con 646 voti su 937 elettori. Saragat presidente della Repubblica. Una vittoria della democrazia e della libertà. Sul suo nome vi è stata una convergenza di voti democristiani, socialdemocratici, socialisti, repubblicani e comunisti. IL PSIUP ha votato scheda bianca, i liberali Martino, i missini De Marsanich, i monarchici si sono astenuti. A Montecitorio il ventunesimo scrutinio seguito con grande apprensione. QuandoBucciarelli Ducci ha letto la scheda con la quale Saragat raggiungeva il quorum dei 482 voti prescritti dalla Costituzione, deputati e senatori si sono alzati in piedi e hanno applaudito calorosamente. Altri lunghi applausi dell’assemblea hanno salutato il termine dello spoglio; Editoriale, Vittorio Gorresio, Il custode ideale della Costituzione; Fausto De Luca, Il nuovo capo dello Stato giura a Montecitorio stamane alle 11. L’ultima votazione è cominciata ieri alle 17. L’aula era gremita, nella tribuna pubblica molti diplomatici. Nella maggioranza dei parlamentari c’era aria di gran sollievo perché si sapeva che Saragat sarebbe stato eletto. Quando passa Nenni i socialisti applaudono tra le intemperanze di alcuni social proletari ; I risultati del 21° scrutinio [tabella];
p.2- Titolo pagina: Tredici giorni di aspra lotta parlamentare; Michele Tito, Gli animati incontri tra i partiti che hanno portato all’elezione di Saragat. La situazione è stata sbloccata dal leader socialdemocratico con questa dichiarazione: “Ho posto per la seconda volta la mia candidatura a presidente della Repubblica e mi auguro che sul mio nome vi sia la convergenza dei voti di tutti i gruppi democratici e antifascisti”. I direttivi e i rappresentanti delle corenti democristiane decidono “ al di sopra dei vari partiti di assicurargli la compattezza nel voto”. Nenni ritira la propria candidatura e convince i socialisti ad appoggiarlo, contro l’opposizione dei lombardiani. Una visita di Saragat a Fanfani che gli assicura il voto. Le schede bianche sono state 15. Sono quelle del PSIUP e dei dissidenti democristiani, socialisti e comunisti. Conosciuto l’esito del ventunesimo scrutinio, l’on. Rumor dichiara: “L’elezione di Saragat è avvenuta secondo l’impostazione originaria della Democrazia cristiana; Lamberto Furno, Saragat nel suo ufficio di ministro ha atteso il risultato della votazione. Era solo con un amico, subito ha voluto far visita ai figli ed ai nipoti. Poi, alle 19, è incominciata la vita ufficaile di presidente. Scortato dalla polizia a Palazzo Chigi, ha ricevuto i presidenti delle Camere, l’on. Moro, il governo, accettando la candidatura con queste parole: “Servirò il Paese con piena e completa oscienza democratica”. La visita a Merzagora. I messaggi di congratulazione del presidente del Consiglio, dei capipartito e delle alte cariche dello Stato;
p.3 – Nicola Adelfi, “In Saragat prevale ( disse De Gasperi) un senos religioso della libertà”. Quarant’anni di lotte per il socialismo democratico. Nato a Torino nel 1898, a ventisette anni era tra i dirigenti del movimento riformista, pochi mesi dopo, appena sposato, sceglieva la difficile vita del fuoriuscito. In Austria e in Francia tra intese e fratture con Nenni, diresse l’opposizione socialista al fascismo, e nel 1943 fu l’amico-avversario a salvarlo dai nazisti. Primo ambasciatore a Parigi dell’Italia libera, presidente della Costituente, combattè con aperto rigore contro l’alleanza con i comunisti: fino ad uscire dal PSIUP e fondare il Partito socialdemocratico. Ma non abbandonò mai la speranza di riannodare il dialogo tra i socialisti_ il frutto di questa pazienza giunse con il centro-sinistra. Sui grandi problemi, Saragat ha sempre dimostrato di veder chiaro e di non cadere sui principi;
p.15- Titolo: L’eco nelle capitali estere per l’elezione di Saragat; m.ci., Soddisfazione a Londra. Un portavoce del governo laburista dichiara: “Ora è possibile in Italia la riunificazione socialista”; Nicola Caracciolo, Caldo messaggio del presidente Johnson. “Spero che nel futuro la nostra stretta amicizia continuerà”. Le congratulazioni del segretario di Stato Rusk; a.v., Parigi ricorda gli anni dell’esilio sotto il fascismo; Kreisky saluta in Saragat l’avversario leale e comprensivo. “L’elezione di un democratico inflessibile alla presidenza della Repubblica italiana, dichiara il ministro austriaco, deve riempire di gioia e soddisfazione”. Messaggi del capo dello Stato, Schaerf, e del vice-cancelliere Pittermann; Unanimi consensi a Bonn. “L’Italia ha scelto bene”
«La Stampa», 30 dicembre 1964 [ pp.1-3]
p.1-Titolo pagina: Saragat giura fedeltà alla Costituzione davanti al Parlamento. Il messaggio del presidente della Repubblica. “Attuare nella libertà la giustizia sociale”. A Montecitorio, di fronte all’Assemblea dei deputati e dei senatori, il capo dello Stato espone il suo programma. Intende essere “sereno moderatore dei contrasti che la vita del Paese sprigiona come condizione del suo sviluppo”. Fissa le linee programmatiche di politica interna: “Difesa della pace, consolidamento delle libere istituzioni, avvento di un sistema sociale in cui l’iniziativa individuale si saldi con quella della collettività”. Per la politica estera riconferma la piena solidarietà all’Alleanza Atlantica per un “disarmo progressivo, simultaneo, controllato” ed auspica “una distensione internazionale con la tolleranza tra sistemi politici, economici, sociali diversi”. L’Assemblea interrompe più volte il discorso con calorosi applausi e tutti si alzano in piedi, ad eccezione dei missini, quando Saragat afferma che la Repubblica è sorta dalla Resistenza, che va considerata come continuazione del nostro Risorgimento; Editoriale, Vittorio Gorresio, Un discorso concreto; Fausto De Luca, Saragat salutato a Montecitorio al grido di “Viva la Repubblica”. Centouno colpi di cannone verso il mezzogiorno hanno annunciato che l’Italia ha il nuovo presidente. Dopo il giuramento e la lettura del messaggio davanti alle Camere riunite, Saragat passa in rivista la scorta d’onore e si reca al Quirinale accompagnato dai corazzieri. Cordiale incontro con Merzagora che gli porge “devoto omaggio” e gli assicura “la collaborazione operosa di tutto il popolo italiano”. L’incontro del capo dello Stato con Moro, l’affettuosa stretta di mano di Nenni, il caloroso abbraccio a La Malfa;
pp.1-2-Casa per i lavoratori, ospedali, scuola per tutti [Giuseppe Saragat: Discorso di insediamento- testo];
p.2- Michele Tito, Moro presenta le dimissioni del governo il presidente della Repubblica le respinge. Ieri pomeriggio i ministri hanno tenuto una breve riunione. Nel comunicato emesso al termine dei lavori il governo rivolge un caldo saluto a Segni, ringrazia Merzagora per l’opera svolta come presidente vicario ed esprime un devoto augurio a Saragat per il compito che lo attende. Moro non accetta le dimissioni dell’on. Donat Cattin da sottosegretario. Nenni chiede che siano attuate con urgenza la legge urbanistica, la programmazione e la nuova disciplina delle pensioni. La difficoltà della sostituzione di Saragat al ministero degli Esteri. La Democrazia cristiana riunirà dopo l’Epifania il Consiglio nazionale; Un commento pubblicato dal quotidiano della Santa Sede. “L’Osservatore Romano”: “Gli ideali di Saragat sono libertà e giustizia”;
p.3-Arnaldo Geraldini, Non vuole essere “la prima signora della Repubblica”. Ernestina Saragat parla del padre. È nata a Vienna, ma le sue prime memorie infantili risalgono agli anni difficili dell’esilio a Parigi. Cresciuta in una famiglia unita, “all’antica”, non si è mai interessata alla politica. Moglie di un medico, madre di due figli, è tornata a vivere con il presidente dopo la morte della madre
Mariano Rumor, «Memorie 1943-1970», Neri Pozza Editore, Vicenza, 1991, pp. 329-351
1-2 gennaio 1965
PCI – L’editoriale di «Rinascita» scritto da Giancarlo Pajetta ricostruisce le contraddizioni del centro-sinistra e in particolare le divisioni nella DC che si sono manifestate nel corso dell’ elezione del presidente della Repubblica e sottolinea il ruolo avuto dal PCI.
«l’Unità», 2 gennaio 1965 [p.2]
Editoriale di Rinascita. Presenza comunista
1-2 gennaio 1965
La DC rivendica l’incarico di ministro degli Esteri in sostituzione di Giuseppe Saragat. All’incarico puntano i dorotei come rivincita dopo la sconfitta subita nel corso delle elezioni del presidente della Repubblica e come ridefinizione degli equilibri correntizi all’interno del partito. Fissato per la metà di gennaio il Consiglio nazionale.
«l’Unità», 2 gennaio 1965 [p.1-p.12]
Editoriale, Mario Alicata, Equilibri ? ; vice, Alla ricerca di una rivincita. I dorotei puntano alla Farnesina.Nuove manovre del gruppo dirigente DC che è ormai in minoranza al governo e nel partito. A metà gennaio il CN democristiano. Improbabile che Moro riesca a sanare la grave situazione di crisi con un semplice “rimpasto” governativo. Il messaggio di Saragat agli italiani per il Nuovo Anno
1-2 gennaio 1965
PCI – I parlamentari comunisti , riferendosi al grave comportamento delle forze dell’ordine nelle manifestazioni del 9-10 dicembre a Roma contro Ciombè , nel corso delle quali hanno agito squadre di agenti in borghese che hanno colpito cittadini e deputati e senatori presenti, inviano una lettera al presidente della Camera Bucciarelli Ducci per chiedere l’allontanemnto del questore di Roma Di Stefano, del vicequestorie Troisi e dei commissari Pagano e De Vita , un’inchiesta su eventuali responsabilità politiche e che tali squadre siano sciolte. La lettera è corredata da numerose testimonianze.
«l’Unità», 2 gennaio 1965 [p.2]
Una lettera di parlamentari a Bucciarelli Ducci. Sciogliere le squadre di agenti in borghese; “Dategli addosso al deputato”
«La Stampa», 2 gennaio 1965 [ p.1 ]
Michele Tito , La DC dichiara che è sua intenzione mantenere fede al programma di governo. Il “Popolo” scrive : “ Ciò che conta è la linea politica del partito , espressa dagli organi ufficiali , che si traduce nella volontà di realizzare gli impegni e le collaborazioni “. Nelle correnti democristiane si fa strada la convinzione che sia inopportuno rompere l’equilibrio per dissensi sulla questione presidenziale , ormai superata. Un intervento dell’on. La Malfa
PSI – L’ editoriale dell’ «Avanti!» , non firmato ma scritto da Pietro Nenni , afferma che sarebbe un errore da parte dei partiti del centro-sinistra fare come se nelle elezioni del presidente della Repubblica non fosse successo nulla o pensare di aprire una crisi di governo e chiede un chiarimento da parte di tutte le correnti della DC per un rilancio della formula di governo senza il quale sarebbe meglio andare alle urne.
«Stampa Sera», 2-3 gennaio 1965 [ p.11]
Pubblicato dal quotidiano socialista. Polemico articolo “ispirato” da Nenni sull’elezione presidenziale. Si sostiene la necessità di un “serio e pronto” chiarimento sui rapporti tra la DC e gli altri partiti del centro-sinistra e che “il governo ha l’obbligo di mettersi in regola con gli impegni assunti”
«La Stampa», 7 gennaio 1965 [ p.1 ]
Fausto De Luca , Moro e Rumor rientrano oggi a Roma. La DC inizia l’esame delle correnti. I rappresentanti di “ Forze nuove” ( sindacalisti e basisti) si riuniscono per decidere la loro posizione al prossimo Consiglio nazionale della Democrazia cristiana. Il governo intende accelerare i lavori per ricuperare il tempo perduto nelle elezioni presidenziali. A giorni il Consiglio dei ministri
DC – Si riunisce la corrente Forze nuove ( sindacalisti e Base )
«l’Unità», 8 gennaio 1965 [p.1- p.12]
vice , Si è svolto il convegno di “Forze nuove”. Uniti “ basisti” e sindacalisti contro i dorotei . Un comunicato che rinvia ogni possibilità di cartello delle sinistre al “pubblico dibattito nel Consiglio nazionale “. La riunione dell'organismo DC fra il 15 e il 20 . Oggi il congresso dei giovani DC
«La Stampa», 8 gennaio 1965 [ p.1 ]
Michele Tito , È incominciato il processo di “chiarificazione”. La sinistra DC rinvia le intese al prossimo Consiglio nazionale del partito. I rappresentanti di “Forze nuove” si dichiarano solidali con Donat Cattin e De Mita contro i provvedimenti disciplinari inflitti dalla Direzione. L’esponente basista Galloni propone un’alleanza con i fanfaniani da estendersi a Moro e ai suoi amici , in modo da isolare dorotei e scelbiani. Pastore è contrario : per unirci con Fanfani dobbiamo conoscere chiaramente il suo pensiero sul centro-sinistra e sulle leggi che il governo si è impegnato a varare. L’ordine del giorno della riunione dice che nessun accordo è possibile prima che le altre correnti abbiano indicato le loro posizioni
Intensi colloqui e numerosi incontri per esaminare la situazione nel governo dopo l’elezione deI presidenre della Repubblica. Giuseppe Saragat si incontra, fra gli altri, con Pietro Nenni ; Il presidente del Consiglio, Aldo Moro, con i segretari dei partiti del centro-sinistra. Il segretario della DC, Mariano Rumor lavora per ridurre i contrasti fra le correnti. Nessun mutamento nella compagine governativa in attesa del Consiglio nazionale della DC.
«La Stampa», 12 gennaio 1965 [ p.1 ]
Titolo: Intensi colloqui tra gli esponenti politici. Non sono previsti mutamenti nel governo in attesa del Consiglio nazionale della DC. Saragat ha ricevuto Nenni per un’ora e mezzo. Moro si è incontrato con il socialdemocratico Tanassi e con il socialista De Martino. Oggi vedrà i segretari del partito repubblicano e Rumor. Tutti sembrano concordi che non si può fermare l’attività governativa nei mesi più delicati dell’inverno, in una difficile situazione economica e con importanti scadenze internazionali; Editoriale, Vittorio Gorresio, Uscire dall’incertezza; Michele Tito, Rumor tenta di ridurre i contrasti tra le correnti
20-21 gennaio 1965
Continua il dibattito interno al centro-sinistra. Il PSI, in una nota ufficiosa, chiede un ampio «rimpasto» della compagine di governo, con l’entrata di fanfaniani e lombardiani. Il presidente del Consiglio, Aldo Moro, esprime la sua contrarietà a questa ipotesi già in parte prevista per la primavera. A suo avviso un «rimpasto», con le difficoltà che implica, ostacolerebbe la necessaria ripresa economica. Ormai si dà per acquista la nomina di Amintore Fanfani a ministro degli Esteri.
Titolo: Il PSI propone un nuovo “grande centro-sinistra”. Moro contrario ad un ampio rimpasto che ostacolerebbe la ripresa economica. Si dà per certa l’entrata di Fanfani al governo. I socialisti, in una nota ufficiosa, vorebbero subito un vato movimento di ministri ( che era previsto in primavera) con la partecipazione dei fanfaniani e dei lombardeschi. Il presidente del Consiglio obietta che si andrebbe per le lunghe con il rischio di non varare in tempo quesi provvedimenti necessari per sostenere l’occupazione operaia e dar fiducia agli imprenditori. Per la Democrazia cristiana si prospetta una Direzione sostenuta da morotei, fanfaniani e sindalbasisti; Editoriale, Vittorio Gorresio, È l’ora di agire; Michele Tito, Le correnti della DC si preparano al prossimo Congresso nazionale
DC : In vista del prossimo Consiglio nazionale si riunisce la corrente di «Impegno democratico», i morodorotei.
«La Stampa», 21 gennaio 1965 [ p.1 ]
Michele Tito, Le correnti della DC si preparano al prossimo Congresso nazionale
CGIL : Conferenza stampa di fine anno del segretario generale Agostino Novella che si pronuncia contro la politica dei redditi e denuncia un deterioramento dei rapporti con le altre organizzazioni sindacali. Nel corso della Conferenza intervengono a motivare la linea dell’organizzazione Montagnani, Foa, Lama, Scheda e Didò.
«Rassegna sindacale», n.52, anno XI, 23 gennaio 1965 [pp.3-5]
La conferenza stampa annuale della CGIL. “Una tribuna sindacale” vivace eserratissima. Botta e risposta tra i giornalisti e la Segreteria Confederale
«La Stampa», 21 gennaio 1965 [ p.14 ]
ar.ba. (Arturo Barone), La CGIL ammette lo scarso successo delle sue lotte sindacli nel 1964. Conferenza stampa del segretario generale on.Novella. Il sindacato di estrema sinistra è contrario alla politica dei redditi. Riconosce che l’unità fra le varie organizzazioni sindacali ha subito “un certo deterioramento” : la CGIL si è trovata spesso isolata
21-29 gennaio 1965
Consiglio dei ministri : Il 21 gennaio è prorogata la Cassa del Mezzogiorno fino al 1980. Previsti 1700 miliardi in cinque anni per lo sviluppo del Mezzogiorno. Lo stesso giorno inizia la discussione sul «Piano quinquennale» che si protrarrà per otto giorni fino al 29 gennaio.
«L’astrolabio», anno III, n.3, 15 febbraio 1965 [pp.14-16]
Federico Coen, Le leggi della programmazione. Una soluzione non occasionale dei problemi istituzionali posti dalla programmazione richiede il ricorso a una legge-quadro che definisca un'intelaiatura giuridica, in cui si inquadrino i successivi atti di approvazione, aggiornamento, revisione dei piani pluriennali
«La Stampa», 22 gennaio 1965 [ p.1]
Fausto De Luca, Le deliberazioni del Consiglio dei ministri. Il governo ha prorogato l’attività della Cassa del Mezzogiorno sino al 1980 suddividendola in tre periodi. Per far fronte ai primi finanziamenti si sta trattando con la Banca internazionale (BIRS). Gli interventi saranno concentrati in alcune aree di principale importanza. I ministri hanno poi iniziato l’esame della programmazione : sarà continuato questa mattina. Uno dei punti principali è di trovare il modo perché nel ’65 il reddito nazionale aumenti del 5 per cento, che è la media su cui si basa lo sviluppo del piano economico; Michele Tito, Il governo chiede la collaborazione dei sindacati per superare la crisi. Il ministro del Bilancio Pieraccini ha ricevuto l’on. Novella, segretario della CGIL. Il sindacato di estrema sinistra è contrario alla “politica dei redditi”, e minaccia forti agitazioni fra gli statali, protetti dalla stabilità dell’impiego. Ma nuovi aumenti in questo settore significano il rincaro del costo della vita. Grave monito di La Malfa: “La crisi è ancora controllabile, ma può diventare seria se si perde tempo”
«La Stampa», 23 gennaio 1965 [ p.1]
Titolo: I lavori proseguiranno oggi e si concluderanno lunedì. Il governo esamina il piano quinquennale che dovrebbe guidare lo sviluppo economico. Il programma prevede per l’agricoltura un aumento annuale del prodotto lordo del 3 per cento. Si propone di creare entro il 1969 un milione e mezzo circa di nuovi posti di lavoro. Il progetto appare però di difficile attuazione perché presupposne una stabilità monetaria interna e un equilibrio dei conti con l’estero. E si basa sull’ipotesi che lo sviluppo medio del reddito nazionale si mantenga sul 5 per cento. Divergenze tra i ministri: alcuni vorrebbero che fosse soltanto un programma indicativo, altri invece che acquistasse valore di legge vincolante; Editoriale, Ferdinando di Fenizio, Più teoria che pratica. I desideri e la realtà; Fausto De Luca, I punti principali del documento
«La Stampa», 24 gennaio 1965 [ p.1]
Titolo: Il Consiglio dei ministri continua domani i lavori. Il governo discute se il piano sarà obbligatorio o indicativo. La programmazione non sarà possibile senza il contributo dei sindacati. Le risorse dello Stato sono limitate. Seconco il piano quinquennale, la maggior parte dovrebbero essere destinate alle opere pubbliche e all’edilizia per rimettere in moto interi settori industriali. Invece la CGIL insiste perché vadano a beneficio dei dipendenti statali. Soltanto la CISL e la UIL sono favorevoli alla “politica dei redditi” che vincoli gli aumenti salariali alla produttività; Editoriale, Vittorio Gorresio, La politica della CGIL; Fausto De Luca, Pieraccini: “Andiamo con prudenza consultando esperti del diritto”
«La Stampa», 27 gennaio 1965 [ p.1]
Fausto De Luca, Nuovi provvedimenti per superare l’attuale crisi. Il governo decide di far proseguire opere edili per 241 miliardi bloccate dall’aumento dei costi. Si tratta di case popolari, opsedali e di acquedotti nel Mezzogiorno. Sono stati stanziati per quest’anno complessivi 52 miliardi, che rappresentano i maggiori oneri dovuti alla mutata situazione economica: i relativi disegni di legge dovranno essere approvati dalle due Camere. Il Consiglio dei ministri ha continuato anche la discussione del programma quinquennale, definendo le questioni dei trasporti; Arturo Barone, I dati ufficiali del novembre scorso. Diminuita la produzione delle industrie italiane. Nel novembre ’64, rispetto allo stesso mese del ’63, le aziende meccaniche hanno subito una flessione del 17,9 per cento, quelle della gomma del 16,6, del cemento e vetro del 13,2, i tessili dell’8,28, gli alimentari del 6. Incremento per le imprese chimiche, estrattive, elettriche; La produzione industriale italiana in novembre e nei primi 11 mesi del ’64 [tabella] ; Il Consiglio nazionale della DC rinviato a lunedì 1° dicembre
«La Stampa», 28 gennaio 1965 [ p.1]
Fausto De Luca, Continuano le riunioni del Consiglio dei ministri. Nuove iniziative del governo per piccole e medie imprese. Un disegno di legge stanzia 3 miliardi annui per mutui alle aziende che vogliono adeguare i propri impianti alle moderne necessità. Prosegue l’esame del programma quinquennale: vivace discussione sugli investimenti per l’agricoltura e sui futuri compiti delle società a partecipazione statale; Editoriale, Ferdinando di Fenizio, Peggiora l’andamento della produzione industriale; La produzione industriale in italia [tabella ]; g.f., La contingenza dal 1° febbraio forse aumenterà di due punti. Tra pochi giorni la decisione ufficiale. Dalla fine del ’56 ad oggi la scala mobile è salita di 38 punti. I trimestri che hanno segnato i maggiori balzi: maggio-giugno ’63 (quattro punti), febbraio-aprile e agosto-settembre (tre punti); Lo scatto della contingenza per gli statali: duemila lire; Attesa tra i partiti alleati per il Consiglio nazionale DC
«La Stampa», 29 gennaio 1965 [ p.1]
Fausto De Luca, La riforma delle tasse discussa nel quadro del piano quinquennale. Relazione di Tremelloni al Consiglio dei ministri. Approvato un disegno di legge per stanziare una trentina di miliardi a favore delle piccole e medie imprese agricole
«La Stampa», 30 gennaio 1965 [ p.1]
Fausto De Luca, Ieri dopo otto giorni di lunghe discussioni. Il piano quinquennale per il 1965-’69 approvato dal Consiglio dei ministri. Il programma verrà ora esaminato dal Consiglio nazionale dell’Economia e del lavoro (CNEL) e poi sarà discusso in Parlamento. Esso tende ad assicurare un equilibrato sviluppo della società italiana, a coordinare l’attività delle imprese pubbliche e di quelle private. Prevede un incremento annuale del reddito nazioanle del 5 per cento e investimenti complessivi per 38.500 miliardi di lire. Condizione per un buon esito: la stabilità monetaria. A questo scopo il piano insiste sulla necessità che salari, stipendi e profitti aumentino in modo armonico con la produttività; Michele Tito, Le quattro correnti della DC preparano il documento per la Direzione unitaria. In esso si dichiara la piena adesione al centro-sinistra e si afferma il principio che la nuova Direzione debba comprendere gli esponenti dei vari gruppi, le personalità del partito, e gli ex segretari. Ancora insoluto il problema delle sanzioni per gli on. Donat Cattin e De Mita. Si dà oer certo che Fanfani avrà il ministero degli Esteri
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