In seguito al voto contrario sul finanziamento alla scuola privata si dimette il governo Moro.
«l’Unità», 27 giugno 1964
Si apre un lunga e difficile crisi. Il governo Moro è caduto
Il capo dello Stato, Antonio Segni, conclude le consultazioni per l’assegnazione dell’incarico per la formazione del nuovo governo. Nel corso delle consultazioni, il missino Giovanni Roberti, uscendo dal colloquio con il presidente della Repubblica, dichiara : «In Italia siamo tutti convinti – dal capo dello Stato all’ultimo lavoratore – che l’esperienza del governo di centrosinistra presieduta da Moro è stata la più rovinosa del nostro dopoguerra».
«La Stampa», 1 luglio 1964 [p.1]
Titolo : Intensa e rapida attività per la soluzione della crisi. Segni oggi chiude le consultazioni. Domani o venerdì l’incarico a Moro. La scelta dell’on. Moro è considerata certa. I parlamentari democristiani, socialisti, socialdemocratici e repubblicani sono concordi nel proporre al Quirinale il suo nome per un nuovo centro.-sinistra. Ma le trattative per ricostituire il governo non saranno facili. Molto dipenderà dall’imminente Comitato centrale del PSI. Non è escluso che Nenni sia costretto a chiedere un Congresso straordinario per piegare le ostilità dei lombardiani. In questo caso i socialisti rimarrebbero fuori dal governo concedendo l’appoggio; Vittorio Gorresio, I gravi contrasti fra i socialisti; Michele Tito, Le decisioni dei gruppi parlamentari; f.d.l. ( Fausto De Luca), Gli ex presidenti del Consiglio ascoltati dal capo dello Stato. Scelba, Fanfani, Leone e Pella non hanno fatto dichiarazioni. Parri ha detto: “Il centro-sinistra è inevitabile, non c’è altra soluzione”. Il senatore Ruini: “Necessario un governo di partiti che, fissati i punti più urgenti, rinvii le cose no essenziali”. Polemiche affermazioni di Terracini; v.s. (Vittorio Statera), I lavori della Direzione finiti all’alba di ieri. La posizione della DC fissata dopo lunghe accese discussioni
«La Stampa», 2 luglio 1964 [p.1]
Michele Tito, Un compito che si presenta non privo di difficoltà. Entro domani l’on. Moro al Quirinale per l’incarico di rifare il governo. Le consultazioni sono praticamente finite. Democristiani, socialdemocratici, repubblicani e socialisti indicano una sola formula (centro-sinistra) e un solo nome (Moro). La scelta è ormai sicura. Ma le trattative fra i quattro partiti si presentano laboriose. Il PSI è diviso da aspri contrasti e potrebbe aver bisogno di un Congresso straordinario. In questo caso si aprono molte incognite. Anche nella DC incertezze e dissensi; f.d.l. ( Fausto De Luca), I colloqui di Segni per risolvere la crisi. Il capogruppo missino all’uscita dal Quirinale ha dichiarato: “Dal capo dello Stato all’ultimo lavoratore siamo convinti che il centro-sinistra è l’esperienza più rovinosa del dopoguerra”. La presidenza della Repubblica ribatte. “Si smentisce che il capo dello Stato abbia manifestato apprezzamenti su situazioni presenti o passate”
«La Stampa», 3 luglio 1964 [p.1]
Titolo: Colloqui e riunioni per risolvere la crisi di governo. Rinviato a domani l’incarico a Moro. Oggi comincia la battaglia nel PSI. In mattinata Segni si consulterà ancora con Merzagora e Bucciarelli Ducci. Nello stesso tempo si apriranno i lavori del Comitato centrale socialista: l’atmosfera è tesa, le divisioni profonde. I nenniani accusano Lombardi di aver compiuto gravi atti di indisciplina e il segretario De Martino di averli permessi. Ma nessun per ora sembra voler provocare nuove scissioni. Un primo compromesso sarebbe stato raggiunto fra le correnti del PSI: “Prima discuteremo il programma del futuro governo e poi decideremo se parteciparvi”. Così lo scontro frontale tra Nenni e Lombardi sarebbe soltanto rinviato; Vittorio Gorresio, I socialisti; Michele Tito, Incontro tra Rumor e Nenni; f.d.l. ( Fausto De Luca), Le consultazioni al Quirinale. Ieri il presidente della Repubblica ha ricevuto Mitterdorfer e La Malfa. Il “leader” repubblicano ha detto: “dell’attuale situazione economica siamo tutti colpevoli”; r.s., Malagodi afferma a Roma: invece del centro-sinistra meglio le elezioni anticipate; Il commento di “Le Monde”. L’Italia rischia di avere un autunno molto difficile. Dure critiche a Lombardi che fa il gioco dei comunisti
Il presidente della Repubblica, alle ore 19,45 assegna ad Aldo Moro l’incarico di formare il nuovo governo. Ricevuto l’incarico Moro dichiara di voler ricostruire un governo di centro-sinistra su «basi di chiarezza e solidarietà» e conferma la validità del programma del precedente esecutivo anche se occorre definirne alcuni punti per evitare «equivoci». Fra i primi punti che il nuovo ministero dovrà affrontare indica il contenimento dei prezzi e l’impegno per fronteggiare la disoccupazione. Precisa che , neile fasi più rilevanti delle trattative con i partiti , riferirà costantemente al presidente della Repubblica.
Aldo Moro: Dichiarazione all’atto dell’accettazione per la formazione del governo [ fonte: Archivio centrale dello Stato- Archivi on line Senato]
«La Stampa», 4 luglio 1964 [p.1]
Titolo: La decisione di Segni dopo una giornata politica tesa ed inquieta. Moro ha ricevuto l’incarico per il governo cercherà di ricostruire il centro-sinistra. La convocazione al Quirinale alle 19,45 di ieri, mentre a Roma si svolgono agitate manifestazioni comuniste, missine e dei seguaci di Pacciardi. Dopo due ore di colloquio con il capo dello Stato, Moro dichiara: “Intendo formare, su basi di chiarezza e solidarietà, un governo con DC, PSI, PSDI e PRI”. Conferma la validità del programma precedente, ma aggiunge: bisogna approfondire alcune parti per evitare equivoci. Il nuovo ministero, conclude, dovrà prima di tutto contenere i prezzi e impedire la disoccupazione. Oggi il presidente comincia le trattative, sulle fasi più importanti riferirà a Segni; Editoriale, Vittorio Gorresio, Compito difficile; f.d.l. (Fausto De Luca), Le dichiarazioni del presidente designato; Michele Tito, Non c’è stata battaglia al Comitato centrale. Appassionato intervento di Nenni perché il PSi partecipi al governo. È tempo di abbandonare le alchimie di partito, ha detto, bisogna aver senso di responsabilità. Ci sono sacrifici per tutti: i sindacati devono accettare una autodisciplina se non vogliono ridurre in miseria i lavoratori. Ho imparato in cinquant’anni ad aver paura delle destre, non voglio elezioni anticipate perché darebbero un vuoto di potere che favorisce soltanto gli estremisti; l.f. ( Lamberto Furno), Dimostrazioni degli oppositori a Roma. Discorso di Togliatti, manifesti di Pacciardi, petardi di missini; Il Congresso della DC rinviato a settembre.
PCI - Palmiro Togliatti, e Giorgio Amendola parlano a San Giovanni davanti a oltre 100 mila persone e lanciano una forte mobilitazione per «bloccare ogni involuzione politica» e imporre le riforme. Organizzati comizi e manifestazioni contro l’incarico a Moro e l’eventuale riedizione del centro-sinistra in tutto il Paese. Pietro Ingrao parla a Torino, Mario alicata a Firenze, Luciano Barca a Perugia, Luigi Longo a Milano.
«l’Unità», 4 luglio 1964 [p.1-p.12]
p.1-Titolo: Oltre centomila a San Giovanni al comizio di Togliattie Amendola;
p.1-p.12- Editoriale, Luigi Pintor, Nenni recidivo; Per tentare di ricostituire il centro-sinistra. Incarico a Moro. il presidente incaricato sottolinea la necessità di aggiornare il programma di novembre in riferimento alla congiuntura e in termini di “chiarezza politica” tra i quattro partiti; m.f. (Maurizio Ferrara) , Accettando le tesi dorotee sulla preminenza della congiuntura. Nenni ignora l’involuzione della DC.Al CC del il leader socialista lamenta che le eccessive pressioni della destra rendano per ora impossibile la « epurazione » delle minoranze relazione di De Martino.Giolitti sottolinea i contrasti che hanno minato il governo - sinistra per il passaggio all’ opposizione; Una grande spinta popolare per imporre le riforme ; Una grande spinta popolare per imporre le riforme [recosconto del comizio di Togliatti e Amendola]
4-5 luglio 1964
PSI-Comitato centrale. Relaziona Francesco De Martino. Subito dopo l’intervento di Nenni . Per entrambi è necessario ricostruire il centro-sinistra. Critico Antonio Giolitti, un intervento che indirettamente preannuncia la sua volontà di ritirarsi da un eventuale governo. In totale dissenso il lombardiani. La relazione è approvata con 52 sì, 23 no ( la sinistra), 11 voti all’ordine del giorno che pone condizioni rigide e irrinunciabili per partecipare ad un nuovo centro-sinistra presentato da Riccardo Lombardi e sostenuto dal ministro Antonio Giolitti e dal segretario aggiunto della CGIL Fernando Santi. Nominata la commissione che svolgerà le trattative per il governo ne fanno parte: Pietro Nenni, Francesco De Martino, Giacomo Brodolini, Mauro Ferri e Luigi Mariotti. Tutti della maggioranza.
«La Stampa», 3 luglio 1964 [p.1]
Titolo: Colloqui e riunioni per risolvere la crisi di governo. Rinviato a domani l’incarico a Moro. Oggi comincia la battaglia nel PSI. In mattinata Segni si consulterà ancora con Merzagora e Bucciarelli Ducci. Nello stesso tempo si apriranno i lavori del Comitato centrale socialista: l’atmosfera è tesa, le divisioni profonde. I nenniani accusano Lombardi di aver compiuto gravi atti di indisciplina e il segretario De Martino di averli permessi. Ma nessun per ora sembra voler provocare nuove scissioni. Un primo compromesso sarebbe stato raggiunto fra le correnti del PSI: “Prima discuteremo il programma del futuro governo e poi decideremo se parteciparvi”. Così lo scontro frontale tra Nenni e Lombardi sarebbe soltanto rinviato; Editoriale , Vittorio Gorresio, I socialisti; Michele Tito, Incontro tra Rumor e Nenni; f.d.l. ( Fausto De Luca), Le consultazioni al Quirinale. Ieri il presidente della Repubblica ha ricevuto Mitterdorfer e La Malfa. Il “leader” repubblicano ha detto: “dell’attuale situazione economica siamo tutti colpevoli”; r.s., Malagodi afferma a Roma: invece del centro-sinistra meglio le elezioni anticipate; Il commento di “Le Monde”. L’Italia rischia di avere un autunno molto difficile. Dure critiche a Lombardi che fa il gioco dei comunisti
«La Stampa», 4 luglio 1964 [p.1]
Michele Tito, Non c’è stata battaglia al Comitato centrale. Appassionato intervento di Nenni perché il PSi partecipi al governo. È tempo di abbandonare le alchimie di partito, ha detto, bisogna aver senso di responsabilità. Ci sono sacrifici per tutti: i sindacati devono accettare una autodisciplina se non vogliono ridurre in miseria i lavoratori. Ho imparato in cinquant’anni ad aver paura delle destre, non voglio elezioni anticipate perché darebbero un vuoto di potere che favorisce soltanto gli estremisti
«La Stampa», 5 luglio 1964 [p.1]
Fausto De Luca, Al Comitato centrale socialista. La linea Nenni approvata con 52 voti su 88 votanti. Lombardi presenta un ordine del giorno con rigide condizioni per partecipare al governo: riceve 11 voti compresi il ministro Giolitti e il sindacalista Santi. Alle trattive con Moro andrà una delegazione composta da amici di Nenni e De Martino
Pietro Nenni, «Gli anni del centro sinistra», Diari 1956-1966, SugarCo Edizioni, Milano, 1982,pp.373-374 [ note del 3 e del 4 luglio 1964]
Il presidente designato, Aldo Moro, avvia le consultazioni incontrando i leader dei partiti di centro-sinistra, il governatore della Banca d’Italia Guido Carli, il presidente del Comitato per l’economia e il lavoro, Pietro Campilli e il presidente dell’IRI Giuseppe Petrilli. Lo stesso giorno, con la vittoria della linea Nenni-De Martino si concludono i lavori del Comitato centrale socialista e si apre il Comitato centrale del PSDI.
«La Stampa», 5 luglio 1964 [p.1]
Editoriale, Luigi Slavatorelli, Il dovere necessario. Agire rapidamente; Michele Tito, Per il nuovo ministero di centro-sinistra. Moro discute con i capi dei quattro partiti vuole concludere le trattative in settimana. Ha avuto colloqui con Rumor, Tanassi, Nanni e La Malfa, con il governatore della Banca d’Italia Ciampi, con il presidente del Consiglio dell’economia e del lavoro Campilli, con il presidente dell’IRI Petrilli. Il piano dell’on. Moro : confermare il precedente programma di riforme e stabilire i rimedi alle attuali difficoltà economiche, specialmente al pericolo della disoccupazione. Incerte le previsioni sui negoziati per i dissensi fra i socialisti e gli altri gruppi della maggioranza; Fausto De Luca, Al Comitato centrale socialista. La linea Nenni approvata con 52 voti su 88 votanti. Lombardi presenta un ordine del giorno con rigide condizioni per partecipare al governo: riceve 11 voti compresi il ministro Giolitti e il sindacalista Santi. Alle trattive con Moro andrà una delegazione composta da amici di Nennie De Martino; Vittorio Statera, Saragat al Comitato centrale del PSDI. “non aver paura d’imporre tutti i sacrifici necessari”. Il nuovo ministero quadripartito dovrà agire con coraggio e chiarezza. Il momento è delicato: la lotta all’inflazione dà buoni risultati, ma troppe aziende sono in difficoltà; Nicola Adelfi, Anche senza governo l’Italia è sempre in piedi
PSDI- Comitato centrale
«La Stampa», 5 luglio 1964 [p.1]
Vittorio Statera, Saragat al Comitato centrale del PSDI. “non aver paura d’imporre tutti i sacrifici necessari”. Il nuovo ministero quadripartito dovrà agire con coraggio e chiarezza. Il momento è delicato: la lotta all’inflazione dà buoni risultati, ma troppe aziende sono in difficoltà
Il settimanale «Epoca» esce con una copertina in cui si raffigura il capo dello Stato , Antonio Segni, su uno sfondo tricolore e l’appello: «L’Italia che lavora chiede al capo dello Stato un governo energico e competente che affronti subito con responsabilità la crisi economica e il malessere morale che avvelena la nazione».
DC- Direzione e gruppi parlamentari. La riunione si svolge alla vigilia della prima riunione delle delegazioni dei quattro partiti di centro sinistra , fissata per le 17.00 del 7 luglio. Presiedono i lavori il segretario Mariano Rumor e il presidente designato. Nella relazione Rumor , assicurando il sostegno al tentativo di Moro, conferma i’esigenza di un governo di centro-sinistra ma al tempo stesso esprime molti distinguo sulla «programmazione» e sulla legge urbanistica e sui punti controversi che sono stati all’origine della crisi di governo. Dal dibattito emerge in modo più o meno esplicita la volontà di ridimensionare le ambizioni riformatrici del PSI. Nominata la delegazione che, insieme a Moro, condurrà le trattative. La compongono : il segretario, Antonio Gava e Benigno Zaccagnini.
«La Stampa», 7 luglio 1964 [p.1]
Michele Tito, Per il nuovo governo di centro-sinistra. La DC assicura il pieno appoggio a Moro che oggi apre le trattative con i partiti. Alla Direzione democristiana Rumor ha sottolineato l’estrema urgenza dei rimedi all’inflazione e al pericolo della disoccupazione. Sulla programmazione ha detto : il piano Giolitti non è Vangelo, deve essere discusso in diverse sedi. Per la legge urbanistica rilevata la necessità di non lasciare senza lavoro 600-700 mila edili nel prossimo autunno. L’incontro fra le delegazioni dei quattro partiti è fissato per le 17; Editoriale, Ferdinando di Fenizio, Incognite della programmazione; f.d.l. (Fausto De Luca), La Direzione socialista esaminerà stasera i risultati dei colloqui. In questo modo Lombardi e i suoi amici, esclusi dai negoziati, ne seguiranno da vicino l’andamento. Diciarazioni contrastanti fra gli esponenti del PSI
Vittorio Gorresio , sulla terza pagina de «La Stampa», definisce «assurde» le notizie diffuse all’estero sui rischi di un possibile «colpo di Stato» in Italia. La realtà è ben diversa da quanto scritto da Gorresio come risulterà , in parte, dall’articolo di Nenni del … in cui il leader socialista ricostruisce i retroscena e il clima in cui si sono svolte le trattative per la formazione del II governo Moro e , nel 1967 , dalla denuncia del settimanale «L’Espresso» sugli incontri di Antonio Segni con il generale dei carabinieri Giovanni De Lorenzo e del «Piano Solo» da lui prediposto e successivamente dalle risultanze della Commissione di inchiesta che ne seguirà .
«La Stampa», 7 luglio 1964 [p.3]
Vittorio Gorresio, Sono circolate in questi giorni le voci più assurde. Molti all’estero, qualcuno anche in Italia hanno creduto nella favola del colpo di Stato. La radio francese ha parlato di “situazione rivoluzionaria”, vari giornali hanno raccolto voci di imminenti congiure, “Paris Match” ha addirittura spedito 4 inviati per assistere alla seconda marcia su Roma. Ma chi doveva esserne il protagonista? In certi ambienti, si sono mormorate le ipotesi più diverse: i carabinieri, i generali, Pacciardi, gli agrari del principe Sforza-Ruspoli, adesso c’è chi parla persino di Gedda. Tutte voci insensate: nessuno si è mosso, ma certe fiabe sono dure a morire
Si svolge la prima riunione dei partiti di centro-sinistra
«La Stampa», 8 luglio 1964 [p.1]
Michele Tito, Raggiunta una prima intesa nella riunione fra Moro e le delegazioni dei quattro partiti. Riguarda la formazione di giunte di centro-sinistra nelle amministrazioni locali. Oggi e domani le trattative più delicate. Ci sono profondi contrasti sulle misure anticongiunturali, la legge urbanistica e la scuola. Giolitti ritiene impossibile l’accordo
«La Stampa», 9 luglio 1964 [p.1]
Michele Tito, Per risolvere la crisi di governo. Le trattative fanno progressi ma procedono con cautela. Ieri si è discusso sulla congiuntura: tutti concordi nel ritenere che le misure vanno prese insieme e rapidamente. Su richiesta di Rumor le decisioni sono scritte a verbale. I colloqui continuano più del previsto: si devono ancora esaminare la legge urbanistica, la programmazione, la scuola. Moro non scioglierà la riserva prima di martedì o mercoledì; f.d.l. (Fausto De Luca), De Martino riferisce alla Direzione del PSI; m. ci ( Mario Ciriello) , I commenti esteri sulla nostra crisi. Il liberale “The Guardian” invita l’Europa alla fiducia nell’Italia. Il giornale inglese considera “ingiustificate” le lamentele di quegli Stati che attribuiscono alla situazione italiana le proprie difficoltà. Sottolinea che il governo italiano deve riprendere al più presto la lotta anticongiunturale; m.c., I giornali tedeschi allarmisti sull’economia italiana e la lira
«La Stampa», 11 luglio 1964 [p.1]
p.1-Titolo: Per il governo di centro sinistra. Oggi si decide: accordo o rottura. Nei lunghi ripetuti colloqui di questi giorni non sono stati risolti i profondi contrasti su scuola e programmazione. Dubbi rimangono sulla legge urbanistica. Inutile continuare le discussioni. Moro è stato incaricato di preparare un documento conclusivo: vi ha lavorato questa notte fino a tarda ora. Lo ultimerà in giornata. Le delegazioni dei quattro partiti daranno questa sera su di esso la risposta definitiva; Editoriale, Vittorio Gorresio, Parole e ancora parole; Michele Tito, Moro cerca una soluzione a tre problemi aperti; Nicola Adelfi, Se infine prevalesse il buo senso;
p.9- Arturo Barone, Riunione presso il ministero dei Lavori Pubblici. Discussioni e polemiche sulla legge urbanistica. Il punto dei maggiori dissensi riguarda la clausola dell’ “esproprio generalizzato e obbligatorio”. Secondo il precedente accordo tra i quattro partiti me norme sarebbero applicate solo nelle “zone di accelerata urbanizzazione”
PSI - La Direzione , con 12 voti a favore e 6 contrari, dà mandato alla delegazione incaricata (Pietro Nenni, Francesco De Martino, Giacomo Brodolini, Mauro Ferri, Luigi Mariotti) di proseguire le trattative per la formazione del governo ma di sollecitare ulteriori chiarimenti sulle questioni dell’urbanistica, della scuola, dell’istituzione delle Regioni e della programmazione.
Il presidente della Repubblica, Antonio Segni, convoca il presidente del Senato, Cesare Merzagora , sostenitore di un «governo d’emergenza». Tenendo conto dello stato delle trattive e della discussione nei partiti del centro-sinistra, colpisce che il Quirinale ne dia notizia ufficiale, quasi ad influenzare il corso delle trattative. Pietro Nenni nei sui Diari alludendo ai ai rapporti fra il presidente del Senato e il mondo industriale, commenta : «Siamo al governo della Confindustria.
«La Stampa», 14 luglio 1964 [p.1]
Titolo: Alternativa ancora aperta tra accordo o rottura. Il PSI prosegue le trattative per il governo ma vuole chiarimenti su scuola e urbanistica. La Direzione socialista ( con 12 voti contro 6) autorizza i delegati a continuare le discussioni. Tra coloro che hanno chiesto una rottura immediata Lombardi e Santi. Oggi nuova riunione a Villa Madama tra i quattro partiti. È possibile che si giunga ad un accordo, perché nessuno intende assumersi la responsabilità di un fallimento. Il presidente Segni ha ricevuto Merzagora; Michele Tito, Incertezze tra socialisti e democristiani; Fausto De Luca, I punti che attendono di essere definiti stamane; I repubblicani chiedono un accordo sollecito; [Ansa], Segni riceve Merzagora; Mario Ciriello, Il “Financial Times” sottolinea la ripresa dell’Economia italiana. L’autorevole giornale inglese parla di “miracolosa riabilitazione” della bilancia dei pagamenti. “Anche le pressioni inflazionistiche interne incominciano ad essere meno moleste”
Pietro Nenni, «Gli anni del centro sinistra», Diari 1956-1966, SugarCo Edizioni, Milano, 1982,pp.377-378 [ nota del 13 luglio 1964]
Riprendono le trattative per la formazione del governo. I tre partiti laici ( PSI, PSDI , PRI) unitariamente respingono le richieste della DC su : programmazione, scuola e legge urbanistica. La delegazione della DC dichiara di dover consultatare la Direzione del partito e decidere di conseguenza. La DC appare isolata e la trattativa giunta ad un punto di non ritorno.
16-19 luglio 1964
Si riuniscono le Direzioni dei quattro partiti del centro-sinistra per ratificare l’accordo raggiunto dalle delegazioni nella notte tra il 17-18 luglio. Voto uninanime alla ratifica nelle Direzioni del PSDI e del PRI. Nella Direzione DC , dopo la relazione del segretario Mariano Rumor , che elenca i risultati positivi ottenuti dalla DC, si pronunciano a favore dell’accordo tutti i rappresentanti delle varie correnti, unica eccezione i fanfaniani che si astengono in quanto a loro giudizio , come motiva Arnaldo Forlani, l’accordo non corrisponde ai deliberati della Direzione del 29 giugno. Nella Direzione del PSI la ratifica è approvata con 12 voti a favore e 8 contro , lombardiani e la sinistra. La loro critica all’accordo si concentra sulle misure anticongiunturali considerate inefficaci a garantire l’occupazione e sganciate dalla programmazione, sul ridimensionamento della legge urbanistica, l’accettazione dell’estensione della formula di centro-sinistra alle amministrazioni locali. A conclusione della giornata il presidente Aldo Moro riferisce al presidente della Repubblica Antonio Segni della ratifica da parte delle Direzioni dei partiti dell’accordo di governo.
I quotidiani, di nuovo in edicola, riportano la conclusione delle trattative, il testo dell’accordo sottoscritto dopo 25 giorni di crisi
«Stampa Sera», 20-21 luglio 1964 [p.1-p.14]
p.1- Titolo: La lunga crisi di governo ( 25 giorni) si avvia all conclusione. Moro discute oggi l’elenco dei ministri dopo il nuovo accordo per il centro sinistra. Il presidente del Consiglio ha compiuto ieri con Moro e i capigruppo parlamentari democristiani un primo esame dei candidati al governo. In giornata riceve le designazioni proposte dai partiti della coalizione. Domani Moro si recherà al Quirinale per presentare a Segni la lista e sciogliere la riserva. Decisa l’astensione dal governo dei socialisti della corrente di sinistra. L’onorevole Lombardi lascia la Direzione dell’ “Avanti!”. Aspro il confronto all’intereno del PSI. L’ampia azione mediatrice dell’onorevole Rumor in tutte le fasi della crisi ; Editoriale, Vittorio Gorresio, Una maggiore compattezza; Arturo Barone, Il testo dell’accordo. La priorità alle misure anticongiunturali. I quattro partiti affermano che “bisogna garantire la stabilità della moneta, contenere i prezzi, avviare all’equilibrio la bilancia dei pagamenti, assicurare l’occupazione”. Programmazione: il piano quinquennale incomincerà con il bilancio del 1966. Urbanistica: non sarà colpita la proprietà della casa, saranno ampliate le condizioni per l’esonero dell’esproprio; Michele Tito, Per la composizione del gabinetto. Alcuni problemi ancora aperti. Chi sostituirà l’on. Giolitti al dicastero del Bilancio ? Nenni cederebbe la vicepresidenza a De martino per assumere la direzione del partito. Un telegramma polemico di Merzagora ai senatori e la replica di Gava;
p.1-p.14- Fausto De Luca, Come si sono svolti i difficili negoziati. L’intesa fra i quattro partiti al termine d’una estenuante seduta.
PSI- Riccardo Lombardi si dimette da direttore dell’ «Avanti!». è sostituito da Francesco De Martino. Un gruppo degli autonomisti, capeggiato da Antonio Giolitti, non accetta gli accordi per la formazione del governo.
PSI - Pietro Nenni in un editoriale dell’ «Avanti!» rivela i retroscena dell’accordo.
Ultime difficoltà nella formazione della lista dei ministri
«La Stampa», 22 luglio 1964 [p.1]
Editoriale, Ferdinando de Fenizio, Per riprendere animo. Le misure più urgenti; Michele Tito, Scioglierà la riserva dopo 19 giorni di trattative. Moro oggi presenta a Segni la lista dei nuovi ministri. La Direzione socialista ieri ha designato i candidati. Giolitti non partecipa al governo e al Bilancio andrà Piearccini. Il presidente del Consiglio attende sino a questa mattina la decisione dei fanfaniani. In un concitato colloquio Fanfani dichiara a Rumor ed a Gava che nessun uomo della sua corrente accetterà incarichi ministeriali. Di conseguenza Bosco lascerebbe il ministero del Lavoro e Bo quello delle Partecipazioni statali. L’azione del segretario DC per inserire un rappresentante scelbiano; La Direzione socialista ha concluso i lavori. Rinuncai di Giolitti. Nell’elenco dei ministri al suo posto figura il sen. Mariotti; I nomi probabili del nuovo governo
22-23 luglio 1964
La sera del 22 luglio Aldo Moro presenta a Segni la lista dei ministri del suo II governo di centro-sinistra (DC-PSI-PSDI-PRI). Immutate le rappresentanze dei partiti e le attribuzioni degli incarichi. Antonio Giolitti (PSI) , non avendo accettato di partecipare al governo, è sostituito al Bilancio da Giovanni Pieraccini ( PSI). Il fanfaniano Del Bosco, in sintonia con le critiche mosse da Amintore Fanfani al governo, rinuncia al ministero del Lavoro sostituito da Delle Fave (DC) . Diversa la scelta di Del Bo, della stessa corrente, che resta , invece, alle Partecipazioni Statali. Giacomo Mancini (PSI) dalla Sanità passa ai Lavori Pubblici. Nuovi ministri sono nomintai Scaglia (DC) e Mariotti( PSI). Il 23 i ministri giurano al Quirnale e il 24 il Consiglio dei ministri nella sua prima riunione nomina i sottosegretari, sostituiti i sette esponenti della corrente fanfaniana.
«La Stampa», 23 luglio 1964 [p.1]
Titolo: I decreti di nomina firmati ieri sera dal capo dello Stato. Moro ha presentato a Segni il governo. Stamane i ministri prestano giuramento. Rispetto al precedente governo rimangono immutate le rappresentanze dei partiti e le attribuzioni degli incarichi. Non figurano nella lista Giolitti e Bosco. Il Bilancio affidato a Pieraccini, il ministero del Lavoro a Delle Fave. Mancini dalla Sanità passa ai Lavori Pubblici. Nuovi ministri Scaglia (DC) e Mariotti (PSI). Vane le azioni per vincere l’intansigenza di Fanfani. Tuttavia Bo, che fa parte della sua corrente, accetta di restare alle Partecipazioni Statali. Merzagoranon si trova nel suo ufficio quando il presidente del Consiglio, all’uscita del Quirinale, si reca a fargli visita come vuole la consuetudine. Sottolineato l’episodio negli ambienti politici; Editoriale, Vittorio Gorresio, Un programma più concreto; Michele Tito, Il colloquio al Quirinale. Domani il nuovo governo si riunirà sotto la presidenza di Moro per la nomina dei sottosegretari. Forse fra otto giorni il voto alle Camere; f.d.l. (Fausto De Luca), I commenti dei partiti. Imbarazzo dei comunisti per il loro isolamento; La lista dei ministri
«La Stampa», 24 luglio 1964 [p.1]
Titolo: Hanno prestato giuramento davanti al capo dello Stato. I ministri si riuniscono oggi per nominare i sottosegretari. Saranno sostituiti i sette parlamentari della corrente fanfaniana. Previsti pochi altri spostamenti. Lunedì o martedì il governo preparerà la dichiarazione programmatica per chiedere la fiducia delle Camere. Forse già verranno indicate le misure più urgenti di carattere economico e finanziario. Ieri Moro si è recato da Merzagora per concordare il calendario dei lavori; Editoriale, Nicola Adelfi, Spendere meglio; Michele Tito, Il presidente del Consiglio parlerà mercoledì in Senato. Dopo il voto di Palazzo Madama si presenterà a Montecitorio; Soddisfazione a Washington per il nuovo governo Moro
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