Sabato 27 Settembre, diciottesimo giorno
Tra sabato 27 e la domenica 28 la Cgil preme sui dirigenti sindacali torinesi e sui delegati più rappresentativi per sospendere il blocco dei cancelli e rientrare in fabbrica per valutare con i lavoratori come affrontare la nuova fase. Le divergenze nel sindacato non si fanno dibattito pubblico , Carniti autocriticamente : « Ci siamo limitatati a nascondere tra le “mura domestiche” una situazione di divisione che, se resa pubblica, avrebbe potuto creare imbarazzo sociale e politico». Le divisioni non sfuggono alla Fiat . Nel già ricordato libro intervista a Pansa Cesare Romiti affermerà: «Il sindacato italiano, in quel tempo, si stava scardinando. Ed era anche una babele di linguaggi diversi e di decisioni contraddittorie. I vertici romani sostenevano una cosa, le federazioni un'altra, gli organismi provinciali un’altra ancora. Il “Consiglione” di Mirafiori faceva di testa sua, le leghe della Flm marciavano per conto loro…. Che fine può fare un sindacato così? Va al tappeto da solo».
A Lingotto si riunisce con Giatti il CdF. All'ordine del giorno è la discussione sull'occupazione. La relazione e alcuni interventi propongono una versione piuttosto rigida, che limita molto una vasta partecipazione operaia. Dopo una discussione sulle implicazioni politiche e tecniche viene proposto un comitato diviso in commissioni politica, di vigilanza e per i contatti con la stampa. Opposizione (di minoranza) a questa proposta; al di là dei compiti, tecnici, il comitato potrebbe diventare la vera direzione dell'occupazione. Questa opposizione non è presa in considerazione; ma in realtà nei giorni successivi sarà proprio il comitato ad assumere l'esclusiva direzione a Lingotto.
Alle 15, sul decretone, cade il governo Cossiga.
Alle 17, la FIAT annuncia la sospensione, per 3 mesi, dei licenziamenti. Romiti parla di ricorso alla Cassa integrazione. CGIL, CISL, UILM e FLM ritirano lo sciopero generale.
All'Alfasud sono licenziati per assenteismo 22 operai e 3 impiegati. La FLM minaccia di ritirare la copertura al CdF.
Enrico Berlinguer parlando a Catania, tracciato un bilancio delle dimissioni del governo e della lotta alla FIAT , che considera successi dell’iniziativa operaia e del PCI , rivendica la necessità di una partecipazione del partito al governo del Paese.
«l’Unità», 29 settembre 1980 [pp.1-2]
Berlinguer a Catania trae un primo bilancio delle dimissioni del governo e della lotta alla FIAT. La lezione della caduta di Cossiga. Non è possibile governare la crisi senza la forza e le idee del PCI. Due successi che recano l’impronta della nostra lotta e che aiutano la causa dell’unità. Il nostro impegno a fianco degli operai Fiat . La questione del nuovo governo. I compiti del Partito comunista nel Mezzogiorno e in Sicilia
La lotta alla FIAT - Domenica, diciannovesimo giorno
Dopo la decisione della FIAT , la FLM regionale discute sulle nuove forme di lotta da adottare. Si rivendica di spostare la trattativa sindacati- azienda a Torino
l presidente della Repubblica, Sandro Pertini, inizia le consultazioni per il conferimento dell’incarico per la formazione di un nuovo governo.
«La Stampa», 30 settembre 1980 [ pp.1-2]
pp.1-2 - Alberto Rapisarda , Pertini ha cominciato ieri le consultazioni. Piccoli a Craxi e Spadolini : “ Non cediamo Palazzo Chigi” ;
p.2- Pertini consulta oggi i leaders DC e PCI. “ Situazione difficile dovrò meditare”. Ieri ha sentito gli ex presidenti della Repubblica Saragat e Leone, quindi i presidenti di Senato e Camera, Fanfani e Nilde Jotti. Soltanto Saragat ha rilasciato dichiarazioni : un governo con la più larga maggioranza democratica possibile”. Smentita l’ipotesi che il Cossiga II si presenti alle Camere ; Giuseppe Fedi, Il PCI per un governo “meno pericoloso”. I socialisti : cos’è questa pericolosità. I comunisti sostengono che non spetta a loro indicare formule. Badano soprattutto ai programmi. L’ “Avanti!” polemizza con Berlinguer. Domani si riunisce la Direzione del PSI
La lotta alla FIAT - Lunedì, ventesimo giorno
Riunione alla sede della FLM dl coordinamento del Gruppo Fiat
A Lingotto, all'assemblea del primo turno, spaccatura tra CdF, che propone di mantenere l'oltranza, e settori dell'assemblea che sono per l'articolazione. Si decide infine di mantenere le 8 ore fino a mercoledì, quando nelle altre situazioni ci sarà il rientro dalla Cassa integrazione e si potrà quindi decidere una forma di lotta unitaria. Confermata l'oltranza al secondo turno e corteo interno. Sciopero di 8 ore alla Delta di Rivalta. La FIAT mette a senza lavoro i pochi che non scioperano.
A Mirafiori, 8 ore di sciopero alla 127 e agli Enti centrali.
Alla Teksid, bloccate per 8 ore Fonderie. Fucine e Crescentino. Si lavora invece ad Avigliana e a Carmagnola.
Alla Lancia di Chivasso prosegue il presidio ai cancelli.
Alla Lancia di Borgo San Paolo, sciopero fino a fine turno.
All'IVECO, dove si lavora ai Telai e alla Ricambi, treore di sciopero articolato.
La FIAT afferma che solo a Termini Imerese, oggi, la produzione è quasi regolare. A Desio il pretore Rambolà condanna i picchetti all'Autobianchi, reclama la fine del blocco degli stock. Condanna anche "mandanti e istigatori". Minaccia l'intervento della forza pubblica.
L'ufficio personale Alfasud annuncia che i licenziamenti per assenteismo dovrebbero diventare 500. Guarino, segretario regionale FLM, dice che gli va bene purché quei lavoratori siano rimpiazzati da nuovi assunti, Incontro informale di Sabattini, Morese e Veronese a Torino con la FIAT. Decisione di riprendere l'indomani ma nel frattempo la FIAT non dovrà annunciare la Cassa integrazione.
«Stampa sera», 29 settembre 1980 [cronaca p. 4]
Si decidono le modalità con cui proseguire le agitazioni. Alla FIAT oggi ancora assemblee. Per la FLM la mobilitazione continua. Convocato per il pomeriggio alle 15 il Coordinamento dell’intero Gruppo. Domani mattina riunione di tutti i consigli di fabbrica di Mirafiori, che è stata allargata a rappresentanze di altri stabilimenti
«Stampa sera», 29 settembre 1980 [cronaca p. 5]
Oggi pomeriggio all’ FLM di via Porpora riunione del coordinamento sindacale del Gruppo. Continua il blocco degli stabilimenti FIAT nonostante la sospensione dei licenziamenti
«La Stampa», 30 settembre 1980[ pp.1-2]
Sergio Devecchi, La cassa integrazione per 24 mila dal 6 ottobre per tre mesi. Continuano blocchi e scioperi alla FIAT dopo la sospensione dei licenziamenti. L’azienda definisce “ incredibile” questa situazione. Oggi si terrà l’assemblea di 1500 delegati
Il capo dello Stato conclude le consultazioni. La DC non fa proposte rispetto all’incarico , anche se è noto che due sono i possibili candidati : Arnaldo Forlani e Flaminio Piccoli. Il segretario del Psi, Bettino Craxi, sembra una conferma del tripartito con l’esclusione socialdemocratica, non esclude il ricorso alle elezioni. Si annuncia una difficile Direzione socialista. In aperto contrasto con la linea del segretario la sinistra. Enrico Berlinguer dichiara che il PCI è pronto a partecipare da un governo di svolta e pone come inderogabili condizioni per la valutazione di ogni futuro governo un nuovo indirizzo di politica economica e una « pubblica moralità».
«La Stampa», 1 ottobre 1980[ p.1]
Alberto Rapisarda , Già stasera l’incarico ? I partiti non fanno nomi sceglierà Pertini
In seguito alla non conversione in legge e l’apertura della crisi decadono i decreti sulle misure anti-inflazione previste dal governo.
«La Stampa», 1 ottobre 1980 [ p.1]
Titolo : Drammatici risultati di un durissimo scontro tra le forze politiche. Economia paralizzata : decadono i decreti su Iva e oneri sociali. Benzina 700 lire. Il governo non è riuscito a recuperare tre mesi di lavoro. Le misure anti-inflazione non sono più valide da oggi. Nel Sud pericoli per l’occupazione. Il ministro Reviglio : “ L’aumento dell’inflazione adesso sarà pari a uno scatto di contingenza” ; Editoriale , Vittorio Gorresio , I cocci rotti ; Eugenio Palmieri , Cossiga chiede al Parlamento di convalidare gli atti sino al 30 settembre. Si tenta di correre ai ripari con l’assenso di tutti i gruppi ; Mario Pirani , Ma si può salvare il salvabile ? La Malfa : “ Lo dica l’opposizione “ [ intervista a Ugo La Malfa ]
La lotta alla FIAT - Martedì, ventunesimo giorno
Proseguono gli scioperi. Mentre è in corso la trattativa con i sindacati la FIAT comunica che saranno posi in Cassa integrazione a zero ore 22.884 lavoratori fino alla fine dell'anno. In alcune situazioni sono affissi gli elenchi con i nominativi . Appresa la notizia il « Consiglione» riunito al Teatro Nuovo , un’ Assemblea molto partecipata, decide per i presidi a tutti i cancelli e invita i sindacati nazionali a promuovere uno sciopero generale. Alle porte e ai vari stabilimenti si estendono i presidi. Numerosi i cortei interni e le assemblee di reparto.
Lingotto, primo turno: un grosso corteo recupera le difficoltà del giorno precedente. Quando arriva la notizia della Cassa integrazione si decide di aspettare le decisioni del Consiglione che si deve riunire al teatro Nuovo. Sul secondo turno si sciopererà 8 ore. Una riunione conferma il comitato già eletto. Ha inizio il presidio. La riunione del Consiglione era stata ritardata per l'arrivo delle comunicazioni di Cassa integrazione. Si decide l'immediato presidio di tutti i cancelli e si reclama lo sciopero generale (anche la mozione di questo Consiglione è irreperibile).
Mirafiori, Carrozzerie: assemblee dentro ai cancelli, quindi inizio del presidio. Alle Presse e alle Meccaniche il presidio comincia al secondo turno. A Rivalta erano proclamate 4 ore di sciopero. Se ne fanno 8. Cortei con gli operai che sventolano le lettere di sospensione.
Inizio dei presidi. Alla Lancia di Chivasso il presidio prosegue.
Alle Lancia di Borgo San Paolo e Verrone, sciopero di 8 ore. Villar Porosa e Acciai scioperano per 2 ore. All'IVECO, 3 ore di sciopero per reparto al primo turno, con il presidio ai cancelli. La partecipazione è però modesta. Nel pomeriggio i presidi coinvolgono anche FIAT-Avio e Energia.
A Desio, la FIAT ritira il direttore affermando che gli operai hanno estromesso tutti gli altri dirigenti.
Chiaromonte, per il PCI, difende la proposta Foschi "già accettata dalla FLM".
La segreteria della CGIL-CISL-UIL annuncia che se la FIAT intende di fatto espellere migliaia di lavoratori si andrà allo sciopero generale.
«Stampa sera», 30 settembre 1980 [cronaca p. 6]
g. d. s. , Gruppi di lavoratori sosteranno giorno e notte davanti ai cancelli . La FLM decide il “ presidio” degli stabilimenti ; La situazione di stamane
«La Stampa»,1 ottobre 1980[ p.1]
Sergio Devecchi , L’azienda definisce “ irresponsabile” l’atteggiamento del sindacato. La Fiat annuncia la cassa per 22.884 la FLM decide di presidiare i cancelli
«La Stampa», 1 ottobre 1980[ cronaca di Torino p.12]
Francesco Bullo , Cassa integrazione a zero ore ( tre mesi ) per 21.515 della FIAT auto e 1369 della Teksid. Così la notizia arriva tra 1500 sindacalisti . Riuniti al Nuovo , aspettavano che i “ nazionali” riferissero sul contatto con l’azienda. A un tratto circola la voce : “ La FIAT ha messo fuori gli elenchi” . Il vertice delibera : “ Presidiare subito le fabbriche , lunedì porteremo dentro tutti i sospesi” . La FIAT : “ le misure non sono premessa di licenziamento “ ; Giuseppe Sangiorgio , Riunioni straordinarie della giunta in Comune e del Consiglio regionale. Il sindaco in volo da Colonia. Enrietti incontra i sindacati ; Carlo Novara , Solidarietà con i lavoratori FIAT non rompiamo il fronte unitario ; I 22.884 interessati alla Cassa integrazione [ tabella ] ; Pier Paolo Benedetto , È scattato ieri pomeriggio il presidio degli stabilimenti. Cordoni di operai davanti ai cancelli vietato l’accesso a mezzi e materiali. Nessun incidente. Gli impiegati di Mirafiori escono tra i fischi. In giornata l’azienda ha avviato procedure di licenziamento per 5-6 persone per “ comportamento scorretto” ; Adriano Provera , Perché il ricorso alla Cassa integrazione ordinaria. Pininfarina e Bertone spiegano “ Senza scorte, non c’è lavoro “. “ Subiamo le conseguenze della crisi. Se la FIAT si ferma, toccherà anche a noi” . Alle linee del Fiorino e della 124 spider mancano i pezzi ; Quali le possibilità occupazionali ? Insediata commissione del Comune. Positivi commenti dei vari gruppi : “ Finalmente potremo dare un contributo concreto, facendo luce sul mercato del lavoro”
«il manifesto», 1 ottobre 1980 [p.1]
Titolo : La famiglia Agnelli affigge liste di 22.884 proscritti. Picchetti operai dentro e fuori la fabbrica predispongono il controllo degli impianti ; articoli : Loris Campetti , La FIAT scrive una lettera, anzi due. Metà dei proscritti non sono in cassa integrazione ma prelicenziati. È la mobilità secondo Agnelli ; g.p. ( Giovanna Pajetta) , FIAT. Oggi a Torino i segretari nazionali della FLM. Lama, Carniti e Benvenuto negano lo sciopero generale ; Rossana Rossanda , chi avrà più filo ? ; Rina Gagliardi , La crisi come battuta di caccia: la preda è craxi, le mute sono nella DC, nel PSDI, nel PCI (e altrove)
PSI – Direzione.
«La Stampa»,1 ottobre 1980[ p.2]
Giuseppe Fedi , Oggi Signorile chiederà il rinvio del Congresso. La sinistra PSI polemica con Craxi ripropone l’alternativa con il PCI. “ è semplicistico liquidare come frontista la proposta di Berlinguer” . Movimenti interni : Achilli vuole confluire nel gruppo di Lombardi , Aniasi sempre più vicino alla maggioranza , forse si scioglie la corrente di De Martino
«La Stampa», 2 ottobre 1980[ p.1]
Alberto Rapisarda , Il presidente vuole accelerare i tempi della crisi. Pertini ha convocato Forlani. Si è dimessa la Direzione PSI. Domani il Comitato centrale eleggerà la nuova Direzione, che confermerà Craxi. Signorile non sarà più vicesegretario. Gli uffici importanti alla maggioranza. Stamane incarico al presidente DC ; Aldo Rizzo , Governo a tre
«La Stampa», 5 ottobre 1980 [ p.2]
Alberto Rapisarda , Signorile : “ Ha una concezione bonapartista del partito”. Si sfogano gli sconfitti del PSI dopo il blitz compiuto da Craxi
La lotta alla FIAT - Mercoledì, ventiduesimo giorno
A Torino lunga riunione, sette ore, fra Confederazione sindacale e FLM nazionale, regionale e provinciale. Al termine di decide per lo sciopero generale , data e modalità saranno fissate dal direttivo CGIL-CISL- UIL del 5 ottobre.
A Mirafiori anche le Meccaniche e le Presse adottano le 8 ore di sciopero, con presidio. Assemblee di chiarificazione sulla situazione si tengono alle Carrozzerie. Parla Gialli. Al fungo delle Meccaniche il relatore è Balli.
A Rivalla si entra, si bloccano tutte le linee e poi tutti ai cancelli. Un lavoratore che minaccia di lanciarsi da un'autogru se non gli sarà revocata la Cassa integrazione viene convinto dagli altri, dopo ore, a desistere. Assemblea con De Alessandri.
Al Centro ricerche di Orbassano inizio del blocco con presidio.
In tutte le situazioni si tengono assemblee, la determinazione operaia di non cedere è fortissima. I presidi sono ovunque molto folti.
Corteo all'IVECO al centro tecnico DEL. In seguito a questo corteo, peraltro pacifico, la FIAT invierà due lettere di licenziamento.
Assemblea a Mirafiori: Angelo Caforio denuncia il carattere di rappresaglia della lista di Cassa integrazione e lo dimostra - rispondendo più tardi a domande dei giornalisti - con il caso della Verniciatura dove, su 5 delegati della Finizione 127, uno è stato licenziato e quattro sono in Cassa integrazione; e con l'esempio della cellula LCR Mirafiori, messa in Cassa integrazione al 70 per cento.
Gli enti locali incontrano la FIAT chiedendo il ritiro del provvedimento unilaterale. Il presidente della regione, Enrietti, definisce il ruolo degli amministratori come quello di "mediatori istituzionali".
L'Avanti! se la prende con il PCI "perché è stato trionfalista".
«La Stampa», 2 ottobre 1980 [ p.2]
Sergio Devecchi, Anche ieri a Torino fabbriche presidiate ma senza incidenti. FIAT se continuerà il blocco ricorreremo al magistrato. CGIL-CISL e UIL ripropongono lo sciopero generale se l’azienda non darà garanzie sui criteri della Cassa. I fornitori : se la FIAT non produce anche noi dovremo sospendere i lavoratori ; Mario Pirani, I punti della partita auto
La lotta alla FIAT - Giovedì, ventitreesimo giorno
Arriva alla porta 5 di Mirafiori il pullman dell'ATM, affittato a prezzo politico per farne il centro di coordinamento. Un grande Marx viene dipinto e affisso davanti alla palazzina. Assemblea con Bentivogli e Serafino.
A Lingotto viene organizzata, nel piazzale interno delle Carrozzerie, la mensa popolare a prezzo politico.
All'IVECO l'assemblea decide 7 ore di sciopero, 1 di lavoro e presidio, che durerà fino all'ultimo giorno.
Continuano, dappertutto, i presidi. Mattina parla a Rivalta e Galli a Chivasso. Galli, Mattina e Bentivogli chiedono i criteri con cui sono state compilate le liste. Affermano che le forme di lotta devono consentire di resistere il più a lungo possibile.
Assemblee e presidi anche alla Teksid. Dalla Materferro, corteo per borgo San Paolo.
Arrivano notizie di blocchi e cortei da Termini lmerese, Sulmona, Firenze, Vado Ligure.
Esce sui quotidiani la pubblicità antisciopero della FIAT.
I tipografi del Corriere della Sera impongono che ugual spazio, in una pagina a fronte, sia dato a una contropubblicità sindacale.
La FIAT fa un esposto alla procura perché valuti i contenuti delle disposizioni sindacali in materia di presidi.
L'Unione industriali denuncia, in una lettera agli associati, il comportamento illecito dei sindacati.
Per la prima volta, un gruppo di capi - tra cui il direttore - tenta lo sfondamento di un picchetto, alla Teksid di Carmagnola. Sono messi in fuga.
Alle Frattocchie, seminario del PCI sull'organizzazione sui luoghi di lavoro. Assenti giustificati i lavoratori FIAT. La relazione afferma che il PCI ha 1.140 sezioni operaie e 3.300 cellule in fabbrica.
La lotta alla FIAT - Venerdì, ventiquattresimo giorno
Continuano i presidi, numerosi, davanti alle fabbriche. Radio lotta, notiziario registrato e trasmesso da auto con trombe, da oggi, al centro di coordinamento FLM Mirafiori-Rivalta-Lingotto, annuncia che al Centro ricerche di Orbassano continua il presidio dello stabilimento.
Alla Materferro, mentre proseguono il blocco, i lavoratori del primo turno organizzano una manifestazione nel quartiere di borgo San Paolo. La FLM organizza un presidio in via Garibaldi e a porta Palazzo, per spiegare alla popolazione la lotta dei lavoratori FIAT.
Lucio Magri, per la direzione del PdUP, incontra i lavoratori davanti ad alcuni stabilimenti.
Le direzioni di Chivasso e Cassino vengono ritirate dalla FIAT. A Termini Imerese viene denunciato il CdF. I direttori di tutti gli stabilimenti denunciano con nomi e cognomi i partecipanti ai presidi.
Fine delle trattative separate Foschi-FIAT e Foschi-sindacato. Di nuovo tutti attorno allo stesso tavolo.
La commissione Barattieri consegna a Bisaglia il piano auto: prevede l'esigenza di nuovi modelli, il decongestionamento del Nord a vantaggio di uno sviluppo nel Sud, la mobilità interna e quella esterna e la riduzione dell'assenteismo.
La lotta alla FIAT - Sabato, venticinquesimo giorno
In tutti gli stabilimenti prosegue il presidio ai cancelli. Al centro di coordinamento FLM della porta 5 arrivano messaggi di solidarietà (tra gli altri quelli del nuovi sindacato Solidarnosc della FIAT polacca, di 8.000 delegati delle Comisiones obreras di Catalogna, della CGT e della CFT francesi e della Federazione sindacale europea). A Bruxelles e Waterloo i lavoratori belgi della FIAT scioperano per solidarietà e bloccano le vetture che Agnelli ha richiamato sul mercato italiano.
In via Garibaldi e a porta Palazzo proseguono i presidi di informazione della città sulla lotta dei lavoratori FIAT. Anche a
Orbassano presidio di informazione, al supermercato Conti. Presidi molto numerosi all'IVECO.
A Lingotto, la sera, proiezione del film "Bronte" con la partecipazione di centinaia di abitanti del quartiere.
A Chivasso, riunione del CdF con una delegazione comunale che si impegna a sottoporre alla Giunta una proposta per ridurre del 50 per cento il prezzo della refezione scolastica e dei nidi, per la gratuità della prescuola e del doposcuola, per dilazionare di 3 mesi il pagamento dei riscaldamenti, per stanziare un'altro fondo di solidarietà con i lavoratori in lotta, l'ATM e lo IACP si dichiarano disposti a confrontarsi con il sindacato per il rinvio delle bollette; l'ENEL e la SIP dichiarano che non possono decidere su scala torinese, che serve un'autorizzazione centrale da Roma. Grande partecipazione di operai e cittadini alle discussioni che si tengono per tutto il giorno alla porta 5.
II coordinamento donne FLM, l'Intercategoriale CGIL-CISL-UIL, l'UDI, il Collettivo giuridico e il Bollettino donne cominciano la distribuzione di un appello firmato da Camilla Ravera, Camilla Cederna, Bianca Guidetti Serra, Natalia Aspesi, Lisa Foa, Franca Rame, Giovanna Marini, ecc. contro l'espulsione delle donne dalla fabbrica. Gli studenti del D'Azeglio e dell'ITIS Grugliasco convocano per lunedì alla Camera del lavoro un'assemblea di tutti i comitati studenteschi per organizzare la solidarietà.
La FLM torinese chiede ai quotidiani di pubblicare gratuitamente degli annunci pubblicitari per rispondere alla pubblicità di Agnelli.
Pajetta incontra gli operai del PCI allo Smeraldo. Dichiara che non andrà ai presidi "per impedire altre strumentalizzazioni".
Vittorio Merloni dichiara all'Espresso di volere una seconda Repubblica "di tipo inglese" (cioè col re? Mah!),
All'Alfasud la FLM chiede una più severa regolamentazione del sistema di visite fiscali.
«La Stampa», 5 ottobre 1980 [ pp. 1-2]
pp. 1-2 - Luca Giurato , Improvvisa leggera schiarita nel pessimismo della crisi. Forlani parla con Craxi forse governo a quattro. Verrebbero esclusi i liberali. I socialdemocratici entrerebbero inizialmente nella maggioranza , poi nei ministeri dopo il Congresso socialista. Craxi a casa di Pertini : il presidente avrebbe svolto opera di moderazione. Spadolini condivide le posizioni del PSI ;
p.1- g. san. ( Giuseppe Sangiorgio ) , Zanone : non ci vogliono ? Si saprà chi è settario ; Vittorio Gorresio , Voto segreto o no ? Tiratori sotto accusa ;
p.2 – Giuseppe Fedi , Un quesito per politici e costituzionalisti dopo la caduta di Cossiga. Il voto segreto è mezzo di sabotaggio o difende l’autonomia dei deputati ? Spadolini ( PRI ) : “ Sono per l’abolizione di questo strumento , contro il quale Aldo Moro si batté alla Costituente “. Dello stesso parere Segni ( DC) e Signori ( PSI ) . Tra i contrari a modificare questa parte del regolamento della Camera Bozzi ( PLI ) e Tortorella ( PCI )
Il 5 ottobre Lama, Carniti e Benvenuto si incontrano con Romiti e Foschi. Il ministro autorizza la cassa integrazione per un mese. In serata Annibaldi, portavoce della Fiat, minaccia misure contro di chi entrerà in fabbrica non autorizzato. Si apre la fase più acuta e controversa della lotta. Continuano i presidi davanti ai cancelli. Intanto la Fiat punta sul neonato Coordinamento quadri intermedi, capeggiato da Luigi Arisio, che troveremo eletto nel 1983 nelle liste del Pri. Iniziano a circolare i suoi comunicati. Qualche incidente davanti ai cancelli. I sindacalisti dei metalmeccanici piuttosto che cercare un modo per uscire da una situazione ormai ai limiti , al meglio, decidono di chiamare al blocco dei cancelli i delegati di tutta Italia. Mentre a Roma Cgil, Cisl e Uil discutono di possibili soluzioni che includano ipotesi di mobilità esterna per un certo numero di lavoratori in esubero, a Torino si moltiplicano gli sforzi organizzativi per proseguire ad oltranza la lotta.
La lotta alla FIAT - Domenica, ventiseiesimo giorno
Presidi davanti ai cancelli; in più parti, spettacoli.
A Volvara una squadracela fascista tenta una provocazione contro il picchetto. E' sventata dagli operai, appoggiati anche da numerosi lavoratori fatti giungere da Rivalta.
La FIAT fa affiggere comunicati che diffidano i lavoratori dall'entrare, lunedì, negli stabilimenti.
La FLM da l'indicazione di entrare, all'alba, nei piazzali ma di tenere le assemblee senza varcare le porte delle officine.
A Desio la FIAT insiste con il pretore perché faccia togliere i presidi all'Autobianchi. Notizie di assemblea aperta all'OM di Broscia e di blocco alla Lancia-IVECO di Bolzano.
Ai picchetti, visite da parte di una folta delegazione del PCI di Alessandria; arriva anche Signorile del PSI; Sanlorenzo e Pugno vanno a Lingotto.
Sempre a Lingotto, dove vengono preparati cartelli a mano che saranno appesi ai tram, le guardie limitano l'accesso mensa popolare che si trova all'interno dello stabilimento.
Allo stadio comunale, manifestazione degli operai delle Carrozzerie di Mirafiori durante Juventus-Bologna, con positive reazioni del pubblico. Dagli altoparlanti, Monzeglio della FLM legge un comunicato.
Nella notte, rafforzamento di tutti i presidi.
La lotta alla FIAT - Lunedì, ventisettesimo giorno
Giornata di lotta dei lavoratori FIAT con ingresso nei piazzali dei lavoratori posti in Cassa integrazione. Gli stabilimenti FIAT sono fermi in tutta Italia. A Sulmona entrano anche nei reparti i 75 messi in Cassa integrazione.
Mirafiori : 20.000 lavoratori si affollano alla porta 5: c'è Io sciopero di quattro ore dei metalmeccanici e molte sono le delegazioni di altre fabbriche. Aloia ribadisce le posizioni della FLM sulla trattativa. Diego Novelli dichiara di non voler essere il sindaco di chi vuole licenziare. Si legge il testo delle donne diffuso da sabato. Dopo il comizio, i dipendenti della CIPAS e delle altre mense (numerosissime le donne) danno vita ad un corteo attorno a Mirafiori, per la loro vertenza aziendale.
Al pullman, prima riunione di donne, operaie e delegate, per organizzarsi e decidere iniziative.
A Lingotto sono 5.000 lavoratori partecipano all'assemblea del primo turno. E’ allestita una nuova mensa sul piazzale antistante la Carrozzeria le cooperative forniranno i prodotti agricoli. Al secondo turno assemblea meno partecipata , presente Regazzi , qualche tensione è negata la parola ad alcuni lavoratori. A sera, proiezione del film "Trevico/Torino".
Iniziative e picchetti alla Lancia di Chivasso, a Rivalta, all'IVECO che decide di portare a ore lo sciopero.
Alla Teksid di Carmagnola la FIAT sospende 8 dei lavoratori aggrediti dai capi.
Alla Camera del lavoro i comitati studenteschi decidono di convocare per il prossimo sabato una manifestazione nazionale dei giovani, a Torino. Appello di FGCI, FGSI, AGLI, PdUP, DP e LCR. Decisa anche la partecipazione allo sciopero generale e si invierà una delegazione di giovani, operai e studenti, a Roma.
La federazione nazionale CGIL-CISL-UIL dichiara per venerdì 10 lo sciopero generale di 4 ore (1 per servizi e scuola) e lancia una sottoscrizione volontaria di 5.000 lire a lavoratore, in sostegno della lotta FIAT.
La lotta alla FIAT - Martedì, ventottesimo giorno
Prosecuzione di tutti i presidi.
A Lingotto la Eurest (mense) sospende alcuni lavoratori, senza Cassa integrazione, proporzionalmente al numero dei sospesi FIAT.
Alla Ventana vengono scoperti a lavorare alcuni impiegati della Lancia di Chivasso.
II coordinamento capi, ribattezzatesi "Comitato centrale del coordinamento quadri e capi intermedi", emette un comunicato "a nome di 18.000 quadri FIAT", attaccando i sindacati.
Solidarietà con la lotta FIAT di alcuni docenti del Politecnico di Torino.
Notizie al pullman della porta 5: l'IVECO-OM di Broscia comunica che presidia da una settimana e che ieri hanno fatto una assemblea di 3.000 operai. Primi dati della sottoscrizione, diffusi da Radio lotta: 4 milioni raccolti al pullman, 100 milioni stanziati dalla regione, 50 ciascuno da comune e provincia, 10 milioni e mezzo dagli amministratori del PCI. Si distribuisce il latte offerto da una cooperativa. Dal Belgio perviene la notizia che i lavoratori della FIAT continuano a bloccare 2.300 vetture chiamate in Italia.
Raggiunto raccordo per la vertenza Indesit.
Presidi sindacali alle sedi industriali della Lombardia.
Forlani incontra Lama, Camiti e Benvenuto. Poi Agnelli.
Riprende la trattativa a Roma.
Patto di alleanza tra Craxi e Longo.
La lotta alla FIAT - Mercoledì, ventinovesimo giorno
Una e mezza di notte, Mirafiori. Cominciano a concentrarsi folti gruppi di capi. Ronde di picchettanti li tengono lontani.
A quasi un chilometro dallo stabilimento, vicino al Centro sportivo FIAT, si forma un grosso concentramento. Verso le 330 BW una cinquantina di capi tenta di forzare alla porta O, non molto Si sorvegliata e a cancello aperto. Improwisamente la guardia apre anche il secondo cancello, i capi fanno irruzione, i picchettanti sono travolti ed alcuni feriti. Pochi minuti dopo nuovo assalto questa volta alla porta 11: scontro durissimo, diversi operai feriti ma riescono a respingere l'assalto. Altro concentramento alla 1, dove d'improvviso viene aperto anche un cancello di ingresso alla pista di collaudo. Ma è subito coperto dal folto picchetto. Vola qualche sasso, i capi fuggono. In pochi secondi, via sgombra e resta lì un pullman, vuoto: l'azienda aveva evidentemente predisposto la ritirata.
Quasi alla stessa ora, a Rivalta. Capi ed elementi estranei alla fabbrica (secondo la denuncia della VI Lega) attaccano a colpi di lanciarazzi, protetti da un'improvvisa e certo non casuale interruzione della luce e delle comunicazioni telefoniche tra le porte. E' la porta 3: quando i capi fanno irruzione, alcuni picchettanti restano feriti. Quando arrivano i pullman con gli operai del primo turno, si illuminano le officine della Lastroferratura per far credere che lì si lavora. Tre cortei entrano nello stabilimento e si concentrano davanti al reparto; dopo una lunga trattativa i capi, che hanno nel frattempo consultato la direzione, escono, scortati da un cordone di operai. Nessuna violenza, solo qualche sputo.
Fuori ai cancelli, c'è la polizia.
A Lingotto, all'arrivo del primo turno, alcuni capi cercano di convincere gruppi di lavoratori, specie impiegati, a unirsi a loro per sfondare. Ma alcuni picchettanti intervengono, si formano capannelli in cui si spiega che cosa è successo a Mirafiori e Rivalta e i motivi della lotta. L'azione dei capi fallisce.
La FIAT mette a senza lavoro la Teksid di Avigliana.
II coordinamento capi emette un comunicato in cui si afferma di essere tornati "alle condizioni di ieri, in cui il terrorismo dettava legge in fabbrica e fuori".
La FIAT respinge i figli delle donne in Cassa integrazione dall'asilo-nido.
Delia Guevara, sorella del "Che", porta ai cancelli la solidarietà della resistenza argentina.
Radio lotta annuncia che la sottoscrizione ha raggiunto i 700 milioni. Seconda riunione, molto più affollata, di donne alla porta 5. Discussione sul ruolo della donna in fabbrica, nella famiglia, nella società. In via Porpora, coordinamento nazionale delle delegate FLM.
Al teatro Nuovo, riunione degli esecutivi dei CdF che presto si allarga fino ad essere il Consiglione; la relazione di Pio Galli riferisce sulle trattative e ripropone il ritorno alla lotta articolata. I presenti non sono d'accordo e lo scontro si fa molto duro.
II documento finale viene modificato per ben tre volte, prima di essere approvato. E vengono riconfermate le forme di lotta in corso.
«l’Unità», 9 ottobre 1980.[p.6 ]
Bruno Ugolini , L’atteggiamento intransigente dell’azienda impone lo sviluppo della lotta e il più ampio movimento unitario - Mobilitazione nazionale per gli operai della FIAT sciopero generale. Arriva il primo miliardo Lavoratori di tutte le regioni si affiancano ai picchetti di Torino – L’assemblea dei delegati riunita a Mirafiori ogni stabilimento gemellato con una regione per assicurare tutti i giorni uomini e mezzi; Editoriale , Luciano Lama, Se lì vinciamo è una vittoria per tutti; Massimo Cavallini , Un episodio rissoso che non si deve ripetere - Hanno provato (con scarso successo) a contrapporre i “capi” agli operai - Convocati alle due di notte si sono presentati in 400 «intermedi» (su 18mila) - Sfondati due picchetti a Mirafiori e Rivalta - Il ripensamento di molti ; Titolo pagina : Il movimento ricerca l'accordo pronto ad una lotta lunga ; Marcello Villari, La trattativa continua senza niente di nuovo ; Michele Costa , Davanti ai cancelli anche la sorella del “ Che”; n. F. , da tutta italia i giovani a Torino – L’appuntamento sabato in piazza San Carlo —La manifestazione si concluderà a Mirafiori — La FGCI prepara un'iniziativa a Napoli sul tema del lavoro e dello sviluppo per metà novembre
«La Stampa», 9 ottobre 1980.
Sergio Devecchi , Sempre lontane le parti su come attuare la Cassa integrazione – Torino: scontri ai cancelli della FIAT a Roma si continua a trattare – Aggrediti alcuni capi e operai che volevano entrare negli stabilimenti di Mirafiori e di Rivalta – Al “ consiglione” dei delegati sono emerse divergenze sui metodi di lotta
La lotta alla FIAT - Giovedì, trentesimo giorno
Mirafiori, verso le 4 del mattino. Nuovo concentramento di capi segnalato a Stupinigi; li hanno visti operai che vanno a Rivalta per i picchetti. I capi riescono a travolgere il picchetto alla 31, ferendo alcuni picchettanti.
Rivalta, cambio turno: circa 600 tra capi ed impiegati, in fila per tre, danno vita a una manifestazione silenziosa fino alla palazzina. Contrasti tra i lavoratori in sciopero, tra chi propone un'immediata contromanifestazione per sciogliere i capi e chi dice di lasciar fare.
Alle 22, i capi vogliono uscire, in macchina, dalla porta 23.
Lunghe trattative tra polizia e FLM, alla fine i capi escono tra due file di lavoratori, che li insultano e percuotono le auto.
Lancia di Chivasso, 5.30: un gruppo di carabinieri staziona davanti allo stabilimento per agevolare l'ingresso dei dirigenti.
Comunicato della FLM rivolto a quei capi che non condividono la linea dello scontro frontale: si dissocino dalle provocazioni. L'Unità titola in prima pagina: "Hanno provato (con scarso successo) a contrapporre i 'capi' agli operai".
A Mirafiori e a Lingotto manifestazione di donne con Franca Rame, come già a Rivalta. Interventi molto duri contro i licenziamenti, con quel che vorrebbero dire per le donne e più in generale per l'insieme della classe operaia. Oltre ali'Intercategoriale donne CGIL-CISL-UIL e al movimento di Torino, che hanno organizzato le scadenze, sono presenti anche operaie e delegate della CIPAS, dell'Autobianchi di Desio e della Borlotti di Milano.
Alla 5, nel pomeriggio, spettacolo con Ivan Della Mea. Altro spettacolo a Rivalta. Sempre alla porta 5, dibattito FLM-consigli di fabbnca-sindacalisti dei giornalisti: gli operai chiedono una battaglia per ottenere dalla RAI-TV venti minuti al giorno autogestiti dai lavoratori in lotta. Un altro spettacolo a Lingotto e uno anche alla Lancia di Chivasso, con il collettivo Koinè, Radio lotta annuncia che il PdUP ha versato 5 milioni e il PSI 50.
Benvenuto fa un giro per i picchetti e verifica una forte diffidenza nei riguardi delle confederazioni.
A Venezia, nella riunione dei parlamentari socialisti d'Europa, Bettino Craxi afferma che è "per rinnovare il regime politico'. L'uscita di Merloni sulla seconda Repubblica, insomma fa qualche passo avanti.
A Tokio si firma raccordo Alfa/Nissan.
Il CIPI (comitato interministeriale per il coordinamento della politica industriale) rinvia l'esame del piano auto per vizio procedurale: non è stato fatto valutare al ministro per il Mezzogiorno.
«l’Unità», 11 ottobre 1980
c.f. ( Candiano Falaschi) , Via libera a Forlani dalle Direzioni di PSI, PSDI e PRI. Governo a quattro. Con quale politica ? Questa mattina il presidente incaricato si incontra con Berlinguer. Poi riunirà i quattro partiti governativi. Incerto il PLI se dare o no l’appoggio esterno. Intervista di Andreotti. Napolitano: che cosa può significare un opposizione diversa
La lotta alla FIAT - Venerdì, trentunesimo giorno
Sciopero generale nazionale di tutte le categorie. La manifestazione a Torino si fa alla porta 5 di Mirafiori ad indicare la centralità della lotta alla FIAT. Oltre 40.000 persone , numerose le delegazioni di altre fabbriche . Lavoratrici , giovani, pensionati distribuiscono un volantino di solidarietà con la lotta FIAT. Apre gli interventi Falcone, del Consiglio di fabbrica delle Carrozzerie Mirafiori. Poi Giorgio Benvenuto : nessuna ipotesi di Cassa integrazione è accettabile, se restano le liste discriminatorie. Nell’intervento racconta il colloquio con un operaio alla cui domanda, su come va a finire aveva risposto : "Le strade sono due: o molliamo noi o molla la FIAT"; e l'operaio aveva ribattuto: "No, compagno Benvenuto: o molla la FIAT o la FIAT molla". Interviene Antonio Gil, delle Comisiones obreras della SEAT di Barcellona , presente a Torino con una delegazione ufficiale. Una docente universitaria legge l’appello degli intellettuali a sostegno della lotta alla Fiat
Nel pomeriggio, a Mirafiori, un cordone di polizia protegge l'uscita dei capi che si sono introdotti nello stabilimento, alla porta 14.
La FIAT annuncia che a Cassino si è costituito un comitato «contro il blocco dei cancelli» e ha inoltrato ai carabinieri un esposto. Alla FIAT-Allis di Lecce gli operai avevano avuto il permesso di entrare in mensa a fare l'assemblea, perché pioveva; ora vengono denunciati per "comportamento sconfacente".
Denunce a Torino contro gli operai aggrediti dai capi, alla Teksid di Crescentino e a Rivalta.
Conferenza stampa di Annibaldi: respinge l’accusa che la FIAT voglia colpire con le sospensioni i sindacalisti e nega che le liste prefigurino quelle di mobilità esterna. Nega che colpiscano in particolare le donne.
«l’Unità», 11 ottobre 1980 [p.1-p.23]
p.1- Titolo pagina : Dal Nord al Sud pieno successo della giornata generale di lotta. In dieci milioni hanno scioperato. Controparte di Agnelli adesso è tutto il mondo del lavoro. Grandi manifestazioni in tutte le città e in particolare a Milano, Roma , Bologna, Firenze, Napoli, in Basilicata, in Puglia, in Sicilia. Un monito al governo in formazione. Un forte impegno per la sottoscrizione e nella vigilanza. Tenere unite le forze lavoratrici e rinsaldare le alleanze ; Editoriale, s.ci. ( Stefano Cingolani) ; Un appello di intellettuali torinesi ;
p.1-p.23- Bruno Ugolini , Significativa prova di unità nella manifestazione di Torino
«l’Unità», 11 ottobre 1980 [p.6]
Titolo pagina : Adesso la FIAT sa che gli operai non sono soli ; Bianca Mazzoni, Lama a Milano : questa piazza così unita è un monito per Agnelli. La consapevolezza del livello dello scontro. Una prova che pesa : centomila sul sagrato del Duomo. “Una battaglia per tutti” ; Pasquale Cascella, Roma tra i lavoratori di tante “piccole FIAT “ ; Oggi a Torino giovani da tutta Italia ; Da Nord a Sud una risposta eccezionale ; Michele Costa , Annibaldi a Torino conferma la linea dura della FIAT ; Foschi per gli operai corsi di formazione ; Dopo le Regioni, anche i piccoli comuni sottoscrivono
«l’Unità», 11 ottobre 1980 [Firenze p.]
Massiccia partecipazione in tutta la regione allo sciopero - Torino chiama e la Toscana risponde – I cortei di Firenze, Pisa ed altre città confermano che la posta in gioco è molto alta – Davantiai cancelli di Mirafiori e di Rivalta si difendono anche migliaia di posti di lavoro in tutta Italia ; Angelo Melone, Anche da Firenze: «No ai licenziamenti» - Dietro lo striscione della Fiat di Novoli, migliaia di lavoratori hanno manifestato per la difesa dell'occupazionee per una nuova e politica del Paese - Forte presenza di studenti universitari e medi – Il comizio di Del Turco è stato preceduto dall’intervento di un operaio di Mirafiori - Tanti slogan hanno accompagnato i cortei,
«l’Unità», 11 ottobre 1980
«l’Unità», 11 ottobre 1980
«l’Unità», 11 ottobre 1980
«l’Unità», 11 ottobre 1980
Titolo pagina : Quattro grandi cortei; Non è soltanto solidarietà; a Napoli tanti disoccupati fianco agli operai - Circa 10 mila per il centro della città - Alta l'adesione allo sciopero in tutte le fabbriche –Hanno parlato Clarizia, Del Piano e un rappresentate dell’UDM ; Mario Bologna , Ad Anversa diecimila dietro lo striscione dell'Indesit – Comizio con Trentin – Una lunga teoria di bandiere – Presenza dei lavoratori delle fabbriche in crisi - La consapevolezza della posta in gioco a Torino - Una ferma risposta all’attacco padronale; Gino Anzalone, A Flumeri l'ultima provocazione Fiat è arrivata poco prima dello sciopero - La direzione ha tentato di far entrare , nascosti in un pullmino, cinque impiegati – Questa mattina arrivano i lavoratori torinesi che incontreranno le famiglie degli emigrati irpini
Il presidente incaricato, Forlani, incontra il segretario del PCI
«l’Unità», 12 ottobre 1980 [p.1-17]
L’incontro del PCI con Forlani. Berlinguer : Giudicheremo il governo dai fatti e dall’indirizzo
«La Stampa», 12 ottobre 1980[pp.1-2]
p.1 –Luca Giurato, Si completa il programma, il quadripartito sarà pronto sabato. Governo: armistizio fra Forlani e PCI. Ultimo nodo la scelta dei ministri. Il presidente incaricato vorrebbe nella maggioranza il PLI ( che decide oggi) . PCI e Pri soluzione rapida per la FIAT ;
pp.1-2- Vittorio Gorresio , I cugini ritrovati
La lotta alla FIAT - Sabato, trentaduesimo giorno.
Giornata di manifestazione nazionale dei giovani in appoggio alla lotta FIAT. Da piazza San Carlo, verso le 9, si muove un corteo di circa 25.000 giovani. Sfila davanti al Lingotto , accolto con entusiasmo dal picchetto. Arriva alla porta 5. Al termine il comizio, parlano : un delegato di Mirafiori, una studentessa , una rappresentante dell'lntercategoriale donne CGIL-CISL-UIL che mette in relazione l'attacco contro il lavoro con l’offensiva contro l'aborto. Conclude Sergio Garavini della segreteria CGIL . Segue Ivan Della Mea che canta «O cara moglie», una canzone sui 61 licenziati , «Bandiera rossa». Nel pomeriggio, festa popolare ancora con Della Mea e altri gruppi.
Appelli del cardinal Bellestrero e del vescovo di Ivrea, mons. Bettazzi, che invitano le parti ad una rapida soluzione della vertenza e i cittadini ad intervenire a favore dei lavoratori “ con ogni tipo di contributo”.
La sottoscrizione a favore della lotta viaggia verso i 2 miliardi
«La Stampa», 12 ottobre 1980[pp.1-2]
Sergio De Vecchi , Lo ha annunciato ieri l’azienda, increduli lo contestano i sindacati. A Mirafiori capi e operai “clandestini” hanno prodotto 85 automobili. In un mese di scioperi la FIAT ha perso un fatturato di 500 miliardi, i dipendenti 60 miliardi di retribuzione
«La Stampa», 12 ottobre 1980[cronaca di Torino p.16]
Titolo: La FIAT è bloccata da un mese, domani riprendono le trattative a Roma ; “ Diamo una prova di buona volontà”. Il cardinale Ballestrero scrive da Roma alle parti impegnate nella difficile vertenza ; Adriano Provera, Solidarietà di 20.000 studenti agli operai davanti ai cancelli ; Carlo Novara, Settimana di tensione e speranza ; “ Siamo tutti lavoratori, riflettiamo”. Lettera aperta della FLM ai “capi”. “La drammatica situazione non si può ridurre ad un problema di diritto di entrare”
12-13 ottobre 1980
PCI- Il capogruppo alla Camera Fernando Di Giulio in un editoriale delinea i caratteri di quella che sarà l’opposizione del partito al nuovo governo Forlani
«l’Unità», 13 ottobre 1980 [p.1]
Crisi risolta entro sabato ? Quadripartito : si decide programma e composizione. I liberali si riservano la forma di appoggio. Forlani incontra i sindacati e il padronato ; Editoriale, Ferdinando Di Giulio , La nostra opposizione
La lotta alla FIAT – Domenica, trentatreesimo giorno
Continuano i picchetti ai cancelli. Solidarietà delle delegazioni operaie di varie parti d’Italia. Lettera aperta della FLM ai capi, con richiesta di poter partecipare all'assemblea convocata dal Coordinamento capi e intermedi per il 14 ottobre.
Radio lotta annuncia che solo al pullman sono stati raggiunti 45 milioni di sottoscrizione; la cifra complessiva sta andando verso i due miliardi.
«l’Unità», 13 ottobre 1980 [p.1-2]
pp.1-2- Michele Costa, Mentre si moltiplicano le iniziative di solidarietà. Una settimana cruciale per le trattative FIAT. Ieri ai cancelli dell’azienda centinaia di delegazioni. Il sindacato disponibile a trovare un’intesa ma anche a inasprire la lotta. Applausi alla delegazione del PCI ;
p.2- m.c. ( Michele Costa) , Mentre l’azienda si sforza di dividere i lavoratori. Sui muri di Torino una lettera della FIOM ai “ capi” della FIAT. “ Lottiamo anche perché voi non siate più sergenti di ferro”
«l’Unità», 13 ottobre 1980 [spettacoli -p.8]
Michele Serra, Col «Canzoniere italiano» ai cancelli della FIAT. Rivalta non è Detroit è tutta un’altra musica. Vecchi canti sopravvivono nella cultura operaia. Dov’erano gli estesi dell’emarginazione ?
«Stampa Sera», 13 ottobre 1980 [p.1-p.4]
p.1- Giorgio De Stefanis , Questa sera nuovo incontro a Roma. Fiat: riforzi da altre regioni per i “ picchetti” ;
p.4- Gli stabilimenti fermi quasi completamente ormai dall’11 settembre. Già un mese di blocco alla FIAT. La paralisi dell’attività in quasi tutte le officine si è iniziata quando l’azienda ha avviato la procedura per il licenziamento di oltre 14 mila dipendenti. Il provvedimento è stato sospeso subito dopo la caduta del governo. Lo scontro si è riacceso dopo che è stato dato l’annuncio della cassa integrazione per 22.884 dipendenti
Il presidente incaricato , Arnaldo Forlani, incontra i sindacati . Una consultazione sul programma del nuovo governo in discussione fra i quattro partiti della futura coalizione ( DC-PSI-PSDI-PRI) .
La lotta alla FIAT - Lunedì, trentaquattresimo giorno
Riprendono le trattative al ministero del Lavoro, sospese quattro giorni prima alla vigilia dello sciopero generale.
Continuano i picchetti in tutte le situazioni.
Gemellaggio davanti ai cancelli degli stabilimenti con compagni che arrivano inviati dai CdF di altre città e regioni: lombardi e toscani a Mirafiori, emiliani a Rivalta, liguri e di Novara alla Lancia.
Lavoratori della CIPAS denunciano che un gruppetto di dirigenti ha scassinato e fatto man bassa nella dispensa della mensa aziendale nella Carrozzeria Mirafiori.
Mirafiori, pomeriggio, porta 23: polizia e carabinieri bloccano le strade adiacenti, isolano la zona. Intimano al picchetto di sgomberare l'ingresso. I lavoratori, in numero insufficiente e impossibilitati a ricevere rinforzi, non possono opporsi. Escono così 5-6 pullman aziendali con le tendine calate; non è possibile capire quanti nè chi sono gli occupanti.
A Lingotto, in serata, il picchetto di via Passo Suole prende posizione perché si organizzi una contropresenza al teatro Nuovo, dove i capi si sono dati convegno per domani. Vanno a fare questa proposta (lanciata, nel frattempo, da un volantino della LCR) al cancello Carrozzerie, dove però trovano una secca opposizione di un operatore sindacale che sostiene che la manifestazione dei capi sarà un fallimento, che al massimo saranno 1.500 e che comunque andare al Nuovo significherebbe lo scontro fisico. Alcuni elementi estremisti danno una mano all'operatore, alzando il tiro ("o si occupa il Nuovo o non vale la pena di far niente") e facilitano l'operazione di pompieraggio.
II coordinamento capi fa sapere alla FLM che la sua presenza non è gradita e che i rappresentanti sindacali non saranno fatti parlare nè entrare.
I capi si mobilitano anche a Sulmona e a Termoli, dove occupano il consiglio comunale.
Riunioni separate a Roma di CGIL, CISL e UIL. Poi riunione congiunta, le tre confederazioni più la FLM e il coordinamento FIAT. I dirigenti spingono perché si passi all'articolazione ma la risposta del coordinamento è negativa.
Forlani incontra Lama, Camiti, Benvenuto e poi Foschi.
La procura emette 300 comunicazioni giudiziarie contro operai e delegati attivi ai picchetti.
«l’Unità», 14 ottobre 1980 [p.1-p6]
p.1-Titolo : Una giornata di discussioni e incontri al ministero. FIAT: sul tavolo nuove proposte. Intanto a Torino l’azienda tenta la carta della divisione. Riuniti i segretari confederali, la FLM e il coordinamento FIAT. Oggi assemblea retribuita dei capi indetta dalla direzione. Pecchioli: la vertenza sin d’ora banco di prova del nuovo governo ;
p.1-p.6- Marcello Villari , Nuove proposte ; Bruno Ugolini , Intanto a Torino ;
p.6- Pasquale Cascella , Perché Agnelli punta su Termoli per la prova dello scontro. Nella città molisana ( come a Cassino e Sulmona) i capi chiedono l’intervento della forza pubblica. La DC paga vecchie cambiali ; Federico Geremicca , Parte da due passi da Trevico un aiuto a vincere la lotta. Lavoratori torinesi con i contadini dell’Irpinia. Attivo operaio ad Avellino. L’incontro ai cancelli della FIAT di Flumeri. Una serie di interrogativi ; Michele Costa , Piccoli industriali “solidali” ma allarmati dalle scelte della FIAT. Un’assemblea a Torino e un incontro con la stampa. Le gravi ripercussioni nell’indotto ( 20 mila a cassa integrazione e crollo della produzione). Un “pacchetto” di richieste. La casa torinese ha fatto “rientrare” dall’estero 15 mila auto per far fronte al mercato interno ; Poliziotti, artisti, operai : una solidarietà che cresce ogni giorno
«La Stampa», 14 ottobre 1980[pp.1-2]
p.1-Titolo : Trentaduesimo giorno, riprese le trattative. FIAT, vertice dei sindacati. Avvisi giudiziari a Torino. Si insiste sulla proposta di riprendere il lavoro e attuare scioperi articolati. A Cassino Sulmona e Termoli manifestazioni contro il picchettaggio. 1.200 fra operai e capi chiedono un referendum. Forlani : concludere prima di sabato ;
pp.1-2- Sergio Devecchi , FIAT, un vertice sindacale ;
p.2- Giuseppe Zaccaria, I due schieramenti faccia a faccia davanti ai cancelli. Cassino, i capi sfilano in silenzio evitato lo scontro coni picchetti. Presentate, al termine di una controassemblea, 397 denunce contro gli scioperanti ; Cresce la tensione in tutti gli stabilimenti FIAT. A Termoli duecento dissidenti occupano il Consiglio comunale
«La Stampa», 14 ottobre 1980 [cronaca di Torino p.14]
Titolo pagina : È cominciata alla FIAT la quinta settimana di blocco totale della produzione automobilistica ; Francesco Bullo, I capi riuniti stamane al Teatro Nuovo “Pochi scioperanti ci vietano il lavoro”. L’Union quadri annuncia la partecipazione all’assemblea. Sarà presente anche il vicesindaco. Respinto l’invito al dialogo della FLM che afferma : “Rifiuto estremamente grave”. Lettera di un gruppo di capi schierati con il sindacato ed esposto di 1218 di Rivalta alla Procura. Critiche all’autorità ; Beppe Minetto, Picchetti nella tredicesima notte. La forte tensione si è stemperata durante le gelide, lunghissime ore. Vigilanza assidua, falò per rompere il buio e il freddo, auto della ronda operaia, polizia mobilitata. Alle 5 i tram scaricano quelli del “turno”. Invece del lavoro, assemblea. E i più tornano melanconicamente a casa ; ad.pro. Trecento comunicazioni giudiziarie. In seguito a rapporti FIAT per i fatti del 2 e 8 ottobre. Altri ordini della magistratura ai picchetti perché lascino entrare i dirigenti ? ; Pier Paolo Benedetto, I dissidenti, malgrado tutto, hanno prodotto ( tra notte e giorno ) altre 67 auto “127” ; Carlo Novara, L’ing. Ravaioli per Piccole Industrie. “ Ormai per noi è il vuoto”. “Una sola speranza per l’indotto che questa sia la settimana decisiva”. “ Non ci pagano, non possiamo fare consegne”vUrge l’intervento delle banche e la volontà del governo. Solidarietà con la FIAT. Oggi riunito il direttivo dell’Unione Industriali
L’ENI nomina Guglielmo Zucconi, ex parlamentare DC e già direttore del settimanale DC «La Discussione» , direttore del quotidiano, di sua proprietà. Sostituisce Gaetano Alfetra
«l’Unità», 14 ottobre 1980 [p.2]
Imposto dalla DC nella logica della lottizzazione Zucconi direttore de “II Giorno “
Si svolge il secondo vertice sul programma fra le forze politiche che intendono dar vita al governo presieduto da Arnaldo Forlani.
«La Stampa», 15 ottobre 1980 [pp.1-2]
p.1-Titolo: Dopo il secondo vertice sul programma. Governo. Accordo sui grandi temi. Il PSDI insiste per ridurre le imposte sui redditi di lavoro dipendente. Impegno per risolvere le nomine bancarie ; Renato Cantoni, Economia in rosso ;
pp.1-2- Luca Giurato, Fanfani deciso a non svalutare
La lotta alla FIAT - Martedì, trentacinquesimo giorno
Il procuratore capo Bruno Coccia e il sostituto procuratore Bruno Tinti emettono un'ordinanza alla PS di Torino e ai carabinieri della cintura perché garantiscano gli accessi alla FIAT. Il primo dei 300 denunciati per i picchetti è rinviato a giudizio. Sei licenziati a Rivalta , sono accusati di essersi opposti all'aggressione dei capi.
Al teatro Nuovo si svolge l’assemblea promossa dal Coordinamento Quadri per rivendicare il «diritto al lavoro» , garantire l’entrata in fabbrica di chi vuole lavorare. Fra i principali organizzatori Luigi Aurisio che nel 1983 sarà eletto deputato nelle liste del PRI . Una grande partecipazione. Poi il corteo che attraversa per tre ore il centro cittadino. Sul numero dei partecipanti le cifre divergono. La prima cifra ufficiale della prefettura di Torino è : 10-12.000 . Nei resoconti de «La Stampa» : 30.000. Per la Questura : 40.000 , questa la cifra che resterà nelle cronache .
La marcia dei Quarantamila e l’impatto mediatico suscitato spinge i sindacati a concludere in fretta . Si teme una spaccatura del mondo del lavoro e un isolamento della classe operaia . Alle 22,30 le segreteria della CGIL-CISL-UIL e della FLM e i vertici della FIAT avviano la fase conclusiva delle trattative. Dopo 7 ore di discussione è raggiunta l’intesa su un’ipotesi di accordo da siglare dopo le assemblee dei lavoratori FIAT. Due i punti cardine dell’accordo : 1) Cassa senza rotazione ad eccezione di un migliaio di addetti alle linee della “131” e della “ 132” , 2) Mobilità esterna da posto a posto dal 30 giugno 1981 al 30 giugno 1983. Con l’impegno che , a quella data , chi non avrà trovato un’occupazione rientrerà in FIAT.
«La Stampa», 15 ottobre 1980
p.1- Titolo: Nella lunga crisi di Torino si affacciano due avvenimenti imprevisti. In trentamila contro i picchetti FIAT. Il magistrato : sbloccare i cancelli. Nessuno si aspettava una manifestazione di protesta così clamorosa. Il corteo dei capi, quadri e operai FIAT ha attraversato la città senza incidenti. L’ordinanza della Procura di Torino in vigore da questa mattina, vuole garantire l’entrata un fabbrica a chi vuole lavorare. Dura reazione della FLM. A Roma febbrili trattative nella notte [ servizio Claudio Cerasuolo] ;
pp.1-2- Pier Paolo Benedetto, Vogliamo lavorare ; Sergio Devecchi, Speranze d’intesa
«La Stampa», 15 ottobre 1980 [cronaca di Torino p. 12 ]
Francesco Bullo , Dal Valentino a Porta Nuova, per via Roma fino alla sede della Prefettura, della Regione e del Comune. Trentamila dalla FIAT un imponente corteo “La libertà di lavoro è diritto costituzionale”. La manifestazione al Nuovo, dove capi e quadri intermedi hanno manifestato la loro volontà di ritornare in fabbrica, è stata seguita da una sfilata come Torino non aveva mai visto, che è andata via via ingrossandosi. La FLM convoca per stamane assemblee davanti alle “ porte” e fa rinforzare i presidi ; Gruppo di lavoratori contesta i quadri ; Carlo Novara, All’Unione Industriale attento esame della situazione. “La paralisi si estende alla città ed è il frutto dei blocchi illegali” ; c.nov. ( Carlo Novara), “Instaurare in azienda un confronto più civile” ; La manifestazione dei capi nel commento dei partiti. Il presidente Enrietti : “ Un episodio che fa riflettere le forze politiche” ; Un appello del Consiglio comunale “Sforzo unitario per superare la crisi” ; c, cer. ( Carlo Cerasuolo), Rinviato a giudizio il primo dei 300 operai accusati di violenza durante il picchettaggio ; Davanti ai cancelli “Adesso è più dura” ; Rivalta 6 licenziati dopo gli incidenti
La lotta alla FIAT - Mercoledì, trentaseiesimo giorno
Nella notte si diffonde la notizia dell'ipotesi di accordo. Dagli operai critiche al pronunciamento del PCI a sostegno dell’accordo. Gerardo Chiaromonte in una dichiarazione che apparirà su «l’Unità» del 16 ottobre dichiara l’accordo un «compromesso» da accettare tenendo conto del protarsi della lotta e dei rischi di divisione dei lavoratori. La decisione della magistratura di intimare lo sgombero e il rischio di un intervento della poIizia mobilita i picchetti. La tensione cresce quando si diffonde la voce che alla Lancia di Verrone, protetti dai carabinieri, cento capi hanno travolto il presidio. Alle porte 13 e 14 per qualche minuti si fronteggiano carabinieri e lavoratori. Davanti ai cancelli discussioni , assemblee improvvisate, comizi volanti. Per il pomeriggio è annunciato l’arrivo a Torino dei dirigenti nazionali dei sindacati per riferire al « Consiglione » l’ipotesi di accordo.
Pomeriggio. Al Cinema Smeraldo si riunisce il Consiglio dei delegati. Presenti Luciano Lama, Giorgio Benvenuto, Pierre Carniti, Vincenzo Mattina e Bruno Trentin e i dirigenti FLM , Pio Galli , Bentivogli e Veronese . La sala è affollatissima di delegati, operatori sindacali, operai di tutte le situazioni. Numerosi slogan contro i sindacati , cartelli che invitano a continuare la lotta, fischiati gli interventi dei dirigenti nazionali. . Qualche applauso ad un accorato appello di Trentin a sostegno dell’accordo. I delegati esigono che si vada alle assemblee di ratifica solo dopo che il Consiglio abbia votato una posizione. Nel clima teso e di fronte alle contestazioni ogni decisione è rinviata alle Assemblee che si svolgeranno la mattina dopo. Per i sindacati nazionali il “ Consiglione” non può decidere, lo ritengono “ non valido” . L’assemblea non si chiude, usciti i dirigenti sindacali, i delegati continuano. L’operaio Andrea Papandrea, delegato di Mirafiori, propone una mozione che rifiuta l’accordo. Segue una breve discussione, poi l’Assemblea vota quasi all’unanimità il no all’accordo , pochi voti contrari e una decina di astenuti. Una riunione durata complessivamente quasi dieci ore.
«l’Unità», 16 ottobre 1980 [p.1-p.6]
p.1- [Dichiarazione di Chiaromonte - testo]
p.1-p.6- Bruno Ugolini, Prima assemblea molto tesa. L’accordo è discusso. La FIAT non è passata. Il “ Consiglione” si trasforma in una prima verifica con i lavoratori. Interventi polemici e contestazioni ai dirigenti sindacali, poi un appassionato intervento di Trentin riceve applausi. Una dichiarazione di Chiaromonte ; Michele Costa , Il primo punto prevede che non saranno attuati licenziamenti. Gli undici capitoli dello schema d’accordo, Si parla di mobilità esterna, ma da posto a posto di lavoro ; Massimo Cavallini, Davanti ai cancelli la mattina della svolta ;
p.6- Le prime reazioni sull’ipotesi di accordo .La trattativa di Roma è terminata alle 6,30. Forse oggi si riprende al ministero del Lavoro. Dichiarazioni di PSI, PRI, ACLI e “ Forze Nuove” ; La sottoscrizione non si deve fermare. Solidarietà di intellettuali e operai. Un invito della Casa della cultura di Roma. Un appello di intellettuali da Bari : contribuire al fondo, punto di partenza. Cento milioni dalle fabbriche emiliane
«La Stampa», 16 ottobre 1980 [pp.1-2]
p.1- Titolo : Nessun incidente ai cancelli, dopo 35 giorni soluzione vicina. C’è l’accordo FIAT-sindacati. Oggi decidono le assemblee. L’ipotesi d’intesa è stata raggiunta alle sei di ieri mattina. Poggia su due punti : 1) Cassa senza rotazione tranne che per un migliaio di addetti alle linee della “131” e della “ 132” , 2) Mobilità esterna da posto a posto dal 30 giugno 1981 al 30 giugno 1983. A quella data chi non avrà trovato un’occupazione rientrerà in FIAT. È quasi certo che le assemblee daranno il loro assenso. È probabile che le 400 mila lire perse in media per lo sciopero vengano diluite in diversi mesi ; Editoriale, Mario Pirani, Né vinti né vincitori ;
pp.1-2- Sergio De Vecchi, Due pagine undici punti ; Francesco Bullo, Lama, Carniti e Benvenuto a confronto con 800 delegati. Ore di fuoco al Consiglione tra autocritiche e polemiche ;
p.2- Le forze politiche commentano il “ caso FIAT”. Il PCI : compromesso necessario l’accordo deve essere firmato. Per la DC è “ la vittoria della ragione”. Il PDUP parla invece di “ sconfitta” ; Il ministro sull’ipotesi di accordo. Foschi : abbiamo evitato 15 mila licenziamenti
La lotta alla FIAT - Giovedì, trentasettesimo e ultimo giorno
Si svolgono le Assemblee per l'ipotesi di accordo. Luciano Lama (CGIL) alle Carrozzerie, Giorgio Benvenuto (UIL) alle Presse e Carniti ( CISL) alle Meccaniche. Tutti e tre i segretari confederali a Mirafiori. La tensione è altissima. La maggioranza degli interventi è contro l’accordo. Molti lavoratori per protesta non partecipano al voto. Votazioni confuse , esiti incerti e contrastati. Alle Meccaniche un tentativo di aggressione nei confronti di Camiti. Nei vari reparti l’accordo passa di misura, in altri è respinto. A Mirafiori approvato la mattina, bocciato dal secondo turno il pomeriggio. A Rivalta bocciato senza neppure passare ai voti. Malessere e delusione operaia. Protesta contro i sindacati. Nel pomeriggio da Lingotto un corteo muove verso Mirafiori , slogan contro i leader sindacali, vorrebbe raggiungere la sede RAI di Torino per protestare per come è stata descritta la lotta.. Distrutta la telecamera di un giornalista RAI , ferito l’operatore. Fortunosamente è evitata la carica della polizia. I lavoratori concordano con le forze dell’ordine un corteo che si conclude al Lingotto con una breve assemblea.
La sera la segreteria della CGIL-CISL-UIL con un comunicato , che ne illustra «limiti e valore» , annuncia che l'accordo si ritiene approvato. Poco dopo la FLM torinese fa proprio il comunicato della segreteria confederale. Nella notte si sciolgono i presidi e i picchetti.
Il voto sull’accordo nei diversi stabilimenti
«Stampa Sera», 16 ottobre 1980 [p.1-pp.6-7]
p.1-Malgrado durissime contestazioni ai leaders nelle assemblee. Sì all’accordo FIAT a larga maggioranza. Fischi e insulti a Trentine Benvenuto, calci e pugni a Carniti ( medicato al CTO un operaio che lo proteggeva) , Lama esce scortato dai sorveglianti ;
p.6- Le delegazioni FIAT e sindacale domani mattina si vedono al ministero. L’incontro romano rinviato a domani si aspetta il giudizio delle assemblee ; Daniela Danieli , Conferenza stampa dei tre leaders confederali. “ La vittoria è il no ai licenziamenti” ;
p.7- Movimentate assemblee stamane negli stabilimenti, altre previste per oggi. La “base” discute l’accordo FIAT-FLM contestazioni, ma la maggioranza approva ; Carniti malmenato alla fine del comizio : ombrellate e sassaiola. Lama. Trentin
«La Stampa», 17 ottobre 1980 [pp.1- 2]
p.1- Titolo pagina: Oggi la valutazione definitiva dopo il voto degli ultimi stabilimenti. Duri contrasti nelle assemblee FIAT. Sindacati : maggioranza per l’accordo. Fischiati i leaders GCIL, CISL, UIL . Le Confederazioni : più affollate le assemblee dove sono prevalsi i “sì ”. In alcuni stabilimenti non si è votato. Le contestazioni hanno rivelato una spaccatura fra i lavoratori. Una minoranza ha bloccato un risultato favorevole scontato ? ; Pier Paolo Benedetto [ commento] ; Editoriale, Giovanni Trovati, Gli idoli infranti ;
pp.1-2- Titolo : I leaders contestati dalla “base”, una giornata tesa nelle fabbriche torinesi ; Franco Badolato , Carniti aggredito. Un delegato ferito ; Francesco Bullo , Lama è stato protetto dal servizio d’ordine ; Guido J. Paglia, Grida, urla e fischi attorno a Benvenuto ; Clemente Granata, A Mirafiori due votazioni diverse sì al mattino no al pomeriggio ; Sergio Devecchi , Il ministro rivela i retroscena della vertenza FIAT. Foschi : i violenti hanno interessi diversi da quelli dei lavoratori ;
p.2- Titolo : CGIL, CISL, UIL : “ Evitiamo il suicidio del sindacato” ; Giuseppe Sangiorgio, Lama: Sulle trattative ha pesato la protesta dei 40.000 a Torino . Benvenuto: “ Il problema dei capo va affrontato con maggior coraggio”. “Le nostre ipotesi svanivano con l’arrivare delle notizie sulla manifestazione” ; g.san ( Giuseppe Sangiorgio), Carniti : “M’hanno colpito i teppisti non li si confonda con i lavoratori”. “Sono un’esigua minoranza”. “Se l’intimidazione entra in fabbrica danneggia la democrazia sindacale”. “L’incidente è marginale”. “Nei delusi deve nascere maggiore serenità” ; Renato Rizzo, Un corteo ordinato di ottocento operai sino al “Lingotto”
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