La Confindustria avanza ufficialmente la richiesta di scioglimento dei consigli di gestione all'interno delle fabbriche. Il presidente Angelo Costa in una lettera ad Alcide De Gasperi scrive, fra l’altro, che «l’imprenditore è insomma sempre proteso verso l’avvenire; il lavoro, invece, è per ovvie ragioni, preoccupato soprattutto dell’oggi; il primo rappresenta l’elemento propulsivo e rivoluzionario nell’interno dell’azienda, il secondo è l’elemento conservatore».
Alcide De Gasperi, parlando a Napoli, afferma che l'Italia serve "da semplice pedina nel gioco serrato delle potenze maggiori che tendono ad obiettivi diversi da quelli della dimenticata Carta atlantica".
A Milano, uomini della Volante rossa uccidono nel cimitero di Sesto San Giovanni il commerciante Orlando Assirelli.
Il Partito laburista italiano e l’Uomo qualunque stringono un patto di alleanza.
Pietro Nenni , riferendosi ai timori di Gaetano Barbareschi ( PSI) , ministro del Lavoro , sulle sue insistenze per la presentazione di una legge sui comitati di gestione, sul suo diario scrive : « Teme un aggravamento della crisi industriale in un momento in cui possiamo salvarci ed arrivare in forza alle elezioni soltanto se riusciamo ad assicurare un minimo di occupazione operaia»
Il governo blocca il cambio della moneta , che secondo Mauro Scoccimarro avrebbe frenato l’inflazione , e la promessa imposta progressiva.
Su «L’Uomo qualunque» Guglielmo Giannini scrive: «L’alleanza naturale nostra è quella col Partito liberale, che dobbiamo assorbire e assorbiremo. Dopo i liberali vengono i democristiani, un po’ matti anche loro, ma in complesso brava gente. I Democratici del lavoro anche possono essere appoggiati ( …) Sconsiglio la collaborazione con le sinistre». ( Le elezioni amministrative
Il Consiglio dei ministri affronta il problema dei prefetti che, secondo Alcide De Gasperi, devono essere scelti tra i funzionari di carriera e apolitici.
Il ministro del Lavoro, Barbareschi, presenta un decreto approvato dal Consiglio dei ministri sull’accordo interconfederale raggiunto il 19 gennaio per lo scaglionamento dei licenziamenti.
E’ trasmesso il primo numero della «Settimana Incom». Nel sommario : Parole del S. Padre, Intervista con l’ammiraglio Stone, Firma del trattato UNRRA.
In Jugoslavia entra in vigore la nuova costituzione, che istituisce la Repubblica federativa popolare di Jugoslavia.
A Roma, tengono convegno esponenti politici e sindacali democristiani, presenti fra gli altri Alcide De Gasperi e Giovanni Gronchi. Grandi esprime critiche alla maggioranza di sinistra del sindacato
A Bari , al teatro Oriente, si svolge il congresso regionale del Fronte dell’Uomo qualunque. Insieme a Guglielmo Giannini , che svolge la relazione , due consultori : il generale Roberto Bencivegna e Emilio Patrissi. Il primo fra i fondatori del monarchico Centro democratico, il secondo segretario della Concentrazione democratico- liberale, anch’essa filo monarchica.
«UQ», 6 febbraio 1946
Il Congresso regionale pugliese del Fronte dell’Uomo qualunque si è svolto a Bari con l’intervento di Guglielmo Giannini. Importanti discorsi di Roberto Bencivegna e di Emilio Petrassi
4- 7 febbraio 1946
La Corte di cassazione, modificando quanto aveva essa stessa in precedenza stabilito, sentenzia che i reparti della Guardia nazionale repubblicana (Gnr) non devono considerarsi milizia di partito, cioè camicie nere, e che di conseguenza la presunzione di collaborazionismo non è applicabile ai loro ufficiali superiori.
4-8 febbraio 1946
Si svolge il congresso del Partito d'azione. 700 delegati. Esplodono le divisioni fra l’area radical-democratica di Ugo La Malfa e Ferruccio Parri e l’area di sinistra socialista di Emilio Lussu che ottiene la maggioranza . Nonostante la mediazione tentata da Riccardi Lombardi e Vittorio Foa, i radical-democratici , Ugo La Malfa, Ferruccio Parri, Tino, Salvatorelli, Vinciguerra, Alberto Damiani, Paggi, Pischel, Albasini, Scrosati, Caracciolo, Boeri, Antonio Basso, abbandonano il partito e daranno vita alla Concentrazione democratica repubblicana che successivamente aderirà al Partito repubblicano. E’ eletto segretario Fernando Schiavetti che assume anche l’incarico di direttore de «L’ Italia Libera»
«La Nuova Stampa», 5- 10 febbraio 1946
Il Congresso del Partito d’Azione. I discorsi di Parri e di Reale. Orientamento verso una grande concentrazione democratica e repubblicana [5 febbraio]; Il Congresso del Partito d’Azione, Indirizzi e orientamenti [6 febbraio]; Notte di battaglia al congresso azionista. La scissione tra destra e sinistra. Lussu, La Malfa e Lombardi mettono i loro portafogli di ministri a disposizione del partito. Possibili ripercussioni sull'esarchia [ 8 febbraio] ;Il Congresso degli azionisti. Salvataggio in extremis dell’unità del partito. Dopo la sorpresa della vittoria della corrente Lussu- Codignola, si è trovato un compromesso nell'elezione del Consiglio nazionale facendo rientrare gli elementi della destra [9 febbraio]; La crisi "azionista".Ferruccio Parri creerebbe un nuovo movimento e La Malfa uscirebbe dal Partito. Schiavetti nominato segretario. La direzione discute il programma. [10 febbraio]
«l’Unità» 7- 11 febbraio 1946
Il discorso di La Malfa al Congresso del Pd'A. [7 febbraio] ; Editoriale, Palmiro Togliatti, Tra Lussu e La Malfa ; Agitato scontro di tendenze al congresso del Partito d’Azione . Tre ordini del giorno presentati alla votazione del Congresso che si è proptratta fino all'alba. Il liberal-socialisti rifiutano il loro appoggio alla corrente Salvatorelli-Lombardi. I ministri azionisti minacciano di dimettersi dal Governo [ 8 febbraio] ;Il Congresso azionista si è concluso. Il Partito d’Azione resta unito. Il Comitato centrale eletto per accordo tra la maggioranza e la minoranza. Cianca segretario del Partito? Parri non fa parte del CC [9 febbraio] ;I partiti e la situazione politica. Lussu e La Malfa lasciano il governo. Cianca succederà a Lussu. Schiavetti segretario del Pd'A. La Malfa e Parri costituirebbero una "concentrazione democratica". Vivaci contrasti al Congresso repubblicano e ordinaria amministrazione al consiglio demolaburista
A Milano, Emilio Sereni traccia un bilancio dell’attività svolta dal Cln regionale presieduto fino a questa data, affermando che "la via di sviluppo del nuovo Stato italiano, basata sui Cln, è una via che è fallita"
A Milano, gli uomini della Volante rossa uccidono Enrico Meneghini, ritenuto un aderente alle Squadre d’azione Mussolini.
Vittorio Valletta torna alla guida della Fiat, riassumendo l’incarico di amministratore delegato.
L'ambasciatore italiano a Londra, Niccolò Carandini, scrive ad Alcide De Gasperi che solo una politica "di stretta e chiara neutralità" può fare uscire l'Italia dalla situazione precaria nella quale si trova, "che se poi il mondo- conclude- Dio non voglia, si spezzerà in due, vedremo se e come la nostra neutralità dovrà essere salvaguardata".
Il governo procede allo scioglimento dell’alto Commissariato per l’epurazione, delegandone i poteri alla magistratura ordinaria e, in parte, alla presidenza del Consiglio
A Montelepre (Palermo), la banda Giuliano ferisce un vicebrigadiere di Pubblica sicurezza.
Il ministro di Grazia e giustizia Togliatti emette la circolare nr.3149 nella quale dopo aver rilevato, con riferimento ai fatti verificatisi in Sicilia, che le norme penali straordinarie emanate con ddl 10 maggio 1945 n.234 non sono applicate con la necessaria energia dai magistrati, invita questi ultimi a procedere contro gli imputati "con la massima sollecitudine e con estremo rigore", e conclude: "Nel muovere tale raccomandazione, questo Ministero prega le SS.LL. di voler impartire ai dipendenti uffici giudiziari le disposizioni del caso, eccitandoli ad eseguire le istruttorie con la maggiore rapidità possibile, onde evitare la scarcerazione degli imputati per scadenza dei termini ed assicurare una pronta e rigorosa repressione che costituisca remora ed esempio per tutti…Le SS.LL. Ill. vorranno inoltre segnalare a questo Ministero quei magistrati che daranno prova di diligenza, zelo ed energia, come pure coloro che si dimostreranno privi di questa qualità". P.C.I.
A Milano, scioperano e manifestano migliaia di lavoratori tessili per lo sviluppo del settore e l’occupazione
Guglielmo Giannini firma con Emilio Patrissi e il generale Roberto Bencivenga un «Patto della ricostruzione’». L’ alleanza non riesce a coinvolgere i movimenti a cui Petrassi e Bencivegna appartengono. Il primo, sarà sconfessato ed entrerà nel Fronte a titolo individuale , il secondo il 2 giugno 1946 sarà eletto nelle liste del monarchico Blocco nazionale delle Libertà per poi tornare nell’agosto al Fronte dell’Uomo qualunque.
«Uq», 13 febbraio 1946Patto per la ricostruzione9 - 11 febbraio 1946
Il congresso, il primo dopo la liberazione, si svolge mentre si consuma la crisi interna al Pd’A con le dimissioni di Parri e La Malfa. Si profilano due tendenze : Giovanni Conti, che si richiama alla tradizione mazziniana e chiusa al rapporto con le sinistre; Randolfo Pacciardi aperto ad un possibile dialogo a sinistra. Pacciardi avrà la maggioranza dei voti congressuali. Giulio Andrea Belloni relaziona sui Lineamenti costituzionali della Repubblica riprendendo il documento già elaborato da Giovanni Conti e Tomaso Perassi. Oliviero Zuccarini relaziona sui problemi economici della ricostruzione. Altre relazioni sono svolte da F. Egidi sulla scuola; G. Facchinetti sulla politica estera ; G. Grisolia sullo Statuto. Il congresso elegge la nuova Commissione Esecutiva : Randolfo Pacciardi ( 176.084), Ugo Della Seta ( 167.599) , Giulio Andrea Belloni ( 163.681) , Cipriano Facchinetti ( 159.852) , Oliviero Zuccarini ( 150.780) , Arnaldo Azzi ( 146.861), Girolamo Grisolia ( 140.665).Randolfo Pacciardi, Il Partito d’Azione,A New York, Lucky Luciano si imbarca sulla motonave "Laura Keene", con destinazione Genova.
Ferruccio Parri impegnato con La Malfa nella costruzione del nuovo Movimento democratico repubblicano, intervistato dal«Nuovo corriere della sera», definisce il Partito inadatto «ad orientare e a raccogliere quella massa socialmente differenziata di lavoratori di tutti i ceti, che se ne sta in una posizione di diffidente attesa, o di scetticismo, o di indifferenza», e aggiunge: «E’ gente che, per una ragione o per l’altra, non aderisce né a legami confessionali in politica né a concezioni di economia collettivistica e classista. Questa è la posizione democratica che bisognava e bisogna organizzare, non solo in vista della Costituente ma per tutta l’opera futura di risanamento e di trasformazione dello stato e della società italiana. Non è certo per organizzare un partito elettoralistico che ci mettiamo a questo lavoro».
14 - 18 febbraio 1946
A Roma, nel corso della riunione della direzione del Pci, si dibatte sull’opportunità di far svolgere le elezioni amministrative prima delle politiche o viceversa. Molti interventi segnalano l’intensificarsi dell’impegno delle parrocchie a favore del voto alla Dc , una propaganda particolarmente rivolta alle donne.
Guglielmo Giannini, presidente del Fronte dell’Uomo qualunque e Vincenzo Selvaggi, esponente del Partito democratico italiano (PDI ) annunciano di aver siglato un patto di alleanza «per la ricostruzione della Patria».
«Uq», 20 febbraio 1946
Per la ricostruzione della Patria – Alleanza fra il PDI e il Fronte dell’Uomo qualunque
«l’Unità», 14 febbraio 1946 [p. 1]
Patto d’acciaio Giannini Lucifero
La Consulta nazionale approva, con 179 voti favorevoli contro 156 contrari, il voto obbligatorio con sanzioni penali per i trasgressori. Votano a favore democristiani, liberali, demolaburisti e qualunquisti. Contro, i partiti di sinistra.
Il governo italiano chiede all’americana Export import Bank un prestito di 940 milioni di dollari
Il Consiglio dei ministri affronta per la seconda volta il problema dei prefetti. Prevale la tesi di De Gasperi che li vuole di carriera ed apolitici, contrapposta a quella dei comunisti, appoggiati dal socialista Giuseppe Romita.
Pietro Nenni nel suo diario scrive : «… per liberali, demolaburisti e qualunquisti il voto obbligatorio non è soltanto un pretesto. Ciò che vorrebbero è una crisi di governo su iniziativa dei democristiani. Penso che resteranno con le pive nel sacco, a meno di gravi discordie sulla questione dei poteri della Costituente. Una crisi, oggi, servirebbe alla destra e basta!».
La direzione del PCI manifesta le sue preoccupazioni su un possibile colpo di stato da parte della monarchia . Nella riunione Mauro Scoccimarro affrontando il tema dell’epurazione , pur sottolineando che non è stato un fallimento, afferma che per l’intervento degli altri partiti, non è stato possibile dare al problema un indirizzo e una spinta maggiore. Non esenta dalle critiche lo stesso Nenni.
16 – 19 febbraio 1946
A Roma, si svolge il primo congresso nazionale del «Fronte dell’Uomo qualunque». Emilio Patrissi, nel suo intervento attacca i capi della Resistenza definendoli «branchi di jene e di sciacalli, rinnegati che per vent’anni congiurarono alla perdita della Patria, che affondarono nelle carni martoriate del paese gli stili acuminati della vendetta e dell’odio». Nella mozione conclusiva, si afferma la fedeltà al liberalismo, la condanna dell’epurazione, la difesa della religione cattolica come religione di Stato. Approvato un odg nel quale si dichiara che il Fronte dell’Uomo qualunque si è costituito «in partito politico» e s’invitano le autorità politiche a prenderne atto. Eletti : presidente Guglielmo Giannini, e vice presidenti Mario Marina e Nicola Lagravinese.
La stampa annuncia che, a Torino, è stato raggiunto l’accordo per la istituzione dei consigli di gestione e la fine del regime commissariale, con il ritorno di Vittorio Valletta alla guida dell’industria automobilistica.
20-25 febbraio 1946
Il Consiglio di gabinetto dei ministri discute la questione relativa ai poteri dell’Assemblea costituente e sul al referendum istituzionale.
Ferruccio Parri e Ugo La Malfa danno vita al «Movimento Repubblicano democratico ».
«Il Popolo» informa che l’’ambasciatore americano, Korr, ha consegnato al presidente del Consiglio un memorandum elaborato da giuristi americani sui poteri della Costituente in Italia. Il documento propone la limitazione dei poteri della Costituente alla sola elaborazione della Carta costituzionale lasciando tutto il potere esecutivo al governo in attesa dell’approvazione della nuova Costituzione.
«l’ Unità» e l’«Avanti!» commentano criticamente il memorandum dei giuristi americani.
«l’ Unità», 21 febbraio 1946A Spoleto si svolge il congresso del Partito democratico italiano. Il segretario Vincenzo Selvaggi afferma che il Fronte dell’Uomo qualunque è nato dall’ di libertà, dal disgusto della dittatura, da malessere e l’oppressione che i governi del CLN hanno provocato in Italia. Critica aspramente i governi di unità nazionale, l’esarchia.
27 – 28 febbraio 1946
Nel corso di due giorni di discussione, il Consiglio dei ministri accoglie la proposta di Alcide De Gasperi relativa ai poteri della Costituente e al referendum istituzionale, e quella avanzata da Pietro Nenni di abbinare le due elezioni
E’ raggiunto l’accordo che istituisce il consiglio di gestione alla Fiat.
E’ raggiunto un accordo fra il governo italiano e il Movimento indipendentista siciliano, secondo il quale alla Sicilia sarà concesso lo status di regione autonoma.
Inizia la pubblicazione il settimanale «Politica sociale» diretto da Achille Grandi.
Winston Churchill, parlando a Fulton, denuncia che in Europa, da Stettino a Trieste, è caduta una «cortina di ferro»destinata a dividerla fra i due blocchi comunista e occidentale.
«La Nuova Stampa», 6 marzo 1946 [p.1]
Vivace attacco di Churchill alla politica estera della Russia. "Una minaccia alla pace del mondo"
5-8 marzo 1946
Da settimane la Puglia è attraversata dalle lotte dei contadini e dei disoccupati. Il 5 marzo ad Andria (Bari), in seguito al rifiuto di una ditta locale di assumere quattro reduci scoppia la rivolta contadina, sequestrati alcuni proprietari terrieri, i manifestanti erigono barricate contro le forze di polizia che uccidono 4 manifestanti e ne ferisce un centinaio . Ucciso un carabiniere e numerosi feriti fra le forze dell’ordine. Il 7 arriva ad Andria il segretario della Cgil Di Vittorio che , interviene sulle autorità di polizia e cerca di riportare la calma. Al momento del suo discorso sulla piazza della città sono sparati colpi di arma da fuoco. Rinascono i disordini. Assaltato il palazzo della famiglia Porro, grandi proprietari terrieri della città e linciate le due sorelle Porro , ritenute responsabili degli spari. Interviene l'esercito che riesce a sedare la rivolta con una dura repressione. L’8 il comizio di Di Vittorio.
«La Nuova Stampa», 7-8- 9 marzo 1946
Giornata di sangue ad Andria. Da una dimostrazione di disoccupati al tumulto di ventimila persone. Carabinieri uccisi e feriti. Vittime anche tra i rivoltosi. un carro armato catturato dalla folla. Situazione grave. arrivo di rinforzi [ 7 marzo] Le forze di polizia dominano la situazione. Edifici occupati dai rivoltosi che hanno interrotto le comunicazioni telefoniche e telegrafiche. i carabilnieri asserragliati nelle caserme. Come si sarebbero svolti i conflitti. Verso la pacificazione [ 8 marzo]I gravi episodi di Andria. Fucilate sulla folla riunita intorno a Di Vittorio. L'assalto a una casa e il linciaggio di quattro donne: ue morte e due all'ospedale. Convegno all?arcivescovado per la pacificazione. Dichiarazione dell'on. Romita alla Consulta [9 marzo]
A Bologna inizia le pubblicazioni, con il patrocinio del Pci, il "Progresso d’Italia".
Nella seduta plenaria della Consulta nazionale Pietro Nenni, ministro per la Costituente , illustra la proposta di accorpare le elezioni per l’ Assemblea Costituente e il referendum sulla questione istituzionale. Nitti , parlando per un’ora e un quarto, esprime i suoi dubbi sul susseguirsi di consultazioni elettorali manifestando preoccupazioni per l’ordine pubblico nel paese. Non si pronuncia sulla questione istituzionale.
Consulta nazionale
Seduta n.XXXVII, 7 marzo 1946
Per la prima volta si festeggia liberamente la giornata della donna.
«l’Unità», 8-marzo 1946 ;
Emilio Sereni, 8 marzo sullo stesso numero
L’ appello del Pci agli elettori per le elezioni amministrative , Il Comune al Popolo! il Popolo al comune !
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