XIII Legislatura - 1996-2001
I Governo Prodi
17 maggio 1996-21 ottobre 1998
Bicamerale: il presidente della Commissione, Massimo D’Alema, conclude il dibattito generale. D’Alema, pur non demonizzando la scelta semipresidenziale, si pronuncia per un Governo del premier che a suo avviso può sollecitare un’evoluzione del sistema politico e favorire una maggiore aggregazione.
«l’Unità», 20 febbraio 1997 [p.7]
Giorgio Frasca Polara, «Meglio la via del premier». D’Alema: nessuna riforma contro i giudici; Giuseppe F. Mennella, Dibattito su Giustizia e forma di Governo. Salvi e Urbani: «Ricerca di punti in comune, senza soluzioni precostituite»
«La Stampa», 20 febbraio 1997[p.10]
f. m. (Fabio Martini), Le scelte della Bicamerale. D’Alema gioca la sua carta «Sì al Governo del premier
II Congresso del Partito democratico della sinistra (PDS), Roma 20- 23 febbraio 1997
II Congresso del PDS ( 20- 23 febbraio 1997)
Sono trascorsi 6 anni dal congresso fondativo di Rimini, un periodo lungo e travagliato, alle spalle del partito la scissione di Rifondazione, la sconfitta del marzo 1994, il cambio al vertice con la sostituzione di Achille Occhetto- il protagonista della «svolta» dell'89, la vittoria dell'Ulivo. Il PDS ora è il principale partito del Governo Prodi. Sulla scena della politica italiana è ormai finita quella conventio ad escludendum che ha così pesantemente caratterizzato la storia politica italiana. Di tutto ciò il Congresso sarà la rappresentazione.
Ad evitare equivoci e fraintendimenti Massimo D'Alema nell’avvio della fase congressuale aveva caldeggiato, di fronte ad eventuali divergenze di linea, mozioni alternative alla sua. E’ prevalsa però la scelta di un'unica mozione, la «mozione del segretario» firmata da D'Alema, Veltroni. Nel testo, il lungo emendamento presentato da Walter Veltroni. Emendamento significativo che afferma la necessità rafforzare e far crescere l'Ulivo (...) come alleanza di Governo piuttosto che come coalizione di partiti. Questo mentre si è già aperta la discussione per la formazione di una nuova forza di sinistra, la cosiddetta Cosa 2.
I congressi locali si concludono in modo scontato. Il 98,68 % dei voti alla mozione del segretario. Una maggioranza «bulgara» commentano i quotidiani.
Apre i lavori Valter Veltroni, sul palco sfilano i ministri del Governo Prodi.
Spetta al leader della CGIL, Sergio Cofferati, animare un Congresso che appare scontato. Uno scontro frontale con D'Alema sul tema del lavoro. Cofferati, provocatoriamente, afferma di riconoscersi in una concezione «tradizionale» dello stato sociale. A suo giudizio la sinistra deve avere il coraggio di non entrare nel «coro dei falsi innovatori» e accusa il governo di anteporre il risanamento finanziario alla lotta alla disoccupazione. Dura la replica di D'Alema che sarà rieletto segretario con l’88,2% dei voti del Congresso.
«l’Unità», 19 febbraio 1997 [p.1-pp.4-5]
p.1- Una canzone di Bardotti -Morricone per la Quercia sarà presentata questa sera. Una doppia prova per il PDS. Domani il Congresso su governo e riforme;
p.4- Quercia verso il Congresso; Così il voto su mozioni ed emendamenti; Un canto di Sergio Bardotti [testo]; In crescita gli iscritti nel corso dell’ultimo anno; Raffaele Capitani, «La scommessa? Cambiare governando» Ruffolo: impulso al nuovo partito. Il Congresso del PDS ? «Una tappa importante se contribuisce al processo di formazione di una nuova sinistra italiana». Giorgio Ruffolo, eurodeputato, economista, socialista, auspica che dall’assise della Quercia venga un impulso verso un nuovo soggetto politico della sinistra di governo. «Ma il nuovo partito non deve essere una sommatoria, ma una moltiplicazione». Poi un invito a decidere presto: «O il nuovo partito si fa in tempi rapidi o non si farà» [intervista a Giorgio Ruffolo]; Pietro Ingrao, Non dimenticate l’alienazione e lo sfruttamento;
p.5- Il Financial Times: «D’Alema come Tony Blair»; Come «slogan» una frase di Rilke. «Il futuro entra in noi molto prima che accada» ; Vittorio Ragone, Si apre l’«agorà» del PDS Minniti: un dibattito vero, e vi sorprenderà. Tre palloni luminosi che da 35 metri di altezza rischiareranno l’area del Palaeur: con questa trovata pirotecnica si apre domani il Congresso pidiessino, che durerà fino a domenica. D’Alema presiede, Veltroni introduce sulla «prima volta» al governo, Minniti sul futuro partito della sinistra. Il catino del palazzetto trasformato in una «moderna agorà». Conferenza stampa a Botteghe oscure con Minniti, Guerzoni e Melandri: «Congresso bulgaro? Sciocchezze...»; Minniti a chi protesta: ospiti istituzionali «Perché invitare Rauti?»; Regioni critiche sul «nuovo» Senato secondo la SD. L’Emilia guida la rivolta «federalista»
«l’Unità», 20 febbraio 1997 [p.1-p.6-pp.8-10]
p.1-p.6- Giuseppe Caldarola, La sinistra ha vinto ma c’è un altro guado;
p.8- Marcella Ciarnelli, Debutto in musica per il PDS al futuro. D’Alema un bel canto non un inno; Aldo Varano, «La socialdemocrazia si sta esaurendo, il PSD sta già uscendo dalla sua tradizione»
Foa: non rinunciate alla vostra originalità [intervista a Vittorio Foa];
p.9-Vittorio Ragone, Veltroni, la sfida di governo. Apre il vicepremier su Welfare e riforme. Il Congresso del PDS comincia, la sinistra interna e i cosiddetti «ulivisti» promettono: «Non ci sarà unanimismo» e chiedono dibattito chiaro ed eventuali votazioni su documenti. Alla fine del dibattito, oltre agli ordini del giorno, bisognerà ri-votare la mozione D’Alema. Le assise della Quercia si aprono con un saluto del segretario e una relazione di Veltroni. Temi: il governo, il Welfare, le riforme, l’Ulivo; Il calendario dei lavori;
p.10- Rosanna Lampugnani, La destra attende D’Alema. «Vedremo se sa cambiare». Berlusconi offre il patto. Fini: non con Prodi. Una lettera significativa di Berlusconi al PDS: l’auspicio di «un accordo per l’Europa». Il Cavaliere chiede a D’Alema anche un divorzio da Rifondazione. Mentre Fini parla di bivio di fronte alla Quercia. Come il leader del Polo, Casini e Buttiglione parlano di accordo di sistema. Landolfi e Calderisi dicono a D’Alema di avere «il coraggio delle decisioni». Sanza: «Un posto in prima fila per ascoltare D’Alema. Il dialogo non è inciucio» ; Letizia Paolozzi, «Una parola che non va lasciata alla destra». Melandri: vorrei un partito spinto dalla voglia di libertà [intervista a Giovanna Melandri], Stefano Di Michele, Il veterano: amavo il PCI, ma è giusto cambiare [intervista]
«l’Unità», 20 febbraio 1997 [p.1-p.8]
Silvio Berlusconi, Lettera all’ Unità. Vi propongo un compromesso chiaro e trasparente
«l’Unità», 21 febbraio 1997 [pp.1-6]
pp.1-2-Gianfranco Pasquino, Il banco di prova della sinistra;
p.1-p.4-Bruno Ugolini, Aperto il Congresso PDS, il confronto è subito sul Welfare. Veltroni rilancia «Baricentro è l’Ulivo». A Berlusconi: dialogo senza furbizie;
p.2- Vittorio Ragone, Il segretario presiede il Congresso, il ricordo di Chiaromonte, Lama e Stefanini. La strada di D’Alema. Abbraccio con Occhetto. «Il tandem con Walter va». Un telegramma per la morte di Deng, lo scambio di messaggi con Scalfaro, un minuto di raccoglimento per i compagni scomparsi, da Chiaromonte a Pecchioli a Lama. Massimo D’Alema presiede la prima giornata del Congresso e dice: nella Quercia non c’è «unanimismo», ma una piattaforma politica unitaria. I riconoscimenti ad Occhetto, l’abbraccio col leader della svolta. E a Veltroni: ci siamo sfidati «civilmente», il nostro tandem ci ha portati al Governo; Rosanna Lampugnani, I delegati apprezzano l’apertura di Berlusconi. Veltroni? «Un buon avvio». «Cavaliere, dialoghiamo senza inciuci». Il giudizio dei delegati su la lettera di Berlusconi pubblicata da l’Unità e sull’intervento di Veltroni. Sostanziale consenso per il cavaliere (Vacca: «L’ho molto apprezzato»), ma non mancano i dubbi e i timori di inciuci e richieste di maggiore chiarezza. Al Governo – «per ora non poteva fare di più, abbiamo bisogno di mesi perché si delinei un profilo riformatore» - si chiede più innovazione e attenzione vera per il Sud: «Proposte e non passerelle»;
p.3- Se si votasse oggi [sondaggio]; Stefano Di Michele, «Il Governo chiede più Ulivo». Veltroni: flessibilità per il lavoro ai giovani. Il primo giorno del congresso del PDS è stato il giorno di Walter Veltroni. Con una lunga relazione di quasi due ore, il vice di Prodi ha rivendicato l’azione svolta finora, non ne ha nascosto i limiti, ha difeso l’esperienza dell’Ulivo. E ha posto con forza due temi: la flessibilità nel mondo del lavoro e la riforma dello stato sociale. La polemica con Berlusconi. «Governiamo, ma dobbiamo conservare sempre la serietà e la sobrietà della sinistra»; Gianni Rocca, L’Ulivo visto da Palazzo Chigi;
p.4- Pietro Ingrao: Non capisco la Cosa 2. Forse sono vecchio; Marcella Ciarnelli, La rivolta dei fotoreporter Lasciano il Palaeur: noi e i giornalisti isolati; Enzo Roggi, Un partito dalla vittoria al progetto;
p.5- Giorgio Frasca Polara, Gli oppositori: «Più pluralismo». Folena: ma ora bisogna decidere
Macaluso: Veltroni fa propaganda. Vivaci polemiche, ma anche impegno comune sul ruolo
della sinistra che governa mentre deve ridefinire sé stessa. Se Tortorella polemizza su un pluralismo insufficiente, Petruccioli chiede a D’Alema coerenza sul bipolarismo. Macaluso critica Veltroni: «Relazione propagandistica». Asor Rosa chiede più distinzione tra partito e Governo. Per Folena «la sinistra non può concedersi il lusso di non decidere: da questo dipende la nostra stessa identità»; Giuseppe F. Mennella, Interventi di Visco, Turco, Chiti, Buffo, Rossi, Marcenaro. Sul palco duello sullo Stato sociale. Si sfidano due idee della riforma. Ecco una questione che emerge dal dibattito congressuale del PDS: la riforma dello Stato sociale. Non è in discussione la sua necessità (non soltanto in Italia, ma in Europa) ma il come farla. Alla tribuna si avvicendano ministri come Vincenzo Visco e Livia Turco, amministratori regionali come Vannino Chiti e Stefania Pezzopane, dirigenti come Aldo Tortorella e Gloria Buffo, sindacalisti come Pietro Marcenaro ed economisti come Nicola Rossi; Finocchiaro: «il documento non parla delle donne»;
p.6- Pasquale Cascella, Fini, mezzo sì a Berlusconi. Scalfaro: «Collaborazione per UE e riforme». «Parla per me quel che ho scritto su l’Unità», dice Berlusconi. Veltroni, a sua volta: «La risposta che dovevo è nel mio discorso». D’Alema ringrazia il capo dell’opposizione. Il confronto sul «patto per l’Europa» parte così, a piccoli passi ma la cautela è d’obbligo. Scalfaro in un certo senso lo benedice. Fini fa buon viso a cattivo gioco: dice di condividere lo «spirito» dell’iniziativa del Cavaliere ma lo dà per respinto. Gioco uguale e contrario di Bertinotti; Letizia Paolozzi, Bertinotti: «Sinistre ancora lontane su Welfare e riforme»; Ritanna Armeni, Il segretario del PPI : vediamo se le intenzioni del leader di FI sono serie Marini: «Diamo un’occasione al Cavaliere». Franco Marini, neosegretario dei Popolari, parla oggi al Congresso del PDS. Ma già ieri era soddisfatto per la piena sintonia con la relazione di Veltroni. Lui, ex sindacalista, ha apprezzato soprattutto la parte sulla flessibilità. «Anch’io sono convinto che, cercando l’accordo con le parti sociali, sia questa la strada per creare occupazione e sviluppo». «Se Berlusconi propone un confronto non possiamo sbattergli la porta in faccia. Andiamo a vedere» [intervista a Franco Marini]
«l’Unità», 23 febbraio 1997 [pp.1-8]
p.1-p.3- Vittorio Ragone, Il segretario del PDS al Congresso: Bertinotti sappia sostenere il governo.
«Sinistra, cambia». D’Alema a Cofferati: «La sfida è saper rinnovare. Con Berlusconi un dialogo senza pasticci»;
p.1-p.8- Editoriale, Giuseppe Caldarola, Il dovere di governare;
p.2- Pasquale Cascella, Si chiude lo spazio ai giochi su Prodi. Bertinotti: «Più distanti dal PDS»; Giuseppe F. Mennella, Dini: una «Cosa» anche al centro su esempio del PDS; Stefano Di Michele, Largo consenso nella maggioranza e nel partito. Veltroni condivide «totalmente». Critica la sinistra PDS. Il premier: «Ora il governo è più forte»;
p.3- Paola Sacchi, Mauroy: sull’Europa sosterrò l’Italia. Abbraccio con Prodi; Rosanna Lampugnani, In platea gli esponenti del Polo. Un militante al Cavaliere: «Vieni con noi?». Berlusconi: «Ci sono valori comuni». Fini: «Non mi fido più di tanto»;
p.4- Bruno Ugolini, Flessibilità? Il Palaeur si divide. Cofferati: «D’Alema ha idee diverse dal sindacato; Enzo Roggi, Le culture non i cocci della sinistra;
p.5- Letizia Paolozzi, Prove per il nuovo partito. Un sì alla casa comune. Il Forum della sinistra supera la prima tappa; Marcella Ciarnelli, Parlano Della Valle, Costamagna, Parisi, Matthiae, Kounellis ed Elvira Sellerio. Mister Tod’s conquista la platea;
p.6- Iotti: «Bravo Cofferati. Il Welfare si cambia con i lavoratori»; Gianni Rocca, Oltre le vecchie frontiere; Giorgio Frasca Polara, «La politica come Teseo...». Violante: battere violenze e discriminazioni; Giuseppe F. Mennella, Cesare Salvi: innovazioni coerenti con il nostro ruolo, la flessibilità non è la parola d’ordine prioritaria. Napolitano: «Sinistra non smemorata»;
p.7- G.F.P., Mancina: un simbolo senza falce e martello per il nuovo partito [intervista a Claudia Mancina]; Silvio Trevisani, Segretario eletto dal Congresso. Sì al doppio turno e proporzionale ridotta; Stefano Bocconetti, Record su Internet per il congresso. Scavalcati i maggiori quotidiani americani. Centomila «contatti» per il PDS on line
«La Stampa», 18 febbraio 1997 [p.2]
Antonella Rampino, Da giovedì a domenica la seconda Assemblea nazionale. Scontata la riconferma del segretario. Congresso PDS, D’Alema senza rivali. Ma è battaglia sul rapporto con l’Ulivo; Giovanni Cerruti, Il piano di Bossi, «Amministrative imposte dall’Ulivo perché questi qui vogliono tutto». «Io dai miei ho avuto carta bianca. Vedremo quello che saprà fare lui». «Credo solo in Massimo. Prodi è un dittatorino» [intervista a Umberto Bossi]
«La Stampa», 19 febbraio 1997 [p.5]
Maria Teresa Meli, Veltroni apre domani al Palaeur il secondo Congresso della Quercia. PDS, in nome di D’Alema re. Minniti: ma non siamo un partito bulgaro; Fabio Martini, Occhetto attacca Massimo. «Attenti ai finti innovatori»; I numeri della Quercia; Cesare Cases, Rilke come slogan; Filippo Ceccarelli, Politica e note. Inni destinati all’usa e getta. Canzone di partito, tradizione finita
«La Stampa», 20 febbraio 1997 [p.1-p.9-p.12]
p.1-p.12- Luigi La Spina, D’Alema al secondo tempo;
p.9- Antonella Rampino, La mozione di D’Alema resta l’unica, ma la sinistra darà battaglia sullo Stato sociale. Il «Veltroni day» apre il Congresso del PDS. Il vice-premier punta ad allargare i confini dell’Ulivo; Augusto Minzolini, Le strategie del segretario. La «condanna» di Massimo superstar. Bicamerale, partito e Paese: troppe sfide per il leader; Filippo Ceccarelli, Politica e musica. Il «battesimo» del potere. Ma insorgono i coristi di S. Cecilia. Via i segni di partito. All’Olimpico di rosso restano solo le poltroncine
«La Stampa», 21 febbraio 1997 [pp.1-3 –p.5]
p.1-Titolo: Il vicepremier al Congresso PDS rivedere o Stato sociale. Volano lira e Borsa. Inflazione, calo record al 2,2%. Veltroni - sindacati, scontro su tagli e salari;
p.2- Fabio Martini, Al Palaeur avvio nel segno del leader, che domina la scena e dirige i lavori dell’Assemblea. E Occhetto abbracciò il nemico D’Alema. Il segretario: «Senza di lui, oggi non saremmo qui»; Paolo Patruno, Il sindacato non ci sta. Sul vice-premier l’ira CGIL «Così cerchi la guerra»; Passi perduti nell’agorà;
p.3 –Alberto Rapisarda, Il vicepresidente del Consiglio esalta il Governo in 9 mesi abbiamo corretto i conti pubblici. «Rigore e riforme per risanare il Paese». Ma Veltroni «frusta il sindacato»; Le frasi di Veltroni; Filippo Ceccarelli, Politica di plastica. Il tempio della Quercia artificiale. Massimo diventa azzurro, Walter pallido profeta; Maria Teresa Meli, Partiti e mass media. Giornalisti e fotografi in rivolta «nel recinto»;
p.5- Antonella Rampino, Il vertice della Quercia ringrazia, Bertinotti s’infuria: manovra per aggirare il centrosinistra e spezzarlo. Berlusconi: accordo per l’Europa. Proposta a sorpresa del Cavaliere sull’Unità; r. i, “Veltroni? Solo propaganda. Insoddisfatti Polo e Rifondazione. Fini: ha spalmato un po’ di Nutella; Augusto Minzolini, Quando il potere fa paura. L’incubo di diventare una DC. Il PDS e il complesso del partito di Governo
«La Stampa», 22 febbraio 1997 [pp.1-3 - p.5-pp.7-8]
p.1-Titolo: Summit a Palazzo Chigi. Il Cavaliere: ora il premier può svincolarsi da Bertinotti. Tariffe Enel torna l’aumento. Tra Berlusconi e Prodi scoppia il disgelo. Congresso PDS, Cofferati boccia Veltroni e avverte il Governo;
pp.1-2-Massimo Giannini, La Terza sinistra;
p.1-p.8- Sergio Romano, L’opposizione ha trovato un leader;
p.2- Antonella Rampino, Il segretario CGIL senza tagliare i privilegi non si possono togliere i diritti a chi li ha conquistati. Cofferati: per il lavoro non si fa nulla. L’attacco a Veltroni scatena l’ovazione della platea; Alberto Rapisarda, Le due anime della Quercia. La riforma del Welfare mette in crisi i delegati;
p.3- Maria Grazia Bruzzone, Vertice a Palazzo Chigi. Il leader del Polo: accordi per entrare in Europa, il premier incoraggiante. Prodi - Berlusconi, riparte il dialogo. Il Cavaliere: «Ora il governo è svincolato da Rifondazione»; Manovrina. Il Governo chiede 10 mila miliardi; Fabio Martini, Il regista occulto. E D’Alema sapeva tutto. C’è la sua ombra dietro l’incontro. Il faccia a faccia con Letta e Micheli su un divanetto di Palazzo Chigi. Lo stesso che usava l’ex premier «Vieni Silvio, qui stiamo più comodi»; Il simbolo. «Addio falce e martello»; Primarie. Per i candidati alle elezioni?;
p.5-Augusto Minzolini, Il presidente di AN approva l’offerta di Berlusconi a Prodi ed esclude che si vada al ribaltone. Fini: disco verde al confronto Polo-Ulivo. «Sì agli accordi, ma chiari, nell’interesse del Paese»; Passi perduti nell’agorà;
p.7- Maria Teresa Meli, Un film sulla storia del PDS «dimentica» Occhetto, tra poco la Quercia diventerà «sinistra democratica europea». In aprile il nuovo partito di D’Alema. Le minoranze: questa è una monarchia assoluta; Filippo Ceccarelli, Ritorno al passato. La «sindrome» bulgara. Anche il leader non vuole il plebiscito; (AnsaAdnKronos), 2 delegati su 10 «Silvio meglio di Fausto»; r.r., Un exploit a sorpresa. Francesca esalta l’Agorà. Una sedicenne sul podio: svegliatevi
«La Stampa», 23 febbraio 1997 [pp.1-3 - p.5-p.8]
p.1- Titolo: Il leader PDS: cambiare Stato sociale, sì al dialogo col Polo. Manovra servono 20 mila miliardi. D’Alema: nuovo patto per l’Italia. Attacco a Cofferati: sei sordo, così diventerai marginale;
p.1-p.8- Barbara Spinelli, Addio ai sogni menzogneri;
p.1-p.5-Augusto Minzolini, Il vigile e il rivoluzionario;
p.2- Maria Grazia Bruzzone, Fini: Rifondazione nell’angolo. Cofferati, dopo l’abbraccio con D’Alema siamo lontani. Il Polo ci sta: e adesso i fatti. Per Berlusconi «punti comuni sui programmi»; Fabio Martini, Il leader di Rifondazione. Bertinotti: «Massimo, fai ricatti con te l’Italia sarà una Corea» [intervista a Fausto Bertinotti]; Passi perduti nell’agorà;
p.3- Alberto Rapisarda, Il segretario dedica due terzi della relazione allo strappo con la CGIL, poi guarda a Fini e alla Lega. D’Alema, attacco frontale a Cofferati. «Rifondazione non vuole larghe intese? Sostenga Prodi»;
p.4- r. i., L’intervento del presidente della Camera: raccontiamo tutto il passato senza buchi. Violante: l’Italia ritrovi valori comuni. «Formiamo la classe politica»; m. g. b. (Maria Grazia Bruzzone), «Sì al maggioritario». Riforma della Quercia «Ma col doppio turno»; r. i., «Donne sottovalutate». Iotti: Bravo Massimo ha una marcia in più;
p.5- Maria Teresa Meli, «Relegati nel Forum», a Congresso quasi deserto, i protagonisti Carniti, Bordon, Schietroma. «Cosa due», un fantasma nell’Agorà. Spini pessimista. «D’Alema, che smacco con Amato»
«La Stampa», 24 febbraio 1997 [pp.1-p.5]
p.1- Titolo: Rieletto segretario con l’88,2%. «La sinistra deve cambiare, sto con chi ha meno diritti». Nuovo patto sociale, D’Alema trionfa. «Stimo Cofferati, ma con la CGIL è strappo»;
p.1-p.4 - Gad Lerner, La strada difficile della sinistra;
p.1-p.5- Massimo Giannini, Il leader sindacale. «Non rompo col PDS ma non cambio idee»;
p.1-p. 3- Augusto Minzolini, Solitudine «bulgara»;
p.2- Fabio Martini, La Quercia chiude il Congresso. «La grossa novità? Siamo noi a voler riformare lo Stato sociale». D’Alema «promosso» con l’88,2% di sì. «Grande stima per la CGIL, ma il sindacato deve rinnovarsi»; Maria Grazia Bruzzone, Il vice ministro della Quercia. «Spaccature? No, dialogo». Fassino: Fausto resta su posizioni sterili [intervista a Piero Fassino]; «Quercia crudele». La stampa di sinistra «tifa» per Cofferati; a. c., «Massimo ottimo oratore» Montanelli lo promuove: forse doveva fingere un po’ di balbuzie [intervista a Indro Montanelli]
p.3- Maria Teresa Meli, «Il discorso di Massimo? Queste cose le aveva già dette il vicepresidente della Confindustria». Esplode il no dell’«anima di sinistra». Una nuova corrente nel PDS a difesa dello Stato sociale; Antonella Rampino, Il leader della CGIL del Piemonte. Marcenaro, moderato con rabbia, Ci è l’uomo che ha osato sfidare il re della Quercia;
p.4-Ugo Magri, Intervista con il leader del Cobac: non sono andato al Palaeur, non sopporto il conformismo: «Sarò io l’anti-D ’Alema». Segni: lui non è un vero liberale [intervista a Mario Segni]
«Il Foglio», 20 febbraio 1997 [p.2]
Al Congresso del PDS c’è un tabù, chi è il vero delfino?
«Il Foglio», 21 febbraio 1997 [p.1-p.3]
p.1- La giornata in Italia. Congresso PDS. Veltroni «Cambieremo il Paese»; Il demonio di ieri. Sorprendente affetto per Berlusconi nella base e nel vertice del PDS. La proposta di un «compromesso chiaro e trasparente» viene accolto con favore dai delegati del Palaeur. Fini diffidente e tiepido;
p.3- Editoriali, La convention del PDS
«Il Foglio», 22 febbraio 1997 [p.1-p.3]
p.1- La giornata in Italia. Incontro a Palazzo Chigi tra Prodi e Berlusconi; In chiusura di Congresso. D’Alema parla in un clima di suspense tra evento e routine. Nel PDS l’esigenza di avere risposte più chiare. CISL e imprenditori invocano più coraggio del segretario. Giustizia la grande assente;
p.3- Editoriali, Bipartisan, parolina magica
ISTAT: diffusi i dati sull’inflazione che scende dal 2,6% del gennaio 1996 al 2,2%. Su base mensile si registra un calo dei prezzi dello 0,1%.
Napoli: scontri in piazza del Plebiscito fra disoccupati e polizia. 23 feriti e 20 denunciati. Gli incidenti si verificano al termine di un corteo organizzato dai sindacati a cui hanno partecipato circa 10mila disoccupati utilizzati nei cosiddetti lavori utili. Muore d’infarto un automobilista intrappolato nel traffico a causa degli scontri.
«La Stampa», 22 febbraio 1997[p.16]
Mariella Cirillo, Venti minuti di tafferugli in piazza del Plebiscito: i «corsisti» hanno lanciato pietre contro la polizia. Guerriglia nel cuore di Napoli. Scontri tra disoccupati e agenti: 23 feriti. I poliziotti hanno risposto sparando i lacrimogeni. Danneggiato un caffè storico. E un uomo muore di infarto
«La Stampa», 23 febbraio 1997 [p.12]
Fulvio Milone, Napoli, il ministro dell’Interno interviene sulla guerriglia che ha provocato 32 feriti. «Gli scontri colpa dell’Interno interviene sulla guerriglia che ha provocato 32 feriti. «Gli scontri colpa di provocatori». Ma il sindacato contesta la polizia «La disoccupazione non si risolve così»; Classifica della disoccupazione per provincia (tabella)
«La Stampa», 24 febbraio 1997 [p.9]
Mariella Cirillo, Napoli, i «corsisti» denunciano: tre mesi fa avevamo lanciato l’allarme. «Provocazione? No, rabbia». I disoccupati replicano a Napolitano; Fulvio Milone, «Il ministro come Bava Beccaris». Mussolini: deve spiegarsi in Parlamento
Francia
Manifestazioni a Parigi e in tutta la Francia contro la legge sull’immigrazione proposta dal ministro Jean- Louis Debrè che prevede forti restrizioni sull’immigrazione, in particolare la norma che stabilisce l’obbligo di denuncia a carico dei cittadini i francesi che ospitano immigrati extracomunitari.
Algeria
Saida, 400 chilometri a di Algeri: nella notte un attacco del Gruppo Islamico Armato (GIA). Uccisi 18 civili.
Rinviata la verifica della maggioranza di Governo.
«l’Unità», 25 febbraio 1997 [pp.1-4]
p.1- Titolo: I capigruppo del PDS al governo: più impegno sul lavoro. Ciampi difende Cofferati. Manovra, slitta la verifica. D’Alema: se cade Prodi si va al voto;
pp.1-2- Editoriale, Gianfranco Pasquino, Gli obblighi della sinistra;
p.2- Pier Giorgio Betti, «Anche la classe media va tutelata» [intervista a Luciano Gallino];
p.3- Titolo: Stato sociale e Ulivo; Pasquale Cascella, Slitta il vertice dell’Ulivo. Mussi: «La musica è cambiata. Ora il lavoro»; Raul Wittenberg, Commissione Onofri. Minimo vitale e pensioni: venerdì nuove proposte; «Troppi emendamenti». Il Governo chiede la fiducia sulla manovra di fine anno; Il segretario di Rifondazione polemizza ancora con D’Alema e oggi incontra il presidente del Consiglio
Bertinotti: «La manovrina? Non serve»;
p.4- Titolo: Stato sociale e Ulivo; Roberto Giovannini, La mano tesa di Ciampi. «Stabili grazie al sindacato». E Cofferati «apprezza» le parole del ministro; Cesare Romiti «Sul lavoro il leader CGIL
ha ragione»; Angelo Faccinetto, Ma il vice Epifani: «Sergio doveva esporre le nostre proposte sulla flessibilità». Contrattacco CGIL: «Conservatori proprio no»; Tra i giovani di Napoli. La voglia e la paura delle «gabbie salariali»
«La Stampa», 25 febbraio 1997 [pp.1-3-p.8]
p.1- Titolo: Mano tesa del superministro. Convocato e annullato il vertice di maggioranza. Ciampi: conti ok, ma tagli necessari. Prodi-Bertinotti, incontro decisivo sulla manovra;
p.1-p.8- Luigi La Spina, Chi difende lo Stato sociale;
p.2- Antonella Rampino, Summit dei segretari convocato e annullato, oggi la fiducia sul decreto di fine anno. Prodi- Bertinotti, vertice sulla manovra. D’Alema: «Nessun governissimo. Se Romano cade si vota»; L’Ulivo e la fiducia (scheda); Roberto Ippolito, Ai poveri 700 mila lire al mese. Le proposte della Commissione al premier; r.r., Maccanico «Amato, un ottimo leader»; Paolo Patruno, Il leader della CISL. «La Quercia mi preoccupa». D’Antoni: ma la CGIL è troppo chiusa [intervista a Sergio D’Antoni]; Stefano Lepri, Il ministro del Tesoro: ormai l’Europa è alle porte. E Visco solo anticipi, niente nuove tasse. Ciampi: nessun conflitto col sindacato. «L’accordo sul lavoro è vivo e vegeto»; Massimo Giannini, Il segretario della CGIL. Cofferati: un passo avanti. Ma fermate la manovrina [intervista a Sergio Cofferati]
Il segretario del PDS, Massimo D’Alema, replica al presidente di Rifondazione comunista (PRC) Armando Cossutta.
«l’Unità», 25 febbraio 1997 [p.5]
Vittorio Ragone, D’Alema: Prodi o si voterà. «Cossutta? Scomunicò anche Berlinguer»; Rosanna Lampugnani, Stajano e Bianco sulle scelte del PDS. «Stimolo per il centro. Rifondazione decida»
Bicamerale
Gianfranco Fini, leader di Alleanza Nazionale, afferma di rinunciare all’ostruzionismo e, non potendo ottenere né il presidenzialismo all’americana né il semipresidenzialismo alla francese, si dichiara disponibile ad un Governo del premier.
«La Stampa», 25 febbraio 1997 [p.4]
Fabio Martini, La riforma elettorale della Quercia «tenta» la destra: un mix fra sistema francese e legge italiana per i sindaci. AN-PDS, intesa possibile. Bicamerale, sul Governo del premier; Maria Teresa Meli, Il «radicale» di Forza Italia. «D’Alema come Mussolini». Taradash: occupa il campo opposto [intervista a Marco Taradash]
Processo Andreotti
Franco Filippazzo, all’epoca dei fatti autista di Salvo Lima (DC) ritratta in aula le sue precedenti deposizioni (1995) quando aveva affermato di essere sicuro che Andreotti conosceva i cugini Salvo.
«l’Unità», 25 febbraio 1997 [p.10]
Saverio Lodato, Palermo, l’ex autista di Lima smentisce le proprie deposizioni ai pm. Andreotti, il teste ritratta. «Mai visto con i Salvo». Il senatore: l’accusa sbaglia tutte le date
«La Stampa», 25 febbraio 1997 [p.13]
a.r., Andreotti. Il superteste ritratta in aula
Napoli: a tre giorni dagli scontri davanti la Prefettura nuove manifestazioni dei disoccupati.
«La Stampa», 25 febbraio 1997 [p.16]
Mariella Cirillo, Tensione alle manifestazioni dei disoccupati. Oggi la vertenza sul tavolo del ministro. Napoli, la protesta torna in piazza. Nuovi cortei dopo gli scontri; L’emergenza lavoro in Campania (scheda); Fulvio Milone (a cura), Testimonianze. I due volti della città. «Io professionista in mezzo al degrado». «Io, senza lavoro non voglio pietà»
Cecenia
A Grozny Il fotoreporter Mauro Galligani, inviato del settimanale «Panorama», è sequestrato da un gruppo di quattro uomini armati.
«l’Unità», 25 febbraio 1997 [p.15]
Pavel Kozlov, Cecenia, rapito un italiano. Giallo sul riscatto e sui sequestratori del fotografo
«La Stampa», 25 febbraio 1997 [p.8]
e. st., Galligani era arrivato a Grozny per realizzare un reportage per «Panorama». Rapito il fotografo delle guerre. Italiano ostaggio in Cecenia; Maria Giulia Minetti, Personaggio. L’uomo degli scoop. Dal Salvador a Timosoara. Quando svelò il bluff delle fosse romene
Roma: muore a 82 anni il cardinale Ugo Poletti, ex presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) e protagonista nel 1994 del famoso Convegno intitolato «Attese di giustizia e di carità della Diocesi di Roma» ribattezzato dai mass media «Sui mali di Roma». Una forte denuncia del degrado in cui le amministrazioni della Democrazia Cristiana (DC) avevano lasciato languire la capitale e delle connivenze fra ambienti ecclesiastici e i «palazzinari» romani.
«La Stampa», 26 febbraio 1997 [p.13]
Marco Tosatti, Roma, colpito da infarto mentre era ricoverato al Policlinico Gemelli. È stato il vicario di tre pontefici. Addio a Poletti, la voce del dialogo. Cardinale dal ’73, guidò la CEI per cinque anni; Domenico Del Rio, Vent’anni in Laterano. La coscienza di Roma. E cercò di «bonificare» la DC
Francia
Nuove manifestazioni contro la legge sull’immigrazione proposta dal ministro Jean- Louis Debrè in coincidenza della sua discussione nell’Assemblea Nazionale. La proposta è criticata dal Parlamento dell’Unione Europea che in una risoluzione ne chiede il ritiro provocando dure reazioni del Governo francese.
«La Stampa», 27 febbraio 1997 [p.8]
Enrico Benedetto, Il Quai d’Orsai: ingerenze inammissibili. Incidenti al corteo anti-razzista.Immigrati, scontro Strasburgo-Parigi. «Cambiate la legge». «Europarlamento indegno»
Camera dei deputati: il 25 febbraio è accordata, 308 sì, 257 no e 1 astenuto, la fiducia al Governo sull'approvazione del decreto contenente la manovra fiscale di fine anno. Il 26 febbraio è approvata in via definitiva, 207 sì, 167 no e 1 astenuto, il decreto contenente la manovra fiscale di fine anno.
Israele
Il Governo israeliano autorizza la costruzione di un insediamento di 6.500 abitazioni sulla collina di Har Homa nella parte araba di Gerusalemme. La decisione, criticata anche dagli USA, suscita una forte critica da parte dell’Autorità Palestinese che chiede l’intervento dell’ONU per violazione degli accordi di pace.
Senato della Repubblica: il presidente del Consiglio replica alle interpellanze presentate su Maastricht. Secondo Romano Prodi l’Italia è pronta per L’Unione monetaria europea (UEM), particolarmente incoraggiante l’intesa raggiunta con la Francia di Chirac.
Seduta pomeridiana n. 139 - 27 febbraio 1997
Svolgimento di interpellanze su Maastricht
«La Stampa», 28 febbraio 1997 [pp.1-3-p.5]
p.1- Titolo: Secondo il premier l’Italia è pronta per l’UEM. Fisco, evasi 50 mila miliardi di IVA l’anno. Prodi: sull’Euro patto con Chirac. Fossa: senza la cassa integrazione, licenzieremo;
p.2- Gina Carlo Fossi, La grande industria perde occupati, nel Mezzogiorno situazione esplosiva. I sindacati all’attacco. Scontro su lavoro e cassa integrazione. Fossa: Cofferati ha ragione, il Governo ha fatto poco; L’Italia dei senza lavoro (tabella); Roberto Ippolito, Il presidente degli industriali napoletano. «Difficile assumere al Sud». De Feo: servono contratti più flessibili [intervista a Paolo De Feo];
p.3- Stefano Lepri, «Entriamo subito con i conti in regola. Il risanamento non ci viene imposto dall’estero». Prodi: per Maastricht né sconti né rinvii. «Europa e lotta alla disoccupazione non sono in conflitto»; Fabio Martini, Un feeling ritrovato. E Chirac telefona: «Restiamo uniti». Prende forma il «club Mediterranée» dell’Euro; Augusto Minzolini, L’ex leader della DC. De Mita: un Prodi bis? Non c’è nulla che lo vieti;
p.5- Antonella Rampino, Il ministro al Governo: fuori le unghie. Oggi la proposta della Commissione Onofri sul Welfare State. Dini: ora bisogna stanare Bertinotti. Veltroni placa il leader neocomunista; (AdnKronos), Occhetto attacca «Ecco tutti gli errori di D’Alema»; Emanuele Novazio, Schroeder il rivale di Kohl. «L’Euro può attendere». «Nessun dramma, troppi rischi» [intervista a Gerhard Schroeder]
Camera dei deputati: si conclude con l’approvazione definitiva del «decretone fiscale» la discussione iniziata in aula il 18 febbraio del testo già approvato dal Senato il 6 febbraio 1997 (Legge 28 febbraio 1997, n. 30).
«Gazzetta Ufficiale», 28 febbraio 1997, n.50 [pp.3-24]
pp.3-23- Conversione in legge, con modificazioni, del decreto legge 31 dicembre 1996, n. 669, recante disposizioni urgenti in materia tributaria, finanziaria e contabile a completamento della manovra di finanza pubblica per l’anno 1997;
p.24- Lavori preparatori
«La Stampa», 28 febbraio 1997 [Economia&Finanza]
Approvato il decretone fiscale di fine anno, un nuovo salasso. Per i biglietti dei treni crescita del 2,5%. Marzo porta rincari, sigarette e forse benzina; Le tariffe scontate (scheda); Che cosa prevede il «decretone» (scheda); v. cor., Bollette telefoniche sui tagli è polemica; Tasse. Sei imprese su dieci riescono a non pagare imposte sui redditi. Il record ad alberghi e ristoranti. L’evasione dell’IVA vale dieci «manovrine». In quattro anni sfuggiti alle maglie del Fisco 200 mila miliardi; Il tesoro nascosto (tabella); Burocrazia, Soluzione all’Italiana per il ritardo dei bolli. Patenti, per una settimana i controlli senza sanzioni
La comunità internazionale reagisce con durezza alla decisione israeliana di costruire 6.500 alloggi nella Gerusalemme araba. Critiche anche dal segretario dell’ONU Kofi Annan. Arafat protesta, ma dietro le quinte comincia a delinearsi un compromesso: via libera all’inizio dei lavori in cambio del ritiro immediato d’Israele dal 10% della Cisgiordania, e da un altro 30% entro settembre.
«l’Unità», 28 febbraio 1997 [p.14]
Umberto De Giovannangeli, Il mondo condanna Netanyahu. «Sbagliato colonizzare Gerusalemme est»
«La Stampa», 28 febbraio 1997 [p.8]
Aldo Baquis, Tutte le componenti palestinesi accettano la linea del negoziato con Israele sui Territori. Arafat seduce anche i falchi di Hamas. Voci di un baratto segreto con Netanyahu: subito un pezzo di Cisgiordania in cambio del quartiere a Gerusalemme; Fiamma Nirenstein, La pace in bilico. Primo round a Gerusalemme. Schermaglie e ricatti per la Città Santa
Processo Pecorelli
Perugia: il mafioso Gaetano Sangiorgi, genero di Nino Salvo, testimone al processo per l’assassinio del giornalista Mino Pecorelli, ritratta la deposizione già verbalizzata. Secondo quanto dichiara accusa non solo i magistrati di Palermo ma anche gli stessi investigatori di averlo costretto, nel corso dell’interrogatorio, a fornire dichiarazioni finalizzate a incriminare il senatore a vita Giulio Andreotti. Le dichiarazioni di Sangiorgi sono immediatamente smentite dal procuratore di Palermo Giancarlo Caselli. Per Andreotti una conferma del complotto ordito nei suoi confronti.
«l’Unità», 1° marzo 1997 [p.8]
Titolo: Mafia e politica; «I pm mi dissero: accusa Andreotti». Sangiorgi al processo Pecorelli; Saverio Lodato, Palermo, Manganelli: mai parlato con lui. La vicenda del medico che è accusato di omicidio
Caselli: sono falsità di un mafioso
Iran
Un terremoto, 6° grado della scala Richeter colpisce il nord-est del Paese, epicentro la regione di Ardebil a circa 400 chilometri da Teheran. Il bilancio è di 100 morti e circa 200 feriti.
Albania
28 febbraio: Riesplode la battaglia di Valona. Una notte di battaglia. Tre morti e decine di feriti nel quartiere fra l’Università e la sede del Servizio segreto ( Shik) preso d’assalto dalla folla di manifestanti. Gli scontri hanno avuto origine quando la polizia ha cercato di cacciare dall’Università tecnica di Valona gli studenti che vi stavano effettuando lo sciopero della fame.
«La Stampa», 1° marzo 1997 [p.12]
e. st., La folla dà l’assalto alla sede della polizia, che reagisce sparando. Poi arrivano i rinforzi. Valona insorge, tre morti. In Albania una notte di battaglia
1°- 2 marzo: La protesta contro il fallimento delle finanziarie truffa diventa sempre più una guerra civile. Il Governo concede modesti rimborsi ai cittadini truffati. A Valona, città nel sud del Paese, la polizia uccide 10 morti e 30 feriti. I dimostranti assaltano le caserme si impadroniscono delle armi e occupano la città. La rivolta dilaga in tutto il Paese. A Tirana, contro il divieto, oltre 5000 persone scendono in piazza. Il presidente Sali Berisha annuncia in TV le dimissioni del Governo presieduto da Aleksandr Mesksi, il 2 marzo proclama lo stato d’emergenza e ordina di sparare a vista contro chiunque sia in possesso di armi.
«l’Unità», 2 marzo 1997 [p.1-p.3]
p.1-Titolo: È guerra in Albania. Dieci morti, il governo si dimette;
p.3-La rivolta di Valona. La protesta scoppiata quaranta giorni fa; Mauro Montali, Albania, prove di guerra civile. La folla assalta le caserme. Si dimette il governo; M. M., Berisha presidente elegante; M. M., Gli sporchi affari del ministro Shehu; M. M., Mejdani stratega della crisi; I primi cortei.
Città-simbolo della rabbia di un paese; Il Pontefice esorta a cercare soluzioni pacifiche. Roma e Parigi: frenate la violenza se volete un aiuto. Il Papa: «Il passato vi spinga al dialogo»
«La Stampa», 2 marzo 1997 [p.3]
p.1- Titolo: Valona: saccheggiate le caserme, bruciati vivi quattro agenti della polizia segreta. Sangue in Albania, è rivolta armata. Dieci morti, il Governo costretto a dimettersi;
pp.1-2- Sergio Romano, Un problema italiano;
pp.2-3- Titolo: Gli agenti attaccano gli studenti in sciopero della fame, la folla stringe d’assedio la caserma: volano molotov, bruciati vivi quattro uomini dei corpi speciali;
p.2- (Ansa-Agi), Albania, il Governo cade nel sangue. Valona insorge (10 morti), silurato il premier; v. tess. (Vincenzo Tessandori); L’uomo più odiato di Tirana. Meksi aveva detto: se mi cacciano, parlerò;
(Ansa), All’ambasciatore. Il Papa offre il suo impegno;
pp.2-3- Maria Grazia Bruzzone, Numero due della Farnesina. Fassino: sono anche affari nostri «Si muovano FMI e Banca mondiale» [intervista a Piero Fassino];
p.3- Vincenzo Tessandori, Un Paese in fiamme. «Sparate ai poliziotti». Ribelli all’assalto con i Kalashnikov
Il presidente della FIAT Cesare Romiti concludendo il Convegno promosso a Napoli da FIAT, Mediocredito e Banca di Roma su «Il ruolo dell’industria nello sviluppo del Mezzogiorno» invita il Governo a concentrarsi sul tema del lavoro, piuttosto che all’Europa, meno al risanamento e più allo sviluppo in questa prospettiva l’abbandono dell’accordo sul costo del lavoro siglato nel 1993. Quindi abolire il doppio livello di contrattazione e affidare a dinamiche flessibili il rapporto con i lavoratori. Sollecita gli imprenditori a investire al Sud e il sindacato a superare le sue rigidità. Pronta e immediata la replica del segretario della CGIL Sergio Cofferati che afferma perentoriamente di non condividere nulla delle posizioni del presidente FIAT.
«l’Unità», 2 marzo 1997 [pp.1-2- p.5-p.7]
p.1- Titolo: Berlusconi disponibile sulla manovra, Fini lo frena. Romiti: mani libere sulla contrattazione. Cofferati: non condivido nulla;
pp.1-2- Enzo Roggi, Falso dilemma Europa-lavoro;
p.1-p.7- Maurizio Costanzo, Disoccupati, irrecuperabile disperazione;
p.2-Renzo Cassigoli, «Il vecchio Welfare è da buttare» [intervista a Sabino Cassese];
p.5- Cassintegrati. Sono 8 ogni 100 occupati in Campania; Michele Urbano, Lavoro, Romiti contro Prodi. «È immobile. Finito l’accordo del luglio ’93»; Cofferati «Non condivido nulla»; Bassolino
«Un’alleanza per creare nuovi occupati»; Rosanna Lampugnani, Occupazione ko, parlano sindacalisti e studiosi. «Flessibilità? Ben venga. Ma il Sud non è la Corea»
«l’Unità», 3 marzo 1997 [p.1-p.4]
p.1-p.4-Patrizio Bianchi, Più che flessibilità serve innovazione;
p.4- Riccardo Liguori, «Romiti? Polemiche spicciole» [intervista a Tiziano Treu]
«La Stampa», 2 marzo 1997 [p.1-p.5]
p.1- Titolo: Il presidente della FIAT invita industriali e Governo a impegnarsi di più per il Sud. Romiti: rivedere l’accordo sul lavoro. Berlusconi: il Polo voterà una «manovrona» chiara;
p.5- Paolo Patruno, Il presidente FIAT: si fa poco per l’occupazione. «Il Sud? Può essere una grossa opportunità». Romiti: «Italia in Europa con lo sviluppo». E sul costo del lavoro: bisogna rivedere gli accordi; r. int., Cofferati (CGIL) «Non condivido nulla»; Il Sud in controluce (scheda); Fulvio Milone, «Prodi pensi di più al Sud». Bassolino: viviamo nel dramma [intervista a Antonio Bassolino]; Valeria Sacchi, «Un posto a 500 mila giovani». Bertinotti: o col Governo sarà scontro [intervista a Fausto Bertinotti]
Silvio Berlusconi, a sorpresa, si dichiara disponibile a votare una «manovra» seria e trasparente che porti l’Italia in Europa. Contraria Alleanza Nazionale (AN) mentre Rifondazione comunista pone come condizione per il voto niente tasse e niente tagli. Il giorno dopo il presidente del Consiglio Romano Prodi risponde positivamente alla disponibilità dichiarata dal Cavaliere che definisce un atto di responsabilità. La possibilità di un dialogo che suscita diffidenze e contrarietà nell’Ulivo da parte di Verdi e Rifondazione, nel Polo di Alleanza Nazionale.
«l’Unità», 2 marzo 1997 [p.4]
Roberto Carollo, Berlusconi a sorpresa «Manovra? Si può fare». Ma Fini non ci sta: «Prodi è inaffidabile»; R. Co., Bankitalia: nel ’96 crescita al 6,3%. Il debito pubblico frena la sua corsa; Roberto Giovannini, Il prelievo sul TFR compensato da un pacchetto di agevolazioni. Darà 7-8mila miliardi alla manovrina. Liquidazioni e sconti, ecco il piano; Occupazione. Confindustria polemizza con il ministro Treu; Giallo sulle sigarette. Domani gli aumenti
«l’Unità», 3 marzo 1997 [p.1-pp.4-5]
p.1 Titolo: Albertini rompe gli indugi: sarà il candidato per Milano di FI, CCD e CDU. Manovra, Prodi apre a Berlusconi. Ma il dialogo irrita AN, Verdi e Rifondazione;
p.1-p.4- Il Commento, Gianfranco Pasquino, Vediamo le carte;
p.5- Pasquale Cascella, Prodi «apre» a Berlusconi. Ma Bertinotti e Manconi: attento, sbagli; Il partito di Fini frena gli alleati. AN adesso teme il taglio delle ali; Marcella Ciarnelli, Il senatore del PDS: Rifondazione-Governo? Non sappiamo di che cosa discutano. Salvi: «Mettiamo tutti le carte sul tavolo» [intervista a Cesare Salvi]
«La Stampa», 2 marzo 1997 [p.4]
Prodi telefona al governatore di Bankitalia Fazio, ma resta aperto lo scontro sulle cifre. Berlusconi: sì alla «manovrona- bis». «Se ci porta in Europa, disponibile a votarla». Rifondazione attacca «No a tagli e tasse». Fini: questo Ulivo è inaffidabile; Raffaello Masci, Duello sulla formazione. Treu: niente Tremonti-due. Confindustria: fate poco per il lavoro
Albania
2 marzo: Gli insorti marciano verso la capitale. Il Governo proclama lo stato di emergenza chiusi i giornali, oscurate le TV. Berisha ordina alle forze armate di sparare a vista contro chiunque venga trovato in possesso di armi. A Valona si registrano ancora scontri: due morti fra cui una bambina. Una guerra civile in cui si confrontano gruppi opposti, protesta politica e interessi di mafie criminali. Cresce la paura di sbarchi in Puglia. Il ministro degli Interni italiano, Giorgio Napolitano, ordina di pattugliare le coste orientali.
«l’Unità», 3 marzo 1997 [pp.1-4]
p.1- Titolo: Albania, stato d’emergenza. La crisi precipita e interviene l’esercito;
p.1-p.4- Il Commento, Renzo Foa, Le scelte di Berisha;
p.2- Titolo: La rivolta in Albania; La telefonata. Prodi invita Berisha alla prudenza; Umberto De Giovannangeli, Dini: «L’Europa si mobiliti» Aiuti finanziari per attenuare la protesta [intervista a Lamberto Dini]; Marina Mastroluca, La paura di Fiorenza, da quattro anni in Puglia con la famiglia a Valona «In TV ho visto la mia città distrutta»; Aldo Varano, Allerta sulle nostre coste, aumentano le misure di sicurezza. Nessun esodo verso l’Italia;
p.3- Titolo: La rivolta in Albania; Sospese trasmissioni BBC; Mauro Montali, Tirana dispiega l’esercito
Il paese in stato d’emergenza. Ultimatum ai ribelli, ucciso un bimbo a Valona; Toni Fontana, Il procuratore lancia l’allarme: i gangster in contatto con i criminali pugliesi. Vigna: «La mafia sfrutterà quelle armi» [intervista a Pier Luigi Vigna]
«La Stampa», 3 marzo 1997 [pp.1-3-p.10]
p.1- Titolo: I rivoltosi marciano su Tirana. Prodi telefona a Berisha. Allerta sulle coste pugliesi. L’Albania brucia, si muove l’esercito. Stato di emergenza, chiusi giornali e TV;
p.1-p.10- Gad Lerner, La rivoluzione dell’economia illegale;
pp.2-3- Titolo: Gli insorti in armi a 50 km dalla capitale, il Governo dichiara lo stato di emergenza, chiude i giornali e oscura le radio straniere. A Valona due morti tra cui una bambina;
p.2- Maria Grazia Bruzzone, Prodi telefona a Berisha: trattate. Allarme in Adriatico. Dini. «È un problema dell’Europa»; (Ansa), Atene preoccupata. Più controlli alla frontiera greca;
pp.2-3- Enrico Benedetto, Lo scrittore albanese. Kadaré: salvate il mio popolo. «Rischiamo di finire come la Somalia» [intervista a Ismail Kadaré];
p.3- Aldo Rizzo, Rischio Balcani. Un cocktail di mafia e politica; Tonio Attino, Paura di sbarchi in Puglia. La Caritas: arriveranno, prepariamoci; Vincenzo Tessandori, «L’Esercito stronchi la rivolta». A Tirana, aspettando l’arrivo degli insorti»; La mappa della rivolta
Albania
Le Forze armate italiane, in un’operazione coordinata fra il Governo italiano e il Governo albanese, evacuano dalla città di Valona 36 persone fra cui 21 italiani. Il presidente albanese Sali Berisha impedisce alle televisioni internazionali di trasmettere le immagini della rivolta che infuria in tutto il Paese e il 4 marzo ordina all’esercito di circondare con i carri armati le città in mano ai rivoltosi. Lo stesso giorno due piloti albanesi che si sono rifiutati di sparare sulla folla fuggono su un aereo Mig in Italia e chiedono asilo politico.
«l’Unità», 4 marzo 1997 [pp.1-3]
p.1- Titolo: La missione decisa in un vertice a Palazzo Chigi. La rivolta non si ferma. Blitz nell’inferno albanese. Il governo invia elicotteri: salvi 21 italiani e 15 stranieri. Berisha manda i carri armati e chiude stampa e TV;
pp.1-2- Mauro Montali, Alle «porte» del paese ribelle. Berisha rieletto oscura le TV. Colonne di carri armati verso il Sud ribelle; M. M., Il ministro Shehu «Ristabiliremo l’ordine nelle città insorte» [intervista a Tritan Shehu»;
p.1-p.3- Marco Ferrari, Il ministro: ma da Tirana servono segnali chiari su esigenze di rinnovamento e elezioni. Napolitano: ci muoveremo con l’Europa [intervista a Giorgio Napolitano];
p.2- Titolo: La rivolta in Albania; La UE pronta a inviare aiuti d’emergenza. I Quindici a Tirana: «Dialogo per una soluzione pacifica»;
p.3- Titolo: La rivolta in Albania; Divieti aggirati. La BBC in onda; Blitz a Valona (crono); Toni Fontana, Blitz italiano a Valona. I marò salvano 36 persone. La missione di soccorso è durata 8 minuti; Patrizia Romagnoli, Gli imprenditori emiliani. «Ora abbiamo paura di perdere i nostri soldi»
«La Stampa», 4 marzo 1997 [pp.1-3-p.11]
p.1- Titolo: Con il San Marco impegnati i Tornado e due navi. Berisha rieletto presidente, imposto il coprifuoco. Albania, blitz italiano a Valona. Evacuati con elicotteri 21 concittadini e 12 europei;
p.1-p.11- Editoriale, Enzo Bettiza, Mano ferma nei Balcani;
p.1-p.3- Vincenzo Tessandori, Un Paese sospeso;
pp.2-3- Titolo: I ribelli puntano le mitragliatrici sui due velivoli protetti dai Tornado e da due navi della Marina soldati con le armi spianate imbracano in otto minuti 21 connazionali e 15 stranieri in attesa all’aeroporto; v. tess., Il San Marco salva gli italiani. Blitz a Valona, due elicotteri recuperano 36 fuggiaschi; Francesco Grignetti, E Prodi disse: parta l’esercito. Le ore febbrili della decisione critica; r. r., L’evento in TV. Nei TG di mezzo mondo;
pp.2-3- Ugo Magri, Il ministro degli Esteri. Dini: ora a Tirana un Governo nuovo [intervista a Lamberto Dini];
p.3- Il blitz a Valona (crono); al ca., Testimone. «Così ci hanno tratti in salvo»; e. st., «Un successo in sole 2 ore». Andreatta: dimostrazione di efficienza [intervista a Beniamino Andreatta]
Romano Prodi in un’intervista concessa al quotidiano spagnolo «El Pais» afferma che Rifondazione comunista ha frenato l’azione di Governo soprattutto sulle questioni economiche. Senza Rifondazione L’Esecutivo avrebbe potuto fare di più. Precisa anche che su alcuni punti la maggioranza attuale si può ampliare.
Nella stessa intervista il presidente del Consiglio si sofferma sulle questioni europee rivelando l’esistenza di un «patto non scritto» fra Italia, Francia e Spagna per presentarsi uniti nei confronti della Germania rispetto all’entrata nell’Unione monetaria europea (UEM).
«l’Unità», 4 marzo 1997 [p.1-pp.4-6]
p.1- Titolo: Bertinotti replica: abbiamo impedito al Governo passi sbagliati su sanità e pensioni. Prodi: «Rifondazione ci frena». Allarme di Mussi: siamo sul filo del rasoio;
p.1-p.6- Enzo Roggi, Quei sospetti inutili;
p.4- Titolo: Le tensioni nell’alleanza; Casini: «I veti RC pesano meno»; Giorgio Frasca Polara, Mussi: la maggioranza cammina sul filo del rasoio. «Ora siamo al dunque, Rifondazione decida» [intervista a Fabio Mussi]; Il leader PDS: riforme realistiche. D’Alema: «Sbaglia chi pensa che la Bicamerale serva a nascondere pasticci»; L’ex segretario PCI presenta il suo nuovo libro e parla del Congresso dell’Eur. Natta: nel PDS si discute con serietà;
p.5- Titolo: Le tensioni nell’alleanza; Stato sociale. Turco: «Davanti a tagli farei le barricate»; «Sì, Rifondazione ha frenato». Prodi ammette: ma la maggioranza non cambia; Il leader di RC replica a Prodi: non cerchiamo la crisi, ma la mettiamo nel conto. Bertinotti: «È vero, ma per evitare scelte sbagliate su pensioni e sanità»; Ritanna Armeni, Micheli: «Non capisco il nervosismo troveremo l’accordo» [intervista a Enrico Micheli]
«La Stampa», 4 marzo 1997 [p.1-p.5]
p.1-Titolo: Il presidente Bundesbank: Italia benvenuta nell’Euro. La lira sotto quota mille. Prodi: Rifondazione palla al piede. Svolta del premier, tensione nella maggioranza;
p.5- Alberto Rapisarda, Il PDS getta acqua sul fuoco ma Dini e Marini vogliono la resa dei conti con Rifondazione. Prodi: senza Bertinotti potevo fare di più. Mussi: il Governo è ogni giorno sul filo del rasoio; (Ansa), D’Alema «L’ipotesi delle riforme oggi è più reale»; Maria Teresa Meli, Il disagio della sinistra. Ma Fausto frena gli ultras «Guai ad autoemarginarsi»; r. i., Intervista su Limes: «Lobby scomparsa con la Prima Repubblica. Ma il servilismo non c’entra». «Sì c’era un “partito americano”». Cossiga: da Spadolini ad Amato, gli USA come modello
«La Stampa», 4 marzo 1997 [p.7]
Flavia Amabile, Prodi rivela un «patto non scritto» tra Italia, Francia e Spagna per l’Europa monetaria. Deficit pubblico in forte calo a febbraio. Ciampi: «Strada giusta, ma la manovra-bis ci sarà»; Monti «Non è più tempo di esitazioni»; Emanuele Novazio, Tietmeyer: Italia benvenuta. Per il presidente Bundesbank ridicolo ritardare l’Unione; Fabio Squillante, Il commissario europeo per l’UEM. «Niente rinvii per l’Euro». De Silguy: Bonn non ha dubbi; Antonella Rampino, L’economista di Forza Italia «Il Polo può votare solo una riforma. Martino: il contributo di solidarietà è una tassa [intervista a Antonio Martino]; Chirac «Stessi diritti per tutti i Paesi»
L’ONU proroga le sanzioni economiche adottate contro l’Iraq in seguito all’invasione nel 1990 del Kuwait. L’ONU afferma che le sanzioni potranno essere revocate quando Saddam Hussein produrrà prove certe sulla distruzione delle armi chimiche che minacciava di usare nella Guerra del Golfo.
Il SECIT (Servizio centrale degli ispettori tributari) invia al Ministero delle Finanze l’elenco degli imprenditori e dei politici coinvolti nelle inchieste del pool di Mani Pulite che dovrebbero restituire allo Stato migliaia di miliardi. L’elenco comprende 10 persone accusate per il SECIT di violazione delle «norme sul monitoraggio fiscale» che prevedono sanzioni per chiunque abbia violato nelle dichiarazioni dei redditi la disponibilità di fondi esteri. Fra i primi nomi dell’elenco il finanziere Francesco Pacini Battaglia che dovrebbe versare tasse su un imponibile di 423 miliardi.
Rese note le conclusioni della Commissione sulla Riforma dello Stato Sociale presieduta da Paolo Onofri, docente di programmazione economica all’Università di Bologna.
Albania
4 marzo: il presidente Berisha ordina ai carri armati di circondare le città meridionali ormai in mano agli insorti. Due piloti albanesi, dopo essersi rifiutati di sparare sui ribelli, fuggono in Italia con un areo Mig e chiedono asilo politico.
«La Stampa», 5 marzo 1997 [p.1-pp.4-5]
p.1- Titolo: Due piloti di Mig chiedono asilo. Nel blitz previsto lo sbarco dei marò. Valona assediata dai tank. Dini pronti a una missione di pace;
p.4- fra. gri., Dini: «La colpa è anche dell’opposizione. Una missione di pace? Dobbiamo prepararci». «Berisha non ha mantenuto le promesse». Washington: lavoriamo in contatto con Roma e Atene. Prodi dopo l’ultima telefonata a Tirana temo il dramma; Francesco Grignetti, Operazione salvataggio. «Pronti a occupare Valona». L’ammiraglio Mariani racconta il blitz;
p.5- Titolo: Manovra a tenaglia dell’esercito nel Sud senza testimoni: fermati i giornalisti; La giornata in Albania (fotocrono); Vincenzo Tessandori, Sul confine tra due Albanie. Il primo giorno di guerra civile. Assedio a «Valona libera», battaglia a Saranda; Ingrid Badurina, Il Kosovo «Siamo pronti alla rivolta»; (Ansa), Fuga italiana per due piloti albanesi. Atterrati a Lecce: volevano che sparassimo sui civili; Fabio Galvano, E la BBC non si arrende. «Trasmettiamo nonostante il divieto»
5 marzo: Nel «Libero Sud» gli insorti armati, con carri armati e batterie anti-aeree - fronteggiano l’esercito. In rivolta le città di Valona, Saranda, Argirocastro, Fieri, Delvine. Sbarcano a Brindisi le prime imbarcazioni di profughi albanesi.
«La Stampa», 6 marzo 1997 [p.1-pp.6-7]
p.1- Disertori con carri armati nel «Libero Sud». Albania, ribelli in armi fronteggiano l’esercito. L’UE chiede il dialogo con l’opposizione. Il Governo promette: non useremo la forza;
p.6- Francesco Grignetti, L’Italia: formare subito una coalizione di unità nazionale. L’Unione Europea: nuove elezioni. Il ministro albanese a Dini: «Non useremo la forza»; (Ansa), Gli italiani. Da 110 aziende appello di pace; Renato Flottau, Il presidente nella bufera. «Governo di coalizione? Mai» Berisha: se si votasse di nuovo stravincerei [intervista a Sali Berisha]; (Ansa), Sfida alla censura. Decine di messaggi di «Sos» via Internet;
p.7- Vincenzo Tessandori, Ribelli e governativi si fronteggiano a distanza, disertori guiderebbero la difesa di Saranda. Il «Libero Sud» schiera il suo esercito. Ha carri armati e batterie antia.aeree; Le città della rivolta (mappa); fra. gri., Il Mig di Galatina. È polemica: così facile violare il nostro cielo?; Tonio Attino, La costa agognata. Salvi tre bambini italiani. Presi in mare, il padre è un ricercato. Prime avvisaglie di un esodo, sbarcano trenta fuggiaschi
Il 6 marzo il presidente albanese Sali Berisha proclama due giorni di tregua promettendo l’amnistia a chi consegnerà le armi. L’8 marzo i ministri italiani degli Esteri e degli Interni con un comunicato congiunto dichiarano che l’Italia non concederà l’asilo politico ai profughi albanesi che sbarcheranno sulle coste pugliesi.
«La Stampa», 7 marzo 1997 [p.1-pp.8-9]
p.1- Titolo: Primo accordo fra Berisha e l’opposizione. In Albania tregua di 48 ore. Grazia a chi depone le armi. No dei ribelli: prima la data delle elezioni. Pronto il piano di sgombero per gli italiani;
p.1-p.9-Vincenzo Tessandori, Nella terra di nessuno. Nella capitale del Libero Sud. La gente di Valona: pronti a morire;
p.8- Francesco Grignetti, Sospiro di sollievo alla Farnesina dopo l’annuncio dell’apertura di Berisha all’opposizione. Pronto il blitz per sgomberare gli italiani. Vertice da Prodi con gli 007; e. st.,
Piloti fuggiti. Tirana: estradateli; (Ansa- Reuter), Atene li accoglie. Sette soldati chiedono asilo alla Grecia;
p.9- (Agi-Ansa), «Amnistia per chi depone le armi». Il generale che guida gli insorti: prima la data delle elezioni. Berisha offre la tregua, i ribelli rifiutano. Il presidente chiama l’opposizione: sì a un nuovo Governo; L’escalation della rabbia (scheda); (Ansa), Con il telefonino. «Sos» di una famiglia italiana: salvateci; fra. gri., «Al sicuro il catasto italiano». Gli archivi a Tirana per l’informatizzazione [intervista ad Alfonso Ricciardelli]
Il presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, convoca al Quirinale un vertice per affrontare il tema della disoccupazione.
Albania
Iniziano a sbarcare nel porto di Brindisi le prime imbarcazioni di profughi albanesi. Il 6 marzo il presidente albanese Sali Berisha proclama due giorni di tregua promettendo l’amnistia a chi consegnerà le armi. L’8 marzo i ministri italiani degli Esteri e degli Interni con un comunicato congiunto dichiarano che l’Italia non concederà l’asilo politico ai profughi albanesi che sbarcheranno sulle coste pugliesi.
«l’Unità» cambia veste grafica
«Il Foglio», 4 marzo 1997 [p.2]
La riforma grafica ed editoriale del dopo Veltroni. L’Unità abbandona grandi titoli e fotografie, il quotidiano fondato da Antonio Gramsci vuole diventare un giornale «con la testa più fredda»
Unione Europea
L’Unione Europea chiede agli allevatori italiani il pagamento delle «quote latte», le multe inflitte per aver prodotto più latte rispetto alle quote stabilite a livello europeo. Si tratta di 324 miliardi che verranno recuperati tagliando i contributi destinati all’agricoltura. Lo stesso giorno che il commissario europeo all’agricoltura Franz Fischler annuncia la punizione inflitta all’Italia la Confederazione Italiani Agricoltori organizza a Brescia una manifestazione di protesta chiedendo abolizione delle «quote latte»
Albania
«l’Unità», 8 marzo 1997 [p.6]
Un comitato di salvezza a Valona pone condizioni al disarmo. Due morti nelle ultime 24 ore, spari a Tirana. I ribelli non consegnano le armi. Berisha chiude la porta al dialogo. La missione UE sollecita l’avvio del confronto tra tutte le forze politiche e promette sostegno finanziario per uscire dalla crisi.
Il presidente albanese respinge l’ipotesi di elezioni anticipate e la formazione di un Governo di coalizione con l’opposizione; Toni Fontana, Alt di Andreatta. I piloti non saranno estradati; Aldo Varano, Le navi-pattuglia italiane hanno intercettato il gommone. Cinquanta profughi a Otranto. «A Valona ci avrebbero ucciso». Continua il mini esodo delle famiglie albanesi terrorizzate dalla violenza. «Non siamo come i vecchi clandestini, fuggiamo da una morte sicura»
«La Stampa», 8 marzo 1997[p.9]
(Agi), I ribelli fanno prigioniero l’emissario del presidente. Allarme a Tirana, spari notturni. Albania, Berisha dice no all’Europa. L’inviato UE non ottiene né nuovo Governo né elezioni; Vincenzo Tessandori, La capitale del libero Sud. Valona, la notte delle due paure. «Temiamo l’assalto, ma sarebbe più pericoloso arrendersi»; (Ansa), Re Leka: pronto a tornare. «Si scelga tra monarchia e repubblica»; (Ansa), Vranitzky. Stamattina a Tirana
Il Seminario di Gargonza
Al castello di Gargonza si svolge il seminario «Dieci idee per l’Ulivo». L’iniziativa è stata promossa da Omar Calabrese, Furio Colombo, Tana De Zulueta. Un incontro a «porte chiuse» fra politici e intellettuali che «mira a ridefinire, si legge nella convocazione a firma di Marina Magitrelli, reciproci ruoli in un’epoca in cui sembrano tramontate le tradizionali funzioni configurate nei maggiori sistemi ideologici». Quindi «attraverso la ridefinizione di alcune parole chiave (…) avviare un aggiornamento dell'orizzonte valoriale nella riflessione politica contemporanea (…) premessa per la elaborazione di un futuro "manifesto ideale" su cui costruire nuove forme di partecipazione politica». Il programma prevede dieci relazioni, su altrettante parole chiave, svolte da politici e intellettuali, nel dibattito sono previsti interventi dei segretari di partito e dei ministri. L’invito conclude con una frase che spiega le vere ragioni del seminario: «Sullo sfondo non sta però solo il rapporto fra intellettuali e politica, ma emergono le ragioni stesse dell’Ulivo: che è incontro e convivenza di tradizioni ideali diverse, ma da rinnovare». (cfr. www.perlulivo.it )
Programma: introduzione Omar Calabrese Prima sessione: «L’intellettuale e la politica: definizioni», Alberto Monticone «Laicità e fedi»; Sergio Mattarella «Potere e libertà», Mauro Paissan «Libertà e regole».
Seconda sessione «Nuovi valori, nuovi comportamenti»: Cesare Salvi «L’idea di Europa»; Claudia Mancina «Sicurezza e rischio», Rosy Bindi «Differenza ed uguaglianza», Carlo Rognoni «Merito e successo»
Terza sessione «Scenari ideali e scenari reali», Enzo Bianco «Desiderio e limiti», Fabio Mussi «Individuo e massa», Leoluca Orlando «Utopia e disincanto». Conclusioni: Furio Colombo
«l’Unità», 9 marzo 1997 [p.7]
Ritanna Armeni, Il seminario di Gargonza dominato da un confronto sull’evoluzione del sistema politico. D’Alema frena l’Ulivo-partito. Per Veltroni la via è aperta. Il leader PDS definisce un «dogma» il dovere del centro-sinistra di governare, ma rivendica il ruolo dei partiti. Il vicepremier: certe divisioni vengono dal passato. Eco: non erano questi i temi; R. A., Parla l’organizzatore del seminario Omar Calabrese: «Le porte chiuse? Contro il divismo, non contro la stampa» [intervista a Omar Calabrese]; Anche Gabibbo davanti al castello; Mimose per le convegniste
«l’Unità», 10 marzo 1997 [pp.1-2]
p.1-Titolo: Chiude tra le polemiche il convegno di Gargonza. Prodi: «Ci espanderemo senza inciuci»
Mussi critica D’Alema, l’Ulivo divide il PDS. Veltroni: «La sinistra da sola perde». Il capogruppo della Camera definisce «arbitrario» il discorso del segretario della Quercia: «Se non si rafforza la coalizione il Governo non dura». Il premier evita lo scontro. Marini: non si possono sciogliere i partiti;
p.2- Ritanna Armeni, Concluso a Gargonza il seminario dell’Ulivo. Prodi: «La coalizione può espandersi senza inciuci». Veltroni e Mussi attaccano D’Alema. «Il PDS da solo non può vincere»
Il vicepremier: «Senza l’alleanza i partiti del centro-sinistra avrebbero perso le elezioni». Il capogruppo della Sinistra democratica alla Camera: «Non basta dire che il governo è un dogma. C’è bisogno di maggiore solidità e unità politica»; D’Onofrio: «Grave attacco al Parlamento». Bertinotti: «Il governo rischia ancora la crisi». Prodi ottimista ma dice: «Le Camere sono lente»; Eco: l’Ulivo
faccia come i 3 (anzi 4) moschettieri; Nel castello tutti cantavano «Bella Ciao»
«La Stampa», 8 marzo 1997[p.8]
Napolitano revoca l’ordinanza che vietava di sorvolare la zona. Non c’è Occhetto: «Ma a che serve?». L’Ulivo a scuola dagli intellettuali. Da oggi a Gargonza ministri e professori a confronto; Il castello dell’Ulivo (mappa); Filippo Ceccarelli, I simboli della politica. Dal convento al maniero. E la scenografia crea l’«evento»; Dante Alighieri. Si riunì qui con gli esuli
«La Stampa», 9 marzo 1997[p.5]
Antonella Rampino, Nel confronto tra politici e intellettuali il destino dell’Ulivo: «Non diventerà partito». A Gargonza vince il «modello- Blair». Tra le proposte anche la «doppia tessera»; «il manifesto». «State dimenticando i problemi veri»; La mappa del castello (mappa); Augusto Minzolini, Le polemiche nel centrosinistra. Accanimento terapeutico per l’Ulivo. Prodi: il discorso di Massimo è una caricatura; (Ansa), È arrivato il Gabibbo. Vuole sapere cosa mangerà il premier; (Ansa), Mimose per le donne. Solo i fiori riescono a superare i «blocchi»
«La Stampa», 10 marzo 1997[p.5]
Antonella Rampino, Ultimo giorno a Gargonza: la nostra forza sta nell’essere una miscela di culture diverse. «L’Ulivo non sarà contro i partiti». Prodi a D’Alema: ma senza una coalizione non vincono; Maria Teresa Meli, Fausto Bertinotti. «Tra Rifondazione e il PDS sfida per l’egemonia» [intervista a Fausto Bertinotti]; a. ram., Un semiologo al «seminario». Eco: siamo come i moschettieri. «Quattro poveretti, ma hanno sconfitto Richelieu»
«Il Foglio», 11 marzo 1997 [p.1]
Dopo Gargonza. L’Ulivo-partito è morto. Ma anche la Cosa 2 non si sente tanto bene. D’Alema boccia i velleitarismi di Veltroni, ma intanto Amato si defila. Forse sarà Maccanico a sostituirlo. Quanto pesa Hammamet
Il tribunale di Napoli, concludendo un’istruttoria iniziata nel 1993, condanna l’ex ministro della Sanità Francesco De Lorenzo (PLI) a 8 anni e 4 mesi di carcere e al pagamento di una multa di 3 miliardi e 600 milioni. De Lorenzo è ritenuto colpevole di aver organizzato un’organizzazione finalizzata a raccogliere tangenti dagli industriali farmaceuti.
Albania
8 marzo: il ministro degli Esteri, Lamberto Dini e il ministro dell’Interno, Giorgio Napolitano firmano un comunicato congiunto in cui annunciano che l’Italia non concederà l’asilo politico ai profughi albanesi che sbarcheranno clandestinamente sulle coste pugliesi.
«l’Unità», 9 marzo 1997 [p.7]
La folla assalta un deposito dell’esercito e distribuisce le armi. Sequestrato un comandante dell’armata. Berisha perde anche Argirocastro. Dall’Italia deciso stop ai profughi. In un comunicato congiunto Farnesina e Viminale avvertono che non sarà concesso ad alcuno l’asilo politico e che tutti i fuggiaschi verranno al più presto rimpatriati. Il mediatore dell’OSCE ottiene il prolungamento della tregua; Toni Fontana, L’inviato dell‘ OSCE Vranitzky propone osservatori europei; Secondo blitz. Salvati «per caso» 21 albanesi; I capi della rivolta a Valona e Saranda rifiutano la proposta di cedere le armi in cambio di nuove elezioni. «Nessun compromesso, respingeremo l’esercito». Tremilacinquecento insorti in piazza: «Non siamo terroristi, per evitare una guerra civile Berisha deve dimettersi immediatamente»; La Macedonia chiude le frontiere; Argirocastro la «città delle
mille scale»
«La Stampa», 9 marzo 1997[p.1-p.9]
p.1- Titolo: Nuovo blitz a Valona, in salvo diciotto connazionali. Berisha tratta con i ribelli. Albania in fiamme, cade Argirocastro. L’Italia pronta a rimpatriare i fuggiaschi clandestini;
p.9- v. tess., Il presidente Berisha propone elezioni immediate ma i ribelli rifiutano: vogliamo più tempo. Agli insorti un’altra città, Argirocastro. Napolitano: non daremo asilo ai profughi illegali; Vincenzo Tessandori, Il soccorso dal cielo. Il secondo blitz tricolore. Italiani (e albanesi) salvi su 5 elicotteri; In Puglia. Bloccati sbarchi di clandestini
9 marzo: il presidente albanese Berisha in TV annuncia di aver concordato con l’opposizione un piano di pacificazione che prevede l’amnistia per gli insorti, la costituzione di un Governo aperto a tutte le forze politiche, elezioni politiche anticipate e l’invito ai socialisti a rientrare in Parlamento. Infine annuncia di aver incaricato il socialista Bashkim Fino a formare il nuovo Governo. Il ministro degli Esteri Lamberto Dini si reca a Tirana e assicura che l’Italia garantirà il processo di pace. Tuttavia l’annuncio e la nomina non mettono fine alla rivolta. Gli insorti non si fidano.
«l’Unità», 10 marzo 1997 [p.1-p.5]
p.1- Titolo: Il presidente albanese forma un Governo con l’opposizione, Dini a Tirana sigilla l’intesa
Berisha cede, l’Italia garante. Ma i ribelli non si arrendono. Tra le proposte, elezioni entro giugno, amnistia generale, tregua per la riconsegna delle armi. Tutto il Sud del Paese nelle mani dei rivoltosi che avvertono: «Non ci stiamo, Sali se ne deve andare»;
p.5- Umberto De Giovannangeli, Ormai alle corde il leader albanese cede. Il ministro degli Esteri italiano chiamato a sigillare l’intesa. Berisha fa il Governo con l’opposizione. E Dini «garante» vola a Tirana. Ma gli insorti non accettano compromessi col presidente; Accordo in nove punti; Mauro Montali, Tra i ribelli di Saranda «Viva la rivoluzione abbasso il presidente»; M.M., Parla il colonnello Kocin, capo del «comitato di salute pubblica» di Saranda. «Siamo armati fino ai denti, non ci fermeremo». «Qui manca di tutto dal cibo al carburante ma siamo determinati a batterci finché a Tirana non ci sarà un nuovo presidente» [intervista a Xhevat Kocin]
«La Stampa», 10 marzo 1997[p.1-pp.6-7]
p.1- Titolo: Accordo con l’opposizione, voto entro due mesi. Ancora morti nel Sud. Napolitano sui profughi: applichiamo le leggi. Albania, Berisha cede: governo di riconciliazione. Appello all’Italia: aiutaci. Dini a Tirana per sancire l’intesa;
p.6- r.r., Il ministro dell’Interno interviene sul diritto d’asilo dopo la schiarita politica a Tirana. «Non cacciamo nessuno». Napolitano: rispettiamo le leggi; (Ansa), TV albanese. Si dimette il direttore;
p.7- v. tess., Nel Sud combattimenti fino all’ultimo: cinque morti in una sparatoria con i governativi. Arriva Dini, Berisha cede su voto e Governo. Grande coalizione a Tirana e amnistia per i ribelli; Nove punti per la pace (scheda); Vincenzo Tessandori, Il ruolo della Farnesina. «Saremo i garanti della pace». Il ministro: «È fatta, speriamo che tenga»
10 marzo: gli insorti conquistano altre città. Ora la protesta coinvolge anche il Nord del Paese. I ribelli sono a un centinaio di km da Tirana. Sulla nave San Giorgio con la mediazione italiana si svolgono le trattative fra il Governo e il «Comitato per la salvezza di Valona» per una tregua rispettata da ambo le parti. La tregua non ci sarà anzi la situazione precipita nei giorni seguenti.
«La Stampa», 11 marzo 1997[p.1-p.9]
p.1- Titolo: Cade una città a 100 chilometri da Tirana. L’Albania è in fiamme. I ribelli non si fermano. Il «Comitato per la salvezza di Valona» tratta la tregua sulla nave San Giorgio;
p.1-p.9- Giovanni Cerruti, I morti cancellati. I cinque funerali di Permet il paese che non perdonerà;
p.9- Vincenzo Tessandori, L’Italia cerca di mediare convocando un vertice coi leader di Valona sulla nave San Giorgio. I partiti trattano, i ribelli avanzano. Gli insorti del Sud sono a 100 Km da Tirana; r. st., «Italia, accogli i profughi». Appello dell’Osservatore Romano
11 marzo: La rivolta investe ormai la capitale, ormai assediata, e si estende al Nord. Gli insorti danno vita ad un «Comitato nazionale di salvezza pubblica» che unisce tutti i comitati locali. Il Comitato nazionale in un comunicato chiede le dimissioni immediate del presidente Berisha. Al Nord si armano i civili fedeli al presidente. È guerra civile. La Farnesina invita tutti gli italiani a lasciare il Paese. Lo stesso le altre ambasciate. La situazione precipita nei giorni seguenti.
«La Stampa», 12 marzo 1997[pp.1-3-p.8]
p.1- Titolo: Ribellione anche al Nord. Nuovo Governo con il premier socialista. Ma gli insorti chiedono le dimissioni di Berisha. Albania, guerra civile. L’ambasciata agli italiani: partite;
p.1-p.8- Editoriale, Enzo Bettiza, L’eterno rischio balcanico;
pp.2-3- Titolo: Gli insorti prendono altre città e fondano un «Comitato» che chiede le dimissioni di Berisha. Ma al Nord si armano i civili fedeli al presidente;
p.2- Vincenzo Tessandori, Fuga da Tirana assediata. La Farnesina: via gli italiani. Socialista il nuovo premier; Le città della rivolta (mappa); Francesco Grignetti, La Farnesina in allerta. «Sono ore decisive». Dini annulla il viaggio in India;
pp.2-3- Giuseppe Zaccaria, Sul confine Nord. Nell’Albania di Milosevic. Il Kosovo cova la rivolta a Belgrado;
p.3- Giovanni Cerruti, A Saranda in rivolta. Testimone del saccheggio. Ho visto svuotare un hotel in poche ore; Ingrid Badurina, La Macedonia chiede aiuto. Fallisce una finanziaria, 30 mila truffati
Senato della Repubblica: approvata la legge delega per il decentramento amministrativo e la semplificazione delle procedure burocratiche (Legge Bassanini). Il disegno di legge passa all’esame della Camera.
Albania
12- 13 marzo: rivolta nella capitale. Saccheggi, scontri, assalto agli arsenali militari. Blitz delle Forze armate italiane per evacuare i connazionali. La marina a Durazzo: imbarcati 530 italiani. Gli USA debbono temporaneamente interrompere il ponte aereo destinato al rimpatrio dei 2000 cittadini americani, presenti in Albania, perché un elicottero è colpito dai rivoltosi. Centinaia di profughi abbandonano il Paese e sbarcano sulle coste pugliesi. Berisha e il presidente del nuovo Governo, che vede la presenza di sette membri dell’opposizione, chiedono l’intervento dell’Europa. Il presidente del Consiglio italiano, Romano Prodi, in TV si appella ai cittadini albanesi perché salvino il loro Paese dalla guerra civile.
«La Stampa», 13 marzo 1997[p.1-pp.6-7]
p.1- Titolo: Seicento italiani pronti a lasciare l’Albania. Assalti e paura a Tirana. Sos del nuovo Governo. Dini: togliere le armi ai rivoltosi. Voci smentite di un intervento NATO;
p.6- Francesco Grignetti, Pronti a scattare i piani di sgombero per circa 600 italiani, allo studio interventi umanitari. Dini: bisogna togliere le armi ai ribelli. L’OCSE propone. Compriamo i mitra in cambio della pace; f. sq. (Fabio Squillante), Giallo militare alla NATO. Voci (smentite) di un intervento. Occhetto: l’UE tratti con i rivoltosi;
p.7- Vincenzo Tessandori, Un raid all’alba, due dopo il coprifuoco. Sapri nel centro della capitale e all’aeroporto. La rivolta a Tirana, assalto all’aeroporto. Mentre il primo ministro forma il Governo: 7 posti all’opposizione; Giovanni Cerruti, Nella città di Bashkim Fino. Tra i compaesani del premier. «Partendo ha detto o me o Berisha»; (Ansa), «Impediamo questo suicidio». Appello alla radio dello scrittore Kadaré
«La Stampa», 14 marzo 1997[pp.1-3-p.5]
p.1- Titolo: Tirana isolata, assaltati porti, carceri e scali aerei. Blitz nella notte a Durazzo, 530 evacuati. Appello di Prodi. L’Albania crolla, «Dio e il mondo ci aiutino». Berisha: intervenga l’Europa. Ondata di profughi in Puglia;
p.1-p.5- Editoriale, Barbara Spinelli, Gli orfani disperati di Marx;
pp.1-2- Vincenzo Tessandori, La morte all’angolo. I ribelli assaltano l’aeroporto e gli arsenali della capitale, ventiquattro morti. Tirana invoca un blitz europeo. Il nuovo Governo: che Dio e il mondo ci aiutino»;
p.2- Tonio Attino, In Puglia i figli di Berisha. Fuggono motosiluranti ed elicotteri; Ponte aereo della US Navy per salvare 2000 americani;
p.3- Titolo: Il Comitato del Sud a Berisha: dimettiti o attacchiamo. Quello del Nord: posate le armi; Fabio Squillante, Bruxelles «Per ora no»; Giovanni Cerruti, Sulla strada di Tirana. Traversata delle due Albanie. Da Saranda verso Nord, 200 Km senza una divisa; (Ansa), Equipe RAI. Aggredita e derubata;
p.7- Francesco Grignetti, Vertice d’emergenza del Governo, Roma chiede la convocazione del Consiglio di sicurezza. Prodi in TV: amici, salvate la vostra patria. Blitz notturno della marina: in 530 via da Durazzo; (Ansa), Sergio Romano. «Il nostro Paese non ha fatto errori»; Giuseppe Zaccaria, Sui confini del contagio. Le prime raffiche in Macedonia. Respinto l’assalto di cinquanta «briganti»
Città del Messico: arrestata la contessa Francesca Vacca Augusta. Ricercata da due anni in seguito ad un mandato di cattura internazionale emesso dal pool Mani Pulite di Milano è accusata di ricettazione e riciclaggio dei presunti fondi svizzeri utilizzati dall’ex segretario socialista Bettino Craxi. Complice Maurizio Raggio, ristoratore di Portofino e detenuto dal 1995 nel carcere messicano di Cuerneva, avrebbe trasferito nell’America Centrale i fondi svizzeri. I due saranno estradati in Italia.
Giordania
Naharayim, lembo di terra fra le due rive del Giordano occupato da Israele nel 1967: un soldato giordano spara su un gruppo di 120 studentesse israeliane uccidendone 7 e ferendone 6 prima di essere disarmato dai suoi commilitoni.
Si svolge a Napoli la Seconda Conferenza sulle tossicodipendenze. Relaziona il ministro della Solidarietà sociale Livia Turco.
Albania
Dopo una giornata di trattative con il premier Fino e i ribelli del Sud sulla nave italiana Aliseo l’’inviato dell’OSCE Franz Vranitzky chiede un intervento armato dell’UE in Albania. In Italia questa ipotesi suscita subito nella maggioranza di Governo. Contrari Rifondazione comunista e Verdi. Un contrasto che originerà la prima crisi del Governo Prodi. Continuano sempre più numerosi gli sbarchi sulle coste pugliesi.
«La Stampa», 15 marzo 1997 [pp.1.3-p.5-p.15]
p.1- Titolo: Migliaia di profughi arrivano nei porti pugliesi. Vertice nella notte con Prodi. Albania, assalto alle coste italiane. «Ristabilire l’ordine», l’Europa decide sull’invio di militari;
p.1-p.15. Editoriale, Sergio Romano, Tenere le porte chiuse;
pp.2-3- Titolo: L’inviato OSCE Vranitzky chiede un intervento armato dell’UE dopo una giornata di trattative con il premier Fino e i ribelli del Sud sulla nave italiana Aliseo; Raffaello Masci, «Una polizia europea per l’Albania». Mille fuggiaschi a Brindisi, quaranta navi in vista; Le sponde della speranza (mappa);
pp.2-3- Angelo Conti, Assalto alla costa. Metà flotta militare è scappata in Puglia;
p.3- (Ansa), Madre Teresa. «Amo la mia gente e prego che Dio le conceda la pace»; Vincenzo Tessandori, Nella capitale assediata. Tirana brucia, Berisha resta. Fuoco sugli elicotteri americani; v. tess., I marò calano sullo stadio. Salvi tra gli spari 93 connazionali;
p.4- Francesco Grignetti, Il Polo preme per mandare soldati. Bertinotti dice no. Washington elogia il ministro Dini. «Intervento in Albania, ma non da soli». Il Governo: ci muoveremo solo in accordo con gli alleati; Giovanni Cerruti, Nel Nord in fiamme. Coi ribelli di Durazzo all’assalto del porto; fra. gri., Il vice della Farnesina. «Ma non è il Vietnam d’Europa». Fassino: «è eccessivo parlare di guerra civile [intervista a Piero Fassino]
Albania
Temporaneamente chiuso il porto di Brindisi. La decisione è stata presa perché le autorità non riescono a garantire più assistenza ai profughi che sbarcano dall’Albania. Si calcola che i profughi approdati sulle coste pugliesi superino gli 11 milioni.
Presentata al Senato la proposta del Governo sulle concessioni televisive. La proposta punta a sbloccare la legge che istituisce l’«Autority» per le telecomunicazioni e definire nuove regole per le frequenze televisive.
Il TG1 delle 20,00 è interrotto da una voce che lancia lo slogan «Veneto serenissimo Governo». L’interruzione viene ascoltata da Venezia a Ravenna. La Lega Nord, principale accusata, smentisce ogni coinvolgimento nell’azione. Nel corso del mese si verificheranno episodi analoghi con interferenze che toccano: Treviso, Verona e Bassano del Grappa
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