XIII Legislatura - 1996-2001
I Governo Prodi
17 maggio 1996-21 ottobre 1998
Milano: il Tribunale condanna alcuni dei principali stilisti italiani: Kritia, Gianfranco Ferrè e Santo Versace a un anno e due mesi di reclusione per corruzione. Sono riconosciuti colpevoli di aver distribuito nel 1990 tangenti per circa 750 milioni di lire alla SECIT e alla Guardia di Finanza. Gli stilisti non debbono scontare la detenzione in quanto gli sono riconosciute le attenuanti generiche e i benefici della condizionale. Tra gli imputati manca Giorgio Armani che, alcuni mesi prima del processo, ha scelto il patteggiamento pagando un risarcimento di 100 milioni e concordato una pena di 9 mesi.
Consiglio dei ministri: su proposta del ministro dell’Agricoltura Michele Pinto è approvato il disegno di legge per favorire il ricambio generazionale nel mondo dell’agricoltura.
Camera dei deputati: il Governo pone la questione di fiducia sull'approvazione del decreto contenente la manovra correttiva di fine marzo. Il 6 maggio approvata la fiducia con 318 voti a favore e 260 contrari. Il decreto è approvato con 287 sì e 214 no. la manovra correttiva di fine marzo. L'Aula approva poi il decreto con 287 sì e 214 no.
Algeria
Un’autobomba esplode davanti al liceo più prestigioso della capitale, il Franz Fanon situato nel quartiere di Bad El-Qued, frequentato in gran parte dai figli dei funzionari del regime militare del generale Liamine Zeroual e dei diplomatici accreditati nel Paese. L’esplosione provoca la morte di 4 persone e il ferimento di 24, per lo più si tratta di ragazzi fra i 12 e i 18 anni.
Entra in vigore la legge sulla «Tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali», Legge 31 dicembre 1996, n. 675. La nuova normativa istituisce la figura del Garante che ha il compito di controllare e coordinare la raccolta e la diffusione dei dati personali. Garante sarà nominato il giurista Stefano Rodotà.
Il Governo tedesco ammette di pagare la pensione a ex membri delle SS.
Il Tribunale internazionale dell’Aja per i crimini di guerra nella ex Jugoslavia, dopo 6 mesi dalla fine del processo, condanna il serbo-bosniaco Dusan Tadic per crimini contro l’umanità e tortura. Tadic, è noto come il «boia» di Omarska, il campo di pulizia etnica dove aveva effettuate aberranti torture. La pena sarà decisa a luglio. Intanto i difensori preannunciano il ricorso in appello.
Parigi: all’età di 68 anni muore il regista Marco Ferreri
Venezia
Nella notte un commando di 8 uomini si impossessa, minacciando il comandante, del traghetto che collega l’isola del Tronchetto con il lido di Venezia. Sbarcati a Piazza San Marco gli uomini del commando si dividono: sei di loro salgono sul campanile e due restano a terra a bordo di un rudimentale mezzo blindato. Unica arma in possesso al commando un mitra Mab. Dal campanile sventolano la bandiera della «Venezia Serenissima Repubblica». Alle 6,30 gli incursori riescono a interrompere per tre volte i telegiornali RAI. Alle 8,30 l’occupazione cessa per l’intervento dei carabinieri. Il 10 maggio il processo
«La Stampa», 10 maggio 1997 [pp.1-4-p.8]
p.1-Titolo: Commando del «Veneto Serenissimo Governo» occupa il campanile: catturati dai GIS. Un altro arresto a Padova. Assalto a San Marco, presi 8 terroristi. Napolitano a Bossi: basta con gli appelli alla secessione;
p.1-p.8- Editoriale, Rodolfo Brancoli, Buffonate da prendere sul serio;
pp.1-3- Ferdinando Camon, Quel fucile sparerà;
pp.2-3- Titolo: Venezia, sono i responsabili delle ripetute incursione sul TG1. I carabinieri del GIS hanno impiegato otto minuti per espugnare il campanile e la piazza. Fermato anche l’ideologo;
pp.2-3- Dall’assalto all’arresto (crono);
p.2- Cesare Martinetti, Un blitz blocca i pirati di San Marco. In cella gli 8 uomini del commando uno è grave; Giovanni Bianconi, «Li ha traditi un parcheggio». Gli inquirenti: volevamo coglierli sul fatto;
p.3- Giovanni Cerruti, «Tutti bravi figlioli, senza vizi». La Bassa perdona i terroristi; Il commando (scheda); Paolo Barbaro, Rabbia tra i veneziani per l’incursione al luogo-simbolo. La vedetta dell’Adriatico violata;
p.4- Francesco Grignetti, Da destra e sinistra raffiche di accuse: ecco i risultati della predicazione secessionista. Napolitano: la Lega ha delle responsabilità. «Per Bossi è messinscena? Delira»; Guido Tiberga, L’ex procuratore di Venezia «Rischiano l’ergastolo» [intervista a Ennio Fortuna]; Del Vecchio: «Mi sembra una bambinata»
«La Stampa», 10 maggio 1997 [p.5]
Titolo: L’assalto a Venezia; Fabio Poletti, Reazioni in via Bellerio. Speroni: roba da indipendentisti del Texas, non si fa così la secessione. Bossi alza il tiro: sono stati i Servizi. «Così i romani vogliono dividerci»; (Ansa), Miglio «Li considero miei allievi»; c. m. (Cesare Martinetti), Cacciari: clima barbaro può sfuggire il controllo [intervista a Massimo Cacciari]; Flavio Corazza, Comencini: attenzione c’è un Grande Fratello [intervista a Fabrizio Comencini]
«La Stampa», 11 maggio 1997 [p.1-pp.6-7]
p.1- Titolo: Venti indagati dopo l’assalto in San Marco. L’ «armata veneta»: colpiremo uno dei GIS. La sfida di Bossi: corteo a Venezia. Scalfaro: «Chi semina divisioni e violenza non ama l’Italia»;
p.1-p.6- Gian Enrico Rusconi, Rilancio del Leghismo;
p.2- r. r., Bossi annuncia un raduno a Venezia «per lanciare un monito a Roma». Fini: sbagliato ridicolizzare l’assolto. «Davanti a 30 mila giovani Scalfaro condanna le divisioni; Lorenzo Mondo, I vizi e le virtù del Veneto profondo; Chiara Beria di Argentine, Il padre del terrorismo rosso. Franceschini: analogie con la nascita delle BR [Alberto Franceschini]; r. cri., Nordio scatena la bufera in RAI. Viale Mazzini replica al magistrato «Mai ironizzato sulle intrusioni nei TG»; (Ansa), La Procura. «Escluse percosse all’assaltatore»;
p.3-Cesare Martinetti, Gli uomini di piazza San Marco farebbero capo a una struttura organizzata per cellule. Minacce contro i GIS. Una rete secessionista dietro l’Armata. Più di venti gli indagati; Giovanni Cerruti, I sostenitori del commando. «Una colletta per i nostri eroi». Applausi e lacrime fra i membri della Life; r. cri., «L’orgoglio di essere veneti». In sei capitoli la «rivoluzione» dell’ideologo della Serenissima; r. cri., Il blitz visto dall’estero. Dall’Herald al Financial Times «È il sintomo di un malessere»
Il Consiglio dei ministri approva un disegno di legge sul ritorno dei Savoia in Italia ma non potranno votare.
«La Stampa», 10 maggio 1997 [p.15]
a.tor., Il Governo ha approvato il disegno di legge che modifica solo in parte la norma sull’esilio. «Porte aperte per i Savoia ma non potranno votare»; Pierangelo Sapegno, Il giudizio di Vittorio Emanuele, «Spero nei diritti civili». «L’Italia è il Paese degli imprevisti» [intervista a Vittorio Emanuele]
Roma: Mentre passeggia con un’amica nei viali dell’Università la Sapienza è uccisa la studentessa Marta Russo.
«La Stampa», 10 maggio 1997 [p.1-p.13]
p.1-Titolo: La ragazza passeggiava con un’amica: è in coma. Non escluso il movente politico. Colpita a morte all’Università di Roma. Misterioso Killer spara a una studentessa di 21 anni;
p.13- Titolo: Mistero alla Sapienza: il sicario avrebbe sparato da un bagno; La città universitaria (mappa); Flavia Amabile, Un Killer insanguina l’Università. Colpita una studentessa a Roma: è in fin di vita; Maria Corbi, «Ho visto Marta accasciarsi e ho pensato a un malore»
«La Stampa», 11 maggio 1997 [p.15]
Flavia Amabile, Il giallo alla «Sapienza»: la ragazza, ancora in coma, potrebbe essere stata colpita per errore. Il Killer ha sbagliato bersaglio. Continua la caccia al cecchino dell’Università; Una mattinata finita in tragedia; f. ama., «Agguato politico? Fantascienza». I familiari di Marta: nessuno la odiava
Giovanni Paolo II, per la prima volta, visita il Libano che sta faticosamente tornando alla normalità dopo una guerra durata 15 anni e ha causato 150 mila vittime.
«La Stampa», 10 maggio 1997 [p.11]
Giuseppe Zaccaria, La Messa su un palco tra le rovine della guerra, con eccezionali misure di sicurezza. A Beirut un pellegrino scomodo. Per il Papa timori di attentati e polemiche; Marco Tosatti, L’ex ministro degli Esteri Vaticano. «è la prova della tolleranza». Silvestrini: le fedi possono convivere [intervista a Achille Silvestrini]
«La Stampa», 11 maggio 1997 [p.8]
Marco Tosatti, Protetto da carri armati e da elicotteri, ha invitato la gente a «non innalzare nuovi Muri». Il Papa: vengo in un Libano sovrano. Trionfale visita a Beirut ancora ferita dalla guerra; Da otto a dieci milioni di cristiani d’Oriente (mappa); Giuseppe Zaccaria, Nel covo del «Partito di Dio». Tra gli Hezbollah in festa. Bandiere vaticane nella baraccopoli sciita; Henri Tincq, «Perché questo non è un Paese libero». Parla monsignor Nasrallah Sfeir, il patriarca maronita [intervista a Nasrallah Sfeir]
«La Stampa», 12 maggio 1997 [p.13]
Marco Tosatti, Beirut, messa in Piazza dei Martiri, simbolo della guerra civile: prego per le sofferenze del Sud. Il Papa: il Libano sia dei libanesi. Il messaggio di Wojtyla a Damasco e Gerusalemme; m.tos.,
Una guida per il Paese. «Uniti per rinascere». Enciclica ai maroniti: più dialogo
Albania
Con il concorso di Franz Vranitzky, capo della delegazione dell’OCSE, è raggiunto un accordo per la data delle elezioni: il 29 giugno.
«La Stampa», 10 maggio 1997 [p.9]
Vincenzo Tessandori, Intervista al presidente: i sondaggi dicono che il 77,3 per cento è contro gli insorti. Tutti d’accordo, l’Albania vota a giugno. Berisha raggiante: «La gente non vuole i Comitati» [intervista a Sali Berisha]; e. st., L’intesa. Successo di Vranitzky; Paolo Guzzanti, Dietro le quinte di «Alba». Tirana, la dolce trappola. Mitra e caffè, miseria e moschee vuote
Elezioni amministrative, ballottaggi
Si svolgono i ballottaggi per l’elezione del sindaco in 77 Comuni e in 5 Province per l’elezione dei presidenti. I due schieramenti, l’Ulivo e il Polo, ottengono una quasi parità nei 10 comuni capoluogo. Il centrosinistra prevale a Torino, dove il sindaco uscente Valentino Castellani dell'Ulivo si confronta con il liberale Raffaele Costa; a Trieste con la conferma del sindaco uscente Riccardo Illy; ad Ancona con Renato Galeazzi e a Novara con Giovanni Correnti. Il centrodestra si afferma a Milano con Gabriele Albertini che prevale su Aldo Fumagalli per l'Ulivo; a Catanzaro con Sergio Abramo; a Terni con Gianfranco Ciaurro e a Crotone con Pasquale Senatore. La lega vince a Pordenone con Alfredo Pasini e a Lecco con Lorenzo Bodega. L’Ulivo si aggiudica i presidenti delle Province di Mantova, Gorizia e Lucca mentre il Polo le Province di Pavia e Viterbo.
«La Stampa», 11 maggio 1997 [pp.1-3-p.5]
p.1-Titolo: Cinque milioni alle urne nel ballottaggio, si vota dalle 7 alle 22. Dieci i Comuni capoluogo. Si decide la battaglia dei sindaci. Tre test politici a Torino, Milano e Trieste;
p.2-Alberto Rapisarda, Cinque milioni di italiani oggi di nuovo alle urne. Esiti incerti in tutte le grandi città. Polo e Ulivo alla prova dei sindaci. Ma il voto non fa tremare Prodi; I numeri del ballottaggio (scheda); La sfida nella metropoli (schede); Gli altri capoluoghi (schede);
p.3- Giuseppe Paviolo, Oggi le urne decidono il testa a testa tra Castellani e Costa dopo una campagna elettorale infuocata. Torino, ballottaggio all’ultimo voto. E gli astensionisti del primo turno faranno la differenza; Massimo Gramellini, Le risse in TV e nei comizi. I colpi bassi dei duellanti. Confronto tra slogan, accuse e querele; r. i., Mantova e Pavia, voto sub iudice. Dalla Lega, esclusa, pioggia di ricorsi contro i candidati per il ballottaggio;
p.5- Pino Corrias, Fumagalli (Ulivo) spera nella rimonta, Albertini (Polo) nei voti degli elettori di Formentini. Milano, arbitri Lega e Rifondazione. Carroccio «in montagna». Neocomunisti «neutrali»; r. int., L’ex sindaco leghista. «Ho fatto pulizia, ridando fiducia»; (AdnKronos), Berlusconi presidente. Sarà il Cavaliere il regista della seduta d’insediamento; c.m., Trieste, la sfida solitaria di Illy. «Indipendenza da tutti, anche dall’Ulivo»
«La Stampa», 12 maggio 1997 [pp.1-4-pp.8-9]
p.1-Titolo: Al centrodestra Catanzaro, Terni e Crotone, Trieste, Ancona e Novara all’Ulivo, alla Lega Lecco e Pordenone. Castellani sindaco, Milano al Polo. Netto successo di Albertini, Costa battuto sul filo di lana;
p.1-p.9- Editoriale, Edmondo Berselli, Partita senza trionfatori;
p.1-p.8- Augusto Minzolini, Bertinotti più forte;
pp.2-3-Titolo: Dopo un avvincente testa a testa ha superato Raffaele Costa per 4709 voti nel capoluogo lombardo invece più netto il successo del centrodestra. Torino, Castellani raddoppia. E a Milano il Polo espugna Palazzo Marino;
p.2- Ugo Bertone, Milano; Pino Corrias, Parla il neosindaco. «Mi sento come Sant’Ambrogio». Albertini: tremo all’idea di dover governare [intervista a Gabriele Albertini]; Fabio Poletti, «Ho perso, ma che rincorsa». Fumagalli: mi sono mancati i faccia a faccia;
p.3- Giampiero Paviolo, Il professore rimonta e vince. Arrivo al fotofinish: «La città mi ha capito»; Luciano Borghesan, «Sarò il sindaco di tutti». «E ora ricuciamo il dialogo»; Giuseppe Sangiorgio, Lo sconfitto. «Sarò un baluardo per molti torinesi» [intervista a Raffaele Costa];
p.4- Franco Del Campo, «Sono l’unico in Italia a poter nominare una giunta del tutto indipendente dai partiti». Trieste non cambia, Illy ancora sindaco. Il Polo paga le sue divisioni; Jerry Paladini, Ancona, bis di Galeazzi «Meglio del previsto»; m. mel., Pordenone conferma per la Lega. Pasini: grazie, Polo; m. m., Lecco. Il vessillo lumbard non cede all’Ulivo
«La Stampa», 12 maggio 1997 [pp.5-8]
p.5- Il Cavaliere vota in ospedale e esce nel pomeriggio: è una vittoria fortemente voluta. Berlusconi conquista la «sua» Milano. Telefona ad Albertini: «Tutto andrà per il meglio»; (AdnKronos), Mastella: «Al Sud l’Ulivo scompare»; Pierangelo Sapegno, Prodi: «Il Governo resiste». Sul voto premier cauto: «Parlerò oggi»; Massimo Gramellini, È stata la notte degli sgarri incrociati tra Mentana e Fede sui telegiornali Mediaset. Il neosindaco sfuggì ai sicari di Emilio;
p.6- r.i., Si votava in 77 Comuni e 5 Province. Rispetto al primo turno, cala l’affluenza alle urne. La Lega si arrocca nei piccoli centri. Il centrodestra vince al Centro- Sud, l’Ulivo a Novara; [risultati ballottaggi];
p.7-Maria Teresa Meli, Fra delusioni e speranze, inseguendo gli exit poll. Perduta Milano, vittoria «condizionata» a Torino. Domenica di passione a Botteghe Oscure. Ma lo stato maggiore tende a sdrammatizzare il voto; (Ansa), Formentini «Berlusconi non è più il padrone»; Antonella Rampino, Cossutta «Senza di noi non si vince»; Giovanni Cerruti, «Non ci hanno piegati». Bossi: ora facciamo la rivoluzione; r.i. Sfide in rosa. Solo due candidate; Paolo Colonnello, Una donna presidente. Gualtieri, vittoria annunciata. Il PPI conquista la provincia di Mantova;
p.8- Alberto Rapisarda, E gli apparentamenti con Rifondazione hanno dato risulttai contraddittori. Polo-Ulivo, quasi un pareggio. Ritorno di fiamma per la Lega; Maria Grazia Bruzzone, AN: peccato Torino…«Milano che successo»; La sinistra fa sue 3 Province su 5 ( risultati)
Dopo la Camera approvata dal Senato la legge Bassanini.
Alla Camera il Governo pone la fiducia sulla conversione in legge di conversione del D. L. 20 marzo 1997, n. 60, Interventi straordinari per fronteggiare l'eccezionale afflusso di stranieri extracomunitari provenienti dall'Albania.
La Camera approva, con 306 voti favorevoli e 192 contrari
Zaire
I guerriglieri di Kabila costringono il presidente Mobuto Sese Seko a lasciare il Paese.
Roma: muore all’età di 80 anni Giuseppe De Santis, fra i padri del neorealismo italiano.
Palermo: il giudice per le indagini preliminari Gioacchino Scaduto rinvia a giudizio Marcello Dell’Utri per concorso esterno in associazione mafiosa. L’ex presidente di Publitalia, deputato di Forza Italia, avrebbe intrattenuto rapporti con diversi esponenti di Cosa Nostra, da Bontade a Nitto Santapaola fino a Totò Riina per agevolare l’inserimento della Fininvest in Sicilia.Il processo è fissato per il 15 ottobre 1997.
Legge 249/1997
Senato della Repubblica: discussione e approvazione in prima lettura della legge sull’emittenza televisiva. Il testo passa alla Camera che lo approva con modificazioni nelle sedute del 9- 15- 16 luglio 1997. Il Senato liquiderà definitivamente il 29 luglio 1997.
Seduta n.187 - 20 maggio 1997
Discussione
Seduta antimeridiana n.188 - 21 maggio 1997
Seguito della discussione
Seduta pomeridiana n.189 - 21 maggio 1997
Seguito della discussione
Seduta antimeridiana n.190 - 22 maggio 1997
Seguito discussione e approvazione
Legge 249/1997- Camera 9 luglio 1997 ►
CSIL Si svolge il XIII Congresso . Si conclude con la proposta di giungere entro il 2.000 all’unificazione delle tre confederazioni sindacali.
Iran
Si svolgono le elezioni presidenziali. Eletto con il 70% dei voti Mohammad Khatami, professore universitario ha ricoperto il ruolo di ministro della Cultura islamica manifestando significative aperture. Sconfitto il candidato conservatore Nateq Nouri. Si è recato alle urne l’88% degli elettori, una partecipazione che non si registrava dal 1979, l’anno della rivoluzione di Khomeini che portò alla destituzione dello Scià di Persia Reza Pahlavi.
Polonia
Approvato con un referendum la nuova Costituzione deliberata dal Parlamento il 2 aprile. Bassa l’affluenza alle urne: solo il 39,8% dei votanti. La nuova Costituzione sancisce la libertà di impresa e la proprietà privata, riconosce le libertà individuali. Requisito fondamentale per l’adesione della Polonia alla NATo pone le forze armate sotto il controllo diretto del potere politico.
Francia
Primo turno delle elezioni legislative. Netta affermazione della sinistra. Il Partito socialista guidato da Lionel Jospen e il Partito comunista guidato da Robert Hue insieme ottengono il 40% dei voti, un distacco di 4 punti percentuali sul centro-destra guidato dal premier Alain Juppè. Conferma i suoi voti, circa il 15%, il Fronte Nazionale, partito di estrema destra guidato da Jean Marie Le Pen.
Il ballottaggio si svolgerà il 1 giugno e in seguito alla vittoria della sinistra determinerà le dimissioni di Juppè.
Vertice di maggioranza sulle pensioni. Si discute la possibilità di estendere il metodo contributivo al tutti i lavoratori. Restano le contrarietà di Rifondazione Comunista.
«l’Unità», 27 maggio 1997 [p.1-p.5]
p.1-Titolo: In discussione la possibile estensione del metodo contributivo a tutti i lavoratori. Vertice sulle pensioni a palazzo Chigi. Agnelli: non cancellare lo Stato sociale. Il presidente onorario della FIAT: «Adeguare il sistema previdenziale alle esigenze di un paese moderno. Moneta unica: visti gli sforzi fatti occorre fare il tutto per tutto». Allarme dell’OCSE: rischio crack sulle pensioni;
p.5- Roberto Giovannini, Ma D’Alema: «Il Dpef si farà senza dubbio e nei tempi stabiliti». Allo studio il metodo contributivo per tutti. Pensioni, per Prodi strada in salita. Con Bertinotti intesa ancora lontana. Quattro ore di vertice di maggioranza a Palazzo Chigi. Il segretario di Rifondazione: «Ci sono contrasti, ma speriamo ancora in una soluzione». Il leader della Quercia: «I partiti facciano un passo indietro»; Raul Wittemberg, Giappone, Olanda, Austria e Italia a rischio. L’OCSE lancia l’allarme sul «welfare state». Se non si cambia strada il crack è inevitabile; Michele Urbano, Da Brescia l’invito a non rinviare le riforme istituzionali: si faccia almeno quella elettorale. «Lo stato sociale si cambia e non si abbatte». Agnelli esorta a collaborare per l’Europa. «Troppo grande» è stato lo sforzo sin qui compiuto per raggiungere l’obiettivo della moneta unica «per non tentare il tutto per tutto». Il presidente onorario della FIAT smentisce i contrasti con Cesare Romiti; INPS, oltre un milione le anzianità; I giovani pensionati (tabella); Pensioni degli statali. Il 26% sono anticipate
Albania
Si svolge a Roma la Conferenza preparatoria sull’Albania. Il ministro degli Esteri italiano, Lamberto Dini e il rappresentante dell’OCSE, Franz Vranitzky, avvisano il premier albanese Fino che prima occorre garantire le nuove elezioni poi si discuterà degli aiuti all’Albania. Da Tirana il leader socialista Fatos Nano critica l’OCSE e minaccia di boicottare le elezioni
«l’Unità», 27 maggio 1997 [p.7]
Alessandro Galiani, Ieri a Roma la Conferenza preparatoria sull’Albania: prima il voto e poi gli aiuti
Vranitzky e Dini avvisano Fino. «Sta a voi garantire le elezioni». Il ministro degli Esteri, Lamberto Dini, cerca di mettere gli albanesi di fronte alle loro responsabilità. Ma da Tirana il leader socialista Fatos Nano critica l’OSCE e minaccia di boicottare le elezioni
A Villa Madama vertice fra Governo e CGIL, CISL e UIL. Il presidente del Consiglio, Romano Prodi, conferma di voler intervenire sulle pensioni nonostante il no di Rifondazione comunista.
«La Stampa», 28 maggio 1997 [p.5]
Stefano Lepri, Prodi afferma di voler intervenire sulle pensioni nonostante il no di Rifondazione. Welfare, vertice segreto Governo- sindacati. Tagli ridotti a 6 mila miliardi, giallo sulla manovra-ter; Tutti i no di Bertinotti (scheda); Antonella Rampino, La questione sociale. Il sindacato punta al sorpasso. La Quercia trama per scavalcare Fausto
NATO- Russia
A Parigi è firmato l’Atto fondatore delle relazioni di cooperazione e sicurezza fra la NATO e la Russia. Presenti al vertice il presidente degli Stati Uniti Bill Clinton, il presidente russo Boris Eltsin e altri leader dell’Alleanza Atlantica. L’accordo stabilisce l’allargamento della NATO ai Paesi dell’ex Patto di Varsavia con l’impegno della Nato a non collocarvi armi nucleari. Si prevede la nascita di un Consiglio permanente congiunto NATO-Russia con lo scopo di consentire alla Russia di avere un ruolo sulle strategie dell’alleanza, anche se non avrà potere di veto.
A conclusione dell’incontro Eltsin dichiara che le testate nucleari russe non sono più puntate sui Paesi europei membri della NATO e si impegna a far approvare dal Parlamento russo l’accordo di disarmo nucleare Start II, firmato a Mosca nel 1993, approvato dal Senato americano ma non dalla Duma Russa per l’opposizione dei nazionalisti e dei comunisti.
«l’Unità», 27 maggio 1997 [p.7]
Clinton rassicura: non vogliamo dominare i nostri vicini. Eltsin sigla il patto con la NATO. «Minimi gli effetti negativi». Oggi la firma dell’«Atto fondatore» dei nuovi rapporti tra Alleanza Atlantica e
Russia. Ma il leader russo ribadisce la sua ostilità all’allargamento ai paesi Baltici
«l’Unità», 28 maggio 1997 [p.6]
Siegmund Ginzberg, Suspense al summit parigino per la firma dell’accordo sull’allargamento dell’Alleanza ai paesi dell’Est. Eltsin scompiglia il vertice NATO. «Mai più missili puntati su di voi»
L’annuncio del presidente russo corretto dal suo ministro degli Esteri: non saranno distrutti verrà semplicemente esteso a tutti i paesi europei - Italia compresa - l’accordo sul non-puntamento reciproco già firmato nel 1994 con gli Stati Uniti; A Mosca nessuno sapeva
«La Stampa», 28 maggio 1997 [p.7]
Andrea Di Robilant, «Rimuoverò le testate puntate contro i firmatari». Applausi ma nessuno ne sa nulla. Eltsin recita il giallo dei missili. Colpo di scena alla cerimonia con la NATO; L’arsenale del Cremlino. Ereditati dall’URSS. Resteranno nel 2003 (scheda); Giulietto Chiesa, Guerra fredda e pace. Il sonno dei mostri atomici. Anatomia dell’arsenale ex sovietico
USA
La Corte suprema statunitense autorizza il procedimento contro Bill Clinton per abusi sessuali.
Senato della Repubblica: approvato in via definitiva il decreto contenente la manovra correttiva.
La Commissione Giustizia della Camera approva il provvedimento contro lo sfruttamento sessuale dei minori.
Indonesia
Elezioni politiche
Arrestato negli Stati Uniti Felice Rovelli, figlio del petroliere Nino; è accusato di avere pagato tangenti per miliardi per condizionare l’esito della sentenza sull’affare Imi-Sir .
La sentenza per la «Uno bianca»
La Corte d’Assise di Bologna pronuncia la sentenza per la banda della «Uno Bianca», composta da agenti di polizia, che tra il 1987 e il 1994 fu responsabile di rapine e omicidi tra cui l’uccisione di tre carabinieri avvenuta il 4 gennaio del 1991 nel quartiere il pilastro di Bologna. Quattro componenti della banda sono condannati all’ergastolo e un quinto a 18 anni di reclusione. La Corte condanna il ministero dell’Interno, essendo agenti di polizia i componenti della banda, al risarcimento di 19 miliardi di lire ai parenti delle vittime.
Inizia il sesto viaggio di Giovanni Paolo II in Polonia. La visita inizia a Bratislavia e si concluderà il 10 giugno a Cracovia.
Russia – Ucraina
A Kiev il presidente russo Boris Eltsin e il presidente dell’Ucraina Leonid Kuĕma firmano un trattato di amicizia fra i due Paesi. Con l’accordo si vuole risolvere il contenzioso sulla flotta ex sovietica nel Mar Nero che, in gran parte, viene riconosciuta di proprietà russa mentre il Governo russo dovrà versare al Governo Ucraino 100 milioni di dollari annui per l’uso del porto di Sebastopoli.
PRC – Comitato politico:
«l’Unità», 1° giugno 1997 [p.6]
S.D.M. (Stefano Di Michele), Il leader neocomunista al Comitato politico: «Non basta sostenere i centri sociali...». Ora Bertinotti fa l’autocritica: «Senza radici Rc rischia di regredire». Analizzati i veri dati delle amministrative, il segretario di Rifondazione «frusta» i suoi: «Se non ci radichiamo nella società rischiamo di diventare un’opinione fra le altre ed essere spazzati via». Critiche a D’Alema sulla Bicamerale. Il caso-Gallinari
Revocata la nomina ad ambasciatore di Manfredo Incisa di Camerana. La decisione del ministero degli Esteri è originata da un’intervista rilasciata da Incisa di Camerana al quotidiano «la Repubblica» in cui erano contenuti giudizi critici sul precedente ambasciatore, Paolo Foresti, e sul generale Franco Angioni nominato presidente del Comitato per l’Albania presso la presidenza del Consiglio. La revoca di Incisa di Camerana segue l’allontanamento del precedente ambasciatore Foresti per la pubblicazione su un giornale di Tirana di una sua conversazione con esponenti politici albanesi. Il 4 giugno la nomina del nuovo ambasciatore Marcello Spatafora.
«La Repubblica», 31 maggio 1997 [p.11]
Stefano Citati, «Siamo neutrali vado a Tirana per dimostrarlo» [intervista a Manfredo Incisa di Camerana]
«la Repubblica», 1° giugno 1997 [p.19]
Stefano Citati, Anche Incisa nella tempesta
«l’Unità», 2 giugno 1997 [p.1-p.7]
p.1- Titolo: La revoca dopo un’intervista in cui criticava il suo predecessore e la Farnesina. Rimosso Incisa, ambasciatore a Tirana. Prodi: «Violato il dovere di riservatezza». Un incarico durato meno di 48 ore a causa delle dichiarazioni rilasciate al quotidiano «La Repubblica». Per il presidente del Consiglio, che ha incontrato in Albania Fino e Berisha, parole «inopportune»;
p.7- Alessandro Galiani, Bufera per una intervista a «Repubblica». Il designato: «Ho la coscienza a posto, sono stato travisato». Tirana perde un altro ambasciatore. Dini rimuove Incisa di Camerana
Giudicata troppo blanda la rettifica del diplomatico. Nel testo attacchi al suo predecessore e alla politica estera in Albania. Il ministro degli Esteri: «Non si è mostrato all’altezza della situazione, nei prossimi giorni la nuova nomina»; Diplomatico di prima fila. Ex consigliere speciale FAO; Al. G., Ranieri «Indicare subito il sostituto» [intervista a Umberto Ranieri]; Mauro Montali, Il presidente del Consiglio si assume la responsabilità della rimozione del neoambasciatore. Prodi difende la Farnesina: decisione unanime. E in Albania assicura «un voto libero e trasparente». «Nessuna conseguenza sul futuro della missione, è solo un problema italiano». Berisha arriva in ritardo all’incontro con Prodi accolto solo dal cerimoniale. Sarà rafforzata la presenza del contingente militare in vista del voto del 29 giugno.
Francia
La sinistra dopo la vittoria al primo turno (25 marzo) si afferma conquistando la maggioranza assoluta dell’Assemblea Nazionale anche nel secondo turno delle elezioni legislative. Dei 577 seggi di cui è composta l’Assemblea Nazionale 274 seggi sono attribuiti a socialisti e loro alleati, 38 ai comunisti, 7 agli ecologisti, 134 ai gollisti (RPR), 108 al centro (UDF), 1 all’estrema destra del Fronte Nazionale, 15 alle formazioni minori. Sconfitta la coalizione guidata da Alain Juppè formata da gollisti e UDF il presidente Chirac il 4 giugno nomina il leader socialista Lionel Jospin primo ministro del nuovo Governo formato da socialisti, comunisti ed ecologisti.
«l’Unità», 1° giugno 1997 [p.4]
Siegmund Ginzberg, Trentotto milioni di elettori dovranno scegliere i 565 deputati ancora in ballottaggio. La Francia con il fiato sospeso. Jospin vicino al traguardo. Oggi voto all’ultima scheda per il secondo turno; Gianni Marsilli, Il harakiri politico del presidente. La scommessa di Chirac
sull’Europa avrà l’effetto di rinviare il patto di Maastricht; Le regole elettorali nel sistema francese;
U.D.G: (Umberto De Giovannangeli), Il sondaggio. La CIRM analizza per l’Unità gli orientamenti del Belpaese. L’elettorato italiano tifa per i socialisti. La Lega divisa tra la gauche e Le Pen. Per la maggioranza degli intervistati la vittoria delle sinistre aiuterebbe il nostro ingresso in Europa. Preoccupante l’attrattiva esercitata sull’elettorato di Polo e Lega dalle parole d’ordine dell’estrema destra francese
«l’Unità», 2 giugno 1997 [pp.1-4]
p.1- Titolo: Francia, secondo i primi risultati ufficiali la gauche con tutte le sue componenti ribalta il risultato del 1995. Travolto Chirac, trionfo per Jospin. Maggioranza assoluta alla sinistra. La sinistra ha oltre 320 seggi, per la destra è una sconfitta che va oltre i timori della vigilia. Juppé ammette lo scacco. Il futuro primo ministro: «Daremo nuovi orientamenti alla costruzione dell’Europa». Le Pen chiede le dimissioni del presidente;
p.1-p.4- Editoriale, Renzo Foa, È finito il ciclo della destra;
p.2- Gianni Marsilli, Il profilo di un uomo politico schivo che dalla sconfitta con Chirac ha saputo costruire la vittoria di ieri. Il socialista coraggioso che ha osato mettere a nudo le ombre di Mitterrand. Lionel Jospin ha vinto anche contro lo scetticismo del suo partito; Vent’anni di elezioni in Francia (grafici); Seguin deluso. È rimasto un leader solo virtuale; Siegmund Ginzberg, Il presidente ha tentato con queste elezioni uno dei suoi celebri «colpi a sorpresa». Ma ha fallito. E Chirac disse a Mitterrand: «Hai perso, vattene». Quando «coabitò» con il suo predecessore voleva le sue dimissioni. E ora vacilla: ha voluto le elezioni ed ha giocato in prima persona;
p.3- Siegmund Ginzberg, Secondo i primi exit poll i socialisti potranno formare il governo anche senza i comunisti di Hue. Jospin in trionfo al ballottaggio. Per fare il governo bastano i verdi. È la Caporetto di Chirac, il centro destra crolla a 245 seggi; Prodi: In un anno è cambiata l’Europa; Europa: il nuovo equilibrio (mappa); Santer: «Rispettare le scadenze di Maastricht»; Gianni Marsilli, Da Balladur a Medellin tutti accusano il presidente e il suo ex premier: ora dobbiamo rifondarci. La destra sconfitta punta il dito sull’Eliseo. Sconcerto nelle sedi dei partiti del centro-destra per una disfatta largamente superiore alle peggiori previsioni; Niente seggio per la figlia di Le Pen;
p.4- Vittorio Ragone, Il segretario organizzativo del PDS commenta a caldo il voto francese. Minniti: «Esaurito il ciclo conservatore la parola è ora alle sinistre europee». Dopo l’Italia, Inghilterra e Francia: «Ma non mi convince un dibattito che guarda a ciò che avviene nella sinistra europea
come se vi fossero modelli da seguire o imitare». «Pensiamo al nuovo partito della sinistra, ma l’Ulivo resta il riferimento» [intervista a Marco Minniti]; Il 57 per cento dei francesi vuole la coabitazione
«l’Unità», 3 giugno 1997 [pp.2-4]
p.2- Gianni Marsilli, Il PCF chiede l’aumento del salario minimo, tasse sulle rendite da capitale e aiuti alle piccole imprese. Comunisti col governo senza aut-aut. Hue: non sono il Bertinotti di Francia. Nessun veto sull’esecutivo che formerà il leader socialista; Bertinotti: «Ma io lo invidio»; Onda rosa nel PS. Elette in 42; Mercato auto e Renault, due spine per Jospen; Risultati elettorali (tabella);
p.3- Siegmund Ginzberg, Già avviate le trattative con Verdi e PCF per i nuovi ministri. Gli ecologisti i primi ad alzare il prezzo. Jospin prende in mano la Francia. La Borsa tiene, presto il Governo. Kohl parla con Chirac: sono abituato alle vostre coabitazioni; Tre alfieri per il nuovo premier; I mercati credono in un euro più morbido; Gianni Marsilli, L’ex presidente della Commissione europea non si sbilancia: «È una decisione che spetta solo a Jospin». L’uomo chiave è Delors, farà il ministro?
La sua nomina al ministero degli Affari Esteri sarebbe gradita ai mercati. Inoltre Delors ha buoni rapporti con Chirac, Kohl ed è stimatissimo;
p.4- Pasquale Cascella, Intervista al ministro degli interni: «In Francia un voto “contro”, ma è arbitrario parlare di politiche vecchie». Napolitano: «Ora è più forte la spinta a costruire l’Europa dello sviluppo». «Superare la socialdemocrazia? Basta con questa bizzarra disputa» [intervista a Giorgio Napolitano]; Paola Sacchi, Soddisfatte reazioni della sinistra italiana da D’Alema a De Martino. Veltroni: insieme contro la disoccupazione. «Una vittoria storica che cambia gli equilibri»
Il presidente della Confindustria Fossa: è presto per parlare di un rallentamento della moneta unica, forse ci sarà qualche problema in più
«l’Unità», 4 giugno 1997 [p.7]
Siegmund Ginzberg, Il capo del PCF scioglie di dubbi e dice di «sì» alle offerte del premier designato.
I comunisti vanno al Governo. Oggi la squadra di Jospin. A Parigi è totoministri, sicuro un posto nel governo per Martine Aubry (lavoro) e per Strauss-Kahn. (economia). Agli interni è certa la nomina di Vaillant, braccio destro del leader socialista; SI. GI., Dal semipresidenzialismo al premierato. Il presidente francese indebolito dal voto. Il vero potere nelle mani del premier; Quattro nomi per i dicasteri del PCF; Appalti truccati. Inchiesta sui neogollisti; Gianni Marsilli, Braccio di ferro tra i seguaci di Juppé e quelli di Seguin. L’ex premier non si dimette e convoca il Congresso. È scontro fra i gollisti, voci di scissione. Momenti difficili anche per l’UDF. Ieri Leotard ha lasciato la presidenza del partito. Madelin lavora per costruire una formazione liberale; La donna è una brillante filosofa. La schiva Sylviane Jospin odia i salotti mondani
«l’Unità», 5 giugno 1997 [p.6]
Siegmund Ginzberg, Nell’esecutivo anche due comunisti (Trasporti e Sport) e una verde (Ambiente). Ma non c’è Jacques Delors. A Parigi nasce l’arcobaleno di Jospin. Quattordici ministri, cinque donne.
Agli Esteri va Vedrine, già segretario generale dell’Eliseo con Mitterrand e amico di Kohl. Le ministre scelte per il Lavoro (la Aubry), la Giustizia, la Cultura, l’Ambiente e lo Sport. Nutrita la rappresentanza dei rocardiani; I ministri di Jospin (elenco); Gianni Marsilli, Cinquant’anni, caschetto biondo e garanzia di riforme e rigore. Guigou, l’allieva di Mitterrand al ruolo chiave della Giustizia. Dovrà gestire la Tangentopoli che assedia il centro-destra e il sindaco di Parigi e portare a termine la riforma della magistratura promessa da Chirac
«La Stampa», 5 giugno 1997 [p.9]
Enrico Benedetto, La figlia di Delors numero due, agli Esteri un filo-Maastricht, nell’Esecutivo ben 8 donne. Jospin manda in pensione i dinosauri. Nel nuovo Governo non ci sono i notabili di Mitterand; e, bn., I gollisti commissariano Chirac. Il trio Séguin, Balladur e Pasqua assume il controllo del partito; La squadra del premier (scheda); Aldo Cazzullo, Il «nouveau philosophe». «Nelle mani di Kohl». Glucksmann: Parigi non guida più l’UE [intervista a André Glucksmann]
< Sedute precedenti L.n.196/1997 Camera sedute dal 27 al 29 maggio
Camera dei deputati: discussione e approvazione del cosiddetto «Pacchetto Treu», Norme in materia di promozione del lavoro. Il testo passa al Senato che lo approva definitivamente nelle sedute del 17-18 giugno 1997.
«Gazzetta Ufficiale», 4 luglio 1997, n. 154 (supplemento)
pp.3-28- Legge 24 giugno 1997, n. 196. Norme in materia di promozione del lavoro;
p.29- Lavori preparatori;
pp.30-55- Note
Seduta n. 204 - 3 giugno 1997 [video della seduta]
Seguito della discussione. Norme in materia di promozione del lavoro (approvato dal Senato)
Seduta n. 205 – 4 giugno 1997 [video della seduta]
«La Stampa», 5 giugno 1997 [p.19]
Gian Carlo Fossi, Dopo il sì della Camera il pacchetto passa al Senato. Misure per creare 100 mila posti. Sbloccato il piano-Treu. Via a part-time e lavoro in affitto; Il decreto sulla occupazione (scheda); Sommerso. In Italia 4 milioni producono in «nero»
Sedute successive L.n.196/1997 Senato sedute del 17-18 giugno 1997 >
Mestre: nelle vicinanze dell’aula dove si sta svolgendo il processo ai responsabili dell’occupazione del Campanile di San Marco a Venezia si registrano incidenti fra militanti dei Centri sociali e della LIFE (Lega Italiana Federalista) che sostiene gli imputati. Il bilancio è di una decina di contusi fra cui il deputato di Forza Italia Marco Taradash il fondatore della Liga Veneta Franco Rocchetta.
Canada elezioni legislative vince il partito liberale
Commissione Bicamerale per le riforme istituzionale: Il relatore Cesare Salvi (PDS) presenta le due proposte alternative sulla forma di Governo: semipresidenzialismo alla francese e premierato che con 36 voti prevarrà. Si pronunciano per il semipresidenzialismo alla francese, elezione diretta e l’ampliamento dei poteri del capo dello Stato, Polo per le libertà, 4 dissidenti dell’Ulivo e la Lega Nord. Il cosiddetto «premierato», che prevede l’investitura popolare e il rafforzamento dei poteri del capo dello Stato, ottiene 31 voti, la maggioranza dell’Ulivo e Rifondazione Comunista. Decisiva per l’esito della votazione la scelta della Lega che finora aveva disertato i lavori della Bicamerale.
«l’Unità», 5 giugno 1997 [pp.2-4]
p.2- Vittorio Ragone, La Commissione ha di fronte ancora 26 giorni per presentare, discutere e votare emendamenti ai testi. La spunta il semipresidenzialismo. D’Alema: «Ora serve il doppio turno». Il presidente della Bicamerale chiede coerenza al Polo e alla Lega; Il voto dei settanta (scheda); Che cos’è il semipresidenzialismo (scheda); Forma di Governo le correzioni possibili; Ritanna Armeni, Bertinotti: «Due destre contro la democrazia. Rovesciamo quel voto» [intervista a Fausto Bertinotti]; A. R., Marini furibondo: «Lavorateci voi se quello è il progetto»; Carlo Brambilla, Bossi: «I due sono ko. Noi presidenzialisti? Macché, siamo padani» [intervista a Umberto Bossi];
p.3- Rosanna Lampugnani, Il voto apre anche speranze a Di Pietro, che vede il centro della sua politica nell’investitura plebiscitaria. Nel centrodestra esulta soltanto Fini. Berlusconi: «Ci vuole ampio accordo». Il leader del Polo: «Riforme insieme oppure si sfascia tutto»; Paola Sacchi, I molti volti del Carroccio fino al voto «pirata»; Decisivi i dissensi nell’Ulivo; P. Sac., Il centrodestra festeggia
il risultato; Giuseppe F. Mennella, Ora lo scontro tra le forze politiche si sposta sul doppio turno per l’elezione dei parlamentari. Legge elettorale alla francese, pomo della discordia. Sia Sartori che D’Alema, a differenza della Francia, prevedono una quota proporzionale. Ma c’è il no di CCD, CDU, PPI e Rifondazione;
p.4- P. C: (Pasquale Cascella), La maggioranza di ieri potrebbe ribaltarsi per i giochi di Bossi contro il doppio turno. Strada ardua per le riforme. Rischio blitz in Bicamerale. E ora spunta a destra la «tentazione» Di Pietro; Marcella Ciarnelli, Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio: esecutivo e Bicamerale, due vie parallele. Micheli: «C’è stata una libera scelta non prevedo ripercussioni sul Governo». «Rifondazione e il PPI: non hanno mai condizionato il loro sostegno con pregiudiziali sulle riforme». La dichiarazione di Prodi per il premierato? «Era una battuta». Il gioco della Lega: «Ora è un problema del Polo» [intervista a Enrico Micheli]; Marco Brando, Milano, il pm Spataro si appella ai parlamentari e chiede modifiche. Giustizia, dal CSM critiche alla Bicamerale. Grosso: «Riforma Boato? Sono perplesso»
«La Stampa», 5 giugno 1997 [pp.1-3-pp.5-6]
p.1- Titolo: Bossi esulta dopo il voto a sorpresa in Bicamerale. Berlusconi e Fini: maggioranza da ampliare. Lega col Polo: sì al semipresidenzialismo. Sconfitto il premierato di D’Alema, malumori nell’Ulivo;
p-1-p.6- Editoriale, Sergio Romano, Una scatola ancora vuota;
p.2- Passa il modello francese fra mille colpi di scena (scheda); Fabio Martini, La sconfitta del presidente. Berlusconi: la sindrome chiracchiana …; Mario Tortello, Come cambia lo Stato. «Nessuna frattura insanabile» Cheli: ma doppio turno anche per il Parlamento [intervista a Enzo Cheli];
p.3- Augusto Minzolini, Bicamerale, i sei del Carroccio sono determinanti per bocciare il premierato. La Lega fa lo sgambetto a D’Alema. Voto a sorpresa: passa il semipresidenzialismo; Maria Grazia Bruzzone, Il leader dei «padani». «Abbiamo fatto saltare il grande inciucio». Bossi: non riusciranno a chiuderci nella riserva indiana [intervista a Umberto Bossi];
p.5- Maria Teresa Meli, D’Alema: è chiaro che a questo punto devono darci il doppio turno. Ma il PPI non ci sta. Centro e sinistra, doppio strappo nell’Ulivo. Bertinotti minaccia: il Parlamento deve cancellare tutto; Il semipresidenzialismo in Europa (scheda); Augusto Minzolini, Le strategie per le riforme. Tempo di compromessi fra i Poli. E il Senatur può accelerare l’abbraccio;
p.6- Alberto Rapisarda, Nuovi guai per Prodi se D’Alema rilancia il sistema elettorale a doppio turno. Nasce l’asse PPI- Rifondazione. Berlusconi: maggioranze più ampie
Camera dei deputati: approvato il cosiddetto «Pacchetto Treu».
Albania
Durante un comizio elettorale in una località vicino a Tirana fallisce un attentato contro il presidente Berisha. Atteso a Tirana il nuovo ambasciatore italiano Marcello Spatafora.
«l’Unità», 5 giugno 1997 [p.6]
Alessandro Galiani, Attentato fallito contro il presidente che partecipava ad un comizio elettorale. Pestato il giovane attentatore. Una bomba a mano per uccidere Berisha. Roma ufficializza la nomina di Marcello Spatafora a nuovo ambasciatore in Albania al posto di Paolo Foresti. Insediamento in tempi rapidi
«La Stampa», 5 giugno 1997 [p.1-p.8]
p.1- Titolo: Il neoambasciatore Spatafora atteso a Tirana. Chieste più truppe per garantire le elezioni. Bomba contro Berisha, choc in Albania. L’attentato durante un comizio, salvo il presidente;
p.8- Angelo Conti, Durante un comizio vicino a Tirana un giovane ha lanciato l’ordigno ma non è riuscito a togliere la sicura. Una bomba contro Berisha. Attentato al presidente: è illeso; m. mo., Più soldati italiani. Per difendere il voto. Spatafora presto a Tirana; Maurizio Molinari, Chi sono i registi del terrore. Tre piste, prima indiziata la mafia turca
Il settimanale «Panorama» pubblica un servizio in cui denuncia le presunte torture compiute dai paracadutisti della «Folgore» in Somalia nel corso della missione di Pace «IBIS» dal dicembre 1992 al marzo 1994.
«La Stampa», 6 giugno 1997 [p.8]
Francesco Grignetti, Su «Panorama» una serie di fotografie e un’intervista a un ex parà della Folgore. Bufera sugli italiani in Somalia. «Ecco le prove delle torture ai prigionieri»
«La Stampa», 7 giugno 1997 [p.1-p.5]
p.1- Titolo: Rivelazioni di un nuovo testimone a «La Stampa». Prodi: non tolleriamo simili sevizie. «Anch’io ho visto le torture in Somalia». Andreatta: sadismo degno dei nazisti di via Tasso;
p.5- Maurizio Molinari, Andreatta parla di «atti da via Tasso» e a Mogadiscio un giudice convoca i nostri generali. Prodi: l’Italia non tollera la tortura. Ma rischia di saltare la mediazione tra le fazioni;
Vincenzo Tessandori, La Folgore «Un’ignobile speculazione»; Francesco Grignetti, Un altro testimone accusa. «La mia Somalia violenta». Un parà: altro che missione umanitaria [intervista a Salvio Tutone]; Angelo Conti, «Avevano ucciso 5 nostri compagni». In Albania parlano i reduci di Restore Hope
Algeria
Si svolgono le elezioni per il rinnovo del Parlamento. Successo dei partiti filogovernativi, l’Unione nazionale democratica 155 seggi e il Fronte di liberazione nazionale 64 seggi, le formazioni islamiche moderate ottengono 133 seggi sui complessivi 380 seggi, i due partiti di opposizione, il Fronte delle forze socialiste e il Raggruppamento per la cultura e la democrazia si aggiudicano entrambi 19 deputati. Nonostante le azioni armate degli integralisti islamici il 66% degli aventi diritto partecipa al voto.
«La Stampa», 5 giugno 1997 [p.1-p.10]
p.1- p.10- Igor Man, Oggi vota l’Algeria. I generali non sono il male minore;
p.10- I partiti in lotta (scheda)
«La Stampa», 6 giugno 1997 [p.1-p.7]
p.1- Titolo: Affluenza buona ma inferiore alle presidenziali. Voto blindato in Algeria. Zeroual verso la vittoria. Code ai seggi nonostante le minacce. L’incognita degli islamici moderati;
p.7- Titolo: Il terrore nell’urna. Attesi nella notte i primi risultati, ma la vittoria del partito di Zeroual appare scontata; Giuseppe Zaccaria, Ad Algeri un voto tra i fucili. Affluenza buona ma inferiore alle presidenziali
«La Stampa», 7 giugno 1997 [p.1-p.6-p.11]
p.1- Titolo: L’opposizione parla di brogli. Algeria, vincono Zeroual e alleati;
p.1-p.6- Igor Man, Voglia di pace;
p.11- Giuseppe Zaccaria, Il Governo dopo i risultati del voto: giornata memorabile. Gli islamici moderati: 400 brogli. Zeroual, come da copione. La scontata vittoria del regime algerino
A Bagheria, nei pressi di Palermo, è arrestato in un casolare il boss mafioso Pietro Algieri, numero due di Cosa Nostra, latitante dal 1989 e ricercato per le stragi di Capaci e di via D’Amalio, in cui persero la vita Falcone e Borsellino.
«La Stampa», 7 giugno 1997 [pp.1-3]
p.1- Titolo: Pietro Aglieri arrestato a Bagheria. Caselli: bloccata la riorganizzazione di Cosa Nostra. Preso l’«erede» di Totò Riina. Fotografato di nascosto e riconosciuto da Brusca;
p.1-p.6- Editoriale, Francesco La Licata, Non basta un colpo riuscito;
pp.2-3- Titolo: L’erede di Riina catturato dalla polizia a Bagheria assieme a due complici. Latitante da otto anni, accusato di stragi. Nel covo un altarino con immagini sacre;
p.2- Antonio Ravidà, La mafia perde il nuovo Padrino. Preso Aglieri, Brusca ha riconosciuto una sua fotografia; Vittime eccellenti (schede); Francesco La Licata, Personaggio. I segreti del boss. L’aspirante re in doppiopetto. Così ha scalato il vertice di Cosa Nostra;
pp.2-3- Sandra Rizza, L’analisi della Procura. «Decapitata la nuova Piovra». Lo Forte: ma la sua potenza non è in declino [intervista a Guido Lo Forte]
p.3- I rifugi dei boss (scheda); r. cri, Caselli: vittoria senza i pentiti; Giovanni Bianconi, Tecnica di un blitz. Trecento agenti e un computer per la trappola al capoclan; s. r. (Sandra Rizza), Provenzano, l’ultima primula rossa. Dopo la cattura di Riina guida l’organizzazione
Irlanda
Si svolgono le elezioni politiche per il rinnovo del Parlamento. Vince il Fianna - Fail
(Soldati del destino), formazione di centro-destra, che sconfigge il Fine Gael (Partito Unito) del premier uscente John Bruton di centro- sinistra. Il Sinn Fein (Noi soli), considerato il braccio politico dell’IRA, conquista un seggio e per la prima volta entra in Parlamento irlandese. La carica di primo ministro è assunta da Bertie Ahern, leader del Fianna- Fail.
«La Stampa», 5 giugno 1997 [p.10]
Fabio Galvano, La tigre di smeraldo. Domani si vota in un ex Paese povero che sta bruciando le tappe del boom economico. Dublino, i nuovi yuppy d’Europa. L’Irlanda, un’isola senza recessione
«La Stampa», 6 giugno 1997 [p.9]
Fabio Galvano, La tigre di smeraldo. La coalizione di centro sinistra del premier Bruton staccata di nove punti nei sondaggi. Dublino va controcorrente. Oggi le elezioni, la destra è in vantaggio
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