XIII Legislatura - 1996-2001
I Governo Prodi
17 maggio 1996-21 ottobre 1998
Nel corso della riunione congiunta delle Commissioni Bilancio della Camera e del Senato è polemica fra il governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio e il Governo. Il governatore considera troppo ottimistiche le previsioni contenute nel Documento di programmazione economica presentato dal Governo, chiede ulteriori tagli alla spesa pubblica ed esclude, a breve, riduzioni del tasso di sconto. Il presidente del Consiglio, Romano Prodi, e i ministri delle Finanze, Vincenzo Visco, e del Lavoro Tiziano Treu, giudicano le considerazioni di Fazio eccessivamente pessimistiche e prudenti e auspicano da subito una riduzione del tasso di sconto.
Il settimanale «Panorama» pubblica nuova documentazione sulle brutalità commesse da militari italiani in Somalia, nell’ambito della missione Restore Hope
Afghanistan
Burhanuddin Rabbani, Ahmad Massud, Rashid Dostum e altri oppositori del Governo talebano fondano l’«Alleanza del Nord», che si costituirà in «Governo ombra» e si batterà contro i talebani.
Svolta nelle indagini sulla strage di Piazza Fontana del 12 dicembre 1969 e sull’attentato a Milano nel corso della commemorazione della morte del commissario Calabresi quando una bomba lanciata sulla folla uccise 4 persone. Su richiesta dei sostituti procuratori della Repubblica Grazia Pradella e Massimo Meroni sono raggiunti da provvedimento di custodia cautelare gli ex militanti dell’organizzazione neo fascista Ordine Nuovo Delfo Zorzi, residente in Giappone che sfugge alla cattura, e Carlo Maria Maggi, entrambi accusati di essere gli esecutori materiali della strage di Piazza Fontana.
Su ordine del giudice istruttore Antonio Lombardi custodia cautelare per l’ex militante di Ordine Nuovo Francesco Noemi e il mercenario Giorgio Buffelli accusati per l’attentato a Milano del 1973 che l’esecutore materiale Gianfranco Bertoli condannato all’ergastolo aveva sempre sostenuto di aver compiuto da solo.
Elezioni referendarie: nessun quesito raggiunge il quorum
Si svolgono i 7 referendum ammessi sui 30 proposti (18 proposti dai Riformisti e 12 dai Consigli regionali). Nessuno raggiunge il quorum, poco più del 30% degli elettori si reca a votare. I referendum riguardavano: abolizione della «golden share», i poteri spettanti al ministero del Tesoro sulle aziende pubbliche privatizzate, eliminazione delle restrizioni all’obiezione di coscienza al servizio militare, abrogazione della norma del codice civile che consente ai cacciatori di accedere ai fondi privati, abolizione della progressione automatica della carriera dei magistrati, eliminazione della possibilità per i magistrati di assumere incarichi extra giudiziari, soppressione dell’ordine dei giornalisti ( promossi dai club di Marco Pannella), abolizione del ministero dell’Agricoltura (promosso dalle Regioni).
Elezioni referendarie del 15 giugno 1997 [fonte Ministero dell’Interno]
Croazia
Franjo Tudjman, candidato dell’Unione democratica croata, con il 61% dei voti è rieletto presidente della Croazia. Sconfitti i due principali candidati della opposizione: Zdravko Tomac che ottiene il 21% e il liberale Vlado Gotovac che ottiene il 18%. L’OCSE che in particolare contesta lo svolgimento della campagna elettorale, i mezzi di comunicazione in gran parte controllati dal regime di Tudjman, l’estensione del voto alla Erzegovina, regione della Bosnia a maggioranza croata, scelta che viene considerata una minaccia alla Bosnia e una violazione degli accordi di Dayton
IRI: l’Assemblea su proposta del ministero del Tesoro, azionista di maggioranza, nomina presidente l’economista Gian Maria Gros-Pietro. Sostituisce Michele Tedeschi in carica dal 1992. Gros-Pietro sarà affiancato da un consiglio di 6 membri e dovrà procedere entro 3 mesi alla cessione delle partecipazioni azionarie facenti capo all’Istituto e alla sua definitiva liquidazione.
Unione Europea
Amsterdam: si svolge il vertice dei leader dell’Unione Europea. Adottato definitivamente il «patto di stabilità», già approvato in linea di massima al vertice di Dublino del 15 dicembre 1996. Il «patto» impegna i Paesi dell’unione monetaria a rispettare i parametri imposti dal trattato di Maastricht e prevede sanzioni per chi se ne discosterà. Superate con l’approvazione di una risoluzione sulla lotta alla disoccupazione le originarie resistenze della Francia che aveva chiesto una «pausa di riflessione» sul patto. Rinviate le decisioni sulla riforma istituzionale dell’Unione, premessa per porre le basi di un ulteriore allargamento ad altri Paesi.
UE Conferenza intergovernativa Amsterdam 16-17 giugno 1997
«l’Unità», 19 giugno 1997 [p.7]
Sergio Sergi, Il nuovo testo dell’Unione è, di fatto, un «trattatello» di basso profilo. Prevalgono le rivendicazioni nazionali. Amsterdam chiude senza riforme. Sul futuro dell’Europa scontro rinviato
Un futuro buio per l’Unione politica. Tutto rinviato, o quasi, per le riforme istituzionali della macchina comunitaria. A rischio l’allargamento ad Est. Solo una vaga promessa di graduale fusione dell’UEO dentro l’Unione. Grande vittoria di Tony Blair; Come cambiano le regole
«La Stampa», 19 giugno 1997 [pp.1-2-p.6]
p.1-p.6- Enzo Bettiza, Il vertice di Amsterdam. L’amico socialista di Kohl;
p.2- Cesare Martinetti, Tradite le ambizioni di 15 mesi prima. Anche Kohl ha dovuto piegarsi alle pretese dei partner. Giù il sipario sul vertice delle delusioni. Prodi: l’intesa finale al di sotto delle aspettative; Cosa cambia (scheda); Emanuele Novazio, Il duro Waigel cede. Chiede «più flessibilità sul debito»; e.n., L’SPD: siamo soddisfatti. «Grazie alla Francia è passato il capitolo sull’occupazione» [intervista a Oskar Lafontaine]; r.i., Europa e dintorni; a. l., Roma batte Bonn e Parigi. Deutsche Bank: il vostro deficit è l’unico destinato a scendere
Bicamerale - Il Patto della crostata
Nella notte fra il 17 e il 18 giugno Massimo D’Alema (PDS) , Silvio Berlusconi (FI) , Gianfranco Fini (AN) e Franco Marini (PPI) a casa di Gianni Letta in via della Camilluccia a Roma stipulano in gran segreto il «patto della crostata», come lo definirà l’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga nel settembre del 1997 in un’intervista al «Corriere» riferendosi al dolce preparato dalla signora Letta e offerto ai partecipanti al summit. Insieme ai leader delle diverse forze politiche sono presenti alla cena i componenti della Bicamerale: Cesare Salvi (PDS), Sergio Mattarella (PPI) e Domenico Nania (AN). L’accordo prevede un Governo semipresidenziale, una legge elettorale maggioritaria a doppio turno. Il segretario del PDS, da quanto risulta da fonti giornalistiche, si impegnerebbe a non spingere sulla legge sul conflitto di interessi e Berlusconi garantire lo svolgimento dei lavori della Bicamerale fino alla sua conclusione secondo quanto definito nell’accordo.
«l’Unità», 19 giugno 1997 [p.3]
Vittorio Ragone, Gran riserbo e smentite sull’incontro con D’Alema, Berlusconi, Fini e Marini. Bicamerale, si cerca l’intesa. Vertice notturno di leader. I nuovi poteri presidenziali al centro del confronto; La base della trattiva sul capo dello Stato (scheda); Le regole della «Mattarelum 2» (scheda); Nedo Canetti, Forma dello Stato: il voto rinviato ad oggi. Sul federalismo fiscale
i Poli si dividono. Ogni regione sceglierà statuto e legge elettorale; Rosanna Lampugnani, Berlusconi lancia la Federazione di centro per frenare l’attivismo del leader AN. Fini si fa moderato e sfida la «DC del Cavaliere». L’alleanza tra Forza Italia, Ccd e Cdu prenderà corpo subito per arrivare a liste comuni già alle elezioni amministrative di novembre
«La Stampa», 19 giugno 1997 [p.7]
Augusto Minzolini, Alla stretta finale la trattativa su poteri del presidente della Repubblica e legge elettorale. Riforme, summit segreto nella notte. D’Alema, Berlusconi, Marini e Fini a casa di Letta; Antonella Rampino, La bozza preparata dall’ex DC D’Onofrio sotto le forche di 140 emendamenti, poi toccherà alle Camere. Federalismo, così cambia il «condominio Italia». Ma in agguato c’è l’autonomia fiscale
Inchiesta sul caso Ustica, il disastro aereo del 27 giugno 1980 in cui persero la vita 81 persone. Il collegio peritale incaricato dal giudice Rosario Priore, di esaminare i tracciati radar acquisiti presso la NATO consegna la sua relazione conclusiva. Secondo i tracciati rilevati al momento della sciagura nei cieli del Tirreno sarebbe stata in corso una vera e propria battaglia aerea. Nei pressi dell’aereo precipitato i radar segnalano la presenza di velivoli militari di nazionalità italiana, francese, statunitense e libica. L’ipotesi che prende sempre più corpo è che il DC9 dell’Itavia sia stato abbattuto per errore nel corso di uno scontro fra aerei statunitensi e francesi contro aerei MIG libici.
Turchia
Si dimette il primo ministro Necmettin Erbakan, leader del partito islamico Refah che dal giugno 1996 guidava una coalizione con Il Partito della Giusta Via dell’ex premier Tansu Ciller. La crisi è originata dalle crescenti difficoltà della coalizione e dalle minacce delle Forze Armate che si sono dichiarate pronte ad intervenire a difesa della laicità dello Stato. Il 20 giugno il presidente della Repubblica Suleyman Demirel assegna l’incarico di formare un nuovo Governo a Mesut Yilmaz, leader della maggiore forza di opposizione il Partito della Madre Patria che il 30 giugno riuscirà a formare il nuovo esecutivo.
Gran Bretagna
La guida dei conservatori, i Tories, è assunta dal trentaseienne William Hague che sostituisce John Major dimessosi dopo la sconfitta del 1° maggio. Hague si ispira alla ex premier Margaret Thatcher ed è fortemente contrario all’ingresso del Regno Unito nell’Unione monetaria europea.
Somalia
Rispetto alle accuse mosse di stupro in Somalia lo Stato Maggiore pensa alla sostituzione del generale Cantone e rimuove il capo della Folgore. Si dimette per protesa il generale Manca. A Pisa manifestazioni di protesta contro al Folgore di stanza nella città.
«l’Unità», 21 giugno 1997 [p.8]
Lo Stato Maggiore pensa alla sostituzione del generale Luigi Cantone, già vicecomandante in Somalia. L’esercito silura il capo della Folgore. Torna da Tirana il parà dello stupro. Il maresciallo Meligeni era in forze all’aeroporto della capitale albanese, da ieri è rientrato in Italia e presto sarà interrogato. Si dimette per protesta il generale Manca: «Sono nauseato da tutta questa demagogia, l’esercito è amato solo da chi ne fa parte»; Oggi la manifestazione per sciogliere la brigata sotto accusa. A Pisa un corteo anti-Folgore. Due parlamentari del Polo chiedono a Napolitano di bloccare la manifestazione; Accusati di torture. In Belgio processo a tre parà
la porta. Rimpatriato da Tirana il parà accusato di stupro; lui. gra., «Speciale» di Lerner. Lunedì sera su «RAI-1
«La Stampa», 21 giugno 1997 [p.9]
Francesco Grignetti, Bufera nell’esercito: l’ex comandante della Sassari se ne va, sostituito quello della Folgore? Somalia, un generale sbatte» la porta. Rimpatriato da Tirana il parà accusato di stupro; lui. gra., «Speciale» di Lerner. Lunedì sera su «RAI-1 coi militari e i politici; Chiara Carenini, L’accusato a Livorno. L’ex moglie: mi pareva un tipo irreprensibile
Milano: nell’ambito delle indagini sull’attentato a Palazzo Marino del 25 aprile 1997 su ordine del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Milano Tranfa è arrestata l’anarchica Maria Grazia Cadeddu considerata secondo l’accusa la postina cioè la persona che avrebbe consegnato a Radio Popolare la rivendicazione dell’attentato da parte di «Azione rivoluzionaria»
«l’Unità», 21 giugno 1997 [p.13]
Marco Brando, Maria Grazia Cabeddu, 36 anni, è la donna che rivendicò l’attentato del 25 aprile a Palazzo Marino. Bomba a Milano, arrestata la postina. «Sono anarchica e morirò anarchica». Raffica di perquisizioni nelle case e nelle sedi di altri esponenti dell’organizzazione estremista. Altri due indagati. Il giudice delle indagini preliminari non ha riconosciuto il reato di tentata strage chiesto dai pm. Si cerca chi collocò l’ordigno
Spagna
Madrid: si svolge il XXXV Congresso del partito socialista spagnolo, il PSOE. L’ex premier Felipe Gonzales annuncia che non si ricandiderà alla guida del partito che ha diretto, salvo una parentesi nel 1976, dal 1974. Gonzales ha lasciato la guida del Governo, assunta nel 1982, dopo la vittoria di Josè Maria Aznar nel marzo del 1996. Il Congresso elegge segretario con il 73% dei voti e l’astensione della corrente di sinistra Joaquim Almunia, già portavoce del gruppo parlamentare. Nel primo discorso da segretario Almunia, in vista delle elezioni politiche del 2000, propone una coalizione di tutta la sinistra.
«l’Unità», 21 giugno 1997 [p.9]
Nuova puntata dello scontro con l’ex fedelissimo Alfonso Guerra per il controllo del PSOE. Gonzalez lascia la segreteria. Battaglia all’assise socialista. L’ex premier, da 23 anni incontrastato leader del partito, si dimette per favorire il rinnovamento del socialismo spagnolo ma non è escluso che i delegati lo «costringano» a tornare; Tutti i candidati in corsa
G8- vertice di Denver
Denver (Colorado): si svolge il vertice dei G8, Stati Uniti, Canada, Giappone, Gran Bretagna, Francia, Germania e Italia. Partecipa anche il presidente russo Boris Elsin, ma la delegazione russa non partecipa alle riunioni sui temi economici ma solo a quelle di natura politica. Il documento finale esprime apprezzamento e sostegno alla nascita dell’unione monetaria europea, si auspicano riforme strutturali in particolare nel campo della previdenza, minacciata la fine degli aiuti finanziari alla Bosnia qualora non siano rispettati gli accordi di pace, apprezzamento per l’impegno militare dell’Italia in Albania. Il vertice si pronuncia per interventi legislativi volti a vietare la clonazione umana.
«l’Unità», 21 giugno 1997 [p.7]
Antonio Pollio Salimbeni, Eltsin ha aperto stanotte il summit dei paesi industrializzati ma resta ancora escluso dalle riunioni monetarie. L’ombra della Cina al G-8 di Denver. Clinton non esclude l’allargamento. Insieme al presidente russo che preme per una piena integrazione fra i Grandi s’affaccia ora anche Pechino, sempre più grande potenza dell’economia asiatica. Americani e giapponesi ne prendono atto. Oggi primo giorno del vertice; A.S.P., Lo scontro sul futuro dei mercati
Washington all’Europa «Imita il modello USA sui tassi e le pensioni via alla globalizzazione»
«La Stampa», 21 giugno 1997 [p.7]
Andrea di Robilant, «Riceviamo i partner con un’economia che non è mai stata così florida da una generazione». Clinton al mondo: imparate da noi. Si è aperto il vertice degli otto grandi a Denver; Giulietto Chiesa, L’esordio dello zar. L’urrà di Boris: anche noi siamo big dell’economia; s. l., Ciampi «Non mi vesto da cow-boy»; Maurizio Molinari, Lobbisti di lusso per Iran e Iraq. Prodi e Dini attenti alla politica nel Golfo
«La Stampa», 22 giugno 1997 [p.7]
Titolo: Al G7 le lodi di Clinton a Prodi per l’Albania: «Una straordinaria capacità di leadership»; Andrea di Robilant, Una guerra d’Africa a Denver. «Il modello USA la salverà». L’UE: ci vuol altro; Giulietto Chiesa, La Russia dentro o fuori. Solo 7 poltrone attorno al tavolo. L’intruso Eltsin ruba quella di Blair; Stefano Lepri, Anche Tokyo benedice l’Euro. Lavoro, si chiedono «riforme strutturali»
«La Stampa», 23 giugno 1997 [p.5]
Andrea di Robilant, Da Denver duro monito a Serbia e Croazia per il loro scarso impegno nel processo di pace. Dal G-8 una diagnosi del mondo malato. Dal Welfare all’inquinamento nel documento finale; Giulietto Chiesa, Un grande malato. Eltsin, mistero dopo il malore. Nella notte il suo jet fermo in pista
Intervista di Massimo D’Alema a «l’Unità».
«l’Unità», 21 giugno 1997 [p.2]
Vittorio Ragone, Il presidente della Bicamerale: «Si profila un grande risultato, ma c’è già chi grida al pasticcio». D’Alema: «A molti che protestano fa comodo un sistema politico debole». Il leader del PDS: risaliamo la china con il governo e le riforme [intervista a Massimo D’Alema]
Roma, all’età di 71 anni muore Michele Coiro, aveva lasciato la guida della Procura di Roma nel settembre 1996
Secondo i dati forniti dall’ISTAT secondo le variazioni dei prezzi a giugno si registra un calo dell’inflazione: il tasso base scende all’1,4%. Sulla base di questi dati il governatore della Banca d’Italia il 27 giugno deciderà una riduzione del tasso di sconto che passa dal 6,75 a 6,25%. Per il presidente del Consiglio, Romano Prodi, sarebbe stata necessaria una diminuzione maggiore.
Corte d’appello di Catanzaro: annullata la condanna a 3 anni e 6 mesi inflitta a Giacomo Mancini, sindaco di Cosenza, dal Tribunale di Palmi il 25 marzo 1997. L’ex autorevole dirigente del PSI era stato condannato per concorso esterno in associazione mafiosa sulla base delle dichiarazioni di alcuni pentiti. L’annullamento è motivato per incompetenza territoriale dei giudici di Palmi. Mancini riassume la carica di sindaco da cui era stato sospeso al momento del rinvio a giudizio nel dicembre 1994. Il nuovo processo si terrà presso il Tribunale di Catanzaro.
Bicamerale
Si votano gli emendamenti sulla giustizia. PPI e PDS presentano emendamenti comuni, ma alla fine i due Poli decidono per il ritiro di tutti gli emendamenti.
«l’Unità», 27 giugno 1997 [pp.2-3]
p.2- Enrico Fierro, Gli emendamenti su pm e giudici non bocciati saranno rinviati all’esame di Camera e Senato. Scontro congelato sulla Giustizia. Ulivo e Polo approvano il testo Boato. La Lega fallisce l’agguato, Parenti si dimette in guerra con i suoi; Le proposte discusse: CSM, ruoli, azione penale; Paola Sacchi, La lunga attesa leghista del blitz mancato in Bicamerale. L’esponente del Carroccio: qui c’è il CAF. Maroni: «Fini voleva i voti per separare le carriere». Il leader di AN: «Menzogne, loro sono inaffidabili...». Il vice di Bossi: «Siamo venuti per smascherare l’ammucchiata romana. Il rinvio dello scontro al Parlamento è la dimostrazione del fatto che il Polo e l’Ulivo non sanno fare niente». Voci di contatti tra gli «osservatori» leghisti e alcuni esponenti di Forza Italia; Occhetto: non boicotto la Bicamerale; L’Avvocatura dello Stato entra in Costituzione; P. Sac., La Parenti, deputata di Forza Italia, attacca D’Alema e Fini. Titti: «Silvio, così ti portano al suicidio»
«Berlusconi dice che è un accordo politico. La Paciotti ha mandato il segnale. Il leader PDS antidemocratico» [intervista a Tiziana Parenti];
p.3- Marco Brando, Il giudice milanese: le modifiche costituzionali non possono dipendere da schieramenti occasionali. Il pm Spataro: chiedo ai politici di non usarci come merce di scambio
«L’indipendenza non è un privilegio per una casta di magistrati»; Dini parla di «pasticcio» e i Verdi
lo attaccano; Bankitalia No all’autonomia in Costituzione; La Bicamerale vara la riforma. Cambia la Consulta. Pure singoli cittadini potranno fare ricorso; Enzo Castellano, Fuori dalla Costituzione il Consiglio dell’economia e del lavoro. CNEL, pollice verso in Bicamerale. De Rita: ci buttano giù dalla torre. Hanno votato a favore dell’emendamento soppressivo tutti i gruppi, ad eccezione dei Popolari. Sindacati e Confindustria: «Mantenga rilievo costituzionale»
«La Stampa», 27 giugno 1997 [pp.1-3-p.8]
p.1- Titolo: Compromesso in Bicamerale, la riforma a settembre. Si dimette la Parenti: no al ricatto dei pm. Giustizia, rinvio dopo la battaglia. Polo-Ulivo senza intesa sulle carriere delle toghe;
p.1-p.8- Editoriale, Edmondo Berselli, Un prudente lavoro di cosmesi;
p.2- Paolo Colonnello, Commenti severi dopo la decisione della Bicamerale: così si limita la nostra autonomia. Ma i giudici restano sul piede di guerra. La Direzione antimafia: il Parlamento bocci questa riforma; r. i, Depenalizzati i reati minori. Assegni a vuoto e mini-furti. Non si andrà più in galera; La «Bozza» Boato votata in Bicamerale (scheda); Boato ritira il suo emendamento sul «mandato a termine» Bankitalia resta autonoma. Via dalla Bicamerale la riforma dei vertici; Solo il PPI contrario, ma l’ultima parola spetta al Parlamento. Affondato anche De Rita. Forza Italia cancella il CNEL dalla Costituzione;
p.3- Antonella Rampino, Polo e Ulivo non trovano l’accordo in un giorno di colpi di scena, e la riforma finisce in aula. Giustizia, il duello continua in Parlamento. La Bicamerale approva la bozza Boato; Come cambia la Consulta (scheda), Le altre decisioni di ieri (scheda); Augusto Minzolini, Le ore del compromesso. Il grande accordo tra i partiti. «Non facciamoci del male»; ant. ramp., L’ultima ribellione. Titti «la rossa» all’attacco. La Parenti accusa tra le lacrime, poi si dimette
Somalia.
Lo scoop della rivista «Panorama» sulle torture in Somalia risulta un falso. Il direttore del settimanale Giuliano Ferrara ricostruisce la vicenda: false le foto e la testimonianza, vendute per danaro. Tuttavia resta il fatto che torture e stupri da parte di militari impegnati in Somalia ci sono state. Sul caso si aprirà un’inchiesta.
«l’Unità», 27 giugno 1997 [pp.4-5]
p.4- Toni Fontana, Il direttore di «Panorama» ricostruisce la vicenda Bertini, dai contatti alla pubblicazione. Ferrara: ammetto lo sbaglio ma lo scoop non è smentito. Abbiamo fatto tutte le necessarie verifiche, ma quella sera ci dovevamo occupare delle foto e dell’intervista sullo stupro. Un direttore deve controllare tutto, ma sulla Somalia abbiamo avuto coraggio [intervista a Giuliano Ferrara]; Andreatta: una patacca può capitare a tutti, l’indagine prosegue. I militari: noi l’avevamo detto. Soddisfazione di Venturoni. Il ministro degli Esteri Dini critica l’uso delle foto per screditare le forze armate. Il maresciallo Ercole smentisce la testimonianza del somalo raccolta dall’«Espresso»; L’«Espresso» intervista Aden Abukar cui sarebbero stati applicati gli elettrodi sui genitali: è stato terribile. Il somalo accusa: «Mi hanno torturato davvero». Il caso era stato denunciato dall’ex parà Patruno. Il racconto dell’uomo: «mi hanno messo i fili sui testicoli, io gridavo e gridavo»;
p.5- Saverio Lodato, Bertini ha confessato alla polizia di Palermo di aver inventato le notizie sul comportamento della Folgore. La strage in Somalia era una bufala. «Panorama» ingannato dall’ex parà. L’uomo, tossicodipendente, ha ingannato il settimanale per avere i soldi (sette milioni) millantando di possedere foto inequivocabili. Ieri Bertini si è ferito da solo per inscenare il furto delle foto scoop ma gli agenti non ci sono cascati; s. l., Bertini ha agito da solo?; «Contiene solo voci». Gallo: il rapporto SISMI poco importante; Patruno a Livorno dagli ex colleghi
«La Stampa», 27 giugno 1997 [p.1-p.5]
p.1- Titolo: Ha confessato a Palermo: «Volevo comprarmi della droga». Dini: «Una campagna per screditare l’Italia». Torture in Somalia, un parà ha mentito per soldi. Denunciò cinque episodi mai avvenuti. Andreatta: «Un pataccaro»;
p.5- Maurizio Molinari, Inventa un’aggressione non potendo dare a «Panorama» le foto che dovevano provare le accuse. Il parà confessa 5 bugie sulla Somalia. Denunciò violenze e torture: volevo soldi per la droga; Giuliano Ferrara, «Cari lettori ho sbagliato»; r. r., «Sono io il seviziato». «L’Espresso»: l’abbiamo trovato; Francesco Grignetti, «Infantilismo nei mass media». Il generale Jean: si drammatizza troppo [intervista a Carlo Jean]
La presidenza del Consiglio dei ministri rende noto il calendario degli incontri stabiliti dal Governo con i sindacati sulla riforma dello Stato sociale nel vertice tenutosi nella sera di mercoledì 25 giugno. Gli incontri inizieranno il 2 luglio e si concluderanno entro la fine del mese di luglio. I lavori si organizzeranno per cinque aree tematiche affidate ad altrettanti gruppi di lavoro.
«l’Unità», 27 giugno 1997 [p.14-Economia&Lavoro]
R. Lig. (Riccardo Liguori), Occupazione, i fulmini della Banca d’Italia sul «pacchetto Treu»: rischi di abusi e troppa rigidità. Welfare, Prodi fa un passo indietro. Nel negoziato entrano fisco e lavoro
Un incontro segreto tra i sindacati e il governo sblocca lo stallo. Predisposti cinque gruppi di lavoro, di pensioni si parlerà alla fine. Il documento di palazzo Chigi un «contributo alla discussione». La FIOM: serve una piattaforma di CGIL CISL e UIL
«La Stampa», 27 giugno 1997 [p.4]
Stefano Lepri, Vertice segreto accorcia le distanze tra Governo e sindacati sulla riforma. Welfare, armistizio a cena. Il calendario: 5 incontri, pensioni in coda. CGIL, CISL, UIL: la riforma Dini funziona; Il calendario del Welfare
Albania
Alla vigilia delle elezioni del 29 giugno continuano i tumulti e gli attentati. Una bomba nel cortile della palazzina dell’Unione Europea a Tirana, concluso a colpi di mitra un comizio del presidente Sari Berisha a Lushnja, un morto e quindici fertiti, assalto a colpi di arma da fuoco al Palazzo dei Congressi di Valona, città dove gli scontri e le manifestazioni vanno avanti ormai da giorni, un’autobomba a Fier, città industriale dell’Albania, a Saranda e Argirocastro due candidati scomparsi. I contendenti si lanciano accuse reciproche di possibili brogli elettorali. L’OCSE per garantire lo svolgimento del voto spedisce nelle diverse città 500 osservatori arrivati da 31 Paesi. Un controllo tuttavia che può essere esercitato solo su due terzi dei seggi.
«l’Unità», 27 giugno 1997 [p.5]
Marina Mastroluca, Il presidente costretto a fuggire da Lushnje. Nove feriti negli scontri, quattro versano in gravissime condizioni. Assalto al comizio di Berisha. E a Valona è battaglia fra le bande. A ferro e fuoco per tutta la mattinata la capitale del sud. I soldati italiani intervengono per portare in salvo i leader politici che partecipavano ad una manifestazione. Ucciso un giovane. Vranitzky: domenica si vota a tutti costi
«La Stampa», 27 giugno 1997 [p.9]
Vincenzo Tessandori, Gli attacchi a Lushnja (dove parlava il presidente Berisha) e a Valona: morti e feriti. Albania, diluvio di fuoco sui comizi. Gli italiani portano in salvo il ministro delle Finanze; v. tess., E sbarcano gli osservatori. Vranitzky: io sto qui a controllare
Al confine fra Serbia e Slavonia, agenti del Tribunale internazionale dell’Aja arrestano l’ex sindaco di Vukovar il serbo Slavko Dokmanovic ricercato per complicità nell’uccisione di 261 ricoverati nell’ospedale della città nel novembre del 1991 quando la Slavonia orientale fu occupata dalle truppe serbe nel corso della guerra con la Croazia. Dokmanovic è immediatamente rinchiuso nel carcere del Tribunale dell’Aja come criminale di guerra.
Albania: primo turno delle elezioni politiche.
Sotto il controllo di quasi 500 osservatori dell’OCSE (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa, si svolgono le elezioni politiche: l’obiettivo è riportare il Paese alla normalità. Il voto segna un successo della coalizione di centro-sinistra guidata dal socialista Fatos Nano, sconfitta la coalizione di centro-destra guidata dal presidente uscente Sali Berisha che annuncia le sue dimissioni. Contestualmente alle elezioni politiche si svolge un referendum istituzionale per scegliere tra monarchia e repubblica. Gli elettori scelgono la repubblica, scelta contestata dal pretendente al trono Leka che denuncia brogli elettorali. Dimostrazioni di piazza precedono lo svolgimento del secondo turno delle elezioni politiche che si svolgerà il 6 luglio. Si confermerà la vittoria della coalizione guidata da Fatos Nano.
«l’Unità», 1° luglio 1997 [pp.4-5]
p.4- Mauro Montali, I deputati socialisti appena eletti rendono omaggio al boss che promette di riconsegnare le armi. Il giorno della svolta nella città ribelle. Zani invita tutti al party della vittoria
Valona in piazza festeggia la fine dell’odiato presidente; Alessandro Galiani, Ranieri: i vincitori siano responsabili [intervista a Umberto Ranieri]; Ferito un soldato italiano da un proiettile vagante; M. M., Eduar Alushi, segretario del partito socialista a Valona. «Berisha? Molto meglio che se ne vada all’estero». «Sono amico di Lester Zani perché non è un criminale, sono certo che appena faremo il nuovo governo si metterà al servizio del paese [intervista a Eduar Alushi];
p.5- Marina Mastroluca, Prime conferme ufficiali alla vittoria dei socialisti. Gli uomini del presidente aggrediscono troupe del Tg2. Berisha si piega: abbiamo perso. Ma è giallo sul referendum per il re
Fatos Nano: ora si dimetta, ha sempre escluso la coabitazione; Positive reazioni. L’Europa si rallegra
per l’esito del voto; Sali, il tramonto del finto liberal; Ma. Ma., Il pretendente al trono rivendica il 60% dei voti e parla di brogli per scippare la vittoria dei suoi sostenitori. Re Leka: «Gli albanesi hanno scelto la monarchia». Vive in una casetta a due piani presa in affitto. Le sue ambizioni politiche: «Un’Albania etnica che comprenda Kosovo e Macedonia
«La Stampa», 1 luglio 1997 [pp.1-3-p.14]
p.1- Titolo: Tensione in Albania dopo il voto. Soldato italiano ferito a Valona. Andreatta pronti al ritiro. Berisha bocciato dalle urne: mi dimetto. Vittoria socialista, il capo della polizia scappa in Italia;
p.1-p.14- Rodolfo Brancoli, L’emergenza non è finita;
pp.2-3- Titolo: I dati non sono ufficiali, ma l’opposizione è in netto vantaggio. Gli sconfitti scatenano una caccia ai giornalisti, picchiato un cameramen del TG2; Maurizio Molinari, Interviste. Strategie italiane per il dopo voto;
p.2- Vincenzo Tessandori, L’Albania boccia Berisha. Trionfo socialista, il presidente: pronto a dimettermi; m. mo., Polemiche dal Polo ma anche dall’Ulivo; «Un Governo unitario». Dini preferisce larghe intese;
p.3- v. t., «Vogliono truffare il re» i monarchici accusano brogli; Giuseppe Zaccaria, Nella città della rivolta. Festeggia la banda di Valona. Un soldato ferito nelle sparatorie; (AdnKronos), Craxi. Sconfitto il reazionario
«Il Foglio», 1° luglio 1997 [p.1-p.3]
p.1- La giornata. I socialisti di Fatos Nano vincono le elezioni albanesi; Missione di successo. Così i soldati italiani hanno accudito le elezioni albanesi. Rifondazione si consola con la sconfitta delle destre, ma il fatto risolutivo è stato l’intervento militare. Nano non è un socialista doc;
p.3- Editoriali, Berisha perde, Berisha vince
Bicamerale: approvata la Riforma Costituzionale
La Commissione per le Riforme istituzionali, presieduta da Massimo D’Alema (PDS), con 51 voti a favore, 9 contrari, Rifondazione Comunista e l’ex segretario del PDS Achille Occhetto, e 3 astenuti approva il progetto di Riforma della Seconda parte della Costituzione.
Il progetto prevede: l’elezione diretta e il rafforzamento dei poteri del presidente della Repubblica che avrà poteri propri su politica estera e difesa e potrà sciogliere le Camere nel caso di dimissioni del Governo - distinzioni delle funzioni della Camera e del Senato, alla Camera spetterà in modo esclusivo il potere di sfiduciare il Governo mentre il Senato avrà fondamentalmente funzioni di garanzia e gran parte delle leggi saranno discusse e votate solo dalla Camera - istituzione di una Commissione delle Autonomie composta da rappresentanti del Senato, delle Regioni e delle Province - ampliamento dei poteri legislativi delle Regioni che avranno competenza sulle materie non specificamente riservate allo Stato - costituzione all’interno del Consiglio superiore della Magistratura (CSM) di due sezioni, una per i giudici l’altra per i pubblici ministeri - istituzione di una Corte di Giustizia per la magistratura che sarà competente per i provvedimenti disciplinari nei confronti dei magistrati.
Il progetto, come stabilito dalla legge istitutiva della Commissione, dovrà essere discusso e votato in due successive sedute a distanza di due mesi da entrambe le Camere e successivamente sottoposto a referendum.
«l’Unità», 1° luglio 1997 [pp.2-3]
p.2- Vittorio Ragone, Una larghissima maggioranza - 51 su 70 - vota il testo. Il presidente della Bicamerale: «Il treno è partito...». D’Alema consegna la grande riforma. «L’Italia ha la chance per cambiare». Al Parlamento il progetto e un documento sul sistema di voto; Così può cambiare l’Italia; Le prossime tappe; Le regole della «Mattarellum 2» (scheda); Si astengono Fisichella, Crucianelli e il cristiano sociale Russo. Cossutta guida il fronte del no. Occhetto: come Don Giovanni. Il presidente di RC vede in pericolo «le scelte democratiche di questi decenni». L’ex leader del PDS: la legge elettorale «trascina nelle fiamme i protagonisti»; Giuseppe F. Mennella, Soddisfazione per il lavoro svolto, critiche per l’aumento dei politici nel CSM. Salvi: «Evitiamo pasticci sulla legge elettorale». «La scelta del semipresidenzialismo temperato è giusta, non mi convince la scelta del «camerito» nella riforma del Parlamento [intervista a Cesare Salvi];
p.3- Sergio Sergi, Ho quasi taciuto per tutto il tempo dei lavori, quel voto congiunto col Carroccio poteva far saltare tutto». Veltroni: «Scelte buone o cattive? Vedremo, ma l’accordo dà stabilità». «Ma dico a Fini: il blitz con la Lega fu un punto basso per l’Italia»; I nodi irrisolti (scheda); Bicamerale-story. 145 giorni nella sala della Regina; Paola Sacchi, Apprezzamento per la «pazienza» di D’Alema, «ma sulla giustizia si poteva avere più coraggio». Berlusconi: «È stato bello ed importante esserci. È rimasto fuori di qui il solito teatrino della politica». Sì del Cavaliere al testo della Commissione: «Questo accordo è stato faticoso ma trasparente, difficile ma necessario». Un autoelogio: «Sono io che nel ‘95 cominciai a porre il discorso delle regole». I complimenti al presidente: «Non mi pento di averlo votato»; Enrico Fierro, «Non siamo stati ricattati, ma pressioni ci sono state fin dall’inizio dei lavori». Boato: «Troppi pm legati al vecchio codice Rocco». «Poteva saltare tutto se fosse passata l’operazione destabilizzante della Lega. Abbiamo riequilibrato il rapporto tra accusa e giudice» [intervista a Marco Boato]
«Il Foglio», 1° luglio 1997 [pp.1-3]
p.1- La giornata in Italia. La Bicamerale ha approvato le riforme istituzionali;
p.2- Dentro la Bicamerale. È finita. Contenti i leader, scontenti professori ed ex pm. L’uscita della Parenti e una battuta di Pera a sigillo dell’ultima settimana;
p.3- Editoriali, Pardon, abbiamo origliato…
Il presidente della Repubblica incontra la stampa estera. Nel corso dell’incontro non esclude, sia pure in condizioni straordinarie, una proroga del suo mandato. Creando un caso diplomatico commenta criticamente la crisi di stabilità della Francia e rispetto alle conclusioni della Bicamerale riferendosi al semipresidenzialismo afferma che il vero vincitore è Gianfranco Fini, leader di Alleanza Nazionale (AN). Un giudizio che sarà respinto da Massimo D’Alema, presidente della Bicamerale, e da Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia, nel corso della trasmissione televisiva «Porta a Porta» condotta da Bruno Vespa
«l’Unità», 2 luglio 1997 [p.2]
Enrico Testa, Il presidente della Repubblica incontra la stampa estera e non esclude una proroga del mandato. Scalfaro elogia Fini e critica Chirac. «In Francia è in crisi la stabilità». L’Eliseo aspro con il Quirinale: «Così mina la serenità dell’Europa»
«l’Unità», 2 luglio 1997 [p.3]
Paola Sacchi, Il presidente della Bicamerale e il leader del Polo in TV dopo la conclusione dei lavori della commissione. Le critiche di D’Alema e Berlusconi. «Il Quirinale sbaglia il giudizio». Il leader PDS: «Se le riforme fallivano sarei stato l’unico sconfitto...»; Roberto Carollo, L’ex pm interviene dalle colonne del settimanale «Oggi» per criticare il progetto di riforma dello stato. Di Pietro accusa i partiti di frenare la sua candidatura. «Questo semipresidenzialismo sarà bocciato dal popolo». «La scelta della Bicamerale è un tuffo nella più bieca partitocrazia e credo che ci sia una concreta possibilità di bocciatura nel referendum che seguirà all’approvazione della nuova Costituzione. Illiberale la clausola che impedisce a tutti i cittadini di candidarsi
«La Stampa», 2 luglio 1997 [p.1-p.4-p.7]
p.1- Titolo: L’ipotesi del rinvio legata alle riforme. Da oggi il confronto sul Welfare. Romiti: un nuovo patto sociale per l’Europa. Proroga del mandato? A Scalfaro non dispiace. Di Pietro contro tutti: in Bicamerale ha vinto l’interesse dei partiti;
p.1-p.4- Editoriale, Enzo Cheli, Un accettabile compromesso. L’eredità della Bicamerale;
p.7- Antonella Rampino, Sull’Europa il presidente elogia l’Italia e critica la Francia, nasce un piccolo incidente diplomatico. Scalfaro: «Disponibile a una proroga». «Ma è l’ultima soluzione. In Bicamerale ha vinto Fini»; Massimo Gramellini, Silvio e Massimo. Prove tecniche di coabitazione; Mario Tortello, L’ex pm riaccende la miccia. Di Pietro: ha trionfato la vecchia politica
Antonio Negri, leader dell’autonomia, rientra in Italia e si costituisce. Arrestato il 7 aprile del 1977 nell’ambito dell’inchiesta su Autonomia Operaia e condannato a 4 anni e 11 mesi per associazione sovversiva e banda armata, era stato eletto deputato nelle liste del Partito Radicale nel 1983. Godendo dell’immunità parlamentare era uscito dal carcere. Subito dopo che la Camera aveva concesso l’autorizzazione a procedere era fuggito dall’Italia e si era trasferito a Parigi dove aveva insegnato alla Sorbona. L’Italia non aveva potuto ottenere l’estradizione in quanto in Francia i reati per cui era stato condannato sono considerati reati politici. Appena rientrato in Italia è prelevato dalla Digos all’aeroporto di Fiumicino e tradotto nel carcere romano di Rebibbia per scontare un residuo di pena di 3 anni e 6 mesi di reclusione.
«l’Unità», 2 luglio 1997 [p.4]
Roberto Roscani, Il professore è tornato a Roma da Parigi ieri alle 12 e trenta. «Volevo fare come Sordi nei Vitelloni...». Toni Negri torna e va a Rebibbia. «Io, ultimo giapponese che si arrende». Flick: «Sono favorevole a superare le leggi di emergenza»; Walter Tobagi, Il ritratto. Le sue non sono astrazioni; Aldo Varano, Parla l’ex giudice istruttore di Padova. Palombarini: «Apprezzo il gesto voltiamo pagina con l’indulto». «Il terrorismo è stato sconfitto. Anche Negri torna e dice: sono un vinto». Oltre le leggi dell’emergenza. «Un cattivo maestro? Allora ce ne furono tanti...» [intervista a Giovanni Palombarini]; Ritanna Armeni, La storia. La fiammata del «movimento del ‘77» sullo sfondo della lotta armata delle BR. Quei terribili anni Settanta stretti dal terrorismo. Il tentativo fallito di dare una base di massa all’attacco contro lo Stato. Il «teorema Calogero» e gli arresti del 7 aprile 1979
«La Stampa», 1° luglio 1997 [p.7]
Pino Corrias, Oggi a Roma il professore fuggito a Parigi, lo attendono 3 anni e 11 mesi di carcere. Negri: la violenza non era stupida. «Abbiamo sbagliato, ma siamo parte della storia»; (Ansa), Latitanti. 132 come lui, record in Francia; Filippo Ceccarelli, Il memoriale del leader di Autonomia. «Montecitorio? È un letamaio». Dieci anni fa nel «Diario di un’evasione»
«La Stampa», 2 luglio 1997 [p.2]
Pino Corrias, Il capo di Autonomia Operaia arriva a Rebibbia: chiedo l’indulto per una generazione di militanti. Negri in cella, «ma volevo tornare a Parigi». «Sono l’ultimo giapponese di una guerra già finita»; Silvano Costanzo, L’ex ministro della Giustizia. «La grazia? È possibile». Conso: o rivediamo le leggi speciali [intervista a Giovanni Conso]
«Il Foglio», 2 luglio 1997 [p.3]
Editoriali, Quelli che vanno dentro
Su proposta del ministro di Grazia e Giustizia il Quirinale esamina un provvedimento di amnistia (semi-grazia) per gli ex terroristi. È polemica. Forti critiche da parte delle vittime.
«La Stampa», 2 luglio 1997 [p.1-p.3-p.8]
p.1- Titolo: Tangenti alla Finanza, svolta a Brescia: assolti gli imprenditori. Grazia parziale agli ex terroristi. Il provvedimento all’esame del Quirinale;
p.1-p.8- Gad Lerner, Le due amnistie;
p.3- Giovanni Bianconi, Potrebbero beneficiare del provvedimento Sofri, Bompressi, Pietrostefani, Fioravanti e Mambro. Terrorismo, in arrivo la «semi-grazia». Scalfaro e Flick hanno già pronta una lista di nomi; Il progetto (scheda); Maria Grazia Bruzzone, «Chi ha ucciso deve pagare». Bachelet jr.: il perdono non c’entra [intervista a Giovanni Bachelet junior]; Fabio Poletti, «No ai colpi di spugna». La vedova Calabresi: voglio la verità [intervista a Gemma Capra Calabresi]; I detenuti che scottano. Toni Negri. Il professore. Adriano Sofri. L’ex di «LC». Gli sposi. I due ex NAR. Concultelli. Il «duro»
Tiziana Parenti, parlamentare di Forza Italia ed ex componente del pool milanese di Mani Pulite, in conferenza stampa annuncia di aver denunciato per calunnia il sostituto procuratore della repubblica di Milano Ilda Boccassini, che avrebbe offerto denaro al pentito Angelo Veronesi 500 milioni per accusarla di essere coinvolta in un traffico di stupefacenti. Circostanze che risulterebbero da alcune intercettazioni. La Boccassini smentisce e riceve la solidarietà di Francesco Saverio Borelli.
«l’Unità», 2 luglio 1997 [p.2]
Fierro Michienzi, La pm: «Non ho mai interrogato o incontrato quel signore. È soltanto un tentativo di screditare il pool». Titti Parenti dichiara guerra alla Boccassini: «Stanno manovrando un pentito per incastrarmi». L’ex narcotrafficante Angelo Veronese: «La dottoressa Boccassini mi disse che dovevo far tacere la Parenti perché si stava allargando troppo». I parlamentari di Forza Italia chiedono la sospensione del magistrato milanese. Intanto l’inchiesta genovese va avanti
«La Stampa», 2 luglio 1997 [p.6]
Paolo Colonnello, Scontro tra l’ex giudice e il pm di Milano, che smentisce: «Non è vero, denuncerò quel collaboratore». «Ha manovrato un pentito contro di me». La Parenti contro la Boccassini; Chiara Beria di Argentine, La replica di Borelli. «L’incontro? Inverosimile». «E sbaglia a parlare di un complotto»
«Il Foglio», 2 luglio 1997 [p.1]
Denuncia di Tiziana Parenti. «Così il pm Boccassini cercò di incastrami manovrando un pentito». Il parlamentare di Forza Italia chiede di sospendere il magistrato del pool di Milano. Un verbale compromettente. Quei pedinamenti misteriosi
La Gran Bretagna restituisce Hong Kong alla Cina. Secondo gli accordi stipulati nel 1984 fra i due paesi Hong Kong sarà una regione autonoma amministrativa speciale della Repubblica Popolare Cinese ma l’assetto sociale dell’ex colonia inglese non potrà essere modificato per almeno 50 anni.
«l’Unità», 2 luglio 1997 [p.7]
Lina Tamburrino, Ieri il nuovo Parlamento ha approvato emendamenti per ridurre la libertà di dimostrazione e associazione. Ansia ad Hong Kong per la nuova era. Duemila in piazza chiedono libertà. Nel suo discorso di insediamento Tung Chee-Hwa ha preso di petto il problema dell’abitazione. Secondo alcune voci c’è l’intenzione di tassare in maniera più consistente le rendite immobiliari. I grandi costruttori: «Così ci distruggete»; Appello di Jiang. Pechino: «Ora tocca anche a Taiwan»; A Seul imprenditori preoccupati per gli affari
«La Stampa», 1° luglio 1997 [p.9]
Fernando Mezzetti, L’ultimo «God Save the Queen», il principe Carlo fissa la Union Jack che scende. Hong Kong si sveglia uguale e diversa. Inglesi addio, Jiang arriva con 4 mila soldati; Che cosa resta dell’Impero (mappa); Andrew Higgins, Il governatore tira le somme. «La democrazia è per sempre». Patten: Pechino non riuscirà ad eliminarla [intervista a Chris Patten]
«La Stampa», 2 luglio 1997 [p.11]
Fernando Mezzetti, Lingua, vestiti: inizia subito la sinizzazione. Jiang Zemin: Taiwan, prendi esempio. Il pugno di ferro su Hong Kong. Una legge limita il diritto di manifestare; (AdnKronos), Callieri «Buone chances per l’Italia»; Il film del primo giorno; Henry Kissinger, Un futuro incerto. «Pechino non può uccidere la gallina dalle uova d’oro»; e. st., «Fate sesso, siamo cinesi». I timori del ricco porno-business
Albania
Sali Berisha, presidente uscente, minaccia di contestare i risultati del voto che lo vedono sconfitto rispetto al socialista Fatos Nano. Secondo l’OCSE non esistono prove di brogli e le elezioni si sono svolte regolarmente. Il 6 luglio il ballottaggio. Sono in gioco 32 seggi su 115.
«l’Unità», 2 luglio 1997 [p.5]
Marina Mastroluca, Gli osservatori hanno già espresso, in via provvisoria, parere favorevole sul processo elettorale. A Tirana il giorno delle contestazioni. I democratici: «Brogli in 30 seggi». Anche Re Leka accusa i socialisti. Vranitzky sollecita i risultati; M. M., Conferenza stampa del leader socialista. Il vincitore Fatos Nano: «Non ci sono prove di scorrettezze. Il popolo ha scelto noi»; Riuscito l’intervento sul soldato ferito Ieri colpito per caso un altro italiano; Mauro Montali, L’ultimo a lasciare il paese alla chetichella è stato il ministro degli Esteri. Irreperibile anche il capo della polizia. I fedelissimi di Berisha fuggono dall’Albania. Anche il presidente della Corte dei Conti, Blerin Cela, si è dato alla fuga. Era l’uomo che avrebbe dovuto controllare i bilanci dello Stato.
«l’Unità», 3 luglio 1997 [p.7]
Mauro Montali, Il presidente l’altra notte aveva chiesto alla guardia presidenziale di schierarsi attorno agli edifici che contano. Berisha: «Mi dimetto ma non scappo». Braccio di ferro con il premier Fino. Fino ha gridato al tentato golpe ed è riuscito a fermare la guardia presidenziale. Scontro sulla nomina del nuovo ministro dell’Interno. Berisha avrebbe voluto Hajdari, cacciato dal partito perché accusato di contrabbando e corruzione; L’inviato dell’OSCE. Vranitzky: voto giusto oltre ogni speranza; I monarchici in corteo a Tirana contro Nano; M. M., Parla il professore che da sempre si è opposto alla dittatura di Berisha. Il poeta Agolli: «Dobbiamo ringraziare Valona». Il presidente dovrebbe uscire dalla vita politica anche se resta nel paese. Ora bisogna disarmare la popolazione [intervista a Ditrero Agolli]; Migliora soldato colpito al cuore. A Bari altro ferito; Angioni: nessun contrasto tra Esteri e Difesa;
«l’Unità», 4 luglio 1997 [p.2]
Mauro Montali, Un morto e due feriti durante una manifestazione con re Leka. Nominato il nuovo ministro dell’Interno. Diluvio di fuoco nel centro di Tirana. I monarchici riaccendono lo scontro
Il pretendente al trono, in tuta mimetica, alla testa di un corteo per chiedere l’annullamento delle elezioni. «Andiamoci riprendere i voti anche con il sangue». Scambi di accuse fra il premier Baskim Fino e il partito democratico di Berisha; Reazioni in Italia. Prodi chiama Berisha: no a rinvii; Valona:
tre morti per guerra tra bande; Marina Mastroluca, Il personaggio. Le scuole migliori e il traffico d’armi nell’esilio dorato del pretendente al trono. La grande Albania etnica nei sogni di Sua maestà.
Fuggito in fasce all’arrivo dell’invasore italiano, ha vissuto all’estero per 58 anni. Dallo scorso aprile Leka I è in patria per il referendum
«l’Unità», 5 luglio 1997 [p.6]
Mauro Montali, Poche centinaia di persone alla manifestazione indetta da Re Leka. Oggi arrivano le schede elettorali. Domani l’Albania al ballottaggio. Un fiasco il corteo dei monarchici. In occasione della manifestazione il centro di Tirana era guardato a vista da ingenti forze di polizia ma non si sono verificati incidenti. Bloccato il tentativo di boicottaggio delle elezioni. Kume, ieri, ha firmato le liste dei ballottaggi; M. M., La guardia presidenziale arma segreta di Berisha; U. D. G., Polemica
sul rientro delle truppe italiane; Umberto De Giovannangeli, Il sottosegretario agli Esteri sul ritiro delle truppe italiane dal paese delle aquile. Fassino: «La missione Alba non è terminata». «Non è una fuga dalle nostre responsabilità. Noi intendiamo continuare a occuparci del Paese. Ora scatta il secondo tempo della missione Alba» [intervista a Piero Fassino]; I parà a difesa dei commissari OSCE; I risultati quasi definitivi del primo turno
«La Stampa», 2 luglio 1997 [p.9]
Titolo: Protestano il partito di Berisha e re Leka, Altro militare ferito da un colpo vagante; Vincenzo Tessandori, Gli sconfitti non ci stanno. Berisha: «Rifare il voto in 30 collegi»; Maurizio Molinari, Anche il Polo recrimina «Tutto predeterminato»
«La Stampa», 3 luglio 1997 [p.7]
Vincenzo Tessandori, Ordine alla Guardia presidenziale: occupate i punti strategici. Fino: non rispettatelo. Torna il braccio di ferro in Albania. Berisha: «Non so quando mi dimetto». E mobilita i tank; Giuseppe Zaccaria, L’ex capitale dei ribelli. A Valona esplode la calma. Il San Marco minaccia i boss di rappresaglie
«La Stampa», 4 luglio 1997 [p.11]
Vincenzo Tessandori, In pericolo il ballottaggio di domenica. Vranitzky e Prodi minacciano Berisha. A Tirana una battaglia per il re. Scontri tra monarchici e polizia: un morto. Il mediatore europeo: «Basta con le manovre dilatorie. Dovete rispettare gli impegni che avete preso». Il premier italiano: «Comunque entro oggi la data del secondo turno»; v. tess., Personaggio. La rabbia del pretendente. Leka, corona e mitraglietta. «Dovevamo farci sentire, ci imbrogliano»; Maurizio Molinari, La Vandea di Berisha. Dietro il partito del sovrano le manovre del presidente
«La Stampa», 5 luglio 1997 [p.1-pp.6-7]
p.1- Titolo: Compiti più ampi dopo i disordini. La forza italiana presidia Tirana;
p.1-p.6- Editoriale, Enzo Bettiza, Navigazione a vista;
p.7-v. tess., Per la prima volta la forza multinazionale ha svolto compiti di ordine pubblico. Tirana, bloccata la marcia del re. I soldati italiani presidiano la piazza; Vincenzo Tessandori, Un sovrano in rivolta. «Gli italiani? Un’invasione bis». Leka contro l’operazione Alba: è stata un errore [intervista a Leka Zogu]; Guido Tiberga, Ordine: tutti a casa. Ma quando? Brutti: si torna il 18 agosto. Andreatta: no il 25
«La Stampa», 6 luglio 1997 [p.5]
Vincenzo Tessandori, Oggi il ballottaggio per 32 circoscrizioni, ma la vittoria non è in discussione. Tirana, secondo turno con attentato. Spari al bar contro il presidente del partito di Berisha; Così dopo il primo turno (tabella); M. Mo., Missione Alba, parte la fase due. Fassino: dopo il ritiro militare, la ricostruzione; Maurizio Montanari, «Occupatevi anche di noi». A Roma il leader albanese del Kosovo
Hebron (Palestina)
«l’Unità», 2 luglio 1997 [p.6]
Umberto De Giovannangeli, Un ordigno scagliato contro una postazione israeliana, 30 feriti in scontri con l’esercito. Arafat rilancia il dialogo. Ma a Hebron è guerra aperta. Il leader palestinese si dichiara disponibile a un incontro con il super falco israeliano Ariel Sharon. Meeting segreti tra le autorità di Gerusalemme e i ministri dell’ANP. Gli 007 tornano a cooperare
«La Stampa», 2 luglio 1997 [p.8]
Aldo Baquis, La condanna dello sceicco di Al-Azhar, al Cairo. Bombe sui soldati israeliani, due feriti. Sentenza di morte per l’insulto a Maometto. Hebron in fiamme dopo i poster-caricatura del profeta; Fiamma Ninerstein, Viene dalla Russia, ha 26 anni l’autrice del disegno oltraggioso. L’agguato blasfemo di Tatiana
Massimo D’Alema incontra i giornalisti sui risultati della prima fase dei lavori della Bicamerale. Lo stesso giorno Mario Segni riunisce il «fronte del no» alle conclusioni della Bicamerale.
«l’Unità», 3 luglio 1997 [p.3]
Il leader del PDS: non mi sento uno sconfitto, è un successo tenere distinti governo e accordo sulle regole. D’Alema: «La riforma è ancora aperta ma c’è già più potere ai cittadini». «Di Pietro? Caduta di stile organizzare ora un fronte del no»; Enzo Roggi, Di Pietro, che errore; Ro. La. (Rosanna Lampugnani), Proroga o supplenza? È polemica su Scalfaro; Di Pietro si convince a lasciar perdere la battaglia da signor no sulle riforme e cercherà di migliorarle. L’ex pm con Segni e Occhetto: sì a emendare. All’incontro presente anche il professor Sartori: «Secondo me hanno vinto i partiti, i 400 deputati saranno scelti dalle direzioni».
Contro le conclusioni della Bicamerale, in particolare sul semipresidenzialismo, nasce l’intesa fra Antonio Di Pietro e Mario Segni anche se si muovono con prospettive diverse: l’ex pm vorrebbe costituire un fronte esterno al Parlamento per contestare i risultati della Commissione mentre Segni punta ad un percorso emendativo.
«La Stampa», 3 luglio 1997 [p.1-p.3]
p.1-Titolo: L’ex pm con il fronte del no alle riforme della Bicamerale. Nasce il patto Segni-Di Pietro. D’Alema: sbagliato sfidare il Parlamento;
p.1-p.3- Augusto Minzolini, Scomode compagnie;
p.3- Antonella Rampino, L’ex pm si schiera con Segni, contro la Bicamerale: non vogliamo compromessi. «Di Pietro, non ti capisco più». D’Alema: irragionevole sfidare il Parlamento; Tonino e la politica (crono); Maria Teresa Meli, Polemica. Botteghe Oscure e il Colle. Scalfaro- PDS, torna il Gelo. «Prematuro parlare di prorogatio»
Welfare
Riparte la trattativa Governo - sindacati - Confindustria sulla Riforma dello Stato Sociale interrotta il 18 giugno. Formati cinque gruppi: Lavoro e formazione; Fisco; Ammortizzatori sociali; Assistenza, politiche per la casa e sanità; Previdenza. Si inizia affrontando: Occupazione e Fisco.
Metalmeccanici- contratto
Il ministro Treu riprende i contatti informali per la conclusione della trattativa sul contratto dei metalmeccanici. La prima convocazione ufficiale è fissata per il 7 gennaio. Le posizioni delle controparti sono distanti. Il 15 gennaio è prevista l’assemblea della Federmeccanica.
«l’Unità», 2 luglio 1997 [p.15]
Michele Urbano, Per il presidente della FIAT il vecchio sistema va ridisegnato radicalmente. Il Tesoro esclude future manovre. Stato sociale, riparte la trattativa. Romiti: «Necessario un nuovo patto». Per il commissario UE Monti riforma impossibile senza tagli; Occupazione e Fisco, oggi primo round per il welfare
«l’Unità», 2 luglio 1997 [Economia&Lavoro]
Franco Brizzo, Tute blu: contratto lontano. Treu riprende oggi i contatti informali; Piero di Siena, Fosche previsioni della Svimez. Tra Nord e Sud cresce il divario
«La Stampa», 1° luglio 1997 [Economia e Finanza]
Paolo Patruno, Stato sociale. Domani parte la trattativa. Al centro del dibattito ci sono lavoro, formazione e Fisco. «Sul Welfare si parte col piede giusto». Cofferati: Prodi chiarisca i rapporti con la maggioranza; r. r., PIL in flessione a marzo (-0,4%). Ma per Confindustria il peggio è passato
«La Stampa», 2 luglio 1997 [p.4]
p. pat. (Paolo Patruno), Da oggi si tratta su cinque tavoli. Confartigianato, CNA e Casa: «Non siamo di serie B». Stato sociale, parte la maratona. Fossa: facciamo sul serio. Rifondazione frena; Il calendario del Welfare
«Il Foglio», 2 luglio 1997 [p.1]
Trattando sullo stato sociale. Prodi, Fossa e Cofferati vogliono accordarsi ma non sanno come fare. Molte le contraddizioni sul lavoro usurante, sulla CIG per le piccole imprese, sui contributi agli autonomi. La soluzione’ Un bel rinvio
Il garante della privacy, Stefano Rodotà, dichiara illegittima la diffusione da parte della stampa della notizia di un invito a comparire emesso dall’autorità giudiziaria prima che il destinatario ne abbia conoscenza. La decisione è assunta sulla base di un ricorso presentato dai difensori di Cesare Romiti e Francesco Paolo Mattioli, rispettivamente presidente e direttore amministrativo della FIAT, in riferimento ad articoli apparsi sui quotidiani il 15 giugno che anticipavano provvedimenti assunti dalla Procura di Torino nei loro confronti.
«l’Unità», 3 luglio 1997 [p.4]
Le decisioni di Rodotà. Garante della privacy dà ragione a Romiti. «Avvisi di garanzia mai a mezzo stampa»
Massimo D’Alema, intervenendo ai direttivi dei gruppi della Sinistra democratica (SD) alla Camera e al Senato, critica il Partito democratico (PDS) per aver ostacolato piuttosto che concorrere al lavoro della Bicamerale. Nessun aiuto, salvo il sostegno di Romano Prodi, neppure dal Governo. Il presidente della Repubblica, quasi a chiudere le polemiche precedenti, scrive a D’Alema ringraziandolo per i risultati ottenuti quale presidente della Bicamerale.
«l’Unità», 4 luglio 1997 [p.1-p.3]
p.1-p.3- Paola Sacchi, Scalfaro scrive al leader della Quercia: grazie per i risultati ottenuti, l’accordo è una vittoria. D’Alema accusa: sulle riforme il PDS non mi ha aiutato. E al governo dice: tranne Prodi nessun sostegno;
p.3- M. CI., Sull’Espresso il professore contro D’Alema. Sartori: «Convinsi il Polo ma poi il Bottegone mi esortò agli studi». Sostiene di avere convertito in aprile Berlusconi e Fini al doppio turno. Il verde
Pieroni: «Lui e il leader PDS come la rana e il bue». Dini: nessun fronte del no; Luana Benini, Il vicepresidente del Consiglio: il leader del Pds non ha criticato il Governo. Veltroni rilancia Rutelli e nega scontri con D’Alema. Assemblea programmatica per le elezioni romane, accordo con Rifondazione comunista già dal primo turno; Sì del leader PDS al partito di Cacciari. Il sindaco: non sarà l’Ulivo del Nord-Est; Movimento Nord-Est presenta programma
Repubblica serba della Bosnia
La presidente Biljana Plavsic scioglie il Parlamento accusando i deputati di essere agli ordini di Karadzic, ricercato per crimini di guerra. A loro volta i seguaci di Karadzic accusa la Plavsic sostenendo che deve dimettersi.
«l’Unità», 4 luglio 1997 [p.2]
Precipita la crisi ai vertici della piccola Repubblica serba della Bosnia. Allarme per gli accordi di pace
Sciolto il Parlamento serbo bosniaco. «Deputati agli ordini di Karadzic». La presidente Biljana Plavsic licenzia i parlamentari e accusa la polizia di «organizzare attività criminali». Ma gli uomini legati
all’ex leader dicono: «È lei che deve andare via». L’inviato americano Garbard vola a Belgrado da Milosevic; Biljana, una fanatica della pulizia etnica
«l’Unità», 5 luglio 1997 [p.7]
Caos a Pale. I parlamentari, in sessione permanente chiedono le dimissioni della presidente. I deputati serbo-bosniaci si ribellano. «Il Parlamento non si scioglie». Lo scontro istituzionale preoccupa anche la comunità internazionale impegnata a garantire gli accordi di pace nella Bosnia Erzegovina. Westendorp appoggia la decisione di sciogliemento della presidente. Ieri a Banjia Luka manifestazione per Plavsic.
«La Stampa», 4 luglio 1997 [p.11]
Bosnia. La presidente scioglie il Parlamento, i fedeli di Karadzic rifiutano di obbedire. Il golpe bianco della Plavsic. A Pale esplode la guerra tra i leader serbi
Il ministro della Pubblica istruzione Luigi Berlinguer (PDS) presenta il disegno di legge sulla scuola che prevede il finanziamento da parte dello Stato delle scuole private. Scelta molto contestata a sinistra.
«l’Unità», 5 luglio 1997 [p.5]
Il ministro Berlinguer illustra la riforma al consiglio dei ministri, per l’articolato bisognerà attendere.
Il governo avvia la parità scolastica. No dei sindacati: «È un pasticcio». «Le scuole private costeranno allo Stato 1500 miliardi»; I numeri della scuola (tabella); Luciana Di Mauro, A favore. Scoppola: «La Costituzione non dice un no definitivo» [intervista a Pietro Scoppola]; L.D.M., Contro. Dalla Chiesa: «Non si può giocare con le parole» [intervista a Nando Dalla Chiesa]
Albania
Secondo turno delle elezioni per il rinnovo del Parlamento, in gioco 32 seggi su 115. Si conferma il successo, registrato già al primo turno del 29 giugno, dal Partito guidato da Fatos Nano che ottiene 107 seggi su 155 mentre il Partito del presidente Sali Berisha può contare solo su 40 seggi. Il 23 luglio il presidente Berisha rassegna le dimissioni e il 24 luglio il Parlamento con 110 voti su 155 elegge presidente il segretario del Partito socialista Rexhep Mejdani. Il 25 luglio è eletto primo ministro Fatos Nano al posto di Baskim Fino.
«l’Unità», 6 luglio 1997 [p.4]
M.M., Oggi il ballottaggio nei rimanenti 32 seggi. Ieri il funerale del giovane democratico morto negli scontri. Mezzo milione di albanesi al voto. La vittoria socialista è irribaltabile. I risultati quasi definitivi del primo turno elettorale danno i socialisti al 53% mentre i democratici non vanno più in là del 25%. Nessun incidente ma tanti slogan anti-comunisti ai funerali del ragazzo ucciso due giorni fa alla manifestazione monarchica; U.D.G. (Umberto De Giovannangeli), Brutti: «Il rientro dei soldati
è d’obbligo» [intervista a Massimo Brutti]; Mauro Montali, Viaggio tra i ragazzi e le ragazze della capitale: «Siamo in un mondo capovolto». In discoteca la mattina per evitare il coprifuoco. Il locale «Monaco» apre alle 11 del mattino e chiude alle sette di sera: «A noi non interessa la politica, vogliamo solo che torni la calma»
«l’Unità», 7 luglio 1997 [p.2]
M. M., Nel ballottaggio ancora una volta sconfitto il presidente. Il PS fa il pieno nei cinque distretti della capitale. Albania, i socialisti stravincono. Fatos Nano: «Ora farò il premier». Travolto il partito di Berisha, anche Shehu perde il suo seggio; Profughi: 300mila lire a chi rimpatria; Mauro Montali, Il ritratto. La rabbia dell’ex leader studentesco che puntava al ministero degli Interni. Hajdari, «er pecora» di Tirana: «Sono solo comunisti». Il «cattivo» della politica albanese spara a zero su tutti (Berisha escluso) e minaccia: «Quel ladro di Nano presidente? Lo impedirò» [intervista a Azem Hajdari]
«La Stampa», 7 luglio 1997 [p.1-p.7]
p.1- Titolo: Fatos Nano rivendica già la carica di premier. Albania, ai socialisti anche il ballottaggio;
p.7- Vincenzo Tessandori, Bassa l’affuenza. I democratici vincono solo a Scutari dove ci sono stati due morti. Albania, i socialisti replicano il successo. Nuovi veleni sugli italiani; Aiuti ai profughi. A chi rientra 300 mila lire; v. tess., «Presidente, perché no?». Parla lo scittore socialista Agolli
Irlanda del Nord
A Belfast e in altri centri del Paese si registrano scontri fra manifestanti cattolici e forze dell’ordine. 80 feriti, di cui 34 manifestanti e 46 agenti. La protesta è originata dalla decisione del Governo inglese di autorizzare gli annuali cortei degli unionisti protestanti, sostenitori del mantenimento dell’Irlanda del Nord nel regno Unito, che ogni anno celebrano la vittoria di Guglielmo d’Orange sul cattolico Giacomo II nella battaglia del Boyle del 12 luglio 1690.
Unione Europea
Bruxelles: riunione dei ministri economici e finanziari dell’Unione Europea. Approvato il «piano di convergenza» presentato dal ministro del Tesoro Carlo Azeglio Ciampi. Il Piano prevede misure per contenere il deficit entro il limite del 3% del prodotto interno lordo limite imposto dal Trattato di Maastricht per l’adesione all’unione monetaria europea.
Sergio Sergi, Bruxelles approva il piano anti deficit presentato dal Governo, anche se non mancano le critiche. La UE dice sì all’Italia, Euro più vicino. «Ma il vostro debito è troppo alto». I mercati volano, Bpt a livelli da record sui titoli di Stato tedeschi; Anche la Borsa fa festa. Mibtel mai così alto; Roberto Giovannini, Il peso di oltre due miliardi di Bot e Cct; Se. Ser. (Sergio Sergi), Il ministro tuttavia invita a non abbassare la guardia, e cita Cavour. La tranquilla euforia di Ciampi: «Giorno importante. Ci davano per spacciati. Adesso il clima è cambiato»; Edgardo Gardumi, Il segretario PDS con Ruggiero, Marzano e Amato alla presentazione del libro di Fantozzi. D’Alema: «In Europa problemi di leadership»
Il governatore della Banca d’Italia, Antonio Fazio, intervenendo alla riunione dei governatori delle banche centrali europee che si svolge a Basilea, afferma che in Italia la ripresa economica è frenata dall’eccessiva pressione fiscale e dalla rigidità del mercato del lavoro. Affermazioni a cui replica da Madrid, dove si sta per aprirsi il vertice NATO, il presidente del Consiglio, Romano Prodi, sostenendo che una riduzione della pressione fiscale sarà possibile solo dopo il risanamento economico.
Antonio Pollio Salimbeni, Botta e risposta. Fazio: «Ora meno tasse». Ma Prodi: «Ora è presto»
I ministeri del Tesoro e dell’interno mettono a punto un piano per la sicurezza del Mezzogiorno finanziato con i fondi europei circa 700 miliardi. Il piano, approvato dal commissario per le politiche regionali Monika Wulf Mathies, deve servire ad evitare che vadano persi i fondi non utilizzati dalle Regioni meridionali. Si prevedono il rafforzamento dei controlli di polizia, interventi per ammodernare gli strumenti a disposizione delle forze di polizia e un progetto per lo sviluppo della provincia di Caserta.
PDS: la Direzione discute sui lavori della Bicamerale. Svolge la relazione introduttiva Cesare Salvi che il giorno ne anticipa i contenuti in una intervista a «l’Unità». Lo scontro interno è rinviato all’Assemblea Nazionale, richiesta con forza dagli Ulivisti, che si svolgerà in autunno.
Vittorio Ragone, Alla vigilia della Direzione della Quercia, parla il presidente dei senatori che terrà la relazione sulla Bicamerale. Salvi: «La riforma è un nostro successo. Sì ai correttivi, ma con larghi accordi». «Problemi di democrazia nel PDS? Lo Statuto non è sufficiente» [intervista a Cesare Salvi]; Fra 2 mesi tocca ai delegati?
Stefano Di Michele, Il capogruppo dei deputati: «Molte personalità ma manca una direzione sicura di sé capace di parlare al Paese». Mussi: «Il male del PDS ha una causa non c’è ancora un gruppo dirigente». «Giusto avere un leader forte, ma non siamo passati dall’io al noi» [intervista a Fabio Mussi]; Macaluso: «Sulle riforme D’Alema ha sbagliato»; Paola Sacchi, «Non so se ci sarò oggi, ho tanto lavoro arretrato in Commissione Esteri». Occhetto: macché rancore, quelle riforme non le voterò mai. Si evoca Di Pietro e il fronte del no per isolare chi critica [intervista a Achille Occhetto»
«La Stampa», 9 luglio 1997[p.5]
Antonella Rampino, Gli ulivisti ottengono un «mini congresso» a ottobre. Occhetto: peggio che negli Anni 50. PDS, scontro rinviato all’autunno. D’Alema: non c’è resa dei conti, solo eccessi polemici; Tutte le anime del PDS [grafico]; Augusto Minzolini, Tensioni a sinistra. La Quercia e il suo leader costretti a sopportarsi
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