XIII Legislatura - 1996-2001
I Governo Prodi
17 maggio 1996-21 ottobre 1998
< Sedute precedenti Legge 254, 1997-Senato, 20-26 marzo 1997
Camera dei deputati: approvata in via definitiva, dopo l’approvazione del Senato del 26 marzo, la legge delega al Governo per l’istituzione del giudice unico di primo grado. Legge 254, 16 luglio 1997
Seduta n.224 - 7 luglio 1997 video della seduta
Seduta n.225 - 8 luglio 1997 video della seduta
Messico elezioni
Per la prima volta, dal 1929, il Partito rivoluzionario istituzionale (PDI), partito dell’attuale presidente Ernesto Zadillo, perde la maggioranza alla Camera che è conquistata da una coalizione formata dal Partito rivoluzionario democratico (PRD di sinistra) e dal Partito di azione rivoluzionaria (PAN di destra). Il PRI perde anche il governatore di Città del Messico per la prima volta nominato dai cittadini e non dal Governo. Nella capitale, infatti, vince Cuauhtémoc Cadenas del PRD.
«l’Unità», 8 luglio 1997 [p.6]
Alle elezioni il partito del presidente Zedillo non ha più né la maggioranza né Città del Messico
Messico, finiti 70 anni di egemonia. Il PRI perde la Camera, trionfa Cardenas. Nella capitale Cardenas vince col 47%. Alle legislative il PRI al 38%. Crescono il PAN (27%) e il PRD (26%). Ora il presidente Zedillo dovrà spartire il potere. Gli Stati Uniti: «Rispettiamo il verdetto delle urne»
Vertice NATO
Si svolge a Madrid il vertice dei leader dei Paesi della NATO. Presente il presidente degli Stati Uniti Bill Clinton. All’ordine del giorno del vertice l’allagamento dell’alleanza. Già previsto per il 1999 l’allargamento a Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria a cui si aggiunge ora, sostenuto da Italia e Francia, l’estensione a Romania e Slovenia. Il vertice approva un documento critico dei dirigenti della Repubblica serba di Bosnia per la mancata consegna al Tribunale dell’Aja dei ricercati per crimini di guerra in particolare dell’ex leader serbo -bosniaco Radovan Karadzic.
«l’Unità», 8 luglio 1997 [p.6]
Nuccio Ciconte, Stamattina il via allo storico vertice. Per l’ingresso di Slovenia e Romania sarà stabilita una data certa. A Madrid è il giorno della NATO. Un compromesso sull’allargamento. Ancora divergenze alla vigilia del summit. Italia, Francia, Canada e altri europei premono per l’ingresso sin dal primo turno di Romania e Slovenia ma Clinton deve fare i conti con il Congresso che è contrario all’allargamento a tre Paesi; Scalfaro subito l’ingresso della Slovenia
«l’Unità», 10 luglio 1997 [p.8]
Nuccio Ciconte, Al vertice giallo sulla Bosnia. Il presidente americano: «Le nostre truppe possono catturare quel criminale». Lite Clinton- Chirac sui costi della NATO. Gli USA pronti ad arrestare Karadzic? La UE sospende gli aiuti ai serbi di Pale: «Inutile sprecare soldi»
«La Stampa», 8 luglio 1997[p.9]
Maurizio Molinari, Scalfaro da Lubiana: «Abbiamo fatto una battaglia per la Slovenia , siamo pronti a farne altre». Braccio di ferro fra alleati a Madrid. Si apre il vertice NATO che deciderà l’allargamento; Aldo Rizzo, Il ministro degli Esteri. «Sull’Albania avevamo ragione». Dini: la Albright ha elogiato la missione [intervista a Lamberto Dini]; g. a. o., La capitale sotto assedio. Migliaia di agenti per bloccare l’ETA
«La Stampa», 9 luglio 1997[p.1-p.4-p.9]
p.1- Titolo: Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca. Nella NATO entra l’EST;
p.1-p.4- Editoriale, Rodolfo Brancoli, Asse di squilibrio;
p.9- Cesare Martinetti, Vince Clinton ma anche l’Italia: entrano Varsavia, Praga e Budapest, gli altri cooptati nel 1999. NATO: tre nuovi soci, due in anticamera. Impegno scritto per Slovenia e Romania; Giulietto Chiesa, Boris snobba il summit ma la Russia è furiosa; Maurizio Molinari, La corvée spagnola di Dini in cattedra per 180 minuti; m.ma. (Maurizio Molinari), Gaffe organizzativa. Una porta sbarrata blocca gli italiani
«La Stampa», 9 luglio 1997[p.21]
Sergio Romano, Dopo la fine della Guerra Fredda gli Stati Uniti riconquistano la leadership politico militare in Europa. E gli alleati restano sconfitti. America. L’offensiva della grande sorella
< Sedute precedenti Legge 249/1997- Senato 22 maggio 1997
Camera dei deputati: inizia la discussione sul disegno di legge sull’emittenza televisiva, approvato dal Senato il 22 aprile 1997. La discussione continua il 15 e si conclude con l’approvazione con modifiche il 16 luglio, quindi al Senato per l’approvazione definitiva il 29 luglio 1997.
Seduta n. 226 - 9 luglio 1997 video della seduta
Istituzione dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e norme sul sistema radiotelevisivo (approvato dal Senato). Discussione
Sedute successive Legge 249/1997- Camera 15-16 luglio 1997 >
Il Parlamento approva in via definitiva la legge che prevede la consegna all’Unione delle comunità israelitiche dei beni sottratti dal nazismo durante la Seconda guerra mondiale e recuperati dagli Alleati in Austria.
Venezia: la Corte d’Assise, dopo 7 ore di Camera di consiglio, condanna gli 8 responsabili dell’occupazione del campanile di San Marco avvenuta tra l’8 e il 9 maggio 1997. Antonio Barison, Gilberto Buson, Flavio Contini e Fausto Faccia sono condannati a 6 anni e restano in carcere mentre gli altri imputati Christian Contin, Moreno Menini, Luca Peroni e Andrea Viviani, condannati a 4 anni e sei mesi ottengono gli arresti domiciliari.
«La Stampa», 11 luglio 1997[p.13]
Titolo: Venezia, incontro con i familiari e un eurodeputato: «La missione è riuscita in pieno, questo contava»; Pierangelo Sapegno, I Serenissimi in carcere. «Ma il Veneto ci ha assolti»; Ferdinando Camon, Le parole chiave della rivolta veneta
«La Stampa», 12 luglio 1997[p.16]
Mario Lollo, Tornano i gazebi per raccogliere firme da inviare al Parlamento. Bettin: arresti domiciliari a tutti. «Liberi subito gli 8 di San Marco». Bossi: sono patrioti. Petizione popolare della Lega; Che cosa dice la Costituzione. Articolo 50; s.man., «Richiesta illogica e inutile». Pisapia: per un reato non si può prevedere un trattamento di favore [intervista a Giuliano Pisapia»
A Palazzo Chigi due ore di colloquio fra il presidente del Consiglio, Romano Prodi, e il segretario del PDS Massimo D’Alema. Comune il giudizio positivo sul bilancio del Governo, tuttavia D’Alema insiste sulla necessità di aprire «una fase nuova» con particolare riferimento alle riforme istituzionali e economiche da affrontare. Opinione condivisa da Prodi. Si discute anche della possibilità di un «rimpasto» di Governo per fare spazio a Rifondazione.
«l’Unità», 11 luglio 1997 [p.4]
P. C. (Pasquale Cascella), Il leader del PDS a Palazzo Chigi: positivo il bilancio politico e intesa sull’azione del governo. D’Alema per due ore da Prodi. «Impegnati in un’impresa comune»
Il presidente del Consiglio: «Visto che i giornali si sono accorti dell’accordo fra noi due, teniamocelo stretto». Il segretario della Quercia: «I dissapori passati? Come in ogni buona famiglia». Fini: anch’io sono legittimato per la corsa al Quirinale
«La Stampa», 11 luglio 1997[p.5]
Alberto Rapisarda, Vertice a Palazzo Chigi. Il Governo punta sulla ripresa dell’occupazione al Sud. Prodi-D’Alema: il Paese cresce. Fini sul dopo Scalfaro: mi candido anch’io; m.t.m. (Maria Teresa Meli), La sinistra contro Violante. «Indifesi sugli insulti di AN». La maggioranza lascia l’aula; Gad Lerner, L’ex presidente del Consiglio. Amato: no alla legge elettorale. «E basta con questo puzzle di partitini inutili» [intervista a Giuliano Amato]
Il settimanale «Panorama» pubblica stralci del memoriale scritto dall’imprenditore Antonio D’Adamo sui suoi rapporti con Antonio Di Pietro. Il memoriale era stato consegnato il 31 maggio alla Procura di Brescia da Silvio Berlusconi. D’Adamo, l’8 luglio, ne conferma l’attendibilità in un interrogatorio. L’imprenditore afferma di aver regalato all’ex magistrato un’automobile e un telefono cellulare, di avergli concesso l’uso di un appartamento nel centro di Milano e prestati 100 milioni, poi restituiti, per avere trattamenti di favore per alcuni esponenti politici fra cui Maurizio Prada, Sergio Radaelli e Luciano Riva Cambria indagati nel 1991 nell’ambito dell’inchiesta sulla ATM, l’azienda dei trasporti milanesi.
«l’Unità», 11 luglio 1997 [pp.2-3]
p.2- Marco Brando, Un memoriale dell’ingegnere: per lui anche una garconierre e un telefonino, tutto in uso gratuito. Di Pietro si ribella alle nuove accuse. «È un calvario, io non ci sto più». Ma D’Adamo: ebbe soldi e una Lancia Dedra per salvare gli amici; Le inchieste su Di Pietro (scheda); I giorni di Di Pietro (crono); La lettera dell’ex pm: risponderà a Dio. Quando nel ‘93 Scalfaro disse «non ci sto»;
p.3- Enrico Fierro, Prudenza nel Polo sull’assalto del Cavaliere, AN in difficoltà. Veltri: «Ambrosoli lo hanno ammazzato...». Berlusconi rispolvera il suo dossier. D’Alema critica Forza Italia «Rispetto per le persone, soprattutto per chi ha servito il Paese»; E. F., Scontro delle carte tra Scozzari (Rete) e Berlusconi. In scena alla Camera la guerra dei verbali. «D’Adamo è in affari con il Cavaliere». Il deputato amico di Di Pietro presenta documenti che parlano di presentazioni a imprenditori libici e di case editrici da vendere, il leader di Fi replica: voleva prendere il mio posto, ecco le prove; Nedo Canetti, Abuso d’ufficio. Varata la riforma
«La Stampa», 11 luglio 1997[pp.1-3-p.6]
p.1-Titolo: Dopo D’Adamo va all’attacco il Cavaliere. Finanziamenti al PDS. D’Alema convocato. Il grido di Di Pietro: non ci sto. Berlusconi: voleva il mio posto a Palazzo Chigi;
p.1-p.6- Editoriale, Lorenzo Mondo, I cittadini stanno a guardare;
p.1-p.3- Pino Corrias, Il duello infinito;
p.2- r. i., L’interrogatorio dell’ex premier. «Quando dicevo di essere nelle mani di D’Adamo ero ironico». «Di Pietro voleva prendere il mio posto». Berlusconi: aveva un piano personale per distruggermi; r. i., Abuso ufficio. Più vincoli per i pm; Francesco Grignetti, Veltri: così lo ammazzano. Esplode la rabbia dei «dipietristi»; Pacini: ma tornerò. Perugia: sì all’espatrio per le cure al cuore; Chiara Beria di Argentine, E ora scrive anche Gorrini. Taormina: «Ho un suo memoriale» [intervista a Carlo Taormina]
p.3- Giovanni Cerruti, Un memoriale esplosivo contro l’ex ministro: doveva tenere fuori gli amici dalle indagini. D’Adamo accusa. Di Pietro: non ci sto più. «Gli ho dato un’auto, un telefonino e 100 milioni»; I «NO» di Tonino (crono); Paolo Colonnello, «Questo calvario non finisce mai …». L’ex pm: me l’aspettavo dopo la solidarietà a Ilda; Montenero. «Non lasciamo solo un uomo pulito»
«Il Foglio», 11 luglio 1997 [p.2]
Editoriali, L’incorruttibile; Mamma mia quanto costa essere amici di Antonio Di Pietro. Automobili, case, consulenze, milioni e archiviazioni: ecco quello che D’Adamo sta raccontando a Brescia
Il segretario del PDS Massimo D’Alema sarà ascoltato a settembre dal sostituto procuratore di Roma Giuseppe Pitino nel contesto delle indagini sulla vendita di immobili della società «Tiberiade» che farebbe capo al PDS. Per il partito della Quercia: tutto già chiarito.
«l’Unità», 11 luglio 1997 [p. 3]
Inchiesta sulla società «Tiberiade». Invito a comparire per il leader PDS
«La Stampa», 11 luglio 1997[p.6]
r. int., Sarà ascoltato a settembre dal pm di Roma Pitino. Botteghe Oscure: tutto già chiarito. Fondi PDS, D’Alema dal giudice: vendita fasulla di un palazzo
Spagna
Ermua, nei pressi di San Sebastian: un commando dell’ETA sequestra Miguel Angel Blanco consigliere comunale del Partito Popolare. Per la liberazione l’ETA chiede il trasferimento nelle carceri basche di 600 appartenenti all’organizzazione detenuti in varie carceri sparse nel Paese. Il Governo spagnolo d’intesa con le opposizioni respinge a richiesta. Il 12 luglio Blanco sarà trovato in fin di vita colpito alla testa, morirà dopo alcune ore. L’assassinio provoca un’ondata di sdegno: nei giorni successivi manifestazioni contro il terrorismo in tutto il Paese. Il 14 luglio nella sola Madrid un milione di persone scendono in piazza.
«l’Unità», 12 luglio 1997 [p.6]
I terroristi baschi minacciano di uccidere il dirigente del Partito popolare rapito giovedì scorso. Spagna sotto shock per il sequestro. Oggi scade l’ultimatum. Gigantesca caccia all’uomo nei paesi baschi. Cinquantamila persone manifestano a Madrid mentre oggi a mezzogiorno ci sarà una manifestazione a Bilbao alla presenza di Aznar. Il Governo non cede alla richiesta dei carcerati baschi
«l’Unità», 14 luglio 1997 [p.5]
Disordini a Pamplona. A Bilbao bottiglie incendiarie contro la sede del gruppo separatista Herri Batasuna. È morto il giovane Miguel Blanco. La Spagna si ferma contro il terrorismo. Oggi sciopero generale di dieci minuti. Ieri centinaia di migliaia in piazza. A Ermua grande commozione all’arrivo della salma del consigliere assassinato. L’ordine di uccidere è arrivato dalla «cupola» dei terroristi baschi che si nasconde in Francia; Scalfaro: siamo indignati e vi siamo vicini. Lo sdegno dell’Europa
e la condanna di Giovanni Paolo II: «Un barbaro assassinio»
«La Stampa», 12 luglio 1997[p.8]
Gian Antonio Orighi, Oggi scade l’ultimatum dei terroristi: dite sì alle richieste o uccidiamo l’ostaggio. La Spagna in piazza «ETA, adesso basta»
«La Stampa», 13 luglio 1997[p.1-p.3]
p.1- Titolo: L’esponente politico clinicamente morto, manifestazioni di piazza contro l’ETA. Choc in Spagna, giustiziato l’ostaggio. Dai terroristi baschi sfida di sangue ad Aznar;
p.3- Titolo: Inutile la mobilitazione di tutta la Spagna per Blanco, l’esponente politico ritrovato con un proiettile in testa; Enrico Benedetto, L’ETA mantiene «la promessa». L’ostaggio giustiziato subito dopo l’ultimatum; Gian Antonio Orighi, Una sporca guerra. La terribile industria basca. In 27 anni 77 sequestri, bottino 50 miliardi; Aldo Rizzo, Una lotta anacronistica. La ferita aperta nei sogni d’Europa; (AnsaAgi), La preghiera del Papa. Prodi ad Aznar: «L’Italia è indignata»
«La Stampa», 14 luglio 1997[p.1-p.3]
p.1- Titolo: Migliaia nelle piazze dopo l’esecuzione. Il dolore del Papa. Spagna, rabbia contro l’ETA. Assalti alle sedi, militanti aggrediti;
pp.1-2- Enzo Bettiza, L’Europa fra autonomia e separatismo;
p.1-p.3- Enrico Benedetto, La solitudine dei Killer;
p.2- Giovanni Cerruti, Il premier padano rifiuta ogni collegamento tra Paesi Baschi e Nord-Est: non ci suicidiamo. Maroni: noi seguiamo la via gandhiana. «La violenza farebbe il gioco di Roma» [intervista a Roberto Maroni]; Raffaella Silipo, I politologi e la secessione. «Anche il Palazzo è colpevole». «Ma l’uso delle armi non porta a nulla»;
p.3- Gian Antonio Orighi, La Spagna unanime in piazza, l’ordine di uccidere è arrivato dai capi rifugiati in Francia. «ETA assassina»: il giorno della rabbia. Nel Paese Basco la folla aggredisce sedi e militanti; (Ansa), Papa Wojtyla «Un barbaro assassinio»; g. a. o., L’insulto del giornale del terrore. In edicola, tutelato dalla legge, giustifica l’omicidio
Repubblica serba di Bosnia
A Prijedor, nella Bosnia settentrionale, blitz della NATO. Truppe britanniche con l’appoggio logistico di truppe statunitensi uccidono in uno scontro a fuoco Simo Drljaca, ex capo della polizia di Prijedor, e catturano Mico Kovacevic. Entrambi erano ricercati dal Tribunale internazionale dell’Aja per crimini di guerra compiuti nel 1992 contro la popolazione croata e mussulmana. Contro il blitz protesta il presidente della Repubblica serba di Bosnia Bilijana Plavsic, critica la Russia, il presidente Eltsin definisce il blitz «un’azione da cow-boys»
«l’Unità», 11 luglio 1997[p.5]
U.D.G., Le truppe SFOR uccidono Drljaca, ex capo della polizia di Prijedor, e arrestano Kovacevic. Blitz NATO nella Bosnia serba. Presi due criminali di guerra. È la prima volta che la NATO compie un’operazione del genere in Bosnia. Londra e Washington applaudono. Proteste da Belgrado e da Pale. La presidente Plavsic: «E un’azione illegittima»; Umberto De Giovannangeli, Parla il presidente del tribunale dell’Aja. Cassese: «Azione giusta. Il genocidio va punito». Per Antonio Cassese «non ci sarà una vera pace nell’ex Jugoslavia finché imputati di crimini così gravi non saranno assicurati alla giustizia»
«La Stampa», 11 luglio 1997[p.7]
Giuseppe Zaccaria, Ucciso dagli inglesi l’ex capo della polizia di Prijedor, preso un responsabile dei lager serbi. La Norimberga di Bosnia, capitolo finale. La NATO a caccia di criminali, Zaradzic e Mladic nel mirino; Due curriculum di sangue; Ingrid Badurina, Come vivono i «wanted». Il leader barricato, il boia al mare. La residenza di Pale è difesa da mine. Centinaia di uomini vigilano nei boschi
«La Stampa», 12 luglio 1997[p.11]
Giuseppe Zaccaria, Europa e Clinton approvano il blitz contro i serbi, per Eltsin è «un’azione da cow-boys». La NATO: in Bosnia la caccia continua. «Arresteremo tutti i criminali di guerra che troveremo»; (AdnKronos), Montenegro. L’uomo di Belgrado espulso dal partito
«Il Foglio», 11 luglio 1997 [p.1]
Cosa si muove nei Balcani. Dopo il monito di Clinton la NATO va a caccia dei criminali di guerra. Un morto e un arresto. L’ordine di cattura dei due ricercati è giunto direttamente dai vertici dell’Alleanza. Prova generale per Karadzic
Consiglio dei ministri: approvato un finanziamento di 1.000 miliardi per l’occupazione giovanile al Sud e di alcune aree del Centro-Nord. Il piano prevede: il 60% dei fondi per «borse di lavoro» e il 40% per progetti di pubblica utilità.
«l’Unità», 12 luglio 1997[p.2]
Finanzieranno borse di lavoro e progetti di pubblica utilità. Mille miliardi stanziati dal Governo per l’occupazione giovanile nel Sud; Il Piano giovani [scheda]
Consiglio dei ministri: approvato l’invio di 500 soldati di leva in Campania, nell’ambito della operazione denominata «Partenope 2», per il mantenimento dell’ordine pubblico. I militari arriveranno a Napoli il 14 luglio.
«l’Unità», 12 luglio 1997 [p.11]
Mario Riccio, Il Consiglio dei ministri vota il decreto Napolitano: «Niente blindati, i militari vigileranno le sedi istituzionali. Via all’operazione «Partenope 2». Lunedì l’esercito entra a Napoli; Paolo Mondani, Brutti: «Sbagliate le ostentazioni di forza. Ma saremo pronti a difenderci» [intervista a Massimo Brutti]; Bassolino: «Una decisione positiva»; Veltroni: «Non sarà una città blindata»; m. r. (Mario Riccio), La rivelazione dopo l’arresto di una delle vittime designate arrestato mercoledì scorso. Nove morti in tre mesi per una minigonna. In Campania la faida tra due clan camorristi
«La Stampa», 12 luglio 1997[p.15]
Francesco Grignetti, La missione costerà 7 miliardi: coinvolti i reggimenti di Bari, Salerno e Caserta. Contrario Del Turco. Contro la camorra, 500 soldati. Il Governo: a Napoli da dopodomani
Consiglio dei ministri: approvato un piano straordinario per l’occupazione nelle regioni dell’Italia meridionale. Il piano prevede uno stanziamento di 1.000 miliardi per creare 100 mila posti di lavoro in favore di giovani fra i 21 e 32 anni.
Varati anche provvedimenti in materia fiscale fra cui riordino dell’IVA, abolizione di alcune agevolazioni in favore di agricoltura ed editoria e l’impossibilità di avere agevolazioni in favore di imprese e società per beni non strettamente legati all’attività imprenditoriale. Rintrodotta dal 1° luglio 1998 la tassazione sui capitali.
A Milano, il giudice Antonio Lombardi emette un mandato di cattura a carico di Carlo Maria Maggi, Francesco Neami, Giorgio Boffelli, per concorso nella strage di via Fatebenefratelli del 17 maggio 1973.
Hebron – Betlemme
13 luglio: ancora scontri in Cisgiordania fra dimostranti palestinesi e forze armate israeliane. A Hebron i militari hanno sparato proiettili di gomma ferendo sette dimostranti e quattro giornalisti. Scontri alla periferia di Betlemme, a Jebel Abu Ghneim, la collina fra Gerusalemme e Betlemme dove Israele sta costruendo il rione ebraico di Har Homà. Il premier israeliano Netanyahu accusa l’Autorità palestinese (ANP) di fomentare le dimostrazioni e non interviene per prevenirle.
14 luglio: all’ONU seduta straordinaria dell’Assemblea Generale richiesta dall’Egitto per espellere Israele. La sessione fa seguito all’Assemblea di emergenza di aprile sul quartiere di Har Homa a Gerusalemme conclusasi con una mozione di condanna.
«l’Unità», 14 luglio 1997 [p.6]
Il premier israeliano minaccia i palestinesi. Israele, scontri a Hebron. E i coloni chiedono
a Netanyahu la testa di Mordechai
«La Stampa», 14 luglio 1997[p.7]
(Ansa- Agi), Feriti 11 dimostranti palestinesi. Gli ultrà ebraici di fronte all’ufficio del premier: ci vuole il pugno di ferro. Battaglia a Hebron e Betlemme. Netanyahu: «Basta o la pagherete cara»; Fiamma Nirenstein, Una guerra diplomatica. All’ONU la mozione della vergogna. Domani si vota la proposta di espellere Israele
Francia
Il presidente della Repubblica Jaques Chirac, nella tradizionale intervista televisiva in occasione della Festa per la presa della Bastiglia, richiama il Governo al rispetto dei parametri di Maastricht avendo la Francia toccato il 3% deficit- PIL. Si tratta della prima uscita ufficiale di Chirac da quando è iniziata la coabitazione con il Governo del socialista Lionel Jospin.
«l’Unità», 15 luglio 1997 [p.6]
Enzo Castellano, Il presidente chiede il rientro nei parametri: «Oggi siamo oltre il 3% deficit-Pil»
Chirac richiama Jospin: «Maastricht va rispettata». Il richiamo dell’Eliseo nel giorno delle celebrazioni del 14 luglio: «L’Europa è l’interesse della Francia. Se avessimo proseguito nello sforzo, continuando nelle privatizzazioni, avremmo raggiunto il 3%»
Algeria
Attentato nel mercato di Baraki ad Algeri. L’esplosione di un ordigno provoca 21 morti e 40 feriti. L’attentato è attribuito al Gruppo islamico armato (GIA).
«l’Unità», 15 luglio 1997 [p.6]
Umberto De Giovannangeli, Una bomba esplode alle 11 in uno dei suk più popolari della città. Algeri, strage al mercato. Muoiono 21 persone. Al momento dell’esplosione il posto era pieno di donne e bambini. 40 i feriti. Nonostante la sconfitta politica il GIA continua a colpire la capitale
USA
La Commissione per la revisione delle pene nega la libertà vigilata a Silvia Baraldini, detenuta nel carcere di Danbury che sconta una condanna a 43 anni per cospirazione, attività terroristica e complicità nella evasione del leader delle «Pantere Nere» Ashata Shakur avvenuta nel 1979. Gli USA, nonostante la mobilitazione dell’opinione pubblica italiana, si sono sempre opposti all’estradizione della Baraldini che si è dichiarata estranea a fatti di sangue.
Roma, Rosy Bindi, a proposito dell’indulto ai detenuti politici, si dichiara contraria a «provvedimenti di carattere generale nei confronti degli anni di piombo» e chiede che si proceda a valutazione caso per caso.
Il Governo, in vista della legge Finanziaria per il 1988, incontra i sindacati e la Confindustria sulla riforma dello Stato sociale e del sistema previdenziale. L’esecutivo punta ad un risparmio di circa 5 mila miliardi attraverso disincentivi sulle pensioni di anzianità, estensione a tutti i lavoratori del metodo contributivo e l’unificazione dei diversi regimi previdenziali. Questa prima fase della trattativa di concluderà negativamente il 29 luglio per la posizione critica della Confindustria. Riprenderà alla fine di agosto.
A Miami è assassinato lo stilista Gianni Versace.
< Seduta precedente Legge 249/1997- Camera 9 luglio 1997
Camera dei deputati: seguito della discussione e approvazione con modificazioni
della legge sull’emittenza televisiva, approvata dal Senato il 22 maggio 1997. Il testo torna al Senato che liquiderà definitivamente il provvedimento il 29 luglio 1997.
Seduta n.229 - 15 luglio 1997 video della seduta
Seduta n.230 - 16 luglio 1997 video della seduta
Seduta successiva Legge 249/1997- Senato 23-29 luglio 1997 >
Antonio Di Pietro in un comunicato annuncia di accettare la candidatura nella lista dell’Ulivo nel collegio del Mugello, in provincia di Firenze, nelle elezioni suppletive del Senato che si svolgeranno in autunno per sostituire Pino Arlacchi (PDS) che il 31 agosto lascerà il seggio senatoriale per l’incarico di responsabile dell’ONU per la lotta alla criminalità organizzata.
Decisione che suscita le perplessità di Rifondazione comunista e dei Verdi.
Unione Europea
Al termine di un vertice che si svolge a Innsbruck con i cancellieri tedesco Helmut Kohl e austriaco Viktor Klima, Romano Prodi annuncia che l’Italia insieme all’Austria entrerà a far parte dei Paesi dell’Unione Europea tra i quali sono aboliti i controlli di frontiera come previsto dell’accordo di Schengen al quale dal 1995 aderiscono già Francia, Germania, Belgio, Olanda, Lussemburgo, Spagna e Portogallo. I controlli negli aeroporti saranno aboliti dal 27 ottobre 1997 e dal 1°aprile nei varchi di frontiera.
Il Consiglio dei ministri vara il disegno di legge sulle scuole private. Il testo prevede che le scuole private possano entrare come «scuole paritarie» nel sistema scolastico a condizione di rispettare alcuni requisiti (strutture, programmi e qualificazione dei docenti) e riceveranno contribuiti statali in base al numero degli iscritti. Dissentono dal provvedimento il ministro della Giustizia Giovanni Maria Flick, dell’Ambiente Edo Ronchi e per ragioni finanziare il ministro del Tesoro Carlo Azeglio Ciampi. Critiche da parte di Rifondazione comunista e dei Verdi.
Il Tribunale militare di Roma riconosce l’ex ufficiale nazista Erich Priebke colpevole di complicità nella strage delle Fosse Ardeatine e lo condanna a 15 anni di reclusione di cui 10 condonati per effetto dei vari provvedimenti di indulto adottati nel corso degli anni.
Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia, e altre 37 persone sono indagati dalla magistratura spagnola in merito alla partecipazione di Mediaset nella emittente spagnola Telecinco. Berlusconi è accusato di irregolarità fiscali e di violazione della legge spagnola sulle telecomunicazioni che vieta di possedere più del 25% di ogni emittente. Mediaset formalmente partecipa a Telecinco con il 25% ma secondo l’accusa controllerebbe attraverso società fantasma il 50%. Dura reazione di Berlusconi che sostiene che dietro le accuse della magistratura spagnola vi sia la mano di Mani Pulite.
Albania
Il presidente uscente Sali Berisha, preso atto della sconfitta subita nelle elezioni del 29 giugno e del successivo ballottaggio del 6 luglio, si dimette. Il 24 è eletto, con 110 voti su 155, presidente il segretario del Partito socialista Rexhep Mejdani. Il 25 luglio Fatos Nano assume la carica di primo ministro al posto del premier uscente Baskim Fino.
«l’Unità», 25 luglio 1997 [p.7]
Il Parlamento elegge Mejdani presidente della Repubblica al posto di Berisha. E lui subito nomina Nano premier. Albania, Mejdani-Nano il nuovo duo. Sì di Bertinotti a proroga missione. Inizia il nuovo corso socialista a Tirana. Il neo presidente del Consiglio annuncia che presto sarà votata una nuova Costituzione. Finisce lo stato di emergenza. In Italia Rifondazione vota in Senato a favore di una proroga di 45 giorni della missione Alba; M. M. (Mauro Montali), Ranieri: si sta aprendo
una pagina nuova. Il sostituto di Berisha è un grande intellettuale [intervista a Umberto Ranieri]
«La Stampa», 24 luglio 1997 [p.9]
Vincenzo Tessandori, Il presidente mantiene la promessa di andarsene. Valona in festa, mezz’ora di spari in aria. Berisha si dimette, «resterò deputato». Albania, si apre l’era socialista; La caduta del presidente (crono); v. tess., «Finalmente si è arreso». Esultano i nemici dell’ex leader
«La Stampa», 25 luglio 1997 [p.10]
Antonella Rampino, Bertinotti: ma D’Alema non si illuda, lo facciamo solo perché i soldati stanno tornando. Rifondazione ci ripensa e vota la missione Alba; (Ansa-Agi), Mejdani è presidente. Fatos Nano designato presidente
«La Stampa», 26 luglio 1997 [p.8]
Vincenzo Tessandori, Scia di sangue dopo l’insediamento di Nano. Albania, venti morti nella notte dei fuochi. E la Grecia rimpatria in massa gli emigrati (anche quelli regolari)
Algeria
A Hattaba, a sud ovest di Algeri, sono uccisi 40 militanti del Gruppo islamico armato fra cui il loro capo riconosciuto Antar Zouabri su cui il Governo algerino aveva posto una taglia da cento milioni di lire.
«l’Unità», 25 luglio 1997 [p.7]
Umberto De Giovannangeli, Dopo una settimana di combattimenti il governo annuncia: eliminato Antar Zouabri, ricercato numero 1. Algeria, battaglia nella città sotterranea del GIA. L’esercito uccide il capo degli integralisti islamici. Su di lui una taglia da cento milioni di lire. Ma una telefonata smentisce; U. D. G., I mille irriducibili di Allah
«l’Unità», 26 luglio 1997 [p.2]
U.D.G. (Umberto De Giovannangeli), Ieri un nuovo massacro: sgozzati 34 civili. Algeria, gli integralisti smentiscono il governo. «Il nostro capo è vivo e combatte con noi»
«La Stampa», 25 luglio 1997 [p.11]
(Ansa), Zouabri, asserragliato con i suoi uomini in una galleria di epoca romana, morto in una feroce battaglia. Algeria, l’esercito uccide il capo dei killer di Allah; Domenico Quirico, La svolta del regime. Il piano segreto di Zeroual. «Riportare gli islamici alla politica»
Processo Andreotti. Nell’aula bunker del carcere romano di Rebibbia depongono Giovanni Brusa, ex numero due di Cosa Nostra, e il fratello Enzo. Brusa afferma che esisteva un piano di Cosa Nostra per fargli rilasciare dichiarazioni compromettenti sul presidente della Camera Luciano Violante (PDS) in modo da rendere non credibili le rivelazioni di tutti i pentiti e quindi anche quelle degli accusatori di Giulio Andreotti.
Enzo Busca, a sua volta, rivela di essere stato a conoscenza all’epoca del maxi processo celebrato a metà degli anni Ottanta dell’intenzione di Andreotti di incontrare il boss mafioso Salvatore Riina.
Il 29 luglio, Giovanni Brusa afferma che le uccisioni di Salvo Lima, europarlamentare DC, e del giudice Giovanni Falcone avvenute rispettivamente nel marzo e nel maggio del 1992 furono decise dalla mafia per impedire l’elezione a presidente della Repubblica di Andreotti e punirlo così per il decreto cosiddetto «salva processi» che aveva impedito la scarcerazione per decorrenza dei termini di custodia cautelare di molti boss mafiosi.
< Seduta precedente Legge n.249/1997 - Camera 9-16 luglio 1997
Senato della Repubblica-Commissione Lavori pubblici, comunicazioni: approvata in via definitiva la legge sul nuovo assetto del sistema radiotelevisivo. La legge stabilisce che nessun soggetto potrà possedere più del 20% delle reti nazionali e raccogliere più del 30% delle risorse provenienti dal canone e dalla pubblicità. Previsto un periodo transitorio durante il quale la RAI e Mediaset potranno tramettere con le reti attuali, al termine una rete RAI non potrà avere pubblicità e una rete Mediaset trasmetterà via satellite. La durata di tale periodo sarà decisa dall’Autorità nazionale per le telecomunicazioni che vigilerà sulle norme antitrust, assegnerà le frequenze. L’Autorità nazionale per le telecomunicazioni sarà composta da un presidente nominato dal Governo e 8 membri designati dal Parlamento.
8ᵃ Commissione Lavori pubblici, comunicazioni
Stenografico n.18 - 23 luglio 1997
Discussione e rinvio
Stenografico n.20-29 luglio 1997
Discussione e approvazione
Senato della Repubblica: approvata in via definitiva a larga maggioranza, con la sola astensione di Rifondazione comunista, la riforma dell’artico 513 del codice di procedura penale che considera utilizzabili nei processi le dichiarazioni rese in istruttoria solo se confermate nel corso del pubblico dibattimento.
«Gazzetta ufficiale», 11 agosto 1997, n. 186
p.51-53- Legge 7 agosto 1997, n. 267
Modifica delle disposizioni del codice di procedura penale in tema di valutazione delle prove;
p.53- Lavori preparatori;
p.53-55- Note
«Il Foglio», 1° agosto 1997 [p.3]
Editoriali, Il Polo non c’è ma sul 513 vince
Bicamerale: presentati gli emendamenti. Trentamila proposte di modifica al testo della Commissione. 15 scatoloni pieni di emendamenti. Restano irrisolti i nodi dell’elezione del premer e della Giustizia.
«l’Unità», 31 luglio 1997 [p.6]
P.C. (Pasquale Cascella), Trentamila proposte di modifica al testo della commissione ieri alla scadenza dei termini: 650 da Polo e Ulivo. Bicamerale, stop agli emendamenti. Irrisolti i nodi giustizia e premier. 40 proposte della SD per definire il federalismo e accentuare il carattere del «semipresidenzialismo temperato». Mussi: «Fini e Berlusconi hanno un tic quando parlano di D’Alema e Di Pietro...». Il PPI per maggiori poteri al capo del governo; 15 scatoloni pieni di... emendamenti
Gerusalemme: due kamikaze si fanno esplodere in un mercato nel centro della città. L’azione è rivendicata da Hamas. L’attentato provoca 15 morti e oltre 150 feriti. Cordoglio da tutto il mondo e dallo stesso Yasser Arafat. In Cisgiordania e nella striscia di Gaza la polizia palestinese compie rastrellamenti fra i militanti delle organizzazioni estremistiche islamiche. Nonostante ciò Israele accusa l’autorità palestinese di non contrastare con efficacia il terrorismo e ordina la chiusura dei territori della Cisgiordania e della striscia di Gaza e non esclude che l’esercito possa compiere azioni antiterrorismo nella cosiddetta zona A, zona che secondo gli accordi di pace è sottoposta alla giurisdizione palestinese.
«l’Unità», 31 luglio 1997 [pp.1-3]
p.1- Umberto De Giovannangeli, Due uomini-kamikaze si erano imbottiti di tritolo. L’attentato rivendicato da Hamas. Atroce strage a Gerusalemme. 15 morti e 156 feriti al mercato. Le esplosioni sono avvenute a pochi minuti di distanza l’una dall’altra: ed è stato subito massacro. Israele ha subito imposto la chiusura totale dei Territori. Clinton: il processo di pace non si ferma;
p.2- Rinviata la missione del mediatore USA che oggi doveva incontrare Arafat e Netanyahu. Clinton ferma l’inviato Ross. Il mondo in lutto per l’attentato. La Casa Bianca: il terrorismo si sconfigge con la pace; Gli eccidi compiuti negli ultimi dieci anni; U.D. G., Mozione di sfiducia in Parlamento. La promessa di Arafat: «Punirò i ministri colpevoli di corruzione» ma lo scandalo si gonfia; Il dolore
del Papa: «Violenza cieca»;
p.3- Umberto De Giovannangeli, Le esplosioni tra le bancarelle all’ora di pranzo: 157 feriti. Il leader palestinese condanna l’attentato. Strage al mercato di Gerusalemme. Due kamikaze tra la folla, 14 morti. Netanyahu chiude i Territori: «Ora Arafat arresti i terroristi»; Simone Tedeschi, I racconti:
«Ho visto un bimbo perdere una gamba...»; U.D.G, Elias Freji, ministro palestinese: «Vogliono fermare il negoziato» [intervista a Elias Freji]; U.D.G., Yael Dayan, deputata israeliana: «Al dialogo non c’è alternativa» [intervista a Yael Dayan]
Il presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, esprimendo cordoglio per l’attentato compiuto a Gerusalemme critica duramente la politica del Governo israeliano e definisce la costruzione degli insediamenti ebraici nella zona araba un atto contrario al processo di pace. Una posizione contestata dal portavoce del Governo israeliano e dalle comunità ebraiche italiane che la considerano ingiustificata.
«l’Unità», 2 agosto 1997 [p.5]
Umberto De Giovannangeli, Il premier israeliano avverte: se i palestinesi non garantiscono la sicurezza salta la pace. Netanyahu sfida Arafat: «Arresti subito i terroristi». E per la strage al mercato spunta la pista iraniana; Anna Di Lellio, Massima allerta nella città statunitense. Le bombe di New York, la polizia non ha dubbi e punta il dito contro i terroristi di Hamas; U.D.G., Crisi nell’ANP. Dimissioni in massa dei ministri; Proteste a Roma davanti sede OLP di giovani ebrei; U.D.G., L’ambasciatore israeliano a Roma: i terroristi non hanno bisogno del pretesto degli insediamenti per colpire. «E’ una strage integralista contro il dialogo». Yehuda Millo: «L’Europa è guidata nella sua azione dagli interessi economici col mondo arabo, per lei Israele è una variabile secondaria» [intervista a Yehuda Millo]
«La Stampa», 1°agosto 1997 [pp.1-3]
p.1- Titolo: Il presidente: «Gli insediamenti un atto di guerra». Imbarazzo a Gerusalemme. Retata di Hamas in Cisgiordania. Scalfaro: «Anche Israele ha sbagliato». Netanyahu scatena la caccia ai Killer. Allarme bomba a New York;
p.1-p.3- Abraham Yehoshua, Come uscirne;
p.2- r. r., Il presidente: parlo da amico. Prima replica di Israele: come può paragonarci ai terroristi? Scalfaro, dopo il dolore le critiche. «Anche Netanyahu ha sbagliato con gli insediamenti»; (Ansa), Israele «L’UE ci ha offesi»; Franco Pantarelli, Allarme terrore a New York. Sorpresi e arrestati tre arabi con bombe; Arafat: colpirò i corrotti. Ma la sua Tangentopoli s’allarga. Puliti solo quattro ministri su 24; «Americani, attenti». Monito del diaprtimento di Stato «Ci sono rischi di altre violenze»;
p.3- Aldo Baquis, Israele starebbe preparando un vasto blitz contro gli islamici. Arafat: ci ha dichiarato guerra. Netanyahu: colpiremo anche nei territori. Allarme dai servizi: «Ci sono altre bombe umane»; d. cot., I kamikaze di Allah. Arruolati nelle moschee e addestrati a odiare; Fiamma Nirenstein, Gli scenari di Yasser. Arafat e i suoi all’esame di Hamas. Se non ferma gli assassini perde ogni credibilità
«La Stampa», 2 agosto 1997 [pp.1-3]
p.1- Titolo: Amarezza nelle comunità ebraiche per le dichiarazioni del Presidente. «Nessuna colpa per la strage». Israele: ma non polemizziamo con Scalfaro;
p.2- r. r., Diffusa a Roma una nota del ministero degli Esteri. L’imbarazzo della comunità ebraica. «La strage va condannata senza riserve». L’ambasciata israeliana: ma non è una replica a Scalfaro; Franco Pantarelli, La mediazione americana. Clinton mette in campo anche la Albright;
p.3- Aldo Baquis, Netanyahu: dobbiamo prosciugare la palude da cui sono partiti quegli insetti assassini. Pista iraniana per la strage al mercato. Gli 007: patto omicida fra Teheran e la Jihad islamica; Jean Pierre Perrin, I registi del terrore. «Così uccideremo la pace di Arafat». Uno dei capi di Hamas: la nostra strategia [intervista a Nizar Ramadan]; f. p., «Volevamo far saltare New York». Confessa un terrorista: l’obiettivo era il metrò
Camera dei deputati: ratificata, dopo quasi un anno, la decisione della Giunta per le autorizzazioni a procedere di accogliere la richiesta della Procura di Napoli di procedere per corruzione contro L’ex esponente DC ed ex ministro Paolo Cirino Pomicino. Per quanto riguarda i pagamenti effettuati dalle ditte impegnate nei lavori della metropolitana i giudici potranno procedere per il solo reato di finanziamenti illeciti per il quale Cirino Pomicino sarà condannato a 2 anni di carcere e 300 milioni di multa.
Polemica aperta fra Berlusconi e Alleanza nazionale. Scambio di accuse reciproche.
«La Stampa», 1° agosto 1997 [p.1-pp.5-6]
p.1- «Se non ci fosse AN farei nuove alleanze». La replica: per colpa sua Di Pietro con l’Ulivo. Lite nel Polo, Berlusconi contro Fini. Il «513» è legge. Il Quirinale frena l’indulto;
p.1-p.6- Editoriale, Sergio Romano, Le radici della crisi;
p.1-p.5- Augusto Minzolini, Colpi di sole;
p.5- Maria Teresa Meli, AN: «Il Polo manca di iniziatica politica». In serata chiarimento telefonico tra i due leader. «Senza Fini conquisterei il centro». Berlusconi attacca: mi mette i bastoni tra le ruote; Guido Tiberga, Il «colonnello» di AN. Gasparri: pensi a Di Pietro. «Non è certo per noi che ha scelto l’Ulivo» [intervista a Maurizio Gasparri]
PDS- Sindacati: si svolge un incontro sui problemi dell’occupazione al Sud. Presenti tutti i ministri del PDS. È scontro con la CGIL su salario d’ingresso e stato sociale. Si ripropongono, in forme diverse, le questioni che hanno caratterizzato lo scontro D’Alema- Cofferati al Congresso.
«l’Unità», 2 agosto 1997 [p.13]
Edoardo Gardumi, L’esponente della Quercia ritiene che si debba discutere dell’argomento «senza chiusure ideologiche». Salari di ingresso nel Mezzogiorno. Duro scontro tra Cofferati e Turci. Il segretario CGIL: «Non si crea lavoro violando i contratti nazionali»
«La Stampa», 2 agosto 1997 [p.1-p.10-p.15]
p.1-Titolo: La Quercia rompe un tabù sindacale per creare posti di lavoro al Sud. Di Pietro applaudito alla Festa dei Verdi. Salari flessibili, strappo fra Cofferati e PDS. Il Governo: chiudere a settembre il capitolo pensioni. Il sindacato: no;
p.1-p.10- Massimo Giannini, La storia rovesciata;
p.15-Roberto Ippolito, Un vertice con D’Alema e i ministri alle Botteghe Oscure ripropone lo scontro del Congresso. Turci: i salari d’ingresso. Il leader CGIL: non se ne parla. D’Antoni applaude: «Finalmente ci danno ragione»; r. e. s., Braccio di ferro sul welfare. Micheli: settembre decisivo. I sindacati: niente diktat; L’Italia dei senza lavoro. Disoccupazione. Così per area geografica [dati e mappa]
«La Stampa», 3 agosto 1997 [p.17]
Paolo Patruno, Anche Salvi smorza le polemiche. E la CSIL insiste: al Sud è questa la strada. Il PDS cerca la pace con la CGIL. Turci: ma sui salari flessibili non cambiamo idea; p. pat. (Paolo Patruno), Larizza: sto con Cofferati i minimi non si toccano
Domenico Fisichella, vicepresidente del Senato e presidente dell’Assemblea di Alleanza Nazionale (AN) in una intervista a «l’Unità» denuncia la crisi di leadership e di strategia che sta attraversando il Polo. Analogo giudizio è espresso dai centristi dei Cristiani democratici uniti (CDU) di Rocco Buttiglione e del Centro cristiano democratico (CCD) di Pierferdinando Casini.
«l’Unità», 2 agosto 1997 [p.1-p.3]
p.1- Editoriale, Piero di Siena, Ci sono due destre e sommandosi si indeboliscono;
p.3- Paola Sacchi, Intervista al presidente dell’Assemblea nazionale di AN sulla crisi dei rapporti nel centrodestra. Fisichella: «Non si capisce più chi svolge la leadership nel Polo». «Nell’Ulivo non c’è solo Prodi, ci sono D’Alema e Marini…». «La guida collettiva del centrodestra va istituzionalizzata per capire da dove vengono le decisioni e con chi sono state discusse». Un’altra Fiuggi? «Non serve né Fiuggi né Chianciano [Intervista a Domenico Fisichella]; Roberto Roscani, Dopo il giorno delle polemiche e dei fulmini il leader del centrodestra cerca di gettare acqua sul fuoco. Berlusconi smorza: «Sono solo nuvole d’agosto». Ma i centristi insistono: «Siamo senza strategia». Buttiglione sarcastico: «Non c’è uno scontro sulla politica del Polo, perché il Polo non ne ha nessuna». E Casini aggiunge: «Non ci saranno ribaltoni, questo Governo è destinato a durare. Ci aspetta una lunga marcia e serve iniziativa. La giustizia è importante ma da sola…»; Roberto Carollo, Panebianco, Romano, Veneziani, con sfumature diverse, ma opinioni concordanti. I politologi: sì è crisi di leader e di programmi. «Il nano sulle spalle del gigante». «Il conflitto d’interesse rappresenta una palla al piede». «Il ruolo del capo dopo una sconfitta elettorale»
Repubblica serba di Bosnia
La Repubblica serba di Bosnia chiede al Tribunale sui crimini di guerra della Aja di processare Karadzic a Pale, quindi nel territorio nazionale. Il procuratore dell’Aja si dichiara disponibile ad esaminare la proposta.
«l’Unità», 2 agosto 1997 [p.6]
Marina Mastroluca, Il presidente del Tribunale sui crimini di guerra Antonio Cassese: «La Corte non si sposta». Pale invita i giudici dell’Aja. «Karadzic processatelo qui». Momcilo Krajisnik propone di svolgere nella Repubblica Serpska l’inchiesta sulle accuse di genocidio rivolte al leader serbo-bosniaco, dopo le minacce di esclusione dagli aiuti internazionali
«La Stampa», 2 agosto 1997 [p.8]
Ingrid Badurina, Apertura del nuovo uomo forte serbo-bosniaco Krajisnik al tribunale dell’ONU. «Processate Karadzic a Pale». «Se lui non collaborasse? Perderebbe l’appoggio del popolo». Il procuratore dell’Aja: «Pronti ad esaminare la proposta»
Dopo la strage al mercato, il premier israeliano Netanyahu avverte Arafat: se i palestinesi non garantiscono la sicurezza salta la pace. Chiede al leader palestinese di arrestare subito i terroristi. Si aggrava la crisi dell’Autorità nazionale palestinese (ANP). Dimissioni in massa dei ministri.
«l’Unità», 2 agosto 1997 [p.5]
Umberto De Giovannangeli, Il premier israeliano avverte: se i palestinesi non garantiscono la sicurezza salta la pace. Netanyahu sfida Arafat: «Arresti subito i terroristi». E per la strage al mercato spunta la pista iraniana; U. D.G., Crisi nell’ANP. Dimissioni in massa dei ministri; Proteste a Roma davanti la sede OLP di giovani ebrei; U.D.G, L’ambasciatore israeliano a Roma: i terroristi non hanno bisogno del pretesto degli insediamenti per colpire. «È una strage integralista contro il dialogo». Yehuda Millo: «L’Europa è guidata nella sua azione dagli interessi economici col mondo arabo, per lei Israele è una variabile secondaria» [intervista a Yehuda Millo]; Anna Di Lellio, Massima allerta nella città statunitense. Le bombe di New York, la polizia non ha dubbi e punta il dito contro i terroristi di Hamas
«l’Unità», 4 agosto 1997 [p.7]
Israele blindata per il pericolo di nuovi attentati degli integralisti di Hamas. Netanyahu attacca Arafat «Sei responsabile del terrore». Il premier israeliano minaccia di stracciare tutti gli accordi di pace se il presidente palestinese non si impegnerà a combattere le cellule terroristiche nei territori sotto controllo dell’ANP; Vittima della strage respinta dai cimiteri; Hebron. Ucciso un palestinese
«La Stampa», 3 agosto 1997 [p.9]
Maurizio Molinari, «Via libera» dal Governo alla costruzione di 3650 appartamenti a Gerusalemme Est. Israele, il TG lancia l’allarme bomba. La speaker: evitate i luoghi affollati. Il ministro della Difesa «Abbiamo le prove che l’ANP è coinvolta nella campagna del terrore». Arafat: ci avete dichiarato Guerra; m. mo., Corruzione e sperperi per 580 miliardi di lire in due anni. I Territori senza Governo. Si dimettono 16 ministri palestinesi. Arafat costretto al rimpasto anche dalle proteste dei Paesi donatori
«La Stampa», 4 agosto 1997 [p.7]
Maurizio Molinari, Mentre il leader palestinese denuncia all’ONU «la dichiarazione di guerra di Israele». Netanyahu: l’accordo di Oslo in pericolo. «Carta straccia se Arafat non elimina il terrorismo»; m. mo, Gli ultrà di Ramallah «Scalfaro nostro eroe»
Il presidente del Consiglio, Romano Prodi, incontra a Bologna il primo ministro inglese Tony Blair che sta trascorrendo le vacanze in Toscana. Nel corso del colloquio Prodi invita Blair a superare la contrarietà all’Unione europea. Il Governo inglese infatti non intende aderirvi, almeno in una prima fase.
«La Stampa», 3 agosto 1997 [p.6]
Guido Tiberga, Il laburista e il capo del Governo. Prodi e Blair: amici divisi dall’Europa. «Ma su economia e politica siamo più vicini
Sandro Curzi, ex direttore del TG3 e del telegiornale di Telemontecarlo annuncia di accettare la candidatura che gli è stata offerta da Rifondazione nelle elezioni suppletive del Senato nel collegio del Mugello previste per l’autunno e dove è già prevista la canditura nella lista dell’Ulivo dell’ex magistrato Antonio Di Pietro.
«l’Unità», 4 agosto 1997 [p.1-p.4]
p.1- Titolo: Il segretario di RC: «Vogliamo fermare da sinistra il plebiscito per l’ex magistrato». Rifondazione contro Di Pietro nel Mugello. Bertinotti chiama Curzi per sfidare l’ex pm. Il giornalista conferma i contatti: «Ci sto pensando. Molti amici dell’ex PCI e militanti del PDS della Toscana
mi stanno chiedendo di candidarmi. Non nascondo di essere emozionato per queste sollecitazioni»;
p.4- Gabriella Mecucci, L’ex direttore del TG3 messo in campo da Bertinotti contro l’ex pm di Mani Pulite nel Mugello. Curzi sfida «da sinistra» Di Pietro. «Sarò il candidato di Rifondazione». «Stimo il magistrato, ma non sono d’accordo con la sua candidatura nel collegio toscano. Lui dice di detestare la politica, di non essere di destra, né di sinistra». «Sto ancora riflettendo sulla proposta. Ma se lui si ritira, anch’io mi faccio da parte»; Urso (AN): così l’ex Pm blocca l’alternanza; Vladimiro Frulletti, Intervista al parlamentare Federico Orlando «L’ex pm nell’Ulivo scelta irreversibile». «Non pensiamo a fare un partito di tipo tradizionale ma un movimento sul modello dell’UDR francese» [intervista a Federico Orlando]; Paola Sacchi, Il leader di RC: dal Mugello chiedevano un nome forte
Bertinotti: «Non potevamo piegare la testa. Sandro è l’alternativa a una scelta insensata». «Non siamo noi che sfidiamo D’Alema e l’Ulivo, il guanto di sfida ce l’hanno lanciato loro con una candidatura inaccettabile». «Di Pietro ministro era un conto, ma senatore progressista che senso ha?» [intervista a Fausto Bertinotti]
«La Stampa», 4 agosto 1997 [p.1-p.4]
p.1- Titolo: L’ex direttore del TG3 forse in campo al Mugello per PRC: «Me l’ha chiesto Fausto, potrei dirgli di sì». Curzi si candida: «Sarò io l’anti- Di Pietro». D’Alema contro Bertinotti: è inaffidabile, non può stare al Governo;
p.4- Titolo: Il segretario di Rifondazione chiede la disponibilità all’ex direttore del TG3: «Se la base mi vuole, sono qui»; Guido Tiberga, Curzi, un «rosso» contro Di Pietro. «Lo faccio solo per evitare un plebiscito» [intervista a Alessandro Curzi]; Alessandro Mondo, Il ritratto. Dal video alla piazza. Il «compagno scomodo» torna sulle barricate; Raffaella Silipo, «È il vecchio Kojak che ha colpito ancora»
Massimo D’Alema, alla Festa de «l’Unità» di Gallipoli, ricordando che Rifondazione comunista sull’Albania nell’ aprile ha rischiato di far cadere il Governo giudica Fausto Bertinotti, segretario di Rifondazione comunista, «inaffidabile» ed esclude una possibile partecipazione di RC all’esecutivo. A sua volta Bertinotti, replica accusando il segretario del PDS di autoritarismo e di «volersi circondare solo di servi»
«La Stampa», 4 agosto 1997 [p.5]
u.m., Il leader della Quercia: non dimentico che sull’Albania ha rischiato di far cadere Prodi. D’Alema: Bertinotti? È inaffidabile. E per Rifondazione nel Governo le porte sono chiuse; Antonella Rampino, La replica dei comunisti. «Caro Massimo, tu vorresti circondarti solo di servi» [intervista a Fausto Bertinotti]; Francesco Grignetti, Gli ostacoli dell’Ulivo. «I litigi Berlusconi-Fini? Tutto vero, ma con il Polo è possibile un rapporto politico, la Lega invece è autistica». Bogi: un autunno caldo per la maggioranza. «Bicamerale e Finanziaria metteranno alla frusta i ministri» [intervista a Giorgio Bogi]
Iran
Mohammad Khatami, eletto il 24 maggio, assume la carica di presidente della Repubblica dell’Iran. Il mandato presidenziale gli è conferito dalla guida spirituale dell’Iran, a cui è sottoposto lo stesso presidente, l’ayatollah Seyed Ali Khamenei succeduto nel 1989 al leader della rivoluzione del 1979 l’ayatollah Ruhollah Khomeini. Presente alla cerimonia l’ex presidente Hashemi Rafsanjani che ha ricoperto l’incarico dal 1989. Khatami, considerato un moderato, nel suo discorso di insediamento afferma di voler perseguire una politica di pace e di volersi opporre alle volontà egemoniche delle grandi potenze. Il mandato presidenziale gli è conferito dall’ ayatollah Seyed Ali Khamenei succeduto nel 1989 al leader della rivoluzione del 1979 l’ayatollah Ruhollah Khomeini. Guida spirituale a cui in Iran è sottoposto lo stesso presidente è l’ ayatollah Seyed Ali Khamenei succeduto nel 1989 al leader della rivoluzione del 1979 l’ayatollah Ruhollah Khomeini.
«l’Unità», 4 agosto 1997 [p.7]
La scrittrice e poetessa Rahnavard sarà nominta da Kahatami insediato da ieri a Teheran. Una donna vice-presidente in Iran. Il leader fa appello alla solidarietà e alla cooperazione della popolazione, ma evita il tema dei rapporti con l’estero
«La Stampa», 4 agosto 1997 [p.8]
(Ansa), Ma la guida spirituale Khamenei ammonisce: «Il rigore islamico non verrà allentato». Insediato Khatami, una donna come vice; Aldo Rizzo, È difficile cambiare il regno di Khomeini
Palestina- Israele.
Messaggio di Arafat al nuovo presidente iraniano Kahatami. Il leader palestinese torna ad attaccare il premier israeliano che ribadisce le sue richieste: consegna dei terroristi e disarmo di Hamas. Raid israeliano nel sud del Libano: uccise con ordigni telecomandati cinque hezbollah.
«l’Unità», 5 agosto 1997 [p.6]
Messaggio del leader dell’Autorità palestinese in occasione dell’insediamento del nuovo presidente iraniano. Arafat nelle braccia di Teheran. «Tutti gli islamici contro Israele». Anche Gerusalemme auspica che la nuova dirigenza dell’Iran scelga una politica di pace e di collaborazione in Medio Oriente. Raid nel sud del Libano: gli israeliani attaccano gli hezbollah e uccidono cinque guerriglieri con ordigni telecomandati; Marcella Emiliani, Il neo leader iraniano un moderato con le mani legate
«l’Unità», 6 agosto 1997 [p.5]
Il capo dell’Autorità palestinese definisce criminali le misure adottate da Israele. Arafat attacca Netanyahu. «Vuole ridurci alla fame». Il premier di Gerusalemme ribadisce le sue richieste: consegna dei terroristi e disarmo di Hamas. Sabato in Medio Oriente l’inviato di Clinton Ross. Peace Now rivela: piano per nuovi insediamenti
Toghe sporche
La Procura della Repubblica di Perugia, nell’ambito dell’inchiesta sui magistrati romani, accusa di corruzione il generale della Guardia di Finanza e direttore della DIA Giovanni Verdicchio che si dimette dall’incarico.
«l’Unità», 7 agosto 1997 [p.1-p.10]
p.1- Titolo: Il generale della Guardia di Finanza Giovanni Verdicchio si è dimesso dall’incarico. Il capo degli investigatori Antimafia indagato per un giro di tangenti. Ad accusare il dirigente è la Procura di Perugia nell’ambito dell’inchiesta sui magistrati corrotti. I giudici avrebbero le prove dei passaggi di denaro quando dirigeva la polizia tributaria;
p.10- Franco Arcuti, Il generale della Gdf Giovanni Verdicchio è coinvolto nell’inchiesta perugina sui magistrati corrotti. Indagato il capo degli 007 antimafia. Accusato di corruzione si dimette. Secondo i pm l’alto ufficiale avrebbe intascato denaro quando era a capo del nucleo di polizia tributaria della Finanza. L’inchiesta riguarda diversi aspetti da quello della maxitangente Enimont a quello dei cosiddetti «Palazzi d’oro»; Paolo Mondani, Il personaggio. Da 20 anni ai vertici delle Fiamme gialle. Sostituì De Gennaro alla guida della DIA scelto in un vertice nella villa di Berlusconi. Nel 1994, sotto il Governo del Polo, fu chiamato a dirigere l’Antimafia di cui era stato vicedirettore operativo. In carriera aveva comandato la legione di Venezia della Gdf e il nucleo centrale di polizia tributaria di Roma; Tangenti Marina l’inchiesta forse a Roma
«l’Unità», 9 agosto 1997 [p.1-p.3]
p.1- Titolo: Il ministro tirato in ballo per incontri con Melpignano, l’uomo chiave delle tangenti
Fantozzi dai giudici per toghe sporche. «Non c’entro, quelle foto sono un’aggressione. Colloquio con Prodi dopo le rivelazioni giornalistiche. Ha spiegato di essere estraneo alla vicenda e di aver solo ricevuto al ministero Melpignano due o tre volte per raccomandarlo e chiedergli un favore;
p.3- Franco Arcuti, Una foto lo ritrae col tributarista coinvolto nell‘ inchiesta «toghe sporche». I magistrati umbri indagano sullo IOR. Il ministro Fantozzi va in Procura per l’incontro con Melpignano. «Non sono indagato, ma vittima di un attacco politico»; No comment di Dini. Gasparri:
si dimetta; Raffaele Capitani, Il presidente dei senatori SD: «Non è ancora un caso politico». Salvi: «Serve la massima trasparenza. E da un ministro dell’Ulivo ancora di più». «Vedo il pericolo di una forma di autoindulgenza che potrebbe ricondurre ad alcuni aspetti da prima Repubblica». «Chi sta al potere deve sempre tenere conto delle richieste di chiarezza, anche quando ha ragione» [intervista a Cesare Salvi]; Maristella Iervasi, Calabrese: era un’iniziativa del «Corriere» senza fondamento. Il direttore del Messaggero: «Ecco perché non ho dato quella notizia...» [intervista a Pietro Calabrese]
«l’Unità», 10 agosto 1997 [p.1-p.3]
p.1- Titolo: S’allarga l’inchiesta di Perugia, coinvolto un commercialista dello studio Melpignano. Toghe sporche, tirato in ballo Caltagirone. Le Fiamme gialle: troppi falsi in bilancio. Resta alto il numero di manager che vìolano l’articolo 2621 del codice civile: nel rapporto presentato dalla
Guardia di Finanza per i primi sei mesi dell’anno sono stati accertati 328 casi;
p.2- Franco Arcuti, Perugia, nuovi clamorosi sviluppi nell’inchiesta denominata «Toghe sporche»
Lo studio Melpignano truccava pure l’IVA. Fra i beneficiari anche Caltagirone. Sotto accusa due commercialisti che avrebbero adottato diversi espedienti per «ridurre» i tributi che dovevano
pagare l’editore e un altro importante cliente. Entrano nell’indagine anche personaggi legati alle FS
«l’Unità», 11 agosto 1997 [p.3]
Paolo Mondani, Risponde alle dure critiche di Angius e a Bertinotti. Berlusconi smentisce la moglie di Melpignano. Caso Fantozzi, è polemica nella maggioranza. Settimana decisiva nelle indagini perugine: martedì sarà interrogato il generale Verdicchio. Il tributarista: «Non sono un burattinaio»;
«La Stampa», 11 agosto 1997[p.1-p.3]
p.1- Titolo: Si allarga la Tangentopoli romana. AN e Rifondazione all’attacco sul «caso Fantozzi». Toghe sporche, altri nomi eccellenti. Andreotti: grazie Prodi. I pm di Palermo: lasciateci lavorare;
p.3- Toghe sporche, maggioranza divisa sulla «segnalazione» di Melpignano per i revisori alla BNL. Il caso- Fantozzi imbarazza anche Dini. Il PDS: spieghi il perché di quella raccomandazione; Francesco Grignetti, Il mondo di Melpignano. «Burattinaio, io? Non ero solo…». Dall’inchiesta ragnatela di contatti eccellenti
La Commissione d’inchiesta sui casi di tortura e di stupro compiuti dai militari italiani nel corso della missione in Somalia, presieduta dall’ex presidente della Corte Costituzionale Ettore Gallo, presenta le sue conclusioni. La Commissione riconosce che si sono compiuti «atti di inciviltà e assoluta barbarie» ma li definisce casi isolati ed esclude ogni responsabilità della Folgore e dei vertici militari. Le conclusioni non convincono la comunità somala a Roma che parla di «inchiesta insabbiata». Dopo qualche giorno il caso torna all’attenzione pubblica per le dichiarazioni di un altro militare.
«l’Unità», 9 agosto 1997 [pp.1-2]
p.1- Toni Fontana, Chiusa l’inchiesta voluta dal Governo: veri lo stupro e la violenza con gli elettrodi
«Somalia, fu razzismo duro». Gallo conferma i casi di torture. Ma il rapporto assolve la Folgore e i capi militari; Editoriale, Marcella Emiliani, Non esiste la modica quantità delle sevizie;
p.2- Toni Fontana, La Commissione Gallo ha accertato gravi episodi, dalle scosse con gli elettrodi alle violenze sulle donne. Somalia, la sentenza dei saggi. «Ci furono torture e stupri di gruppo». Il rapporto conferma i sospetti ma assolve i vertici militari; David Meghnagi, Il commento. Le colpe
del nostro passato; Il capo della Folgore. «Riabilitare Loi e Fiore»; I somali a Roma: «Un’inchiesta
insabbiata»; Il ministro annuncia un nuovo codice di comportamento per le missioni di pace. Andreatta: una relazione equilibrata. Il sottosegretario Brutti: non emerge un contesto delittuoso generalizzato, ma chi ha sbagliato deve pagare
«l’Unità», 9 agosto 1997 [paginone-8-9]
Ecco le conclusioni dell’indagine della Commissione sulle denunce contro i soldati italiani in Somalia.
I 3 terribili casi giudicati veri e i 4 inattendibili [stralci del documento]
Processo Andreotti
Il presidente del Consiglio, Romano Prodi, in un’intervista concessa al quotidiano tedesco «Welt am Sonnatag» esprime dubbi sulle accuse di concorso in attività mafiose mosse nei confronti del senatore a vita Giulio Andreotti
«l’Unità», 10 agosto 1997 [p.1-p.3]
p.1- Titolo: Il premier in un’intervista confessa che il processo di Palermo gli leva il sonno
Prodi: «Andreotti mafioso? È difficile da immaginare» Poi attacca la Germania: temo la sua debolezza; Raffaele Capitani, Il presidente del Consiglio intervistato da un giornale tedesco, interviene nel Reggiano alla festa dell’Ulivo. Prodi: «Andreotti mafioso? Difficile. Il suo processo mi toglie il sonno». Sull’Europa: «Ho paura di una Germania che ha paura»
«l’Unità», 11 agosto 1997 [p.1-p.3]
p.1- Titolo: Infuria la polemica dopo i dubbi espressi dal premier sulla colpevolezza del suo predecessore. Andreotti ringrazia Prodi ma i giudici protestano. Elena Paciotti, presidente dell’Associazione nazionale magistrati, definisce «inopportune» le frasi del capo del governo. Soddisfatti invece Buttiglione e La Loggia. Le critiche di Caponnetto; Franco Cazzola, Lettera a Prodi
Presidente, era meglio non rispondere su Andreotti;
p.3- Enrico Fierro, «Opinione personale? Il fatto che venga dal Presidente del Consiglio cambia oggettivamente le cose...». Paciotti: «Prodi è stato inopportuno. Non si parla senza conoscere le carte». La presidente dell’ANM: «Su Andreotti e mafia decide il processo» [intervista a Elena Paciotti]; Il senatore a vita soddisfatto per le parole di Prodi. Dure critiche di Caponnetto. Andreotti in TV dice grazie al premier. Plaude anche il Polo: «Bravo Romano». Intervistato dal TG1 il senatore sotto processo a Palermo se la prende con le critiche dei magistrati: «Non protestavano quando sulla stampa mi dipingevano colpevole». Elogi da La Loggia e Buttiglione
«La Stampa», 11 agosto 1997 [p.2]
Francesco La Licata, L’ex leader sotto processo per mafia: inattese per me le sue parole. Il grazie di Andreotti a Prodi. «Non tocca a Palermo giudicarmi»; Ugo Bertone, Alla festa del premier. No-comment di Romano. «Non vuol creare un caso inesistente»; (Ansa), Caponetto: interferenza grave. «Forse era meglio il silenzio visto che non conosce le carte»
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Commenti e resoconti