XIII Legislatura - 1996-2001
I Governo Prodi
17 maggio 1996-21 ottobre 1998
Quote latte
17 dicembre: a Palazzo Chigi si avviano i lavori del cosiddetto «Tavolo verde», gli incontri del Governo con le associazioni del mondo contadino. Non sono invitati i Cobas che per protesta, forzando ogni divieto, minacciano di entrare a Roma con i loro 100 trattori che sostano sull’Aurelia. Manifestazione davanti al Senato mentre una delegazione di 200 allevatori è a Piazza San Pietro all’Udienza del Pontefice con loro la mucca «Ercolina» che intendono regalare al Pontefice che ringrazia ma non accetta.
«La Stampa», 17 dicembre 1997 [p.1-p.7]
p.1- Titolo: Latte, summit a Palazzo Chigi. I Cobas al premier: guai se ci escludi. E donano la mucca Ercolina al Papa;
p.7- r. cri., I Cobas manifestano al Senato e protestano per l’esclusione dal vertice. Di Pietro: sbaglia chi lancia letame. Latte, una sfida a tre a Palazzo Chigi. Incontro Governo- associazioni agricole; Francesco Grignetti, Nel presidio alle porte di Roma. «Regaliamo al Papa la mucca Ercolina». Gli allevatori: o Prodi ci riceve o non molliamo; e. d. m., Assedio alla Borsa risi. Vercelli, via alla protesta contro le importazioni
18 dicembre: l’ordinanza prefettizia che proibisce l’ingresso dei trattori a Roma è prorogata per altri 4 giorni. La capitale e sotto assedio da parte dei Cobas che nonostante il divieto marciano verso la capitale con i loro trattori. Bloccato il raccordo anulare e tutte le vie consolari. Una folta delegazione dei leader dei Comitati spontanei è ricevuta al Senato da una rappresentanza dei gruppi della Sinistra Democratica e dei Verdi guidata da Cesare Salvi. I senatori prendono l’impegno di promuovere nuovi incontri prima della ripresa della discussione al Senato del decreto sul rimborso delle multe. L’incontro giudicato da entrambe le parti soddisfacente consente la fine dell’assedio romano. Una tregua natalizia. Il giorno dopo i Cobas ripartono per il Nord.
«l’Unità», 19 dicembre 1997 [p.2]
Fabrizio Roncone, Solo in serata situazione più tranquilla. «Le promesse di Prodi ci fanno star meglio, però non bastano». Roma per ore sotto l’assedio dei trattori. Consolari bloccate, traffico nel caos. Oggi il summit degli allevatori: «Ma forse a Natale si torna a casa»; Vincenzo Vasile, Critiche a chi cavalca ogni protesta. Scalfaro insiste. «Le aggressioni sono da codice penale»; Angelo Faccinetto, Per il segretario della CISL ha fatto bene Prodi a non ricevere i loro leader. D’Antoni: «Si deve trattare, ma non con i Cobas». Il dialogo, per il sindacalista, va condotto solo con organizzazioni rappresentative in grado di assumersi anche le loro responsabilità [intervista a Sergio D’Antoni]; E Cofferati: giornalisti troppo indulgenti
«l’Unità», 20 dicembre 1997 [p.4]
Nedo Canetti, La decisione dopo l’incontro con i senatori della Sinistra democratica. Soddisfatti Robusti e Carandini. Latte, i Cobas del Nord lasciano Roma. Salvi: «Ragionevoli alcune richieste»
Gli atti della commissione d’inchiesta al tribunale dei ministri; Manifestazioni in tutte le città. Coldiretti torna in piazza. Dopo i trattori offre un maxi pic-nic; Michele Ruggiero, Riccardo Greppi, presidente della Borsa merci di Vercelli accusa la politica UE. «La guerra del riso? È tutta colpa del Gatt...». I prodotti europei presi in una morsa. «E l’Italia non può più essere rappresentata a Bruxelles da tecnici incompetenti [intervista a Riccardo Greppi]
< Sedute precedenti Legge n. 453/1997 Camera dei deputati 9-10 dicembre 1997
Camera dei deputati: discussione e approvazione con modificazione della Finanziaria. Il testo passa per l’approvazione definitiva al Senato sedute del 22-23-dicembre 1997.
Legge 27 dicembre 1997, n.453
Bilancio di previsione per l’anno finanziario 1998 e bilancio pluriennale per il triennio 1998-2000
Seduta n. 290 - 18 dicembre 1997 [video della seduta]
Seguito della discussione e approvazione con modificazioni
Misure per la stabilizzazione della finanza pubblica. Legge di Bilancio. Legge Finanziaria
Seduta n. 291 - 19 dicembre 1997 [video della seduta]
Seguito della discussione e approvazione
«l’Unità», 20 dicembre 1997 [p.2]
R. Wittenberg, Violante: positivo non ricorrere alla fiducia. Applausi per il ministro dell’Economia, stretta di mano con Bertinotti. Deficit dimezzato, inflazione domata. Ciampi alla Camera: missione compiuta. Entro Natale la legge finanziaria sarà approvata anche dal Senato; Prometeia. «Sarà l’anno della ripresa»; Angelo Faccinetto, Secondo l’Istat: ad ottobre il tasso è salito al 12,4%. Due milioni e ottocentomila a caccia di un posto. Ma adesso è emergenza disoccupazione. Si fa drammatica la «forbice» tra il Nord e il Sud. I sindacati: «Il Mezzogiorno è ora la priorità assoluta della politica economica»
Sedute successive Legge n. 453/1997 Senato della Repubblica 22-23 dicembre 1997>
Bosnia
A Ahmici, nella zona di Vitez, un reparto di militari olandesi appoggiato da incursori americani dopo uno scontro a fuoco arresta i croati Anto Furundzija e Vlatko Kupreskie ricercati dal Tribunale dell’Aja. Sono accusati di crimini di guerra per il massacro di civili mussulmani avvenuto nella valle di Lasva nell’aprile del 1993
Serbia
Il ministro degli Esteri Milan Milutinovic, candidato della coalizione di sinistra, è eletto nuovo presidente Vince al ballottaggio con poco meno del 60% rispetto a Vojislav Seselj, l’ultranazionalista candidato del Partito radicale. Secondo al Commissione elettorale ha votato solo il 50,53%. La vigilia delle elezioni è stata contrassegnata da aspri scontri fra i sostenitori dei due candidati. L’elezione di Milutinovic è contestata, gli oppositori denunciano brogli. Anche per l’OCSE l’elezione risulta viziata
«l’Unità», 23 dicembre 1997 [p.11]
«Alla fine passa il candidato di regime. Quorum per un soffio. La Serbia elegge Milutinovic fra accuse di brogli e proteste. L’ultranazionalista Seselj annuncia ricorsi contestando il dato sulla partecipazione al voto: il 50,53 secondo la Commissione elettorale. L’OCSE: elezione viziata.
<Sedute precedenti Legge n. 453/1997 Camera dei deputati 18-19 dicembre 1997
Senato della Repubblica: discussione della Finanziaria 1998 come approvata dalla Camera nelle sedute del 18 e 19 dicembre e approvazione definitiva
Legge 27 dicembre 1997, n.453
Bilancio di previsione per l’anno finanziario 1998 e bilancio pluriennale per il triennio 1998-2000
Seduta n. 295 - 22 dicembre 1997
Discussione congiunta dei disegni di legge: 1. Misure per la stabilizzazione della finanza pubblica (Collegato alla manovra finanziaria) (Approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati) 2. Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 1998 e bilancio pluriennale per il triennio 1998-2000 (Approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati) 3. Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 1998) (Approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati)
Seduta n. 296 - 23 dicembre 1997
Seguito discussione e approvazione definitiva (voto finale con la presenza del numero legale)
«La Stampa», 24 dicembre 1997 [p.2]
v.cor., Ora è legge. Ciampi: ci porta in Europa. Il boom delle entrate traina il rapporto debito-pil sotto il 3%. Finanziaria, la rivoluzione del ’98. Per le pensioni di reversibilità vale anche la convivenza; Chi guadagna e chi perde. Come è cambiata la Finanziaria (scheda); La Cassazione. «Conta il tempo passato insieme»
Luciano Violante (PDS), presidente della Camera, in un’intervista al quotidiano «Il Foglio» riferendosi ai reati di Tangentopoli dichiara che nel 1999 conclusa la stagione delle riforme istituzionali si porrà la questione dell’amnistia. Seguono polemiche e consensi più o meno prudenti.
«l’Unità», 24 dicembre 1997 [p.1-pp.4-5]
p.1-Titolo: Polemiche dopo l’intervista del presidente della Camera sulla fuoriuscita da Tangentopoli
Una raffica di no all’ipotesi di amnistia. D’Alema: «Nessun baratto sulle riforme». Violante replica: «Non ho mai fatto quella proposta»;
p.4- Vincenzo Vasile, Il presidente della Camera: «Il tema della soluzione politica di Tangentopoli fu posto dal pool di Milano». Violante: «Non ho proposto l’amnistia, ma bisogna superare la voglia di scontro». «Respingo le critiche di chi identifica la politica con baratti e complotti»; Marco Brando, Critiche dalla magistratura. D’Ambrosio: «L’amnistia è sempre una sconfitta per lo stato di diritto»
Borrelli: «C’è il rischio di demotivare i magistrati». Paciotti: «La corruzione non è finita, lo dicono le inchieste». Il procuratore capo di Milano: «Rispetto lo slancio ecumenico di Violante, ma i cittadini comuni sarebbero danneggiati. Quale senso avrebbe continuare a lavorare ai processi?». La presidente dell’ANM: «La legge costringerebbe i giudici a compiere un’ingiustizia»;
p.5- Roberto Roscani, Reazioni negative nel PDS all’amnistia: fax e telefonate. Veltroni: governo contrario. D’Alema: «Ipotesi prematura evitiamo inutili polemiche». Mussi: «Prudenza su Previti? Sì, ma non impunità»; Roberto Carollo, Il neosenatore ieri ha incontrato D’Alema. Di Pietro: «Fare i processi. La bufera non è passata. Parlare di amnistia oggi non è possibile»; Valutazioni positive di azzurri e CCD, problematica AN. Pisanu dichiara: «Forza Italia è pronta a parlarne». Berlusconi: «Non commento, ma basta con i veleni». Casini: «Bisogna chiudere la stagione di Tangentopoli». L’ex ministro di Giustizia del centrodestra, Alfredo Biondi, che firmò il decreto delle polemiche, si augura adesso che «non ci siano colpi di spugna». E Mantovano (coordinatore di Alleanza nazionale) chiede: «Come sfuggire a possibili rilievi di costituzionalità?»; Stefano Di Michele, Il direttore del Foglio racconta la conversazione con il presidente della Camera. Ferrara: «Un’intervista tra cronaca, politica e storia». La crisi del Polo? «È rimasto il vecchio MSI ristrutturato e battezzato, qualche spezzone DC, un fenomeno legato a un’azienda lombarda» [intervista a Giuliano Ferrara]
«Il Foglio», 23 dicembre 1997 [p.3]
Per Violante (nel ’99) si può scambiare l’amnistia con la confisca. Il presidente della Camera sollecita «Enorme prudenza» nell’uso delle autorizzazioni agli arresti [intervista a Luciano Violante]; Editoriali, Borelli maestro di Borelli
Il presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, concede la grazia a 5 ex brigatisti, Claudio Cerica, Manuele Villimburgo, Carlo Giomni, Paola Mauri, Marinella Ventura, e al terrorista nero Giovanni di Lellio, nessuno di loro si è macchiato di reati di sangue.
«l’Unità», 27 dicembre 1997 [p.3]
Vincenzo Vasile, «Niente omicidi o stragisti» ha raccomandato il Capo dello Stato al ministro Flick che ha istruito la pratica. Sei ex terroristi graziati da Scalfaro. Non si sono macchiati di reati di sangue. Per Lisa Foa, del Comitato che si occupa del caso Sofri, il Presidente ha aperto una strada. Proteste dell’Associazione vittime del terrorismo. Manconi: atto dovuto. Commenti positivi dal PPI. Buttiglione: clemenza ma non per chi ha ucciso. Critiche da AN; I personaggi. Un ruolo da «fiancheggiatori» cinque erano BR e uno fascista; Cerica, ex BR: ecco come ho saputo che ero libero; Roberto Carollo, In discussione da 3 legislature la proposta di scontare le pene senza cancellare il reato. Anni di piombo, si torna a parlare d’indulto. Pisapia: dal Presidente un messaggio politico.
Siniscalchi (PDS): «Non si tratta di ribaltare una valutazione storica, ma di intervenire su uno squilibrio». La Russa (AN): «Annullare la legislazione d’emergenza risponde a criteri d’equità». Maiolo: nel Polo non c’è accordo; Marco Brando, Il sottosegretario alla Giustizia: l’intervento di Scalfaro è serio e responsabile. Ayala: l’emergenza è finita ma ci sono ferite aperte. «Un provvedimento generalizzato va affrontato coinvolgendo i parenti delle vittime. Amnistia per Tangentopoli? Pare non ne parli nessuno» [intervista a Giuseppe Ayala]
«La Stampa», 27 dicembre 1997 [p.1-p.3-p.10]
p.1-Titolo: Prodi boccia l’amnistia: nessun baratto, per ora non se ne parla. Graziati sei ex terroristi. Ma è polemica sul «sì» di Scalfaro;
p.1-p.10- Gad Lerner, La rottura di un tabù;
p.3- Francesco Grignetti, Il Quirinale ribadisce: nessuno di loro è stato coinvolto direttamente in fatti di sangue. Scalfaro grazia 6 terroristi, è polemica. Le vittime: se è una prova per l’indulto ci prendono in giro; Questi i principali condannati (elenco); fra. gri, Critiche a Flick. Puddu: non ci ha voluto ricevere (intervista a Maurizio Puddu); Giovanni Bianconi, Il «brigatista gentiluomo». Cerica: «Adesso pensiamo a quelli di Tangentopoli» [intervista a Claudio Cerica]; r.i., «Così si insulta la memoria dei caduti». I famigliari delle vittime: siamo sempre ignorati»
Prodi in una intervista al TG3 traccia il bilancio del Governo nel 1997.
«l’Unità», 27 dicembre 1997 [p.2]
Edoardo Gardumi, Il presidente del Consiglio fa il punto dei risultati del governo. Il vicepremier: «Ulivo, obiettivo strategico». Prodi: «Bisogna far durare la ripresa per creare nuova occupazione».
Veltroni: occorre rimuovere cattive abitudini e molti privilegi
PRC: il presidente del partito, Armando Cossutta, in un’intervista all’Ansa attacca il lavoro della Bicamerale e si dichiara pronto a trovare un accordo anche con il centro e la destra per «ribaltare» il testo sulla Riforma istituzionale. Un segnale subito raccolto da Forza Italia, mentre Alleanza Nazionale, attraverso il portavoce Adolfo Urso, invita a un atteggiamento realistico.
«l’Unità», 27 dicembre 1997 [p.2]
P. Sac. (Paola Sacchi), Cossutta pronto ad allearsi anche con il centro e con la destra per «ribaltare» il testo prodotto dalla Bicamerale. Riforme nel mirino del PRC e Forza Italia. Per Rebuffa, di Fi, il testo è tutto da rifare. Adolfo Urso, portavoce di Alleanza nazionale, invita ad un atteggiamento più «realistico».
Il ministro del Lavoro, Tiziano Treu, conferma la volontà di avviare a gennaio del prossimo anno una trattativa sulle 35 ore e considera positivo lo schema francese. Pronta, il giorno dopo, la risposta della Confindustria che insiste nella sua decisa contrarietà.
«La Stampa», 27 dicembre 1997 [p.18]
fr. bu. (Francesco Bullo), Cofferati chiede un vero negoziato. E Turco sperimenta il «reddito minimo». «A gennaio il tavolo sulle 35 ore». Treu: buono lo schema francese; Prometeia. «Più occupati nel ‘98»
«La Stampa», 28 dicembre 1997 [p.17]
Francesco Bullo, Il costo sarebbe di oltre 31 miliardi. Confindustria all’attacco sull’orario ridotto a «35». Gli imprenditori al ministro del Lavoro «Parliamone per evitare guai peggiori»
Israele
La polizia israeliana rende noto di aver arrestato due estremisti di destra che erano pronti a gettare nella settimana prossima una testa di maiale mozza nella Spianata delle Moschee a Gerusalemme, una provocazione in uno dei luoghi più sacri dell’Islam per bloccare il processo di pace che Israele e Autorità Nazionale Palestinese (AN) stanno tentando di riprendere.
«La Stampa», 27 dicembre 1997 [p.7]
Aldo Baquis, Presi prima che potessero lanciare una testa di maiale in uno dei luoghi più sacri dell’Islam. Israele, un piano per uccidere la pace. Ultrà ebrei volevano profanare la Spianata delle Moschee; Fiamma Nirenstein, L’ultima minaccia. Kamikaze dall’Europa. Preso un tedesco a Tel Aviv. Hamas avrebbe messo insieme un gruppo di occidentali pronti a immolarsi per l’Islam
Sbarca sulle coste calabresi un barcone con a bordo 825 clandestini curdi in fuga dalla Turchia dove è in atto la guerra contro la popolazione curda.
«La Stampa», 27 dicembre 1997 [pp.1-3-p.6]
p.1- Titolo: Per il viaggio incassati dai banditi 4 miliardi. Napolitano: la Turchia freni l’esodo. Ondata di profughi curdi al Sud. Calabria: sbarcati in 825, fuggito l’equipaggio;
p.1-p.6- Edmondo Berselli, La fine delle illusioni;
pp.2-3- Titolo: Sbarco record di 825 persone, ma l’equipaggio di trafficanti riesce a fuggire. Creati tre centri di accoglienza: solo una minoranza potrà ottenere asilo politico;
p.2- Diego Minuti, Il dramma curdo approda in Calabria. Napolitano: «La Turchia deve fermare l’invasione»; Maria Corbi, Un giorno di polemiche. «Quella nave era annunciata». La Lega Antirazzista: il Viminale sapeva da giorni;
pp.2-3- Pierangelo Sapegno, La frontiera «calda». Al crocevia del popolo della notte. In treno a Ventimiglia e poi l’esodo in Nord Europa;
p.3- r. cri., Ankara continua il blitz. Bombardati i villaggi, 6 mila morti nel ’97; Le rotte della disperazione (mappa); Dieci sbarchi in un anno (crono); Flavia Amabile, La lunga catena dei disperati. Dollari e fatica per il miraggio- Europa; r. cri., «Mirsada presto in Italia». Per la bimba sordocieca si mobilita Dini
Partinico (Palermo): muore all’età di 73 anni il sociologo e scrittore Danilo Dolci da sempre impegnato contro la Mafia e a difesa dei contadini.
«l’Unitàdue», 31 dicembre 1997 [pp.1-2]
pp.1-2- Salvatore Lupo, È morto a 73 anni l’intellettuale che combatté sempre contro mafia e banditismo. Danilo Dolci, il pensiero come arma civile;
p.2- Gabriella Mecucci, Una vita di impegno e azione, una morte nel silenzio. Si è spento ieri Danilo Dolci. Un intellettuale non allineato che unì rivoluzione e poesia. Pacifista, non violento, scrittore: digiunò per richiamare l’attenzione sulla miseria della sua Sicilia, fu al fianco dei contadini e dei terremotati, combatté contro la mafia e si occupò di pedagogia
«La Stampa», 31 dicembre 1997 [p.12]
Antonio Rovidà, Il sociologo triestino era diventato celebre per le sue campagne non violente contro la mafia e la povertà. Addio al Gandhi di Sicilia. È morto Danilo Dolci, aveva 73 anni; Giorgio Calcagno, Ascesa e caduta di un profeta. Eroismi tra contadini e pescatori. «Cosa nostra si vince con l’istruzione»
Messaggio di fine anno del presidente della Repubblica. Oscar luigi Scalfaro pronuncia una dura critica all’uso eccessivo della carcerazione preventiva e dell’avviso di garanzia da parte dei magistrati
Ricorre il 50°anniversario dell’entrata in vigore della Costituzione della Repubblica italiana.
Quasi quattrocento persone, di cui 230 di nazionalità curda, sbarcano a Capo d’Otranto. Il barcone, il «Cometa», che li trasportava è stato lasciato andare alla deriva dagli scafisti che, secondo quanto raccontano i profughi, li hanno anche derubati. Il ministro degli Interni Giorgio Napolitano dichiara la disponibilità del Governo italiano di accogliere le richieste d’asilo politico purché sia dimostrato che il richiedente sia stato vittima di persecuzioni o negazione di diritti civili. Affermazioni che provocano difficoltà diplomatiche con la Turchia.
«La Stampa», 2 gennaio 1998 [p.1-3]
p.1- Titolo: Quasi quattrocento a bordo, in maggioranza curdi. Polemica con la Turchia che contesta l’asilo politico. Nuova ondata di profughi sulle coste pugliesi. Il drammatico sbarco a Otranto dopo la fuga dell’equipaggio;
pp.2-3- Titolo: La nave stava per finire sugli scogli: l’equipaggio era fuggito dopo aver derubato profughi. Un viaggio allucinante dalla Turchia: stipati nella stiva per 10 giorni a pane e acqua;
p.2- Chiesa e partiti di fronte all’emergenza; f. ama., Salvati a 500 metri dal disastro. Sbarcano in Puglia 386 disperati, in gran parte curdi; m. mo., Una crisi annunciata. Ankara ai ferri corti con Roma «Un errore concedere l’asilo»;
pp.2-3- Maurizio Molinari, il responsabile Esteri del PDS. «Ora integriamo i musulmani». «Un concordato per la comunità italiana» [intervista a Umberto Ranieri];
p.3- Marco Tosatti, «Non c’è pace senza giustizia» Appello del papa sulla globalizzazione; Flavia Amabile, Il numero uno delle capitanerie di porto. «è impossibile sigillare le coste contro gli sbarchi» [intervista a Renato Ferraro]; Tullio Giannetti, I fuggiaschi spaventano Parigi. «Sulle frontiere Costituzione da rivedere»
Antonio Di Pietro critica il messaggio di fine anno del presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro.
«La Stampa», 2 gennaio 1998 [p.1-pp.5-6-p.10]
p.1- Titolo: Nel discorso il presidente aveva detto: giustizia non è tintinnar di manette. Di Pietro contro Scalfaro: parli chiaro. L’ira dell’ex pm per il messaggio di Capodanno;
p.1-p.10- Edmondo Berselli, Un regista per la politica;
p.5- Polemica dopo il discorso di fine anno. Il capo dello Stato: sull’amnistia decida il Parlamento. Scalfaro-Di Pietro, guerra sulla giustizia. Il presidente: no a un uso rozzo della carcerazione; I discorsi del presidente (scheda); ale. mon. (Alessandro Mondo), L’ex pm all’attacco. «Presidente, sia chiaro a chi si sta riferendo?»; (Ansa), Ayala. «Troppo cauto sull’amnistia»; Massimo Gramellini, Per la prima volta messaggio in poltrona e senza bandiera. Nel salotto di nonno Oscar;
p.6- Alberto Rapisarda, Ma c’è chi vede nel messaggio un invito a bloccare l’arresto di Previti per salvare le riforme. Destra e sinistra: bravo presidente. Senza tricolore, contenti pure i leghisti; Antonella Rampino, Guerra sulla giustizia. «Di Pietro doveva tacere». Gargani: torni la normalità giudiziaria [intervista a Giuseppe Gargani]; Maria Teresa Meli, Frattini: inchiesta su Tangentopoli. «Prima di parlare di amnistia facciamo chiarezza» [intervista a Franco Frattini]
«Il Foglio», 2 gennaio 1998 [p.1]
La giornata in Italia. Di Pietro critica Scalfaro sul «tintinnio delle manette» di cui secondo il presidente si è fatto uso con troppa leggerezza; Scalfaro 1998. Dal Quirinale una buona parola per l’opposizione e le riforme. Come mai? Un osservatore della maggioranza e uno del Polo analizzano il messaggio. Duro e chiaro su giustizia e caso Previti. Berlusconi auto, ma positivo
Algeria
Si diffonde la notizia dei massacri perpetrati dagli integralisti islamici del GIA nella notte tra il 30-31 dicembre, l’inizio del ramadan.
«La Stampa», 2 gennaio 1998 [p.9]
(Ansa- AdnKronos), Uccise a colpi di ascia o bruciate vive 78 persone in tre villaggi, molte donne e bambini. Ramadan di orrore e morte in Algeria. Gli integralisti islamici del GIA costringono la gente a uscire di casa sotto la minaccia delle bombe. Molte le vittime sgozzate con coltelli, altre eliminare dopo essere state cosparse di benzina
Diventa operativa la legge sulla tutela della privacy approvata dal Parlamento nel maggio 1997.
«la Repubblica» pubblica una lunga lettera di Antonio Di Pietro. L’ex magistrato riferendosi al messaggio di fine anno del presidente della Repubblica chiede perché Scalfaro non intervenga a difesa dei magistrati che vengono offesi diffamati solo perché fanno il loro lavoro.
Immigrazione
Altri diecimila curdi pronti a sbarcare sulle coste italiane. Per la maggioranza la loro destinazione finale è la Germania che chiede all’Italia misure più severe nei confronti degli sbarchi. La Francia bocca le frontiere. Nuovi attacchi della Turchia al Governo italiano, l’accusa: concedere l’asilo politico significa incoraggiare l’esodo
«La Stampa», 4 gennaio 1998 [pp.1-3-p.8]
p.1- Titolo: Venti navi pronte a salpare dalla Turchia. La Germania destinazione finale dei profughi. Curdi, altri diecimila in arrivo. Monito di Bonn: l’Italia rafforzi i controlli;
p.1-p.8- Editoriale, Barbara Spinelli, L’Europa sotto vetro;
pp.2-3- Titolo: Il Governo nega il rischio- invasione ma ammette aspettiamoci altri sbarchi. Fermati due marinai della Cometa. La Turchia attacca ancora l’Italia: concedere l’asilo politico incoraggia l’esodo;
p.2- r. r., «Diecimila curdi verso l’Italia». Allarme dalla Germania: pronte a salpare 20 navi; Emanuele Novazio, La rabbia tedesca. «Un complotto contro Bonn». Accuse per l’esodo ai Paesi del Mediterraneo;
pp.2-3-Vincenzo Tessandori, Allarme rosso al valico. La Francia blinda le frontiere. Parigi manda a Mentone gli agenti antisommossa;
p.3- (Ansa), Porte aperte per 20 mila. È la quota di immigrati ammessi in Italia nel ’98; (Ansa), «Deve mediare l’UE». Vienna un solo Paese non può risolvere il problema; Flavia Amabile, E in mare si scatena la caccia. Otranto, navi e aerei cercano i clandestini; Guido Tiberga, «Bisogna cambiare le norme». Migone: una Conferenza europea per distribuire il costo dei profughi [intervista a Giangiacomo Migone]; Gabriele Beccaria, «Niente guerra a Prodi». Costa (UDC): stavolta è l’Europa che non deve voltarci le spalle [intervista a Raffaele Costa]
Algeria
Ancora notizie di massacri compiuti dal Gruppo Islamico Armato (GIA): uccise 412 persone. I militanti del gruppo hanno fatto irruzione nelle case di quattro frazioni isolate di Relizane e ucciso a colpi di spada e di ascia. Colpito indiscriminatamente donne e bambini.
«La Stampa», 4 gennaio 1998 [p.1-pp.7-8]
p.1- Titolo: La furia degli ultrà contro donne e bambini. Algeria, 400 massacrati nel Ramadan dell’orrore. È la strage più orribile in 7 anni di guerra. Condanna anche dall’Iran: atto disgustoso;
p.1-p.8- Igor Man, Genocidio a rate;
p.7- (Ansa- Agi- Adnkronos), Il Paese sprofonda nell’orrore: la furia degli ultrà colpisce donne e bambini durante il Ramadan. Algeria, il giorno del grande massacro. Sgozzate, decapitate e mutilate oltre 400 persone; I killer islamici (scheda); I patrioti (scheda); Il potere militare (scheda); (Adnkronos), L’Iran: «Un atto disgustoso»; Domenico Quirico, Sangue, petrolio e burattinai. I misteri di un genocidio incomprensibile
«La Stampa», 5 gennaio 1998 [p.7]
(Agi-Ansa), Non si ferma la mattanza del Ramadan sparatorie e sgozzamenti alla periferia della capitale: almeno 12 morti. Per l’Algeria scende in campo l’Europa. La Germania chiede un’immediata riunione UE
«La Stampa», 6 gennaio 1998 [p.9]
e. st., Parigi sostiene l’invio di una trojka. Algeri rifiuta «ingerenze». Continua il Ramadan di sangue, altri 22 massacrati. Santer gela Bonn: l’Europa non può aiutare l’Algeria. Bruxelles respinge l’appello tedesco, «Zeroual non vuole il nostro intervento»
Quote latte
Nel Nord riprendono le manifestazioni dei coltivatori per le «quote latte». 340 mezzi agricoli bloccano il traffico da Vancimuglio a Padova. Annunciate alte manifestazioni entro il fine settimana.
«La Stampa», 6 gennaio 1998 [p.13]
Fabio Poletti, La rivolta per le quote: ieri 340 mezzi agricoli hanno bloccato il traffico da Vancimuglio a Padova. I trattori riaprono la guerra. E da Verona annunciano una marcia su Roma
Israele
Visita ufficiale dell’inviato speciale della Casa Bianca Dennis Ross. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu gli chiede di impegnarsi per lo scioglimento di Hamas e si oppone al congelamento degli insediamenti nei territori occupati. Anzi il ministro Harel Sheron, per ragioni strategiche, prevede una loro ulteriore espansione fino a coprire circa l’85% del territorio della Cisgiordania.
Algeria
Non si fermano i massacri degli integralisti. Cresce lo sdegno internazionale. L’8 gennaio la Commissione Europea, riunita a Londra essendo la presidenza della Gran Bretagna, esamina la questione algerina. Si decide di inviare tre «esploratori» europei in Algeria.
«l’Unità», 8 gennaio 1998 [p.6]
Nuove stragi mentre il governo rifiuta qualsiasi aiuto dall’esterno. Interviene Dini. Algeria, il massacro continua. L’Europa si riunisce a Londra. Oggi la Commissione europea esamina la situazione algerina. Il ministro degli esteri italiano ipotizza un’opera di «persuasione» sulle autorità da attuare attraverso gli altri paesi islamici; 140mila firme all’appello di Zapping
«La Stampa», 7 gennaio 1998 [p.8]
(Agi-Efe- Ansa), Centinaia di persone arse vive, interi villaggi sterminati con asce nel Ramadan del terrore. In Algeria un grande rogo di «infedeli». Il mondo vuole intervenire, il Governo: fatevi i fatti vostri; e. st., Le ragioni del Palazzo. Gli scheletri del nazionalismo. Perché il potere rifiuta le «ingerenze»
«La Stampa», 8 gennaio 1998 [p.11]
e.st., Cinque stragi nella notte tra lunedì e martedì. Bon insiste, oggi consulto europeo a Londra. La mattanza d’Algeria: 100 morti. Dini telefona a Teheran per chiedere aiuto; Bernard- Henry Lévy, Dalla trincea del terrore. Un filosofo nell’inferno d’Algeri. Bernard-Henry Lévy reporter nella Casbah; (Ansa), Veltroni. «Non ripetiamo l’errore di Sarajevo»
«La Stampa», 9 gennaio 1998 [p.8]
(Ansa- Agi), La trojka UE partirà tra una settimana. Fuga in massa dalla regione del grande massacro. Tre esploratori europei in Algeria. Il Governo: vengano, ma parleremo solo di terrorismo; (Adnkronos), Pannella. «Difendo Zeroual»
Il Governo italiano, nonostante le riserve manifestate dalla Germania, conferma la sua linea sull’asilo politico ai profughi curdi. Una linea condivisa anche dal leader di Alleanza Nazionale Gianfranco Fini. L’8 al Senato riprende la discussione della legge sull’immigrazione approvata dalla Camera nel novembre.
«l’Unità», 8 gennaio 1998 [p.4]
L’Esecutivo conferma la sua linea di condotta. Oggi a Roma vertice dei capi delle polizie europee. Prodi e Veltroni: «Saremo rigorosi ma è giusto l’asilo politico ai curdi». Fini: «È un popolo oppresso, condivido la decisione del Governo»; Roberto Carollo, A Bruxelles i partner europei mettono la sordina alle polemiche sulla politica italiana. I dirigenti del Kurdistan accusano la Turchia. «Ankara sta praticando la pulizia etnica». Nuovi arresti di aspiranti profughi (non solo curdi) a Istanbul. Minacce di ritorsioni contro gli esuli accolti dal nostro paese. Oggi la questione dell’esodo sarà discussa a Londra. La SPD: «Niente ultimatum all’Italia»; G. F. Mennella, Il Senato approva senza modifiche. Legge immigrazione. Via libera a 30 articoli. Oggi voto definitivo?; Aldo Varano, Il ministro della Solidarietà incontra i profughi curdi e gli amministratori. La Turco a Badolato: «Siete un esempio per l’Italia». «La sensibilità umana e l’efficienza della comunità locale sono un modello da esportare». I racconti e le speranze degli immigrati
Il vicepresidente del Consiglio, Walter Veltroni, e il sindaco di Roma, Francesco Rutelli, si pronunciano contro l’elezione diretta del capo dello Stato, si esprimono invece a favore dell’elezione diretta del presidente del Consiglio.
«l’Unità», 8 gennaio 1998 [p.3]
Vittorio Ragone, D’Alema: «La scelta della Bicamerale non è una mia invenzione, sarà il Parlamento a decidere». Sulle riforme Veltroni con Rutelli. «Ridiscutiamo il presidenzialismo». Cacciari contrario. E oggi a Roma un vertice dei «grandi sindaci»
«La Stampa», 8 gennaio 1998 [p.8]
g.tib. (Guido Tiberga), Polo e Ulivo d’accordo: «Così si mette a rischio la Bicamerale». Scettici anche i sindaci. Riforme, solo Veltroni con Rutelli. Elezione diretta del premier, un coro di no; r. mas., Lo Stato diventa «snello». Le novità del progetto Bassanini
La strage di Ustica
Il giudice Rosario Priore, dopo 17 anni di indagini, deposita gli atti dell’inchiesta sulla strage di Ustica, la fine del DC 9 precipitato al largo di Ustica il 27 giugno 1980 che provocò la morte degli 81 passeggeri. Sotto accusa, per omissioni e depistaggi, i vertici dell’aeronautica militare.
«l’Unità», 8 gennaio 1998 [p.13]
Giorgio Sgherri, Negli atti è confermato lo scenario di guerra attorno al Dc-9. Depistaggi e omissioni dei vertici militari. Priore chiude l’inchiesta su Ustica. Sotto accusa i vertici dell’Aeronautica. Dopo 17 anni la verità in un milione e mezzo di pagine
Nuovi azionisti per il quotidiano «l’Unità», primo passo verso la «privatizzazione». Nasce «L’Unità Editrice Multimediale spa», il PDS 25% di quote, il gruppo Marchini il 49% e la Tosinvest 24%.
«l’Unità», 8 gennaio 1998 [p.11]
Nasce «L’Unità Editrice Multimediale spa». Nuovi azionisti per l’Unità. L’Arca editrice passa il testimone ad una nuova società: azionisti il Pds col 25%, il gruppo Marchini con il 49% e la Tosinvest spa col 24%.
Camera dei deputati Giunta per le autorizzazioni a procedere: presente Cesare Previti (FI) si esamina la richiesta del pool di Milano di procedere ai suoi arresti. Dopo due ore di autodifesa dell’ex ministro la Giunta rinvia il voto al 12 gennaio.
«l’Unità», 8 gennaio 1998 [p.2]
Giorgio Frasca Polara, L’ex ministro compare stamane davanti alla Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera. È l’ora della verità per Cesare Previti. Al via il confronto sull’arresto. Ma lui si difende: «È una congiura ordita da Dotti e dalla Ariosto»; Ventuno i «giurati» ma il presidente s’astiene; Enrico Fierro, In 138 pagine la memoria difensiva di Previti stampata in 630 copie. «False le prove e le testimonianze». L’ex ministro consegna la sua «difesa» a tutti i parlamentari. «Dietro le accuse c’è una manovra politica per eliminarmi». Nel mirino l’avvocato Vittorio Dotti, all’epoca capogruppo dei deputati di Forza Italia: avrebbe «indirizzato» la testimonianza della sua ex compagna Stefania Ariosto verso un «disegno calunnioso». Attacco a Borrelli e a Mani pulite. «Non lasciategli una delega in bianco; Susanna Ripamonti, Le contestazioni dei magistrati di Milano. Una storia infinita di corruzione: in 4mila fogli le accuse del pool; Amnistia? D’Alema e Fini dicono no
«La Stampa», 8 gennaio 1998 [p.1-pp.6-7]
p.1- Titolo: Il PDS: libertà di coscienza sull’ex ministro. AN: giusto il processo, non le manette. D’Alema e Fini: no all’amnistia. Arresto di Previti, cresce il partito del no;
p.1-p.7- Augusto Minzolini, Percorso di guerra;
p.6- Giovanni Bianconi, L’ex ministro della Difesa stamattina davanti alla Giunta per le autorizzazioni a procedere. «Perseguitato da un pool di inquisitori». Così si difende Previti: fu Dotti a ispirare la Ariosto; La Giunta della Camera (composizione); Filippo Ceccarelli, Curiosità. Il «Tribunale» di Montecitorio. Quando Craxi rifiutò la sedia dell’imputato;
p.7- Alberto Rapisarda, Il deputato di Forza Italia oggi in Giunta, ma si tenta di evitare che la vicenda possa compromettere le riforme. Fini- D’Alema, asse contro l’amnistia. PDS e AN disinnescano il caso Previti. Azzurri isolati; f. cec., Dall’aria funerea di Martinazzoli alla fronte spaziosa di Tanassi. E Berlusconi disse: Cesare, un volto antipatico. Tutte le facce del potere
«La Stampa», 9 gennaio 1998 [p.1-p.5-p.12]
p.1-Titolo: La difesa dell’ex ministro. Un complotto. Previti, il voto slitta a lunedì;
p.1-p.12- Editoriale, Luigi La Spina, Il rischio di sbagliare segnale;
p.5- La decisione dopo due ore di brillante autodifesa dell’ex ministro. L’accusa. La difesa; Giovanni Bianconi, Previti, la Giunta rinvia il verdetto. E chiede di vedere le carte su Berlusconi; Così il voto di lunedì (scheda); Filippo Ceccarelli, L’ultima battaglia. Cesare, «predatore» in fuga. L’inesorabile declino di un ex potente; Paolo Colonnello, Ariosto: ho fatto solo il mio dovere. «Dotti non mi ha dato suggerimenti, sono fantasie» [intervista a Stefania Ariosto]
Giunta per le autorizzazioni a procedere Caso Previti
Camera dei deputati: la Giunta per le autorizzazioni a procedere esamina la richiesta del pool Mani Pulite di arrestare l’ex ministro Cesare Previti (FI). La Giunta voterà contro e rinvia all’Assemblea il voto decisivo. Dieci voti contrari, compatto il Polo, Forza Italia Alleanza Nazionale e CDU) a cui si aggiungono i voti dei Popolari e il voto di Schietroma (SD). Otto voti a favore, Sinistra democratica, Verdi, Rifondazione e il leghista Borghesio. Due astensioni, Roberto Maroni della Lega e Marianna Li Castri di Rinnovamento italiano
«l’Unità», 12 gennaio 1998 [pp.1-2]
p.1- Titolo: Oggi la Giunta decide sull’arresto del deputato. Maroni: faremo saltare gli accordi
Si vota a sorpresa su Previti con l’incognita di Lega e PPI. I leghisti vogliono lasciarsi aperta ogni possibilità per «scompaginare i giochi». I due parlamentari popolari ancora indecisi. Il Polo schierato per il no. Berlusconi: parlerò dopo le votazioni; Editoriale, Gianfranco Bettin, Stiamo attenti l’astro leghista non è tramontato;
p.2- Carlo Brambilla, Il leader della Lega a Roma mentre si riunisce la Giunta. Maroni: D’Alema usa il PPI per salvare l’ex ministro Previti, la Lega non scopre le carte. Bossi: i miei scelgano secondo coscienza. E a Ghignolo Po il Senatur battezza scuola e guardia padana; Oggi alla Camera la Commissione darà il suo parere per l’arresto di Previti, poi la parola passerà all’aula. Ancora sul filo del rasoio l’esito del voto in giunta. Dentro al Polo nessuna crepa, il dubbio dei popolari. I due rappresentanti del Ppi, Abbate e Borrometi, sembrano orientati per il no, ma annunciano di volerci pensare fino all’ultimo minuto. Nella Sinistra democratica no di Schietroma e Parrelli annuncia: «Non ho ancora deciso». Berlusconi tace: «Parlerò solo dopo il voto»; Come potrebbero votare (scheda); W.D. (Walter Dondi), «Però occorre salvaguardare le riforme». Urso, AN: ecco perché
noi diciamo no all’arresto [intervista a Adolfo Urso); W.D., «Il Gip ha spiegato il motivo dell’arresto»
Calvi, SD: non c’è persecuzione nei confronti dell’ex ministro [intervista a Guido Calvi]; W.D., «In politica occorre saper distinguere». Fumagalli Carulli, RI: il Polo non blocchi le riforme [intervista a Ombretta Fumagalli Carulli]
«l’Unità», 13 gennaio 1998 [pp.2-3]
p.2- Giorgio Frasca Polara, Il Polo vota compatto per salvare l’ex ministro, un voto contro arriva anche da Schietroma (SD), Lega divisa. Dieci no, otto sì, due astensioni. Al primo round Previti evita l’arresto. Ma tra una settimana il caso arriva in aula a Montecitorio; Dal pool (per ora) niente
commenti; Come hanno votato (scheda); Previti, subito dopo l’«assoluzione» di nuovo ospite della trasmissione di Vespa. «Mai parlato di complotto», dice adesso l’ex ministro. Ma rilancia: la Ariosto è coinvolta nelle trame dei servizi. Durante la sua apparizione a «Porta a Porta» è apparso soddisfatto per l’esito della votazione alla giunta, ma anche abbastanza teso. «Ho parlato soltanto di fatti che sono stati poi dimostrati». Attacchi contro Dotti e ripresa della polemica sul «partito delle procure»; E «L’Avanti» insiste su Omega-007; Claudio Visani, Centinaia di telefonate ai giornali. Italia Radio: va in onda l’Italia indignata. Il popolo dei fax insorge: ora è festa a Hammamet. Neppure la sinistra, che si è espressa a maggioranza per il via libera alla richiesta di arresto del gip per Previti, sfugge alla rabbia della piazza;
p.3- Paola Sacchi, Zani (PDS): «Spero che alla Camera la Lega si esprima a prescindere dai calcoli politici». Ulivo, si accende il dibattito. E il Polo teme il voto dell’aula. Mattarella: scelte personali quelle dei popolari in Giunta; Marcella Ciarnelli, L’esponente socialdemocratico è stato l’unico della SD a votare contro l’arresto. Schietroma: «Il mio è stato un no tecnico, non politico. La carcerazione preventiva non era indispensabile». «Il processo va fatto al più presto: se Previti risulterà colpevole dovrà essere punito. Ma in coscienza non vedo rischi di inquinamento delle prove». «L’ex ministro non è un perseguitato, i giudici di Milano meritano rispetto». «Prudenza anche per gli imputati comuni» [intervista a Gianfranco Schietroma]; Carlo Brambilla, Maroni astenuto, Borghezio per il sì, ma ora l’ex ministro dell’Interno dice che in aula...Continua il gioco ambiguo della Lega. «Siamo più numerosi dei popolari: tra una settimana il risultato potrebbe essere opposto a quello in Giunta
Telecom Italia elezione del presidente
Il Consiglio di amministrazione copta all’unanimità Gian Mario Rossignolo presidente della Zanussi Electrolux, per sostituire alla presidenza Guido Rossi che si era dimesso nel novembre 1996. Rossignolo lascia tutti i precedenti incarichi, salvo la presidenza della Zanussi Electrolux.
«l’Unità», 13 gennaio 1998 [p.15]
Dario Venegoni, Avrà la delega del controllo interno. Si ricostruisce il vertice ad un mese dall’addio del professor Guido Rossi. Rossignolo nuovo presidente Telecom. Il CdA lo ha eletto all’unanimità. «Lascio ogni altro incarico, meno la presidenza della Zanussi»; D.V., Rossignolo, 67 anni, ha una lunga carriera d’imprenditore alle spalle. Lo «svedese» alla prova del nove del capitalismo italiano
stretto tra l’eredità di Rossi e l’ambizione di Tommasi. È lui l’uomo che ha innovato le relazioni industriali alla Electrolux-Zanussi. È console onorario della Svezia nel nostro paese. Una lunga corsa nei posti che contano partita dalla Fiat. A lui il compito di innovare ora nel governo delle grandi imprese privatizzate.
< Seduta precedente Legge 27/01/1998 Senato 18 dicembre 1997
Quote latte
«Gazzetta Ufficiale», 28 gennaio 1998, n. 22 [pp.3-5]
p.3- Legge 27 gennaio 1998, n. 5.
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto legge 1° dicembre 1998, n. 411, recante misure urgenti per gli accertamenti in materia di produzioni lattiera;
p.3-p5 - Modificazioni apportate in sede di conversione al decreto legge 1°dicembre 1998, n. 411;
p.5- Lavori preparatori
Seduta antimeridiana n. 297 - 14 gennaio 1998
Seguito della discussione: Conversione in legge del decreto-legge 1° dicembre 1997, n. 411, recante misure urgenti per gli accertamenti in materia di produzione lattiera
Seduta pomeridiana n. 298 - 14 gennaio 1998
Seguito della discussione
Seduta antimeridiana n. 299 - 15 gennaio 1998
Approvazione, con modificazioni, con il seguente titolo: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 1° dicembre 1997, n. 411, recante misure urgenti per gli accertamenti in materia di produzione lattiera
Sedute successive Legge 27/01/1997 Camera 21-23 gennaio 1998 >
Consiglio dei ministri (CDM): approvato il decreto legge sulla liberalizzazione del commercio. Se il negozio, esclusa la vendita di generi alimentari, non supera i 300 mq non serve alcuna licenza, basta aver frequentato un corso formativo di due mesi di pratica commerciale. Eliminati gli esami di iscrizione agli elenchi di categoria.
«l’Unità», 17 gennaio 1998 [p.2]
Gildo Campesato, Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legislativo che apre a una maggiore concorrenza il settore. Negozi, basta licenze e orari più liberi. Al via la rivoluzione del commercio. Billè al governo: «Sarà un Far West, cambiate o faremo i Cobas»; La riforma del commercio (scheda); Edoardo Gardumi, Per il professor Pellegrini (Bocconi) novità attesa e positiva
«Il vero imprenditore ci guadagnerà». Con la nuova legge sul commercio si eliminano barriere ingiustificate. Una corretta delega alle Regioni [intervista a Luca Pellegrini]
CGIL: il direttivo discute ed approva una proposta sulla riduzione dell’orario di lavoro a 35 ore. Apprezza il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Micheli.
«l’Unità», 17 gennaio 1998 [p.14]
Angelo Faccinetto, La CGIL approva la proposta del suo segretario con un documento che parla di «intreccio tra legge e contrattazione». Il Governo apre a Cofferati sulle 35 ore. Confindustria: allora niente aumenti. Battaglia sulla data del 10 gennaio 2001. Turci: «È solo indicativa»; Stefano Bocconetti, «Qualcosa si è mosso, ma le proposte fatte sono sbagliate». Bertinotti: il sindacato è ancora indietro. Pensare che la riduzione d’orario vada fatta in sei anni anziché dal 2001 è un errore, dice il leader del PRC [intervista a Fausto Bertinotti]
Il giornalista Mino Fucillo è nominato direttore del quotidiano «l’Unità». Per la prima volta è nominato un giornalista «esterno» alla redazione. Fucillo, infatti, proviene dal quotidiano «la Repubblica».
«l’Unità», 17 gennaio 1998 [p.3]
Un «esterno» alla guida del quotidiano. L’Arca ha nominato. Mino Fuccillo nuovo direttore dell’Unità; Comunicato dell’editore
Quote latte
«l’Unità», 17 gennaio 1998 [p.1-p.6-p.15]
p.1-p.6- Editoriale, Massimo Paci, I conflitti e la via della ragione;
p.15- Nedo Canetti, Aperta la procedura di infrazione ma non riguarda il decreto. Ministero nel mirino della Corte dei Conti. Latte, Italia sotto accusa a Bruxelles. «Dovete ancora pagare le multe». E intanto il Governo annuncia: allevatori, la trattativa è finita; Sofia Basso, Robusti: non mandiamo tutto a monte. I Cobas del Nord. «Trattiamo ancora». Blocchi a Mantova e sulla Milano-Venezia; Tornano in custodia a Torrimpietra i trattori sequestrati dalla polizia
Turchia
«l’Unità», 17 gennaio 1998 [p.7]
Gabriel Bertinetto, La Corte costituzionale ieri ha sciolto la formazione politica perché cospirava contro lo Stato laico. Turchia, fuorilegge il partito islamico. Erbakan: «Una sentenza liberticida». L’ex premier sarà bandito dalla vita politica per cinque anni ma ha invitato i suoi militanti alla calma. Già pronta la nuova formazione politica. Si chiamerà Fazilet (Partito della Virtù). La sentenza mette fuorigioco altri cinque leader islamici; Ga. B., Il breve regno del Refah. Un solo anno al governo tra polemiche e scontri con le forze armate; I precedenti in Algeria e in Egitto; Umberto De Giovannangeli, Per il responsabile Esteri del PDS: una democrazia non si difende con i carri armati
Ranieri: «Così non si ferma il fondamentalismo». Un paese che si dichiara civile e pluralista non può ricorrere alle maniere forti per fronteggiare un fenomeno complesso come l’Islam [intervista a Umberto Ranieri]
Il responsabile della politica agricola comunitaria, Franz Fisher, ufficializza l’avvio di una procedura di infrazione contro l’Italia, colpevole di aver disatteso i regolamenti dell’Unione europea. La commissione d’indagine individua 2019 contratti non corretti e irregolarità nel 90% delle ditte sottoposte al controllo.
Bruxelles: l’ECOFIN promuove l’Italia. Il 20 gennaio visita lampo a Roma del cancelliere tedesco Kohl
«La Stampa», 20 gennaio 1998 [pp.1-3-p.7]
p.1- Titolo: Ciampi convince i ministri UE, Wagel: non allentare la guardia. Il premier dopo il commercio altre liberalizzazioni. Euro, Italia ok: ma gli esami non sono finiti. Sì al bilancio 1998. Dubbi su pensioni, tasse e residui passivi;
p.1-p.4- Editoriale, Mario Deaglio, Dietro la questione italiana;
p.2- Maurizio Molinari, Si parlerà di curdi e moneta. Chi sono gli uomini della diplomazia tedesca. Koh oggi a Roma, euro in primo piano. Visita lampo per rafforzare i legami tra i due Paesi; Alberto Gini, L’esperto del cancelliere. «Ora avete le carte in regola». Laschet: Bon non intende creare ostacoli [intervista a Armin Laschet];
p.3- Francesco Manacorda, L’Ecofin promuove la finanziaria e approva il piano di convergenza del Tesoro. «Brava Italia, i conti quadrano». Ciampi: ma per l’euro si deciderà ad aprile; f. man., De Silguy «Una partita ancora aperta»; La pagella di Bruxelles (scheda); Massimo Giannini, «Non siamo più vigilati speciali». «Qualcuno non ci ama, ma lo convinceremo»; Armando Zeni, E Prodi affronta l’Assolombarda. Nel giorno del verdetto va a parlare di 35 ore
AN: il presidente, Gianfranco Fini, annuncia alla segreteria l’esistenza del documento scritto con Fisichella che sarà il documento base dell’Assemblea programmatica del partito che inizierà a Verona il 27 gennaio. Scarse le anticipazioni, quello che sembra trapelare è che Verona sarà l’occasione di una nuova «svolta».
«La Stampa», 20 gennaio 1998 [p.7]
f.m., Il documento, stilato con Fisichella per il Congresso di Verona, è destinato a cambiare il volto di Alleanza nazionale. Fini lancia il partito gollista. E prepara la base per una campagna presidenziale
Camera dei deputati: con 341 voti contrari e 248 favorevoli è respinta l’autorizzazione all’arresto per Cesare Previti (FI) richiesta dal pool di Mani Pulite. Ai voti contrari del Polo si aggiungono i voti della Lega e di parte del gruppo dei popolari.
«La Stampa», 20 gennaio 1998 [p.1-p.5]
p.1-p.5- Augusto Minzolini, La coscienza e i giochetti;
p.5- Antonella Rampino, Ma ieri a Montecitorio i deputati hanno disertato il dibattito sul «caso politico». Previti sospeso al filo della Lega. Oggi si decide sull’arresto, voto segreto o palese?; r. i., Ferrara «riabilita» Santoro; Come andrà a finire? No all’arresto. Sì all’arresto. Incerti (tabella)
«La Stampa», 21 gennaio 1998 [pp.1-4]
p.1- Titolo: Borelli: rispetto la decisione. Per Berlusconi «vince lo Stato di diritto». Di Pietro: no, ora la conta dei cittadini. Previti, la Camera dice no all’arresto. Respinta (341 a 248) la richiesta del pool. Decisiva la Lega;
p.1-p.4- Editoriale, Sergio Romano, Non potrà fare la vittima;
p.2- Paolo Colonnello, E la Svizzera sospende le rogatorie per una scorrettezza della nostra Finanza. «Ma non è un voto immorale». Borelli frena: «Prove inquinate? Vedremo»; Maria Teresa Meli, Il dilemma del Carroccio. Lega, la «svolta» impopolare. Bossi: del consenso non me ne frega niente; r. m., Paciotti. «Scontro istituzionale»; Filippo Ceccarelli, Referendum su Mani pulite. Di Pietro: e ora la conta dei cittadini;
p.3- Titolo: Lo scrutinio palese ha capovolto tutte le previsioni e il risultato non è giunto al fotofinish; r.i., Il Manifesto l’aveva annunciato. Ieri in prima pagina «Oggi assolto»; ant. ram. (Antonella Rampino), Asse Polo-Lega, salvo Previti. Alla Camera in 341 votano contro l’arresto; Augusto Minzolini, Il futuro delle riforme. Ma Berlusconi ora frena «Nessun trionfalismo»; Massimo Gramellini, L’ex ministro della Difesa ha seguito il dibattito e la successiva votazione al fianco di Dell’Utri. La maschera impassibile della rivincita
«Il Foglio», 21 gennaio 1998 [p.1]
La giornata in Italia. La Camera non consente l’arresto di Previti: 341 i voti contrari alla richiesta del pool, 248 quelli favorevoli, 21 le astensioni; Garantisti- giustizialisti 1-0. Il voto contro l’arresto di un deputato rilancia le riforme e urtica il pool. La novità politica è la compattezza del gruppo della Lega e la «forte» quota di no di popolari e di altri ulivisti moderati. In crisi gli oltranzisti del PDS
Camera dei deputati: approvata in via definitiva la conversione in legge
Seduta n. 300 - 21 gennaio 1998 [video della seduta]
Disegno di legge di conversione del decreto legge n. 411 del 1997. Quote latte (approvato dal Senato) Discussione
Seduta n. 301 - 22 e 23 gennaio 1998 [video della seduta]
Voto di fiducia e approvazione
«l’Unità», 24 gennaio 1998 [p.15]
Nedo Canetti, Stanziati 1.150miliardi. Al momento del voto l’opposizione abbandona l’aula in segno di protesta. Quote latte, il decreto ora è legge. Entro 15 giorni i primi rimborsi. Maratona alla Camera, manca per cinque volte il numero legale; Il rimborso delle quote latte (scheda); Ma i Cobas non smobilitano
Lo scrittore Enzo Siciliano si dimette da presidente RAI. Il 23 si dimettono altri due consiglieri Giuliana Cavani e Michele Scudiero. Restano in carica solo due consiglieri per la normale amministrazione. Nella maggioranza di Governo non c’è accordo sulla riforma RAI. Solo il 30 si raggiungere un accordo fra PDS e PPI, intesa che consente la nomina da parte dei presidenti di Senato e Camera, rispettivamente Nicola Mancino e Luciano Violante, di nominare nuovo presidente della RAI Roberto Zaccaria e i nuovi consiglieri di amministrazione: Stefano Balassone, Alberto Contri, Vittorio Emiliani e Giampiero Gamaleri. Scelte criticate dal Polo che le considera nomine politiche e non di merito.
PDS – Direzione
«l’Unità», 24 gennaio 1998 [p.11]
Rinalda Carati, Il leader del PDS nella Direzione: «Sarà una forza che non avrà bisogno di essere legittimata dagli alleati». D’Alema: «Una sinistra rinnovata non delegherà ad altri la leadership». Dopo Previti: c’è aria di revanche, chiarimento nella coalizione; G. F. P. (Giorgio Frasca Polara), Cosa due, in lite le «anime» socialiste; S. B. (Stefano Bocconetti), Gli interlocutori del PDS non si impuntano sulle sigle. Il nome «Democratici di sinistra»? Piace, ma ai laburisti non basta. Crucianelli: «Deve essere un partito con una chiara identità». Lucà (Cristiano sociali): «Sì, indica l’area che vuole unire». Spini: «Aggiungiamo: socialisti europei»; Nuccio Ciconte, Il promotore della svolta della Bolognina sullo sviluppo della Cosa due. Occhetto: «Che sia una federazione, ma vera». «La discussione in Direzione ha evitato un trauma: se si fosse formato un nuovo partito in una situazione immatura, non sarei entrato» [intervista a Achille Occhetto]
Cesare Romiti per raggiunti limiti di età lascia dopo 25 anni la presidenza della FIAT. La decisione, secondo lo statuto dell’Azienda, sarà formalizzata nell’Assemblea societaria del 30 giugno. Nuovo presidente sarà Paolo Fresco, vicepresidente esecutivo della General Electric.
Alla Camera inizia l’esame del progetto di riforma della Costituzione elaborato dalla Commissione Bicamerale per le riforme istituzionali.
LEGA NORD Il procuratore di Verona Guido Papali richiede il rinvio a giudizio di Umberto Bossi e di altri 40 dirigenti leghisti per reati che vanno dall’associazione di carattere militare con scopi politici, all’associazione antinazionale e all’attentato contro l’unità e l’integrità dello Stato.
La tragedia di Cermis
Un bireattore della Marina Militare Americana in missione di addestramento da Trento verso la val di Fassa volando a bassissima quota spezza due cavi della funivia del Cermis, che unisce Cavalese a Doss dei Laresi. L’urto provocato dall’aereo EA-6B Prowler fa cadere da 100 metri una cabina della funivia provocando la morte di 19 turisti e il manovratore. L’aereo dopo l’urto, perdendo pezzi, riesce ad atterrare alla base NATO di Aviano.
«l’Unità», 4 febbraio 1998 [pp.1-3]
p.1- Titolo: Cavalese, un pilota trancia i cavi e la gente accusa: non era la prima volta, si sfidavano a sfiorare gli impianti. Una strage per gioco. Aereo USA contro la funivia, 20 morti; Editoriale, Mino Fucillo, L’innocenza del caso;
p.2- Michele Sartori, La tragedia alle 15.20 in Val di Fiemme. Cade una cabina carica di sciatori, l’altra resta appesa per ore Volavano sotto la funivia. Un caccia USA a bassa quota trancia i cavi: venti turisti morti a Cavalese. Difficile identificare le vittime: tra loro tre italiani e un bambino di 10 anni; Tragedia in Val di Fiemme (mappa); I precedenti (crono); Un collega gli aveva chiesto di cambiare turno. Non doveva essere lì. Il tragico destino del manovratore morto; Marco Brando, Il parroco di Cavalese: «La cabina era una lastra, all’interno un ammasso di corpi, irriconoscibili». «Giocavano con noi da anni». La gente accusa i militari: abbiamo protestato inutilmente per i rischi [intervista a don Renzo Caserotti];
p.3- Riesplode la polemica sulle basi aeree NATO: tragedia annunciata. Andreatta: «Non potevano essere lì» «Fermate quei top-gun». L’ira di Scalfaro: «Subito l’inchiesta, cambiate le norme sulle esercitazioni militari». Sospesi i voli a bassa quota. Il cordoglio di Clinton che telefona a Prodi; Trattato del 1951. Per legge saranno giudicati dagli USA; Francesca Parisini, Otto anni fa
la strage di Casalecchio. Tutti assolti; Il velivolo è rientrato alla base di Aviano dopo aver scoperto i danni all’alettone. Le scuse del comandante. Il pilota giura: «Non li ho visti, ho sentito un colpo». Due Commissioni d’inchiesta, una americana e una italiana che avrà come perito un colonnello della base NATO
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Commenti e resoconti