XIII Legislatura - 1996-2001
I Governo Prodi
17 maggio 1996-21 ottobre 1998
Incontro chiarificatore fra il segretario del PDS Massimo D’Alema e i dirigenti del PPI. Si sanano alcuni punti di divergenza e in particolare si decide di consultarsi prima di decidere sulle riforme istituzionali.
«l’Unità», 4 febbraio 1998 [p.8]
Vittorio Ragone, Incontro chiarificatore di D’Alema e Minniti con i dirigenti popolari davanti a un caffè a piazza del Gesù. È pace tra Quercia e PPI. Il segretario del PDS: «Parliamo pure del passato, ma il morto non afferri il vivo». Sulle riforme impegno comune a «discutere prima, piuttosto che ricucire dopo; D’Alema-Pannella. Appuntamento a dopo la Cosa 2
La Corte di Assise di Venezia condanna Luigi Faccia e Giuseppe Segato a 6 anni e 4 mesi quali mandanti del commando «Venezia Serenissima» che il 9 maggio del 1997 a Venezia tentò l’assalto a Piazza San Marco e ne occupò il campanile. All’epoca Luigi Faccia era il presidente di «Venezia Serenissima» e Giuseppe Segato l’ideologo.
Crisi USA-ONU-Irak
Il leader iracheno Saddam, con un colpo di teatro, invita il capo del Congresso USA a visitare i siti considerati depositi di armi batteriologiche. La diplomazia internazionale lavora per il superamento della crisi. L’inviato francese in visita ufficiale in Irak mentre continuano gli sforzi del segretario generale dell’ONU, Kofi Annan.
«L’Unità», 4 febbraio 1998 [p.11]
Ennesimo «colpo di teatro» del dittatore iracheno che si rivolge al capo del Congresso americano
Saddam invita Gingrich a Baghdad. «Venga a vedere che non ho armi». Ancora la diplomazia in primo piano. Arriva in Irak l’inviato del governo francese mentre il segretario dell’ONU Annan
chiama Tareq Aziz per «cercare una soluzione politica». La Casa Bianca resta a guardare. Due settimane al blitz?
Slogan del Congresso «… più sindacato». Partecipano 1024 delegati, 71 delegazioni straniere e 66 giornalisti accreditati. Il Congresso approva la nuova bandiera, abbandonato il rosso si passa all’azzurro, un richiamo all’Europa. Nella relazione e negli interventi giudizi critici sul Governo Prodi e sull’ipotesi sostenuta dalla CGIL delle 35 ore. Confermato il segretario uscente Pietro Larizza.
«l’Unità», 8 febbraio 1998 [p.6]
Angelo Faccinetto, Le rassicurazioni del presidente del Consiglio non ricompongono la frattura tra la CGIL e l’Esecutivo. Cofferati boccia Prodi. «No alla sperimentazione sulle 35 ore»; La gaffe di Larizza: «Chi parla di crisi è pazzo... ma non ce l’ho con Sergio»; A. F., Onofri: «La mia bozza non è per forza il punto di partenza». Domani vertice a Palazzo Chigi. Il Governo senza una proposta. E Confindustria dice no ad «incontri tecnici»
«La Stampa», 4 febbraio 1998 [Economia e Finanza]
Roberto Ippolito, Al Congresso della UIL di Bologna il segretario invita Prodi a cambiare strada e frena sull’unità sindacale. Larizza: le 35 ore sono una rovina. «Fossa ha ragione, fanno saltare tutti i patti»; Massimo Giannini, D’Antoni e Cofferati disunità van cercando; Il Governo sdrammatizza. Treu: lunedì chiariremo tutto
«La Stampa», 6 febbraio 1998 [p.5]
Alberto Rapisarda, Veltroni: terremo fede ai patti. Lunedì il Governo incontrerà sindacati e Confindustria. 35 ore, Bertinotti sul piede di guerra. Cofferati pessimista: non vedo una soluzione; r. c., Da Torino il «No» delle imprese; Roberto Ippolito, Una legge controversa. Larizza mi fido di Prodi. «Orario ridotto solo dove è possibile»
«La Stampa», 7 febbraio 1998 [p.5]
Roberto Ippolito, Il premier ai sindacati: il problema è difficile, l’unica via d’uscita è la concertazione. Prodi: sì alle 35 ore, ma come esperimento. «Il Governo rispetta gli accordi»; (Ansa), Giovanni Agnelli. «Non credo che il Governo cadrà»; ant. ram. (Antonella Rampino), Rifondazione in attesa. Bertinotti sicuro: niente crisi. «Ma non vogliamo sentir parlare di rinvii»
«La Stampa», 8 febbraio 1998 [Economia e Finanza]
r. e. s., «La legge- prova crea soltanto confusione». Domani sindacati e Confindustria a Palazzo Chigi. Sulle 35 ore Cofferati boccia Prodi. Larizza: soltanto un matto pensa alla crisi; L’orario in Italia (tabella); Roberto Ippolito, Poi Pietro chiede scusa. «D’Antoni vuole lo sciopero? Bisogna essere tutti d’accordo»
UIL XII Congresso, Bologna 4-8 febbraio 1998
Palazzo Chigi: vertice fra il Governo e il sindaco di Napoli Antonio Bassolino per l’emergenza occupazionale nel capoluogo campano. Per il Governo partecipano Romano Prodi, presidente del Consiglio, e il vice presidente Walter Veltroni.
«l’Unità», 4 febbraio 1998 [p.15]
Oggi il sindaco partenopeo incontra il presidente del Consiglio, Romano Prodi e il vicepremier Veltroni. A Palazzo Chigi l’emergenza Napoli. Bassolino: un tavolo per il lavoro. «Sbloccate subito i progetti e i finanziamenti già programmati»; Mario Riccio, Piazza Plebiscito, un corteo al giorno. In trentamila fremono per un posto
I consigli d’amministrazione della Compagnia di S. Paolo e dell’Imi approvano la fusione dei due istituti di credito.
Nell’ambito dell’inchiesta sul progetto dell’Alta Velocità (TAV) la Procura di Perugia emette ordini di cattura per corruzione giudiziaria per il banchiere Francesco Pacini Battaglia, già arrestato dalla Procura di Milano per il caso ENI; l’ex sostituto procuratore a Roma Giorgio Castellacci, titolare per 9 anni dell’inchiesta sulla TAV; gli avvocati Astolfo Di Amato, Fiorenzo Gollino e Marcello Petrelli, l’ex amministratore della TAV Ercole Incalza. Concessi gli arresti domiciliari all’ex amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato Lorenzo Necci, all’ex presidente dei gip di Roma Renato Squillante e all’ex presidente della Italferr- Sis TAV.
«l’Unità», 8 febbraio 1998 [p.3]
Franco Arcuti, «Sistematica corruttela giudiziaria». In cella Squillante, Necci, il pm Castellucci, Incalza e Pacini Battaglia. Tangenti e Alta velocità. Patto FS-giudici, nove arresti per la TAV; «Chicchi» al telefono fa i nomi degli imputati; Marco Ferrari, Sempre i «soliti noti» fin dalla prima inchiesta aperta nel 1993 dalla Procura di Roma. La lobby della rotaia. Tutto parte da un’intercettazione al banchiere italo-svizzero; a. c., Giorgio Castellucci e l’amore per la TV. I binari amari del giudice. «Oggi i magistrati o si uccidono con le bombe o con la calunnia», disse nel 1994; Rachele Gonnelli, Ventiquattr’ore di disagi nelle stazioni. Giugni: «Si tratta di un atto grave ed illegale». Macchinisti in sciopero, ed è caos. Nonostante la precettazione il personale di macchina aderente al COMU si astiene dal lavoro fino a stasera
«La Stampa», 8 febbraio 1998 [p.3]
Giovanni Bianconi, Tangenti sui giudici Castellucci e Squillante, Necci, Pacini Battaglia, manager e avvocati. Tangenti ad alta velocità: 9 arresti. Toghe sporche e Ferrovie: 6 miliardi per pilotare un processo; r. r., I verbali. Le prove dei nastri. «Necci, devi stare un po' più attentino». Le conversazioni telefoniche del banchiere
Si svolge a Mantova un incontro che vede insieme l’ex presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, e Mino Martinazzoli, ex segretario della DC. Entrambi si pronunciano contro la Bicamerale anche se divisi sulla prospettiva del nuovo Centro, ipotizzata da Cossiga, non escludono di lavorare insieme per un referendum popolare contro i suoi esiti.
«l’Unità», 8 febbraio 1998 [p.8]
Vincenzo Vasile, L’ex capo dello Stato a Mantova ad un convegno con l’ex segretario del PPI. A Fini: «Sono per il maggioritario». Cossiga lancia il suo nuovo Centro contro il progetto della Bicamerale. «Spero che Berlusconi affossi le riforme». Il sì di Martinazzoli [intervista a Francesco Cossiga]; V. Va, A Vercelli contestazione di FI e Lega. Scalfaro, nuovo appello al compromesso «Non perdete tempo
in polemiche inutili»; PPI. De Mita lascia il gruppo?
«La Stampa», 8 febbraio 1998 [p.9]
Giovanni Cerruti, L’incontro a Mantova. Ma sul «grande Centro» non c’è accordo. L’ex segretario DC: «Ci vogliono tempi lunghi». L’ex presidente: «Tifo per la Cosa 2». «La Bicamerale? Una minestra indigesta». Martinazzoli a Cossiga: un referendum per bocciarla; (Ansa), Colombo e la DC. «Rischio di pulizia etnica»
AN: si svolge l’Assemblea Nazionale in preparazione della Conferenza programmatica aprirà a Verona il 27 febbraio.
«l’Unità», 8 febbraio 1998 [p.8]
Paola Sacchi, L’Assemblea nazionale di AN prepara la Conferenza programmatica di Verona. Critiche di Fiori e Gasparri. E Fini manda un messaggio al Cavaliere. «Sul maggioritario non si può tornare indietro». Voglia di Quirinale? «Non scambio la notorietà con il consenso...»
«La Stampa», 8 febbraio 1998 [p.8]
r.i., All’Assemblea nazionale di AN smentisce di pensare al Quirinale: «Al centro c’è i partito». Fini striglia i suoi: non corro per me. «Non trattatemi da cretino»; (Ansa), Casini. «D’Alema-AN, gatto e topo»
Si riuniscono all’Hotel Ergife a Roma gli ex socialisti che non intendono entrare nella Cosa 2 proposta da Massimo D’Alema. Accolto nel gelo Giuliano Amato. Ovazione per Claudio Martelli. L’iniziativa sarà una tappa verso la nascita dei Socialisti democratici italiani (SDI) che sarà formalizzata nella Costituente socialista che si svolgerà il 10 maggio 1998 a Fiuggi.
«La Stampa», 8 febbraio 1998 [p.9]
Maria Teresa Meli, Gelo e qualche fischio per Amato. Martelli accolto con un’ovazione. Garofano il giorno della rinascita. Pronto il partito dei socialisti democratici
Ulivo mondiale
Il premier britannico Tony Blair, leader del «nuovo» partito Laburista e vicepresidente della «vecchia» Internazionale socialista dalla rosa nel pugno, in un’intervista al quotidiano «The Guardian» lancia la proposta di una «nuova» Internazionale, non più solo socialista ma aperta alle forze di centrosinistra.
«l’Unità», 8 febbraio 1998 [p.8]
Giancarlo Summa, Il premier inglese apre ai democratici americani e ipotizza un’organizzazione non più solo socialista. «Centrosinistra mondiale». Blair propone una nuova Internazionale; Giovanni Rossi, Già al lavoro in 140 nazioni; Aldo Varano, Critiche dalla sinistra PDS. Ranieri: «Giusto coinvolgere i democratici usa». Prodi e Veltroni esultano: «È il nostro progetto». Il vicepremier ricorda di aver già proposto una modifica dell’Internazionale. Il presidente del Consiglio: ora si aprono nuovi orizzonti
«l’Unità», 8 febbraio 1998 [p.5]
Nuccio Ciconte, Confronto incontro con Amato e il segretario del PPI in un Convegno a Roma. Polemica indiretta con Veltroni D’Alema: «Parli con Kohl». Il leader del PDS stronca la proposta di Blair: «Di centro è anche il cancelliere». Sull’Ulivo d’accordo con Marini: «Rafforziamolo, ma non sarà un partito»; Dai socialisti. Amato difende la Cosa 2; Stefano Bocconetti, Giolitti: «Ma la sinistra
deve continuare ad essere visibile in Italia e nell’Internazionale» [intervista a Antonio Giolitti]
«l’Unità», 10 febbraio 1998 [p.8]
Gianni Marsilli, Il premier inglese precisa alcuni passaggi dell’intervista al «Guardian» sui rapporti con i partiti democratici Blair: due Internazionali. «La nuova organizzazione del centrosinistra non soppianterà quella socialista». Ma il PS francese è critico: «Non siamo stati consultati, è un’iniziativa personale»; Mussi critica Amato; Enzo Roggi, Dov’è l’originalità dello SDI?; V. R. (Vittorio Ragone), D’Alema presenta gli Stati generali. Fra un anno il Congresso. Cosa 2, a marzo il referendum. Poi la tessera del nuovo partito. Accordo sui «Democratici di sinistra»; La nuova formazione (scheda); Giovanni Laccabò, A Milano incontro in vista delle assise di Firenze: «La società deve essere trasformata, non solo governata». La sinistra PDS: «Ora speriamo che si discuta di più». Critiche alla fase preparatoria della nascente organizzazione politica: «Fino adesso abbiamo visto una gestione intrisa di vecchio»; Macaluso a Walter Veltroni: «Rinneghi Togliatti? Vattene»
«La Stampa», 8 febbraio 1998 [p.7]
ant. ram. (Antonella Rampino), Il decalogo del premier britannico: amministrazione stabile e prudenza economica. Blair lancia l’«Internazionale» dell’Ulivo. D’Alema fredda il sì di Veltroni: prima ne parli con Kohl
La crisi nel Golfo
Altri 50 aerei USA sono inviati nel Golfo. Il presidente USA parla di una operazione militare limitata da effettuare nei confronti dell’Irak. La Germania concede le basi presenti nel sui territorio agli USA
«l’Unità», 8 febbraio 1998 [p.9]
Inviati nel Golfo altri 50 aerei americani. Il presidente degli Stati Uniti: «Operazione militare limitata». Kohl concede le basi. Attacco all’Irak, la Germania con gli USA; Kuwait prepara le maschere antigas; Toni Fontana, Parla il senatore del PDS. Migone: «Saddam è pericoloso e va messo sotto pressione». Non si può escludere il ricorso alla forza [intervista a Gian Giacomo Migone]
Dall’unione tra i SOCIALISTI ITALIANI ( SI ) , segretario Enrico Boselli, il PARTITO SOCIALISTA ( PS ) , segretario Ugo Intini e il PARTITO SOCIALISTA DEMOCRATICO ITALIANO , segretario Gianfranco Schietroma, nasce il partito dei SOCIALISTI DEMOCRATICI ITALIANI (Sdi )
35 ore
Palazzo Chigi: riprende la trattativa Governo, sindacati, Confindustria sulla legge per la riduzione dell’orario di lavoro.
«l’Unità», 10 febbraio 1998 [p.5]
Rachele Giannelli, Confindustria: sì alla legge ma senza costi per noi. I sindacati: l’accordo di luglio non si tocca. 35 ore a tutto campo. Fossa: ridiscutiamo il patto sociale; Edoardo Gardumi, I tempi si fanno più lunghi. Per Prodi rischi e opportunità; Stefano Bocconetti, Allarme per le dichiarazioni di Lamberto Dini. Ma Rifondazione non fa nessuno sconto. «Nell’intesa d’autunno non c’è dissolvenza»; Walter Dondi, Il prof. Ichino: sì alla legge senza aumenti retributivi. «Meno salario? Non se ne parla». E un altro professore, Paolo Onofri, «anticipa» a Italia Radio la proposta della Confindustria a Prodi; Intesa per la fabbrica di Reggello. Boehringer: meno ore con il turno di notte; Ciampi: più lavoro? Non è automatico; Tronchetti Provera. «Sì al dialogo»
Milano: il giudice Guido Salvini, nell’ambito dell’inchiesta sulla strage di Piazza Fontana, emette la sentenza sullo stupro subito dall’attrice Franca Rame, la compagna di Dario Fo, pronunciando la prescrizione del reato. Gli accertamenti indicano i responsabili in Biagio Pitarresi e Angelo Angeli e che la violenza fu ispirata da militari dei carabinieri della divisione Pastrengo che avevano legami con l’eversione di destra.
«l’Unità», 10 febbraio 1998 [p.15]
Emanuela Risari, L’ordinanza di rinvio a giudizio del giudice Salvini per piazza Fontana e gli attentati dei primi anni 70. «Noi fascisti violentammo la Rame. Una punizione chiesta dai carabinieri». Nei verbali sulle stragi la terribile confessione sullo stupro all’attrice; Franca: «Non posso parlare, non ce la faccio». Dario: «Scrivo a Scalfaro. È violenza di Stato» [intervista a Franca Rame e Dario Fo]
«La Stampa», 12 febbraio 1998 [p.1-p.6]
Gad Lerner, Il caso Franca Rame. La commedia del doppio disonore
Il presidente russo Eltsin in visita ufficiale a Roma si pronuncia per una soluzione diplomatica dello scontro USA -Iraq sulla questione delle armi non convenzionali. Posizione condivisa dal presidente della Repubblica italiana Oscar Luigi Scalfaro.
«l’Unità», 10 febbraio 1998 [p.7]
ma. tu., Il presidente russo in Italia sostiene l’opzione diplomatica con Baghdad. Oggi vedrà Prodi e andrà dal Papa. Scalfaro con Eltsin. «No all’uso della forza»; Maddalena Tulanti, Ecco l’asse fra Mosca e l’Italia; Toni Fontana, Consultazioni per il viaggio, a Roma è polemica fra Polo e Ulivo
Il segretario ONU andrà in Irak per tentare l’ultima mediazione. Basi NATO, Prodi rinvia qualsiasi decisione; Pavel Kozlov, Il numero due del Patriarcato ortodosso spiega il «no» alla visita. La Chiesa russa: il Papa qui non lo vogliamo. «Il presidente Eltsin può anche invitarlo ma Wojtyla sa benissimo che se non si risolve il contenzioso in Ucraina noi ci opporremo» [intervista]
Crisi- USA- ONU- Irak
Il presidente USA Bill Clinton e il premier inglese Tony Blair insistono per nuovo attacco all’Irak che secondo loro avrebbe arsenali di armi non convenzionali. L’Arabia saudita si rifiuta di concedere basi militari per un eventuale attacco all’Irak. La Lega Araba avanza una proposta di mediazione: gli ispettori potrebbero entrare nei siti sospettati di contenere armi non convenzionali. In Italia deciso no a concedere le basi per l’attacco da parte di Rifondazione comunista e Verdi. Così anche Rocco Buttiglione del CDU. Nella maggioranza ulivista si manifestano divisioni fra chi auspica una soluzione diplomatica come Castagnetti (PPI) e Piero Fassino (PDS) e chi sostiene che non ci si possa rifiutare di stare a fianco degli USA come Enrico Letta vicesegretario del PPI.
«l’Unità», 13 febbraio 1998 [p.11]
Duro colloquio a Mosca fra il ministro degli Esteri americano e quello russo sull’eventualità di un attacco. Braccio di ferro USA-Russia sull’Irak. D’Alema: solo all’ONU spetta decidere. A Firenze il leader del PDS dice che non si può escludere per principio il ricorso alla forza ma aggiunge che la scelta non può spettare alle singole potenze. Secondo il Washington Post, Mosca ha fornito anche aiuti militari a Saddam; Umberto De Giovannangeli, Piero Fassino. «USA, il sostegno italiano sarà senza ambiguità». «Prima però - dice il sottosegretario agli Esteri - bisogna tentare tutte le possibili vie di mediazione» [intervista a Piero Fassino]
«l’Unità», 14 febbraio 1998 [p.9]
U.D.G., Il presidente americano, scettico sulle possibilità di una soluzione diplomatica, lancia un ultimatum. «Mosca non ci fermerà». Clinton: se sarà necessario, attaccheremo; Fuga in Libia
per gli scienziati di Saddam; Umberto De Giovannangeli, Dini lunedì a Washington. L’Italia insisterà per una missione di Annan a Baghdad. Prodi con D’Alema: decide l’ONU. Il Governo pensa che non bisogna dare agli Stati Uniti nessuna delega in bianco, nemmeno sulle basi.
«l’Unità», 15 febbraio 1998 [p.6]
Umberto De Giovannangeli, Si scalda il dibattito alla vigilia del viaggio in USA del ministro degli Esteri. Asse Roma-Parigi per la trattativa Dini: negoziare sul serio. Nell’incontro con Albright l’Italia chiederà un mandato ampio per l’ONU. Bertinotti minaccia: trarremo le conseguenze di un appoggio all’attacco USA; Pacifisti davanti a Downing Street; Massimo Cavallini, L’opinione pubblica appoggia Clinton anche se la strategia è vaga. Americani pronti alla guerra ma l’obiettivo finale qual è?; Gran Bretagna. Teorici dell’azione «muscolosa»; Germania. Le basi aeree sono a disposizione; Spagna. Si augura la pace ma prepara la guerra; Danimarca a fianco dell’alleato americano; Svezia non c’è fretta per sparare (schede)
«La Stampa», 11 febbraio 1998 [p.4]
Andrea di Robilant, Washington: pronti a colpire. E Spagna, Portogallo, Canada e Australia offrono basi e uomini. Il segretario ONU si dissocia da Clinton. «Non bisogna umiliare Baghdad»; Le difese di Saddam (scheda); (Adnkronos- Agi), «Attenti ai vostri top gun». Mosca avverte: l’Iraq ha buone difese
«La Stampa», 12 febbraio 1998 [p.1-p.3-p.5]
p.1- Titolo: L’Italia appoggia gli USA sull’intervento, grazie di Washington. Clinton dà 7 giorni all’Iraq. Prodi a Saddam: ispezioni o sarà guerra;
p.1-p.5- Boris Biancheri, Troppi errori;
p.3- Maurizio Molinari, Dopo l’appello con Eltsin. Dini: inutile dichiarare l’indisponibilità delle basi. Roma corregge la rotta nel Golfo. Prodi: senza ispezioni conflitto inevitabile; Andrea di Robilant, La diplomazia a zigzag. Il flirt con l’orso russo lascia perplessi gli USA; e. st., No all’ultima offerta irachena. Aziz: verifiche libere, ma con altri ispettori
«La Stampa», 13 febbraio 1998 [p.9]
Andrea di Robilant, Sergeyev attacca Cohen: «Lì abbiamo interessi vitali, capite le conseguenze di un raid? Il ruggito di Mosca: non toccate l’Iraq. USA-Russia, duello al Cremlino tra i ministri della Difesa; Maurizio Molinari, Due Italie nel Golfo. D’Alema: decida l’ONU, non Clinton. Berlusconi va da Foglietta: «Siamo con voi»
«La Stampa», 14 febbraio 1998 [pp.1-3]
p.1- Titolo: Cresce la tensione USA-Mosca. L’Italia esclusa dall’elenco dei Paesi favorevoli al blitz. Clinton: il no russo non mi ferma. Prodi: mi spieghino perché bisogna attaccare l’Iraq;
pp.1-2- Editoriale, Giulietto Chiesa, L’inutile veto di Eltsin;
p.1-p.3- Tom Clancy, «Il raid fallirà»;
p.2- cla. ti., «Gli USA devono tenerci informati sul raid». D’Alema: la sinistra non è più antiamericana. Prodi: «Annan vada in Iraq». «Sia fatto ogni sforzo per ottenere la pace»; Anna Zafesova, Il risveglio dell’orso. La Russia lancia un fronte anti-USA. Primakov: un vertice tra i Paesi contrari al blitz; (Adnkronos- Ansa), Test di guerra. Baghdad prova un nuovo missile;
p.3- Titolo: Kofi Annan invia a Baghdad una squadra di ispettori; Andrea di Robilant, Clinton: il net russo non ci fermerà. E nella «lista degli alleati» non c’è l’Italia; Fiamma Nirenstein, Gli Sud potrebbero colpire ancora ma nessuno si scandalizza. La solitudine di Israele
«La Stampa», 15 febbraio 1998 [p.7]
Franco Pantarelli, Governo di unità nazionale se l’attacco americano farà cadere il Raíss. «Già pronto il dopo-Saddam». L’opposizione: con noi anche alcuni gerarchi; Mario Ciriello, Il colpo di Stato meglio delle bombe; Giulietto Chiesa, «Clinton avvelenerà la Terra». Mosca: irresponsabile colpire gli stock chimici; (Agi), Da Londra. «Nel ’92 forniture di sostanze proibite»; Andrea di Robilant, Personaggio. Il potente consigliere. Il regista della nuova tempesta. Sandy Berger guida le mosse del presidente
«Il Foglio», 12 febbraio 1998 [p.1]
L’Irak, la Cosa 1 e quella 2. Nella nuova crisi del Golfo, l’Italia si defila da USA (e Germania). Gli spazi che si prendeva Andreotti erano all’interno della solidarietà atlantica. Saddam come nel ’91 imbarazza il PDS. La DC e il pacifismo cattolico
«Il Foglio», 14 febbraio 1998 [p.3]
Editoriali, Mr D’Alema e Mr Butler
Gli Stati generali della sinistra- Firenze, 13-15 febbraio 1998
Come deciso al Congresso del PDS di un anno prima, si svolgono gli Stati generali della sinistra, espressione ispirata da Giorgio Ruffolo. La Cosa 2 prende forma e assume un nome: Democratici di sinistra, così si chiamerà il nuovo partito che nelle intenzioni di D'Alema, Ruffolo e i vari «cespugli» della Quercia dovrebbe divenire la Casa comune" della sinistra riformista e mettere fine alla diaspora comunisti- socialisti. La nascita del partito è rinviata al prossimo congresso.
Tuttavia l'operazione resta un'operazione di vertice che non riesce a configurarsi come un autentico progetto politico e scarsamente capace di coinvolgere il corpo del Pds, il dibattito nelle sezioni è stato scarso, molte le osservazioni sul nome. Malesseri negli altri ragruppamenti. insoddisfazioni che si evidenzieranno all'indomani dell'insuccesso elettorale delle amministrative '98 e della fine della Bicamerale.
«l’Unità», 13 febbraio 1998 [pp.1-4]
p.1-Titolo: A Firenze l’esordio dei «Democratici di sinistra»: via falce e martello, nel simbolo la Quercia con la rosa europea D’Alema volta pagina. «Adesso è finita l’era delle fratture. Pci e Psi sono due facce della stessa sconfitta». «Costruiamo un nuovo patto democratico e sociale per l’Italia del Duemila»;
p.1-3- Mino Fucillo, Una politica più amica della società;
p.2- Stefano Di Michele, In 140 alla presidenza: ex comunisti, socialisti, repubblicani, cristiani. Quante sinistre su quella pedana. Scenografia soft per la Cosa 2 per facce note e meno note; Vladimiro Frulletti, In platea attori e sportivi. E come previsto non si vede Amato. Tutti presenti i leader politici solo Berlusconi resta a casa. Tra i vip anche il nuovo presidente RAI; Matteo Tonelli, Tra i dirigenti del PDS commenti diversi alle parole di D’Alema. Occhetto ascolta via radio. «Un discorso troppo difensivo». Veltroni cauto. Salvi: relazione persuasiva;
p.3- Vittorio Ragone, Il leader della Quercia battezza a Firenze i «Democratici di sinistra». Ruffolo: «Non ci sono più scissioni da sanare». «Sono un ulivicoltore». D’Alema: adesso sappiamo guardare al futuro;
p.3- R. R. (Roberto Roscani), Berlusconi resta a Roma e dice: «Non si può cancellare il Dna». Casini: «Una relazione interessante e egemonica». Corsa alla Cosa bianca. Il PPI ora accelera. Il Polo: è sempre il PDS; Franco Marini, Temo queste privatizzazioni; Gianni Letta, Ora iniziativa analoga; Fausto Bertinotti, Lo dico senza ipocrisie il contrasto è profondo
«l’Unità», 14 febbraio 1998 [pp.2-4]
p.2- Vladimiro Frulletti, Agli Stati generali di Firenze un’adesione forte ma problematica nel discorso del segretario generale della CGIL. «35 ore, ripensateci». Cofferati: il governo parla due lingue; Stefano Di Michele, Annoiati, un po’ irritabili, già convinti. In platea delegati alle prese con i quiz su Tony Blair e Achille Occhetto;
p.3- Vittorio Ragone, Il presidente del Consiglio elogia la nuova sinistra. «L’Ulivo? È i partiti e la gente che ci ha votato». Prodi prende tempo. Il premier tace sulla battaglia dell’orario; Nuove polemiche da Rifondazione. Bertinotti insiste: «Niente ultimatum ma neppure rinvii»; Il leader della CISL: «Basta con i pasticci». D’Antoni: «Le 35 ore? L’accordo è da riscrivere così è impraticabile»; Per il Financial Times «il premier inglese ha rafforzato Veltroni». Tony Blair: «Ci somigliamo anche il Labour è cambiato»;
p.4- Piero Sansonetti, L’intervento molto critico di Achille Occhetto accolto dal gelo dei dirigenti sulla tribuna della presidenza I no del grande dissidente. Il «segretario della svolta» denuncia: è il silenzio dei valori e delle passioni. La polemica contro Amato, ma l’obiettivo vero sono le posizioni di D’Alema; Silvia Biondi, Gli auguri di Delors: «Qui come in Europa si ricompone la sinistra»; Raffaello Capitani, Delusa Anna Maria Testa, mentre Crepax approva senza entusiasmo. I Pubblicitari si dividono sul nuovo simbolo. Sanna: «Orrendo». Davi: «Bello e... femminile»; Matteo Tonelli, Bassolino: Prodi, sul lavoro non ci siamo. Larizza: «Cari compagni, pensate pure ai sentimenti di chi è stato socialista»
«l’Unità», 15 febbraio 1998 [pp.1-4]
p.1- Titolo: L’Inno di Mameli e l’Internazionale concludono a Firenze gli Stati generali. Amato: per ora nessun ruolo politico Nuova sinistra in un anno. D’Alema: «Non sarà il partito del capo, al via ci presenteremo più forti e numerosi». Veltroni: «Una grande forza riformista in un grande Ulivo non solo alleanza elettorale»;
p.1-p.3- Editoriale, Mino Fucillo, L’Internazionale dei fratelli d’Italia;
p.2- Piero Sansonetti, Nel suo intervento il vicepresidente del Consiglio riafferma l’obiettivo dell’Ulivo come formazione politica Veltroni: «Oltre la sinistra». «Con la segreteria di D’Alema abbiamo compiuto radicali innovazioni». «Ma l’identità del partito che stiamo costruendo dev’essere più ampia»;
p.3- Vittorio Ragone, Le conclusioni del leader della Quercia, che l’Assemblea ha eletto alla segreteria della nuova formazione politica D’Alema: la sfida è lanciata. E alla fine l’Inno di Mameli e l’Internazionale; Cosa succede dopo gli Stati Generali; Il segretario della Quercia è intervenuto anche sul tema spinoso dell’orario di lavoro. «35 ore, non colpire il sindacato». Il ministro Treu assicura RC: «La proposta del governo arriverà presto e la data del 2001 non sarà modificata»;
p.4- Matteo Tonelli, Il «dottor sottile» parla alla platea degli Stati Generali. Ieri a Firenze anche l’intervento di Pierre Mauroy. Amato non è ancora pronto. «I duelli a sinistra uno scoglio da superare, per adesso non assumo ruoli». «Dobbiamo offrire all’Europa l’approdo comune del socialismo italiano»; Stefano Di Michele, Le polemiche dietro (e davanti) le quinte degli Stati Generali. Tutti uniti sospettosamente. I soliti vizi a sinistra
«La Stampa», 12 febbraio 1998 [p.1-pp.9-10]
p.1- Titolo: Firenze, vigilia agitata per la Cosa 2. La nuova sinistra nasce tra le liti;
p.1-p.9- Augusto Minzolini, Generazione targata D’Alema.Occhetto è il funerale del PDS. Con Spini e Romita, aspettando i «dalemini»;
p.1-p.10- Enzo Bettiza, Il congedo della parola partito;
p.9- Fabio Martini, Firenze da oggi a sabato Stati Generali della Cosa 2: c’è Rauti, assenti Berlusconi e Bertinotti. D’Alema battezza la sinistra del Duemila. Ma il nuovo soggetto politico nasce fra le polemiche; Da Cosa nasce Cosa
«La Stampa», 13 febbraio 1998 [pp.1-3-p.13]
p.1- Titolo: Firenze, da PDS a «Democratici di sinistra». A Veltroni: sono ulivicoltore, non ulivista. D’Alema: una forza socialista. Via falce e martello, ma resta il gelo con gli ex PSI;
p.1-p.13- Edmondo Berselli, Partito minimalista italiano;
p.1-p.3- Augusto Minzolini, Conta solo il leader. Ma sulle privatizzazioni è già scontro con Marini;
p.2- m. tor., Fredde le reazioni del Polo alla svolta fiorentina di D’Alema. Fini: nulla di innovativo. Berlusconi ma il Dna non cambia. E Bertinotti: così restano due sinistre; Da Cosa nasce Cosa; Cesare Martinelli, La fine di un’epoca. La nomenclatura sfratta i Vip. In tribuna fra manager e burocrati di partito; Franco Debenedetti, L’approdo a una visione positiva della conoscenza può condurre l’Italia e l’Europa fuori delle secche. Ora serva una ricetta liberale per sciogliere i nodi del mercato;
p.3- Titolo: Firenze: in un’atmosfera non incandescente è iniziata «la tre giorni» del grande cambiamento; Il vertice della Cosa 2; Il Parlamentino del Centrosinistra (scheda); Fabio Martini, D’Alema: basta strappi, è l’ora del dialogo. Apertura a Rifondazione, sindacati, imprenditori; L’applausometro per D’Alema (scheda); Filippo Ceccarelli, È caos al Congresso- cantiere. La fusione tra la Prima e la Seconda Repubblica
«La Stampa», 14 febbraio 1998 [p.1-pp.8-9]
p.1- Titolo: Il premier: nessuna contrapposizione con l’Ulivo. Cosa 2, plauso di Blair e critiche di Occhetto;
p.8- Cesare Martinetti, L’intervento del francese infiamma la platea. Messaggio di Blair: bravo PDS e bravo l’Ulivo. Delors: costruiamo la sinistra europea. «Più impegno sulla disoccupazione», ed è ovazione; r. r., Giorgia contesta. È diciottenne la più giovane; Filippo Ceccarelli, Anche la gola fra i valori fondamentali del nuovo soggetto politico: ecco ristoranti e abitudini dell’ora di pranzo. Ma la vera Cosa bolle in pentola;
p.9- Fabio Martini, L’ex leader del PDS avverte: «A dialogare con la sinistra non può essere solo il segretario». Occhetto sfida D’Alema: o Amato, o me. E all’ombra della Cosa 2 nascono già le correnti; Parla Craxi «Ma vi pare un simbolo?»; Augusto Minzolini, Il duello infinito «Ma con Achille perdemmo». Il leader: ora invece siamo al Governo; r. i., Financial Times. «La proposta Blair rafforza Veltroni»
«La Stampa», 15 febbraio 1998 [pp.1-3-p.6]
p.1- Titolo: Firenze, nascono i Democratici di sinistra. Il leader non rompe con Veltroni e Occhetto. D’Alema: con l’Ulivo per governare. Amato: riuniamo i socialisti o non entro nella Cosa 2;
p.1-p.6- Editoriale, Barbara Spinelli, Il parricidio;
p.2- Cesare Martinetti, L’ex premier: se questo è un cantiere aperto, la soluzione positiva è nelle nostre mani. Amato pacifista: basta con i duelli. «Ci sarò anch’io quando ci saranno tutti i socialisti»; r. i., Berlusconi: «è una Cosa che divide, anziché unire»; c.m., Mano tesa a Fossa. «Non c’è più nemico storico. Sì al dialogo con l’impresa»; Filippo Ceccarelli, Rimpasti di organi dirigenti e fusione di statuti per assemblare la nuova creatura. Così prende forma il Golem; Da Cosa nasce cosa;
p.3- Fabio Martini, Battezzato il nuovo partito: «Abbiamo anime diverse, ma continuiamo a chiamarci compagni». D’Alema: noi e l’Ulivo per governare. È tregua tra il leader dei «democratici» e Veltroni; r.i., Le cariche. Sono 176 i membri della Direzione; Augusto Minzolini, I due leader della «Cosa». Condannati a non pesarsi i piedi. La convivenza forzata di Walter e Massimo; Alessandro Mondo, «Nessuno ha l’esclusiva». De Michelis: il dibattito resta aperto
«Il Foglio», 12 febbraio 1998 [p.3]
D’Alema lancia la Cosa 2, molti i mugugni, poche le alternative
«Il Foglio», 13 febbraio 1998 [p.2]
Emanuele Macaluso, La «Cosa» di D’Alema (forse) nasce vent’anni dopo. Come far crescere una pianta rimasta nana (per soppiantare Prodi) [Lettera al direttore]
«Il Foglio», 14 febbraio 1988 [p.3]
Sembra poco, ma D’Alema ha tolto la falce e il martello. Il segretario ha fretta di governare in prima persona e più che i socialisti cerca grand commis alla Delors
PDS Si svolgono a Firenze gli Stati generali della sinistra. E ‘ accolta la proposta del nuovo simbolo e del nuovo nome: DEMOCRATICI DI SINISTRA (DS). Nel nuovo soggetto politico confluiscono I COMUNISTI UNITARI.
CCD: Pier Ferdinando Casini, D’Onofrio e altri 16 dei 26 membri della Direzione, Clemente Mastella non partecipa alla riunione, approvano un documento in cui si afferma che l’Unione democratica per la Repubblica può nascere solo come una federazione di partiti all’interno del Polo. A Casini è assegnato il mandato di riferire il contenuto del documento a Francesco Cossiga prima dell’Assemblea che si svolgerà all’Hotel Minerva il 16 febbraio.
«l’Unità», 16 febbraio 1998 [p.6]
Rosanna Lampugnani, Mastella non partecipa alla Direzione e si appresta a dar battaglia al Congresso. Cossiga spacca il CCD: «L’UDR non entra nel Polo». Per Casini è improponibile una scelta della Vela fuori dal centrodestra: «Se l’ex capo dello Stato vuole seguire una strada diversa, buon viaggio»; ro. la., Mastella: «Io vado avanti...» [intervista a Clemente Mastella]
Del Nasce l'Udr, il partito di Cossiga
All'Hotel Minerva a Roma, nasce il partito dell'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga: l' «Unione democratica per la Repubblica»(UDR). Il nome e le intenzioni richiamano l'Union pour la democratie francaise fondata alla fine degli anni Sessanta dall'ex presidente della repubblica francese Giscard d'Estaing, un'esperienza federativa che raccoglieva parti del mondo cattolico liberale, i radicali di destra di J.J. Servan Schreiber e socialisti non marxisti. Con questa compagine Giscard d'Estaing riuscì a modificare gli equilibri interni al centro- destra fino a diventarne il leader e conquistare la vittoria presidenziale nel 1974. La nascita dell’UDR provoca la divisione del Centro cristiano democratico (CCD). Si separa la coppia Pier Ferdinando Casini - Clemente Mastella, il primo non abbandona il Polo mente il secondo sceglie Cossiga. Nell’UDR entrano, fra gli altri, Rocco Buttiglione, l’ex presidente del Senato Carlo Scognamiglio, pattisti di Segni, laici e alcuni liberali. Così Cossiga definisce l’UDR: «... Un soggetto autonomo di centro, distinto e distante dalla destra» che nasce per supplire ad una situazione di democrazia «incompiuta» e di «bipolarismo imperfetto».
«l’Unità», 17 febbraio 1998 [p.11]
Rosanna Lampugnani, Casini sconfitto, Mastella e i più seguono Cossiga nell’Unione democratica repubblicana. Il picconatore demolisce il CCD. Ora il Polo è morto davvero. Già in settimana il via ai nuovi gruppi parlamentari; Enzo Roggi, L’idea UDR: un Polo scaccia l’altro
«La Stampa», 17 febbraio 1998 [p.1-p.7]
p.1- Titolo: Si dividono i CCD, nel nuovo partito Mastella, Buttiglione, pattisti di Segni, laici e liberali. Nasce l’URD, Cossiga ha il suo partito. «Fuori dal Polo»: l’ex picconatore spacca gli ex DC;
p.7- Maria Grazia Bruzzone, Un terremoto al centro dello schieramento politico: l’ex presidente ha fondato l’UDR. Cossiga in campo, scissione nel CCD. «Ma l’Ulivo ha più DC di noi»; L’identikit della Vela ( scheda); Guido Tiberga, L’offensiva del presidente. Mastella: siamo gli unici a poter battere D’Alema [intervista a Clemente Mastella]; Legge elettorale. Segni e Pannella «referendum»
La crisi nel Golfo. Iraq
USA: il ministro degli Esteri italiano, Lamberto Dini, espone al segretario di Stato americano Albright la linea del Governo italiano sulla questione Irak e sui minacciati raid. In Italia intanto continuano le minacce di crisi da parte di Verdi e Rifondazione nel caso che il Governo concedesse le basi Nato agli USA. Previsto per il 18 l’arrivo del segretario dell’ONU, Kofi Annan, a Baghdad.
«l’Unità», 16 febbraio 1998 [p.5]
U.D. G., Iniziata ieri la missione degli esperti ONU. Il Pentagono ammette per la prima volta: Saddam è nel mirino. Irak, ultima chance. Annan forse a Baghdad mercoledì; Umberto De Giovannangeli, Fassino: tutti d’accordo nel cercare una soluzione politica. Oggi Dini incontra Albright. Ultimatum dei Verdi al governo: «Se date le basi, togliamo la fiducia»; Il rapporto pubblicato da un settimanale per fermare l’attacco. «In Sudan le armi proibite del Rais». Le accuse del Congresso americano; Netanyahu esamina la crisi con i ministri. Israele, a ruba i teli di plastica contro gli attacchi chimici
«l’Unità», 17 febbraio 1998 [pp.1-3]
p.1- Titolo: Dini-Albright, tiepido incontro a Washington. Irak, stop ad Annan. Niente pieni poteri. Gli USA: «Nulla da negoziare»;
pp.1-2- Giandomenico Picco, Buonismo e armi biologiche; Siegmund Ginzberg, Per i flash e non per la pace;
p.2- Maddalena Tulanti, USA, Russia, Gran Bretagna, Francia e Cina non trovano un compromesso. Chirach incontra il ministro di Saddam I cinque grandi prendono tempo. Nulla di fatto al Palazzo di Vetro sulla missione di Kofi Annan in Irak. Oggi nuovo incontro del Consiglio di sicurezza, mercoledì seduta plenaria; Alceste Santini, Il Papa s’appella al segretario dell’ONU: «Subito a Baghdad»; Le forze irachene. Un arsenale di batteri e gas tossici; Le forze americane. 350 aerei e la bomba anti-Saddam;
p.3- Umberto De Giovannangeli, Ieri il ministro degli Esteri ha incontrato Albright: nessuna richiesta di sostegno militare al blitz. Clinton frena Annan. No a Dini sui pieni poteri all’ONU; Da Aviano
a Sigonella. Tutte le basi USA e NATO; U.D.G., La maggioranza. Polemiche nel governo. Bertinotti chiede un vertice sull’Irak; L’opposizione. Sì del Polo sulle basi. «Fermiamo la deriva anti-americana»; U.D.G., Brutti: «Danneggia l’Italia l’aut aut dei Verdi». Per il sottosegretario alla Difesa ci sono ancora spazi per la diplomazia [intervista a Massimo Brutti]
«La Stampa», 16 febbraio 1998 [pp.1-3]
p.1- Titolo: Oggi a Washington Dini incontra Madeleine Albright. Forse Kofi Annan mercoledì a Baghdad. I Verdi: sull’Iraq pronti alla crisi. «Fuori dal Governo se l’Italia dà le basi agli USA»;
pp.1-2- Tony Blair, Clinton ha ragione;
p.1-p.3- Mimmo Cándito, L’attesa di Baghdad;
p.2- r.r., Dini spiega al segretario di Stato Albright la linea della trattativa sostenuta da Roma. I Verdi: addio Prodi se aiutiamo il raid.«Non concediamo le basi agli USA o sarà la crisi»; Le basi USA in Italia (mappa); Aldo Rizzo, Salvare la faccia al raiss in nome della realpolitik; Ugo Magri, Il responsabile esteri del PDS. «Un errore mettere aut aut». «Il Governo ha la coscienza a posto» [intervista a Umberto Ranieri];
p.3- Andrea di Robilant, Fonti arabe confermano per mercoledì l’arrivo del segretario in missione di pace. Annan fa la valigia per l’Iraq. L’ONU tenta l’utima carta della diplomazia; (Ansa), Arafat «Saddam tratta, evita la guerra»;
«La Stampa», 17 febbraio 1998 [pp.1-3]
p.1- Titolo: Il ministro degli Esteri «rassicura» la Albright. Chirac mediatore fra Saddam e Clinton. Dini: sull’Iraq in linea con gli Stati Uniti. Appello del Papa a Kofi Annan: vada a Baghdad;
pp.1-2- Editoriale, Pier Luigi Battista, È meglio Tony Blair; Gabriele Romagnoli, «L’amore non la guerra»;
p.2- Andrea di Robilant, «Se Baghdad non concede la totale libertà di ispezione un conflitto sarà inevitabile». «L’Italia sa quali sono i suoi obblighi». Dini incontra la Albright: nessuna differenza tra noi; Maurizio Molinari, Diktat di Bertinotti. Lettera a Prodi: vertice per dire no agli USA; m. mo., Il partito Verde di Saddam. Dal ’91 la lunga battaglia degli ecologisti; (Ansa), Il Patriarca. «Non colpite il mio popolo»;
p.3- Franco Pantarelli, Il presidente francese: accordo possibile. La Casa Bianca annulla il discorso alla Nazione. Chirac mediatore tra Saddam e Clinton. Giovanni Paolo II ad Annan: «Vada a Baghdad»; (Agi), Russia- Iraq. Deputati scudi umani; Mimmo Cándito, A Baghdad aspettando l’attacco. A spasso fra gli 8 bersagli. I siti presidenziali della discordia; Francesco Grignetti, La finta guerra delle basi. Stavolta agli americani non servono
«La Stampa», 18 febbraio 1998 [pp.1-3]
p.1- Titolo: Via libera dell’ONU al viaggio di Annan. Washington: il tempo stringe. Clinton, uno spiraglio sull’Iraq. Prodi se fallisce la diplomazia sì al biltz;
pp.1-2- Editoriale, Sergio Romano, D’Alema tra Cossiga e Saddam; Augusto Minzolini, Gli equilibristi;
p.2- Maurizio Molinari, Il premier chiarisce al TG5 la posizione italiana: prima la diplomazia, le bombe extrema ratio. Prodi: faremo il nostro dovere di alleati. «Ma ora aspettiamo l’esito della missione di Annan»; L’ordine di battaglia (mappa); Luigi Manconi, Il verde Manconi: no al raid ma il regime accetti le ispezioni. «Non siamo la lobby del Raiss»;
p.3- Andrea di Robilant, Il presidente americano in TV: «L’Iraq accetti le ispezioni o saremo costretti a colpire». L’ultimo appello di Clinton a Saddam. E l’ONU dà il via libera al viaggio del segretario in Iraq; Mimmo Cándito, La nuova tempesta. La notte insonne dei califfi di Baghdad. Luci accese nelle stanze del potere, aspettando il verdetto; Aldo Baquis, Una doppia minaccia su Israele. Hamas annuncia attentati in caso di blitz USA
«Il Foglio», 17 febbraio 1998 [p.1]
Spaccato anche il PDS. Cresce la divisione a sinistra sull’uso delle basi USA in Italia. Prodi non ha una maggioranza. Sinistra pidiessina intransigente, Verdi molto decisi, Rifondazione non è più sola. Saldatura con il partito papista; La crisi irakena. Casa Bianca e Pentagono attendono la diplomazia (e preparano la guerra). La mediazione di Kofi Annan e gli aspetti tecnici allontanano l’ora dell’azione. Al lavoro per convincere gli alleati. Nuova trattativa sui «palazzi»
Il ministro delle Telecomunicazioni, Antonio Maccanico, concede la licenza di fornitura dei servizi di telefonia fissa ai due primi concorrenti della Telecom: Wind, Consorzio formato da Enel, Deutske Telekom e France Telecom, e Infostrada, joint venture tra Olivetti e Mannesmann. Finisce così il monopolio Telecom. Una liberalizzazione che segue quella avvenuta in altri 9 Paesi dell’Unione Europea.
Vertice del Polo. La nascita dell’UDR di Cossiga preoccupa il centrodestra. Alla riunione non sono invitati i leader del CDC e del CDU rispettivamente Buttiglione e Casini.
«Unità», 19 febbraio 1998 [p.9]
Rosanna Lampugnani, L’iniziativa di Cossiga fa precipitare la crisi. Il leader di Fi all’ex presidente: «Mi vuoi distruggere». Forza Italia teme la frana. Minaccia ai «traditori»: niente rielezione; ro.la., E tra Mastella e Fini lite davanti ai cronisti; P. So., Ecco l’UDR via di fuga democristiana; Stefano Di Michele, Risate nervose e tensione al vertice di ieri pomeriggio. «Adesso siamo un brodo di Polo ristretto». Nel centrodestra visi lunghi e battutacce. Pierferdinando Casini: «Mi consolo pensando ai miei bambini, altro di gradevole oggi non c’è proprio». E l’ex presidente CCD commenta: «È un grande dispiacere, Silvio Berlusconi era talmente simpatico...»; Marcella Ciarnelli, Dalla Camera a Mediaset rimbalzano voci su un possibile trasferimento delle attività in Sud America. Il giorno nero di Berlusconi: sta per mollare? Oltre alle difficoltà create dall’UDR, ora in arrivo c’è anche la legge sul conflitto di interessi. Confalonieri conferma i contatti con Murdoch
«La Stampa», 19 febbraio 1998 [p.1-p.3]
p.1- Titolo: Intercettazioni di Bossi: la Camera boccia la richiesta di autorizzazione a procedere. Berlusconi scomunica Cossiga e UDR. Ministero dell’Economia reale, giallo nel Governo;
p.1-p.3- Augusto Minzolini, Il tempo delle minacce;
p.3- f. mar., Il Cavaliere spara a zero sul nuovo partito: un’operazione di Palazzo che non ci farà perdere voti. Berlusconi scatena l’attacco contro Cossiga. «Chi aderisce all’UDR non sarà candidato nel Polo»; Antonella Rampino, «Ecco perché ho scelto il presidente». Scognamiglio: «FI troppo lontano dal gioco politico» [intervista a Carlo Scognamiglio]
L’ex magistrato, ora senatore eletto nelle liste dell’Ulivo, Antonio Di Pietro prepara un suo movimento. Di Pietro conferma l’appartenenza all’Ulivo e afferma che il suo movimento sarà alternativo all’UDR di Cossiga, non un partito, spiegherà, ma un «movimento organizzato d’opinione che si occuperà non solo di giustizia ma anche di riforma della politica. Si può aderire al movimento senza abbandonare i rispettivi partiti, con doppia tessera come l'ormai tradizionale esperienza del Partito radicale.
«Unità», 19 febbraio 1998 [p.10]
Lu. B. (Luana Benini), Venti convocazioni per un caffè di prima mattina a palazzo Madama. Esclusi De Zulueta, Papini e Volcic. Dopo Cossiga si fa avanti Di Pietro. Il suo movimento in gara con l’UDR. L’ex pm resta ancorato al centro del centrosinistra: spiega di essere «antagonista e alternativo» rispetto all’ex presidente e di avere una «finalità pedagogica». E tra i suoi sostenitori circola già un nome: «Democratici per l’Ulivo»; I retroscena di una giornata di sommovimenti e riaggregazioni.
L’addio del «pm rivoluzionario» al «sovversivo delle istituzioni». Rinuncia al gruppo per guardare alle urne
«La Stampa», 19 febbraio 1998 [p.3]
cla. ti., Di Pietro «E io fonderò un movimento»
Claudio Demattè, professore alla Bocconi di Milano e ex presidente della RAI, è eletto nuovo presidente delle Ferrovie di Stato. Insieme al presidente, in conseguenza delle dimissioni di 5 dei suoi componenti, sono nominati per la prima vota i professori universitari Gilberto Gabrielli (Bocconi), Claudio Potestà (Politecnico-Milano). Anna Donati responsabile trasporti del WWF Italia e l’avvocato Roberto Ulissi consulente del ministero dei trasporti. Confermati Giancarlo Cimoli, amministratore delegato, Giancarlo Tesini, Mari Sebastiani e Gianfranco Scoca.
«Unità», 18 febbraio 1998 [p.8]
Mi. Urb., Intervistato a 24 ore dall’eventuale nomina l’ex presidente Rai non scioglie ancora la riserva FS, Demattè vuole poteri. Il professore della Bocconi pretende chiarezza per accettare la presidenza. «Ho posto delle condizioni, quando vedrò chi c’è nel nuovo CdA deciderò» [intervista a Claudio Demattè]; Morena Pivetta, Cimoli non vuole perdere competenze. Si tratta su nomi e deleghe
«Unità», 19 febbraio 1998 [p.7]
Morena Pivetti, Nel Consiglio entrano Gilberto Gabrielli, Claudio Podestà e l’ambientalista Anna Donati Nuovo corso nelle FS. Claudio Demattè presidente, Cimoli confermato amministratore delegato. Rinnovato il CdA. «Miglioreremo il servizio con tariffe a livello europeo»; Il nuovo CdA delle Ferrovie (componenti); COMU ricorre al TAR contro precettazione; Rachele Gonnelli, Anna Donati, la prima donna nel CdA delle Ferrovie. Le sue battaglie contro l’Alta velocità. L’ascesa di un’ambientalista amante dello «slow train»; CdA, Legambiente soddisfatta. «Ora si riequilibri il sistema dei trasporti»
La crisi nel Golfo
Missione diplomatica del segretario dell’ONU, Kofi Annan, in Irak. Prima di giungere a Baghdad, il 20 febbraio, Annan fa tappa a Parigi e incontra il presidente francese Chirac.
«La Stampa», 19 febbraio 1998 [pp.1-2-pp.8-9]
p.1- Titolo: USA, pacifisti scatenati in diretta TV. Annan in Iraq. Il mondo spera;
pp.1-2- Editoriale, Igor Man, Missione impossibile a Baghdad;
p.8- Andrea di Robilant, Un boomerang la trasmissione voluta da Clinton per spiegare le ragioni di un attacco. Un ’68 anti-yankee alla CNN. Fischi per Albright, Cohen e Berger; Mimmo Càndito, Aspettando la nuova tempesta. Baghdad, tra i tifosi del nuovo Nasser. Al mercato dei libri si vende il sogno della riscossa araba; (Ansa), Il Patriarca Caldeo. «Santità venga in Iraq sulla via di Abramo»; e. st., Il «manifesto» si clona. Ogni giorno stessa foto in prima «Questo è il volto della guerra»; (Ansa), Bobbio contro la guerra. Firma con il card. Saldarini un appello di Ernesto Olivero;
p.9- Andrea di Robilant, L’Iraq disposto ad aprile gli 8 siti agli ispettori purché scortati da diplomatici. Il mondo ora tifa per Annan. Ma Clinton è scettico sul viaggio a Baghdad; ONU-Baghdad il grande duello (scheda); Domenico Quirico, Personaggio. Un africano al Palazzo di Vetro. Il riscatto delle Nazioni Unite nella valigia di Kofi a Baghdad; Francesco Grignetti, E l’Ulivo si ricompatta. Meno imbarazzo a stare con gli USA
«La Stampa», 20 febbraio 1998 [p.1-pp.4-5]
p.1- Titolo: A Parigi colloquio segreto con Chirac. Annan oggi a Baghdad. «La partita è aperta»;
p.4- Maurizio Molinari, Nuove tensioni nella maggioranza. Nicotra: il Governo neghi subito il nostro coinvolgimento nel blitz. «Navi italiane nel Golfo». RC accusa ma la Difesa smentisce; Appello pacifista. D’Alema appoggia Olivero e Bobbio; Aldo Baquis, Israele, uniti contro il raid. L’appello di intellettuali ebrei e arabi;
p.5- Tullio Giannelli, Il segretario ONU fa tappa a Parigi, oggi la difficile missione da Saddam. Annan, un weekend per la pace. «L’Iraq non ha bisogno di un altro attacco»; Andrea di Robilant, Con gli auguri di Clinton. «Ma noi siamo sempre pronti a intervenire»; a.d.r., Tempesta sulla TV di Turner. La Casa Bianca furibonda con la CNN
La Commissione agricoltura della Camera approva, in sede legislativa, l’ Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul dissesto della Federazione italiana dei consorzi agrari, approvata dal Senato il 19 giugno 1997 ( L. 2 marzo 1998, n. 33). La relazione finale sarà presentata il 6 marzo 2001.
Il segretario generale dell’ONU, Kofi Annan, e il capo dello Stato iracheno mediazione con Saddam Hussein raggiungono un accordo che consente agli ispettori dell’UNSCOM di riprendere i controlli nei depositi di armi iracheni per verificare se vi siano armi di distruzione di massa. Verifiche che erano state bloccate dalle autorità irachene il 14 gennaio. L’intesa è saluta positivamente dall’ONU, anche se permangono dubbi e sospetti sull’Iraq da parte di USA e Gran Bretagna.
«l’Unità», 25 febbraio 1998 [pp.4-5]
p.4- Umberto De Giovannangeli, Il presidente del Consiglio rivendica il successo diplomatico di Annan e polemizza con chi aveva criticato la linea di Palazzo Chigi. Prodi: ho rischiato e vinto. «In questa battaglia ci hanno lasciati soli»; U.D.G., Rifondazione insiste: il rischio di guerra non è scongiurato. Bertinotti non arretra. «Il Governo è stato ambiguo» [intervista a Fausto Bertinotti]; Scetticismo in Israele e critiche a Netanyhau: assente nei giorni cruciali. «Entro due mesi la crisi irachena riesploderà». Arafat: «Il premier israeliano tira in ballo una nuova Camp David solo come manovra diversiva. Attui piuttosto gli accordi di Oslo»;
p.5- Massimo Cavallini, Il segretario generale acclamato al suo sbarco a New York. «Non è una mia vittoria, in Irak hanno vinto le Nazioni Unite». Annan trionfa all’ONU. Ma per gli USA serve tempo per studiare l’accordo; Toni Fontana, Se finisce l’embargo il petrolio iracheno inonderà i mercati; Mauro Montali, La gioia è durata poco nella capitale assillata dalle sanzioni. «La nostra vita a Baghdad? Si è fermata sette anni fa»
«l’Unità», 26 febbraio 1998 [p.9]
Umberto De Giovannangeli, Il Consiglio di sicurezza esamina i punti deboli dell’accordo. Dubbi sulle procedure speciali per le ispezioni. Saddam sotto esame. Un patto segreto tra Albright e Annan; U.d.G., L’intervista al TG1. Prodi: «Dopo i controlli il passo successivo togliere l’embargo»; Aziz elogia l’Italia «Posizione oggettiva»; Mauro Montali, Il reportage/ La drammatica situazione nell’ospedale pediatrico, mancano i medicinali per i piccoli. A caccia di armi chimiche. Con gli ispettori ONU in una fabbrica irachena: ma sembra tutto organizzato; Gli effetti dell’embargo (scheda)
«l’Unità», 27 febbraio 1998 [p.11]
Chirac, insieme a Cina e Russia, esclude un attacco aereo immediato nel caso in cui l’Irak non stia ai patti. Pronta la risoluzione anti-Saddam. Ma è scontro sulle «gravi conseguenze». Il Congresso USA contesta Albright: necessario rifiutare l’accordo; Il testo appoggiato da Londra e Washington; La polemica. I batteri dell’antrace forniti a Baghdad da Francia e Stati Uniti
«La Stampa», 23 febbraio 1998 [pp.1-3-p.9]
p.1- Titolo: Il portavoce dell’ONU: accordo accettabile, oggi firmiamo. Blair; nessun cedimento. Pace, ma Clinton non si fida. Annan convince Saddam, gli USA: aspettiamo il testo;
p.1-p.9- Editoriale, Boris Bianchieri, La crisi non è finita;
pp.1-2- Guido Ceronetti, Varianti di guerra;
p.2- Franco Pantarelli, Il presidente e Hillary contestati all’uscita dalla messa. La preparazione militare continua. Clinton è prudente: attenti ai bluff. «Noi decideremo in base agli interessi nazionali»; Aldo Rizzo, Nessuna illusione il baratro ritornerà; Maurizio Molinari, Alla Farnesina lieto fine del giorno più lungo;
p.3- e. st., Il segretario: parlo e tratto a nome di tutti i Paesi dell’ONU, tutti devono accettare. Annan: «La missione è compiuta». Annunciato l’accordo sulle ispezioni, oggi la firma; Mimmo Candito, L’attesa di Baghdad. Le 24 ore che salvarono la pace. Quattro incontri con Aziz, faccia a faccia col Raiss; Prove di rivolta nel mondo arabo. Dal Cairo ai Territori in piazza contro gli USA
«La Stampa», 24 febbraio 1998 [pp.1-3-p.10]
p.1-Titolo: Annan oggi al Consiglio di sicurezza. Aziz: spero che finisca l’embargo. Crolla il prezzo del petrolio. Clinton accetta l’accordo di pace. «Se l’Iraq non lo applica subirà gravi conseguenze»;
p.1-p.10- Editoriale, Igor Man, Una fragile firma sul domani;
pp.1-2- Gabriele Romagnoli, I tre vincitori;
p.2- m.c., Firmato il testo dell’accordo con l’Iraq che oggi sarà discusso al Consiglio di Sicurezza. All’ONU l’ultima battaglia di Annan. Il segretario lascia Baghdad. Aziz ora finisca l’embargo; «Grazie Italia». Annan a Prodi «Ruolo chiave»; Maurizio Molinari, Il ministro degli Esteri. Dini: è stata la vittoria della linea italo- russa [intervista a Lamberto Dini]; u.b., Ma le Borse non si fidano. Male Wall Street, Milano incerta. E calano il greggio e il dollaro;
p.3- Andrea di Robilant, «Non ritiro l’Armada dal Golfo, se Saddam non rispetta i patti saremo liberi di colpire. Pace, il sì condizionato di Clinton. «Contano i fatti, non le parole»; La lista d’attesa per l’oro nero (elenco); I pozzi iracheni (mappa); Mimmo Cándito, Il sollievo della capitale. Baghdad, al bazar si vende speranza. Oppressa dall’embargo, la gente si rallegra della pace; a. d. r., Il braccio americano del raïss
«La Stampa», 25 febbraio 1998 [pp.1-3]
p.1-Titolo: Il Consiglio di sicurezza approva l’accordo. Tarez Aziz: è un successo politico. Annan, ritorno trionfale all’ONU. Clinton: «L’Iraq resta un sorvegliato speciale»;
pp.1-2- Editoriale, Sergio Romano, Come vincere la guerra invincibile;
p.2- Roberto Ippolito, Il presidente del Consiglio: soluzione nello spirito del documento che ho firmato con Eltsin. «Era giusto credere nell’ONU». Prodi: i fatti ci hanno dato ragione [intervista a Romano Prodi]; John Deutch, Come far fuori Saddam Hussein. L’ex capo della CIA: ecco i pro e i contro;
p.3- Titolo: Clinton noi continuiamo a vigilare. E la Albright parla di «ambiguità» nel testo dell’Intesa; Andrea di Robilant, Annan all’ONU, un ritorno da eroe. L’intero staff lo accoglie nell’atrio con applausi; Mimmo Cándito, Reportage. L’attesa dell’Iraq. I businessmen in coda alle porte di Baghdad; f. man., Arafat: ora tocca a Israele. «Fate rispettare tutte le risoluzioni»
Sul «Corriere della sera» il pm Gherardo Colombo usa parole pesanti nei confronti dei lavori della Bicamerale e accusa il governo di inerzia di fronte alle richieste di rogatoria internazionale del pool indispensabili per portare avanti le indagini ancora in piedi. Secondo il magistrato si è in presenza di un «ricatto» del Polo nei confronti della maggioranza. È subito polemica, un fuoco di fila di dichiarazioni critiche. Il governo le giudica «infamanti» e in aperta violazione della direttiva del settembre '96 agli uffici giudiziari. Per il ministro della Giustizia il magistrato ha screditato l'attività e il grado di autonomia e di indipendenza della Bicamerale e del Governo. Durissimo il commento di Massimo D'Alema: tesi «politiche», «sbagliate», «pericolose», «tipiche dell'estremismo di sinistra».
«l’Unità», 25 febbraio 1998 [p.7]
Paola Sacchi, Il leader di Forza Italia incassa gli effetti della contestatissima uscita del pm di Mani pulite Gherardo Colombo. E Berlusconi ringrazia. Violante: «Riforme per evitare i conflitti»; Susanna Ripamonti, Rogatorie, lo scontro avvelena il clima tra Mani pulite e Flick; E. F. (Enrico Fierro), Chiesto al CSM il trasferimento immediato per incompatibilità. Il Polo su Colombo: «Via subito da Milano»; Alberto Leiss, Gli interrogativi sollevati dal giudice milanese chiedono una risposta anche dal lavoro del Parlamento. Un sistema politico ancora gracile alla ricerca di un punto di equilibrio con la magistratura. Quella storia d’Italia raccontata da Colombo; L’Osservatore critica il Pool: «Incrina la vita democratica»
«La Stampa», 23 febbraio 1998 [p.1-pp.6-7-p.12]
p.1- Titolo: Il magistrato attacca il compromesso sulla riforma. Per la Paciotti «meglio il silenzio». Insorgono i politici, Borelli lo difende. «Bicamerale sotto ricatto», bufera su Colombo. Mancino e Violante: quel pm è devastante. Flick: diffama il Parlamento;
p.1-p.12- Edmondo Berselli, La giustizia dogmatica;
p.6- Giovanni Bianconi, Spaccato il CSM: per la sinistra «reazioni esagerate», per la destra «giudizi inammissibili». «Insinuazioni gravi, così si diffama il Parlamento»; (Ansa), Nordio «Non vogliono le riforme»; Guido Tiberga, Il segretario di Rifondazione. Bertinotti: la Bicamerale ha sbagliato da sola [intervista a Fausto Bertinotti];
p.7- f. ama. (Flavia Amabile), Dure reazioni all’intervista del giudice di Mani pulite. Salvi (PDS): faccia i nomi o lo denuncio. «è l’Italia del ricatto che ispira le riforme»; gio. bia., Grosso (CSM) «Ha superato la misura» [intervista a Carlo Federico Grosso]; Ugo Bertone, La strategia del pool. Borelli si schiera con il suo pm. «Un cittadino- magistrato ha il diritto di parlare»; Flavio Carozza, «Faceva meglio a tacere». Paciotti: ma quante reazioni esagerate [intervista a Elena Paciotti]
«La Stampa», 24 febbraio 1998 [p.1-pp.6-7]
p.1- Titolo: Il giudice. Sono pronto a farmi cacciare. Flick processa Colombo ma il Pool fa quadrato. Borelli: si vedrà se abbiamo libertà di parola. D’Alema: analisi sbagliata, ma non va punito;
p.1-p.6- Gad Lerner, La vera colpa;
p.6- L’accusa: «Parole idonee a turbare l’esercizio di funzioni costituzionalmente previste». Flick mette sotto inchiesta Colombo. «Ha fatto uso strumentale della sua qualità di magistrato»; Ma c’è anche chi applaude. Nasce un «partito trasversale» favorevole al pm di Mani pulite; Giovanni Bianconi, La Quercia e le toghe. D’Alema: il pm ha sbagliato ma il processo è un errore;
p.7- Paolo Colonnello, E Borelli: il procedimento di Flick? Faccia, ma sarà un giudizio sulla libertà di espressione. Colombo rincara: non ci lasciano più lavorare. Boccassini: condivido ogni parola, processino anche me; p. col., D’Ambrosio: sbaglia ma siamo in un angolo [intervista a Gherardo D’Ambrosio]; Pino Corrias, «Lo sfogo del giudice. Sono pronto a farmi cacciare». Il pm: per difendere le cose in cui credo; Le tappe dell’inchiesta disciplinare (scheda); (AdnKronos), Sondaggio. Il 40% con il magistrato
«La Stampa», 25 febbraio 1998 [p.1-pp.4-5]
p.1- Titolo: In causa la compatibilità ambientale del pm. Flick nomina Zagrebelsky all’organizzazione giudiziaria. Su Colombo l’ombra del trasferimento. Il CSM è diviso, Violante: attenti, non è una resa dei conti;
p.4- Chiara Beria di Argentine, La presidente dei magistrati italiani. «Non è giusto reagire a espressioni di pensiero adottando iniziative repressive». Paciotti: contro Colombo rischi di autoritarismo [intervista a Elena Paciotti];
p.5- Francesco Grignetti, Oggi «question time» alla Camera. Violante tra politica e magistratura c’è un conflitto, non la guerra. E ora Colombo rischia il trasferimento. Il CSM verso la spaccatura sulle sanzioni per il pm; Giovanni Bianconi, Pool e Quercia, Flick sotto assedio. E intanto ha chiamato Zagrebelsky al suo fianco; Le rogatorie di mani pulite (grafico)
La Camera approva Disposizioni concernenti il Fondo di solidarietà per le vittime delle richieste estorsive (AC 3769), che saranno approvato dal Senato il 3 febbraio 1999 (L. 23 febbraio 1999, n. 44 – legge antiracket).
Alleanza nazionale Conferenza programmatica Verona, 27 febbraio- 1° marzo 1998
Alleanza nazionale I Congresso Verona
Gianfranco Fini sceglie la città di Verona, sede del primo congresso del Partito repubblicano fascista, per la convocazione dell'Assemblea nazionale di AN che si svolge il 27 febbraio. Forte dei successi ottenuti enfatizza la svolta compiuta da AN che definisce «un partito di programma che guarda al futuro, senza complessi di inferiorità e senza ideologie». A Verona non si discute solo del ruolo di An ma in modo più o meno esplicito la leadership del Polo. Berlusconi scavalca a destra Fini. Fa distribuire gratuitamente ai partecipanti il saggio curato da un gruppo di storici francesi coordinati da Stéphane Coutois «Il libro nero del comunismo». Una distribuzione che accompagna il suo intervento dai toni fortemente anticomunisti. Un intervento che vuole spiazzare Fini, evitare che sia lui il protagonista dell'intesa istituzionale nella commissione Bicamerale. Fini nella replica prende le distanze dall'intervento del Cavaliere: inutile fare una politica anticomunista perché «in Italia il comunismo non c'è più».
«l’Unità», 27 febbraio 1998 [p.1-p.9]
p.1-p.9- Renzo Foa, Verona. Erano fascisti l’ho dimenticato;
p.9- Gianfranco Fini: «L’obiettivo è arrivare a un bipolarismo vero, in una cornice di valori condivisi».
AN riparte da Verona. Al via la «tre giorni» programmatica; Il documento di Verona (estratti); Gli elettori: «Ci sentiamo parte del Polo»; Michele Sartori, In giro per i luoghi che furono testimoni del fascismo e della guerra. La città che vide la Storia guarda scettica all’evento
«l’Unità», 1° marzo 1998 [p.1-p.6-7]
p.1-p.7- Editoriale, Mino Fucillo, Il Cavaliere imbarazzante;
p.6- Stefano Di Michele, Fredde le reazioni al discorso di Berlusconi: l’assemblea di Verona si sente quasi scavalcata a destra. «È lui che guarda indietro». Plateali i «non applausi» di Fini mentre il cavaliere parlava dalla tribuna. «Invece del libro nero avrebbe dovuto portare il libro dei programmi»; Casini contro Cossiga: «Indossa un elmetto di cinquant’anni fa»; Jolanda Bufalini, Va bene, per Luigi Paganetto, l’enunciazione dei principi. Ma AN non supera l’esame su libero mercato e lavoro. «Ora i temi sono sviluppo e occupazione»; E Rauti celebra a Milano il suo «giorno fascista»;
p.7- Paola Sacchi, Il Cavaliere sventola il «Libro nero», la butta sull’ideologia e sferra l’ennesimo attacco ai pm: «Vogliono controllare il cuore dello Stato». Berlusconi sorpassa a destra. D’Ambrosio: «Non gli rispondo, non parlo con i miei imputati»; Tatarella: siamo più moderati del centro…; Michele Sartori, Curiosando negli stand culturali tra novità e contraddizioni. Ma lo «Schindler italiano» sulle bancarelle non c’è; Michele Sarfatti, «AN ha evitato di toccare le questioni della storia e della memoria, ma...». «Davanti al passato non si può andare oltre». L’antisemitismo fascista, divenuto elemento costituente del regime e della Repubblica sociale, ha contribuito alla Shoah
«l’Unità», 2 marzo 1998 [pp.1-4]
p.1- Titolo: Il presidente del Consiglio smentisce con durezza l’intenzione di andare alle urne. E Di Bella jr. trionfa a Verona Fini dà lezione a Berlusconi. «Le riforme vanno fatte, non ce l’ha ordinate il medico ma ce le chiede il Paese». «In Italia non c’è più il nemico comunista, smettiamola di guardare al passato»;
pp.1-2- Gianfranco Pasquino, Può essere vero bipolarismo;
p.1-p.4- Pietro Spataro, Ma un partito non fa il medico;
p.2- Rosanna Lampugnani, Si approfondiscono le differenze tra i due maggiori partiti del centro-destra su Giustizia e Bicamerale «Perché AN sceglie D’Alema?». Documento «durissimo» di Forza Italia sui contrasti con Fini emersi a Verona. «Berlusconi è stato frainteso: non è vero che noi non vogliamo le riforme»; Cosa Hanno detto. Silvio Berlusconi. Gianfranco Fini; Picconate a Fini. Cossiga:
«A Verona è finito il Polo»; Vittorio Ragone, Parla il presidente dei deputati della Sinistra democratica. Mussi: «Da loro siamo lontani anni luce. Ma almeno ci sono. Berlusconi dov’è?»
«AN cerca la destra moderna, il cavaliere è fermo al ’48» [intervista a Fabio Mussi];
p.3- Paola Sacchi, Chiudendo la Conferenza di Verona il presidente di Alleanza nazionale respinge le posizioni sostenute sabato da Berlusconi. Da Fini altolà al Cavaliere «Se salta la Bicamerale precipita la crisi»; Il presidente AN della Campania si dimette?; Michele Sartori, Il professore bloccato da Fini: «Su questo argomento parlo io». No dall’alto all’intervento in ebraico. E il Centro Perlasca: «Brutta insensibilità»; Stefano Di Michele, Le diverse anime della destra negli interventi dalla tribuna della Conferenza. Ecco a voi «Er Pecora», l’ultimo dei mohicani. Si lagna l’unico oppositore di qualche rilievo rimasto nel partito: «M’hanno fatto parlare quando la sala era vuota». La rentrée di Gasparri;
p.4- Stefano Di Michele, Il dottore ha denunciato una «strategia per arrivare al blocco totale della sperimentazione». Manifestazione nazionale il 7 marzo a Roma Di Bella trionfa dal palco di AN.
Il figlio del professore modenese a Verona: «Aiutateci contro chi ci vuole boicottare». «Io e mio padre siamo attaccati quotidianamente. E ora non si trova più la somatostatina»; Anna Morelli, Luciano Maiani, fisico, direttore del CERN di Ginevra: «Indispensabile l’oggettività». «Politici, giù le mani». La scienza contaminata dai partiti? «Sarebbe una vera rovina» [intervista a Luciano Maiani]
Kosovo
28 febbraio: nella provincia serba del Kosovo due poliziotti serbi sono uccisi e altri tre feriti in un agguato. La polizia serba a sua volta uccide 5 ribelli albanesi. Il leader degli albanesi Ibrahim Rugova chiede all’Occidente di intervenire sulle autorità di Belgrado per far cessare le azioni della polizia serba nella regione di Drenica.
1° marzo: si scatena la vendetta serba. Violenti scontri fra forze di polizia serba e indipendentisti albanesi. A Pristina, Likosane e Drenica 20 morti. Secondo alcuni leader albanesi i morti sarebbero molto più numerosi e salirebbero almeno a 35 contando le aggressioni in vari piccoli villaggi.
2 marzo: a Pristina la polizia serba aggredisce la manifestazione di protesta, circa 60 mila partecipanti indetta dai partiti politici albanesi per protestare contro le violenze serbe nella regione di Drenica. Manifestazione, oltre 2000 partecipanti, contro l’ambasciata di Belgrado a Tirana. Duro monito degli USA a Milosevic per porre fine alla repressione. Mosca invita Belgrado a trovare una soluzione che rispetti l’integrità territoriale del Paese e i diritti degli albanesi. L’Europa esprime solidarietà agli albanesi e convoca il Comitato politico per esaminare la situazione nella regione.
3 marzo: arriva a Belgrado per incontrare Milosevic l’inviato dell’Unione Europea Robin Cook, ministro degli Esteri britannico. Hans van den Brock, commissario dell’EU per gli affari europei minaccia l’interruzione di ogni relazione economica fra UE e Federazione Jugoslava se non si avvierà una politica di pacificazione nel Kosovo.
4 marzo: richiamato d’urgenza negli USA l’inviato americano Robert Gelbard. Da Washington si minacciano nuove sanzioni contro Milosevic e non si esclude un intervento militare per evitare la guerra civile. L’Esercito clandestino albanese lancia un appello a tutti gli albanesi a imbracciare le armi e aderire all’organizzazione.
«l’Unità», 3 marzo 1998 [p.10]
Ma. M. (Marina Mastroluca), La polizia serba reprime la manifestazione indetta a Pristina da tutti i partiti albanesi dopo l’eccidio di Drenica. Esplode la protesta nel Kosovo, 150 feriti. Il presidente della Repubblica autoproclamata Ibrahim Rugova si appella a Stati Uniti e UE: «Bisogna tentare la via del negoziato con Belgrado»
«La Stampa», 1° marzo 1998 [p.9]
Scontri tra polizia e ribelli albanesi: sette morti. Imboscate e vendette. Guerriglia nel Kosovo
«La Stampa», 2 marzo 1998 [p.7]
Ingrid Badurina, Blindati ed elicotteri attaccano i villaggi roccaforte dei separatisti. Belgrado tace sull’eccidio. Nel Kosovo la terribile vendetta dei serbi. Gli albanesi: 35 uccisi dalla polizia, fra i morti donne e bambini
«La Stampa», 3 marzo 1998 [p.9]
Ingrid Badurina, Ex Jugoslavia. Un duro messaggio di Washington a Milosevic. A Tirana la folla lancia sassi contro l’ambasciata di Belgrado. Lacrimogeni e manganelli contro il lutto del Kosovo. A Pristina la polizia serba reprime la manifestazione di 60 mila albanesi
«La Stampa», 4 marzo 1998 [p.9]
Ingrid Badurina, La polizia serba ha impedito alle famiglie delle vittime di seguire le esequie. I funerali proibiti del Kosovo. Gli USA: «Potrebbe essere la fine di Milosevic»
«La Stampa», 5 marzo 1998 [p.11]
Ingrid Badurina, Durissimo l’inviato di Clinton. L’Esercito clandestino: vendicheremo presto i nostri morti. Kosovo, l’America minaccia una Tempesta. «Milosevic sei avvertito»; Andrea di Robilant, Allarme rosso nei Balcani. Washington teme il crollo della pace
PRC- Direzione. Scontro fra il segretario Fausto Bertinotti e il presidente Armando Cossutta sul ruolo del partito nel Governo Prodi e nel rapporto con i vari partiti della maggioranza. Per la prima volta i lavori della Direzione sono aperti alla presenza dei giornalisti.
«l’Unità», 3 marzo 1998 [p.2]
Stefano Bocconetti, Contrastato dibattito nella Direzione di Rifondazione comunista i cui lavori per la prima volta sono stati aperti ai giornalisti Nuovo aut aut di Bertinotti. La minaccia di crisi non convince Cossutta: tirare la corda va bene, ma non romperla. Il leader riapre la polemica con CGIL, CISL e UIL: sarebbe bella un’organizzazione di classe; S. B., Lo scontro in direzione ora non è più off-limits; Edoardo Gardumi, Il leader della CISL contesta i giudizi di Bertinotti, che «sogna un’organizzazione subordinata e senza potere». «Vuoi sindacati subalterni». D’Antoni: «Caro Fausto sbagli tutto, hai nostalgie da terza internazionale»
«La Stampa», 3 marzo 1998 [p.2]
Antonella Rampino, Rapporto con Prodi «sempre più negativo», ma Cossutta: non tiriamo troppo la corda. L’ultimatum di Bertinotti. «O si cambia, o a maggio è la crisi»
A «Porta a porta, la trasmissione TV condotta da Bruno Vespa, il leader di Alleanza nazionale (AN) Gianfranco Fini illustra le conclusioni dell’Assemblea di Verona e ammette divergenze con Forza Italia (FI) anche se si augura una ricomposizione all’interno del Polo.
Il rabbino capo Elio Toaff esprime la sua contrarietà all’annunciato viaggio in Israele e all’incontro fra Gianfranco Fini (AN) e il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Incontro che considera ancora prematuro.
«l’Unità», 3 marzo 1998 [p.4]
Il presidente di AN ospite di Bruno Vespa a «Porta a Porta» dopo l’assemblea di Verona che ha visto dividersi il centrodestra Fini-Berlusconi, pace armata. Il leader della destra ammette le differenze con Forza Italia ma si dice convinto che il Polo tornerà unito. Ma con l’UDR di Cossiga non c’è dialogo. Scontro con Buttiglione sulle riforme: «Sei velleitario»; Raffaele Capitani, Toaff: nessun
incontro, per il momento; Jolanda Bufalini, Berlusconi tace «per carità di patria». Gasparri: si dovrà ricucire. «Troppa ansia di legittimarsi». Fi boccia Gianfranco il pragmatico. Polemici La Loggia e Pera: il comunismo in Italia non può essere archiviato. Su riforme e giustizia «errori tattici del leader di AN che indeboliscono il Polo»; Letizia Paolozzi, L’europarlamentare commenta le conclusioni della Conferenza di Verona. Carniti: AN non è più una succursale del partito-azienda. «Fini è stato costretto ad emanciparsi da un Berlusconi molto simile a quel giapponese al quale nessuno disse che la guerra era finita»
Depositata a Trento la perizia sulla strage della funivia del Cermis avvenuta il 3 febbraio 1998 in cui morirono 20 persone. La perizia prova la responsabilità dei piloti americani che volavano troppo bassi contravvenendo alle disposizioni impartite.
Fusione fra la Olivetti System (60% del fatturato del gruppo di Ivrea) e la società Wang del Massachusetts (USA). La nuova società si chiamerà Olivetti Wang Global in Italia, Giappone, Brasile, mentre nel resto del mondo Wang Global.
I rifugiati politici italiani in Francia scrivono a Lionel Jospin e Jacques Chirac per chiedere garanzie sul loro status di in quanto con l’entrata in vigore del trattato di Schengen rischiano di decadere le loro tutele. Jospin risponderà assicurando che non darà seguito a nessuna domanda di estradizione nei loro confronti.
«l’Unità», 3 marzo 1998 [p.10]
Gianni Marsilli, Scalzone e gli altri condannati per gli anni di piombo scrivono a Chirac e a Jospin chiedendo garanzie. Francia, rifugiati italiani a rischio. Schengen annulla il diritto d’asilo. «Salvati» da Mitterrand in molti ora potrebbero essere estradati
«La Stampa», 3 marzo 1998 [p.2]
Enrico Molinari, Francia, un gruppo guidato da Scalzone si sente in pericolo dopo la caduta delle barriere. Fuoriusciti, appello a Chirac e Jospin. «Scegliete: o ci date garanzie o rimandateci in Italia»; I latitanti all’estero (scheda)
Italia - Iran
Teheran: il ministro degli Esteri, Lamberto Dini, incontra i nuovi leader moderati. Il presidente Mohammad Khatami conferma all’esponente del Governo italiano che l’Iran combatterà il terrorismo
«l’Unità», 3 marzo 1998 [p.11]
Gabriel Bertinetto, Il ministro degli Esteri italiano incontra i nuovi leader moderati e conferma l’apertura a Teheran. Il presidente Khatami promette a Dini. «L’Iran combatterà il terrorismo»
Washington applaude, Bonn critica: è presto per relazioni normali; Scontri all’Università di Teheran
Alla Camera e al Senato si costituiscono i gruppi dell’UDR la nuova formazione fondata dall’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga.
Consiglio dei ministri: è presentato il cosiddetto «riccometro-due», una versione semplificata del progetto già discusso ma considerato troppo complesso del decreto legislativo che istituisce l’indicatore della situazione economica dei cittadini e di conseguenza tutte le prestazioni dello Stato sociale a cui hanno diritto: rette agevolate per la scuola, l’Università, gli asili nido, assegnazione alloggi pubblici, esenzione dei ticket sanitari, pensioni sociali e assegni di invalidità. Tuttavia anche se migliorato il testo continua a far discutere.
«l’Unità», 5 marzo 1998 [p.9]
R. Gi, Il Consiglio dei ministri ha varato il nuovo «misuratore». Franchigia di 50milioni per casa e beni finanziari. Riccometro, si riparte. Uguale per dipendenti e autonomi; Ecco come funzionerà (scheda); CGIL e UIL: «È meglio». La CISL resta critica. Consensi dal PDS; Commercianti d’accordo: recepite le critiche; Roberto Giovannini, Il ministro delle Finanze soddisfatto del varo della delega. «Nessuno scontro con Onofri». «Semplice, ma deterrente». Visco: chi vuole avere prestazioni gratuite sa di essere sotto controllo [intervista a Vincenzo Visco]
«La Stampa», 5 marzo 1998 [Economia e Finanza]
Gian Carlo Fossi, Quattro articoli per l’ISE con detrazioni sulle case in affitto e l’esclusione dei mutui ancora da pagare. Il Governo disegna un riccometro più snello. Franchigia di 50 milioni; Come si valuta il reddito (i criteri indicati dal nuovo riccometro) (scheda); fra. bu., «Solo un primo passo». Attese e riserve del sindacato; Massimo Giannini, Colpo di decisionismo ma in salsa brezneviana
DS: il segretario, Massimo D’Alema, conclude la sua due giorni milanese.
«l’Unità», 5 marzo 1998 [p.4]
Il leader PDS ha concluso ieri la due giorni milanese. Incontro con Dario Fo. «Opportuna la revisione del processo Sofri» «Lega con il Polo? Una follia». Per D’Alema gli ammiccamenti Bossi-Berlusconi non possono produrre coalizioni stabili. «Non c’è automatismo tra un’eventuale bocciatura delle riforme ed elezioni anticipate»; Marini: se fallisce la Bicamerale finisce la legislatura; Luana Benini, Il presidente del Consiglio: «Completare le riforme, quelle sì che sono importanti». «Troppe schermaglie sul voto». Prodi replica alle voci sulla eventualità che si vada alle urne
L’ex presidente della Repubblica disdice la riunione per la formazione dei gruppi parlamentari dell’UDR, il nuovo partito che ha fondato, in polemica con gli alleati Clemente Mastella e Rocco Buttiglione accusati di volere più i posti che al progetto politico della sua creatura politica.
«l’Unità», 5 marzo 1998 [p.1-p.5]
p.1- Titolo: Intervista all’ex presidente che abbandona la sua creatura in polemica con Mastella
Cossiga affonda l’UDR. «Fanno giochetti da organizzazioni giovanili democristiane»;
p.1-p.5- Piero Sansonetti, Il lato comico degli ex DC;
p.5- Nuccio Ciconte, Si sfascia prima ancora di nascere il partito messo in piedi dall’ex presidente e spunta, invece, il CDR di Mastella Cossiga piccona pure l’UDR. Rissa per la presidenza dei gruppi parlamentari, bailamme alle Camere. Spaccatura tra i neo-democristiani alla Buttiglione e i «liberali» alla Sgarbi; Pasquale Cascella, Parla il fondatore mancato dell’UDR. «A Valmy dovevamo
combattere non accamparci» [intervista a Francesco Cossiga]; Ro. La. (Rosanna Lampugnani), Masi accusa. «Mastella voleva troppi posti» [intervista a Diego Masi]; Mastella risponde. «Sono loro
che ci hanno sabotato»; Oreste Pivetta, Una sortita dell’ex presidente scatena la polemica
«Massone sarà lei», ed è subito lite. Il «picconatore»: nell’Ulivo ci sono membri di logge coperte. Salvi: faccia i nomi, o non ha senso
Carlo Azeglio Ciampi, ministro del Tesoro, intervista a Mino Fucillo direttore de «l’Unità».
«l’Unità», 5 marzo 1998 [p.1-p.3]
p.1-p.3- Mino Fucillo, Intervista al superministro dell’Economia. Metà della somma per investimenti, l’altra metà per minore pressione fiscale. «Ecco 20mila miliardi». Ciampi: ci sono i soldi per lo sviluppo [intervista a Carlo Azeglio Ciampi];
p.3- Antonio Pollio Salimbeni, Smentita la pretesa di chiedere all’Italia un impegno decennale sul debito. E Bruxelles «boccia» l’Istituto monetario europeo. Passa la linea sostenuta dalla Banca d’Italia: nel Trattato di Maastricht non si fa riferimento al ritmo di discesa dell’indebitamento; Prodi: «Non ci sarà nessuna nuova manovra aggiuntiva
Secondo un rapporto diffuso dal CNEL si registra un aumento dei lavoratori a bassa remunerazione (circa i 2/3 di un salario medio) che passa dall’8% del 1989 al 15%.
«l’Unità», 6 marzo 1998 [p.1-p.5]
p.1- Titolo: Sono il 15% quelli che stanno sotto «la soglia della decenza». A rischio donne e dipendenti delle piccole imprese. Troppi lavori malpagati. Il CNEL: «La nuova povertà è nei bassi salari»;
p.1-p.5- Nicola Rossi, Vivere senza rete;
p.5- E. G., Una ricerca del CNEL mostra la crescita dei «working poors». A rischio soprattutto i giovani, le donne e gli abitanti del Mezzogiorno. La povertà entra nel lavoro. Aumentano i salari sotto il minimo vitale; Probabilità per le quattro diverse tipologie di persone di incappare in Italia in un lavoro «povero» (tabella); Nucleo familiare tipo che vive sotto la soglia di povertà e quello che vive sopra la soglia di opulenza (tabella); Il sindacalista. Cofferati: conta il lavoro ma anche la sua qualità; Il sociologo. De Rita: non è più solo un monopolio del Sud; L’imprenditore. Cipolletta: più mobilità questa la risposta giusta; Edoardo Gardumi, Il ministro della Solidarietà parla delle nuove esclusioni. Turco: «Servono sostegni al reddito». La mobilità è un bene, ma nel passaggio da un posto all’altro spesso c’è il non lavoro e talvolta la povertà [intervista a Livia Turco]
«La Stampa», 6 marzo 1998 [p.17]
Bruno Gianotti, Allarme del CNEL: l’indice è salito in quattro anni dal 6,3 al 7,5, il modello di welfare va cambiato. Cresce la povertà, anche nel Nord-Est. Cofferati: il lavoro non basta più; Chi sono i nuovi poveri (tabella); r.e.s., Il SUNIA: Italia sotto i ponti. «135 mila baraccati, 90 mila al dormitorio»
DS: si svolge la prima direzione dopo gli Stati generali e la nascita della nuova formazione «Democratici di sinistra». Fanno parte della Direzione oltre al segretario il vicepresidente del Consiglio Walter Veltroni, Marco Minniti, Claudia Mancina (Ulivisti), Zani (Dalemiani), Marco Fumagalli (Sinistra), i capigruppo di Camera e Senato, rispettivamente Fabio Mussi e Cesare Salvi, il capogruppo al Parlamento Europeo Coaljanni, Francesca Izzo (portavoce delle donne), i leader delle componenti che hanno aderito alla Cosa2: Guido Cabras (Cristiano sociali), Valdo Spini (Laburisti), Famiano Crucianelli (Comunisti unitari), inoltre tre dirigenti del territorio Antonio Bassolino (sindaco di Napoli), Vannino Chiti (presidente della Regione Toscana) e Fulvia Bandoli (coordinatrice dell’Area ambientalista).
«l’Unità», 6 marzo 1998 [p.11]
Roberto Roscani, La prima direzione dei Democratici di sinistra nomina comitato politico ed esecutivo della nuova formazione. D’Alema e altri sedici eletti al vertice. Ecco chi guida la Quercia con la Rosa. Ci sarà un coordinamento ristretto, contrari ulivisti e sinistra; Alceste Santini, Sul mensile giudizi positivi sul «cantiere». Civiltà Cattolica: «Nuova linfa con la Cosa 2»
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