XIII Legislatura - 1996-2001
I Governo Prodi
17 maggio 1996-21 ottobre 1998
Marco Pannella, ancora una provocazione, a piazza Navona a Roma distribuisce bustine di haschish. È denunciato a piede libero. Con lui sono fermati e poi rilasciati altri quattro antiproibiszionisti.
«La Stampa», 13 ottobre 1997 [p.4]
Raffaello Masci, L’ ennesima provocazione. Distribuzione pubblica a piazza Navona. Fermati e poi rilasciati altri 4 antiproibizionisti. Hashish, Pannella ci riprova. Offre bustine agli agenti, denunciato a piede libero
Belfast (Irlanda): il premier britannico Tony Blair incontra Gerry Adams, leader nazionalista repubblicano. Era dal 1921 che un premier inglese non incontrava un esponente nazionalista irlandese.
È arrestato il pentito Balduccio Di Maggio, che nel 1993 aveva concorso all’arresto di Totò Riina, ed è teste d’accusa in molti processi fra cui quello a Giulio Andreotti. Di Maggio è accusato di continuare a capeggiare il suo clan mafioso nonostante il suo essere collaboratore di giustizia. Fra le accuse l’aver commissionato, nello scorso settembre, l’assassinio di Vincenzo Arata, vicino a Giovanni Brusca. Messo di fronte alle prove Di Maggio confessa. Si riapre la polemica sui pentiti e il CSM (Consiglio Superiore della Magistratura) apre una inchiesta.
Governo Prodi: fiducia rinnovata
Prodi si presenta alla Camera e al Senato.
Seduta n. 255 - 15 ottobre 1997 [video della seduta]
Dimissioni del Governo. Annuncio reiezione.
Comunicazioni del Governo e discussione.
Seduta n. 256 - 16 ottobre 1997 [video della seduta]
Replica del Governo.
Dichiarazioni di voto.
Votazione per appello nominale.
Seduta pomeridiana n. 258 - 16 ottobre 1997
Discussione sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri.
Approvazione di proposta di risoluzione.
Approvazione di questione di fiducia.
15 ottobre 1997: il presidente del Consiglio si presenta alla Camera per rendere comunicazioni e consegna il testo delle stesse alla Presidenza del Senato. Viene presentata la risoluzione presentata da Mussi, Mattarella, Diliberto, Manca, Paissan, Bressa, Crema e La Malfa che approva le comunicazioni del Governo. sull'approvazione della quale il Presidente del Consiglio pone la fiducia. Segue la discussione sulle comunicazioni del Governo, che si conclude in serata.
16 ottobre 1997: Camera dei deputati: dopo la replica del Presidente del Consiglio e le dichiarazioni di voto, viene posta in votazione per appello nominale e approvata la risoluzione sulla quale il Governo ha posto la fiducia. Nel pomeriggio si svolge al Senato il dibattito sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio, al termine e dopo la replica del Presidente del Consiglio, viene presentata la risoluzione Salvi, Elia, Marino, Pieroni, Fumagalli Carulli, De Carolis che approva le comunicazioni del Governo sulla quale Prodi ha chiesto la fiducia. La risoluzione viene approvata.
«l’Unità», 16 ottobre 1997 [pp.1-3-p.15]
p.1- Titolo: Abbraccio di fine crisi tra Bertinotti e il premier che dice: ci sarà concertazione sull’orario.
Cofferati contro Confindustria. «Niente minacce ai contratti». Romiti critica le 35 ore ma media tra Fossa e Prodi;
p.1-p.4- Bruno Ugolini, Fossa ora scelga di trattare;
p.1-p.15- Nicola Cacace, Le 35 ore non fanno danni;
p.2- Roberto Roscani, Il presidente dopo il discorso alla Camera abbracciato da Bertinotti. Oggi voto di fiducia. «Non è un Governo a tempo». Prodi guarda già oltre il ’98. «La concertazione è ciò che ci distingue da Jospin»; Pasquale Cascella, Se Rifondazione cambia anche il centro non sta fermo; De Martino: il mio consenso al Governo; Paola Sacchi, Il Cavaliere innervosito dalle voci (non confermate) su nuovi guai giudiziari: «Vogliono distruggermi». Berlusconi ci ripensa: per ora torno in campo io. Ma Fini e il CCD «stoppano» il corteo anti-Finanziaria. Il leader di Forza Italia: non si vota più, non serve un altro candidato premier. E dice che l’opposizione deve reagire in modo visibile allo
sbilanciamento del Governo a sinistra. Per AN invece è inopportuno manifestare contro la Finanziaria che ci porterà in Europa; Giorgio Frasca Polara, I perché della fiducia in Parlamento
La crisi? Nasce e muore in aula. Era stato Scalfaro, da presidente della Camera, a indicare la strada parlamentare; Terzo mese consecutivo di rialzo per la produzione economica. Ad agosto +0,8%
Ciampi: «La ripresa è ormai arrivata». A fare da traino ancora gli incentivi auto. Confindustria frena: «È ancora una crescita moderata; Gli alti e bassi dell’industria (grafico);
p.3- Angelo Faccinetto, Pininfarina: disdettiamo l’accordo del luglio ‘93. Prodi si appella al «contributo delle parti sociali». Orario, Cofferati contro Confindustria. «Non accettiamo minacce sui contratti». Imprenditori sul piede di guerra, Romiti raffredda la polemica; Sergio Sergi, La riduzione d’orario al Parlamento europeo; Raul Wittenberg, Massimo Antichi, consigliere di Treu. «Le 35 ore? Sì, ma senza rigidità se vogliamo che creino lavoro». Bisogna evitare, spiega l’esperto del Lavoro, che la riduzione d’orario incida negativamente sulle aziende. 100mila nuovi posti l’anno, ma soltanto nell’industria [intervista a Massimo Antichi];
d’orario. Problemi anche per i bancari. Meno ore più lavoro (tabella); Rachele Giannelli, Quelli di chimici, cartai e addetti alle imprese di pulizia, che attendono aumenti da 3 anni. Ecco tutti gli accordi a rischio. Al centro dei tavoli di trattativa soprattutto le questioni d’orario. Problemi anche per i bancari; I contratti sotto tiro (tabella);
p.15- Letizia Paolozzi, Governo. E nella politica fa irruzione l’operaio; Gianni Rocca, Dopo la crisi. Destra di governo? No, sull’Europa non ha idee e proposte
«l’Unità», 17 ottobre 1997 [p.2]
Roberto Roscani, Voto di fiducia del Parlamento. Al Senato Cossiga a sorpresa: «Un sì politico e patriottico». Il governo a gonfie vele. Prodi punta sulla Legislatura. Bertinotti d’accordo. D’Alema: Bicamerale senza vincoli; P. C. (Pasquale Cascella), Il capogruppo dei popolari conferma le intese già raggiunte per le riforme. Mattarella: «Polo senza alibi, la Bicamerale vada avanti. Rifondazione nel governo? Sono loro a dirsi incompatibili». «Nessuno nell’Ulivo mette in discussione l’accordo sulla forma di governo, e il voto dimostrerà che gli accordi sottobanco con Cossutta sono solo fantasie». Sulla giustizia la nuova proposta di Boato offre una soluzione equilibrata per le riforme. «Berlusconi non si tiri indietro» [intervista a Sergio Mattarella]; E.F. (Enrico Fierro), Secondo la Kronos Andreotti l’avrebbe ricevuto da Cossiga. Nel voto di fiducia spunta dossier su Moro. «Il Presidente ha detto di farlo sparire», si legge nella copia. Pellegrino riunisce la Commissione Stragi; Critiche trasversali al servizio pubblico nel dibattito sulla fiducia. La Rai «faziosa» sul banco degli imputati. Il verde Paissan: troppi bollori militanti
«l’Unità», 17 ottobre 1997 [p.3]
Michele Urbano, Fossa: niente rotture con CGIL CISL e UIL, l’obiettivo è il Governo. «Le 35 ore? Nessuna preclusione ideologica». «Contratti in salvo, ma Prodi ci ascolti». La tregua armata di Confindustria. «Senza garanzie sulla concertazione non si torna a parlare di welfare»; Veleno di Romiti per De Benedetti. «Scriva sul foglio del Canavese...»; Gianni Marsilli, Stoccata del presidente della Repubblica al progetto del capo del Governo. Chirac bacchetta Jospin: «Alla Francia serve competitività, non le 35 ore». Per il capo dell’Eliseo «la riduzione del tempo di lavoro non può essere imposta. Non può farsi che nel dialogo tra le parti sociali». Una tirata d’orecchi alla politica socialista in perfetto stile «coabitativo»; Rachele Giannelli, Malentacchi, segretario dell’Internazionale metalmeccanici. «Un aiuto alle tute blu di tutto il mondo». Positiva l’apertura di Italia e Francia sulle 35 ore, la riduzione è un obiettivo mondiale. Ma attenti al salario [intervista a Marcello Malentacchi]
«La Stampa», 17 ottobre 1997 [pp.1-3-p.14]
p.1- Titolo: Fossa: ma chiediamo garanzie al Governo. Plauso dei sindacati. Tregua armata sulle 35 ore. Confindustria non blocca i contratti; Titolo: Doppia fiducia, e Prodi va. Il Polo: un Governo di sinistra. I leghisti «pagliacci» al Senato;
p.1-p.14- Editoriale, Edmondo Berselli, È regime se manca l’opposizione;
p.2- Alberto Rapisarda, Dopo la crisi i Poli si riassestano. La senatrice ex CCD «madrina» del nuovo centro. Doppia fiducia, Prodi riparte. Anche Cossiga e la Fumagalli votano sì; r. i., L’ex presidente. «Un voto patriottico»;
p.3- Armando Zeni, Confindustria non rompe sui contratti, deciderà dopo gli incontri con Governo e Confederazioni. Fossa: sulle 35 ore vogliamo garanzie. E Prodi assicura: non tradiremo la concertazione; r.r., Cofferati applaude. Martedì CGIL, CISL e UIL vedono gli industriali; Francesco Manacorda, Il presidente Federmeccanica. «Ora tocca ai sindacati». Pininfarina: serve una posizione comune [intervista a Andrea Pininfarina]; Franco Debenedetti, Mancano ancora i conti con l’Europa. Un patto bifronte; Enrico Benedetto, Da Chirac altolà a Jospin. «Non può imporre l’orario per legge»
Camera e Senato rinnovano la fiducia al Governo Prodi. Votano a favore i gruppi della coalizione dell ‘ULIVO e il PRC. Contro il gruppi che compongono il POLO DELLE LIBERTÀ e la LEGA NORD.
Dalla dichiarazione pubblica dei redditi dei parlamentari risulta che il parlamentare più ricco è Silvio Berlusconi che dichiara 1 miliardo, 842 milioni e 136 mila lire, segue Lamberto Dini con 821 milioni e 114 mila lire.
Giovanni Paolo II considera penalizzata la scuola cattolica nella legge in discussione in Parlamento per l’equiparazione della scuola pubblica e quella privata. Chiede, quindi, il pieno riconoscimento dei diritti sul piano giuridico e finanziario della scuola cattolica.
«La Stampa», 26 ottobre 1997 [p.1-p.16]
p.1- Titolo: Il ministro insiste: no a maggioranze variabili. Il Polo. Così la riforma è di parte. Il Papa penalizzata la scuola cattolica. Berlinguer: se non passa la nostra legge si rischia la crisi;
p.16- m. tos., Giovanni Paolo II chiede un’approvazione in tempi rapidi della riforma: «Molte famiglie nell’incertezza». SOS per la scuola cattolica. Il Papa: troppi ritardi per la parità; Il disegno di legge (scheda); Gabriele Beccaria, La difesa del ministro. «Il Governo ha fatto la sua parte». Berlinguer: chiedo saggezza ai partiti [intervista a Luigi Berlinguer]
PRC: manifestazione nazionale a Roma. Per le vie della capitale sfilano oltre 100 mila persone. L’iniziativa era stata prevista contro la Finanziaria nei giorni della crisi, la sua risoluzione ne cambia solo in parte le caratteristiche. Resta l’obiettivo delle 35 ore e della riforma del Welfare, partita aperta con la CGIL.
«l’Unità», 26 ottobre 1997 [p.4]
Rosanna Lampugnani, A Roma la manifestazione convocata in origine sulla Finanziaria. Cori contro D’Alema e il sindacato. Oltre 100 mila in piazza con Bertinotti. «Le 35 ore, il nostro grimaldello». Ma tra i militanti: «Meno dell’anno scorso, troppo avventurismo»; Roberto Giovannini, Parla Benini (CGIL) «Concedere più diritti al popolo del 10%». Per il sindacalista solo così si possono aumentare i carichi previdenziali per i «nuovi lavori» [intervista a Romano Benini]; Raul Wittenberg, Ma Minelli (SPI CGIL): «Così ai pensionati non resterebbe che trattare al ribasso». Pensioni, ecco la carta di D’Antoni. «Via la scala mobile, aumenti contrattati». Ciampi: tempo fino al 3 novembre per trovare l’intesa
Roma: durante lo svolgimento di una manifestazione antiproibizionista in via del Corso Marco Pannella, leader dei Radicali, è fermato dalla polizia mentre distribuisce 120 bustine contenenti ciascuna 120 grammi di hascisc. Otto mesi di arresti domiciliari per Pannella e altri sei manifestanti.
«La Stampa», 26 ottobre 1997 [p.8]
L’accusa: concorso in detenzione di sostanza stupefacente. La Bonino: applicata una legge ingiusta. Regala haschish, manette a Pannella. Dalla Questura agli arresti domiciliari con altri sei
Entra in vigore anche per l’Italia l’Accordo di Schengen, che prevede la libera circolazione dei cittadini degli Stati membri all'interno dell'Unione europea e l'abolizione dei controlli alle frontiere. Ciò rende possibile per viaggiare verso i Paesi della UE.
«l’Unità», 26 ottobre 1997 [p.2]
Alessandro Galiani, Sono entrate in vigore a mezzanotte le norme del trattato di Schengen. Si viaggia senza controlli in 13 paesi. Da oggi in Europa senza documenti. Scatta l’operazione «frontiere libere». All’aeroporto di Fiumicino targhe ricordo per i primi passeggeri; L’Europa di Schengen (mappa); Le principali tappe dell’accordo che ha «abolito» code e controlli; I giornali britannici accusano il Belpaese di inefficienza. Ma Dini replica: siamo pronti, faremo bene la nostra parte; Critiche da Forza Italia e Verdi; Se. Se., Si deciderà l’ingresso dei paesi nell’Euro. Il D-Day sulla moneta unica dal 1° al 3maggio 1998
Lega: le elezioni del Parlamento del Nord
Si presentano anche liste estranee all’elettorato leghista ma comunque legate all’autonomismo e al padanismo. La Lega Nord affermerà che hanno votato 6.032.406 persone nei 21.901 seggi-gazebo distribuiti nelle regioni del Nord. Cifra smentita da Arturo Parisi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, secondo cui hanno votato solo tra le 500.000 e 600.000 persone nei soli 6.000 gazebo. Dopo l’insediamento degli eletti sede ufficiale delle riunioni plenarie sarà la Villa Riva Berni a Bagnolo in provincia di Mantova. Presiederà la riunione di insediamento l’ex sindaco di Milano Marco Formentini.
«l’Unità», 26 ottobre 1997 [p.3]
Palazzo Chigi ribadisce: Le «elezioni» organizzate nel nord sono soltanto «una iniziativa di partito». Il governo ammonisce la Lega: «Non mettetevi contro la Costituzione». Napolitano: «Massima vigilanza per il rispetto della legalità»; La ripartizione del Parlamento Padano (grafico); Carlo Brambilla, Il leader del Carroccio alterna minacce a offerte di dialogo con le forze politiche. Bossi alla vigilia non tira troppo la corda: «È un primo vagito, non è l’ultimo passo». Tentativo di sdrammatizzare la contrapposizione col governo: «Anche Prodi è un padano, pure lui verrà a votare al gazebo». Rivendicata la «Costituente padana», ma l’«ondata travolgente» è rinviata al ’98; I numeri della Lega (scheda); Oreste Pivetta, I «parlamentari» eletti domani si riuniranno in un castello sul Po preso in affitto (ma solo per un giorno). E il finale si recita sulla scena del «grand guignol». Da qui, da Chignolo, emigrarono i guitti che dettero vita a Parigi al teatro farsesco e sanguinolento. Il proprietario però è un «terùn» irpino; I «serenissimi»: la secessione? Non ci piace
«l’Unità», 27 ottobre 1997 [p.2]
Carlo Brambilla, Bossi e Maroni cantano vittoria dopo le «elezioni padane», che si sono tenute nel Nord quasi senza incidenti. La Lega spara 5milioni di voti. Tanto nessuno li può contare. E il Senatùr si vanta: «Ora Roma qui non conta un fico secco»; Michele Sartori, L’accordo «etnico» tra le liste venetiste. I Leoni padani del Veneto, contro l’Italia e contro i «lumbard»; Napolitano: non si tratta
di elezioni democratiche; Delia Vaccarello, Organizzata dal PDS, la manifestazione itinerante ha toccato anche i centri di Busto Arsizio, Gallarate, Luino. A Varese il treno per l’Europa fa il pienone
Duecento i viaggiatori, migliaia i partecipanti, comizio e banda ad ogni sosta. A Bergamo raccolte 3.500 firme anti-secessione; Chignolo Po, comune antisecessione. Nel paese del «parlamento» si parla di unità d’Italia
«La Stampa», 26 ottobre 1997 [p.1-p.6]
p.1- Titolo: «Elezioni padane non valide». Prodi e Napolitano avvertono Bossi. Oggi 22 mila gazebo per i leghisti;
p.6- Giovanni Cerruti, Ma da Palazzo Chigi arriva l’altolà: «Vigileremo, e se andrete contro la Costituzione …». Bossi sfida Prodi: venga a votare. «Sotto i gazebo la rivoluzione del sorriso»; Carroccio e dintorni. Anche Mondovì verso la crisi. In Veneto inchiesta archiviata. Fisichella: anticostituzionali. Violante: votazioni interne
«La Stampa», 27 ottobre 1997 [p.1-p.5]
p.1- Titolo: Elezioni nei gazebi, la Lega canta vittoria. Maroni, 5 milioni di voti. Napolitano: non valgono;
p.5- Giovanni Cerruti, Maroni canta vittoria: il voto per il Parlamento del Nord meglio ancora del referendum. «Cinque milioni di padani alle urne». Ma Napolitano: nulla a che vedere con elezioni democratiche; Maurizio Tropeano, Le alleanze nei comuni. PPI- Lega, duello nel Nord-Ovest. Giunte in crisi e ritorsioni nel Cuneese; Cuneo: dove il Carroccio comanda (scheda); Carroccio e dintorni. Sono nulle. Buttiglione: virtuale. Fini: carnevale fuori tempo. Comencini, nate nuove forze padane. Bologna, contusi due leghisti. Danni a Monza e Cremona. S. Carlo imbandierato
Alla Camera il Governo pone la fiducia sul proprio emendamento interamente sostitutivo dell'articolo unico del disegno di legge di conversione in legge del D. L. 25 settembre 1997, n. 324 Ulteriori interventi in materia di incentivi per la rottamazione .
approva, con 301 voti favorevoli e 125 contrari
L’accordo sullo Stato sociale
Dopo cinque mesi di trattativa è raggiunto un accordo tra Governo e sindacati sulle pensioni. L’intesa prevede l’abolizione delle cosiddette «pensioni baby» che permettevano ai dipendenti statali di andare in pensione con meno di 35 anni di contributi. Si realizza così la parità fra dipendenti pubblici e privati, infatti dal 2004 le norme saranno uguali per pubblico e privato. Per i dipendenti pubblici dal 1° gennaio 1998 per andare in pensione con 35 anni di contributi bisogna aver compiuto 54 anni, età che crescerà fino al 2004 quando occorreranno 57 anni. Esclusi dalle nuove regole chi ha iniziato a lavorare prima dei 18 anni, i lavoratori in cassa integrazione e quelli in mobilità in attesa della pensione. Eliminato per gli ex lavoratori dipendenti il divieto di cumulo tra pensione e reddito da lavoro autonomo ma continuando a lavorare perdono metà della pensione. L’accordo prevede l’eliminazione di molti privilegi per alcune categorie fra cui i piloti, i lavoratori della Banca d’Italia, i magistrati, i dipendenti dell’università e del settore elettrico le cui aliquote contributive dei rispettivi fondi sono equiparate al fondo dei lavoratori dipendenti dell’INPS. Soddisfatti dell’accordo i sindacati che lo considerano una giusta soluzione che difende i lavoratori più deboli e dà stabilità al sistema contributivo. Positivo il giudizio del Governo, contraria la Confindustria che critica il Governo per non aver affrontato radicalmente la riforma pensionistica.
«l’Unità», 2 novembre 1997 [pp.2-3]
p.2- R.W. (Raul Wittenberg), Conclusa la maratona tra Governo e CGIL CISL e UIL per i lavoratori dipendenti. Domani tocca agli autonomi. Pensioni, l’accordo di Ognissanti. Sull’anzianità salvi i 35 anni. Cofferati: «È stata utile l’intesa raggiunta dalla maggioranza; I contenuti dell’accordo (scheda); La lunga marcia (crono); A. F., Per 16mila insegnanti torna al ’99 l’uscita; Raul Wittenberg, Punto per punto. Per il pubblico impiego una rivoluzione. E tagli ai più «ricchi»; Protesta il Polo. Marzano (Fi): «Non è un accordo, e tantomeno è storico». PDS e Rifondazione benedicono il patto. Soddisfazione nella maggioranza. Bertinotti: «Abbiamo favorito la soluzione». Grandi: «Misure graduali»;
p.3- Rachele Giannelli, Accordo senza vincitori né vinti, per il Premier. Gli imprenditori: il patto con Bertinotti ha annacquato tutto. Prodi: in discesa la strada per l’Europa «E ci arriviamo senza tensioni sociali». Confindustria protesta: «Stravolta l’impostazione della Finanziaria»; Cofferati, da «cinese» a «martello pneumatico»; Positivo anche il giudizio della FIOM; Le novità del collegato (scheda); R. W., Il ministro del Lavoro: regole uguali per pubblici e privati. Treu: «Bisognava accelerare la riforma Dini. E siamo riusciti a far quadrare il cerchio». «Era importante rispettare l’accordo con Rifondazione e ottenere il consenso del sindacato». Restano le pensioni di anzianità? «Sì, ma è la transizione dal sistema retributivo a quello contributivo» [intervista a Tiziano Treu]; Venerdì sfiorata
la rottura; Pronta per l’aula del Senato. Sigarette più care di 100 lire. E in attesa dell’emendamento sul welfare la Finanziaria trova i soldi per il terremoto
«l’Unità», 3 novembre 1997 [pp.4-5]
p.4- Raffaele Capitani, Il presidente del Consiglio replica alle critiche: «Il paese ci capisce, la riforma nasce senza un’ora di sciopero». «Sulle pensioni progressi enormi». Prodi risponde alla Confindustria. «L’accordo non è perfetto ma è buono. E ci porterà in Europa»;
p.5- Riccardo Liguori, Per il ministro decisiva la ripresa economica. Confindustria conferma il suo no. Polemica sulle cifre dell’accordo. «Speravo di più, ma può bastare». E Ciampi alla fine dette il via libera. Mercoledì a Bruxelles l’intesa sul tavolo dei partner dell’UE; I conti del negoziato (scheda); Gli altri interventi sul welfare (scheda); D.V., L’appuntamento è fissato per oggi alle 15 a Palazzo Chigi. E adesso il governo affronta. le categorie degli autonomi. Commercianti, artigiani e agricoltori a confronto con l’esecutivo. Lo scoglio dei contributi previdenziali. Larizza: «Nessuna verifica prevista per il 2002»; G. C., Il segretario della Confesercenti Venturi: nessuna tassa in più. «Gli autonomi non devono pagare i mancati tagli alle pensioni anticipate» [intervista a Marco Venturi]; G. C., Il segretario generale della CNA. Sangalli: confronto su tutto. «Più contributi sul lavoro autonomo? Discutiamo del reddito complessivo» [intervista a Giancarlo Sangalli]
Alla Camera il Governo pone la fiducia sull'articolo unico del disegno di legge di conversione del D.L. 9 settembre 1997, n. 292, Interventi urgenti per la soluzione della crisi della Sicilcassa Spa e per il risanamento e rilancio del Banco di Sicilia.
approva, con 306 voti favorevoli e 201 contrari
L’ex magistrato Antonio Di Pietro candidato dell’Ulivo vince le elezioni suppletive nel collegio per il Senato nel Mugello (Toscana). Il collegio era stato lasciato libero da Pino Arlacchi (PDS) nominato vice segretario generale delle Nazioni Unite. Di Pietro con il 67,75% dei voti batte il giornalista Giuliano Ferrara candidato del Polo che si aggiudica il 16, 14% dei voti. Sandro Curzi candidato di Rifondazione si ferma al 13,0%. Di Pietro al Senato non si iscriverà al gruppo della Sinistra democratica ma al gruppo Misto con l’obiettivo di riorganizzare l’area di centro dell’Ulivo.
«l’Unità», 10 novembre 1997 [pp.2-3]
p.2- P.C: (Pasquale Cascella), Il segretario del PPI ridimensiona l’ex pm: rappresenta solo una forza in più. Di Pietro riparte dal centro. Marini: mail leader è Prodi. Il premier: «Io devo occuparmi ancora del governo»;
p.3- Rosanna Lampugnani, Oltre le previsioni il successo del candidato dell’Ulivo che senza Rifondazione supera i suffragi di Arlacchi. Trionfo per Di Pietro nel Mugello. Frana il Polo, a Curzi solo i voti di RC. L’ex pm vicino al 70%. Il centro-destra scende dal 29 al 16%; E adesso nel centrodestra si apre la resa dei conti; Matteo Tonelli, Il candidato del Polo fa gli auguri di «buona fortuna al senatore di Pietro». Ferrara ammette la responsabilità della disfatta. «Ho fatto una campagna troppo aggressiva». «Dai primi risultati è stata una sconfitta di vastissime proporzioni. Evidentemente ho sbagliato a scegliere una linea troppo d’attacco, anche per l’appeal che il mio avversario esercita verso l’elettorato moderato»; Vladimiro Frulletti, Hanno votato il 70,3 per cento contro il 90,9 del ’96. In un anno persi due elettori su dieci. Anche la pioggia ha fatto la sua parte; F. Dardanelli, V. Frulletti, Il primo giudizio del candidato neo-comunista dopo un colloquio con Bertinotti. Curzi si consola: almeno ho impedito il plebiscito. E si dice preoccupato per la diserzione dalle urne
«l’Unità», 11 novembre 1997 [pp.1-3]
p.1-Titolo: Berlusconi: falce, martello e manette. Il centrodestra rinvia a lunedì la resa dei conti. Di Pietro apre la crisi del Polo. «E ora la sfida dei sindaci». Prodi si congratula: l’Ulivo ormai è una forza enorme;
p.1-p.3- Editoriale, Giuseppe Caldarola, Per il centrodestra è cominciato il dopo Berlusconi;
p.2- Roberto Carollo, Dopo il Mugello, il leader di FI appare rassegnato a perdere anche alle amministrative. Berlusconi: «Adesso la sinistra ha falce, martello e manette». Il Cavaliere fa muro contro le critiche dei suoi alleati; Vladimiro Frulletti, L’analisi dei flussi elettorali nel Mugello. I sondaggisti: Di Pietro scompagina il Polo ma il test non si può generalizzare; Marco Brando, D’Ambrosio: «La gente non vota chi denigra»; Rosanna Lampugnani, Dopo il disastro elettorale nel centro-destra tira già aria di resa dei conti. Ora il Polo teme l’ora della verità numero 2. Domenica potrebbe andare ancora peggio. La candidatura di Ferrara non è che l’ultimo di una serie di errori attribuiti a Berlusconi. Per Lucio Colletti la coalizione è «una informe poltiglia». L’esponente mugellese del CDU: «Chi ha sbagliato si faccia da parte; Paola Sacchi, Amareggiato ma sereno il candidato del Polo analizza la sconfitta. Ferrara: tutta colpa mia, ero il Male contro il Bene. E però...certi «piccoli episodi», tipo lo scherzetto del Giornale e l’assenza di Fini, qualche danno l’hanno prodotto. «Sono nemico dell’ipocrisia» [intervista a Giuliano Ferrara];
p.3- Roberto Roscani, Il segretario del PDS e Antonio Di Pietro oggi festeggiano a Roma con Rutelli la vittoria nel Mugello. D’Alema: sfondamento al centro? Aspettiamo il voto nelle grandi città. Cossiga ironico: «Il Polo non si spappola, semplicemente non c’è; Nuccio Ciconte, Si accende il dibattito sul futuro politico del neo-senatore. Marini: «Al Quirinale? Non corriamo troppo...». Variabile Di Pietro, i moderati dell’Ulivo si interrogano. Dini: «Da garzone a candidato leader il passo è lungo». Maccanico: «Ha sempre detto che vuole svolgere una funzione aggregante e non disaggregante, nell’Ulivo». E il prodiano Bressa: «Non basta la vittoria in un collegio», il suo è «un apporto importante ma non decisivo». E nel Polo si attende il risultato amministrativo; Stefano Bocconetti, I risultati definitivi dànno Curzi al 13%. Bertinotti e Cossutta attaccano: «Ha vinto la cattiva politica»; Enzo Risso, Le congratulazioni di Prodi e D’Alema, poi il pranzo con i sindaci. Il primo giorno da senatore del Mugello. «Non abbandono il collegio che mi ha eletto»
«Il Foglio», 11 novembre 1997 [p.1-p.3]
p.1- La giornata in Italia. «Falce, martello e manette» dice Silvio Berlusconi; Quo vadis? Il centro dell’Ulivo attende (un po' timoroso) il senatore Di Pietro. C’è chi cerca di ridimensionare il suo contributo. Ressa nel gruppo misto. I fans tentano di rassicurare tutti. Già si parla del Quirinale;
p.3- Editoriali, Echi di una malandrinata; Come si muove Rifondazione dopo il voto del Mugello
La Città del Vaticano e lo Stato di Israele firmano un accordo secondo il quale gli Enti cattolici sono riconosciuti dallo Stato di Israele condizioni giuridiche non inferiori alle istituzioni statali. Firmano l’accordo il Nunzio apostolico monsignor Andrea Cordero Lanza di Montezemolo e il ministro degli Esteri israeliano David Levy.
Elezioni amministrative. Primo turno
Si svolge il primo turno dele elezioni amministrative che interessano 421 consigli comunali e 5 consigli provinciali. L’Ulivo conquista al primo turno: Roma, Napoli e Venezia, dove sono riconfermati i sindaci Francesco Rutelli, Antonio Bassolino e Massimo Cacciari, inoltre La Spezia, Cosenza e Salerno. Il Polo per le libertà si aggiudica: Chieti, Latina, Brindisi e Macerata.
«l’Unità», 16 novembre 1997 [p.1-pp.6-7]
p.1-Titolo: Oggi si vota in cinque Province e in 427 Comuni. I seggi resteranno aperti dalle 7 alle 22
Dieci milioni alle urne per scegliere i sindaci. Favorito l’Ulivo, maggioranze a rischio. La legge elettorale non assegna al primo turno premi di maggioranza. I sindaci del centrosinistra: date un
doppio voto, al candidato e alle liste. Preoccupazioni nel Polo. Da stasera i primi exit poll in TV;
p.1- p.6- Editoriale, Franco Cazzola, Per le città inizia da domani la sfida più dura;
p.6 - La consultazione interessa 427 comuni, di cui 15 capoluoghi di provincia. Exit poll alle 22. Rischio astensione. Primo test per i sindaci dell’Ulivo. Alle urne dieci milioni di italiani. Centro sinistra favorito. Si vota anche in cinque province; Come si vota (grafico); Napoli. Bassolino prova a vincere al primo turno; Genova. Sfida Pericu-Eva. Con le incognite Sansa e Lega; Roma. Rutelli favorito. In salita la strada di Fini e Borghini; Venezia. Cacciari punta al bis e pensa al federalismo; V. F. (Vladimiro Frulletti) , A Caserta campagna segnata dalle minacce. Centrosinistra diviso punta al ballottaggio;
p.7- Stefano Di Michele, Gli «argomenti» usati sui giornali della destra e nei comizi dei candidati di AN e FI. Così Roma divenne bolscevica e l’Ulivo rovinò pure gli Alpini. Assurdità e trovate bizzarre nella campagna del Polo; Marco Ferrari, La presidente Vincenzi «A Genova la Provincia punta sulla formazione e sul piano lavoro» [intervista a Marta Vincenzi]
«l’Unità», 18 novembre 1997 [pp.4-5]
p.4- Vittorio Ragone, Il leader della Quercia: se il Polo reagirà in modo nevrotico peggiorerà la sconfitta. Il PDS si conferma primo partito. «E ora rilanciamo la coalizione». Per l’Ulivo D’Alema punta a una leadership collettiva; Roberto Roscani, Gli esiti delle elezioni sugli schieramenti. Voto dinamico col Polo alle corde e l’effetto sindaci sul centrosinistra vincente; NY Times: «Dal voto forte spinta per Prodi»; Come sono cambiati i dati del non voto. In astensionismo adesso il Nord «raggiunge» il Sud; Occhetto «È l’onda lunga del ‘93»;
p.5- Rosanna Lampugnani, Conferenza stampa (sotto tono) del leader forzista, che riesce a non pronunciare mai la parola «sconfitta». E ora si apre la diaspora nel Polo. Qualcuno in FI pensa già alla Lega. Berlusconi: «Ma dove andrà mai il centrodestra senza di me?»; Il segretario del PPI. Marini: avanziamo e nessun lupo ci mangia; Stefano Di Michele, AN corre ai ripari: presenterà agli alleati un «programma nazionale». Monta l’insofferenza verso il Cavaliere. Fini non cerca attenuanti: «Abbiamo più sindaci ma politicamente il centrodestra è stato sconfitto». Due ore di riunione del vertice di Alleanza Nazionale, alle prese con il problema di rilanciare la credibilità della coalizione di centrodestra. Il partito accelera i tempi della «Fiuggi due», e si prepara a tagliare qualche testa. E anche il segretario non è indenne da critiche; Raffaele Capitani, L’Abacus sugli spostamenti del voto: dal Polo travaso per i sindaci dell’Ulivo. Forza Italia fa i conti con l’elettore «infedele». L’istituto Cattaneo sottolinea: premiati i primi cittadini che hanno governato bene, ha pesato l’«effetto carica»
«Il Foglio», 18 novembre 1997 [p.1]
La giornata in Italia. L’Ulivo si afferma in 3 delle grandi città al primo turno delle amministrative; Bicamerale sotto tiro. Si consolida il partito dei sindaci ed è più ulivista che dalemiano. Contano meno le identità e più il potere, i primi cittadini lo usano intelligentemente e fanno il pieno. Quanto pesa Rutelli (da solo)
Pechino: dopo 18 anni di carcere torna in libertà, ufficialmente per ragioni di salute, Wei Jing-sheng, considerato il padre del dissenso cinese.
Deir el- Bahari (Egitto): un commando di 6 persone assalta il tempio della regina Hatshepsut e spara sulla folla dei turisti, per la maggioranza europei, causando 60 morti e circa 80 feriti. I terroristi sono raggiunti dalle forze di polizia e dopo uno scontro a fuoco sono tutti uccisi. In serata l’attentato è rivendicato dalla Jamaa Islamiya, gruppo terrorista mussulmano si prefigge di imporre in Egitto la legge del Corano.
La Camera approva il disegno di legge Disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero , sarà approvata dal Senato il 19 febbraio 1998 (L. 6 marzo 1998, n. 40 – legge Turco-Napolitano).
Sottoposte a vari attacchi speculativi entrano in crisi le valute del sud-est asiatico.
In tutta Italia manifestazioni organizzata dalla Coldiretti per sollecitare il Governo ad una maggiore attenzione ai problemi dell’agricoltura. Le iniziative vedono complessivamente la presenza di oltre 500 mila persone che nelle varie città del Paese bloccano il traffico con l’ausilio dei trattori. I manifestanti consegnano ai prefetti dei capoluoghi di Provincia un documento in cui chiedono 20 mila miliardi in tre anni per l’agricoltura, un fisco più equo e una politica di sostegno e tutela della Unione Europea per i prodotti italiani di qualità.
«l’Unità», 26 novembre 1997 [p.15]
Nedo Canetti, Le manifestazioni della Coldiretti in cento città: «Rilanciamo l’agricoltura». Mezzo milione di contadini. hanno invaso la penisola. Quote latte: arrivano 700 miliardi di rimborsi; Bloccata per diverse ore l’autostrada nei pressi di Vicenza. Ma i Cobas non mollano. Blocchi e liquame sulla A4. Le proteste non si fermano anche dopo le assicurazioni del governo. «Non abbiamo più nulla da perdere, quindi andiamo avanti»; D’Alema «Apriamo un dialogo»
Il Consiglio dei ministri vara il decreto legge che prevede un parziale rimborso per le multe pagate dagli allevatori per le «quote latte» gli eccessi di produzione del latte nel biennio 1996-1997.
«La Stampa», 29 novembre 1997 [p.3]
Vanni Cernero, L’Unione Europea chiede chiarimenti: «Se è un aiuto di Stato va contro le regole di concorrenza». Quote latte, il decreto non porta pace. I Cobas rifiutano gli 830 miliardi offerti dal Governo; Fabio Poletti, «I trattori restano qui». Ma parte dei produttori vuole evitare altri scontri; Francesco Grignetti, Lo sfogo del ministro. «Basta accuse alla polizia». Napolitano: inammissibili quei blocchi; a.m., Un arresto. Per la guerriglia con la polizia; a.m., Ex deputato. Aggredito a badilate
Il presidente di Telecom Italia, Guido Rossi, si dimette.
«La Stampa», 29 novembre 1997 [p.1-p.5]
p.1- Titolo: È scontro dopo la privatizzazione. Rossi lascia la Telecom;
p.1-p.5- Editoriale, Massimo Giannini, La lotta fra Stato e mercato;
p.5- Francesco Manacorda, I soci privati appoggiano la linea di Tommasi. Due Comitati consultivi guideranno il gruppo. Telecom, Rossi lascia la presidenza. In tempi brevi il nuovo vertice, Jaeger vicepresidente; Chi siede in Consiglio (grafico); Valeria Sacchi, Il personaggio. Uomo scomodo senza rimpianti. La terza uscita del professore. Prima aveva lasciato Consob e Ferruzzi
«La Stampa», 30 novembre 1997 [p.5]
Valeria Sacchi, L’ex numero uno del gruppo si confessa. Umberto Agnelli: meglio un presidente non operativo. Rossi: «Non vado all’Antitrust». Telecom, resta alto lo scontro sulle dimissioni; r. e. s., «Torno in Bocconi» «Molti meno contrasti di quanto appaia»; Massimo Giannini, Il day after di Palazzo Chigi. L’amara autodifesa di Micheli. «Nessuno ha fatto pressioni»; Ugo Bertone, Le nomine e il PDS. «È tutta colpa dei privati». Turci nega un contrasto Prodi- D’Alema [intervista a Lanfranco Turci]
«Il Foglio», 29 novembre 1997 [p.3]
Editoriali, I Rossi e il capitalismo
La Camera approva il decreto sull’IVA
«La Stampa», 30 novembre 1997 [p.3]
Maria Teresa Meli, La Camera approva (312 voti) il decreto sull’IVA: la svolta per la Finanziaria dopo un vertice con Veltroni e Prodi. Fini offre la pace al Governo. «Meno emendamenti, ma basta voti di fiducia»; I numeri della maratona a Montecitorio (scheda); L’Iva pesante. Così le nuove aliquote. Gli altri provvedimenti (scheda)
Crisi politica nella Repubblica Ceca.
Elezioni amministrative. Secondo turno Ballottaggi
Elezioni amministrative secondo turno. Ballottaggi in 43 città e in 4 Province, Como, Genova, Varese e Vicenza. Più di sei milioni di elettori. In Sicilia si vota per il primo turno: 195 comuni, di cui 55 con popolazione sopra i 10 mila abitanti. Due milioni e mezzo di elettori. Si registra un successo dell’Ulivo che conquista 21 sindaci mentre il Polo si aggiudica 13 sindaci e la Lega 8. In Sicilia vince al primo turno a Palermo e a Catania.
«La Stampa», 30 novembre 1997 [p.6]
r.i., Si vota anche in Sicilia: Leoluca Orlando ed Enzo Bianco cercano la riconferma al primo turno. Centro- destra all’esame di riparazione. Oggi i ballottaggi per i sindaci; I ballottaggi di oggi (scheda); Piero Bottino, Un duello al fotofinish. La disfida dei quattro voti. Alessandria, due candidati sul filo di lana; La maratona in televisione
Dopo la sconfitta subita alle elezioni comunali, il leader di Alleanza Nazionale Gianfranco Fini decide di commissariare la federazione provinciale di Roma, diretta fino allora da Teodoro Buontempo, e nomica commissario Francesco Storace. Annunciati nuovi provvedimenti.
L’ENEL dà vita a una nuova società di telefonia la Wind, vi partecipano la Deutsche Bank e la France Telecom che si dividono il 49% del capitale mentre l’ENEL ne detiene il 51%.
Quote latte
Gli allevatori occupano per protesta la via Aurelia. Elaborato un documento da presentare al Governo per il ritiro del decreto approvato dal Governo il 28 novembre. Il documento chiede la restituzione delle multe pagate per le ultime tre annualità di produzione del latte, la cancellazione delle irregolarità nei bollettini pubblicati dall’Agenzia per gli interventi nei mercati agricoli (AIMA), una campagna che assegni i quantitativi di latte a coloro che lo producono davvero e la negazione di questi diritti a chi non possiede animali. Il giorno successivo gli allevatori dichiarano che uccideranno le mucche se non verranno esaudite tutte le loro richieste. Il 3 dicembre a Mantova e a Modena quintali di latte sono versati sulle strade e sui binari dei treni. Si minaccia di interrompere la distribuzione del latte nei negozi. Il 4 dicembre è organizzata una fiaccolata di protesta davanti alla Camera dei deputati.
«La Stampa», 2 dicembre 1997 [p.2]
r.cri., Pinto: «Non incontrerò gli allevatori, il decreto sulla restituzione delle multe non si tocca». I Cobas: «Dai negozi sparirà il latte». Cresce la protesta, quintali di latte rovesciati sulle strade; (Ansa), Bruxelles, Presto il decreto all’esame dell’UE; I numeri del latte (tabella); Gabriele Beccaria, Il politico. Pecoraro: il ministro sbaglia. «Trattare non significa cedere ma non rimborsiamo i disonesti» [intervista a Alfonso Pecorare Scanio]; g. bec., Il ribelle. Marchioron: ci non divideranno. «Anche chi è in quota ci appoggia. Scateneremo una crisi tremenda» [intervista a Ruggero Marchioron]; r. cri., I distributori. «Consumatori state tranquilli». Torino i dirigenti della Centrale «Il blocco? Progetto impossibile» [intervista]
«La Stampa», 4 dicembre 1997 [p.16]
r.cri., I produttori di latte manifestano davanti alle scuole, oggi una delegazione al Senato. Roma entra nel mirino dei Cobas. «Potremo invadere la capitale con i trattori»; Ferdinando Camon, Un giorno nella fattoria. «Dodici ore nella stalla. Così vive un allevatore»
«La Stampa», 5 dicembre 1997 [p.13]
Tonio Attino, Strade bloccate dai trattori, scontri: i produttori chiedono controlli di guerra. Olio, la Puglia apre la guerra. «Basta con le importazioni, no alle continue sofisticazioni»; r. r., Per il latte. Un presidio a Palazzo Chigi; Edoardo Raspelli, È da anni che si vende, giocando sull’equivoco, uno scadente prodotto che arriva da Paesi lontani. Quel gioiello tradito a tavola
Mario Cervi è nominato direttore del quotidiano «Il Giornale»
«l’Unità», 6 dicembre 1997 [p.3]
R.C., La nomina dopo il rifiuto di Bettiza. Condirettore Belpietro. Cervi alla guida del Giornale. In realtà sarà il «numero due» a comandare. Nuova condanna: diffamate le coop
Si svolge a Ottawa (Canada) la Conferenza anti-mine. 150 Paesi firmano il trattato che mette al bando le mine antiuomo. Non aderiscono al trattato Stati Uniti, Russia e Cina, tre Paesi dei cinque che compongono il Consiglio di sicurezza dell’ONU. Per l’Italia presente alla Conferenza il ministro degli Esteri Lanfranco Dini.
«La Stampa», 3 dicembre 1997 [p.9]
Andrea di Robilant, Ma tra i centoventuno aderenti non ci sono USA, Russia e Cina. Si realizza il sogno di Lady D. A Ottawa la firma del trattato anti-mine
«La Stampa», 4 dicembre 1997 [p.11]
Andrea di Robilant, Ma pesano le assenze di USA, Russia e Cina oltre a quelle di molti Paesi mediorientali. Un mondo (quasi) senza mine. Ottawa, firmano il trattato 125 Paesi; 110 milioni di ordigni in giro per il mondo (mappa); Carmelo Sommaruga ( Il N.1 della Croce Rossa), Gli altri seguiranno
Rimpatrio albanesi
Secondo la «direttiva Prodi» i 4.700 profughi albanesi che si trovano irregolarmente in Italia debbono essere rimpatriati al più presto. Sono previsti benefici per coloro che accetteranno volontariamente il rimpatrio. Nei giorni successivi inizia l’operazione rimpatrio. A Cassano delle Murge (Bari) 90 albanesi attuano per tre giorni lo sciopero della fame e dovranno intervenire i carabinieri per costringerli a salire nei pullman per il rimpatrio. Il bilancio dell’operazione è la chiusura di 51 centri di accoglienza, 544 rimpatri e 273 permessi di soggiorno concessi. L’operazione è contestata da Rifondazione, Verdi e da alcuni settori del PDS. Critiche al Governo Prodi anche da parte del presidente albanese Rexhep Meidani.
«La Stampa», 4 dicembre 1997 [pp.1-3]
p.1- Titolo: Già partiti oltre 300 immigrati. Prodi: «Applichiamo la legge». Albanesi, rimpatrio forzato. Blitz della polizia, chiusi sette centri;
p.1-p.3- Pierangelo Sapegno, Il sogno perduto;
pp.2-3- Titolo pagine: Carabinieri e polizia hanno cominciato le irruzioni all’alba, poi l’imbarco su aerei e navi. Prodi: applicata la legge con saggezza e umanità. Ma il vescovo di Lecce: la forza non serve;
p.2- Gabriele Beccaria, Un blitz dà il via al rimpatrio. Chiusi sette centri, tornano a casa 300 albanesi; I numeri dell’operazione (scheda); Maurizio Molinari, L’accordo tra Roma e Tirana. «Rimandateceli o facciamo un regalo all’opposizione»; m. mo., «Scelta cinica e sleale». Rifondazione contro il Governo [intervista a Ramon Mantovani];
pp.2-3- pie. sap., Il sogno svanito. «Curate voi la bimba». Ma il trucco del papà fallisce;
p.3- Massimo Gramellini, Annuncio trionfale: «In 38 vedono Mixer e scelgono il rimpatrio». Il potere ipnotico della TV
«La Stampa», 5 dicembre 1997 [p.1-p.9]
p.1- Titolo: Critiche al rimpatrio forzoso, Dini: ma non possiamo tollerare immigrati clandestini. Albanesi, tiro incrociato sul Governo. Napolitano replica: nessuna violenza sui profughi;
p.9- fra. gri. (Francesco Grignetti), Proteste da destra e sinistra. Tremaglia: spettacolo indegno. Ma Dini: non possiamo tollerare i clandestini. Albanesi, bufera sui rimpatri. Fuoco incrociato sul Governo: metodi brutali; I numeri dell’operazione (scheda); Francesco Grignetti, «Basta ipocrisie». Achille Serra: era giusto far rispettare la legge [intervista a Achille Serra]; Cesare Martinetti, La replica del ministro. Napolitano: sui profughi non c’è stata violenza [intervista a Giorgio Napolitano]; Pierangelo Sapegno, L’altra faccia del blitz. «Noi, miracolati nel Paese dei sogni». Speranze e progetti degli immigrati che sono rimasti
Silvio Berlusconi e il presidente di Reteitalia (holding televisiva del gruppo Fininvest) Carlo Bernasconi sono condannati dal Tribunale di Milano a 1 anno e 4 mesi di reclusione per falso in bilancio per 10 miliardi di fondi neri ottenuti gonfiando il prezzo d’acquisto della «Medusa cinematografica». I fatti risalgono al 1987 e la pena è totalmente coperta dal condono varato nel 1990 dal Governo Andreotti.
«La Stampa», 4 dicembre 1997 [p.5]
Paolo Colonnello, Per l’accusa Reteitalia aveva creato fondi neri per 10 miliardi: assolti Galliani e Foscale. Prima condanna e condono per Berlusconi. Sedici mesi per falso in bilancio nella vicenda Medusa; Claudio Tito, «Un problema in più». Mastella: ora nel Polo serve uno come Amato [intervista a Clemente Mastella]; d. c.d., Lo sfogo del Cavaliere. «Vogliono sfregiare la mia immagine». «è la dimostrazione dell’odio ideologico del Pool» [intervista a Silvio Berlusconi]; r. m., Ritratto del magistrato che ha emesso la sentenza: due passioni, bridge e Juve. D’Avossa, il giudice non schierato
Il Consiglio dei ministri nomina all’unanimità il costituzionalista Enzo Cheli alla presidenza dell’Authority per le telecomunicazioni e ufficializza la scelta di Napoli come sede della nuova autorità. Gli altri otto membri dell’Authority saranno scelti dal Parlamento.
«l’Unità», 6 dicembre 1997 [p.3]
Marcella Ciarnelli, Il Consiglio dei ministri unanime sulla designazione, il Parlamento eleggerà gli altri otto membri. Authority per le telecomunicazioni alla presidenza passa il nome di Cheli. Confermata Napoli come sede, Torino protesta per la scelta; Un garante tra «Alice» e pandette; Vito Faenza, Plaude anche il Polo. Bassolino: un premio per tutto il Sud
Massimo D’Alema visita ufficiale in Messico. Il segretario del PDS svolge alcune conferenze sulla situazione italiana, sulla costituenda Cosa 2 e sulla scelta dell’Ulivo. Incontra Cuauhtemoc Cardenas, sindaco di Città del Messico e il presidente Ernesto Zedillo, che dal 1994 guida repubblica centramericana.
«l’Unità», 6 dicembre 1997 [p.4]
Vittorio Ragone, Il segretario del PDS racconta la politica italiana agli intellettuali di Città del Messico. D’Alema: «La Cosa 2 sarà un partito di tipo nuovo». «La scelta dell’Ulivo non è reversibile». Sulla Lega: «Non c’è un pericolo effettivo di divisione del paese, ma combattiamo la filosofia secessionista». Sinistra innovatrice e sinistra conservatrice; Il leader PDS incontra Cardenas e Zedillo
Si svolge all’Hotel Plaza di Roma la Direzione di Alleanza Nazionale (AN). Gianfranco Fini presenta gli obiettivi che assegna al partito: un risultato positivo alle elezioni europee del 1999 e la creazione di una Nuova Destra ispirandosi a quella del presidente francese Jacques Chirac e dell’ex premier inglese Margaret Thatcher. Rispetto alla vita interna del partito vuole porre fine allo scontro fra la destra «sociale» e quella «liberista». L’8 dicembre Fini nominerà due coordinatori nazionali: per il Nord Tommaso Foti, dirigente d’azienda, e Alfredo Mantovano, magistrato leccese, per il Sud.
«l’Unità», 6 dicembre 1997 [p.3]
Paola Sacchi, Stamane all’hotel Plaza di Roma convocata una decisiva riunione della Direzione del partito. Fini prepara la stangata per i colonnelli di AN. Ma lo scontro tra le correnti si fa sempre più forte. Ieri il presidente ha passato la giornata da solo a lavorare a una relazione che tutti prevedono durissima. Potrebbe annunciare che se perderà di nuovo le elezioni si ritirerà nel ‘99. Lo scontro tra l’anima liberista e la destra sociale. «Sono quattro anni che non si fa un Congresso
«l’Unità», 7 dicembre 1997 [p.3]
Paola Sacchi, Il leader di AN liquida i contrasti tra «liberisti» e «sociali» come puro scontro di potere
Fini parla di grave sconfitta. «Colonnelli, siete dorotei». Berlusconi si guadagni la leadership, no alla Lega; Enzo Roggi, E il Cavaliere intanto affoga nelle lacrime; Il Cavaliere. Hai idee? Daccele...; Stefano Di Michele, Al fianco di Fini, l’eterno Tatarella è tra i pochi vincitori dello scontro in AN. Gasparri il grande sconfitto. Gianfra’ è inamovibile, Pinuccio indispensabile: e così la strana coppia sopravvive alla tempesta. «Catarsi, catarsi», grida La Russa, e Maceratini aspetta che rotolino le teste. «Io vi amo», dice Fiori e Maurizio, l’ex enfant prodige, la prende con (apparente) filosofia. Armaroli: «Non possiamo non dirci tatarelliani». Buontempo, er Pecora, ce l’ha con chi vuole «affogare Berlusconi; S.D.M., Parla il capo della corrente liberista che pareva spacciato. Urso: «Tornare indietro? Sarebbe follia». «Fini ha indicato la strada di una moderna destra europea». «Non si tratta di gridare di più, ma di pensare di più» [intervista a Adolfo Urso]
< Sedute precedenti Legge n. 453/1997 Senato della Repubblica 20-21 novembre 1997
Camera dei deputati: discussione della Finanziaria approvata dal Senato nelle sedute del 20-21 novembre 1997. Il testo sarà approvato con modificazioni nelle sedute della Camera del 18-19 dicembre 1997.
Seduta n. 282 - 9 dicembre 1997 [video della seduta]
Discussione sulle linee generali. Misure per la stabilizzazione della finanza pubblica. Legge di Bilancio. Legge Finanziaria (approvate dal Senato)
Seduta n. 283 - 10 dicembre 1997 [video della seduta]
Sedute successive Legge n. 453/1997 Camera dei deputati 18-19 dicembre 1997>
Gianfranco Fini, leader di Alleanza Nazionale (AN), è intervista da Enzo Biagi a «Il Fatto» la trasmissione televisiva condotta da Enzo Biagi.
«L’Unità», 11 dicembre 1997 [p.6]
Paola Sacchi, Il leader di AN intervistato da Biagi a «Il Fatto» sfugge al giudizio sull’eredità dell’ultimo fascismo. Fini: «Vado avanti col rinnovamento. Ma Salò è un dato storico, non politico». Bacchettate a La Russa sulla Lega. Scontro con Tatarella per il Sud; Roberto Roscani, Lo storico Mario Isnenghi sul dibattito nelle file di AN. «Sì, c’erano anche ragazzi in buona fede ma la RSI fu strumento degli orrori nazisti». Le dinamiche individuali sono legittimamente oggetto di riflessione, ma alla destra postfascista manca una ricerca storiografica sulle proprie radici. Si è solo cercato uno spazio nella «vulgata» degli studi di De Felice [intervista a Mario Isneghi]
Silvio Berlusconi, nel corso di una Conferenza stampa annuncia che non si presenterà davanti al pool di Milano che gli ha recapitato l’invito a comparire sul «caso Squillante», le cosiddette toghe sporche e le varie mazzette circolate all’ombra della Fininvest alla fine degli anni Ottanta inizio anni Novanta. negli anni del craxismo. Il leader di Forza Italia coglie l’occasione per lanciarsi in un duro attacco al pool di Milano e alla Magistratura.
«L’Unità», 11 dicembre 1997 [p.6]
Marco Brando, Il leader di FI non accoglie l’invito a comparire per il caso Squillante e sferra un duro attacco al pool. Berlusconi: «Mai dai pm milanesi. Vogliono eliminarmi dalla politica». Secondo il Cavaliere davanti a quei magistrati «è impossibile una difesa reale e mancano i requisiti dell’imparzialità». Disponibilità a essere interrogato in un’altra città. Ci saranno conseguenze politiche? «No, anche se farebbe comodo»; «Arrestare l’on. Cito». Sì della Giunta della Camera
Conferenza di Kyoto sull’inquinamento atmosferico
«La Stampa», 1° dicembre 1997 [p.10]
Gabriele Beccaria, Europa, USA e terzo Mondo divisi alla Conferenza di Kyoto sull’inquinamento atmosferico. L’effetto serra spacca il mondo in tre. L’UE: misure drastiche. Clinton frena. E i Paesi poveri non accettano vincoli; Coste, isole, delta e città che sono in pericolo a causa dell’innalzarsi dei mari (mappa)
«La Stampa», 2 dicembre 1997 [p.9]
a.d.r., Il Giappone è ottimista, ma gli USA frenano l’Europa che vorrebbe regole più severe. «Dieci giorni per cambiare il mondo». Via al vertice sull’effetto serra; Come funziona l’effetto serra (grafico); I gas incriminati (scheda)
«La Stampa», 3 dicembre 1997 [p.9]
e.st., «Volete ridurre i gas serra? Cominciate voi, che avete sempre disatteso gli impegni, non noi». «L’Occidente faccia penitenza ecologica». Terzo Mondo all’attacco alla Conferenza di Kyoto; Il decalogo dell’auto protezione (scheda); Emma Haughton, La salute in trincea. Le metropoli del Pianeta malate di cuore e polmoni; (Agi-Ap), Australia in fiamme. Minacciata una centrale nucleare
«La Stampa», 4 dicembre 1997 [p.11]
(Ansa- Agi), L’UE ribadisce: rifiutiamo di assumere impegni più restrittivi di quelli di Washington. Chiesta la grazia per 3 Killer del clima. Kyoto: «tagliati» alcuni gas, difesa a oltranza per altri
«La Stampa», 5 dicembre 1997 [p.7]
(Agi-Ap-Efe), Anche Canada e Nuova Zelanda propongono il rimboschimento totale. «Meno gas? No, meglio più alberi». Proposta USA per sbloccare l’impasse a Kyoto
«La Stampa», 9 dicembre 1997 [p.10]
(Ansa- Agi), Il vicepresidente americano assicura una vaga «flessibilità nelle trattative». Kyoto, Al Gore attacca l’Europa. «Sulla riduzione dei gas promette l’impossibile»
«La Stampa», 10 dicembre 1997 [p.8]
Andrea di Robilant, Il premier giapponese chiama Clinton, Prodi e Kohl per cercare un’intesa in extremis. Un giorno per salvare la terra. A Kyoto il rischio di fallimento
«La Stampa», 11 dicembre 1997 [p.8]
Andrea di Robilant, Intesa su un taglio del 6% ma America e Terzo Mondo subito polemizzano. Kyoto, i dannati dell’Ambiente. Lavori prolungati di un giorno
«La Stampa», 12 dicembre 1997 [p.8]
Andrea di Robilant, Limiti differenziati per USA, UE e Giappone, niente impegni dal Terzo Mondo. Greenpeace: è una farsa. A Kyoto accordo per sfinimento. Taglio del 5% ai gas serra, ma non piace a nessuno; Emissioni di anidride carbonica nel 1990 (scheda)
Quote latte
12 dicembre: il presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, intervenendo alla Scuola di Polizia di Nettuno critica duramente le modalità in cui si stanno svolgendo le manifestazioni degli allevatori per le «quote latte» e definisce reato i «blocchi stradali».
«l’Unità», 13 dicembre 1997 [p.4]
Michele Sartori, Il pidiessino Pietro Folena concorda con il presidente. Bossi attacca: «Farneticazioni di un ottuagenario». L’ira di Scalfaro contro i Cobas latte. «I blocchi stradali sono un reato». Gli allevatori: «Siamo sgomenti, si istiga a usare il manganello»; Jenner Meletti, In viaggio con gli allevatori modenesi. Sono pochi, ma basta che c’è la TV... La «marcetta» di trenta trattori, dall’Emilia a Roma. Alla partenza ci sono più telecamere che mezzi. «I veneti hanno tirato il letame - dice il leader - e noi non possiamo andare davanti palazzo Chigi?»; Olio. In Puglia ancora proteste
13 dicembre: su richiesta del questore il prefetto di Roma vieta fino al 18 dicembre la circolazione dei mezzi agricoli in tutto il territorio della capitale. Alle porte di Roma già sono presenti una quindicina di trattori. Altri sono in arrivo. Il divieto non blocca i Cobas degli allevatori che domenica 14 vogliono essere in Piazza San Pietro e il 15 davanti Palazzo Chigi. Il presidente del Consiglio annuncia che nei giorni successivi incontrerà il mondo dell’agricoltura.
«l’Unità», 14 dicembre 1997 [p.16]
Jenner Meletti, Fino a giovedì prossimo vietata la circolazione dei mezzi agricoli per le strade della capitale. Il prefetto di Roma: stop ai trattori. «Ma noi andiamo avanti lo stesso». La decisione presa su richiesta del questore. Ma i Cobas sono intenzionati ad essere questa mattina in piazza San Pietro e domani davanti ai palazzi del potere politico. Alle porte della città giunti solo 15 trattori: «Ma vedrete, altri arriveranno»; Ma il premier annuncia: nei prossimi giorni incontrerò il mondo dell’agricoltura. Prodi: «Da Scalfaro parole meditate». L’ex Guardasigilli Mancuso insulta il Capo dello Stato. Il presidente veneto Galan: «Mancino è un lacchè».
14 dicembre: una rappresentanza dei Cobas è in Piazza San Pietro. Due trattori, trasportati su un camion, sono arrivati sulla piazza insieme alla mucca «Ercolina». Al momento dell’Angelus la benedizione di Giovanni Paolo II. Previsto per il giorno il presidio davanti a Palazzo Chigi. Al Nord intanto proseguono proteste e presidi.
«l’Unità», 15 dicembre 1997 [p.1-p.3]
p.1- Titolo: Il Pontefice saluta alcuni allevatori a San Pietro: «Più attenzione ai loro gravi problemi». Il Papa benedice i Cobas del latte. Il governo: non si cambia linea. Fino a Roma coi trattori, alcuni hanno assistito all’Angelus. Wojtyla: vicino alla benemerita gente dell’agricoltura. Oggi a Palazzo Chigi. Il ministero: più di quello che abbiamo fatto non si può;
p.3- Jenner Meletti, Nella capitale con i trattori caricati su un camion per aggirare il divieto. E la mucca Ercolina diventa una star. Gli allevatori «sbarcano» a San Pietro Woityla: «Sono vicino ai vostri problemi». Successo a sorpresa della marcia. «Ora vogliamo vedere Prodi»; I modenesi a Roma, mentre gli allevatori veneti e lombardi puntano su Bruxelles. Oggi la protesta davanti a Palazzo Chigi. Ma il governo non concederà di più. Dopo la presentazione del decreto sulle restituzioni, è in Parlamento che si gioca la partita. Le regole, però, sono fissate dall’UE. Il ministro dell’Agricoltura, Pinto, incontrerà oggi a Lussemburgo i colleghi europei; Al Nord proseguono proteste e presidi
15 dicembre: la protesta si sposta davanti a Palazzo Chigi. Una delegazione è ricevuta dal vicesegretario generale alla presidenza del Consiglio Battini. Nessun passo avanti. Il presidente del Consiglio nel corso di una iniziativa a Bologna afferma che si incontrerà con gli allevatori ma precisa «con tutti», quindi non solo con i Cobas. Il ministro dell’Agricoltura da Bruxelles, dove si è svolta la prima giornata del Consiglio dei ministri dell’Agricoltura europei, ribadisce che il decreto del Governo non si tocca e chi risulterà in regola sarà rimborsato secondo quanto dovuto. Considerato deludente l’incontro con Battini gli allevatori minacciano una marcia sulla capitale con i 100 trattori schierati al km. 29 dell’Aurelia.
«l’Unità», 16 dicembre 1997 [p.2]
Angelo Faccinetto, Chiesto faccia a faccia con il premier. Il governo avverte: «Le manifestazioni rispettino la legge e la collettività». Latte, blocchi Cobas da sud a nord. Prodi: «Trattativa, ma con tutti». Gli allevatori non mollano, domani in udienza dal Papa; I focolai della protesta (mappa); Michele Sartori, Il capo degli allevatori del Veneto. «Siamo i truffati, l’Italia l’ha capito». Parla il «generale» Marchioron. «Vogliamo delle risposte, ma la lotta non è contro questo governo: hanno più responsabilità la Poli Bortone e le organizzazioni vicine al ministro Pinto» [intervista a Ruggero Marchioron]; Sergio Sergi, Il ministro a Bruxelles: «Non facciamo barricate ma il decreto non si tocca; con la UE trattative concluse». Pinto: rimborso totale per chi ha fatto il suo dovere
Il commissario Fischler apprezza la determinazione del governo di Roma. Emma Bonino: «Chi ha sbagliato deve pagare»
Unione Europea
Lussemburgo: vertice dei ministri finanziari
12 dicembre: si discute dell’istituzione di un Consiglio dei ministri delle Finanze che aderiranno all’Euro a partire dal 1999 e per Inghilterra, Svezia, Danimarca e Grecia, paesi che non aderiranno subito alla moneta unica, la possibilità di intervenire sulle decisioni finanziarie comunitarie. A conclusione di una lunga e tesa discussione sì raggiunge un compromesso. Le decisioni comunitarie saranno assunte da tutti i 15 ministri dell’Eco-Fin mentre le questioni specifiche deciderà un Consiglio «informale» costituito dai Paesi a moneta unica. Incerta la distinzione fra decisioni comunitarie e quelle specifiche.
«l’Unità», 13 dicembre 1997 [p.7]
Il compromesso prevede che le questioni di economia generale vengano discusse ancora da tutti e 15 i paesi. La UE trova un accordo sull’Euro X. Consiglio a 11 per la moneta unica. Il nuovo organismo avrà un potere informale e non decisionale. L’accordo riconosce ai membri dell’Euro il diritto di riunirsi per discutere dei problemi a loro specifici ma le decisioni saranno prese dai 15. Prodi: un compromesso salomonico; Sergio Sergi, Oggi il via ufficiale ai negoziati con i primi sei paesi. Nessun accordo sul caso-Ankara. Allargamento, la Turchia divide l’Unione. Yilmaz sbatte la porta: «Torniamo a casa». Il presidente di turno della UE, Jean Claude Juncker, alla BBC: «In Turchia si torturano ancora i cittadini». La Francia e l’Italia vogliono che il paese sia incluso nella Conferenza Europea ma Bonn e Grecia si oppongono
13 dicembre: seconda giornata di discussione. Si decide sul processo per l’allargamento dell’Unione a Polonia, Slovenia, Ungheria, Repubblica Ceca, Estonia e Cipro. I negoziati inizieranno ad aprile del 1999 e sarà monitorato negli anni il processo di ogni Paese. Dibattuta anche l’allargamento alla Turchia, per la quale prevale un’ «Ammissione col condizionale» subordinata cioè al suo rispetto delle regole che riguardano i rapporti con Cipro, di cui occupa un terzo del territorio.
«l’Unità», 14 dicembre 1997 [p.12]
Sergio Sergi, Passa a Lussemburgo l’ipotesi dell’allargamento dell’Unione a undici nuovi paesi. Trattative già nel ‘98. L’Europa rompe il Muro verso Est e tende la mano anche alla Turchia. Polonia, Ungheria, repubblica Ceka, Slovenia, Estonia e Cipro inizieranno i negoziati tra pochi mesi, gli altri seguiranno a ruota. Prime adesioni previste per il 2004. Il nodo di Ankara. I leaders: «Una pietra miliare, cambieremo faccia al continente»; (Ansa), La lenta marcia dei paesi ex comunisti. Undici candidati sulla porta ma i loro standard sono lontani. Oltre cento milioni di persone con un reddito medio pari appena al 30% di quello comunitario. Inizia il quinto allargamento in 40 anni di storia europea
14 dicembre: le conclusioni sull’allargamento alla Turchia provocano la dura reazione del ministro turco degli Esteri Mesut Yilmaz che minaccia di chiudere ogni rapporto con l’Unione Europea e di procedere all’integrazione del settore turco di Cipro se dovessero iniziare i negoziati per l’adesione della Repubblica greco- cipriota all’Unione Europea.
«l’Unità», 15 dicembre 1997 [p.7]
Sergio Sergi, Il Governo di Ankara rifiuta l’invito alla Conferenza di Londra che raggrupperà i candidati all’adesione. La Turchia sbatte la porta all’Europa. «Non accettiamo nessuna condizione». Respinto il documento stilato dalla Ue a Lussemburgo dove si elencano «criteri e principi» da onorare. Polemica sui diritti umani. La Turchia annuncia che interrompe i colloqui sullo status di Cipro, l’isola divisa in due dal contenzioso con la Grecia; Gabriel Bertinetto, Il nodo di Cipro
è il vero ostacolo per l’avvicinamento di Ankara alla UE
Silvio Berlusconi, in un incontro con i giornalisti prende posizione sul caso di Cesare Previti e la richiesta di arresto formulata alla Camera dai magistrati di Milano. Afferma che i deputati di Forza Italia voteranno secondo coscienza e minaccia l’ostruzionismo parlamentare se il testo della Commissione Bicamerale non subirà dei mutamenti.
«l’Unità», 14 dicembre 1997 [p.7]
Raffaele Capitani, Il Cavaliere: processo politico all’ex ministro, ma FI lascia ai parlamentari libertà di voto. Berlusconi difende Previti e minaccia la Bicamerale. Mussi: surreale annunciare l’ostruzionismo, ci ripensi; Polemica con Gaiotti su giustizia e politica. Borrelli: «L’arresto? Era doveroso chiederlo». E sulle riforme dice sì a «più referendum»; S.D.M., L’esponente di AN non sarà in giunta. La Russa: «L’accusa è dettagliata. Ma a che servirebbe l’arresto?». Quella del gip non è «un’ordinanza impressionistica, è concreta e tecnica», ma suscita «perplessità» il rischio dell’inquinamento delle prove dopo tanto tempo [intervista a Ignazio La Russa]; R. Rosc., Bielli (PDS): il dossier aggrava la posizione dell’ex ministro [intervista a Walter Bielli]; Enrico Fierro, Il gip: «Non esistono alternative al carcere, altre misure sono inidonee». Quel prestanome nella guerra di Segrate... Conti segreti e carte fatti letteralmente sparire, come quelli custoditi in una banca ginevrina che alla fine del ’96 recuperò in tutta fretta.
La Commissione Affari sociali della Camera approva in sede legislativa la proposta di legge Istituzione della Commissione parlamentare per l'infanzia e dell' Osservatorio nazionale per l' infanzia , già approvata dal Senato il 16 luglio 1997 (L . 23 dicembre 1997, n. 451).
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