Si apre la XX Assemblea dell’ ONU. Il ministro degli Esteri, Amintore Fanfani ne è eletto presidente , la prima volta per un italiano. Su 114 votanti , 110 voti a favore. Il segretario generale, U-Thant, nella relazione introduttiva ribadisce la necessità che la Cina sia ammessa all’ONU.
«La Stampa», 22 settembre1965 [ p.1-p.16]
p.1-Nicola Caracciolo, Fanfani eletto con 110 voti su 114 presidente dell’assemblea dell’ONU. Il ministro degli Esteri, subito dopo la nomina, ha parlato dei compiti dell’organizzazione mondiale: “Mentre la guerra divampa in Asia, discordie e malintesi non devono ostacolare il nostro lavoro”.”Bisogna anche risolvere il problema del disarmo atomico”;
p.16- Massimo Conti, Aperta ieri la 20ᵃ assemblea delle NU. Thant ripete che la Cina deve essere ammessa all’ONU. Discorso del segretario generale all’inaugurazione dell’assemblea. Attesa la risposta del Pakistan all’ordine di sospendere i combattimenti nel Kashmir: Nuova Delhi ha accettato
Danilo Dolci , in una conferenza stampa al circolo dei giornalisti a Roma , presenta un ampio dossier sui legami fra mafia e DC in Sicilia e chiede le dimissioni del ministro al Commercio estero Bernardo Mattarella ( DC) che accusa di proteggere le cosche mafiose sollecitando comportamenti accondiscendenti delle forze di polizia fino ad ottenere la scarcerazione di alcuni boss quali Vincenzo Catanzaro e Totò Pinello , nonché di aver ricevuto finanziamenti dalla criminalità dell’isola in occasione delle campagne elettorali. La documentazione prodotta era stata nella stessa giornata consegnata al presidente della Commissione Antimafia. Immediata la querela del ministro nei confronti dell’accusatore.
«l’Unità», 15 settembre 1965 [p.1-p.3]
p.1-p.3- a.d. m. , Un nutrito “dossier” a disposizione del Parlamento. Esplosive rivelazioni di Danilo Dolci sul legami con la mafia del ministro Mattarella ;
p.3- Mattarella querela Dolci
CGIL : Consiglio generale
Aldo Moro, intervenendo al’ XI Assemblea dell’ Associazione dell’ Alleanza Atlantica (ATA) che si svolge a Roma, polemizza con le posizioni della Francia affermando di non ritenere che l’Alleanza limiti l’indipendenza nazionale dei singoli Stati membri.
Aldo Moro, Discorso tenuto al Compidoglio per l’XI assemblea dell’Associazione dell’Alleanza Atlantica [fonte: Archivio Centrale dello Stato - Archivi on-line Senato]
«La Stampa», 28 settembre1965 [ p.1]
Michele Tito, Discorso in Campidoglio ai rappresentanti dei Paesi del Patto Atlantico. Moro afferma: vogliamo l’Europa unita in stretta associazione con l’America. Il presidente del Consiglio ha ripreso e sostenuto i temi Kennediani della partnership euro-americana, in polemica con De Gaulle. L’Alleanza Atlantica, ha detto, deve portare all’integrazione degli Stati che via aderiscono: nessuna potenza, sia pure grande, può illudersi di agire da sola. Il segretario della NATO, Manlio Brosio, dichiara che è grave anche oggi il pericolo militare comunista
30 ottobre 3 novembre 1965
DC- Assemblea Nazionale, Sorrento. 1300 delegati discutono sul rinnovamento del partito. Svolge la relazione introduttiva il vicesegretario Arnaldo Forlani. All’ordine del giorno : la DC e il governo, la vita del partito, le correnti , di cui molti interventi chiedono la soppressione, riforma delle istituzioni, funzionamento del Parlamento e istituzione delle Regioni
«La Stampa», 30 ottobre 1965 [ p. 7]
l.f. (Lamberto Furno), Oggi 1300 dirigenti DC in Assemblea a Sorrento. Il convegno durerà 5 giorni. Ha lo scopo di riorganizzare il partito secondo le mutate esigenze della società italiana
«La Stampa», 31 ottobre 1965 [p. 6]
Lamberto Furno, Aperta l’Assemblea di Sorrento. La DC lancia le proposte per rinnovare la vita dei partiti. Ampia relazione di Forlani, sulla base dei pareri di 200 mila iscritti alla DC. Sollecitata una piccola riforma elettorale: istituire un collegio unico nazionale per permettere l’elezione di personaggi altamente qualificati. Rumor nel saluto ai mille delegati: occorre un vivo contatto con gli elettori
«Stampa Sera», 1-2 novembre 1965 [p.1]
Lamberto Furno, All’Assemblea nazionale della DC a Sorrento. Concrete proposte dell’on. Leone per attuare la riforma dello Stato. L’ex presidente del Consiglio ha sostenuto la necessità di snellire l’attività del Parlamento, di sottoporre le leggi a referendum popolare, di finaziare in modo pubblico i partiti. Per migliorare il funzionamento della giustizia, ha detto ancora l’on. Leone occorre fra l’altro “colmare la lacuna che esiste fra la magistratura e il potere politico”. Il ministro Andreotti rivendica l’autonomia della DC dalla Chiesa “in ossequio alla libertà di questa”. Donat Cattin prospetta la possibilità che la corrente “Forze Nuove” esca dall’attuale Direzione unitaria e chiede una maggiore incisività per il centro-sinistra
«La Stampa», 2 novembre 1965 [p. 1]
Editoriale, Vittorio Gorresio, Incertezze dei partiti; Lamberto Furno, L’Assemblea democristiana di Sorrento. Polemico intervento di Scelba sull’autonomia dei parlamentari. Critica lo “strapotere”dei partiti sui deputati. L’on. Piccoli sollecita l’abolizione delle correnti. Alcuni delegati chiedono di rivedere i disegni di legge sulle Regioni. Il sindacalista Storti si oppone al “comitato dei saggi” proposto da Colombo per attuare la politica dei redditi
«La Stampa», 3 novembre 1965 [p. 1]
Lamberto Furno, All’assemblea democristiana di Sorrento. Moro esorta a continuare gli sforzi per creare una grande e libera società. La DC e i suoi alleati, ha detto il presidente del Consiglio, devono mantenere un discorso serio e responsabile: convincere gli italiani che alcune scelte sono più urgenti, che occorrono sacrifici per uno sviluppo con basi solide. Colombo afferma: “abbiamo superato una delle più difficili crisi della nostra recente storia con il minore dei costi possibili”. Elogia i socialisti entrati nel governo a supportare la pesante congiuntura. Pella chiede l’abolizione delle correnti organizzate nel partito. Discorsi di Taviani e di altri “leaders”. Oggi le conclusioni
«La Stampa», 4 novembre 1965 [p. 1]
Titolo : Le conclusioni dell’Assemblea di Sorrento. Rumor espone la prossima azione della DC i rapporti con la Chiesa e con i partiti. Confermata la politica di centro-sinistra, considerata oggi come l’unico mezzo per un vero progresso civile. Ribadito l’impegno per la programmazione, le Regioni, la riforma urbanistica e scolastica. La Democrazia cristiana si considera autonoma dalla Chiesa, pur rimanendo il partito dei cattolici, fedele agli ideali del magistero cristiano. Due richieste “irrinunciabili” ai socialisti: centro-sinistra in tutti i comuni, una linea del PSI chiaramente sostenitrice del governo. Netto rifiuto al “dialogo” proposto dai comunisti; Vittorio Gorresio, Per uno Stato più moderno; f.d.l. (Fausto De Luca), L’ “Osservatore” indica i limiti dell’autonomia per i cattolici; Lamberto Furno, Il discorso del segretario democristiano dopo cinque giorni di vivaci polemiche. Le conclusioni saranno esaminate tra breve dal Consiglio nazionale DC per le decisioni finali
Fanfani dalla clinica di New York dove è ricoverato discute con l’inviato de «La Stampa» della situazione economica e politica e, con un chiaro intento polemico, rivendica a suo merito l’avvio del centro-sinistra e l’azione del governo che ha presieduto.
«La Stampa», 6 novembre 1965 [ p. 3]
Nicola Adelfi, Lungo colloquio confidenziale nella clinica di New York. Fanfani difende l’azione del suo governo e discute i problemi economico-politici. Rivendica la paternità del centro-sinistra: “Ne indicavo l’impostazione in un libretto scritto in Svizzera nel 1945. “Lo Stato deve prevedere, rimediare, coordinare le forze economiche per il vantaggio collettivo”. “Già nel 1962 avevamo deciso di stringere i freni dopo le elezioni dell’aprile 1963, ce lo ha impedito la lunga crisi ministeriale”. In Italia ad ogni elezione, il Paese sta troppi mesi senza governo, la vita politica procede tra lentezze e verbosità”. “Occorre fare subito le cose utile: l’opinione pubblica accetta, se sono rapide e chiare, anche le misure spiacevoli
10 - 14 novembre 1965
Tema fondamentale del Congresso la riunificazione socialista. Nei precongressi quasi l’ottanta per cento dei voti agli autonomisti del PSI. Alla sinistra il 17 per cento. De Martino nella relazione cerca una mediazione fra le posizioni di Nenni , sostenitore convinto della unificazione, e l’opposizione di Lombardi. Critico non solo sulla unificazione ma anche sulla tenuta del governo di centro-sinistra. Prevale la posizione di Nenni. Nel voto per il Comitato centrale 79 seggi alla maggioranza, 19 alla minoranza, 2 alle mozioni locali . Nella maggioranza 44 seggi ai nenniani e 35 ai seguaci di De Martino. Subito dopo il Congresso si avvia il processo che porterà alla Costituente socialista e poi all’unificazione.Quotidiano della Democrazia cristiana
Direttore Mariano Rumor
«Il Popolo», 10 novembre 1965 [p.1-p.20]
Questa mattina all’EUR. Si apre il Congresso del PSI con la relazione di De Martino . Lo schieramento delle forze : autonomisti 78,12 per cento ; lombardiani e sinistre 16,35 per cento. La delegazione della DC compasto dai quattro vicesegretari. L’attività parlamentare
«Il Popolo», 11 novembre 1965 [p.1-p.20]
Franco Colombo,Aperto ieri a Roma il Congresso socialista. Problemi e prospettive politiche nella relazione dell’on. De Martino. Il segretario del PSI ha illustrato nel discorso introduttivo la posizione del partito sui temi ideologici, sulla politica di centro sinistra, la situazione internazionale, la congiuntura economica e l’unificazione socialista. I primi commenti degli esponenti dei vari partiti
«Il Popolo», 12 novembre 1965 [p.1-p.8]
Franco Colombo, Il dibattito al Congresso del PSI si concreta nel confronto fra maggioranza e sinistre. Numerosi gli interventi nella prima giornata di discussione fra cui quelli di Lombardi, Mariotti, Cattani e Ferri
Appunto trovare p.2 del 12 novembre 1965 – commento alle Tesi del Cong. PCI
«Il Popolo», 13 novembre 1965 [p.1-p.8]
Franco Colombo,I lavori del 36° Congresso del PSI. Duplice impegno di Nenni : centro sinistra e unificazione. L’intervento del vice presidente del Consiglio al centro del dibattito della terza giornata. L’autonomia del PSI. Dura polemica contro il PCI. L’attuazione del programma di governo. Gli altri Interventi
«Il Popolo», 14 novembre 1965 [p.1-pp.9-10] manca p.9
p.1-p.10- Franco Colombo, Concluso il dibattito al Congresso socialista. Numerosi interventi nell’ultima giornata dei lavori. Le varie tesi illustrate nei discorsi di Brodolini, Giolitti, Pieraccini, Santi e Corona. Oggi la replica del segretario del partito , De Martino;
p.1-p.9- Le prospettive della politica di centro-sinistra – Commenti del vice segretario del partito Piccoli, del ministro Delle Fave e dell’onorevole Scalia al Congresso socialista.
«Il Popolo», 15 novembre 1965 [p.1-p.8]
Franco Colombo, Il congresso socialista conferma la politica di centro sinistra e s’impegna per l’unificazione. Le indicazioni del Psi per l’azione di governo nella prospettiva della legislatura. Giudizio sostanzialmente positivo sull’esperienza compiuta. Condanna della sterile e negativa posizione dei comunisti. La mozione di maggioranza ottiene il 79 per cento dei voti. La replica di De Martino ; La forza della DC è garanzia dell’equilibrio politico del Paese. I discorsi di ieri del vice-segretario del Partito on. Piccoli, dei presidenti dei gruppi parlamentari Gava e Zaccagnini , del ministro Colombo e degli onorevoli Antoniozzi, Arnaud, Lattanzio, Medici e D’Arezzo
«Il Popolo», 16 novembre 1965 [p.1-p.8]
Editoriale, Prime considerazioni sul Congresso del PSI
Organo del Partito comunista italiano
Direttore Mario Alicata
«l’Unità», 2 novembre 1965 [p.2]
Ondata di pre-congressi socialisti. PSI : si presenta divisa la maggioranza. Presenti frequentemente liste “demartiniane” contrapposte a quelle della destra. Discorsi di Balzarno, Veronesi, Verzelli. Un articolo di Fiorello, segretario della FGS
«l’Unità», 9 novembre 1965 [p.1- p.12]
Massimo Ghiara, Si apre domani a Roma . PSI : l’ombra della destra sul 36° Congresso. De Martino terrà la relazione introduttiva. Bilancio di fallimenti. Significative affermazioni delle minoranza. Le forze conservatrici entusiaste delle pressioni di Nenni per l’unificazione con il PSDI ; La delegazione del PCI al Congresso socialista ; Alla vigilia del Congresso socialista. Il PSDI preme : subito la unificazione. La sinistra socialdemocratica pone la scadenza : aprile 1966. Tanassi capeggia la delegazione del PSDI al Congresso socialista
«l’Unità», 10 novembre 1965 [p.1- p.12] da qui in poi non leggibile RIFARE
Editoriale, Mario Alicata, Il Congresso del PSI; m.gh. ( Massimo Ghiara) , Fra il più vivo interesse dei circoli politici. Il 36° Congresso del PSI si apre stamane all’EUR. De Martino svolgerà nel pomeriggio la sua relazione. Resi noti i dati definitivi. 78% alla maggioranza, 20% alla minoranza. Un telegramma di Danilo Dolci
«l’Unità», 11 novembre 1965 [p.1- p.14]
Editoriale, Mario Alicata, La Malfa, De Martino e le nostre Tesi ; Massimo Ghiara, Fiacca relazione al 36° Congresso sul centro-sinistra e la politica del PSI. De Martino : fallimento ma bisogna accettarlo - Giustificazioni per la “politica dei redditi”.Confessione di impotenza di fronte alle gravi conseguenze dell'atlantismo. Preoccupazioni e lamentele per le mancate riforme. Cautela sui tempi dell’unificazione con il PSDI ; G.C. Pajetta : un discorso rassegnato e preoccupato. I commenti di Tanassi, Piccoli, Forlani, Valori ; Attesi per oggi i discorsi di Lombardi e di Balzamo. Nenni sarà il presidente del CC del PSI ?
«l’Unità», 12 novembre 1965 [p.1- p.12]
Massimo Ghiara , Sotto accusa al Congresso dell’EUR le capitolazioni della destra nenniana. Lombardi : appello alla coscienza socialista del PSI. II centro-sinistra e una riedizione aggiornata del centrismo conservatore . Contro I'unificazione socialdemocratica. Dure critiche a De Martino . Intervento di Balzamo per la sinistra. Cattani teorizza
I'integrazione del PSI nel sistema capitalista ; m.f. ( Maurizio Ferrara ) , Il tema di fondo
«l’Unità», 13 novembre 1965 [p.1- p.12]
Editoriale, Luca Pavolini , Una linea alternativa ; Ilvicepresidente del Consiglio chiede l’immediata unificazione con la socialdemocrazia. Nenni il discorso della resa al PSDI. Lungo elenco di insuccessi e di capitolazioni socialiste davanti al Congresso II centro sinistra deve comunque continuare Falsificazioni anticomuniste Un forte discorso del vicesegretario della CGIL Dido contro la politica dei redditi e per I'autonomia sindacale
«l’Unità», 14 novembre 1965 [p.1- p.16]
Editoriale, Mario Alicata, La resa di Nenni; m.gh. ( Massimo Ghiara ) , Contro la resa di Nenni una appassionata difesa del PSI dalla tribuna del Congresso. Santi : voi volete liquidare il PSI. Emozione tra i delegati per la denuncia di Santi. Giolitti chiede l’uscita del PSI dal governo. Preoccupato discorso di Mosca , segretario della CGIL
«l’Unità», 15 novembre 1965 [p.1- p.4]
m.gh. ( Massimo Ghiara ) ,La destra socialista spinge il PSI verso la subordinazione alla DC e la fusione socialdemocratica. Il Congresso ratifica la resa di Nenni. Scontata approvazione della mozione di maggioranza. Forte documento della minoranza per la difesa dell'autonomia e del carattere socialista del PSI. De Martino tenta di attenuare la portata delle gravi decisioni ; La conclusione dei lavori del 36 Congresso. La composizione
del nuovo CC del PSI. 79 seggi alla maggioranza, 19 alla minoranza,2 alle mozioni locali. Una dichiarazione di Valori. Soddisfatto il PSDI per I'esito del Congresso ; I commenti ai Congresso del PSI . Gava approvala linea della destra del PSI. Vecchietti: “Contrapporre i'unificazione socialistanel paese alla costituente socialdemocratica di vertice voluta da Nenni”. La Malfa chiede un incontro quadripartito
«l’Unità», 16 novembre 1965 [p.1- p.12]
Dichiarazione di Tanassi sul Congresso del PSI. Il PSDI preme per accelerare la fusione. Giudizio positivo sulle proposte della destra socialista. La UIL “prenderà posizione” sui problemi sindacali post! dall'unificazione. In corso le trattative per la ripartizione dei seggi nella direzione del PSI
«l’Unità», 17 novembre 1965 [pp.1-2 p.14]
p.1-p.14- Editoriale, Mario Alicata, Tanassi dopo Nenni ;
p.2- m.gh. ( Massimo Ghiara) ,Giudizi positivi della stampa conservatrice sul disegno di unificazione socialdemocratica. Soddisfatta la destra del Congresso del PSI . Il vicesegretario socialista della CGIL Didò respinge le proposte di Tanassi per un “sindacato di partito”. Apprezzamenti e riserve di Malagodi
Direttore Alfio Russo
«Corriere della sera», 9 novembre 1965 [p.1]
L:B., ( Luigi Bianchi), Domani a Roma si apre il Congresso. Quasi l’ottanta per cento dei voti agli autonomisti del PSI. La sinistra ha ottenuto il 17 per cento
«Corriere della sera», 10 novembre 1965 [pp.1-2]
p.1- Editoriale, Panfilo Gentile, Il Congresso socialista ;
p.2- Luigi Bianchi, Oggi comincia il Congresso del PSI. La questione di fondo è l’unificazione socialista. Per essa Nenni si batte con ferma decisione. Il dibattito chiarirà su quali forze può contare De Martino nella corrente autonomista
«Corriere della sera», 11 novembre 1965 [pp.1-2]
pp.1-2- Luigi Bianchi, Si è aperto a Roma il Congresso del PSI con del segretario politico. De Martino resta a mezza strada tra le posizioni di Nenni e quelle di Lombardi. Egli si oppone a qualsiasi aggiornamento ideologico, pretende l’esecuzione immediata e totale del programma di governo ( regioni, eccetera), vuole i comunisti nel Parlamento europeo, esige autonomia nell’ambito delle alleanze internazionali, esclude l’estensione del centro-sinistra agli enti locali. Per l’unificazione socialista prende tempo senza assumere un impegno preciso e per il problema sindacale afferma che “ non si può configurare il principio della libertà di scelta ;
p.2- U.I ( Ugo Indrio), I nenniani insoddisfatti
«Corriere della sera», 12 novembre 1965 [pp.1-3]
p.1- Luigi Bianchi, La seconda giornata del Congresso del PSI. Gli autonomisti contrattaccano Lombardi e sostengono il governo e l’unità socialista. Il “ leader” dell’opposizione interna ha insistito sul dialogo tra tutte le forze di sinistra, comprese quelle comuniste e ha affermato che il partito per squassare il sistema vigente. Bisogna rompere le uova, ha detto. Mariotti, Cattani, Ferri auspicano, l’unificazione coi socialdemocratici in un tempo vicino ;
p.2- Al congresso del PSI. I nenniani dispongono del 65 per cento dei voti. Solo il 15 per cento agli amici di De Martino;
p.3- Indro Montanelli, Nel partito roso dal vizio delle scissioni. De Martino socialista perplesso tutto preso dai lavori di rammendo. Uomo di abitudini casalinghe e patriarcali, amico del tressette e degli spaghetti, il segretario del PSI ha sempre avuto l’ingrato compito di tappare buchi e riparare falle. Di fronte al pericolo di una nuova frattura tra Nenni e la sinistra, oggi sembra persino disposto a tenere una mano sulla spalla di Lombardi
«Corriere della sera», 13 novembre 1965 [pp.1-2]
pp.1-2- Luigi Bianchi, Nella terza giornata del Congresso del PSI. Nenni accentua l’autonomia e sostiene l’unificazione socialista. Duro accenno ai comunisti che “non accettano la presenza dei comunsiti al governo quando non sia per loro delega. Conferma di una revisione di alcuni concetti del socialismo tradizionale : Stato, classe, lotta per il potere. Occorre un aggiornamento dei metodi di azione. Difesa del centro-sinistra e suoi sviluppi dopo il “calo di volontà politica;
p.1- U.I. ( Ugo Indrio ), Le questioni cruciali poste dal leader socialista. Positiva per i socialdemocratici l’impostazione del problema dell’unificazione. Dure critiche dei comunisti ;
«Corriere della sera», 14 novembre 1965 [pp.1-3]
p.1 - Editoriale, L’ombra dell’equivoco;
pp. 1- 2 - Luigi Bianchi, La quarta giornata dell’assise socialista. Nenni e gli autonomisti rischiano di perdere il vantaggio nel Congresso. Matteotti ha posto nettamente il problema delle giunte frontiste. Gli interventi di Brodolini, di Pieraccini, Corona, Mosca e santi. Giolitti si distacca un po’ da Lombardi, ma vuol passare all’opposizione ed esige un centro- sinistra “ più incisivo e più avanzato ;
p.2- U. I. ( Ugo Indrio), Il lavoro di corridoio;
p.3- Indro Montanelli, Nuvole e schiarite nel cielo del Congresso socialista. Nenni dopo Lombardi : l’arcobaleno dopo il temporale. Il “leader” del PSI ha reso più respirabile l’atmosfera parlando con chiarezza di sintesi e senza la tracotante certezza e il compiaciuto sussiego dell’esponente dell’opposizione. In due anni di responsabilità governativa, il vice-presidente del Consiglio ha consolidato la sua maggioranza nel partito. A Palazzo Chigi si sente un ospite di passaggio
«Corriere della sera», 15 novembre 1965 [pp.1-2]
pp.1-2- Luigi Bianchi, Superato l’agnosticismo di De Martino. La politica di Nenni approvata dal Congresso del partito socialista. Il PSI rimarrà nel governo. L’avvio dell’unificazione del PSDI si farà secondo i modi suggeriti dal “ leader”. Un perido di azione comune e una Costituente socialista. Priorità per l’attuazione del programma quinquennale. Stabilità monetaria e difesa della occupazione operaia. Respinta la proposta comuniusta per un partito unico. Le questioni di politica estera. De Martino contro ogni “assurda distinzione” fra le sue posizioni e quelle di Nenni;
p.1- U.I. ( Ugo Indrio), Ottanta membri della maggioranza nel nuovo Comitato centrale del PSI. I nenniani hanno resistito a lungo per non perdere il vantaggio della vittoria congressuale. Ma alla fine hanno dovuto accontentarsi di quarantacinque seggi, mentre i seguaci di De Martino ne hanno avuti trentacinque e la minoranza diciannove
p.2- I discorsi politici. Consensi e riserve della Dc ai risultati del Congresso socialista. Secondo Tanassi, l’unificazione socialista accelererà l’incipiente crisi del PCI. I repubblicani chiederanno una riunione dei quattro partiti
«Corriere della sera», 16 novembre 1965 [p.1]
Editoriale, Prudenza e audacia ; Luigi Bianchi, Reazioni al Congresso socialista. I socialdemocratici chiedono al Psi di non ritardare l’unificazione. E ciò per impedire uno “scadimento” del centro- sinistra sia per meglio fronteggiare le conseguenze della crisi ideologica del comunismo. Un giudizio positivo dei democristiani. I lombardiani minacciano di non entrare in Direzione se non avranno almeno sei posti
18-19 novembre 1965
Senato
Dibattito sulla politica estera
«La Stampa», 19 novembre 1965 [ p.7]
f.d.l. (Fausto De Luca) , Il dibattito sulla politica estera. I socialisti al Senato criticano la delegazione italiana all’ONU. Sostengono che non si doveva votare contro l’ammissione della Cina. L’atteggiamento dei nostri rappresentanti viene invece approvato dai democristiani, dai socialisti, dai socialdemocratici e anche dai liberali. Oggi parlerà Moro su tutta la politica estera
«La Stampa», 20 novembre 1965 [ p.1]
Titolo: Il dibattito sulla politica estera al Senato. Moro spiega tra vivaci interruzioni perché l’Italia votò contro la Cina. Tutti d’accordo, ha detto, che Pechino dovrà essere ammessa all’ONU, ma ci sono ancora dissensi sul “come” e sul “quando”. Il 6 novembre il Consiglio dei ministri decise “collegialmente” di appoggiare la tesi americana per questi motivi: 1)non aggravare i conflitti asiatici, 2) non provocare crisi irreparabili tra le Nazioni Unite, 3) mantenere i buoni rapporti tra Roma e Washington, utili anche per l’unità europea. Grida dei comunisti, richiami di Merzagora: “Lasciate parlare il presidente”; Editoriale, Un equilibrio difficile; Fausto De Luca, Il discorso del presidente. Oltre il problema della Cina, ha esposto la posizione del governo verso il Vietnam e per un’intesa con la Francia a favore dell’unità europea
Il ministro degli Esteri Fanfani dichiara al settimanale «L’Espresso» che la delegazione italiana all’ONU era orientata a votare a favore dell’ammissione alle Nazioni unite della Cina. Il voto contrario espresso il 17 novembre , invece, è stato frutto di una decisione del governo italiano. Una presa di distanza dalla posizione illustrata dal presidente del Consiglio nel dibattito sulla politica estera dei giorni precedenti. Impressione non corretta dalle smentite di Fanfani che affermerà che l’intervista ha travisato il suo pensiero. Sul caso si scatenano le polemiche nella coalizione di centro-sinistra e le critiche delle opposizioni di sinistra e di destra. La Camera il 2 dicembre discuterà le interpellanze presentate dai vari gruppi politici.
«l’Unità», 25 novembre 1965 [p.1-p.16]
Clamorosa intervista a New York del ministro degli Esteri. Fanfani accusa Moro per il voto contro la Cina. Palazzo Chigi tenta una imbarazzata difesa . Anche La Pira critica il governo. Profonda impressione negli ambienti politici ; Editoriale , Mario Alicata , Non nascondersi dietro il dito
«La Stampa», 26 novembre 1965[ p.1]
Michele Tito, Per il voto contro la Cina all’ONU. L’intervista di Fanfani sarà discussa alla Camera. Malagodi ha inviato un’interpellanza urgente a Moro. Un’altra è stata presentata dell’estrema destra, oggi ne seguirà una dei comunisti. L’ “Avanti!” osserva che se il ministro degli Esteri non era d’accordo col governo, aveva la possibilità e il dovere di intervenire prima. Il presidente del Consiglio avrebbe chiesto a Fanfani di chiarire il suo pensiero; L’interpellanza liberale; Polemico commento del giornale socialista
«La Stampa», 27 novembre 1965[ p.1]
Michele Tito, Un chiarimento di Fanfani per l’intervista sulla Cina. È contenuto in un breve comunicato letto ai giornalisti dal portavoce italiano all’ONI. In esso si afferma che il resoconto dell’intervista non riferiva completamente il pensiero del ministro. Il direttore del settimanale replica che le frasi essenziali, pubblicate fra virgolette, furono dettate dallo stesso ministro. Appare certo che Fanfani non intende avallare le voci d’un suo disseno col governo; Nicoia Caracciolo, Le dichiarazionia New York lette dal portavoce italiano
«La Stampa», 29 novembre 1965[ p.1]
Editoriale, Luigi Salvatorelli, Le correnti DC e il comunismo; (Ansa), Dopo il chiarimento ufficioso di venerdì. Fanfani dichiara: l’intervista ha travisato il mio pensiero. Il ministro degli Esteri in una comunicazione ufficiale all’agenzia Ansa esclude d’aver dato giudizio contrari al governo. Ha scitto al presidente Moro, per assicurare la propria solidarietà e confermare che da parte sua non esistono riserve. La letterà sarà comunicata alla Camera nel prossimo dibattito; m.t. (Michele Tito), La smentita di Fanfani non placa le polemiche. Il PSDI muove appunti ad alcuni gruppi democristiani
Elezioni amministrative
Camera
Si discutono le interpellanze e interrogazioni sulla politica estera
«l’Unità», 3 dicembre 1965 [p.1-p.11]
u.b. ( Ugo Baduel ) , Alicata rileva le contraddizioni del governo e lancia un appello per la pace a tutte le forze democratiche. È l’ora di un discorso nuovo sulla politica estera dell’Italia. Aperto alla Camera il dibattito sulle questionidella Cina e delle armi atomiche. un vigoroso discorso del compagno Valoridel PSIUP . Oggi la replica di Moro
13-14 dicembre 1965
«La Stampa», 19 dicembre 1965[ p.7]
(Associated Press), Un comunicato del governo di Ho-Chi-Min. Hanoi dichiara: “Abbiamo detto a La Pira che gli SU devono lasciare il Sud Vietnam”. Il governo comunista ammette i colloqui con l’ex sindaco di Firenze, ma nega di aver offerto di negoziare: ”Gli americani debbono sospendere i bombardamenti al Nord e ritirare armi e truppe affinché il popolo possa regolare da solo i propri affari”; (Ansa), La Pira conferma le sue dichiarazioni; (Agenzia Italia), Delusione a Washington. La smentita di Hanoi sarebbe imposta dalla Cina. L’America continua gli sforzi di pace; (Associated Press), I giornali sovietici ignorano la vicenda; m.t. (Michele Tito), Cauti commenti a Roma
«La Stampa», 21 dicembre 1965[ p.1]
m.t. (Michele Tito) , Interrogazioni al governo sulla “missione” La Pira. Malagodi reclama la convocazione della Commissione Esteri della Camera tra Natale e Capodanno per discutere gli avvenimenti di questi giorni. L’ex sindaco di Firenze racconta il viaggio ed i colloqui ad Hanoi in una intervista al giornale cattolico “L’Avvenire d’Italia”
«La Stampa», 23 dicembre 1965[ p.1]
Michel Tito, La “missione privata” per la pace nel Vietnam. La Commissione Esteri discuterà il cinque gennaio sul caso La Pira. I rappresentanti della Camera si riuniscono in seduta straordinaria su un arichiesta dei liberali seguita da altre dei comunisti e dell’estrema destra. Vivissima attesa per gli sviluppi dell’azione diplomatica intrapresa dal Vaticano con lo scopo di riportare la pace nel Sud-Est asiatico; Nicola Caracciolo, Fanfani a colloquio con Rusk sulla situazione nel Vietnam. L’incontro è durato circa tre ore. Fanfani in una conferenza stampa dichiara il segretario di Stato lo ha ringraziato per l’opera compiuta in favore della pace. Non ha detto se ha ricevuto messaggi da Hanoi
Mario Primicerio,« Con La Pira in Vietnam», Edizioni Polistamapa, Fondazione Giorgio La Pira
Amintore Fanfani , rientrato a Roma dopo tre mesi di assenza dall’Italia per i vari impegni internazionali, s’incontra con il presidente del Consiglio, Aldo Moro, per riferire della sua attività all’ONU e sulla “missione” di La Pira ad Hanoi.
«La Stampa», 24 dicembre 1965[ p.18]
v.s. (Vittorio Statera), Dopo un’assenza di oltre tre mesi. Fanfani appena tornato a Roma riferisce a Saragat ed a Moro. Il 5 gennaio si presenterà alla Commissione Esteri della Camera. L’“Avanti!”scrive che era suo dovere riferire il colloquio di La Pira ad Hanoi: “è poco probabile, aggiunge, che La Pira abbia capito male le paroile di Ho Chi-min”
Ad Alcamo in Sicilia la diciottenne Franca Viola è rapita e violentata per otto giorni. La ragazza rifiuta il matrimonio riparatore con il violentatore previsto dall’ articolo 544 del codice penale. La ragazza e la vicenda diventano un simbolo dell’emancipazione femminile. Il regista Damiano Damiani vi si ispirerà per il suo film «La moglie più bella » del 1970.
Rai Storia: Il coraggio di Franca [video]
Il settimanale «Il Borghese», nel suo ultimo numero del 1965, riporta a firma di Gianna Preda (Giovanna Predassi) il resoconto di un lungo colloquio avuto con Giorgio La Pira. Incontro , a casa di Fanfani, assente il ministro e organizzato da sua moglie. La giornalista attribuisce all’ex sindaco di Firenze giudizi molto critici sul governo in carica e sulla sua politica , sottovalutazioni del pericolo rappresentato dalla Cina comunista, apprezzamenti per Fanfani avrebbe definito come «il De Gaulle italiano». Per La Pira il colloquio ha avuto un carattere personale e le sue affermazioni sarebbero state male interpretate.
«Stampa Sera», 27-28 dicembre 1965 [ p.13]
Mario Pinzauti, L’incontro ieri a Castel Porziano. Una lunga relazione di Fanfani a Saragat. Il ministro degli Esteri ha riferito sulla ventesima Assemblea dell’ONU, sulla missione di La Pira ad Hanoi, e sull’adesione della Francia alla prossima riunione del MEC. L’Italia, nei recenti negoziati, ha svolto un ruolo decisivo per rimettere in moto il processo europeo; v.s.( Vittorio Statera), Smentite e controsmentite per paradossali dichiarazioni attribuite al prof. La Pira
«Stampa Sera», 29-30 dicembre 1965 [ p.13]
m.p. (Mario Pinzauti), Le presunte dichiarazioni dell’ex sindaco di Firenze. Si aprono le polemiche sull’ “intervista” di La Pira. Un secco commento dell’on. Malagodi. Nessuna reazione alla notizia che l’incontro avvenne in casa dell’on. Fanfani
«Stampa Sera», 29-30 dicembre 1965 [ p.1]
Mario Pinzauti, Movimentata la situazione politica di fine anno. Moro e i socialisti chiedono che Fanfani ritiri le dimissioni. Il presidente del Consiglio sarà di ritorno a Roma dalle brevi vacanze in Val Gardenia il 2 o 3 gennaio. Nel frattempo il ministro degli Esteri potrà meglio valutare le reazioni alla sua decisione “irrevocabile”. L’on. Orlandi, a nome del PSDI, e l’“Avanti! ” di stamane già hanno dichiarato che il caso La Pira può considerasi chiuso dopo la deplorazione di Fanfani. Le obiezioni dell’on. Malagodi e dei comunisti; (Associated Press), I giudizi in America ; (Associated Press), Un commento del “Times”
«La Stampa», 30 dicembre 1965[ p.1]
Titolo: Il presidente del Consiglio assumerebbe l’interim agli Esteri. Fanfani conferma le dimissioni. Moro accetta a nome del governo. Nello scambio dei due telegrammi si rileva una velata polemica. Fanfani parla del programma di politica estera “realizzato dall’opera da me svolta”. Moro risponde osservando che la linea è quella del governo “approvata dal Parlamento”; Michele Tito, La scelta del successore; Fausto De Luca, Il presidente del Consiglio riferirà in gennaio alla Commissione Esteri della Camera
«La Stampa», 31 dicembre 1965[ p.1]
Editoriale, Michele Tito, Una rapida soluzione. Al presidente Moro l’”interim” degli Esteri
Il presidente del Consiglio Aldo Moro in un articolo sul settimanale «Epoca» traccia un bilancio dell’esperienza di governo e interviene sulla «verifica» richiesta dai partiti della maggioranza. Nell’occasione si pronuncia a favore dell’unificazione PSDI- PSI, tema al centro del Congresso del PSDI
8-11 gennaio 1966
PSDI – XIV Congresso nazionale, Napoli. Il dibattito si concentra sull’unificazione con il PSI.
«La Stampa», 5 gennaio 1966 [p.1]
Vittorio Gorresio, L’unificazione socialista domina il Congresso del PSDI. I lavori si apriranno sabato a Napoli; Il 95% degli iscritti al PSDI approva la relazione Tanassi. Il 5% alla mozione Ariosto; Michele Tito, Moro si dichiara favorevole alla fusione dei due partiti. A suo giudizio renderà più stabile la situazione interna. In un articolo il presidente del Consiglio scrive che dopo due anni di esperienze l’apporto del PSI al governo è positivo. La maggioranza ha superato una gravissima crisi economica senza alcuna concessione demagogica
«Stampa Sera», 7-8 gennaio 1966 [p.1]
Mario Pinzauti, Domani si apre il Congresso del PSDI. I compiti nuovi della socialdemocrazia. Dopo diciotto anni, il partito nato dalla rivolta al “frontismo” che minacciava per l’Italia un regime di tipo staliniano è ora all’avanguardia nel processo di unificazione socialista. Lo scopo finale è di creare un’alternativa di sinistra in grado di bloccare e ridurre la presa elettorale del PCI. Una storia di lotte, polemiche e successi
«La Stampa», 8 gennaio 1966 [p.1]Michele Tito, Dopo 18 anni si prospetta il ritorno ad un unico partito. Il Congresso del PSDI oggi a Napoli per decidere l’unificazione socialista. Si dovranno precisare due punti: tempi di fusione e organizzazioni sindacali. I socialdemocratici vorrebbero fare in fretta, magari a maggio o a giugno. Il PSI preferirebbe far precedere un periodo di esperienza di lavoro comune. In quanto al sindacato si pensa che in un primo momento sarà lasciata libertà di aderire alla UIL o alla CGIL. Caloroso saluto dell’“Avanti!”: “ Il nuovo partito deve essere una forza di rinnovamento senza complessi di inferiorità nei confronti dei comunisti”; Il sindaco di Berlino Brandt a Napoli per seguire i lavori. È giunto ieri con numerosi altri delegati stranieri; Messaggio di Moro a Tanassi
«Stampa Sera», 8-9 gennaio 1966 [p.1]
Mario Pinzauti, Aperto il Congresso del PSDI in un’atmosfera d’ottimismo. “L’unificazione fra i socialisti oggi non è più un problema”. Così ha dichiarato Albert Carthy, presidente dell’Internazionale, nel discorso inaugurale di stamane. Analoghi commenti espressi da Williams, segretario del partito laburista inglese, e dal sindaco di Berlino Willy Brandt. Nel pomeriggio la relazione dell’on. Tanassi, il quale sottolinea l’esigenza di portare rapidamente a compimento la fusione fra PSDI e PSI, per creare un forte partito democratico che possa “ liberare le masse dalla suggestione comunista”; m.p. (MarioPinzauti), La relazione di Tanassi. Ha proposto una Conferenza organizzativa per giungere, il più presto possibile, all’unificazione. Egli ha insistito sull’esigenza di una “scelta sindacale come primo passo verso il rinnovamento dei metodi”
«La Stampa», 9 gennaio 1966 [p.1]
Titolo: Il Congresso del PSDI a Napoli aperto dalla relazione di Tanassi. La proposta dell’unificazione a primavera accolta con entusiasmo dai 700 delegati. Quando il segretario del PSDI parla della fusione, il teatro è illuminato con candele, perché manca l’elettricità. All’applauso fragoroso dei congressisti si associano i rappresentanti del PSI, De Martino, Santi, Pieraccini, Mancini. Soltanto Lombardi rimane impassibile. Tanassi dice: “Un socialismo unico porterà chiarezza eliminando l’opposizione DC-PCI che non esprime la vera struttura del Paese”. Ribadita la fedeltà atlantica con apertura verso tutte le nazioni. Conferma del centro-sinistra; Editoriale, Luigi Salvatorelli, Un partito unico; Fausto De Luca, I lavori dell’Assemblea di svolgono in un clima di ottimismo
«Stampa Sera», 10-11 gennaio 1966 [p.1]
Mario Pinzauti, Il dibattito al Congresso del PSDI. Una rapida unificazione auspicata da tutti gli oratori. L’on. Rossi (già capo della destra socialdemocratica) e il ministro Preti (ex leader della sinistra) affermano concordemente che “ le attese ormai sarebbero controproducenti”. Il segretario della UIL, onorevole Viglianesi, insiste sulla necessità di ritrovare anche “un’unità sindacale socialista, senza tuttavia strumentalizzare il sindacato ai fini di partito”. L’on. De Martino e gli altri dirigenti del PSI hanno avuto colloqui con i rappresentanti laburisti, con il segretario dell’Internazionale e Willy Brandt. La fusione tra PSI e PSDI potrebbe avvenire il 2 giugno; Un’acclamazione a Nenni ha concluso la seduta di ieri. Il vice-presidente del Consiglio interverrà al Congresso
«La Stampa», 11 gennaio 1966 [p.1]
Fausto De Luca, I lavori terminano oggi con le votazioni. Il Congresso del PSDI a Napoli acclama a lungo Nenni e Saragat. Il vice presidente del Consiglio invia un caloroso messaggio in cui si dice sicuro della riunificazione a vantaggio del socialismo. Il sottosegretario Cariglia dichiara che l’Italia non può essere neutrale: “La nostra amicizia con l’Occidente è scelta di civiltà”. Il ministro Tremelloni ammonisce che siamo al livello massimo del prelievo fiscale: “ Andare oltre può determinare la crisi dell’apparato produttivo”. Insiste sulla necessità di impedire l’inflazione
«La Stampa», 12 gennaio 1966 [p.1]
Fausto De Luca, Terminato il Congresso del PSDI a Napoli. L’unificazione è possibile dopo la verifica per il governo. Tanassi afferma che non conviene perdere tempo. “Dobbiamo riconoscere, dice, che né i socialdemocratici né il PSI, divisi, hanno saputo raccogliere la maggioranza dei lavoratori”. Dichiara che il nuovo partito sarà più forte della DC e ridurrà il PCI. I comunisti saranno i nemici più ostinati della fusione
«Stampa Sera», 12-13 gennaio 1966 [p.15]
Mario Pinzauti, L’unificazione pare ormai realizzabile. Favorevoli i giudizi in campo socialista sul Congresso del PSDI. Una dichiarazione dell’on. Ferri anticipa l’atteggiamento della Direzione del PSI. Significativo articolo dell’ “Avanti!”. Comincia alla Camera il dibattito sulla politica estera, nel quale interverrà Fanfani
12-14 gennaio 1966
CAMERA : discussione sulle dimissioni di Amintore Fanfani da ministro degli Esteri . Al termine della discussione, dopo la replica di Aldo Moro , presidente del Consiglio e ministro ad interim degli Affari Esteri , è approvato con 325 voti a favore e 154 contrari l’ordine del giorno presentato da Zaccagnini (DC), Bertinelli ( PSI) , Ferri ( PSDI ) e La Malfa ( PRI) su cui il governo ha posto la fiducia.
«La Stampa», 12 gennaio 1966 [p.7]
f. d.l. ( Fausto De Luca) , L’esito non dovrebbe offrire sorprese. Alla Camera oggi il dibattito sulla politica estera e Fanfani. È probabile che si giungerà al voto di fiducia. I socialisti annunciano che voteranno l’ordine del giorno della maggioranza. Un discorso di Moro al termine delle discussioni. Incerto l’intervento dell’ex ministro degli Esteri
«Stampa Sera », 13-14 gennaio 1966 [p.1]
Mario Pinzauti , L’opposizione svolge la sua polemica. Il dibattito ( su Fanfani) a Montecitorio. È in discussione la politica internazionale del governo , ma la maggior parte degli interventi riguarderà le dimissioni del ministro degli Esteri. Ha cominciato Vecchietti ( PSIUP) chiedendo l’abbandono della NATO
«La Stampa», 14 gennaio 1966 [p.1]
Titolo : Dopo le aspre polemiche di fine anno. Moderati discorsi alla Camera sulla politica estera e Fanfani. L’estrema sinistra ( Vecchietti e Longo ) critica tutta la linea italiana , specialmente la posizione sul Vietnam. Il liberale Martino rimprovera all’ex ministro degli Esteri d’aver avallato l’azione “ dilettantesca” di La Pira e chiede al governo maggior chiarezza. Il socialdemocratico Cariglia sottolinea il nostro contributo ad ogni iniziativa di pace e lo sforzo americano per aprire negoziati in Asia. Oggi parla Fanfani , stasera o lunedì la replica di Moro e il voto di fiducia ; Michele Tito , Le difficoltà dei comunisti ; Fausto De Luca , Nell’aula illuminata solo a metà
«La Stampa», 15 gennaio 1966 [p.1]
Titolo : Chiusa la discussione di politica estera alla Camera. Fiducia al governo con 325 sì e 154 no. Intervento di Fanfani , discorso di Moro. L’ex ministro degli Esteri difende con misurata vivacità il suo operato : trasmise gli appunti di La Pira sul Vietnam a Johnson, fu autorizzato dalla Casa Bianca a proseguire le trattative, inviò un messaggio ( ancora segreto) ad Ho Chi-min. Moro esprime un apprezzamento per l’azione svolta da Fanfani. Conferma la “ comprensione” per gli SU : difendono un equilibrio mondiale che interessa anche l’URSS e cercano con ogni mezzo i negoziati. Sottolineato il successo di Mosca nella mediazione fra India e Pakistan , con l’augurio che i russi favoriscano una soluzione nel Sud-Est asiatico ; Editoriale, Michele Tito, Nuove vie per la pace ; Fausto De Luca , Otto ore di dibattito. Prima di Fanfani e del presidente del Consiglio avevano parlato Malagodi , il segretario socialista De Martino ed il dc Zaccagnini. L’ordine del giorno dei quattro partiti
Lussemburgo. I ministri degli Esteri dei sei paesi della Comunità Europea si riuniscono per discutere le riserve poste dalla Francia sul funzionamento e sul ruolo del Consiglio, riserve che hanno derminato, a partire dal giugno 1965, la decisione del governo francese di non partecipare ai lavori del Consiglio , la cosidetta «crisi della sedia vuota». La riunione non risolve i contrasti : il rappresentante francese non obietta sul voto a maggioranza in se.no al Consiglio ma chiede l’unanimità sulle questioni «vitali» di ogni Paese del MEC . Questione che sarà risolta con un «compromesso» nella riunione del 28-30 gennaio che si svolgerà sempre a Lussemburgo
«La Stampa», 16 gennaio 1966 [p.1]
Alberto Ronchey, Domani a Lussemburgo si decide il destino dell’Europa. Su De Gaulle pesa una grave responsabilità ; l.m., Colombo dichiara che l’Italia farà opera di mediazione ; a.d., All’ordine del giorno soltanto temi “politici”. Si prevedono discussionei “difficili” fra i Sei Paesi
«La Stampa», 18 gennaio 1966 [p.1]
Alberto Ronchey, Aperta a Lussemburgo la Conferenza del MEC. Parigi chiede il diritto di veto sui “problemi vitali” d’ogni paese. Il ministro Couve de Murville (moderato nel tono, ma rigido nella sostanza) dichiara: “Non contestiamo il principio del voto a maggioranza. Proponiamo un impegno all’unanimità sulle questioni più importanti”. La Francia chiede inoltre (in un “memorandum” in dieci punti) che i poteri della Commissione Hallstein siano limitati. Reazioni negative degli altri cinque paesi. Colombo offre un compromesso per evitare una crisi. Se oggi non si troverà un’intesa la Conferenza non sarà “chiusa” ma “ rinviata”
«La Stampa», 19 gennaio 1966 [p.1]
Alberto Ronchey, Senza risultato la Conferenza del Lussemburgo. La crisi del MEC non è risolta. Il Convegno rinviato al 28 gennaio. La Francia pone due condizioni per riprendere i negoziati con la Comunità:1) diritto di veto nel Consiglio dei ministri, 2) riduzione dei poteri della Commissione Hallstein. Italia e Belgio propongono un compromesso. Parigi non ha manifestato la volontà di rompere. Ma la discussione è stata a volte aspra. Colombo ha definito le trattative “ delicate, difficili e dure nel fondo “.
«La Stampa», 20 gennaio 1966 [p.1]
Alberto Ronchey, De Gaulle non vuole l’Europa unita. La vera crisi del MEC è politica, non economica ; Bonn attendeva dalla Francia una prova di “buona volontà”
25-31 gennaio 1966
PCI - A Roma si svolge l’XI congresso. Si confrontano due linee. Quella di Amendola - Longo che propone la riunificazione delle forze di sinistra e quella di Ingrao che ritiene che l’unificazione della sinistra deve avvenire «su basi classiste e rivoluzionarie». Con la mediazione di Longo prevale la linea di Amendola, accolta l’apertura ai cattolici sostenuta da Ingrao.
«Il Popolo», 25 gennaio 1966 [p.1-p.8]
Editoriale, Il PCI con Garibaldi ; Nella confusione e nell’incertezza il Congresso comunista – Si apre oggi a Roma. Un’aspra lotta di potere fra le opposte fazioni si cela dietro le elusive tesi congressuali e la facciata propagandistica. Risposta ad una nota dell’agenzia ufficiosa del PSI.
«Il Popolo», 26 gennaio 1966 [p.1-p.8]
M.M., Longo riconosce nella DC l’insuperabile ostacolo per il partito comunista - Aperti i lavori dell’XI congresso del PCI. Velleitari disegni di inserimento in una “nuova maggioranza”. Strumentalismo del “dialogo” con i cattolici e piena accettazione dell’egemonia sovietica. Dura polemica interna nella relazione del segretario del partito.
«Il Popolo», 27 gennaio 1966 [p.1-p.10]
M.M., Al Congresso del PCI tatticismo e demagogia – Nella prima giornata di dibattito Amendola ha ribadito le proprie tesi unitarie. Acritica esaltazione dell’URSS in occasione del discorso di saluto di Suslov ; Una nota dell’Osservatore sul congresso del PCI.
«Il Popolo», 28 gennaio 1966 [p.1-p.10]
M.M. , Ingrao non condivide ma subisce – Il capo dei deputati comunisti ha svolto ieri con molte reticenze la propria autocritica, finendo per accettare l’obiettivo del “ partito unico”. Il dissenso sulle decisioni in materia di “ democrazia interna”.
«Il Popolo», 29 gennaio 1966 [p.10]
M.M., Il PCI ribadisce le finalità eversive – In una violenta requisitoria contro Ingrao l’on. Pajetta afferma che il PCI non ha altro programma che il rovesciamento del sistema. Negato alla minoranza il diritto al dissenso.
«Il Popolo», 30 gennaio 1966 [p.1- p.8]
Editoriale, Manovre scoperte del PCI ; M.M. Vietato il dubbio nel PCI- In un intervento di Alicata all’XI Congresso Comunista nuove prove della incompatibilità tra comunismo e democrazia. I comunisti italiani si richiamano a De Gaulle per scagliarsi contro l’Europa.
«Il Popolo», 31 gennaio 1966 [p.1- p.8]
MM., Sul Congresso del PCI il sipario del conformismo – Oggi la replica di Longo e le votazioni. Berlinguer ribadisce che i comunisti insisteranno sulla via del tatticismo più spregiudicato inseguendo il mito dell’ “inserimento”.
«Il Popolo», 1 febbraio 1966 [p.1- p.8]
M.M., Oscure minacce concludono il Congresso del PCI – Longo nella replica ha parlato di “lotte aspre e sanguinose”. Immotivata unanimità dopo i vivi contrasti insorti nel dibattito.
«Il Popolo», 2 febbraio 1966 [p.1- p.8]
Editoriale, Le inutili minacce di Longo.
«Il Popolo», 3 febbraio 1966 [p.1- p.8]
Editoriale, Il PCI contro la realtà.
«Il Popolo», 4 febbraio 1966 [p.1- p.8]
Editoriale, Le vecchie trappole del PCI.
«Avanti!», 25 gennaio 1966 [p.1-p.8]
Editoriale, Un Congresso che farà più propaganda che politica; Oggi il congresso del PCI.
«Avanti!», 26 gennaio 1966 [p.1-p.8]
Ugo D’Ascia, Nella relazione di apertura del Congresso comunista – Longo: tutto e il contrario di tutto – Nuova maggioranza e allargamento del centro-sinistra. Scissionismo e partito unico. Democrazia e “centralismo democratico”. Irrimediabile il conflitto Cina-URSS.
«Avanti!», 27 gennaio 1966 [p.1-p.8]
Editoriale, Franco Gerardi, Dall’Eur alla Camilluccia ; Ugo D’Ascia, Sulla base dell’equivoco politico della relazione di Longo – Amendola si rimangia la sua proposta del partito unico – Occhetto arriva a teorizzare e Chiesa cattolica in Italia ; Suslov : non ha mai nominato il partito cinese.
«Avanti!», 28 gennaio 1966 [pp.1-2]
Ugo D’Ascia, La terza giornata dei lavori del Congresso comunista – Contropiano di Ingrao alle confusioni di Longo – Egli ha riproposto le sue teorie per una azione di rottura degli strumenti politici del paese e per il riassorbimento delle forze in un PCI più aperto al dibattito interno.
«Avanti!», 29 gennaio 1966 [p.1-p.8]
Ugo D’Ascia, In difesa del centralismo e della politica tradizionale – Pajetta accusa Ingrao di reticenza e insincerità – Poco utile per Pajetta il dibattito delle sinistre sulla politica economica. Novella critica la posizione del PCI nei confronti delle forze socialiste. Aspro scontro in Commissione politica fra “ centralisti” e “ingraiani”.
«Avanti!», 30 gennaio 1966 [p.1]
Il centralismo si difende a denti stretti.
«Avanti!», 1 febbraio 1966 [p.1-p.8]
U.d.A. ( Ugo D’Ascia), Irrisolto i problemi della democrazia con la vittoria del conformismo “centrista” – Nel segno dell’immobilismo concluso il Congresso del PCI- Nella sua replica, pur sfumata nella forma, Longo non ha concesso nulla ad Ingrao. Eletto il nuovo Comitato centrale. Longo confermato segretario del partito.
«Avanti!», 2 febbraio 1966 [p.1-p.8]
Editoriale, Ugo D’Ascia, Centralismo ed evasione.
«Avanti!», 4 febbraio 1966 [p.1-p.8]
Riccardo Lombardi, Il Congresso comunista.
«La Stampa», 25 gennaio 1966 [p.1]
Michele Tito, Si apre a Roma il Congresso del PCI. Il primo dopo la morte di Togliatti. Due gruppi si fronteggiano: quelli di Amendola e Ingrao, in aperto dissidio. I cinesi, invitati, non hanno neppure risposto. Sono invece presenti la delegazione sovietica guidta da Suslov e tutte le rappresentanze dei comunisti europei
«La Stampa», 26 gennaio 1966 [p.14]
Lamberto Furno, A Roma davanti a 970 delegati e numerose delegazioni. Discorso di Longo al Congresso del PCI sorrisi ai cattolici, attacchi ai cinesi. Il segretario comunista ha parlato quattro ore, rinnovando i tentativi di far uscire il partito dall’isolamento. A questo scopo ha anche elogiato Lombardi, sostenitore di uno schieramento unico delle sinistre. Ma ha respinto le richieste di Ingrao per una maggiore libertà all’interno del PCI. Da oggi parlano gli altri “leaders” per un tempo massimo di 20 minuti ciascuno
«La Stampa», 27 gennaio 1966 [p.1]
Lamberto Furno, Il dissidio Amendola-Ingrao domina il Congresso del PCI. Ieri ha parlato Amendola, accusando di astrattismo il suo avversario e facendo parziale autocritica. Ha quindi lanciato un “piano di emergenza” contro la disoccupazione: per trovare i fondi si dovrebbero bloccare gli indennizzi alle società elettriche. Il “ribelle” Occhetto si schiera con Longo. Suslov porta l’approvazione di Mosca alla linea del comunismo italiano e l’Assemblea intona tra gli applausi “Bandiera rossa”; “L’Osservatore Romano” sul discorso dell’on. Longo
«Stampa Sera», 27-28 gennaio 1966 [p.17]
Gianfranco Franci, I dissensi al Congresso del partito comunista. Ingrao replica ad Amendola (che ieri ha fatto autocritica). Il capogruppo comunista alla Camera ripropone oggi il dialogo con i cattolici e rivendica maggiore democrazia interna. La risposta dell’”Osservatore Romano” alle “avances” di Longo
«La Stampa», 28 gennaio 1966 [p.1]
Lamberto Furno, Il Congresso comunista. Ingrao vuole l’unità delle sinistre sotto la guida di un più forte PCI. Ha quindi definito della massima importanza il “Convegno delle sinistre” proposto dall’on. Lombardi. Come tutti gli latri dirigenti comunisti anche Ingrao rivela la preoccupazione di evitare l’isolamento. Criticata la mancanza di libertà d’opinione all’interno del partito ; Michele Tito, Si è evitato il confronto diretto fra le opposte tesi comuniste
«Stampa Sera», 28-29 gennaio 1966 [p.17]
Gianfranco Franci, I lavori del Congresso del PCI. L’”Avanti! ” critica il discorso di Ingrao. La posizione del capo dei deputati comunisti pecca, secondo il giornale del PSI, di “inadeguatezza alla concreta realtà italiana”. L’Assemblea procede verso la fine: ancora attesi gli interventi di Alicata, Pajetta e Natta
«Stampa Sera», 31 gennaio-1 febbraio 1966 [p.13]
Gianfranco Franci, Il leader dell’opposizione sempre più isolato. Nuovi attacchi a Ingrao. Nuovi attacchi a Ingrao ieri al Congresso comunista. L’on. Berlinguer definisce “democraticismo deteriore” la richiesta di maggiore libertà all’interno del partito. Oggi Longo replica agli intervenuti nel dibattito, stasera il Congresso si chiude dopo l’elezione del nuovo Comitato centrale
«La Stampa», 1 febbraio 1966 [p.9]Titolo: L’Assemblea s’è chiusa soffocando ogni voce di dissenso. Il Congresso del PCI ha votato le tesi di Longo all’unanimità. In esse si respinge seccamente la richiesta di libere discussioni all’interno del partito. Si sollecitano alleanze, momentanee o durature secondo le occasioni, con i cattolici ed i socialisti senza preoccuparsi delle singole ideologie. Si esprime fiducia in Lombardi per far cadere il centro-sinistra. È un ritorno al “frontismo” per evitare l’isolamento. Longo confermato segretario con l’appoggio di Amendola e Pajetta. Ingrao entra nel Comitato centrale, ma isolato e visto con sospetto; Michele Tito, Il segno della crisi; Lamberto Furno, La dura replica del segretario contro Ingrao e i suoi amici
«La Stampa», 3 febbraio 1966 [p.16]
l.f. ( Lamberto Furno), Eletta la Direzione del PCI. Ingrao è sempre più isolato. I componenti portati da 25 a 31. L’ufficio politico, che sostituisce la segreteria, controllato dalla maggioranza di Longoe Amendola
«Corriere della sera», 25 gennaio 1966 [p.4]
Eugenio Melani , Il primo dopo la morte di Togliatti ̶ Oggi si apre il congresso del PCI – La questione di fondo sarà lo scontro fra le tesi diu Amendola e di Ingrao sulla via “ per la conquista del potere” ̶ Il contrasto sarà forse sfumato dietro gli attacchi all’ “inadeguatezza del centro-sinistra”.
«Corriere della sera», 26 gennaio 1966 [pp.1-2]
p.1 - Alberto Cavallari, Si è iniziato a Roma il congresso comunista ̶ Il PCI vuol aprire il dialogo direttamente con la Chiesa cattolica ̶ Longo , nel suo rapporto, sposa il neutralismo vaticano. Ricerca di parallelismi con l’ecumenismo del Concilio. Attacchi alla politica “tradizionalista” di Moro per sostenere la neutralità dell’Italia ;
p.2 - Eugenio Melani, Chiara apertura a Fanfani – Mano tesa di Longo all’”uomo nuovo” della DC ̶ “La collaborazione sarà possibile solo se si metterà radicalmente in crisi l’attuale equilibrio politico e il tipo di organizzazione della democrazia cristiana”. La via per penetrare nella sfera del potere. Aspra polemica coi socialisti e contro l’unificazione PSI-PSDI .
«Corriere della sera», 27 gennaio 1966 [p.1-p.3]
p.1 - Editoriale , Panfilo Gentile, L’appello ai cattolici ; F. D. S., Reazione del Vaticano alle offerte del PCI ̶ Si snatura il significato dell’opera del Papa per la pace ;
p.3 - Eugenio Melani, Il congresso del partito comunista ̶ Interventi polemici di Amendola e Suslov ̶ Il primo ha velatamente replicato a Longo. Il sovietico ha respinto le accuse cinesi di “acquiescenza” dell’URSS verso gli Stati Uniti [p.3] ,
«Corriere della sera», 27 gennaio 1966 [p.1-p.3]
«Corriere della sera», 29 gennaio 1966 [pp.1-2]
Alberto Cavallari , Ribadito il monolitismo comunista ̶ Il Pci non sopporta alcun dissenso ̶ Pajetta ha condannato Ingrao come “ eretico”. Escluse persino le discussioni consensuali.
«Corriere della sera», 30 gennaio 1966 [p.2]
E. Mel. ( Eugenio Melani) , Il discorso di Alicata ̶ Nel PCI nessuno deve dubitare dei capi ; Alberto Cavallari , Il PCI punta sulla politica estera ̶ “ Su di essa, dice Alicata, concentreremo tutte le battaglie”. Si tratta di far uscire l’Italia dall’Alleanza atlantica.
«Corriere della sera», 31 gennaio 1966 [p.2]
Eugenio Melani , La fase conclusiva del congresso comunista ̶ Il cognato di Togliatti escluso dal Comitato centrale ̶ È stato epurato perché rivelò qualche mese fa, in un libro, le sue drammatiche esperienze in Russia dove fu torturato. Altri interventi contro Ingrao.
«Corriere della sera», 1 febbraio 1966 [pp.1-2]
p.1 - Alberto Cavallari , Sempre compatto e aggressivo ̶ I traguardi del PCI ̶ Sconfiggere l’unità socialista, “ far scoppiare l’unità dei cattolici”, spingere l’Italia fuori dall’Alleanza atlantica ;
p.2 - Eugenio Melani, “ Sì a Fanfani no a Scelba” al congresso PCI ̶ Nel discorso finale di Longo minaccia di “ lotte sanguinose” ̶ Liquidare il centro-sinistra è l’obbiettivo prossimo dei comunisti. Una riforma degli organi direttivi consentirà di limitare l’azione di Ingrao .
«Corriere della sera», 2 febbraio 1966 [p.2]
E. Mel ( Eugenio Melani) , Nominati nel PCI direzione e l’ufficio politico ̶ Sono sotto lo stretto controllo di Longo. Rafforzato Amendola, isolato Ingrao.
Il presidente della Repubblica, Giuseppe Saragat, affida di nuovo ad Aldo Moro l’incarico di formare il nuovo governo.
«La Stampa», 25 gennaio 1966 [p.1]
Fausto De Luca, La crisi di governo. Oggi l’incarico a Moro. Previste difficili trattative. Saragat ha chiuso le consultazioni. I quattro partiti hanno chiesto concordi la conferma dell’attuale presidente del Consiglio. Ma nella DC deve ancora svolgersi il dibattito sulla situazione di partito: ci sono dissensi sul programma di centro-sinistra e sui nomi per il prossimo ministero. La Direzione democristiana è rinviata a domani. Polemica fra l’”Avanti” e “Il Popolo”
«La Stampa», 26 gennaio 1966 [p.1]
Fausto De Luca, L’incarico affidato a Moro. Ci vorranno 3 settimane per formare il governo? Il presidente designato ha già iniziato i colloqui con DC, PSI, PSDI e PRI. Ma si attendono ancora le decisioni della Direzione democristiana che si riunisce oggi, poi esse verranno esaminate dagli altri partiti. Più tardi, se non sorgono complicazioni, si passerà alle trattative sul programma (che nella sostanza rimane quello precedente) e sui nomi dei futuri ministri (la parte più difficile). Il socialista De Martino dice: “ Siamo favorevoli al centro-sinistra, non esistendo altra alternativa che le elezioni”; La dichiarazione di Moro. “Speriamo in una maggioranza leale e compatta”
DC – La Direzione discute sulla formazione del governo.
«La Stampa», 27 gennaio 1966 [p.1]
Titolo: I lavori della Direzione. Moro e Rumor esortano la DC a decidere con chiarezza per il governo. Il segretario del partito invita tutti i dirigenti ad esprimersi sulle dichiarazioni fatte l’altro ieri dal presidente designato. Il fanfaniano Forlani chiede un “effettivo rilancio” del centro-sinistra, critica la politica economica seguita loscorso anno, infine offre la collaborazione della sua corrente. Scelba raccomanda che il programma del prossimo governo sia “onesto e realistico”. Oggi parlano Fanfani e Colombo. Stasera le conclusioni; Editoriale, Nicola Adelfi, Il pubblico è malcontento ; Fausto De Luca, Le polemiche fra i leaders democristiani. In base ai risultati del dibattito in corso, l’on.Rumor deciderà stasera se mantenere le dimissioni da segretario o presentarsi alle trattative con gli altri partiti. Domani si riuniscono le Direzioni socialista e socialdemocratica
«La Stampa», 28 gennaio 1966 [p.1]
Fausto De Luca, Il dibattito in Direzione sul nuovo governo. Taviani chiede una chiara divisione tra maggioranza e minoranza nella DC. Basta, ha detto, con le unità fittizie. Il segretario vada a trattare per il governo con gli altri tre partiti sapendo con certezza chi ha alle sue spalle, e la minoranza rispetti le regole del gioco democratico. Un accenno ad interessate simpatie comuniste per qualche leader democristiano provoca una vivace reazione di Fanfani, che abbandona l’aula. Vigoroso intervento di Colombo a sostegno della collaborazione futura con il partito socialista unificato per l’interesse del Paese. La Direzione DC prenderà oggi le sue decisioni sulla crisi governativa ; Riunione tra PSI e PSDI sulla crisi del governo
«La Stampa», 29 gennaio 1966 [p.1]
Fausto De Luca, La DC vota unanime per il nuovo governo. Il documento, approvato dalla Direzione, conferma tutti gli impegni del centro-sinistra. Precisa che devono essere attuati entro questa Legislatura. Moro può ora cominciare le trattative con i partiti; Il documento democristiano base per i prossimi negoziati. I punti principali: programmazione, Regioni, riforma della scuola, legge urbanistica e sulle società per azioni, provvedimenti per l’agricoltura e l’edilizia. Esclusione dalla maggioranza dei liberali e delle due estreme. I cardini della politica estera: fedeltà atlantica, unità europea
28-30 gennaio 1966
I ministri degli Esteri dei 6 paesi membri della Comunità economica europea (CEE) raggiungono quello che sarà definito il «compromesso di Lussemburgo» che consente di superare la cosiddetta «crisi della sedia vuota» aperta il 30 giugno 1965 con la decisione del presidente francese Charles De Gaulle di disertare le riunioni del Consiglio dei ministri della CEE. L’accordo per le votazioni in seno al Consiglio dei ministri prevede il voto a maggioranza e mantiene il voto all’ unanimità ogni volta che uno Stato membro ritenga minacciati i suoi interessi vitali. In cambio di questa clausola, una sorta di «diritto di veto», la Francia torna ad occupare il suo posto nel Consiglio dei ministri.
«La Stampa», 28 gennaio 1966 [p.1-p.14]
p.1- Alberto Ronchey, De Gaulle e il MEC (Oggi i “Sei” riprendono a Lussemburgo i difficili negoziati); Tra i ministri dei “Sei” prevale il pessimismo;
p.14-t.s., Bonn intende rimanere fedele ai trattati del MEC. Dichiarazioni di Schoeder in Parlamento. Il ministro degli Esteri non esclude qualche “concessione” alla Francia per indurla a riprendere il suo posto nella Comunità
«La Stampa», 29 gennaio 1966 [p.14]
Sandro Deaglio, Ripresa la Conferenza dei sei a Lussemburgo. I ministri del MEC si riuniscono senza Colombo, bloccato dalla nebbia. Tutti i delegati in ritardo per il maltempo. L’aereo di Couve De Murville rischia di schiantarsi su un gruppo di case durante un tentativo di atterraggio. L’on. Colombo è sceso a Metz ed ha proseguito in serata per Lussemburgo. La breve seduta a porte chiuse dedicata alla richiesta francese del “ diritto di veto”. Un compromesso dei tedeschi “non accettabile” dalla Francia
«Stampa Sera», 31 gennaio-1 febbraio 1966 [p.1]
Alberto Ronchey, Un compromesso ha salvato il MEC. La vitalità dell’Europa confermata a Lussemburgo. De Gaulle non ha spinto fino in fondo la sua opposizione a un accordo sul passaggio alle votazioni a maggioranza. Una rottura avrebbe provocato danni gravi soprattutto alla Francia. Ma anche l’Italia e i Paesi del Benelux avrebbero dovuto sopportare pericolose conseguenze in un’Europa a “cinque” egemonizzata dalla Germania
12- 17 febbraio 1966
«La Stampa», 20 febbraio 1966 [p.1]
Fausto De Luca , Intesa sui punti principali del programma. Sicuro il ritorno di Fanfani agli Esteri. Ottimisti i segretari dei 4 partiti dopo le riunioni presiedute ieri da Moro. Colloquio di Andreotti con Rumor sulla sua eventuale uscita dal governo ; I probabili ministri
«Stampa Sera», 20 febbraio 1966 [p.1]
p.1-p.15- Mario Pinzauti , Dopo la riunione quadripartita di ieri l’accordo è completo per il nuovo governo. Definito il programma con i tempi di attuazione. Un impegno per rendere effettiva la legge istitutiva delle Regioni per le elezioni del 1968. Saranno intensificate le consultazioni con i sindacati. Rumor commenta : “ Tutto è bene quel che finisce bene”. La Malfa : “ Tutti soddisfatti”. De Martino : “ È una buona intesa”. Domani sera o mercoledì l’on. Moro presenterà la lista dei ministri a Saragat ;
p.1- La lista dei probabili ministri
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