Il presidente della Repubblica , Francesco Cossiga, inizia le consultazioni , che si concluderanno il 5 aprile, per la formazione del nuovo governo.
«l’Unità», 2 aprile 1991 [p.9]
Bruno Miserendino, I cinque a rapporto da Cossiga . Occhetto: “Una crisi decisa in segreto dagli oligarchi“. Cossiga inizierà domani mattina a dipanare la matassa della crisi, ma alla vigilia delle consultazioni, il pessimismo cresce. Per Occhetto la stessa anomala decisione del capo dello Stato di sentire prima i segretari della maggioranza e poi i gruppi parlamentari è la conferma che “anche lui non ha capito cosa hanno deciso in segreto gli oligarchi”, ossia i vertici dei partiti
«l’Unità», 3 aprile 1991 [p.1-pp.7-8]
p.1- Editoriale, Giuseppe Caldarola, Noi complottisti e loro, poveri incompresi ; I cinque segretari della maggioranza oggi al Quirinale. Gran consulto da Cossiga
Craxi: “Nessuna rottura “ ;
p.1-p.7- Bruno Miserendino, “Noi non arriveremo alla rottura”. Il PSI prudente : “ Riforme ? Vogliamo passi limitati ma utili ”. Alla vigilia delle consultazioni al Quirinale, Craxi
non scopre le sue carte e ribadisce massima disponibilità a risolvere la crisi . “Non compiremo - dice - atti di rottura velleitaria. Craxi attende le mosse della DC e di Cossiga e Mancini commenta: “ In questo momento il centravanti è il capo dello Stato”. Di Donato: “ Il referendum sul presidenzialismo sarà al centro della trattativa” ;
p.1-p.8- Pasquale Cascella, “Andreotti oggi da Cossiga “ I restauri? Sono delicati...”. Partono le consultazioni al Quirinale. E Cossiga vuol subito verificare con i cinque componenti della “famiglia” se davvero vogliono solo “ restaurare” la casa. Ma alla metafora del restauro ricorre anche Andreotti : “Attenzione, che il mobile restaurato poi non poggi su una gamba rotta . Sottili messaggi incrociati che preparano una resa dei conti? La DC è per il reincarico. Ma deve assegarlo la “ lepre marzolina” ;
p.7- Gianfranco Pasquino, Un epilogo incerto tra vecchie volpi e nuove pelliccerie ; Antonio Del Giudice, Il protagonista Bettino Craxi. L ‘ oscuro oracolo socialista. Bettino Craxi è l’uomo della crisi : perché l’ha provocata, con la coipertura del presidente Cossiga; e perché rimane determinante per la sua soluzione. Da alleato di ferro di Andreotti , il segretario socialista s'è trasformato nel suo principale “ affossatore”. Cavallo di battaglia, la Repubblica presidenziale . Obiettivo immediato, il suo ritorno a Palazzo Chigi, magari passando pe elezioni anticipate ; Cossiga “letto” sulla “ Pravda ” e su “ El Pais” ; “ Il Popolo” accusa “ la stampa deforma le posizioni DC” ;
p.8- Tullio De Mauro, E ora siamo tutti nelle mani del “caucus”… ; Stefano Di Michele, “Giulio va bene, ma con meno andreottiani”. Nella DC nessuno sembra discutere la ricandidatura di Andreotti. “ Ma bisogna arginare i suoi uomini che dilagano al governo e fuori. O fa il capocorrente o fa il leader “ ; Giorgio Frasca Polara, Camere ignorate “ rammarico” della Iotti che convoca per oggi i capigruppo
«La Stampa», 2 aprile 1991 [p.2]
Paolo Guzzanti, Diario dal Quirinale. Il presidente replica achi lo accusa d’aver avviato una procedura inusuale per la crisi. Cossiga : io il notaio non lo faccio più. “ So che a qualcuno può dispiacere”. “ Ma per il Paese sarà meglio così” [ Intervista a Francesco Cossiga ] ; Alberto Rapisarda , DC, le grandi manovre contro Andreotti. E al Quirinale incomincia la “ verifica” con il pentapartito
«La Stampa», 5 aprile 1991 [pp.4-5]
p.4- Alberto Rapisarda , Per la crisi di governo forse una svolta : ottimisti liberali e PSDI, cautela dei repubblicani. Oggi Cossiga dà l’incarico ad Andreotti. Chiarimento Forlani-PSI ; r.r., I radicali, Il Quirinale ci trascura ; Filippo Ceccarelli, Dossier. I precedenti sulle riforme istituzionali. Quel fascino irreistibile dell’apposita Commissione” ;
p.5- Augusto Minzolini, Il segretario socialista chiede un impegno preciso sulla riforma istituzionale. Craxi : non vogliamo le elezioni. “ Ma la DC deve mettere le carte in tavola” ; Paolo Guzzanti, Diario del Quirinale. Sul Colle una strana atmosfera di attesa : si aspetta che il nuovo governo esca dall’incubatrice. “ Caro presidente, non sciolga le Camere”. Al Quirinale sfilano i partiti minori : uno scambio di sorrisi
La Corte d’Appello di Bologna assolve «per non aver commesso il fatto» i neofascisti Mario Tuti e Luciano Franci dall’accusa di aver organizzato l’attentato al treno «Italicus» del 4 agosto 1974 in cui persero la vita 12 persone e 44 rimasero ferite. Nei due precedenti gradi di giudizio Tuti era stato condannato all’ergastolo, ma la Cassazione annullò la sentenza. Nello stesso giorno sono depositate le motivazioni che hanno portato all’assoluzione dei neofascisti per la strage di Bologna del 2 agosto 1980.
«l’Unità», 5 aprile 1991 [p.1-pp.3-4]
p.1- Editoriale, Luciano Violante, La lunga trama contro la verità ; La sentenza di Bologna . I neofascisti Franci e Tuti giudicati non colpevoli in appello per l'attentato del 1974 . Depositate le motivazioni per il 2 agosto: nel vago la pista di destra, si parla di Ustica . È l’Italia delle stragi impunite . Tutti assolti anche per l’ ltalicus (12 uccisi) ;
p.1-3- Ilbio Paolucci, Un altro eccidio senza colpevoli. Hanno vinto trame e depistage. Anche per la strage dell'ltalicus, 12 morti e 44 feriti , non esistono colpevoli. La Corte d’assise d'appello di rinvio di Bologna, facendo proprie le decisioni della Cassazione, che aveva annullato le condanne all’ergastolo per Mario Tuti e Luciano Franci , ha assolto tutti gli imputati. La parola “fine”, però, non è stata a posta. Il pg. difatti, ha presentato ieri ricorso contro la sentenza di assoluzione ;
p.1-4- Gigi Marcucci, Bologna, 85 dilaniati senza un perché . I giudici cancellano la matrice nera e gli imbrogli degli 007. È una strage fascista quella del 2 agosto? « Non possiamo escluderlo, né affermarlo con certezzza” . Cosi scrivono i giudici che nove mesi fa cancellarono le condanne inflitte per il più grave attentato del dopoguerra. I Servizi depistarono le indagini, “ma solo per rubare soldi allo Stato”. Gelli? “Si limitò a e consigli”. Una copia delle motivazioni inviata a Cossiga ;
p.3- Stefania Vicentini, 4 agosto 74, dodici morti sul treno delle vacanze. La bomba esplose all'uscita della più lunga galleria appenninica. Arsenale “nero” a Castiglione. Dall’arresto di Tuti e del suo gruppo alla sentenza della Cassazione ; Andrea Guemandi , Lo spietato comandante fascista e il gregario ; Wladimiro Settimelli, Quattordici anni di stragi all’ombra di P2 e servizi deviati. Ancora una volta ha vinto l’Italia della vergogna edelle stragi impunite, quella della P2 e dei fascisti, quella del piano Solo e di “Gladio”, quella dei Gelli e dei Pazienza. Trame, coperture, depistaggi hanno di nuovo impedito di arrivare alla verità. La prima Repubblica che qualcuno vorrebbe spedire in archivio, non è stata in grado di fare giustizia né per i morti né per i vivi ;
p.4- Vittorio Ragone , “ Che vergogna essere parlamentare in una Repubblica sconfitta”. Sopresa e indignazione, nella Roma politica, per la sentenza sull'ltalicus e le stragi impunite. Oscar Luigi Scalfaro : “La giustizia deve essere comprensibile dal cittadino. Esiste il diritto di capire” . Il verde Andreis : “ Mi vergogno di essere parlamentare di questa Repubblica”. Di Donato ( PSI) : “Così si indebolisce la democrazia”. Salvi ( PDS) : “ C'è un’ Italia che non vuole fare i conti con la sua storia “ ; Emanuela Risari, Imbeni : “ Non è stato nessuno ? Non può essere la verità “. ”Dopo tanto tempo non c'è risposta , come posso spiegarlo a mio figlio?”. Sdegno, rabbia e incredulità dei familiari delle vittime e di autorità e dirigenti politici.
«La Stampa », 5 aprile 1991 [p.1-9]
p.1- E per la strage alla stazione di Bologna cade la pista nera. Italicus, nessun colpevole. Assolti i neofascisti Tuti e Franci ;
p.9- Marisa Ostolani, Nell’agosto del ’74 morirono 12 persone : assolti Tuti e Franci. Cancellati due ergastoli per la strage dell’Italicus ; m.o. ( Marisa Ostolani), Bologna, cade la pista nera. I giudici sulla bomba alla stazione : mancano prove
Il Presidente della Repubblica Cossiga incarica nuovamente a Andreotti di formare il Governo.
«l’Unità», 6 aprile 1991 [ p.1-pp.3-4]
p.1-Editoriale, Alfredo Reichlin, Un quasi-regime sta morendo come sostituirlo?
«La Stampa », 6 aprile 1991 [pp.1-3]
p.1- Il governo affronterà subito le riforme istituzionali , fra un anno la nuova Costituzione. Cossiga avvia la Seconda Repubblica. Incarico a Andreotti, per cambiare la Costituzione ; Le Tappe della Riforma ; Editoriale, Massimo L. Salvadori, I partiti alla prova ;
p.2- Alberto Rapisarda, Il presidente incaricato oggi subito al lavoro : mega-accordo sulle riforme istituzionali. Tempi brevi per l’Andreotti numero 7. Entro tre anni in cantiere la Seconda Repubblica ; L’intervento di Cossiga in TV “ Ho detto al presidente prima i problemi istituzionali” ; Augusto Minzolini, In casa democristiana una fragile tregua. Un caminetto di capicorrente per fare gli auguri a Giulio ; [ Agi], Iotti : una brutta crisi. “ Si sono scavalcate le Camere non si è discusso in Parlamento” ;
p.3- Paolo Guzzanti, Diario dal Quirinale. La novità più clamorosa della crisi, dopo che per settimane erano corse parole grosse. Cossiga ha fatto pace con Occhetto. Il PDS riammesso al tavolo dei convitati legittimi ; Fabio Martini, Toto-ministri con tante novità. Andreotti si accontenterà di meno poltrone ; [Adn- Kronos], Altissimo : Strada ancora in salita
Esce nelle sale cinematografiche ii film di Daniele Luchetti «Il Portaborse” interpretato da Nanni Moretti e Silvio Orlando.
«l’Unità», 6 aprile 1991 [ spettacoli p.25]
Michele Anselmi, E nella crisi spunta il portaborse. Ancor prima di uscire “ Il portaborse” ha smosso le acque del Palazzo. Il PSI , sentendosi piccato nel vivo, ha affidato all’ “ Avanti!” un corsivo “ preventivo” contro Moretti, Luchetti e il contenuto del film. Che comunque, per ammissione degli autori , non vuole essere “contro i socialisti, bensì contro la classe gente dirigente italiana». Nel realizzarlo , dice il regista trentenne, “ ho pensato più a Balzac che a Martelli” ; Sauro Borelli, Moretti e Orlando una “strana” coppia dentro il Palazzo ; Dario Formisano, Cristiana Paternò, Nei due cinema romani insieme al pubblico. “ Ma sono veramente così corrotti ? ”
«La Stampa », 6 aprile 1991 [ società – cultura-spettacoli p.13 ]
Lietta Tornabuoni, Esce in Italia, fra le polemiche dei partiti, il film di Daniele Lucchetti, protagonista Nanni Moretti. “ Il portaborse”, un caso politico. Il caso esemplare di un intellettuale fra i corrotti del Palazzo. A chi allude il ministro del film ? Moretti è barbuto come Goria, giovane e carino come Martelli, frequentatore di night come Altissimo ; Filippo Ceccarelli, Ma Ghino di Tacco l’ha difeso ; Simonetta Robiony, La dignità di un uomo inconsapevole. Regista e attore rispondono agli sceneggiatori
Il presidente incaricato si incontra con i partiti dell’opposizione. Un lungo incontro con il PDS. Il segretario Achille Occhetto conferma la critica al pentapartito ma esprime soddisfazione per quanto riguarda le ipotesi di riforma istituzionale, in particolare per il no al «presidenzialismo» , esposte da Giulio Andreotti e afferma che il PDS parteciperà alla «fase costituente».
«l’Unità», 8 aprile 1991 [p. 6]
Giorgio Frasca Polara, Occhetto da Andreotti conferma la critica al pentapartito e giudica positivamente l'impegno per una svolta istituzionale. “Sulle revisioni costituzionali ascoltare tutte le forze”. “ Costruiamo col PSI la democrazia dell’alternanza”. Riforme, la soddisfazione del Pds. “ Battuta l'ipotesi plebiscitaria, si fanno strada le nostre idee ; Il dibattito sulle procedure. Verso una “nuova” costituente. Seconda Repubblica come costruirla ? 5 vie a confronto ; Gianfranco Pasquino, Diario dal Palazzo. Si sono dimenticati del referendum sulle preferenze ?
«l’Unità», 8 aprile 1991 [p. 2]
Giorgio Napolitano, Critica del sistema non campagna anti-partiti. Ripensare con coraggio la forma di governo. Confronto col PSI e questione del referendum. Due specificazioni per il governo di garanzia. Ci sono molte cose da “ ricalibrare » nella linea del PDS per le riforme ; Cesare Salvi, Questa crisi
«La Stampa », 7 aprile 1991 [pp.1-3]
pp.1-2- Editoriale, Mario Deaglio, Il test della verità ; Occhetto: parteciperemo alla Costituente. Riforma istituzionale. Andreotti è al lavoro ;
p.3- Fabio Martini, Il segretario del PDS parla per un’ora con Andreotti : parteciperemo al processo costituente. Occhetto pronto per la grande Riforma. No degli scissionisti : “ Si sovvertono le istituzioni” ; Giuseppe Sangiorgio, “ Il cittadino voti il premier”. Goria e Mazzola : si scelga la coalizione e chi la guiderà ; Augusto Minzolini, Craxi canta vittoria : cambiano le regole. Ma Signorile replica : è come De Martino che appoggiava Rumor ; Cossiga “ cerca” i ministri. Manca, presidente Rai, alle Poste e TV ?
7-8 aprile 1991
Il presidente incaricato, Giulio Andreotti, in vista della riunione collegiale del 9 aprile invia ai segretari del pentapartito una bozza programmatica : 19 cartelle e un preambolo. Nel testo la prospettiva di avviare subito le procedure per accelerare le revisioni della Costituzione.
«l’Unità», 8 aprile 1991 [p.7]
Stefano Di Michele, Pronto il programma del presidente incaricato . Nelle schede una legge per la Costituente. I socialisti rivendicano la svolta istituzionale ma ora non parlano più di presidenzialismo. Ultimo round per il governo . Andreotti mostra le carte. Andreotti ha messo ieri a punto le schede programmatiche in vista della riunione di pentapartito di mercoledì. Tra le proposte di Palazzo Chigi lo “snellimento” delle procedure sulle leggi istituzionali e la riforma del bicameralismo. Il PSI si accontenta, per il momento non parla più di presidenzialismo e denuncia “ avanguardisti dell’ultima ora” sul tema delle riforme. Oggi Direzione DC con Andreotti ; Industriali : “ Cambiare è urgente” . Ma De Benedetti dice no ai plebisciti. Bisogna por mano subito alle riforme istituzionali. Un coro unanime si leva dai maggiori imprenditori italiani, assai critici contro il funzionamento della prima Repubblica. Carlo De Benedetti mette però in guardia contro il presidenzialismo : “ Sarebbe un errore gravissimo se si cercassero scorciatoie populistiche e plebiscitarie” . Le preferenze degli industriali si dividono tra sistema francese e modello tedesco
«l’Unità», 9 aprile 1991 [p.3]
p.3- Nadia Tarantini, Schema di programma inviato ai segretari del pentapartito. Si dovrebbe subito avviare una modifica delle procedure per accelerare le revisioni della Costituzione. Proposta la non emendabilità delle leggi su bilancio e fisco. “Apriamo un biennio costituente”. Andreotti : “ Le riforme nella prossima legislatura
«La Stampa », 8 aprile 1991 [pp.1-3]
p.1- Editoriale, Paolo Mieli, La grande sorpresa ;
pp.1-2- Alberto Rapisarda , Il presidente invia la bozza ai partiti e oggi chiede il via libera alla Direzione DC. Governo, pronto il programma. Riforme, lotta anticrimine, deficit pubblico - Riforme, dissensi fra i cinque su come avviare il confronto istituzionale. La sinistra DC guarda al PDS. Entrambi chiedono una commissione parlamentare. Ma il PSI iniste ci vuole un dibattito nella maggioranza ;
p.1- p.3- Paolo Guzzanti, A messa con Andreotti. “ Io sono nato in Parlamento e credo nella sua centralità”
DC – Direzione . Si discute la bozza programmatica inviata dal presidente incaricato. Via libera a Andreotti ma precisi confini all’ipotesi di riforma istituzionale : né seconda Repubblica né presidenzialismo . Piuttosto come afferma Leopoldo Elia non un «fase costituente » ma una « revisione costituzionale». Vista con favore l'idea di ridurre il quorum fissato dall’art. 138 della Costituzione.
«l’Unità», 9 aprile 1991 [p.1-pp.3-4]
p.1- Editoriale, Stefano Rodotà, Purché non serva a salvarsi l’anima ; Il presidente incaricato presenta le schede del programma e si appresta a varare il governo. Ipotesi di una legislatura costituente. Piazza del Gesù: “Non parliamo di seconda “. Ecco la riforma Andreotti . Ma la DC chiede cautela ;
p.3- Nadia Tarantini, Schema di programma inviato ai segretari del pentapartito. Si dovrebbe subito avviare una modifica delle procedure per accelerare le revisioni della Costituzione. Proposta la non emendabilità delle leggi su bilancio e fisco. “Apriamo un biennio costituente”. Andreotti : “ Le riforme nella prossima legislatura”; Pasquale Cascella, Vola a Lussemburgo ma avverte : “ C’è chi non mi vuole in servizio …” ; Stefano Di Michele, Forlani in Direzione : “ Avviamo una fase costituente senza mettere in discussione tutto”. Sinistra divisa. DC guardinga : “ Non si parli di Seconda Repubblica”. La DC dà via libera ad Andreotti sul tema delle riforme, ma fissa confini precisi : né seconda Repubblica né presidenzialismo . Vista con favore l'idea di ridurre il quorum fissato dall’art. 138 della Costituzione. Opinioni anche molto diverse . De Mita chiede un referendum confermativo, il resto della sinistra è scettica. Forlani rilancia l'idea di una commissione e di un periodo costituente del nuovo Parlamento ; Gianfranco Pasquino, Diario dal palazzo: Caro PDS è l’ora di darci dentro senza più riserve ;
p.4- Stefano Bocconetti, L'idea di un governo di garanzia ha riaperto il dibattito. Intervengono Nicola Mancino e Sandro Fonatana della DC , Fabbri e Mancini del PSI e Claudio Petruccioli. Occhetto : “La nostra proposta è oggi la vera novità”.” Il Pds è tornato in gioco? Sì, ma...” La DC apprezza , nel PSI c'è chi dice: “Volete scavalcarci” ; Maria Serena Paglieri, Le donne chiedono una legge che abolisca il voto di preferenza e renda la politica meno cara
«La Stampa», 9 aprile 1991 [p.1-p.7]
p.1- All’esame dei partiti il programma, domani l’incontro a 5. La DC frena sulle riforme. “ Solo ritocchi alla Costituzione” ;
p.7- Alberto Rapisarda, Mentre i cinque partiti esaminano il programma, La DC frena sulla riforma costituzionale. Andreotti, la strada si fa in salita. Un messaggio dei dirigenti DC al presidente incaricato. “ La prima Repubblica non si tocca, si ritocca soltanto “ ; Stefano Lepri, Il programma di Giulio. Superprocura contro la mafia. Più soldati di professione ; Augusto Minzolini, De Mita : sono d’accordo con Craxi. “ Entrambi vogliamo affrontare il tema riforme” ; Pierluigi Battista, E sui socialisti il PDS si divide. Napolitano a Occhetto : nessuna acrobazia col PSI
Vertice dei cinque partiti della maggioranza di governo.
«La Stampa», 10 aprile 1991 [pp.1-3]
p.1- Oggi il vertice dei cinque partiti dovrebbe sancire l’accordo nella maggioranza. Craxi dà il via libera a Andreotti. Ma sfuma l’ipotesi di un governo di segretari ;
p.2- Alberto Rapisarda, Vertice dei cinque partiti della maggioranza con Andreotti per definire il programma. Stasera l’accordo sul nuovo governo. Si appianano i contrasti DC-PSI, via libera di Craxi ; [ Ansa] , Segni : “Subito riforme elettorali” ; Giovanni Trovati, Parlamento : Il lungo compromesso delle Camere gemelle ; Filippo Ceccarelli, Una poltrona per i segretari ? Impossibile. Da Fanfani a Andreotti il lento tramonto del “ direttorio” ;
p.3- Augusto Minzolini, Al pranzo ufficiale con il re di Svezia si chiude la crisi. Pace tra Andreotti e Craxi e c’è un re come testimone ; f. mar ( Fabio Martini), Cossiga vorrebbe Amato come vice-capo del governo. Nella DC polemica su Marini
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