La pagina della cultura de «l’Unità», resoconta del Congresso straordinario degli assistenti universitari che , in opposizione alla legge 2314, si è concluso con la decisione dello sciopero della categoria ; delle occupazioni all’Università di Napoli riprese per protestare contro la legge Gui dal 21 aprile e una lettera sulla situazione delle Università dell’Emilia Romagna.
«l’Unità», 5 maggio 1967 [p.8]
g.c. , Dopo il Congresso straordinario dell'UNAU. Perchè scioperano gli assistenti. Critiche di fondo alla legge 2314 . Preciseproposte di riforma . Autonomia, dipartimenti,diplomi . Un banco di prova per la maggioranza ; Felice Piemontese , Napoli: occupate dagli studenti tutte le Facoltà. E’ ripresa la lotta unitaria per bloccare la controriforma Gui . Un Ateneo sovrafollato : quarantamile iscritti concentrati in vecchi e inadeguati edifici. Le cliniche e i “baroni delle cattedre”. Il problema dell’ “area di ricerca”. Una prospettiva nuova e moderna ; Aldo D’Alfonso, Dibattiti e confronti. Le Università in Emilia- Romagna
A Napoli la polizia sgombra con la forza la facoltà d’Architettura occupata dal 28 aprile.
«l’Unità», 11 maggio 1967 [p.2]
Scacciati a Napoli gli studenti occupanti. La polizia a irrompe nellafacoltà di Architettura
PCI – «Tribuna politica» Conferenza stampa del segretario Luigi Longo.
«l’Unità», 12 maggio 1967 [p.11]
Longo a “ Tribuna politica”. L'aggressione al Vietnam e la politico di pace. Le elezioni in Sicilia. La posizione del PCI alia conferenza di Karlovy Vary. I comunisti e il divorzio. La politica di pace dell'URSS. II PCI e il problema della democrazia. Una alternativa unitaria alia politica di divisione del centro-sinistra
Il film di Michelangelo Antonioni Blow up vince la palma d’oro al Festival del cinema di Cannes. In ottobre il procuratore della Repubblica di Ancona sequestrerà la pellicola per oscenità. Dopo qualche giorno il film sarà dissequestrato.
«l’Unità», 13 maggio 1967 [p.9- spettacoli]
Aggeo Savioli , Cannes. Gran premio a “ Blow-up”.Ha vinto Antonioni . II verdetto della giuria ha sollevato non poche proteste. Sempre più in crisi la formula competitiva
«La Stampa», 13 maggio 1967 [p.5]
Leo Pestelli , La rassegna della Costa Azzurra ha scoperto il cinema d’arte. Il film inglese di Antonioni ha vinto il Festival di Cannes. Il primo premio a “ Blow up”, girato dal regista italiano a Londra. Verdetto a sorpresa per il premio della giuria : ex aequo all’eccellente “Accident” di Losey e al modesto “ Ho incontrato anche zingari felici” della Jugoslavia. Miglior attore l’israeliano Odded Kobtler, miglior attrice la svedese Pia Dagermark. “ A ciascun oil suo” vince un premio per la miglior sceneggiatura. Ingiustizia per “Mouchette” di Bresson, che ha ottenuto soltanto una menzione speciale ; r.m. , Applausi per il regista italiano dissensi sui nomi degli altri premiati
Roma - Irruzione notturna della polizia nella Facoltà d’Architettura occupata dagli studenti. 36 giovani fermati.
«l’Unità», 16 maggio 1967 [p.2]
Roma. Intervento notturno alla facoltà di Architettura. La polizia contro gli universitari: trentasei fermati
PCI – il segretario Luigi Longo parla a Siena
«l’Unità», 29 maggio 1967 [pp.1-2]
Il drammatico aggravarsi della situazione internazionale. Longo: vigilanza e unità contro la
grave minaccia degli imperialisti alla pace. L’appello del segretario del PCI agli elettori senesi: “ Vi chiamiamo a manifestare concretamenteanche col voto la volontà di pace “ . Bisogna allontanare dai nostri porti le navidella flotta e dal nostro suolo le basi militari e gli ordigni atomici. L’ esigenza di unreale contributo italiano alla sicurezza europea e al superamento della politica dei blocchi
Oltre trentamila persone partecipano alla « marcia della Pace» Perugia-Assisi. Alla testa del corteo, che si snoda per circa 24 km, esponenti del PCI , del PSIUUP e della sinistra indipendente. La prima edizione della marcia promossa da Aldo Capitini si era svolta nel 1961.
«l’Unità», 29 maggio 1967 [p.3]
Roberto Romani, Vigorosa protesta dell'Umbria con una marcia da Perugia ad Assisi.
Una colonna di 30.000 cittadini chiede “ pace, riforme, regione” . Ingrao, Valori, Andrelini e Tomassini invitano a lottare contro i pericoli di guerra e contro l'arretratezza economica .Un messaggio di Parri. Foresta di bandiere vietnamite durante i 24 km. del percorso
28-31 maggio 1967
Si svolge a Rimini il XVI ed ultimo Congresso dell’Unione Goliardica Italiana (UGI). Nella relazione introduttiva il presidente Marcello Inghilesi lancia la proposta, contenuta nelle Tesi, del sindacato studentesco. Il dibattito, molto contrastato, manifesta tutta la crisi dell’organismo. Approvata la nuova direzione. Valdo Spini ( PSU) presidente, Giulietto Chiesa (PCI) vicepresidente.
«l’Unità», 29 maggio 1967 [p.2]
Aperto ieri a Rimini il Congresso dell'UGI. Proposta la costituzione di un sindacato degli studenti
«l’Unità», 30 maggio 1967 [p.5]
Elisabetta Bonucci , II Congresso dell'Unione Goliardica a Rimini. Verso un sindacato degli studenti universitari ? La relazione del presidente Marcello Inghilesi. La crisi degli organismi rappresentativi e dell'UNURI. Iniziato un serrato e vivace dibattito
«l’Unità», 31 maggio 1967 [p.2]
Elisabetta Bonucci , II Congresso dell'UGI a Rimini . In discussione ruolo e funzioni del sindacato studentesco
«l’Unità», 1 giugno 1967 [p.2]
Elisabetta Bonucci , Concluso il dibattito al Congresso dell’ UGI. Gli interventi dei compagni
Michele Figurelli e Giulio Chiesa
«l’Unità», 2 giugno 1967 [p.2]
Elisabetta Bonucci , Concluso a Rimini. Congresso UGI : ha vinto la linea unitaria. Valdo Spini (PSU) presidente , Chiesa (PCI) vice presidente. II nuovo Consiglio
Si svolge a Roma il vertice per celebrare il decimo anniversario della firma dei Trattati CEE ed Euratom. I Capi di stato e di Governo annunciano che il Trattato di fusione delle istituzioni delle tre Comunità entrerà in vigore con decorrenza dal 1° luglio 1967.
«l’Unità», 29 maggio 1967 [p.1]
Maria A. Macciocchi ,Nel decennale dei trattati della CEE. Oggi De Gaulle a Romaper il vertice dei Sei. Sull’ incontro grava l’ ombra della crisi nel vicino Oriente. Il tema della guerra e della pace al centro deWincontro politico
«l’Unità», 30 maggio 1967 [pp.1-2]
m. a. m. ( Maria Antonietta Macciocchi), Il “vertice” per il decennale del MEC. Fastosa cerimonia ieri in Campidoglio. Oggi la trattativa politica sull'ingresso della Gran Bretagna, sulla fusione degliEsecutivi e sui rapporti Europa occidentale -Stati Uniti. Un discorso di Saragat
«l’Unità», 31 maggio 1967 [p.1-p.12]
Maria A. Macciocchi, Conclusa la riunione dei “Sei” a Roma. La “linea francese” prevale al vertice. Niente di fatto sull'ingresso della Gran Bretagna . Si delinea una certa intesa politica tra i Sei e una estesa collaborazione economica fra tutti i paesi del continente
2 - 4 giugno 1967
A Berlino Ovest nel corso di una manifestazione studentesca contro la visita dello Scià di Persia un agente di polizia in borghese polizia uccide lo studente ventiseienne Benno Ohnesorg. Immediata la protesta dell’Università di Berlino che entra in lotta per tre giorni. Di lì a poco in onore dello studente assassinato nascerà il gruppo «2 giugno».
«l’Unità», 3 giugno 1967 [ p.12]
Studente uccisoa Berlino Ovestdurante unamanifestazionecontro lo Scià
«l’Unità», 4 giugno 1967 [ p.7]
Romolo Caccavale, Durante la protesta contro lo Scià di Persia. Ucciso da un poliziotto
lo studente a Berlino Ovest. Vergognoso elogio del borgomastro all'assassino. Numerose Università tedesche solidali con la protesta degli studenti berlinesi ; Per I'assassinio dello studente a Berlino Ovest. La FGCI esprime losdegno dei giovanicomunisti italiani
«l’Unità», 5 giugno 1967 [ p.12]
Romolo Caccavale,Sdegnata risposta degli studenti all'assassinio di Benno Ohnesorg. L’Università di Berlinoin lotta per tre giorni. Preannunciate dal sindaco socialdemocratico eccezionali misure di repression contro i manifestanti. Come lo studente tedesco fu massacrato dai poliziotti ; Per le repressioni nella RFT e a Berlino Ovest. Protestano gli
studenti iraniani
A Milano oltre 100.000 persone sfilano per la pace nel Vietnam. Presenze e adesioni largamente unitarie. Conclude la manifestazione in Piazza Castello Ferruccio Parri. Approvato l’appello : “L’Italia per il Vietnam” che è stato alla base della preparazione dell’iniziativa.
«l’Unità», 3 giugno 1967 [ pp.1-2]
p.1-Editoriale, Achille Occhetto, Il vero pericolo di destra ;
pp.1-2- Augusto Pancaldi, Il Nord celebra il 2 giugno nella capitale lombrada con un immenso corteo che sfila tra due ali ininterrotte di folla. In 100.000 nel cuore di Milanoper la pace nel Vietnam. Un'unità senza precedenti si è espressa nelle presenze al corteo e nelle adesioni. In piazza Castello hanno parlato il prof. Margaria, il pastore evangelico Vinay, il presidente della ACLI lombarde Albani, Lombardi, il prof. Corghi, Amendola e Luzzatto. Ha chiuso la manifestazione Ferruccio Parri. Messaggi dei combattenti vietnamiti , di La Pira e di Pauling — L'appello unitario ;
p.2- [ Testo dell’appello “L’Italia per il Vietnam”] ; I discorsi dei rappresentanti della cultura, politici, sindacali e del mondo cattolico. “L'aggressione USA deve cessare”. Dopo la trasmissione del messaggio del rappresentante in Europa del FNL, Han Tham Lan e gli interventi del prof. Margaria, Vinay, Albani, Lombardi, Corghi, Amendola, Luzzatto e Parri sono stati letti l'appello unitario e le adesioni del professor La Pira e del premio Nobel Pauling ; // messaggio del rappresentante in Europa del FNL
«La Stampa», 7 giugno 1967 [pp.1-5]
p.1-Titolo pagina: Si delinea una vittoria più clamorosa che nel ’56. Israele avanza su tutti i fronti. Nasser blocca il Canale di Suez. Le truppe di Tel Aviv conquistano Gaza ed altri importanti centri strategici nel Sinai. L’egitto ammette:”Si combatte su suolo arabo”. Ma spiega la sconfitta con l’assurda accusa che l’aviazione americana e quella inglese appoggiano l’offensiva di Israele. Il Cairo rompe le relazioni diplomatiche con Washington ed espelle tutti gli americani. Sugli altri fronti. Occupata la Gerusalemme araba, le truppe israeliane penetrano in Giordania. Raggiunto alle Nazioni Unite l’accordo per ordinare la sospensione immediata dei combattimenti sulle posizioni occupate; Editoriale, La situazione; Francesco Rosso, Le forze israeliane marciano verso Porto Said. Poderosa azione dei carri armati nel deserto. L’offensiva di Israele si sviluppa su tre direttrici. Il grosso delle truppe egiziane concentrato nel sud del Sinai per difendere l’accesso ad Akaba. Tel Aviv è tranquilla: quasi cessati gli allarmi aerei, l’aviazione di Nasser ha subito perdite gravissime;
p.2- Titolo pagina: Nasser ammette: “Si combatte in Egitto”; Igor Man, La guerra vista dal Cairo. L’ultimo bollettino del comando supremo dichiara: “Le nostre forze sono impegnate in durissimi combattimenti su territorio egiziano”. L’aviazione annuncia di aver abbattuto un “gran numero” di aerei nemici. Un pilota israeliano si salva col paracadute, ma è ucciso a calci e a pugni da contadini arabi; I bollettini di guerra [dal Cairo e da Tel Aviv]; r.s., Offensiva-lampo nella frontiera giordana. Gli israeliani sono penetrati in territorio nemico occupando diverse località di importanza strategica; Eugenio Altieri, I luoghi santi di Gerusalemme presi dagli israeliani dopo dura lotta. Commozione per la conquista del “Muro del Pianto”, che faceva parte del Tempio di Salomone. Colpiti dalle bombe la “Chiesa della Dormizione”, costruita sulla tomba della Madonna, ed il Museo di Israele. Parecchi morti e 500 feriti;
p.3-Titolo pagina: Il Cairo rompe le relazioni con l’America; Ferdinando Vegas, Cosa il blocco di Suez rappresenta per l’Europa; Assurde accuse egiziane agli SU per giustificare la dura sconfitta militare. Nasser sostiene che gli americani (in appoggio ad Israele) avrebbero colpito basi arabe con apparecchi partiti da tre portaerei. Siria e Giordania rivolgono la stessa accusa alla Gran Bretagna. La chiusura del Canale ordinata per “rappresaglia”. Violente manifestazioni contro gli Stati Uniti al Cairo; Nicola Caracciolo, La seduta del Consiglio di Sicurezza. Unanime accordo all’ONU per ordinare il “cessate il fuoco”. L’intesa ( raggiunta dopo intense consultazioni tra Stati Uniti e Russia) prevede la sospensione immediata dei combattimenti, senza alcuna clausola per il ritiro delle truppe sulle posizioni di partenza. L’URSS ha accettato perché Nasser è in difficoltà; (Ansa), Cautela di Mosca alle richieste dell’Egitto. Accuse della “Pravda ” ad Israele “che ha provocato la guerra”. Nessun commento del governo sovietico; Mario Ciriello, Wilson respinge con sdegno le “mostruose” calunnie degli arabi. Ha negato che aerei inglesi e americani abbiano partecipato alle incursioni con gli israeliani, ha ammonito che il blocco delle forniture petrolifere si risolverà in un danno per gli arabi, ha accusato Nasser di aver “superato i limiti del diritto internazionale” chiudendo il canale di Suez;
p.4- Titolo pagina: I Paesi arabi bloccano il petrolio all’Occidente; Michele Tito, Fanfani riferisce oggi alla Camera sulle iniziative del nostro governo. Ferma decisione di appoggiare l’Onu e di invitare con appelli le grandi Potenze perché si accordino per il ritorno della pace. Nenni dice: “Non possiamo dare la sensazione, come danno altri, di una inerzia passiva e di una rinuncia morale”. Polemiche sull’opportunità politica di una aperta condanna dei Paesi arabi. Imbarazzo del PCI che accusa l’Italia di parteggiare per Israele; L’Irak sospende le forniture per la “politica anglo-americana”. Eguale decisione hanno preso il Kuwait, Siria e Algeria. Ordinato l’arresto del pompaggio del petrolio ai porti del Mediterraneo; Tito Sansa, Partiti da Londra per Tel Aviv tre aerei israeliani con medicine e armi. Gara di generosità in Inghilterra: già raccolti 8 miliardi di lire, un migliaio di volontari pronti ad arruolarsi. Ex prigionieri dei campi nazisti chiederanno oggi alla ambasciata russa di “non appoggiare Nasser nel tentativo di distruggere Israele”; ar. ba. (Arturo Barone), Non sono necessari in Italia provvedimenti per la benzina. Allo stato dei fatti, nulla giustifica misure eccezionali. Le maggiori compagnie petrolifere assicurano un adeguato livello delle scorte ( la riserva legale è pari al fabbisogno di 56 giorni). La chiusura del Canale di Suez era scontata. Previste riunioni quotidiane dei responsabili dell’approvvigionamento; I giornali svizzeri scrivono: “Israele lotta per sopravvivere”;
p.5- Titolo pagina: Le ultime notizie dai fronti militari; Francesco Rosso, Nella notte a Gerusalemme si riaccende la battaglia; Gli israeliani conquistano Gaza e sfondano nel Sinai le linee nemiche. Le truppe egiziane chiuse in una “sacca” sul mare. Rapida avanzata dei carri armati nel deserto: occupati i centri strategici vitali di Abbou Egueila ed El Arish. Gli israeliani sono a 150 Km dal Canale; Sandro Viola, L’opinione pubblica preme su De Gaulle perché prenda posizione in favore d’Israele. Stamane si riunisce il Consiglio dei ministri per esaminare la situazione in Medio Oriente, nel pomeriggio Couve de Murville esporrà le decisioni prese dall’Assemblea Nazionale. Il generale De Gaulle sarebbe irritato con gli Stati Arabi che hanno respinto all’ONU la sua proposta di compromesso. Si moltiplicano le iniziative di tutte le categorie in appoggio a Tel Aviv; l.f. (Lamberto Furno), I primi volontari italiani partiranno oggi in aereo. Vi è anche la figlia del produttore Ergas. Continuano le offerte di sangue e medicine. L’adesione del sindaco di Torino. Israele rifiuta l’invito di mandare i bimbi a Roma: “ No, abbiamo creato questo Paese e restiamo qui a difenderlo”
«La Stampa», 8 giugno 1967 [pp.1-5]
p.1-Titolo pagina: Una guerra-lampo più breve che nel ’56. Le truppe di Israele giunte al Canale. Egiziani in rotta, La Giordania crolla. Il capo di SM israeliano, gen. Rabin, annuncia: “Il nostro esercito ha affrontato da solo Egitto, Siria, Giordania ed Irak e li ha stroncati”. Un bollettino di guerra diffuso ieri sera proclama: “I soldati di Nasser si tolgono le scarpoe e le gettano nel deserto per fuggire più in fretta. Il Sinai è nelle nostre mani”. Occupato da paracadutisti e “marines” l’avanposto di Sharm EL Sheikn, che controlla Akaba. L’ONU intima di sospendere il fuoco. L’ultimatum scadeva ieri alle 22: gli arabi non lo hanno ancora accolto, Israele è pronta a cessare i combattimenti purchè facciano altrettanto tutti i paesi sotto comando unificato di Nasser; Editoriale, La situazione; Francesco Rosso, La travolgente avanzata nel deserto; L’ordine di tregua non ancora accolto;
p.2-Titolo pagina: L’Egitto battuto in sessanta ore; Francesco Rosso, Ho visto a Gerusalemme la battaglia dei “luoghi santi”. La città è caduta in mani israeliane a mezzogiorno di ieri dopo una dura lotta con artiglierie, carri armati, aerei. Si è combattuto in certi quartieri casa per casa. Poi ogni resistenza è cessata. Era il trionfo per Israele: dopo 2000 anni Gerusalemme tornava agli ebrei; Nasser ammette la sconfitta ma rifiuta la tregua dell’ONU. Radio Cairo ieri mattina ha proclamato: “Intendiamo continuare la guerra”. Ma nel tardo pomeriggio l’emittente ha annunciato:” Abbiamo dovuto sgomberare parte delle nostre posizioni nel Sinai e ci siamo ritirati su una seconda linea”. Perduto l’avamposto di Sharm El Sheikh, che controlla l’accesso ad Akaba. Voci al Cairo di un attentato a Nasser, subito smentite dalla notizia di un messaggio inviato dal capo egiziano a Kossighin; Igor Man, La guerra vista dal Cairo. Fino a poche ore prima della disfatta, i bollettini militari parlavano di “attacchi nemici respinti”, di “controffensive” di “forti bombardamenti su basi israeliane”; Eugenio Altieri, Entro con il generale Dayan nella “città vecchia” dopo la resa. Su ogni casa, una bandiera o un fazzoletto bianchi. La città reca i segni della battaglia. Bande isolate di cecchini giordani sparano sul Santo sepolcro. La commozione degli israeliani al “Muro del Pianto”;
p.3- Luigi Salvatorelli, Bisogna imporre agli arabi il riconoscimento di Israele; Nicola Caracciolo, Inspiegabile atteggiamento dei Paesi sconfitti. Gli arabi si oppongono per la seconda volta all’appello delle NU per “cessare il fuoco”. L’ultimatum del Consiglio di Sicurezza ( proposto dall’URSS e accolto all’unanimità) scadeva ieri sera alle ore 22. Il ministro degli Esteri di Tel Aviv si dichiara pronto all’armistizio purché tutti gli arabi depongano le armi. Ma il rappresentante del Cairo proclama che l’Egitto sospenderà i combattimenti soltanto se Israele ritirerà le sue truppe dai territori occupati; r.s., Mosca intima a Tel Aviv di sospendere le azioni belliche. In caso contrario minaccia di troncare le relazioni diplomatiche con Israele. Passo degli ambasciatori arabi presso il ministero degli Esteri sovietico. Imbarazzo in URSS per la clamorosa sconfitta di Nasser; Mario Ciriello, Brown illustra ai Comuni gli ultimi sviluppi del conflitto. Il ministro degli Esteri inglese dichiara: “È ormai chiaro che Israele ha avuto il sopravvento sia in Egitto che in Giordania”;
p.4- Michele Tito, Il ministro degli Esteri alla Commissione del Senato. I partiti approvano la politica del governo per il Medio Oriente. Fanfani rivendica il merito di aver difeso l’iniziativa dell’ONU. Respinge l’accusa di “aver fatto turpe mercato della verità” e fa capire che l’Italia avvertì i Paesi arabi di ritenere giuste le ragioni di Israele. “Personalmente, dice, abbiamo invidiato i concittadini che, privi di responsabilità di governo, hanno potuto liberamente manifestare le proprie convinzioni”. Per la prima volta anche il PCI dà voto favorevole; Mario Ciriello, Voci sulla sorte del capo arabo. Nasser è in pericolo? L’ipotesi è dell’ “Evening Standard” di Londra che ritiene imminente al Cairo un colpo di Stato. Il giornale scrive: “Il comando militare è già stato assunto dal gen. Mortaga, capo delle truppe egiziane nel Sinai”. Scetticismo del “Times”. Il ministro degli Esteri Brown dichiara: “Non mi risulta”; Sandro Viola, Parigi: “Da questa prova crudele deve nascere una pace vera e duratura”. “Non basta superare le difficoltà attuali- dichiara il governo- Nascerebbero soltanto nuovi conflitti”. La Francia cerca di mantenersi neutrale. Il gen. De Gaulle ha rivelato di essere stato in continuo contatto telefonico con Kossighin; ar.ba. (Arturo Barone), Dopo il blocco da parte di Libia e Arabia Saudita. Per le forniture di petrolio aumentano le incertezze. Ieri a Roma si è avuta un’altra riunione di esperti;
p.5- Titolo pagina: Le ultime notizie dai fronti; r.s., Le truppe israelbliane giunte al fiume Giordano. L’esercito di Amman è in rotta. Occupata Gerico, Betlemme e Nablus. Violento scontro con un “commando” egiziano ; I bollettini di guerra [dal Cairo e da Tel Aviv]; n.c. (Nicola Caracciolo), Scambio di messaggi tra Casa Bianca e Cremlino. Johnson e Kossighin col “telefono rosso” si sono mantenuti in continuo contatto. La politica americana rimane quella di cercare una “intesa globale” con Mosca. Gli Stati Uniti, inoltre, si preoccupano di evitare una rottura irreparabile con i Paesi arabi; i.m. ( Igor Man), L’attesa al Cairo di notizie dai fronti. Si vive nei rifugi, tra continui allarmi aerei; (Associated Press), Il gen. Dayan dichiara: “Suez non è nel nostro programma. Una conferenza stampa del nuovo ministro della Difesa israeliano
«La Stampa», 9 giugno 1967 [pp.1-5]
p.1-Titolo pagina: Dopo la disastrosa sconfitta nel Sinai. Nasser ha accettato l’armistizio. L’annuncio dato ieri sera alle 21,30 (ora italiana) al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Al Cairo la popolazione è stata informata dalla radio soltanto dopo mezzanotte: fino ad allora l’emittente aveva continuato a proclamare che il Paese “combatterà fino alla vittoria”. Dopo 4 giorni di guerra, Israele occupa quasi tutto il Sinai, è attestato sul Canale di Suez, ha riaperto ( e controlla) la navigazione nel Golfo di Akaba. Truppe israeliane sono penetrate in profondità in Giordania conquistando i luoghi santi. Anche Damasco aderisce nella notte alla tregua; Editoriale, La situazione; Il proclama a Tel Aviv della completa vittoria; Nicola Caracciolo, Thant legge all’ONU la decisione egiziana. Il delegato del Cairo comunica: “Il mio governo accetta l’appello del Consiglio di Sicurezza per la cessazione del fuoco, a patto che Israele faccia altrettanto”. Tel Aviv ha subito promesso che sospenderà i combattimenti. Verso un “vertice” russo- americano per la situazione in Medio Oriente?;
p.2- Francesco Rosso, L’irresistibile avanzata degli israeliani nel deserto. L’ultima giornata della guerra-lampo. Il nostro inviato Francesco Rosso ha visitato il fronte del Sinai: “Sulla sabbia infuocata- scrive- giacciono i cadaveri di soldati uccisi in combattimento o morti di sete durante la fuga. Ed accanto ai cadaveri ci sono le carcasse di centinaia di carri armati distrutti. Gli egiziani in rotta hanno abbandonato camion e “jeeps” infatti. Gli israeliani li hanno dipinti di bianco e li usano nei loro spostamenti”. I resti dell’esercito di Nasser, chiusi in una sacca, hanno tentato una disperata offensiva per aprirsi la strada verso il mare: sono stati sbaragliati; I bollettini di guerra [dal Cairo e da Tel Aviv]; Il Cairo prima della tregua. Per tutta la giornata la radio ha trasmesso bellicosi bollettini annunciando una controffensiva sul Sinai. Notizie fantasiose: una colonna corazzata di Tel Aviv “spazzata via”, 4500 prigionieri portati al Cairo. Un centinaio di italiani lasciano l’Egitto per mare; (Associated Press), La Giordania smentisce l’aiuto degli aerei occidentali a Israele. Comunicazione di Amman al Foreign Office. Nasser sosteneva che l’aviazione inglese e quella statunitense avessero partecipato alle incursioni contro l’Egitto;
p.3- Titolo pagina: Si cerca una pace stabile per il Medio Oriente; Ferdinando Vegas, Hussein rischia il trono. ( il sovrano della Giordania è entrato in guerra contro Israele per salvare la monarchia minacciata dal nazionalismo arabo. Ora, dopo la sconfitta, la sua posizione si fa difficile); ( Associated Press), Il giovane re spiega ad Amman perché ha accettato l’armistizio. Il sovrano sfinito, con la barba lunga, le lacrime agli occhi dichiara: ”Le nostre perdite sono state tremende, la superiorità di Israele era schiacciante; Mario Ciriello, Londra: È necessario riconciliare gli animi. Il ministro degli Esteri Brown dichiara ai Comuni: “Una volta stabilita la tregua, le Nazioni Unite dovranno dare un assetto stabile al Medio Oriente, su una base di equità per tutti”; r.s., Mosca ha convinto gli arabi che la partita era perduta. Ieri vi è stato un nuovo colloquio del vice ministro degli Esteri con i rappresentanti arabi. Ora il governo sovietico sembra impeganto a salvare Nasser dalle conseguenze della sconfitta. Le “Izvestia” scrivono : “ Israele non potrà tenersi le terre occupate”;
p.5- Vittorio Gorresio, La guerra ha investito la città tre volte sacra. Il volto di Gerusalemme. Santa per gli ebrei, i cristiani e gli islamici, da diciannove anni era divisa da un “muro” più invalicabile di quello di Berlino. Nella frontiera, che spartiva la città in due terre reciprocamente proibite, era aperto solo lo spiraglio della Porta di Mandelbaum, ma non potevano varcarlo nemmeno i cristiani residenti in Israele. In un’unica occasione vi fu una più larga possibilità di passaggio: il giorno dell’Epifania cattolica 1964 (festa di Natale per gli ortodossi), durante il viaggio di Paolo VI. In quella occasione furono dette parole di pace e sorsero speranze, cadute già l’indomani. Per la prima volta dal ’48, l’avanzata israeliana ha riunificato la città; ( «The Times») , I danni della guerra ai luoghi santi sono dolorosi, ma non molto gravi. A Gerusalemme case bruciate e strade ingombre di amcerie. Sulla via di Betlemme i cadaveri di una donna e di un bimbo, coperti con un velo azzurro. Un ufficiale israeliano dichiara: “E’ terribile, ma cosa potevamo fare?”
11-12 giugno 1967
Si svolgono le elezioni per il rinnovo dell’Assemblea regionale siciliana
«l’Unità», 13 giugno 1967 [ pp.1-3]
pp.1-2- In confronto alle precedent! consultazioni elettorali. Il PCI recupera in Siciliae avanza nelresto d’Italia. II nostro Partito passa in Sicilia dal 17,3 del 1964 al 21,3%. Affermazione comunista nelle Puglie. Oscillante la DC. Stazionario o in regresso il PSU . Avanzata del PSIUP e successo del PRI. Delusione per il fallimento della forsennata campagna anticomunista . Miglioramenti del nostro Partito a Pisa, Crotone e in molte località del Mezzogiorno e del Nord ;
p.1- Una dichiarazione del compagno Longo ; Riepilogo generale Sicilia [ tabella] ; Comune di Siena [tabella] ; Comune di Pisa [tabella] ;
p.2- Giorgio Frasca Polara , La DC ha perduto in Sicilia oltre quarantacinquemila voti.
Ancora più gravi i regressi rispetto alle comunali del '64. Trombati I'ex presidente D'Angelo e Rubino, fratello del protagonisfa del sacco di Agrigento. Sensibile recupero comunista rispetto alla consultazione elettorale di tre anni fa. L'affermazione conseguita dai PSIUP e dai PRI ; I seggi all’Assemblea ; Italo Palasciano, Nelle elezioni comunali . Notevole successo del PCI nelle Puglie. Hanno votato circa centomila elettori. 2500 voti in piùal PCI. L'avanzata nel Brindisino ; a.c. ( Alessandro Cardulli ), Pisa : avanza il PCI. Sconfitto il centro-sinistra ; Riepilogo generale dei comuni sopra i 5000 abitanti [ tabella] ;
p.3- Titolo pagina : I risultati delle elezioni in Sicilia ; Il voto circoscrizione per circoscrizione [tabella ] ; Il voto nei capoluoghi di provincia [ tabella]
«l’Unità», 14 giugno 1967 [ p.2]
Titolo pagina : Commenti e dati sui risultati elettorale ; Giorgio Frasca Polara, Sicilia. Confermata la flessione della DC e la ripresa del PCI. 45 mila voti in meno ai democristiani rispetto al '63 e trentamila (nei capoluoghi) rispettoalle amministrative di tre anni fa. Come so no stati “gonfiati ” i voti del PSU ; i.p. ( Italo Palasciano ) , Puglia. E’ generatelo spostamentoa sinistra. Tremila voti in piu ai comunisti. Più netta I'avanzata in provincia di Brindisi, dove si votava in un terzo dei Comuni ( i comunisti dal 16,7 al 21,3 per cento). Dichiarazione di Reichlin; s.p. , Toscana. II successo del PCI haaperto la strada a nuove maggioranze. Forte avanzata comunista a Pisa dove il PSU perde oltre il 5 per cento. Maggioranza assoluta PCI- PSIUP a Montevarchi. A Siena l’ unica aiternativa al Commissario è una Giunta unitaria di sinistra. A Pietrasanta le sinistre hanno superato il 60 per cento. Conquistato dai comunisti il Comune di Lari. Confermata la grande forza del PCI a Orbetello ; La Direzione del PSIUP sulle elezioni ;
Campania. L’avanzata del PCI a Castellammare. Neilcentro stabiese, la lista comunista raggiunge il 30 per cento, i socialist! divisi perdono tre puntif dimezzati i voti del PLI e del MSI.
Comunisti e socialist! uniti sconfiggono la DC a Qualiano ; m.p. Delta padano. Il PCI col
50 % dei seggi propone giunte di sinistra. Nei tre centri di Ariano, Contarina e Donada nel Polesine, il nostro partito ha totalizzato 5.666 votipari al 46,7 per cento . DC e PSU arretrano . Nell’unità popolare I'alternativa alle gestioni commissariali
«La Stampa», 10 giugno 1967 [p.5]
Mario Fazio, Per il rinnovo dell’Assemblea generale. In Sicilia domani alle urne oltre tre milioni di elettori. Rumor ha concluso la campagna elettorale giovedì , Moro, Nenni e La Malfa ieri sera. Non si prevedono spostamenti di forze. Si dà per certa la scomparsa del partito monarchico. Un’incognita : le schede bianche per protesta. A Licata i cittadini minacciano di non votare per il ritardo nella costruzione dell’acquedotto ; Le precedenti elezioni nella regione siciliana ; La campagna elettorale terminata a mezzanotte. Lunedì sera i riusltati delle elezioni in Sicilia ; Fanfani chiude a Siena la campagna della DC
«La Stampa», 13 giugno 1967 [p.5]
Titolo pagina : I risultati elettorali per la Regione in Sicilia. I partiti del governo si rafforzano. Una netta flessione dei comunisti. La DC guadagna rispetto alle politiche e perde rispetto alla regionali. I socialisti uniti mantegono bene le posizioni che avevano prima della scissione del PSIUP. Il PCI in declino in confronto sia alle precedenti regionali sia alle politiche a vantaggio soprattutto del PSIUP. Il partito liberale arretra a favore dell’estrema destra ; Michele Tito, Prova positiva del centro-sinistra ; L’on. Rumor esprime la soddisfazione della DC ; I dati ufficiali delle votazioni per la nuova Assemblea siciliana [ tabella] ; I voti di ogni provincia ; Mario Fazio, Il centro-sinistra alla Regione disporrà di 51 deputati su 90 ; g. n., Impossibile formare una maggioranza a Pisa. La DC guadagna 1 seggio, il PCI passa dal 31 al 33% ; A Siena avanzano DC e PSU ma la giunta resta difficile
«La Stampa», 14 giugno 1967 [p.1]
Michele Tito, Il successo elettorale dei partiti del governo. È dovuto, specialmente in Sicilia, al relaismo e al coraggio con cui sono stati affronttai problemi e responsabilità. La DC conserva la sua forza , socialisti e repubblicani trovano nuovi ampi consensi. IL PSIUP è in concorrenza con il PCI, che cede anche nella roccaforte di Siena ; Mario Fazio, I risultatii delle elezioni. Parecchi uomini nuovi nella Regione siciliana. Questa consultazione ha segnato la fine del clientelismo e del sistema dei pacchi-dono agli elettori. Tutti si attendono un rinnovamento soprattutto morale. Le schede binache o nulle sono state 112.734 su circa due milioni e mezzo di votanti. Su molte era scritto : “ Dateci acqua” ; Come si è votato in Sicilia negli ultimi dieci anni [tabella]
Il Presidente della Repubblica Saragat nomina il poeta Eugenio Montale senatore a vita per altissimi meriti nel campo letterario e artistico.
«l’Unità», 14 giugno 1967 [ p.4]
Senatore a vita il poeta Eugenio Montale
Si riunisce, su richiesta dell’URSS, l’Assemblea dell’ONU.
«La Stampa», 17 giugno 1967 [p.1]
Titolo: Si apre, fra molte incertezze, la difficile battaglia diplomatica. Colloquio De Gaulle-Kossighin a Parigi. Oggi si riunisce l’Assemblea dell’ONU. Il generale e il “premier” sovietico hanno parlato per 40 minuti da soli, poi le conversazioni sono proseguite per oltre due ore con i ministri degli Esteri. L’incontro era stato concordato attraverso il “telefono verde” che collega direttamente l’Eliseo e il Cremlino. Nessun comunicato sui risultati del colloquio, Kossighin è ripartito nella notte per New York. L’assemblea straordinaria dell’ONU, convocata per iniziativa di Mosca, si riunisce oggi pomeriggio, ma il dibattito, su richiesta sovietica, s’inizierà soltanto lunedì; Ferdinando Vegas, Russi e americani cercano un’intesa; Sandro Volta, L’URSS non spera nella condanna di Israele; n.c. (Nicola Caracciolo), Il dibattito forse aperto con un rapporto di Thant. Per lunedì sono iscritti a parlare un rappresentante sovietico e uno americano; Michele Tito, Per la crisi nel Medio Oriente. Saragat ha ricevuto Fanfani. Oggi Consiglio dei ministri. Si concorda la linea per le discussioni all’ONU. L’Italia vuole una soluzione definitiva della crisi fra Israele ed i Paesi Arabi, ma nell’ambito delle Nazioni Unite, non con accordi di singole grandi Potenze. Smentiti i dissensi fra i ministri; Nicola Caracciolo, Johnson rinuncia al week-end nel Texas per incontrarsi con il “premier” sovietico?
«La Stampa», 18 giugno 1967 [pp.1-2]
p.1-Titolo: Aperta l’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Kossighin giunto all’ONU. Vedrà il presidente Johnson? Il primo ministro sovietico è arrivato a New York all’alba di ieri con un seguito di 66 persone. Il lunghissimo corteo di auto ha attraversato la città ancora immersa nel sonno. A Manhattan l’ospite è sceso ed ha percorso a piedi quasi un chilometro fermandosi ad osservare negozi e ristoranti. Una ragazza americana gli ha chiesto in russo: “È sua l’idea della passeggiata?”. “Sì- ha risposto Kossighin- e lei come mai parla il russo?”. Il “premier” è intervenuto all’Assemblea. Non esiste per ora alcuna intesa per un incontro a due. Johnson tuttavia ha rinunciato al “week-end” nel Texas ed è pronto al colloquio; Editoriale, Alberto Ronchey, Cauti sondaggi per stabilire se l’incontro è possibile; Nicola Caracciolo, Il capo delle NU per l’inaugurazione ufficiale. Il dibattito comincia domani. Sembra esclusa la presenza di Johnson;
p.2- Michele Tito, Così ha deciso il Consiglio dei ministri. Moro e Fanfani all’ONU. L’Italia respinge la mozione russa. È stato lo stesso ministro degli Esteri a chiedere l’intervento del presidente del Consiglio. L’Italia, respingendo la mozione sovietica per la condanna di Israele, vuole favorire ogni passo per una pace giusta e definitiva nel Medio Oriente. La discussione tra i ministri è stata vivace: Nenni avrebbe criticato alcune “manchevolezze” nelle dichiarazioni ufficiali dei giorni scorsi. Fanfani ha lasciato la riunione prima che terminasse; f.r. (Francesco Rosso), Israele non ha mire territoriali ma esige il riconoscimento come Stato. Il ministro degli Esteri Eban (partito per New York, dove guiderà la delegazione di Tel Aviv all’ONU) dichiara: “Ci prepariamo ad una drammatica battaglia diplomatica”. Se Nasser sarà realista, otterrà grandi vantaggi: potrà sfruttare il petrolio del Sinai, riscuotere i diritti per il transito del Canale di Suez bloccato dalle navi (duecentoventi milioni di dollari l’anno), dedicarsi seriamente allo sviluppo dell’Egitto in grave crisi economica; Mario Ciriello, Wilson domani incontra De Gaulle poi deciderà se andare a New York. Il “premier” e il generale esamineranno se possono inserirsi nel dialogo russo-americano sul Medio Oriente
«La Stampa», 20 giugno 1967 [pp.1-2]
p.1-Titolo pagina: Iniziato il dibattito all’Assemblea dell’ONU. Discorsi polemici di Johnson e Kossighin. Il colloquio russo-americano resta aperto. Johnson (parlando a Washington) chiede il riconoscimento di Israele, libera navigazione ad Akaba, integrità territoriale del Medio Oriente, blocco dell’invio di armi nella regione. Kossighin (che ha inaugurato i lavori dell’ONU) propone la condanna di Israele come “aggressore”, il ritiro immediato delle sue truppe dalle terre occupate, l’indennizzo agli arabi. Il primo ministro russo parla anche del Vietnam e chiede la sospensione dei bombardamenti; Editoriale, Alberto Ronchey, Un duro linguaggio ma non inconciliabile;
pp.1-2-Nicola Caracciolo, L’intervento del capo russo e la ferma replica di Israele. Sdegnosa risposta ad un raffronto sovietico tra israeliani e nazisti: “Non abbiamo mai firmato un patto con Hitler come fece l’URSS nel ‘39”. Kossighin abbandona l’aula;
p.2-Sandro Volta, I colloqui franco-inglesi all’ONU. Wilson non andrà all’ONU se non interviene De Gaulle. Il primo ministro britannico conferma la sua adesione alla Conferenza a quattro proposta dal generale. Ed è d’accordo con lui per premere su Stati Uniti e Russia perché accettino il convegno. Per l’ingresso della Gran Bretagna nel MEC, la posizione della Francia è immutata. De Gaulle esige trattative approfondite tra i Sei prima di discutere con Londra; f.r. (Francesco Rosso), Tel Aviv punta sui colloqui Johnson-Kossighin a New York. La bomba Pechino (si dice in Israele) potrebbe avvicinare i due Grandi. Armi cinesi trovate sul fronte siriano. Esposti presso Tel Aviv i missili russi trovati nel Sinai; (Ansa), Moro e Fanfani a New York. Hanno lasciato ieri Roma, dopo un lungo colloquio con il presidente Saragat. Riferendosi ai lavori dell’ONU, Moro ha dichiarato: invece di pronunciare condanne, bisogna discutere con spirito sereno e costruttivo. Un telegramma di Rumor
«La Stampa», 21 giugno 1967 [p.1]
Titolo pagina: Johnson rinnova l’invito a Kossighin, nessuna risposta. All’ONU s’inaspriscono i contrasti. Più difficile il dialogo URSS-SU. Il delegato americano Goldberg nega che Israele possa essere condannato come “aggressore”. Ed esclude il ritiro delle sue truppe sulle posizioni che occupava il 5 giugno, all’inizio della guerra: “ In questo modo truppe nemiche si fronteggerebbero di nuovo in armi, non esisterebbe una forza internazionale per dividerle, la navigazione negli Stretti sarebbe impedita”. Secondo l’America, l’ONU deve fare ogni sforzo perché arabi ed israeliani trattino direttamente. Duro intervento di Thant, che difende lo sgombero dei “caschi blu” dal Sinai. Oggi parla Moro; Editoriale, Alberto Ronchey, Il dissenso è profondo; Nicola Caracciolo, Il discorso americano in favore di Israele; n.c. (Nicola Caracciolo), I contatti di Rusk-Gromyko per cercare una base d’intesa; r.s., Il presidente dell’URSS, Podgorni oggi al Cairo su invito di Nasser. Euforia tra gli egiziani. La visita costituisce un vistoso rilancio per il prestigio di Nasser. Un commento ufficioso: “ La nostra lotta contro l’imperialismo sta per entrare nella fase attiva. Siamo ad una svolta storica”; Igor Man, In Egitto si parla di “impegno russo totale”; (Associated Press), Tel Aviv è pronta a colloqui con gli arabi. Il primo ministro Eshkol si dice disposto a negoziare in “qualsiasi momento”, “Vogliamo dimenticare il passato e lavorare per una pace durevole”
«La Stampa», 22 giugno 1967 [p.1-p.5]
p.1- Alberto Ronchey, Ancora incerto l’incontro tra Johnson e Kossighin. (Ma il ministro degli Esteri canadese dichiara: “Sarei molto sorpreso se il colloquio non avvenisse”); Nicola Caracciolo, Il discorso di Moro all’Assemblea generale. L’Italia ritiene che spetti all’ONU cercare la pace nel Medio Oriente. Il presidente del Consiglio dichiara: occorre che arabi e israeliani riconoscano il rispettivo diritto all’esistenza e si impegnino a vivere in pace, ma la parte delle Nazioni Unite nella pacificazione è essenziale. “Si tratta- ha detto Moro – di gettare le basi per una soluzione ragionevole dei problemi che da tanti anni travagliano il Medio Oriente. E dare un giusto e stabile assetto alla regione, accettato liberamente dalle parti”. “L’Italia non ha dimenticato le sofferenze del popolo israeliano. Ma è consapevole del moto di sviluppo dei Paesi arabi”. L’intervento del ministro inglese Brown; Igor Man, Podgorni giunto al Cairo promette di ricostruire l’esercito egiziano distrutto. Appena sceso dall’aereo, solleva in alto il braccio di Nasser. La folla entusiasta grida: “Allah è con te, Gamal, vinceremo, vinceremo”. “Franca spiegazione” fra i due capi sulla sconfitta: l’URSS chiederebbe ora una più stretta collaborazione tra militari arabi e ufficiali russi. Aiuti sovietici anche per la diga di Assuan; r. s., Il Comitato centrale a Mosca appoggia i popoli arabi. Non ancora diffuso l’intervento del segretario Breznev;
p.5- Sandro Volta, Un grave dichiarazione del generale. De Gaulle si allinea con Mosca contro Israele. Il presidente francese “condanna l’apertura delle ostilità da parte di Israele”. Ed afferma: “La sola possibilità di riportare la pace nel Medio Oriente è che gli americani si ritirino dal Vietnam”. La tesi sembra ispirata al colloquio che De Gaulle ha avuto nei giorni scorsi con Kossighin a Parigi; Francesco Rosso, Intervista nel Negev con il “patriarca di Israele”. Ben Gurion ritiene indispensabile negoziare con Nasser “buon patriota”. L’ex primo ministro (80 anni) afferma di parlare a titolo personale. E dichiara: “Se Nasser farà la pace, gli restituiremo il Sinai. Ma dovrà garantirci libera navigazione ad Akaba e Suez”. Israele non ha mire di conquista: “Se la Siria vorrà trattare, non terremo un metro delle sue terre. Ma Gerusalemme è ebrea da 3 mila anni e deve restare ad Israele”. Ben Gurion auspica un nuovo Stato nella Palestina tolta alla Giordania, sovrano ma legato economicamente ad Israele”
«La Stampa», 23 giugno 1967 [p.1-p.5]
p.1- Alberto Ronchey, Annuncio della Casa Bianca. Johnson e Kossighin si incontrano oggi; Nicola Caracciolo, Colloquio di Moro e Fanfani con il presidente americano. Una dichiarazione di Johnson a “La Stampa”: “Abbiamo discusso la non- proliferazione atomica, il problema degli invii di armi al Medio Oriente, le prospettive di un mio incontro con Kossighin, la guerra del Vietnam. È stata una conversazione molto utile. Abbiamo sempre avuto eccellenti rapporti con i dirigenti italiani”. Moro afferma in una conferenza stampa: “Sono lieto di aver constatato che le nostre posizioni sono in larga misura convergenti”. Il presidente del Consiglio a colloquio per oltre tre ore con il “premier” russo; Sandro Volta, Quasi unanime condanna contro De Gaulle in Francia. Imbarazzo tra gli stessi gollisti per le dichiarazioni anti-Israele del generale. Allo scoppio della guerra, Malraux voleva andare volontario a Tel Aviv, altri ministri ereno decisi a dimettersi per la “neutralità” proclamata dalla Francia. Una crisi di governo pareva inevitabile: fu scongiurata dalla rapida vittoria israeliana; Mario Ciriello, Brown attaccato ai Comuni per il discorso all’ONU su Israele. Le sue dichiarazioni giudicate troppo filo-arabe da conservatori, liberali e persino alcuni laburisti. Wilson interviene in difesa del ministro degli Esteri, nuove proteste alla Camera. Valanga di telegrammi furibondi invaiti a Dowing Street da cittadini; Ferdinando Vegas, Il generale, “brillante secondo” si è allineato con la Russia;
p.5- Francesco Rosso, L’inatteso discorso del presidente francese. Delusione a Tel Aviv per gli attacchi di De Gaulle. Il generale (si dice) sabota la pace nel Medio Oriente in odio agli Stati Uniti. Consensi per il discorso all’ONU di Moro, che ha chiesto trattative dirette tra arabi e israeliani; Gaia Sevadio, Lungo il fronte da Gaza al Mar Rosso. Ho assistito sul Canale di Suez al rimpatri dei feriti egiziani. I più gravi sono trasportati in elicottero, gli altri in camion. Un battello egiziano li raccoglie sulla sponda tenuta dagli israeliani. Questa collaborazione umanitaria procede bene. Nelle zone occupate la vita civile riprende più in fretta di quanto non lasciasse temere la violenza della guerra, ma il rastrellamento dei territori non è finito. Nelle scuole e per le strade si trovano le testimonianze della sfrenata propaganda anti Israele; l.f.(Lamberto Furno), Le reazioni a Roma del discorso del presidente. Moro ritorna stamane dall’ONU. Il 6 luglio riferirà alla Camera. Consensi del PSU e della DC al discorso del presidente al Consiglio alla Nazioni Unite. Il socialista Cattani: “Ha interpretato bene l’animo della maggioranza degli italiani che si pronunciarono a favore di Israele”. IL DC Gava: “Ha parlato da vero uomo di Stato che vuole la pace”; Igor Man, L’URSS promette aiuti all’Egitto ma chiede garanzie a Nasser. Mosca è pronta a concedere nuovi mezzi militari e ad incrementare lo sviluppo economico. Nasser si dovrebbe impegnare a correggere quegli errori nella struttura sociale del Paese che hanno portato alla sconfitta
La Cina fa esplodere la sua prima bomba H.
«La Stampa», 18 giugno 1967 [pp.1-2]
p.1-r.s., È esplosa in Cina la prima bomba H. Trionfale annuncio a Pechino: “Dopo cinque esperimenti compiuti in due anni e otto mesi, abbiamo fatto scoppiare una bomba all’idrogeno”. L’esplosione è avvenuta in aria, probabilmente sul deserto del Singkiang. Il comunicato cinese dichiara: “Ora possediamo atomiche e missili teleguidati. Ne trarranno beneficio non solo i vietnamiti, ma anche gli arabi impegnati contro l’aggressione degli arabi impegnati contro l’aggressione degli anglo-americani e di Israele; n.c. (Nicola Caracciolo), Atomica molto potente si dice a Washington. Lo scoppio (secondo la Commissione per l’energia nucleare) è stato di vari “megatoni”;
p.2-Didimo, La sesta bomba atomica di Pechino. La voce della Cina. Settecento milioni di uomini fanatizzati dal “pensiero” di Mao, possiedono uno strumento di tremenda potenza. La Cina ha battuto in velocità la Francia, e si avvia a diventare la quarta nazione atomica del mondo. Per ora non ha i missili né gli aerei necessari per minacciare l’America, ma è già un pericolo per i suoi vicini, soprattutto l’India
Il Tribunale di Roma condanna lo scrittore Danilo Dolci a due anni di reclusione con l’accusa di aver calunniato , nel corso di una conferenza stampa., di collusione con la mafia l’ex ministro per il Commercio Estero Bernardo Mattarella (DC) e il sottosegretario alla Sanità Calogero Volpi. La conferenza stampa all’origine della querela degli esponenti DC nei confronti dello scrittore si era svolta nel settembre del 1966 e seguiva la consegna alla Commissione Antimafia di un’ampia documentazione sui rapporti tra mafia e politica in Sicilia raccolta da Dolci e dal suo collaboratore Franco Alasia. La pena non sarà scontata in quanto coperta dal condono.
«l’Unità», 28 giugno 1967 [ p.3]
Fausto Gullo, In margine al processo Dolci-Mattarella. Mafia, antimafia e una sentenza
«La Stampa», 22 giugno 1967 [p.5]
Guido Guidi, Danilo Dolci condannato a due anni. Ritenuto colpevole di diffamazione. Il pm aveva proposto la pena di un anno. Lo scrittore in una conferenza stampa aveva accusato gli on. Mattarella e Volpi di avere contatti con la mafia siciliana. Secondo il Tribunale erano affermazioni ingiuste perché l’imputato non ha potuto provarle. Dolci non dovrà scontare la condanna, perché coperta dal condono. I difensori hanno presentato ricorso in appello
Si svolge l’atteso vertice fra Johnson e Kossighin.
«La Stampa», 24 giugno 1967 [p.1-p.7-p.16]
p.1-Titolo: Le speranze del mondo puntate sull’incontro. Johnson e Kossighin discutono per oltre cinque ore poi decidono di vedersi nuovamente domani. Due colloqui (interrotti dalla colazione) alla presenza dei soli interpreti. Alla fine il Primo ministro sovietico (che doveva partire oggi per Mosca) dichiara: “Dobbiamo trattare un gran numero di problemi. Perciò abbiamo deciso di incontrarci ancora”. Il presidente americano afferma: “Si è parlato di Medio Oriente, del Vietnam e della non-proliferazione atomica. Abbiamo convenuto che è molto importante raggiungere un accordo su un patto antinucleare”. Kossighin molto soddisfatto ringrazia pubblicamente Johnson dell’iniziativa. Trattative particolari continueranno nei prossimi giorni tra Rusk e Gromyko a New York; Editoriale, Alberto Ronchey, Il “grande vertice”; Nicola Caracciolo, Dopo i colloqui in una villa del New Jersey la folla acclama gli statisti al grido: ”Pace, pace”;
p.7- Sandro Volta, Il generale spiega il suo atteggiamento. De Gaulle dichiara: ” Ammiro Israele non gli perdono di aver attaccato”. E aggiunge. “Avevo ammonito Tel Aviv a non fare la guerra”. L’abbandono della neutralità sembra dunque dettata da risentimento personale. Degli arabi ha detto: “Nasser sarà sempre battuto. Appena un carro armato israeliano avrà superato le linee egiziane, nessuno potrà fermarlo prima del Cairo”. Un giudizio sul Vietnam: “È la sola cosa che impedisce un’intesa URSS-USA. Bisogna fermare il conflitto”; (Associated Press), La Romania è contraria alla condanna di Tel Aviv. Il ministro degli Esteri Maurer, parlando all’ONU, dichiara: “La pace si può raggiungere solo con trattative dirette fra israeliani ed arabi”; Igor Man. Clima assurdo in Egitto, La breve campagna si è svolta in un’atmosfera piena di contraddizioni, tra l’esaltazione e la paura, fiducia in false vittorie e sbandamenti. Non meno paradossale è questa tregua provvisoria. Si proclama che “la guerra continua” si arruolano volontari, sul Canale si rinnovano incidenti, ma il Cairo riprende l’aspetto consueto e gli abbienti pensano alle vacanze. Mentre Podgorni è accolto come un amico, la polizia arresta i comunisti; r.s., Conclusi i colloqui tra Podgorni e Nasser. Nessun comunicato. Secondo gli egiziani l’impegno sovietico di aiuti è “incondizionato”. Oggi il capo russo torna a Mosca; l.m., I missili sovietici catturati da Israele erano ancora “segreti” per l’Occidente;
p.16- ar.ba. (Arturo Barone), Gli incontri con Johnson e Kossighin. Moro riferisce a Saragat sui colloqui in America. Fanfani è rimasto a New York per seguire i lavori dell’ONU. Rientrerà domani. Il 6 luglio si riunirà la Camera per discutere la politica estera del governo
«La Stampa», 25 giugno 1967 [p.1-p.5]
p.1-Titolo pagina: Si cerca un’intesa per la distensione nel mondo. Oggi nuovo colloquio Johnson-Kossighin. Atmosfera di cauto ottimismo. L’incontro avviene ancora a Glassboro nel New Jersey, e si inizia alle 13,30 (le ore 19,30 in Italia). Alle 20 Kossighin terrà una conferenza stampa. Johnson dichiara a Los Angeles “Ci sono profonde divergenze tra Stati Uniti e Russia. Ma penso che ora ci conosciamo meglio. Importante è discutere e ragionare insieme”. Il “New York Times” commenta: “Si può dubitare di una soluzione sensazionale dei problemi più ardui, come Medio Oriente e la guerra del Vietnam. Ma l’atmosfera è cambiata, le prospettive di pace sono migliori”; Editoriale, Alberto Ronchey, Il vertice della speranza; Nicola Caracciolo, Il capo russo alle cascate del Niagara la folla lo acclama, è diventato popolare; r.s., Al Cremlino si discute sugli sviluppi del “vertice”. Riunione segreta del Politburò a Mosca. Esaminate le proposte americane per un’intesa su Vietnam e Medio Oriente; Igor Man, Podgorni ha concluso la visita al Cairo. Nessun impegno dell’Unione Sovietica. Il presidente è ripartito per Mosca. Al termine dei colloqui, diffuso un generico comunicato sull’ ”amicizia tradizionale” fra Russia ed Egitto. Ogni decisione sembra rinviata a dopo il vertice di Glassboro. Ma Nasser è apparso “sollevato” dall’incontro con Podgorni; f.r. (Francesco Rosso), Israele ritiene che l’URSS indurrà gli arabi a riconoscerlo;
p.5-Francesco Russo, Un’ora di colloquio con il futuro capo della diplomazia israeliana. Intervista a Tel Aviv con Yigal il ministro che nel ’48 catturò Nasser. Durante la “prima guerra d’indipendenza” comandava un gruppo di arditi che prese prigioniero il reparto del ten. col. Nasser. Ebbero un lungo colloquio: “Già allora aveva idee rivoluzionarie”, ma quando salì al potere, invece di sollevare le condizioni degli egiziani, si lanciò in una politica di supremazia. Nel ’60, diventato ministro del Lavoro, Allon rinnovò attraverso un giornale inglese l’invito alla pace. Il dittatore egiziano non rispose, ma due mesi prima di quest’ultima guerra definì Allon “il solo israeliano col quale poter trattare”. Purtroppo, sembra che Nasser per ora le trattative non le voglia; Sandro Volta, Il giudizio dei giornali francesi. L’Europa è assente per colpa di De Gaulle. “L’Aurore” scrive: ”Le offerte del generale per un arbitrario personale sono state ignorate”. L’atteggiamento del presidente francese avrebbe pregiudicato l’incontro fra i 4 Grandi; Hussein si reca all’ONU. Ieri breve sosta a Fiumicino; n.c. (Nicola Caracciolo), Stasera l’incontro trasmesso per “Mondovisione”. Il “vertice” di Glassboro ha rivelato la poderosa efficienza dell’America. La scelta della tranquilla cittadina del New Jersey per l’incontro fu decisa giovedì sera. Dopo il colloquio Johnson-Kossighin la gente pareva impazzita di entusiasmo: al capo russo ha riservato accoglienze cordialissime. Per oggi si preparano manifestazioni imponenti
A soli quarantaquattro anni muore a Firenze don Lorenzo Milani. Nel maggio precedente era stato pubblicato: «Lettera ad una professoressa», il racconto dell'esperienza nella scuola di Barbiana.
«l’Unità», 27 giugno 1967 [ p.11]
In seguito a una grave malattia. Morto a Firenze don Lorenzo Milani. Era stato processato per una lettera antimilitarista inviata a “Rinascita”
«l’Unità», 28 giugno 1967 [ p.3]
Marcello Lazzerini , La morte di don Lorenzo Milani. Un prete scomodo perché vicino agli oppressi. La grande lezione morale delle “ esperienze pastorali ”. Ho imparato dal “Critone”, dall’ “Apologia di Socrate” , da Gandhi”
«l’Unità», 29 giugno 1967 [ p.2]
I funerali di Don Milani
«La Stampa», 27 giugno 1967 [p.9]
Morto a Firenze don Milani. Difese gli obiettori di coscienza. Processato, venne assolto con formula piena. Aveva 44 anni. Affetto da un male incurabile, è deceduto in casa della madre
28-29 giugno 1967
A Bonn e Hannover manifestazioni degli studenti contro le leggi d’emergenza che il Bundestang si appresta a varare .
«l’Unità», 29 giugno 1967 [ p.11]
Romolo Caccavale , Da oggi al Bundestag dibattito sul progetto liberticida. Bonn: forti manifestazionicontro le leggi d'emergenza. “ Ottimista” il ministro degli Interni che conta sull’ appoggio dei socialdemocratici. I sindacati ostili al “ colpo di stato a freddo”
Il poeta americano Allen Ginsbergh è arrestato per aver recitato, nel corso del Festival di Spoleto, la poesia Incontro con i poeti ritenuta oscena.
«l’Unità», 7 luglio 1967 [spettacoli p.11]
Al Festival di Spoleto. Denunciato per oscenità il poeta AllenGinsbergh
10-12 luglio 1967
Giorgio Napolitano relaziona su «Sviluppo e prospettive dell’azione del partito per la pace e per una nuova direzione politica del Paese». Emanuele Macaluso è nominato membro dell’Ufficio politico e segretario del Comitato regionale siciliano, Achille Occhetto membro dell’Ufficio di segreteria e responsabile della Propaganda.
«l’Unità», 11 luglio 1967[pp1-p.12-13]
pp.1- pp.12-13- La relazione di Napolitano al Comitato centrale e alla Commissione centrale di controllo del PCI. I pericoli per la pace restano gravis’impone una nuova politica estera. La DC e il centro-sinistra confermano incapaci di assicurare il progresso economico e sociale del Paese. E' possibile determinare un forte risveglio di coscienza democratica. Gli obiettivi dell'azione unitaria del PCI. II compagno Macaluso nell’ Ufficio politico e dirigente del Comitato regionale siciliano, Occhetto responsabile della sezione Stampa e propaganda e membro dell'Ufficio di segreteria [ relazione -testo] ;
p. 12- Nuovo inquadramento degli organi dirigenti centrali del Partito . Macaluso entra nell'Ufficio politico . Occhetto responsabile della Propaganda Le proposte, formulate dai compagno Longo, approvate dal CC e dalla CCC Emanuele Macaluso passa a dirigere il Comitato regionale siciliano, Achille Occhetto nell'Ufficio di segreteria
«l’Unità», 12 luglio 1967[pp.10-11]
Gli interventi al Comitato Centrale e alla Commissione Centrale di Controllo. “Sviluppi e prospettive dell'azione del Partito per la pace e per una nuova direzione politica del Paese”
«l’Unità», 13 luglio 1967
p.1-p.10 - L’ intervento di Longo alla seduta conclusiva della riunione del CC e della CCC. Per battere la politica aggressiva dell'imperialismo americano lotta per la coesistenza. Le cause del conflitto nel MO e la funzione positiva dell’URSS. Le pesanti responsabilità del governo italiano e degli oltranzisti socialdemocratici . Necessaria per l’Italia e l’Europa una politica non subordinata agli USA [intervento di Longo- testo] ;
pp.11-12- Interventi ;
p.11- La risoluzione approvata dal CC e dalla CCC [ testo]
p.12 – Le conclusioni di Napolitano
13-14 luglio 1967
Alla Camera in occasione della discussione delle mozioni sulla politica estera e in particolare sul Medio Oriente, il Governo pone la questione di fiducia sull’approvazione dell’ordine del giorno, presentato da Zaccagnini (DC), De Pascalis ( PSU) , La Malfa ( PRI) , a sostegno delle dichiarazioni del Governo, che è approvato con 287 voti favorevoli e 207 contrari. Non partecipano al voto Lombardi, Santi, Giolitti, Codignola , altri deputati lombardiani e della sinistra socialista, a cui si aggiungono numerosi DC.
Seduta n. 719 - 13 luglio
Mozioni ( discussione), interpellanze e interrogazioni ( svolgimento) sulla situazione politica internazionale : Bettiol, Cuttitta, De Grazia, Fanfani, ministro degli Affari Esteri, Carlo Alberto Galluzzi , Malagodi, Moro, presidente del Consiglio dei ministri, Vecchietti
Seduta n. 718 – 14 luglio
Discissione , Dichiarazioni di voto e votazione : Anderlini, Cariglia, Cattani, D 'Amore, De Marsanich, Giuseppe Gonella , La Malfa, Longo, Luzzatto, Malagodi, Moro, presidente del Consiglio dei ministri, Pacciardi, Pajetta, Romualdi, Roberti, Russo Carlo, Scaglia, ministro Senza portafoglio, Vecchietti, Zaccagnini. Votazione odg. Zaccagni, De Pascalis, La Malfa di fiducia al governo : Votanti 494. A favore 287. Contrari 207
«l’Unità», 14 luglio 1967 [ p.1-p.12]
p.1-p.12- f. d’a. ( Fabrizio D’Agostini) ,Vivace dibatlito alla Camera sul Medio Oriente e il Vietnam. Allineamento agli USAnel discorso di Moro. Atteggiamento provocatorio sul Vietnam. Le imbarazzate espressioni del presidente del Consiglio non nascondono I'arretramento rispetto alle posizioni iniziali del governo sul M.O. Le contraddizioni nella maggioranza. Forte replica del compagno Galluzzi ; Le prime reazioni. Un durocommento
di Lombardi. Oggi si riunisce il Consigliodei ministri ;
p.1-a. j. ( Alberto Jacoviello) , Passi indietro
«l’Unità», 15 luglio 1967 [ pp.1-2-p.12]
p.1-p.12- f. d’a. ( Fabrizio D’Agostini) , La dichiarazione di voto del compagno G. C. Pajetta alia Camera in risposta a Moro. Nessuna concessione ai militaristi israeliani per rendere possibile una politica di coesistenza. II risorgimento arabo irresistibile moto antimperialista. Israele sarà garantita da una politica di collaborazione e di pace . II governo ha posto la fiducia sul suo odg. Non hanno preso parte al voto Lombardi, Santi, Giolitti, Codignola, altri deputati lombardiani e della sinistra socialista e numerosi DC ;
p.2-Per il duro giudizio sul discorso di Moro . Attacchi a Lombardi dalla destra del PSU.
Per il “Corriere della Sera” Moro è divenuto un mago . Un commento del cattolico “Settegiorni” sulle dimissioni di Raniero La Valle
23-30 luglio 1967
Detroit ( USA) , esplode la rivolta nel ghetto nero di Newark. La Guardia nazionale spara uccidendo 26 dimostranti. La rivolta negra si estende dal Michigan al Texas, ovunque affrontata con la repressione.
«l’Unità», 25 luglio 1967 [ p.1-p.3-p.10]
p.1-p.10- Samuel Evergood , Carri armati nelle strade per reprimere la protesta In rivolta i negri di Detroit interviene il V corpo d’armata. II congresso del Potere negro chiede I'intervento dell' ONU e promuove la formazione di squadre per la lotta armata . Cinquemila soldati e ottomila uominl della Guardia nazionale non riescono a conquistare il ghetto. Bloccato il lavoro alia General Motors e alia Chrysler . 260 incendi, 12 morti, mille feriti, un migliaio di arresti. Scontri in altre otto città. Chiuso il confine con il Canada ;
p.3- L'inter vista del dirigente del movimento per il Potere negro al giornale inglese “Observer“. Carmichael: “ Possono uccidermi ma il popolo negro si libererà”. L'infanzia nelle Indie occidentali inglesi e l’esperienza giovanile ad Harlem . L'influenza determinante del pensiero di Malcom X . Battaglia individuate e lotta contro il razzismo istituzionalizzato. Un giudizio sulla rivolta di Newark. Può il bianco criticare la violenza ? [ intervista a Stokely Carmichael – testo ] ; Detroit in fiamme. Sei ragioni per la rivolta ; Carmichael partito da Londra : va nel Vietnam
«l’Unità», 26 luglio 1967 [ p.1-p.3-p.10]
p.1-p.10- Samuel Evergood , Dal Michigan al Texas si estende la rivolta antirazzista. I paracadutisti USA reduci dal Vietnama contro gli insorti negri di Detroit. Johnson incita al linciaggio: ”Eliminare o punire i colpevoli”. Attentato contro Rap Brown , dirigente del movimento studentesco negro. Trentacinque morti ( 29 nella citta dell'auto) . Disoccupati bianchi si uniscono agli abitanti del ghetto contro la Guardia nazionaie . Convocato un nuovo congresso per la formazione del partito negro indipendente ;
p.3- Giovanni Cesareo, Perchè esplodono le rivolte nei ghetti delle citta americane. Trema la “Grande Società” nella calda estate negra”. Il fallimento della politica di integrazione: negli ultimi venti anni le condizioni dei negri sono peggiorate. La nuova politica per il “Potere negro” conquista sempre nuovi consensi. La posizione di Luther King. Il collegamento con il Vietnam ; I negri americani di fronte alla guerra . Dai ghetti negri al Vietnam. Uno solo è I'inferno. Intervistati dai giornalisti di “Newsweek” su cosa pensassero della guerra nel Vietnam, gli abitanti del ghetto di Lawndale hanno risposto: “ Perché dovremmo andare a combattere laggiù , quando c’è tanto da combattere qui ? “.Le madri negre preferiscono i figli in prigione , piuttosto che morti. Un'allucinante “condizione umana” spinge però molti negri a preferire il Vietnam alla violenza dei bianchi ; Carmichael a Cuba per il Congresso dell’OLAS
«l’Unità», 27 luglio 1967 [ p.1-p.10]
p.1-Editoriale, Umberto Terracini , Barbarie in USA ; Lo smacchiatore de “ La Stampa” [polemica con il quotidiano di Torino che colloca nelle pagine interne le notizie sulla rivolta negra] ;
p.1-p.10 - Samuel Evergood , A Detroit devastata si combatte ancora: taglie contro i difensori del ghetto. La rivolta delle masse negre investe anche Chicago. Arrestato Brown il capo degli studenti negri. Aumenta il numero delle vittime. Franchi tiratori si organizzano
in squadre. L'esercito e la polizia sparano contro le finestre delle case abitate dai negri: uccisa una bimba di 4 anni e ferito un bimbo di 3 mesi. A. C. Powell : "Una fase necessaria della rivoluzione negra”
«l’Unità», 28 luglio 1967 [ p.1-p.10]
Samuel Evergood , La protesta dei negri ha raggiunto Manhattan Il centro di New York presidiato dalle truppe in assetto di guerra. Settanta le vittime di due settimane di repressione. Liberato e subito rimesso in carcere il dirigente studentesco Brown. Tolto il passaporto a Stokely Carmichael . A Detroit assediata si continua a sparare. Furiosa polemica tra i governatori e la Casa bianca . Scarico di responsabilità fra democratici e repubblicani
«l’Unità», 29 luglio 1967 [ p.1-p.3-p.10]
p.1-p.10 - Samuel Evergood ,Provvedimenti speciali ordinati da johnson a McNamara . Negri ammassati nelle carceri. Commissione d'inchiesta per accertare “ L’esistenza di un complotto”. Scontrianche a Filadelfia ed Albany. Nuova imposizione del coprifuoco a Detroit ;
p.3- Le prospettive dell ’ “estate calda” americana in un’intervista con Roberto Giammanco. Nascono dalle lotte nei ghetti i nuovi capi dei movimenti negri. Incidenti o rivolta? II ruolo svolto dalle organizzazioni tradizionali , finanziate in gran parte dal governo. I bianchi poveri del Nord [ intervista con Roberto Giammanco]
«l’Unità», 30 luglio 1967 [ p.7]
Samuel Evergood , “Sarebbe un cattivo precedente per altre città”. Johnson rifiuta i sussidi federali per ricostruire Detroit devastata. Nuovi scontri nel Delaware, a Brooklin, a Memphys. A Chicago caccia a fantomatici “agitatori”. Per la crisi nella città dell’auto , in ribasso i titoli della General Motors e della Chrysler
«Stampa Sera», 24-25 luglio 1967 [p.1]
u.p. ( United Press) , Tremenda esplosione di furia razziale. Detroit da ieri è sconvolta da violenze, incendi e saccheggi. I negri ( un terzo della popolazione) assaltano negozi, appiccano fuoco a case e vetture, sparano dai tetti. Tre morti, oltre mille incendi, incalcolabile numero di negozi devastati. Coprifuoco, chiusura del confine canadese, ordine alla polizia di usare le armi : tutto inutile, migliaia di agenti e soldati sopraffatti. Inviati altri 12 mila uomini con mezzi corrazzati
«La Stampa», 25 luglio 1967 [p.1-p.5]
p.1- Sommossa dei negri a Detroit ;
p.5- Nicola Caracciolo , Nuovi sanguinosi incidenti dilaniano gli SU. I negri in rivolta a Detroit. Johnson invia 4.500 paracadutisti. La sommossa divampata con estrema violenza : i negri sparano, incendiano, saccheggiano. Nel solo pomeriggio di ieri sono stati dati alle fiamme 140 edifici : molti sono stati distrutti. Forse già 10 morti, 800 feriti, 1.200 arresti , danni per 100 milioni di dollari. L’intervento delle truppe federali chiesto dal governatore Romney. La città ( due milioni di abitanti , la quinta degli Stati Uniti) pare in stato d’assedio: la gente non esce di casa , gli uffici sono deserti, le grandi fabbriche d’automobili hanno sopseso alcuni turni di lavoro
«La Stampa», 26 luglio 1967 [p.5]
Nicola Caracciolo , Una spaventosa esplosione di odio razziale. Nella sommossa di Detroit 23 morti. La rivolta negra dilaga in altre città. I quartieri negri di Detroit sono presidiati dai paracadutisti mandati da Johnson. La situazione è molto grave : migliaia di feriti e senzatetto, interi quartieri distrutti dagli incendi appiccati dai rivoltosi, case e negozi devastati e saccheggiati. Martin Luther King dichiara : “L’insurrezione è il linguaggio di chi è stanco di non essere ascoltato, è l’ultimo atto disperato di chi non vuole più vivere come un cane”
«Stampa Sera», 26-27 luglio 1967 [p.11]
u.p. ( United Press) , Tragica situazione nella città americana. Detroit: lancio di paracadutisti. Stamane i 13 mila fra soldati e poliziotti che partecipano alla “battaglia” sono stati costretti a ripiegare. I “ parà” impiegati nell’operazione sono reduci dal Vietnam. I morti saliti a 33. Robert Kennedy : “ È la più grave crisi interna dai tempi della guerra civile”
«La Stampa», 27 luglio 1967 [p.7]
Nicola Caracciolo , Paralizzata una delle più grandi città americane. A Detroit si combatte strada per strada la rivolta dei negri divampa con furore. La sommossa ha assunto l’aspetto di una vera guerriglia. Il bilancio è disastroso : 35 morti, 1.500 feriti , più di 2.000 arresti. La città sembra appena bombardata : dense colonne di fumo si levano dalle case in macerie ( appiccati più di 1.000 incendi). I cecchini sparano su chiunque, sui passanti, le truppe , i pompieri. Allucinante spettacolo nelle carceri gremite di negri : manca tutto, l’acqua, i servizi igienici, il posto per dormire. Il governatore Roney dichiara: ”La situazione è molto grave”
«Stampa Sera», 27-28 luglio 1967 [p.13]
u.p. ( United Press) , Saccheggi e scontri nel centro di Manhattan. I disordini nel cuore di New York. Infrante le vetrine di alcuni fra i più eleganti negozi della metropoli. A Detroit i morti sono saliti a 36 dopo l’uccisione di un giovane razziatore bianco. Paurosi incidenti anche in altre città
«La Stampa», 28 luglio 1967 [p.5]
Ferdinando Vegas , Un aspro conflitto sociale ed economico. I disordini negri in America ; Nicola Caracciolo , I tumulti cessati a Detroit si estendono ad altre città. A Detroit è tornata la calma, abolito il coprifuoco. Ma la situazione è difficile : Johnson invia viveri e medicinali. Incidenti ( in tono minore) a New York, Los Angeles, Chicago. Allarme a Washington : si temono sommosse più gravi nei prossimi giorni
«Stampa Sera», 28-29 luglio 1967 [p.11]
u.p.( United Press) , L’inquietante ondata di sommosse in America. Johnson ordina di accertare se a Detroit c’è stato complotto. “ Sono le famiglie negre rispettose della legge che hanno sofferto di più per i disordini ”. La Guardia nazionale sarà particolarmente addestrata per la repressione dei torbidi. Il presidente ha indetto per domenica una giornata di preghiera nazionale. Aiuti speciali alla città devastata. Violenze a Filadelfia
«La Stampa», 29 luglio 1967 [p.7]
Nicola Caracciolo , Nuovi tumulti in tutta l’America. Johnson ordina un’inchiesta sulle cause della rivolta dei negri. Creata una speciale commissione di cui fanno parte il governatore dell’Illinois, il sindaco di New York e due “leaders” di colore. Si insedia oggi e dovrà indicare una soluzione del “problema negro”. Disordini a Detroit, Newark, San Francisco, Sacramento, a Filadelfia proclamato lo “ stato d’emergenza”
«Stampa Sera», 29-30 luglio 1967 [p.11]
(United Press) , Un angoscioso spettacolo di devastazioni. Detroit è sotto controllo ma si odono ancora spari. Le autorità cominciano a ritirare parte delle truppe fatte affluire per sedare i tumulti. Al lavoro la Commissione nominata da Johnson per l’esame della situazione. Essa è complessa : ai moventi razziali ed economici si aggiungono altri inspiegabili motivi di inquietudine nelle città
27-28 luglio 1967
DC Consiglio nazionale
«l’Unità», 25 luglio 1967 [ p.1-p.10]
p.1-p.10- m. gh. ( Massimo Ghiara ), Nei convegni svoltisi a Roma. Dure critiche
al governo della sinistra DC. Galloni: “ II Parlamento va in ferie senza aver affrontato nessuna riforma”. Respinte le modifiche alia proporzionale . La riunione del Consiglio dei ministri in vista dell'odierno dibattito sull'Alto Adige
«l’Unità», 26 luglio 1967 [ p.1-p.10]
p.1-p.10- m. gh. ( Massimo Ghiara ), Alla vigilia del Consiglio nazionale. Disaccordo
nella Direzione della DC. II congresso avrà luogo a Milano in novembre. Ancora nessuna conclusione sulle modificheal sistema elettorale. La sinistra democristianaribadisce le sue critiche ;
p.10- La sinistra democristiana
«l’Unità», 28 luglio 1967 [ p.1-p.10]
p.1-p.10- m. gh. ( Massimo Ghiara ), Aperto scontro al Consiglio nazionale DC. No della sinistra alla proposta dell'on. Rumor. Reclamata per il Congresso la proporzionale a tutti
i livelli. Galloni: si è formata nella DC una maggioranza tutta spostata a destra. Un articolo
di Napolitano su « Rinascita » sulla ripresa dell’ opposizione di sinistra nella DC e nel PSU
«l’Unità», 29 luglio 1967 [ p.1-p.10]
p.1-p.10- m. gh. ( Massimo Ghiara ), L’involuzione del centro sinistra le stesse libertà democratiche. Voci di allarmenel PSU e nella DC. Ristretta maggioranza ottenuta da Rumor al Consiglio nazionale democristiano. La sinistra non partecipa al voto . L'assenza di Taviani. Iniziativa di cattolici in difesa dell' “Avvenire d'ltalia”
«Stampa Sera», 24-25 luglio 1967 [p.11]
Da parte della sinistra di base. Accuse di oligarchia al gruppo dirigente DC. In un Convegno tenuto a Roma sono stati espressi giudizi critici nei confronti del governo e sulla segreteria democristiana
«La Stampa», 26 luglio 1967 [p.9]
Il Congresso DC si terrà a Milano il 23 novembre
«La Stampa», 28 luglio 1967 [p.13]
m.p. , I lavori del Consiglo nazionale a Roma. Rumor spiega perché la DC tiene il Congresso a novembre. Il segretario democristiano dice che è un motivo di onestà verso il cittadini. Il partito deve presentarsi alle elezioni con un programma chiaro. In particolare, deve precisare la sua posizione sulle Regioni, la scuola, l’attuazione del Piano
«La Stampa», 29 luglio 1967 [p.13]
g. fr., La decisione del Consiglio nazionale democristiano. Il Congresso della DC si terrà a Milano dal 23 al 25 novembre. Colombo chiede che durante i lavori congressuali la polemica con i partiti non vada oltre certi limiti per non compromettere la collaborazione futura. Rumor rivendica al partito ilmerito di aver sostenuto il governo nelle decisioni coraggiose, anche quando c’era qualche sbandamento nell’opinione pubblica
La Paz (Bolivia), è tratto in arresto Giangiacomo Feltrinelli e la sua compagna Sibilla Melega. L’accusa è di contatti con guerriglieri filo castristi. L’editore era a La Paz per il processo , iniziato il 18 agosto a porte chiuse, contro il giornalista francese Régis Debray e altri 5 imputati accusati dalla dittatura boliviana di connivenza con la guerriglia. Il 20 agosto Feltrinelli sarà rilasciato , anche grazie all’intervento del governo italiano, ed espulso dalla Bolivia.
«l’Unità», 19 agosto 1967 [ p.10]
Bolivia . A porte chiuse il processo contro Debray. II giornalista francese e i 5 coimputati di connivenza con la guerriglia saranno interrogati in segreto. Censura sulle corrispondenze dei giornalisti
«l’Unità», 20 agosto 1967 [ pp.1-2]
Si trovava a La Paz per il processo Debray. L’editore Feltrinelliarrestato in Bolivia . Nessuna motivazione al nuovo sopruso del dittatore Barrientos. Verrebbe rilasciato oggi e inviato con un aereo a Lima. Detenuta anche la signora che accompagnava I'editore
«l’Unità», 21 agosto 1967 [ p.2]
Per “ interferenze negli affari politici” della dittatura . Feltrinelli espulso dalla Bolivia dopo 4 giorni di detenzione. Ha già lasciato in aereo La Paz per Lima. Le puerili accuse: aveva molto denaroe delle earte geografiche. Prosegue il proeesso al giornalista Debray
«l’Unità», 22 agosto 1967 [ p.10]
Dopo I'arbitrario arresto e l’ espulsione dalla Bolivia. Feltrinelli oggi giunge a Milano. Ha fatto scalo a Madrid. Ha ridicolizzato la montatura della polizia ed ha accusato il console boliviano di aver inviato un rapporto pieno di infamie sul suo conto
«Stampa Sera », 19 -20 agosto 1967 [p.1]
f.p. , Perdute le sue tracce dopo un interrogatorio di polizia. L’editore Feltrinelli scomparso da ieri nella capitale boliviana. Si trovava a La Paz perché intendeva assistere al processo contro lo scrittore francese Régis Debray , accusato di “ complicità” con i guerriglieri filo castristi. Da ieri sera i suoi amici non lo hanno più visto. Ha lasciato l’albergo dicendo che si recava all’ufficio immigrazione. L’ambasciata d’Italia ignora dove si trovi
«La Stampa», 20 agosto 1967 [p.1]
A.P. ( Associated Press ) , Per “contatti con guerriglieri comunisti ”. L’editore Feltrinelli arrestato in Bolivia. Fermato insieme con un’amica. Oggi sarà scarcerato ed espluso. Si era recato a La Paz per assistere al processo dello scrittore francese filocastrista Régis Debray ; L’azione dell’ambasciata per ottenere il rilascio ; Debray : “ Se potessi ricomincerei da capo”
«Stampa Sera », 20-21 agosto 1967 [p.3]
Associated Press , La Bolivia lo ha espulso “ per ingerenza negli affari del Paese ”. L’editore Feltrinelli liberato è partito da La Paz per il Perù. Era stato arrestato venerdì in albergo insieme ad una giovane amica. La polizia gli ha anche sequestrato tutto il denaro trovato nell’appartamento ( circa due milioni e mezzo di lire). Il ministro dell’Interno spiega il provvedimento dicendo che l’italiano era in contatto con i guerriglieri. Egli afferma di essere venuto per assistere al processo contro il giornalista francese Régis Debary, di cui ha pubblicato un libro ; c. b. , Vivissima emozione a Milano per l’inesplicabile “ fermo”. Ufficialmente Feltrinelli si era recato in Sud America per trascorrervi le vacanze. La moglie e il figlio si trovano in Germania, ad Amburgo, ospiti di parenti
«La Stampa», 22 agosto 1967 [p.1]
Feltrinelli giunto ieri a Milano racconta la sua avventura boliviana. Con lui è la sua giovane accompagnatrice. Oggi saranno a Milano . “ Ringrazio i giornali – ha detto l’editore – perché se non fosse stato per loro , oggi forse non saremmo qui” ; L’editore ringrazia Saragat e Fanfani
«La Stampa», 23 agosto 1967 [p.5]
Ferdinando Vegas, Un immenso Paese dominato dalla miseria. Perché in Bolivia è sorto un movimento di guerriglia ; Gino Mazzoldi, L’editore è rientrato in Italia dopo l’arresto e l’espulsione da La Paz. Feltrinelli a Milano smentisce i rapporti con i ribelli boliviani. “ È una menzoigna – ha detto- Sono andato in Sud America per incontrare degli intellettuali e assistere al “processo-farsa” contro Régis Debray”. La vita dello scrittore francese castrista “ è in pericolo : solo una pressione dell’opinione pubblica mondiale può impedire un delitto”. A La Paz Feltrinelli è stato chiuso in una cella di 2 metri per 1,20 : suimuri scritte che testimoniano le torture inflitte ai prigionieri politici
«Stampa Sera », 25-26 agosto 1967 [p.3]
Giuseppe Del Colle, Lo scrittore francese processato in Bolivia. Per queste idee Régis Debray rischia trent’anni di carcere. Nel libro “ Rivoluzione nella rivoluzione ? ” il giovane filosofo marxista illustra la “ linea cubana “ per la lotta politica nell’America Latina. La guerriglia considerata come unico strumento di redenzione sociale. Rovesciato nella pratica il tradizionale concetto leninista del partito “guida” delle masse
Perù : il musicista italiano Luigi Nono, invitato a tenere un corso di musica all’Università di Lima, afferma di dedicare le sue lezioni ai guerriglieri che si battono contro la dittatura. Immediato l’arresto da parte della polizia. Rilasciato a seguito dell’intervento del governo italiano, sollecitato dal PCI e da numerosi intellettuali, il musicista è espulso dal Paese.
«l’Unità», 3 settembre 1967 [ pp.1-2]
II musicista italiano accusato di simpatia per i guerriglieri. Luigi Nono arrestato dalla polizia in Perù. Su invito dell'Università doveva tenere un corso di musica elettronica. Una polemica con l’orchestra della capitate sudamericana. “ Dedico le mie lezioni ai guerriglieri massacrati dalla Guardia Civile”. Chiesto dal PCI I'intervento del nostro governo, Telegrammi di protesta di Luigi Chiarini, Alberto Moravia, Mario Labroca, Wladimiro Dorigo, Bruno Maderna, Armando Pizzinato, Mario Baralto e Giuliano Scabia. Upanime indignazione nel mondo artistico e culturale
«l’Unità», 4 settembre 1967 [ p.1]
Nono: “Riaffermo quello che ho detto”
«La Stampa», 3 settembre 1967 [p.1]
(Ansa), Il musicista italiano Nono arrestato ed espulso dal Perù. S’era recato a Lima, con la moglie e due figli, per fare delle conferenze all’Università. Aveva dedicato il ciclo di conversazioni ai “guerriglieri massacrati dalla guardia civile”; g.gr., Una figura polemica di uomo e di musicista
Avezzano (L’Aquila) : nel corso di una manifestazione di bieticoltori i carabinieri arrestano il sindacalista Romolo Liberale. Sarà rimesso in libertà condizionale il 6 settembre.
«l’Unità», 5 settembre 1967 [ p.2]
Attacco poliziesco nei vivo delle lotte operaie e contadine. Dirigente sindacalearrestato nel Fucino
Porto Tolle (Polesine ): la polizia opera 10 arresti e spicca decine di denunce in relazione alla manifestazione del 25 agosto in cui i dimostranti chiedevano il rafforzamento degli argini del Po e la promozione di lavori socialmente utili. Gli arrestati saranno scarcerati il 16 settembre.
«l’Unità», 6 settembre 1967 [ p.1-p.12]
Mario Passi , Pesante intimidazione poliziesca nel a Padano. Arrestati gli animatoridella lotta a Porto Tolle. Dieci mandati di cattura e numerose denunce a carico dei partecipantialle manifestazioni di protesta. Iniziative dei parlamentari comunisti
«l’Unità», 7 settembre 1967 [ p.1-p.12]
p.1- Editoriale, Maurizio Ferrara, I “sifoni” di Porto Tolle;
p.1-p.12-Mario Passi, Grande protesta contro le rappresaglie a Porto Tolle presidiata dalla polizia. Il Delta in scioperoper la sua sicurezza.Questo il telegramma inviato ai parlamentari del Polesine: “In cambio delle misure per la sicurezza idraulica otteniamo una ondata di arresti”. Una nuova manifestazione domenica a Rovigo
PCI - Comunicato della Direzione.
«l’Unità», 7 settembre 1967 [ p.1]
Un comunicato della Direzione del PCI. L’esigenza di una nuova politica estera dell’Italia. Invito al Gruppi parlamentari comunisti a rinnovare le loro proposte per la discussione dei problemi e dei provvedimenti di riforma piu' significativi e urgenti
Ernesto Che Guevara , il «Che» , viene ucciso in Bolivia. Il leggendario rivoluzionario cubano cade in uno scontro a fuoco fra il gruppo di guerriglieri che dirige e le truppe dell’esercito boliviano.
«l’Unità»11 ottobre 1967 [p.1-p.12]
Emozione ed ansia per le notizie da La Paz . Guevara è morto ? Lo afferma un comunicato
dell’ esercito boliviano. II leggendario comandante partigiano sarebbe stato ucciso in uno scontrotra truppe e guerriglieri domenica scorsa. E' davvero quella diGuevara la salma mostrata ai giornalisti ? Ripreso il processo Debray
«l’Unità»12 ottobre 1967 [p.1-p.3-p.14]
p.1-Saverio Tutino, Mentre i fascisti boliviani presentano nuove testimonianze sulla morte del rivoluzionario. Emozione a Cuba per la sorte di Guevara. II giornale dei comunisti cubani pubblica tutti i dispacci di agenzia con un commento in cui dichiara di non poter “ ne accettare ne respingere tali notizie “. Secondo informazioni non ufficiali raccolte all'Avana il prolungato combattimento di domenica avvenne proprio per tentare di salvare Guevara gravemente ferito; Ore di ansia ;
p.1-p.14- I generali boliviani : “Guevara è morto” ;
p.3- Roberto Romani , Una vita eroica dedicata alla lotta contro l’ imperialismo e per il socialismo. Questo è “ Che “ Guevara. La superba lezione morale di un rivoluzionario: l’esperienza del Guatemala , la guerriglia a Cuba , la vittoria e la edificazione di una nuova società. Ministro del governo di Fidel Castro, poi di nuovo alla testa delle avanguardie
partigiane del continente. Uno spettro per Washington e per le oligarchie
«La Stampa», 10 ottobre 1967 [p.1]
F.T. , La morte di Guevara annunciata in Bolivia. Il leggendario capo guerrigliero sarebbe stato ucciso in una battaglia con i reparti dell’esercito. La notizia data da un alto ufficiale. La salma sarà portata a La Paz
«La Stampa», 11 ottobre 1967 [p.9]
Ansa , Ucciso in combattimento contro i reparti dell’esercito boliviano. Il guerrigliero morto sarebbe Guevara. Esperti americani esaminano il cadavere. L’annuncio ufficiale atteso per oggi. Ma un comunicato delle forze armate afferma che l’identificazione è sicura. Il leggendario capo partigiano è stato colpito al pettoe ed ha avuto le gambe falciate da una raffica di mitra. Gli è stato trovato addosso un diario in cui sarebbe scritto : “ Non credevo che l’esercito boliviano avrebbe reagito in questo modo”. Secondo alcune voci Guevara non sarebbe morto subito ma al termine di un lungo interrogatorio. Emozione a Camiri nell’aula del processo Debray ; A. P. , Ultim’ora. La salma del ribelle mostrata ai giornalisti ; l.m. , Regis Debray sconvolto dalla drammatica notizia
«La Stampa», 12 ottobre 1967 [p.1]
Gaetano Tumiati , La sua popolarità era pari a quella di Castro. Sgomento a Cuba per la morte di Guevara. L’uccisione del leggendario capo guerrigliero non è stata ancora annunciata ufficialmente. Solo il quotidiano comunista ne ha accennato in forma dubitativa. Troppe volte la morte del capo rivoluzionario è stata data per sicura, poi smentita. Ma ora i cubani “ sentono” ceh la notizia è vera. Tutti sapevano che Guevara combatteva in Bolivia : spesso la stampa dell’ Avana parlava di duri scontri tra i suoi partigiani e l’esercito ; Annuncio ufficiale in Bolivia. Il cadavere di Guevara sepolto in luogo segreto
«La Stampa», 13 ottobre 1967 [p.11]
L’annuncio della morte dato in forma ufficiale. Non tutti i giornali boliviani credono che Guevara sia stato veramente ucciso. Certe “prove” ( la rassomiglianza , l’esame delle impronte e dei denti ) appaiono indubbie , la fretta delle autorità nel seppellire il cadavere ha suscitato sospetti. Qualcuno pensa che l’ucciso sia un sosia del guerrigliero. E chiede che una commissione internazionale esamini la salma ; l.m. , Debray rivendica in aula l ’ “onore” di essere giudicato come guerrigliero. Sconvolto dalla notizia della fine di Guevara, l’imputato proclama : “Sebbene non abbia combattuto , sono stato al suo fianco. Avrei voluto morire con lui ”. Oggi non c’è udienza : il Tribunale decide se ascoltare ancora i testi d’accusa
«La Stampa», 14 ottobre 1967 [p.15]
Una decisione che alimenta nuovi dubbi. Cremata la salma di Che Guevara per impedire al fratello di vederla. Anche una commissione ufficiale argentina aveva chiesto di esaminare il cadavere , ma il permesso è stato negato. Il fratello del capo partigiano non crede che il corpo sia stato bruciato, come sostengono i militari boliviani : è partito per l’interno dichiarando di voler vedere il “Che ” morto ; l.m. , La lettera con cui Debray si è proclamato colpevole. È stata diffusa ieri. Dice : “Io volevo fare il guerrigliero armi alla mano , ma fu il “ Che” a impedirmelo : disse che ero più utile a diffondere le idee della rivoluzione. Sono totalmente solidale con i ribelli, ho collaborato e continuerò a collaborare con loro “
«La Stampa», 17 ottobre 1967 [p.18]
Ansa , Esposte all’Avana migliaia di fotografie del capo partigiano. Castro annuncia la morte di Guevara. Lutto nazionale a Cuba per tre giorni. Fidel ha parlato alla TV con voce rotta dall’emozione : “ Abbiamo raccolto tutti i dati prima di essere convinti , ma ora non vi sono più dubbi : il “ Che” è morto “. “ Guevara – proclama il leader cubano – è stato uno dei più straordinari esempi di fedeltà alla rivoluzione, di coraggio , di altruismo”. Per un mese in tutta l’isola bandiere a mezz’asta ; Forse fra due settimane la sentenza per Debray
«l’ astrolabio», 13 ottobre 1967, anno V , n. 41 [ p.1-p.3]
copertina e indice
«l’ astrolabio», 13 ottobre 1967, anno V , n. 41 [ pp.25-28]
l.va. (Luciano Vasconi), Che Guevara. La filosofia della guerriglia
«l’ astrolabio», 22 ottobre 1967, anno V , n. 42 [ p.1-p.3]
copertina e indice
«l’ astrolabio», 22 ottobre 1967, anno V , n. 42 [ p.1-pp.13-15]
p.1-copertina;
pp.13-15- Roberto Magni, Il futuro della guerriglia
«l’ astrolabio», 26 novembre 1967, anno V , n. 47 [ p.1-p.3]
copertina e indice
«l’ astrolabio», 26 novembre 1967, anno V , n. 47 [ p.1-pp.19-28-pp.40-41]
p.1-copertina;
pp.19-29-Luca Gherzi, All’alba della morte.Al momento dalla cattura "Che”Guevara era ferito soltanto alla gamba; fu ucciso dopo dai "rangars" con una raffica di mitra. Il servizio dal nostro inviato a La Paz, che pubblichiamo di seguito, è una ricostruzione, punto per punto, dagli avvenimenti che portarono all'assassinio dall'eroe sud-americano e dal ruolo sostenuto nella vicenda dal rivoluzionario francese Regis Debray;
pp.28-29- pp.40-41- Marx e la guerriglia. Tratto dalla rivista ideologica del Partito Socialista Cileno, pubblichiamo questo scritto di Guevara, inedito per l'Europa. Sono appunti redatti nel 1960 In vista di un più ampio studio sull'ideologia della rivoluzione cubana. “Al di sopra dell'apporto rivoluzionario dell'operaio, del contadino e dell'intellettuale vi è l'esempio delle forze ribelli e la loro lezione comincia ad interessare ed a muovere le masse fino a che queste perdano la paura dei carnefici”
10- 11 ottobre 1967
Relazione di Pietro Ingrao : «Bilancio dell’attuale Legislatura e prospettive di lotta in Parlamento e nel Paese». Votati due ordini del giorno : uno sulla situazione politica , l’altro sull’impegno del partito per la settimana di lotta per la pace nel Vietnam.
«l’Unità», 10 ottobre 1967 [p.1-pp.10-11]
I lavori del CC aperti da relazione di Ingrao. Per superare ilcentrosinistraun nuovo schieramento. Occorre andare ad una organizzazione della società diversa da quella che I'attuale maggioranza sta gestendo, ad un altro tipo di sviluppo, ad una nuova collocazione internazionale dell' Italia . La nostra critica all'operato del Capo dello Stato . II discorso di Colombo confessa il fallimento della politica meridionalista della DC [ relazione -testo]
«l’Unità», 11 ottobre 1967 [pp.11]
pp. 11-12 - Il dibattito al CC sulla relazione di Ingrao [ interventi ]
«l’Unità», 12 ottobre 1967 [p.1-12]
p.1- Al Comitato centrale del PCI . Le conclusioni del dibattito. Votati due ordini del giorno sulle prospettive
dell'azione politica in vista della battaglia elettorale e sull'impegno del Partito per la settimana di lotta per la pace nel Vietnam ;
p.12- Una nuova unita delle sinistra laiche e cattoliche per uscire dal centro-sinistra [ interventi ] ; Ingrao [conclusioni ]
Negli USA si svolge la marcia della pace contro la guerra. Imponenti manifestazioni a Washington, Chicago , New York.
«Stampa Sera», 21-22-ottobre 1967 [p.15]
Da sessanta a centomila manifestanti oggi nella capitale. Eccezionali misure a Washington di fronte al raduno dei pacifisti. La massiccia mobilitazione di truppa e di polizia dovrebbe scoraggiare i fomentatori di disordini. Il Pentagono ( ministero della Difesa ) presidiato da picchetti di soldati e in parte protetto da una palizzata e da filo spinato. Sbarramenti disposti anche all’interno del palazzo, in previsione delpeggio. Le autorità avvertono : “ Il governo non è disposto a tollerare atti illegali”. Manifestazioni a Chicago, New York e in altre città
Inizia la «marcia della pace per il Vietnam» : da Milano e da Napoli partono due colonne di manifestanti che, attraversata tutta l’Italia, si ricongiungeranno a Roma il 29 novembre. La marcia è organizzata da un comitato presieduto dallo scrittore Danilo Dolci composto da varie personalità della cultura, esponenti dell’America pacifista e rappresentanti del popolo vietnamita.
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