Argentina : il presidente Illìa è deposto da un colpo di Stato organizzato dai militari che designano come nuovo presidente il generale Ongania, ex comandante dell’esercito. Il colpo di Stato si svolge senza spargimento di sangue. Non è sparato nessun colpo di arma da fuoco.
«La Stampa», 29 giugno 1966 [p.1]
Titolo: Il presidente Illìa deposto senza spargimento di sangue. Colpo di Stato in Argentina. Tutti i poteri a tre generali. La Casa Rosada ( residenza del governo) occupata alle 7 di ieri mattina dai militari. La Guardia presidenziale non reagisce. I ministri ( accusati di debolozza verso i peronisti) si erano dimessi in blocco nella notte, il vice-presidente era fuggito in Uruguay. Il presidente ( di origine italiana) e due fedelissimi escono dal Palazzo sotto scorta armata gridando :” Viva la Costituzione. Torneremo”. Non è stato sparato un colpo. Illìa si è rifugiato a casa del fratello, non ha subito violenze. La giunta al potere designa a capo dello Stato il gen. Ongania, ex comandante dell’esercito. Situazione calma, ripristinate tutte le comunicazioni; Editoriale, Ferdinando Vegas, Il dramma di un Paese in crisi politica ed economica; r.s. , L’azione dei militari all’alba ; n.c. , Washington sospende le relazioni diplomatiche
Vietnam- L’aviazione americana bombarda Hanoi e il porto di Haiphong. La capitale nordvietnamita è evacuata.
Lyndon B. Johnson, Conferenza a Omaha ( Nebraska) 30 giugno 1966 [testo in inglese]
«La Stampa», 30 giugno 1966 [p.1]
Titolo: Drammatico annuncio del Pentagono. Bombardata la periferia di Hanoi da aerei americani per 50 minuti. Distrutti grandi depositi nordvietnamiti di carburante. Colpiti anche obiettivi a tre chilometri dal centro industriale di Haiphong. Nelle due zone era conservato il 60 per cento delle scorte di benzina del governo comunista. McNamara dichiara : “Siamo stati costretti a compiere questo passo per ridurre l’infiltrazione di aiuti ai ribelli del Sud Vietnam, abbiamo preso precauzioni per evitare sofferenze ai civili. Il segretario dell’ONU, Thant, esprime rammarico per la grave incursione; (Ansa), [ notizia]; Nicola Caracciolo, L’Unione Sovietica era stata avvertita?; Mostrato in pubblico ad Hanoi il pilota di un aereo abbattuto; m. ci, Londra “non approva” le nuove incursioni. In un comunicato il governo Wilson si “dissocia” dalle decisioni americane che possono “minacciare migliaia di persone innocenti”
«La Stampa», 1 luglio 1966 [p.1]
Titolo: Si estende la guerra nel Nord Vietnam. Johnson: “Attaccheremo ancora”. Colpiti depositi di carburante nella capitale e nel porto di Haiphong. Duro discorso del presidente americano: “Lo sforzo militare sarà intensificato fino a quando il Nord Vietnam deciderà di giungere ad una pace onorevole”. Ed aggiunge: “Nessuno può dire il prezzo che dovremo pagare. Ma posso assicurarvi che gli aggressori non prevarranno”. Le decisioni della Casa Bianca criticate dal Senato. I sondaggi rivelano un declino della popolarità di Johnson, cresce nell’opinione pubblica il favore per Robert Kennedy; Editoriale, Ferdinando Vegas, Un passo grave; (Ansa), Le incursioni di ieri alla periferia della città; (Associated Press), Hanoi lancia un appello per ottenere nuovi aiuti; Nicola Caracciolo, La decisione del presidente dopo un altro rifiuto di trattare; Nuove iniziative di Londra per la pace
La Corte di Cassazione, dopo una Camera di Consiglio durata 4 ore, decide che il processo d’appello sul caso de «La Zanzara» che si doveva aprire a Milano il 6 luglio si celebrerà in autunno a Genova. La decisione è stata adottata per motivi di ordine pubblico e dalla preoccupazione che l’intervento del pubblico potesse influire sul giudizio dei magistrati milanesi.
«La Stampa», 1 luglio 1966 [p.1]
p.1- Giovanni Conso, L’appello della “Zanzara” assegnato a Genova. I giudici di Milano meritano tanta sfiducia? ;
p.5-Titolo: Dopo una combattuta Camera di consiglio durata 4 ore. La Cassazione assegna a Genova il processo d’Appello per “La Zanzara”. La decisione giunta inattesa, soprattutto dopo che lo stesso PG della Suprema Corte aveva chiesto che fosse respinta l’istanza del PG di Milano “perché ingiustificata”. Tra qualche giorno saranno resi noti i motivi che spiegano il provvedimento. Tuttavia risulta che sono di ordine pubblico. Ossia si è temuto che l’intervento del pubblico potesse influire sul giudizio dei magistrati milanesi. Il dibattimento era stato fissato per il 6 luglio e doveva essere diretto dal primo presidente della Corte d’appello di Milano. Invece sarà celebrato in autunno a Genova; Guido Guidi, “A Milano l’atmosfera era troppo infuocata”; Gaetano Tumiati, Amara sorpresa dei milanesi. I cittadini non pensavano di essere considerati così pericolosi per la serietà della giustizia. Erano convinti che il caso si concludesse secondo l’ammonimento del presidente del Tribunale: “ Nato a scuola, a scuola deve essere risolto”; Il processo d’appello si farà in autunno
In base alla circolare emanata dal ministro della Difesa Tremelloni il 25 giugno, Inizia ufficialmente le sue attività il Servizio informazioni difesa (SID). Sostituisce le funzioni del Servizio informazioni forze armate ( SIFAR), che sciolto il 18 novembre del 1965 con decreto del presidente della Repubblica resta tuttavia attivo , diretto dal generale dei carabinieri Giovanni Allavena, fino al 30 giugno 1966. Il 12 luglio assume il comando del nuovo servizio l’ammiraglio Eugenio Henke che resterà in carica fino al 1970. Il SID sarà sciolto nel 1977 con la istituzione del SISDE e del SISMI.
4-6 luglio 1966
Bucarest : si svolge la conferenza dei Paesi del Patto di Varsavia.
«La Stampa», 5 luglio 1966 [p.1]
Titolo: Iniziate a Bucarest le riunioni dell’URSS e dei suoi alleati. Il “vertice” comunista si è aperto con un duro scontro fra russi e romeni. Tre quarti d’ora dopo l’inizio della Conferenza, i delegati hanno incominciato ad abbandonare l’aula. Infine sono rimasti soltanto i rappresentanti dell’URSS e della Romania: l’incontro è durato oltre tre ore. I romeni hanno proposto un piano di sicurezza europea ( una vasta fascia disatomizzata dalla Norvegia alla Grecia) che Mosca rifiuta: teme che, diminuendo la tensione in Europa, i “satelliti” sfuggano al suo controllo; Editoriale, Alberto Ronchey, Profonda crisi da Belgrado a Pechino; Massimo Conti, I massimi capi sovietici sono presenti alla Conferenza; (Associated Press ), La drammatica seduta. All’uscita Breznev e Ceausescu apparivano scuri in volto; Giovanni Giovannini, Silurato uno dei “padri” del comunismo serbo. Rankovic tentava con la polizia segreta d’impadronirsi del potere in Jugoslavia
«La Stampa», 6 luglio 1966 [p.7]
Massimo Conti, Prima iniziativa comunista verso l’Occidente dopo la caduta di Kruscev. “Solenne dichiarazione” sulla sicurezza europea firmata a Bucarest dall’URSS e dai suoi alleati. È stata sottoscritta dai sette Paesi dell’Alleanza militare dell’Est ( l’Albania non partecipa al “vertice”). Il documento è ancora segreto: sarà pubblicato nei prossimi giorni. La Romania sarebbe riuscita a far prevalere la tesi che tutti i Paesi comunisti ( e non solo Mosca) dovranno avere voce in capitolo in una trattativa Est-Ovest. Accolto con favore dai delegati il piano romeno di una zona disatomizzata nel cuore dell’Europa
«La Stampa», 7 luglio 1966 [p.1]
Massimo Conti, Un momento cruciale al “vertice” comunista di Bucarest. Gli alleati di Mosca rifiutano un piano comune di aiuti ad Hanoi. Le discussioni sono continuate nella notte. Oggi sarà pubblicata una dichiarazione sul Vietnam ( e forse quella sulla sicurezza europea). Molti Paesi dell’Est, guidati dalla Romania, temono d’inasprire il contrasto con la Cina facendo clamorosamente blocco con l’URSS; Associated Press, L’URSS ritira truppe da Polonia e Ungheria?
«La Stampa», 8 luglio 1966 [p.1]
Massimo Conti, Si è concluso a Bucarest il “vertice” rosso. I Paesi comunisti promettono volontariu ad Hanoi ma non decidono alcun piano concreto di aiuti. Pubblicata una “dichiarazione” comune dell’URSS e dei suoi alleati. Il documento è di tono molto duro contro gli SU ma non lascia trasparire iniziative in favore del Nord Vietnam. I volontari ( come già minacciato in altre occasioni) saranno inviati solo se lo chiederà Ho Ci-min. La “dichiarazione” rinnova generiche promesse di aiuto, minaccia gli SU per tutte “le imprevedibili conseguenze che possono derivare”dalla loro plitica, e si chiude con una vaga proclamazione di unità degli Stati socialisti
Contratto dei metalmeccanici. Fiom CGIL, FIM CISL e UILM decidono di proseguire negli scioperi articolati nelle aziende del settore privato e nel settore pubblico . Le agitazioni , per una durata complessiva di 24 ore, a partire dal 6 si protrarranno fino al 20 luglio , date e modalità saranno stabilite nelle varie province. La UILM , pur aderendo allo sciopero, si riserva di compiere autonomamente ogni iniziativa utile alla ripresa delle trattative.
«La Stampa», 6 luglio 1966 [p.10]
Giancarlo Fossi, D’accordo CGIL, CISL e UIL. I metalmeccanici decidono altri 3 giorni di sciopero. Le astensioni saranno effettuate entro il 20 luglio con dare e modalità stabilite provincia per provincia. La UIL, pur partecipando alle agitazioni si riserva di compiere “ogni passo utile alla ripresa delle trattative”
5-6 luglio 1966
Roma : La manifestazione promossa dal Comitato nazionale per la pace nel Vietnam è caricata dalla polizia mentre, dopo il comizio a Piazza San Giovanni, cerca di dirigersi verso il centro. Il giorno successivo a Napoli , la polizia interviene contro lavoratori metalmeccanici in sciopero per la rottura delle trattative per il rinnovo del contratto di lavoro. La motivazione: blocco stradale , afferma il sottosegretario degli interni Remo Gaspari rispondendo alle interrogazioni presentate da PCI e PSIUP ( seduta del 7 luglio) . Secondo le sue dichiarazioni, fatte a difesa delle ragioni delle cariche e attribuendo la violenza ai manifestanti , il bilancio delle due giornate è il seguente : a Roma 15 contusi fra le forze di polizia e 3 fra i dimostranti, a Napoli contusi due funzionari, un ufficiale e 18 agenti , 6 dimostranti e un giornalista de «l’Unità», 11 dimostranti fermati di cui tre tratti in arresto.
IV Legislatura Camera dei deputati
Seduta n. 489 – 7 luglio 1966
Gaspari, sottosegretario agli Interni, Avoli, Caprara, Cianca, Chiaromonte, Lezzi, Pajetta, Valori
DC: Benigno Zaccagnini, con 157 voti su 229, è rieletto presidente del gruppo alla Camera.
«Tribuna politica» : Conferenza stampa a cui partecipano il presidente della Confindustria, Angelo Costa, e in rappresentanza dei sindacati : Luciano Lama ( CGIL) , Dionigi Coppo ( CSIL ) e Corti ( UIL). Costa afferma che la Confindustria è pronta a riprendere le trattative con i metalmeccanici, disposta a discutere del contratto nazionale ma contraria ad ogni contrattazione interna. Posizione che vede la contrarietà della CGIL e della CISL.
«La Stampa», 8 luglio 1966 [p.1]
g.fr., La Confindustria pronta ad iniziare nuovi incontri per i metalmeccanici. In un dibattito a “Tribuna politica”, il dott. Costa dichiara che gli industriali sono disposti a discutere le condizioni economiche e normative e che accettano ogni forma di controllo sull’applicazione degli accordi. Ma ritengono non ammissibile la presenza del sindacato nelle fabbriche a fini contrattuali. Le posizioni dei lavoratori spiegate da Lama per la CGIL, Coppo per la CISL e Corti per la UIL
11-12 luglio 1966
Senato : è approvato definitivamente il disegno di legge, già approvato dalla Camera il 12 maggio, sulle norme che regolano i licenziamenti individuali . La nuova legge vieta il licenziamento senza «giusta causa» o giustificato motivo nelle aziende con più di 35 dispendenti e impone la comunicazione del provvedimento con almeno 60 giorni di anticipo e definisce nulla ogni interruzione del rapporto di lavoro per motivi religiosi, politici e sindacali.
scheda dei lavori [ dal 15 giugno 1965 al 12 luglio 1966]
Seduta n. 466 -11 luglio
Norme sui licenziamenti individuali ( approvato dalla Camera). Discussione : Airoldi, Artom . Bermani, Coppo , Di Prisco, Pasquato, Pezzini, Trimarchi, Vacchetta, Pasquale Valsecchi, Viglianesi
Seduta antimeridiana n. 467- 12 luglio
Discussione : Airoldi, Artom, Vittorelli , Bergamasco, Bosco, ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale, Brambilla, Fenoaltea, relatore, Simone Gatto, Maris, Militerni, Nencioni, Pace, Schiavetti, Tomassini . Trebbi, Trimarchi, Valsecchi, sottosegretario di Stato per le Finanze, Viglianesi. Votazione a Scrutinio Segreto
«La Stampa», 12 luglio 1966 [p.14]
g.fr. (Gianfranco Franci), Tutti i partiti d’accordo per far presto. Entro stasera il Senato vota la legge sulla “giusta causa”. Il provvedimento disciplina i licenziamenti individuali. Alla Camera il PSIUP era riuscito a far approvare di sorpresa un articolo che estende le norme anche alle aziende statali. Ora la DC lo vorrebbe abrogare, mentre PSI e PSDI sono favorevoli a mantenerlo
Contratto dei metalmeccanici. Il ministro Bosco , in seguito ad una riunione ministeriale presideduta dal presidente del Consiglio, convoca sindacati e
«La Stampa», 16 luglio 1966 [p.1]
Fausto De Luca, Dopo una riunione ministeriale presieduta da Moro. Bosco invita i sindacati a sospendere subito gli scioperi. Il ministro convoca oggi pomeriggio i sindacti, Confindutria e l’Intersind per riprendere le trattaive. I colloqui interessano le aziende private e quelle a partecipazione statale. La UIL accetta e rinuncia alle agitazioni programmate per lunedì, martedì e mercoledì. CGIL, CISL si riuniscono questa mattina per decidere
USA – Il leader Carmichael e il Comitato studentesco per l’azione non violenta (SNCC) invitano i neri a non combattere per il Vietnam
18-26 luglio 1966
Contratto dei metalmeccanici. Con la mediazione del ministro dell’Industria Bosco si registrano passi in avanti nella trattativa per le aziende pubbliche. I sindacati sospendo gli scioperi nel settore. Resta aperta la vertenza per le aziende private. A Torino CGIL e CISL intendono proseguire nelle agitazioni in programma nel settore privato. Si dissocia la UIL
«Stampa Sera», 18-19 luglio 1966 [pp.1-2]
p.1-Mario Pinzauti, Segni di schiarita nel mondo sindacale. Sospesi gli scioperi dei metalmeccanici nelle aziende statali. La decisione, presa concordemente da CGIL, CISL e UIL, ha effetto da domani. La ripresa degli incontri in questo settore rende ora possibile una tregua analoga nelle industrie private;
p.2- cronaca cittadina, La UIL rinvia gli scioperi dei metalmeccanici. CGIL e CISL intendono proseguire per ora nelle agitazioni in programma
«La Stampa», 19 luglio 1966 [p.5]
g.f. (Giancarlo Fossi) , La vertenza per il rinnovo del contratto. Tra metalmeccanici e industriali rapporti avviati alla distensione. Bosco sente oggi gli imprenditori privati per sapere quali basi ci sono per una ripresa delle trattative. Poi i sindacati decideranno se sospendere gli scioperi programmati nelle aziende private, come già hanno fatto in quelle statali
«La Stampa», 21 luglio 1966 [p.5]
Giancarlo Fossi, Riprese di nuovo le trattative per i meccanici statali. Incontro di Bosco con la Confindustria per accertare se vis sono possibilità di avviare negoziati per i metalmeccanici delle aziende private. In questo settore i sindacati forse sospenderanno gli scioperi sino a settembre. È tornata in alto mare la vertenza tra medici e mutue
«La Stampa», 22 luglio 1966 [p.1]
g.f. (Giancarlo Fossi), I metalmeccanici privati convocati domani mattina da Bosco. Le trattative per i metalmeccanici statali proseguono in modo positivo. Sempre incerta la vertenza medici-mutue
«La Stampa», 26 luglio 1966 [p.13]
Giancarlo Fossi, Possibile oggi la ripresa degli scioperi. Scaduta la tregua sindacale per i meccanici statali. A mezzanotte i sindacati hanno ripreso la libertà per le agitazioni. Ma le conversazioni con l’Intersind continuavano ancora all’alba nella comune ricerca di un’intesa. Negli altri settori: i dipendenti delle autostrade IRI ( e del traforo del Bianco) si asterranno dal servizio domeica prossima: nessuno pagherà il biglietto
Una frana causa gravi danni al patrimonio edilizio di Agrigento. Duro attacco del PCI e del PSI contro le giunte guidate dalla DC che considerano responsabili dell’abusivismo edilizio.
«La Stampa», 20 luglio 1966 [p. 5]
a.t., Allarme all’alba nelle case che stanno per sprofondare. Quartiere di Agrigento minacciato da una frana. Migliaia di abitanti sono fuggiti terrorizzati. Nessun ferito. Lunghe fenditire negli edifici sulla collina: un’area abitata da 50 mila persone
«La Stampa», 22 luglio 1966 [p. 5]
f.d., Mentre la terra continua a cedere. Innalzate tende militari ad Agrigento per ospitare i sinistrati della frana. Circa seimila i senzatetto. Il ministro dei Lavori pubblici on. Mancini ha visitato i luoghi colpiti. Provvedimenti del ministero della Sanità per prevenire epidemie
«La Stampa», 26 luglio 1966 [p. 1]
Fausto De Luca, La frana che ha sconvolto un quinto della città. Saragat e Moro ad Agrigento fra le tende degli sfollati. Il presidente della Repubblica si trattiene con le famiglie accampate. Alle loro domande (“Ma queste tende dureranno decenni, come quelle del terremoto di Messina?”. “Cosa accadrà appena comimcerà a piovere?”) il Capo dello Stato dà risposte affettuose e rassicuranti. Moro garantisce interventi del governo entro la settimana. Occorre fare in fretta: Agrigento è la provincia siciliana più povera, isolata e senza risorse, ed ora, dopo lo sgombero di centinaia di case, gli affitti crescono in modo vertiginoso
San Martino in Casies ( Bolzano) . Alle 23,20 in un imboscata tesa da terroristi di un’organizzazione separatista sudtirolese sono colpiti, mentre rientrano in caserma, i finanzieri Salvatore Cabitta e Giuseppe D’Ignori, il primo è colpito a morte mentre il sedondo, ferito, morirà in ospedale qualche giorno dopo.
«La Stampa», 26 luglio 1966 [p. 1]
Remo Lugli, Raffiche di mitra in Alto Adige di notte contro i finanzieri: un morto e un ferito. Tre giovani della Guardia di Finanza, due in abiti civili e uno in divisa, rientravano tranquilli alla caserma di San Martino di Casies, presso il confine austriaco. Dal buio alcuni fanatici hanno sparato su di loro. Sdegno ed esacrazione per i neonazisti assassini fra le popolazioni locali ed i molti turisti delle valli altoatesine. Oggi Taviani sarà a Bolzano
Cina : Mao ( 73 anni) , per smentire ogni voce sulle sue condizioni di salute, nuota per 13 Km nel fiume Yangtze.
«La Stampa», 26 luglio 1966 [p. 13]
( Associated Press), Dopo le notizie contrastanti sulla salute del capo cinese. Mao (73 anni) per dimostrare che sta bene nuota per 13 km nel fiume Yangtze in piena. L’annuncio di Radio Pechino. L’impresa per smentire “le voci tendenziose degli occidentali”. Mao ha compiuto la nuotata, con il favore della corrente, mentre la folla entusiasta applaudiva dalla riva
28-29 luglio 1966
PSI-PSDI : si riunisce il Comitato per l’unificazione. Approvata la «Carta ideologica» e i documenti alla base della fusione fra i due partiti. I documenti saranno sottoposti al voto dei rispettivi Comitati centrali e mentre l’unificazione sarà sancita dai congressi dei due partiti che si svolgeranno in ottobre. La Carta ideologica lascia liberi i militanti nella scelta del sindacato cui aderire, impone la costruzione di giunte di centro-sinistra ovunque è possibile. Lombardi, Giolitti e Balzamo votano contro il documento anche se confermano che resteranno nel nuovo partito.
«La Stampa», 29 luglio 1966 [p.1]
Michele Tito, Al Comitato per l’unificazione socialista. I delegari del PSI e PSI approvano la “Carta ideologica”. Superate alcune obiezioni e richieste presentate da Lombardi. Nenni ha sottolineato l’attesa molto viva anche all’estero per la fusione socialista. La “Carta ideologica” lascia liberi i socialisti nella scelta del sindacato, impone giunte di centro-sinistra ovunque sia possibile. Ora si discutono lo statuto e le norme transitorie del nuovo partito
«La Stampa», 30 luglio 1966 [p.1]
m.t. (Michele Tito), Le decisioni del Comitato per l’unificazione. Il nuovo partito socialista sarà proclamato il 23 ottobre. In settembre si riuniranno, separatamente, i comitati centrali del PSI e del PSDI per la ratifica della “Carta ideologica”, dello statuto e delle norme transitorie approvate dal Comitato per l’unificazione. Lombardi, Giolitti e la sinistra riaffermano la loro lealtà pure manifestando riserve
«La Stampa», 31 luglio 1966 [p.14]
Michele Tito, Le dichiarazioni del “leader” alla TV. Per Nenni l’unione PSI-PSDI è già nella “fase conclusiva”. Il Comitato misto per l’unificazione ha ultimato i suoi lavori approvando tutti i documenti base per il nuovo partito. La “carta ideologica” è pubblicata con grande rilievo dall’ “Avanti! ”. Il primo articolo afferma che ai militanti non si chiede l’adesione ad alcun credo filosofico o religioso, che tutte le correnti di pensiero sono accettate purché si ispirino ai postulati di giustizia, uguaglianza e pace. Vigorosa conferma delle alleanze di centro-sinistra
Pietro Nenni, «Gli anni del centro sinistra», Diari 1957-1966, SugarCo Edizioni, 1982, Milano, p.661
[ nota del 29 luglio 1966]
Camera : Il ministro dei Lavori pubblici, Giacomo Mancini ( PSI), annuncia la conversione in legge del decreto legge del 30 luglio 1966, n.590 recante provvedimenti a favore della città di Agrigento in conseguenza del movimento franoso verificatosi il 19 luglio 1966. Il ministro nel suo intervento denuncia gli abusi e la speculazione edilizia che hanno determinato la frana e le responsabilità dell’amministrazione comunale della città siciliana. Proposta da vari gruppi l’istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta, cosa che avverrà alla ripresa dei lavori del Parlamento.
IV Legislatura Camera dei deputati
Seduta n. 504 – 4 agosto 1966
Alicata, Cottone, Covelli, De Pasquale, Di Piazza, Mancini, ministro dei lavori pubblici, Melis, Palazzolo, Raia, Sinesio
«La Stampa», 5 agosto 1966 [p.1-p.5]
g.fr. ( Gianfranco Franci) , Alla Camera convocata in riunione straordinaria. Mancini afferma: “Per anni l’arbitrio non la legge ha governato Agrigento”. Il ministro dei Lavori pubblici ha definito. “gravi, allarmanti, mostruosi” i fatti che hanno portato al disastro del 19 luglio. Si sono avuti disordini e abusi senza precedenti. Due inchieste: una di carattere tecnico sulla frana, l’altra sulle speculazioni edilizie sulle responsabilità comunali. I liberali chiedono un’indagine parlamentare. Tutti i gruppi prendono atto che si sono stanziati 20 miliardi per far risorgere la città e che si requisiscono in questi giorni duecento alloggi vuoti per gli sfollati;
p.5- Igor Mann, Sfiducia, rancore, disperazione. Nelle tende di Agrigento a colloquio con gli sfollati. Visita al villaggio San Leone, battuto dal sole rovente. Il dramma di molti. “Abbiamo versato un anticipo per l’alloggio, firmato cambiali, ora, dopo le frane, cosa accadrà?”. Il capo campo ha un’ossessione. “Qui ci sono degli ‘abusivi ’ , bisogna mandarli via”. Rabbiose proteste di uomini e donne. La continua spola degli autocarri militari per il rancio e di autocisterne che portano acqua, così rara e scarasa nel resto della città
Cina - Nel corso del XI Plenum del Partito comunista ( 1-12 agosto) Mao Tse fa affiggere il «dazebao» Bombardare il quartier generale , un attacco al revisionismo di Liu Shaoqi. Con il dazebao e i 16 punti che Mao farà approvare al Plenum l’8 agosto rappresentano premesse fondamentale della Rivoluzione Culturale Proletaria , lanciata a Pechino il 18 agosto. I 16 punti sono: 1. Una tappa della rivoluzione socialista; 2. La corrente principale e gli andirivieni; 3. Dare all'audacia il primo posto e mobilitare arditamente le masse; 4. Lasciare che le masse si educhino da sé nel movimento; 5. Applicare risolutamente la linea di classe del partito; 6. Risolvere correttamente le contraddizioni in seno al popolo; 7. Mettersi in guardia contro quelli che applicano ai rivoluzionari l'etichetta di "controrivoluzionari"; 8. Come trattare i quadri dirigenti; 9. A proposito dei gruppi, dei comitati e dei congressi della Rivoluzione culturale; 10. La riforma dell'insegnamento; 11. A proposito di denunciare per nome gli individui sulla stampa; 12. Politica relativa agli scienziati, ai tecnici e al personale delle unità di ricerca (esonerati dalla Rivoluzione culturale); 13. Come integrare il movimento di educazione socialista nelle città e nelle campagne; 14. Fare la rivoluzione e stimolare la produzione; 15. Le Forze Armate (previsti regolamenti speciali per la Rivoluzione culturale); 16. Il pensiero di Mao Zedong è la guida per la nostra azione nella grande Rivoluzione culturale proletaria.
Chicago: La «marcia» dei neri per i diritti civili promossa da Martin Luther King è attaccata da elementi del gruppo razzista Ku Klux Klan. La polizia resta a guardare. Ferito, fra gli altri, il premio Nobel per la pace, colpito alla testa da un sasso.
«La Stampa», 7 agosto 1966 [p.10]
(Ansa), Il premio Nobel Luther King ferito dai razzisti durante una “marcia” a Chicago. Il “leader “negro colpito da una sassata al capo: non è grave. Un coltello, lanciato da uno sconosciuto, l’ha sfiorato e si è confitto nella schiena di un ragazzo
6-7 agosto 1966
Il sostituto procuratore incaricato dell’istruttoria sulla morte dello studente socialista Paolo Rossi, avvenuta negli scontri all’Università di Roma del 27 aprile, propone l’archiviazione del caso in quanto non si può escludere che il govane sia caduto dalle scale della Facoltà in seguito ad un malore. La proposta passa all’esame del capo dell’Ufficio Istruzione del Tribunale di Roma. Solo il 30 luglio 1968 si giunse alla sentenza di «omicidio preterintenzionale» contro ignoti, riconoscendo così che era stato un delitto anche se non venivano indicati gli autori.
«Stampa Sera», 8-9 agosto 1966 [p.7]
Lo studente morto all’Univeristà di Roma. Nessuno dovrà rispondere della fine di Paolo Rossi? Il sostituto procuratore incaricato dell’istruttoria avrebbe accertato che il giovane morì per disgrazia. Queste conclusioni devono ora essere esaminate dal copo dell’Ufficio Istruzione del tribunale di Roma
In un documento pubblicato sull' «Avant» il Partito socialista critica l'azione della Cgil e della Cisl. Le accuse sono contenute nelll'ordine del giorno che i sindacalisti del Psi hanno preparato per la discussione al convegno del prossimo ottobre. Alla Cgil si rimprovera di servirsi di ogni malcontento favorendo interessi settoriali e corporativistici, alla Cisl di tendere ad appiattire le rivendicazioni. Il Psi sostiene la necessità di un «piano sindacale» che tenga conto di tutte le categorie e della realtà del paese.
«La Stampa», 7 agosto 1966 [p.14]
Michele Tito, la necessità di un “piano sindacale” che tenga conto di tutte le categorie e della realtà del Paese In un documento pubblicato sull’”Avanti!”. Le accuse sono contenute nell’ordine del giorno che i sindacalisti del PSI hanno preparato per la discussione al Convegno del prossimo ottobre. Alla CGIL si rimprovera di servirsi di ogni malcontento favorendo interessi settoriali e corporativistici, alla CISL di tendere ad “appiattire” le rivendicazioni. Il PSI sosiene
Cina -Una imponente manifestazione, oltre un milione di persone, in piazza Tian'anmen a Pechino inaugura la fase aperta della Rivoluzione culturale. Mao, per la prima volta dalla guerra in divisa miltare, indossa il bracciale delle Guardie rosse, un segnale per dimostrare la sua approvazione alla loro esistenza e alle loro azioni. Accanto a lui Lin Piao, ministro della Difesa. Dopo il 18 agosto , due volte al mese Mao e i massimi dirigenti del Pcc , si incontrano nella stessa piazza con migliaia di giovani provenienti da tutta la Cina, sostenendoli e incoraggiandoli a sviluppare ovunque la Rivoluzione Culturale Proletaria.
«La Stampa», 19 agosto 1966 [p.15]
(Ansa), Gigantesco raduno sulla “Piazza della pace celeste”. Mao ( in divisa militare) acclamato a Pechino da un milione di cinesi. La manifestazione organizzata per celebrare le “purghe” in corso ( i cinesi le chiamano “rivoluzione culturale permanente”). È la prima volta dopo la guerra che Mao compare in pubblico in uniforme: forse per sottolineare l’unità fra partito ed esercito. Tra le personalità intervenute, “Nuova Cina” elenca il potente ministro della Difesa Lin Piao al secondo posto, il capo dello Stato Liu Sciao-ci retrocede dal secondo all’ottavo
Vienna: una bomba è fatta esplodere davanti alla sede dell’Alitalia, la compagnia di bandiera italiana. Fortunosamente nessuna vittima, solo ingenti danni. Sempre al terrorismo altoatesino è attribuita l’esplosione sotto un ponte ad Alassio sulla costiera ligure. Il 23 il ministro degli interni austriaco annuncia l’arresto dell’ attentatore di Vienna : Emanuel Kubart di 22 anni già condannato per attività terroristiche.
«La Stampa», 21 agosto 1966 [p.1-p.5]
p.1- Titolo: Un’altra criminale impresa dei neo-nazisti. La sede dell’”Alitalia” a Vienna devastata da una bomba dei terroristi. Dieci chili di dinamite esplodono alle 4,50 del mattino. Nessuna vittima: la strada ( in pieno centro) era deserta per un furioso temporale. Lo scoppio ha aperto nel marciapiede un cratere profondo due metri. Distrutti tutti i vetri in un raggio di 500 metri, danni all’ “Alitalia” per 70 milioni di lire. L’ambasciatore Martino protesta presso il governo austriaco e chiede protezione per gli edifici italiani. Vienna esprime rincrescimento per l’attentato, ma risponde: “Le ditte italiane sono centinaia. Non abbiamo poliziotti sufficienti”. Già 4 anni fa la nostra Società aerea fu presa di mira dai dinamitardi: la bomba fu scoperta in tempo; Editoriale, Ferdinando Vegas, Delinquenti comuni; Bruno Tedeschi, È lo stesso esplosivo usato dai dinamitardi in Alto Adige; l.f. (Lamberto Furno), L’Italia chede all’Austria energiche misure repressive;
p.5- Mario Fazio, Secondo le indicazioni delle prime indagini. L’esplosione sotto il ponte di Alassio provocata dai terroristi dell’Alto Adige. Il posto è stato scelto con grande accuratezza: il plastico, di marca austriaca, con una miccia a lenta combustione, di quelle che impiegano un quarto d’ora per esaurirsi. L’inchiesta si svolge principalmente fra i campeggi dove gli ospiti di lingua tedesca sono migliaia. Essi sono tranquilli e quasi increduli di fronte a quanto è accaduto
«La Stampa», 24 agosto 1966 [p.1]
(Associated Press), Arrestato a Vienna il terrorista che ha messo la bomba all’Alitalia. È un giovane di 22 anni, già condannato nel ’63 per un attentato dinamitardo. Ha confermato di “aver costruito e fatto esplodere” l’ordigno. Fermato anche un complice. Interrogatoa Innsbruck il professore Burger, capo dei terroristi. Ha detto al giudice: “I combattenti per la libertà non sono assassini”; Soddisfazione a Roma
«l’astrolabio», n.34, Anno IV, 28 agosto 1966 [p.8]
D. , Alto Adige il piano dei terroristi
Agrigento: la Regione Siciliana, inviando alcuni ispettori al comune con la motivazione di aprire un’inchiesta regionale , sequestra gli atti che sta esaminado la Commissione nominata dal ministro dei Lavori Pubblici, Giacomo Mancini, per indagare sulle speculazioni edilizie che hanno determinato la frana del 19 luglio. Un decisione, per quanto legittima, rischia di bloccare ogni accertamento delle responsabilità e solleva molti dubbi.
«La Stampa», 21 agosto 1966 [p.1]
Michele Tito, L’inchiesta sugli scandali di Agrigento. La Regione siciliana sequestra gli atti su cui indaga il governo. La Commissione, nominata da Mancini, aveva raccolto un migliaio di pratiche riguardanti i crolli di Agrigento e le esaminava in Municipio . Venerdì due ispettori, mandati da Palermo, hanno prelevato tutti i documenti per aprire “un’inchiesta regionale”. La decisione appare ineccepibile dal punto di vista giuridico ( la Regione per statuto ha competenza sugli enti locali e l’edilizia) ,ma ritarda e rischia di bloccare ogni iniziativa del governo
«La Stampa», 23 agosto 1966 [p.1]
Michele Tito, Il conflitto fra lo Stato e la Sicilia. Oggi Mancini torna a Roma per i gravi fatti di Agrigento. La Commissione d’inchiesta, nominata dal ministro, si è riunita ieri. Ma si trova praticamente esautorata, dopo che l’assessore democristiano di Palermo ha avocato alla Regione ogni indagine sulle speculazioni edilizie. I comunisti approfittano della situazione chiedendo una cosa a Palermo e l’opposto a Roma. Intanto i responsabili degli scandali rimangono tranquilli e impuniti; Giovanni Conso, L’intervento della Regione è lecito ma è tardivo e solleva molti dubbi
«La Stampa», 24 agosto 1966 [p.1]
Michele Tito, Energica decisione dopo due riunioni a Roma. Mancini ordina alla Commissione di riprendere l’inchiesta ad Agrigento. Una lettera del ministro al presidente della Giunta siciliana: riconsegnare subito i documenti sequestrati, oppure assumersi la responsabilità di aver bloccato le indagini governative. Un comunicato della Regione fa capire che rinuncia alla prova di forza. “Il Popolo”, organo della DC, scoraggia coloro che in Sicilia speravano nella solidarietà del partito per evitare accertamenti di colpe. Mancini dichira che i miliardi concessi dal governo ad Agrigento saranno amministrati soltanto da funzionari dello Stato
«La Stampa», 25 agosto 1966 [p.10]
Michele Tito, Evitato il conflitto fra lo Stato e la Regione. La Commissione è tornata ad Agrigento. Disporrà di nuovo di tutti i documenti. La Giunta siciliana assicura che l’inchiesta ministeriale non incontrerà più alcun ostacolo. Mancini conferma che a settembre riferirà alle Camere sui risultati delle indagini. Oggi si incontra a Reggio Calabria con il presidente della Regione
Monza (Milano): Il ventunenne obiettore di coscienza Giampaolo Concu , testimone di Jeaova, già dichiarato disertore, ripresentatosi in caserma , abbandonata il 10 marzo dopo alcuni mesi di servizio, è immediamente arrestato e inviato al carcere militare di Peschiera.
«La Stampa», 21 agosto 1966 [p.5]
g.m. , Era ricercato per diserzione. “Obiettore” arrestato a Monza mentre si presenta in caserma
Chicago : ancora una volta la manifestazione pacifica per i diritti civili dei negri, guidata da Martin Luthrer King, è attaccata da razzisti bianchi. Per contrastare la lotta dei neri contro le discriminazioni cui sono oggetto, Il "capo" del partito nazista americano annuncia per il 10 settembre un corteo di bianchi in un quartiere nero.
«Stampa Sera», 22-23 agosto 1966 [p.10]
a.p., Razzisti all’assalto a Chicago con lanci di sassi e bottiglie. La gente di colore, capeggiata dal reverendo Martin Luther King, insite nelle manifestazioni contro le discriminazioni. Iroso comizio del capo del partito nazista americano: “Marceremo contro di loro”; Ealing Fordhook, Il soggettista del film “Fronte del porto”. Insegna ai negri a scrivere poesie. Budd Schulberg, scrittore assai noto negli Stati Uniti e professore alla Columbia University, considera l’iniziativa come una missione: “I negri- afferma- sono vittime di molti soprusi perché incapaci di far valere le loro buone ragioni”. Le lezioni si tengono in un caffè del ghetto di Watts. Presto uscirà un’antologia con le migliori composizioni della ventina di discepoli
ACLI: Si svolge a Vallombrosa il Convegno sul tema «Il potere economico nella società». Il presidente Livio Labor, pone al primo posto fra gli impegno dell’Associazione la ricerca dell’unità sindacale. Siro Lombardini accusa i partiti, compresa la DC e il PSI, di aver smarrito ogni «tensione morale» e di essere diventanti « strutture burocratiche» finalizzate unicamente alla conservazione del potere. Donat Cattin (DC) nel suo intervento critica i partiti del centro-sinistra di essere subalterni ai grandi poteri economici. Le critiche, avanzate dal presidente Labor e numerosi altri interventi, saranno riprese nel X Congresso dell’associazione che si svolgerà il 3 e 4 novembre 1966.
«l’astrolabio», n.34, Anno IV, 28 agosto 1966 [p.1-p.3]
copertina e indice
«l’astrolabio», n.34, Anno IV, 28 agosto 1966 [pp.10-12]
Giorgio Lauzi, ACLI gli “scandali” di Vallombrosa
«l’astrolabio», n.36, Anno IV, 11 settembre 1966 [p.1-p.3]
copertina e indice
«l’astrolabio», n.36, Anno IV , 11 settembre 1966 [pp.11-12]
Giorgio Lauzi, ACLI. Dopo Vallombrosa
De Gaulle, parlando in Cambogia, espone il suo piano per la pace nel Vietnam. Una trattativa fra le 5 Grandi Potenze, Hanoi e i «vietcong», prima dell’avvio della trattativa gli americani dovrebbero annunciare , «entro una data precisa», il ritiro delle loro truppe. Il generale condanna l’impiego della forza da parte degli USA, una politica che, afferma, minaccia la pace nel mondo. Dure reazioni al discorso del leader francese da parte degli USA e del governo inglese.
«La Stampa», 2 settembre 1966 [p.1-p.14]
p.1- Titolo: Discorso in uno stadio sportivo della Cambogia. Il piano di De Gaulle per il Vietnam. Il generale propone ampie trattative per neutralizzare i due vietnam: vi parteciperebbero le 5 Grandi Potenze, Hanoi ed i “vietcong”. Prima di iniziare i negoziati, gli Stati Uniti dovrebbero impegnarsi a ritirare le loro truppe “entro un termine preciso”. Duro attacco agli americani: “Le illusioni sull’impiego della forza hanno portato ad una scalata sempre più estesa in Asia, sempre più prossima alla Cina, sempre più minacciosa per la pace nel mondo”; Editoriale, Alberto Ronchey, Il negoziato è possibile?; Sandro Viola, Il generale dichiara: gli asiatici non si sottometteranno allo straniero;
p.14-( Associated Press), Il discorso di De Gaulle in Cambogia. Prime reazioni negative a Washington ed a Londra. Il dipartimento di Stato dichiara: “L’America vuole ritirarsi dal Vietnam, ma solo dopo aver fatto la pace”. Il Foreign Office :”Non vediamo nulla di nuovo nel piano francese”
U Thant, segretario dell’ONU, in una lettera inviata ai 117 Paesi membri dell’organizzazione presenti scrive che non accetterà il rinnovo della carica quando il 3 novembre scadrà il suo mandato. Nella lettera Thant si dichiara deluso per non essere riuscito nel suo intento di raggiungere la pace nel Vietnam. Da Washington, Londra e Parigi l’invito a soprassedere a questa decisione. In tal senso la lettera scritta a Thant da Amintore Fanfani, ministro degli Esteri italiano e presidente dell’Assemblea dell’ONU.
«La Stampa», 2 settembre 1966 [p.1-p.14]
p.1-(Ansa), Thant annuncia che lascia l’ONU per il fallimento dei suoi sforzi di pace. Una lettera del segretario generale ai 117 Paesi membri dell’organizzazione: “L’incalzare degli avvenimenti sta precipitando verso un più vasto conflitto”;
p.14-( Ansa), Washington, Londra, Parigi invitano Thant a rimanere
«La Stampa», 3 settembre 1966 [p.1]
(Ansa), Intensi contatti all’ONU per indurre Thant a restare. Il segretario è fuori New York e non fa commenti. Ma la decisione di lasciare l’ONU sembra irrevocabile. Un suo portavoce ha detto : “Non vi saranno in proposito altre dichiarazionI”; m.t. ( Michele Tito), L’Italia spera ancora che il segretario rimanga. Una lettera di Fanfani a Thant
1-6 settembre 1966
FIOM -CGIL e FIM- CISL decidono per il 7 settembre uno sciopero di 24 ore delle aziende metalmeccaniche del settore privato. La UIL si dichiara contraria in quanto per il 5 e l’8 sono già previsti incontri con la Confindustria. Stessa posizione assume la CISNAL. Il 3 settembre la Confindustria, prendendo a pretesto la decisione della CGIL e della CISL, disdice i colloqui. L’intervento del ministro Bosco consente che il 6 sera riprendano le trattative . CGIL e CSIL sospendono lo sciopero. Gli incontri registrano una parziale schiarita e sono aggiornati al 13-14-15 settembre.
«La Stampa», 2 settembre 1966 [p.1-p.14]
g.fr., Riguarda solo le aziende private. Sciopero dei metalmeccanici deciso da CISL e CGIL per mercoledì. L’UIL critica lo sciopero rilevando che per lunedì e giovedì sono fissati nuovi colloqui con la Confindustria. Contrari all’agitazione anche gli altri sindacati
«La Stampa», 3 settembre 1966 [cronaca cittadina p. 2]
Deciso da CISL e CGIL per Torino e provincia. Rinviato di una settimana lo sciopero metalmeccanici. Previsto ora per il 14 settembre con la clausola. “ a meno che non intervengano fatti nuovi”. La UIL riafferma la sua opposizione allo sciopero perché è probabile la ripresa delle trattative
«La Stampa», 4 settembre 1966 [p.16]
g.fr., Il colloquio era stato sollecitato dal ministro Bosco. La Confindustria disdice l’incontro per i metalmeccanici. La decisione presa perché CGIL e CISL hanno confermato lo sciopero di 24 ore per mercoledì ( Torino esclusa). La UIL chiede un incontro con il presidente degli industriali per evitare la nuova rottura
«La Stampa», 6 settembre 1966 [p.16]
g.fr., Oggi riprendono le trattative. Sospeso lo sciopero dei metalmeccanici. Il ministro Bosco ieri ha ricevuto, separatamente, i delegati delle due parti. Dai colloqui sono eemrsi elementi utili per l’accordo. Quindi stasera tornano ad incontrarsi sindacati e Confindustria
«La Stampa», 7 settembre 1966 [p.14]
g.fr., Tra sindacati e Confindustria. Positivo l’incontro per i metalmeccanici. Sottolineata l’atmosfera di ditensione e la volontà di arrivare ad un’intesa. I colloqui riprenderanno martedì 13 settembre e continueranno mercoledì e giovedì. Continuano anche le trattative fra sindacati e Intersind per le aziende a partecipazione statale
PCI - Sul settimanale «Rinascita», l’editoriale di Giorgio Napolitano, membro dell’ufficio politico, critica la politica della Cina di Mao.
«La Stampa», 3 settembre 1966 [p.1]
Dura critica del PCI all’estremismo cinese. “Rinascita” accusa Pechino di contrastare la coesistenza pacifica e la salvezza dell’umanità dall’atomica
Il presidente del Consiglio, Aldo Moro, intervenendo all’inaugurazione della Fiera del Levante a Bari rassicura il Paese sullo stato dell’economia affermando che la congiuntura va meglio, la moneta è stabile e gli investimenti produttivi sono in ripresa.
«La Stampa», 8 settembre 1966 [p.1-p.7]
p.1- m.t. ( Michele Tito), Discorso di Moro a Bari. “La congiuntura va meglio ora pensiamo all’avvenire”. La moneta è stabile e le attività produttive aumentano. In questi giorni si dovrà varare il Piano qunquennale strumento della prossima evoluzione dell’Italia;
p.7-ar.ba ( Armando Barone), Il presidente del Consiglio inaugura la Fiera del Levante. Moro afferma che l’economia va meglio. In ripresa gli investimenti produttivi. La domanda estera, aggiunge, è sempre vivace, mentre cresce la domanda interna. Il governo si preoccupa di eliminare gli squilibri tra regioni e regioni e di intensificare i rapporti commerciali con i Paesi di tutto il mondo. Parlando di politica ripete che non si vede alcuna formula che possa sostituire il centro-sinistra. L’Italia dà il pieno appoggi all’ONU
Riprendono, a Roma, le trattative fra sindacati e Intersind per il contratto dei centocinquantamila metalmeccanici delle aziene pubbliche. Il 15 settembre sarà firmato definitivamente l’accordo che si rifà al documento già concordato nel luglio. Prevista per il 13 settembre la ripresa delle trattative per il contratto delle aziende private, su cui permangono le difficoltà.
«La Stampa», 9 settembre 1966 [p.1]
g.fr., La UIL ritiene imminente l’accordo. Riprese a Roma le trattative per i metalmeccanici statali. Martedì nuovi incontri per i metalmeccanici privati. Nota della Confindustria sulle difficoltà delle discussioni
«La Stampa», 10 settembre 1966 [p.1]
Titolo: Il più grave degli attacchi dinamitardi al confine con l’Austria. Salta una caserma in Alto Adige : 2 morti, 5 feriti. Saragat denuncia la responsabilità del nuovo nazismo. L’edificio, protetto da fili spinati, sorge isolato a 1800 metri, ad un’ora di marcia dal Brennero. Un ordigno ad altissimo potenziale esplode alle 11,20 di ieri facendo scoppiare le bombe a mano dei militari. Crollano soffitti e muri, lastre di pietra vengono lanciare a 100 metri di distanza. Morti sul colpo il vicebrigadiere Volgerr, altoatesino di lingua tedesca, ed un finanziere sardo. In fin di vita un tenente giunto per una ispezione, meno gravi altri quattrro finanzieri. I pochi rimasti quasi illesi portano i feriti su barella al Brennero. Da Roma accorre Taviani. IL capo dello Stato in un messaggio dice: “Il rivoltante vile attentato mi riempie d’orrore e di sdegno”, accusa i criminali nazisti, coloro che li proteggono e finanziano; Michele Tito, A cosa mira l’attentato; r.s. , Moro: si vuole bloccare ad ogni costo l’accordo. Dichiarazioni di Scelba. Telegramma di Preti. Interpoellanze di tutti i partiti; Fermo e accorato messaggio di Saragat [testo]; Energico passo dell’Italia a Vienna; Le reazioni a Vienna; Gaetano Tumiati, I terroristi avevano collocato in un camino una bomba ad orologeria con 30 kg di Tritolo. Il racconto degli scampati: “Un boato terribile, il finimondo, sembrava cadessero proiettili di mortaio”
«La Stampa», 11 settembre 1966 [p.1]
Titolo: Gli assassini nazisti dell’Alto Adige trovano rifugio e protezione oltre confine. Il governo ammonisce Vienna e Bonn a dimostrare coi fatti la buona volontà. Chira risposta di Fanfani alle condoglianze del ministro austriaco Toncic: “Attendiamo che prendiate tutte le misure necessarie per impedire la preparazione degli attentati, il rifugio degli attentatori, l’esaltazione del terrorismo”. Il nostro ambasciatore a Bonn ha protestato per le interviste televisive definite “indiretto incoraggiamento alle azioni delittuose”. L’Austra dà nuove assicurazioni di voler collaborare. Klaus avrebbe scritto una lettera personale a Moro. Domani mattina si riunisce il Consiglio dei ministri. Nel pomeriggio dibattito alla Camera. Taviani continua il sopraluogo in Alto Adige; Editoriale, Ferdinando Vegas, I mandanti ed i complici; (Ansa), Le note dell’Italia; m.t. (Michele Tito), Domani Moro alla Camera parlerà sull’Alto Adige. Il governo è convinto che i fanatici nazisti, del Tirolo e della Baviera, vogliono ad ogni costo impedire l’accordo, approvato nella sostanza anche dalla Volkspartei. Ma l’intesa sarà cercata ugualmente, purché la popolazione altoatesina di lingua tedesca collabori con lealtà; Il governo austriaco mobilita la polizia al confine con l’Italia perché collabori alle indagini; Due raduni di SS previsti in Germania per il 18 settembre; Gaetano Tumiati, Le perizie confermano la gravità dell’attentato. Migliorano le condizioni dei cinque finanzieri feriti. Rimane un mistero come l’ignoto terrorista sia riuscito a portare il potentissimo ordigno nell’edificio, protetto da filo spinato e sorvegliato da sentinelle. Un cane da guardia rivela insoliti malesseri, l’altro appare stranamente apatico: avvelenatI? Da giorni si era sparasa la voce di un “prossimo attacco”; Attentato nel Bellunese a un traliccio elettrico; Oggi i funerali delle vittime
12-15 settembre 1966
Camera dei deputati. Si svolge il dibattito sulle mozioni e interrogazioni presentate dai vari gruppi sull’attentato in Alto Adige. Al termine della discussione è approvata a maggioranza la mozione presentata dai partiti di centro-sinistra che invita il governo a proseguire le trattative per la concessione dell’autonomia e la parità linguistica. Votano contro PCI , PSIUP, MSI e monarchici.
Seduta n. 505 - 12 settembre
Mozioni, interpellanze e interrogazioni sull'Alto Adige : Moro, presidente del Consiglio dei ministri, Taviani, ministro dell'Interno; Commemorazione 'delle vittime del terrorismo in Alto Adige : Bucciarelli Ducci, presidente della Camera , Moro, presidente del Consiglio dei ministri
Seduta n. 506 -13 settembre
Discussione: Almirante ,Badini Confalonieri, Cuttitta, Galluzzi, Moro, presidente del Consiglio dei ministri, Taviani, ministro dell'Interno
Seduta n. 507 - 14 settembreDiscussione: Ballardini, Berloffa, Dietl, Di Primio, Giuseppe Gonella, Luzzatto, Melis, Mitterdorfer, Piccoli, Romualdi, Scotoni, Zucalli
Seduta n. 508 - 15 settembre
Discussione, dichiarazioni di voto, votazione della mozione presentata da Zaccagnini ( DC), Mauro Ferri ( PSI), Tanassi ( PSDI ), La Malfa ( PRI) : Barca, Covelli, De Pascalis, La Malfa, Luzzatto, Malagodi, Moro, presidente del Consiglio dei ministri, Pacciardi, Pajetta, Roberti, Tanassi, Taviani, ministro dell'Interno, Vaja, Zaccagnini. Votazione della mozione presentata da Zaccagnini ( DC), Mauro Ferri ( PSI), Tanassi ( PSDI ), La Malfa ( PRI)
«La Stampa», 13 settembre 1966 [p.1]
Titolo: Gli attentati e le trattative per l’Alto Adige. Moro invita la Camera a decidere se continuare i colloqui con Vienna. Il governo, ha detto il presidente, desidera arrivare all’accordo. Ci sono le basi per concluderlo, ma è proprio questo che i terroristi cercano di impedire. Chi li organizza e li finanzia vuole mutare il corso dell’Europa, sostituire alla collaborazione tra eguali, l’esasperazione nazionalista e razzista. Con l’accordo o senza, le azioni dinamitarde continueranno, ma ogni mezzo sarà impiegato per stroncarle e prevenirle. Una cosa è certa: l’Alto Adige è e resterà italiana. Taviani rivela quali sono i gruppi dinamitardi; Michele Tito, Non fare il gioco dei nazisti; Fausto De Luca, Parla il presidente del Consiglio;
Gaetano Tumiati, Le indagini per le ultime azioni criminali. In Alto Adige fermate quattro persone un giovane ammette di aver sparato. Il ragazzo, 17 anni, aveva in tasca un sacchetto di pene: serve ai terroristi per deviare i cani-poliziotto, spargendolo in terra. La popolazione di lingua tedesca sembra non più ostacolare l’opera della polizia: positiva la loro reazione al discorso di Moro. Nuove piccole esplosioni in valli deserte; f.d.l. (Fausto De Luca), Il discorso del ministro dell’Interno. Le organizzazioni terroristiche sono tutte di ispirazione nazista. Le centrali di questi gruppi sono state individuate dai nostri servizi di sicurezza , esse sono guidate dai funesti ideali del pangermanesimo di Hitler ; È stato costituito sabato. Ad Innsbruck un movimento per unire Bolzano all’Austria
«La Stampa», 14 settembre 1966 [p.1]
Gaetano Tumiati, Nuovo attentato presso il confine. Sparano ai carabinieri e fuggono in Austria. Ieri sera alcuni carabinieri in perlustrazione tra la bufera vengono attaccati a raffiche di mitra. Rispondono al fuoco e accorrono gli alpini del rifugio Vittorio Veneto. Un brigadiere rimane ferito leggermente, colpito anche uno degli assalitori, che riescono a passare la frontiera. Altra sparatoria sopra Malga Sasso. Il giovane catturato sabato ammette di aver esploso una rivoltellata contro una pattuglia, in casa aveva tre fucili, fermato anche il fratello; Fausto De Luca, Parlano i partiti d’opposizione al dibattito per l’alto Adige. Per i liberali, Badini Confalonieri dichiara d’essere favorevole ad una “ragionevole autonomia di Bolzano”. Ma rimprovera al governo due cose: non aver informato il Parlamento delle proposte fatte all’Austria, non aver usato sufficiente energia con Vienna e Bonn per fermare i gruppi neonazisti. I comunisti polemizzano con la DC e cercano d’inserirsi nel centro-sinistra; L’inchiesta in Austria. L’attentatore di Vienna era in contatto con i nazisti
«La Stampa», 15 settembre 1966 [p.1-p.16]
p.1- Fausto De Luca, Secondo i partiti della maggioranza alla Camera. “Il governo deve continuare le trattative per l’Alto Adige”. Hanno anche chiesto efficace garanzie all’Austria contro il terrorismo ed hanno ammonito: “Attenti che l’accordo per Bolzano non leda gli interessi degli altoatesini di lingua italiana”. Oggi repliche di Moro e Taviani, quindi il voto;
p.16- Gaetano Tumiati, Altre due sparatorie sui monti lungo il confine con l’Austria. Gli alpini, in alta Val di Vizze, vedono due ombre tra le rocce. Intimano l’“alt”, gli sconosciuti fuggono. La pattuglia apre il fuoco e insegue, ma invano. Più tardi, sempre in Val di Vizze, due individui si gettano nei boschi appena vengono scorti dai carabinieri: anche stavolta evitano proiettili e cattura. Resi noti i risultati della perizia balistica sullo scoppio che nella caserma di Malga Sasso provocò la morte di 2 finanzieri: l’esplosivo fu posto in un sacchetto di sabbia sul davanzale della finestra
«La Stampa», 16 settembre 1966 [p.1]
Fausto De Luca, Così ha deciso la Camera dopo l’ampio dibattito. Il governo autorizzato a continuare i colloqui con Vienna sull’Alto Adige. La lotta al terrorismo sarà proseguita senza pietà. A tale scopo il Parlamento “impegna il governo ad ottenere una efficace ed organica collaborazione dall’Austria e, per la parte che le concerne, anche dalla Germania”. Nella replica Moro dichiara: “ Ci sono gruppi neonazisti oltre frontiera, ma attenti a non confonderli con l’intera nazione tedesca o austriaca”. Taviani dice: “In Alto Adige non si può parlare di guerriglia, pochi criminali, espertissimi scalatori, passano la linea del confine anche solo di qualche metro, sparano a tradimento e fuggono”; (Associated Press), Soddisfazione a Vienna per la decisione italiana; t. s., Discorso di Schoeder. La Germania assicura la sua piena collaborazione
13-15 settembre 1966
Riprendono le trattative interrotte a giugno e riaperte il 6 settembre per il contratto dei metalmeccanici delle aziende private. I sindacati precisano ulteriormente le loro richieste. Fra cui l’introduzione di commissioni tecniche paritetiche per le vertenze in materia di qualifiche e cottimi, la consultazione nel caso di variazione dei criteri fondamentali dei sistemi generali di cottimo in vigore e sulle innovazioni tecnologiche. La Confindustria pone difficoltà sulla loro composizione e sul loro ruolo. La trattativa è ulteriormente aggiornata.
Il 15 settembre è raggiunto l’accordo fra Intersind e Asap e sindacati per i metalmeccanici del settore pubblico. Accolti i punti fissati già il 26 luglio, accettata la formazione dei comittai partitetici per cottimi e qualifiche.
«La Stampa», 14 settembre 1966 [p.14]
l.g., I metalmeccanici privati precisano le loro richieste. Le trattative con la Confindustria in una atmosfera distesa. Oggi gli industriali faranno conoscere le loro risposte
«La Stampa», 15 settembre 1966 [p.14]
r.s., La risposta della Confindustria alle proposte dei metalmeccanici. In linea di principio accetta i “comitati tecnici partitetici” nelle aziende private. Ma non è d’accordo con i sindacati sulla loro composizione. Gli incontri proseguono oggi
«La Stampa», 16 settembre 1966 [p.9]
r.s., Accolti i punti fissati il 26 luglio scorso. Firmato l’accordo per i metalmeccanici privati. Il contratto è ora all’esame del ministero del Lavoro. Prevede in ogni aziensa l’istituzione di comitati paritetici per i cottimi e le qualifiche. Continuano le trattative per i metalmeccanici privati
PSDI-PSI: La Direzione e il Comitato centrale del PSDI approvano all’unanimità i documenti per l’unificazione con il PSI. Con lo stesso ordine del giorno si riunisce la Direzione del PSI. I lombardiani si dichiarano contrari alla fusione. I documenti, approvati a maggioranza, saranno sottoposti per la decisione definitiva al Comitato centrale che si svolgerà il 16 e il 17 settembre. Le riunioni dei due partiti tracciano il percorso che porterà alla nascita del nuovo partito: Dal 27 al 29 ottobre il Congresso del PSI, il 29 ottobre quello del PSDI e infine il 30 ottobre il Congresso dell’unificazione.
«La Stampa», 15 settembre 1966 [p.9]
Michele Tito, Deciso ieri dalle Direzioni dei due partiti. I Congressi del PSI e PSDI convocati alla fine di ottobre. Dal 27 al 29 si riuniranno i delegati socialisti, il 29 quelli socialdemocratici. Il giorno seguente, 30 ottobre, le due Assemblee siederanno insieme nella “Costituente” per proclamare la nascita del nuovo partito. Alle elezioni amministrative di novembre formeranno liste uniche. Tutti gli atti per la fusione sono stati approvati, con la sola opposizione dei lombardiani
Camera : la Commissione Giustizia, dopo la riunione svolta a maggio, riprende l’esame della legge sul divorzio presentta da Loris Fortuna (PSI) . La DC annuncia che darà battaglia e si opporrà all’approvazione della legge. Per il DC Riccio il disegno di legge presentato è anticostituzionale in quanto in contrasto con la Costituzione che ha accolto il Concordato. La riunione è aggiornata alla settimana successiva.
«La Stampa», 14 settembre 1966 [p.9]
Guido Guidi, Una prima riunione si era avuta a maggio. Domani il progetto di divorzio torna in Commissione alla Camera. La proposta del socialista Fortuna riguarda soltanto i matrimoni celebrati con rito civile. Ma si prevedono forti ostacoli per la sua approvazione. Il DC Riccio sostiene che il divorzio modifica i Patti Lateranensi, quindi sarebbe in contrasto con la Costituzione che ha accolto il Concordato
«La Stampa», 16 settembre 1966 [p.15]
Guido Guidi, Combattuta riunione alla Commissione della Camera. La DC annuncia che si opporrà ad ogni progetto per il divorzio. L’on. Pennacchini, a nome del gruppo democristiano, dichiara: “Faremo valere inostri convincimenti, quali che siano le conseguenze politiche”. L’on. Fortuna (PSI) precisa che la sua proposta interessa i matrimoni celebrati con rito civile e quelli concordatari. I liberali non si pronunciano e chiedono di sentire prima la Commissione per gli Affari costituzionali. La riunione rinviata alla prossima settimana
Il pontefice , Paolo VI, emana la lettera enciclica «Chisti matri rosarii», una supplica alla «Beata Vergine Maria » contro la guerra.
16-17 settembre 1966
PSI Comitato centrale. Con 81 voti a favore e 16 contrari, sulla base della relazione del segretario De Martino, sono approvati i documenti (Dichiarazione dei principi e Statuto) per l’unificazione con il PSDI che saranno sottoposti al XXXVII Congresso straordinario fissato per il 27-29 ottobre. I lombardiani e la sinistra , in un documento che raccoglie 13 voti , pur confermando le critiche espresse in seno al Comitato paritetico per l’unificazione, affermano che resteranno nella nuova formazione politica conducendo la loro battaglia per una «piattaforma riformista» capace di coinvolgere tutte le forze di sinistra interessate. Al contrario i parlamentari Simone Gatto, Tullia Carrettoni e Luigi Anderlini annunciano che non prenderanno la tessera del nuovo partito.
«La Stampa», 17 settembre 1966 [p.1]
Fausto De Luca, Il nuovo partito nascerà il 30 ottobre. Il Comitato centrale del PSI esamina gli atti dell’unificazione. Entro stasera tutti i documenti saranno approvati. Contrari sono i lombardiani, che però entreranno nel nuovo partito, sia pure con “spirito critico”. Presidente del “Partito socialista unificato” sarà Nenni, due i segretari: De Martino e Tanassi. Il tesseramento sarà aperto il 1° novembre. Alle elezioni amministrative di questo autunno si formeranno liste uniche
«La Stampa», 18 settembre 1966 [p.1]
Titolo: Chiusi i lavori del Comitato centrale. Il PSI approva l’unificazione con 81 voti a favore e 16 contro. La grande maggioranza si è schierata con Nenni. L’on. Lombardi, Giolitti e Santi ed il loro gruppo ammettono l’utilità della fusione, ma criticano i modi in cui viene attuata: nel futuro partito essi assumeranno il ruolo di oppositori. Tullia Carrettoni, Gatto e Anderlini annunciano che non prenderanno la nuova tessera. Convocato il Congresso straordinario per il 27-29 ottobre: sarà l’ultimo del PSI. Il giorno 30, socialdemocratici e socialisti proclameranno l’unione definitiva; Vittorio Gorresio, Il nuovo partito; Fausto De Luca, I discorsi all’assemblea socialista. De Martino dice: “Riforme sì ma non danneggiare l’economia”. I socialisti accettano l’Alleanza Atlantica “ perché un mutamento renderebbe precaria la pace”. In politica interna il partito unificato intende “contestare alla DC l’egemonia” avuta finora in Italia e al PCI il monopolio sugli operai
Francesco De Martino, «Un’epoca del socialismo»,Firenze, La Nuova Italia, 1983, vedi il capitolo XVIII «L’unificazione», pp. 310-331;
Pietro Nenni, «Gli anni del centro sinistra», Diari 1957-1966, Milano, SugarCo Edizioni, 1982, pp. 675-676 [nota del 17 settembre 1966]
Camera : è convertito in legge il decreto (30 luglio 1966) recante provvedimenti a favore della città di Agrigento in seguito al movimento franoso del luglio 1966.
Seduta n. 509 -16 settembre
Conversione in legge del decreto sui provvedimenti a favore di Agrigento, Discussione: Margherita Bontade, Calabrò, Degan, relatore, Di Benedetto, Franchi, Giglia, sottosegretario ai Lavori Pubblici, Guarra, Rinaldi
Seduta n. 510- 19 settembre
Discussione: Cottone, Ivano Curti, Lauricella, Mancini, ministro dei Lavori pubblici, Ripamonti, Santagati, Sinesio, Todros
Seduta antimeridiana n. 511 -20 settembre
Discussione: Bressani, De Pasquale, Mancini, ministro dei Lavori pubblici, Nicosia, Palazzolo
Seduta pomeridiana n. 512 -20 settembre
Accreman, Alessandrini, Bavetta, Ivano Curti, Degan, relatore, De Pasquale, Di Benedetto, Failla, Mancini, ministro dei Lavori pubblici, Nicosia, Raia, Ripamonti, Todros
Amintore Fanfani, in qualità di presidente uscente, inaugura la 21ᵃ Assemblea generale dell’ONU che si svolge a New York . Nel suo intervento, riferendosi anche al monito di Paolo VI , si pronuncia affinchè le Nazioni Unite si adoperino per la pace nel Vietnam. Nuovo presidente dell’Assemblea è nominato l’afgano Abdul Raman Pazwack.
«La Stampa», 21 settembre 1966 [p.1]
Nicola Caracciolo, Fanfani invita l’ONU a fare la pace nel Vietnam. Il nostro ministro degli Esteri ha aperto come presidente la 21ᵃ Assemblea generale. Il suo mandato è scaduto: sostituito da un afghano. Ricordando il monito di Paolo VI , Fanfani ha detto: “Abbiamo il dovere di esplorare con tenacia le vie di una pace ormai assolutamente necessaria”. Appello alle NU ad estendere la loro autorità “in tutte le regioni del mondo” ( chiaro accenno alla Cina); l.f. ( Lamberto Furno), Il Vaticano spera che i popoli ritrovino fiducia nell’ONU
21-22 settembre 1966
Senato- Si replica il dibattito che si è già svolto alla Camera, sugli attenatti in Alto Adige.
Seduta n. 480 - 20 settembre
Sui fatti dell'Alto Adlge : Merzagora, presidente del Senato , Discussione di mozioni e svolgimento di interpellanze e di interrogazioni sull'Alto Adige: Battino Vittorelli, Nencioni, Palumbo, Rosati
Seduta n. 481 -21 settembre
Discussione: Albarello, Berlanda, Ferretti, Franza, Lussu, Morino, Nencioni, Sand, Schiavetti, Scoccimarro, Tomassini
Seduta n. 482 - 22 settembre
Discussione: Albarello, Bergamasco, Bermani, D'Andrea, Gava, Gronchi, Lessona, Moro, presidente del Consiglio dei ministri, Piasenti, Saxl, Schiavetti, Taviani, ministro dell'interno, Valenzi, Viglianesi. Votazione palese dell’ordine del giorno presentato da Gava ( DC), Battino Vittorelli (PSI) e Viglianesi (PSDI)
«La Stampa», 23 settembre 1966 [p.1]
Fausto De Luca, Il Senato approva la politica del governo per l’Alto Adige. Moro e Taviani documentano che gli attentati sono nazisti. Il presidente del Consiglio afferma che in Austria ed in Germania i criminali hanno larghi appoggi, ma che è assurdo identificarli con i governi austriaco e tedesco. Il ministro dell’Interno cita nomi, città e date: gli individui responsabili del terrorismo sono tutti legati ad organizzazioni naziste ed in genere pregiudicati, quasi nessuno è tirolese o altoatesino: vengono dalla Baviera, dalla Ruhr, da Hannover e da Vienna. Tutto dimostra l’ispirazione razzista dei dinamitardi: l’alto Adige è per loro soltanto una palestra, nell’illusione di ripetere in Europa le tragiche esperienze di Hitler; c. p., Anche il ministro austriaco ha ammesso i legami fra estrema destra e terrorismo. Hetzenauer, titolare del dicastero dell’Interno di Vienna, ha risposto ad una interpellanza sull’esplosione alla sede dell’Alitalia. I responsabili, egli ha detto, avevano contatti con i neonazisti di Berlino e della Germania; Ultim’ora. È morto il tenente della Guardia di Finanza ferito a Malga Sasso
3-5 ottobre 1966
CGIL – Direttivo : relazionano Agostino Novella e Vittorio Foa.
«Rassegna sindacale»,n. 96, 9 ottobre 1966 [ documentazione pp. 1-8]
p.1- Titolo: La riunione del Comitato Direttivo della CGIL del 3-4-5 ottobre;
pp.1-2- Il documento sull’unità sindacale;
pp-2-4- La relazione di Agostino Novella;
pp.4-6-Il dibattito sulla relazione Novella;
pp.6-7-La relazione Foa;
pp.7-8- La discussione e l’odg sulle vertenze e le lotte
Paolo VI, a un anno di distanza dal suo intervento all’ONU, rivolto a migliaia di persone raccolte in Piazza San Pietro e attraverso la radio e la televisione, torna a lanciare a tutte le Nazioni un appello per la pace nel mondo. Esplicito il riferimento al Vietnam per cui chiede «leali e aperte» trattative.
Paolo VI, Santa messa nella giornata di universale impetrazione della pace nel mondo
[fonte: w2.vatican.va ]
«La Stampa», 5 ottobre 1966 [p.1]
Filippo Pucci, Ad un anno dal suo storico viaggio all’ONU. Nuovo, accorato appello del Papa perché la pace ritorni nel mondo. Paolo VI ha parlato ad un immensa folla raccolta in piazza San Pietro e, attraverso la radio e la televisione, si è rivolto a tutte le Nazioni. Esplicito accenno al Vietnam, per il quale ha chiesto leali e aperte trattative. “Dallo scorso anno la situazione mon è migliorata”. Ha aggiunto : “La pace è difficile, ma non impossibile, dobbiamo fare ogni sforzo per conquistarla”
4-5 ottobre 1966
Manifestazioni a Trieste e Genova per l’attibuzione della sede dell’Italcantieri. Trieste: il 4 ottobre i lavoratori navalmeccanici , dopo un corteo che ha attraversato il centro cittadino, protestano violentemente , scagliando pietre contro la sede del giornale locale «Il Piccolo», accusato di non difendere con energia le ragioni dei triestini. Poco dopo alcuni gruppi di dimostranti circondano l’arcivescovo Santin ,in attesa di ricevere per una inaugurazione il ministro per i rapporti con parlamento, Giovanni Battista Scaglia. In entrambi i due episodi l’intervento della polizia e gli scontri che ne derivano provoca numerosi contusi e alcuni feriti . Genova: il 5 si ferma l’intera città in sciopero generale. Dal corteo indetto da CGIL, CISL, UIL si stacca un migliaio di manifestanti, fra cui numerosi studenti ed effettua un massiccio blocco stradale. Ne segue un duro scontro con le forze dell’ordine. Il bilancio è di 173 denunciati di cui 72 arrestati e rinviati a giudizio per violenza contro privati e forza pubblica, porto abusivo di arma da fuoco o da taglio. Il PCI sconfessa i disordini e gli scontri che attribuisce ad elementi «filocinesi».
«La Stampa», 5 ottobre 1966 [p.9]
u.s. (Ugo Sartori) , La controversia per la sede dell’Italcantieri. Gravi disordini ieri a Trieste. A Genova oggi sciopero generale. Nella città istriana una colonna di 4 mila dimostranti è sfilato per il centro. Ha spezzato i vetri della sede di un giornale locale, accusato di non sostenere con sufficiente energia gli interessi dei lavoratori tiestini. Infine un gruppo di scioperanti ha circondato l’arcivescovo mons. Santin che era in attesa con altre dell’arrivo del ministro Scaglia per una cerimonia. La polizia ha liberato il prelato, ma sono seguiti scontri vivaci con alcuni contusi; f.d. (Filiberto Dani) , Tutto fermo oggi a Genova: trasporti, negozi, scuole; f.d.l. ( Fausto De Luca) La sede dell’Italcantieri già assegnata a Trieste? Una riunione di ministri presieduta dall’on. Moro
«Stampa Sera», 6-7ottobre 1966 [p.7]
Carlo Massaro, Le manifestazioni dei teppisti durante lo sciopero. 74 arrestati e 101 denunciati per gli scontri di ieri a Genova. Dei 228 fermati nel corso degli incidenti, cinquantatre sono stati rilasciati stamane. I settantaquattro rinchiusi a Marassi sono stati rinviati a giudizio per violenza contro i privati e la forza pubblica, porto abusivo di arma da fuoco o da taglio e possesso di oggetti da scasso
«La Stampa», 7 ottobre 1966 [p.9]
f.d., L’azione dei teppisti durante lo sciopero generale. Per i disordini di Genova denunciate 173 persone ( 72 in stato di arresto). Di essi 48 sono pregiudicati, 3 capelloni, un ricercato per furto, due stranieri. Sindacato e presidente della Provincia presentano a Roma nuove proposte per l’Italcantieri
Bolzano : rinvenuta una bomba a orologeria ( 18 candelotti di dinamite) in un bar nel centro della città. Lo stesso giorno il ministro degli Esteri, Amintore Fanfani, sulla base dell’ ordine del giorno approvato alla Camera il 15 settembre e alcuni giorno dopo al Senato, consegna ai governi di Vienna e Bonn due «nore verbali» di protesta sul ripetersi degli attentati da parte di terroristi indipendentisti e gruppi neonazisti di Austria e Germania.
«La Stampa», 7 ottobre 1966 [p.1]
Fausto De Luca, L’inquieta situazione nell’Alto Adige. Ferme note italiane a Vienna e Bonn. Bomba a orologeria scoperta a Bolzano. Il governo replica con durezza all’atteggiamento di certi ambienti austriaci che minimizzano il terrorismo nazista per giustificare la mancata collaborazione della polizia. Si chiede all’Austria di intervenire con provvedimenti concreti contro i criminali. La nota alla Germania sollecita “un rinnovato sforzo di prevenzione e repressione”; e.p., La bomba di Bolzano poteva provocare una strage
«Stampa Sera», 7-8 ottobre 1966 [p.1]
Enzo Pizzi, Bomba a orologeria nel centro di Bolzano. Criminosa rispsota ai passi diplomatici del governo italiano. L’ordigno è stato trovato poco prima che esplodesse. Era una carica di 13 candelotti di dinamite, capace di demolire una casa. Gli attentatori l’avevano nascosta nella toaletta di un bar, dentro lo sfiatatoio dell’impianto di aereazione.Sarebbe scoppita alle 9, quando il locale era pieno di clkienti. Di fronte c’è la sed del giornale “Dolomiten”
Rispetto al conflitto che ha contrapposto Trieste e Genova sul futuro dell’Italcantieri , il Comitato per la programmazione economica (CIPE) decide per Trieste la sede dell’Italcantieri e la costituzione di una società FIAT-IRI per la produzione di motori Diesel, mentre a Genova sarà concentrata l’industria nucleare IRI, le direzioni della Finmeccanica e del Centro progettazione tecniche navali, il potenziamento dell’Ansaldo e altri incentivi a favore della Liguria.
«La Stampa», 8 ottobre 1966 [pp.1-2-p.16]
p.1-Arturo Barone, Deciso dal Comitato per la programmazione. A Trieste la sede dell’Italcantieri. Per Genova nuove grandi iniziative. Nella città istriana sarà costituita una società FIAT-IRI, di dimensioni mondiali, per produrre motori Diesel. Nel capoluogo ligure verrà concentrata l’industria nucleare dell’IRI, le direzioni di Finmeccanica e del Centro progettazione tecniche navali, saranno potenziati gli stabilimenti Ansaldo. Inoltre a favore della Liguria previsti notevoli investimenti, un porto satellite a Voltri e un’autostrada sul Turchino;
p.2 [cronaca cittadina]-Il progetto FIAT-IRI non avrà ripercussioni alla sezione Grandi Motori. A Trieste si produrranno i grandi motori marini. A Torino i medi e piccoli Diesel, le turbine a gas e le macchine utensili;
p.16-u.s. (Ugo Sartori) , Dopo le misure per l’industria navalmeccanica. Prime diverse reazioni a Trieste ed a Genova. Positivi i commenti nel capoluogo istriano: non ci sono più le preoccupazioni delle scorse settimane sull’impiego della manod’opera. A Genova i sindacati esprimono amarezza per non aver ottenuto nella città la direzione dell’Italcantieri ma altri riconoscono che le nuove iniziative rappresentano un “forte progresso”; f.d. (Filiberto Dani) , Discordi i giudizi negli ambienti genovesi
«La Stampa», 9 ottobre 1966 [p.1-p.5]
p.1- Ugo Sartori, Dimostrazione non giustificata contro le decisioni governative. Disordini e violenze a Trieste settanta feriti, oltre 150 fermati. Per tutta la giornata scioperanti hanno bloccato il traffico, deviando e rovesciando autobus, erigendo barricate, scagliando sassi e mattoni contro la polizia. Protestavano contro il Comitato della programmazione che, pur dando a Trieste la direzione dell’Italcantieri e la più grande gabbrica d’Europa di motori Diesel, aveva annunciato la trasformazione dell’improduttivo cantiere S.Marco. Le manifestazioni sono state favorite dal PCI. Energica e dura condanna espressa da democristiani, socialisti e socialdemocratici; Queste le decisioni che aveva preso il CIPE; Fissato per venerdì a Genova un altro sciopero generale;
p.5- Filiberto Dani, Le decisioni sui cantieri navali. Amara intervista del sindaco di Genova. L’ing. Pedullà esprime rammarico per l’assegnazione della sede dell’Italcantieri a Trieste. Riconosce che il pacchetto delle offerte al capoluogo ligure è molto vistoso, ma che è difficile dare oggi su di esso un giudizio preciso. E si chiede: In base a quali elementi i sindacati hanno potuto respingerlo in blocco e dichiarare altri scioperi
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