Camera: discussione sulle interrogazioni presentate sulle manifestazioni di Trieste e Genova. Il ministro dell’Interno, Paolo Emilio Taviani, attacca i comunisti definendoli responsabili dei disordini.
IV Legislatura Camera dei deputati
Seduta n. 529-10 ottobre 1966
Interrogazioni urgenti sui fatti Di Trieste. Svolgimento: Almirante, Belli, Maria Bernetic, D'Alema, Giomo, Ingrao, La Malfa, Luzzatto, Pieraccini, ministro del Bilancio, Taviani, ministro dell'interno
«La Stampa», 11 ottobre 1966 [p.1]
Fausto De Luca, In una agitata riunione alla Camera. Taviani e Pieraccini condannano le violenze di Genova e Trieste. Il ministro dell’Interno sottolinea le gravi responsabilità dei comunisti che hanno fomentato i disordini con un solo intento: osteggiare il governo. La polizia, ha detto Taviani, s’è comportata con fermezza, ma con estrema discrezione malgrado la furia dei gruppi di scioperanti. Il ministro del Bilancio, tra le continue interruzioni dell’estrema sinistra, conferma che il governo tende a rendere produttive, finalmente, le aziende navalmeccaniche e garantisce la piena occupazione ai due capoluoghi; g.f., I sindacati invitano a sospendere gli scioperi. L’appello è stato rivolto dai dirigenti nazionali alle federazioni provinciali; a.c., Moro: “Abbiamo grantito gli interessi dei lavoratori”; Filiberto Dani, Timori e ansie nelle due città dov’è tornata un po’ di calma. Riuniti a Genova i consigli comunale e provinciale: il sindaco Pedullà si dice piuttosto “deluso” del piano governativo, i rappresentanti del centro-sinistra, pur esprimendo qualche rammarico, riconoscono che le offerte meritano attenzione. Il sindaco di Trieste cita i responsabili dei danni ai filobus e agli edifici devastati; Ugo Sartori, Normale la ripresa del lavoro a Trieste
18-19 ottobre 1966
Camera : mozioni e interpellanze sulla situazione internazionale
Seduta pomeridiana n. 537- 18 ottobre
Mozioni, interpellanze e interrogazioni sulla situazione internazionale. Discussione: Cantalupo, De Marsanich, Carlo Galluzzi, Romualdi, Vecchiett
Seduta pomeridiana n. 539 -19 ottobre
Badini Confalonieri, Cattani, Delfino, Fanfani, ministro degli Affari Esteri, Folchi, Carlo Galluzzi, Luzzatto, Malagodi, Edoardo Martino, Pacciardi, Riccio, Roberti, Romualdi, Vecchietti
24-27 ottobre 1966
Al Senato si svolge un’animata discussione sulle mozioni presentate sulla frana di Agrigento. Nel corso del dibattito Umberto Terracini (PCI) accusa, sulla base di documenti, gli intrecci fra Mafia e DC in Sicilia. Nel suo intervento Emilio Lussu (PSIUP) , provocando uno scontro fisico nell’aula e la sospensione della seduta , definisce la DC : «una banda di ladri». Non mancano le polemiche fra DC e PSI. Nel suo intervento il ministro dei Lavori pubblici, Giacomo Mancini (PSI) annuncia l’impegno del governo a presentare la legge urbanistica entro il 30 novembre, mentre nel frattempo saranno rese più pesanti le sanzioni amministrative e penali per chi viola le norme sulle edilizie. Respinte le mozioni dell’opposizione è approvata la mozione della maggioranza.
Seduta n. 505- 24 ottobre
Discussione Delle Mozioni Sulla Frana Di Agrigento (Nn. 31, 32, 33, 34, 35) : Ajroldi, Nencioni, Schiavetti, Terracini .
Seduta antimeridiana n. 506 -25 ottobre
Discussione: Banfi, D'Andrea, Simone Gatto, Pafundi, Tomassini Vecellio
Seduta pomeridiana n. 507 -25 ottobre
Discussione: Cipolla, Cuzari, Granata, Lussu, Maier, Militerni,
Seduta antimeridiana n. 508 -26 ottobre
Discussione: Adamoli, Gava, Lussu, Poët, Roda – Sugli incidenti avvenuti in aula: Gava, Lussu, Pajetta, Spigaroli
Seduta pomeridiana n. 509 -26 ottobre
Discussione: Levi, Lo Giudice, Mancini, ministro dei Lavori pubblici, Marullo, Veronesi
Seduta n. 510 -27 ottobre
Discussione, Approvazione della mozione n.31 e reiezione delle mozioni 32,33,34,35 e di ordine del giorno: Adamoli,Albarello,Bartesaghi, Battino Vittorelli, Bergamasco, Bufalini, Carubia, Cipolla, Simone Gatto, Gava, Grimaldi, Maccarrone, Mancini, ministro dei Lavori pubblici, Milillo, Nencioni, Tedeschi, Terracini, Veronesi
«La Stampa», 27 ottobre 1966 [p.1]
Fausto De Luca, Il dibattito per lo scandalo di agrigento. Grida e disordini al Senato per frasi ingiuriose di Lussu. Il parlamentare del PSIUP urla alla DC. “Siete tutti ladri”. Il sen. Gava reagisce con sdegno e fermezza. Dai banchi d’ogni settore si levano battute polemiche, i comunisti balzano con furia nell’emiciclo, trattenuti a stento dai commessi. Sospesa la seduta. Alla ripresa il comunista Secchia, che presiedeva la riunione, deplora ufficialmente il sen. Lussu; r.s, Mancini ha riferito al Consigio dei ministri; La frana di Agrigento riprende a muoversi
«La Stampa», 28 ottobre 1966 [p.1]
Michele Tito, Scandalo ad Agrigento, irregolarità in molte parti d’Italia. Mancini annuncia severe misure per mettere ordine nell’edilizia. Il governo si impegna a presentare la legge urbanistica in Parlamento entro il 30 novembre. Intanto verranno subito aggravate le sanzioni amministrative e penali per chi viola le norme sulle costruzioni civili. Per quanto riguarda Agrigento: deferimento alla magistratura dei responsabili, riesame di tutte le licenze, cancellazione degli appaltatori abusivi dall’albo, demolizione di alcuni palazzi. Dopo il discorso del ministro nuovi incidenti fra i comunisti ed i democristiani, che reagiscono alle accuse. Approvata la mozione della maggioranza; Il sindaco di Agrigento fa demolire una casa
«La Stampa», 29 ottobre 1966 [p.1]
Editoriale, Giovanni Conso, Si attende per Agrigento giustizia più sollecita
27 – 30 ottobre 1966
«Avanti!», 26 ottobre 1966 [p.1-p.8]
p.1- Titolo pagina : Verso la Costituente socialista . Domani si apre il Congresso del PSI.L’inizio dei lavori alle ore 16 con la relazione del Segretario del Partito- Rappresentanze da tutta Italia e delegazioni dei partiti socialisti di tutto il mondo. Centinaia di inviati della stampa italiana e internazionale. Oggi la riunione della Direzione del Partito[servizio p.1-p.8] ;
p.1- Editoriale, Francesco De Martino , Verso nuovi compiti ;
p.1-p.8- Il socialismo in Europa : valori e prospettive. Nel corso di una tavola rotonda a Roma hanno preso la parola Antonio Giolitti, Riccardo Lombardi, Pietro Longo, Paolo Sylos Labini; Giorgio Ruffolo, Gino Giugni, Aldo Garosci, Fabrizio Onofri e GianninO Parravicini. Ha presieduto i lavori Gaetano Arfè ;L’adesione di Quasimodo ;Unificazione : continuano numerose le adesioni. Una lettera di Giulio Seniga ai compagni di Milano. Lascia il PCI e si iscrive al nuovo partito il segretario nazionale del Sindacato dei dipendenti della Sanità. La adesione dei giovani intellettuali di Rovigo ;
p.1-Un documento dei sindacalisti del PSI. Per un sindacato autonomo e unitario . Un discorso del compagno Brodlolini ai membri socialisti del Consiglio generale della CGIL
«Avanti!», 27 ottobre 1966 [p.1-p.8]
p.1- Titolo pagina :Oltre 600 i delegati alla XXXVII assise nazionale del PSI. Presenti le delegazioni dei partiti antifascisti italiani e delle centrali sindacali. Fra gli invitati una larghissima rappresentanza dei economisti, scienziati, uomini del cinema, della letteratura, delle arti. Duecento gli inviati dei giornali italiani e stranieri. Quindici troupe radio- televisve di tutto il mondo riprenderanno le varie fasi del Congresso[servizio p.1-8];
p.1-Editoriale, Franco Gerardi, Una battaglia vinta ; La riunione della Direzione ;
p.1-p.8-Vivo interesse internazionale per l’unificazione. Presenti i delegati di 33 partiti esteri.Soddisfazione dei laburisti inglesi. Il “ Financial Times” parla di “ una pietra miliare nella storia politica italiana”. I primi arrivi a Roma delle delegazioni ; Nuove significative adesioni. Scrivono a Pietro Nenni i corrispondenti della TV Ruggero Orlando e Sandro Paternostro. L’adesione del pittore Domenico Cantatore. Nuove iscrizioni a Torino e a Pordenone
«Avanti!», 28 ottobre 1966 [pp.1-5]
p.1- Titolo :La relazione del segretario del partito al XXXVII Congresso. Unità di tutti i socialisti per la conquista democratica del socialismo. Il partito si presenta compatto con tutte le sue forze all’unità socialista. La Carta dell’unificazione conferma la coerenza con le tradizioni ideali del socialismo italiano. Esiste una frontiera con il comunismo, come teoria e come pratica di governo. L’impegno dei socialisti per la moralizzazione della vita pubblica e per il rinvigorimento della politica di centro sinistra. L’unificazione crea una forza di alternativa per al conquista della maggioranza del movimento operaio per la direzione politica del paese ;
pp.1-4- La relazione di Francesco De Martino[testo] ;
p.1- Il saluto del Congresso al presidente Saragat ;
p.1-p.4-Aperti da Jacometti i lavori del Congresso. Una bandiera che sventolerà sempre. Il Palazzo del Congresso gremito di delegati e invitati. Numerosa la rappresentanza dei partiti democratici italiani e dei movimenti socialisti stranieri ; Pietro A. Buttitta,L’incontro con le delegazioni. Consapevolezza di un grande compito. Lo sguardo all’avvenire che sarà come noi lo vorremo. La Sicilia rappresentata dai parenti delle vittime della reazione agraria e mafiosa ; Reazioni e commenti all’unificazione. Una dichiarazione di Tanassi. Un comunicato della direzione DC ; La dichiarazione di Albert Carthy segretario dell’internazionale .“Un evento storico per il socialismo mondiale” ;
p.5-Il cammino del Partito socialista dal Congresso di Venezia all’unificazione. Il socialismo nella democrazia. Sotto questo titolo sono stati raccolti in volume, per le edizioni Vallecchi, i più significativi scritti e discorsi di Pietro Nenni negli ultimi dieci anni. Ne pubblichiamo due brani ; L’autonomia socialista( dal discorso pronunciato al Congresso di Venezia ) ; I socialisti nella maggioranza( dal discorso di fiducia al governo Fanfani di centro-sinistra) ; Una lezione ideologica e politica. Pubblichiamo la introduzione scritta per il volume del compagno Giuseppe Tamburrano.
«Avanti!», 29 ottobre 1966 [pp.1-3- pp.7-9] manca p.10
p.1- Titolo pagina : L’intervento di Nenni al XXXVII Congresso del Partito. È il socialismo che continua più forte per un’Italia più civile. Con l’unificazione riconquistiamo al socialismo una condizione di iniziativa, sottraendolo alla funzione subalterna di apporto alle due egemonie, della DC nella direzione dello Stato, dei comunisti nella direzione del movimento operaio ;
p.1-p.7- L’intervento di Pietro Nenni [testo]
p.1- La cronaca della seduta ;
pp.1-2- L’intervento di Lombardi[testo] ; F. Go,A colloquio con i delegati esteri. L’unificazione svolta determinante per il socialismo europeo. Così si sono espressi il rappresentante dei socialisti spagnoli, Rodolfo Llopis, e il deputato socialista olandese Van der Goes Naters, ospiti del Congresso ;
p.1-p.10 –Aprirà i lavori la relazione di Tanassi .Oggi il PSDI a Congresso; A.Q. ( Aldo Quaglio) , Fiducia nel socialismo e nella maturità del Paese ;
p.3-Settanta anni di fedeltà alla causa dei lavoratori, della democrazia e della pace. I socialisti per L’Avanti ! . L’appello di De Martino e Tanassi ;
pp. 7- 10 – Gli interventi[sintesi]
«Avanti!», 30 ottobre 1966 [p.1-p.3- pp.7-9]
p.1- Titolo pagina :Uniti tutti i socialisti . EUR Palazzo dello Sport ore 9. Costituente ;
p.1- Editoriale, Franco Gerardi, Per una svolta di civiltà ; Il congresso del PSI ; Il Congresso del PSDI ;
p.1-p.3- p.6 - La replica di De Martino al XXXVII Congresso del PSI. Un socialismo più forte per i lavoratori e per il paese[testo ];La relazione di Tanassi al XV Congresso del PSDI . Inizia una fase nuova per il rinnovamento dello Stato[testo] ;
p.3- L’intensa giornata conclusiva ; Un documento sul Mezzogiorno ; Il Congresso ricorda Paolo Rossi ; Giorgio Giannelli , Fervido entusiasmo al Congresso del PSDI . Verso le nuove mete della Costituente . La risposta di Saragat al messaggio dell’assemblea . Il discorso di Carthy ; Si apre questa mattina all’Eur . La grande assise dei socialisti ;
p.4-L’intervento del compagno Brodolini . L’unificazione socialista è un grande fatto di base [testo] ; L’intervento del compagno Santi.Dare all’unificazione il vigore di una forte iniziativa socialista[testo] ; Portato da Albert Carthy. Il saluto dell’internazionale socialista .“Solo il socialismo porta la libertà e il rispetto dei diritti nella sicurezza” ; È giunto da Torino il “treno socialista”; Ugo D’Ascia , L’ “Unità” dagli oggi dipinti ;
pp.5-6- Gli interventi [sintesi] ;
p.5- La relazione del Colleggio dei revisori dei conti per il 1965 ;
pp.7-9- Numero speciale dedicato alla Storia del Socialismo
Quotidiano del PSI – PSDI unificati
Direttore Franco Gerardi
«Avanti!», 1 novembre 1966 [pp.1-12]
p.1- Titolo pagina :Costituente.Viva il partito di tutti i socialisti ; Il documento ; Il messaggio di Saragat ; Il saluto al Presidente ;
p.2- Pietro A. Buttitta,Bandiere rosse all’EUR. Il socialismo ha vissuto una grande giornata . Un’immensa folla di lavoratori ha festeggiato l’unità socialista. I canti e i vessilli dell’internazionale. Nel ricordo dei martiri e dei caduti ; Alberto Piazza, Grande interesse della stampa inglese per l’unificazione dei socialisti italiani .Tutti i giornali hanno dato ampio risalto all’avvenimento. Positivo giudizio del “Times” sulla relazione di De Martino al Congresso del PSI ; Angelo Quattrocchi, I commenti a Parigi ; I commenti austriaci . Un ruolo importante ; Un buon segno ; Telegramma di Moro a Nenni ;
p.3- pp.8-9 -Fra L’entusiasmo e la commozione dei delegati il discorso del presidente del partito unificato. Nenni : niente impedirà al socialismo di costruire la civiltà di cui è portatore . Una tensione politica e morale che conoscemmo solo nei primi anni dopo la Liberazione. Centro-sinistra: bilancio positivo nell’insieme, ma è necessario uno sforzo di volontà politica, se ciò non fosse possibile entrerebbe in crisi non un ministero ma l’intera situazione politica. Nasce un partito aperto senza settarismi, né dogmatismi[testo ];
p.3-pp.9-10- Il discorso di Pertini[testo] ;
p.3- pp.10- 11- La relazione di Tanassi[testo] ;
p.3-pp.11-12- La relazione di De Martino [testo]
p.3- Ampia eco sulla stampa alla Costituente; Il saluto di Pillerman;
pp.4-12- I lavori della Costituente socialista ;
p.4- Il discorso di Garosci . L’adesione dei socialisti indipendenti ; Messaggi dall’Italia e dal mondo ; La presidenza dell’assemblea ; Una dichiarazione del capo-delegazione dell’Alleanza Socialista Jugoslava . Un avvenimento importante per tutto il movimento operaio. La collaborazione fra PSI e ASPLJ garanzia di una più fruttuosa e vasta collaborazione con il partito socialista unificato ;
pp.5-7- Le adesioni al Partito unificato
Quotidiano della Democrazia cristiana
Direttore Mariano Rumor
«Il Popolo», 27 ottobre 1966 [p1-p.10]
Si inaugura oggi il Congresso del PSI . Riunite ieri le Direzioni socialiste e socialdemocratiche in preparazione dei Congressi dei due partiti. La Direzione della DC si riunisce stamane.
«Il Popolo», 28 ottobre 1966 [p1-p.10]
p.1-p.10 - Mario Angius, Temi e prospettive dell’unificazione socialista. Aperti da una relazione di De Martino i lavori del 37° Congresso del PSI. La collaborazione con le forze di centrosinistra e i rapporti con la DC. Netta differenziazione dal PCI ;
p.10- Le dichiarazioni degli uomini politici
«Il Popolo», 29 ottobre 1966 [p1-p.8]
Mario Angius, Nenni indica le finalità dell’unificazione socialista. Ampia gamma di opinioni sulla relazione del segretario del PSI. La sinistra conferma le sue previsioni. Oggi si concludono i lavori del Congresso ; Si svolge oggi il Congresso socialdemocratico. I lavori dell’assise del PSDI iniziano stamane e si concluderanno dopo poche ore. Consegnata alla Procura di Palermo la relazione della commissione di indagine su Palermo. Colloquio di Saragat con Moro
Mancano giorni successivi
Organo del Partito comunista italiano
Direttore Mario Alicata
«l’Unità», 25 ottobre 1966 [p.1-p.12]
Un PSI inquieto e diviso prepara la fusione. Un terzo dei delegati si astiene a Genova sulla “Carta ideologica “. TulliaCarettoni annuncia un convegno dei gruppi che rifiutano I'adesione.
«l’Unità», 27 ottobre 1966 [pp.1-2-p.14]
p.1-p.14 - m.gh. ( Massimo Ghiara) ,Oggi all'EUR con la relazione di De Martino. Si apre il 37° Congresso per ammainare la bandiera del PSI . Si concluderà sabato e domenica confluirà nella “Costituente” col PSDI. Una dichiarazione di Longo a “Le Monde” riafferma il netto giudizio di critica e di condanna del PCI nei confronti della operazione socialdemocratica ;
pp.1-2-Nuovi no dalle province alla fusione PSI-PSDI
«Le Monde», 28 ottobre 1966
Luigi Longo ( secrétaire général du Parti comuniste italien) : una condamnation radicale.
«l’Unità», 28 ottobre 1966 [p.1-p.12]
p.1-p.12 - m.gh. ( Massimo Ghiara),Aperti in un clima di evidente stanchezza i lavori dell’ultimo Congresso socialista.
Un rapporto di De Martino ambiguo e contraddittorio. Contrasto stridente fra i “principi” proclamati e la politica condottadai dirigenti socialisti. Logora polemica nei confronti deicomunisti, verso i quali però si respinge la tesi dell'”isolamento”.Clamorose ammissioni sull'involuzione del centro sinistra. Polemicodiscorso inaugurale di Jacometti ;
p.1- Il giudizio di E. Berlinguer
«l’Unità», 29 ottobre 1966 [pp.1-2 p.14]
p.1-p.14- m.gh. ( Massimo Ghiara) ,Isterico discorso per soffocare le preoccupazioni di De Martino e gli umori critici del Congresso socialista. Anticomunismo, ultimabandieradi Nenni .Toni da Comitato civico nelle parole del futuro
presidente del partito unificato. Esaltazione del centrosinistra e brutale smentita alle illusioni sulla “alternativa” alla Democrazia cristiana. Gli interventi di Lombardi, Giolitti, Dido, Vittorelli . Oggi la conclusione dei lavori ; I commenti alla relazione di De Martino.
p.2- intervista di Berlinguer all' “Astrolabio” sulla fusione PSI-PSDI. Le forze autenticamente socialiste perseguano
una più stretta unità . Parri definisce I'unificazione “una somma delleforze ritardatrici dei due partiti”
«l’Unità», 30 ottobre 1966 [pp.1-2 ]
pp. 1- 2- Editoriale, Mario Alicata, Coacervo di contraddizioni ; m.gh. ( Massimo Ghiara) , Oggi la Costituente socialista ma non per il socialismo. Incerto e diviso il Psi si fonde col PSDI . De Martino a chiusura del Congresso non polemizza con Nenni ma riconferma le sue posizioni. Aspre critiche di Santi alia politica del governo . Nenni impedisce ad Anderlini di parlare. Stanca polemica anticomunista di Matteotti e Venturini ; In due ore lo pseudo Congresso del PSDI. Tanassicapovolgele tesi di De Martino. Paolo Rossi afferma che “chi ha vinto” è il PSDI ed esalta atlantismo e centrismo ;
p.2- Lettera di Anderlini, Carettoni, Fioriello, Gatto , Bonazzi e Finelli al Congresso del PSI . “No all'unificazione Sì al socialismo”. II messaggio riassume le posizioni dei socialisti autonomi dopo che lapresidenza del Congresso non ha concesso la parola ad Anderlini
«l’Unità», 31 ottobre 1966 [pp.1-2 ]
p.1- Editoriale, Mario Alicata, La Costituente che resta da fare ;
pp.1-2- m. gh. ( Massimo Ghiara) ,L’unificazione PSI-PSDI al Palasport di Roma. Molte bandiere e nessun dibattito. Comizio di massa a più voci, non una Costituente. Nenni ribadisce l’anticomunismo e difende governo e DC. Tanassi non esiste il capitalismo. De Martino conferma le sue riserve sulla politica nelle Giunte. Messaggio di Saragat . Ancora senza nome il nuovo partito
«l’Unità», 1 novembre 1966 [p.1-p.12]
m. gh. ( Massimo Ghiara) ,Mentre la DC dà atto a Nenni della sua “onestà”. Scialbi echi alla“Costituente”PSI-PSDI - Imbarazzo negli stessiambienti favorevoli allaunificazione per il contenutodeludente dellaassemblea dell'EUR. In
discussione la direzione dell’ “Avanti!”e le presidenze dei gruppi parlamentari ;
p.2-Aspra censura dei discorsi del segretario del PSI. Attacco aperto a De Martinoda parte di Rumor e Colombo.
L’ unificazione va bene, ma senza “velleitarismi” anti DC. Impudente difesa dei saccheggiatori di Agrigento
«l’Unità», 2 novembre 1966 [p.1-p.12]
Intervista con Enrico Berlinguer sulla Costituente socialista. Le tesi del PSDI hanno prevalso su quelle del PSI-
II nuovo partito nasce tuttavia carico di contraddizioni. Le gravi responsabilità di Nenni. La mancanza di democrazia
nel congresso del PSI e nell’ assemblea del Palasport. I socialisti unificati si troveranno di fronte alla nostra iniziativa
unitaria sui problemi concreti del Paese [intervista a Enrico Berlinguer ]
«l’Unità», 3 novembre 1966 [pp.1-2]
Editoriale, Maria A. Macciocchi, I socialdemocratici da Parigi a Roma ;
p.2-Per garantire la subordinazione nel quadro del centro-sinistra. Continua la pressione DC sul partito unificato.
Il “Popolo” gonfia artificiosamente i pericoli che deriverebbero da una “lotta per il potere” .Anche la sinistra DC milanese polemica. Nenni in una intervista rassicura gli alleati. Una dichiarazione della compagna Carettoni
«l’Unità», 4 novembre 1966 [p.2]
Dopo I'intervista all’”Espresso” del vicepresidente del Consiglio . Polemizza con Nenni la sinistra cattolica e DC . Un editoriale dell' “Avvenire d'ltalia” e una nota della “Radar”. Critiche del PRI al centro sinistra. II consigliere diplomatico di Saragat nel CC del partito unificato. Giudizio del PSIUP sulla fusione socialdemocratica
«l’Unità», 31 ottobre 1966 [pp.1-2 ]
p.1- Editoriale, Mario Alicata, La Costituente che resta da fare ;
pp.1-2- m. gh. ( Massimo Ghiara) ,L’unificazione PSI-PSDI al Palasport di Roma. Molte bandiere e nessun dibattito. Comizio di massa a più voci, non una Costituente. Nenni ribadisce l’anticomunismo e difende governo e DC. Tanassi non esiste il capitalismo. De Martino conferma le sue riserve sulla politica nelle Giunte. Messaggio di Saragat . Ancora senza nome il nuovo partito
«l’Unità», 1 novembre 1966 [p.1-p.12]
m. gh. ( Massimo Ghiara) ,Mentre la DC dà atto a Nenni della sua “onestà”. Scialbi echi alla“Costituente”PSI-PSDI - Imbarazzo negli stessiambienti favorevoli allaunificazione per il contenutodeludente dellaassemblea dell'EUR. In
discussione la direzione dell’ “Avanti!”e le presidenze dei gruppi parlamentari ;
p.2-Aspra censura dei discorsi del segretario del PSI. Attacco aperto a De Martinoda parte di Rumor e Colombo.
L’ unificazione va bene, ma senza “velleitarismi” anti DC. Impudente difesa dei saccheggiatori di Agrigento
«l’Unità», 2 novembre 1966 [p.1-p.12]
Intervista con Enrico Berlinguer sulla Costituente socialista. Le tesi del PSDI hanno prevalso su quelle del PSI-
II nuovo partito nasce tuttavia carico di contraddizioni. Le gravi responsabilità di Nenni. La mancanza di democrazia
nel congresso del PSI e nell’ assemblea del Palasport. I socialisti unificati si troveranno di fronte alla nostra iniziativa
unitaria sui problemi concreti del Paese [intervista a Enrico Berlinguer ]
«l’Unità», 3 novembre 1966 [pp.1-2]
Editoriale, Maria A. Macciocchi, I socialdemocratici da Parigi a Roma ;
p.2-Per garantire la subordinazione nel quadro del centro-sinistra. Continua la pressione DC sul partito unificato.
Il “Popolo” gonfia artificiosamente i pericoli che deriverebbero da una “lotta per il potere” .Anche la sinistra DC milanese polemica. Nenni in una intervista rassicura gli alleati. Una dichiarazione della compagna Carettoni
«l’Unità», 4 novembre 1966 [p.2]
Dopo I'intervista all’”Espresso” del vicepresidente del Consiglio . Polemizza con Nenni la sinistra cattolica e DC . Un editoriale dell' “Avvenire d'ltalia” e una nota della “Radar”. Critiche del PRI al centro sinistra. II consigliere diplomatico di Saragat nel CC del partito unificato. Giudizio del PSIUP sulla fusione socialdemocratica
Quotidiano indipendente
Direttore Giulio De Benedetti
«La Stampa», 6 ottobre 1966 [p.9]
m.t. ( Michele Tito),In vista del Congresso per l’unificazione. La direzione socialista discute il problema delle giunte frontiste . Secondo il segretario De Martino il PSI rompe la coalizione con il PCI nei comuni e nelle province con troppa facilità. L’on. Matteotti ( responsabile degli enti locali) risponde ch ela pressione viene dalla base, stanca delle continue critiche dei comunisti
«La Stampa», 7 ottobre 1966 [p.5]
g.fr. , De Martino a “Tribuna politica” parla di divorzio e unificazione. Il PSI, dice, vuole il divorzio ma riconosce che non è impegno di governo. Continuerà a dibattere il problema sino a che il Parlamento troverà una maggioranza per votarlo. Il nuovo partito unificato si pone una barriera ideale e politica con il PCI
«La Stampa», 23 ottobre 1966 [p.3]
Vittorio Gorresio,Vent’anni di battaglie per arrivare all’unificazione. I socialisti, forti di voti ma poco sicuri di sé sciuparono nel dopoguerra una grande vittoria . Quando tornò la libertà, un favore vasto e spontaneo circondò il vecchio partito. Per parecchi mesi l’”Avanti!” fu il primo giornale di Roma ; nelle elezioni del ’46 i socialisti ebbero quasi mezzo milione di voti più dei comunisti. Era l’occasione per rompere il patto di unità d’azione con il PCI. Ma i capi sentirono la fragilità dell’organizzazione socialista; nel timore di essere soverchiati e di indebolire la sinistra, non ebbero il coraggio di scegliere l’autonomia. Fu una delusione carica di gravi conseguenze
«La Stampa», 27 ottobre 1966 [p.1]
Vittorio Gorresio, Oggi a Roma il 37° Congresso. L’assemblea dei socialisti per la grande unificazione. Oltre l’80 per cento degli iscritti ha già espresso l’assenso alla fusione con il PSDI. I lavori per la sanzione solenne e definitiva dureranno da stasera a sabato. Socialisti e socialdemocratici si riuniranno insieme domenica, nel palazzo dell’EUR, per la Costituente che darà vita al nuovo partito della sinistra democratica. Nenni sarà presidente, segretari De Martino e Tanassi; d.l.,Dall’Italia e dall’estero . Cinquanta delegazioni assisteranno ai lavori
«La Stampa», 28 ottobre 1966 [p.1]
Fausto De Luca, Riuniti a Roma i delegati di tutte le sezioni del PSI . Grandi applausi a Saragat e Nenni aprono il congresso dell’unificazione. Il Capo dello Stato non era presente, ma l’assemblea gli ha inviato un caloroso messaggio. Nenni accolto dai congressisti in piedi, al canto dell’Internazionale. Ampio e coraggioso discorso del segretario De Martino. Ricorda il duro cammino dell’autonomia socialista, quindi indica il programma immediato del nuovo partito : collaborazione con la DC per attuare le riforme concordate, divisione e concorrenza verso il PCI, a vantaggio dei lavoratori. Domani il convegno del PSDI. Domenica la fusione
«Stampa Sera», 28-29 ottobre 1966 [p.1]
Titolo :L’ultimo Congresso del partito socialista è in corso a Roma. Lombardi spiega il consenso della sinistra del PSI all’unificazione. Il “leader” dell’opposizione interna prende la parola stasera. Stamane hanno parlato Giolitti e Balzamo. I giudizi dei responsabili degli altri partiti sulla nascita della nuova formazione politica, in una serie di dichiarazioni a “ Stampa Sera”; Mario Pinzauti, Una svolta importante . Che cosa dicono La Malfa, Sullo, Badini Confalonieri, Longo e Vecchietti; m.p. ( Mario Pinzauti) , Un telegramma di Saragat
«La Stampa», 29 ottobre 1966 [p.1]
Fausto De Luca,Il Congresso socialista unanime per l’unificazione . Nenni dichiara : da oggi apriamo una nuova fase politica in Italia. Il vecchio “leader” ha parlato con foga e passione tra gli applausi di tutta l’assemblea. Ha attaccato i comunisti per “ la loro polemica astiosa, implacabile, sabotatrice” e perché “ sono rimasti indietro nella storia”. Ai democristiani ha riconosciuto l’impegno di attuare le riforme concordate. Quindi ha concluso : il nuovo partito intende contestare alla DC l’egemonia del potere, al PCI l’egemonia della classe operaia. Gli altri discorsi : Giolitti, Lombardi, Pieraccini e Mariotti. Oggi si riuniscono i socialdemocratici. Domani la grande Costituzione
«La Stampa», 30 ottobre 1966 [p.1]
Titolo :Assemblea di 15 mila delegati a Roma. Oggi la fusione dei socialisti. Nasce un nuovo grande partito. I Congressi straordinari del Psi e del PSDI si sono conclusi ieri sera. La “carta dell’unificazione” ha ricevuto unanimi e calorosi consensi. Stamane socialisti , socialdemocratici e simpatizzanti rimasti finora senza tessera si riuniscono all’Eur per la proclamazione ufficiale. Parlerà Nenni, presidente della nuova formazione. Il programma è noto : collaborazione con la DC per uno Stato più moderno e democratico ; concorrenza al Pci fermo su schemi ormai superati dall’esperienza; Editoriale , Vittorio Gorresio, Le conseguenze ; m.t. ( Michele Tito ), Migliaia di persone arriveranno con treni speciali da tutta Italia . Un telegramma di Saragat al Congresso socialdemocratico “ nel momento in cui i grandi ideali di libertà, di democrazia, di giustizia sociale e di pace, che hanno ispirato il PSDI, stanno per affermarsi con forza maggiore”; f.d.l. ( Fausto De Luca) , Gli ultimi interventi al Congresso del PSI
«Stampa Sera», 30 ottobre- 1 novembre 1966 [p.1]
Mario Pinzauti,È nato il nuovo partito : si chiama “PSI-PSDI unificati”. La ritrovata unità dei socialisti solennemente proclamata ieri a Roma . Tremila persone hanno gremito la grande arena del Palazzo dello Sport. Lunghi entusiastici applausi ai discorsi del presidente del partito, Nenni, e dei due segretari De Martino e Tanassi. Gli obiettivi della nuova formazione politica : presentarsi come alternativa democratica di potere alla DC e contestare la direzione della classe lavoratrice al PCI. Il primo congresso si terrà dopo le elezioni del 1968 ; Il messaggio di Saragat ; Un telegramma di Moro
«Stampa Sera», 30 ottobre- 1 novembre 1966 [p.13]
m.p. ( Mario Pinzauti) ,La nascita del nuovo partito. Attori registi scrittori fra i socialisti unificati. Fra gli altri Sofia Loren. Le dure reazioni del PCI e le riserve di Rumor sull’esito della “Costituente” di ieri
«La Stampa», 1 novembre 1966 [p.1]
Michele Tito,Cominciata l’attività del nuovo partito. Giudizi comunisti e DC sulla fusione socialista. Il PCI cerca di minimizzare l’avvenimento, ma rivela grande imbarazzo : convocata la direzione per i prossimi giorni. L’on. Rumor a nome della DC esprime soddisfazione, ma auspica, per il bene dello Stato che la collaborazione di centro-sinistra continui a essere piena e leale
«La Stampa», 30 ottobre 1966 [p.1]
Titolo :Assemblea di 15 mila delegati a Roma. Oggi la fusione dei socialisti. Nasce un nuovo grande partito. I Congressi straordinari del Psi e del PSDI si sono conclusi ieri sera. La “carta dell’unificazione” ha ricevuto unanimi e calorosi consensi. Stamane socialisti , socialdemocratici e simpatizzanti rimasti finora senza tessera si riuniscono all’Eur per la proclamazione ufficiale. Parlerà Nenni, presidente della nuova formazione. Il programma è noto : collaborazione con la DC per uno Stato più moderno e democratico ; concorrenza al Pci fermo su schemi ormai superati dall’esperienza; Editoriale , Vittorio Gorresio, Le conseguenze ; m.t. ( Michele Tito ), Migliaia di persone arriveranno con treni speciali da tutta Italia . Un telegramma di Saragat al Congresso socialdemocratico “ nel momento in cui i grandi ideali di libertà, di democrazia, di giustizia sociale e di pace, che hanno ispirato il PSDI, stanno per affermarsi con forza maggiore”; f.d.l. ( Fausto De Luca) , Gli ultimi interventi al Congresso del PSI
«Stampa Sera», 30 ottobre- 1 novembre 1966 [p.1]
Mario Pinzauti,È nato il nuovo partito : si chiama “PSI-PSDI unificati”. La ritrovata unità dei socialisti solennemente proclamata ieri a Roma . Tremila persone hanno gremito la grande arena del Palazzo dello Sport. Lunghi entusiastici applausi ai discorsi del presidente del partito, Nenni, e dei due segretari De Martino e Tanassi. Gli obiettivi della nuova formazione politica : presentarsi come alternativa democratica di potere alla DC e contestare la direzione della classe lavoratrice al PCI. Il primo congresso si terrà dopo le elezioni del 1968 ; Il messaggio di Saragat ; Un telegramma di Moro
«Stampa Sera», 30 ottobre- 1 novembre 1966 [p.13]
m.p. ( Mario Pinzauti) ,La nascita del nuovo partito. Attori registi scrittori fra i socialisti unificati. Fra gli altri Sofia Loren. Le dure reazioni del PCI e le riserve di Rumor sull’esito della “Costituente” di ieri
«La Stampa», 1 novembre 1966 [p.1]
Michele Tito,Cominciata l’attività del nuovo partito. Giudizi comunisti e DC sulla fusione socialista. Il PCI cerca di minimizzare l’avvenimento, ma rivela grande imbarazzo : convocata la direzione per i prossimi giorni. L’on. Rumor a nome della DC esprime soddisfazione, ma auspica, per il bene dello Stato che la collaborazione di centro-sinistra continui a essere piena e leale
Si interrompono di nuovo le trattative per il contratto nazionale fra la Confindustria e i metalmeccanici dell’industria privata.
«La Stampa», 29 ottobre 1966 [p.1]
g.f.( Giancarlo Fossa), Rotte di nuovo le trattative per i metalmeccanici privati. CISL e CGIL intendono proclamare scioperi “con carattere di continuità e durezza”. La UIL deciderà lunedì e intanto cercherà di sbloccare ancora una volta la situazione. Il presidente della Confindustria Costa, dichiara che le controverie si risolvono discutendo, non con agitazioni che sono inutili e dannose
3-4 novembre 1966
ACLI X Congresso nazionale. Il presidente, Livio Labor, introducendo i lavori, che hanno come tema «La partecipazione dei lavoratori alla società democratica», critica il moderatismo della DC e il governo di centro-sinistra per non aver attuato le riforme promesse e , senza una adeguata correzione, mette in forse il voto della Associazione nelle elezioni del 1968 . Mariano Rumor portando il saluto della Democrazia Cristiana tende a rassicurare Labor e sottolinea la comune ispirazione che unisce le ACLI al partito cattolico. Al Congresso un breve intervento del presidente del Consiglio, Aldo Moro.
«l’Unità», 4 novembre 1966 [p.1-p.12]
a.ac. (Aris Accornero), Aperto a Roma il X congresso con un discorso del presidente centrale Le ACLI: critiche al centro sinistra. La DC- dice Labor- non è l’unione di tutti i cattolici . Riserve sull'unificazione socialdemocratica. “ Il comunismo non fu una malattia d'oltralpe ma un frutto tipico della nostra storia e realà: con esso il dialogo dev'essere contestazione e confronto”. Ribadita I'esigenza dell'unita sindacale. I lavoratori cristiani diranno “no “ a una programmazione senza Region!, pieno impiego e riforme . Delusione per il discorso di Moro
«La Stampa», 4 novembre 1966 [p.15]
Fausto De Luca, Il X Congresso dei lavoratori cattolici. Le ACLI criticano la DC perché troppo moderata. Nella sua relazione il presidente Labor insiste perché il partito diventi una forza di propulsione, tipo kennediana. Quindi afferma: “vogliamo chiedere alcuni chiarimenti a Rumor per decidere il nostro atteggiamento nelle elezioni del 1968”. Breve intervento di Moro: l’elevazione sociale richiede realismo, non demagogia”
«La Stampa», 5 novembre 1966 [p.9]
f.d.l. (Fausto De Luca), Al Congresso dei lavoratori cristiani. Pronta risposta di Rumor alle critiche delle ACLI. Il segretario democristiano ha ricordato agli aclisti che rimproverano il “moderatismo” del partito: ciò che per voi è studio e teoria, per noi è scelta concreta nella realtà quotidiana, politica ed economica. Nuovi polemici interventi di delegati
«La Stampa», 6 novembre 1966 [p.17]
f.d.l. (Fausto De Luca), Al Congresso delle ACLI. Deputati DC criticano la relazione di Labor. Il ministro Bosco annuncia che tutti i contributi di previdenza saranno riscossi dall’INPS
«l’astrolabio», n.45, 13 novembre 1966 [pp.9-12]
Giorgio Lauzi, ACLI. Un tuono a sinistra. Il 10" Congresso delle ACLI, anche se ha segnato un momento d'attesa, ha dimostrato che i lavoratori cattolici sono consapevoli della necessità di difendere e sviluppare la loro autonomia che costituisce tuttora una conquista reversibile
Dopo tre giorni di pioggia ininterrotta una disastrosa alluvione si abbatte su gran parte delle regioni italiane. La città più colpita è Firenze dove 17 persone perdono la vita e dodici milla cittadini sono costretti da abbandonare le case. Danni ingenti al patrimonio artistico della città. Nel Paese tutto una grande campagna di solidarietà. A Firenze accorrono da tutta Italia e dal mondo migliaia di giovani , saranno chiamati «gli angeli del fango». Lavorano per salvare le bellezze e il patrimonio artistico culturale della città. Una grande risposta all’appello lanciato dallo storico dell’arte Carlo Ludovico Ragghianti.
«La Stampa», 5 novembre 1966 [ pp.1-3-p.16]
p.1-Titolo pagina: Tutta la penisola sconvolta da una eccezionale ondata di maltempo. L’Italia spezzata in due dai fiumi in piena. Isolata la Toscana: una trentina di morti. Le regioni più colpite sono la Toscana, l’Emilia e il Veneto. Firenze e la Valdarno (sette vittime per un crollo a Regello) epicentri del dramma. Allagate anche Pisa, Grosseto, Livorno e Arezzo. Sconvolte le vie di comunicazione stradali e ferroviarie. L’Autostrada del Sole è bloccata da Reggio Emilia ad Orvieto. Tutte le statali della Toscana sono impercorribili. Interruzioni anche sulla via Emilia e sull’Aurelia presso Livorno. Situazione tragica nel Friuli per la piena del Tagliamento: decine di paesi evacuati. Chiusa la ferrovia del Brennero. Il Po in piena minaccia il Polesine. Danni anche in Lombardia, Piemonte, Liguria, Lazio, Campania e Sicilia. Impossibile un bilancio completo della situazione per le difficoltà di comunicazione; Michele Tito, Un disastroso bilancio; m.p., Il capoluogo è isolato dal resto della Regione. Il dramma di Firenze allagata dall’Arno l’acqua lambisce i primi piani delle case. Sommersi i due terzi della città, fra le Cascine e Piazza della Signoria: sindaco e prefetto bloccati dalla piena nelle loro sedi. Mancano luce, gas e acqua potabile, strade, telefoni e telegrafi sono stati interrotti. Scarseggiano i rifornimenti alimentari. Lo straripamento all’alba di ieri, dopo 18 ore di pioggia torrenziale. Decine di famiglie, sorprese dall’ondata, fuggono sui tetti delle case, altre centinaia abbandonano gli alloggi. Nelle vie auto e camion sommersi rendono difficile il transito dei mezzi anfibi. Alle 23 cessa la pioggia e si alza un forte vento; La situazione nella notte delle strade e delle ferrovie; Sette morti a Regello nelle case travolte;
p.2- Titolo: La furia del maltempo nelle Regioni Centro - sud; (Ansa), Nel centro di Grosseto l’acqua ha raggiunto i 3 metri e mezzo. La città è quasi completamente allagata. Mobilitati gli elicotteri per salvare gli alluvionati nelle campagne. Appello del prefetto al governo per urgenti soccorsi. L’aeroporto militare invaso dalla piena: il personale si muove in motoscafo. Inondata anche Castiglion della Pescaia; Gianfranco Franci, Una notte di incubo per gli “assediati” di Pisa. L’Arno, rotti gli argini, ha già invaso la città. Ma deve arrivare un’altra ondata di piena e si temono nuovi disastri; Allagamenti e frane nella zona di Livorno; Interrotta per una frana la strada dell’Abetone; La Liguria investita da piogge e mareggiate. Bloccata da una frana l’autostrada Recco-Rapallo; A. Luise, Un ciclone ha investito Napoli e i centri costieri della Campania. Decine di feriti nel capoluogo. Incidenti nel porto. Nessuna comunicazione con le isole di Ischia e di Capri; l.g., Allagamenti crolli e feriti per il nubifragio a Roma e Ostia; Sconvolte dalla tempesta le isole di Ventotene e Ponza; Tempeste di vento su tutta la Sicilia;
p.3-Titolo: Il Po continua a salire: migliaia di famiglie in ansia; Adriano Gazzola, Perché la natura si scatena; Gaetano Tumiati, Tutti i fiumi in Emlia rompono gli argini interrotte le ferrovie e l’autostrada del Sole. Il Lambro, il Taro, l’Enza, il Parma, il Secchio, il Reno si sono trasformati in vorticosi corsi d’acqua larghi centinaia di metri. Poco a sud di Reggio Emilia interrotte quasi tutte le comunicazioni. Sulla ferrovia Porrettana crolla un ponte un solo minuto dopo il passaggio di un treno. Impossibile proseguire oltre Bologna: migliaia di automobilisti bloccati nella città. Crollato a Vignola il ponte stradale sul Panaro. Gravissima la situazione nelle campagne; Crollato il Ponte sul Panaro a Vignola; A Venezia la più alta marea registrata da duecento anni; g.c., Disastri e allagamenti in Veneto, Trentino e Alto Adige. Il Tagliamento straripa in Friuli. Dieci paesi evacuati nella notte. Fra i comuni sgombrati la città di Latisana dove 8000 abitanti hanno lasciato le case. La piena isola paesi e villaggi, demolisce ponti e linee ferroviarie; interrotte la Udine - Tarvisio e la Trieste - Venezia. Bloccati i valichi con Austria e Jugoslavia; Frana travolge tre case nel Trentino: un morto; Cortina d’Ampezzo isolata dalla neve; Strada e linea del Brennero interrotte da grosse frane; Gigi Ghirotti, Angoscia nel Polesine il mare infrange le dighe. Migliaia di ettari di seminato sommersi dall’acqua salata; Quattro centri del Delta sgomberati per l’alluvione;
p.16- Il racconto di un giornalista tornato stanotte da Firenze. L’alluvione minaccia Ponte Vecchio e il “corridoio Vasariano” degli Uffizi. L’acqua è penetrata nel Battistero e in S. Maria del Fiore. Requisite le scuole per ospitare i senza tetto. Gravissimi danni alla nuova sede de “La Nazione” inaugurata un mese fa
«La Stampa», 6 novembre 1966 [ pp.1-3-p.18]
p.1- Titolo pagina: Una sessantina i morti, centinaia i dispersi. Si Aggrava il dramma di intere regioni ancora sconvolte dalla furia delle acque. La situazione è disastrosa in Toscana, Friuli, Trentino e Alto Adige. Firenze (17 morti) non è più isolata, ma la città ha subito danni enormi. Grosseto ancora sommersa. Friuli 40 mila persone hanno abbandonato le loro case per la piena del Tagliamento. Trentino: il capoluogo è allagato dall’Adige, le vittime sono 23. Centinaia di persone tagliate fuori dalle comunicazioni. Nell’opera di soccorso sono impiegati 100 mila uomini. Il governo ha stanziato dieci miliardi per gli aiuti più urgenti. Sempre precaria la situazione delle strade (riattivata l’Autostrada del Sole) e delle linee ferroviarie. In quasi tutte le zone alluvionate mancano luce e gas: si temono epidemie; Editoriale, Nicola Adelfi, Coraggio nella sventura; M.Tito, È ancora impossibile un bilancio della tragedia che stiamo vivendo; Il presidente Saragat visita oggi Firenze;
pp.1-2- Gaetano Tumiati, Un mare di fango ha deturpato Firenze;
p.2- Gianfranco Franci, Grosseto e la Maremma sommerse dall’Ombrone: i senza tetto sono centinaia. Vi sarebbero parecchi dispersi: auto trascinate via dalla piena, passanti strappati dalla furia delle acque. La gente si è rifugiata sui tetti delle case. Le colonne di soccorso non riescono a raggiungere la città allagata; Migliaia di danni a Roma e nel Lazio; g.gr., Desolazione aVenezia senza luce. L’acqua si è ritirata, ma la città è piena di fango e detriti. Folle di evacuati in provincia; I sindacati sospendono lo sciopero dei treni; a.l., Torna il sole su Napoli e la costiera devastata. Desolante spettacolo di rovine. Almeno trenta miliardi di danni. Riprese le comunicazioni con Ischia e le altre isole; c.c., Tre metri d’acqua nel Bolognese. Paesi isolati, difficili i soccorsi. Decine di famiglie hanno passato la notte sui tetti. Attendono ancora gli aiuti. Tre le vittime. Minacce di altri allagamenti;
p.3- Titolo pagina: La furia del maltempo si accanisce al Nord; Gigi Ghiretti, Fuggite 40 mila persone nel Friuli investito dalla pioggia e dal mare; a.n., Ventitre morti in Trentino e in Alto Adige. Trento allagata stanotte dall’Adige in piena; Fra le vittime due giovani carabinieri in Val Passiria. La linea del Brennero interrotta in dodici punti per acqua e frane;
p.18- Lamberto Furno, Imponente organizzazione per le regioni alluvionate. Dieci miliardi per gli aiuti più urgenti. Centomila persone impegnate nei soccorsi. La somma è stata stanziata dopo una riunione di Moro e alcuni ministri (Taviani, Andreotti, Restivo, Bosco). Domani e martedì si riunisce il governo. Mezzi dell’esercito, dell’aviazione e della marina impiegati in tutta Italia. Oltre 70 mila uomini delle forze dell’ordine ( soldati, polizia, crabinieri, vigili del fuoco), operano 8 colonne mobili della protezione civile trasportate con vagoni volanti e migliaia di volontari, specialmente medici e infermieri; Un appello del critico Ragghianti per salvare le opere d’arte di Firenze [testo]
Camera: si discutono le interrogazioni sulle alluvioni che hanno colpito il Paese. Il ministro dell’Interno Paolo Emilio Taviani fa appello alla solidarietà nazionale. Lo stesso giorno il Consiglio dei ministri, in una lunga riunione, decide prime misure per fronteggiare la situazione: fino al 31 dicembre 1968 aumento della benzina di 10 lire al litro della benzina, il ricavato previsto in 180 miliardi dedicato esclusivamente alla ricostruzione, stanziati 50 miliardi per gli interventi più urgenti e provvidenze per i lavoratori rimasti senza lavoro, artigiani e commerganti danneggiati.
IV Legislatura Camera dei deputati
Seduta n.548 – 7 novembre 1966
Presidente : Per le recenti alluvioni che hanno colpito l’Italia ; Interrogazioni sull’alluvione e intervento del governo : Cariglia , Covelli , Ferrari Aggradi, Ingrao , La Malfa Luzzatto, Pacciardi, Romualdi , Taviani, ministro dell'Interno
«La Stampa», 8 novembre 1966 [ pp.1-3-p.16]
p.1-Titolo pagina: La Camera in doloroso silenzio ascolta il ministro dell’Interno. Taviani fa appello alla solidarietà nazionale per milioni di cittadini colpiti dal disastro. Un terzo del nostro territorio, 100 mila chilometri quadrati, con grandi città come Firenze, Venezia, Trento e Grosseto, è stato travolto da nubifragi senza precedenti. Una calamità così grave ed estesa non si ricorda: per alcuni luoghi bisogna risalire alle memorie del 1300 (Firenze) o del Mille (Venezia). Incalcolabili di danni. Accertati finora 72 morti e 35 dispersi, ma il numero delle vittime purtroppo salirà ancora. “Tutto quel che si poteva fare è stato fatto”: mobilitati reparti dell’esercito, migliaia di salvataggi con elicotteri e mezzi anfibi. Oggi si riunirà il Consiglio dei ministri per le misure eccezionali: occorrono centinaia di miliardi per l’assistenza ai profughi, ai disoccupati e per la ricostruzione; Michele Tito, Il governo si riunisce in seduta straordinaria; ar.ba. (Arturo Barone), Le probabili misure che saranno adottate; Fausto De Luca, Il rapporto al Parlamento; Luciano Curina, Nessuno dorme, tutti aspettano l’”onda di piena”. Inquieta notte di attesa nel Polesine perché il fiume può rompere gli argini. L’acqua, nera e vorticosa, sale di un centimetro l’ora. Il Po che trasporta normalmente 800 metri cubi al secondo, ha raggiunto ieri sera gli 8000. Centinaia e centinaia di uomini (soldati, carabinieri, pompieri, ragazzi) lavorano alla luce delle torce per rinforzare le sponde. Il massimo della violenza si avrà stamane: se il fiume supera le rive, migliaia di persone perderanno case e terre, qualcuno anche la vita;
p.2- Titolo pagina: In Veneto il sole illumina un paesaggio di rovine; Gigi Ghirotti, Visita ai villaggi dove l’acqua ha strappato anche i morti ai cimiteri. Impressionante viaggio in aereo del nostro inviato sul Bellunese allagato. Nelle tre valli della regione gli alluvionati sono 70 mila, le vittime 21, i dispersi una quarantina, i danni dai 5 ai 6 miliardi. A Cencenighe due torrenti sono usciti dagli alvei e hanno investito il paese: ora i detriti arrivano alle grondaie delle case. La piena ha sommerso anche la nuova zona industriale di Longarone; Francesco Rosso, Venezia appare una città spettrale profanata dal fango e dalla nafta. Si procede nella fanghiglia, tra detriti, vetrine sfondate, negozi devastati. Anche il patrimonio artistico ha subito danni. Le vie e le case sono al buio, manca il riscaldamento. La piena ha fatto strage dei topi, ma i roditori, furenti per l’agonia, hanno assalito parecchi bambini. Situazione ancora grave nelle isole della laguna; I metalmeccanici invitati a sottoscrivere due ore di lavoro per gli alluvionati; Adriano Gazzola, Forse il tempo peggiorerà di nuovo nel Sud dell’Italia;
p.3-Carlo Ludovico Ragghianti, Desolante spettacolo di rovine tra i tesori artistici di Firenze. I maggiori danni subiti dalla Biblioteca Nazionale e dall’Archivio di Stato. Persa per il 70% la celebre Grande Croce del Cimabue. Distrutto il modello brunelleschiano della Cupola (Museo del Duomo). Devastata la Cappella dei Pazzi. Tutte le opere d’arte hanno sofferto per l’alluvione. Un consuntivo non è ancora possibile perché parecchi monumenti sono tuttora imbrattati di fango. Occorreranno tanti anni per restaurare le opere compromesse. Ma alcuni capolavori sono persi per sempre; Gaetano Tumiati, Tutti i fiorentini sono al lavoro per far risorgere la loro città. Spalano, asciugano, puliscono, rappezzano, corrono da una parte all’altra in auto, in moto, in bicicletta, a piedi. Nelle strade l’acqua si è ritirata e il sole ha trasformato il fango in polvere che penetra dappertutto. La situazione è ancora drammatica: circa la metà delle industrie fiorentine è danneggiata. Trentamila operai sono senza lavoro. Migliaia di commercianti hanno perso tutto. C’è gente senza casa e senza denaro che deve vivere sull’ospitalità degli amici. Le banche non possono far fronte alle richieste; Gianfranco Franci, L’Ombrone si è ritirato lasciando un mare di fango. Grosseto sotto l’incubo di epidemie per gli animali morti nelle strade. L’aria è ammorbata dalla decomposizione delle carogne e delle derrate alimentari che marciscono. Quante sono le vittime umane? Impossibile dirlo, ma un preoccupante silenzio regna nei poderi della Maremma ancora allagata. Distrutto il patrimonio zootecnico. Danni per decine di miliardi. Perché non si è dato allarme alla popolazione?;
p.16- Commozione per la sciagura che ha colpito la Penisola. Vasta eco nel mondo all’alluvione in Italia. Londra: il ministro degli Esteri annuncia ai Comuni l’invio di aiuti. Parigi: De Gaulle esprime “ la profonda simpatia” del popolo francese per le vittime. New York: partito per Firenze il restauratore del Metropolitan Museum. Bruxelles: Paola di Liegi lancia la sottoscrizione “Soccorso all’Italia”. Solidarietà del governo di Bonn. I commenti a Ginevra, Belgrado, Oslo, Buenos Aires; g.f., Metalmeccanici e Enti Locali hanno rinviato gli scioperi. Per non aggiungere altri disagi alle popolazioni già provate dall’alluvione. L’UIL chiede l’intervento di Moro per i metalmeccanici statali: non parteciperà alle agitazioni indette da CISL e CGIL
«La Stampa», 9 novembre 1966 [ p.1-p.3-p.5-p.7]
p.1-Titolo pagina: Le decisioni del governo di fronte ai danni delle alluvioni. La benzina aumenta di 10 lire al litro. Stanziati 50 miliardi per i soccorsi più urgenti. Fino al 31 dicembre 1968 si pagherà la benzina 120 e 130 lire al litro. Le dieci lire in più per ogni litro daranno in tutto questo periodo, secondo le previsioni, un gettito di 180 miliardi che serviranno esclusivamente alla ricostruzione nei luoghi travolti dal disastro. Stabilite immediate provvidenze per i lavoratori rimasti disoccupati, per artigiani e commercianti danneggiati. La riunione del Consiglio dei ministri, Le decisioni del governo di fronte ai danni delle alluvioni. La benzina aumenta di 10 lire al litro. Stanziati 50 miliardi per i soccorsi più urgenti. Fino al 31 dicembre 1968 su pagherà la benzina 120 e 130 lire al litro. Le dieci lire in più presieduta da Moro, è durata da ieri mattina fino a tarda notte. Scartata la proposta d’un prestito nazionale; Editoriale, Vittorio Gorresio, Un paese fragile; ar.ba. (Arturo Barone), La lunga discussione sulle misure eccezionali; Arturo Barone, La riunione; Luciano Curino, Il Polesine vive ancora sul ciglio della catastofe. È attesa per oggi un’altra ondata di piena. E il pericolo è aggravato dall’Adriatico che minaccia una forte marea e dal vento di scirocco;
p.3- Carlo Ludovico Ragghianti, Occorre fare molto, e in fretta. Per i tesori di Firenze urgono grandi soccorsi. Invito anche ai privati: un intervento sollecito può limitare gli enormi danni. Le opere d’arte della città sono state colpite molto peggio che nella guerra. Ancora non si conoscono i disastri, certo gravi, accaduti nella campagna fiorentina. Fra un mese, con un grande sforzo, si riapriranno i musei meno devastati; (Ansa), Un appello al mondo; Mario Pinzauti, Studenti di tutti i Paesi impegnati a salvare i capolavori dell’arte;
p.5-Gigi Ghirotti, Nelle valli sconvolte del Bellunese. Arrivano i primi aiuti nei paesi da quattro giorni isolati dall’acqua. Il nostro inviato li ha raggiunti in elicottero. Le popolazioni tornano alla vita, cominciano i lavori, nelle scuole riprendono le lezioni. Ma i danni oscillano sui cinquanta miliardi, tutte le strade della regione (meno una) sono interrotte: la gente chiede escavatrici, tecnici, operai; g.f. , I sindacati invitano i lavoratori a dare il salario di mezza giornata. Si calcola di raggiungere dei 60 ai 100 miliardi di lire. Il fondo sarebbe gestito dal ministero del Lavoro insieme con i rappresentanti della CGIL, CISL e UIL; f.p., Su invito di Paolo VI. Le chiese venderanno gli ex voto per aiutare i colpiti dall’alluvione; Francesco Rosso,; Continuano a sanguinare le lacerazioni aperte dalla disastrosa mareggiata. Venezia scopre con sgomento i danni subiti dal suo patrimonio artistico. Sono incalcolabili in una città che è monumento mondiale. Mobili antichi, tappeti orientali e quadri sono stati deturpati nelle case patrizie, negli alberghi e nei musei. Duemila volumi della Biblioteca Marciana sono stati intaccati dall’acqua sporca di nafta. Intanto si teme che sabato possa avvenire un’altra inondazione. Commercianti ridotti alla miseria;
p.7- Gaetano Tumiati, Dopo il disastro la città attraversa un momento difficile. Firenze ha urgente biogno di soldati le vie sono piene di fango e di merci putride. La situazione generale è migliorata, ma nelle strade si ammucchiano rifiuti, carogne di animali, derrate alimentari in decomposizione. C’è il pericolo di epidemie (si sono già avuti 30 casi di epatite virale). Non basta l’opera instancabile dei cittadini. Occorrono ruspe, bulldozers, autopompe efficienti. Nell’opera di sgombero dei detriti sono impegnati soltanto due battaglioni di fanti, servirebbero almeno 10-12 mila militari. Un accorato appello del sindaco Bargellini; Le reazioni del mondo alla tremenda alluvione. Il MEC deciderà per l’Italia un piano comunitario di aiuti? La Commissione esecutiva si è riunita ieri sotto la presidenza di Hallstein, oggi nuova seduta. Si prevede uno stanziamento straordinario di fondi per la ricostruzione e la concessione di alcune clausole di salvaguardia per favorire la ripresa delle industrie più danneggiate; Gianfranco Franci, La vita riprende faticosamente nella Maremma sconvolta. Superano già i cento miliardi i danni in provincia di Grosseto. Decimato il patrimonio zootecnico, devastate le aziende commerciali e artigianali del capoluogo. Un migliaio di negozi distrutti o danneggiati. Case coloniche spazzate dalla piena, ponti crollati, strade da ricostruire. Occorrerà molto tempo prima di rimettere in piedi l’economia della zona. Ieri i commercianti, con stivaloni, sporchi di fango, hanno dimostrato davanti al municipio e alla prefettura: vogliono un’inchiesta sulle eventuali responsabilità per il mancato tempestivo allarme alla popolazione
Senato: si discutono interpellanze e interrogazioni sulle recenti alluvioni.
IV Legislatura Senato della Repubblica
Seduta n. 515 -11 novembre 1966
Interrogazioni sulle recenti alluvioni. Svolgimento: Antoniozzi, sottosegretario all’Agricoltura e le foreste, Audisio, Barontini, Bartolomei, Bonacina, Bonafini, Caleffi, sottosegretario alla Pubblica istruzione, Carelli, Cassini, Cerreti, Chiariello, Crollalanza, De Cocci, sottosegretario ai Lavori pubblici, Di Prisco, Fabiani, Ferroni, Gaiani, Gaspari, sottosegretario all'Interno, Gianquinto, Lessona, Levi, Accarrone, Mammuccari, Mariotti, ministro della Sanità , Medici, Moretti, Morino, Moro, presidente del Consiglio, Polano, Samaritani, Terracini, Tomassini, Veronesi, Vidali, Zannier
A Milano, esce in foma ciclostilata «Mondo Beat», numero unico di 14 pagine battute a macchina, primo della serie. Ne sono stampate e diffuse 860 copie. Concorrono alla stampa Gunilla Unger, Carmen Russo, Umberto Tiboni, Gennaro de Mirando e Melchioree Gerbino , l’iniziativa si avvale dell’assistenza di Giuseppe Pinelli e il numero e stampato con la carta da ciclostile offerta dal circolo anarchico «Sacco e Vanzetti». La rivista diventa un punto di riferimento dei gruppi beatnick della città , dei cosidetti «capelloni», e della contestazione libertaria, duramente attaccata dalla stampa «benpensante». Di questa serie usciranno 5 numeri , le pubblicazioni cessano il 5 luglio 1967.
Gianni De Martino ( a cura), «Capelloni&ninfette: Mondo Beat. Storia, immagini, documenti», Prefazione di Matteo Guarnaccia. Introduzione di Marco Grispini, Milano, Costa&Nolan, 2008
15-16 novembre 1966
Metalmeccanici: dopo circa un anno di trattative è firmato il contratto di lavoro per il settore statale. Resta aperta la vertenza per in rinnovo con le aziende private, che tornano a scioperare il 16 novembre.
«La Stampa», 16 novembre 1966 [p.13]
Giancarlo Fossi, Interessa oltre 200 mila lavoratori. Firmato il nuovo contratto dei metalmeccanici statali. Le trattative sono durate quasi un anno. Le parti hanno firmato l’accordo ieri mattina. L’onere complessivo per le aziende è del 14%. La retribuzione dei dipendenti aumenta del 5%, lieve riduzione d’orario, miglioramenti normativi. Il contratto ha validità triennale. Oggi scioperano i metalmeccanici privati.
«La Stampa», 17 novembre 1966 [p.15]
Giancarlo Fossi, Quasi normale l’attività produttiva. Ieri lo sciopero nazionale dei metalmeccanici privati. Secondo le associazioni industriali l’astensione ha avuto scarso successo. Diverso il giudizio dei sindacti. Una nota di Confindustria sulla delicata situazione attuale. Da oggi scioperano per 48 ore i minatori
Il Consiglio dei ministri vara un decreto legge per finanziare interventi e provvedimenti in favore delle delle aree alluvionate. Il «superdecreto» stabilisce un’ addizionale del 10% sulle imposte del 1967. Durerà un anno e , nelle previsioni, dovrebbe dare un gettito di 165 miliardi. Somma che si aggiungerà ai 205 miliardi derivanti dall’aumento della benzina e altri 148 tratti da variazioni di bilanci. La maggior parte di queste nuove entrate (221) sono previste per Lavori pubblici , ricostruzione di ponti, strade, acquedotti, scuole e per contributi alla ristrutturazione di case danneggiate. Destinati 125 miliardi per per il settore agricolo (privati e cooperative). Per le aziende industriali, artigiane e commerciali rapida concessione di crediti al 3% con durata fino a 10 anni. Altre misure sono previste a favore dei lavoratori rimasti disoccupati.
«La Stampa», 16 novembre 1966 [p.1]
Arturo Barone, Oggi l’atteso superdecreto per le regioni devastate. Lo Stato avrà un onere di circa 500 miliardi. È probabile un inasprimento delle imposte dirette che superano una determinata aliquota. Ad ogni azienda gravemente danneggiata verrebbe dato mezzo milione a fondo perduto. Agli operatori che ne facciano richiesta mutui agevolati con rapidissima procedura. Questi provvedimenti sono stati definiti ieri un una riunione presieduta da Moro; g.p. Concreta solidarietà con i colpiti dal maltempo. Costerà venti miliardi alla FIAT l’intervento per le auto rovinate. Decine di migliaia di vetture inservibili. Chi aveva una FIAT, vecchia non più di 5 anni, può sostituirla con una nuova: avrà un contributo del 40% sul prezzo di listino e un “indennizzo di rottamazione” pari a 50-75 mila lire ( contributo minore se l’auto ha oltre 5 anni). Concesse lunghe rateazioni, anche senza anticipo. Forti ribassi per le riparazioni
«La Stampa», 17 novembre 1966 [p.1]
Titolo pagina: Il decreto legge deciso dal Consiglio dei ministri. Addizionale del 10% sulle imposte dirette del 1967. Stanziati 500 miliardi per le regioni alluvionate. La nuova soprattassa durerà solo un anno e dovrebbe dare un gettito di 165 miliardi ( sono esentate le prime 960 mila lire di stipendio dei lavoratori e il reddito agrario). A questa somma si aggiungeranno i 205 miliardi derivanti dall’aumento della benzina e altri 148 tratti da variazioni di bilanci. La maggior parte (221) vanno ai Lavori pubblici per ricostruire ponti, strade, acquedotti, scuole e per contributi ( nella misura del 70-90 per cento) alla riparazione delle case. Nel settore agricolo 125 miliardi per sovvenzioni a privati e cooperative. Alle aziende industriali, artigiane e commerciali rapida concessione di crediti al 3% con durata fino a 10 anni. Altre misure a favore dei lavoratori rimasti disoccupati; Editoriale, Ferdinando de Finizio, Per riparare i danni e rilanciare l’economia; Arturo Barone, I provvedimenti perché l’Italia “riprenda il suo cammino”; L’on. Preti esclude altri ritocchi fiscali. Il 31 dicembre dovrebbe finire la fiscalizzazione degli oneri sociali: lo Stato risparmierà 200 miliardi, che saranno destinati alla difesa del suolo
17-18 novembre 1966
Camera : si discutono le interrogazioni presentate dai vari gruppi parlamentari sui danni provocati dalle recenti alluvioni. L’opposizione di sinistra critica con durezza la politica del governo in materia di protezione del suolo e di prevenzione. Nella seduta del 17 novembre il presidente del Consiglio, Aldo Moro, fra molte interruzioni, illustra i provvedimenti fiscali che il governo ha adottato per fronteggiare l’emergenza e i problemi della conseguente opera di ricostruzione nelle zone alluvionate.
Seduta n. 556 - 17 novembre
Interrogazioni sui danni prodotti dall’alluvione. Svolgimento e discussione: Giorgio Amendola, Antoniozzi, sottosegretario all'Agricoltura foreste, Covelli, Mauro Ferri, Franchi, La Malfa, Malagodi, Mitterdorfer, Moro, presidente del Consiglio dei ministri, Piccoli, Valori, Volpe, sottosegretario alla Sanità
Seduta n. 557- 18 novembre
Seguito svolgimento e discussione: Alboni, Alesi, Amadei, sottosegretario all'Interno, Pietro Amendola, Astolfi, Maruzza, Barba, Bardin, Borsari, Busetto, Cappugi, Caradonna, D'Alessio, Dall'Armellina, De' Cocci, sottosegretario ai Lavori pubblici, Elkan, sottosegretario alla Pubblica istruzione, Franco Raffaele, Gagliardi, Gombi, Guariento, Lizzero, Luzzatto, Malfatti, sottosegretario all'Industria e commercio, Mazzoni, Morelli, Dino MoRo, Piccinelli, Emilio Pulci, Raffaelli, Schietroma, Scotoni, Seroni, Storchi, Sullo, Taverna, Togni, Tognoni, Vianello
«La Stampa», 18 novembre 1966 [p.1]
Editoriale, Michele Tito, Mantenere gli impegni; Francesco Rosso, Il viaggio della speranza. Saragat ha portato nel Trentino sconvolto l’affettusosa solidarietà di tutti gli italiani. Nel capoluogo della Regione le autorità hanno esposto al presidente della Repubblica i disastrosi effetti dell’alluvione a Trento e provincia: 23 vittime umane, otto miliardi di danni all’agricoltura, altri otto all’industria, 5000 lavoratori disoccupati. Durante l’ispezione nelle vie cittadine il capo dello Stato si è fermato a parlare con i sinistrati : “Coraggio! So che non vi manca”. La visita ai devastati villaggi della Valsugana (Villa, Canal San Bovo, Imer, Mezzano) e a Fiera Primiero. “Faremo tutto il possibile perché le vostre cittadine tornino belle come prima”. Oggi Saragat prosegue il viaggio nel Bellunese; Fausto De Luca, “Tutte le classi sociali partecipano al sacrificio”. Moro parla alla Camera degli inasprimenti fiscali. Era la sola via, secondo il presidente del Consiglio, per trovare i miliardi necessari alla ricostruzione senza turbare troppo lo sviluppo economico del Paese. In compenso ogni mezzo sarà impiegato per mantenere stabili i prezzi. Secca risposta di Moro al comunista Amendola che accusa i generali dell’esercito: “Lei è un bugiardo”; e.s. , Il mare rompe le dighe del Polesine. L’Adriatico invade il centro di Scardovari: sfollati nella notte i 2 mila abitanti. Minacciati dalle onde anche i paesi di Bonelli e S.Giulia. Nel Delta piove da 36 ore: la bora soffia alla velocità di 100 km orari. Situazione critica a Porto Tolle
«La Stampa», 19 novembre 1966 [p.15]
f.d.l. (Fausto De Luca), Il dibattito chiuso con le repliche dei deputati. Tre sottosegretari parlano alla Camera dell’alluvione. Amadei (Interno) spiega che non si è potuto dare l’allarme perché l’inondazione è stata improvvisa. Elkan (Istruzione) annuncia che il 28 novembre si riaprirà l’Università di Firenze. Malfatti ( industria) illustra i soccorsi agli artigiani. Polemica degli ex ministri dei Lavori pubblici Togni e Sullo; l.f. (Lamberto Furno), Per arginare i fiumi in 14 anni si sono spesi 289 miliardi. Ma erano state deliberate opere per 849 miliardi; l.f. (Lamberto Furno), Un incontro “triangolare” per gli aiuti alle industrie. Ministri, sindacati e industriali discutono come attuare le misure del governo
Legge sul divorzio : per la prima volta la televisione affronta il tema in discussione alla Camera. A «Sette giorni al Parlamento”, il programma condotto dal giornalista Jader Jacobelli, si confrontano il presentatore della legge , Loris Fortuna (PSI) , e il parlamentare Attilio Ruffini che motiva le contrarietà della DC.
«La Stampa», 20 novembre 1966 [p.15]
g.g., Tra un deputato socialista e uno democristiano. Primo dibattito alla TV sul divorzio in Italia. On.Fortuna (PSI): “Con la mia proposta non intendo attentare alla unità della famiglia. Dico che, quando l’unione tra i coniugi è irrimediabilmente spezzata, la medicina è il divorzio”. On. Ruffini (DC): “ Non è una medicima. Favorisce le crisi familiari ed aumenta il numero dei figli illegittimi”
27-28 novembre 1966
Si svolgono elezioni amministrative, complessivamente votano 323 comuni, in totale 240 mila elettori. I centri principali sono Trieste, Massa Carrara, dove si vota anche per le provinciali, e Ravenna. Il Partito socialista unificato (PSU) si presenta alla sua prima prova elettorale, buoni risultati al Sud, crolla – invece- al centro-nord e nei comuni principali. A Trieste si registra una forte astensione. Flettono tutti i partiti ad eccezione del «Movimento per il territorio libero di Trieste» che, al comune, guadagna un seggio a scapito del MSI.
«La Stampa», 27 novembre 1966 [p.1-p.11]
p.1-Michele Tito, Oggi si vota in 323 Comuni.I centri principali sono: Trieste, Massa Carrara e Ravenna. Viva attesa fra i partiti;
p.11-Giovanni Giovannini, Oggi alle urne 240 mila elettori. L’incertezza domina a Trieste le elezioni per le nuove Giunte. Il centro sinistra aveva in Comune 30 consiglieri su 60: si reggeva con l’appoggio di due “esterni”. Alla Provincia ne aveva 12 su 24: non è stato possibile evitare il commissario. Si teme che la situazione si ripeta dopo l’odierna consultazione
«La Stampa», 29 novembre 1966 [p.1-p.15]
p.1-Titolo: Le votazioni amministrative di domenica. I primi risultati elettorali. Molte le schede bianche a Trieste. Nel capoluogo giuliano la giunta provinciale resta difficile: quasi tutti i partiti hanno subito leggere flessioni, ne guadagna il “Movimento per il territorio libero di Trieste”, che porta via un seggio al MSI. Giunta difficile anche al comune di Ravenna, vittoria del centro-sinistra a Massa Carrara. Nel complesso dei 323 comuni in cui si è votato, DC e PCI conservano le posizioni, i socialisti uniti perdono qualche punto a vantaggio del PSIUP che si presenta per la prima volta. Declino delle destre; Editoriale, Michele Tito, Prevalgono motivi locali; Giovanni Giovannini, Gli scrutini nei maggiori centri; Elezioni provinciali a Trieste [tabella]; Le comunlai a Trieste; Giunta “difficile” al comune di Ravenna. Il PCi ha guadagnato un seggio a scapito dei repubblicani;
p.15- Franco Marchiaro, Nessun mutamento dopo le elezioni di ieri. Resta impossibile a Valenza formare la Giunta comunale. Quindici consiglieri al centro-sinistra, 15 all’opposizione. Successo del PSI-PSDI uniti che guadagnano un seggio ai danni della DC. Dal 1964 la città è praticamente senza amministrazione. Si farà una Giunta di minoranza?; I risultati a Valenza Po [tabella]; Le maggioranze nei Comuni con meno di 5000 abitanti; f.m., Nella lista di centro-sinistra per il comune. Marisa Allasio eletta a Pomaro con il maggior numero di preferenze. L’ex attrice ha avuto più fortuna del marito, conte Pier Francesco Calvi. Questi si era presentato quattro anni fa ed era stato eletto fra i consiglieri della minoranza. Ma aveva subito rassegnato le dimissioni. Forse, la neo-eletta diverrà assessore alle Finanze; Successo ad Andria dei socialisti uniti. Il PSI-PSDI raddoppia i voti a danno dei comunisti; Il PSDI ad Arquata Scrivia ha la maggioranza assoluta; Come si è votato in Sicilia; Vittoria del centro-sinistra in due centri del Vercellese; Confermate nel Canavese le amministrazioni precedenti; A Mede il PCI perde due seggi a vantaggio di ex-comunisti; Il cantante Vianello eletto consigliere nella DC. Era candidato in un comune presso Latina
«La Stampa», 30 novembre 1966 [p.1-p.13]
p.1- Michele Tito, Un fatto nuovo nei dati trasmessi dal Ministero. Le votazioni di domenica rivelano un certo malcontento degli elettori. Per la prima volta un alto numero di suffragi è andato disperso tra schede bianche e gruppi di protesta: a Trieste, Ravenna e Massa Carrara arrivano al 10%. Tuttavia i partiti del governo migliorano complessivamente del 2%. La DC perde in alcuni grandi centri e d aumenta in quelli minori, i socialisti subiscono flessioni al Nord e qualche incremento al Sud, successo dei repubblicani. Il PCI, stabile nei grandi comuni, scende negli altri. Il PLI si afferma nelle città. La destra continua il suo declino; Risultati complessivi di 66 comuni con oltre 5000 abitanti [tabella]; Giovanni Giovannini, A Trieste i veri sconfitti sono i partiti estremisti. Comunisti e missini avevano esasperato gli animi contro il piano del governo per l’avvenire della città: invece di ottenere più voti, ne hanno persi. Ora cominciano le trattative per costituire le Giunte: sarà possibile al Comune, non alla Provincia; Elezioni comunali a Trieste [tabella];
p.13- Franco Marchiaro, Dopo l’immutato esito delle votazioni. A Valenza tutti favorevoli per evitare il commissario. Il centro-sinistra ha ottenuto 15 seggi, come l’estrema sinistra. Nei prossimi giorni i partiti esamineranno la situazione. Non è escluso che il PSI e il PSDI uniti ( hanno 5 seggi) possano fare una giunta minoritaria. I nomi dei neo-eletti; Ad Arquata Scrivia PSDI-DC formeranno una nuova Giunta?; Confermate a Massa Carrara le giunte di centro-sinistra; Incerte le previsioni per la Giunta di Ravenna; Il PCI in Sicilia ha perduto 10 mila voti; Augusto Minucci, Dopo le “amministrative” a Pomaro Monferrato. Marisa Allasio è andata a caccia per festeggiare la sua elezione. La contessa Calvi di Bergolo, indipendente nella lista di centro-sinistra, ha ottenuto 223 voti di preferenza. Gli abitanti del paese contano molto sulla neo-eletta per risolvere i problemi amministrativi: scuole, strade e “deficit” di bilancio; Risultati complessivi delle elezioni provinciali ( è la somma dei voti di Trieste e Massa Carrara) [tabella]
Vittorio Valletta, lasciata in favore di Gianni Agnelli la presidenza della FIAT, carica ricoperta dal 1946 in poi, dopo essere stato direttore generale e amministratore delegato dell’azienda negli anni del ventennio fascista, è nominato senatore a vita dal presidente della Repubblica per «altissimi meriti in campo sociale».
«La Stampa», 29 novembre 1966 [p.1]
f.r. (Francesco Rosso), Il professor Vittorio Valletta nominato senatore a vita. “Per altissimi meriti nel campo sociale”
Si riuniscono i leader della maggioranza di governo. Presenti alla riunione: Aldo Moro, Pietro Nenni, Mariano Rumor, Mario Scelba, Francesco De Martino, Mario Tanassi e Ugo La Malfa. Si discute sull’attuazione del programma di governo in vista di una nuova riunione collegiale da svolgersi nella settimana successiva.
«La Stampa», 2 dicembre 1966 [p.1]
Editoriale, Nicola Adelfi, L’aria che spira, Malcontento; Michele Tito, Convocato per oggi il Consiglio dei ministri. Moro e Nenni hanno discusso coi segretrai dei quattro partiti. L’incontro prelude ad una conferenza dei “leaders” del centro-sinistra per stabilire i punti del programma che devono essere realizzati prima delle elezioni politiche nella primavera ’68. Lo stesso argomento è stato dibattuto con animazione ieri alla Direzione del partito socialista unificato
1-3 dicembre 1966
Proclamato in tutta Italia lo sciopero di tre giorni in tutte le Università italiane. L’agitazione è promossa dai professori incaricati, dagli assistenti e dagli studenti. Numerosi docenti di ruolo decidono di non fare lezione , anche se la loro organizzazione non ha aderito allo sciopero. Il manifesto che annuncia lo sciopero denuncia la crisi strutturale che, da anni, attraversa l’Università , l’arretratezza dei piani di studio e giudica, a un anno dalla scadenza della Legislatura, inadeguati i provvedimenti proposti e la riforma presentata dal ministro della Pubblica Istruzione. Nelle varie Facoltà si intensifica la mobilitazione studentesca.
«La Stampa», 1 dicembre 1966 [p.13]
f.f. (Felice Froio), Le Università sono in sciopero per 3 giorni, da oggi a sabato. È proclamato dai professori incaricati, dagli assistenti e dagli studenti. Numerosi docenti di ruolo annunciano che non faranno lezione anche, se il loro sindacato non ha aderito all’agitazione
«La Stampa», 2 dicembre 1966 [p.13]
f.f. (Felice Froio), Università deserte in tutta Italia ieri per lo sciopero dei professori. A Firenze, docenti e allievi hanno dedicato la fgiornata ai lavori di ricostruzione
«La Stampa», 4 dicembre 1966 [p.11]
f.f. (Felice Froio), Negli Atenei anche i docenti di ruolo pronti a scioperare con gli incaricati. Il 9 dicembre saranno presi gli accordi. Si chiede al governo, tra l’altro, la riforma dei concorsi e il pieno impiego degli insegnanti
«l’astrolabio», n.49, 11 dicembre 1966 [p. 1-p.3]
copertina e indice
«l’astrolabio», n.49, 11 dicembre 1966 [pp. 28-31]
Gianfranco Spadaccia, La rivolta delle Università
5-7 dicembre 1966
Camera si discutono le mozioni, interpellanze e interrogazioni sulla vicenda di Agrigento con particolare riferimento agli abusi edilizi compiuti e sul dissesto edilizio che hanno prodotto la frana. Il comunista Mario Alicata pronuncia un duro discorso sulle responsabilità degli amministratori locali e più in generale per una concezione dello sviluppo economico che ha assunto le forme della speculazione parassitaria indifferente ai «diritti della natura e della storia». Sarà il suo ultimo intervento: il giorno dopo il parlamentare muore colpito da infarto
Seduta n. 568 -5 dicembre
Mozione – Interpellanze e interrogazioni su Agrigento, Discussione e svolgimento: Alicata, Nicosia, Raia
Seduta antimeridiana n. 569- 6 dicembre
Discussione: Barzini, Brandi, Mancini, ministro dei lavori pubblici, Santagati. Per la morte del deputato Mario Alicata: presidente
Seduta pomeridiana n. 570 -6 dicembre
Biaggi Francantonio, Cuttitta, Degan, Di Benedetto, Goehring, Ripamonti, Scalia, Turchi
Seduta n. 571 -7 dicembre
Anderlini, Colleselli, Cottone, Covelli, De Pasquale, Di Vagno, Mauro Ferri, Giglia, sottosegretario ai Lavori pubblici, Guarra, La Malfa, Luzzatto, Macaluso, Mancini, ministro ai Lavori pubblici, Melis, Nicosia, Pacciardi, Palazzolo, Pigni Russo Spena, Scalia
PCI – Muore stroncato da un infarto, all’età di 48 anni, Mario Alicata, membro della Direzione del partito e direttore de «l’Unità»
«La Stampa», 7 dicembre1966 [p.13]
f.d.l. (Fausto De Luca), La morte di Alicata stroncato da un infarto. Il deputato, direttore de “l’Unità” e membro della Direzione comunista, aveva 48 anni. Lunedì pomeriggio aveva pronunciato un discorso alla Camera, ieri mattina alle 8,30 il malore fatale
«l’astrolabio», n. 49, Anno IV, 11 dicembre 1966 [pp.11]
La morte di Mario Alicata
FIAT : i 110 mila lavoratori delle 25 aziende di Torino votano per il rinnovo dei 216 rappresentanti delle Commissioni interne. Aumenta la UIL, in forte ripresa la CGIL, flettono SIDA, CISL e CISNAL. La UIL ottiene 76 seggi, la maggioranza, il sindacato para-aziendale SIDA 60 seggi, la CGIL 41, la CISL 35, la CISNAL 4. Rispetto all’anno precedente la UIL , 26.563 voti, passa dal 28,8% al 31,1. La CGIL, 22.663 voti, sale dal 21,6% al 26,6. Il SIDA, 21.487 voti, perde il primo posto e scende dal 31,6% al 25,2. La CISL, 11.728 voti, cala dal 15,4% al 13,8. La CISNAL, 2800 voti, aumenta dal 2,6% al 3,3 per cento.
«La Stampa», 4 dicembre1966 [p.2-cronaca cittadina]
Per il rinnovo delle Commissioni interne. Martedì alle urne centodiecimila dipendenti delle 25 aziende FIAT. 18 mila impiegati, 92 mila operai. Eleggeranno 216 rappresentanti dell 154 liste che recano 899 nomi di candidati. In lizza cinque correnti: SIDA e UIL (presenti in tutti gli stabilimenti), CSIL, CGIL, CISNAL
«La Stampa», 6 dicembre1966 [p.2-cronaca cittadina]
La più grande consultazione sindacale. Oggi alla FIAT votano i 110 mila. Per il rinnovo delle Commissioni interne. Cinque sindacati in gara: SIDA, UIL, CGIL, CISL, CISNAL. I candidati sono 899, le liste 154, i posti 216. I risultati noti stasera; Risultati elezioni FIAT negli ultimi 2 anni [tabella]
«La Stampa», 7 dicembre1966 [p.2-cronaca cittadina]
I risultati delle elezioni tra i 110 mila lavoratori. La UIL è il sindacato più forte alla FIAT. Ripresa della CGIl, flessione di SIDA e CISL. Il sindacato socialdemocratico: 26.563 voti e 76 seggi, passa dal 28,8 (risultati dello scorso anno) al 31,1 per cento. La CGIL: 22.663 voti e 41 seggi sale dal 21,6% al 26,6 per cento. Il SIDA: 21.487 voti e 60 seggi perde il primo posto, scende dal 31,6 al 25,2 per cento. La CISL: 11.728 e 35 seggi cala dal 15,4 al 13,8 per cento. La CISNAL: 2800 voti e 4 seggi si sposta dal 2,6 al 3,3 per cento. Dichiarazioni dei dirigenti sindacali; I risultati delle elezioni alla FIAT [tabella]
Paolo VI , parlando a Piazza San Pietro in occasione dell’anniversario del Concilo, esprime gioia per la tregua natalizia in Vietnam e propone di trasformarla in un armistizio , unendo questo periodo alla tregua di febbraio quando si celebrerà il capodanno buddista. Un periodo che potrebbe essere utilizzato per raggiungere una pace che sia – afferma – un “opera di giustizia”.
Paolo VI, I anniversario della chiusura del Concilio Vaticano II [fonte: w2.vatican.va]
«La Stampa», 9 dicembre1966 [p.1]
Filippo Pucci, Il Papa propone per il Vietnam di unire i due periodi di tregua. Il primo è per Natale, il secondo per il capodanno buddista che cade in febbraio. In questo mese si potrebbe arrivare all’armistizio e preparare una pace che sia “opera di giustizia”
USA e URSS insieme ad aluni altri paesi raggiungono un accordo su una mozione da proporre all’ONU contro le atomiche nello spazio. L’accordo vieta : le prove nucleari nell’atmosfera; l’utilizzazione dello spazio per scopi militari , la costruzione di basi su altri corpi celesti.
«La Stampa», 9 dicembre1966 [p.1]
Nicola Caracciolo, Accordo Stati Uniti-Russia contro le atomiche nello spazio. L’intesa ( cui hanno aderito “altri Paesi”) sarà sottoposta all’ONU. Lo schema di trattato russo-americano vieta: 1) le prove nucleari nell’atmosfera 2) l’utilizzazione dello spazio per scopi militari 3) costruire basi su altri corpi celesti. Johnson dichiara: “È un passo importante verso la pace”
A Lentini (Siracusa) durante lo sciopero degli agrumai , in lotta da dieci giorni per il rinnovo del contratto di lavoro, la polizia interviene aprendo il fuoco e colpendo alle gambe Nicola Amantia e Salvatore Trona. Negli scontri feriti numerosi agenti e dimostranti.
«La Stampa», 14 dicembre1966 [p.22]
(Ansa),: A Lentini, presso Siracusa, durante uno sciopero di agrumai. Scontri tra dimostranti e polizia. Due operai e 18 agenti feriti. Gli scioperanti, in corteo per raggiungere i “crumiri”, avevano bloccato le strade e lanciavano sassi contro le forze dell’ordine. Queste hanno dovuto aprire il fuoco: due operai sono stati colpiti di striscio alle gambe. Tutti sono ricoverati all’opsedale: nessuno è grave. Gli operai da dieci giorni sono in agitazione per il rinnovo del contratto di lavoro; Interrogazione alla Camera sugli incidenti in Sicilia
Metalmeccanici privati: dopo 14 mesi di trattative e lotte, Sindacati e Confindustria raggiungono l’accordo per il rinnovo contrattuale. L’accordo entra in vigore il 1°dicembre e dura fino al 31 dicembre 1968, prevede un miglioramento complessivo del 14% di cui il 6,5 sarà dato subito mentre il restante sarà scaglionato in due anni. Salgono del 5% i minimi del salario e dello stipendio, aumentano scatti e liquidazioni, prevista tra il 1968-68 la riduzione di un’ora di lavoro. Istituiti comitati per le controversie aziendali.
«Rassegna sindacale», n.102, 25 dicembre 1966 [p.3]
Elio Giovannini, Metalmeccanici. Contratto nuovo. Responsabilità nuove
«La Stampa», 16 dicembre1966 [p.1]
Sergio Devecchi, Chiusa una vertenza che durava da 14 mesi. Firmato il nuovo contratto dei metalmeccanici privati. L’accordo, raggiunto ieri, avrà vigore dal 1° dicembre di quest’anno al 31 dicembre 1969. Il miglioramento complessivo (ossia tenuto conto di tutte le “voci”) è del 14%, di cui il 6,5 subito ed il resto scaglionato in circa due anni. I punti principali sono: i minimi di stipendio e salario salgono del 5% da questo mese, scatti e liquidazioni degli operai aumentano, l’orario settimanale si ridurrà di un’ora tra il 1968 e il 1969, gli attuali premi di produzione sono prorogati. Previsti Comitati per alcune controversie aziendali. Giudizi positivi della Confindustria e dei sindacati
Agrigento : costruttori coinvolti nello scandalo edilizio che ha provocato la strage organizzano una manifestazione in cui coinvolgono la stragande maggioranza degli edili rimasti senza lavoro per la chiusura dei cantieri nella zona franata. Una giornata di tensione: assaltato il Genio Civile e distrutti i documenti che attestavano le responsabilità. Cortei si sviluppano per tutta la citta con migliaia di manifestanti.
«La Stampa», 21 dicembre1966 [p.1]
Titolo: Una rivolta provocata e diretta dai responsabili dello scandalo. Giornata di tumulti e violenze per i cantieri chiusi ad Agrigento. All’alba autocarri e bulldozers, forniti dai costruttori edili, circondano e bloccano la città. Gigantesche ruspe seguite da una folla urlante vanno verso gli edifici pubblici. Una porta del Genio Civile è abbattuta, si distruggono mobili e si bruciano documenti. Scontri con la polizia: feriti il questore, un commissario e molti agenti. I disordini nella città sconvolta continuano fino a sera. Il sindaco dal balcone assicura: “Revocherò tutte le sospensioni dei lavori edili”. Il ministro Mancini da Roma ribatte: i cantieri sono 34, tutti nella zona franata, nessuno verrà riaperto. Sono però in corso lavori per oltre 4 miliardi; Editoriale, Michele Tito, Ricatto della mafia allo Stato; f.d., Migliaia di persone, disoccupati o senza tetto hanno manifestato con gli speculatori edili. I cortei di protesta erano stati organizzati da un’associazione che raggruppa i personaggi condannati dall’inchiesta governativa. Costoro hanno esasperato la popolazione che soffe di un reale diffuso disagio dopo l’enorme frana che provocò il crollo di interi quartieri
La Cina annuncia di aver compiuto il suo quinto esperimento atomico. Il primo è avvenuto il 16 ottobre del 1964 e tre nel 1966 ( l’ultimo il 27 ottobre). L’agenzia di stampa «Nuova Cina» scrive che l’esperimento è un «incoraggiamento all’eroico popolo vietnamita» e un «monito agli imperialisti», precisando comunque che «in nessuna circostanza» la Cina sarà la prima ad utilizzare l’arma atomica.
«La Stampa», 29 dicembre1966 [p.1]
Rapidi progressi nucleari di Pechino. La Cina ha fatto scoppiare la sua quinta bomba atomica. L’annuncio dell’agenzia “Nuova Cina” non precisa dv’è avvenuto l’esperimento, né la potenza della bomba. Ma afferma che l’esplosione è un “incoraggiamento all’eroico popolo vietnamita” e un “monito agli imperialisti”. Secondo gli americani, la prova è stata compiuta nel poligono di Lop Nor ( deserto del SinKiang), l’ordigno sarebbe decine di volte più potente di quello di Hiroshima; Nicola Caracciolo, Gli americani temono una corsa all’arma nucleare; Per ora Mosca tace sulla nuova esplosione
Messaggio di fine anno del presidente della Repubblica Giuseppe Saragat
«La Stampa», 3 dicembre1967 [p.1]
Editoriale, Vittorio Gorresio, Il messaggio del presidente Saragat. I punti deboli del Paese
4-5 gennaio 1967
Si svolge a Roma la Conferenza dei partiti socialisti europei sui problemi politici ed economici di maggiore attualità in Europa. Fra i temi più discussi: l’ingresso della Gran Bretagna nella Comunità Europea, i rapporti con i partiti comunisti e la situazione monetaria internazionale. La Conferenza si svolge a porte chiuse e i suoi risultati sono comunicati alla stampa dal presidente dell’Internazionale socialista Bruno Pitterman. Aprendo i lavori Pietro Nenni polemizza con De Gaulle, affermando che qualora la Francia insistesse nel suo veto all’entrata della Gran Bretagna nel MEC si dovrebbe procedere ugualmente all’integrazione. Diverso l’orientamento del vice cancelliere tedesco Willy Brandt che considera fondamentale per l’integrazione europea la collaborazione franco-tedesca.
«La Stampa», 3 gennaio 1967 [ p.15]
Fausto De Luca, La Conferenza si apre domani mattina. Convegno a Roma dei capi socialisti europei. Verranno discussi i problemi del MEC e la situazione monetaria internazionale. Attesa per il discorso del ministro britannico Brown
«La Stampa», 5 gennaio 1967 [ p.1]
Titolo: Nenni apre la Conferenza del socialismo mondiale. Il leader italiano sottolinea la necessità che l’Inghilterra faccia parte del MEC. Una proposta coraggiosa: se De Gaulle inistesse sul veto, gli altri cinque Paesi dovrebbero, con l’Inghilterra ed altre nazioni della CEE, procedere sulla via dell’integrazione. Il ministro inglese Brown nella sua relazione conferma che l’adesione della Gran Bretagna al MEC costituisce un avvenimento non solo economico ma anche politico; Editoriale, Vittorio Gorresio, Una forza impegnata ada unire le Nazioni; Arturo Barone, I lavori a porte chiuse. Tuttavia si conoscono i punti principali degli interventi. De Martino parla della collaborazione del PSU al governo e osserva che alcune parti del programma non sono state rispettate. “O avremo garanzie sicure, dice, o presto riprenderemo la nostra libertà d’azione”. Il Convegno si conclude oggi con l’esame della liquidità mondiale
«La Stampa», 6 gennaio 1967 [ p.1]
ar.ba. (Arturo Barone), Il Convegno socialista si chiude con l’esame dei problemi monetari. Tremelloni si dice contrario all’aumento del prezzo dell’oro ed insiste sulla necessità di un equilibrio delle bilance dei pagamenti. In polemica con le frecciate antigolliste di Nenni, il vice cancelliere Brandt dichiara che la collaborazione franco-tedesca è indispensabile alla integrazione dell’Europa. Pitterman ottimista sull’apertura del governo inglese verso la Comunità Europea
«La Stampa», 8 gennaio 1967 [ p.1]
Massimo Conti, La Russia chiede agli alleati piena solidarietà contro la Cina. Un documento solenne per i 50 anni della rivoluzione rivendica la funzione di Stato-guida e proclama: nessun compromesso è possibile con Pechino che tenta di sostituire il marxismo con una fraseologia pseudo rivoluzionaria”
9-10 gennaio 1967
Sciopero generale delle ferrovie: i treni si fermano per 24 ore a partire dalle 21.00 del giorno 9 gennaio.. Si astengono dal lavoro 35 mila ferrovieri (macchinisti, capitreno, controllori, frenatori) : rivendicano la riduzione dell’orario di lavoro da 8 a 7 ore per la prima categoria e da 9 a 8 ore per la seconda. Alle rigide dichiarazioni del ministro dei Trasporti, Oscar Luigi Scalfaro i sindacati replicano minacciando nuove agitazioni.«La Stampa», 8 gennaio 1967 [ p.1]
g.f. ( Giancarlo Fossi), Si prevedono gravi disagi per i viaggiatori. Treni fermi dalle 21 di domani per 24 ore. I convogli resteranno fermi nella più vicina stazione che abbia un minimo di confort per i passeggeri. Sulle linee principali pullman civili e militari. La Direzione delle Ferrovie, con l’aiuto dell’Esercito, assicura 59 treni a lungo percorso
«La Stampa», 10 gennaio 1967 [ p.1]
g.f. ( Giancarlo Fossi), Gravi disagi per i viaggiatori. I treni fermi per 24 ore sino alle 21 di stasera. L’esercito assicura una sessantina di convogli (invece dei 6 mila quotidiani) sui lunghi percorsi e su alcune linee internazionali. Un centinaio di corse con pullman civili e militari. I sindacti minacciano nuove e più gravi agitazioni
IV Legislatura Camera dei deputati
Seduta n. 584 - 9 gennaio 1967
Antoniozzi, sottosegretario per l’Agricoltura e foreste ; Cruciani , Di Lorenzo, Failla, Gaspari, sottosegretario per l’Interno, Macaluso, Piccinelli, Raia, Santagati
«l’Unità », 10 gennaio 1967 [p.1-p.12]
u. b. ( Ugo Baduel ) , Alla Camera i fatti di Lentini. Governo: fu il vicequestore a fare intervenire la polizia . Menzognere versioni dei fatti fornite dal sottosegretario Gaspari . L'intervento dei compagno Failla e la replica di Macaluso. La testimonianza del compagno Di Lorenzo
Inaugurazione dell’ Anno Giudiziario. Il procuratore capo della Cassazione, Enrico Poggi, nel suo discorso inaugurale denuncia la crisi della giustizia e in particolare l’enorme cumulo di cause arretrate. Per quanto riguarda i reati afferma che sono in diminuzione ad eccezione della Sardegna, dove cresce il fenomeno del banditismo e dei sequestri.
«La Stampa», 10 gennaio 1967 [ p.13]
Guido Guidi, Inaugurato l’anno giudiziario alla Cassazione. Più grave la crisi della Giustizia per il cumulo delle cause arretrate. La denuncia fatta dal Procuratore generale dott. Poggi. La situazione, dice, è preoccupante perché provoca sfiducia negli stessi giudici. Se non ci fosse stat l’amnistia, le preture non sarebbero in grado di funzionare. Eppure i reati sono in diminuzione (meno che i Sardegna). L’alto magistrato si dichiara favorevole alla riforma del codice di procedura con una solo riserva: non è convinto sui benefici dell’interrogatorio modello americano; Giovanni Conso, Chi chiede una sentenza al giudice si rassegna ad attendere per anni
PRI – Il segretario, Ugo La Malfa, risponde all’editoriale di Pietro Ingrao sulle regioni
«l’Unità », 10 gennaio 1967 [p.5]
Massimo Ghiara , In risposta all'editoriale di Ingrao. Proposta di La Malfa sul tema delle Regioni. II segretario del PRI d'accordo per abbinare elezioni politiche ed elezioni regionali Insiste pero sulla soppressione delle province . Una lettera di Anderlini e una nota della « Radar» Colombo replica a Mariotti attaccato anche dalla sinistra DC
Unione donne italiane ( UDI ) Conferenza stampa
«l’Unità », 10 gennaio 1967 [p.5]
L'annuale conferenza stampa dell ‘ UDI . Maggiore presenza delle donne nella vita politica italiana
UIL : Conferenza stampa. Il segretario Viglianesi traccia il bilancio delle conquiste salariali dei lavoratori italiani, molto inferiori agli aumenti registrati dai lavoratori francesi e tedeschi, e indica le riforme che la UIL ritiene urgenti e improrogabili: burocrazia, scuola, urbanistica e assistenza.
«Rassegna sindacale»,n. 103, 15 gennaio 1967 [pp.3-4]
p.3- Titolo: La Conferenza stampa dell’UIL. Viglianesi “uno e due”; Aldo Forbice, Un cattivo servizio all'unità sindacale;
pp.3-4- Bruno Roscani, L’autonomia dal padronato ridotta a “paternale”
«La Stampa», 10 gennaio 1967 [ p.7]
Arturo Barone, Viglianesi indica le 4 riforme che la UIL ritiene improrogabili. Sono: burocrazia, scuola, urbanistica, assistenza. Nel ’66 i salari sono saliti del 3% in tutta Italia, del 5,9 in Francia e del 7,4 in Germania. Tuttavia i nostri lavoratori hanno avuto miglioramenti medi del 14 per cento, tenendo conto delle modifiche normative e delle riduzioni di orario
Il segretario dell'ONU U Thant , in una conferenza stampa, chiede agli Stati Uniti la sospensione incondizionata dei bombardamenti sulla Repubblica democratica del Vietnam, condizione indispensabile per arrivare alla pace e di riconoscere che il necessario interlocutore è il Fronte nazionale di Liberazione ( FLN ). Negli Stati Uniti e nel mondo cresce la protesta contro la guerra.
«La Stampa», 11 gennaio 1967 [ p.14]
n.c. (Nicola Caracciolo), Conferenza stampa di Thant. Il segretario dell’ONU critica siua gli Stati Uniti che Hanoi. Rimprovera all’America di non voler tenere conto del “vietcong” come forza autonoma, ed ai comunisti di insistere su “posizioni vecchie con parole nuove”. Ridotta l’attività aerea degli SU sul Nord Vietnam
Camera – Si riunisce, su richiesta del PCI , la Commissione Esteri per discutere della situazione nel Vietnam e sul vertice dei capi dei sei Paesi europei aderenti al MEC previsto in aprile, in occasione dell’anniversario dei trattati di Roma. Il ministro degli Esteri, Amintore Fanfani, spiega le ragioni che hanno portato l’Italia a farsi promotrice dell’iniziativa tesa a sviluppare un’opera di «rianimazione» della politica europeista. Molti interrogativi sulla posizione che assumerà la Francia sull’ adesione della Gran Bretagna e sul futuro della Comunità Europea. Dura polemica del PCI e del PSIUP sulla posizione del governo italiano sul Vietnam che considerano subalterna agli USA.
«l’Unità », 11 gennaio 1967 [p.1-p.12]
Sul Vietnam e l’ Europa. Il PCI per una posizione autonoma dell'Italia. Gli interventi di G.C. Pajetta e Galluzzi alla Commissione esteri della Camera . Fanfani ignora le recenti dichiarazioni di Hanoi . Secondo il ministro il vertice di Roma servirebbe alla “ rianimazione della politica europeista”. II discorso di Vecchietti
«La Stampa», 11 gennaio 1967 [ p.7]
f.d.l. (Fausto De Luca), Dibattito alla Commissione Esteri sul prossimo vertice europeo a Roma. Fanfani parla di un rilancio del MEC. La Malfa chiede che cosa si farà se De Gaulle dovesse opporsi ancora all’ingresso dell’Inghilterra
Il presidente degli Stati Uniti, Barry L. Johnson, nel discorso annuale al Congresso sullo «Stato dell’Unione», chiede un aumento delle tasse del 6% circa per far fronte alla guerra nel Vietnam. Nel drammatico discorso, annunciando nuove perdite di uomimi e nuove sofferenze, dichiara di non poter promettere né per l’anno in corso, né per il prossimo la fine del conflitto.
Barry Lindon Johnson, Annual Message to the Congress on the State of the Union
«La Stampa», 12 gennaio 1967 [ p.13]
Nicola Caracciolo, Drammatico discorso sullo “stato dell’Unione”. Johnson chiede nuove tasse per far fronte alla guerra nel Vietnam. L’aumento dovrebbe essere del 6 per cento. “Dobbiamo affrontare- ha detto il presidente – altre perdite, altre sofferenze, non posso promettere la fine del conflitto né per quest’anno, né per l’anno prossimo”. Gli SU continuano a puntare sull’accordo con l’URSS: “ Il nostro obiettivo è di porre fine alla guerra fredda”. Washington rinuncia a costruire una rete di difesa antimissili
Milano: la polizia irrompe nella casa di Giovanni Sacchi a Baggio (Milano) e sequestra 70 candelotti di tritolo, diversi detonatori e altro materiale esplosivo”. Fermate : Maria Arena Regis , dirigente delle «Edizioni Oriente» specializzata nella pubblicazione di testi filocinesi , Alfreo Morlacchi, impiegato della stessa casa editrice, e Renato Saroni. Giovanni Sacchi riesce a darsi alla fuga. Il gruppo, che orbita nell’aerea dei gruppi «filocinesi», è accusato dalla polizia di programmare una serie di attentati fra cui la sede del Consolato USA , la Biblioteca americana (USIS) a Milano e altri a Vicenza.
«La Stampa», 12 gennaio 1967 [ p.5]
g.m., Scoperto a Milano un gruppo di dinamitardi “filocinesi”. Sequestrati 70 candelotti di tritolo e altro materiale. Fermate 3 persone. Fra l’altro si doveva fa saltare in aria anche la biblioteca dell’USIS
14-17 gennaio 1967
Si riunisce per la prima volta il Comitato centrale del nuovo partito socialista unificato. Non essendo stato possibile raggiungere un accordo per un’unica relazione, i due co-segretari Francesco De Martino e Mario Tanassi presentano due relazioni che divergono sul giudizio della collaborazione governativa e sui rapporti col PCI. Critica verso la DC la posizione di De Martino, aperta al confronto quella di Tanassi. Di fronte a questa differenziarione il Comitato centrale nomina una Commissione di 30 membri che, fra molte difficoltà, elabora un documento in cui si ribadisce la validità del centro-sinistra e si ne prospetta un suo rilancio procedendo all’attuazione del programma concordato. Il documento , che riflette la linea di Pietro Nenni, è approvato con 215 voti, 28 contrari e 6 astensioni. Per la minoranza lombardiana : «un compromesso» di vertice che non tiene conto del dibattito nel Comitato centrale e del malessere degli iscritti rispetto all’esperienza di governo. Partito socialista unificato ( PSU) Comitato centrale
«l’Unità », 15 gennaio 1967 [pp.1-2]
p.1- Editoriale , Gian Carlo Pajetta, Il perchè di una crisi ;
pp.1-2- m. gh. ( Massimo Ghiara), De Martino: invertire rotta o capitolare. Tanassi : restare ad ogni costo al governo. Due linee in contrasto nel CC del PSU. Il segretario socialista chiede le leggi regionali entro l’estate . Denunciata I'involuzione moderata del centro sinistra. Mancini si dichiara per I'uscita di Nenni dal governo . La base del PSU si pronuncia a favore della crisi
«l’Unità », 16 gennaio 1967 [pp.1-2]
m. gh. ( Massimo Ghiara), Prosegue in un clima di tensioneil dibattito al Comitato centrale
Manovra nel PSU contro De Martino. Il ministro Mancini ha chiesto formalmente il ritorno di Nenni alla testa del partito. Duro attacco al segretario del partito. Mariotti : prevale la linea Carli -Colombo. Gli interventi di santi e Lombardi
«l’Unità », 17 gennaio 1967 [p.1-p.12]
m. gh. ( Massimo Ghiara) , Nenni ha deciso di restare al governo. Equivoco accordo
raggiunto nel PSU . Oggi torna a riunirsi il Comitato centrale. L'accordo su un testo nenniano con un emendamento di De Martino . Giudizi positivi di Tanassi, Paolo Rossi e Mancini. Lombardi , Giolitti e Veronesi abbandonano la riunione
«l’Unità », 18 gennaio 1967 [p.1-p.3-p.12]
p.1-Editoriale, Luigi Longo , Un’alternativa c’è ;
p.1-p.12- m. gh. ( Massimo Ghiara) , La linea Nenni-Tanassi favorisce il centro-sinistra moderato e non risolve la crisi politica emersa a nel partito. PSU : marcia indietro di fronte alla DC. Il documento conclusivo approvato dal CC. Provvisoria ricucitura dei contrasti tra i dirigenti. La sinistra ha votato contro. I commenti di Vecchietti e Anderlini . Sarcastica risposta del “Popolo”;
p.3-Fabrizio D’Agostini , Antologia di ammissioni, di autocritiche e di contraddizioni
nelle parole pronunciate al Comitato centrale del PSU. Il giorno più lungo di Nenni. Ci sono o non ci sono due politiche? II compromesso “producente e decoroso”. La storia di un programma “superato”. - II valore del centrosinistra secondo Battara . La DC “ e quella che si e scoperta ad Agrigento e in Sicilia”. Il sospiro di sollievo dei padroni e della “ Stampa”
«La Stampa», 12 gennaio 1967 [p.7]
Fausto De Luca, Si prepara la verifica per il governo. Divergenze fra i socialisti sull’atteggiamento verso la DC. De Martino vorrebbe un discorso molto duro perché, dice, non si può far credito incondizionato ai democristiani sulla volontà di attuare il programma. Tanassi ritiene che sia pericoloso scatenare una polemica, visto che nessuno intende provocare una crisi governativa. Opera di mediazione di Nenni
«La Stampa», 13 gennaio 1967 [p.1]
Fausto De Luca , I socialisti non trovano un accordo per la prossima verifica con la DC. Il partito si presenterà diviso al Comitato centrale di sabato. Invece di una sola relazione , parleranno De Martino e Tanassi esponendo valutazioni diverse sul programma da attuare prima della fine della Legislatura. Lombardi fa fallire un tentativo di compromesso di Nenni. Questa situazione comporta rischi per il partito e il governo
«La Stampa», 14 gennaio 1967 [p.1]
Titolo : Per risolvere la crisi dei socialisti . Nenni invitato a lasciare il governo perché ritorni alla guida del partito. Come vicepresidente del Consiglio andrebbe De Martino. La proposta fatta dal ministro Mancini a nome dei nenniani e dei socialdemocratici. L’anziano “ leader”perplesso se accettare, tuttavia conviene che occorre agire con energia per impedire una frattura nel PSU. L’argomento sarà discusso al Comitato centrale che si apre oggi a Roma. Il dissenso tra De Martino e Tanassi pone in secondo piano la verifica con la DC e mette in evidenza il problema dell’unità socialista ; Editoriale, Vittorio Gorresio , Pericolosa incertezza ; Fausto De Luca, Le relazioni di De Martino e Tanassi aprono i lavori del Comitato socialista. Nenni presenterà un ordine del giorno nel tentativo di indicare una linea politica che raccolga i voti della maggioranza
«La Stampa», 15 gennaio 1967 [p.1]
Fausto De Luca, Si attenuano i contrasti tra i socialisti. De Martino e Tanassi escludono una crisi immediata del governo. Parlando al Comitato centrale del PSU i due co-segretari dichiarano che la politica di centrosinistra non avrà alternative ancora per molto tempo. Per De martino l’unica verifica da chiedere alla DC è l’approvazione dell’intero programma : subito le leggi già pronte, entro l’estate le Regioni, gli ospedali, le scuole, poi l’urbanistica, le società per azioni, il diritto di famiglia. Tanassi invece è contrario a fissare scadenze precise. Il dibattito continua oggi e si concluderà domani
«Stampa Sera», 16-17 gennaio 1967 [p.1]
Mario Pinzauti , Riprende nel pomeriggio la riunione del Comitato centrale. La maggioranza dei socialisti contraria ad una crisi di governo. Dopo l’intervento di tutti i maggiori esponenti del partito, è stata nominata una commissione di 29 membri con il compito di concordare un documento che superi i dissensi. Solo Lombardi, Santi e pochi altri si sono dichiarati a favore dell’uscita dalla maggioranza. La tendenza più forte è quella che chiede una “ verifica” della volontà della DC a rispettare il programma
«La Stampa», 17 gennaio 1967 [p.1]
Fausto De Luca , Oggi si chiude il Comitato centrale dei socialisti. Il PSU rinuncia alla verifica. Conferma l’appoggio al governo. Nenni rimane vice presidente del Consiglio. Una Commissione di trenta membri ha preparato il documento di politica unitaria che trova concorde la maggioranza del partito, ad eccezione di Lombardi e della sinistra. Sarà votato stamane dal Comitato centrale. In esso si chiede l’attuazione del Piano quinquennale, la scuola materna statale, la riforma dell’università, le Regioni,l’urbanistica. Si valuta positivamente l’azione governativa per superare le difficoltà economiche e per fronteggiare l’alluvione di novembre. Per la lentezza legislativa si dà parte della colpa ala Parlamento
«La Stampa», 18 gennaio 1967 [p.1]
Titolo : Ritrovata l’unità sulla linea di Nenni. Il PSU chiede che il governo attui le principali riforme. Solo se la DC porrà ostacoli, i socialisti riprenderanno la libertà d’azione. Approvato con 215 sì , 28 no ( Lombardi e la sinistra) e 6 astenuti la risoluzione del Comitato centrale favorevole all’attuale coalizione governativa. Nenni ammonisce che l’errore più grave in politica è di rimettere in discussione ogni giorno le decisioni. Propone che si risolvano prima di tutto i problemi interni del partito. “ Non sarebbe onesto, dice, nasconderci che abbiamo superato un grave rischio” ; Editoriale, Vittorio Gorresio, Ha prevalso il buon senso ; Fausto De Luca, La DC si dichiara d’accordo “ La verifica verrà dai fatti”
«l’astrolabio», 22 gennaio 1967 , anno V , n.4 [pp.4-7]
pp.4-6 - Alberto Scandone, La vita politica. I socialisti. Inizia lo show down ;
pp.6-7- Gianfranco Spadaccia, Governo i ripensamenti del PSU
Pietro Nenni,« I conti con la storia», Diari 1967-1971, SugarCo-Edizioni, Milano, 1983, pp.12-16 [note dal 12 al 18 gennaio 1967]
15-17 gennaio 1967
Il primo ministro inglese Wilson in visita ufficiale a Roma per discutere l’entrata della Gran Bretagna nel MEC. Prima tappa di un viaggio esplorativo nelle sei capitali della Comunità europea.
«La Stampa», 14 gennaio 1967 [p.1]
Mario Ciriello, Wilson domani a Roma per discutere l’ingresso nel MEC. È la prima tappa di un giro esplorativo nelle sei capitali della Comunità europea. Martedì il primo ministro inglese sarà ricevuto dal Papa
«La Stampa», 15 gennaio 1967 [p.1]Ferdinado Vegas, Oggi Wilson inizia a Roma “una missione esplorativa”. Londra bussa alle porte del MEC; (Ansa), Il calendario della visita
«La Stampa», 17 gennaio 1967 [p.1]
Editoriale, Ferdinando di Finizio, Tra l’Europa e l’Inghilterra. I nodi da sciogliere; Michele Tito, Colloqui di Wilson a Roma sull’ingresso di Londra nel MEC. Il “premier” inglese dichiara a Moro e a Fanfani che il suo Paese è favorevole non solo all’integrazione economica, ma anche a quella politica. Il contributo britannico sarebbe forte anche nel campo scientifico e tecnico: “In 300 milioni, dice, non saremmo secondi a nessuno”. Moro risponde che l’Italia considera la partecipazione dell’Inghilterra necessaria al futuro dell’Europa. L’ostacolo maggiore da superare rimane l’atteggiamento francese
«La Stampa», 18 gennaio 1967 [p.1]
Michele Tito, Wilson torna a Londra soddisfatto “L’Italia ci apre le porte del MEC”. Rimangono da risolvere difficili problemi di ordine tecnico ( primo dei quali l’agricoltura), ma il “premier” britannico dice che sono superabili. Rispondendo ad un giornalista francese assicura che, una volta nel Mercato Comune, l’Inghilterra rispetterà per intero il trattato di Roma. Ad un giornalista americano: “Se saremo uniti, noi europei potremmo reggerci economicamente ed industrialmente da soli”. Lungo colloquio con Paolo VI; Positivi commenti inglesi sul risultato dei colloqui
L’incontro dei dirigenti del Comitato universitario ( UNURI, UNAU, ANPUI, ANPUR) e della Conferenza dei rettori con il presidente del consiglio Aldo Moro non risolve i contrasti sulla riforma Gui . I rappresentanti delle Associazioni e della Conferenza dei rettori confermano che proclameranno lo sciopero in tutte le Università.
«l’Unità », 18 gennaio 1967 [p.2]
Dopo I'incontro fra Moro e il Comitato universitario. Confermato lo scioperoin tutte le Università
USA : il presidente Lyndon Johnson annuncia alla stampa le cifre del bilancio militare per il biennio 1967-1968. A causa della guerra nel Vietnam un aumento di 5 miliardi di dollari rispetto agli anni precedenti. Un bilancio che raggiungerà i 73 miliardi di dollari , spese militari che rappresentano il 54% della spesa complessiva prevista , 135 miliardi di dollari come annunciato dallo stesso Johnson nel discorso sullo Stato dell’Unione.
«l’Unità », 18 gennaio 1967 [p.1-p.12]
No alla pace, si alla “scalata”. Johnson stanzia per spese di guerra 45.000 miliardi. Sono oltre il 54 per cento del bilancio . Lippmann accusa il presidente di “ imperialismo”nel Vietnam
PCI – Conferenza stampa nella sede della direzione del partito della delegazione composta da Enrico Berlinguer, Carlo Galluzzi e Antonello Trombadori di rientro dalla Repubblica democratica del Vietnam del Nord. Gli esponenti comunisti, sulla base delle testimonianze raccolte e degli incontri avuti , denunciano le atrocità americane contro la popolazione, i bombardamenti di interi villaggi e al tempo stesso valorizzano la resistenza contro gli aggressori. La delegazione ha vistato anche la Repubblica popolare della Corea e soggiornato per alcuni giorni in Cina.
«l’Unità », 18 gennaio 1967 [p.1-p.8]
Di ritorno da Hanoi parlano ai giornalisti i membri della delegazione del PCI. Una guerra atroce che gli USA non possono vincere. Berlinguer, Galluzzi e Trombadori riferiscono impressionanti testimonianze sui bombardamenti terroristici contro le città e le popolazioni. Come si organizza la difesa e la lotta agli aggressori . Le possibili condizioni di negoziato
CISL – Conferenza stampa annuale del segretario nazionale Bruno Storti
«l’Unità », 19 gennaio 1967 [p.4]
a.ac. ( Aris Accornero ) , Conferenza - stampa CISL. Storti: positivogiudizio suldialogo unitario. Polemica con Viglianesi e la UIL sull'autonomia e le lotte . Ripresentate le proposte di accordo- quadro e di “ risparmio contrattuale”. Si al Piano, no al legame fra salari e produttività media
Danilo Dolci , per protesta contro la decisione del Tribunale di limitare le indagini sui rapporti politica- criminalità non ammettendo 95 testi , revoca i suoi difensori e annuncia che non sarà più presente nel corso del processo per calunnia intentato nei suoi confronti da Bernardo Mattarella in risposta alle sue accuse di collusione con alcune cosche mafiose . Il processo proseguirà in contumacia e con difensori d’ufficio.
«l’Unità», 19 gennaio 1967 [p.11]
Andrea Barberi , Clamoroso gesto del sociolog0 il quale rinuncia a difendersi Dolci abbandona il processo sui legami Mattarella – mafia. Non vuole condividere la responsabilità del Tribunale , che ha limitato I'indagine sui rapporti fra la politica e I'organizzazione criminale. II giudizio prosegue con difensori d'ufficio: Dolci, infatti , ha revocato i propri e ha annunciato che non sarà più presente in aula
La Commissione Affari costituzionali della Camera approva , con il voto contrario dei deputati DC e del MSI , lo schema di parere alla proposta di legge presentata dal Loris Fortuna ( PSI ) : Casi di scioglimento del matrimonio che si propone di introdurre in Italia il divorzio. Secondo la Commissione la proposta non contrasta con l’ordinamento costituzionale in quanto il principio di unità e stabilità della famiglia, sancito dalla Costituzione, non comporta l’indissolubilità del matrimonio.
«l’Unità », 20 gennaio 1967 [p.1-p.12]
a.d. m. , La DC battuta dallo stesso schieramento che si determinò alla Costituente. Non è incostituzionale il divorzio. 25 voti contro 20 nella Commissione. I comunisti chiedono
che la proposta sia ora discussa subito dalla Commissione Giustizia. Dichiarazioni di Marisa Rodano, Guidi e La Malfa
«La Stampa», 20 gennaio 1967 [p.1]
Guido Guidi, Il divorzio può essere approvato senza modificare la Costituzione. La decisione è stata presa dalla Commissione Affari costituzionali. Hanno votato contro DC e missini, a favore tutti gli altri partiti. Ora il progetto torna alla Commissione giustizia che dovrà dire se può essere portato in aula. Il socialista Fortuna, che ha presentato la proposta, dichiara : “ Adesso il Parlamento, se vuole, può introdurre il divorzio in Italia anche in questa Legislatura”
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