Nasce il III governo presieduto da Aldo Moro. DC- PSI-PSDI -PRI. Compreso il presidente del Consiglio Moro e il vice-presidente Pietro Nenni, 26 ministri: 16 democristiani, 6 socialisti, 3 socialdemocratici, 1 repubblicano.
«La Stampa», 24 febbraio 1966 [p. 1]
Titolo : È sorto il nuovo ministero di centro sinistra. Moro presenta il governo. Saragat firma le nomine. I ministri compreso il presidente del Consiglio Moro ed il vice-presidente Nenni, sono ventisei. La divisione è questa 16 democristiani, 6 socialisti, 3 socialdemocratici, 1 repubblicano. Escono dal governo: Lami Starnuti, Arnaudi, Delle Fave, Jervolino, Mattarella, Ferrari Aggradi, Russo. Entrano: Bertinelli, Tolloy, Restivo, Scalfaro, Natali, Rubinacci e Bosco. Abbandonato il progetto di creare un ministero per le Regioni. Oggi i ministri giurano davanti al capo dello Stato. Domani la scelta dei sottosegretari. Giovedì il dibattito sulla fiducia al Senato; Michele Tito, Un programma per due anni; Fausto De Luca, Il colloquio definitivo al Quirinale; I ventisei ministri.
Aldo Moro presenta, alla Camera e al Senato, il programma del governo. Nelle dichiarazioni, approvate nel Consiglio dei ministri del 2 marzo, l’elenco delle principali leggi di riforma già presentate e da approvare e quelle da predisporre fra cui quelle per la programmazione, le Regioni e l’urbanistica. Piena valorizzazione della formula politica del centro-sinistra, non solo nell’immediato ma come prospettiva per la realizzazione di una « democrazia avanzata» in Italia . Alla vigilia della presentazione il presidente del Consiglio invia a tutti i ministri una raccomandata a mano in cui gli ricorda che non sono ammessi atteggiamenti non conformi alla linea comunemente adottata dal governo e li invita a non abusare nell’assunzione di segretari e di rispettare le osservazioni della Corte Costituzionale e della Magistratura.
IV Legislatura Senato della Repubblica
Seduta n. 394- 3 marzo 1966
Comunicazioni del governo : Moro, presidente del Consiglio
IV Legislatura Camera dei deputati
Seduta n. 419 - 3 marzo 1966
Comunicazioni del governo : Moro presidente del Consiglio
«La Stampa», 3 marzo 1966 [p. 1]
l.f., Cominciare la pubblica moralizzazione dall’alto. Moro richiama tutti i ministri a una chiara e leale disciplina. Ha inviato a ciascuno una lettera raccomandata a mano (una copia per conoscenza al vice presidente Nenni). In essa ricorda ai ministri: non sono leciti atteggiamenti difformi dalla linea politica decisa collegialmente dal governo, ognuno deve informare la presidenza del Consiglio prima di prendere iniziative. Esorta a troncare l’abuso di assumere troppi segretari e personale privato, a rispettare le osservazioni della Corte dei Conti ad applicare rapidamente le sentenze della Magistratura; f.d.l. ( Fausto De Luca), Il presidente del Consiglio parla oggi alle due Camere. Le dichiarazioni sono state approvate ieri all’unanimità nella riunione del governo. Impegno ad attuare subito tre riforme fondamentali: programmazione, leggi per le Regioni, legge urbanistica
«La Stampa», 4 marzo 1966 [p. 1]
Titolo: Al Senato, poi a Montecitorio, tra vivaci interruzioni. Moro espone alle Camere il programma per una “ democrazia avanzata” in Italia. Scopo del centro-sinistra, ha detto, è di portare più in alto le categorie lavoratrici. A questo fine sono già stati presentati molti disegni di legge (piano quinquennale, scuola, secondo piano verde, riordinamento fondiario, ecc.), altri saranno pronti tra poco (regioni, legge urbanistica). Ma l’esame del Parlamento ritarda, e non sempre per colpa dell’opposizione. Discreta la situazione economica, può migliorare solo con maggiori investimenti e la piena occupazione: il governo assicura vasti lavori pubblici e iniziative per favorire la diminuzione del costo del lavoro. Oggi il dibattito al Senato; Michele Tito, Chiaro appello al Parlamento; Fausto De Luca, Il preciso elenco delle riforme
4-8 marzo 1966
Senato - Si svolge la discussione sulle comunicazioni del Governo. La mozione di fiducia presentata da Gava (DC), Battino Vittorelli (PSI) e Viglianesi (PSDI) è approvata con 173 voti favorevoli e 123 contrari
Seduta n. 394 - 3 marzo
Comunicazioni del governo : Moro, presidente del Consiglio
Seduta antimeridiana n.395 - 4 marzo
Discussione: Bufalini, Turchi, Viglianesi
Seduta pomeridiana n.396 - 4 marzo
Discussione : Berlanda, Cenini, Chabod, D’Andrea, Milillo
Seduta pomeridiana n.397 - 5 marzo
Discussione: Battaglia, Di Prisco, Giraudo, Pace, Pajetta, Sand
Seduta antimeridiana n. 398 -7 marzo
Discussione: Artom, Bollettieri, Lessona, Lo Giudice
Seduta pomeridiana n. 399 - 7 marzo
Discussione: Battino Vittorelli, Nencioni , Ponte, Valsecchi, Veronesi
Seduta n.400 - 8 marzo
Replica: Moro presidente del Consiglio. Discussione e dichiarazioni di voto: Bergamasco, Chabod, Creminisi, Gava, Marullo, Schiavetti, Terracini, Tortora, Viglianesi
Votazione nominale sulla mozione di fiducia presentata da Gava, Battino Vittorelli, Viglianesi. Votanti 296 Favorevoli 173 Contrari 123
«La Stampa», 5 marzo 1966 [p. 1]
Editoriale, Ferdinando di Finizio, Un discorso equilibrato per rafforzare la fiducia; Fausto De Luca, Il programma esposto dall’on. Moro. Vivace dibattito al Senato ma troppi posti vuoti in aula. Il presidente dell’Assemblea Merzagora rileva le assenze e osserva ironicamente che “il Senato, dopo 25 giorni di vacanza, è più stanco di prima”. Secondo il socialdemocratico Viglianesi i lavoratori guardano con interesse e speranza a questo governo. Violento discorso d’opposizione del comunista Bufalini. Il liberale D’Andrea si rammarica che Andreotti abbia lasciato la Difesa. Gli interventi si concluderanno martedì
«La Stampa», 6 marzo 1966 [p. 1]
Editoriale, Nicola Adelfi, Che cosa attende il pubblico. Uno stile più severo dalla classe politica; f.d.l. (Fausto De Luca), Secca replica di Moro ai comunisti in Senato. Il liberale Battaglia ha sostenuto che il programma del governo è “ presuntuoso e pericoloso” soprattutto per l’istituzione delle Regioni. Martedì il voto
«La Stampa», 8 marzo 1966 [p. 7]
Fausto De Luca, Il dibattito sulla fiducia al Senato. Scambio di battute polemiche tra gli oratori DC e socialista. Il fanfaniano Bolettieri rimprovera ad alcuni dirigenti del PSI e del PSDI di volere l’unificazione per “ridimensionare il partito di maggioranza”: in questo caso, ha aggiunto è inutile camminare insieme nel centro-sinistra. Il socialista Vittorelli risponde: “ Il nervosismo DC per l’unificazione è eccessivo: noi vogliamo continuare a far progredire l’attuale politica”. Vivaci discussioni sulla politica estera. Oggi replica di Moro e il voto
«La Stampa», 9 marzo 1966 [p. 1]
Titolo: Chiuso il dibattito al Senato. La fiducia al governo con 173 voti contro 123. A favore i partiti di centro-sinistra, contrari gli altri. L’ordine del giorno sottolinea “la chiarezza e la precisione della politica estera ed economica del governo”. Prima della votazione Moro replica agli oratori. Ai comunisti conferma che una maggioranza che li comprenda è “inaccettabile e impensabile”. Non è vero, aggiunge, che ci siamo spostati a destra: “Svilupperemo in ogni modo contatti con i lavoratori”. Interruzioni, grida, battute polemiche sul Vietnam; Michele Tito, Polemiche con i comunisti; Fausto De Luca, La replica di Moro e la votazione finale
PSI – Pietro Nenni , alla vigilia della Direzione, in un articolo sull’ «Avanti!» interviene sull’unificazione PSI-PSDI e ne motiva il valore invitando anche i dissidenti che hanno dato vita al PSIUP ad entrare nel nuovo partito.
«La Stampa», 5 marzo 1966 [p. 1]
Michele Tito, Nenni spiega come sarà l’unificazione socialista. In un articolo invita nel nuovo partito anche i dissidenti passati nel PSIUP. Martedì si riunisce la Direzione
8-10 marzo 1966
PSI: La Direzione discute sulla proposta di unificazione avanzata da Mario Tanassi, segretario del il PSDI. Pietro Nenni, riprendendo gli argomenti sostenuti nell’ articolo del 4 marzo, si dichiara a favore e propone che già per il 2 giugno ci sia un impegno dei due partiti che permaetta di presentare liste comuni alle elezioni amministrative previste per lo stesso mese. Il segretario De Martino, pur dichiarandosi a favore dell’unificazione, dissente sui tempi. La decisione che viene demandata al Comitato centrale. Decisamente contrario all’unificazione Riccardo Lombardi che la definisce : «inutile, improponibile, dannosa». Di opinione diversa Antonio Giolitti, che nell’occasione prende le distanze da Lombardi.
«La Stampa», 9 marzo 1966 [p. 13]
Lamberto Furno, Aperti i lavori alla Direzione del PSI. Convinto intervento di Nenni per l’unificazione socialista. Entro il 2 giugno, ha detto, è necessario un impegno ufficiale dei due partiti che permetta di presentare liste unitarie alle elezioni amministrative previste per la metà di quel mese. Ha chiesto che il PSI aderisca all’Internazionale socialista. Contro l’unificazione ha parlato Lombardi, definendola “ inutile, improponibile, dannosa”
«La Stampa», 10 marzo 1966 [p. 13]
Lamberto Furno, I lavori della Direzione socialista. Nenni e De Martino divisi sui tempi dell’unificazione. Per il vice presidente del Consiglio occorre fare presto in modo da essere già uniti alle elezioni di giugno. Per il segretario del partito conviene procedere lentamente e concludere la fusione entro dicembre. Diversi pareri anche sulle alleanze nelle giunte locali, sulla CGIL e sull’Internazionale socialista. Le discussioni continuano oggi
«La Stampa», 11 marzo 1966 [p. 7]
f.l. , Conclusi i lavori della Direzione. La maggioranza del Psi d’accordo sull’unificazione. Le lievi divergenze tra Nenni e De Martino (fusione prima, o subito dopo, le elezioni di giugno) saranno risolte al Comitato centrale. Giolitti si stacca da Lombardi e ritiene che l’unificazione non debba affatto essere estesa al PSIUP e al PCI
9-15 marzo 1966
Camera - Si svolge la discussione sulle comunicazioni del governo
Seduta n. 419 - 3 marzo
Comunicazioni del governo : Moro presidente del Consiglio
Seduta n. 420 - 9 marzo
Discussione : Gex, Giuseppe Gonella, Palazzolo, Tantalo, Tripodi
Seduta n.421 - 10 marzo
Alpino, Bozzi, Delfino, Gagliardi, Guarra, Ingrao, Milia, Togni, Vaja
Seduta antimeridiana n. 422 -11 marzo
Berloffa, Cuttitta, Romualdi, Sangalli
Seduta pomeridiana n. 423- 11 marzo
Discussione: Cocco Ortu, Giovanni Leone, Moro presidente del Consiglio, Valori
Seduta n. 424- 12 marzo
Discussione: Chiaromonte, De Martino, Moro presidente del Consiglio, Tanassi
Seduta n. 425 - 14 marzo
Discussione : D’Amato, De Grazia, De Mita, Leonilde Iotti, La Malfa. Manco, Melis, Moro presidente del Consiglio, Pacciardi, Rumor, Zanibelli
Seduta n.426 - 15 marzo
Replica : Moro presidente del Consiglio. Discussione e Dichiarazioni di Voto Basso, Bozzi, Cannizzo, Luigi Cerretti, Covelli, Mauro Ferri, Laconi, Michelini Tanassi, Zaccagnini
Votazione nominale sulla mozione di fiducia presentata da Zaccagnini(DC), Ferri (PSI), Tanassi (PSDI) e La Malfa (PRI) Votanti 588 Favorevoli 347 Contrari 251 Astenuti 1
«La Stampa», 10 marzo 1966 [p. 9]
m.t. (Michele Tito), Per la fiducia al governo. Dibattito aperto alla Camera. Dovranno parlare 40 deputati. Ieri il liberale Palazzolo ha sostenuto che l’istituzione delle Regioni porterà al “ disgregamento dello Stato”. Il valdostano Gex annuncia voto favorevole considerando gli impegni precisi presi da Moro per la Valle. La votazione è prevista per martedì
«La Stampa», 11 marzo 1966 [p. 13]
Fausto De Luca, Il dibattito sulla fiducia alla Camera. Ingrao insiste per un’alleanza coi cattolici anche senza i socialisti. Il presidente dei deputati comunisti ha rivelato con chiarezza il timore dell’isolamento che oggi domina il partito. Ha criticato con violenza il centro-sinistra ed ha sostenuto che il PCI ha rinunciato alla posizione antireligiosa ed ora è rispettoso della Chiesa. I motivi dell’opposizione liberale esposti da Bozzi e Alpino. Per la maggioranza interventi di Togni e Gagliardi
«La Stampa», 12 marzo 1966 [p. 13]
Fausto De Luca, Continua la discussione del programma. Alla Camera martedì il voto sulla fiducia per il governo. Ferma dichiarazione di Tanassi in risposta ai liberali: ” Non sono stato mai nella milizia, anzi ho sempre combattuto il fascismo”. Malagodi ne prende atto e si scusa. Vivace intervento di Leone, che sollecita la selezione dei problemi urgenti. Tra questi la responsabilità dei ministri, le modifiche al codice penale e della strada
«La Stampa», 13 marzo 1966 [p. 13]
Fausto De Luca, Per il dibattito sulla fiducia al governo. Battaglia di “leaders” alla Camera tra Tanassi, Malagodi, De Martino. Tutti hanno parlato tra interruzioni e vivaci scambi di battute. I due segretari socialisti polemizzano con liberali e comunisti, ed affermano che le future giunte regionali non saranno frontiste. Il segretario liberale dichiara che la situazione economica è ancora pesante e cha la politica estera si presenta poco chiara, quasi ambigua. Domani parla Rumor. Martedì la votazione
«La Stampa», 15 marzo 1966 [p. 1]
Fausto De Luca, Rumor dimostra l’impossibilità del colloquio tra cattolici e PCI. Il segretario DC ha parlato alla Camera durante il dibattito sulla fiducia. Non basta, ha detto, che i capi comunisti dicano ora di rinunciare all’ateismo di Stato e di concedere la libertà religiosa: noi vogliamo difendere tutte le libertà. La Malfa ha espresso il contrasto tra la sinistra democratica ed i comunisti sui problemi della società italiana. Oggi la replica di Moro: attesa per le dichiarazioni sulla NATO. In serata il voto
«La Stampa», 16 marzo 1966 [p. 1]
Titolo: Ora il governo è nella pienezza dei poteri. La Camera ha concesso la fiducia con 347 voti a favore, 251 contrari. Per il centrosinistra si sono espressi anche il valdostano Gex e l’ex liberale Cerutti, astenuti i deputati della Volkspartei, contrari tutti gli altri. In precedenza aveva parlato Moro. In politica estera ha ribadito la necessità dell’integrazione occidentale nell’Alleanza Atlantica, rifiutando ogni “particolarismo” politico e militare. Confermato il netto “no” a qualsiasi intesa o compromesso con il partito comunista. L’unificazione dei socialisti definita utile alla democrazia italiana. Appello al Parlamento perché approvi presto le leggi già presentate dal governo; Michele Tito, Chiarimenti necessari; Fausto De Luca, La replica di Moro e la mozione finale
Confindustria : Presenti 500 delegati si svolge l’Assemblea annuale . L a relazione introduttiva è svolta dal presidente uscente Furio Cicogna che traccia un bilancio degli anni del suo mandato ( 1961-1965) . Intervengono all’Assemblea il nuovo ministro dell’Industria Giulio Andreotti e il ministro del Tesoro Emilio Colombo . Al termine l’Assemblea elegge per acclamazione presidente Angelo Costa che torna alla guida dell’associazione industriali e vi resterà fino al 1970. Costa ha già ricoperto l’incarico dal 1945 al 1955.
«Rassegna sindacale», 13 marzo 1966, n. 82 [pp.1-2]
Antonio Tatò, L’uomo di Rivalta Scrivia
«La Stampa», 10 marzo 1966 [p. 7]
Angelo Barone, Eletto per acclamazione dai 500 delegati all’Assemblea annuale. Angelo Costa è il nuovo presidente della Confederazione dell’Industria. Il presidente uscente, Furio Cicogna, ha fatto il consuntivo del quinquennio 1961.1965: il reddito è salito del 29%, la produzione industriale del 40%. Giovanni Agnelli ringrazia Cicogna ed auspica l’inserimento dell’economia italiana in mercati sempre più vasti. Andreotti annuncia che è allo studio la proroga dei contributi alle aziende minori. Colombo afferma che l’inflazione è stata arrestata, ora si deve stimolare la ripresa e riordinare le gestioni degli enti pubblici. Costa: occorre facilitare la formazione dei capitali, non artificiosamente, ma eliminando lo squilibrio fra costi e ricavi; Il nuovo presidente
«La Stampa», 17 marzo 1966 [p. 7]
g.m., Per l’inchiesta “moralità e sesso” su un giornale studentesco. Inattesa visita medico-psichiatrica ai tre allievi del “Parini” di Milano. Si tratta del direttore e di due collaboratori del periodico “La zanzara”. Sono stati convocati dal magistrato in base ad una legge fascista del 1933. Un sanitario doveva valutare le loro capacità di “ intendere e di volere”. I due ragazzi hanno accettato il controllo, la ragazza si è rifiutata di spogliarsi e oggi dovrà andare accompagnata dai genitori. Dichiarazioni dei legali dei giovani e dei professori
22-25 marzo 1966
«La Stampa», 22 marzo 1966 [p. 14]
l.f. (Lamberto Furno), De Martino e Nenni sulle medesime posizioni. Il Comitato centrale del PSI discute oggi sull’unificazione. Devono essere approvate la costituzione del Comitato misto per la fusione e la proposta di presentare liste unitarie con il PSDI alle amministrative del 12 giugno. Le riunioni terminano giovedì
«La Stampa», 23 marzo 1966 [p. 1]
m.t. (Michele Tito), Liste uniche del PSI-PSDI alle elezioni del 12 giugno. Lo ha affermato De Martino al Comitato centrale. Ha aggiunto che l’unificazione dovrebbe essere compiuta interamente entro l’autunno (ma il PSDI la vorrebbe prima del 12 giugno). Giolitti si stacca nelle sue valutazioni dal gruppo di Lombardi
«Stampa Sera», 23-24 marzo 1966 [p. 15]
Mario Pinzauti, Il dibattito fra i socialisti. I lombardiani meno contrari all’unificazione. Dopo la relazione di De Martino davanti al Comitato centrale, essi tendono a mettere in rilievo le differenze di tono fra il segretario del partito e Nenni. La stessa tattica è usata dai comunisti, per tentare di impedire l’unificazione socialista
«La Stampa», 24 marzo 1966 [p. 16]
l.f. (Lamberto Furno), L’unificazione e le elezioni del 12 giugno. Pieraccini: “ La fusione socialista è entrata nella fase conclusiva”. Il ministro del Bilancio ha parlato al Comitato centrale del PSI. Favorevoli a De Martino il sen. Vittorelli e Bertoldi. Lombardi critica l’unificazione e il centro-sinistra. Oggi parla Nenni. I lavori terminano domani
«La Stampa», 25 marzo 1966 [p. 16]
Michele Tito, Appassionato appello del leader al Comitato centrale. Nenni esorta all’unione entro il più breve tempo possibile. Per giugno, ha detto, non si può fare tutto : ma il 2 giugno ( festa della Repubblica)e il 10 giugno ( assassinio di Matteotti) devono essere momenti decisivi per l’unione. Subito dopo si deve convocare la Costituente. Guai a non concludere entro l’anno : i danni per la democrazia italiana sarebbero gravissimi, forse irreparabili. Ferma risposta ai comunisti : con voi il dialogo è impossibile, non ammettete neppure lo stimolo del dubbio. Per molti anni, ha consluso Nenni, continuerà la collaborazione tra cattolici e socialisti. Oggi le decisioni dell’Assemblea
«La Stampa», 26 marzo 1966 [p. 1]
Michele Tito, Le decisioni del Comitato centrale socialista. Impegno all’Unione con il PSDI in fretta, ma senza date fisse. L’Assemblea ha accolto la tesi di Nenni: realizzare l’unificazione nei “tempi strettamente necessari”. La Direzione è incaricata di trattare per liste comuni col PSDI nelle amministrative del 12 giugno e per formare subito dopo il nuovo partito socialista. La sinistra lombardiana si è mantenuta contraria con assoluta intransigenza. Forse non del tutto soddisfatti i socialdemocratici che vorrebbero la fusione entro il 2 giugno
Milano si svolge il processo ai redattori della «Zanzara » il giornale del liceo Parini . I tre studenti , Marco De Poli, Claudia Beltramo Ceppi e Marco Sassano, sono assolti.
«l’Unità », 30 marzo 1966 [p.5]
Grande attesa a Milano. Oggi il processo. Studenti in corteo per le strade di TorinoManifestazione di solidarietà al Brancaccio. La voce dell ' “altra America” all'assemblea per il Parini. Oltre al prof. Oglesby, hanno parlato Levi , l’avv. Lombardi , G. B. Salinari , Bandinelli e i rappresentanti dei movimenti giovanili
«l’Unità », 31 marzo 1966 [p.1- p.3-p.14]
p.1-p.14- Una sentenza che respinge gli attacchi alle liberta costituzionali. Piena assoluzione
dei giovani pacifisti. Anche i tipografi assolti . Vennero arrestati 20 giorni or sono . Grande
folla in aula ;
p.1-Titolo : Processo al “ Parini” primo colpo all’ accusa . Anticostituzionalela visita medica [articoli a p.3] ;
p.1-i.p. ( Ibio Paolucci) , Per le libertà. Scuole e fabbriche una sola battaglia ;
p.3- Pier Luigi Gandini , II presidente: “ L’ ispezione corporale non obbligatoria, non necessaria, inopportuna” . Una importante motivazione che fa giustizia di una vecchia legge fascista. Battuta per battuta I'interrogatorio di Marco De Poli, Marco Sassano e Claudia Beltramo Ceppi alla prima udienza ; Il “ caso Parini” in Parlamento. II questore conosceva il parere del ministro. L'intervento della compagna Arian Levi ha sollecitato la risposta del ministro Gui
«l’Unità », 1 aprile 1966 [p.1- p.3]
p.1-Titolo : Clamoroso episodio al processo del “Parini “. Il PM butta la toga ma poitorna e chiede la condanna [ articoli a p.3] ;
p.3- Pier Luigi Gandini , A conclusione di un'incredibile requisitoria. Il PM chiede 4 mesi per il
preside e due per i ragazzi . “ La morale media italiana vuole la sposa illibata” ha proclamato il rappresentante della pubblica accusa. Gli adolescenti “ che cominciano a sentire l’urlo dei sensi“. Oggi le arringhe degli avvocati difensori
«l’Unità », 2 aprile 1966 [p.1- p.3]
p.1-Titolo pagina : Il Tribunale di Milano ha fatto giustizia dell'assurda e retrograda montatura. Assolti i ragazzi e il preside del Parini ; Carcasio sotto inchiesta . I giudici hanno scagionato
gli accusati con formula piena . Lieve ammenda alla proprietaria della tipografia per omesso deposito delle copie della “ Zanzara” ;
p.3- Titolo pagina : Le ultime battute al processo per la “ Zanzara” ; Ibio Paolucci , Una ventata d’aria fresca ; Pier Luigi Gandini , Le arringhe dei sei difensori smantellano le accuse da medioevo formulate dal PM. Dall'Ora: “ Come insegnava Calamandrei, oggi i soli sovversivi sono i conservatori “.Smuraglia : “C'è veramente un abisso fra noi e il PM “. Pisapia: “Questo processo sarà utile se porterà ad un insegnamento di libertà e di giustizia “. Crespi: “La censura sui giornali d'istituto viola l'art. 21 della Costituzione”. Sbisà : “ Preferiamo far tacere questi giovani, consacrare l'ipocrisia e il conformismo? “. Delitala: ”Questo processo è nato dal moralismo “. Il fervorino del giudice ai ragazzi assolti
«l’Unità », 3 aprile 1966 [p.1- p.3]
p.1-Titolo : L'ufficio del PM di Milano non si piega alla Costituzione. Appello dei pm contro
le assoluzioni di Milano [ articoli a p.3] ;
p.3-Ibio Paolucci , Coi ragazzi del «Parini» all'uscita della scuola . Stanno già preparando
la nuova “ Zanzara”. Tutti attorno a Marco De Poli e Marco Sassano . Soddisfazione per la sentenza. Ora richiedono il riconoscimento giuridico delle loro associazioni. La figura del Preside; Pier Luigi Gandini , Spirito di corpo » e giustizia . Perché si appellano
«Il Popolo», 31 marzo 1966 [p.6]
Il processo a Milano per il caso “Zanzara”. Il tribunale ha respinto una richiesta del PM tendente da ottenere che anche l’imputata Claudia Beltramo Ceppi fosse sottoposta a visita medica
«Il Popolo», 1 aprile 1966 [p.6]
Le richieste del PM al processo della Zanzara. Dura requisitoria del rappresentante della pubblica accusa che, nel corso dell’udienza antimeridiana, aveva abbandonato l’aula dopo un vivace scontro col presidente. Una precisazione del ministero della Pubblica Istruzione
«Il Popolo», 2 aprile 1966 [p.10]
Sentenza di assoluzione per il caso della “ Zanzara” . I giudici del tribunale di Milano hanno dichiarato che il fatto ascritto al preside del Parini e ai tre studenti non costituisce reato. Le arringhe della difesa e la replica del PM nell’ultima giornata del processo
30 marzo 3 aprile 1966
DC Consiglio nazionale. Mario Scelba è eletto presidente del Consiglio nazionale. Eletta la nuova Direzione. Mariano Rumor confermato segretario. Flaminio Piccoli e Arnaldo Forlani eletti vice segretari. Il dibattito , aperto dalla relazione di Rumor, ruota attorno al tema dell’unità del partito e del rilancio dell’azione della DC.
«Il Popolo», 30 marzo 1966[ pp.1-2- p. 8]
p.1-p.8-Editoriale, Uno spazio più ampio;
pp.1-2- Il Consiglio nazionale della DC apre oggi all’Eur i suoi lavori. La relazione d’apertura sarà svolta dall’on. Rumor. In mattinata si riunirà la Direzione. I punti all’ordine del giorno. Il documento sulla situazione politica votato dal gruppo dei senatori DC. Una intervista di Colombo sulla situazione economica. IL PSDI per la presentazione di liste separate nei centri maggiori
«Il Popolo», 31 marzo 1966[ pp.1-4]
p.1-Titolo: Mario Scelba presidente del Consiglio nazionale. Rumor invita a un rinnovamento del partito intorno ai valori e ai principi ideali comuni;
pp.1-2- Un esempio e un impegno;
p.1-p.4- I saluti di Piccioni e Scelba;
pp.1-4- [La relazione di Mariano Rumor- testo ];p.1-p.4- La prima giornata dei lavori. L’elezione di Scelba per acclamazione. Rumor commemora la on. Elsa Conci. La riunione del mattino della Direzione del partito. Oggi si apre la discussione generale
«Il Popolo», 1 aprile 1966[ pp.1-6]
pp.1-6- I temi del rinnovamento e dell’unità del partito nel sereno e impegnato dibattito del Consiglio aperto dalla relazione del segretario politico. Ieri sono intervenuti gli amici : Giacchetto, Gaibisso, Ciccardini, Lattanzio, Falcucci, Sarti, Magri, Salari, Lo Giudice, Alessandrini, Moneti, Colombo Emilio, Pandolfi, De Poli, Treu, Anselmi, Bassetti, Basso, Granelli, Forlani, Piccoli, Mazzarino, Berloffa e Rausa. Previste per domani la replica del segretario e la elezione della nuova Direzione ;
pp.1-2- Vivo interesse della stampa per la relazione di Rumor. In particolare evidenza nei commenti l’appello unitario del segretario politico del partito e la vigorosa riaffermazione della vocazione popolare e democratica della DC
«Il Popolo», 2 aprile 1966[ pp.1-9-p.16]
pp.1-9- I temi dell’unità e dell’impegno della DC al centro del costruttivo dibattito del Consiglio. Oggi il discorso di replica del segretario politico. Previsti per oggi anche il discorso del presidente del Consiglio nazionale on. Scelba e l’intervento del presidente del Consiglio Moro. L’elezione della nuova Direzione. Ieri hanno preso la parola gli amici: Berthet, Rinaldi, Gargani, Carbone, Gagliardi, Arnaud, Morlino, Ravaioli, Pella, Fanfani, Taviani, Donat Cattin, Clemente, Gennai, Tonietti, Togni, Russo, Andreotti, Gonella, De Mita, Sullo, Scalfaro, Speranza, Delle Fave, Galloni, Attolini, Badaloni, Angelilli, Colombo Vittorino, Corghi, Darida, Oliva e Rampa;
p.1-p.16- L’incisiva presenza DC nella realtà del Paese. La stampa continua a dedicare ampi commenti al dibattito in corso all’EUR. La “giusta causa” all’ordine del giorno della Camera dopo Pasqua. I lavori della Direzione del PSI
«La Stampa», 31 marzo 1966 [p. 1]
Fausto De Luca, Scelba presidente del Consiglio nazionale. Rumor chiede alla DC di abolire le correnti. “Siamo giunti – ha detto –al momento di passare il ponte. Non domani o dopodomani: oggi”. La situazione italiana esige una Democrazia Cristiana forte e unita. Monito ai socialisti che stanno per riunirsi: alla collaborazione con la DC non c’è alternativa democratica, la concorrenza contro di noi porterebbe alla vostra alleanza con il PCI negatore di ogni libertà. L’on. Scelba eletto per acclamazione presidente dell’Assemblea. Incontri fra Colombo ed i “ leaders” delle sinistre DC per costituire una nuova maggioranza nel partito. I lavori si concludono sabato
«La Stampa», 1 aprile 1966 [p. 7]
Fausto De Luca, I lavori del Consiglio nazionale. Colombo ribadisce l’impegno DC nella politica di centro-sinistra. “ Noi, ha detto il ministro, rifiutiamo ogni integralismo. Anche se avessimo la maggioranza assoluta, continueremmo la collaborazione con i socialisti e le forze laiche”. Ma ha ammonito gli stessi socialisti a non volere l’unificazione per far concorrenza alla DC: sarebbe un grave danno alla democrazia italiana. Anche il fanfaniano Forlani annuncia il prossimo scioglimento del gruppo.L’on. Piccoli afferma : “ Siamo una forza di rinnovamento e dobbiamo dimostrarlo”
«La Stampa», 2 aprile 1966 [p. 7]
Fausto De Luca , Discorsi dei leaders al Consiglio nazionale. Taviani, Fanfani, Pella Andreotti per un’effettiva unità della DC. Il ministro dell’Interno sottolinea che la Democrazia Cristiana deve rifiutare “ ogni qualificazione moderati sta” e procedere col massimo impegno alle riforme concordate. Aggiunge che le nuove generazioni vogliono più libertà e più democrazia, soprattutto fatti e non parole. Fanfani definisce “sciocchezze” le accuse di integralismo. Pella chiede che lo scioglimento delle correnti sia reale, non fittizio. La sinistra DC ( Donat Cattin e Galloni) esprile qualche riserva sui nuovi indirizzi di vita interna nel partito
«La Stampa», 3 aprile 1966 [p. 1]
Fausto De Luca, Chiusi i lavori del Consiglio nazionale. Approvata la linea Rumor sul rinnovamento della DC. La mozione votata a grandissima maggioranza, con qualche riserva del gruppo di “Forze nuove”. Esorta a sciogliere le correnti: ribadisce l’“assoluta inconciliabilità col PCI” ed il pieno impegno nel centro-sinistra, sostiene l’Alleanza Atlantica e l’integrazione europea. Rumor confermato segretario con 127 voti e 23 schede bianche. Nella nuova Direzione confermate tutte le tendenze. Discorsi di Moro e di Scelba; m.t. (Michele Tito), È ormai decisa la fine delle correnti democristiane
Camera -Commissione Esteri: Amintore Fanfani riferisce sulla politica estera. Il ministro ribadisce la necessità di convincere la Francia a rimanere nella NATO e partecipare attivamente alla integrazione europea. I rappresentanti dei partiti del centro-sinistra esprimino preoccupazione per la crisi che attraversa l’Alleanza Atlantica.
«La Stampa», 20 aprile 1966 [p. 1]
Michele Tito, Rapporto di Fanfani sulla politica estera. Riunita la Commissione Esteri della Camera. Il ministro ha insistito sulla necessità di indurre la Francia a rimanere nella NATO ed a partecipare attivamente all’integrazione europea. Deputati democristiani, socialisti e socialdemocratici esprimono preoccupazione per gli sviluppi della crisi dell’Alleanza Atlantica
21-27 aprile 1966
Il ministro degli Esteri sovietico Andrey Gromyko in visita ufficiale in Italia. Nei colloqui con il ministro degli Esteri, Amintore Fanfani, si discutono le questioni inerenti il disarmo, la situazione dell’Europa e e si arriverà alla firma di un accordo che prevede la cooperazione tecnico-scientifica fra i due Paesi e lo sviluppo delle relazioni economiche fra operatori italiani e organismi sovietici. Nel corso della visita Gromyko s’incontra con il presidente della Repubblica, il presidente del Consiglio e Pietro Nenni. Il 27 aprile è ricevuto, in forma privata , da Paolo VI.
«La Stampa», 21 aprile 1966 [p. 1]
Titolo: Il rappresentante del governo sovietico in visita ufficiale. Gromyko oggi a Roma. Sarà accolto da Fanfani all’aeroporto di Fiumicino. Nel pomeriggio cominceranno i colloqui politici fra i due ministri degli Esteri. Venerdì l’ospite sovietico si incontrerà con Moro e sabato sarà ricevuto da Saragat. Lunedì si recherà dal papa in forma privata; Alberto Ronckey,Un ministro di grande esperienza; m.c., La partenza in aereo da Mosca alle 9,50; I colloqui a Roma e la visita a Napoli
«La Stampa», 22 aprile 1966 [p. 7]
Michele Tito, Il ministro degli Esteri russo da ieri a Roma. Colloquio sui rapporti italo-sovietici. Il rappresentante dell’URSS è giunto a Fiumicino alle 13. Ha risposto cortesemente agli applausi di una piccola folla. Nel pomeriggio, mentre la moglie visitava la basilica di San Pietro, si è trattenuto con il nostro ministro degli Esteri per un’ora. L’Italia, d’accordo con gli alleati, esplora le vie di più vaste aperture verso l’Est, soprattutto nel settore economico. Lunedì Saraga offrirà in onore dell’ospite un banchetto a cui parteciperanno esponenti dell’industria e della finanza
«La Stampa», 23 aprile 1966 [p. 1]
Michele Tito, Intensi colloqui tra i due ministri. Fanfani e Gromyko discutono i punti di un accordo ecnomico. La situazione è ritenuta matura per stabilire una collaborazione tecnico-scientifica. L’annuncio è atteso per oggi. Esaminate anche le questioni di politica europea e internazionale. L’ospite sovietico si è recato in visita prima da Moro e poi da Nenni
«La Stampa», 24 aprile 1966 [p. 1]
Titolo: Firmato l’accordo economico fra Italia e Unione sovietica. Alla Farnesina, sottoscritto il documento, si è svolto un brindisi. Due coppe sono cadute spezzandosi. “Da noi è un buon auspicio” ha detto ridendo Gromyko, “Anche da noi” ha ribattuto Fanfani. Così, in un’atmosfera molto cordiale e serena, sono terminati i colloqui. L’accordo prevede un’attiva cooperazione tecnico-scientifica che favorirà “intese particolari fra operatori italiani e organismi sovietici per il progresso industriale”: Il comunicato ufficiale atteso per oggi; Editoriale, Alberto Ronckey, Una collaborazione utile; Fausto De Luca, Gli incontri di Gromyko con Saragat e con Moro. Probabile una visita al pontefice
«La Stampa», 26 aprile 1966 [p. 7]
l.f.. ( Lamberto Furno), Forse domani l’udienza di Paolo VI a Gromyko. L’incontro è quasi certo. Stasera il ministro sovietico partecipa al pranzo d’onore offerto da Saragat; Il ministro sovietico è giunto ieri a Napoli. Oggi pomeriggio Gromyko rientrerà a Roma
«La Stampa», 27 aprile 1966 [p. 1]
l.f.. ( Lamberto Furno), Gromyko al banchetto offerto da Saragat con gli esponenti dell’economia italiana. Novanta gli invittai al Quirinale per il pranzo d’addio all’ospite straniero. Erano presenti Moro e parecchi ministri, Valletta, Agnelli e Bono per la FIAT, Peccei per la Olivetti, Valerio per la Edison. Al fianco di Gromyko il ministro dell’industria automobilistica Tarasov
«La Stampa», 28 aprile 1966 [p. 1-p.16]
p.1- Vittorio Gorresio, Gromyko in viista a Paolo VI. L’udienza è durata 45 minuti. Secondo il comunicato ufficiale, il colloquio è stato la continuazione dell’incontro all’ONU. All’uscita il ministro sovietico appariva soddisfatto. “Abbiamo parlato, ha detto, di una collaborazione in un campo molto vasto, enorme”. Gli è stato chiesto se il pontefice andrà a Mosca. “Preferisco non rispondere”. Paolo VI gli ha spegato che la Chiesa non ha interessi temporali, essa si propone di aiutare tutti gli uomini a vivere in pace nel reciproco rispetto;
p.16- Michele Tito, Finita la visita del rappresentante dell’URSS. Dichiarazione di Gromyko prima di lasciare l’Italia. Il ministro sovietico ha sottolineato l’importanza dei rapporti fra i due Paesi, specialmente nel settore industriale. Pur ammettendo la diversità di posizioni dei diversi governi, ha dichiarato che si possono avvicinare i punti di vista per favorire la distensione. Infine ha sollecitato una “Conferenza europea” a livello più alto possibile per discutere i problemi del continente. A tale proposito l’Italia e gli alleati non sono ostili in linea di principio, ma chiedono garanzie
PSI-PSDI – Si svolge la prima riunione del Comitato misto incaricato di elaborare la «Carta dell’unificazione socialista». Su proposta di Mario Tanassi (PSDI) Pietro Nenni è eletto presidente del Comitato. Svolgono le relazioni introduttive Francesco De Martino e Mario Tanassi, rispettivamente segretari del PSI e del PSDI.
«La Stampa», 23 aprile 1966 [p. 9]
Fausto De Luca, Iniziati i lavori della Commissione. L’on. Nenni eletto presidente del Comitato misto PSI -PSDI. Il “leader” socialista ha dichiarato: “l’unificazione sarà attuata nel tempo strettamente necessario perché sia fatta bene. Il primo maggio diffuso un manifesto comune per la campagna elettorale.
23-24 aprile 1966
UDI - Si svolge a Firenze la Conferenza nazionale su «Il lavoro della donna e la programmazione». Quattro relazioni introduttive: «Tendenze dell’occupazionefemminile» (prof. Nora Federici);«La preparazione professionale delladonna» (prof. Elsa Bergamaschi);«La giornata di una lavoratrice el'organizzazione della vita sociale» (prof. Angela Zucconi); «La donna e il rapporto di lavoro» (avv. AnnaMaria Seganti). 3.000 lavoratrici partecipano al corteo e alla manifestazione conclusiva nel corso della quale prendono la parola Bruna Bertini, l'avv. Maria Magnani Noja, Lola Grazia, Marisa Rodano e numerose operaie.
In occasione del rinnovo degli organi rappresentativi studenteschi di Lettere e Filosofia della Sapienza di Roma si verificano scontri provocati da gruppi di estrema destra. Negli scontri rimane ucciso lo studente Paolo Rossi, militante della Federazione giovanile socialista. Il giorno dopo la grande manifestazione antifascista all’interno dell’Università. Vi partecipa Ferruccio Parri che, intervenendo, si richiama ai valori della Resistenza. Immediatamente occupata la facoltà di Lettere a cui seguiranno le altre facoltà. Gli studenti democratici chiedono le dimissioni del rettore Ugo Papi ritenuto responsabile dell’impunità dei fascisti nell’Università. Stessa richiesta è avanzata dalle forze di sinistra nel dibattito che si svolge al Senato e alla Camera il 29 aprile. In tutto il paese un’ondata di proteste :associazioni democratiche, sindacati, personalità. Le Università di varie città occupate.
«l’Unità», 28 aprile 1966[p.1-p.6]
p.1- Uno studente ventenne durante una brutale aggressione teppistica. Assassinato dai fascisti all’Università ;
p.6- Protesta e orrore di tutti i democratici per la criminale aggressione fascista. Tutta l’università in ansia ha vegliato le ultime ore dello studente. Occupata da centinaia di universitari la facoltà di Lettere: il rettore ha fatto intervenire la polizia contro i democratici ! Calorosa solidarietà dei professori. Oggi alle ore 17 grande manifestazione antifascista unitaria all’Università ; Dichiarazione di Lombardo-Radice: Responsabilità del rettore ; Occhetto : “ Manifestino i giovani contro il delitto fascista [ dichiarazione del segretario nazionale della FGCI]
«l’Unità», 29 aprile 1966[p.1-pp. 3-4]
p.1- Editoriale, Renzo Trivelli, I responsabili devono pagare ; Il CC onora il martire socialista. Messaggio del PCI ai giovani socialisti. Un telegramma di Longo alla famiglia dello studente. Bufalini denuncia la responsabilità della polizia e del rettore Papi ;
p.1-p.4- L’Università di Roma occupata da migliaia di studenti e docenti che reclamano la punizione dei teppisti e le dimissioni del rettore Papi ;
p.3- Migliaia di prese di posizione condannano l’assassinio di Paolo Rossi. Cresce lo sdegno in tutta Italia ; Con un forte attacco della sinistra. La denuncia in Parlamento dell’aggressione fascista. Il provocatore Delfino picchiato in aula. Il governo non osa affrontare la discussione e la rinvia ad oggi. Condannato l’atteggiamento del rettore : Appello della FGCI ; Il manifesto unitario dei Movimenti giovanili ;
p.4- Parri parla all’Università “ La resistenza continua con voi” ; La grandiosa manifestazione unitaria nel nome della Resistenza. “ Via Papi e i fascisti!”. Il futuro dell’Università è già cominciato. Compatti e solidali i vecchi e i nuovi studenti, gli operai , i professori antifascisti per il trionfo della democrazia nell’Ateneo. “ Paolo Rossi deve essere l’ultima vittima ! “ La calorosa accoglienza al sen. Parri ; Criminale spedizione notturna. Aggredito a coltellate da teppisti fascisti. Tra gli aggressori identificato uno dei facinorosi fermati e poi rilasciati dalla polizia
«l’Unità», 30 aprile 1966[p.1-pp. 3-4]
p.1- Editoriale, Maurizio Ferrara, Le radici del male ;
p.1-p. 4 [Roma] - Cordoglio e comune impegno antifascista. Tutta Roma oggi ai funerali dello studente ucciso. Un grande corteo si concluderà sulla piazza dell’Università. Per dieci minuti si fermeranno anche i servizi tramviari. Commovente incontro della sorella di Paolo Rossi con suoi compagni di studi all’interno dell’Università occupata. L’assemblea dei parlamentari, studenti e professori nella facoltà di Lettere occupata. Nuove vigliacche violenze fasciste respinte energicamente dalle forze democratiche ;
pp. 1-2- Appassionato dibattito alla Camera e al Senato. La sinistra antifascista respinge la difesa del rettore e della polizia. Taviani ammette e deplora la provocazione fascista ma elude impegni concreti. Grave difesa del rettore Papi da parte del ministro della PI. Insoddisfatti i gruppi del PCI, del PSIUP, del PSI e del PSDI. Tesi discorsi del compagno Terracini e della compagna Rodano. Precisa documentazione negli interventi dei compagni Luigi Berlinguer, Tristano Codignola, Tullia Carrettoni, Cacciatore e Schiavetti. Vivaci incidenti coi fascisti ;
p.3- Titolo pagina : Possente movimento di protesta nel Paese ; La CGIL chiede l’esemplare condanna dei responsabili. Associazioni democratiche, Comuni, personalità chiedono la messa al bando delle organizzazioni fasciste. Un comunicato della Direzione del PRI. Duramente respinte provocazioni a Genova, Padova, Augusta, Livorno, Catania. La polizia proibisce un corteo di democratici a Ferrara. Messi a tacere i missini al consiglio comunale di Trieste ; Napoli : Occupata l’Università ; Milano : Nobile messaggio dei docenti ; Firenze : Migliaia in corteo per le vie ; Perugia : Lezione ai teppisti ; A colloquio con i genitori di Paolo Rossi . “ Per lui vogliamo solo la verità” . Per questo si sono costituiti parte civile.” Abbiamo lottato nella Resistenza, questa doveva essere, venti anni dopo, la nostra azione più tremenda. Ho educato i miei figli soprattutto a capire “ ;
p.4-[ Roma]– Appello della CdL per onorare la memoria di Paolo Rossi. Fermi in segno di lutto Atac, fabbriche, cantieri e aziende ; Due giornali che si distinguono ; I risultati dell’autopsia
«l’Unità», 1 maggio 1966[p.1-pp. 3-4] file da sostituire
p.1-p.3- Ai f unerali di Paolo Rossi I' Italia del 25 Aprile e del Luglio '60. Proclamati 2 giorni di sciopero in tutte le Università. Un immenso corteo ha percorso i viali dell'Università tra una fitta ala di folla commossa. Insieme nella manifestazione i rappresentanti di tutti i partiti antifascisti. La commemorazione dello studente nel piazzale della Minerva. Longo e Parri fra gli studenti della facoltà di Lettere occupata ;
p.2- Titolo pagina: Tutto il Paese manifesta contro la Violenza fascista chiedendo fermezza e giustizia ; Domani e martedì tutte le Università in sciopero. Deputati e studenti si incontrano per una iniziativa parlamentare. Altre provocazioni neofasciste: due giovani feriti a Napoli. Chiusi numerosiAtenei . Scioperi di servizi pubblici . Cortei a Milano, Genova e in molte altrecittà. Una lettera dei familiari dei caduti di Reggio E. ai congiunti di Paolo Rossi ;
«l’Unità», 1 maggio 1966[cronaca di Roma – p.10]
Titolo pagina : Giornata di cordoglio e di rinnovato impegno antifascista ; L’Università in lotta grida alto : “ Paolo vive ! “.”Troppi hanno dimenticato. Paolo deve continuare a ricordarci quello che dobbiamo fare”. La commozione intorno ai familiari del giovane ucciso. Le parole di una ragazza ebrea ; Un aItro episodio di teppismo in via del Babuino. Sassaiola dei f ascisti contro la RAI-TV. In ritardo la polizia ; Assemblee e vivaci dibattiti nell'Università. Nelle facoltà occupate gli studenti discutono le prospettive della lotta ; Comizio antifascista con Trivelli e Occhetto
«La Stampa», 28 aprile 1966 [p.16]
l. f. ( Lamberto Furno ) , Gazzarra fascista all’Università di Roma uno studente morente, ragazze picchiate. Gli incidenti durante le votazioni per il rinnovo dell’organismo rappresentativo studentesco. Agli universitari di estrema destra si sono uniti molti elementi estranei all’ambiente goliardico. La facoltà di lettere occupata per protesta da giovani anti fascisti. Intervento della polizia: sei studenti denunciati
«La Stampa», 29 aprile 1966 [p.1]
Lamberto Furno, La teppaglia scatenata all’Università di Roma. Proteste in tutta Italia per lo studente morto a causa dei disordini neofascisti. Il giovane Paolo Rossi, socialista, è spirato alle 2 dell’altra notte senza riprendere conoscenza. Era stato colpito dagli studenti fascisti e, più tardi, aveva perso i sensi precipitando da un balconcino senza ringhiera. Sul luogo dove è caduto è stato posto un cartello : “ Li hai conosciuti anche tu , devi essere l’ultimo”. Parri parla nel cortile dell’ateneo a migliaia di giovani. Gli studenti ed i professori delle facoltà di Lettere e Architettura chiedono le dimissioni del rettore, prof. Papi , che avrebbe tollerato le forsennate aggressioni compiute dalle squadre fasciste. L’on. Codignola ed altri parlamentari socialisti denunciano il prof. Papi ed il commissario di PS per “ presunto omicidio colposo” : non avrebbero preso le misure necessarie ad evitare gli incidenti. Lutto in tutte le Università. Intervento del governo : oggi Taviani parla alla Camera e Gui al Senato ; Fausto De Luca , Scontri e invettive alla Camera tra missini e parlamentari antifascisti. Tutti i gruppi hanno presentato interpellanze urgenti sui fatti di Roma. Al Senato seduta più composta con un nobile intervento di Merzagora contro la violenza , a favore della libertà e della democrazia. Caleffi ha ricordato nel silenzio commosso dell’assemblea “ il giovane che ha pagato con la vita l’intervento in difesa delle libertà democratiche” ; Igor Man, Martedì all’Università si votava. La teppaglia voleva distruggere le urne ; Gli universitari di Torino in lutto per i fatti di Roma
«La Stampa», 30 aprile 1966 [pp.1-3]
p.1- Titolo pagina : La tragica fine dello studente all’Università di Roma. Taviani indica le colpe dei neo-fascisti e annuncia : la violenza sarà stroncata. Il ministro dell’Interno ha parlato alla Camera, davanti all’assemblea in un silenzio pieno di tensione. Ha ricordato il giovane Paolo Rossi morto per i tumulti dei fascisti. Ed ha aggiunto : l’Italia è ammirata all’Estero per l’ordine e la libertà in cui si svolgono tutte le sue elezioni politiche e amministrative, ma da qualche tempo l’estrema destra sembra voler risolvere con la forza le votazioni negli Atenei. “ Nessuno si illuda : agiremo con l’energia necessaria per stroncare fin dal nascere qualsiasi rigurgito di un atteggiamento condannato dalla Costituzione e dalla storia”. Durante le repliche l’atmosfera si riscalda, scontri ed invettive fra sinistre e missini. Anche al Senato un’agitata riunione, dopo l’intervento del ministro Gui [ articolo di Fausto De Luca ] ; Lamberto Furno, Oggi i funerali di Paolo Rossi : lutto negli atenei altri incidenti provocati dai neo-fascisti a Roma. Con mazze di ferro i teppisti hanno cercato di entrare nelle facoltà occupate da studenti democristiani e di sinistra. Nella notte aggredita la figlia dell’on. Ingrao e due universitari che erano con lei. Chiesta la convocazione del Senato accademico per accertare la posizione del rettore prof. Papi. Le indagini della Magistratura ; Un accorato commento dell’ “Osservatore romano” ; Un telegramma di Saragat ai familiari di Paolo Rossi ;
p.2-[cronaca cittadina ] Assemblea stamane all’Università contro le violenze dei neo-fascisti. Unanime sdegno per il triste episodio di Roma. Ieri nella facoltà di architettura il prof. Pugno ha commemorato lo studente ucciso. Mozioni di protesta votate dai Consigli comunale e provinciale, dai partiti e dai sindacati ;
p.3- Nicola Adelfi , Lo studente romano ucciso all’università di Roma. Un ragazzo di vent’anni. L’intera Italia piange Paolo Rossi , caduto vittima della brutalità fascista. È un fatto estremamente grave , che insieme col cordoglio suscita sdegno. Le aggressioni dei nostalgici avvengono solo perché la democrazia rispetta tanto se stessa da non togliere la libertà degli avversari anche quando violano la legge, il popolo non vuole più saperne di violenze
«La Stampa», 1 maggio 1966 [pp.1-2-p.21]
p.1- Editoriale, Alessandro Galante Garrone, Le organizzazioni fasciste. Soltanto teppismo non forza politica ; Lamberto Furno , Paolo Rossi , il giovane morto per i disordini all’Università. Roma commossa ai funerali dello studente ha risposto con senso civile alla violenza. Settantamila persone in silenzio dietro il feretro del ragazzo ventenne : universitari venuti da tutte le città d’Italia, il vice presidente del Consiglio Nenni, ministri, parlamentari , una folla grandissima e composta. Il rof. Walter Binni , della facoltà di Lettere, ha tenuto il discorso funebre : “ Paolo Rossi è morto giovane perché era democratico e antifascista. Gruppi di squadristi da tempo agiscono indisturbati e incoraggiati in questo Ateneo. Al di là delle onoranze e del rimpianto chiediamo un’azione concreta per far sì che Paolo sia l’ultima vittima di una situazione assurda e vergognosa” ; Gianfranco Franci , Tutte le Università chiuse due giorni per protesta contro i disordini fascisti. La manifestazione si svolge domani e dopodomani. Convocato il Senato accademico dell’Ateneo romano per esaminare la posizione del rettore Papi. Nuovi incidenti provocati dai teppisti dell’estrema destra : una cinquantina di essi scagliano sassi contro i vetri della RAI a Roma , ma fuggono appena i passanti si riuniscono minacciosi ;
p.2-[ cronaca cittadina] Lutto per lo studente ucciso a Roma. Assemblea e corteo di universitari contro il teppismo dei neo fascisti. Il sindaco prof. Grasso parla a nome della città. I rappresentanti missini lasciano l’aula sotto una valanga di fischi. Domani e martedì sospese le lezioni in tutte le facoltà ;
p.21- Il dibattito alla Galleria d’arte moderna. A Torino gli studenti medi vogliono un loro sindacato. Dovrebbe essere rappresentato dai circoli scolastici. Un minuto di silenzio in memoria del giovane ucciso a Roma. Nobile discorso del sindaco Grosso : “ La libertà è un bene che va conquistato ogni giorno ; Due liceali aggrediti dai fascisti a Napoli ; Incidenti a Reggio Calabria ; Una città dove i giovani “nostalgici” sono rarissimi. I quarantamila universitari milanesi condannano unanimi le violenze fasciste. Un’assemblea nell’aula Magna turbata ieri da lievi incidenti. Alcuni neo fascisti interrompono un docente che definisce “ assassinio politico” la morte di Paolo Rossi. Segue un po’ di tafferuglio, uno studente rimane contuso. Sei giovani di estrema destra fermati dalla polizia e poi rilasciati. Severe critiche al comportamento del rettore romano prof. Papi
Camera e Senato – Svolgimento interrogazioni sulla morte dello studente Paolo Rossi. I deputati del PCI-PSI- PSDI –PRI chiedono l’allontanamento del rettore Ugo Papi e l’intervento del governo contro le violenze fasciste.
IV Legislatura Camera dei deputati
Seduta n.449 – 29 aprile 1966
Interrogazioni sulla morte dello studente Paolo Rossi
IV Legislatura Senato della Repubblica
Seduta n. 419– 29 aprile 1966
Interrogazioni sulla morte dello studente Paolo Rossi
Il presidente del Consiglio, Aldo Moro, parlando a Foggia in occasione dell’inaugurazione della XVII Fiera internazionale dell’agricoltura, torna ad invitare i sindacati alla moderazione salariale
Aldo Moro, Discorso tenuto a Foggia all’inaugurazione della XVII Fiera internazionale dell’agricoltura
[fonte: Archivio centrale dello Stato- Senato Archivi on line]
Editoriale di Agostino Novella, segretario generale della CGIL.
«l’Unità», 1 maggio 1966 [pp.1-2]
Editoriale, Agostino Novella , Ciò che chiedono i lavoratori
CGIL – Nei vari comizi che si svolgono per la giornata del 1° Maggio la Confederazione ribadisce il suo No ad ogni tregua sindacale.
«l’Unità», 3 maggio 1966 [p.6]
La CGIL ribadisce il “N0” ad ogni tregua salariale. I comizi di Novella a Roma, Mosca a Tusa (Messina) e Foa a Milano
Di fronte alle accuse degli studenti, dei partiti di sinistra e del sindacato si dimette Ugo Papi , rettore dell’Università di Roma . 50 docenti della Sapienza con una lettera aperta indirizzata al presidente della Repubblica, Giuseppe Saragat , chiedono lo scioglimento delle organizzazioni fasciste e la democratizzazione dell’Università.
«l’Unità», 3 maggio 1966 [p.1-p.12]
Editoriale, Mario Alicata, Vittoria democratica ; m.gh. ( Massimo Ghiara) , Prima grande vittoria dell’unità antifascista all’Università di Roma. Papi se n’è dovuto andare. Vergognoso atteggiamento del rettore dimissionario. Presentate alla Camera le mozioni del PCI, del PSIUP e del PSI per la messa al bando dei fascisti e la democratizzazione dell'Università. Si attende la presentazione di analoghi documenti della DC, PSDI e PRI. Continua massiccia la mobilitazione unitaria all'Università di Roma, in tutti gli Atenei e nel Paese . Pienamente riusciti lo sciopero e I'occupazione delle Facoltà; Con una “ lettera aperta al Presidente della Repubblica e alla Nazione “ 50 docenti chiedono aSaragat lo scioglimentodelle bande fasciste. Applicare la Costituzione contro le organizzazioni neofasciste, punire severamente i teppisti, rispettare I'autonomia dell'Università: queste le richieste dei primi cinquanta firmatari, professori e direttori di Istituto dell'Ateneo romano
«l’Unità», 3 maggio 1966 [ Roma - p.]
Titolo pagina : Nelle facoltà occupate si vive il clima d’una ardente battaglia democratica ; “Libro bianco” sul teppismo fascista. Studenti e docenti raccolgono in questi giorni testimonianze, dichiarazioni e documenti sulle violenze e sull'operato del professor Ugo Papi. Le parole di Brecht davanti ai cancelli di Legge: “Questo mostro una volta …” ; Testimonianze di studenti . Ho visto cadere Paolo. “ Ho notato che si comprimeva lo stomaco con le braccia, si piegava indue senza parlare e cadeva. Ho urlato...» - « Sto male», aveva detto ; Hanno parlato Trivelli e Occhetto . Manifestazione antifascista a Piazza Bologna ; Sottoscrizioni nei licei per gli universitari
Roma : Tra i duecento -trecento studenti di destra armati di mazze ferrate e bastoni assaltano la Facoltà di Giurisprudenza occupata per protesta dopo la morte dello studente Paolo Rossi. L’attacco è guidato da tre deputati del MSI , Giulio Caradonna, Raffaele Delfino e Franz Turchi, e dal consigliere comunale Franco Petronio. Gli occupanti respingono l’attacco. L’intervento della polizia mette fine agli scontri. Nel pomeriggio la Camera discute del grave episodio. Spavalde e minacciose dichiarazioni del missino Giovanni Roberti e incidenti d’aula. Il giorno dopo gli studenti cessano l’occupazione e riprendono le lezioni.
«La Stampa», 4 maggio 1966 [p.1]
Lamberto Furno, I fascisti provocano nuovi incidenti a Roma. Tre deputati del MSI guidano un attacco contro l’Università. Più di 200 giovani armati di bastono e mazze ferrate, cercano di varcare i cancelli. Sono respinti dagli studenti che occupano l’Università. Il deputato neofascista Delfino urla: ” Eroi della Resistenza, venite fuori vigliacchi”. Rispomde il prof. Visalberghi, docente di pedagogia: “Io sono un uomo della Resistenza, vigliacco è lei che si difende dietro l’immunità parlamentare”. Un missino lo aggredisce alle spalle gettandolo a terra. Interviene la polizia e l’on. Delfino grida di essere stato colpito ( forse da una pietra). Si fa ricoverare in clinica dove è trattenutoin stato di “choc”. Ma a sera conversa con gli amici. Il ministro Gui accetta le dimissioni del rettore Papi. Gli studenti lasciano le facoltà che occupavano; Editoriale, Luigi Salvatorelli, La lezione del 1921-1922. Tollerare la violenza è un grave pericolo; Fausto De Luca, Alla Camera parlamentari neofascisti lanciano violenti insulti al governo. Spavalde dichiarazioni dellìon. Roberti: “ Senza la polizia con pochi cazzotti sapremmo regolare i conti con gli studenti democratici”. Il sottosegretario Gaspari lo interrompe sdegnato, ma le sue parole sono sopraffatte dalle urla dei missini. All’Università domani riprendono le lezioni
«La Stampa», 5 maggio 1966 [p.5]
Titolo: Dopo i gravi episodi di violenza dei fascisti. All’Ateneo di Roma torna la calma. Domani saranno riprese le lezioni. I primi risultati dell’autopsia sulla salma di Paolo Rossi confermano che il giovane fu percosso ( a un occhio, al collo, al fianco) prima di cadere dal pianerottolo. Ai primi di giugno l’eelzione del nuovo rettore. Il capo della polizia, prefetto Vicari, sporge querela per diffamazione contro le accuse del MSI; Guido Calogero, Insegnamento da ricordare; Lamberto Furno, Il 16 maggio dibattito alla Camera
Roma : manifestanti della SOGEME in corteo a via del Corso sono caricati dalla polizia. Negli scontri riportano lesioni un funzionario di polizia, un commissario capo, 8 agenti, 6 dimostranti. Arrestati 4 lavoratori e 20 identificati e denunciati.
A Milano : nel corso dello sciopero dei metalmeccanici e per l’arco dell’intera giornata incidenti fra lavoratori e polizia alla Alfa Romeo e alla Breda. Numerosi lavoratori fermati, alcuni arrestati. Rispondendo alle interrogazioni presentate sui due episodi, il ministro dell’Interno, Paolo Emilio Taviani, accusa di atteggiamenti irresponsabili i rappresentanti delle CGIL e della CISL presenti agli scontri.
Seduta n. 454 -6 maggio 1966
Paolo Emilio Taviani, ministro dell’Interno, Cianca, Di Nardo, sottosegretario per il Lavoro e la previdenza, Riccardo Fabbri, Lajolo, Naldini, Pigni, Servello, Simonacci
«La Stampa», 7 maggio 1966 [p.1]
f.d.l. (Fausto De Luca), Taviani parla sugli scontri tra polizia e scioperanti. Alla Camera la relazione del ministro sugli incidenti di Milano e Roma. “Nessuno contesta, e tanto meno il governo- dice- il diritto di sciopero, ma il diritto di sciopero non è diritto di violenza
A Torino la FIAT firma con una delegazione del governo sovietico, guidata dal ministro Tarasov, per la costruzione in URSS di un stabilimento che impiegherà 30-40 mila operai e produrrà 2000 auto al giorno del modello FIAT “124”. Lo stabilimento sarà localizzato a Togliattigrad.
«La Stampa», 5 maggio 1966 [p.1]
Ieri sera alle 19, a conclusione delle trattative. Tra FIAT e Unione Sovietica firmato l’accordo a Torino. Il comunicato congiunto annuncia un programma concreto per la scelta dell’autovettura da costruire e l’organizzazione di un complesso in grado di produrre 2000 automobili al giorno. Il protocollo firmato dal ministro Tarasov e dal prof.Valletta. Erano presenti l’ambasciatore dell’URSS in Italia, Kozirev (giunto da Roma), tutti i delegati sovietici e la presidenza della FIAT. È stato firmato anche un accordo per le questioni finanziarie tra l’Istituto Mobiliare Italiano e la Banca Sovietica per il commercio estero. Fiducia in un ulteriore sviluppo degli scambi; n.d.v., Tarasov e Valletta dichiarano abbiamo fatto un buon lavoro. Il ministro russo sottolinea il significato dell’accordo per i legami tecnico-scientifici tra i due Paesi. Il prof. Valletta illustra le tappe dell’operazione; g.gi., Uno dei contratti più importanti stipulati all’estero dal governo russo; ar.ba. ( Arturo Barone), Soddisfazione a Roma. Il ministro del Commercio Estero ha riferito a Moro
«La Stampa», 6 maggio 1966 [p.1]
Titolo: Dichiarazioni del ministro Tarasov a “La Stampa”. I russi hanno scelto la nuova FIAT “124” la fabbrica occuperà 30-40 mila operai. Alla vettura saranno apportate alcune modifiche per adattarla al clima ed alle strade dell’URSS. Prossima la scelta della località dove sarà costruito lo stabilimento. La cifra complessiva dell’operazione non può essere ancora precisata: la parte finanziata dall’IMI è di 200 miliardi di lire. Previste forniture di macchine utensili. La delegazione è partita ieri sera; Sergio De Vecchi, L’intervista con il capo della delegazione dell’URSS. Il ministro Tarasov è un ingegnere che ha lavorato sempre nell’industria automobilistica. È nato 55 anni fa in un paese sul Volga. Suo padre era operaio meccanico; Massimo Conti, Le “Izvestia” danno grande rilievo all’accordo FIAT-Unione Sovietica. Il giornale scrive che “a Torino, capitale dell’automobile” è stato firmato un accordo che è parte essenziale di una serie di misure destinate a sviluppare i rapporti italo-russi”. L’URSS è solo all’inizio della motorizzazione
«La Stampa», 7 maggio 1966 [p.7]
ar.ba. (Arturo Barone), Vasta risonanza internazionale al contratto tra FIAT e Unione Sovietica. Moro sottolinea l’importanza dell’accordo per l’attività produttiva e l’occupazione. I benefici si ripercuoteranno non solo sulla FIAT, ma su numerose altre industrie piccole e medie. Il ministro Tolloy dichiara: “Il merito della scelta russa va ai dirigenti e ai lavoratori della FIAT2. Gli impegni assunti dal governo sono commisurati agli interessi politici ed economici italiani. Andreotti esprime fiducia in una maggiore collaborazione internazionale. Il valore dell’operazione ed i termini di pagamento delle forniture; La dichiarazione a “La Stampa” del presidente del Consiglio; Massimo Conti, Secondo la “Pravda” si aprono con l’Italia “buone prospettive” ; Valletta e Agnelli ricevuti dal presidente del Consiglio; Nicola Caracciolo, I giornali americani giudicano l’avvenimento “storico”.Johnson ritiene utili alla pace i commerci con i Paesi comunisti. Il presidente proporrà una legge per incrementare gli scambi con l’Est Europeo. Un portavoce del governo dichiara: “Quando si tratta di beni di consumo, non abbiamo obbiezioni”. Il ” New York Times” commenta:”Le 600 mila auto che la FIAT produrrà in Russia ogni anno rappresentano una rivoluzione nel mondo sovietico”;
5-8 maggio 1966
Si svolge a Stoccolma il X Congresso dell’ Internazionale socialista vi partecipano 200 delegati in rappresentanza di 40 nazioni. Per la prima volta, dopo venti anni da quando il PSI ne era uscito, Pietro Nenni è invitato a partecipare in qualità di «osservatore». Il leader socialista nel suo intervento illustra la nuova politica del Partito socialista italiano e le prospettive della fusione con il PSDI.
«La Stampa», 4 maggio 1966 [p.7]
Walter Rosboch, Domani i lavori a Stoccolma. Nenni “osservatore” all’Internazionale socialista. Duecento delegati di quaranta nazioni partecipano al 10° Congresso. Per la prima volta invittao anche Nenni: forse chiederà l’ammissione del PSI
«La Stampa», 5 maggio 1966 [p.18]
Nenni giunto a Stoccolma per l’Internazionale socialista. Accolto all’aeroporto dal primo ministrosvedese. È accompagnato da una folta delegazione del PSI che assisterà ai lavori dell’Assemblea
«La Stampa», 6 maggio 1966 [p.3]
Walter Rosboch, Aperto il X Congresso dell’ ”Internazionale”. I socialisti di 40 Paesi a Stoccolma accolgono Nenni con un caldo benvenuto. Il primo ministro svedese Erlander dichiara: “ora che i due partiti socialisti italiani sono alla vigilia della fusione, vogliamo esprimere al vice presidente del Consiglio italiano la nostra ammirazione e la nostra solidarietà”. Tutta l’Assemblea applaude a lungo Pietro Nenni, che segue il Convegno come “osservatore”
«La Stampa», 7 maggio 1966 [p.1]
Titolo: Ritorno all’ “Internazionale” dopo vent’anni. Nenni illustra a Stoccolma il nuovo volto del socialismo italiano. Il vicepresidente del Consiglio italiano dichiara:” La divisione tra socialisti ha favorito finora l’egemonia delle forze moderate sullo Stato e dei comunisti sul movimento operaio. Ma oggi possimao dire che la riunificazione non è più una speranza, è una cosa certa”. Severo giudizio sulla politica di De Gaulle: “il nazionalismo francese rischia di suscitare in Germania un nazionalismo eguale”. Nenni sollecita l’Inghilterra ad entrare nel MEC e condanna il mito cinese della “guerra rivoluzionaria”. “Solo la pace- ha detto- è rivoluzionaria; Editoriale, Alberto Ronchey, Simpatia e popolarità; Walter Rosboch, I delegati di 40 Paesi discutono i problemi mondiali; I socialisti afro-asiatici minacciano una scissione
«La Stampa», 8 maggio 1966 [p.3]
Alberto Ronchey, L’Internazionale socialista è entrata in una seconda vita. L’abbandono dei dogmi marxisti-giacobini ha portato alla vittoria i socialisti europei. Dall’Inghilterra alla Scandinavia, tenendo “i piedi nell’altro secolo e la testa in questo”, hanno potuto dare una spinta verso sinistra alla società e all’economia. Sono falliti, dove non hanno saputo compiere, come in Francia, il necessario riesame. Ma l’esperienza europea vale per i paesi depressi del Terzo Mondo? Questo interrogativo drammatico ha dominato il Congresso di Stoccolma. Basterebbe ridurre del 5 per cento tutte le spese militari, e per le nazioni arretrate si aprirebbero grnadi speranze; w.r. (Walter Rosboch), Ampi commenti in Svezia al discorso di Pietro Nenni. Definito l’intervento più interessante e costruttivo del Congresso
«Stampa Sera», 9-10 maggio 1966 [p. 1]
Alberto Ronchey, Conclusi i lavori del Convegno di Stoccolama. Moderate le conclusioni dell’Internazionale socialista. Nei vari documenti si è adottata una cauta linea politica. Auspicate l’ammissione della Cina all’ONU e una pacifica soluzione per il Vietnam. Una proposta per gli aiuti ai Paesi sottosviluppati. Opposizione ai fermenti del “nazionalismo atomico tedesco”
«La Stampa», 10 maggio 1966 [p.3]
Alberto Ronchey, Conclusi a Stoccolma i lavori dell’Internazionale. Non basta una rivoluzione, né un decreto-legge per creare una Nazione il “vero” socialismo. L’esempio svedese è indiscutibile: una reale ed efficace trasformazione della società si ottiene soltanto attraverso un lungo lavoro educativo che può durare anche più generazioni. A quest’opera concorrono le scuole, il sistema fiscale, una lenta assuefazione alle leggi dell’economia industriale. La Svezia, che oggi è un piccolo Paese neutrale, si trova forse all’avanguardia della modernità. La capitale stupisce lo straniero per la vivacità e spigliata freschezza delle sue manifestazioni culturali, cultura, teatro, scienze
Pietro Nenni, «Gli anni del centro sinistra», Diari 1956-1966, SugarCo Edizioni, Milano, 1982,pp. 627-629 [ note dal 4 al 8 maggio 1966]
Roma : la polizia carica, a via del Corso, una manifestazione di lavoratori delle assicurazioni che protestano per il rinnovo del contratto. Insieme agli agenti in divisa operano agenti in borghese. Feriti non solo numerosi manifestanti ma anche l’on. Luigi Bertoldi (PSI) e cinque funzionari della Direzione del PSI. Le interrogazioni sull’episodio sono discusse alla Camera il 9 maggio.
IV Legislatura Camera dei deputati
Seduta n. 455 - 9 maggio 1966
Interpellanze e interrogazioni: Cacciatore, Corghi, Cruciani, Mauro Ferri, Gaspari, sottosegretario di Stato per l'interno , Naldini, Nannuzzi, Pezzino, Oliva, sottosegretario di Stato per gli affari esteri.
Confindustria, Intersind-Asap e rappresentanti della CGL, CISL e UIL , al termine di una intera giornata di trattative, raggiungono l’accordo per riprendere le trattative per il rinnovo dei contratti di lavoro. La Confindustria si impegna a invitare le varie associazioni di categoria a riprendere i colloqui con i sindacati. Le organizzazioni sindacali a sospendere gli scioperi sindacato appena saranno fissati gli incontri.
«La Stampa», 7 maggio 1966 [p.1]
Giancarlo Fossa, Accordo fra sindacati e Confindustria per riprendere subito le trattative. La Confindustria annuncia che inviterà le proprie associazioni di categoria ad iniziare nuovi colloqui per i contratti di lavoro. CSIL, UIL e CGIL affermano che, appena sarannno fissate le date degli incontri, sospenderanno tutti gli scioperi. Buone prospettive per i metalmeccanici, qualche difficoltà per gli edili
La Cina fa esplodere la sua prima bomba all’idrogeno. L’esplosione avviene nel deserto del Sinkiang, ai confini con l’URSS.
«La Stampa», 10 maggio 1966 [p.1]
Titolo: Ieri nel deserto del Sinkiang, che confina con l’URSS. La Cina ha fatto esplodere la prima bomba all’idrogeno. Lo scoppio (secondo Pechino) sarebbe avvenuto nell’atmosfera. Il comunicato non precisa la potenza dell’ordigno. Dichiara che “scopo degli esperimenti è di opporsi alla collusione tra Stati Uniti e URSS per mantenere il monopolio nucleare”. Proclama che “le atomiche cinesi costituiscono un appoggio ai popoli che lottano per la loro liberazione”. Ma assicura: “Noi non useremo mai per primi queste armi”. Con la bomba H esplosa ieri ( nel ’64 e nel ’65 furono sperimentate nel Sinkiang due bombe A) la Cina ha superato la Francia; Editoriale, Didimo, Brutto giorno per la pace; (Associated Press), L’annuncio ufficiale a Pechino; Nicola Caracciolo, Washington promette “Difenderemo i paesi minacciati dalal Cina”; (Associated Press), Radio Mosca dà la notizia senza commenti; (Associated Press), Il Giappone non crede che si tratti di una “H”. I suoi osservatori meteorologici non hanno registrato una pressione atmosferica anormale; ( Ansa), Ciu En-lai proclama: “Se ci attaccheranno gli americani saranno certo annientati”. Il primo ministro di Pechino dichiara: “Seicentocinquatamilioni di cinesi potranno affrontare vittoriosamente tutti gli uomini e le armi, atomiche comprese, che gli Stati Uniti impiegheranno contro di noi”
10-12 maggio 1966
Camera : Nelle sedute dal 10 al 12 maggio si conclude con l’approvazione , 422 voti a favore e 32 contrari, la discussione , iniziata il 20 aprile 1966, sul disegno di legge sulle norme che regolano i licenziamenti individuali , il testo sarà approvato definitivamente dal Senato il 12 luglio 1966. La nuova legge vieta il licenziamento senza «giusta causa» o giustificato motivo nelle aziende con più di 35 dispendenti.
scheda dei lavori [ dal 15 giugno 1965 al 12 luglio 1966]
«La Stampa», 11 maggio 1966 [p.1]
Fausto De Luca, Alla Camera, mentre si discute la “giusta causa”. Assenti metà dei deputati passa un emendamento comunista. Al momento di votare gli articoli dell’importante legge sui licenziamenti si trovano in aula appena 349 onorevoli su 630. In maggioranza (177) erano dell’estrema sinistra. È stato così approvato un ordine del giorno presentato dal PCI ed è stata modificata la prima delle norme in discussione. Poi, dopo quasi due ore, i capigruppo del centro-sinistra sono riusciti a trovare altri deputati e il secondo articolo del provvedimento non ha subito cambiamenti. Le votazioni riprenderanno domani. La legge deve ancora andare al Senato; Michele Tito, Disagio nella maggioranza. L’asenteismo dei deputati era già stato criticato con dure paroel da Moro dopo la formazione del governo, e da altri “leaders”. Ma gli episodi si ripetono. Un altro motivo di inquietudine è la votazione di oggi alla Camera per i rappresentanti al Parlamento europeo: il PSI insiste perché siano inclusi i comunisti
«La Stampa», 13 maggio 1966 [p.1]
f.d.l. (Fausto De Luca), La legge sulla “giusta causa” approvata con 422 sì e 32 no. Le norme si applicano ai licenziamenti individuali di operai e impiegati assunti a tempo indeterminato. Esclusi i lavoratori delle imprese con meno di 35 dipendenti. Il provvedimento, votato alla Camera, deve passare al Senato
11-13 maggio 1966
Senato : discusso e approvata la delaga al presidente della Repubblica per l’amnistia e l’indulto.
Seduta n. 428 – 11 maggio
Delega al presidente della Repubblica per la concessione di amnistia e indulto. Discussione: Bermani, Maris, Morvidi, Nencioni, Nicoletti, Salari,Tessitori, Tomassini
Seduta antimeridiana n. 429 -12 maggio
Discussione: Alessi, relatore, Pago, Bergamasco, Berlingieri, Chabod, Gianquinto, Gullo, Kuntze, Maris, Manni, Nencioni, Picchiotti, Pinna, Poët, Reale,ministro di Grazia e giustizia, Schiavetti
Seduta pomeridiana n. 430 -12 maggio
Discussione: Alessi , relatore , Angelini, Armando, Banfi, Battino, Vittorelli, Berlingieri, Bermani, Bonafini, Chabod, Cornaggia, Medici, Gullo, Kuntze, Giuseppe Magliano, Maris, Morvidi, Nencioni, Petrone, Picchiotti, Poët, Reale, ministro di Grazia e giustizia, Rendina, Roda, Terracini, Tomassini, Votazione per appello nominale sull’art.3bis ( non approvato)
Seduta n. 431 -13 maggio
Discussione e approvazione con modifiche: Ajroldi, Alessi, relatore, Armando Angelini, Bonacina, Fanelli, Genco, Gianquinto, Gullo, . Giuseppe Magliano, Maris , Monni, Murdaca, Nencioni, Pafundi, Picchiotti, Poet, Reale, ministro di Grazia e giustizia, Rendina, Roda, Terracini, Tomassini, Trabucchi, Valsecchi, sottosegretario per le Finanze.
«La Stampa», 11 maggio 1966 [p.1]
Editoriale, Giovanni Leone, Oggi la discussione al Senato. Incertezze e ingiustizie nel progetto di aministia; Il dibattito dovrebbe concludersi in settimana
«La Stampa», 12 maggio 1966 [p.1]
Guido Guidi, Partiti e gruppi divisi sull’opportunità del provvedimento. Il Senato discute sull’amnistia. Chieste 60 modifiche al progetto. La maggioranza di centro-sinistra vorrebbe mantenere i limiti stabiliti dalla Commissiione giustizia: amnistia per i reati punibili fino a 3 anni, oppure fino a 4 anni se compiuti da minorenni e ultrasettantenni, fino a 5 anni se determinati da motivi elettorali o sindacali, condono di due anni per tutte le pene. Il governo sollecita restrizioni per i reati finanziari e fiscali. I liberali sono contrari al progetto in blocco. Troppi indulti in Italia. Ma altri partiti e parecchi senatori a titolo personale propongono generosi ampliamenti
«La Stampa», 13 maggio 1966 [p.1]
Guido Guidi, Il Senato approva quasi unanime i primi articoli della legge. Fissato l’elenco dei reati ammessi dall’amnistia o al condono di due anni. Portate lievi modificazioni al progetto della Commissione Giustizia. Nell’ aministia rientrano i reati con pene fino a 3 anni, oppure fino a 4 anni se commessi da minorenni e ultrasettantenni e fino a 5 se compiuti per fini elettorali o sindacali. Fra i reati esclusi: peculato, commercio di medicine e alimenti nocivi, pubblicazioni oscene. Oggi si stabiliranno altre norme, con la data entro la quale devono essere stati commessi i reati per beneficiare dell’indulto
«La Stampa», 14 maggio 1966 [p.1]
Guido Guidi, Aministia e condono approvati al Senato. La legge alla Camera tra pochi giorni. Riguarda i reati compiuti fino al 31 gennaio ’66. Si calcola che saranno estinti 1 milione e mezzo di contravvenzioni e fatti delittuosi, ossia quelli che comportano pene massime fino a 3 anni ( in alcuni casi 4 oppure 5). Il condono di 2 anni concesso a tutti i condannati, con poche esclusioni. Il provvedimento vale anche per i reati fiscali e finanziari, ma ad un patto che si paghino le relative imposte entro 120 giorni
12-13 maggio 1966
PSI-PSDI : Si svolge la riunione del Comitato per l’unificazione socialista. Esaminati gli aspetti generali, si decide la formazione di quatro sottocomitati che si occuperanno di approfondire : le questioni ideologiche e politiche, le questioni organizzative e statutarie, le norme transitorie e le azioni da intraprendere verso forze e gruppi interessatu all’unificazione socialista. Fra i punti da chiarire la condotta da seguire per il sindacato: il PSI è per l’unità con la CGIL, mentre il PSDI propende per la costruzione di un nuovo sindacato che raccolga tutte le tendenze favorevoli all’unità socialista. Nella riunione il vicesegretario socialista , Giacomo Brodolini, indica la prospettiva dell’autunno per l’unificazione fra i due partiti.
«La Stampa», 14 maggio 1966 [p.7]
f.d.l. (Fausto De Luca), Il PSI vuole che la fusione si concluda entro l’autunno. Dichiarazioni del vicesegretario socialista. Il Comittao misto ha concluso la prima parte dei lavori
13-14 maggio 1966
Senato : La Commissione Esteri discute sulla politica estera. Relaziona il ministro Amintore Fanfani
16-17 maggio 1966
Seduta n. 460 - 16 maggio 1966
Mozioni, interpellanze e interrogazioni sull’Università di Roma. Discussione: Delfino, Ingrao, Paolicchi, Righetti, Sanna
Seduta n. 461 -17 maggio
Discussione: Bozzi, Caradonna , Covelli, Gerbino,Gonella Giuseppe Grilli, La Malfa, Pacciardi,Rosati, Sinesio, Taviani, ministro dell'interno, Valitutti .
DC - Moro a Firenze e Rumor a Roma aprono la campagna elettorale per le amministrative
Si svolge l’assemblea annuale della Banca d’Italia.
Guido Carli, Considerazioni finali, 31 maggio 1966 [fonte.: Banca d’Italia]
Relazione annuale sul 1965 [fonte.: Banca d’Italia]
Appendice statistica [fonte: Banca d'Italia]
Elezioni amministrative. Alle urne circa 5 milioni di elettori. Si vota per il rinnovo di 3 Consigli provinciali e per 168 comuni. I quattro partiti del governo ( DC. PSI, PSDI e PRI) guadagnano 312 mila voti rispetto alle consultazioni del 1964. PCI e PSIUP ne perdono circa i 35 mila , i liberali e le destre 261 mila. I maggiori incrementi vanno al PSDI ed alla DC. Il PSI recupera nei piccoli centri industriali e nelle campagne dove cedono i comunisti. In regresso il MSI in particolare a Roma e nel Sud. Nel complesso in 72 dei 93 comuni in cui si è votato sono possibili maggioranze di centro-sinistra, comprese le cosiddette «città difficili» di Roma, Genova e Foggia
«La Stampa», 12 giugno 1966 [p.1]
Editoriale, Luigi Salvatorelli, Prima di tutto amministrare; Michele Tito, Si rinnovano tre Consigli provinciali e 168 comunali. Oggi alle urne 5 milioni di elettori alle urne in città e paesi con giunte difficili. Gli otto centri più importanti sono: Roma, Genova, Firenze, Bari, Pisa, Forlì, Ascoli Piceno, Foggia. I primi risultati si conosceranno domani notte. Si attribuisce ad essi notevole importanza: si vota in punti chiave della gerarchia politica ed in un momento delicato per l’attività del governo. Nella campagna elettorale i partiti di centro-sinistra sono stati uniti nell’indicare un preciso programma, i liberali hanno mosso dure critiche senza poter suggerire valide alternative, i comunisti hanno puntato come sempre su ogni tipo di malcontento, chiedendo le cose più contraddittorie; I precedenti risultati nelle città in cui si vota [tabella]; La situazione nei principali comuni
«La Stampa», 14 giugno 1966 [p.1-p.14]
p.1-r. s., Quasi cinque milioni di cittadini alle urne. I primi risultati elettorali. Migliorano i partiti di governo. Il PSDI ha avuto aumenti importanti quasi ovunque. La DC si è rafforzata in molti centri. Il PSI ha recuperato in alcune città e nei paesi. Tendenza dei comunisti e dei liberali alla flessione. Ai consigli provinciali di Roma e Foggia ai comuni di Genova, Bari e Ascoli Piceno sicuro il centro-sinistra. A Firenze il centro-sinistra ha un seggio in più, ma non raggiunge la maggioranza; l.f. (Lamberto Furno), La DC e il PSDI vittoriosi a Roma. Regresso di comunisti, liberali e missini; A Genova aumenta il PSDI è sicuro il centro-sinistra; A Firenze la giunta rimane ancora difficile; A Pisa pare inevitabile la gestione commissariale; Impossibili a Forlì le giunte al Comune ed alla Provincia; Impossibili a Forlì le al Comune e alla Provincia; Il PCI ad Ascoli Piceno perde a favore del PSI; A Foggia regresso del PCI vittoria del centro-sinistra; I socialdemocratici a Bari raddoppiano voti e seggi; Risultati del Piemonte. Successo a Borgomanero dei partiti di centro sinistra; Michele Tito, La politica della maggioranza esce rafforzata dalle votazioni;
p.14- I risultati in alcuni centri con più di 5 mila abitanti. Socialisti e socialdemocratici, uniti insieme, hanno ovunque migliorato le loro posizioni; In provincia di Imperia. DC e socialisti vincono a Castelvittorio
«La Stampa», 15 giugno 1966 [p.1-p.10]
p.1-Titolo : I risultati elettorali definitivi. Successo del centro-sinistra. Flessione delle due estreme. I quattro partiti del governo hanno guadagnato 312 mila voti rispetto alle consultazioni del 1964. L’estrema sinistra ne ha persi 35 mila , i liberali e le destre 261 mila. I maggiori incrementi al PSDI ed alla DC. Il PSI recupera nei piccoli centri industriali e nelle campagne dove cedono i comunisti. Regresso dei missini specialmente aRoma e nel Sud. In complesso 72 dei 93 comuni in cui si è votato avranno maggioranze di centro-sinistra, comprese le “città difficili” di Roma, Genova e Foggia ; Michele Tito, La chiara risposta di 5 milioni di votanti ; Fausto De Luca, Gli spostamenti di voto ; f.d.l. ( Fausto De Luca), Tanassi rileva il progresso del PSDI e dei socialisti. Rumor sottolinea che la DC mantiene la posizione di guida dello schieramento democratico. Malagodi e Longo invitano il centro-sinistra ad “opportune aperture” nelle giunte che rimangono “difficili” ( Firenze, Pisa e Forlì). Violente polemiche tra i capi dell’estrema destra ; Taviani : ottimi risultati che superano le previsioni ; r.s. , Ora si faranno giunte stabili al Comune e alla Provincia di Roma. È la prima volta, da quattro anni, che la DC supera il 30% nella capitale. I comunisti battuti nella periferia più povera. Sindaco sarà riconfermato il DC Petrucci ; I risultati complessivi negli 8 comuni capoluoghi. Roma,Genova, Firenze, Bari, Pisa, Ascoli Piceno e Foggia [ tabella ] ; I voti nelle province di Roma, Forlì e Foggia [ tabella ] ; Le elezioni nei comuni con oltre 5 mila abitanti [ tabella ] ;
p.10- Mario Fazio, Risolti i problemi di una “giunta difficile”. A Genova il successo del PSDI dà sicurezza al centro-sinistra. I partiti di governo tornano al Comune rafforzati: hanno 41 seggi contro 39 delle opposizioni, nel 1964 ne avevano 40 su 80. Il forte aumento dei socialdemocratici ( due consiglieri in più) non soltanto compensa il seggio perduto dal PSI, ma permette di formare una giunta stabile. Forte regresso del MSI. I comunisti, contrariamente da altre località, hanno ottenuto un nuovo incremento ; Le comunali nei capoluoghi di regione [ tabella] ; Un democristiano con l’appoggio di PSI e PSDI reggerà per 4 anni il comune di Borgomanero. Il centro-sinistra ha ottenuto 25 seggi su trenta. Alla minoranza 3 comunisti e 2 liberali. Il successo più importante è del PSDI passato da uno a cinque consiglieri ; A Forlì il commissario in Comune e Provincia. Impossibile formare le giunte malgrado il successo del PRI ; Il centro-sinistra ad Ascoli Piceno aumenta voti e seggi ; Firenze non può formare una giunta malgrado l’aumento dei socialisti. Il centro-sinistra è minoritario. Al prof. Bargellini, capolista DC, 30.505 voti di preferenza ; Impossibile a Pisa formare una giunta ; Confermata la giunta a Bari con i tre partiti governativi. In Comune il centro-sinistra ha 38 seggi contro 22 delle opposizioni. Successo dei socialdemocratici che raddoppiano i propri voti ; A Foggia DC, PSI e PSDI formano giunte in comune e provincia
14-16 giugno 1966
Sciopero nazionale unitario di tre giorni dei metalmeccanici delle aziende statali. Lo stesso giorno riprendono le trattative per il contratto dei metalmeccanici delle aziende private. Di fronte alle resistenze della Confindustria alla richiesta di aumenti del 6-7 % sui minimi, la sera del 15 giugno FIOM -CGIL e FIM-CISL decidono di ritirarsi dalle trattative e si riservano di decidere nuove agitazioni della categoria. Al contrario la UIL e la CISNAL insieme al sindacato accettano l’invito della Confindustria a proseguire il negoziato. Per quanto riguarda il settore statale, concluso lo sciopero nazionale, i sindacati annunciano astensioni settimanali a livello provinciale a partire dal 21 giugno.
«La Stampa», 14 giugno 1966 [p.14]
Giancarlo Fossi, Situazione preoccupante nel campo del lavoro. I metalmeccanici statali inizinao oggi uno sciopero di tre giorni. Riprendono in un atmosfera difficile le discussioni per il contratto dei metalmeccanici privati. Domani si astengono dal lavoro gli edili. Continua l’agitazione presso gli ispettorati della motorizzazione. La UIL chiede l’intervento dei ministri per sbloccare alcune controversie.
«La Stampa», 15 giugno 1966 [p.13]
g.f. ( Giancarlo Fossi ), Incontro a Roma tra sindacati e Confindustria. I metalmeccanici privati chiedono l’aumento del 6-7 per cento sui minimi. La misura, dicono i sindacalisti, è trattabile. Gli industriali rispondono oggi. Incominciato lo sciopero dei meccanici statali. Si astengono dal lavaoro gli edili
«La Stampa», 16 giugno 1966 [p.1]
g.f. ( Giancarlo Fossi ), CISL e CGIL rompono le trattative sul contratto per i metalmeccanici
«La Stampa», 17 giugno 1966 [p.1]
Giancarlo Fossi, Dopo la “rottura” di CGIL e CISL. La UIL prosegue la trattativa per i metalmeccanici privati. La UIL ha accettato l’invito della Confindustria per un nuovo incontro. Anche altri sindacti ( fra cui quello dell’auto e della siderurgia) favorevoli a continuare i negoziati. I metalmeccanici statali, concluso lo sciopero nazionale, annunciano agitazioni provinciali
15-17 giugno 1966
I partiti commentano il voto.
«La Stampa», 16 giugno 1966 [p.1]
Michele Tito, Un comunicato della Direzione. La DC sottolinea la fiducia degli elettori nel centro-sinistra. Il partito invita gli alleati “ad una azione sempre più efficace e concorde per una politica di avanzamento democratico”. Polemiche tra i liberali. I comunisti ammettono segni di crisi della loro forza elettorale. I risultati delle amministrative rendono più sicuro il governo e più rapida l’unificazione socialista
«La Stampa», 17 giugno 1966 [p.1]
Editoriale, Nicola Adelfi, I risultati delle amministrative di domenica. Confronto tra il 1946 ed oggi; m.t. ( Michele Tito), PSI e PSDI vogliono accelerare la fusione. La Direzione comunista ammette il calo dei voti
«La Stampa», 18 giugno 1966 [p.16]
m.t. (Michele Tito), Secondo le dichiarazioni dei leaders. L’unione socialista sicura per l’autunno. Nenni ha annunciato che i lavori del Comitato per l’unificazione si concludono “entro luglio”. Subito dopo sarà convocata la “Costituente socialista” per lo statuto del nuovo partito. Si fanno i nomi di Nenni come presidente, di Tanassi e De Martino come segretari; l.f. ( Lamberto Furno), Il PCI ammette di aver perso voti. Il settimanale ufficiale comunista riconosce l’ “indubbia gravità dei risultati”. Le flessioni più forti, aggiunge, si sono avute a Roma e nel Meridione
20-21 giugno 1966
MEC - A Roma si svolge la XXIII Conferenza dei ministri finanziari dei sei Paesi della CEE. I ministri sono affiancati dai governatori delle rispettive Banche centrali. All’ordine del giorno i problemi monetari della liquidità internazionale che dovranno essere affrontati all’Aia, ai primi di luglio nella riunione del cosiddetto «club dei dieci» di cui fanno parte i dieci Paesi del mondo non comunista con le più ampie riserve valutarie ( Stati Uniti, Gran Bretagna, Giappone, Canada e Svezia insieme ai Paesi del MEC senza il Lussemburgo). La Conferenza si conclude con l’approvazione del bilancio 1965 della Banca Europea ( BEI) e l’elezione di Emilio Colombo a presidente di turno del Consiglio dei governatori della Banca per il prossimo anno, il ministro italiano sostituisce il francese Debré. Complessa la discussione di merito. Germania, Italia e Olanda vorrebbero attuare prima possibile un «piano di emergenza» per aumentare le riserve valutarie, mentre Francia e in parte Belgio intendono subordinarlo al preventivo riequilibrio della Bilancia dei pagamenti di tutti i Paesi del «club dei dieci». La discussione continuerà nelle settimane successive in vista della riunione del Consiglio dei ministri della CEE che si svolgerà a Bruxelles il 24-25-luglio e sarà dedicata all’esame della situazione congiunturale nei sei Paesi . Mentre la riunione dei ministri finanziari è fissata per il 12-13 settembre prima dell’Assemblea annuale del Fondo Monetario.
«La Stampa», 21 giugno 1966 [p.14]
ar.ba. ( Armando Barone), Presenti anche i governatori delle Banche centrali. I ministri finanziari del MEC riuniti per due giorni a Roma. La Comunità Europea cerca un’intesa sulla liquidità per la prossima congerenza dell’Aia. La posizione francese sembra pregiudicare la possibilità di un accordo. I lavori si concludono oggi
«La Stampa», 22 giugno 1966 [p.14]
ar.ba. ( Armando Barone), Conclusa a Roma la conferenza finanziaria. La liquidità internazionale discussa dai ministri del MEC. Colombo afferma oggi che il problema più importante è la stabilità monetaria. Esistono divergenze fra i Paesi della Comunità sulle misure per aumentare le riserve valutarie mondiali : nelle prossime settimane si cercherà un accordo; Il ministro Colombo eletto presidente della BEI. All’Italia il maggior numero di prestiti della Banca europea degli investimenti. L’anno scorso sono stati 17. Due i più importanti ( per 15 miliardi ciascuno) , riguardano l’autostrada della Valle d’Aosta e la trasformazione della piana di Metaponto
21-22 giugno 1966
CGIL - Comitato direttivo. All’ordine del giorno l’esame delle lotte in corso. I segretari confederali Fernando Montagnani , Luciano Lama e Arvedo Forni, relazionano rispettivamente sulle vertenze nell’Industria, nel pubblico impiego e sulle lotte agrarie. Lama, nella replica, informa sugli sviluppi dei colloqui in corso con gli altri sindacati sui problemi e le prospettive dell’unità sindacale
«Rassegna sindacale», 26 giugno 1966, n. 89 [ documentazione pp. 1-3]
p.1-Titolo: Nella riunione del 21-22 giugno II Comitato Direttivo della CGIL ha discusso le lotte in corso; La relazione di Montagnani;
p.2- La relazione di Lama; La relazione di Forni;
p.2-3- L'intervento di Scheda e il dibattito
«Rassegna sindacale», 26 giugno 1966, n. 89 [ pp. 1-2]
pp.1-2- Agostino Novella, Si entra in una nuova più intensa fase di lotte;
p.2-Panorama delle vertenze, delle lotte e delle trattative
21-23 giugno 1966
Metalmeccanici – Sciopero di tre giorni indetto da CGIL e CISL nelle aziende private. La UIL partecipa soltanto per solidarietà. Manifestazioni, scioperi anche in alcune aziende a partecipazione statale in particolare in quelle che hanno fatto ricorso alla serrata. Il 22 giugno , a Milano davanti alla sede dell’Alfa Romeo , le forze dell’ordine caricano il lavoratori facendo uso di gas lacrimogeni. Arrestato Bruno Pinato, dirigente della FIOM.
«La Stampa», 21 giugno 1966 [p.1]
I metalmeccanici in sciopero da oggi. L’astensione terminerà domani sera o giovedì, secondo le località non aderiscono i sindacati autonomi
«La Stampa», 22 giugno 1966 [p.1]
g.f. , L’agitazione dei metalmeccanici. Ieri la prima giornata dello sciopero voluto da CISL e CGIL in tutta italia nelle aziende private. La UIL ha partecipato soltanto per solidarietà. Contrari i sindacati autonomi. In qualche città l’astensione finisce stasera, nella altre domani
«La Stampa», 23 giugno 1966 [p.2- cronaca cittadina]
L’agitazione nella provincia di Torino è finita. Scarasa partecipazione allo sciopero nelle grandi aziende metalmeccaniche. Ieri, secondo giorno, le presenze nelle fabbriche sono ancora umentate. L’Unione industriale comunica: “ SU 113.608 dipendenti hanno scioperato 8716 , pari al 7,67%”. La FIAT dichiara: “Tra gli operai hanno lavorato 75.895 su 76.978 (98,6%) , tra gli impegati erano in servizio 16.528 su 16.551 (99,9%)”. Basse adesioni allo sciopero anche alla RIV e alla Lancia
«La Stampa», 23 giugno 1966 [p.16]
L’agitazione dei metalmeccanici. Feriti 4 agenti a Milano in scontri con gli scioperanti. Le forze dell’ordine hanno fatto uso di gas lacrimogeni
Il presidente della Repubblica , Giuseppe Saragat, nella sala della Lupa a Montecitorio celebra il ventennale dell’insediamento dell’Assemblea Costituente ( 25 giugno 1946) di cui fu primo presidente.
«La Stampa», 25 giugno 1966 [p.1]
Fausto De Luca, Vent’anni fa si riuniva l’Assemblea Costituente per la prima volta . Appello di Saragat ad adempiere tutte le norme della Costituzione. Il capo dello Stato, che presiedette la Costituente, a parlato a Montecitorio davanti alle massime autorità della Repubblica ed ai parlamentari. Ha insistito su due concetti : fedeltà “ allo spirito della Costituzione, patto solenne di uomini liberi” e impegno “ perché ciò che in essa è enunciato diventi concreto e ciò che è indicato come traguardo risulti conseguito”
26 giugno 1 luglio 1966
Il presidente del Consiglio, Aldo Moro, e il ministro degli Esteri, Amintore Fanfani, si recano in visita ufficiale nella Germania Federale. Nel corso dei cinque giorni della visita si incontrano con il cancelliere Ludwing Erhard e con Willy Brandt , sindaco di Berlino Ovest.
«La Stampa», 25 giugno 1966 [p.1]
l.f. ( Lamberto Furno), Moro domani andrà a Bonn per una visita di cinque giorni. Lo accompagna il ministro Fanfani. Incontri con il presidente LuebKe, il cancelliere Erhard e Schroeder, e il sindaco di Berlino Brandt
«La Stampa», 26 giugno 1966 [p.1]
Giovanni Giovannini, Oggi Moro e Fanfani a Bonn per cinque giorni. Nostra intervista con Erhard. Economia : “Se i tedeschi vogliono vivere meglio, devono rassegnarsi a lavorare di più o accettare un certo grado di inflazione”. Nato e Francia: “ L’Alleanza Atlantica è più necessaria che mai. Speriamo di concludere entro l’anno un accordo per le truppe francesi in Germania. Finchè esse resteranno, non diminuirà il contributo della Francia alla difesa dell’Europa”. Armi nucleari: “Non aspiriamo al possesso di atomiche. Ma proponiamo che tutti e soci della Nato partecipino della responsabilità nucleare. Riunificazione tedesca: “Sappiamo di dover pazientare ancora. La Confederazione proposta dalla Germania comunista non è accettabile”. Rapporti con l’Italia :”Abbiamo imparato ad apprezzare gli italiani, laboriosi e ricchi di inventiva”; La Germania dopo Versailles e oggi; t.s. , Le giornate della visita. Lunedì e martedì colloqui con Erhard. Mercoledì incontro con Luebke a Kiel. Giovedì a Berlino Ovest, venerdì tra gli italiani a Stoccarda
«La Stampa», 28 giugno 1966 [p.1]
Giovanni Giovannini, Il presidente del Consiglio a Bonn. Moro discute con Erhard i problemi europei e la NATO. Il cancelliere dichiara che il popolo tedesco non rinuncerà alla riunificazione “con mezzi pacifici”. Moro risponde :” L’unità della Germania è per voi fondamentale. Ma, come la distensione e la pace, riguarda tutti i paesi”. Cauto ottimismo dei due statisti sull’adesione inglese al MEC. Il presidente del Consiglio ricorda la “vecchia e mai smentita aspirazione dell’Italia ad un’Europa unita, aperta a tutte le nazioni che vogliano farne parte”. Quanto alla secessione francese dalla NATO, occorre “dar prova della maggiore prudenza nei confronti di Parigi, senza tuttavia rinunciare al grande patrimonio realizzato in questi anni con la progressiva integrazione economico-politica”
«La Stampa», 29 giugno 1966 [p.1]
Giovanni Giovannini, Comunicato ufficiale sui colloqui politici a Bonn. Piena intesa tra Moro ed Erhard sui problemi europei e la NATO. Alleanza Atlantica: Riconfermata la fiducia nella difesa comune. Rapporti Est-Ovest: bisogna dissipare le diffidenze di alcuni Stati ( allusione a Cecoslovacchia e Polonia). Riunificazione tedesca : è la premessa di un pacifico regolamento europeo. MEC: auspicata l’unione economica e politica. Erhard elogia i 370 mila lavoratori italiani in Germania. Le consultazioni continueranno a Roma. Oggi Moro sarà ricevuto dal presidente Luebke, poi la visita a Berlino
«La Stampa», 30 giugno 1966 [p.1]
Giovanni Giovannini, Moro a Berlino. IL presidente del Consiglio accolto ieri con grandi onori dalle autorità dell’ex capitale tedesca. In serata si è incontrato con i tremila italiani che vivono nella città. “ Voi – ha detto- siete qui a Berlino viva espressione di quella unità europea che noi cerchiamo”. Oggi la visita al “muro”. Ieri mattina Moro aveva avuto un cordiale colloquio con il presidente Luebke
«La Stampa», 1 luglio 1966 [p.1]
Giovanni Giovannini, Il presidente del Consiglio conclude la visita in Germania. Il saluto di Moro a Berlino Ovest “città del coraggio e delle libertà”. Il sindaco Brandt lancia un appello all’URSS ( e chiede l’appoggio dell’Italia) perché migliori la “condizione umana” delle due Berlino. Breve visita al tragico muro, 30 km di filo spinato e 15 di cemento : “ Doloroso, ingiusto”, commenta il presidente commosso. Oggi Moro tra gli italiani di Stoccarda, in serata il ritorno a Roma
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